<rss version="2.0"><channel xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"><title>News</title><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/rss/news?categoria=nascita</link><description>Notizie, storie e interviste per raccontare il movimento cooperativo e per approfondire i temi che coinvolgono il nostro mondo.</description><lastBuildDate>Mon, 12 Oct 2026 05:02:30 +0200</lastBuildDate><atom:link href="https://www.cooperazionetrentina.it/it/rss/news" rel="self"><type>application/rss+xml</type></atom:link><item><guid isPermaLink="false">19747401-1a8c-47b1-b5ac-1ac3ad3d966a</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/dolomiti-innovation-valley-la-cooperazione-investe-nelle-competenze-e-nel-futuro</link><title>Dolomiti Innovation Valley, la cooperazione investe nelle competenze e nel futuro</title><description><![CDATA[<p>Nasce una nuova fondazione per portare alta formazione, innovazione e nuove opportunità nel Bellunese. Tra i promotori anche la Fondazione Monti Pallidi di Fassa Primiero Belluno, espressione della Cassa e strumento per costruire sviluppo insieme ai territori.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/vjcjqdd0/cda-fondazione.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/dolomiti-innovation-valley-la-cooperazione-investe-nelle-competenze-e-nel-futuro" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2000</width><height>1441</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Non soltanto sostenere i territori, ma contribuire a costruire le condizioni perché possano crescere e guardare al futuro. È questa la prospettiva con cui la Fondazione Monti Pallidi di Fassa Primiero Belluno entra nella nuova Fondazione Dolomiti Innovation Valley ETS, costituita il 9 settembre a Belluno insieme a Confindustria Belluno Dolomiti e Lattebusche.</p>
<p>L'obiettivo è ambizioso: creare un ecosistema stabile dedicato all'alta formazione, all'innovazione e alla capacità di attrarre e trattenere giovani e competenze. Un progetto che nasce dalla consapevolezza di una difficoltà comune a molti territori montani: garantire alle imprese professionalità qualificate e, allo stesso tempo, offrire alle nuove generazioni opportunità di formazione, lavoro e crescita senza costringerle a trasferirsi altrove.</p>
<p>È proprio in questa prospettiva che assume particolare significato la presenza della Fondazione Monti Pallidi, costituita nel marzo 2026 dalla FPB Cassa di Fassa Primiero Belluno. La Fondazione è stata pensata come uno strumento attraverso il quale la Cassa può rafforzare ulteriormente il proprio rapporto con le comunità di riferimento, sostenendo progettualità capaci di produrre valore nel lungo periodo.</p>
<p>La partecipazione alla Dolomiti Innovation Valley rappresenta quindi una prima, importante applicazione di questa filosofia. La Fondazione Monti Pallidi non entra infatti nel progetto con una logica meramente erogativa, ma con l'intento di favorire relazioni, mettere in rete competenze e accompagnare un'iniziativa che coinvolge imprese, formazione, ricerca e istituzioni.</p>
<p><em>«La Fondazione deve essere soprattutto un partner dei territori»</em></p>
<p><strong>Sonia Zuliani, presidente della Fondazione Monti Pallidi</strong></p>
<p><em>Presidente Zuliani, perché la Fondazione Monti Pallidi ha scelto di essere tra i promotori della Dolomiti Innovation Valley?</em></p>
<p>Perché crediamo che oggi sostenere un territorio significhi anche investire sulla sua capacità di generare competenze, innovazione e nuove opportunità. La formazione di alto livello e il rapporto tra imprese, ricerca e giovani sono elementi decisivi per la competitività futura delle nostre comunità. La Dolomiti Innovation Valley ci è sembrata quindi pienamente coerente con la missione della Fondazione Monti Pallidi.</p>
<p><em>Qual è, in questo progetto, il contributo specifico di una realtà espressione del credito cooperativo?</em></p>
<p>Il nostro contributo non vuole essere soltanto economico. La cooperazione ha nel proprio patrimonio genetico la capacità di mettere in relazione persone, imprese e comunità. La Fondazione può svolgere proprio questa funzione: favorire il dialogo, creare connessioni e accompagnare progettualità che abbiano una ricaduta concreta e duratura sui territori.</p>
<p><em>Lei siederà anche nel Consiglio di amministrazione della nuova Fondazione. Quale sarà il suo impegno?</em></p>
