<rss version="2.0"><channel xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"><title>News</title><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/rss/news?categoria=memoria</link><description>Notizie, storie e interviste per raccontare il movimento cooperativo e per approfondire i temi che coinvolgono il nostro mondo.</description><lastBuildDate>Tue, 05 May 2026 13:27:10 +0200</lastBuildDate><atom:link href="https://www.cooperazionetrentina.it/it/rss/news" rel="self"><type>application/rss+xml</type></atom:link><item><guid isPermaLink="false">faa52b26-becf-46ff-b290-19237b9a4797</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/halina-birenbaum-a-living-memory-la-mia-vita-e-iniziata-dalla-fine-ma-c-e-sempre-speranza-l-amore-vince-sempre</link><title>Halina Birenbaum a Living Memory: “La mia vita è iniziata dalla fine, ma c’è sempre speranza. L’amore vince sempre”</title><description>Living Memory chiude l'edizione 2026 con la testimonianza di Halina Birenbaum al centro della giornata conclusiva svoltasi nella sala della Cooperazione Trentina dopo aver portato incontri, mostre, dibattiti e approfondimenti in sei territorio in tutta la provincia di Trento incontrando studenti e cittadinanza.</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/gwgjoggw/whatsapp-image-2026-01-27-at-10-08-59.jpeg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/halina-birenbaum-a-living-memory-la-mia-vita-e-iniziata-dalla-fine-ma-c-e-sempre-speranza-l-amore-vince-sempre" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2048</width><height>1536</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Non solo una commemorazione per la Giornata della Memoria, ma un impegno diffuso e costante a trasformare la conoscenza storica in un essenziale strumento di comprensione della complessità e di impegno civile.</p>
<p>Halina Birenbaum, sopravvissuta ai Lager, ospite di Living Memory, ha emozionato e stimolato alla riflessione sul ruolo di ciascuno all’interno della storia contemporanea. “Auschwitz non si costruisce in un giorno, ciascuno è chiamato a vigilare perché nella quotidianità non si ritornino pensieri e situazioni  che, lentamente, hanno portato ai campi” ha ricordato Halina, in un lungo, emozionante racconto che l’ha vista, ragazzina di 10 anni, vivere il ghetto, i rastrellamenti, la scomparsa del padre e poi la morte della madre nei campi, del fratello e della cognata Hela. Un racconto che sembra uscito da un film, e invece è realtà: salva un po’ per caso un po’ per qualche sprazzo di umanità delle persone che ha incontrato, ha convissuto con la morte negli anni di internamento nei Lager ed ha affrontato la Marcia della Morte. Halina è sopravvissuta, e oggi racconta: “La mia vita è iniziata dalla fine, dal peggio. Fin da subito ho deciso di raccontare, volevo far sapere a tutti cosa era successo e oggi, a 96 anni, sono un po’ sorda, non vedo più bene, ma continuo a raccontare. la speranza non muore mai, è questa la mia storia, c’è sempre amore ed è quello che ci salva, tutti, anche in un posto come il campo”.  Un’ora e mezzo di racconto, senza interruzioni, senza esitazioni. Birenbaum ha regalato ai presenti parole per descrivere l’orrore di uno sterminio industriale, pensieri e riflessioni per ragionare sull’oggi rimanendo nella complessità, imparando a viverla e comprenderla senza abbandonarsi alle facili semplificazioni offerte dalla polarizzazione della comunicazione via social o alla pancia delle piazze. Giuseppe Ferrandi, direttore della Fondazione Museo Storico del Trentino, ha esortato i giovani a non cadere nell’indifferenza complice che ha reso possibile lo sterminio e che anche oggi lascia spazio al ritorno di populismo ed intolleranza. Sul palco anche Jadwiga Pinderska-Lech, direttrice della casa editrice del Museo di Auschwitz-Birkenau e Giorgia Proietti, coordinatrice del Lims dell’Università di Trento: “La storia contemporanea è più complessa perché al rigore scientifico si affianca, inevitabilmente, l’emozione, più facile è discutere di fatti lontani come la storia antica, perchè qui non siamo portati a tifare. La distanza dai fatti è un elemento sottovalutato”.</p>
