<rss version="2.0"><channel xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"><title>News</title><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/rss/news?categoria=iniziativa</link><description>Notizie, storie e interviste per raccontare il movimento cooperativo e per approfondire i temi che coinvolgono il nostro mondo.</description><lastBuildDate>Sat, 07 Nov 2026 02:48:59 +0100</lastBuildDate><atom:link href="https://www.cooperazionetrentina.it/it/rss/news" rel="self"><type>application/rss+xml</type></atom:link><item><guid isPermaLink="false">9dd81ff9-d315-4397-805f-d7830ca28b3c</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/inclusione-e-autonomia-con-il-nordic-walking</link><title>Inclusione e autonomia con il nordic walking</title><description><![CDATA[<p>Da sette anni il Centro diurno Amalia Guardini propone ad un gruppo di utenti l'attività di camminata con i bastoncini. Le uscite settimanali, da marzo a fine ottobre, offrono l'occasione per stare all'aperto, praticare inclusione, socializzare, esplorare il territorio.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/c2ym2p2i/cover-nordic-walking-guardini.jpeg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/inclusione-e-autonomia-con-il-nordic-walking" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1600</width><height>900</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Dal 2020 il nordic walking rientra tra le attività stabili del Centro diurno Amalia Guardini della coop sociale Villa Maria. Ai tempi del Covid le uscite, con mascherina, per svolgere l'attività con i bastoncini offrirono agli utenti con disabilità coinvolti dei salutari momenti di vita all'aperto e di relax. </p>
<p>La settima stagione del nordic walking Guardini, iniziata a marzo, si è conclusa a fine ottobre. Gli utenti che hanno partecipato sono stati 9, affiancati da alcuni volontari e dagli istruttori Donato Franci e Valentina Lanz dell'Associazione Sport Emozioni - sezione NW Baldo Benaco. </p>
<p>Le uscite si sono svolte il giovedì, con un impegno richiesto progressivo. Dalla passeggiata sul piano si è passati ai percorsi del Bosco della città, per cimentarsi alla fine con i sentieri di montagna. Alcune delle uscite hanno occupato l'intera giornata, come l'escursione al Monte Vignola, una delle novità del calendario 2026 del nordic. "Ogni anno - riferisce l'educatrice <strong>Agnese Simonetti</strong>, responsabile dell'attività motoria di Guardini - cerchiamo percorsi nuovi accogliendo anche le proposte che arrivano dai ragazzi. La partecipazione avviene con entusiasmo e curiosità. Facciamo movimento e contemporaneamente favoriamo la crescita degli utenti nelle relazioni e nelle autonomie".</p>
<p>Sotto il profilo sportivo - spiega l'<strong>istruttore Donato</strong> - "la camminata con i bastoncini coinvolge più del 90% dei muscoli, determinando un’esperienza fisica completa, che addestra e allena resistenza, forza, coordinazione ed equilibrio. Diventa un’attività adatta e adattabile a tutti, che rispetta i ritmi e le capacità individuali".</p>
<p><strong>Donato e Valentina</strong>, che partecipano come istruttori e volontari al progetto di nordic Guardini fin dalla prima edizione, registrano molti segnali di crescita: "Abbiamo notato nel tempo un miglioramento nei partecipanti della fiducia nei propri mezzi, una maggior consapevolezza di come affrontare e risolvere determinate situazioni di difficoltà specialmente a livello fisico, di equilibrio e decisionale. Il rispetto delle regole e del gruppo ha portato i ragazzi a migliorare il dialogo. Camminando fianco a fianco hanno rafforzato il mutuo-aiuto e consolidato il senso di appartenenza al gruppo".</p>
<p>"In aggiunta - concludono i due istruttori - gli utenti del nordic hanno fatto pratica di autonomia allontanandosi senza timore dalla loro zona di sicurezza e maturato la consapevolezza che un po' alla volta possono essere in grado di risolvere i piccoli problemi che il percorso intrapreso presenta facendo ricorso alle loro capacità e appoggiandosi alle persone vicine".</p>
<p>L'ultima uscita, il 29 ottobre, su un percorso cittadino, si è conclusa con una pizza di gruppo per festeggiare l'attività svolta durante l'anno e gli obiettivi - sportivi e di crescita personale - raggiunti.</p>
<p>Anche nel 2026 il nordic walking ha offerto ai ragazzi e alle ragazze di Guardini l'occasione per fare attività all'aperto, praticare inclusione, socializzare, esplorare il territorio.</p>
<p><strong>I commenti dei partecipanti</strong></p>
<p>Fabrizio: "E' stato bello camminare con i compagni e gli istruttori e scoprire nuovi posti. Abbiamo cominciato con percorsi facili in città e concluso con itinerari impegnativi in montagna".</p>
<p>Sara: "Non sono brava a maneggiare i bastoncini però mi sono sentita bene a praticare questa attività. Alla fine delle escursioni sentivo un senso di benessere".</p>
<p>Kristian: "Ho conosciuto posti che non avevo mai visto. A fine corso è stato bello fare festa con la pizza. Non vedo l'ora di riprendere le uscite".</p>
<p>Maria Grazia: "Più di tutto mi è piaciuta l'amicizia che si è rafforzata con i compagni del gruppo. Io mi alleno anche a nuoto, ma il nordic è lo sport che preferisco".</p>
<p>Jouri: "Mi rende felice camminare in mezzo alla natura o sulla ciclabile lungo l'Adige. Mi piace parlare con le persone che si incontrano durante le uscite".</p>
<p>Iara: "Camminare lentamente ci permette di chiacchierare e ci dà il tempo per osservare il territorio che esploriamo". </p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Cooperativa Villa Maria</author></item><item><guid isPermaLink="false">dbeab43f-9549-4d55-bb05-643c59a3543c</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/tecnologia-e-dati-nella-gestione-delle-aziende-zootecniche</link><title>Tecnologia e dati nella gestione delle aziende zootecniche</title><description><![CDATA[<p>Si è svolto con grande partecipazione di pubblico l’annuale appuntamento di aggiornamento per le aziende zootecniche trentine, organizzato a San Michele dalla Fondazione Edmund Mach in collaborazione con la Federazione Provinciale Allevatori.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/klim1lqt/giornata-zootecnica-2026-broch.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/tecnologia-e-dati-nella-gestione-delle-aziende-zootecniche" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>4272</width><height>2848</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Focus dell’incontro, che ha visto oltre 150 allevatori in presenza e collegati online nella sala Conferenze del Palazzo Ricerca e Conoscenza, la gestione degli allevamenti orientata alla conoscenza e all’uso efficiente dei dati relativi all’organizzazione e alla conduzione aziendale. <br />“La zootecnia è uno dei tre pilastri importanti dell'agricoltura - ha evidenziato in apertura il presidente Francesco Spagnolli-. Tra l'altro quella trentina possiamo definirla eroica e gli allevatori sono i custodi della montagna”. Il benvenuto agli allevatori è arrivato anche dal direttore generale, Riccardo Velasco, che ha evidenziato le problematiche che affliggono il comparto zootecnico e l'intenzione di FEM di accrescere ulteriormente le competenze a supporto”. Giacomo Broch, presidente di Fpa, ha spiegato che c’è “da investire ulteriormente in zootecnia perché il mondo sta cambiando, ma nelle valli la presenza della zootecnia risulta fondamentale: non c’è un piano B  e servono agli allevatori risposte importanti e veloci”. <br />L’incontro è stato moderato da Gabriele Iussig, responsabile dell’Unità risorse foraggere e produzioni zootecniche del Centro Trasferimento Tecnologico.</p>
<p>Andrea Pezzuolo, dell’Università degli Studi di Padova, ha illustrato come l’innovazione tecnologica e la zootecnia di precisione stiano trasformando la gestione degli allevamenti, rendendo possibile una raccolta di dati senza precedenti grazie all’impiego di sensori e sistemi automatizzati. “La vera sfida – ha sottolineato Pezzuolo – non consiste però soltanto nel raccogliere dati, ma soprattutto nel trasformarli in informazioni utili a supportare le decisioni quotidiane dell’allevatore”. In questo contesto, l’intelligenza artificiale e i modelli predittivi offrono nuove opportunità per interpretare i dati e tradurli in indicazioni concrete a supporto della gestione aziendale, ma non solo.<br />Andrea Silvestri del Centro Trasferimento Tecnologico FEM ha infatti evidenziato come i dati aziendali rappresentino una risorsa strategica per l’intera filiera. Dall’elaborazione dei dati raccolti in oltre 350 aziende zootecniche provinciali è emerso un quadro estremamente diversificato per tipologia, dimensione e vocazione aziendale che tuttavia mostra ampi margini di crescita per quanto riguarda il grado di diffusione dell’innovazione tecnologica negli allevamenti.<br />Silvia Zomer della Federazione Provinciale Allevatori di Trento, ha illustrato i benefici per gli allevatori derivanti da un’analisi dei dati riguardanti aspetti produttivi, genetici e di fertilità caricati nella piattaforma Si@llEvA. Attraverso un confronto tra allevatore, veterinario e consulenti zootecnici è infatti possibile trasformare i dati grezzi raccolti negli allevamenti in informazioni utili per ottimizzare la sostenibilità aziendale, prevenire criticità e prendere decisioni mirate.<br />Romina Ferrari del Centro Trasferimento Tecnologico, ha quindi presentato due esperienze che vedono coinvolta l’Unità zootecnia della FEM e che hanno in comune il monitoraggio dei dati climatico-ambientali e la loro interpretazione con il fine di efficientare la gestione aziendale dal punto di vista della qualità dei foraggi, del benessere animale e del benessere degli operatori.<br />Marco Peterlini, con la sua analisi dei conti economici delle stalle trentine, ha evidenziato quanto la conoscenza dei dati economici sia importante per avere consapevolezza della propria situazione e pianificare gli investimenti futuri. Tuttavia, a causa dell’estrema volatilità di costi e ricavi l’incidenza sul margine economico degli allevamenti trentini può variare sensibilmente da un’anno all’altro. È quindi opportuno valutare l’andamento medio in un arco temporale medio-lungo. Infine, da parte del Servizio Agricoltura della Provincia autonoma di Trento, Melissa Scommegna e Giorgia Boneccher hanno illustrato la strategia finanziaria provinciale di sostegno al settore zootecnico trentino, anello di congiunzione tra le direttive europee e i fabbisogni reali degli allevatori. <br />Sono state presentate le molteplici opportunità di finanziamento nell’ambito degli investimenti attraverso il canale comunitario del Complemento di Sviluppo Rurale (CSR), ai bandi a totale finanziamento provinciale della L.P. 4/2003 nonché ai fondi del PNRR.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Fondazione Mach - Silvia Ceschini</author></item><item><guid isPermaLink="false">f6081bdc-b846-4641-8b82-99f9d0fa25f2</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/gruppo-cassa-centrale-sace-sace-fct-e-simest-insieme-per-l-internazionalizzazione-delle-imprese</link><title>Gruppo Cassa Centrale, Sace, Sace Fct e Simest insieme per l’internazionalizzazione delle imprese</title><description><![CDATA[<p>Al centro dell'incontro il Credito Fornitore, strumento che consente alle imprese esportatrici di ottenere liquidità e offrire condizioni di pagamento competitive ai clienti esteri.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/jolnopdc/ccbsace.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/gruppo-cassa-centrale-sace-sace-fct-e-simest-insieme-per-l-internazionalizzazione-delle-imprese" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>3500</width><height>2333</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p><strong>Gruppo Cassa Centrale</strong> ha ospitato oggi presso la sede di Trento un incontro con<strong> SACE, SACE FCT</strong> e <strong>SIMEST </strong>dedicato al <strong>Credito Fornitore</strong>, strumento che permette alle imprese esportatrici di concedere dilazioni di pagamento ai clienti esteri, ottenendo al contempo liquidità attraverso lo smobilizzo dei crediti commerciali. L'obiettivo dell'incontro è rafforzare il sostegno alle imprese italiane sui mercati internazionali, facilitando l'accesso a strumenti finanziari e assicurativi a supporto dell'export.</p>
