<rss version="2.0"><channel xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"><title>News</title><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/rss/news?categoria=produzione</link><description>Notizie, storie e interviste per raccontare il movimento cooperativo e per approfondire i temi che coinvolgono il nostro mondo.</description><lastBuildDate>Fri, 24 Apr 2026 02:59:45 +0200</lastBuildDate><atom:link href="https://www.cooperazionetrentina.it/it/rss/news" rel="self"><type>application/rss+xml</type></atom:link><item><guid isPermaLink="false">51f3dac2-8210-40a7-a909-f35f66309328</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/aggiornamento-mercato-mele-gennaio-2026</link><title>Aggiornamento mercato mele gennaio 2026</title><description>Martedì 13 gennaio si è svolta la consueta riunione del Comitato Marketing di Assomela, nel corso della quale sono stati esaminati i dati definitivi relativi alla produzione italiana e all’andamento del mercato nell’ultimo mese.</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/yvon04k2/le-previsioni-di-produzione-di-mele-per-la-stagione-2018-2019.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/aggiornamento-mercato-mele-gennaio-2026" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1024</width><height>768</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[La produzione italiana di mele raggiunge le 2.317.715 tonnellate, confermandosi perfettamente in linea con il consuntivo 2024 e risultando superiore di circa 200 tonnellate rispetto a quanto comunicato nel mese di dicembre.<br />A livello varietale, la produzione di Golden Delicious registra un lieve calo dell’1% rispetto all’anno precedente, attestandosi a 660.934 tonnellate. In decisa diminuzione la Red Delicious (-18%), che segna il livello produttivo più basso degli ultimi quattro anni con 163.180 tonnellate.<br />In ripresa del 2% la Fuji, che raggiunge 166.941 tonnellate. La Cripps Pink registra un volume di 148.680 tonnellate, mentre il gruppo delle Nuove varietà club, superando le 319.000 tonnellate, stabilisce un nuovo record produttivo (+17% sul 2024). La qualità generale delle mele risulta molto buona, la migliore degli ultimi cinque anni in termini di colore e calibro.<br />La quota di merce destinata al mercato fresco è superiore del 2% rispetto allo scorso anno, mentre circa 280.000 tonnellate sono state indirizzate alla trasformazione (-15%). Tutte le varietà tradizionali confermano un mercato positivo e ricettivo, con un decumulo più veloce rispetto al piano previsto. Le vendite delle varietà club sono in linea con i piani di decumulo.<br />Per quanto riguarda le esportazioni, il mercato extraeuropeo continua a dare ottime soddisfazioni in termini di volume e valore, a conclusione dell’anno solare 2025 da record per l’export di mele italiane e lasciando spazio a un moderato ottimismo.<br />Anche il mercato nazionale è in linea con le aspettative. Le vendite della Golden Delicious risultano regolari, con un decumulo dall’inizio della campagna in linea con la media, e in particolare nel Trentino-Alto Adige dove il decumulo supera del 10% quello dello stesso mese dello scorso anno. Prestazioni soddisfacenti anche per Red Delicious e Granny Smith, con giacenze tra le più basse degli ultimi anni.<br />In attesa quindi dei dati finali anche a livello europeo, la situazione per il mercato delle mele italiane appare positiva.<br /><br />Assomela s.c. è il Consorzio delle Organizzazioni di Produttori di mele italiani che rappresenta il 75% della produzione melicola nazionale, a cui si associano le Organizzazioni di Produttori VOG – Home of Apples, VIP (Val Venosta), il Consorzio From e VOG Products della Provincia di Bolzano, APOT, Melinda, La Trentina e Mezzacorona della Provincia di Trento, Melapiù della Regione Emilia-Romagna, Rivoira, Lagnasco, Joinfruit e Gullino della Regione Piemonte, Melavì della Regione Lombardia e Frutta Friuli Sca della Regione Friuli-Venezia Giulia.<br /><br />I dettagli nel documento pdf allegato.]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Assomela</author></item><item><guid isPermaLink="false">aec447d5-5443-4d3e-96a5-026bf93e4732</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/le-previsioni-di-produzione-di-mele-per-la-stagione-prossima</link><title>Le previsioni di produzione di mele per la stagione 2025/2026</title><description>Assomela ha partecipato, come da consuetudine e insieme ai propri soci, alla tradizionale conferenza Prognosfruit.</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/czddx0wb/assomela.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/le-previsioni-di-produzione-di-mele-per-la-stagione-prossima" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1600</width><height>1200</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Tenutasi quest’anno ad Angers (Francia) è stata organizzata dall’Associazione Nazionale Mele e Pere di Francia (ANPP), in collaborazione con WAPA (Associazione Mondiale Mele e Pere) e Copa-Cogeca (Associazione delle Cooperative e dei Produttori Agricoli Europei). L’evento ha rappresentato un momento chiave di confronto per i produttori melicoli dell’Emisfero Nord dove analizzare le previsioni di produzione di mele per la stagione 2025/2026, e confrontarsi sulle tematiche che stanno caratterizzando il settore.</p>
<p><strong>Le prospettive per la stagione 2025/2026 </strong></p>
<p>I dati presentati al Prognosfruit ci indicano che la stagione che sta partendo in questi giorni, ha buone potenzialità per risultare positiva per i produttori di mele, nonostante le diverse problematiche che sono state sottolineate anche durante il convegno svoltosi in Francia: la disponibilità sempre in calo di prodotti fitosanitari, il cambiamento climatico e le maggiori restrizioni a livello produttivo, la situazione europea che spesso manca di uniformità, e le continue tensioni globali che minacciano la stabilità del mercato.</p>
<p>Ciò nonostante, le previsioni di produzione lasciano il comparto melicolo ottimista per la stagione entrante, dove ci si aspetta condizioni in linea con l’anno concluso, per quanto riguarda il mercato fresco e quello del trasformato, nel quale influirà la mancanza di prodotto di diversi paesi extra UE, come la Turchia. La produzione stimata, che si allinea a quella dell’anno precedente, lascia aperta una suggestione: che questi numeri rappresentino ora il nuovo potenziale produttivo europeo.</p>
<p><strong>La situazione nell’Unione Europea </strong></p>
<p>Le stime di produzione per il 2025 indicano un raccolto di mele in Europa che anche quest’anno sarà inferiore al potenziale storico di produzione, e che è stimato ad un totale di <strong>10.455.000 </strong>tonnellate, un dato che quindi risulta sostanzialmente stabile rispetto allo scorso anno e inferiore del 7% rispetto alla media produttiva degli ultimi tre anni.</p>
<p>La previsione di produzione per l’Europa si mantiene in linea con il consuntivo dello scorso anno, pur evidenziando dinamiche diverse a livello nazionale. La Polonia registra una ripresa dopo la scarsa produzione del 2024, con una stima di 3.300.000 tonnellate (+3%). Incrementi significativi si osservano anche in Germania (+15%) e in Francia (+4%), così come in Repubblica Ceca e in Austria dove si tornerà a livelli normali, dopo l’ultimo anno di considerevole calo. Al contrario, a causa delle forti piogge primaverili, si prevedono cali produttivi in Spagna (-8%), Portogallo (-3%) e Grecia (-27%). In Scandinavia, la Danimarca mostra segnali di ripresa con un aumento del 14%, mentre in Svezia la produzione si mantiene stabile rispetto alla media degli anni precedenti.</p>
<p>Dal punto di vista qualitativo, grazie ad una fioritura generalmente abbondante e un’allegagione normale nella maggior parte dei paesi europei, si prevede calibri leggermente superiori rispetto allo scorso anno, con un ritardo generalizzato della raccolta di circa una settimana.</p>
<p><strong>L’andamento varietale </strong></p>
<p>Le previsioni di produzione europee distinte per varietà.</p>
<p>Mentre la Golden delicious rimane sostanzialmente stabile, con un leggero calo dell’1% a 2.059.000 tons., si conferma la tendenza di ribasso per maggior parte delle varietà tradizionali. In particolare, la Red delicious è prevista in calo di 19%, con una produzione stimata di 487.000 tons. Segno negativo anche per Granny Smith e per Fuji dove si prevede una diminuzione di 3% e di 9% rispettivamente.</p>
<p>Stabile la Gala, per la quale si prevede una produzione di 1.429.000 tons mentre la Cripps Pink continua a crescere, raggiungendo il volume di 330.000 tons con un +8% rispetto allo scorso anno.</p>
<p>Rispetto alle varietà tradizionali continua invece la corsa delle Nuove varietà club che superando le 680.000 tons., segnano una crescita del 14% rispetto allo scorso anno.</p>
<p><strong>Uno sguardo alla situazione italiana </strong></p>
<p>Le previsioni di produzione italiane a livello regionale ed in tabella 4 l’analisi varietale.</p>
<p>Per l’Italia, la produzione totale è stimata in <strong>2.248.025 tonnellate</strong>, con un <strong>calo del 3% </strong>rispetto allo scorso anno (Tab. 3). A livello regionale, si registra un aumento della produzione in Trentino (+5%), mentre è previsto un leggero calo in Alto Adige (-3%) e nella maggior parte delle altre regioni. Particolarmente significativa la flessione attesa in Piemonte (-15%), che segue un’annata 2024 caratterizzata da rese elevate. In Veneto, la produzione dovrebbe diminuire dell’11% rispetto al 2024, anche a causa di danni provocati dalla grandine. Emilia-Romagna prevede un lieve calo rispetto al 2024 (-6%), così come il Friuli (-5%).</p>
