<rss version="2.0"><channel xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"><title>News</title><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/rss/news?categoria=previsioni</link><description>Notizie, storie e interviste per raccontare il movimento cooperativo e per approfondire i temi che coinvolgono il nostro mondo.</description><lastBuildDate>Fri, 24 Apr 2026 04:21:59 +0200</lastBuildDate><atom:link href="https://www.cooperazionetrentina.it/it/rss/news" rel="self"><type>application/rss+xml</type></atom:link><item><guid isPermaLink="false">aec447d5-5443-4d3e-96a5-026bf93e4732</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/le-previsioni-di-produzione-di-mele-per-la-stagione-prossima</link><title>Le previsioni di produzione di mele per la stagione 2025/2026</title><description>Assomela ha partecipato, come da consuetudine e insieme ai propri soci, alla tradizionale conferenza Prognosfruit.</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/czddx0wb/assomela.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/le-previsioni-di-produzione-di-mele-per-la-stagione-prossima" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1600</width><height>1200</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Tenutasi quest’anno ad Angers (Francia) è stata organizzata dall’Associazione Nazionale Mele e Pere di Francia (ANPP), in collaborazione con WAPA (Associazione Mondiale Mele e Pere) e Copa-Cogeca (Associazione delle Cooperative e dei Produttori Agricoli Europei). L’evento ha rappresentato un momento chiave di confronto per i produttori melicoli dell’Emisfero Nord dove analizzare le previsioni di produzione di mele per la stagione 2025/2026, e confrontarsi sulle tematiche che stanno caratterizzando il settore.</p>
<p><strong>Le prospettive per la stagione 2025/2026 </strong></p>
<p>I dati presentati al Prognosfruit ci indicano che la stagione che sta partendo in questi giorni, ha buone potenzialità per risultare positiva per i produttori di mele, nonostante le diverse problematiche che sono state sottolineate anche durante il convegno svoltosi in Francia: la disponibilità sempre in calo di prodotti fitosanitari, il cambiamento climatico e le maggiori restrizioni a livello produttivo, la situazione europea che spesso manca di uniformità, e le continue tensioni globali che minacciano la stabilità del mercato.</p>
<p>Ciò nonostante, le previsioni di produzione lasciano il comparto melicolo ottimista per la stagione entrante, dove ci si aspetta condizioni in linea con l’anno concluso, per quanto riguarda il mercato fresco e quello del trasformato, nel quale influirà la mancanza di prodotto di diversi paesi extra UE, come la Turchia. La produzione stimata, che si allinea a quella dell’anno precedente, lascia aperta una suggestione: che questi numeri rappresentino ora il nuovo potenziale produttivo europeo.</p>
<p><strong>La situazione nell’Unione Europea </strong></p>
<p>Le stime di produzione per il 2025 indicano un raccolto di mele in Europa che anche quest’anno sarà inferiore al potenziale storico di produzione, e che è stimato ad un totale di <strong>10.455.000 </strong>tonnellate, un dato che quindi risulta sostanzialmente stabile rispetto allo scorso anno e inferiore del 7% rispetto alla media produttiva degli ultimi tre anni.</p>
<p>La previsione di produzione per l’Europa si mantiene in linea con il consuntivo dello scorso anno, pur evidenziando dinamiche diverse a livello nazionale. La Polonia registra una ripresa dopo la scarsa produzione del 2024, con una stima di 3.300.000 tonnellate (+3%). Incrementi significativi si osservano anche in Germania (+15%) e in Francia (+4%), così come in Repubblica Ceca e in Austria dove si tornerà a livelli normali, dopo l’ultimo anno di considerevole calo. Al contrario, a causa delle forti piogge primaverili, si prevedono cali produttivi in Spagna (-8%), Portogallo (-3%) e Grecia (-27%). In Scandinavia, la Danimarca mostra segnali di ripresa con un aumento del 14%, mentre in Svezia la produzione si mantiene stabile rispetto alla media degli anni precedenti.</p>
<p>Dal punto di vista qualitativo, grazie ad una fioritura generalmente abbondante e un’allegagione normale nella maggior parte dei paesi europei, si prevede calibri leggermente superiori rispetto allo scorso anno, con un ritardo generalizzato della raccolta di circa una settimana.</p>
<p><strong>L’andamento varietale </strong></p>
<p>Le previsioni di produzione europee distinte per varietà.</p>