<p>Il <strong>Credito Fornitore</strong> combina le coperture assicurative di SACE, lo sconto dei crediti effettuato da SACE FCT e la possibilità di accedere a un contributo di SIMEST per ridurre i costi finanziari dell'operazione.</p>
<p>L'iniziativa valorizza la collaborazione tra il Gruppo Cassa Centrale e i partner istituzionali a sostegno dell'internazionalizzazione delle imprese. Attraverso la partnership con SACE FCT, le Banche affiliate accompagnano le aziende nell'accesso a strumenti specialistici, mettendo a disposizione la propria conoscenza del tessuto produttivo e affiancandole nei progetti di sviluppo sui mercati esteri.</p>
<p>«La conoscenza delle imprese e il radicamento territoriale sono i punti di forza che ci permettono di accompagnare concretamente i progetti di crescita delle aziende – ha dichiarato <strong>Letterio Merlino, Chief Lending Officer di Gruppo Cassa Centrale</strong> –. La collaborazione con SACE, SACE FCT e SIMEST ci consente di ampliare le opportunità a loro disposizione, integrando il credito tradizionale con strumenti specialistici a supporto dell'internazionalizzazione. Un approccio che rafforza il nostro ruolo di partner delle imprese, anche oltre i confini nazionali».</p>
<p>«Sostenere la crescita internazionale delle imprese italiane significa offrire loro strumenti concreti per competere sui mercati esteri, cogliendo nuove opportunità commerciali e gestendo al meglio i rischi legati all'export. In questo contesto, il Credito Fornitore rappresenta una soluzione particolarmente efficace, perché permette alle aziende di offrire condizioni di pagamento competitive ai propri clienti internazionali, beneficiando al contempo delle coperture assicurative di SACE. La collaborazione con Gruppo Cassa Centrale, SACE FCT e SIMEST valorizza un modello di intervento integrato, capace di accompagnare le imprese nei loro percorsi di internazionalizzazione», ha dichiarato<strong> Maria Luisa Miccolis, Head of Sales PMI di SACE.</strong></p>
<p>«La possibilità di trasformare i crediti commerciali in liquidità rappresenta una leva importante per sostenere la crescita delle imprese sui mercati internazionali. Attraverso lo sconto dei crediti, SACE Fct consente alle aziende esportatrici di ottenere le risorse finanziarie necessarie alla propria attività, pur offrendo condizioni di pagamento dilazionate ai clienti esteri. La collaborazione con Gruppo Cassa Centrale ci permette di coniugare le nostre competenze specialistiche con la conoscenza del tessuto imprenditoriale e il radicamento territoriale delle banche affiliate, favorendo l'accesso delle imprese a soluzioni finanziarie concrete a supporto dell'export», ha aggiunto <strong>Andrea Nebbia, Head of Business Solution di SACE FCT.</strong></p>
<p>«L’internazionalizzazione di un’impresa richiede investimenti, pianificazione finanziaria ed interventi agevolativi mirati a supportarne le ambizioni di crescita. È in questa prospettiva che si inserisce l’intervento di SIMEST nell’ambito del Credito Fornitore: un contributo a fondo perduto che, riducendo il costo dello sconto dei crediti per le aziende esportatrici, ne accresce la liquidità. Fare sistema con partner come Gruppo Cassa Centrale, SACE e SACE FCT significa mettere a fattor comune competenze e strumenti diversi, con un obiettivo condiviso: rafforzare la capacità delle imprese italiane di consolidare la propria presenza sui mercati internazionali», ha concluso <strong>Giancarlo Parente, Responsabile Supporto all'Export di SIMEST.</strong></p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ccb</author></item><item><guid isPermaLink="false">6e492825-c32c-429b-9812-bd2ff61a9923</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/carlo-borzaga-la-ricerca-come-impegno</link><title>Carlo Borzaga, la ricerca come impegno</title><description><![CDATA[<p>L’Università di Trento ed Euricse hanno ricordato Carlo Borzaga con la prima Lecture a lui dedicata, affidata all’economista Jean-Louis Laville, docente di Economia solidale al Conservatoire national des arts et métiers (CNAM) di Parigi e membro della rete internazionale di ricerca EMES.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/im1fnhqf/tortia-salvatori-borzagalecture-01.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/carlo-borzaga-la-ricerca-come-impegno" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>3072</width><height>2070</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p><strong>Carlo Borzaga</strong> ha dedicato la sua attività scientifica allo studio della cooperazione, dell’impresa sociale e del Terzo settore, coniugando ricerca e impegno concreto per lo sviluppo dell’economia sociale. Professore ordinario di Politica economica all’Università di Trento e preside della Facoltà di Economia dal 2003 al 2006, nel 1997 ha fondato l’Istituto Studi Sviluppo Aziende Nonprofit (ISSAN), da cui ha preso avvio il percorso che ha portato alla nascita di EURICSE, di cui è stato presidente fino a maggio 2022. Ha contribuito anche allo sviluppo di reti di ricerca come IRIS Network ed EMES e al dibattito scientifico e legislativo su cooperative sociali, volontariato, disabilità e impresa sociale. Attraverso le sue pubblicazioni e il suo lavoro, ha contribuito a consolidare il riconoscimento dell’economia sociale in Italia e a livello internazionale.</p>
<p>È nel solco di questa eredità che nasce la <strong>Borzaga Lecture</strong>, affidata per la prima edizione a <strong>Jean-Louis Laville</strong>, tra i principali studiosi internazionali dell’economia solidale e dell’impresa sociale. Nel suo intervento, intitolato <em>The conceptual frameworks for social enterprise: Carlo Borzaga’s legacy in the theoretical debate</em>, Laville ha approfondito il contributo di Borzaga allo sviluppo dei quadri teorici dell’impresa sociale e la sua attualità nel dibattito scientifico internazionale. Al centro della riflessione, il ruolo di una pluralità di forme d’impresa, tra cui cooperative e imprese sociali, capaci di coniugare attività economica e perseguimento dell’interesse generale. Organizzazioni con una propria identità, che non si collocano ai margini del mercato, ma contribuiscono a rispondere ai bisogni delle persone e delle comunità e a promuovere un’economia più attenta alla dimensione sociale.</p>
<p>Ad aprire i lavori sono stati <strong>Flavio Deflorian</strong>, Rettore dell’Università degli studi di Trento, e <strong>Paola Iamiceli</strong>, presidente di EURICSE.</p>
<p>«Con questa prima Lecture guardiamo direttamente al futuro delle nostre studentesse e dei nostri studenti, continuando a porci le domande a cui Carlo Borzaga ha dedicato la sua vita di docente e di amico dell’Ateneo - ha commentato il Rettore<strong> Deflorian</strong> - L’economia sociale non è soltanto una delle sfide principali del nostro tempo, ma un’opportunità straordinaria per formare persone capaci di guidare l’innovazione con responsabilità scientifica ed etica. È un’iniziativa che rinnova la nostra capacità di connettere la ricerca con i bisogni reali della società, frutto del lavoro di squadra con EURICSE e del dialogo costante con il territorio».</p>
<p><strong>Paola Iamiceli</strong>, giurista e docente dell’Università di Trento e presidente di EURICSE, ha richiamato la responsabilità di custodire e sviluppare l’eredità scientifica e culturale di Borzaga: «La prima Lecture accademica in onore di Carlo Borzaga rinnova il nostro impegno a custodire e sviluppare un’eredità culturale e scientifica di straordinario valore. In un mondo segnato da trasformazioni profonde, crescenti incertezze e una crisi dei valori che mette alla prova la coesione delle nostre comunità, il suo esempio ci indica una responsabilità precisa: coniugare rigore della ricerca, capacità di visione, contributo alle politiche pubbliche e impegno sociale. Questa Lecture intende offrire uno spazio di conoscenza e dialogo, nel quale il pensiero di Carlo continui a generare domande, orientare scelte e aprire possibilità di cambiamento».</p>
<p>Nel suo intervento, <strong>Ermanno Tortia</strong>, docente dell’Università di Trento, ha ricordato la collaborazione con Borzaga e il sostegno che ha saputo offrire a generazioni di giovani ricercatori e ricercatrici. Ne ha sottolineato l’approccio innovativo allo studio delle organizzazioni sociali e non profit e la capacità di integrare elaborazione teorica e ricerca empirica. Tra i risultati di questo percorso figura anche la rivista scientifica <em>Journal of Entrepreneurial and Organizational Diversity</em> (JEOD).</p>
<p>A commentare la Lecture sono stati <strong>Giulia Galera</strong>, ricercatrice di EURICSE, e <strong>Luigi Bonatti</strong>, docente dell’Università di Trento, che hanno conosciuto da vicino Carlo Borzaga e il suo percorso scientifico e umano.</p>
<p><strong>Galera</strong> ha richiamato l’attualità del suo pensiero e la concezione dell’impresa sociale che Borzaga ha contribuito a sviluppare, fondata sulla specificità delle finalità, dei modelli di governance e del rapporto con le comunità. Una prospettiva innovativa, multidisciplinare e aperta a multipli approcci, che continua a offrire strumenti per comprendere il ruolo di queste organizzazioni nell’economia contemporanea e per orientare la ricerca e le politiche pubbliche.</p>
<p><strong>Bonatti</strong> ha restituito il ritratto di Borzaga come studioso e come persona, ricordandone la statura intellettuale e la capacità di guardare oltre le categorie economiche tradizionali. Ha inoltre richiamato il concetto di <em>biodiversità imprenditoriale</em>, centrale nel suo pensiero: la possibilità che forme d’impresa diverse, animate da motivazioni differenti, convivano nel mercato mantenendo la propria autonomia e contribuendo ciascuna, a modo proprio, alla vita economica e sociale.</p>
<p>In chiusura, <strong>Gianluca Salvatori</strong>, segretario generale di EURICSE, ha ricordato come l’impegno di Borzaga sia andato ben oltre l’ambito accademico. Attivo nella cooperazione, ha contribuito alla crescita di organizzazioni e reti, anche attraverso la Cooperativa di Villa Sant’Ignazio, il consorzio Consolida, il coinvolgimento nella nascita di Federsolidarietà e del Consorzio nazionale CGM e la promozione del Master in Gestione di Imprese Sociali (Master GIS), oggi alla sua 31ª edizione.</p>