<p>Portare all'interno di questo progetto la sensibilità e l'esperienza maturate dalla dalla Cassa nel rapporto quotidiano con le comunità. Credo molto nella possibilità di creare ponti tra territori diversi ma accomunati dalle stesse sfide. Alta formazione, innovazione e attrattività non sono temi che riguardano soltanto Belluno: sono questioni centrali anche per le aree montane del Trentino e del Veneto.</p>
<p>La nuova Fondazione lavorerà su sei direttrici: formazione terziaria e universitaria, borse di studio, ricerca scientifica applicata, open innovation, nuova imprenditorialità e diffusione della conoscenza. Il modello sarà aperto alla partecipazione di enti pubblici, imprese e associazioni.</p>
<p>Tre sono intanto i primi progetti individuati: un percorso ITS sulla trasformazione digitale applicata alla manifattura, realizzato con la Fondazione ITS Digital Academy “Mario Volpato”; un master universitario di primo livello in AI for Manufacturing, insieme al Dipartimento di Ingegneria dell'Informazione dell'Università degli Studi di Padova; e Dolomiti Startup Residency, programma di open innovation destinato a mettere startup e team tecnologici a confronto con le sfide concrete delle imprese bellunesi.</p>
<p><em>«Investire sulle competenze significa investire sulla capacità del territorio di competere»</em></p>
<p><strong>Carlo Vadagnini, presidente di FPB Cassa di Fassa Primiero Belluno</strong></p>
<p><em>Presidente Vadagnini, che significato ha per FPB Cassa la nascita della Dolomiti Innovation Valley?</em></p>
<p>Ha un valore strategico. Il credito cooperativo oggi è chiamato a svolgere un ruolo che va oltre la tradizionale relazione con imprese e famiglie. Dobbiamo essere capaci di accompagnare i processi di trasformazione dei nostri territori, favorendo connessioni tra il mondo economico, le istituzioni, la formazione e le comunità. La Dolomiti Innovation Valley interpreta esattamente questa esigenza.</p>
<p><em>Perché avete scelto di farlo attraverso la Fondazione Monti Pallidi?</em></p>
<p>Perché la Fondazione è nata anche con questo obiettivo: mettere a disposizione dei territori uno strumento capace di sostenere progettualità e, soprattutto, di costruire relazioni. La sua funzione non è limitata alla disponibilità di risorse economiche. Vogliamo contribuire a far emergere idee e competenze, favorendo collaborazioni che possano produrre risultati nel tempo.</p>
<p><em>Qual è la sfida più importante?</em></p>
<p>A mio avviso è riuscire a trasformare il patrimonio di conoscenze e talenti presenti nei nostri territori in nuove opportunità. Se vogliamo che i giovani rimangano, dobbiamo offrire loro percorsi formativi qualificati e prospettive professionali all'altezza delle loro capacità. E se vogliamo che le imprese continuino a competere, dobbiamo aiutarle ad affrontare l'innovazione e la trasformazione tecnologica.</p>
<p><em>È questo, in fondo, il senso della cooperazione?</em></p>
<p>Sì. La cooperazione nasce per mettere insieme energie che singolarmente avrebbero meno forza. Oggi questo principio può essere applicato anche alla costruzione di ecosistemi territoriali dell'innovazione. Nessun soggetto, da solo, può affrontare sfide così complesse. Servono imprese, istituzioni, formazione, ricerca e comunità. Il nostro compito è contribuire a creare queste connessioni.</p>
<p>La nuova Fondazione sarà guidata da un Consiglio di amministrazione composto da Gianluca Vigne, indicato come presidente in rappresentanza di Confindustria Belluno Dolomiti, Sonia Zuliani per la Fondazione Monti Pallidi e Antonio Bortoli per Lattebusche.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Fonte: Cassa FPB</author></item><item><guid isPermaLink="false">cdf8407a-c980-48cd-8e4f-244e45a880b5</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/e-nata-la-fondazione-cassa-rurale-valdisole-claudio-valorz-e-stato-nominato-presidente</link><title>E’ nata la Fondazione Cassa Rurale ValdiSole. Claudio Valorz è stato nominato presidente</title><description><![CDATA[<p>La nuova realtà è nata a inizio agosto con la firma dell’atto costitutivo e la nomina del consiglio di amministrazione guidato da Claudio Valorz: uomo della cooperazione e nella cooperazione da molto tempo e presidente della Cassa Rurale Val di Sole fino allo scorso maggio quando aveva ceduto il ruolo di guida nelle mani di Vito Pedergnana.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/jczn4kek/da-destra-il-presidente-pedergnana-e-il-direttore-costanzi-mostrano-il-logo-della-fondazione.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/e-nata-la-fondazione-cassa-rurale-valdisole-claudio-valorz-e-stato-nominato-presidente" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2000</width><height>1618</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>In Val di Sole è sorta una nuova Fondazione.</p>
