<rss version="2.0"><channel xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"><title>News</title><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/rss/news?categoria=latte</link><description>Notizie, storie e interviste per raccontare il movimento cooperativo e per approfondire i temi che coinvolgono il nostro mondo.</description><lastBuildDate>Thu, 16 Apr 2026 16:36:31 +0200</lastBuildDate><atom:link href="https://www.cooperazionetrentina.it/it/rss/news" rel="self"><type>application/rss+xml</type></atom:link><item><guid isPermaLink="false">f23772f2-0d7c-41b1-b07f-5967195bfa52</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/settore-lattiero-caseario-cooperativo-trentino-una-strategia-per-il-futuro-della-filiera</link><title>Settore lattiero-caseario cooperativo trentino: una strategia per il futuro della filiera</title><description>Presentato uno studio dettagliato sullo stato della zootecnia trentina e sulla filiera del latte, con proposte per rilanciare il settore. Obiettivo: valorizzare i prodotti, migliorare le vendite e rafforzare la sostenibilità di questo fondamentale comparto.</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/4v1d5sgx/al-via-uno-studio-di-fattibilita-coordinato-da-alleanza-cooperative-per-trasformazioni-alternative-latte.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/settore-lattiero-caseario-cooperativo-trentino-una-strategia-per-il-futuro-della-filiera" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1500</width><height>1000</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<div data-ogsc="rgb(23, 78, 134)">Si sono tenuti venerdì 27 dicembre i consigli di amministrazione di CONCAST, Latte Trento e Federazione Provinciale Allevatori. In questa occasione è stata presentata l’<strong>analisi del nostro settore lattiero caseario </strong><strong>cooperativo</strong> commissionata da Federazione Trentina della Cooperazione e CONCAST alla società di consulenza Gabrielli &amp; Partners.<br /><br /></div>
<div data-ogsc="rgb(0, 0, 0)">Si è trattato di un primo importante passo per <strong>condividere innanzitutto dati oggettivi, per comparare la situazione trentina con i principali riferimenti di mercato, per comprendere punti di forza e ambiti di miglioramento</strong> per un settore che deve ritrovare unità di intenti per rilanciare la propria competitività. Obiettivi comuni: aumentare la remunerazione a favore delle aziende agricole, ottimizzare i processi produttivi assicurando massima sicurezza sanitaria, migliorare il ciclo finanziario per assicurare pagamenti più tempestivi.<br /><br /></div>
<div data-ogsc="rgb(0, 0, 0)">Dopo questa prima presentazione i Consigli di Amministrazione di CONCAST e Latte Trento, insieme ai Caseifici che vorranno approfondire il contenuto del lavoro, saranno chiamati a fornire spunti e riflessioni utili a perfezionare, correggere, integrare lo studio per sviluppare, in modo condiviso, un piano industriale finalizzato a tradurre in azioni puntuali le proposte individuate nel documento presentato oggi.</div>
<div data-ogsc="rgb(0, 0, 0)">“<em>La situazione attuale </em>- ha sottolineato <strong>Roberto Simoni</strong>, presidente della Federazione Trentina della Cooperazione - <em>richiede un cambio di prospettiva.</em> <em>I dati raccolti ci suggeriscono una strada da percorrere per valorizzare un mondo fatto di persone che lavorano con dedizione quotidiana. Questo studio vuole offrire strumenti concreti per migliorare il settore, creando le condizioni per remunerare in modo corretto il lavoro di centinaia di allevatori che contribuiscono in maniera determinante a mantenere viva la nostra montagna e curato il paesaggio</em>”.<br /><br /></div>
<div data-ogsc="rgb(0, 0, 0)"><em>“Abbiamo seguito con grande attenzione l’illustrazione dello studio da parte della Federazione e dei consulenti incaricati</em> - ha affermato il presidente di CONCAST <strong>Stefano Albasini</strong> - <em>e condiviso l’importanza di lavorare insieme per migliorare la remunerazione a favore delle aziende agricole. Gli stimoli forniti sono stati numerosi, riferiti sia alla valorizzazione dei prodotti della nostra filiera che alla riorganizzazione e razionalizzazione dei processi produttivi. Centrale risulterà la volontà dei nostri soci di credere in questo progetto, accettando una visione realmente unitaria”.<br /><br /></em></div>
<div data-ogsc="rgb(0, 0, 0)">È stato presentato lo studio anche nel cda di Latte Trento che, attraverso la recente lettera di recesso dal consorzio, ha stimolato la necessità di dare vita a questo approfondimento. <em>“La presentazione, utile per affrontare una situazione di difficoltà da noi più volte segnalata </em>– ha dichiarato <strong>Renato Costa</strong>, presidente di Latte Trento <em>–, ci ha permesso di sottolineare alcuni aspetti che a nostro giudizio possono essere ulteriormente approfonditi.</em> <em>Per questo abbiamo fissato un ulteriore momento di lavoro con i consulenti dedicati. In particolare, la volontà è di lavorare su alcuni aspetti che riguardano i costi di produzione che oggi gravano sul liquidato ai soci e che, a nostro giudizio, possono essere razionalizzati. L’impegno è quello di ritrovarsi tra qualche settimana per verificare il progetto definitivo, a valle del confronto con tutti i soci del consorzio”.<br /><br /></em></div>
<div data-ogsc="rgb(0, 0, 0)">A chiudere la giornata, l’incontro con il consiglio di amministrazione della Federazione Provinciale  Allevatori, con l’intervento del presidente <strong>Giacomo Broch</strong>:<em> “Questo progetto, che condivido nelle sue linee principali, offre una chiara e sfidante visione del futuro e necessita ora di una piena condivisione da parte di tutti i soggetti coinvolti. Tra i dati presentati colpisce il tema del rinnovo delle stalle che, in molti casi, non hanno subito alcun intervento negli ultimi 24 anni. Serve un forte coinvolgimento della politica provinciale su questo settore: dove una stalla chiude, quasi certamente, non riaprirà più”.<br /><br /></em></div>
<div data-ogsc="rgb(0, 0, 0)"><strong>Lo stato attuale e i trend emergenti</strong></div>
<div data-ogsc="rgb(0, 0, 0)">In collaborazione con la Federazione Provinciale Allevatori sono stati raccolti importanti dati sullo stato attuale dell’allevamento trentino, caratterizzato da una <strong>predominanza di piccole aziende</strong> con una media di 31 capi per stalla, riflettendo una frammentazione che è ad un tempo opportunità per preservare identità e distintività territoriale ma anche grande sfida per assicurare sostenibilità economica.</div>
<div data-ogsc="rgb(0, 0, 0)">Quasi la metà delle stalle non è stata ristrutturata da oltre 24 anni, evidenziando la necessità di investire in infrastrutture più moderne e funzionali per garantire produttività a lungo termine. Il 21% degli allevatori ha meno di 32 anni e la maggioranza dei soci (64%) è concentrata in un’età che va dai 33 ai 62 anni. <strong>Si prevede che la quasi totalità delle aziende porterà avanti l’attività per almeno altri cinque anni</strong>. Questa proiezione nei numeri offre una base sufficientemente solida, ma evidenzia contemporaneamente il bisogno di attrarre nuove generazioni e di investire in formazione.<br /><br /></div>
<div data-ogsc="rgb(0, 0, 0)"><strong>Obiettivi e strategie per il rilancio</strong></div>
<div data-ogsc="rgb(0, 0, 0)">Il mandato affidato alla società di consulenza è stato quindi quello di individuare azioni in grado di <strong>aumentare la liquidazione a favore degli allevatori, </strong>garantendo una maggiore remunerazione per ogni litro di latte conferito.</div>
