<rss version="2.0"><channel xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"><title>News</title><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/rss/news?categoria=opere</link><description>Notizie, storie e interviste per raccontare il movimento cooperativo e per approfondire i temi che coinvolgono il nostro mondo.</description><lastBuildDate>Mon, 27 Apr 2026 08:14:24 +0200</lastBuildDate><atom:link href="https://www.cooperazionetrentina.it/it/rss/news" rel="self"><type>application/rss+xml</type></atom:link><item><guid isPermaLink="false">c308bfe3-b42b-4117-862c-7bd6f3a10f8e</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/opere-da-una-collezione-il-paesaggio-montano-e-la-sua-cultura</link><title>“Opere da una collezione - Il paesaggio montano e la sua cultura”</title><description><![CDATA[<p>Inaugurata a Bosco Chiesanuova la mostra d’arte della Cassa Rurale Vallagarina, con premiazione di 5 studenti e studentesse dell’Accademia di Belle Arti di Verona.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/us1fmxo0/crvallagarinabosco.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/opere-da-una-collezione-il-paesaggio-montano-e-la-sua-cultura" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>6000</width><height>4000</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>È stata inaugurata nel pomeriggio di sabato 6 dicembre a Bosco Chiesanuova l’esposizione “<strong>Opere da una collezione – Il paesaggio montano e la sua cultura</strong>”, visitabile presso il Centro Socio Culturale del paese <strong>fino al 6 gennaio </strong>prossimo<strong>.</strong> La mostra, che nasce con l’intento di presentare al pubblico una raccolta di opere del patrimonio artistico della Cassa Rurale con un focus sul rapporto con il territorio, è il risultato della positiva collaborazione tra la Banca di Credito Cooperativo con sede ad Ala (Tn), presente da 30 anni in Lessinia, il <strong>Comune di Bosco Chiesanuova</strong> e l’<strong>Accademia di Belle Arti di Verona</strong>.</p>
<p>I saluti istituzionali sono stati tenuti dal presidente della Cassa Rurale <strong>Maurizio Maffei</strong>, che ha sottolineato come sia nel DNA degli istituti cooperativi essere vicini ai territori, con iniziative capaci di promuovere socialità, cultura e opportunità per i giovani; dal presidente dell’Accademia di Belle Arti di Verona <strong>Andrea Falsirollo</strong>, che ha rimarcato l’apprezzamento per l’opportunità di collaborazione tra Accademia e Cassa Rurale Vallagarina per questo significativo progetto; dal Sindaco di Bosco Chiesanuova <strong>Claudio Melotti</strong> che ha evidenziato come la mostra rappresenti una preziosa occasione culturale per residenti e turisti durante le festività natalizie, momento di grande affluenza in paese.</p>
<p> </p>
<p>La presentazione dell’esposizione è stata affidata al curatore <strong>Remo Forchini</strong> e al critico <strong>Fiorenzo Degasperi</strong>, che ne hanno illustrato la struttura e le motivazioni concettuali: “a<em>ttraverso tecniche e linguaggi diversi – dalla pittura materica alla fotografia concettuale – la mostra intende mappare non solo i sentieri fisici della montagna, con particolare riguardo alla Lessinia, ma anche i percorsi spirituali che si aprono quando l’essere umano si confronta con l’imponenza della montagna e della sua arcaica cultura</em>.”</p>