<p>A inizio agosto è stato firmato l’atto costitutivo della Fondazione Cassa Rurale ValdiSole.</p>
<p>“L’obiettivo – spiega <strong>Vito Pedergnana</strong>, presidente dell’istituto di credito cooperativo con sede a Malè – è di sostenere progetti a beneficio delle comunità del territorio di nostra competenza che, negli anni, hanno creduto nel nostro istituto di credito garantendone autonomia e crescita nei numeri e nell’operatività quotidiana con sede e filiali”.</p>
<p>La Fondazione curerà parte dell’attività mutualistica. “Come dire – aggiunge Pedergnana - un ente creato all’uopo in grado di dedicare il tempo necessario a questa funzione fondamentale. Infatti, sempre più, il consiglio di amministrazione della Cassa Rurale deve dedicare il proprio impegno e il proprio lavoro alla gestione bancaria ordinaria, disciplinata da leggi e regolamenti severi di derivazione comunitaria che implicano risorse di tempo e formative sempre più significative”.</p>
<p>Per il consiglio di amministrazione della neonata Fondazione sono state scelte persone che rappresentano diversi settori.</p>
<p>“Per la Cooperazione – prosegue Pedergnana - è stato scelto <strong>Claudio Valorz</strong> al quale è stato affidato l’incarico di presidente considerata l’esperienza maturata e la competenza dimostrata sia nel suo ruolo di presidente della nostra Cassa Rurale e sia nell’incarico di direttore della Federazione Provinciale Allevatori. Per la competenza giuridica è stata individuata l’avvocata <strong>Lorena Vender</strong> nel ruolo di vicepresidente. Completano l’organo direttivo <strong>Sonia Tevini</strong> per il settore economico, <strong>Romina Zanon</strong> per il mondo della cultura, <strong>Omar Martini</strong> per la Protezione Civile. Il collegio sindacale è affidato alla commercialista <strong>Elisa Panizza</strong>”.</p>
<p>Per il logo è stato scelto il “sole destinato – viene osservato - a simboleggiare il nostro territorio e a illuminare l’agire della Fondazione”.</p>
<p>Essa è emanazione della Cassa Rurale Val di Sole diretta da <strong>Marco Costanzi, </strong>guida di un organico di sessantatré collaboratrici e collaboratori.</p>
<p>L’utile di esercizio, in base ai dati del bilancio 2025 approvato con voto unanime nell’assemblea delle socie e dei soci dello scorso maggio, è stato superiore a 11 milioni di euro, il patrimonio è di 111 milioni 470 mila euro, le masse amministrate sono pari a 1 miliardo 296 milioni di euro, il Cet1 Ratio è del 43,35% e conferma la solidità della Cassa Rurale.</p>
<p>A fine 2025 la Cassa Rurale contava 5184 soci e gli interventi a favore delle comunità (sempre del 2025) hanno raggiunto la cifra complessiva di 675 mila euro.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa e Comunicazione Cooperazione Trentina</author></item><item><guid isPermaLink="false">c2811a24-2327-4be0-b910-16f60d34fe65</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/nasce-la-fondazione-vino-patrimonio-comune</link><title>Nasce la Fondazione Vino Patrimonio Comune</title><description><![CDATA[<p>Luogo di incontro Imprese e Mondo della Ricerca, a tutela della autenticità e per promuovere la sostenibilità dei vini italiani.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/vprdvbag/vino-patrimonio-comune.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/nasce-la-fondazione-vino-patrimonio-comune" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1031</width><height>551</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>È stata presentata stamane in occasione di una conferenza stampa presso la sala Cavour del Ministero dell’agricoltura della sovranità alimentare e delle foreste la <strong>Fondazione Vino Patrimonio Comune</strong>, che vede come soci fondatori <strong>Federvini</strong> e <strong>Alleanza delle Cooperative Italiane – Agroalimentare</strong> con l’obiettivo di consolidare il valore del vino italiano e a contribuire alla difesa e al sostegno del patrimonio delle imprese vitivinicole del Paese.</p>