<div data-ogsc="rgb(0, 0, 0)">Per raggiungere questo obiettivo, il piano prevede interventi precisi, tra cui:</div>
<ul>
<li data-ogsc="rgb(0, 0, 0)"><strong>rafforzamento del ruolo del Consorzio e del vincolo di appartenenza ad esso da parte dei soci: </strong>CONCAST sarà chiamato a garantire liquidazioni adeguate e pagamenti tempestivi ma nel contempo dovrà poter contare su quantitativi certi di materia prima da lavorare.</li>
<li data-ogsc="rgb(0, 0, 0)"><strong>Riassetto organizzativo del Consorzio</strong>, attraverso la costituzione di una società ad hoc per assorbire la componente “servizi” ed il rafforzamento delle funzioni connesse al marketing.</li>
<li data-ogsc="rgb(0, 0, 0)"><strong>Massima attenzione alla qualità e alla sicurezza alimentare</strong>: protocolli rigorosi dovranno essere rispettati da tutti i soci.</li>
<li data-ogsc="rgb(0, 0, 0)"><strong>Investimento sulla “percezione di valore” dei prodotti della filiera sui mercati</strong>, attraverso un posizionamento come prodotti <em>premium</em>, sfruttando la qualità intrinseca e l’autenticità legata al territorio.</li>
<li data-ogsc="rgb(0, 0, 0)"><strong>Ottimizzazione della gamma di prodotti</strong>: rivedere la varietà di referenze per concentrarsi su quelle realmente richieste dal mercato, rafforzando l’identità del prodotto.</li>
<li data-ogsc="rgb(0, 0, 0)"><strong>Specializzazione produttiva</strong>: i caseifici saranno orientati a produrre specifiche categorie di prodotti, massimizzando l’efficienza e garantendo una qualità costante.</li>
<li data-ogsc="rgb(0, 0, 0)"><strong>Miglioramento della comunicazione</strong>: si dovrà investire in campagne promozionali che sottolineino l’unicità e la qualità dei prodotti trentini, puntando su valori come tradizione, sostenibilità e benessere animale.</li>
<li data-ogsc="rgb(0, 0, 0)"><strong>Valorizzazione del brand Trentino quale vettore per i prodotti della filiera, </strong>intensificando la collaborazione con Trentino Marketing e <strong>valorizzando le possibili sinergie</strong> con i grandi player della cooperazione agricola del nostro territorio.</li>
<li data-ogsc="rgb(0, 0, 0)"><strong>Presenza nei canali Horeca e retail</strong>: ampliare la distribuzione nei settori della ristorazione e della vendita al dettaglio, per raggiungere nuovi consumatori e aumentare il riconoscimento del brand; <strong>valorizzare il mercato dato dai circa 5 milioni di turisti </strong>che ogni anno visitano il Trentino.</li>
<li data-ogsc="rgb(0, 0, 0)">Ove possibile, <strong>valorizzazione dei Soci di CONCAST quali canali di vendita diretta sul territorio</strong>, grazie alla conoscenza diretta di operatori e clientela.</li>
</ul>
<div data-ogsc="rgb(0, 0, 0)"><em>“Ritrovare unità e rilanciare il valore del comparto: questo l’obiettivo che insieme vogliamo perseguire -</em> ha dichiarato al termine degli incontri<strong> Roberto Simoni</strong> -, <em>attendiamo ora il ritorno da parte dei nostri interlocutori rispetto a quanto presentato, pronti a raccogliere ogni stimolo utile per migliorare il documento rendendolo pienamente condiviso”.</em></div>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Alessandro Girardi</author></item><item><guid isPermaLink="false">a98bec1b-f4fe-415c-a382-38a0728a2ccf</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/latte-ai-soci-delle-cooperative-remunerazione-del-30-in-piu</link><title>Latte, ai soci delle cooperative remunerazione del 30% in più</title><description>Essere soci di una cooperativa ha un vantaggio economico. Lo dicono i numeri: se un allevatore conferisce il proprio latte in cooperativa, il prezzo di  remunerazione della materia prima si mantiene stabilmente superiore a quello di mercato, con un differenziale positivo del 16% rispetto al prezzo del latte in Lombardia, mentre in alcune aree di montagna si arriva addirittura a un prezzo più alto del 30%.</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/54idtozy/convegno-20novembre.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/latte-ai-soci-delle-cooperative-remunerazione-del-30-in-piu" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>3734</width><height>2489</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>È questo uno dei principali numeri emersi da uno studio Nomisma sul valore economico del sistema cooperativo che è stato presentato oggi a Milano al Primo summit della cooperazione lattiero-casearia organizzato da Alleanza Cooperative Agroalimentari dal titolo “<em>Latte italiano: la forza della cooperazione</em>”.</p>
<p><strong>Il valore dell’essere cooperativi</strong>. Il patto mutualistico tra i soci e la cooperativa, che si fonda su garanzia del conferimento e remunerazione del latte a prezzi più alti di quelli del mercato, fornisce una prospettiva di lungo periodo alle imprese cooperative: resilienza del sistema e longevità del rapporto tra soci e cooperativa sono gli altri due elementi di distintività del modello cooperativo. La vita media delle cooperative è di circa 60 anni, più del doppio di quella delle società di capitali (27).  </p>
<p><strong>Sette cooperative nella top 20 del settore lattiero caseario</strong>. L’analisi di Nomisma ha fotografato anche il ruolo cruciale che la cooperazione riveste per la tenuta e lo sviluppo dell’intero comparto lattiero-nazionale: con 17mila stalle, 540 imprese di trasformazione e più di 13mila lavoratori, la cooperazione rappresenta oltre il 65% del latte raccolto in Italia e il 70% della produzione dei principali formaggi DOP. Non solo. Nella classifica delle prime 20 imprese del settore lattiero-caseario, 7 sono cooperative o appartengono a gruppi cooperativi. Il 63% del giro d’affari cooperativo lattiero-caseario è sviluppato dalle 25 imprese più dimensionate. Le performance economiche hanno registrato una crescita costante nell’ultimi decennio: nel periodo 2013-2022 le cooperative lattiero casearie hanno consolidato un incremento del fatturato del +52% e la crescita è stata accompagnata da un robusto consolidamento delle dimensioni, in virtù sia di processi di crescita che di fusioni fra cooperative.</p>
<p><strong>Crescita e mercato vanno di pari passo</strong>. La crescita dimensionale è stata accompagnata da un sempre maggiore orientamento al mercato, e in particolare al più dinamico mercato estero: l’export delle prime 28 cooperative italiane vale da solo 1,2 miliardi di euro, pari al 23% del totale nazionale). Le cooperative, inoltre, non promuovono soltanto la sostenibilità economica, ma rafforzano anche il tessuto socio-produttivo dei territori coinvolti. È costante inoltre nel sistema cooperativo l’attenzione alle esigenze ed alla tutela dei soci di piccole dimensioni o localizzate in aree svantaggiate. Un approccio inclusivo e attento che contribuisce a promuovere una filiera lattiero-casearia più equa e sostenibile anche dal punto di vista sociale.</p>
<p><strong>Ocm per investire nel futuro.</strong> Se il futuro della cooperazione lattiero-casearia dipende dalla prosecuzione del processo di consolidamento e crescita, un’altra sfida cruciale è quella della transizione ecologica e digitale, che vede già molte cooperative in prima linea, con investimenti in tecnologie e digitalizzazione per adeguarsi a sempre più alti standard ambientali e di benessere animale.</p>