<p>Il momento inaugurale, a cui erano presenti anche il vicepresidente della Cassa Rurale Carmelo Melotti, il direttore generale Giuliano Deimichei, la vicesindaca del Comune di Bosco Chiesanuova Alessandra Albarelli e il direttore dell’Accademia Luca Orlandi, si è concluso con la <strong>premiazione del concorso</strong> sul paesaggio di montagna e la relazione con il territorio promosso dalla Cassa Rurale Vallagarina presso l’Accademia delle Belle Arti di Verona<strong>. </strong>Ad aggiudicarsi il premio e i complimenti delle persone presenti <strong>Patrizia Conati, Miriam Giavarina, Danilo Mitic, Elisabetta Stocco e Sofia Zivelonghi</strong>, le cui opere sono state acquistate dall’Istituto di credito cooperativo ed esposte in mostra.</p>
<p>“Opere da una collezione” è allestita presso il Centro Socio Culturale di Bosco Chiesanuova (dietro la Chiesa parrocchiale) e visitabile dalle 15.00 alle 18.00 ogni sabato e domenica, lunedì 8 dicembre e tutti i pomeriggi dal 26 dicembre al 6 gennaio.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Cassa Rurale Vallagarina</author></item><item><guid isPermaLink="false">ed8582c5-90d4-4b3d-ab15-1fc79757eb4c</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/a-maso-spilzi-di-folgaria-inaugurata-la-mostra-opere-da-una-collezione</link><title>A Maso Spilzi di Folgaria inaugurata la mostra “Opere da una collezione”</title><description><![CDATA[<p>Si è tenuto nel tardo pomeriggio di oggi il vernissage dell’esposizione voluta da Cassa Rurale Vallagarina. Esposizione che mette in mostra il patrimonio artistico dell’istituto di credito cooperativo.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/tzdnrjdd/opere.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/a-maso-spilzi-di-folgaria-inaugurata-la-mostra-opere-da-una-collezione" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2000</width><height>1365</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Dal catalogo alla mostra. “Le Opere da una collezione” di Cassa Rurale Vallagarina sono in mostra nell’esposizione allestita a Maso Spilzi di Folgaria.</p>
<p>Qui potranno essere osservate e ammirate per oltre un mese, fino al 7 luglio.</p>
<p>Oggi pomeriggio si è tenuto il vernissage alla presenza dei vertici dell’istituto di credito cooperativo, dei curatori della mostra e dei rappresentanti istituzionali.</p>
<p>“Con questa mostra Cassa Rurale Vallagarina vuole donare idealmente ai soci, ai clienti e alle comunità uno spaccato significativo del suo patrimonio artistico – spiega il presidente <strong>Maurizio Maffei</strong> – Patrimonio acquisito nel corso degli anni, con l’intento di valorizzare le espressioni creative dei propri territori serviti nella quotidianità con la sede e la rete di filiali”.</p>
<p>In esposizione le opere di un numero considerevole di artisti: Ernesto Giuliano Armani, Roberto Marcello Baldessari, Silvio Cattani, Luciano Civettini, Piero Coelli, Mario Dalla Fini, Giuseppe Debiasi, Alberto Forchini, Maurizio Giongo, Diego Giovanazzi, Cirillo e Florian Grott, Attilio Lasta, Guido Mattuzzi, Enrico Meneghelli, Neno Mori, Margherita Pavesi Mazzoni, Alessandro Pavone, Valentina Port, Albino Rossi, Carlo Sartori, Riccardo Schweizer, Annalia Spagnolli, Mariuccia Spagnolli, Annamaria Targher, Rolando Tessadri, Gianni Turella, Loreta Vaccari Foss, Luigi Vicentini.</p>
<p>Nel corso del vernissage sono intervenuti il sindaco di Folgaria, <strong>Michael Rech</strong>, l’assessora alla cultura del Comune di Folgaria <strong>Stefania Schir</strong>,<strong> Benedetta Vicentini</strong> che ha curato la ricerca archivistica e l'editing del catalogo “Una collezione” della Cassa grazie all'esperienza di tirocinio, <strong>Remo Forchini</strong> curatore della mostra, il critico d’arte <strong>Fiorenzo Degasperi</strong>.</p>