<p>Sul piano legislativo, ha offerto un contributo significativo all’elaborazione di norme fondamentali, tra cui la legge 381/1991 sulle cooperative sociali, la legge 68/1999 sul diritto al lavoro delle persone con disabilità e la legge 155/2006 sull’impresa sociale, oltre alla riforma del Terzo settore.</p>
<p>L’eredità scientifica e umana di Carlo Borzaga continua a vivere nel lavoro di EURICSE e nella ricerca sul ruolo delle cooperative, delle imprese sociali e delle altre organizzazioni dell’economia sociale. La Borzaga Lecture intende dare continuità a questo percorso, offrendo uno spazio di confronto internazionale per approfondire le intuizioni di Borzaga e interrogarsi sulle sfide che l’economia sociale è chiamata ad affrontare oggi.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Euricse - Silvia Gadotti</author></item><item><guid isPermaLink="false">82900287-5218-4716-b9bc-6a50d876ed05</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/nel-campo-e-in-bottega-con-il-fse</link><title>Nel campo e in bottega con il Fse</title><description><![CDATA[<p>Tre giovani con fragilità sono stati inseriti nei percorsi di formazione e lavoro della coop sociale Villa Maria, che prevedono attività in aula e di tirocinio pratico per una durata complessiva di 500 ore ciascuno.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/vy0hw1qm/copertina-sara-nella-bottega-di-mi-coltivo.jpeg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/nel-campo-e-in-bottega-con-il-fse" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1600</width><height>1066</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Grazie a un progetto del Fondo Sociale Europeo, cofinanziato dall'Unione Europea, dallo Stato e dalla Provincia di Trento, il Servizio di agricoltura sociale "<strong>Mi Coltivo</strong>" della <strong>cooperativa Villa Maria</strong> ha potuto proporre a tre giovani con fragilità segnalati dal Servizio sociale dei percorsi di formazione e lavoro. Ogni percorso prevede 500 ore, 40 da svolgersi in aula e 460 di tipo laboratoriale. Il progetto rientra nel programma FSE+ 2021-2027 della Provincia autonoma di Trento finalizzato alla promozione dell'occupazione e della qualità del lavoro e all'inclusione sociale.</p>
<p>Due persone, <strong>Manuel e Alessandro</strong>, hanno svolto la parte pratica del percorso negli orti gestiti da Mi Coltivo a Mori. La loro esperienza si è recentemente conclusa. Alessandro è rientrato nelle fila del Servizio come utente, mentre Manuel inizierà a breve un tirocinio in un’azienda agricola, in contatto con Mi Coltivo che gestirà il tutoraggio.</p>
<p>E’ invece ancora in corso il percorso pratico di <strong>Sara</strong> - “Dalla terra al mercato” il titolo - nella bottega che Mi Coltivo ha aperto nel quartiere di Santa Maria a Rovereto. Sara, affiancata dagli operatori di Villa Maria, predispone sugli scaffali del negozio i prodotti in vendita - le verdure fresche degli orti, le passate e i trasformati in vasetto - e accoglie i clienti. E' spesso la testimonial della comunicazione social del progetto: su Fb e Instagram i suoi messaggi video ricevono molti 'like'.    </p>
<p>Nelle prossime settimane Sara, assieme agli addetti e ai volontari della Bottega, sarà impegnata nel confezionamento e nella vendita dei pacchi di Natale con i prodotti di Mi Coltivo proposti alla clientela e alle aziende.</p>
<p>L'esito positivo delle esperienze maturate con il Fse - riferisce <strong>Giacomo Manica</strong>, responsabile di Mi Coltivo - spingerà Villa Maria a partecipare ai nuovi bandi in pubblicazione.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Cooperativa Villa Maria</author></item><item><guid isPermaLink="false">17820da1-0e58-49f7-80a8-7d8743cdccc1</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/fiemme-day-la-val-di-fiemme-cassa-rurale-porta-la-val-di-fiemme-a-bolzano</link><title>Fiemme Day 2026: la Val di Fiemme Cassa Rurale porta la Val di Fiemme a Bolzano</title><description>Rafforzare la presenza della Val di Fiemme Cassa Rurale a Bolzano, facendo conoscere il territorio da cui nasce e le realtà che lo rendono unico.</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/xpkngkzf/fiemmeday.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/fiemme-day-la-val-di-fiemme-cassa-rurale-porta-la-val-di-fiemme-a-bolzano" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>625</width><height>371</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>È questo lo spirito del <strong>Fiemme Day</strong>, l’iniziativa promossa dalla <strong>Val di Fiemme Cassa Rurale</strong> che sabato 17 ottobre porterà in Piazza della Mostra un assaggio della valle attraverso i suoi prodotti, le sue persone e le sue tradizioni.</p>
<p>L’evento si inserisce nel percorso avviato con l’apertura, lo scorso gennaio, della nuova filiale della Cassa Rurale proprio in Piazza della Mostra. Un’occasione per farsi conoscere dalla comunità bolzanina, presentare le proprie radici e raccontare il territorio che la banca rappresenta, creando un ponte tra la Val di Fiemme e il capoluogo altoatesino.</p>
<p>A partire dalle ore 9.00, il pubblico sarà accolto presso il gazebo della Cassa Rurale. Alle 11.00 è prevista la presentazione dell’iniziativa, mentre dalle 12.00 la piazza sarà dedicata alla scoperta e alla degustazione di alcune delle eccellenze del territorio.</p>
<p>Saranno presenti <strong>Caseificio Sociale Val di Fiemme di Cavalese, Caseificio Sociale di Predazzo e Moena, Pastificio Felicetti, Tito Speck – Il Maso dello Speck, Birra di Fiemme, Cooperativa Sociale Agricola Terre Altre, Rizzoli Cucine e Consorzio Impianti a Fune Fiemme-Obereggen</strong>. Realtà diverse per storia, attività e prodotti, unite dal forte legame con la Val di Fiemme.</p>
<p>Quella proposta durante il Fiemme Day sarà però solo una <strong>piccola selezione di ciò che il territorio ha da raccontare</strong>. Una valle non si può racchiudere in un elenco di prodotti: è fatta di imprese, artigiani, agricoltori, operatori turistici, associazioni e persone che ogni giorno contribuiscono a costruirne l’identità.</p>
<p>La giornata sarà accompagnata dalla musica de <strong>I Tre Fiamazi – Fleimstaler</strong>, che porteranno in Piazza della Mostra suoni e atmosfera della tradizione, creando una cornice di festa e convivialità.</p>
<p>«Con l’apertura della filiale di Bolzano abbiamo scelto di essere più vicini a una nuova comunità, portando con noi i valori e le radici che ci contraddistinguono. Con il Fiemme Day vogliamo far conoscere la Val di Fiemme attraverso le sue eccellenze, le persone e le realtà che la animano, creando un’occasione di incontro tra due territori vicini. Quello che presenteremo sarà solo un piccolo assaggio di una valle ricca e articolata, che va ben oltre i prodotti che porteremo in piazza. È un modo per condividere la nostra identità e rafforzare le relazioni con la comunità bolzanina», commenta <strong>Marco Misconel, presidente della Val di Fiemme Cassa Rurale</strong>.</p>
<p>Fiemme Day – Val di Fiemme: territorio, tradizioni ed eccellenze</p>
<p>Sabato 17 ottobre 2026 | Piazza della Mostra, Bolzano</p>
<p>Iniziativa aperta al pubblico | Dalle ore 9.00 alle 18.00</p>
<p> </p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">ValdiFiemme Cassa Rurale</author></item><item><guid isPermaLink="false">2203d3a5-548c-43dd-9aa1-a7074d291cf2</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/grande-partecipazione-a-cles-per-la-24esima-edizione-del-fiaba-day</link><title>Grande partecipazione a Cles per la 24esima edizione del Fiaba Day</title><description><![CDATA[<p>La comunità si unisce a Gsh per l'abbattimento delle barriere architettoniche.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/4ywdmhg5/fiaba-day.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/grande-partecipazione-a-cles-per-la-24esima-edizione-del-fiaba-day" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2000</width><height>1500</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Si è celebrata a Cles in Val di Non la 24esima edizione del FIABA Day, la Giornata Nazionale per l'abbattimento delle barriere architettoniche organizzata da Fiaba Ets.</p>
<p>La cooperativa Sociale GSH ha voluto mostrare anche quest’anno alla comunità la propria presenza attiva, fornendo un contributo concreto per stimolare la popolazione a una riflessione collettiva sul tema dell'accessibilità. A testimoniare questo impegno, in collaborazione con l’amministrazione comunale di Cles, GSH ha posizionato davanti al Palazzo Assessorile una speciale cornice simbolica.</p>
<p>L’installazione, che ha subito richiamato l’attenzione di molti passanti, rappresenta una persona che si muove in sedia a rotelle e una rampa che si contrappone a una scalinata, mettendo visivamente in evidenza il concetto del superamento degli ostacoli. La sagoma ha fatto così da punto di aggregazione per un momento di condivisione che ha unito utenti, operatori, rappresentanti della cooperativa e cittadini, tutti raccolti attorno al messaggio centrale della giornata.</p>
<p>Ad accompagnare l'installazione è stata inserita una descrizione testuale per spiegare ai passanti il significato del FIABA Day, l'impegno decennale di GSH e il valore della sinergia con il Comune di Cles.</p>
<p><strong>Michele Covi</strong>, Presidente della Cooperativa GSH, sottolinea il profondo significato dell'iniziativa: "Il mondo, purtroppo, non è ancora costruito per tutte le persone. Impegnarsi per eliminare le barriere architettoniche significa attivare il nostro senso di responsabilità: spesso sono proprio le piccole azioni quotidiane di ogni cittadino a fare la differenza, perché l’abbattimento delle barriere inizia innanzitutto nella testa di ognuno di noi”.</p>
<p>GSH da quasi vent'anni porta avanti il progetto “Una Valle Accessibile a Tutti”, un’iniziativa di sensibilizzazione e impegno sociale nata per affrontare il tema delle barriere architettoniche e dell'inclusione nel territorio.</p>
<p><em>“Anche se nel corso degli ultimi anni molte cose sono cambiate in </em>meglio -spiega <strong>Stefania Tomasi, educatrice GSH e coordinatrice del progetto</strong>-<em> il nostro impegno rimane lo stesso, poiché molti luoghi risultano ancora inaccessibili ed è spesso l'ambiente stesso a creare gli ostacoli. Mettiamo quindi a disposizione la nostra esperienza a chiunque voglia migliorare l’accessibilità di spazi e servizi per le persone con disabilità. Il nostro è creare le condizioni affinché tutti possano muoversi ovunque, liberamente e in totale autonomia"</em>.</p>