<p>Mentre la Golden delicious rimane sostanzialmente stabile, con un leggero calo dell’1% a 2.059.000 tons., si conferma la tendenza di ribasso per maggior parte delle varietà tradizionali. In particolare, la Red delicious è prevista in calo di 19%, con una produzione stimata di 487.000 tons. Segno negativo anche per Granny Smith e per Fuji dove si prevede una diminuzione di 3% e di 9% rispettivamente.</p>
<p>Stabile la Gala, per la quale si prevede una produzione di 1.429.000 tons mentre la Cripps Pink continua a crescere, raggiungendo il volume di 330.000 tons con un +8% rispetto allo scorso anno.</p>
<p>Rispetto alle varietà tradizionali continua invece la corsa delle Nuove varietà club che superando le 680.000 tons., segnano una crescita del 14% rispetto allo scorso anno.</p>
<p><strong>Uno sguardo alla situazione italiana </strong></p>
<p>Le previsioni di produzione italiane a livello regionale ed in tabella 4 l’analisi varietale.</p>
<p>Per l’Italia, la produzione totale è stimata in <strong>2.248.025 tonnellate</strong>, con un <strong>calo del 3% </strong>rispetto allo scorso anno (Tab. 3). A livello regionale, si registra un aumento della produzione in Trentino (+5%), mentre è previsto un leggero calo in Alto Adige (-3%) e nella maggior parte delle altre regioni. Particolarmente significativa la flessione attesa in Piemonte (-15%), che segue un’annata 2024 caratterizzata da rese elevate. In Veneto, la produzione dovrebbe diminuire dell’11% rispetto al 2024, anche a causa di danni provocati dalla grandine. Emilia-Romagna prevede un lieve calo rispetto al 2024 (-6%), così come il Friuli (-5%).</p>
<p>La produzione biologica in Italia è anch’essa in calo, con una diminuzione del 12% rispetto allo scorso anno. Con 164.099 tonnellate, rappresenta circa il 7% dell’offerta complessiva.</p>
<p>Per quanto riguarda le dinamiche varietali in Italia, si possono osservare nel dettaglio, all’interno della tabella.</p>
<p>Si segnala <strong>una crescita della Golden Delicious del 3%, </strong>che raggiunge una produzione di 688.326 tonnellate, recuperando dopo i livelli particolarmente bassi registrati nel 2024, ma ancora al di sotto del potenziale storico. In aumento anche le varietà protette (club), mentre le varietà tradizionali mostrano un calo generalizzato. In particolare, <strong>la Red Delicious registra una flessione del 21%</strong>, attestandosi a 156.366 tonnellate: si tratta del livello più basso mai registrato per questa varietà. Sono previste riduzioni significative anche per la Gala (-7%) e per la Granny Smith (-16% rispetto al 2024). La Fuji perde terreno rispetto allo scorso anno (-3%), con una produzione stimata di 157.488 tonnellate.</p>
<p>La Cripps Pink registra un aumento del 3% sul 2024, superando le 130.000 tonnellate e segnando un nuovo record produttivo. Anche le altre varietà club confermano la loro crescita, con una produzione complessiva superiore alle 300.000 tonnellate, in aumento del 10% rispetto allo scorso anno.</p>
<p>Dal punto di vista qualitativo, l’andamento climatico in Trentino-Alto Adige è stato nel complesso favorevole, fatta eccezione per alcune aree del Trentino colpite da episodi di grandine. Le condizioni meteorologiche, generalmente fresche e regolari, hanno favorito un buon sviluppo delle caratteristiche organolettiche dei frutti, in linea con quanto osservato nel 2024. Anche il periodo di raccolta si è svolto in modo regolare, sia rispetto alla media che all’annata precedente.</p>
<p>In Piemonte si rilevano frutti di buon calibro e ottima colorazione. Situazione diversa in Veneto, dove recenti eventi climatici avversi, come grandinate e la presenza di ticchiolatura, hanno determinato una riduzione dell’offerta per tutte le varietà, salvaguardando però la qualità per la produzione presente.</p>
<p>In Emilia-Romagna la produzione risulta nel complesso buona, così come in Friuli-Venezia Giulia, dove calibro e colorazione sono generalmente nella norma. Tuttavia, alcune zone del Friuli hanno sofferto da piogge intense durante la fioritura e l’allegagione.</p>
<p>Ad oggi, si stima che la quantità di mele destinate al <strong>mercato del fresco </strong>sarà pari a <strong>1.958.511 tonnellate</strong>, in leggero calo rispetto allo scorso anno (-2%), ma sostanzialmente in linea con la media degli ultimi quattro anni.</p>