<p>Un vino autentico, per il quale è accertata la tipicità e la corrispondenza con il territorio di origine, è sinonimo di rispetto verso i consumatori e di garanzia nelle relazioni commerciali. Da questa esigenza di autenticità, diffusa in Italia e in Europa, è nato il progetto <em>no profit</em> di Vino Patrimonio Comune, per offrire una risposta alle esigenze delle aziende associate ed uno strumento affidabile a disposizione degli operatori del settore vitivinicolo.</p>
<p>La Fondazione Vino Patrimonio Comune nasce quindi per supportare le Imprese che sin da subito hanno creduto nel progetto e, più in generale, la filiera vitivinicola nazionale attraverso un sistema di <strong>coordinamento autorevole e indipendente</strong> delle sue competenze tecniche e strategiche. In particolare, la Fondazione opererà per studiare i profili di <strong>autenticità</strong> e <strong>sostenibilità</strong> di prodotti, imprese e territori, qualità alla base dell’apprezzamento del <em>Made in Italy</em> nel mondo.</p>
<p>Molteplici sono stati i progetti e le iniziative che negli anni hanno sostenuto la maturazione di competenze sia in vigneto che in cantina, avvicinando anche il pubblico al consumo consapevole e responsabile, ma molto resta ancora da fare in termini di promozione degli elementi immateriali del vino, a partire dal suo portato storico e culturale plurisecolare. Un punto quest’ultimo che, anche in virtù dello sviluppo del progetto della Fondazione, potrà garantire nuove prospettive di crescita al comparto.</p>
<p>“<em>Celebriamo oggi la costituzione di una Fondazione che nasce dai produttori per i produttori per rafforzare e consolidare il valore del vino e la sua viticoltura quale ambasciatore dell’italianità nel mondo. Un progetto ambizioso, pioneristico nella sua ideazione, che vuole imprimere un forte indirizzo di sistema in grado di contribuire alla difesa e alla valorizzazione del patrimonio delle imprese vitivinicole, supportando l’avvio in sicurezza del processo di innovazione tecnologica e organizzativa dell’ecosistema vitivinicolo verso modelli di sviluppo sostenibili che salvaguardino la qualità e la redditività lungo tutta la catena del valore. Intendiamo mettere in relazione le imprese, il consumatore e il mercato, con gli enti pubblici preposti alla ricerca, alla tutela e valorizzazione delle produzioni vitivinicole italiane ed i best performer di organizzazioni, consorzi, enti di ricerca, supply chain, imprese e mondo trade</em>” ha dichiarato <strong>Marcello Lunelli</strong>, <strong>Presidente della Fondazione Vino Patrimonio Comune.</strong></p>
<p>Quello della Fondazione Vino Patrimonio è un percorso che si concretizza oggi, avviato in una prima fase embrionale nel 2020 con uno studio preliminare sulla variabilità dei rapporti degli isotopi stabili dell’ossigeno e dell’idrogeno dell’acqua del mosto/vino, in relazione alle principali variabili naturali e di processo agronomico ed enologico. Dal progetto pilota è derivata la definizione del profilo isotopico dell’acqua dei mosti e dei vini, grazie al quale iniziò a prendere forma la prima Banca Dati Sperimentale Vino Patrimonio Comune 2020-2023.</p>
<p>Uno studio che, a partire dalla vendemmia del prossimo anno, si amplierà ancora coinvolgendo un maggior numero di attori delle istituzioni, della ricerca, delle imprese, degli enti di certificazione e degli <em>stakeholder</em> commerciali del mondo del vino.</p>
<p>Il primo mandato di Presidente della Fondazione Vino Patrimonio Comune è stato affidato a Marcello Lunelli, Vicepresidente di Cantine Ferrari, mentre alla vicepresidenza è stato designato Luca Rigotti, Presidente di Gruppo Mezzacorona e Coordinatore del settore vitivinicolo di Alleanza delle Cooperative. La Fondazione è dotata di un Consiglio di Amministrazione paritetico in rappresentanza delle due associazioni fondatrici, di un Comitato Esecutivo e di un Comitato Scientifico composto da autorevoli esponenti del mondo della ricerca con una comprovata esperienza nel settore agroalimentare e in quello vitivinicolo.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Confcooperative</author></item></channel></rss>