<p>Durante l'intera giornata di ieri, l'installazione si è trasformata in un vero e proprio strumento di sensibilizzazione interattiva: i cittadini interessati sono stati infatti invitati a scattarsi una foto con la cornice per poi pubblicarla sui propri canali social, taggando Fiaba onlus, GSH e il Comune di Cles.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Gsh</author></item><item><guid isPermaLink="false">8ddc1fba-de85-4ca1-9d6c-2dbbd0213182</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/biodiversita-urbana-pieno-successo-per-le-due-giornate-di-team-building-esg-di-seaconsulenze-a-lavis</link><title>“Biodiversità Urbana”: pieno successo per le due giornate di team building Esg di Seaconsulenze a Lavis</title><description>Oltre 60 dipendenti e collaboratori di Seaconsulenze hanno preso parte alle due giornate di team building ESG realizzate a fine Settembre in collaborazione con il Comune di Lavis e il MUSE – Museo delle Scienze di Trento, per la tutela degli impollinatori urbani.</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/5axhvw5m/seaconsulenzebio.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/biodiversita-urbana-pieno-successo-per-le-due-giornate-di-team-building-esg-di-seaconsulenze-a-lavis" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>4501</width><height>3001</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[Si sono svolte venerdì 25 e mercoledì 30 settembre le due giornate operative del progetto «Biodiversità Urbana», il team building promosso da Seaconsulenze lungo il torrente Avisio e nel Parco Urbano «Don Paride Chiocchetti». Hanno partecipato quasi la totalità dei dipendenti e collaboratori dell'azienda, per un totale di oltre 60 persone nelle due giornate. Tutte le attività sono state realizzate secondo programma: al Parco Urbano sono stati installati un Bee hotel e due aiuole di piante autoctone amiche degli impollinatori; lungo l'Avisio sono stati posizionati un Nest block per il monitoraggio delle api solitarie, create due aree a sfalcio ridotto e condotta un'attività di segnalazione delle specie vegetali alloctone presenti nell'area. <br />Per Seaconsulenze la sostenibilità è un valore che guida ogni attività aziendale, oltre i numeri e gli obblighi normativi: ogni giorno l'azienda supporta le imprese clienti nell'integrare gli aspetti ambientali, sociali e di governance nei propri processi, convinta che competitività e sostenibilità crescano insieme. Da questa visione è nata la volontà di trasformare l'impegno quotidiano in un'azione concreta: un progetto a favore della biodiversità che ha rafforzato il legame con il territorio e dimostrato come la sostenibilità possa generare valore reale per l'ambiente, le persone e la comunità. <br />Le due giornate sono state vissute all'insegna della collaborazione e del buonumore, con momenti di sana competizione tra i gruppi al lavoro, e si sono concluse con la soddisfazione diffusa di vedere concretamente il risultato del proprio impegno sul territorio. <br />Dott. Cristian Roverato, Direttore di Seaconsulenze: «Crediamo che la crescita della nostra azienda passi anche attraverso la cura del territorio che ci ospita. Questo progetto ci ha uniti attorno a un obiettivo comune: trasformare il lavoro di squadra in un'azione concreta per la biodiversità e per la comunità di Lavis.» <br />Luca Paolazzi, Sindaco del Comune di Lavis: «Ringrazio Seaconsulenze e Ecoopera per aver deciso di organizzare e attuare il progetto “Biodiversità Urbana”, con la competente collaborazione del MUSE, e tutti i lavoratori coinvolti per l'impegno dedicato all'ottima riuscita dell'iniziativa. La gestione del bene pubblico e degli spazi comuni richiede sempre più una compartecipazione ampia e una corresponsabilità tra l'ente pubblico e i soggetti privati. In tal senso la scelta di Seaconsulenze e Ecoopera, che evidenzia una spiccata responsabilità sociale d'impresa, crediamo possa essere non solo una buona pratica ma anche un esempio da seguire per la definizione di nuovi modelli condivisi di cura e valorizzazione del nostro territorio.»<br />Franco Castellan, Assessore al verde, ambiente, promozione turistica, beni comuni e partecipazione del Comune di Lavis: «Esprimo un grande apprezzamento per il progetto promosso da Seaconsulenze e Ecoopera e realizzato con il coinvolgimento attivo dei loro dipendenti e il supporto scientifico dei ricercatori del MUSE. Due mezze giornate di attività formative e manuali vissute in spirito di gruppo hanno permesso non solo di accrescere i legami tra colleghi di lavoro, ma di offrire alla comunità di Lavis un esempio di attenzione verso l'ambiente e gli insetti impollinatori. Le due aree a sfalcio ridotto lungo la passeggiata sull'Avisio, seminate con specie vegetali nettarifere, e le strutture per la nidificazione delle api solitarie e di altri insetti impollinatori installate anche al Parco Urbano, rimarranno a disposizione della popolazione, che ne potrà osservare l'evoluzione nelle varie stagioni. Questi luoghi potranno inoltre diventare vere e proprie aule all'aperto per le scuole, utili ad ampliare le conoscenze e la sensibilità ambientale degli studenti, grazie ai contenuti <br />della cartellonistica esposta e ai risultati del monitoraggio che i ricercatori del MUSE condurranno sulle nidificazioni degli insetti e sui pollini raccolti.» <br />Nicola Vanin, Presidente di Seaconsulenze: «È stata una grande soddisfazione vedere la conclusione di questo percorso di collaborazione tra la nostra realtà, che ogni giorno si dedica al mondo dell'ambiente, e il territorio di Lavis. Un ringraziamento va al Comune di Lavis, che ha reso possibile tutto questo, e ai formatori del MUSE, che hanno saputo coinvolgere le persone e hanno garantito un prezioso supporto tecnico <br />e scientifico.» <br />Il percorso di «Biodiversità Urbana» si concluderà mercoledì 21 ottobre 2026 con una serata istituzionale e divulgativa al MUSE di Trento, momento di restituzione pubblica dell'intero progetto alla presenza dei partner coinvolti e dei formatori del museo.]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Sea Consulenze - Gaia Baldo</author></item><item><guid isPermaLink="false">ed57c2eb-536c-4fb8-8b7b-8f7e64fc4590</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/porta-in-tavola-un-gesto-che-conta-torna-un-morso-un-sorso-di-felicita</link><title>Porta in tavola un gesto che conta: torna “Un morso, un sorso di felicità”</title><description><![CDATA[<p>La 22esima edizione della campagna di raccolta fondi. Il 2 e il 9 ottobre la campagna sarà presente in 49 punti vendita SAIT Coop e Famiglie Cooperative e in numerosi eventi del territorio.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/r32b0e45/presentazione1.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/porta-in-tavola-un-gesto-che-conta-torna-un-morso-un-sorso-di-felicita" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2048</width><height>1144</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Torna <strong>“Un morso, un sorso di felicità”</strong>, la campagna di raccolta fondi di <strong>Anffas Trentino</strong>, ma quest’anno lo fa con un volto nuovo, che è stato illustrato questa mattina in conferenza stampa nel foyer della Sala inCooperazione. Giunta alla <strong>22esima edizione</strong>, l’iniziativa rinnova profondamente la propria proposta e sceglie di sostenere <strong>Articà</strong>, l’atelier d’arte di Anffas Trentino, mettendo insieme in un unico sacchetto solidale prodotti del territorio, creatività e una nuova rete di collaborazioni. Non cambia, invece, l'obiettivo della campagna: raccogliere risorse per sostenere i progetti e i servizi di Anffas Trentino e, allo stesso tempo, incontrare la comunità, portando nelle piazze, nei punti vendita e negli eventi del territorio una storia fatta di persone, capacità e possibilità. Con un piccolo gesto, dunque, ciascuno può sostenere un grande progetto.</p>
<p><em>«Possiamo dire che “Un morso, un sorso di felicità” sia ormai un’iniziativa della collettività </em>– ha ricordato la <strong>Presidente di Anffas Trentino Claudia Morelli</strong> –<em>. La 22esima edizione ci vedrà di nuovo nei punti vendita Sait, nelle Famiglie Cooperative e nelle piazze. Condivideremo, quindi, diversi momenti insieme alla comunità trentina, della quale facciamo pienamente parte. Aderendo alla campagna, quest’anno si va a sostenere un progetto a cui Anffas tiene particolarmente, che è quello di Articà, il laboratorio artistico di Anffas Trentino. E nel sacchetto di “Un morso, un sorso di felicità” quest’anno restituiamo alla comunità anche il prodotto di questa attività educativa, delle vere e proprie opere d’arte realizzate dagli utenti di Articà con sensibilità e impegno».</em></p>
<p><strong>La buona causa del 2026 è Articà</strong></p>
<p>È questa la principale novità dell’edizione 2026. Il ricavato di <strong>“Un morso, un sorso di felicità”</strong> sarà destinato ad <strong>Articà</strong>, l’atelier d’arte di Anffas Trentino nato nel 2009 e oggi presente a <strong>Trento, nell’Alto Garda, a Tione, Borgo Valsugana e Fiera di Primiero</strong>.</p>
<p>Articà è uno spazio nel quale l’arte diventa strumento di espressione, benessere, crescita e relazione. Nel corso del 2025 ha coinvolto circa <strong>70 persone con disabilità</strong>, attraverso otto progettualità interne e numerose collaborazioni con amministrazioni, associazioni e altre realtà del territorio. <em>«Scegliere “Un Morso, Un Sorso di Felicità” significa quest’anno soprattutto contribuire a sostenere uno spazio nel quale le persone con disabilità possono esprimere il proprio talento, sperimentare, incontrare gli altri e trovare nuove possibilità di partecipazione»,</em> ha spiegato <strong>Mariachiara Giorgi</strong>, responsabile del laboratorio Articà.</p>
<p><strong>Dentro il nuovo sacchetto, il Trentino che si incontra</strong></p>
<p>Anche il cuore della campagna cambia. Con una <strong>donazione minima di 12 euro</strong> sarà possibile ricevere un sacchetto solidale che contiene: una confezione di <strong>Penne Rigate Originale Felicetti</strong>, una confezione di <strong>Spaghetti Originale Felicetti</strong>, una passata di pomodoro biologica <strong>Bio Debiasi</strong>, la riproduzione di un’opera realizzata dagli artisti di <strong>Articà</strong>, materiale informativo, una <strong>ricetta dello chef stellato Alessandro Gilmozzi</strong>, per valorizzare i prodotti contenuti nel sacchetto.</p>
<p>Il nuovo formato mette così insieme i prodotti di qualità del territorio e la creatività delle persone di Anffas Trentino. E anche il sacchetto è stato pensato per andare oltre il momento della donazione: realizzato in cotone naturale, può continuare a essere utilizzato nella vita quotidiana.</p>
<p><strong>La cucina incontra l’inclusione: la collaborazione con Alessandro Gilmozzi</strong></p>
<p>Tra le nuove collaborazioni dell’edizione 2026 spicca quella con lo <strong>chef stellato Alessandro Gilmozzi</strong>, che ha scelto di affiancare Anffas Trentino mettendo a disposizione la propria esperienza e creatività. Gilmozzi è protagonista dello <strong>spot della campagna</strong>, realizzato presso il <strong>Pastificio Felicetti</strong>, dove prepara la pasta insieme ad alcune persone con disabilità utenti di Anffas Trentino. Un modo per raccontare con immagini semplici e concrete il valore della collaborazione e della partecipazione. Lo chef ha inoltre firmato una ricetta pensata appositamente per valorizzare i prodotti contenuti nel nuovo sacchetto solidale.</p>
<p><em>«Da sempre dico che quello che facciamo per gli altri ogni singolo giorno rispecchia il futuro per noi stessi e per quelli che non conosceremo mai. Il progetto “Un morso, un sorso di felicità” per me è tutto questo. La giornata trascorsa con i ragazzi è stata per me e il mio staff piena di emozioni profonde. Grazie a loro che sono davvero speciali». </em>Così lo chef stellato <strong>Alessandro Gilmozzi</strong>.</p>
<p><strong>La campagna torna nelle comunità trentine</strong></p>