<p>Per sostanziare tale processo di crescita, le tre centrali cooperative riunite in Alleanza delle Cooperative Italiane (Fedagripesca Confcooperative, Legacoop Agroalimentare e Agci-Agrital), hanno avanzato una proposta di sviluppo organico del settore attraverso l’attivazione di una OCM (Organizzazione comune di mercato) per il settore latte. Una richiesta politica compatta che la cooperazione ha formulato oggi a Milano al Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida e agli europarlamentari presenti.</p>
<p>Le argomentazioni a sostegno della richiesta sono state supportate da alcune proiezioni emerse da due studi realizzati dall’Università Cattolica del Sacro Cuore e dalla Fondazione CRPA. “La proposta del sistema cooperativo lattiero-caseario – ha spiegato a nome di Alleanza cooperative il Presidente del Settore lattiero-caseario di Confcooperative Fedagri <strong>Giovanni Guarneri</strong> - non è quella di ottenere ulteriori risorse, bensì di razionalizzare l’allocazione delle risorse PAC in modo da attivare degli strumenti che consentano un approccio più mirato a migliorare la competitività del settore lattiero-caseario e a consentire al settore un adattamento al mutato contesto ambientale, economico e dei consumi”.</p>
<p>Come è emerso nella relazione della CRPA, a differenza di altre tipologie di sostegni finanziari previsti dalla Pac come quelli calcolati sul numero di capi, gli interventi settoriali concedono contributi sulla base di progetti specifici presentati dalle OP/AOP per affrontare specifici temi. “Con l’istituzione di una OCM anche per il settore latte – ha dichiarato il Presidente di Legacoop Agroalimentare <strong>Cristian Maretti</strong> – le imprese avranno la possibilità di fare investimenti strutturali necessari per consentire al settore di introdurre innovazioni che garantiscano anche una crescita del livello di sostenibilità della filiera lattiero-casearia”.</p>
<p>Secondo il Presidente di Agci-Agrital <strong>Giampaolo Buonfiglio</strong>, “attraverso l’OCM latte è possibile garantire quel livello di aggregazione indispensabile al settore anche nell’ottica di un riequilibrio del potere contrattuale lungo la filiera, nonché per la tutela della zootecnia nelle aree difficili, in particolare nelle aree interne e di montagna”.</p>
<p>“Il modello cui ci ispiriamo - ha dichiarato <strong>Davide Vernocchi</strong>, Vicepresidente reggente di Fedagripesca Confcooperative - “è quella della OCM attivata nel settore ortofrutticolo che rappresenta il modello di gestione della PAC più virtuoso: a differenza dei pagamenti diretti, interamente a carico della PAC, agli aiuti che l’Europa eroga alle OP si aggiunge una analoga contribuzione pari al 50% da parte dei produttori, che viene erogata solo a fronte dell’approvazione di un programma operativo e della effettiva esecuzione di interventi ed investimenti su tutta la filiera, i cui effetti hanno ricadute positive in termini economici e occupazionali su centinaia di aziende agricole associate, spesso di piccole dimensioni, che proprio grazie ad un approccio collettivo riescono ad utilizzare più efficacemente i fondi PAC e ad affrontare il mercato. I fondi erogati a OP e cooperative generano inoltre vantaggi positivi anche per l’ambiente, dal momento che una parte dei programmi operativi previsti è riservata ad azioni di natura ambientale”.</p>
<p>Analogamente, con l’istituzione di interventi specifici per il settore lattiero-caseario, si potrebbero finanziare anche in Italia diverse tipologie di interventi come già accade nei Paesi in cui è stata attivata l’Ocm latte, Slovacchia, Bulgaria e Lettonia, partendo dagli investimenti in tema di innovazione tecnologia come la zootecnia di precisione o di risparmio energetico.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio stampa Confcooperative</author></item><item><guid isPermaLink="false">886c1e07-5e15-4ca7-9002-66a1a3a04038</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/latte-trento-cala-il-prodotto-aumentano-listini-e-fatturato-tiene-il-reddito-per-i-soci</link><title>Latte Trento: cala il prodotto, aumentano listini e fatturato. Tiene il reddito per i soci.</title><description><![CDATA[<p>Nonostante l’aumento dei costi di energia e materie prime, Latte Trento sca archivia un bilancio molto soddisfacente. A fronte del conferimento dei soci diminuito del 4%, il fatturato è passato da 52 a quasi 63 milioni di euro (74 con la controllata Trevilatte). La carenza di prodotto in estate e autunno ha impennato i listini. Ai soci vanno 37,3 milioni di euro, pari a 0,68 euro al litro (4 centesimi in più per la lavorazione Trentingrana).</p>
<p>Latte Trento acquista lo stabilimento adiacente (di proprietà della cooperativa Risto 3) per ampliare la propria sede. Vi sarà installata la nuova centrale di produzione di vapore a cippato.</p>
<p>Scoppia il “caso” Trentingrana. Dopo le accuse di Latte Trento al consorzio di tenere troppo bassi i prezzi liquidati ai soci per la produzione di grana, il presidente di Concast Stefano Albasini chiarisce: abbiamo avuto un record di produzione, i prezzi sul mercato stanno risalendo gradatamente. Accorato appello di Simoni e degli assessori Tonina e Zanotelli a restare uniti e fare sistema.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/khqgbzou/intervento-roberto-simoni.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/latte-trento-cala-il-prodotto-aumentano-listini-e-fatturato-tiene-il-reddito-per-i-soci" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1024</width><height>768</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Il bilancio è di soddisfazione, nonostante le ombre nere aleggiate sul settore soprattutto nella prima parte del 2022, con i costi dell’energia fuori controllo e l’aumento consistete di tutte le materie prime. Ma anche la chiusura di alcune stalle, con conseguente calo di produzione, ha messo a rischio la continuità di un settore fondamentale per l’agricoltura trentina.</p>
<p>Un allarme in parte rientrato nella seconda parte dell’anno, anche per la tempestività di reazione della cooperativa che ha aumentato i listini (“drasticamente”, per usare le parole del direttore <strong>Sergio Paoli)</strong> salvaguardando così il risultato finale. Che, in soldoni, significa un liquidato di 0,68 euro a litro di media, a fronte di un aumento record di fatturato passato da 52 a 63 milioni di euro (74 con la consociata Trevilatte).</p>
<p>I soci (circa 190) sono stati invitati oggi in assemblea nel capannone adiacente la sede di via Monaco a Spini di Gardolo, fresco acquisto dalla Risto3 che l’aveva messa in vendita. Latte Trento realizzerà un investimento di circa 7 milioni di euro (di cui 4 serviti per l’acquisto dell’immobile e terreno, 18mila metri più 6.500 coperti) per allargare gli spazi operativi, i parcheggi per i mezzi, e per installare una nuova centrale a cippato per la produzione di vapore occorrente per le lavorazioni del latte con l’utilizzo del materiale di scarto proveniente dai boschi trentini. </p>
<p>“Un investimento che ci consentirà – ha riferito il presidente <strong>Renato Costa</strong> – di stabilizzare il costo dell’energia ai prezzi ante guerra Russia-Ucraina, utilizzando le risorse del territorio, con un migliore impatto ambientale e sostituendo il metano”.</p>
<p>Ma non è tutt’oro quel che luccica, tanto che il presidente Costa nella sua relazione ha parlato di un “comparto lattiero caseario troppo volatile, con cambiamenti troppo repentini. Un dato su tutti: a novembre scorso il latte veniva pagato 0,70 euro al litro, adesso vale 0,40, la panna più di 3,5 euro al chilo, adesso meno di due euro.</p>