<p>La storia e la memoria proposte come lenti attraverso le quali leggere l’oggi senza semplificazioni ma, al contrario, riuscendo a cogliere la complessità degli eventi. Un caleidoscopio di incontri con esperti di diverse discipline perché per cogliere la complessità è necessario guardare la realtà da diversi punti di vista e con diverse competenze, questo è stato Living Memory 2026 che si è concluso ieri con l’appuntamento al prossimo anno.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Living Memory</author></item><item><guid isPermaLink="false">2e16dd1d-7538-4af6-9a52-5a94d7d22f07</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/oleg-mandic-auschwitz-mi-ha-insegnato-a-non-odiare</link><title>Oleg Mandic: “Auschwitz mi ha insegnato a non odiare”</title><description><![CDATA[<p>Ultimo bambino ad uscire vivo dal campo di sterminio, oggi è uno degli ultimi testimoni.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/ny1fe1jv/incontrooleg.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/oleg-mandic-auschwitz-mi-ha-insegnato-a-non-odiare" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1600</width><height>1200</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Il 27 gennaio, Giorno della Memoria, la sala InCooperazione ha ospitato la testimonianza di Oleg Mandic, sopravvissuto al campo di Auschwitz-Birkenau, all'interno del festival della memoria Living Memory organizzato dall'Associazione Terra del Fuoco Trentino, con il Museo di Auschwitz-Birkenau, la Fondazione Museo Storico, il Lims (Laboratorio interdipartimentale Memoria e Società) dell'Università di Trento, che dal 13 al 27 gennaio ha portato migliaia di giovani trentini ad approfondire il tema della Memoria e della sua attualizzazione rispetto ai fatti contemporanei. Nell'ottantesimo anniversario dall'apertura dei cancelli del campo di concentramento e sterminio di Auschwitz-Birkenau Living Memory - Festival della Memoria, evento giunto alla quinta edizione, ha proposto quindici giorni di incontri, dibattiti e approfondimenti con un doppio programma. Dal 14 al 23 gennaio nelle scuole della provincia di Trento viaggiando sui territori (Tione, Predazzo, Borgo, Avio, Rovereto) con una due giorni di attività in ogni territorio, mentre dal 24 al 27 gennaio Living Memory è arrivato nella sala InCooperazione che quest'anno ha ospitato tutti gli incontri dedicati al grande pubblico.</p>
<p>Nel Giorno della Memoria il 92enne Oleg Mandic ha raccontato ad una sala piena di ragazzi e ragazze la sua esperienza di undicenne, deportato con la mamma e la nonna, nel campo di Auschwitz-Birkenau. Mandic ha raccontato della morte come compagna naturale del suo essere bambino nel campo, dell'impossibilità di amicizia annientata dalla necessità di sopravvivenza, di Joseph Menghele, il dottore che ha sperimentato sui bambini le follie dell'idea eugenetica e della razza pura inseguite dai nazisti, che ha incontrato per caso, finendo nel reparto dei bambini destinati agli esperimenti perché si era sentito male ad un'ispezione. Tanti particolari che raccontano frammenti di vita nel campo di concentramento, testimoniano una realtà difficile da immaginare nella sua vastità e disumanità. Mandic ai giovani in sala e collegati in streaming ha lasciato un messaggio di pace: “Ero un giovane arrabbiato, irascibile, scontento. Poi un giorno ho capito che alla fine, tutto questo odio che mi portavo dentro, questo risentimento per aver vissuto il campo, perché mi pareva che tutti se ne fregassero, per tutto quello che era successo e un sacco di altre cose che non sapevo nemmeno spiegare, faceva male solo a me. E mi sono impuntato, mi sono proprio impegnato a non odiare: si può fare, io lo so. L'ho fatto. E se l'ho fatto io, che arrivo da Auschwitz, allora nessuno ha scuse: non potete dirmi che voi non ce la fate, è una panzana. Io ho imparato questo ad Auschwitz, a non odiare, e tutta la mia vita dopo quegli anni dentro il campo è stata felicissima: nulla di peggio poteva accadermi dopo quello che avevo già vissuto, e quindi io ringrazio Auschwitz perché mi ha fatto vivere una vita bellissima. A voi dico: non odiate, mai”.</p>
<p>Accanto alla sua storia, Giuseppe Ferrandi, direttore della Fondazione Museo Storico del Trentino e Giorgia Proietti, coordinatrice del Lims, hanno fornito una prospettiva storica  e ribadito il valore scientifico delle memorie, in particolare quelle degli ultimi sopravvissuti ad un unicum nella storia come sono stati i campi di sterminio, per la lettura e l'interpretazione dell'oggi.</p>