<p><strong><em>Assomela </em></strong><em>s.c. è il Consorzio delle Organizzazioni di Produttori di mele italiani che rappresenta il 75% della produzione melicola nazionale, a cui si associano le OP VOG – Home of Apples, VIP (Val Venosta), il Consorzio From e VOG Products della Provincia di Bolzano, Melinda, La Trentina e Mezzacorona della Provincia di Trento, Melapiù della Regione Emilia-Romagna, Rivoira, Lagnasco, Joinfruit e Gullino della Regione Piemonte, Melavì della Regione Lombardia e Frutta Friuli Sca della Regione Friuli-Venezia Giulia.</em></p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Assomela</author></item><item><guid isPermaLink="false">0bea371d-e9d9-451f-905c-b48189ffba44</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/melinda-previsioni-incoraggianti-ma-l-inflazione-condiziona-il-mercato-e-crea-incertezza</link><title>Melinda, campagna 2022-23: previsioni incoraggianti. Ma l’inflazione condiziona il mercato e crea incertezza</title><description><![CDATA[<p style="margin: 0cm;"><span style="font-family: 'Arial',sans-serif; color: black;">Presentato il nuovo Bilancio di Previsione: sostanzialmente invariate le vendite dei primi mesi post raccolta. 170 milioni di euro il valore del liquidato previsto che risente dell’incremento dei costi a monte. Il presidente del Consorzio, Seppi: “Numeri positivi ma i rialzi di energia e materie prime impongono prudenza”.  </span></p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/hb5p2xkb/ernesto-seppi.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/melinda-previsioni-incoraggianti-ma-l-inflazione-condiziona-il-mercato-e-crea-incertezza" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>4928</width><height>3280</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Il Consorzio Melinda registra dati di vendita in linea con i numeri dell’anno passato in termini di quantità ma in crescita come valore grazie all’alta qualità di merce conferita. Ma il contesto attuale, caratterizzato dal generale calo dei consumi nel comparto e dalle persistenti spinte inflazionistiche che impattano sui costi sostenuti, impone prudenza. È quanto emerge dal Bilancio di Previsione 2022/2023 presentato dall’azienda ai suoi soci.</p>
<p>Il fatturato lordo previsto al 31 luglio di quest’anno viaggia attorno ai 308 milioni di euro che, detratti i costi, si traducono in un ammontare liquidato ai soci di circa 170 milioni pari a 0,467 euro/kg per il totale commerciale. Il dato risente inevitabilmente del forte incremento di alcune voci a monte a cominciare dalla spesa annuale per l’energia (passata da 8 a circa 13 milioni di euro nel confronto sul 2020/21), i trasporti (da 13 a 17 milioni) e gli imballi (da 33 a 40 milioni). Sul fronte energetico, Melinda conferma la propria attenzione per l’efficientamento: la frigoconservazione delle mele nelle celle ipogee, l’utilizzo dei pannelli fotovoltaici, l’impiego del 100% di energia proveniente da fonti rinnovabili (anche grazie alla partnership con Dolomiti Energia) e lo sviluppo di un progetto ad hoc garantiscono la massima prestazione delle sue operazioni con il minimo consumo possibile di elettricità.</p>
<p>I numeri contenuti nel Bilancio previsionale si collocano in un quadro generale complesso. Il contesto socio economico italiano ed europeo è caratterizzato da un'incertezza nel consumatore causata principalmente da un calo del potere di acquisto derivante da un’inconsueta spinta inflazionistica. Quest’ultimo fenomeno, in particolare, genera incertezza condizionando le scelte di acquisto da parte dei consumatori e favorendo un calo delle vendite nel comparto ortofrutta che a novembre 2022 registrano una riduzione dell’8,8% dei volumi e del 4,4% in termini di valore rispetto all’anno precedente.</p>
<p>“I risultati previsti per i prossimi mesi sono positivi ma il contesto generale consiglia una certa prudenza”, ha dichiarato <strong>Ernesto Seppi, </strong>presidente del Consorzio Melinda (nella foto). “Nel mercato italiano ed europeo l’inflazione condiziona i prezzi dell’energia e delle materie prime producendo di riflesso un incremento dei costi per l’azienda e i soci frutticoltori. Le attività delle singole aziende consorziate stanno subendo aumenti dei costi dei fattori produttivi come mai si era registrato da decenni. Nonostante questo siamo certi che l’intero sistema Melinda saprà confermare la sua capacità di tenuta in una fase complessa per tutto il comparto”.