<p>“La mostra allestita lo scorso inverno nelle storiche sale di Palazzo Candelpergher, sede del Comune di Nogaredo, trova un’ulteriore prosecuzione negli ampi spazi della residenza signorile di Maso Spilzi a Folgaria, raro esempio di architettura fortificata settecentesca in cui l’immaginario popolare pone uno dei luoghi dove arrivava l’eco della voce aspra e penetrante della mitica strega Brava Part, proveniente dalla caverna-abitazione sul tormentato percorso del Rio Cavallo/Rosspach – scrive Degasperi – Qui viene presentata una selezione delle opere tratte dalla ricca collezione della Cassa Rurale, incrementata da lavori di artisti che operano o hanno operato nel territorio dell’altopiano Cimbro, o che qui hanno le loro origini o trascorrono la loro vita quotidiana. L’esposizione è anche l’occasione per entrare in contatto con opere inedite di artisti e scultori che hanno fatto della cultura di montagna uno dei loro primari interessi visivi. I molti pittori e scultori presenti offrono uno sguardo individuale e particolare sulla natura, sia quella figurativa che quella astratta, nella consapevolezza che le forme, i volumi e gli spazi sono elementi che concorrono a presentare un continuo e rinnovato rapporto con ciò che sta fuori di noi. Non solo quindi un’arte che ritrae il mondo ma anche un’arte che cerca di interpretare gli accadimenti del cuore e dell’anima in relazione con nuovi sentimenti della natura”.</p>
<p>La mostra sarà visitabile fino a domenica 7 luglio. Orari: sabato e domenica 10-12 e 15-18. Da martedì 2 a venerdì 5 luglio apertura anche infrasettimanale dalle ore 15 alle ore 18.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Diego Nart - Ufficio Stampa Cooperazione Trentina/Cassa Rurale Vallagarina</author></item><item><guid isPermaLink="false">cb1ee1b9-88d2-4a56-87c3-f0d16c7d5a84</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/una-collezione-il-catalogo-d-arte-della-cassa-rurale-vallagarina</link><title>“Una collezione”. Il catalogo d’arte della Cassa Rurale Vallagarina</title><description><![CDATA[<p>Ieri sera, nella prestigiosa cornice di Palazzo Pizzini, nel centro storico di Ala, è stato presentato il catalogo “Una collezione: storia e memoria nella produzione artistica di un territorio”. Pubblicato da Cassa Rurale Vallagarina contiene oltre duecento immagini di altrettante opere del patrimonio artistico dell’istituto di credito cooperativo.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/2ynppzp1/catalogo-una-collezione.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/una-collezione-il-catalogo-d-arte-della-cassa-rurale-vallagarina" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>4032</width><height>3024</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Arte, storia e tradizione hanno caratterizzato il “fresco di stampa” dedicato a “Una collezione: storia e memoria nella produzione artistica di un territorio”, catalogo prodotto da Cassa Rurale Vallagarina nell’ambito delle iniziative che, nell’anno che sta per salutarci, sono state dedicate al 125esimo compleanno dell’istituto di credito cooperativo.</p>
<p>L’arte è contenuta nelle pagine del volume. La storia e la tradizione appartengono, in particolare, a Palazzo Pizzini, collocato nel centro storico di Ala le cui sale hanno ospitato l’evento di presentazione.</p>
<p>“Con questo catalogo la Cassa Rurale Vallagarina – spiega il presidente <strong>Maurizio Maffei</strong> – vuole donare idealmente ai soci, ai clienti e alle comunità locali servite ogni giorno, il patrimonio artistico dell’istituto di credito cooperativo acquisito negli anni con l’intento di valorizzare le espressioni creative dei territori. Un insieme di persone, colori e rappresentazioni, frutto delle relazioni create e consolidate nel tempo”.</p>
<p>Opere di artisti soprattutto locali, di formazione ed esperienza differenti che hanno messo a frutto il proprio estro. Il catalogo è il risultato di “un lavoro meticoloso di ricerca che – aggiunge il presidente Maffei - ha prodotto un prezioso sguardo di insieme su una collezione artistica che non risulterebbe agevolmente fruibile neppure se fosse interamente esposta all’interno della sede e delle filiali della nostra Cassa Rurale”.</p>