<p>“Un morso, un sorso di felicità” sarà anche quest’anno una campagna diffusa sul territorio, grazie alla collaborazione con <strong>SAIT Coop e le Famiglie Cooperative</strong>. Nelle giornate di <strong>venerdì 2 e venerdì 9 ottobre</strong>, i sacchetti solidali saranno disponibili in <strong>49 punti vendita SAIT Coop e Famiglie Cooperative del Trentino</strong>. Un ulteriore appuntamento è previsto <strong>sabato 17 ottobre al Coop Superstore di Trento</strong>. La campagna sarà inoltre presente in piazza e in occasione di alcuni dei principali appuntamenti del territorio, tra cui <strong>Autumnus Trentino</strong>, in programma dall’8 all’11 ottobre. Saranno coinvolte Trento e numerose comunità, tra cui <strong>Borgo Valsugana, Fiera di Primiero, Cavalese, Tione e Arco</strong>. Una presenza capillare che permetterà ad Anffas Trentino di incontrare migliaia di persone, raccontare Articà e far conoscere più da vicino le attività dell’associazione.</p>
<p><em>«Vorrei partire dai ringraziamenti, perché per SAIT e per la nostra rete di Famiglie Cooperative è un piacere poter rinnovare il sostegno all’iniziativa “Un morso, un sorso di felicità” promossa da Anffas Trentino</em> – ha dichiarato il Presidente di SAIT Coop, <strong>Renato Dalpalù</strong> –. <em>Credo che la capillarità del nostro Sistema possa rappresentare un’opportunità concreta per dare visibilità e sostenere progetti che nascono dalla comunità e sono rivolti alle persone e alle famiglie che ne fanno parte. Siamo quindi felici di mettere a disposizione i nostri punti vendita e di accompagnare ancora una volta Anffas Trentino in un’iniziativa che traduce concretamente valori importanti come inclusione, dignità e rispetto».</em></p>
<p><strong>Le parole delle istituzioni</strong></p>
<p><strong>Giulia Casonato, Assessora alle politiche sociali, casa e partecipazione del Comune di Trento: </strong><em>«Da parte del Comune, un grazie ad Anffas, perché ci permette anche quest’anno di fare la nostra parte. È un’iniziativa che trasforma un gesto comune in un gesto concreto di solidarietà, e questo è importante non solo per ciò che genera, ma anche per il messaggio di inclusione che lancia: ognuno può fare la propria parte. Grazie, quindi, ad Anffas per questa iniziativa, che permette anche a noi di contribuire. Grazie ancora!».</em></p>
<p><strong><em>Mario Tonina, Assessore alla salute, politiche sociali e cooperazione della Provincia autonoma di Trento:</em></strong><em> «Cooperazione e mondo del privato insieme per condividere percorsi e progetti che possono e devono fare la differenza: da assessore alla cooperazione non posso che lodare un'iniziativa come questa. Ancora una volta la cooperazione, il volontariato e la nostra autonomia rappresentano i nostri valori di riferimento”: così l’assessore provinciale alla salute, politiche sociali e cooperazione Mario Tonina che nel suo intervento ha ricordato anche il percorso condiviso che ha portato nel 2025 all’approvazione di una legge provinciale in materia di volontariato. “Esperienze come questa – ha aggiunto Tonina -  possono supportare in modo significativo una realtà come Anffas, che garantisce nell'ambito della disabilità percorsi importanti e sempre innovativi”. Tonina ha evidenziato anche il suo apprezzamento per la scelta di valorizzare con questa iniziativa i prodotti trentini, facendo anche promozione territoriale attraverso un lavoro di squadra».</em></p>
<p><strong>Claudio Soini, Presidente del Consiglio della Provincia autonoma di Trento:</strong> <em>«Quello che mi stupisce del mondo Anffas è la capacità di creare rete e sinergia, mettendo in moto aziende, mondo del volontariato e istituzioni per delle giuste cause. Anche la 22esima edizione di “Un morso, un sorso di felicità” mette in campo una rete, crea sinergie e dà supporto a chi ha bisogno di essere sostenuto e accompagnato. Di questo rendiamo merito ad Anffas e a tutte le aziende che hanno aderito a questo bellissimo progetto, mettendo in evidenza le eccellenze del nostro territorio, dai prodotti alle ricette degli chef stellati. È davvero un connubio che rende ancora una volta il nostro Trentino un modello da esportare, un modello di Autonomia a cui tanti guardano con grande attenzione e, consentitemelo, anche con un po’ di invidia. Andiamo avanti così, tutti uniti per uno stesso scopo».</em></p>
<p><strong>Una rete che cresce</strong></p>
<p>La campagna nasce anche grazie a una rete ampia di partner, aziende, associazioni, scuole, famiglie, operatori e volontari. Quest’anno saranno <strong>oltre 100 i volontari</strong> coinvolti nelle diverse fasi dell’iniziativa, dal confezionamento dei prodotti alla distribuzione dei materiali, fino alla gestione dei banchetti.</p>
<p>Saranno protagonisti anche alcuni gruppi scout e parrocchiali, insieme alle persone con disabilità e agli educatori di Anffas Trentino. Una partecipazione che trasforma la raccolta fondi in un'occasione concreta di incontro e collaborazione.</p>
<p>Fondamentale il contributo dei partner che hanno scelto di condividere finalità e valori dell’iniziativa: <strong>Pastificio Felicetti, Bio Debiasi, SAIT Coop e Andreatta&amp;Nicoletti sas</strong>, insieme alle altre realtà che hanno collaborato alla campagna.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Anffas Trentino </author></item><item><guid isPermaLink="false">46d7e857-f663-4142-8ea9-4dd07ace8752</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/bts-sostiene-il-green-center</link><title>Bts sostiene il Green Center</title><description><![CDATA[<p>«Progetto che aiuta le persone e impiega professionalità di alto livello».</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/gd4nmwqg/greencenter.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/bts-sostiene-il-green-center" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2008</width><height>1339</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Con un importante finanziamento di 30mila euro, dipanato su 3 annualità, la Bts Banca Trentino-Südtirol sostiene il progetto, un’iniziativa nata grazie all’impegno e alla visione della Civica Apsp di Trento per dare risposta in particolare alle persone che si trovano a vivere una iniziale difficoltà cognitiva e, in generale, a chi desidera prendersi cura di sé per un invecchiamento sano e attivo. Il momento della presentazione alla stampa è stato anche un’occasione per dare voce ai molti partner che partecipano attivamente al progetto e che lo sostengono, e che hanno colto la portata innovativa di una progettualità capace di mettere insieme pubblico, privato e terzo settore per rispondere a bisogni che rischiano di rimanere inascoltati perché difficilmente incasellabili.</p>
<p>Impegnato in prima persona sul Green center è <strong>Paolo Holneider</strong>, vice presidente dell’Apsp Civica. È stato lui a introdurre e moderare i lavori. La direttrice dell’Apsp, <strong>Francesca Galeaz</strong>, ha spiegato la nascita del progetto: voluto per sostenere quelle persone che, pur non avendo ancora una diagnosi, si trovano ad affrontare i primi segnali di un decadimento. Il green center risponde agendo su tre fattori: esercizi per la mente, movimento fisico e relazioni. A fornire ulteriori dettagli è stato lo psicologo <strong>Massimiliano Balbi</strong>.</p>
<p>La presidente dell’Apsp <strong>Michela Chiogna</strong> ha ringraziato tutti i soggetti che fanno vivere questa iniziativa e, in particolare, il vicepresidente Holneider: «Questi progetti funzionano grazie soprattutto a uno sforzo che va oltre il ruolo istituzionale e diventa impegno personale e umano». Un indirizzo di saluto è venuto anche da parte di Handicrea col presidente <strong>Sergio Anesi</strong>.</p>
<p>Per Bts, a intervenire è stato il vice presidente <strong>Ermanno Villotti</strong>: «Normalmente il nostro istituto decide di anno in anno quali iniziative finanziare e in che entità. Qui abbiamo fatto un’eccezione. Il supporto si articola su tre anni perché abbiamo colto la valenza del progetto che si focalizza sull’aiuto concreto alle persone. Altrettanto, abbiamo colto l’altissimo livello di professionalità coinvolte».</p>
<p>L’assessore provinciale <strong>Mauro Tonina</strong> si è unito al plauso collettivo: «Green Center propone un progetto sociale lodevole, che dimostra quanto sia sempre più necessario impegnarci per dare risposte concrete alle persone e ai temi della fragilità. Il Trentino è anche questo: la capacità di fare rete e di sostenere progetti rivolti a chi è più fragile e ha maggiormente bisogno di aiuto. All’interno di questa rete, il volontariato sa essere protagonista e rappresenta una risorsa preziosa per la nostra comunità. E proprio sul tema dell’assistenza, sanitaria e sociale, voglio confermare il mio impegno e di tutta la Giunta provinciale sul fronte della prevenzione e della promozione della salute: dalla nascita di Asuit alle Case di comunità, fino al disegno di legge sull’integrazione sociosanitaria, che a novembre approderà in Consiglio. Sempre a novembre partirà inoltre un progetto dedicato alla prevenzione con il professor Luigi Fontana, medico e scienziato trentino che tornerà dall’Australia per investire nel nostro territorio. Un grazie ad Apsp Civica di Trento e anche a Bts, che confermano ancora una volta il loro impegno e la loro sensibilità. Una sensibilità che il presidente ha dimostrato anche attraverso la donazione di due milioni di euro al settore sanitario, a testimonianza dell’attenzione che il mondo della cooperazione sa garantire per il benessere dei cittadini».</p>
<p>Infine l’assessora comunale alle politiche sociali <strong>Giulia Casonato</strong>: «Di questo progetto del Green center mi piace sottolineare un elemento: chi lo ha proposto è partito dalla domanda “Cosa serve? Cosa vogliamo fare?” e da lì ha poi sviluppato il percorso per riuscire a trovare il “come” farlo. Un orientamento ai bisogni reali delle persone, corredato dalla capacità di trovare poi le modalità concrete per fornire le soluzioni».</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Bts Banca Trentino-Südtirol</author></item><item><guid isPermaLink="false">2bef37f2-d106-44b1-859e-07241212da17</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/festa-di-inizio-scuola-con-la-cassa-rurale-val-di-non-rotaliana-e-giovo-2</link><title>Festa di inizio scuola con la Cassa Rurale Val di Non – Rotaliana e Giovo</title><description><![CDATA[<p>“In attesa del… Primo giorno di scuola”.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/2iwhgp4m/sfm-2973.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/festa-di-inizio-scuola-con-la-cassa-rurale-val-di-non-rotaliana-e-giovo-2" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>4928</width><height>3280</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Si è rinnovato il consueto appuntamento con “In attesa… del primo giorno di scuola”, la festa con cui la Cassa Rurale Val di Non – Rotaliana e Giovo saluta l'inizio dell'anno scolastico. L'evento si è svolto venerdì 4 settembre nella cornice dell'Istituto Martino Martini.</p>
<p>La giornata ha radunato oltre 600 partecipanti – tra giovani studenti, genitori e parenti provenienti dalla Val di Non, dalla Piana Rotaliana e dalla Val di Cembra – insieme a docenti e dirigenti scolastici. Una grande festa collettiva per sottolineare il valore di una tappa fondamentale e ricca di emozioni: l'ingresso dei bambini nel mondo della scuola primaria.</p>