<p>La produzione biologica in Italia è anch’essa in calo, con una diminuzione del 12% rispetto allo scorso anno. Con 164.099 tonnellate, rappresenta circa il 7% dell’offerta complessiva.</p>
<p>Per quanto riguarda le dinamiche varietali in Italia, si possono osservare nel dettaglio, all’interno della tabella.</p>
<p>Si segnala <strong>una crescita della Golden Delicious del 3%, </strong>che raggiunge una produzione di 688.326 tonnellate, recuperando dopo i livelli particolarmente bassi registrati nel 2024, ma ancora al di sotto del potenziale storico. In aumento anche le varietà protette (club), mentre le varietà tradizionali mostrano un calo generalizzato. In particolare, <strong>la Red Delicious registra una flessione del 21%</strong>, attestandosi a 156.366 tonnellate: si tratta del livello più basso mai registrato per questa varietà. Sono previste riduzioni significative anche per la Gala (-7%) e per la Granny Smith (-16% rispetto al 2024). La Fuji perde terreno rispetto allo scorso anno (-3%), con una produzione stimata di 157.488 tonnellate.</p>
<p>La Cripps Pink registra un aumento del 3% sul 2024, superando le 130.000 tonnellate e segnando un nuovo record produttivo. Anche le altre varietà club confermano la loro crescita, con una produzione complessiva superiore alle 300.000 tonnellate, in aumento del 10% rispetto allo scorso anno.</p>
<p>Dal punto di vista qualitativo, l’andamento climatico in Trentino-Alto Adige è stato nel complesso favorevole, fatta eccezione per alcune aree del Trentino colpite da episodi di grandine. Le condizioni meteorologiche, generalmente fresche e regolari, hanno favorito un buon sviluppo delle caratteristiche organolettiche dei frutti, in linea con quanto osservato nel 2024. Anche il periodo di raccolta si è svolto in modo regolare, sia rispetto alla media che all’annata precedente.</p>
<p>In Piemonte si rilevano frutti di buon calibro e ottima colorazione. Situazione diversa in Veneto, dove recenti eventi climatici avversi, come grandinate e la presenza di ticchiolatura, hanno determinato una riduzione dell’offerta per tutte le varietà, salvaguardando però la qualità per la produzione presente.</p>
<p>In Emilia-Romagna la produzione risulta nel complesso buona, così come in Friuli-Venezia Giulia, dove calibro e colorazione sono generalmente nella norma. Tuttavia, alcune zone del Friuli hanno sofferto da piogge intense durante la fioritura e l’allegagione.</p>
<p>Ad oggi, si stima che la quantità di mele destinate al <strong>mercato del fresco </strong>sarà pari a <strong>1.958.511 tonnellate</strong>, in leggero calo rispetto allo scorso anno (-2%), ma sostanzialmente in linea con la media degli ultimi quattro anni.</p>
<p><strong><em>Assomela </em></strong><em>s.c. è il Consorzio delle Organizzazioni di Produttori di mele italiani che rappresenta il 75% della produzione melicola nazionale, a cui si associano le OP VOG – Home of Apples, VIP (Val Venosta), il Consorzio From e VOG Products della Provincia di Bolzano, Melinda, La Trentina e Mezzacorona della Provincia di Trento, Melapiù della Regione Emilia-Romagna, Rivoira, Lagnasco, Joinfruit e Gullino della Regione Piemonte, Melavì della Regione Lombardia e Frutta Friuli Sca della Regione Friuli-Venezia Giulia.</em></p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Assomela</author></item><item><guid isPermaLink="false">969b38a6-8ac5-463d-b0cf-f7346c024500</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/spreco-alimentare-confcooperative</link><title>Spreco Alimentare, Confcooperative: in 10 anni da cooperative -30% sprechi in fase produzione</title><description><![CDATA[<p>Donati oltre 10 milioni di pasti caldi, strategie “salva spesa” grazie ai negozi di prossimità.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/yuzlrc4q/gardini.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/spreco-alimentare-confcooperative" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>632</width><height>421</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Cooperative modello virtuoso per combattere gli sprechi alimentari. Negli ultimi 10 anni la cooperazione agroalimentare, che porta sulle tavole 1 prodotto su 4, ha investito in innovazione e sostenibilità riducendo del -30% gli sprechi lugo la filiera produttiva. E per i prodotti alimentari che non hanno sbocco commerciale, donati nell’ultimo decennio oltre 10 milioni di pasti caldi grazie alle cooperative sociali e collaborazione con altri enti non profit. Così Confcooperative in occasione della giornata nazionale della prevenzione dello spreco alimentare che si celebra il 5 febbraio. <strong>«</strong>Abbiamo a cuore l’obiettivo dell’agenda delle Nazioni Unite che chiede di dimezzare lo spreco di cibo fra il 2015 e il 2030, basterebbe tagliare da oggi fino al 2029 circa 50 grammi di alimenti buttati a settimana, circa 7 grammi al giorno» afferma <strong>Maurizio Gardini presidente di Confcooperative</strong>. Dalle cooperative tanti gli esempi virtuosi nel segno della sostenibilità. Per frutta e la verdura che non trovano sbocchi nella vendita del fresco si punta sull’impiego industriale per realizzare, per esempio, succhi e conserve. Ma lo spreco si combatte anche educando il consumatore. È il caso di alcune cooperative che hanno deciso di puntare sulla valorizzazione di parti meno nobili dei prodotti come quelle di carni e salumi, grazie alla collaborazione con enti locali o ristoranti. E così alimenti che sarebbero destinati a finire nei rifiuti vengono trasformati in vere e proprie risorse con corsi che insegnano come cucinare quelli che solo in apparenza possono essere trattati come scarti alimentari domestici.</p>
<p>Che sia una spesa di terra o di mare, per evitare di buttare via il cibo, precisa Confcooperative, gli italiani utilizzano strategie diverse: il 36,84% sceglie di acquistare solo piccole quantità, il 31,58% solo quello che serve, il 15,79% congela i prodotti in scadenza, il 10,53% si cimenta in ricette di cucina creativa con gli avanzi, il 5,26% acquista prodotti a lunga scadenza.</p>
<p>Dalla terra al mare, pesci, molluschi e crostacei freschi sono prodotti che per 4 italiani su 5 difficilmente finiscono in pattumiera per il costo e le abitudini di acquisto a ridosso dell’impiego in cucina come emerge da una indagine condotta da Confcooperative.</p>
<p>Tra i prodotti ittici freschi, è il tonno a fare la parte da leone tanto da meritarsi l’appellativo di “maiale del mare”, visto che come per il maiale di terra, non si butta via nulla. In questo caso gli sprechi vengono abbattuti già in fase di produzione realizzando prosciutto, salsicce, salme di tonno e bottarga. Ma anche le lische e le teste dei pesci, nobilitati nelle zuppe, sono una ottima strategia anti spreco. Fa eccezione il granchio blu tre volte simbolo dello spreco perché ha distrutto oltre il 70% delle produzioni delle vongole veraci del Delta del Po, per la sua scarsa resa in cucina visto che solo un 15% del prodotto, ovvero la polpa, viene impiegato e perché i pescatori sono costretti a buttare via il 90% degli esemplari, da cui guadagnano al massimo 1,50 al chilo, perché quelli più piccoli e le femmine non richiesti dal mercato. Nel segno della lotta agli sprechi anche i tanti negozi del di prossimità del sistema cooperativo che favoriscono acquisti “salva spesa” destinati non a riempire la dispensa ma a compare solo quando serve davvero. </p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Confcooperative</author></item><item><guid isPermaLink="false">228a95db-d681-444a-b031-068da55c401f</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/le-previsioni-di-produzione-di-mele-per-la-stagione-2024-2025</link><title>Le previsioni di produzione di mele per la stagione 2024/2025</title><description><![CDATA[<p>Prognosfruit organizzata a Budapest da FruitVeB (Organizzazione interprofessionale ungherese di frutta e verdura) insieme a WAPA (Associazione Mondiale Mele e Pere), ha costituito un momento fondamentale di confronto.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/czddx0wb/assomela.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/le-previsioni-di-produzione-di-mele-per-la-stagione-2024-2025" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1600</width><height>1200</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p><strong>Le prospettive per la stagione 2024/2025</strong></p>
<p>I dati presentati al Prognosfruit sono in grado di fornirci le prime indicazioni per la stagione entrante, che si preannuncia unica se comparata alle ultime stagioni, per quanto riguarda la ridotta disponibilità di mele per il mercato fresco e per il trasformato all’interno dell’UE.</p>
<p>Si prevede infatti una diminuzione complessiva dell’11% di mele rispetto allo scorso anno, trainata dalle due varietà storiche quali Golden Delicious e Gala, che registrano una diminuzione stimata rispettivamente di -10% e -11% rispetto al 2023.</p>