<p>A portare una testimonianza contemporanea, per quel legame fra Memoria e Cittadinanza attiva che Living Memory promuove, in collegamento da Jericho e da Atene sono intervenuti due rappresentanti dell'associazione Parents Circle – Families Forum: realtà israelo-palestinese fondata e animata da genitori di entrambi i popoli uniti dal dolore della perdita di un figlio o una figlia nella travagliata storia di Gaza. Bassam Aramin e Rami Elhanan hanno perso ciascuno una bambina: Smadar, figlia di Rami, aveva 14 anni quando è rimasta uccisa in un attacco terroristico palestinese nel quale sono morte altre quattro persone; Abir, figlia di Bassam, aveva 10 anni quando davanti alla sua scuola è stata uccisa da una guardia di frontiera israeliana. Oggi Bassam e Rami testimoniano che si può andare oltre un odio e un pregiudizio reciproco mirando ad una convivenza necessaria dei due popoli a Gaza. Le loro storie sono diventate un romanzo: sono loro i due protagonisti reali del best seller “Apeirogon”, pluripremiato romanzo di Colum McCann. Ma soprattutto il loro è lavoro che crede nella pace a Gaza, nella convivenza pacifica dei due popoli. “Per il futuro dei nostri altri figli – hanno ricordato al pubblico in ascolto - per loro lavoriamo perché la pace e la convivenza diventino realtà, per il loro futuro. E' possibile, noi siamo riusciti, pur rispettando i nostri popoli, a far nascere un'amicizia, una reciproca comprensione del dolore personale e che i nostri due popoli hanno vissuto e stanno vivendo tutt'oggi”.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Living Memory</author></item><item><guid isPermaLink="false">cca6fa50-0cd4-48f2-9f47-018eaf3103f6</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/living-memory-dentro-la-storia-fatti-memorie-e-persone</link><title>Living Memory, dentro la storia: fatti, memorie e persone</title><description>Nell'ottantesimo anniversario dall'apertura dei cancelli del campo di concentramento e sterminio di Auschwitz-Birkenau, a Trento torna Living Memory - Festival della Memoria giunto alla quinta edizione.</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/hawkzctm/da-sinistra-proietti-monfredini-rocca-rizza-ferrandi.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/living-memory-dentro-la-storia-fatti-memorie-e-persone" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>3532</width><height>2314</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Living Memory 2025 propone quindici giorni di incontri, dibattiti e approfondimenti con un doppio programma. Dal 14 al 23 gennaio entra nelle scuole della provincia di Trento viaggiando sui territori (Tione, Predazzo, Avio, Rovereto) mentre dal 24 al 27 gennaio il Festival della Memoria arriverà nella sala InCooperazione di Trento che quest'anno ospita tutti gli incontri dedicati al grande pubblico.</p>
<p>“Living Memory – spiega <strong>Denise Rocca</strong>, curatrice dell'evento organizzato dall'associazione Terra del Fuoco Trentino con il Museo di Auschwitz-Birkenau, la Fondazione Museo Storico del Trentino, il Lims del l'Università di Trento, la Federazione della Cooperazione - offre modo di confrontarsi con un pezzo di storia che è stata una grande tragedia dell'umanità da conoscere e studiare, ma che ha anche riverbero sull'oggi: la stringente attualità dei conflitti in corso lo dimostra. L'attualizzazione di momenti che possono apparire lontani a chi è nato pochi anni fa è credo una delle sfide dell'educazione alla memoria che Living Memory affronta per formare cittadini con la C maiuscola, che si impegnano nella propria comunità, nella società civile o nella politica, consapevoli che il ruolo del singolo nella storia è stato importante e lo è anche oggi. E consapevoli anche dei legami fra i vari temi: nel festival quest'anno ci sono approfondimenti sull'intelligenza artificiale, sulla propaganda, sulle discriminazioni passate e attuali, sul ruolo dell'economia, che rendono vivo ed evidente il legame fra i fatti storici di cui parliamo, il nostro presente e sopratutto il nostro futuro”. Quest'anno il festival che ha inizio il 24 gennaio per concludersi con la testimonianza del sopravvissuto Oleg Mandic la mattina del 27 gennaio, si svolge interamente nella sala InCooperazione della Federazione della Cooperazione Trentina.</p>