<p>Anche la chiusura di alcune stalle è vista come un segnale di allarme della sofferenza del settore, e anche il liquidato ai soci, seppure aumentato rispetto all’anno precedente, non riesce a compensare i maggiori costi sostenuti per la produzione del latte, soprattutto per la produzione di grana, che viene remunerato appena 5 centesimi in più, nonostante abbia costi molto elevati rispetto al latte alimentare.</p>
<p>Nella sua relazione tecnica, il direttore <strong>Sergio Paoli</strong> ha ricostruito le “montagne russe” del 2022, con i saliscendi delle tariffe energetiche, il calo di produzione, l’aumento dei costi. E la scelta, che egli definito coraggiosa, di aumentare nonostante tutto gli acconti in anticipo ai soci. “Fare un buon bilancio era una missione difficile, ma ci siamo riusciti, così possiamo dare continuità alla nostra cooperativa e dare un segnale di forza”, ha commentato.</p>
<p><strong>I numeri principali</strong></p>
<p>Più in dettaglio, la produzione di fresco è passata da 18,8 milioni del 2021 a 20,8 del 2022, il latte Uht da 22,9 a 22,3 milioni e il latte microfiltrato da 9,4 a 10,7 milioni.</p>
<p>A Trento, nel caseificio di Spini, sono stati lavorati complessivamente 7,9 milioni di litri (nel 2021 9,8 milioni), in parte destinati alla produzione di formaggi molli e nostrani (5,2 milioni di litri) e in parte a Trentingrana (2,7 mil di litri, pari a 5.468 forme).</p>
<p>In generale, il 10% delle attività di Latte Trento è destinato alla produzione di Trentingrana. Il totale delle forme prodotte del 2022 è di 11.202 contro le 15.525 nel 2021, con un calo quindi del 30%.</p>
<p>Il totale dei ricavi ha raggiunto il valore di 62.771.617 euro, contro i 52.311.044 dell’anno precedente. Con Trevilatte, il fatturato supera i 74 milioni di euro.</p>
<p><strong>La premiazione dei soci.</strong> Alcuni soci hanno ricevuto il premio per la qualità del prodotto conferito: sono <strong>Mario Bertoldi</strong> (quantità conferito tra 1.000 e 2.500 quintali annui), <strong>Sandro Saltolini </strong>e<strong> Cristian Oradini (</strong>oltre 2.500 quintali/anno). I soci con il punteggio più alto per il latte alimentare sono <strong>Matteo Montibeller</strong> (meno di 3.000 qli/anno), <strong>Marco Vettori</strong> (3.000-6.000) e <strong>Daniele Bonomi</strong> (più di 6.000 qli). Il socio migliore per il latte di capra è <strong>Roberto Rossi</strong>.</p>
<p><strong>Il “caso grana”</strong></p>
<p><strong>Renato Costa </strong>nella sua relazione non le ha mandate a dire: “la nuova presidenza di Concast non sta portando risultati, anzi la situazione è peggiorata, e i ristorni sul prezzo dei prodotti che conferiamo sono letteralmente fallimentari. Con l’esplosione dei costi non conviene produrre a questi prezzi. Il Concast mette in difficoltà tutto il sistema”. Parole molto dure che non sono passate evidentemente inosservate agli ospiti seduti in prima fila: tra questi, lo stesso presidente di Concast (di cui Latte Trento è socia) Stefano Albasini, il presidente della Cooperazione trentina Roberto Simoni, il vicepresidente della giunta provinciale Mario Tonina, l’assessora all’agricoltura Giulia Zanotelli.</p>
<p>I quali, con varie sfumature, hanno invitato di nuovo le parti in causa a sedersi attorno al tavolo e recuperare il clima di concordia e lo spirito di squadra necessario per non indebolire il sistema.</p>
<p>Il presidente di Concast <strong>Stefano Albasini</strong> ha spiegato che il consorzio ha dovuto commercializzare una produzione record di Trentingrana arrivata nel 2022 a 108mila forme. Una superproduzione che ha avuto effetti sui prezzi di mercato. Nell’ultima parte dell’anno i prezzi hanno cominciato gradualmente ad aumentare, ma gli effetti veri si vedranno quest’anno. Concast Trentingrana ha fatto investimenti aderendo ad un bando PNRR per nuovi impianti di prodotto grattugiato, approvati anche da Latte Trento”.</p>
<p><strong>Gli appelli istituzionali</strong></p>
<p>“L’anno scorso abbiamo chiuso venti-trenta stalle – ha affermato il presidente degli Allevatori trentini <strong>Giacomo Broch</strong> – ma dobbiamo tenere duro, e mantenere la  qualità del latte. Perdere una stalla è spegnere un pezzo di territorio”.</p>
<p>Un saluto agli allevatori è arrivato anche dal vicesindaco di Trento <strong>Roberto Stanchina</strong>.</p>
<p>Il presidente della Cooperazione trentina <strong>Roberto Simoni</strong>, dopo essersi complimentato per i buoni risultati di bilancio, ha bollato come “ingenerose” le parole del presidente Costa a proposito di Concast, specie in presenza di un bilancio così positivo. Simoni ha ricordato i passi fatti, anche con il contributo della Federazione, per arrivare ad una soluzione condivisa ai problemi del settore.</p>
<p>“Stare insieme è fondamentale per dare solidità al sistema – ha detto Simoni – occorre insistere di più nell’attivare tavoli tecnici, dialogare, lavorare in rete. Se ci sono problemi vanno risolti insieme, la Federazione si mette a disposizione per favorire il dialogo e le soluzioni condivise”.</p>
<p>Sullo stesso registro l’intervento del vicepresidente della Provincia autonoma <strong>Mario Tonina</strong>, il quale si è complimentato per i buoni risultati di bilancio, sottolineando anche l’intervento della Provincia autonoma a favore del settore: “è a disposizione un Fondo partecipativo da 22 milioni di euro in collaborazione con Promocoop e Cooperfidi, e c’è una legge che semplifica e favorisce gli investimenti in impianti per energie rinnovabili con una dotazione di 23 milioni di euro”.</p>
<p>Ma Tonina non si è sottratto dal commentare l’intervento del presidente Costa: “mi associo al presidente Simoni, dobbiamo sederci al tavolo (compresi gli allevatori) e affrontare i problemi nel giusto modo, nell’interesse di una categoria. Le polemiche non servono a nulla. Serve unità. Questi risultati sono stati ottenuti grazie alla cooperazione, quindi è fondamentale fare sistema e gioco di squadra”.</p>
<p>Più dura l’assessora all’agricoltura <strong>Giulia Zanotelli</strong>. “Quello a cui ho assistito stamattina non è un messaggio positivo, vedere queste situazioni fa male. Non è una bella immagine del sistema cooperativo e del sistema zootecnico trentino.</p>
<p>Se io fossi un socio pretenderei responsabilità e dialogo costruttivo. Quello che sto chiedendo da mesi, senza alcun risultato. Abbiamo di fronte una nuova programmazione da affrontare, dobbiamo fare scelte coraggiose.</p>
<p>Aspetto proposte serie e concrete. Serve pianificare insieme la strategia per valorizzare il comparto. E questo deve essere fatto con un approccio di sistema. Se il Trentino si presenta diviso non vedo prospettive”.</p>
<p><strong>Il rinnovo del Consiglio</strong></p>
<p>L’assemblea ha eletto sette consiglieri, (in sostituzione di cinque in scadenza, compreso il presidente Costa, e due dimissionari). Tutti i consiglieri in scadenza naturali sono stati confermati.</p>
<p>Questi i loro nomi: <strong>Alberto Mazzola</strong> (Val del Chiese e Ledro), <strong>Romana Pallaoro</strong> (Alta Valsugana), <strong>Gianluca Graziadei</strong> (Trento e Valle dei Laghi), <strong>Marco Vettori</strong> (Vallagarina), <strong>Evan Zambotti </strong>((Fiavé Bleggio e Comano), <strong>Daniele Adami</strong> ((Val Rendena), <strong>Renato Costa</strong> (Bassa Vasugana).</p>
<p>Il nuovo presidente sarà nominato dal consiglio nella sua prima seduta.</p>