<p>Davanti a questi dati, e considerando che si prevede un’importante diminuzione di quantità per le mele da industria e per il trasformato, che lasciano immaginare un rilevante aumento dei prezzi, l’ipotesi che prende quota è che il mercato per il fresco possa riconoscere prezzi mediamente più elevati del passato, e in linea con le aspettative dei produttori, che nelle ultime stagioni hanno visto crescere i costi di produzione insieme all’aumentare delle difficoltà nella produzione, dovute al cambiamento climatico e alla comparsa di nuovi agenti patogeni in campagna, mantenendo però grande difficoltà nel ricevere una remunerazione consona con gli oneri che sono chiamati a rispettare.</p>
<p><strong>La situazione nell’Unione Europea</strong></p>
<p>Arrivando ai numeri nello specifico, le <strong>stime di produzione per il 2024</strong> prevedono un raccolto di mele in Europa pari a <strong>10.207.000</strong> tons., inferiore dell’11% rispetto allo scorso anno e -14% rispetto alla produzione media dei tre anni precedenti.</p>
<p>A causa delle gelate primaverili che hanno colpito maggior parte dei paesi europei, si prevede un raccolto inferiore di -11% rispetto allo scorso anno. In particolare, <strong>la Polonia </strong>perde quota con un <strong>calo di -20%</strong> rispetto al 2023 e stima una produzione di 3.190.000 tons. Si prevede un raccolto in calo anche per altri paesi importanti come <strong>la Francia (-3%) </strong>e <strong>la Germania (-16%)</strong>. Torna a crescere invece il raccolto della <strong>Spagna (+9%)</strong>, la Grecia (+57%) e la Slovenia (+26%). Segno in meno per diversi paesi colpiti dal clima, in particolare l’Austria (-49%), il Belgio (-34%), Rep. Ceca (-76%), l’Ungheria (-40%) e la Romania (-15%).</p>
<p><strong>L’andamento varietale<br /></strong></p>
<p>La produzione prevista in diminuzione rispetto allo scorso anno si rispecchia anche a livello varietale. La <strong>Golden delicious</strong> torna a calare <strong>(-10%)</strong> con una produzione di <strong>1.972.000 tons</strong>., che è in linea con la produzione del 2022. In diminuzione anche <strong>la Gala</strong> <strong>(-11%) </strong>che segna la produzione più bassa degli ultimi cinque anni con <strong>1.351.000 tons</strong>.</p>
<p>In ripresa di +3% invece la <strong>Red delicious</strong>, dopo la produzione particolarmente bassa del 2023, che raggiunge <strong>616.000 tons</strong>. Stabile la produzione della <strong>Granny Smith (+1%)</strong> e della <strong>Fuji (0%)</strong>.</p>
<p><strong>Cripps pink</strong> raggiunge il volume di 309.000 tons con un -3% rispetto allo scorso anno, così come le <strong>Nuove varietà club</strong> che mantengono una quota elevata di 639.000 tons, sostanzialmente in linea con il record produttivo dello scorso anno (-3% sul 2023).</p>
<p><strong>Uno sguardo alla situazione italiana<br /></strong></p>
<p>Per <strong>l’Italia</strong> si stima una produzione totale di <strong>2.162.495 tons</strong>., leggermente inferiore (-1%) rispetto alla produzione dello scorso anno. Per quanto riguarda le singole regioni, sono previste in diminuzione le produzioni in Alto Adige (-9%) e in Trentino (-7%) per effetto di gelate primaverili mentre le produzioni di tutte le altre regioni sono in ripresa, in particolare quelle del Veneto (+33%), Emilia-Romagna (+15%) e del Piemonte con un +8%.</p>
<p>La produzione <strong>biologica</strong> italiana diminuisce leggermente rispetto alla produzione dello scorso anno (-6% sul 2023), costituendo con le <strong>158.150</strong> <strong>tons</strong> circa il 7% dell’offerta totale. </p>
<p>Per quanto riguarda le dinamiche varietali in Italia, cala del -10% la <strong>Golden Delicious </strong>a quota 631.714 tons, soprattutto a causa delle temperature sotto lo zero avute nell’ultima settimana di aprile e al susseguirsi di piogge abbondanti successivamente. In ripresa invece del +5% rispetto al 2023 la produzione di <strong>Red Delicious</strong> a quota 183.265 tons, dopo la produzione minima dello scorso anno. Un calo è previsto per la <strong>Gala</strong> a -8% dopo il record produttivo del 2023 con una produzione di 164.453 tons., mentre la <strong>Granny</strong> aumenta la produzione con +18% sul 2023. Questa varietà, insieme alla <strong>Morgenduft</strong> che con 55.662 tons previste segna un record produttivo rispetto agli anni precedenti, hanno entrambi un’importante quota destinata all'industria per i programmi "baby food" in Veneto. La<strong> Fuji </strong>rimane in linea rispetto al 2022 (+1%) con una produzione di 159.422 tons e la <strong>Cripps Pink</strong> cala del 2% rispetto allo scorso anno, ma rimane al di sopra della media degli ultimi quattro anni, con un +24%.</p>
<p>Le <strong>Nuove varietà Club</strong> fanno segnare un nuovo record produttivo superando le <strong>265.000 tons</strong> con un aumento percentuale previsto di +5% rispetto allo scorso anno.     </p>
<p>Nonostante le temperature basse, le numerose piogge abbondanti e le gelate primaverili in Trentino-Alto Adige che hanno provocato danni nei frutteti soprattutto sopra i 500 mslm, l’andamento climatico non ha avuto un effetto negativo sulle qualità organolettiche delle mele, e lo sviluppo dei frutti è paragonabile a quello dello scorso anno per quanto riguarda il calibro e il colore. <strong>Il periodo di raccolta è regolare</strong> rispetto alla media e lo scorso anno.</p>
<p>Anche in Piemonte la produzione è regolare, i calibri sono medie-grandi e di una buona colorazione. La situazione climatica in Veneto, che lo scorso anno era stata penalizzata dal gelo e dalla grandine, quest'anno si rileva in ripresa, con rese normali/buone, simili alla stagione 2022. In Emilia-Romagna ci si attende un'offerta in aumento sul 2023 con buone fioriture e un buon diradamento.</p>
<p>Dal punto di vista fitosanitario, a parte qualche presenza di ticchiolatura, non si rilevano problemi particolari.</p>
<p>Ad oggi si può prevedere una <strong>quantità di mele destinate al mercato fresco di 1.880.999 tons, </strong>esattamente in linea rispetto allo scorso anno.</p>
<p><strong><em>Assomela </em></strong><em>s.c. è il Consorzio delle Organizzazioni di Produttori di mele italiani che rappresenta il 75% della produzione melicola nazionale, a cui si associano le OP VOG (Marlene), VIP (Val Venosta), il Consorzio From e VOG Products della Provincia di Bolzano, Melinda, La Trentina e Mezzacorona della Provincia di Trento, Melapiù della Regione Emilia-Romagna, Rivoira, Lagnasco, Joinfruit e Gullino della Regione Piemonte, Melavì della Regione Lombardia e Frutta Friuli Sca della Regione Friuli-Venezia Giulia.</em></p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Assomela</author></item><item><guid isPermaLink="false">fb2a7f46-5c8a-4b17-829e-d7a3998d25a3</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/il-trentino-e-l-europa-sostenibilita-e-produzione-a-braccetto</link><title>Il Trentino e l’Europa, sostenibilità e produzione a braccetto</title><description><![CDATA[<p>Molti spunti di interesse sono venuti oggi pomeriggio al convegno organizzato dalla Federazione alla presenza dell’europarlamentare Herbert Dorfmann. L’80% della legislazione nazionale è di derivazione europea, eppure le istituzioni comunitarie sono vissute spesso con fastidio da parte di chi dovrebbe invece condividere le riforme ed avvantaggiarsene. È il caso del Green Deal, spesso visto come spesa anziché come reale opportunità. Dorfmann: “Sostenibilità e produzione non devono essere considerate antagoniste. La sostenibilità senza produzione non esiste”.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/zh2ps3k4/panoramica-convegno.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/il-trentino-e-l-europa-sostenibilita-e-produzione-a-braccetto" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2776</width><height>2082</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p><span data-ccp-charstyle="Strong">Un convegno a Trento, sala inCooperazione di via Segantini, organizzato dalla Federazione Trentina della Cooperazione, ha cercato  di dipanare una matassa che pare davvero complessa, muovendo in tre direzioni principali: l’agricoltura, le politiche monetarie e quelle sociali, attraverso gli interventi di tre relatori con diverse competenze in merito: l’europarlamentare </span><strong><span data-ccp-charstyle="Strong">Herbert Dorfmann</span></strong><span data-ccp-charstyle="Strong">, componente della Commissione agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento europeo, la docente dell’università di Bolzano </span><strong><span data-ccp-charstyle="Strong">Stefania Baroncelli</span></strong><span data-ccp-charstyle="Strong">, autrice di una monografia sui profili giuridici ed istituzionali della Bce, e </span><strong><span data-ccp-charstyle="Strong">Giuseppe Guerini</span></strong><span data-ccp-charstyle="Strong">, </span><span>membro del Comitato Economico e Sociale Europeo, moderati da </span><strong><span>Samuel Cornella,</span></strong><span> dell’Ufficio di Bruxelles della Federazione. </span> </p>
<p><span> “</span><em><span>Oggi si parla d'Europa -</span></em><span> ha dichiarato il presidente della Cooperazione Trentina </span><strong><span>Roberto Simoni</span></strong> <span>nei saluti iniziali -</span><em><span> e credo che in questa fase storica sia essenziale promuovere la consapevolezza nelle comunità trentine, e nel movimento cooperativo, riguardo l'importanza cruciale delle relazioni con l'Europa. È fondamentale riconoscere il significativo impatto che l'Europa ha sul nostro territorio e l'importanza di avere rappresentanti preparati che si occupino con competenza delle nostre realtà</span></em><span>”.</span> </p>
