<rss version="2.0"><channel xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"><title>News</title><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/rss/news?categoria=libro</link><description>Notizie, storie e interviste per raccontare il movimento cooperativo e per approfondire i temi che coinvolgono il nostro mondo.</description><lastBuildDate>Wed, 22 Apr 2026 06:29:34 +0200</lastBuildDate><atom:link href="https://www.cooperazionetrentina.it/it/rss/news" rel="self"><type>application/rss+xml</type></atom:link><item><guid isPermaLink="false">b38dd80f-3a9b-45cc-b401-1240e29a2b5c</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/presentato-il-libro-marcello-farina-il-balsamo-dell-inquietudine</link><title>Presentato il libro "Marcello Farina: il balsamo dell'inquietudine"</title><description><![CDATA[<p>Fresco di stampa alla Piazza inCooperazione di via Segantini a Trento dove è stato presentato il libro dedicato a don Marcello Farina, mancato lo scorso novembre e profondo studioso e conoscitore del movimento cooperativo trentino.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/wusnp5zc/donfarina.jpeg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/presentato-il-libro-marcello-farina-il-balsamo-dell-inquietudine" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>5120</width><height>3840</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>E’ stato dedicato a don Marcello Farina e al libro a lui dedicato, curato dal giornalista e scrittore <strong>Alberto Folgheraiter</strong>, la nuova edizione del ciclo di incontri promossa <strong>dall’Associazione Donne in Cooperazione</strong>, realtà che si distingue per l’attenzione alla cultura, alla riflessione sociale e alla valorizzazione del ruolo femminile nel mondo cooperativo. Ad aprire l’incontro il presidente della Federazione Trentina della Cooperazione <strong>Roberto Simoni</strong>, che ha sottolineato come «la grande partecipazione di questa sera racconti quanto don Marcello Farina abbia lasciato una traccia profonda nella nostra comunità, accompagnando persone e realtà del territorio con profondità di pensiero e grande generosità».</p>
<p>Dopo il successo dell’edizione di un anno fa denominata “Donne con la valigia”, il calendario 2026 è stato inaugurato nel tardo pomeriggio di ieri alla Piazza inCooperazione con la presentazione del volume “Marcello Farina: il balsamo dell’inquietudine”.</p>
<p>Pubblicato a fine 2025, poche settimane dopo la sua scomparsa, l’iniziativa editoriale vuole essere un tributo alla figura di don Marcello Farina, sacerdote e intellettuale capace di lasciare un segno profondo nella comunità trentina e nel mondo della cooperazione. Il volume raccoglie interviste e testimonianze di amici e collaboratori, offrendo un ritratto corale della sua personalità e del suo pensiero. Come ha ricordato <strong>l’autore Alberto Folgheraiter</strong>, «questo libro nasce anche dal desiderio di raccogliere ricordi e testimonianze di chi ha conosciuto don Marcello Farina, una figura che per molti è stata un punto di riferimento umano e culturale».</p>
<p>Nato nella valle conosciuta (ieri come oggi) con l’appellativo di “Culla della Cooperazione Trentina” perché qui nacque con Lorenzo Guetti e perché qui vennero create sul finire del Milleottocento le prime imprese cooperative, don Farina ne ha approfondito e rilanciato l’eredità, richiamando con forza i valori della giustizia sociale, dell’emancipazione dei più deboli e di un modello cooperativo fondato su reciprocità, solidarietà e bene comune. Un modello che, secondo lui, sarebbe dovuto restare fedele alla propria anima originaria anche di fronte alle trasformazioni del presente. «Don Marcello Farina ha saputo raccontare e interpretare con profondità la figura e il pensiero di don Lorenzo Guetti», ha ricordato <strong>Michele Dorigatti</strong>, direttore della Fondazione don Guetti. «Nel suo lavoro di studioso e divulgatore ha contribuito a mantenere viva l’eredità culturale e civile del fondatore della cooperazione trentina, aiutandoci a comprenderne l’attualità anche oggi».</p>
<p>Profondo e appassionato, don Farina sapeva generare un’“inquietudine positiva”, capace di spingere alla ricerca di senso e di autenticità. Come ha ricordato <strong>don Franco Pedrini</strong>, amico personale di Farina, «la sua era un’inquietudine positiva, capace di non accontentarsi e cercare sempre nuove domande e nuove strade».</p>
<p>Nelle pubblicazioni che formano la sua biblioteca autografa particolarmente ricca e nelle sue lezioni citava spesso pensatrici del Novecento come Simone Weil, Hannah Arendt, Etty Hillesum e María Zambrano, che definiva “cuori pensanti”: donne protagoniste della storia, impegnate per la libertà, la giustizia e la verità, esempio anche per una Chiesa chiamata a rinnovare il proprio sguardo sul ruolo femminile.</p>
<p>La serata è stata moderata da <strong>Nadia Martinelli</strong>, componente dell’attuale direttivo e già presidente dell’Associazione Donne in Cooperazione.</p>
<p>Tra il pubblico erano presenti numerosi amici, collaboratori e persone che negli anni hanno condiviso con don Farina percorsi culturali e umani.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa e Comunicazione Cooperazione Trentina</author></item><item><guid isPermaLink="false">8e33b6c2-24ca-4acf-85af-c7c6f1a0cec2</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/nel-gran-libro-del-mondo-con-le-mie-orecchie-1</link><title>“Nel gran libro del mondo, con le mie orecchie”</title><description><![CDATA[<p>È entrato nel vivo il progetto “Nel gran libro del mondo, con le mie orecchie” ideato e condotto dall’artista Sara Maino e promosso dall’APS Il Paradosso di Bolognano, in collaborazione con l’Istituto Comprensivo di Arco e la Cooperativa AbilNova, con il contributo della Fondazione Caritro con il Bando Formazione-cultura 2025-26 e il patrocinio del Comune di Arco.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/jfaprzep/abilnova-progetto1.jpeg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/nel-gran-libro-del-mondo-con-le-mie-orecchie-1" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1600</width><height>1200</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Una rete che ha permesso lo svolgimento di un lungo percorso creativo multidisciplinare, basato su una formazione all’ascolto, che comprende tecniche di registrazione sonora e di intervista, esperienze musicali e artistiche riferite al paesaggio sonoro esplorato.</p>
<p>L'intento è di restituire le esperienze di ricerca con diversi linguaggi espressivi in una mostra multimediale allestita presso lo Spazio Nemos di Bolognano nel mese di marzo 2026.</p>
<p>Il laboratorio di ricerca sul paesaggio sonoro del loro territorio entra ora sempre più nel vivo per le bambine e i bambini della classe V della scuola primaria di Massone che sono stati invitati a conoscere e riconoscere “nel gran libro della natura” le forme del suo linguaggio, come nell’approccio scientifico di Umanesimo e Rinascimento. Sono stati stimolati metodi d’indagine del mondo attraverso i sensi e morfologie che possono metterci in contatto con la nostra immaginazione e con i nostri sentimenti più profondi.</p>
<p>Eva Fornari, insegnante della class, racconta che “attraverso l’ascolto dei suoni del paesaggio, ascoltiamo le nostre emozioni, impariamo a condividerle ascoltando nel contempo quelle dei compagni che sono diverse dalle mie”, precisando che “il laboratorio è un’occasione per sperimentare noi stessi mentre siamo in relazione con il paesaggio, per sviluppare empatia, rispetto e per mettersi nei panni degli altri”. Gli incontri si sono focalizzati su un approccio inclusivo, con una formazione specialistica e pratica sulle disabilità sensoriali, condotta da Irene Matassoni della Cooperativa Sociale AbilNova.</p>
<p>Guidati da docenti e formatrici, i partecipanti hanno conosciuto un volto nuovo del paesaggio di Massone, individuando i suoi aspetti sonori contemporanei, negli angoli meno noti, tra le vie meno frequentate, ascoltate per la prima volta con orecchie attente e curiose. Attraverso l’ascolto attivo, alunne/i e docenti hanno imparato ad ascoltare e a vedere meglio la scuola e i suoi dintorni, cioè i luoghi che vivono quotidianamente.</p>
<p>Hanno contattato anche lo spirito del luogo, il <em>genius loci </em>che abita la parte selvatica del Bosco Caproni e delle cave di oolite. Lo hanno interrogato con i suoni, con le loro voci e i loro corpi, e ne hanno fatto una musica con l’esperta musicista Claudia Ferretti: “Un percorso che evoca sentimenti profondi, che stimola l'ascolto del paesaggio sonoro dentro e fuori di noi e che vive della meraviglia. Un viaggio che include il supporto di esperti che fanno mettere nei panni di chi è affetto da disabilità sensoriali per imparare a raccontare la propria esperienza in modo più inclusivo”.</p>
<p>L’indagine territoriale ha messo in luce le peculiarità acustiche di Massone, con le sue fonti d’acqua, la quiete dell’olivaia e la dimensione più tranquilla della campagna, ma ne ha rilevato anche l’inquinamento sonoro, determinato dal traffico dei veicoli.</p>
<p>Durante la ricerca è affiorata anche la memoria del paese, ancora viva nelle persone anziane intervistate: loro hanno ricordato un paese abitato dal suono dei carri trainati dai buoi sul selciato, “carri fatti ad arte che tinnivano come campanelli” afferma il signor Bruno; hanno raccontato dei “tanti animali nelle stalle di ogni casa, nelle strade bianche e sui sentieri”. La loro è la testimonianza di una vita acusticamente meno impegnativa, più rilassata. I dati raccolti durante le uscite territoriali sono catalogati in una mappa sonora dedicata al progetto, disponibile online.</p>
<p>Infine, con l’entusiasmo stimolato dalla curiosità di conoscere e approfondire sempre più il <em>gran libro del mondo</em>, ora aperto all’indagine più viva e reale, le bambine e i bambini della classe V si stanno impegnando per creare una galleria di diciotto ritratti acustici del paesaggio con pittura a olio su tela. Ognuno di loro rappresenta la propria idea di paesaggio sonoro di Massone, attraverso le esperienze di ascolto e registrazione effettuate in precedenza, l’annotazione di dati sensoriali, disegni, bozzetti, parole chiave e le emozioni suscitate dalla loro performance corale delle forme osservate nelle cave.</p>
<p>Tutto ciò, insieme a venti libri sonori, poesie in braille, e documentazioni video verrà condiviso con la comunità nella mostra multimediale che si aprirà il 20 marzo allo Spazio Nemos di Bolognano, dove l’intero percorso di ricerca sul paesaggio sonoro di Massone sarà restituito con una attenzione particolare alle disabilità sensoriali.</p>
<p>Approfondimenti</p>
<p>Sito web</p>
<p><a href="https://www.saramaino.it/nel-gran-libro-del-mondo-con-le-mie-orecchie/">https://www.saramaino.it/nel-gran-libro-del-mondo-con-le-mie-orecchie/</a></p>
<p>Mappa sonora di Massone (2025-26)</p>
<p><a href="https://umap.openstreetmap.fr/it/map/impressioni-sonore-nel-gran-libro-del-mondo-con-le_1294112">https://umap.openstreetmap.fr/it/map/impressioni-sonore-nel-gran-libro-del-mondo-con-le_1294112</a></p>
<p>Album fotografico (immagini con liberatoria)</p>
<p><a href="https://www.flickr.com/photos/saramaino/albums/72177720330551054">https://www.flickr.com/photos/saramaino/albums/72177720330551054</a></p>
<p>Archivio sonoro</p>