<p> </p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">f18ea875-1ae9-4bc8-b979-5ca162786466</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/latte-la-zootecnia-di-montagna-paga-il-prezzo-della-crisi</link><title>Latte, la zootecnia di montagna paga il prezzo della crisi</title><description><![CDATA[<p>Tra aziende chiuse e calo della produzione (-15%). L'allarme di Guarneri (Alleanza Cooperative): "Necessari nuovi interventi"</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/4v1d5sgx/al-via-uno-studio-di-fattibilita-coordinato-da-alleanza-cooperative-per-trasformazioni-alternative-latte.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/latte-la-zootecnia-di-montagna-paga-il-prezzo-della-crisi" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1500</width><height>1000</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Tra costi alle stelle e produzione di latte in calo, la zootecnia di montagna è tra i comparti maggiormente in sofferenza nel panorama produttivo agroalimentare: gli effetti della pesante crisi economica stanno già provocando l’abbattimento di molti capi di bestiame e la conseguente chiusura delle aziende agricole. L’allarme è lanciato dall’Alleanza Cooperative Agroalimentari, alla quale aderiscono la gran parte delle cooperative che operano in regioni montane e che sono state al centro del Primo summit sulla zootecnia di montagna svoltosi in questi giorni a Bergamo, che ha visto il coinvolgimento anche degli Assessori all’Agricoltura delle Regioni Friuli Venezia-Giulia, Lombardia, Piemonte, Veneto del della Provincia Autonoma di Trento.</p>
<p>In Trentino Alto Adige si registra già un calo della produzione che la scorsa estate ha toccato il 15%, con ben 30 aziende che hanno chiuso in battenti, l’ultima delle quali contava 140 capi. “Il camion per la raccolta del latte percorre tutto il territorio del Trentino due volte al giorno per andare a ritirare il latte dai nostri soci allevatori. Tutto questo oggi sta diventando insostenibile”, spiega Stefano Albasini, presidente del Consorzio Cooperativo Trentingrana. “Non solo, se arriviamo a spendere 7500 euro di gas per produrre polvere di siero del valore di 5000 euro, adesso non possiamo più permetterci di polverizzare il siero e abbiamo azzerato anche i ricavi provenienti da tale lavorazione. Non riuscendo a trovare soluzioni alternative, i nostri allevatori continuano a eliminare gli animali, per creare liquidità. La strada di trasferire l’aumento dei costi sui consumatori finali si è finora rilevato un boomerang: quando abbiamo provato ad alzare il prezzo del burro, le vendite sono subito crollate del 30%”.</p>
<p>“Le cooperative che operano in montagna stanno facendo il possibile per pagare al meglio il latte ai propri soci in un momento in cui i costi del gasolio, degli imballaggi e della carta sono fuori controllo”, racconta la cooperativa Lattebusche che raccoglie il 90% del latte della provincia di Belluno e che attualmente registra un calo del 6% della produzione. Non va meglio in Lombardia, dove anche la Latteria Valtellina è alle prese con un calo della produzione dovuto ad una costante riduzione del numero di animali allevati. “Se nella stalla non ci sono più gli animali, di sicuro non tornano. Quando un’azienda agricola di montagna chiude, è impossibile che riapra. Senza aziende viene però a mancare l’intero presidio del territorio”.</p>
<p>Nel lungo periodo le previsioni sono tutt’altro che positive. Ne è convinta anche la latteria di Crodo, 20 soci allevatori che operano nella Val D’Ossola (Verbania), la quale sollecita dei meccanismi che vadano a compensare le strutture che continuano a produrre latte in zone svantaggiate. “L’aspetto sociale di salvaguardia del territorio andrebbe riconosciuto attraverso interventi che consentano la sopravvivenza di aziende che hanno anche un imprescindibile valore sociale”.</p>
<p>“<em>Siamo consapevoli che occorrano nuovi interventi per dare liquidità alle aziende, altrimenti nella primavera 2023 constateremo un numero ancora ridotto di aziende, potrebbe essere una perdita irreversibile</em>”, spiega a conclusione del Summit il Coordinatore del settore lattiero-caseario di Alleanza cooperative Giovanni Guarneri, per il quale “<em>lo stanziamento degli aiuti a capo erogati nell’ambito della riserva di crisi è stato indubbiamente utile, ma non sufficiente, soprattutto alla luce degli ulteriori aumenti dei costi di produzione che si sono registrati in questi mesi</em>”.</p>
<p>Alleanza delle Cooperative aveva chiesto e ottenuto 20 milioni di euro a supporto delle stalle di montagna. Contributo che è andato in pagamento nell’ambito della Domanda Unica 2021 alla fine del mese di settembre. Ora, però, il contesto secondo Guarneri “<em>è peggiorato. Il Summit è stato fondamentale per mettere a sistema le iniziative intraprese a livello locale per individuare anche una possibile soluzione condivisa da rappresentare a livello nazionale, che dovrà inevitabilmente consistere in misure a favore della liquidità delle imprese e contributi utili a supportare la raccolta del latte, aspetto tanto strategico quanto critico nelle aree montane</em>”, conclude Guarneri.</p>
<p>Fonte: Alleanza Cooperative Agroalimentari</p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">b52ead6b-0b0d-41ec-97cb-8f09f8f5a319</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/giovanni-guarneri-presidente-gruppo-lavoro-latte-copa-cogeca</link><title>Giovanni Guarneri presidente Gruppo Lavoro Latte Copa-Cogeca</title><description><![CDATA[<p>Si rafforza così la presenza di Alleanza Cooperative che esprime anche la Vice Presidenza del Cogeca con Leonardo Pofferi e detiene la presidenza di 5 gruppi di lavoro (Vino, Avicoli, foraggi essicati e questioni giuridiche e fiscali) e due vicepresidenze (Ortofrutta e Qualità).</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/hr2pmuf0/giovanni-guarneri.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/giovanni-guarneri-presidente-gruppo-lavoro-latte-copa-cogeca" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1592</width><height>1600</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Giovanni Guarneri è stato eletto per acclamazione Presidente del Gruppo di Lavoro Latte del Copa-Cogeca, la principale organizzazione di rappresentanza agroalimentare europea. In precedenza, la cooperazione italiana aveva saldamente mantenuto la vice presidenza del Gruppo Latte con il piemontese Tommaso Mario Abrate, rimasto in carica per oltre 4 mandati fino ad oggi.</p>
<p>“Ringrazio tutte le delegazioni che hanno sostenuto la mia candidatura” ha dichiarato il presidente Guarneri.  “Assumo quest’incarico con grande senso di responsabilità nella consapevolezza della complessità delle tante sfide che ci attendono nei prossimi anni e dell’importanza strategica del settore che rappresento. Occorrerà lavorare sin da subito per supportare il legislatore comunitario nella definizione di politiche per il comparto che siano improntate ad assicurare la qualità delle nostre produzioni, la tenuta e lo sviluppo delle nostre imprese in un frangente così complesso”.</p>
<p>La nomina di Guarneri costituisce un ennesimo importante riconoscimento del ruolo della cooperazione agroalimentare italiana all’interno degli organismi europei. Ad oggi, oltre ad esprimere la vice-presidenza di Cogeca con Leonardo Pofferi, la cooperazione italiana ricopre la presidenza delle filiere europee del vino (Luca Rigotti), dei prodotti avicoli (Gianluca Bagnara) e foraggi essiccati (Riccardo Severi), la presidenza a presidenza del gruppo questioni giuridiche e fiscali (Samuel Cornella) nonché la vicepresidenza dei gruppi ortofrutta (Alessandro Dalpiaz) e qualità (Giulio Benvenuti).</p>