<p><strong>Il catalogo </strong></p>
<p>Nelle pagine di questa opera editoriale è contenuta la catalogazione delle opere (con le immagini del fotografo <strong>Lucio Tonina </strong>e di<strong> Angela Andreoli</strong>) del patrimonio artistico della Cassa Rurale Vallagarina. L’incarico è stato affidato alla tirocinante <strong>Benedetta Vicentini</strong>, guidata e coadiuvata dagli esperti <strong>Remo Forchini </strong>e <strong>Amina Pedrinolla</strong>.</p>
<p>Il volume raccoglie le oltre 200 opere di proprietà dell’istituto di credito cooperativo<em>.</em></p>
<p>Dipinti, sculture, incisioni, stampe e disegni a fumetti. Il catalogo rappresenta un punto di partenza, oltre che un lavoro di gran pregio, per dare visibilità all’intera collezione - restituita in modo ideale ai territori - in una modalità nuova rispetto alla collocazione negli uffici e negli archivi dell’istituto di credito cooperativo.</p>
<p>Dal volume è nata, inoltre, l’esposizione “Opere da una collezione”. La mostra è allestita al Comune di Nogaredo, grazie alla disponibilità e alla collaborazione dell’amministrazione comunale, ed è visitabile fino al 7 gennaio 2024.</p>
<p>Il catalogo è disponibile agli sportelli della Cassa Rurale Vallagarina su richiesta per tutti i soci, clienti e appassionati d’arte.</p>
<p>Alla presentazione hanno partecipato, inoltre, il vicepresidente e il direttore di Cassa Rurale Vallagarina, <strong>Carmelo Melotti</strong> e <strong>Giuliano Deimichei</strong>, il consigliere provinciale e già sindaco di Ala <strong>Claudio Soini</strong>, il vicesindaco di Ala (sindaco facente funzioni) <strong>Luigino Lorenzini</strong>.</p>
<p>Ultima nota legata alle sette note: ad arricchire il programma della serata di ieri è stata la musica del duo <strong>Giabelli-Modena</strong> (mandolino e chitarra) vincitore dell’ultima edizione (in ordine di tempo) del concorso <strong>Giacomo Sartori.</strong></p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Diego Nart - Ufficio Stampa Cooperazione Trentina</author></item><item><guid isPermaLink="false">3f66e2eb-e80c-41de-b235-2d4219e0f415</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/le-opere-di-enrico-de-concini-in-mostra-in-cassa-rurale</link><title>Le opere di Enrico de Concini in mostra in Cassa Rurale</title><description><![CDATA[<p>A Cles, nella sede della Cassa Rurale Val di Non – Rotaliana e Giovo un omaggio all’artista noneso.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/eawfctl0/deconcini.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/le-opere-di-enrico-de-concini-in-mostra-in-cassa-rurale" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>3906</width><height>2346</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>La Cassa Rurale Val di Non Rotaliana e Giovo è lieta di annunciare l’allestimento di una nuova mostra, intitolata "Enrico de Concini - La pittura dello spirito". A poco più di 50 anni dalla scomparsa dell’artista, la Cassa Rurale è onorata di dedicargli questa esposizione che, grazie alla collaborazione con la famiglia de Concini, raccoglierà negli spazi espositivi del Centro Direzionale di Cles molte opere provenienti da collezioni pubbliche e private, rendendole quindi fruibili ad un vasto pubblico. Tra queste spicca la meravigliosa tela “Il Lago di Tovel” che impreziosisce da anni la Sala Consiglio della Cassa Rurale.</p>
<p>La mostra sarà aperta al pubblico gratuitamente dal 21 marzo 2023 al 20 settembre 2023, dalle 8:00 alle13:00.</p>