<p><a href="https://archive.org/details/nel-gran-libro-del-mondo-con-le-mie-orecchie">https://archive.org/details/nel-gran-libro-del-mondo-con-le-mie-orecchie</a></p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">AbilNova</author></item><item><guid isPermaLink="false">936aa209-0fd4-4120-8088-1c007893c95a</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/economia-sociale-2025-evidenze-sfide-e-traiettorie-per-l-italia</link><title>Economia sociale 2025. Evidenze, sfide e traiettorie per l’Italia</title><description>“Economia sociale 2025. Evidenze, sfide e traiettorie per l’Italia” è la nuova pubblicazione di EURICSE che analizza dati, politiche e prospettive dell’economia sociale in Italia.</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/icodgxbg/copertina-economiasocialeinitalia-euricse.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/economia-sociale-2025-evidenze-sfide-e-traiettorie-per-l-italia" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2481</width><height>2014</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>L’economia sociale non rappresenta un ambito residuale né un semplice correttivo alle fragilità del mercato e dello Stato. È oggi un ecosistema strutturato, capace di generare lavoro, innovazione e coesione sociale, e di svolgere un ruolo strategico nelle transizioni economiche, sociali e territoriali in corso. È questa la prospettiva che guida il volume, pubblicato da EURICSE nell’ambito dell’<strong>Osservatorio sull’economia sociale in Italia</strong>.</p>
<p>«L’Osservatorio sull’Economia Sociale promosso da EURICSE nasce per rispondere al bisogno di conoscenza che oggi è alla base di politiche pubbliche efficaci – sottolinea <strong>Paola Iamiceli</strong>, presidente di EURICSE, nella prefazione del volume – mettendo in dialogo ricerca europea e analisi dei contesti locali. L’obiettivo è costruire solide basi scientifiche per un confronto costante con gli operatori del settore e per lo sviluppo di percorsi di innovazione sociale, attraverso un approccio di ricerca interdisciplinare capace di interpretare le sfide delle transizioni in atto».</p>
<p>Questa pubblicazione raccoglie contributi di esperti, studiosi e ricercatori che, da approcci diversi ma complementari, analizzano il ruolo dell’economia sociale nell’economia e nella società contemporanea, mettendo in dialogo evidenze empiriche, politiche pubbliche e prospettive di sviluppo. Il rapporto si propone come strumento di lettura e orientamento in una fase storica segnata da profonde trasformazioni: dalla crisi demografica alle disuguaglianze territoriali, dalla transizione ecologica a quella digitale, fino alle sfide legate alla qualità del lavoro e alla tenuta dei sistemi di welfare.</p>
<p>Nella parte introduttiva, il volume colloca l’economia sociale nel quadro delle trasformazioni europee e nazionali, mostrando come il suo crescente riconoscimento istituzionale sia il risultato di un percorso lungo e progressivo. Viene così messa in luce la connessione tra politiche europee, scelte nazionali e dinamiche territoriali. In particolare, <strong>Sara de Heusch (SOCIAL ECONOMY EUROPE)</strong> analizza l’evoluzione delle politiche europee per l’economia</p>
<p>sociale, con un focus sul <strong>Piano d’azione dell’Unione europea</strong> e sul contributo del settore alle <strong>transizioni verde e digitale.</strong> <strong>Gianluca Salvatori (EURICSE)</strong> approfondisce invece il <strong>Piano d’azione nazionale</strong>, interpretandolo come risposta al “deficit di azione pubblica” e come tentativo di superare la frammentazione degli interventi, restituendo all’economia sociale una funzione strategica nelle politiche di sviluppo del Paese.</p>
<p>Un filone centrale del volume è dedicato alla <strong>conoscenza e alla misurazione del fenomeno</strong>. I contributi di <strong>Chiara Carini (EURICSE), Simel Esim e Hyungsik Eum (ILO)</strong> mettono in evidenza il ruolo delle statistiche nel rendere visibile il peso reale dell’economia sociale, rafforzarne il riconoscimento istituzionale e supportare decisioni pubbliche basate su dati affidabili e comparabili.</p>
<p>Ampio spazio è riservato al <strong>lavoro nell’economia sociale</strong>. <strong>Chiara Carini (EURICSE) ed Ermanno Tortia (Università degli Studi di Trento)</strong> analizzano le caratteristiche occupazionali del settore, evidenziandone il potenziale in termini di inclusione e creazione di lavoro, ma anche le criticità legate alla qualità occupazionale e alla sostenibilità economica.</p>
<p>Il tema del <strong>volontariato</strong>, affrontato da <strong>Sabrina Stoppiello, Stefania Della Queva e Manuela Nicosia (ISTAT)</strong>, emerge come infrastruttura civica fondamentale per rafforzare partecipazione, legami comunitari e capacità di risposta ai bisogni collettivi.</p>
<p>Un ulteriore gruppo di contributi approfondisce il rapporto tra <strong>economia sociale e territori</strong>. <strong>Sara Depedri, Michele Mazzetti e Giacomo Pisani (EURICSE)</strong> analizzano il contributo dell’economia sociale nel sostegno alla salute, mettendo in evidenza il ruolo delle organizzazioni dell’economia sociale nella <strong>riorganizzazione dell’assistenza socio-sanitaria territoriale</strong> fondata sui principi di integrazione, prossimità e partecipazione, capace di adattarsi ai bisogni dei territori e di proporre soluzioni.</p>
<p>In conclusione, il volume si arricchisce di un significativo contributo alla riflessione, caratterizzato da un approccio originale di <em>law and economics</em>, a cura del prof. <strong>Lorenzo Sacconi</strong> (Università degli Studi di Milano). Il saggio colloca l’economia sociale nel quadro della <strong>nuova analisi economica del diritto</strong>, mettendone in luce il ruolo nel ricomporre il rapporto tra efficienza economica, responsabilità collettiva e valori democratici.</p>
<p><a href="https://euricse.eu/it/publications/economia-sociale-2025-evidenze-sfide-e-traiettorie-per-litalia/"><strong>Economia sociale 2025. Evidenze, sfide e traiettorie per l’Italia</strong></a></p>
<p>Il volume è stato realizzato con il sostegno della Provincia Autonoma di Trento</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Euricse</author></item><item><guid isPermaLink="false">ca89c6d3-9da1-47e4-ae82-9d191925c149</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/il-gusto-della-cooperazione</link><title>“Il gusto della cooperazione”</title><description><![CDATA[<p>Maurizio Gardini, presidente Confcooperative «176 ristoranti cooperativi in una guida che racconta l’Italia dei sapori e dei valori».</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/virdxuc1/pubblicazione.jpeg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/il-gusto-della-cooperazione" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>496</width><height>661</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>«La scoperta dei tanti ristoranti in Italia, che sono nati dal desiderio di valorizzare persone, luoghi, prodotti e ricette, restituisce la dimensione di quanto cooperare possa generare valore e creare opportunità di crescita e sviluppo». Così <strong>Maurizio Gardini, presidente di Confcooperative</strong> presenta la seconda edizione de "Il Gusto della Cooperazione" la seconda edizione della guida dedicata alla ristorazione cooperativa. </p>
<p>Un viaggio gastronomico che è anche un percorso di inclusione sociale e sviluppo sostenibile in questa seconda guida dedicata ai ristoranti gestiti da cooperative, promossa da Confcooperative FondoSviluppo e realizzata dall'editore Pecora Nera.</p>
<p>«Una guida che racconta 176 ristoranti cooperativi – spiega Fabiola Di Loreto, direttore generale di Confcooperative – storie di piatti e di cucina, di persone e di luoghi, di tradizioni e di comunità, ma anche di reinserimento lavorativo, di riscatto che diventa speranza, lavoro che diventa sviluppo personale ed economico. Eccoci, quindi, con una nuova edizione, più ricca della prima, con conferme e novità che attraversano tutto il territorio nazionale con proposte di ristorazione cooperativa presenti in tutte le Regioni d'Italia: racconti, territori, tradizioni, esperienze di chi insieme al buon cibo ricerca benessere e accoglienza.</p>
<p>Il Gusto della Cooperazione rimane un ambito da scoprire, approfondire, coltivare con degustazioni che, nel nostro caso, non sono solo legate al bere e al mangiare, ma a un'esperienza umana più profonda. Un viaggio lungo la Penisola con la guida organizzata per regioni, partendo dal nord per arrivare al sud e alle grandi isole. Ogni regione è rappresentata almeno da un ristorante cooperativo, raccontato in ampie schede in cui emergono le peculiarità, la storia, l'offerta gastronomica, oltre a tutte le informazioni utili al lettore. </p>
<p>L'idea di questa guida nasce dall'incontro, nel corso degli anni, con le tante realtà che, in ciascuna regione d'Italia, hanno dato vita a luoghi dove il mangiare si lega con il territorio, con le comunità locali, con le produzioni tipiche e con progetti di inserimento lavorativo e di emancipazione sociale. Ristoranti nati dal desiderio di valorizzare persone, luoghi, prodotti e ricette che restituiscono la dimensione di quanto cooperare possa generare valore e creare opportunità di crescita e sviluppo. </p>
<p>«Al viaggiatore che vorrà seguire questa guida, a coloro che vorranno andare a scoprire i ristoranti della guida consigliamo – conclude <strong>Gardini</strong> – di immergersi totalmente nel valore del progetto e cogliere, oltre ai sapori, il bello che ogni singola storia ci offre. A vivere un'emozione, a comprendere meglio un progetto di vita».</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Confcooperative</author></item><item><guid isPermaLink="false">69f1d31d-b01d-4858-b5d8-5527069d71ec</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/il-desiderio-come-motore-di-innovazione</link><title>Il desiderio come motore di innovazione</title><description>Il desiderio, spiegano gli autori del saggio “Spazio al desiderio. Il potere delle aspirazioni per generare innovazione e giustizia sociale”, è quel surplus capace di rendere possibile l’impossibile: “la creazione di valore ha bisogno tanto di competenze quanto di significati”, sottolineano. “Il desiderio è il meccanismo generativo di qualsiasi innovazione”.</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/sjcpkfhd/img-8735.png" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/il-desiderio-come-motore-di-innovazione" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1170</width><height>780</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p class=" text-justify">Si è tenuta oggi, presso il Cloud di Confcooperative in Piazza Duomo a Trento, la presentazione del libro scritto da Paolo Venturi, direttore di Aiccon, e Flaviano Zandonai, open innovation manager di CGM. Nel vocabolario etimologico, “desiderio” deriva da <em>de-sidus</em>, “mancanza di stelle”: è ciò che ci guida quando il cielo è coperto. La sfida, allora, è costruire contesti – materiali, organizzativi e culturali – che mantengano vivo il desiderio e ne riconoscano la forza trasformativa.</p>
<p class=" text-justify">"Il desiderio – ha spiegato Venturi, stimolato dalle domande di Fabiola Di Loreto, direttrice generale di Confcooperative – rappresenta il motore generativo di ogni processo innovativo. Anche nei percorsi più avanzati di trasformazione sociale, dove strumenti, risorse e strategie non mancano, spesso è proprio il desiderio a fare difetto. È ciò che muove le scelte, guida i rischi, orienta le decisioni". Oggi, in un contesto dominato dalla paura e dall’incertezza, il rischio più grande è spegnere il desiderio, mortificarlo. Eppure, per decidere e agire serve un criterio che va oltre la razionalità: serve una spinta interiore, un’aspirazione che dia senso al cambiamento.</p>
<p class=" text-justify">"Il desiderio diventa realmente trasformativo quando è condiviso - ha aggiunto Zandonai -, quando si radica nelle comunità. Non si tratta di un’esperienza astratta: le comunità possono essere spazi reali, persino all’interno delle istituzioni, in cui il desiderio prende forma e si fa motore di cambiamento". Due le condizioni fondamentali: la prima è la presenza di luoghi fisici rigenerati, contesti materiali in cui le persone possano incontrarsi, immaginare insieme e coltivare l’arte del desiderare. La seconda riguarda le organizzazioni orientate al lavoro di comunità. In questo senso, cooperative e imprese sociali hanno investito nella creazione di ruoli e funzioni in grado di facilitare i desideri collettivi, dimostrando che il desiderio può essere promosso anche attraverso pratiche organizzative.</p>
<p class=" text-justify"><strong>Ritrovare il movimento cooperativo come spazio di desiderio</strong></p>