<p><strong><em>Giovanni Guarneri</em></strong></p>
<p>Sposato, con due figli, Laureato in Scienze e Tecnologie Alimentari, si è specializzato in Economia Agro-Alimentare presso il Master SMEA Alta Scuola di Management ed Economia Agro-Alimentare dell’Università Cattolica. Guarneri, in società con suo fratello, conduce un allevamento di 400 vacche e 250 ettari in provincia di Cremona dal 2001. La sua azienda agricola è socia della Cooperativa Fattorie Cremona-PLAC, Uno dei principali produttori di Grana Padano e Provolone sul mercato nazionale di cui Guarneri è Vice-Presidente. Dal 2019 è Coordinatore del Settore Lattiero-Caseario per l’Alleanza delle Cooperative, che rappresenta il 65% del latte italiano. È membro del Consiglio d’Amministrazione del Consorzio per la Tutela Del Grana Padano e del Consorzio per la Tutela del Provolone Valpadana.<br /><br />Ufficio Stampa Confcooperative</p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">75781836-4dba-4843-b6fe-d8b161b694ae</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/la-provincia-vicina-al-mondo-del-latte-trentino-il-presidente-pronti-a-nuovi-interventi</link><title>La Provincia vicina al mondo del latte trentino. Il presidente: pronti a nuovi interventi</title><description>La Provincia autonoma di Trento è consapevole della particolare difficoltà del settore zootecnico e lattiero-caseario ed è pronta ad affiancare alle importanti misure già messe in atto ulteriori interventi, anche sulla base delle nuove regole europee e nazionali in materia di aiuti di Stato. È l’impegno assunto dal presidente Maurizio Fugatti davanti all’assemblea di Latte Trento, nella quale è stato lanciato un vero e proprio grido di allarme sulla tenuta del latte trentino per il peso ormai insostenibile dei costi di energia e materie prime.</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/sshpu3jz/fugattiassemblealattetrento.jpeg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/la-provincia-vicina-al-mondo-del-latte-trentino-il-presidente-pronti-a-nuovi-interventi" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1500</width><height>844</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[“Di fronte a questa difficoltà generalizzata per l’aumento dei prezzi la Giunta provinciale sa di doversi muovere con responsabilità, consapevolezza, garantendo equilibrio nelle risposte al mondo economico. Siamo tuttavia ben al corrente della situazione particolare affrontata dai settori più esposti, come il vostro. Non siete inascoltati”. Così si è rivolto Fugatti, presente assieme al vicepresidente Mario Tonina, ai soci preoccupati per la continuità delle proprie aziende e ai vertici della cooperativa, alle prese con costi ritenuti ormai insostenibili. “La Provincia - ha aggiunto - per il 2022, sulla base delle regole fatte in passato, ha attuato un insieme di misure e interventi per una dotazione finanziaria per il 2022 di quasi 6 milioni di euro. Ma siamo pronti a dare ulteriori rassicurazioni. Proseguiremo l’interlocuzione con il governo, alla luce delle modifiche introdotte a livello europeo e nazionale sugli aiuti di Stato. Se non interviene lo Stato lo farà la Provincia. In ogni caso, vogliamo ribadire che le istituzioni sono vicine, credono nel futuro del latte trentino e lavorano per questo obiettivo”.<br />
<p>L’Amministrazione provinciale - ha ribadito il vicepresidente e assessore a cooperazione e ambiente Tonina (esprimendo anche la vicinanza dell’assessore all’agricoltura Giulia Zanotelli, assente per motivi personali) - farà il possibile per garantire con equilibrio le risposte che serviranno a sostenere gli allevatori e il latte trentino nel loro contributo fondamentale alla qualità dei prodotti trentini e alla tutela del paesaggio e del territorio locale. Tonina ha sottolineato gli importanti risultati del bilancio 2021 approvato dai soci e ha confermato la vicinanza della Provincia, “a maggior ragione di fronte a questo grido di allarme reale, di vera difficoltà, lanciato da un settore che ha saputo dare il proprio contributo anche durante la pandemia”. “Assieme - ha continuato - con l’aiuto della Provincia potremo dare le risposte giuste. Per preservare il futuro della zootecnia e dei suoi giovani che è il futuro del Trentino per come lo conosciamo oggi. Con il suo spirito innovativo e l’attenzione ad ambiente e paesaggio”.</p>
<p>Nello specifico, riguardo alle misure già messe in atto per il sostegno al settore, sono state citate la campagna promozionale ad hoc per il settore lattiero-caseario trentino e l’integrazione delle risorse a sostegno della promozione attraverso lo strumento dei settoriali.<br />Menzionati inoltre la conferma della dotazione di 1,3 milioni di euro per il premio benessere animale negli alpeggi, l’indennità compensativa che viene confermata anche per il 2022 al 100% (così come è stato garantito dal 2019 ad oggi anche con l’integrazione di risorse provinciali), l’accordo con Cooperfidi per la corresponsione anticipata dell’indennità compensativa 2022, l’integrazione del contributo arrivando al 100% per le analisi latte, il bando caseifici da 600.000 euro, il regolamento agriturismo che richiede il 100% di formaggi trentini.<br />Evidenziato anche l’intervento in collaborazione con Codipra finalizzato anche alla valorizzazione, per tutto il settore, del fondo mutualistico per la stabilizzazione del reddito.<br />Nei prossimi mesi si aggiungeranno ulteriori dotazioni per il sostegno rispetto al processo di certificazione del benessere animale.<br /><br />Fonte: Ufficio Stampa Provincia Autonoma di Trento</p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">2ed17d07-0291-4b80-ac29-f357dd20f254</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/fugatti-dal-sistema-trentino-risposte-efficaci-per-la-zootecnia</link><title>Fugatti: “Dal sistema Trentino risposte efficaci per la zootecnia”</title><description><![CDATA[Il settore lattiero-caseario è strategico per il Trentino, con la sua importanza dal punto di vista economico, paesaggistico, turistico. Pertanto, l’obiettivo della Giunta provinciale è continuare a valorizzarlo e sostenerlo. Anche ragionando con gli attori del sistema rispetto a strategie future e nuovi modelli per una zootecnia di montagna che punti sempre più alla qualità delle produzioni, all’innovazione e alla competitività anche per portare a ridurre i costi che le aziende affrontano quotidianamente.<span> </span>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/ei4h2ula/zootecnia.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/fugatti-dal-sistema-trentino-risposte-efficaci-per-la-zootecnia" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1170</width><height>658</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<div>
<div>Ciò sarà possibile partendo proprio dall’interlocuzione già avviata per la definizione del prossimo Piano di sviluppo rurale-PSR, che dovrà spingere nella direzione di individuare investimenti significativi in un’ottica di innovazione, riduzione dei costi e valorizzazione delle produzioni.<br />È questo l’impegno confermato nell’incontro di oggi tra i vertici della Provincia autonoma di Trento e quelli di Federazione trentina della Cooperazione, Concast Trentingrana, Latte Trento e Federazione allevatori, dedicato alle azioni per aiutare il comparto lattiero-caseario trentino a reggere l’urto dei prezzi di materie prime ed energia ed impostare un percorso di crescita futura. Un confronto, nella sede di piazza Dante, per esaminare gli interventi avviati e discutere sulle ulteriori soluzioni al vaglio - a partire da quelle sul credito e la promozione - da perfezionare alla luce delle novità che potrebbero arrivare per il territorio dal decreto sui rincari allo studio del governo.</div>