<p><strong>L'inaugurazione si terrà il 21 marzo alle 18:00 e tutti sono invitati a partecipare. </strong></p>
<p>Questo evento rappresenta un'occasione unica per ammirare le opere di uno dei più importanti artisti del territorio, che ha lasciato un'impronta indelebile nella storia della pittura paesaggistica locale. Enrico de Concini è considerato uno dei massimi esponenti locali della pittura di paesaggio della metà del Novecento, ed è legato alla storia e all'eccellenza creativa della valle.</p>
<p>L’esposizione è curata dallo storico dell’arte Marcello Nebl.</p>
<p><strong>Estratto dai testi critici in catalogo</strong><strong> (a cura di Marcello Nebl)</strong></p>
<p>Enrico de Concini è stato uno dei più importanti pittori che ha operato nella Val di Non nei decenni centrali del ventesimo secolo. Il suo stile unico e la sua visione artistica hanno fatto di lui un punto di riferimento per molti appassionati d'arte locali e un artista molto amato dai concittadini di Tuenno. La Cassa Rurale Val di Non - Rotaliana e Giovo ha scelto di omaggiarlo con una mostra in occasione del cinquantesimo anniversario della sua morte, proseguendo così la propria attività di valorizzazione degli artisti trentini, iniziata ormai alcuni anni fa. La mostra, intitolata "Enrico de Concini: la pittura dello spirito", presenta oltre venti opere ad olio di medie e grandi dimensioni. Rappresenta un'occasione unica per conoscere meglio l'arte di un autodidatta che ha scelto la pittura come principale mezzo espressivo e strumento per trovare un momento di intimità con la natura e il proprio animo.</p>
<p>Tra le opere esposte spicca l'evocativo <em>Autoritratto</em> del 1938, uno dei primi esperimenti pittorici in cui emerge l'elevata competenza dell'artista nell'uso del colore e nella rappresentazione dei soggetti, nonché la sua abilità nell'indagare gli aspetti psicologici ed esaltare l'energia vitale dei personaggi rappresentati.</p>
<p>Tre opere datate 1945 (<em>Vecchia lampada, Volpe rossa, Natura morta</em>) esplorano invece il genere della <em>natura morta</em>; mentre di quegli anni sono altri lavori di forte valenza poetica, come ad esempio <em>La stalla</em>, dove i temi segantiniani sono trattati in maniera verista.</p>
<p>Diversamente, <em>Pagliacci </em>del 1968 rappresenta un'eccezione nella produzione dell'artista, sia per il soggetto trattato che per lo stile pittorico adottato. Quest'opera trae ispirazione dalla relazione con Ennio Lovatti, pittore triestino, e dalle sue narrazioni riguardanti la vita degli ultimi e dei marginati.</p>
<p>La pittura <em>en plen air</em> davanti alle bellezze naturali delle montagne e dei paesaggi tanto amati, come il lago di Tovel, è però il vero leitmotiv della produzione artistica di de Concini. Ne sono un perfetto esempio le opere esposte <em>Malga Tuena, Vecchia baita a Tovel</em>, e soprattutto i due omonimi <em>Lago di Tovel </em>(e molte altre). Proprio con il lago l’artista noneso aveva un legame intimo e quasi religioso. Intitolare la mostra <em>“La pittura dello spirito”</em> è sembrato quindi il modo più sincero per omaggiarne l’arte. Nel 1992 il professor Luigi Parrinello descrisse con parole evocative le emozioni che il lago provocava nel de Concini riuscendo così a catturare l'essenza del suo lavoro: “gli stupendi paesaggi di Tovel venivano percepiti dal pittore come luoghi incantati, quasi di sogno, luoghi che continuavano a suscitare nel suo animo intense emozioni da cui muoveva pressante il bisogno di trasferire su tela la suggestione della intuizione e della percezione per timore, quasi, che l’interporsi del tempo ne potesse alterare le componenti o cancellare il ricordo”.</p>
<p><strong>Cenni biografici</strong></p>