<p class=" text-justify">"Per ritrovarlo – spiegano gli autori – bisogna tornare ad essere movimento cooperativo, riscoprendo una dimensione dinamica, non solo organizzativa o spaziale, ma ideale. Essere movimento implica condividere una direzione carica di significato. Quando l’azione cooperativa si riduce a mera routine, anche il desiderio si spegne".</p>
<p class=" text-justify">Il movimento si legittima nella tensione verso ideali come la felicità, la giustizia e la dignità. È nel legame profondo tra bisogni e ideali che si manifesta il desiderio autentico: ogni bisogno custodisce in sé il desiderio di una vita migliore.</p>
<p class=" text-justify">"Partecipare a riti, vivere esperienze culturali e collettive – concludono Venturi e Zandonai – può riaccendere quel desiderio. È l’esperienza di senso che attiva le persone, le rende capaci di immaginare, scegliere e trasformare. È questo il motore vitale che può rimettere in cammino il movimento cooperativo".</p>
<p class=" text-justify"><br /><br /></p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Alessandro Girardi</author></item><item><guid isPermaLink="false">d68a3bf7-5dd5-4982-96d0-7da901eb7350</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/oltre-le-montagne-la-storia-di-giovanni-peterlongo-cooperatore-autentico</link><title>“Oltre le montagne”: la storia di Giovanni Peterlongo, cooperatore autentico</title><description>Visionario, instancabile e anticonformista, Giovanni “Nanni” Peterlongo – scomparso nel dicembre 2023 a Milano all’età di 87 anni – è stato molto più di un semplice cooperatore: la sua vita è stata un ponte tra culture, un laboratorio di innovazione sociale, un’utopia resa concreta.</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/555oo5th/giovannipeterlongo.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/oltre-le-montagne-la-storia-di-giovanni-peterlongo-cooperatore-autentico" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1220</width><height>600</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p><strong>Peterlongo</strong> (nella foto in alto) è stato fondatore, ed anima, di una delle cooperative trentine che più hanno lasciato il segno nella storia recente della cooperazione allo sviluppo, la cooperativa <strong>“Il Canale”</strong>, attiva dai primi anni ’80 del secolo scorso e fino al 2019, anno in cui, alla fine di un percorso esaltante ed autenticamente generativo, confluirà nella più grande cooperativa <strong>“Mandacarù”</strong> di Trento, attiva soprattutto sul terreno del commercio equo e solidale.</p>
<p>Alla figura di <strong>Peterlongo</strong> (ed alla grande avventura de “Il Canale” resa possibile da una visione originale ed innovativa dello strumento mutualistico) è dedicato il libro <strong>“Oltre le montagne – Un cooperatore anomalo. Una utopia concreta”</strong> scritto da Marco<strong> Reggio</strong> (Responsabile della Comunicazione di Federcasse e Direttore della Fondazione Tertio Millennio) ed appena pubblicato dalle Edizioni TS di Milano.</p>
<p>Il volume si avvale della prefazione del Card. Matteo Maria <strong>Zuppi</strong> (Presidente della Conferenza Episcopale Italiana) e della postfazione di Walter <strong>Liber</strong> (già responsabile della Comunicazione della Federazione Trentina della Cooperazione).</p>
<p>Con “Il Canale”, <strong>Peterlongo</strong> ha dimostrato che la solidarietà può essere un motore di sviluppo autentico, lontano da assistenzialismi e paternalismi. Con una visione solidale davvero senza confini. Dalle Alpi alle Ande, dal Vietnam al Brasile, il libro racconta storie di riscatto e di speranza, di progetti che hanno dato autonomia e dignità a migliaia di persone. E’ il grande viaggio di un uomo che ha saputo guardare oltre le montagne, superando i confini geografici e mentali, per portare la cooperazione oltre le radici trentine e creare sviluppo in tutto il mondo.</p>
<p>Oltre a rendere un concreto e documentato omaggio all’esperienza della cooperativa, il libro – a valle di un lavoro approfondito di analisi di una corposa documentazione finora inedita e con un taglio prettamente giornalistico – vuole far conoscere, grazie anche alla voce di tanti testimoni ed attori di questa vicenda collettiva, come anche delle persone a lui più vicine, la vicenda personale di Peterlongo, “cooperatore anomalo”, come lui stesso si era definito. Milanese di nascita, di famiglia agiata, ingegnere nucleare, imprenditore, formatore, musicofilo e, infine, cooperatore totalmente dedito ai temi dello sviluppo.</p>
<p><strong>“Oltre le montagne” </strong>intende anche favorire una riflessione sulla potenza e sulla attualità di un modello di impresa – quello cooperativo – che nella specifica esperienza trentina ha profondissime radici, non solo economiche, ma anche sociali e culturali. E che si dimostra ancora oggi resiliente e capace di dare risposte concrete ai bisogni indotti dalle grandi trasformazioni in atto.</p>
<p>Il libro si interroga, infine sulla attualità di una esperienza che a buon titolo rientra nel paradigma della cd. <strong>“Economia Civile” </strong>(in alternativa a quella capitalistica speculativa), antidoto possibile alle tante problematiche del nostro tempo, a partire dall’aiuto a chi versa in situazioni di disagio in paesi lontani, ma anche nei confronti di chi – nell’Italia di oggi – ha perso la speranza che un mondo migliore sia possibile.</p>
<p><a href="https://www.tsedizioni.it/shop/oltre-le-montagne/">Vai alla pagina dedicata al libro sul sito TS Edizioni</a></p>
<p><em>Marco Reggio</em></p>
<p><em>“Oltre le montagne – Giovanni Peterlongo. Un cooperatore anomalo. Una utopia concreta”.<br />Edizioni TS, Milano 2025. Pagine 224</em> – <em>ISBN: 9791254714423</em></p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Credito Cooperativo</author></item><item><guid isPermaLink="false">1a22a6f1-a8e4-4a69-8f7e-a393b00656db</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/un-film-e-un-libro-per-sensibilizzare-sulla-demenza</link><title>Un film e un libro per sensibilizzare sulla demenza</title><description><![CDATA[<p>Gli appuntamenti rientrano nel progetto "Comunità amiche delle persone con demenza" che coinvolge i cittadini di Ala e della Circoscrizione Centro di Rovereto - Tra i partner dell’iniziativa la cooperativa sociale Villa Maria - Secondo gli ultimi dati in Trentino i casi di demenza sono più di 10 mila.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/tlvd4mul/incontro-con-film-ad-ala.jpeg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/un-film-e-un-libro-per-sensibilizzare-sulla-demenza" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2047</width><height>1205</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Proseguono con grande partecipazione gli incontri organizzati ad Ala e Rovereto nell’ambito del progetto "Comunità amiche delle persone con demenza" promosso dalla Comunità della Vallagarina con il supporto della cooperativa sociale Villa Maria e il finanziamento della Provincia di Trento. In Trentino il numero di persone affette da demenza è in costante aumento, con circa 10.000 casi stimati, di cui circa 6.500 riguardano il morbo di Alzheimer.</p>
<p>Il progetto si pone come obiettivo la sensibilizzazione dei cittadini rispetto alle problematiche quotidiane che affrontano le persone affette da demenza e i loro familiari. Sono previste inoltre azioni dirette a promuovere l’inclusione delle persone con demenza.</p>
<p>Dopo un periodo dedicato alla mappatura delle risorse presenti nei territori coinvolti di Ala e della Circoscrizione Centro di Rovereto, nei mesi estivi e autunnali si sono svolti i primi appuntamenti informativi e formativi.  </p>
<p>Gli incontri pubblici sono ripresi nei giorni scorsi. Ad <strong>Ala</strong>, presso la sala Zendri, è stata organizzata la proiezione del film “Perdutamente” (<em>nella foto</em>), che racconta il viaggio del regista Paolo Ruffini attraverso l’Italia per raccogliere testimonianze delle persone affette da Alzheimer e dei loro cari. La serata è stata aperta dall’assessora <strong>Francesca Aprone</strong>, che ha sottolineato l’importanza di creare una rete di supporto e di sensibilizzazione sul territorio. La psicoterapeuta <strong>Paola Taufer</strong>, specializzata in psicologia dell’invecchiamento, ha introdotto la proiezione del film, che offre molti spunti per riflettere sulla realtà quotidiana di chi vive a stretto contatto con la malattia.</p>
<p>La stessa Paola Taufer sarà protagonista il 5 febbraio, alle 17.30, alla biblioteca di Ala della presentazione del suo libro “L'Alzheimer in casa. Soluzioni per migliorare la vita in casa”, a cui farà seguito il dialogo con il pubblico. Gli appuntamenti con il film e con il libro saranno riproposti a <strong>Rovereto</strong>, rispettivamente il 6 e il 19 febbraio, con inizio alle 17.30, a Palazzo Alberti in corso Bettini.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Cooperativa Sociale Villa Maria</author></item><item><guid isPermaLink="false">3bbcd0d7-1be6-4058-abba-bd290e47c9cc</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/centinaia-di-persone-alla-presentazione-del-libro-su-graziella-anesi</link><title>Centinaia di persone alla presentazione del libro su Graziella Anesi</title><description><![CDATA[<p>Il primo incontro aperto alla cittadinanza del Tavolo Città di Trento ha illustrato le attività organizzate durante il primo anno e di analizzato l’inclusività delle aree verdi comunali.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/yiznyhl4/presentazionelibrograziella.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/centinaia-di-persone-alla-presentazione-del-libro-su-graziella-anesi" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>4624</width><height>3468</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Era pieno ieri sera il salone di Rappresentanza di palazzo Geremia per la presentazione in anteprima del libro edito da Erickson <em>Graz. Ritratto a più voci di Graziella Anesi</em>, un lavoro corale con oltre novanta testimonianze, storie e foto dedicate alla figura di Graziella Anesi (1955-2023), fondatrice e presidente della Cooperativa sociale HandiCREA, attivista per i diritti delle persone con disabilità e donna impegnata nel mondo della cooperazione sociale – a cui il Tavolo Città di Trento è stato intitolato.</p>
<p>«È un’emozione essere qui in tanti – ha dichiarato il curatore dell’opera Paolo Ghezzi – Graziella sarebbe felice di vedere quante vite ha toccato, mosso e quante persone dicono ‘grazie a Graziella’ questa sera».</p>
<p>«Abbiamo pensato a questo libro come ricordo ma soprattutto come stimolo per le istituzioni e per gli enti, per guardare oltre la disabilità» ha testimoniato Sergio Anesi, fratello di Graziella, ringraziando il Comune per il sostegno, per il ruolo del Tavolo e per l’attenzione verso la Cooperativa HandiCREA. Annunciando un nuovo progetto, un documentario audio-visivo che sarà dedicato anche alle scuole, ha poi salutato tutti i presenti: «È un piacere guardare in faccia questa comunità e ritrovare Graziella in ciascuno dei vostri occhi».</p>
<p>L’enorme eredità di Graziella è stata messa in luce anche da Roberto Mosna, presidente di HandiCREA, che ha sottolineato la crescita della cooperativa dal 1995 ad oggi grazie alla sua capacità di essere presente, al rapporto creato con le persone e al ruolo del Tavolo Città di Trento Graziella Anesi.</p>
<p>Ad accogliere i partecipanti, insieme alle quindici realtà che compongono il tavolo e ai familiari di Graziella c’erano anche il sindaco di Trento Franco Ianeselli e l’assessore al Welfare Alberto Pedrotti.</p>
<p>«Rimane in tutti noi il suo sguardo sul mondo – ha affermato il primo cittadino – quando ci interfacciavamo con Graziella, la condizione di disabilità era l’ultima cosa che veniva in mente. Prevalevano gli aspetti relazionali e la determinazione di una donna che ha portato avanti battaglie per l’eliminazione delle barriere architettoniche e promosso il ruolo attivo delle persone con disabilità nella società».</p>
<p>«Graziella esigeva interventi pubblici rigorosi – ha ricordato l’assessore Pedrotti – Attraverso l’operato del Tavolo a lei dedicato, come Amministrazione ci impegniamo a rispondere con metodo ed efficacia alle richieste, mettendo in gioco spazi e competenze»</p>