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<p>“Le risposte devono essere tempestive ed efficaci” ha precisato il presidente della Provincia Maurizio Fugatti, affiancato dal vicepresidente Mario Tonina e dall’assessore all’agricoltura Giulia Zanotelli (in collegamento video). “L’Amministrazione provinciale - ha precisato Fugatti - è impegnata a mantenere e affinare una serie di interventi, a 360 gradi, che possano essere funzionali a sostenere le aziende e i piccoli produttori di un comparto strategico per il Trentino, fornendo però anche una strategia di medio-lungo periodo, frutto di più elementi messi insieme”.</p>
<p>Nell’incontro si è deciso di attivare un tavolo di confronto per analizzare nel dettaglio le proposte formulate dalla Giunta e di aggiornarsi tempestivamente appena ci saranno novità rispetto alle iniziative del governo nazionale.<br />“Dobbiamo trovare le forme e i modi - ha assicurato il vicepresidente Tonina - per intervenire di fronte all’eccezionalità del momento. Essere qui, assieme - ha aggiunto riguardo all’incontro - vuole dimostrare la sensibilità dell’Amministrazione provinciale verso un settore che noi abbiamo sempre definito strategico. Di fronte ad un’emergenza, se riusciamo a fare un gioco di squadra, tutti assieme, Provincia, Trentino marketing, Cooperazione, attori del settore, possiamo trovare una via di uscita che potrebbe consolidare un percorso di crescita in futuro”.</p>
<p>L’assessore Zanotelli ha ripercorso le azioni messe in atto e quelle che si possono sviluppare. “È stato garantito - ha detto - il 100% del versamento dell’indennità compensativa a partire dal 2019, per un valore di circa 9 milioni di euro a carico del bilancio provinciale, così come anche per il 2022 sono già state stanziate importanti risorse per il premio benessere pari a 1,3 milioni di euro. Una delle proposte avanzate è poi l’anticipo a questo mese di febbraio del saldo della domanda unica e dell’indennità compensativa, una scelta che va nella direzione di aiutare il settore a reggere questa difficoltà”.<br />Prevista inoltre a breve l’apertura di un bando sulla messa in sicurezza dei caseifici le cui risorse sono già state stanziate in sede di bilancio. L’assessore ha poi evidenziato le importanti risorse messe a disposizione sul fronte della promozione attraverso più strumenti e iniziative, con la volontà di implementare queste ultime grazie al confronto con gli attori della filiera. La valorizzazione delle produzioni locali è garantita anche dal nuovo regolamento dell’agriturismo che prevede la presenza di formaggi trentini al 100% nella somministrazione.</p>
<p>Un cenno è stato fatto anche alle opportunità che possono essere offerte attraverso Cooperfidi, sia in termini di anticipazioni rispetto ai premi 2022, sia rispetto all’attivazione da parte degli istituti di credito di prestiti garantiti per la conduzione delle aziende.<br />Nell’ambito della gestione del rischio è possibile valutare l’attivazione di soluzioni che possano fornire un aiuto alle aziende, anche promuovendo l’adesione al fondo mutualistico per la stabilizzazione del reddito, già attivato da CODIPRA fin dal 2019 e specificamente finalizzato a compensare i danni subiti dalle imprese zootecniche a indirizzo lattiero per drastici cali di reddito derivanti da crisi di mercato e/o altre condizioni negative.</p>
<p>L’Amministrazione provinciale, ha precisato il direttore generale Nicoletti, approfondirà i margini di azione per gli interventi che coinvolgono il sistema del credito e degli enti di garanzia.<br /><br />Dida foto: da sinistra Paolo Nicoletti (direttore generale della Provincia Autonoma di Trento), Maurizio Rossini (amministratore unico di Trentino Marketing), Maurizio Fugatti (presidente della Provincia Autonoma di Trento), Mario Tonina (vicepresidente della Giunta provinciale assessore all’ambiente urbanistica e cooperazione), Roberto Simoni (presidente della Federazione Trentina della Cooperazione)<span> </span><small>[ Archivio Ufficio stampa PAT]</small><br /><br />Fonte: Ufficio Stampa Provincia Autonoma di Trento</p>
</div>
</div>
</div>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">60202840-d24b-48cf-a204-8d1cf3fbd077</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/allarme-costi-nel-settore-zootecnico-e-lattiero-caseario-situazione-drammatica-soprattutto-per-i-produttori-piu-piccoli</link><title>Allarme costi nel settore zootecnico e lattiero-caseario. Situazione drammatica, soprattutto per i produttori più piccoli</title><description><![CDATA[<p>Costi per l’alimentazione su del 32,5%, energia elettrica +304%, gas +404%.</p>
<p>Appello corale alla politica e alla grande distribuzione di Federazione Allevatori, Concast Trentingrana e Latte Trento sui costi ormai divenuti insopportabili delle materie prime ed energia.</p>
<p>In Trentino la media delle stalle conta 25 capi. Proprio gli allevamenti più piccoli sono anche i più colpiti. «Una situazione drammatica, così non si va avanti».</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/i2lftd5v/pasteurization-of-milk-in-small-production-2021-09-11-07-32-52-utc.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/allarme-costi-nel-settore-zootecnico-e-lattiero-caseario-situazione-drammatica-soprattutto-per-i-produttori-piu-piccoli" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>7360</width><height>4912</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Sono 805 gli allevamenti da latte in Trentino, con 20.500 vacche da latte  e 14mila manze. Mediamente ogni stalla è composta da 25 capi. In estate vanno in malga circa 20mila capi, distribuiti su 324 malghe su una superficie a pascolo di 90mila ettari.</p>
<p>Il latte prodotto in Trentino sfiora il milione e mezzo di quintali, e rappresenta l’1,15% della produzione nazionale.</p>
<p>La zootecnia in Trentino, quindi, significa occupazione e indotto per migliaia di addetti ma soprattutto presidio e tutela dell’ambiente montano e valorizzazione del paesaggio anche in chiave turistica.</p>
<p>Uno “scrigno” prezioso messo a rischio dall’impennata dei costi di materie prime ed energia che rischia seriamente di pregiudicare la continuità della produzione per molte stalle, soprattutto le più piccole.</p>
<p>Cominciamo con l’alimentazione degli animali: nel 2020 mediamente un allevatore spendeva 6,09 euro al giorno per la razione di fieno, farine, soia minerali e vitamine. Nel 2021 il costo è salito a 7,40 euro, e attualmente ammonta a 8,07 euro: due euro in più al giorno rispetto al 2020, pari a +32,5%. Solo la farina d’orzo è lievitata del 54%, la soia del 36%, il fieno mediamente del 15%.</p>
<p>Fuori controllo anche l’aumento delle fonti energetiche: l’energia elettrica è cresciuta del 304% rispetto al 2020, il gas del 404%. La bolletta energetica ha fatto lievitare i costi di quasi due milioni per il gas e 1,3 milioni per l’elettricità. Aumenti a due cifre anche per imballaggi, bottiglie, tappi.</p>
<p><strong>L’appello</strong></p>
<p>Da qui l’appello, unanime e accorato, di tutte le organizzazioni dei produttori in forma cooperativa per denunciare una situazione che è diventata ormai non più sostenibile.</p>