<p>"La Federazione partecipa convintamente a questo evento - spiega il vicepresidente vicario della Federazione della Cooperazione Trentina <strong>Italo Monfredini</strong> - perché la cultura è da sempre al centro delle nostre attività. Affrontare una memoria così dolorosa è un atto di responsabilità e di rispetto. Crediamo che la scienza e la storia siano gli strumenti più efficaci per ricordare il passato e trasmetterlo alle nuove generazioni. Questo avviene anche perché il movimento cooperativo, per sua natura e per statuto, è da sempre impegnato nella promozione della pace".</p>
<p>Il 2025 è l’anno degli “ottantesimi”: ricorrono infatti gli ottanta anni dalla liberazione dei campi di sterminio di Auschwitz e Birkenau, della Liberazione dell’Italia dal nazifascimo, della fine della Seconda Guerra Mondiale in Europa e Living Memory, accanto alla celebrazione di queste ricorrenze, vuole portare i partecipanti e le partecipanti a riflettere sulla complessità di questi eventi, le vittime degli accadimenti e come questi definiscono il nostro modo di “fare memoria”.</p>
<p>“Arrivati alla quinta edizione di Living Memory emerge pienamente l'originalità di questo contenitore culturale e formativo – sottolinea il direttore della Fondazione Museo Storico <strong>Giuseppe Ferrandi</strong> -  Innanzitutto utile per contrastare gli effetti della banalizzazione della memoria, favorendo esperienze (come il Treno della memoria), promuovendo il confronto e il dialogo con esperti, preparandoci a diventare sempre più testimoni di testimoni. Come Fondazione Museo storico del Trentino siamo per questi motivi onorati di essere partner "storici" e di mettere a disposizione le nostre competenze".</p>
<p>Fra i partner della manifestazione anche il Lims (Laboratorio interdipartimentale memoria e Società dell'Università di Trento), di cui la professoressa <strong>Giorgia Proietti </strong>è coordinatrice: “Gli eventi non sono storia in sé e per sé, ma lo diventano nel momento in cui divengono oggetto di racconti, di rappresentazioni, di memorie. Le memorie, le rappresentazioni, vanno allora prese sul serio. Tanto più che spesso e volentieri non sono gli eventi in sé e per sé, ma sono le interpretazioni e le rappresentazioni dei fatti a orientare e determinare gli sviluppi storici successivi: le memorie diventano bacini di senso e motori dell’azione per il presente e per il futuro, purtroppo spesso e volentieri in chiave divisiva, conflittuale, come tragicamente dimostrano oggi tanto il conflitto russo-ucraino quanto quello israelo- palestinese”. Il sovrintendente scolastico Giuseppe Rizza, valorizza le proposte del festival nella fascia mattutina, alle quali possono partecipare tutte le scuole del territorio: “Credo che la molteplicità delle proposte e dei linguaggi sia importante nella scuola di oggi - evidenzia - dagli approfondimenti alle proposte più artistiche, con il teatro e l'arte, che Living Memory propone è una modalità importante ed efficace di rivolgersi alle nuove generazioni”.</p>
<p>Il programma completo di Living Memory, con la possibilità di iscriversi agli eventi che sono tutti gratuiti, è online: <a href="http://www.terradelfuocotrentino.org/">www.terradelfuocotrentino.org</a></p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Living Memory - Terra del Fuoco</author></item><item><guid isPermaLink="false">a6f27fc7-541c-457a-974e-11daedfc0871</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/premio-in-memoria-di-agitu-ideo-gudeta</link><title>Premio in memoria di Agitu Ideo Gudeta 2023</title><description><![CDATA[<p>Il 2° Premio in memoria di Agitu Ideo Gudeta è stato assegnato al Centro Vintola di Bolzano. L'obiettivo del gruppo promotore è quello di mantenere viva l'eredità di Agitu Ideo Gudeta con questo premio annuale.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/srjfqg04/foto1agitu.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/premio-in-memoria-di-agitu-ideo-gudeta" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>4444</width><height>2962</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Con questo premio, i promotori desiderano puntare i riflettori sulle donne che operano in Alto Adige e in Trentino come pioniere dell'agricoltura contadina, sostenibile e multifunzionale e come innovatrici nelle aree rurali. La diversità, e non la monocoltura, racchiude in sé il potenziale di stabilità e di cambiamento, sia a livello di azienda agricola che di società, perché consente nuove combinazioni e soluzioni. Mostrano come integrano diverse aree nel loro lavoro agricolo e come realizzano nuove combinazioni e soluzioni. Lavorano nel campo dell'innovazione dei prodotti e dei canali di marketing. Combinano cultura, affari sociali e salute con l'attività agricola e animano le aree rurali con le loro offerte. Contribuiscono inoltre all'ecologia del paesaggio e dimostrano che l'agricoltura e le aree rurali hanno un grande potenziale creativo.</p>