<p>Ispirare le politiche di inclusione delle persone con disabilità, sviluppare una società solidale, rispondere ai bisogni delle persone con disabilità e delle loro famiglie per migliorare le condizioni di vita di tutti con proposte e interventi innovativi sono gli obiettivi del Tavolo Città di Trento, coordinato dal servizio Welfare e coesione sociale. Al centro del lavoro ci sono le persone con disabilità e le loro esperienze personali, la ricerca del dialogo e di soluzioni ai problemi quotidiani per costruire una rete di collaborazione tra istituzioni e servizi. </p>
<p>Durante la serata, moderata da Giuliano Beltrami del direttivo dell’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti di Trento, l’ufficio Parchi e giardini ha presentato il progetto “Parchi inclusivi della Città di Trento”. Nato per analizzare lo stato attuale dei parchi e dei giardini comunali alla luce della loro raggiungibilità, accessibilità e, più in generale, degli aspetti legati all’inclusività, il lavoro permette di comprendere dove e come sia necessario intervenire con strategie di adattamento. Non solo, insieme a Roberto Pallanch, dirigente della Provincia Autonoma di Trento per l’Unità di missione semplice disabilità e integrazione socio-sanitaria, è stato inoltre possibile approfondire la nuova legge nazionale di riforma in materia di disabilità (decreto legislativo 62 del 2024).</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Comune di Trento</author></item><item><guid isPermaLink="false">07a31efe-2faa-4542-a1bc-da5c53691d1a</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/rassegna-conversazioni-d-autore-cosa-significa-essere-umani-con-ugo-morelli</link><title>Rassegna “Conversazioni d’Autore”: “Cosa significa essere umani?” con Ugo Morelli</title><description><![CDATA[<p>Mercoledì 27 novembre ore 18 in Sala Nones a Palazzo Benvenuti.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/ydwmsgvv/cassa-rurale-di-trento-sei-appuntamenti-per-saperne-di-piu-su-temi-di-interesse-pubblico.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/rassegna-conversazioni-d-autore-cosa-significa-essere-umani-con-ugo-morelli" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1920</width><height>1281</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Banca per il Trentino-Alto Adige in collaborazione con la Consulta dei Soci propone per mercoledì 27 novembre alle 18.00 in Sala Nones di Palazzo Benvenuti (a Trento) la presentazione del libro “Cosa significa essere umani?“ scritto da Ugo Morelli e Vittorio Gallese, Raffaello Cortina Editore. All’incontro parteciperà Ugo Morelli saggista e psicologo studioso di Scienze cognitive, già docente di psicologia del lavoro presso l’Università degli studi di Bergamo; attualmente insegna Scienze cognitive applicate presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II. Con Ugo Morelli converseranno Fausta Slanzi e Enrico Franco. L’entrata è libera e gratuita fino ad esaurimento posti. Alla fine dell’incontro è proposto un brindisi.</p>
<p>È un saggio particolarmente interessante quello scritto a quattro mani da Ugo Morelli e Vittorio Gallese. Propone l’analisi di “una rivoluzione della portata di quella copernicana che è sotto i nostri occhi. Coinvolge ognuna e ognuno di noi e ridefinisce alla radice cosa siamo come esseri umani. Dal primato del soggetto scopriamo la centralità della relazione e che ‘l’io’ che pensavamo di essere derivava dai ‘noi’ di cui siamo parte; oltre la centralità della mente riconosciamo di essere un corpo; scopriamo l’origine della conoscenza nella nostra capacità di azione e movimento; ci accorgiamo che non siamo sopra le parti ma parti del tutto nei paesaggi della nostra vita; constatiamo che dietro ogni pensiero c’è un’emozione; scopriamo che l’empatia ci precede e contiene, nel bene nel male, e che quella risonanza sottende le nostre possibilità di comprenderci, amarci, cooperare ma anche offenderci e farci del male; ci riconosciamo capaci di immaginazione e finzione e scopriamo, incarnata e corporea, la bellezza che ci conduce alla possibilità di creare l’inedito.”</p>
<p>L’ultimo appuntamento della sessione autunnale di “Conversazioni d’Autore” è in calendario il prossimo 4 dicembre con Piero Badaloni e il suo libro  “Quando il passato non vuole passare. I crimini del franchismo tra rimozione e memoria”, Le Piccole Pagine editore.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Banca per il Trentino Alto Adige - Credito Cooperativo Italiano</author></item><item><guid isPermaLink="false">88837ae7-c9b4-4974-9df9-e9c6be480533</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/non-ho-mai-smesso-di-ragionare</link><title>Non ho mai smesso di ragionare</title><description><![CDATA[<p>È disponibile online e nelle librerie il libro <em>Non ho mai smesso di ragionare. Impresa sociale e biodiversità imprenditoriale</em> di Carlo Borzaga, studioso trentino, fondatore dell’istituto europeo Euricse, scomparso dopo una lunga malattia nel marzo 2024.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/kjrbehrs/nonhomaismesso.png" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/non-ho-mai-smesso-di-ragionare" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>768</width><height>491</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Il volume, curato da <strong>Gianfranco Marocchi</strong>, raccoglie una selezione di interventi, pubblicazioni, interviste e alcuni scritti inediti del prof. Borzaga, che per quarant’anni si è occupato di comprendere ruolo e caratteristiche delle organizzazioni cooperative e delle imprese sociali, difendendone il valore della biodiversità organizzativa contro la tendenza a omologare ogni forma nell’economia di mercato.</p>
<p>Sono i suoi ultimi scritti, che diventano il testamento intellettuale di un osservatore attento e di un innovatore protagonista dei cambiamenti di questi decenni.</p>
<p>Il volume è edito dalla casa editrice <strong>ViTrenD</strong> in collaborazione con la <strong>Fondazione Don Lorenzo Guetti</strong> e realizzato con il contributo di <strong>Euricse</strong> e il sostegno della <strong>Provincia autonoma di Trento.</strong></p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Euricse</author></item><item><guid isPermaLink="false">3d1da18a-d223-4d25-b10e-a6352ea68380</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/la-6-edizione-di-sceglilibro-premio-dei-giovani-lettori-e-giunta-all-arrivo</link><title>La 6^ edizione di Sceglilibro. Premio dei giovani lettori è giunta all’arrivo</title><description><![CDATA[<p style="margin-bottom: 6.0pt; text-align: justify;" class="Default"><span style="color: #000009;">Dopo mesi di letture, presentazioni, commenti, dialoghi tra lettori e scrittori sul sito </span>sceglilibro.it<span style="color: #000009;">, mercoledì 17 aprile si sono concluse le votazioni e gli oltre 5000 studenti delle classi 5^ elementare e 1^ media aderenti al Premio hanno scelto, tra quelli letti, il libro più amato. </span></p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/w4knq0dg/sceglilibro.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/la-6-edizione-di-sceglilibro-premio-dei-giovani-lettori-e-giunta-all-arrivo" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>4608</width><height>3456</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Questa edizione del Premio ha preso il via all’inizio dell’anno scolastico 2023/2024 ed è culminata con la Grande Festa Finale ospitata a <strong>IL T QUOTIDIANO ARENA nella mattinata di lunedì 22 aprile </strong>alla presenza delle autrici e di 4000 lettori/lettrici di Sceglilibro; nel corso della manifestazione è stato proclamato e premiato il libro vincitore.</p>
<p>Sceglilibro è un progetto di sostegno della lettura e della scrittura nato nel 2012 su iniziativa di una ventina di biblioteche trentine a cui si sono aggiunte, nel corso degli anni anche biblioteche e scuole fuori Provincia, dall’Alto Adige prima e quest’anno l’I.C. Losapio San Filippo Neri di Gioia del Colle in provincia di Bari. A questa 6^ edizione partecipano ben <strong>50 biblioteche e 20 punti di lettura. </strong></p>
<p>Sostenuto dall’Ufficio Sistema bibliotecario della Provincia e con la collaborazione della cooperativa Progetto 92, Sceglilibro prevede la partecipazione attiva dei ragazzi che, attraverso la lettura di cinque libri proposti dai bibliotecari, una serie di incontri nelle biblioteche e laboratori condotti da educatori di Progetto 92, sono stimolati a scoprire e sviluppare le loro doti di critici e attenti lettori. La formula del Premio è semplice: come detto vengono selezionati, da un gruppo di lettura formato dai bibliotecari, cinque libri di autori italiani, alla prima edizione, pubblicati nei due anni precedenti l’inizio del concorso.</p>
<p>Una delle caratteristiche del progetto è stata, sin dall’inizio, quella di non escludere alcuno dalla possibilità di partecipare. Questo significa prendersi carico delle difficoltà di coloro che, per vari motivi, presentano deficit di lettura certificati (ipovedenti, non vedenti, dislessici) o condizioni di povertà educativa. Ciò avviene, per esempio, chiedendo alle case editrici coinvolte la possibilità di utilizzare i file del libro per trasformarli con caratteri ad alta leggibilità, quella di creare degli audiolibri “fatti in casa”, ovvero letti dai bibliotecari, oppure quella di proporre laboratori inclusivi di promozione della lettura. Ai giovani partecipanti al termine delle letture è chiesto di commentare sul sito web sceglilibro.it i testi letti esprimendo per ognuno un giudizio. Anche quest’anno sul sito del progetto sono apparse migliaia di commenti e domande con risposte da parte delle autrici dei libri in concorso. Alla fine, sono i ragazzi stessi che con i loro voti determinano la classifica e decretano il libro vincitore.</p>
<p>Si sono previsti anche dieci premi da assegnare alle migliori recensioni scritte da ragazzi e ragazze che sono selezionate con queste modalità: cinque critiche positive individuate dalle autrici stesse e cinque stroncature scelte invece dai bibliotecari. A ciò si aggiunge il premio speciale “Cristina Cont” per ricordare una collega di ScegliLibro scomparsa da qualche anno fa, che va al commento composto con particolare sensibilità.</p>
<p>La selezione dei libri del Premio Sceglilibro si basa sui seguenti criteri:</p>
<ul>
<li>solo opere di autori italiani alla prima edizione assoluta;</li>
<li>libri non “seriali”;</li>
<li>opere edite nei due anni precedenti l’inizio del Premio.</li>
</ul>
<p>I libri e gli autori selezionati (tra i circa 150 presi in considerazione) per questa edizione sono stati:</p>
<p><strong>“Come un seme di mela</strong>" di Chiara Lorenzoni, ed. Il Castoro</p>
<p>"<strong>Un pinguino a Trieste</strong>" di Chiara Carminati, ed. Bompiani</p>
<p>"<strong>Scambio scuola</strong>" di Eva Serena Pavan, ed. MIMebù</p>
<p>"<strong>Mille briciole di luce</strong>" di Silvia Vecchini, ed. Il Castoro</p>
<p>"<strong>La prova dei cinque petali</strong>" di Paolina Baruchello, ed. Sinnos (graphic novel).</p>
<p>Le autrici:</p>
<p><strong>Chiara Lorenzoni </strong>è nata a Padova nel 1971, tra il profumo dei tigli e le scintille verdi delle lucciole. Oggi vive a Lecce, tra i voli di rondine e le onde del mare azzurro. Fa l’avvocato ma è anche autrice di numerosi libri per bambini/e e ragazze/i pubblicati con diverse case editrici italiane, alcuni tradotti in Cina e Russia. Con altri due soci ha fondato e cura il Picturebook Fest di Lecce, festival dell’arte e della letteratura per ragazzi.</p>
<p><strong>Chiara Carminati </strong>è autrice di poesie, racconti, romanzi, canzoni e spettacoli teatrali per bambini e ragazzi. Ha pubblicato con alcune tra le più importanti case editrici italiane e i suoi libri hanno ricevuto numerosi premi, tra cui il Premio Strega Ragazzi e Ragazze 2016 per il romanzo “Fuori fuoco”.</p>
<p>Specializzata in didattica della poesia, tiene corsi di formazione e aggiornamento per insegnanti e bibliotecari, in Italia e all’estero.</p>