<p>«Queste sono aziende che non si possono fermare – ha affermato oggi il presidente della Cooperazione Trentina <strong>Roberto Simoni</strong>, intervenuto alla conferenza stampa presso la sede della federazione allevatori – e oggi siamo arrivati ad una situazione di collasso. C’è bisogno di consapevolezza generale da parte della comunità trentina. La grande distribuzione è chiamata a fare la propria parte, come già successo in passato. E così anche la politica. Non solo sostegni temporanei ma modalità tempi e risorse per arrivare ad una attenuazione del fenomeno».</p>
<p>«Ognuno deve prendere coscienza del problema – afferma il presidente degli Allevatori <strong>Giacono Broch</strong> – siamo arrivati a un punto che le aziende più piccole dovranno cominciare a chiudere. E sarebbe un danno enorme per tutto il Trentino, a partire dalla tutela dell’ambiente alpino al turismo».</p>
<p>Si dice veramente preoccupato <strong>Stefano Albasini</strong>, presidente del consorzio Concast Trentingrana. «Le piccole aziende vivono sul territorio, accolgono i turisti. Una loro chiusura provocherebbe danni enormi». «Il nostro lavoro – aggiunge il presidente di Latte Trento <strong>Renato Costa </strong>rivolgendosi alle istituzioni – è come una pianta, per crescere e fiorire ha bisogno di acqua e proprio quando manca va annaffiata subito prima che i rami e poi il fusto possano morire senza fare più ne fiori ne frutti. </p>
<p>“Saremo costretti a ritoccare i listini ma  non è pensabile scaricare sui consumatori questi abnormi  aumenti dei costi – afferma il direttore di Latte Trento <strong>Sergio Paoli</strong> - occorre che tutti gli agenti della filiera e le istituzioni pubbliche individuino forme di compensazione per permettere ai produttori, specie i più piccoli, di reggere il colpo. La situazione, con questi dati, è davvero drammatica. Così non si va avanti».</p>
<p><strong>La scheda – il settore zootecnico e lattiero-caseario in Trentino</strong></p>
<p><strong>Trentingrana Concast</strong> – Consorzio dei Caseifici Sociali Trentini riunisce 17 Caseifici Cooperativi che a loro volta associano circa 700 Allevatori produttori di latte locali.</p>
<p>Il Consorzio ha chiuso l’esercizio 2020 con ricavi pari a 57,2 milioni di euro.</p>
<p>La produzione di latte a livello provinciale ha superato le 146.000 tonnellate (+1,6% rispetto al 2019). Il conferimento della Linea Trentingrana ha raggiunto 102.667 forme a fronte delle 125.000 prodotte dai 17 caseifici. Considerando tutti i formaggi si superano le 300000 forme . Per la Linea Formaggi Tradizionali, che a inizio 2020 ha visto rientrare nella commercializzazione del Gruppo Formaggi del Trentino il Caseificio Sociale Val di Fassa, è stato conseguito un fatturato complessivo di € 9.696.087.</p>
<p>Il valore complessivo della produzione della <strong>Federazione Provinciale Allevatori</strong> (1120 soci) ha raggiunto 14 milioni 670 mila euro. Il patrimonio netto è di 8 milioni 100 mila euro.</p>
<p>Sono stati seguiti 742 allevamenti di bovini con poco meno di 20.000 capi adulti, 92 aziende per 2.431 ovicaprini delle razze autoctone, 342 allevamenti con complessivi 610 cavalli delle razze Haflinger e Norico.</p>
<p>Nel bilancio scorso il totale dei ricavi di <strong>Latte Trento</strong> (i soci sono 300) ha sfiorato i 50 milioni di euro (47 nel 2019), che sommato al fatturato di Trevilatte (società costituita con Latterie Vicentine) porta a oltre 58 milioni il bilancio aggregato. Il conferimento dei soci ha raggiunto i 54,8 milioni di litri, contro i 52 del 2019, con un aumento del 5,4%.</p>
<p>Le vendite degli spacci hanno raggiunto i 3,8 milioni (erano 3,5 nel 2019), con un incremento dell’8,5% dovuto al secondo semestre, dopo i primi mesi difficili. Il liquidato ai soci è pari a 0,56 euro a litro, con un utile netto pari a euro 98.951 euro e liquidazioni totali ai soci superiori ai 30 milioni.</p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">91cd5292-a7a0-4f2d-b02f-7c997418be32</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/fugatti-con-latte-trento-cresce-tutto-il-sistema-trentino</link><title>Fugatti: “Con Latte Trento cresce tutto il sistema trentino”</title><description>La crescita di Latte Trento è la crescita di tutto Trentino. Lo ha sottolineato il presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti che ha partecipato, assieme all’assessore provinciale all’agricoltura, foreste, caccia e pesca Giulia Zanotelli, alla riunione del cda della società cooperativa, per ribadire un incoraggiamento all’azienda e la vicinanza dell’Amministrazione provinciale.</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/sr4dxb3j/latte-trento-cda.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/fugatti-con-latte-trento-cresce-tutto-il-sistema-trentino" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>4032</width><height>2268</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[“Possiamo lavorare assieme, in modo efficace, sulle esigenze comuni: più cresce Latte Trento – e noi riteniamo che abbia prospettive di sviluppo importanti – più cresce l’immagine del Trentino, della qualità dei suoi prodotti e in generale di tutto il sistema trentino. Che è un obiettivo che fa bene a tutta la nostra comunità e a cui lavorano le istituzioni locali”. Così il presidente nella sede produttiva di via Monaco a Trento, in un momento di confronto sulle priorità per la realtà che riunisce 300 soci allevatori e commercializza il latte e i formaggi trentini. Dagli aumenti per il costo delle materie prime (vedi i mangimi) e dell’energia, agli impegni per il settore lattiero-caseario e la zootecnica assunti dalla Giunta provinciale nella manovra appena approvata. Includendo il PNRR, la definizione della Politica agricola europea e le strategie per il futuro garantite dal Tavolo Verde per l’Agricoltura avviato con gli operatori.<br />
<p>Nell’incontro, lungo e approfondito, Fugatti e Zanotelli hanno ascoltato le priorità di Latte Trento evidenziate dal presidente Renato Costa e dal direttore Sergio Paoli. La sfida per la competitività dell’azienda si confronta con le dinamiche del contesto economico in atto, a partire dall’aumento dei costi per i mangimi, che è uno dei temi sentiti dagli allevatori, e dei costi per il confezionamento dei prodotti. Ma lo sviluppo della cooperativa passa anche per i progetti innovativi. Nel confronto è stato illustrato il progetto di riqualificazione del caseificio di Pinzolo (con sede a Giustino), un’iniziativa a cui lavora la società per far convivere in un unico sito produzione, bar bianco, agritur, vendita e degustazione dei prodotti, con percorsi didattici e per il turismo.</p>
<p>A proposito dei temi attinenti al settore lattiero-caseario, l’assessore Zanotelli ha esaminato le questioni punto per punto. “Nella manovra economico-finanziaria, oltre agli interventi di sostegno c’è una parte importante rivolta alla promozione. E resta alta l’attenzione agli aspetti del benessere animale e per gli interventi sui caseifici rivolti al rispetto delle normative igienico-sanitarie. Conosciamo inoltre il tema dell’aumento delle materie prime”. Riguardo al PNRR, Zanotelli ha precisato che l’assessorato assieme al mondo agricolo lavora per raccogliere tutti i progetti del territorio da incardinare su alcuni bandi collegati al Piano nazionale di ripresa e resilienza.<br /><br /><strong>Fonte: Ufficio Stampa Provincia Autonoma di Trento</strong></p>]]></encoded></item></channel></rss>