<p>Enrico de Concini nasce il 30 ottobre 1909 a Tuenno, Val di Non. La sua vita non fu facile: già alla tenera età di sette anni rimase orfano di padre morto durante la Grande Guerra. Questo evento segnò profondamente la sua infanzia vissuta con la madre Colomba e sei fratelli.</p>
<p>Nonostante le difficoltà, negli anni Trenta, de Concini iniziò ad esplorare la pittura come autodidatta, raggiungendo presto risultati notevoli.</p>
<p>Negli anni Quaranta, durante il difficile periodo del dopoguerra, si dedicò soprattutto alla natura morta, come dimostrano le tre opere esposte datate 1945.</p>
<p>Il 1948 è un anno cruciale nella biografia dell'artista: con l'aiuto di alcuni amici, costruì l’albergo "Stella Alpina" che diventò presto un punto di riferimento per i commercianti della valle, i cittadini e i turisti. Nonostante l'attività alberghiera rallentasse la sua attività creativa, Enrico de Concini mantenne viva la passione per la pittura, riprendendola nei momenti di tempo libero.</p>
<p>Negli anni Cinquanta, raggiunta una certa stabilità lavorativa, de Concini tornò a dipingere con continuità e sviluppò un nuovo modo di lavorare, meno preciso ma altrettanto espressivo. Diede inoltre priorità alla pittura all'aperto rispetto all'attività in studio.</p>
<p>Durante gli anni Sessanta, iniziò a frequentare vari artisti grazie alle rassegne di pittura estemporanea organizzate nella valle, tra cui Nicolino Romeo, Severino Menapace e Piero Camozzi, con cui instaurò un particolare rapporto di amicizia.</p>
<p>Negli ultimi anni della sua vita (morì nel 1972) Enrico de Concini dipinse con continuità, concentrandosi soprattutto sulla rappresentazione della natura e dei luoghi a lui tanto cari, come il Lago di Tovel. La sua arte, espressione della bellezza del territorio trentino e della sua passione per la pittura all'aria aperta, è difatti la protagonista assoluta della mostra.</p>
<p>Fonte: Cassa Rurale Val di Non Rotaliana e Giovo</p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">02846dce-f7b4-49d9-bdc2-9828f56e1e7a</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/le-opere-di-riccardo-schweizer-in-mostra-in-cassa-rurale</link><title>Le opere di Riccardo Schweizer in mostra in Cassa Rurale</title><description><![CDATA[<p class="Standard"><span style="font-size: 11.0pt; font-family: 'Century Gothic',sans-serif;">A Cles, nella sede della Cassa Rurale Val di Non – Rotaliana e Giovo una personale dell’artista trentino.</span></p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/bbjlu5pz/dipinto.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/le-opere-di-riccardo-schweizer-in-mostra-in-cassa-rurale" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1152</width><height>960</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Nell’ottica di alternare mostre d’arte ed esposizioni a carattere sociale e culturale, sarà allestita negli spazi espositivi del Centro Direzionale di Cles la mostra “Omaggio a Riccardo Schweizer – Opere scelte dalla Collezione Cassa Rurale Val di Non – Rotaliana e Giovo”.</p>
<p>Il patrimonio artistico e culturale della Cassa Rurale, contraddistinto da un forte legame con la storia e con l’eccellenza creativa espressa dal territorio, annovera un nutrito corpus di opere di Riccardo Schweizer (Mezzano, 31/08/1925 – Casez, 20/09/2004), uno dei massimi esponenti dell’arte trentina del Secondo Novecento. A quasi vent’anni dalla scomparsa del maestro, la Cassa Rurale gli dedica una mostra che raccoglie opere normalmente esposte in diverse filiali (Verla di Giovo, Coredo, Cles).</p>
<p>La mostra rimarrà aperta con ingresso libero dall’8 novembre 2022 al 27 gennaio 2023 con orario 8.00 – 13.00.</p>
<p><strong>L’inaugurazione della mostra, a cui tutti sono invitati, si terrà martedì 8 novembre alle ore 18.00.</strong></p>