<p>Ha curato la traduzione e la versione italiana di celebri albi illustrati, occupandosi in particolare di testi in versi, dall’inglese, dal francese e dal tedesco.</p>
<p><strong>Eva Serena Pavan </strong>è nata a Isola della Scala e vive a Verona con le sue gatte e le sue figlie.</p>
<p>Oltre ai romanzi per ragazzi, ha pubblicato una raccolta di poesie per adolescenti, nonché per adulti che non si sentono molto cresciuti. I suoi testi sono stati premiati in vari concorsi, tra cui il Premio Letterario Silvio d’Arzo, il Concorso Giana Anguissola e il Premio Battello a Vapore.</p>
<p>È sempre entusiasta di incontrare i suoi lettori. Adora i libri, i libri, i libri. E i pigiama party con le amiche.</p>
<p><strong>Silvia Vecchini </strong>è autrice e poetessa. Ha pubblicato romanzi per bambini e ragazzi, raccolte di poesie, albi illustrati e graphic novel con alcune delle maggiori case editrici italiane. Fra le sue ultime pubblicazioni, la raccolta di poesie Acerbo sarai tu (Topipittori) e il romanzo in versi Prima che sia notte (Bompiani). Con Sualzo è autrice dei graphic novel Fiato sospeso (Tunuè), La zona rossa (Premio Attilio Micheluzzi 2018 “Miglior libro a fumetti per ragazzi”) e 21 giorni alla fine del mondo (Prix Unicef de Littérature Jeunesse 2021), Le parole possono tutto (Premio Laura Orvieto 2021, Premio Liber “Miglior Libro 2021”, Premio Attilio Micheluzzi 2022 “Miglior sceneggiatura”), questi ultimi tre editi da Il Castoro e tutti tradotti all’estero.</p>
<p><strong>Paolina Baruchello </strong>è storica di formazione e operatrice culturale, non ha mai smesso di amare i libri per ragazzi da quando è stata in grado di guardarne le illustrazioni e di leggerli. Il suo primo lavoro è stato fare la lettrice e poi la traduttrice dal francese per la Mondadori Ragazzi, per cui ha tradotto più di trenta titoli e curato introduzioni e adattamenti. Dopo viaggi per il mondo, reali e immaginari, e anni di lavoro per istituzioni culturali, è diventata autrice, pubblicando con Sinnos Pioggia di Primavera, graphic novel illustrata da Andrea Rivola (2015). Con Sinnos ha pubblicato anche l’albo Lo Sport non fa per te, illustrato da Federico Appel (2018) e sempre insieme ad Andrea Rivola “La prova dei Cinque Petali” (2022).</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Michelangelo Marchesi - Progetto 92</author></item><item><guid isPermaLink="false">9a7d4060-7751-4941-ac7f-dedd7d9184a5</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/oltre-l-oblio-un-film-sulla-storia-dimenticata-di-don-giovanni-battista-panizza</link><title>“Oltre l’oblio”. Un film sulla storia dimenticata di don Giovanni Battista Panizza</title><description><![CDATA[<p>Il Cinema Teatro di Volano ha ospitato la prima del film del regista Martin Alan Tranquillini realizzato su una idea del giornalista e scrittore Maurizio Panizza.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/syclxw1m/da-sinistra-panizza-e-tranquillini.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/oltre-l-oblio-un-film-sulla-storia-dimenticata-di-don-giovanni-battista-panizza" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2500</width><height>1875</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Il Cinema Teatro di Volano ha ospitato la prima del film “Oltre l’oblio” (regista <strong>Martin Alan Tranquillini</strong>, idea del giornalista e scrittore <strong>Maurizio Panizza</strong>) dedicato alla vita e all’opera di <strong>don Giovanni Battista Panizza</strong>, nato nel 1852 nel paese della Vallagarina e mancato settantuno anni più tardi, nel 1923.</p>
<p>Alla produzione hanno garantito il proprio sostegno la Cooperazione Trentina e altre realtà del movimento cooperativo: Cassa di Trento, Cassa Rurale Val di Non Rotaliana e Giovo, Cooperfidi, Coop Trentino, Promocoop Trentina, Vivallis.</p>
<p>Sala gremita per uno straordinario colpo d’occhio che ha confermato l’interesse per questa produzione.</p>
<p>Con un anglismo di uso comune si direbbe “<em>sold out”</em> al punto che, gli organizzatori, nei giorni precedenti la proiezione, erano stati impossibilitati ad accogliere le richieste di moltissime altre persone che non volevano mancare “alla prima”.</p>
<p>“Sappiamo bene come la storia, se manipolata, abbia un potere incredibile: quello di esaltare eroi magari inesistenti, oppure quello di cancellare personaggi scomodi – spiegano gli autori della produzione - In tal senso il caso di don Giovanni Battista Panizza (interpretato nel film dall’attore <strong>Stefano Pietro Detassis</strong>) è un esempio da manuale dato che dopo la prima Guerra Mondiale fu volutamente dimenticato dalla storia, nonostante la storia del Trentino l’avesse fatta pure lui”.</p>
<p>All’interno del film meritevoli di una sottolineatura gli interventi degli storici <strong>Alberto Ianes</strong> e <strong>Renzo Tommasi</strong>.</p>
<p>Se “don Lorenzo Guetti pose in Trentino la “prima pietra” dell’edificio Cooperativo, fu proprio don Panizza che costruì la casa e la seppe fare crescere – aggiungono gli autori - Fu durante la sua presidenza durata più di 20 anni che la cooperazione cattolica (la sua, quella che si era confrontata con la compagine guettiana ed era uscita vincitrice dal Congresso di Mori del 1899) raggiunse dei numeri incredibili: 500 cooperative di ogni genere e 52.000 cooperatori: un record che, nel primo decennio del Novecento, poneva il Trentino al primo posto in Europa per dimensione del sistema cooperativo in rapporto al numero di abitanti che all’epoca erano 360.000”.</p>
<p>Durante il dibattito seguito alla proiezione del film, il giornalista <strong>Maurizio Panizza</strong>, autore del libro da cui è nato il film ha espresso un suo desiderio: “mi piacerebbe che don Giovanni Battista Panizza, in futuro venisse ricordato per quello che è stato e per quello che ha fatto per la popolazione trentina”.  E il film proiettato ieri a Volano contribuisce a questo.</p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">0ab611b6-10ef-428d-9638-435a5d814056</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/carlo-baldessarini-un-uomo-con-la-politica-e-la-cooperazione-nel-cuore</link><title>Carlo Baldessarini: un uomo con la politica e la Cooperazione nel cuore</title><description><![CDATA[<p>Il Teatro Parrocchiale di Villa Lagarina ha ospitato, stamani, il “fresco di stampa” del libro dedicato a Carlo Baldessarini, uomo che ha rivestito ruoli di grande rilievo e di particolare responsabilità nella sua comunità e nel credito cooperativo.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/agbp4crh/da-sinistra-eccli-baldessarini-giordani-trinco.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/carlo-baldessarini-un-uomo-con-la-politica-e-la-cooperazione-nel-cuore" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2000</width><height>1333</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>A cento anni dalla nascita, la vita e l’opera di <strong>Carlo Baldessarini</strong> vengono raccontate nelle pagine di un libro destinato a diventare preziosa memoria storica sia per i giovani e sia per le moltissime persone che lo hanno conosciuto e ne hanno apprezzato qualità umane e professionali.</p>
<p>Sindaco di Villa Lagarina per quasi vent’anni, presidente della Cassa Rurale di Rovereto, presidente della Cassa Centrale delle Casse Rurali (oggi Gruppo Bancario Cassa Centrale) sono stati tre dei molti incarichi che hanno visto impegnato nella politica e nel movimento cooperativo trentino.</p>
<p>Colpo d’occhio delle grandi occasioni quello offerto, stamani dal Teatro Parrocchiale “Carlo Baldessarini” di Villa Lagarina per il fresco di stampa di “un’opera che – come spiegato dagli autori <strong>Anna Maria Eccli</strong> e <strong>Renato Trinco</strong> - raccoglie dodici testimonianze di persone autorevoli, che ricordano un uomo che fu importante per l’intera collettività. Uomo coraggioso, retto da un’etica profonda”.</p>
<p>Il libro, edito da La Grafica di Mori (140 pagine) contiene, oltre a stralci autobiografici, le interviste a <strong>Tarcisio Andreolli, Pierluigi Angeli, Michele Dorigatti, Eduino Gabrielli, Saverio Manzana, Valer Nicolodi, Silvano Piazzini, Franco Senesi, Padre Vigilio Remo Torresani, Bruno Vaccari, Umberto Vescovi, Enzo Zampiccoli. </strong></p>
<p>“Il libro vuole essere un segno di gratitudine e di ricordo – ha spiegato <strong>Michele Baldessarini</strong>, nipote di Carlo – a una persona che ha dato molto a tutta la comunità. Due aspetti più di altri mi hanno colpito molto leggendo il libro: il primo la capacità di Carlo Baldessarini di coniugare sempre mutualità ed efficienza aziendale secondo i principi dell’impresa cooperativa. Il secondo, invece, è focalizzarsi sempre sul futuro, sulla capacità di sfruttare la modernità, sempre rimanendo ancorati ai valori e alle tradizione che sono state tramandate”.</p>
<p>I testi sono corredati da oltre 120 fotografie. Istantanee che fissano alcuni momenti di particolare significato del percorso compiuto da <strong>Carlo Baldessarini</strong> nei suoi settantacinque anni di vita.</p>
<p>“L’iniziativa editoriale – aggiungono gli autori - vuole essere omaggio a una figura tanto amata di amministratore, occasione per penetrarne il pensiero e persino i timori, ma anche opportunità per fare conoscere ai più giovani quella cultura cooperativistica che ieri rappresentò per il Trentino la chance della rinascita e che oggi deve continuare a “contare”, come modello di sviluppo capace di coniugare trasparenza e pragmaticità con il rispetto per l’unico capitale centrale, quello umano”.</p>
<p><strong>Gli interventi</strong></p>
<p>Nel corso della presentazione dell’opera hanno portato un indirizzo di saluto <strong>Bruno Vaccari</strong>, presidente Teatro parrocchiale “Carlo Baldessarini”, <strong>Julka Giordani, </strong>sindaca di Villa Lagarina,<strong> Stefano Bisoffi, </strong>presidente Comunità della Vallagarina, <strong>Michele Dorigatti</strong>, direttore della Fondazione don Guetti.</p>
<p><strong>Roberto Simoni</strong>, presidente della  Federazione Trentina della Cooperazione, ha evidenziato che “Carlo Baldessarini è stato uomo delle istituzioni che ha lasciato un traccia importante nella storia del paese di Villa Lagarina e della Cooperazione. Esempio luminoso che sappia guidare le nuove generazioni”.</p>
<p>Altrettanto apprezzati gli interventi di <strong>Giorgio Fracalossi, </strong>presidente del Gruppo Bancario Cassa Centrale (“Se potessimo avere qui oggi Carlo Baldessarini sarebbe orgoglioso. Il libro contribuisce a dare giusta testimonianza ad una persona che ha fatto molto per il Trentino”);</p>
<p><strong>Enzo Zampiccoli,</strong> presidente Cassa Rurale AltoGarda-Rovereto (“Carlo Baldessarini era persona pragmatica e sensibile. Anteponeva i doveri ai diritti. Un esempio per i giovani”);</p>
<p><strong>Tarcisio Andreolli</strong>, già senatore della Repubblica Italiana (“Carlo Baldessarini è stato uomo che ha saputo guardare molto lontano”);</p>
<p><strong>padre Vigilio (Remo Torresani)</strong>, parroco di Santa Caterina in Rovereto dal 1991 al 2011, (“Carlo Baldessarini ha avuto un cuore per la cooperazione e per la politica. Ha vissuto la cooperazione come solidarietà verso chi aveva bisogno. Saper ascoltare, dialogare, aiutare. Era un uomo di fede. Carlo ha fatto fruttare i suoi talenti”);</p>
<p><strong>Pierluigi Angeli, </strong>già presidente Federazione Trentina della Cooperazione, (“Per Carlo era importante l’efficienza. Importante è che le cose avessero una importanza pratica. Era attento ai giovani. Diceva: ascoltiamoli”);</p>
<p><strong>Silvano Piazzini, </strong>tra i principali promotori dell’iniziativa editoriale (“Grazie per la tua determinazione, l’esempio, la correttezza e l’umanità. Oggi penso a te con grande riconoscenza).</p>