<p><span data-ccp-charstyle="Strong">Durante l’intervento dal titolo “Territorio e agricoltura nell’agenda europea: come mediare tra sostenibilità e produzione” l’onorevole </span><strong><span data-ccp-charstyle="Strong">Herbert Dorfmann</span></strong><span data-ccp-charstyle="Strong"> ha evidenziato l'importanza del Green Deal come leva di crescita anziché di recessione, sottolineando che l'inazione avrebbe costi ben superiori. “</span><em><span data-ccp-charstyle="Strong">Sono fermamente convinto</span></em><span data-ccp-charstyle="Strong"> – ha dichiarato l’on. </span><strong><span data-ccp-charstyle="Strong">Dorfmann </span></strong><span data-ccp-charstyle="Strong">- </span><em><span data-ccp-charstyle="Strong">che sostenibilità e produzione non debbano essere considerate antagoniste. Infatti, senza produzione, sia in agricoltura che in altri settori, la sostenibilità non può esistere. Questo perché non ci si può limitare alla sola dimensione ecologica, ma va compresa anche la capacità di proseguire su un sentiero di sviluppo economico, il quale è possibile solo attraverso la produzione. In particolare, in un contesto sfidante come il nostro, è fondamentale gestire l'agricoltura in modo ecologicamente sostenibile, salvaguardando gli interessi non solo dei consumatori ma anche degli agricoltori stessi</span></em><span data-ccp-charstyle="Strong">”. Inoltre, ha sottolineato la drastica riduzione del terreno agricolo, soprattutto in montagna, a causa di una mancanza di sostenibilità economica, e ha enfatizzato come la cooperazione e l'investimento nelle filiere produttive siano soluzioni efficaci per rivitalizzare l'agricoltura delle terre periferiche. Infine, ha ribadito l'importanza della presenza animale nelle terre alte per mantenere l'equilibrio ecologico, sottolineando la sua costante battaglia sulle regolamentazioni per la convivenza con i grandi carnivori. </span> </p>
<p><strong><span data-ccp-charstyle="Strong">Stefania Baroncelli</span></strong><span>, professoressa ordinaria in Diritto Pubblico e dell’Unione Europea della Libera Università di Bolzano, è intervenuta su “Le politiche della Banca Centrale Europea e l’accesso al credito delle imprese del territorio: stato dell’arte e prospettive”, </span><span> </span><span>esplorando il delicato equilibrio tra le politiche monetarie della Banca Centrale Europea e le necessità fiscali, mostrando come durante la crisi economica, azioni come l'acquisto di titoli di Stato e il quantitative easing abbiano giocato un ruolo di stabilizzazione per l’economia europea. Ha riflettuto sulla durabilità del modello finanziario del Next Generation EU e sull'importanza di nuove forme di tassazione in vista dell'ampliamento dell'Unione Europea. Infine, ha sottolineato il contributo attivo della BCE alla transizione economica, evidenziando l'impegno verso la stabilità dei prezzi e l’attenzione al tema del cambiamento climatico.</span> </p>
<p><span data-ccp-charstyle="Strong">Giuseppe Guerini</span><span>, membro del Comitato Economico e Sociale Europeo</span> <span>è intervenuto </span><span>su “L’Europa alla prova della transizione sociale: la recentissima roadmap governativa di Liegi per la social economy del 12 febbraio 2024”. In particolare, ha sottolineato come l’Unione Europea abbia ricominciato ad interessarsi di economia sociale nel 2011, ponendo attenzione anche all’applicazione di regole che garantiscano un’equa competizione tra gli stati, così da evitare che, ad esempio, si utilizzino le stesse regolamentazioni tra le multinazionali e le famiglie cooperative presenti nelle valli del trentino. Ha poi evidenziato che anche le Nazioni Unite hanno introdotto l’economia sociale nelle raccomandazioni sulla sostenibilità relative all’Agenda 2030. Ha poi concluso sull’importanza del ruolo dell’Unione Europea che, in questi anni, ci ha fornito tanti strumenti per migliorare una società stretta anche dalle difficoltà relative all’invecchiamento demografico, fornendoci strumenti che ci permettono di realizzare numerosi progetti da mettere a terra. “</span><em><span>È una stagione di grandi possibilità</span></em> <span>– ha chiosato Guerini – </span><em><span>che ci permetterà di inserirci fra economia furiosa e un’economia paziente che abita i territori</span></em><span>”.</span> </p>
<p><span>Ha chiuso il convegno il direttore generale della Federazione </span><strong><span>Alessandro Ceschi</span></strong><span>: “</span><em><span>Tutti abbiamo compreso in maniera chiara come l’Europa sia un interlocutore prioritario. Quello che si decide a Bruxelles ha effetti su ognuno di noi</span></em><span>”. Ha poi sostenuto che oltre alle parole produzione, sostenibilità, territorio e agricoltura - usate da Dorfmann – va aggiunta anche “proporzionalità”. Un tema che riguarda le piccole banche del territorio messe in confronto con le altre banche nazionali e multinazionali, ma non solo. Anche in agricoltura e nel sociale il tema della graduazione delle normative è particolarmente presente, soprattutto nei territori di montagna, dove è più difficile garantire una sostenibilità economica - oltre che ambientale – ed evitare così lo spopolamento di queste aree.</span> </p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Cooperazione Trentina </author></item><item><guid isPermaLink="false">9a7d4060-7751-4941-ac7f-dedd7d9184a5</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/oltre-l-oblio-un-film-sulla-storia-dimenticata-di-don-giovanni-battista-panizza</link><title>“Oltre l’oblio”. Un film sulla storia dimenticata di don Giovanni Battista Panizza</title><description><![CDATA[<p>Il Cinema Teatro di Volano ha ospitato la prima del film del regista Martin Alan Tranquillini realizzato su una idea del giornalista e scrittore Maurizio Panizza.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/syclxw1m/da-sinistra-panizza-e-tranquillini.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/oltre-l-oblio-un-film-sulla-storia-dimenticata-di-don-giovanni-battista-panizza" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2500</width><height>1875</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Il Cinema Teatro di Volano ha ospitato la prima del film “Oltre l’oblio” (regista <strong>Martin Alan Tranquillini</strong>, idea del giornalista e scrittore <strong>Maurizio Panizza</strong>) dedicato alla vita e all’opera di <strong>don Giovanni Battista Panizza</strong>, nato nel 1852 nel paese della Vallagarina e mancato settantuno anni più tardi, nel 1923.</p>
<p>Alla produzione hanno garantito il proprio sostegno la Cooperazione Trentina e altre realtà del movimento cooperativo: Cassa di Trento, Cassa Rurale Val di Non Rotaliana e Giovo, Cooperfidi, Coop Trentino, Promocoop Trentina, Vivallis.</p>
<p>Sala gremita per uno straordinario colpo d’occhio che ha confermato l’interesse per questa produzione.</p>
<p>Con un anglismo di uso comune si direbbe “<em>sold out”</em> al punto che, gli organizzatori, nei giorni precedenti la proiezione, erano stati impossibilitati ad accogliere le richieste di moltissime altre persone che non volevano mancare “alla prima”.</p>
<p>“Sappiamo bene come la storia, se manipolata, abbia un potere incredibile: quello di esaltare eroi magari inesistenti, oppure quello di cancellare personaggi scomodi – spiegano gli autori della produzione - In tal senso il caso di don Giovanni Battista Panizza (interpretato nel film dall’attore <strong>Stefano Pietro Detassis</strong>) è un esempio da manuale dato che dopo la prima Guerra Mondiale fu volutamente dimenticato dalla storia, nonostante la storia del Trentino l’avesse fatta pure lui”.</p>
<p>All’interno del film meritevoli di una sottolineatura gli interventi degli storici <strong>Alberto Ianes</strong> e <strong>Renzo Tommasi</strong>.</p>
<p>Se “don Lorenzo Guetti pose in Trentino la “prima pietra” dell’edificio Cooperativo, fu proprio don Panizza che costruì la casa e la seppe fare crescere – aggiungono gli autori - Fu durante la sua presidenza durata più di 20 anni che la cooperazione cattolica (la sua, quella che si era confrontata con la compagine guettiana ed era uscita vincitrice dal Congresso di Mori del 1899) raggiunse dei numeri incredibili: 500 cooperative di ogni genere e 52.000 cooperatori: un record che, nel primo decennio del Novecento, poneva il Trentino al primo posto in Europa per dimensione del sistema cooperativo in rapporto al numero di abitanti che all’epoca erano 360.000”.</p>