<p>Questo progetto, nato da un’idea della Cassa Rurale più di vent'anni fa, punta a mettere al centro l’intera comunità educante, riconoscendo il ruolo cruciale di dirigenti, insegnanti, collaboratori scolastici, famiglie e degli stessi alunni.</p>
<p>Il pomeriggio si è aperto con i saluti delle autorità. Il Presidente della Cassa Rurale, <strong>Silvio Mucchi</strong>, nel portare i saluti del Consiglio di Amministrazione e del Collegio Sindacale, ha rivolto un caloroso augurio ai piccoli studenti, confermando l’impegno dell’istituto a sostenere le famiglie durante il percorso scolastico. “La grande partecipazione a queste iniziative dimostra il valore profondo del sistema cooperativo e il forte legame della nostra Cassa Rurale con il territorio”, ha dichiarato Mucchi. “Vedere così tante persone riunite per festeggiare un momento importante nella vita dei nostri bambini ci riempie di orgoglio. Per loro comincia un nuovo viaggio, fatto di apprendimento, relazioni ed esperienze che contribuiranno a formare i cittadini di domani”. Il Presidente ha inoltre sottolineato l’importanza della fitta rete di relazioni e del sostegno reciproco che legano gli istituti scolastici alla Cassa Rurale, in una collaborazione costante a favore della crescita delle comunità locali.</p>
<p>Successivamente, il Direttore Generale <strong>Massimo Pinamonti</strong> ha posto l’accento sul traguardo della 25ª edizione della manifestazione: dal 2002 al 2026, l’iniziativa ha accolto quasi 7.000 bambini, a ciascuno dei quali è stato consegnato uno zainetto, simbolo concreto della vicinanza della banca alle famiglie del territorio. “Accanto all’attività bancaria, la Cassa Rurale promuove costantemente iniziative sociali ed educative a favore del territorio, dedicando particolare attenzione alla cultura economica delle nuove generazioni”, ha aggiunto Pinamonti, citando l’esempio della “Patente Finanziaria”, un percorso formativo che ha già coinvolto centinaia di adolescenti delle valli, accompagnandoli nella conoscenza di concetti economici utili nello studio e nella vita quotidiana e di MiFormo, il museo interattivo del risparmio cooperativo a Denno.</p>
<p>All'evento hanno preso parte anche il sindaco di Mezzolombardo, <strong>Michele Dalfovo</strong>, e i dirigenti scolastici <strong>Stefano Morelato</strong> (Istituto Comprensivo Mezzolombardo Paganella), <strong>Licia Campi</strong> (Istituto Comprensivo Bassa Anaunia Tuenno) e <strong>Massimo Gaburro</strong> (Istituto Comprensivo Bernardo Clesio Cles).</p>
<p>La festa si è conclusa all’insegna del divertimento, con un ricco programma di animazione che ha coinvolto i più piccoli tra truccabimbi, maghi, trampolieri, sculture di palloncini, cantastorie e laboratori creativi. A chiudere il pomeriggio, la consegna dello zainetto scolastico offerto dalla Cassa Rurale alle famiglie partecipanti.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Cassa Rurale Val di Non Rotaliana e Giovo</author></item><item><guid isPermaLink="false">306d1b24-18a6-43e2-9aa4-8ab6dea91988</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/in-su-la-via-comunita-in-festa</link><title>"In su la via – Comunità in festa”</title><description><![CDATA[<p>Quattro giorni di mostre, incontri e musica nell’Alta Valsugana. Venerdì 11 settembre focus sulle nuove generazioni con il talk “Alcide e Karl” insieme all’influencer Giacomo Panozzo.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/edwnpcad/palazzo-a-prato.jpeg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/in-su-la-via-comunita-in-festa" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>4032</width><height>2268</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Dal 10 al 13 settembre 2026, Palazzo a Prato (sede della Fondazione Cassa Rurale Alta Valsugana in via Maier) si trasformerà nel cuore pulsante di <strong>“In su la via – Comunità in festa”</strong>. La rassegna propone un ricco calendario di appuntamenti per riscoprire il patrimonio identitario del territorio, aprendosi poi all’intera comunità dell’Alta Valsugana.</p>
<p>Il via <strong>giovedì 10 settembre</strong> a Palazzo a Prato con l'inaugurazione del nuovo spazio espositivo al primo piano e della mostra dedicata ad Agostino Martinelli (1914-1998), curata dall'architetto Roberto Festi. L'evento segna anche il lancio di “<strong>RISVEGLI</strong>”, progetto permanente per la <strong>valorizzazione degli artisti locali</strong>. La serata sarà arricchita da un momento musicale e da un rinfresco conviviale.</p>
<p>Punto di forza del programma sarà l'appuntamento di <strong>venerdì 11 settembre alle ore 18.00</strong>, pensato in modo specifico per il <strong>target giovanile</strong>: il talk <strong>“Alcide e Karl”</strong>, organizzato per l'<strong>80° anniversario dell'Accordo De Gasperi-Gruber</strong>. L'incontro proporrà una riflessione sull'autonomia del Trentino-Alto Adige lontana dai soliti schemi accademici, puntando su un linguaggio contemporaneo e sulla partecipazione diretta del pubblico. Tra i relatori figurano il celebre divulgatore digitale e influencer <strong>Giacomo Panozzo</strong>, <strong>Marco Odorizzi</strong> (direttore della <strong>Fondazione Trentina Alcide De Gasperi</strong>), lo studioso <strong>Giorgio Martini</strong> e <strong>Nicola Tomasi </strong>(comunicatore e appassionato di innovazione digitale), guidati dalla moderazione di <strong>Gabriele Buselli</strong>.</p>
<p>Il percorso proseguirà <strong>sabato 12 settembre</strong> con “<strong>Sulle tracce di Alcide</strong>” presso l’<strong>Albergo Museo alla Corona di Montagnaga di Pinè</strong>, accompagnato da una visita guidata inedita e da un'esposizione di auto d'epoca a cura della Scuderia Trentina Storica.</p>
<p>Infine, <strong>domenica 13 settembre</strong> alle ore 11.00, la manifestazione si concluderà con la “<strong>Sveglia della Sagra</strong>”: un aperitivo aperto a tutti con la sfilata della <strong>Banda Sociale di Pergine</strong> per le vie del centro.</p>
<p>Per maggiori dettagli su tutti gli appuntamenti del programma è possibile consultare il sito: <a href="https://fondazionecrav.it">https://fondazionecrav.it</a></p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Fondazione FondazioneCrav</author></item><item><guid isPermaLink="false">87263e18-e8be-4d2d-94e3-d58a139e9a07</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/in-colonia-con-villa-maria</link><title>In colonia con Villa Maria</title><description><![CDATA[<p>Dalla conclusione delle scuole a fine agosto la cooperativa sociale ha gestito, in collaborazione con i Comuni, cinque centri estivi: a Calliano, Villa Lagarina, Vallarsa, Moscheri e Terragnolo.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/uoslw2o0/00-copertina-coloniacalliano-58.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/in-colonia-con-villa-maria" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1744</width><height>1045</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Sono stati 266 i bambini e le bambine che hanno frequentato le colonie estive gestite dalla <strong>coop sociale Villa Maria</strong> con sede a Calliano. L’attività è partita a metà giugno e si è conclusa a fine agosto. Quest’anno la proposta della cooperativa si è ulteriormente allargata: ai centri estivi di Calliano, Villa Lagarina e Vallarsa, già attivi le scorse estati, si sono aggiunti i centri di Moscheri e Terragnolo. Del servizio hanno usufruito bambini e ragazzi dai 3 ai 14 anni. Le famiglie in possesso dei requisiti hanno potuto utilizzare per il pagamento della frequenza i buoni di servizio della Provincia. Attraverso l’offerta dei centri estivi Villa Maria ha inteso anche supportare i genitori dei bambini andando incontro alle loro esigenze di conciliazione casa-lavoro.</p>
<p>“L’estate è un momento per rallentare e decomprimere. Le colonie - spiega <strong>Elena Facchini</strong>, responsabile dell’area socio-educativa di Villa Maria - hanno offerto ai piccoli utenti un’occasione di crescita relazionale differente da quella vissuta per nove mesi all’interno della scuola. Ogni partecipante ha potuto sperimentarsi nella relazione con il gruppo dei coetanei, con il supporto costante degli educatori”.</p>
<p>La strutturazione delle singole giornate e dei soggiorni settimanali ha mirato a creare un equilibrio tra il bisogno di spensieratezza e l’offerta di attività ludiche, creative e riflessive, ideate in base all’età e alle caratteristiche dei partecipanti, divisi in gruppi omogenei. Ogni momento del programma è stato pensato nel rispetto dei tempi dei bambini permettendo loro di vivere serenamente la lentezza delle giornate estive.</p>
<p>Nella proposta di Villa Maria si è dato molto spazio al gioco all’aria aperta, libero o strutturato, per permettere ai partecipanti di esplorare l’ambiente, che è naturalmente ricco di stimoli.</p>
<p>Un particolare aspetto dell’esperienza è stato quello di avvicinare i bambini alla comunità attraverso l’incontro con le associazioni e le realtà locali: il gruppo artisti, la Coop per la spesa consapevole, gli esperti che hanno guidato i bambini ad approfondire le emozioni, il gruppo Danzare la pace, i volontari di “Caminem ensema netem” per la pulizia degli spazi urbani, la Croce Rossa, i Vigili del fuoco, la farmacia, la serra, i tecnici dello judo, molti altri.</p>
<p>Punti fermi dei programmi settimanali, oltre alla gita sui territori limitrofi (tra le destinazioni: il lago di Ledro, le palafitte di Fiavè, Base Tuono alle Coe, Castel Stenico, il lago di Coredo), sono state le giornate in piscina e i laboratori: di lettura, agricoltura sociale, animazione, arte, musica, giornalismo.</p>
<p>La parola idonea a sintetizzare il valore dell’esperienza è “relazione”: i bambini sono entrati in contatto con adulti diversi fra loro e altri coetanei, più piccoli o più grandi; hanno sperimentato la diversità e l’essere parte di un gruppo ampio ed eterogeneo.</p>
<p><strong>I commenti dei bambini e dei genitori</strong></p>
<p>Nei laboratori di giornalismo, che hanno prodotto il giornalino della colonia distribuito alle famiglie, i bambini-redattori hanno commentato la loro esperienza, non tralasciando osservazioni critiche. Enrico ha scritto: “La colonia mi piace perché si praticano tante attività senza escludere nessuno”. Elena: “In colonia si fanno belle attività, si mangia bene e ci sono i miei amici”. Anche John ha espresso soddisfazione per la colonia “perché è un posto tranquillo e mi piace la mensa”. A Kevin piace la colonia “perché posso incontrare i miei amici e perché ci sono molti argomenti nuovi da scoprire”. Analogo il pensiero di Sofia: “Mi piace la colonia perché ci sono maestri e amici divertenti” con la puntualizzazione “non mi piace però svegliarmi presto”. Interessanti anche i suggerimenti dei piccoli utenti riportati sul giornalino. Giorgia: “Vorrei andare in piscina due volte alla settimana invece che una”. A Camilla non piace fare le passeggiate “perché si cammina sotto il sole e nelle gite secondo me due panini sono pochi”. Christian: “Non mi piace fare i compiti. Vorrei andare allo zoo”. Tommaso: “Non mi piace quando gioco a calcio e i maestri ci interrompono”. Più dirette le richieste di Vera: “Mi piacerebbe poter usare lo shampoo dopo il bagno in piscina e mangiare lo sushi”.</p>