<p><strong> </strong></p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">a9a7c06d-b83c-42ad-9050-b65d488592ed</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/carlo-baldessarini-un-uomo-con-la-politica-e-la-cooperazione-nel-cuore</link><title>Carlo Baldessarini: un uomo con la politica e la Cooperazione nel cuore</title><description><![CDATA[<p>A cento anni dalla nascita, la vita e l’opera di Carlo Baldessarini vengono raccontate nelle pagine di un libro destinato a diventare preziosa memoria storica sia per i giovani e sia per le moltissime persone che lo hanno conosciuto e ne hanno apprezzato qualità umane e professionali.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/0hcdjc2b/carlobaldessarini.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/carlo-baldessarini-un-uomo-con-la-politica-e-la-cooperazione-nel-cuore" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2000</width><height>959</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Sindaco di Villa Lagarina, presidente della Cassa Rurale di Rovereto, presidente della Cassa Centrale delle Casse Rurali (oggi Gruppo Bancario Cassa Centrale) sono stati tre dei molti incarichi che hanno caratterizzato il suo impegno nella politica e nel movimento cooperativo trentino.</p>
<p>“L’opera - spiegano gli autori - raccoglie dodici testimonianze di persone autorevoli, che ricordano un uomo che fu importante per l’intera collettività. Uomo coraggioso, retto da un’etica profonda”.</p>
<p>I testi sono corredati da numerose fotografie. Istantanee che fissano alcuni momenti di particolare significato del percorso compiuto da Carlo Baldessarini nei suoi settantacinque anni di vita.</p>
<p>Il libro, curato da curato da <strong>Anna Maria Eccli</strong> e <strong>Renato Trinco</strong>, sarà presentato <strong>sabato 2 settembre ad ore 10 </strong><u>al Teatro Parrocchiale “Carlo Baldessarini” di Villa Lagarina.</u></p>
<p>L’evento prenderà il via con gli interventi dei rappresentanti delle istituzioni politiche e degli organismi centrali della Cooperazione Trentina.</p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">0e65c17a-3bec-48a4-b822-b8f5b0f431bb</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/l-etica-efficace-per-contrapporsi-alla-ndrangheta-se-ne-e-parlato-venerdi-a-tesero-in-val-di-fiemme</link><title>L’etica efficace per contrapporsi alla ‘ndrangheta. Se ne è parlato venerdì a Tesero, in Val di Fiemme</title><description><![CDATA[<p>L’occasione è stata offerta dalla presentazione del libro “Manuale dell’etica efficace” scritto dal giornalista  Vincenzo Linarello, fondatore vent’anni fa di Goel – Gruppo Cooperativo attivo in Calabria.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/afwnx5oh/panoramica-2-.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/l-etica-efficace-per-contrapporsi-alla-ndrangheta-se-ne-e-parlato-venerdi-a-tesero-in-val-di-fiemme" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2000</width><height>1364</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>C’è una modalità che, più di altre, pare essere adatta per contrapporsi alla ‘ndrangheta. E’ l’etica efficace. Se ne è parlato venerdì sera alla Sala Luigi Canal della sede di Tesero di Val di Fiemme Cassa Rurale.</p>
<p>Organizzato da Rotary Club Fiemme e Fassa – Distretto 2060, l’appuntamento ha registrato la presenza di <strong>Vincenzo Linarello</strong>, giornalista, scrittore, fondatore vent’anni fa di Goel - Gruppo Cooperativo, e autore del libro "Manuale dell'Etica Efficace" (prefazione del magistrato <strong>Nicola Gratteri</strong> e del saggista <strong>Antonio Nicaso</strong><em>)</em>.</p>
<p>“L’etica efficace – ha spiegato Linarello – è un nuovo paradigma che abbiamo scoperto e che ha caratterizzato vent’anni di impegno per il cambiamento in Calabria, nella lotta alla ‘ndrangheta nel tentativo di costruire una alternativa economica e democratica all’interno del territorio”.</p>
<p>L’etica efficace si applica “innanzitutto cambiando il punto di vista con cui si affrontano i problemi – ha aggiunto Linarello. Spesso l’etica, come la conosciamo e come di solito viene considerata. è più la preoccupazione di comportarsi bene. Se, invece, consideriamo l’etica dal punto di vista di chi soffre, di chi sta male, di chi subisce angherie e oppressioni, essa non può che tentare di risolvere i problemi. Un’etica che si accontenta di essere giusta senza risolvere i problemi non è etica efficace”.</p>
<p>Il libro si rivolge agli imprenditori, ai politici, agli insegnanti, ai giornalisti, agli amministratori e ai funzionari pubblici, a chi è impegnato in cause sociali o ambientali e, in generale, a tutti coloro che non vogliono stare a guardare e intendono contribuire ai cambiamenti in atto.</p>
<p>“Nella politica – viene precisato - l’etica efficace, utilizza la speranza come potente motore di evoluzione storica e si oppone alla forma più subdola di controllo anti-democratico: la depressione sociale. Per il futuro dell’economia, invece, propone il capitalismo sociale e per le imprese l’utilizzo del capitale fiduciario, da impiegare in un nuovo paradigma di mercato”.</p>
<p>La serata è servita, inoltre, per ricordare l’avvio dell’esperienza cooperativa in Calabria possibile grazie a <strong>monsignor Giancarlo Bregantini</strong>, originario di Denno (Val di Non) e vescovo di Locri-Gerace e alla collaborazione del movimento cooperativo trentino. “Oggi Goel Gruppo Cooperativo – ha concluso Linarello – è una realtà che aggrega cinquanta realtà tra cooperative, aziende agricole, associazioni e garantisce lavoro dipendente e stabile a circa 350 persone oltre a professionisti e collaboratori esterni. Goel Gruppo Cooperativo nel confronto con la ‘ndrangheta è riuscita a uscirne libera e illesa. E’ infatti da sei anni che – ha aggiunto – non riceviamo danneggiamenti seri.  Questo perché la ‘ndrangheta ha capito che più ci colpiva più ci rafforzava”-</p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">915966d0-a8fb-4b31-9b3c-c133971547c6</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/manuale-dell-etica-efficace</link><title>“Manuale dell’etica efficace”</title><description><![CDATA[<p>E' il titolo del libro scritto da Vincenzo Linarello, presidente di GOEL – Gruppo Cooperativo (<a href="http://www.goel.coop/">www.goel.coop</a>), con la prefazione a firma di Nicola Gratteri e Antonio Nicaso. Esso teorizza e propone l'etica efficace come nuovo paradigma per l’etica e come metodologia strategica in ambito sociale, politico ed economico.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/4kshuxms/copertinalibrolinarello.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/manuale-dell-etica-efficace" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1781</width><height>2553</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>La riflessione politico-culturale proposta dal manuale non nasce da assunti teorici, ma da vent’anni di esperienza di frontiera di GOEL – Gruppo Cooperativo, in opposizione alla ‘ndrangheta e ai poteri deviati, per promuovere il riscatto della Calabria.</p>
<p>L’<strong>etica efficace</strong> apre prospettive dirompenti in diversi ambiti: nei processi di cambiamento sociale, nella politica, nell’economia, nel mercato e nell’imprenditoria, nella democrazia e nella struttura dello stato. Nei processi di cambiamento sociale essa <em>non cerca di vincere, ma di con-vincere</em>. Nella <strong>politica</strong> utilizza la <em>speranza</em> come potente motore di evoluzione storica e si oppone alla forma più subdola di controllo anti-democratico: la <em>depressione sociale</em>. Per il futuro dell’<strong>economia</strong> l’etica efficace propone il <em>capitalismo sociale</em> e per le imprese l’utilizzo del <em>capitale fiduciario,</em> da impiegare in un nuovo paradigma di mercato. Essa prospetta, infine, una nuova visione della <strong>democrazia</strong> e dello <strong>stato</strong>, fondati entrambi sul principio della <em>sussidiarietà organica</em>.</p>
<p>Il manuale apre prospettive inedite e scuote dalle fondamenta assunti che la consuetudine ritiene ormai scontati. Prospetta percorsi visionari sorretti, però, da venti anni di sperimentazione sociale ed economica, in uno dei territori più belli e difficili d’Italia. Ricordiamo che GOEL è stato per molti anni continuamente aggredito dalla ‘ndrangheta; attraverso la pratica dell’etica efficace è riuscito ad avere la meglio di fronte alla mafia oggi considerata più forte al mondo ed è ormai da più di 6 anni che non riceve alcun significativo danneggiamento essendo completamente libero di agire in tutti gli ambiti nel proprio territorio.</p>
<p>Questo manuale si rivolge agli imprenditori, ai politici, agli insegnanti, ai giornalisti, agli amministratori e ai funzionari pubblici, a chi è impegnato in cause sociali o ambientali e, in generale, a tutti coloro che non vogliono stare a guardare e intendono contribuire ai cambiamenti in atto. «<em>L’etica non può più accontentarsi di essere giusta, ma deve diventare efficace</em>», al fine di rimuovere i problemi e le sofferenze delle parti più deboli della società.</p>
<p>Il <em>manuale dell’etica efficace</em> è edito da <strong>GOEL Edizioni</strong>, la neonata casa editrice di GOEL – Gruppo Cooperativo che si focalizzerà sui temi funzionali alla sua strategia. Il libro si può acquistare nell’e-commerce della nuova casa editrice, all’indirizzo:</p>
<p><a href="https://books.goel.coop/etica-efficace"><strong>https://books.goel.coop/etica-efficace</strong></a></p>
<p>I ricavi netti della vendita sono devoluti dall’autore alle attività di GOEL.</p>
<p><em>Per info, contatti e proposte di presentazione del libro: </em>Ufficio Comunicazione GOEL – Gruppo Cooperativo<br />mail <a href="mailto:comunicazione@goel.coop">comunicazione@goel.coop</a></p>
<p><strong>Fonte: GOEL - Gruppo Cooperativo </strong>è una comunità di persone, imprese e cooperative sociali, nata nel 2003 in<br />Calabria. Opera per il riscatto e il cambiamento della Calabria attraverso il lavoro, la promozione sociale e<br />un'opposizione attiva alla 'ndrangheta, per dimostrare quanto e come l'etica non sia solo giusta ma possa anche<br />essere efficace. Oggi GOEL gestisce numerose attività in campo sociale: comunità di accoglienza per minori,<br />progetti di accoglienza di migranti, servizi sanitari di salute mentale. Promuove contemporaneamente anche diverse iniziative imprenditoriali etiche: GOEL Bio; CANGIARI, primo marchio di moda etica di fascia alta della moda italiana; I Viaggi del GOEL, tour operator di turismo responsabile in Calabria; Campus GOEL, incubatore di impresa etica. <a href="http://www.goel.coop/"><strong>www.goel.coop</strong></a></p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">c0874786-9823-48e3-bd1d-5a7e349718c0</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/ecoopera-ha-festeggiato-il-suo-primo-decennale-e-l-assemblea-dei-soci-ha-approvato-il-bilancio</link><title>Ecoopera ha festeggiato il suo primo decennale e l’assemblea dei soci ha approvato il bilancio 2022</title><description><![CDATA[<p>La sala congressi della sede cooperativa Sant’Orsola, a Cirè di Pergine Valsugana, ha ospitato l’assemblea annuale delle socie e dei soci di Ecoopera, nata dieci anni fa dall’unificazione di tre realtà cooperative. Approvato con voto unanime il bilancio e festeggiato il primo decennale.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/uqmlvxdn/autore-e-intervistati.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/ecoopera-ha-festeggiato-il-suo-primo-decennale-e-l-assemblea-dei-soci-ha-approvato-il-bilancio" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1500</width><height>1125</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Assemblea e fresco di stampa hanno caratterizzato l’ultima domenica di maggio per le socie e i soci di Ecoopera.</p>
<p>Si sono ritrovati a Cirè di Pergine Valsugana, al Centro Congressi della cooperativa Sant’Orsola specializzata nella coltivazione e commercializzazione di piccoli frutti.</p>
<p>Una scelta non casuale perché in questa ambientazione è stato presentato il frutto prezioso del lavoro compiuto da Ecoopera nella quotidianità della sua azione nel corso del 2022 e contenuto nel bilancio esaminato e approvato dall’assemblea con voto unanime.</p>