<p>Durante il dibattito seguito alla proiezione del film, il giornalista <strong>Maurizio Panizza</strong>, autore del libro da cui è nato il film ha espresso un suo desiderio: “mi piacerebbe che don Giovanni Battista Panizza, in futuro venisse ricordato per quello che è stato e per quello che ha fatto per la popolazione trentina”.  E il film proiettato ieri a Volano contribuisce a questo.</p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">6853c7ba-19ce-4666-b6ff-b8a628578218</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/le-previsioni-di-produzione-di-mele-per-la-stagione</link><title>Le previsioni di produzione di mele per la stagione 2023/2024</title><description><![CDATA[<p>La consueta conferenza Prognosfruit, quest’anno organizzata in Trentino, Italia, da APOT insieme a WAPA e Copa-Cogeca con il supporto di Assomela, ha costituito un momento fondamentale di confronto per i produttori melicoli dell’Emisfero Nord.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/czddx0wb/assomela.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/le-previsioni-di-produzione-di-mele-per-la-stagione" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1600</width><height>1200</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Le <strong>stime di produzione per il 2023</strong> prevedono un raccolto di mele in Europa a <strong>11.411.000</strong> tons., inferiore del 3% rispetto allo scorso anno ed esattamente in linea con la produzione media degli ultimi tre anni.</p>
<p>A causa delle temperature elevate in combinazione ad una persistente mancanza di acqua che ha ridotto lo sviluppo dei frutti, è previsto un calo di produzione dell’11% in Polonia. Anche per altri paesi produttori il raccolto si abbasserà rispetto allo scorso anno: Austria (-26%), Belgio (-15%), Germania (-11%), Olanda (-12%) e Grecia (-34%). Segno negativo si prevede anche nei paesi scandinavi e nel Nord Europa. La Francia invece stima un raccolto in ripresa del 8%, così come la Spagna (+30%) ed il Portogallo (+7%).</p>
<p>Considerate le ondate di calore che stanno investendo diverse aree in Europa, in alternanza con le piogge eccessive, grandinate e venti forti in diverse aree produttive, la situazione qualitativa è piuttosto disomogenea ed in alcune situazioni già compromessa, ma bisognerà attendere la chiusura della raccolta per avere un quadro più definito.</p>
<p><strong>L’andamento varietale</strong></p>
<p>Produzione europee distinte per varietà.</p>
<p>A parte la <strong>Golden Delicious</strong> che cresce del 12% sullo scorso anno e la <strong>Gala</strong> che segna un record di produzione superando i 1.527.000 tons. (+5% sul 2022), calano molte delle varietà tradizionali: <strong>Red Delicious</strong> (-11%), <strong>Granny Smith</strong> (-22%), <strong>Fuji</strong> (-8%) e <strong>Jonagold </strong>(-8%). Scende anche la produzione di <strong>Cripps Pink</strong> che raggiunge il volume di 292.000 tons. con un -9% rispetto allo scorso anno. Le <strong>“Nuove varietà”</strong> (club) continuano a guadagnare terreno, raggiungendo 588.000 tons., in crescita del 18% rispetto allo scorso anno e +54% sopra la media degli ultimi tre anni.</p>
<p><strong>Uno sguardo alla situazione italiana</strong></p>
<p>Previsioni di produzione italiane a livello regionale e l’analisi varietale.</p>
<p>Per <strong>l’Italia</strong> si stima una produzione totale di <strong>2.104.125 tons</strong>., perfettamente in linea con la produzione dello scorso anno. Per quanto riguarda le singole regioni, risalgono le produzioni in Alto Adige (+7%) e in Trentino (+4%), mentre le produzioni di tutte le altre regioni sono previste in diminuzione, in particolare quella del Veneto (-25%) per effetto di qualche gelata primaverile.</p>
<p>La produzione <strong>biologica</strong> italiana diminuisce leggermente rispetto alla produzione record dello scorso anno (-7% sul 2022), costituendo con le 180.224 tonnellate circa il 9% dell’offerta totale. </p>
<p>Per quanto riguarda le dinamiche varietali in Italia, cresce del 14% la <strong>Golden Delicious, </strong>che raggiunge le 684.431 tons., dopo una produzione particolarmente bassa nel 2022. Cala invece del 20% sotto la media degli ultimi cinque anni la produzione di <strong>Red Delicious</strong> (-27% sul 2022) a 169.347 tons. Un calo importante è previsto anche per la <strong>Granny Smith</strong> a -44% sul 2022 a causa di una scarsa fioritura e allegagione soprattutto in Veneto, ma anche in Emilia-Romagna. La<strong> Fuji </strong>perde quota rispetto al 2022 (-9%) con una produzione di 155.420 tons. La <strong>Cripps Pink</strong> cala del 5% rispetto al record dello scorso anno, ma rimane sopra la media di +6% rispetto agli ultimi cinque anni.</p>
<p>La<strong> Gala</strong>, con un +8% sul 2022 e una produzione che va oltre le 400.000 tons, fa segnare un nuovo record produttivo, così come <strong>le altre varietà nuove (club) </strong>che superano le 200.000 tons con un +20% sullo scorso anno. In aumento anche la <strong>Morgenduft</strong> che con 50.837 tons supera la bassa produzione dello scorso con +57%, tornando ad una produzione normale.</p>
<p>L’andamento climatico nella regione Trentino-Alto Adige si è mostrato favorevole allo sviluppo delle qualità organolettiche delle mele, favorendo <strong>un buon sviluppo dei frutti </strong>paragonabile a quelli dello scorso anno. <strong>Il periodo di raccolta è previsto in anticipo di 4-5 giorni</strong> rispetto alla media e pari allo scorso anno. Anche in Piemonte la produzione è regolare, i calibri sono nella media e ci sono finora le premesse per una buona colorazione. La situazione climatica invece in Veneto, con episodi frequenti di gelo nella fase primaverile e di grandine nelle settimane più recenti, ha causato una diminuzione dell’offerta. In Emilia-Romagna la produzione sembra nel complesso positiva, nonostante l’alluvione di maggio che per i melicoltori fortunatamente ha portato danni non così pesanti come si pensava inizialmente. <strong>Preoccupano comunque gli eventi estremi sempre più frequenti, in particolare le grandinate, le piogge eccessive, i venti forti ed i temporali di fine luglio,</strong> che potrebbero influire sul volume totale di mele adatte per il mercato fresco. Resta anche la preoccupazione per i possibili danni ai frutti derivanti dalle temperature eccessive nelle aree produttive più meridionali.</p>
<p>Dal punto di vista fitosanitario non si rilevano problemi particolari.</p>
<p>Ad oggi si può prevedere una <strong>quantità di mele destinate al mercato fresco di 1.781.841 tons, </strong>leggermente inferiore allo scorso anno (-1%), che costituisce <strong>la più bassa quantità di prodotto fresco degli ultimi 4 anni</strong>.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Le prospettive per la stagione 2023/2024</strong></p>
<p>I dati presentati al Prognosfruit sono in grado di fornirci le prime indicazioni per la stagione entrante. Ci sono le condizioni per un buon inizio grazie ad una produzione europea inferiore rispetto allo scorso anno ed una produzione italiana nella media. Anche l’esaurimento delle scorte della campagna 2022 e una scarsa pressione dall’Emisfero Sud (si attende un -30% di importazioni sul 2022) sono elementi da considerare per un inizio di stagione 2023/2024.</p>
<p>Sebbene le premesse siano abbastanza positive, rimangono diverse sfide per i produttori italiani ed europei rappresentate da instabilità geopolitica, eventi climatici estremi sempre più frequenti, aumenti dei costi di produzione e <strong>calo generalizzato dei consumi</strong>. Resta pertanto fondamentale la collaborazione tra tutti gli attori della filiera per arrivare in maniera adeguata al consumatore e riconoscere il giusto valore del prodotto.</p>
<p>Per <strong>la produzione di mele biologiche</strong> bisognerà continuare a monitorare e sostenere le dinamiche di consumo al fine di equilibrare offerta e domanda e garantire il corretto differenziale di prezzo al produttore. L’Italia, che già è tra i primi paesi per la produzione di mele biologiche in Europa, con superfici aumentate del 23% dal 2017 (6.201 ha) al 2022 (8.072 ha), e una produzione che costituisce il 9% sul totale, farà fatica a rispondere agli obiettivi ambiziosi fissati dalla Commissione Europea (25%) se l'offerta continuerà a superare la domanda.</p>
<p>Sarà sempre importante per Assomela lavorare e dialogare con gli attori di tutta la filiera e con le strutture ministeriali nazionali ed europee per privilegiare trasparenza nel misurare e comunicare gli impatti ambientali e far riconoscere gli impegni e gli investimenti nella ricerca e nell’innovazione. I produttori di mele affronteranno le problematiche poste da numerose nuove normative relative alla sostenibilità e sarà quindi importante presentare ai policy makers il quadro più ampio dei processi in atto. Ad esempio, le discussioni in corso sugli imballaggi che considerano gli impatti ambientali, senza affrontare il problema dello spreco, della sicurezza alimentare e della competitività nel mercato unico.</p>
<p>Anche per la stagione entrante Assomela, grazie ad un sistema di forte cooperazione, è pronta a tutelare tutti e tre i pilastri della sostenibilità, partendo da quello economico, necessario per sostenere i produttori di mele e le loro famiglie, la qualità dei prodotti e di conseguenza la salvaguardia della salute e del territorio.</p>
<p> </p>