<p>Positive anche le valutazioni dei genitori raccolte a fine colonia con un questionario. L’esperienza del centro diurno - riferiscono mamme e papà - ha sviluppato le competenze sociali e rafforzato l’autonomia dei bambini, che sono maturati nella consapevolezza che non siamo tutti uguali, ognuno ha i suoi punti di forza e di debolezza. Bene anche le ore dedicate ai compiti. Alcuni bambini si sono rivolti ai genitori per sapere quando inizierà la colonia invernale di Villa Maria: un segno di soddisfazione per l’esperienza vissuta al centro estivo.</p>
<p><strong>Le colonie in numeri</strong></p>
<p>Le 5 colonie estive di Villa Maria hanno complessivamente ospitato 266 bambini, dai 3 ai 14 anni. Di questi, 21 erano bambini con disabilità, per i quali Villa Maria ha provveduto all’affiancamento con un educatore dedicato. La colonia con il maggior numero di iscritti - 110 - è stata quella di Villa Lagarina. Con inizio il 15 giugno e conclusione il 28 agosto, i turni settimanali di colonia sono stati in totale 26.</p>
<p>Per la gestione dei 5 centri diurni sono stati occupati 15 dipendenti fissi della coop sociale Villa Maria e 16 stagionali. Un contributo significativo è stato offerto dai volontari, una ventina: studenti in alternanza scuola-lavoro, universitari in tirocinio, giovani in servizio civile.   </p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Cooperativa Villa Maria</author></item><item><guid isPermaLink="false">cdf8407a-c980-48cd-8e4f-244e45a880b5</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/e-nata-la-fondazione-cassa-rurale-valdisole-claudio-valorz-e-stato-nominato-presidente</link><title>E’ nata la Fondazione Cassa Rurale ValdiSole. Claudio Valorz è stato nominato presidente</title><description><![CDATA[<p>La nuova realtà è nata a inizio agosto con la firma dell’atto costitutivo e la nomina del consiglio di amministrazione guidato da Claudio Valorz: uomo della cooperazione e nella cooperazione da molto tempo e presidente della Cassa Rurale Val di Sole fino allo scorso maggio quando aveva ceduto il ruolo di guida nelle mani di Vito Pedergnana.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/jczn4kek/da-destra-il-presidente-pedergnana-e-il-direttore-costanzi-mostrano-il-logo-della-fondazione.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/e-nata-la-fondazione-cassa-rurale-valdisole-claudio-valorz-e-stato-nominato-presidente" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2000</width><height>1618</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>In Val di Sole è sorta una nuova Fondazione.</p>
<p>A inizio agosto è stato firmato l’atto costitutivo della Fondazione Cassa Rurale ValdiSole.</p>
<p>“L’obiettivo – spiega <strong>Vito Pedergnana</strong>, presidente dell’istituto di credito cooperativo con sede a Malè – è di sostenere progetti a beneficio delle comunità del territorio di nostra competenza che, negli anni, hanno creduto nel nostro istituto di credito garantendone autonomia e crescita nei numeri e nell’operatività quotidiana con sede e filiali”.</p>
<p>La Fondazione curerà parte dell’attività mutualistica. “Come dire – aggiunge Pedergnana - un ente creato all’uopo in grado di dedicare il tempo necessario a questa funzione fondamentale. Infatti, sempre più, il consiglio di amministrazione della Cassa Rurale deve dedicare il proprio impegno e il proprio lavoro alla gestione bancaria ordinaria, disciplinata da leggi e regolamenti severi di derivazione comunitaria che implicano risorse di tempo e formative sempre più significative”.</p>
<p>Per il consiglio di amministrazione della neonata Fondazione sono state scelte persone che rappresentano diversi settori.</p>
<p>“Per la Cooperazione – prosegue Pedergnana - è stato scelto <strong>Claudio Valorz</strong> al quale è stato affidato l’incarico di presidente considerata l’esperienza maturata e la competenza dimostrata sia nel suo ruolo di presidente della nostra Cassa Rurale e sia nell’incarico di direttore della Federazione Provinciale Allevatori. Per la competenza giuridica è stata individuata l’avvocata <strong>Lorena Vender</strong> nel ruolo di vicepresidente. Completano l’organo direttivo <strong>Sonia Tevini</strong> per il settore economico, <strong>Romina Zanon</strong> per il mondo della cultura, <strong>Omar Martini</strong> per la Protezione Civile. Il collegio sindacale è affidato alla commercialista <strong>Elisa Panizza</strong>”.</p>
<p>Per il logo è stato scelto il “sole destinato – viene osservato - a simboleggiare il nostro territorio e a illuminare l’agire della Fondazione”.</p>
<p>Essa è emanazione della Cassa Rurale Val di Sole diretta da <strong>Marco Costanzi, </strong>guida di un organico di sessantatré collaboratrici e collaboratori.</p>
<p>L’utile di esercizio, in base ai dati del bilancio 2025 approvato con voto unanime nell’assemblea delle socie e dei soci dello scorso maggio, è stato superiore a 11 milioni di euro, il patrimonio è di 111 milioni 470 mila euro, le masse amministrate sono pari a 1 miliardo 296 milioni di euro, il Cet1 Ratio è del 43,35% e conferma la solidità della Cassa Rurale.</p>
<p>A fine 2025 la Cassa Rurale contava 5184 soci e gli interventi a favore delle comunità (sempre del 2025) hanno raggiunto la cifra complessiva di 675 mila euro.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa e Comunicazione Cooperazione Trentina</author></item><item><guid isPermaLink="false">73b8ebd4-f599-427f-b062-3228a8016bd5</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/una-valle-accessibile-a-tutti</link><title>Una valle accessibile a tutti</title><description>A Commezzadura turismo e inclusione sociale. Progetto realizzato con Gsh. Mappate le barriere architettoniche del Comune solandro attraverso un Report Fotografico dettagliato.</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/g1flb3mz/gsh-invita-a-teatro.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/una-valle-accessibile-a-tutti" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1170</width><height>878</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Rendere il centro abitato un patrimonio davvero di tutti, senza ostacoli e senza esclusioni. È con questo obiettivo che è stato realizzato a Commezzadura il progetto <strong>“Una Valle Accessibile a Tutti”</strong>, promosso da <strong>GSH Cooperatia Sociale</strong> in stretta sinergia con l’Amministrazione comunale.</p>
<p>L’iniziativa, in questo caso, assume un valore eccezionale per la sua genesi. Nel 2025, GSH aveva lanciato una forte campagna di sensibilizzazione rivolta ai candidati sindaci delle Valli del Noce e dell’Altopiano della Paganella, chiedendo loro di sottoscrivere un impegno formale per garantire il diritto alla libertà di movimento delle persone con ridotta capacità motoria. Il <strong>Sindaco di Commezzadura, Marco Podetti</strong>, non si è limitato a siglare quell’appello, ma si è fatto promotore attivo: è stato lui stesso a contattare la Cooperativa per trasformare le promesse elettorali in un cantiere operativo, chiedendo di avviare subito il progetto sul proprio territorio.</p>
<p>L’azione si è concretizzata nella stesura della seconda edizione del <strong>Report Fotografico</strong> dedicato specificamente al Comune di Commezzadura e alle sue frazioni (Mestriago, Daolasa, Almazzago, Costa Rotian, Piano, Mastellina e Deggiano). Attraverso uno sguardo attento e oggettivo, gli operatori di GSH hanno mappato le criticità del territorio.</p>
<p>“Un gradino di pochi centimetri -spiegano gli <strong>operatori di GSH che hanno curato il progetto</strong>- una fioriera posizionata incautamente, una rampa che termina in un parcheggio o la mancanza di percorsi pedonali sicuri: quelli che per molti sono piccoli intralci quotidiani, per anziani, persone con disabilità o genitori con passeggini diventano muri insormontabili. Le immagini raccolte documentano questi limiti fisici, invitando la comunità a una riflessione profonda: ogni ostacolo strutturale è un vincolo sociale che mina l’indipendenza e la libertà di chi vive o visita il territorio”.</p>
<p>Commezzadura, è bene ricordarlo, è una delle capitali europee della mountain bike downhill e snodo cruciale per il turismo invernale grazie al collegamento con la Skiarea Campiglio Dolomiti di Brenta tramite la telecabina di Daolasa. In un territorio dalla così forte vocazione turistica, l'accessibilità diventa non solo una questione di civiltà, ma anche un tassello fondamentale per un'accoglienza turistica moderna e di eccellenza.</p>
<p>A sottolineare la valenza di questo traguardo è <strong>Michele Covi, Presidente della Cooperativa Sociale GSH</strong>: "Voglio esprimere un sentito ringraziamento al Comune di Commezzadura e in particolar modo al Sindaco Marco Podetti e all’assessora Alessia Sartori per la sensibilità dimostrata. Nel 2025 avevamo chiesto alla politica un segnale forte con la firma di un impegno a partecipare al progetto. L’amministrazione comunale ha fatto un passo in più: si è fatta avanti, chiedendoci di realizzare il report. Queste progettualità ci ricordano quanto sia fondamentale che gli enti pubblici non siano solo attenti a queste tematiche a parole, ma si dimostrino pienamente operativi. Rendere le nostre valli accessibili non significa solo gettare una colata di asfalto su un gradino, ma significa restituire dignità e autonomia alle persone, trasformando i “muri” in ponti verso una vera integrazione."</p>
<p>Queste le parole del <strong>sindaco di Commezzadura Marco Podetti</strong>: “Rendere Commezzadura un Comune accessibile a tutti è un obiettivo di civiltà che ci siamo dati fin dall’inizio del mandato. Grazie all’opportunità data da GSH e alla loro preziosa mappatura, stiamo lavorando per individuare le priorità per abbattere le barriere fisiche, così da abbattere anche quelle culturali. Un Comune davvero aperto è quello che non lascia indietro nessuno e che garantisce a ogni persona, residente o ospite, il diritto di vivere in piena libertà, autonomia e dignità il territorio. Crediamo davvero che questo sia il vero significato di accoglienza”</p>
<p>L’obiettivo di questo lavoro non è puntare il dito su ciò che non va, ma fornire all'Amministrazione uno strumento di lavoro concreto per programmare gli interventi futuri. Perché un territorio senza barriere è semplicemente un territorio più accogliente, più sicuro e più giusto per tutti.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Gsh</author></item><item><guid isPermaLink="false">8939119a-582e-4d9a-aaa5-d6df843ad502</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/la-cooperazione-energetica-guarda-al-futuro</link><title>La cooperazione energetica guarda al futuro</title><description>Comunità Energetica del Sarca e Ceis insieme per il territorio.</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/kmhhwgfc/dasinchiodegaevaia.jpeg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/la-cooperazione-energetica-guarda-al-futuro" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1500</width><height>2000</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Il 6 agosto la Comunità Energetica del Sarca (CER Sarca) e il CEIS – Consorzio Elettrico Industriale di Stenico hanno sottoscritto un contratto per il conferimento dell'energia prodotta da un impianto fotovoltaico con una potenza installata di <strong>184,71 kW</strong>, rafforzando così il percorso di sviluppo della Comunità Energetica Rinnovabile e aumentando la disponibilità di energia condivisa sul territorio.</p>