<p>Le promotrici del premio Martina Schullian, Susanne Elsen, Alessandra Piccoli, Monika Gross e Marion Maier hanno passato gli ultimi mesi a vagliare un totale di 16 candidature e hanno scelto all'unanimità <strong>Elisabeth Prugger di Eyrs </strong>come <strong>vincitrice del Premio Agitu Ideo Gudeta 2023. </strong>Tra i promotori c'è l'Associazione Donne in Cooperazione.</p>
<p>La dichiarazione della giuria ha elogiato il fatto che Elisabeth Prugger non ha utilizzato le sue qualifiche scientifiche transdisciplinari e le sue competenze politiche per una sicura carriera accademica, ma le ha rese efficaci per la trasformazione e lo sviluppo graduale e profondo della sua terra. Si dedica all'agricoltura bio-intensiva, alla permacultura e all'economia circolare, e vende ai mercati agricoli o in bicicletta nei dintorni. È cofondatrice del caseificio biologico Prad e componente attiva della cooperativa di cittadini di Malles. Organizza mercati ed eventi sulla sostenibilità, gestisce il servizio di catering "Feldküche" e offre lavoro educativo per le classi scolastiche. Il premio è dotato di 2.500 euro.</p>
<p>La giuria ha inoltre assegnato un <strong>premio speciale di </strong>1.000 euro a <strong>Stefania Lusuardi </strong>di <strong>Maso Canova a Terlago </strong>(TN). Con la sua attività di agricoltura biologica nella coltivazione di frutta, ortaggi ed erbe aromatiche in combinazione con forme innovative di commercializzazione diretta, Stefania Lusuardi ha creato un modello anche per altre piccole aziende agricole della sua zona. L'offerta di assistenza ai bambini e di vacanze per bambini nell'azienda agricola biologica è un arricchimento socio-educativo per la valle. L'impegno di Stefania nel costruire e fare rete nell'agricoltura solidale ha dato all'attività bio-sociale di Stefania sostenibilità e diffusione nel territorio.</p>
<p>Oltre a questi due premi, la giuria ha conferito un <strong>riconoscimento speciale ad Ala Adzakdia, </strong>iraniana residente a Trento, per aver costruito ponti di solidarietà per migliorare le condizioni di vita e di produzione delle donne nell'agricoltura dell'Iran rurale. È la fondatrice dell'impresa biologico-sociale "<strong>Shirin Persia</strong>" a Trento. Commercializza zafferano biologico puro e di alta qualità prodotto dalle donne in Iran e lavorato e raffinato in Trentino. In collaborazione con la cooperativa sociale "Viaggi e miraggi", organizza viaggi nelle zone rurali sconosciute dell'Iran, rendendo così visibili queste donne e mettendole in contatto con il mondo. Non si tratta solo di un lavoro politico. Ala sostiene economicamente le donne commercializzando lo zafferano e vendendo prodotti artigianali realizzati dalle donne. In questo modo contribuisce anche allo sviluppo della regione.</p>
<p>Oltre alla consegna dei premi, i promotori del premio desiderano creare una rete tra le innovatrici agricole che lavorano nella tradizione di Agitu Ideo Gudeta. La vincitrice del premio è invitata a presentare il suo progetto l'anno successivo, in occasione della consegna del premio. In questo modo, vorremmo mantenere i contatti con le vincitrici del premio e ampliare ulteriormente la rete "Agitu Ideo Gudeta". Durante la cerimonia di premiazione sono stati presentati brevemente tutte le 13 candidate e le loro attività.</p>
<p>Il premio è messo a disposizione da <strong>Raiffeisenkasse Bozen, Ethical Banking e Cassa Rurale Alta Valsugana.</strong> L'elaborazione amministrativa è a cura dell'Associazione Medici per il Mondo dell'Alto Adige.</p>
<p>Premio promozione squadra Agitu Ideo Gudeta</p>
<p>Martina Schullian, Susanne Elsen, Alessandra Piccoli, Monika Gross, Marion Maier</p>
<p>Fonte: Ufficio Stampa Premio Agitu Ideo Gudeta</p>]]></encoded></item></channel></rss>