<p><strong><em>Assomela </em></strong><em>s.c. è il Consorzio delle Organizzazioni di Produttori di mele italiani che rappresenta il 75% della produzione melicola nazionale, a cui si associano le OP VOG (Marlene), VIP, il Consorzio From e VOG Products della Provincia di Bolzano, Melinda, La Trentina e Mezzacorona della Provincia di Trento, Melapiù della Regione Emilia-Romagna, Rivoira, Lagnasco, Joinfruit e Gullino della Regione Piemonte, Melavì della Regione Lombardia e Frutta Friuli Sca della Regi</em><em>one Friuli-Venezia Giulia.</em></p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">5ae15c74-d26a-4d49-9454-5de9fdac0e39</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/assomela-aggiornamento-situazione-dii-mercato</link><title>Assomela: aggiornamento situazione di mercato</title><description><![CDATA[<p>Si è svolto il 14 marzo il Comitato marketing di Assomela, che ha permesso agli operatori, come di consueto, di fare il punto sulla situazione di mercato.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/vczlfxzf/assomela-previsioni-di-produzione-di-mele-per-la-stagione-2020-2021.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/assomela-aggiornamento-situazione-dii-mercato" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1170</width><height>778</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Le giacenze di mele italiane al 1° di marzo ammontano a <strong>766.147 tons</strong>., inferiori del 7% alla media dei cinque anni precedenti. Gli stocks continuano ad essere particolarmente bassi per molte varietà. Per la <strong>Golden Delicious</strong> la giacenza è di<strong> 278.633 tons, inferiore del 28% rispetto allo scorso anno.</strong> Gli stocks di <strong>Gala, che dovrebbero esaurirsi alla fine del mese, ammontano a 25.646 tons., il 51% in meno</strong> rispetto al marzo 2022. Nel mese di febbraio le vendite hanno sfiorato le 200.000 tons., leggermente superiori alla media dei tre anni precedenti ed in linea con i piani di decumulo.</p>
<p>Proseguono bene anche <strong>l’export in Europa e le vendite oltremare</strong>, specialmente per il Sudamerica.</p>
<p>Nonostante i volumi degli stocks che appaiano gestibili per diverse varietà, il contesto geopolitico in cui gli operatori italiani si trovano ad operare resta però straordinario ed instabile. I costi di produzione che permangono elevati, l’inflazione che grava pesantemente sulla capacità di spesa, i consumi in calo in Italia ed in Europa, insieme a <strong>quotazioni che non rispecchiano il reale valore del prodotto</strong>, stanno minacciando seriamente la reddittività dei produttori.</p>
<p>A queste preoccupazioni si aggiunge la pressione dell’Unione Europea relativamente alla proposta di <strong>Regolamento sull’Uso sostenibile dei fitosanitari</strong>. La recente relazione dell’europarlamentare austriaca Sarah Wiener (Gruppo Verdi), che rilancia per una riduzione dell’80% dei fitosanitari entro il 2030, appare quantomai inopportuna ed irrealistica, considerato che non è ancora stato completato lo studio per valutare l’impatto del provvedimento. Assomela sostiene che la proposta di regolamento non tenga affatto in considerazione gli impatti sulla produttività e sulla competitività del settore, e non presenti alternative reali e immediatamente concretizzabili all’utilizzo di prodotti fitosanitari. La bozza di regolamento, figlia di una impostazione ideologica da parte della Commissione, potrebbe oggettivamente minare la sicurezza alimentare europea, diminuendo la capacità produttiva e allo stesso tempo rischiando di aumentare le importazioni da paesi con norme in materia molto meno rigide. Assomela auspica che la proposta di regolamento venga definitivamente ritirata per aprire un nuovo confronto più profondo con il mondo produttivo per arrivare ad una proposta adeguata nei metodi e nei tempi, rispettosa anche delle esigenze degli agricoltori.</p>
<p><strong><em>Assomela </em></strong><em>s.c. è il Consorzio delle Organizzazioni di Produttori di mele italiani che rappresenta il 75% della produzione melicola nazionale, a cui si associano le OP VOG (Marlene), VIP, il Consorzio From e VOG Products della Provincia di Bolzano, Melinda, La Trentina e Mezzacorona della Provincia di Trento, Melapiù della Regione Emilia-Romagna, Rivoira, Lagnasco e Gullino della Regione Piemonte, Melavì della Regione Lombardia e Frutta Friuli Sca della Regi</em><em>one Friuli-Venezia Giulia.</em></p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">7fa9617c-c8b5-44ce-89e2-037569f7f9fd</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/a-interpoma-22-il-sistema-frutticolo-trentino-coltiva-la-sostenibilita-e-ci-accompagna-verso-il-futuro</link><title>A Interpoma 22, il Sistema Frutticolo Trentino “coltiva” la sostenibilità e ci accompagna verso il futuro</title><description><![CDATA[<p>A Bolzano saranno presenti tutti i principali attori del Sistema Frutticolo Trentino, per mostrare le ultime novità in termini di innovazione e sostenibilità. Il distretto trentino della mela resta uno dei modelli <em>green</em> più virtuosi e riconosciuti di tutto il comparto europeo.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/igmnkd5x/sistemafrutticolotrentino.png" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/a-interpoma-22-il-sistema-frutticolo-trentino-coltiva-la-sostenibilita-e-ci-accompagna-verso-il-futuro" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1062</width><height>850</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Parte l’edizione ’22 di Interpoma, l'unica fiera internazionale dedicata esclusivamente al mondo delle mele, dalla produzione allo stoccaggio, alla commercializzazione, che riunisce esperti della mela da 70 paesi di tutto il mondo con le loro idee, prodotti, tecnologie, progetti e offre soluzioni innovative.</p>
<p>E se si parla di mele, non può certo mancare la presenza dei protagonisti, cioè di uno dei distretti di produzione melicola più importanti d’Europa, quello Trentino, che si presenta in un’area espositiva che ospiterà tutte le principali realtà cooperative e associative della regione che si occupano della produzione, dello studio, dello sviluppo commerciale, della ricerca e dell’innovazione della mela.</p>
<p>Incontreranno operatori e pubblico: Apot, Associazione Produttori Ortofrutticoli Trentini; Consorzio Melinda e Cooperativa La Trentina; Fondazione Edmund Mach; CIF Consorzio Innovazione Frutta; CO.Di.Pr.A Consorzio Difesa Produttori Agricoli e Agriduemila Hub Innovation.</p>
<p>Interpoma è anche occasione per parlare della stagione di raccolta ultimata da poco, visto il periodo in cui si svolge. Qui i produttori si danno appuntamento anche per capire l’andamento del mercato, comprendere lo scenario attuale, con le relative previsioni di vendita.</p>
<p>Per quanto riguarda Melinda, con 380.000 tons prodotte quest’anno su 507.000 tons regionali, la campagna vendite si annuncia complessa e le cause sono sotto gli occhi di tutti: minore potere di acquisto da parte delle famiglie, contrazione del mercato, altissima competizione con gli altri produttori europei a cui si aggiungono i drammatici rincari relativi all’energia.</p>
<p>Fortunatamente, a fronte di un lieve calo dei volumi rispetto allo scorso anno (-10% circa), il nuovo raccolto presenta una qualità di mele eccezionale, sia in termini di colorazione che di calibro.</p>
<p>Nonostante questa situazione di mercato abbastanza tesa, la scelta di Melinda è quella di continuare ad investire anche nel 2023, attraverso nuove attività di marketing dedicate al supporto della propria marca, alla valorizzazione del prodotto fresco ma anche sostenendo il nuovo business dei prodotti trasformati importantissimo per coinvolgere un target più ampio di consumatori.</p>
<p>La produzione stagionale della Cooperativa La Trentina, che rappresenta in maniera compatta oltre 700 soci agricoltori delle valli trentine, si aggira invece attorno alle 50.000 tons.</p>
<p>Certo è, per tutti, che lo scenario che il comparto si trova ad affrontare nel prossimo futuro è molto incerto, essere preparati diventa allora un obbligo, una responsabilità. I rincari in arrivo includeranno i costi dell’energia in primis, ma anche della carta - pensiamo ai pack - del carburante, con il conseguente rialzo dei prezzi anche a monte, da parte dei fornitori.</p>
<p>Come si possono dunque affrontare queste nuove sfide per il futuro? Da parte del Sistema Frutticolo Trentino la risposta c’è da tempo: lavorare uniti, crescere insieme, condividere progetti ed obiettivi. Soprattutto lavorare all’insegna della Sostenibilità globale, dalla gestione del campo fino alla distribuzione del prodotto ed ai processi di gestione del rischio a 360°.</p>
<p><em>“Nei prossimi mesi sarà ancora più importante rispetto al passato saper i</em><em>nvestire nell’organizzazione e nel coordinamento strutturale del nostro sistema frutticolo trentino – </em>dichiara Ennio Magnani, Presidente di APOT<em> - Tutte le difficoltà della logistica, l’export, a disponibilità del packaging, la gestione dei costi delle strutture, così come successo per il covid, sono in qualche maniera gestibili solo con un approccio di sistema.</em></p>
<p><em>Condividere le difficoltà, ragionare insieme sulle priorità da seguire, sono forse aspetti poco percepiti, ma sono convinto sia l’unico percorso per affrontare al meglio il futuro che ci attende. </em></p>
<p><em>Il nostro stand qui ad Interpoma è proprio l’esempio della perfetta sinergia fra i diversi attori della nostra realtà frutticola”.</em></p>
<p>Per raccontare il mondo delle mele trentine, allo stand saranno esposte tutte le varietà prodotte, dalla tradizionale Golden, alla più recente Sweetango®; non mancheranno le altre nuove mele club, al centro della domanda attuale del mercato, come Morgana®, Isaaq®, Tessa®, Kissabel® e Enjoy®, frutto anche della accurata selezione che nel corso degli anni ha condotto il Consorzio Innovazione Frutta.</p>