<br /><br />Fonte: Ufficio Stampa Melinda/Martina Valentini</p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">958867fb-9c97-42a6-b326-b0eb238e73f5</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/primo-aggiornamento-previsioni-di-produzione-mele</link><title>Primo aggiornamento previsioni di produzione mele</title><description><![CDATA[<p>Dopo l’incontro al Prognosfruit, i rappresentanti di WAPA si sono dati appuntamento l’8 settembre scorso – questa volta virtualmente – per un primo aggiornamento delle previsioni di produzione in Europa. Durante il meeting a Belgrado, infatti, era emersa la necessità, visto il caldo eccessivo in Europa e la carenza di acqua in molti areali produttivi, di fare già in settembre un aggiornamento iniziale, con riferimento in particolare alla Gala e alle altre varietà precoci.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/2ygl5iwn/assomela-ad-asia-fruit-logistica.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/primo-aggiornamento-previsioni-di-produzione-mele" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>600</width><height>417</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Il quadro che risulta dal confronto tra gli operatori restituisce dei <strong>dati rivisti a ribasso</strong> rispetto a quanto inizialmente previsto.</p>
<p>Per l’Europa, la produzione totale dovrebbe essere inferiore di circa 90.000 tons. e attestarsi a <strong>12.076.000 tons</strong>. Tutti i paesi, ad eccezione di Polonia e Repubblica Ceca, hanno rivisto a ribasso le proprie previsioni iniziali, ma, in particolare nel caso della Polonia, oltre a una quantità maggiore di prodotto destinata alla trasformazione, gli operatori prevedono che molte mele rimarranno sugli alberi, vista la mancanza di almeno il 50% di lavoratori stagionali che tradizionalmente arrivano dall’Ucraina. Revisione al ribasso per gli altri paesi principali produttori, primi fra tutti Italia, Francia, Germania e Spagna. Si teme in tutta Europa, visto il caldo eccessivo, una quantità di gran lunga superiore alla media di frutti dal calibro inferiore e con poco colore e quindi <strong>una maggiore quantità di merce da destinare all’industria di trasformazione.</strong></p>
<p>Per l’Italia, le stime di settembre indicano un <strong>abbassamento del 3% del raccolto inizialmente previsto</strong>, che si traduce in una diminuzione della produzione di circa 70.000 tons. Di queste, circa 23.000 tons sono di Gala. Il raccolto totale dovrebbe perciò assestarsi a <strong>2.079.344 tons</strong>., con una <strong>perdita per la sola Gala di almeno il 6% </strong>rispetto a quanto inizialmente previsto.</p>
<p>Al di là dell’abbassamento produttivo e della generale situazione di mercato, che al momento appare piatta con consumi assolutamente non soddisfacenti anche a causa del caldo che continua a insistere sull’intera Europa, tutti gli operatori hanno espresso fortissima preoccupazione per l’impatto dei costi, in particolare quelli legati all’elettricità, che stanno diventando insostenibili per un settore che ha nella frigoconservazione un elemento cardine.  Per questo, in alcuni paesi, tra cui la Polonia, oltre ai frutti che potrebbero non essere raccolti, si prevede lo stoccaggio solo dei frutti migliori.</p>
<p>Tra le questioni che rendono il settore particolarmente preoccupato c’è inoltre la <strong>bozza di regolamento UE sull’uso sostenibile dei fitofarmaci (SUR</strong>), giudicato come assolutamente “insostenibile” se si vuole tutelare realmente la produzione e soprattutto garantire la sopravvivenza delle imprese agricole. I tagli previsti e le modalità di intervento proposte sono prevalentemente frutto di un approccio ideologico e semplicistico della Commissione, che sembra davvero non tenere conto dell’impatto devastante che il regolamento potrebbe avere sull’intero settore agricolo UE. Per questo i produttori europei di mele auspicano una revisione profonda dell’impianto del provvedimento.</p>
<p>Assomela, insieme a WAPA, continuerà a monitorare la situazione produttiva, ma anche quella legata al SUR e ai provvedimenti correlati (es. limitazione all’uso della s.a. captano) e a condividere aggiornamenti, consapevole che la priorità per il settore è preservare la produzione e la reddittività dei produttori, al momento entrambi in pericolo.</p>
<p><strong><em>Assomela </em></strong><em>s.c. è il Consorzio delle Organizzazioni di Produttori di mele italiani che rappresenta l’80% della produzione melicola nazionale, a cui si associano le OP VOG (Marlene), VIP, il Consorzio From e VOG Products della Provincia di Bolzano, Melinda, La Trentina e Mezzacorona della Provincia di Trento, Melapiù della Regione Emilia-Romagna, Rivoira, Lagnasco e Gullino della Regione Piemonte, Melavì della Regione Lombardia e Friulfruct della Regi</em><em>one Friuli.<br /><br /></em>Fonte: Assomela</p>]]></encoded></item></channel></rss>