<p>“Nel 2022 – ha evidenziato nel suo intervento il presidente <strong>Renzo Cescato</strong>, affiancato dal vicepresidente <strong>Matteo Zanella</strong> – i ricavi hanno superato quota 50 milioni di euro rispetto ai 45 milioni 900 mila euro del 2021. Un balzo in avanti considerevole che testimonia il gradimento del nostro impegno e della professionalità espressa dal nostro staff. Il bilancio consolidato ha segnato un incremento di tre milioni di euro, passando da 52 milioni 500 mila euro a 55 milioni e mezzo di euro. La base sociale di Ecoopera è formata da cento soci. Il gruppo conta quasi mezzo migliaio di collaboratrici e collaboratori (esattamente sono 468) guidati dal direttore <strong>Luca Laffi</strong>”.</p>
<p>Ecoopera è realtà solida. Lo conferma il patrimonio, prossimo a raggiungere i 25 milioni di euro. “La cooperativa – aggiunge Cescato - pur in un contesto tutt’altro che facile per l’innalzamento dei costi delle materie prime come luce, gas e gasolio, nel 2022 ha saputo contenere le spese e raggiungere un risultato positivo”.</p>
<p>Durante l’assemblea dei soci è intervenuto <strong>Alessandro Ceschi,</strong> direttore generale della Federazione Trentina della Cooperazione. “La vostra fusione concretizzata dieci anni fa e con i numeri che registrate oggi dimostra come riuscire a costruire sinergie forti tra le cooperative, costruire soggetti con spalle più robuste, permette di affrontare delle sfide che, individualmente, non sarebbe possibile affrontare. L’esempio di Ecoopera dovrebbe rappresentare un modello all’interno della Cooperazione Trentina per valorizzare lo spirito di collaborazione perché, insieme, si può fare di più e si può fare meglio”.</p>
<p>Presente all’assemblea <strong>Germano Preghenella</strong>, vicepresidente della Federazione Trentina della Cooperazione per il settore lavoro-servizi e presidente di Cla – Consorzio Lavoro Ambiente.</p>
<p><strong>Il libro. “Ecoopera. Sguardi d’insieme”</strong></p>
<p>Dieci anni di Ecoopera. Dieci anni di una esperienza e di una realtà cooperativa raccontati nelle pagine di un libro destinato a diventare preziosa memoria storica. “La pubblicazione – aggiunge Cescato – non vuole assolutamente essere una autocelebrazione del percorso compiuto nei dieci anni della sua giovane storia da Ecoopera, frutto dell’unificazione di tre realtà cooperative, (Lavoro&amp;Servizi Valsugana, Cet-Cooperativa Ecologica Trentina e La Cicogna Servizi) che, nel 2013, scelsero di collocare sotto uno stesso tetto professionalità ed esperienze differenti ma destinate a integrarsi in maniera mirabile come è stato dimostrato nei primi dieci anni. Il libro, edizioni ViTrend, è stato realizzato in collaborazione con Fondazione don Lorenzo Guetti, con cooperativa Scripta e fa parte della collana <em>Storie di Imprese Civili</em>. Autore o narratore di impresa come è stato definito per questa iniziativa editoriale è <strong>Andrea Bettini</strong>”.</p>
<p>Tredici sguardi affidati al racconto di altrettanti protagonisti di questi primi dieci anni: <strong>Renzo Cescato, Osvaldo Carbonari, Tiziana Tasin, Fausto Zeni, Lucio Rigotti, Pamela Gurlini, Matteo Zanella, Roberto Colombo, Luca Laffi, Angiola Brida, Nicola Vanin, Gianni Sandri e Pietro D’Andrea</strong>”.</p>
<p>Nell’occasione del primo decennale è stato prodotto anche un video. Qui, accanto ai tredici protagonisti del libro, sono stati intervistati anche <strong>Daniela Tomasi</strong> e <strong>Massimo Minati</strong>.</p>
<p>“La creazione di Ecoopera è stata importante – ha evidenziato <strong>Diego Schelfi</strong>, presidente della Federazione Trentina della Cooperazione nel 2013 quando venne creata Ecoopera – perché ha dato valore alle cooperative di lavoro e ha permesso loro di diventare adulte e acquisire quella giusta posizione anche nella società economica”.</p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">ddfe8579-4f4f-47f9-a521-68110ce3978c</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/raccontare-il-trentino-del-vino</link><title>Raccontare il Trentino del Vino</title><description>L’idea di un libro che raccontasse il Trentino del vino è nata durante il percorso di formazione EnoturLAB avviato in Piana Rotaliana Königsberg, nel 2019, in collaborazione con Trentino School of Management e con il sostegno di Trentino Marketing.</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/fk2dqqwf/presentazionelibro.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/raccontare-il-trentino-del-vino" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1890</width><height>1063</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[L’obiettivo del progetto era “aprire” le aziende vitivinicole del territorio al turista affinché potesse conoscere l’enorme potenziale della zona e vivere un'esperienza unica. Per riuscire però a trasmettere tutta la ricchezza che la narrazione del vino porta con sé, era necessario raccoglierla in un testo di riferimento, da utilizzare come spunto per le visite e le esperienze in cantina. Si è reso dunque indispensabile unire le forze con il Consorzio Vini del Trentino, utilizzando un approccio multi e interdisciplinare che potesse far dialogare contenuti di carattere storico, archeologico ed etnografico con quelli più tecnici, riferiti alla geologia dei terreni, al clima e ai vitigni. Il tutto doveva essere fatto in modo divulgativo e con un linguaggio piacevole e accattivante.<br />
<p class=" text-justify">Da questo sforzo congiunto è nato il libro "Raccontare il Trentino del Vino" presentato oggi a Trento presso la sede del Consorzio di Tutela Vini del Trentino e alla presenza dell'assessore provinciale al turismo Roberto Failoni. </p>
<p class=" text-justify">“Grazie all’impegno di tutti e lavorando a 360 gradi, sull’intera filiera, negli ultimi anni – ha detto l’assessore Failoni - è cresciuta la consapevolezza di quanto sia importante valorizzare il rapporto fra il turismo e i nostri prodotti di eccellenza, come il vino. L’enoturismo, del resto, è un settore in forte crescita e noi dobbiamo saper cogliere le opportunità offerte dal mercato, coinvolgendo tutti gli operatori che lavorano sul territorio. Questo libro, per cui ringrazio gli autori e gli enti che ne hanno promosso il progetto, – ha aggiunto – può dunque diventare una sorta di “bibbia” per i vari attori della filiera del vino, da coloro che lo producono a coloro che lo commercializzano, fino a quanti, come albergatori, ristoratori o baristi lo servono ai clienti”.</p>
<p class=" text-justify">La pubblicazione è opera di tre autori che hanno cercato di affrontare la tematica da tre punti di vista differenti: il professore, Attilio Scienza, il giornalista, Nereo Pederzolli e l’archeologa Rosa Roncador.</p>
<p class=" text-justify">Tre personalità importanti, che con le loro competenze storiche, tecniche e divulgative, hanno unito in questo volume le loro forze, dando vita a un libro che potrà interessare non solo ai vignaioli, ai produttori e a coloro che si occupano della commercializzazione e della divulgazione del vino, ma anche ai tanti consumatori o, come si dice oggi, wine lovers, ovvero coloro che vogliono sapere cosa stanno bevendo. Come scrive il professor Danilo Gasparini nella prefazione “il libro ci conduce per mano, attraverso i secoli, condensando migliaia di anni in un bicchiere”.</p>
<p class=" text-justify">È quello che hanno fatto gli autori, ripercorrendo i secoli fino alla contemporaneità, per poi passare al racconto del “terroir” inteso come insieme di elementi naturali e antropici: non solo strutture realizzate, ma anche competenze e conoscenze che caratterizzano un luogo e che lo rendono unico. Non poteva mancare l’approfondimento dedicato al clima “una variabile che ha dettato e detterà i ritmi dello sviluppo e che preoccupa per il futuro”. Nel corso dei secoli l’uomo e la vite hanno saputo affrontare anche congiunture sfavorevoli, come le piccole glaciazioni. Un messaggio di speranza di fronte alla grave crisi climatica dei nostri giorni.</p>
<p class=" text-justify">Non poteva mancare, all’interno della pubblicazione, una dettagliata ed esaustiva ampelografia trentina comprensiva delle novità legate ai vitigni resistenti e in conclusione sono state ricordate alcune delle numerosissime storie di quei trentini, ma non solo, che per necessità hanno dovuto lasciare le loro terre portando con sé e diffondendo i saperi legati alla coltivazione della vite.</p>
<p class=" text-justify">Un libro di cultura del vino, non certo un trattato di enologia, che racconta tutto quello che c'è attorno al vino che da alimento è diventato servizio, un vero e proprio vettore di cultura.</p>
<p class=" text-justify">“Questo libro – dicono gli autori – è stato un viaggio anche per noi che abbiamo potuto navigare tra queste pagine discutendo, raccontando e potendo godere reciprocamente delle conoscenze e dei punti di vista degli altri. Sono stati giorni che rimarranno nella nostra memoria e speriamo di essere riusciti – un professore, un giornalista e un’archeologa – a restituire un quadro il più possibile completo (e speriamo gradevole) della bellezza del territorio viticolo trentino e delle verità che i suoi suoli spesso celano”.</p>
<p class=" text-justify">Alla presentazione sono intervenuti il presidente del Consorzio di Tutela Vini del Trentino, Pietro Patton, l'amministratore delegato di Tsm-Trentino School of Management, Delio Picciani e la presidente del Consorzio Turistico Piana Rotaliana Königsberg, Daniela Finardi.<br />Fonte: Ufficio Stampa Provincia Autonoma di Trento</p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">405320b1-51a1-4f75-8a48-50a06369d93e</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/marcello-farina-ci-accompagna-alla-ri-scoperta-di-don-lorenzo-guetti</link><title>Marcello Farina ci accompagna  alla (ri)scoperta di don Lorenzo Guetti</title><description><![CDATA[<p>La vita di uno dei personaggi più generativi della storia del Trentino, don Lorenzo Guetti, è stata riscritta da don Marcello Farina grazie a nuovi documenti scoperti recentemente dalla Fondazione a lui dedicata. La presentazione del libro nel tardo pomeriggio di oggi al Teatro di Larido.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/5hogrguj/copertina-libro.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/marcello-farina-ci-accompagna-alla-ri-scoperta-di-don-lorenzo-guetti" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1200</width><height>675</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Nuovi documenti, emersi dall’instancabile opera di ricerca e ricostruzione della Fondazione don Guetti, hanno convinto don <strong>Marcello Farina</strong> a riprendere in mano e aggiornare con contributi inediti il suo libro dedicato al fondatore della Cooperazione Trentina. Il risultato è un’opera che mette luce su tutta l’attività di don Lorenzo Guetti, la sua ricerca, gli ideali donati all’emancipazione della sua gente, in una vicenda che ha del prodigioso e che ha segnato profondamente la storia dell’economia e della società trentina.</p>
<p>Il libro «E per un uomo la terra. Lorenzo Guetti, curato di montagna» è stato presentato nel tardo pomeriggio di oggi al Teatro di Larido all’interno del ricco programma di iniziative dedicato alla celebrazione del decennale della Fondazione don Guetti, con un incontro-dibattito coordinato dal direttore di Vita Trentina <strong>Diego Andreatta</strong>.</p>
<p>«Questo testo è un riferimento per chi voglia accostarsi alla biografia del fondatore della Cooperazione Trentina – ha commentato <strong>Alberto Ianes</strong>, storico dell’economia e dell’impresa presso il Museo storico del Trentino e docente presso l’Università di Trento –, ma soprattutto è utile per capire la sua straordinaria opera. Egli ha saputo dare "la parola e la voce ai più poveri", sostituendo il concetto di rassegnazione con quello di giustizia sociale. La lezione più importante che ci possiamo portar via dalla biografia di don Lorenzo Guetti raccontata dalla penna di don Marcello Farina, suo conterraneo, è quel "desiderio di cose nuove". Che potremmo tradurre con il concetto di innovazione, per rinnovare la cooperazione di oggi e necessariamente di domani».</p>