<p>Al fianco delle mele fresche saranno presenti anche i prodotti trasformati come gli Squeez e le Mousse a marca Melinda realizzati dalla nuova Business Unit Melinda Lab.</p>
<p>La Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige, oltre a presentare le innovative attività di difesa contro la cimice asiatica e le nuove varietà risultato del programma di miglioramento genetico, porterà in vetrina anche il meleto guyot: un vero e proprio allestimento che presenta questa innovativa forma di allevamento, trovando un modo inedito di raccontare concretamente soluzioni pratiche a supporto della sostenibilità in campo. L’approccio perseguito da questo progetto mira anche a ridurre i costi di gestione del frutteto, l'input chimico e ad offrire una più facile gestione delle pratiche culturali.</p>
<p>Il Consorzio Difesa Produttori Agricoli (CO.Di.Pr.A) sarà parte attiva nello stand illustrando le politiche più avanzate di gestione del rischio, tra i quali alcuni fra i recenti sistemi utili alla stabilizzazione del reddito agricolo; un mix di strumenti che insieme possono fare la differenza e tutelare il settore agricolo, gli agricoltori, il territorio, in questo particolare momento storico in cui alle misure della gestione del rischio è destinato oltre il 25% del budget risorse EU Sviluppo Rurale, attivando AgriCat in favore delle oltre 700.000 imprese del Paese.</p>
<p><a href="http://www.apot.it"><em>www.apot.it</em></a></p>
<p><a href="http://www.melinda.it"><em>www.melinda.it</em></a></p>
<p><a href="http://www.latrentina.it"><em>www.latrentina.it</em></a></p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">737d2ccd-1563-40dd-aced-9fe3601afd6d</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/trentino-frutticolo-sostenibile-ecco-il-bilancio-2021</link><title>Trentino Frutticolo Sostenibile: ecco il bilancio 2021</title><description><![CDATA[<p>L’Associazione Produttori Ortofrutticoli Trentini ha presentato questa mattina in conferenza stampa il rapporto periodico sullo stato della frutticoltura trentina. Annunciato anche il tema del Convegno 2022, dove si parlerà di Api, Agricoltura, Ambiente e Clima, e che vedrà come ospite d’eccezione Renzo Cotarella, amministratore delegato delle Cantine Marchesi Antinori.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/zoxdul5j/da-sinistra-dalpiaz-magnani-e-della-casa.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/trentino-frutticolo-sostenibile-ecco-il-bilancio-2021" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>3387</width><height>2422</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Apot - Associazione Produttori di Ortofrutta del Trentino, ha presentato questa mattina in conferenza stampa presso il Palazzo Roccabruna di Trento, l’aggiornamento 2021 circa lo stato della frutticoltura trentina nel suo percorso di sostenibilità.</p>
<p><strong>L’appuntamento </strong><strong>fa parte del “Progetto Trentino Frutticolo Sostenibile”</strong>, l’iniziativa di monitoraggio e mappatura del territorio che dal 2016 Apot, insieme ai Consorzi Melinda e La Trentina, promuove con l’obiettivo di condividere con la comunità locale lo stato di salute dell’ambiente trentino, alla ricerca di soluzioni per il miglior sviluppo sostenibile.</p>
<p>Molti i cluster seguiti nel 2021, come la qualità del <strong>suolo</strong> e delle <strong>acque</strong>; i risultati nel settore del <strong>biologico</strong> e le prospettive di sviluppo, la <strong>biodiversità,</strong> l’introduzione delle <strong>varietà resistenti</strong>, <strong>l’apicoltura</strong>, la <strong>riduzione delle emissioni e dei fitofarmaci, </strong>con risultati significativi.</p>
<p><strong>Fitofarmaci.</strong></p>
<p>Tra i risultati ottenuti nel 2021, spiccano il trend di <strong>riduzione dell’impiego di fitofarmaci, che passano da quasi 52 kg/ha nel 2012 a poco più di 30 kg/ha nel 2020</strong> (-42% sul 2012). Nel 2021 è stato ulteriormente affinato il metodo di calcolo del “rischio” connesso all’impiego di fitofarmaci, con l’adozione del l’Indice di Rischio armonizzato (HRI) impiegato a livello comunitario. Anche in questo caso la riduzione è molto significativa e, fatto 100 il rischio all’anno 2014, le scelte tecniche introdotte dal sistema APOT in collaborazione con il Centro di Trasferimento Tecnologico della Fondazione E. Mach hanno portato ad una riduzione dei rischi associati all’impiego di fitofarmaci di oltre il 43% in sei anni.</p>
<p>L’adozione oramai generalizzata della <strong>produzione integrata</strong> è una delle massime espressioni dell’attenzione alla sostenibilità della frutticoltura trentina, attraverso un percorso fatto di una scelta continua di <strong>nuove molecole più virtuose</strong> sia sotto il profilo tossicologico che d’impatto sull’ambiente, frequentemente anche in anticipo rispetto all’evoluzione delle normative europee e nazionali.</p>
<p><strong>Biodiversità. </strong></p>
<p>È proseguito anche nel 2021 il monitoraggio del livello di biodiversità dei terreni coltivati a frutteto, che confermano un profilo molto positivo di vita nel suolo, con un punteggio di 136,64 dell’indice QBS (Qualità Biologica del Suolo) rispetto al massimo di 160. <strong>Progetti nuovi stanno iniziando per contribuire a mantenere elevato questo parametro</strong>, in particolare nell’ambito di un accordo condiviso con l’Agenzia per la Protezione dell’Ambiente e diversi altri soggetti, volto alla valorizzazione della sostanza organica prodotta dagli allevamenti.</p>
<p><strong>Biologico.</strong></p>
<p>Prosegue il programma di <strong>ampliamento delle superfici coltivate a biologico, che al 2021 arrivano a 483 ettari per le Op del sistema Apot,</strong> così come prosegue l’impianto di varietà di melo resistenti ad alcune delle patologie del melo, con 131 ettari al 2021. La fase attuale può definirsi di “assestamento” dei due progetti, necessaria per assicurare il successo degli investimenti, che devono necessariamente tenere conto delle variabili tecnico-agronomiche così come del quadro e delle tendenze di mercato.</p>
<p><strong>Conformità.</strong></p>
<p>I dati si evincono dall’attività di controllo periodica in campo, certosina e dettagliata grazie alla collaborazione degli associati e al <strong>corretto utilizzo dei quaderni di campagna.</strong></p>
<p><strong>Sono così </strong><strong>877 i controlli documentali, di cui 95,2% conformi</strong>; 242 sono le analisi residuali “estive” eseguite su frutticini e foglie (99,6% quelle conformi); 602 infine quelle residuali “autunnali” eseguite su 23 varietà (100,0% quelle conformi), con oltre 200.000 principi attivi ricercati.</p>
<p><strong>Quasi totale anche la percentuale di</strong> <strong>conformità</strong> in merito alla corretta distribuzione dei diserbanti, con controlli mirati nelle aree di forte pendenza, o alla corretta gestione della tecnica della confusione sessuale, che ha certamente contribuito a contenere l’utilizzo di insetticidi.</p>
<p><strong>Formazione.</strong></p>
<p>Nel 2021 è proseguita l’intensa attività formativa, che ha visto la partecipazione di 2.679 iscritti, di cui 8.037 ore frequentate dai frutticoltori (15 edizioni sono ad oggi in fase di erogazione in aula e 47 edizioni sono state erogate on-line).</p>
<p><strong>Nell’ambito della tutela dell’ambiente, delle strategie di difesa e in merito al quadro normativo,</strong> tra i temi trattati troviamo: applicazione di nuove strategie di gestione del cotico erboso e di contenimento della cimice asiatica (Halyomorpha halys); identificazione e contenimento del colpo di fuoco batterico (Erwinia amylovora); le misure di riduzione della deriva, che vedranno a loro volta la partenza di nuove tecniche di trattamento, così come il corretto smaltimento dei prodotti fitosanitari e dei relativi contenitori.</p>
<p><strong>Così Alessandro Dalpiaz, direttore di Apot</strong>: “<em>Siamo particolarmente soddisfatti dell’andamento del progetto di Sostenibilità adottato dai frutticoltori trentini. Tutti gli indicatori ci confermano che stiamo camminando sulla giusta strada, con un coinvolgimento sempre più ampio di Enti e soggetti che vedono nella sostenibilità un obiettivo preciso. Certo, abbiamo qualche preoccupazione rispetto ai tempi indicati dall’Unione Europea con il Green Deal, che manifestano possibili criticità sulla produttività e competitività del sistema frutticolo europeo ed italiano. Su questi aspetti si chiede con spirito positivo un maggiore confronto, per calibrare metodi e tempi alle caratteristiche dei diversi settori dell’agricoltura, ricordando che solo una corretta analisi delle dinamiche economiche può garantire continuità agli agricoltori, consentire di costruire una vera sostenibilità ambientale e mantenere il ruolo occupazionale che tanto ha dato anche nei momenti critici della pandemia</em>”.</p>
<p>In conferenza è stato inoltre annunciato il Convegno 2022 di APOT, quest’anno dal titolo <strong>“AAA: Api, Agricoltura e Ambiente. Tre priorità nelle sfide sul clima”. </strong>Un evento il cui obiettivo è richiamare l’attenzione ai cambiamenti climatici in atto e all'impatto che questi generano nel mondo delle api e dell’agricoltura.</p>