<p><strong>Estratto dai testi critici in catalogo</strong></p>
<p>I lavori presenti in mostra sono frutto degli ultimi anni di produzione di Riccardo Schweizer e ne rappresentano pienamente la maturità artistica ed il desiderio di descrivere la storia della propria comunità e delle proprie origini, dopo decenni vissuti intensamente frequentando i grandi centri artistici europei dell’epoca, in particolare Venezia e Milano nel Nord Italia e Vallauris e Cannes in Provenza.</p>
<p>Fra le opere esposte in mostra quattro tele, conservate negli uffici del Centro Direzionale di Cles, sono dedicate alla Valle di Non: dalla drammatica vicenda del sacrificio dei Santi Martiri Anauniensi, descritto nella tela del 1996 intitolata “Il martirio” con il rogo come fulcro centrale dirompente, passando per le opere dedicate al lavoro nei campi ed alla raccolta della frutta, fino alla celebrazione della cooperazione, con il simbolo delle sette verghe clesiane che si eleva nel cielo illuminando un cielo notturno a guisa di un sole splendente.</p>
<p>La altre dodici opere esposte, conservate nella filiale di Verla di Giovo, sono parte di un grande progetto dedicato al ciclo dei mesi e creato nell’anno 2000 su commissione del Comune di Mezzolombardo e della Cassa Rurale Rotaliana, in collaborazione con la curatrice Patrizia Buonanno. Il passaggio epocale fra i due millenni viene descritto da Riccardo Schweizer su dodici carte di 56x76cm, utilizzando l’acrilico come medium espressivo e prendendo come spunto e ispirazione il celebre Ciclo dei Mesi affrescato nel 1400 in Torre Aquila a Trento dal Maestro Venceslao. Schweizer concretizza i momenti più significativi della vita sociale, economica e culturale del territorio rotaliano attraverso la propria interpretazione, con il caratteristico uso esplosivo del colore e la compenetrazione di figure umane, paesaggio naturale e paesaggio costruito. (Marcello Nebl)</p>
<p><strong>Cenni biografici</strong></p>
<p>Riccardo Schweizer nasce a Mezzano di Primiero in provincia di Trento il 31 agosto 1925.</p>
<p>Nel 1945 si iscrive all'Istituto d'Arte dei Carmini di Venezia e dal 1947 frequenta l’Accademia di Belle Arti. Negli anni Cinquanta si trasferisce a Vallauris per poter conoscere Picasso ed i grandi dell’arte stabilitisi in Provenza; ha così modo di frequentare anche Chagall, Cocteau, Campigli, Capron e Le Corbusier.</p>
<p>Nel 1954 ritorna a Venezia su invito di Saetti, come suo assistente all’Accademia e frequenta con assiduità gli ambienti dell'avanguardia culturale della città.</p>
<p>Nel 1958 gli viene allestita una grande personale, assieme all’amico Davide Orler, nel Museo Grimaldi (poi Museo Picasso) ad Antibes.</p>
<p>Nel 1960 lascia l'Accademia di Venezia e si stabilisce sulla Costa Azzurra, dove, oltre a tenere numerose mostre, incrementa la sua attività di ceramista ed esegue opere murali di grandi dimensioni.</p>
<p>Negli anni Ottanta mette a punto una tecnica a base di ossidi e cemento che utilizzerà per il grande bassorilievo esterno che ricopre tre facciate del Municipio di Carros vicino a Nizza; negli stessi anni vince il Concorso Internazionale per l'abbellimento del Palazzo dei Congressi e del Cinema di Cannes.</p>
<p>Negli anni Novanta realizza molte opere pubbliche, in particolare in Trentino dove si trasferisce definitivamente nel 1993 risiedendo a Casez, in Val di Non.</p>
<p>Per tutti gli anni Novanta e fino alla morte, avvenuta nel 2004, ha un'intensa attività espositiva in spazi pubblici, da Palazzo Trentini a Trento a Palazzo Panni ad Arco, da Palazzo Guarnieri di Feltre a Palazzo Crepadona a Belluno.</p>
<p>Fonte: Cassa Rurale Val di Non Rotaliana e Giovo</p>]]></encoded></item></channel></rss>