<p>Nelle pagine di questo libro si trova la “biografia di una delle più importanti figure del nostro Trentino in un momento di particolare significato per i problemi del Trentino dell’epoca – ha spiegato <strong>don Farina</strong> - e per l’entusiasmo con cui, don Guetti, si è dedicato per trovare le strade per una rinascita del territorio”.</p>
<p>Tre sono stati i principali ambiti della ricerca e dell’instancabile lavoro di don Guetti: lo studio dell’emigrazione, di cui è stato in assoluto un precursore; il credito agrario, con il suo impegno per la fondazione delle Casse di Prestito in cui coinvolse l’intera comunità, prendendo spunto dall’esempio del giovane sindaco tedesco Friedrich Wilhelm Raiffeisen; l’autonomia del Tirolo italiano, giungendo ad essere uno dei più autorevoli pensatori e promotori dell’autogoverno del proprio paese come responsabilità di ciascuno. Un uomo gigantesco, che ha realizzato una rivoluzione partendo da un territorio piccolo e periferico, di cui ha saputo interpretare e coltivare le potenzialità. Un’eredità sempre attuale e quindi sempre da riscoprire.</p>
<p>Alla presentazione del libro ha partecipato <strong>Roberto Simoni</strong>, presidente della Federazione Trentina della Cooperazione. “A don Marcello Farina dobbiamo tantissimo - ha osservato - Nei suoi libri scopriamo sempre nuovi particolari, nuovi dettagli della vita di don Guetti che arricchiscono quel patrimonio culturale e di conoscenza delle radici del movimento cooperativo”.</p>
<p>Presenti anche <strong>Mario Tonina</strong>, vicepresidente della Giunta Provinciale di Trento e assessore provinciale alla cooperazione e <strong>Flavio Riccadonna</strong>, sindaco di Bleggio Superiore.</p>
<p>Fondazione don Lorenzo Guetti, guidata dal presidente <strong>Fabio Berasi</strong> e dal direttore <strong>Michele Dorigatti</strong>, è stata costituita nel 2012, Anno Internazionale delle Cooperative, per iniziativa della Provincia Autonoma di Trento, della Federazione Trentina della Cooperazione, dei Comuni delle Giudicarie Esteriori e della Comunità di Valle delle Giudicarie.</p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">ac76f4e1-4e33-4747-879f-9da12fbda9dd</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/431-pagine-per-conoscere-il-suolo-e-gestire-al-meglio-i-vigneti</link><title>431 pagine per conoscere il suolo e gestire al meglio i vigneti</title><description><![CDATA[E' una imponente indagine, durata dieci anni, che raccoglie il prezioso lavoro di geologi, pedologi, agronomi e tecnici della filiera vitienologica trentina che restituisce la prima fotografia completa e approfondita sui suoli dei vigneti trentini. Perché solo dalla conoscenza della risorsa suolo è possibile puntare al miglioramento delle performance produttive e qualitative dei vigneti.<strong><br /></strong>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/dusldlff/librofem.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/431-pagine-per-conoscere-il-suolo-e-gestire-al-meglio-i-vigneti" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1024</width><height>680</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[Una ricerca di alto spessore tecnico-scientifico, confluita nella pubblicazione "I suoli dei vigneti trentini, dalla zonazione agli strumenti di gestione", presentata ufficialmente ieri da Fondazione Edmund Mach e CAVIT. La ricerca, contenuta in 431 pagine, è stata svolta nell’ambito del progetto PICA (2011-2014) finanziato da CAVIT, con il contributo della PAT-APIAE (L.P. 6/99) e proseguita con successivi studi e approfondimenti.<br />Alla presentazione sono intervenuti i presidenti di FEM e CAVIT, Mirco Maria Franco Cattani e Lorenzo Libera, i curatori della pubblicazione Duilio Porro e Giacomo Sartori accanto ad Andrea Faustini di CAVIT ed è stata moderata dalla giornalista dell'Informatore Agrario, Emiliana Carotenuto.<br />1.577 trivellate, 364 profili pedologici studiati, 1.110 campioni di suolo raccolti e analizzati, che sommati a quelli già presenti in banca dati e armonizzati ammontano ad un totale di 3.094 trivellate, 636 profili, 2.096 orizzonti e relativi campioni di suolo analizzati, e 5.101 campioni fogliari esaminati provenienti da 1.175 siti differenti: sono alcuni dei numeri che rappresentano lo studio. Per il quale è arrivato il plauso del Presidente FEM, <strong>Mirco Maria Franco Cattani</strong>. "Con grande sensibilità scientifica e intuito - ha evidenziato - CAVIT ha promosso questa iniziativa scientifica dedicata alla conoscenza dei suoli e culminata nella interessante e articolata pubblicazione che viene presentata oggi. Il libro si sposa con quella visione di sistema che caratterizza il Trentino, sempre auspicata e fortemente necessaria per dare valore al territorio e, in questo caso specifico, per dare impulso ad una agricoltura innovativa e sostenibile".<br />Il volume contiene una preziosa "banca" di dati pedolologici e agronomici che rappresenta uno strumento utile ai viticoltori, i primi responsabili della conservazione dei suoli, per scegliere gli interventi da realizzare sul suolo durante la coltivazione e gestione del vigneto, in primis la disponibilità di acqua e di nutrienti. "Grazie agli studi del progetto Pica, CAVIT favorisce da anni lo sviluppo sostenibile del nostro territorio, dal punto di vista ambientale, sociale ed economico. Il volume presentato oggi rappresenta un progetto editoriale e divulgativo che, grazie anche alla collaborazione con Fondazione Mach, fornisce preziose informazioni per una gestione viticola evoluta” ha concluso il Presidente di Cavit, <strong>Lorenzo Libera.</strong><br />Corredato da un consistente apparato iconografico, con mappe e immagini, il libro fotografa i suoli dei vigneti trentini individuando 151 unità tipologiche di suolo con le loro caratteristiche pedologiche ed agronomiche in termini idrologici e nutrizionali, fornendo anche indicazioni relative alle potenzialità di vigore delle viti.<br />Lo studio è stato sviluppato in varie fasi, a partire dalla fotointerpretazione e dalla risultante carta dei pedopaesaggi, dai rilievi di campagna per l’individuazione delle unità tipologiche di suolo fino alle analisi di laboratorio su suolo e foglie, recuperando anche una serie di analisi storiche fin dagli anni Novanta, alle analisi climatiche e agli studi sul bilancio idrico della coltura.<br /><br />Per visualizzare la pubblicazione<br /><a href="https://www.fmach.it/Servizi-Generali/Editoria">https://www.fmach.it/Servizi-Generali/Editoria </a><br /><br />Fonte: Ufficio Stampa Fem]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">42fde744-7bfa-48e5-b4f0-d5a965f97a9b</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/cavit-presente-il-volume-i-suoli-dei-vigneti-trentini</link><title>Cavit presente il volume "I suoli dei vigneti trentini"</title><description>Il consorzio trentino, pioniere di innovazione con il progetto PICA, porta per la prima volta su carta parte del patrimonio di dati della sua piattaforma digitale per condividere l’approccio scientifico alla base della sua viticoltura all’avanguardia</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/412hhszv/cover-libro-cavit-1-.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/cavit-presente-il-volume-i-suoli-dei-vigneti-trentini" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1467</width><height>1383</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Cavit presenta “I suoli dei vigneti trentini”: un volume inedito che rappresenta un tassello importante del percorso di sostenibilità sul quale il Consorzio trentino è impegnato da anni.</p>
<p>Frutto di un intenso lavoro di squadra tra Cavit, la Fondazione Edmund Mach e un team di esperti, il nuovo libro, si pone l’obiettivo di offrire alla filiera produttiva uno spaccato tecnico approfondito delle diverse caratteristiche zonali di questo territorio ad alta vocazione vitivinicola: informazioni fondamentali per definire le buone pratiche di gestione dei vigneti.</p>
<p>Con 11 cantine sociali del territorio, collegate ad oltre 5250 viticoltori della provincia, Cavit coltiva il 60% della superficie vitata del Trentino secondo l’approccio della viticoltura di precisione che orienta da 12 anni le strategie del consorzio, pioniere di innovazione con il progetto PICA.</p>
<p>Lanciato nel 2010 e in continua evoluzione, PICA rappresenta oggi la più avanzata piattaforma tecnologica in Italia per l’implementazione di una viticoltura intelligente ed eco-sostenibile. In questo innovativo portale sono riuniti e monitorati i diversi suoli che compongono il territorio trentino, fino al dettaglio dei singoli appezzamenti: un archivio di informazioni preziose e in continuo aggiornamento che consente da anni una regia dei vigneti consapevole e informata.</p>
<p>Ed è proprio nell’ambito di questo ambizioso progetto che si colloca il volume di Cavit e Fondazione Mach “I suoli dei vigneti trentini”, che illustra, per la prima volta su carta, parte del bagaglio di conoscenze che rappresentano il frutto di anni di lavoro e di analisi dei suoli trentini condotte per alimentare PICA.</p>
<p>Il volume, realizzato a cura di Giacomo Sartori e Duilio Porro coordinati da Andrea Faustini e Erica Candioli, descrive le caratteristiche delle diverse tipologie di suoli che compongono il territorio trentino, mappando le diverse zone e studiando le connessioni tra terreni, piante, clima e altitudini.</p>
<p>Questo tipo di analisi consente di orientare strategicamente le scelte di produzione, come ad esempio la definizione delle tipologie di vitigni più indicate in funzione di variabili quali le caratteristiche pedologiche dei diversi terreni, la capacità dei suoli di trattenere acqua, l’esposizione solare, il clima più o meno ventilato, l’altitudine e le pendenze. “Siamo molto orgogliosi di questo grande lavoro che ci permette di rendere accessibile alla nostra filiera allargata parte dell’importante know-how che abbiamo sin qui raccolto attraverso PICA”, commenta Andrea Faustini, Enologo e Responsabile Scientifico del Team Agronomico Cavit e coordinatore del progetto. “Il ricco volume, di ben 406 pagine, offre una banca dati molto articolata avvalendosi di parametri geologici e geomorfologici per una lettura capillare del territorio trentino, con ben 178 tipologie di suolo raggruppate in 10 gruppi funzionali in base a caratteristiche morfologiche similari”.</p>
<p>“Da anni Cavit, grazie agli strumenti e agli studi del progetto Pica, favorisce lo sviluppo sostenibile del nostro territorio, secondo una prospettiva ambientale, sociale ed economica rispettosa delle comunità e del patrimonio paesaggistico” - conclude Enrico Zanoni – Direttore Generale Cavit. ”In tale contesto si inserisce questo progetto editoriale e divulgativo che, grazie anche alla collaborazione con Fondazione Mach fornisce dati scientifici e informazioni preziose per una corretta gestione agriviticola”.</p>
<p><strong>A proposito di Cavit</strong></p>
<p>Nome di punta del comparto vitivinicolo italiano, Cavit è una realtà esemplare di Consorzio di secondo grado. Situata nel cuore del Trentino, a Ravina di Trento, Cavit riunisce undici cantine sociali trentine, collegate ad oltre 5.250 viticoltori distribuiti su tutto il territorio, dalle quali riceve e seleziona le materie prime prodotte, controllando ogni fase, dalla raccolta, fino alla commercializzazione. Con un’area vitata pari a oltre il 60% dell’intera superficie vitata trentina, Cavit è un esempio unico in Italia di know-how delle più avanzate tecniche di viticoltura e di ricerca enologica di avanguardia. Cavit firma un’ampia gamma di vini e spumanti ai quali assicura uno sviluppo commerciale e promozionale nei canali della Grande Distribuzione e del settore Horeca in tutto il mondo. Con un fatturato consolidato di 271 milioni di euro nell’esercizio 2020-2021, il Gruppo Cavit si posiziona tra i principali protagonisti del settore in Italia ed eccelle sui mercati internazionali con una quota export che rappresenta il 75% dell’intera produzione.</p>
<p>Negli Stati Uniti, in particolare, Cavit è il marchio di vino italiano più diffuso. Per ulteriori informazioni: www.cavit.it</p>
<p>Fonte: Ufficio Stampa Cavit</p>]]></encoded></item></channel></rss>