<p><em>“Come di consueto, accanto alla rendicontazione dei progressi dei frutticoltori trentini sulla strada della sostenibilità, anche quest’anno abbiamo individuato un tema specifico per i nostri approfondimenti - </em><strong>ha commentato in merito all’iniziativa Roberto Della Casa, </strong><strong>docente dell’Università di Bologna, Responsabile Scientifico Agroter</strong> <strong>e relatore al convegno</strong> - <em>L’attenzione si è soffermata sull’effetto dei cambiamenti climatici nell’agricoltura e nell’ambiente nei territori montani. Sempre in questo ambito abbiamo sviluppato un focus di grande attualità per la filiera dell’ortofrutta trentina proprio alla luce dei mutamenti del clima: parleremo, infatti, dello sviluppo sinergico delle relazioni con le api e gli apicoltori e, più in generale, con gli insetti pronubi. Infine, come da tradizione, uno sguardo di prospettiva al rapporto fra paesaggio, agricoltura e territorio, questa volta attraverso l’eccellenza delle cantine dei Marchesi Antinori. Tante testimonianze di esperienze vicine e lontane di grande livello da integrare nella realtà trentina a supporto della crescita del progetto”.</em></p>
<p>Il Convegno <strong>“AAA: Api, Agricoltura e Ambiente. Tre priorità nelle sfide sul clima” </strong>è rivolto agli operatori del settore agroalimentare regionale e nazionale, oltre che al pubblico, e vedrà l’intervento di molti esperti e studiosi, che si confronteranno su questo tema importante per tutto il comparto agricolo mondiale, visto che come evidenzia la FAO, tre coltivazioni su quattro dipendono fortemente dall’impollinazione e che la qualità dei prodotti dipende in misura importante dall’attività delle api. Ma anche un segnale di allarme per la biodiversità, dato che le api sono un indicatore dello stato di salute dell’ambiente.</p>
<p><em>Programma.</em></p>
<p>Aprirà l’incontro <strong>Ennio Magnani, </strong><em>presidente Apot Associazione Produttori Ortofrutticoli Trentini.</em></p>
<p>Moderati da Ronny Mengo, giornalista conduttore di Mediaset, interverranno <strong>Mario Tonina</strong>, <em>vicepresidente della Provincia Autonoma di Trento e assessore all'Urbanistica, Ambiente e Cooperazione</em>; <strong>Luca Mercalli</strong>, <em>Presidente Società Meteorologica Italiana</em> <em>e giornalista scientifico; </em><strong>Claudio Ioriatti</strong>, <em>dirigente Centro di Trasferimento Tecnologico della Fondazione Edmund Mach; </em><strong>Francesco Nazzi</strong>, <em>docente di Apidologia e Apicoltura dell’Università di Udine</em><strong>, Valeria Malagnini</strong> <em>dell’Unità Protezione delle piante Agroforestali e Apicoltura della Fondazione Edmund Mach</em> e<strong> Claudio Ioriatti</strong>, <em>dirigente Centro di Trasferimento Tecnologico della Fondazione Edmund Mach.</em></p>
<p>Al dibattito che seguirà nella seconda parte dell’evento, parteciperanno <strong>Luca Mercalli</strong><em>, </em><strong>Francesco Nazzi</strong>, <strong>Roberto Della Casa,</strong> <em>docente dell’Università di Bologna e Responsabile Scientifico Agroter e </em><strong>Alessandro Dalpiaz</strong>, <em>direttore di Apot.</em> Chiuderà l’incontro <strong>Giulia Zanotelli</strong>, <em>assessore all'Agricoltura, Foreste, Caccia e Pesca della Provincia Autonoma di Trento.</em></p>
<p>Ospite: <strong>Renzo Cotarella</strong>, <em>amministratore delegato delle Cantine Marchesi Antinori.</em></p>
<p>L'incontro avrà luogo presso il Teatro Sociale di Trento il prossimo 22 febbraio, alle ore 17,00 e sarà <strong>visibile in diretta streaming al seguente link: </strong><a href="http://www.apot.it/convegni-ed-eventi/"><strong>http://www.apot.it/convegni-ed-eventi/</strong></a></p>
<p><strong>Apot</strong> rappresenta i consorzi “Melinda”, "La Trentina", e la Cooperativa Copag, con 4.789 soci produttori con 8.130 ettari di meleti, attraverso un sistema che occupa negli stabilimenti 1.400 lavoratori.<br /><br />Fonte: Ufficio Stampa Apot</p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">98d55a82-7a3f-4278-8e9e-aa8009f30847</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/un-calo-del-30-per-la-produzione-di-mele-italiane-nel-2030</link><title>Un calo del 30% per la produzione di mele italiane nel 2030</title><description>Pubblicato uno nuovo studio d’impatto sugli obiettivi del Green Deal europeo</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/x4gobrc5/assomela-situazione-di-mercato-per-la-stagione-2018-2019.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/un-calo-del-30-per-la-produzione-di-mele-italiane-nel-2030" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1170</width><height>658</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Recentemente, l'Università di Wageningen ha pubblicato uno studio di impatto del Green Deal europeo che ha, tra i numerosi fini, quello di una produzione sostenibile entro il 2030. Lo studio analizza sei obiettivi della strategia Farm to Fork (F2F) e della strategia per la biodiversità (BD), sviluppando quattro scenari per i quali sono stati valutati gli impatti: (1) riduzione del 50% dell'uso e del rischio di fitofarmaci e del 50% dell’uso di fitofarmaci rischiosi, (2) riduzione dell'uso di fertilizzanti (-20%) e di nutrienti (-50%), (3) aumento dell'area coltivata con metodo biologico (+25%) e (4) una combinazione degli scenari 1 e 2 estesa con l'obiettivo aggiunto di avere più terreni con caratteristiche di alta biodiversità.</p>
<p>La valutazione d'impatto è stata eseguita a livello di azienda agricola, coprendo <strong>dieci colture e sette paesi dell'UE</strong>. I risultati degli studi sono stati usati per esplorare le conseguenze nel caso di raggiungimento degli obiettivi sul volume di produzione delle colture nell'UE, i prezzi di mercato, il commercio internazionale e l'uso indiretto della terra. Tra le colture analizzate, si trovano prodotti ortofrutticoli importanti per il nostro paese, come mele, agrumi, pomodori e olive.</p>
<p>Dallo studio dell’Università olandese emerge come la produzione europea verrebbe particolarmente minata dalla realizzazione degli obiettivi delle strategie F2F e BD. Per esempio, <strong>rispetto alla produzione di mele, l’Italia potrebbe perdere fino al 30% della produzione e la Polonia il 50%</strong>.</p>
<p>Secondo lo studio, l’effetto combinato del primo e secondo scenario con l’abbandono del 10% della superficie per favorire la biodiversità, avrebbero un impatto significativo sulla produzione, con perdite <strong>previste superiori al 20% e prezzi in riduzione del 15%</strong> <strong>per le mele italiane.</strong> Inoltre, l’espansione dell’area biologica al 25% del totale potrebbe per i melicoltori italiani risultare in un calo di produzione generalizzato.</p>
<p>Per quanto riguarda il <strong>commercio internazionale</strong> <strong>lo studio prevede un calo nelle esportazioni dell'UE</strong>, che passerebbe da circa 1.300.000 tons a 450.000 tons., a fronte di importazioni in EU in aumento, con effetti gravi per l’Italia, che nel 2021 ha esportato circa 370.000 ton. di mele verso paesi terzi.</p>
<p><strong>Il sistema italiano delle mele sarebbe, quindi, tra i più colpiti dalle politiche del Green Deal</strong>, con una grave perdita di produzione e reddito per la melicoltura europea ed italiana, che metterebbero a rischio la permanenza stessa delle aziende nelle campagne.</p>
<p>Lo studio conclude con una raccomandazione <strong>sull’importanza dell’innovazione</strong> nell’area dei fitofarmaci e fertilizzanti, nonché sulla necessità di sviluppare nuove tecniche di coltivazione, per favorire il progresso nei campi dell’agricoltura di precisione, dell’innovazione digitale e dei mezzi tecnici che potrebbero rafforzare il settore agricolo in vista delle criticità emergenti.</p>
<p>Obiettivi ambiziosi, come quelli del Green Deal Europeo, per essere anche realistici, dovrebbero essere accompagnati da dati e studi in grado di individuarne le criticità. Il settore melicolo italiano ribadisce la necessità di una valutazione oggettiva di impatto da parte della Commissione per rispondere ai risultati emersi dagli studi come quello condotti dall’Università di Wageningen, ma anche da alcuni precedenti, come quello dell’USDA (il dipartimento dell’agricoltura americano), dell’Università tedesca di Kiel e dallo stesso Centro Studi della Commissione Europea. <strong>Le stime di impatto ed il monitoraggio delle dinamiche economiche e di mercato sono fondamentali</strong> per individuare la fattibilità degli obiettivi del Green Deal, rispettando un dialogo con i produttori, e <strong>tutelando la sostenibilità economica, asse portante della sostenibilità</strong>. Inoltre, i risk assessment dovrebbero tenere conto del mutato scenario in cui ci si trova ad operare, con costi per l’energia, le materie prime e la logistica schizzati alle stelle e con gli effetti del cambiamento climatico che negli ultimi anni già minano costantemente la produzione e dunque il reddito degli agricoltori europei.</p>
<p><strong><em>Assomela s.c</em></strong><em>. è l’associazione dei produttori di mele italiani che rappresenta l’80% della produzione melicola nazionale, a cui si associano le OP VOG (Marlene), VIP (Val Venosta), VOG Products e FROM della Provincia di Bolzano, Melinda, La Trentina e Mezzacorona della Provincia di Trento, Nord Est della Regione Veneto, Melapiù della Regione Emilia Romagna, Rivoira e Lagnasco della Regione Piemonte, Friulfruct del Friuli Venezia Giulia e Melavì della Regione Lombardia.</em></p>]]></encoded></item></channel></rss>