<p>L'impianto ha una produzione attesa di circa <strong>200.000 kWh annui</strong>, un quantitativo di energia pulita paragonabile al fabbisogno di circa <strong>74 famiglie</strong> e che consentirà di evitare l'immissione in atmosfera di circa <strong>80 tonnellate di CO₂ all'anno</strong>, un contributo concreto alla sostenibilità ambientale del territorio.</p>
<p>L'accordo rappresenta un momento significativo non solo per i due soggetti coinvolti, ma anche per l'intero sistema delle Comunità Energetiche. Si tratta infatti, con ogni probabilità, di una delle prime esperienze in Trentino di collaborazione tra una Comunità Energetica Rinnovabile e un Consorzio elettrico storico che mette la propria produzione di energia al servizio della comunità attraverso la figura del produttore terzo.</p>
<p>Questa intesa unisce idealmente due esperienze che affondano le proprie radici negli stessi valori. Da una parte il CEIS, nato centoventanni fa per garantire l'accesso all'energia agli abitanti delle Giudicarie Esteriori e sostenere lo sviluppo economico delle comunità locali; dall'altra la Comunità Energetica del Sarca, espressione di una nuova stagione della cooperazione energetica, nella quale cittadini, imprese ed enti condividono l'energia rinnovabile per produrre benefici ambientali, economici e sociali.</p>
<p>Pur operando secondo modelli differenti, entrambe le realtà dimostrano come la collaborazione rappresenti la chiave per affrontare le sfide della transizione energetica. Il contratto consentirà infatti di valorizzare l'energia prodotta dall'impianto fotovoltaico del CEIS all'interno della Comunità Energetica del Sarca, incrementando la quantità di energia rinnovabile condivisa e contribuendo a rendere il sistema energetico locale sempre più sostenibile ed efficiente.</p>
<p>A questo beneficio se ne aggiunge un secondo: oltre alla quota di energia condivisa nell'ambito della Comunità Energetica, l'intera produzione dell'impianto sarà infatti dedicata ai soci del CEIS, garantendo loro gli stessi vantaggi già derivanti dall'autoproduzione degli altri impianti del Consorzio. Si tratta quindi di un doppio beneficio per il territorio: quello, collettivo, legato alla condivisione energetica nella Comunità Energetica del Sarca, e quello, diretto, riservato ai soci del CEIS.</p>
<p>In particolare, il beneficio derivante dall'energia condivisa con la Comunità Energetica del Sarca andrà a favore dei partecipanti residenti nelle Giudicarie Esteriori, rafforzando ulteriormente il legame tra la Comunità Energetica, il CEIS ed il territorio di riferimento.</p>
<p>L'iniziativa conferma come il futuro dell'energia non dipenda soltanto dalle tecnologie, ma soprattutto dalla capacità di costruire relazioni tra realtà diverse che condividono una visione comune. È dalla fiducia reciproca, dalla cooperazione e dal radicamento territoriale che possono nascere progetti innovativi, capaci di generare valore per l'intera comunità.</p>
<p>Con questa operazione la Comunità Energetica del Sarca compie un ulteriore passo nel proprio percorso di crescita, consolidando una rete di collaborazioni che coinvolge istituzioni, imprese e soggetti del territorio. Allo stesso tempo, il CEIS conferma la propria vocazione storica a essere protagonista dello sviluppo locale, interpretando con spirito innovativo le opportunità offerte dalla transizione energetica.</p>
<p>L'auspicio condiviso è che questa esperienza possa diventare un esempio virtuoso, dimostrando come la tradizione della cooperazione trentina e i nuovi modelli delle Comunità Energetiche possano procedere insieme, rafforzandosi reciprocamente e contribuendo a costruire un futuro energetico sempre più sostenibile, partecipato e vicino ai bisogni delle comunità.</p>
<p><strong>Chi siamo:</strong></p>
<p><strong>CER del Sarca:</strong></p>
<p><em>Il progetto della CER del Sarca nasce in un contesto territoriale unico, che si estende dalle vette dell’Adamello fino al lago di Garda, all’interno del Trentino sud-occidentale. Un’area composta da 31 Comuni consorziati nel BIM Sarca Mincio Garda, già fortemente impegnata nella gestione sostenibile delle risorse naturali. Questo vasto territorio rappresenta un bacino ideale per lo sviluppo dell’autoconsumo energetico condiviso, grazie alla presenza di impianti idroelettrici e al forte spirito cooperativo delle istituzioni locali. L’energia qui non è solo una risorsa, ma un valore condiviso.</em></p>
<p><strong>CEIS - Consorzio Elettrico Industriale di Stenico soc. coop.:</strong></p>
<p><em>Fondata agli albori del Novecento, CEIS (Consorzio Elettrico Industriale di Stenico) è una storica realtà cooperativa dell'arco alpino nata con la missione di elettrificare il territorio delle Giudicarie Esteriori, garantendo l'approvvigionamento energetico e supportando lo sviluppo economico e sociale delle comunità locali. Facendo propri i valori fondanti della mutualità, della prossimità e dell'autogoverno dell'energia, CEIS gestisce le proprie produzioni, per lo più idroelettriche e le proprie reti di distribuzione elettrica locali secondo i più alti standard di efficienza e sicurezza. Oggi, forte di oltre 120 anni di storia e di un profondo legame con il territorio, CEIS coniuga la tradizione cooperativa con una visione industriale moderna e sinergica, guidando la transizione ecologica attraverso investimenti nelle fonti rinnovabili e la creazione di valore a lungo termine per i propri soci.</em></p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ceis e Cer del Sarca</author></item><item><guid isPermaLink="false">2a92b1f5-8cfa-48c5-9811-1b69dd2577f0</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/nasce-agrilogia-il-nuovo-ecosistema-per-l-innovazione-digitale-dell-agricoltura</link><title>Nasce Agrilogia: il nuovo ecosistema per l’innovazione digitale dell’agricoltura</title><description><![CDATA[<p>Presentata a Castel Belasi la nuova realtà promossa da Agriduemila Hub Innovation e Delta Informatica. Al centro dati, intelligenza artificiale, ricerca e imprese per costruire il futuro dell’agritech.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/4mwls2fl/l-agricoltura-offre-lavoro.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/nasce-agrilogia-il-nuovo-ecosistema-per-l-innovazione-digitale-dell-agricoltura" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1170</width><height>780</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>L’innovazione in agricoltura non è più soltanto una questione di tecnologie, ma di capacità di mettere in relazione competenze, dati, ricerca e imprese. È da questa visione che nasce <strong>Agrilogia</strong>, il nuovo ecosistema dedicato allo sviluppo dell’innovazione digitale nel settore agricolo, presentato oggi a Castel Belasi nell’ambito dell’evento <strong>NUNC – Nuove Unioni, Nuovi Codici</strong>.</p>
<p>Promossa da <strong>Agriduemila Hub Innovation</strong> e <strong>Delta Informatica</strong>, Agrilogia si propone come una piattaforma industriale e tecnologica capace di aggregare startup, PMI innovative, partner industriali e centri di ricerca, favorendo lo sviluppo di nuovi servizi e modelli digitali per il mondo agricolo.</p>
<p>L’iniziativa nasce per accompagnare la trasformazione dell’agricoltura attraverso un modello aperto, nel quale <strong>intelligenza artificiale, sensoristica, robotica, piattaforme digitali, interoperabilità dei dati e modelli predittivi</strong> diventano strumenti concreti a supporto delle imprese agricole, delle cooperative, dei consorzi e delle filiere agroalimentari.</p>
<p>L’evento, moderato dalla giornalista <strong>Angelica Migliorisi</strong>, ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del mondo della ricerca, dell’università e dell’impresa per riflettere sul ruolo delle nuove tecnologie nella costruzione dell’agricoltura del futuro.</p>
<p>Dopo i saluti istituzionali, <strong>Andrea Berti</strong>, amministratore delegato di Agriduemila Hub Innovation, e <strong>Pompeo Viganò</strong>, amministratore delegato di Delta Informatica, hanno illustrato la visione e gli obiettivi della nuova società. <strong>“Agrilogia nasce dalla consapevolezza che oggi l’innovazione non si costruisce più in modo isolato. Le grandi sfide dell’agricoltura, dalla sostenibilità al cambiamento climatico, fino alla competitività delle imprese, richiedono ecosistemi capaci di mettere in relazione ricerca, tecnologia, dati e competenze. Il nostro obiettivo è creare un’infrastruttura aperta che favorisca la crescita di nuove iniziative imprenditoriali e accompagni la trasformazione digitale del settore agricolo”</strong> – ha evidenziato <strong>Andrea Berti</strong>, Amministratore Delegato Agriduemila Hub Innovation</p>
<p>Per Delta Informatica il valore del progetto risiede nella capacità di integrare tecnologie diverse in un’unica piattaforma digitale. <strong>“L’agricoltura dispone oggi di una quantità crescente di dati provenienti da sensori, macchine, satelliti e sistemi informativi. Il vero salto di qualità consiste nel trasformare queste informazioni in conoscenza e capacità decisionale. Agrilogia nasce proprio per costruire questa connessione, sviluppando piattaforme interoperabili in grado di generare valore per imprese, territori e filiere”</strong> – ha sottolineato <strong>Pompeo Viganò</strong>, Amministratore Delegato Delta Informatica</p>
<p> </p>
<p><strong>L’ecosistema dell’innovazione</strong></p>
<p>Uno dei momenti centrali della serata è stato dedicato al confronto sul ruolo dell’ecosistema trentino dell’innovazione, con la partecipazione di <strong>Laura Pedron</strong> (Provincia autonoma di Trento), <strong>Riccardo Velasco</strong> (Fondazione Edmund Mach), <strong>Raffaele Giaffreda</strong> (Fondazione Bruno Kessler) e <strong>Riccardo Rigon</strong> (Università di Trento-C3A). Dal confronto è emerso come la collaborazione tra istituzioni, università, centri di ricerca e imprese rappresenti uno dei principali fattori di competitività del territorio e una leva fondamentale per accelerare il trasferimento tecnologico verso il sistema produttivo. In particolare, Laura Pedron, Direttore Generale del Dipartimento Economia della Provincia autonoma di Trento, ha sottolineato come il ruolo delle politiche pubbliche sia quello di creare un contesto favorevole alla crescita dell’innovazione, capace di accompagnare non solo la nascita di startup ad alto contenuto tecnologico, ma anche il loro consolidamento e sviluppo, favorendo il dialogo tra ricerca, imprese e istituzioni. <strong>“La sfida non è soltanto sostenere la nascita di nuove imprese innovative, ma creare un contesto favorevole che permetta loro di crescere, consolidarsi e svilupparsi nel tempo </strong>– ha evidenziato<strong> Pedron</strong> – <strong>il trasferimento tecnologico, il dialogo tra ricerca e impresa e la capacità di accompagnare lo scale-up delle realtà più innovative rappresentano elementi strategici per rafforzare la competitività del territorio e costruire un ecosistema capace di generare sviluppo sostenibile”</strong>.</p>
<p><strong>Le iniziative di Agrilogia</strong></p>
<p>Nel corso dell’evento sono stati presentati i primi progetti che compongono l’ecosistema Agrilogia: <strong>Food Metaverse Platform</strong>, <strong>Agrorobotica</strong>, <strong>Dashboard Finanza Agevolata</strong>, <strong>Melixa</strong>, <strong>Ecolivestock</strong> e <strong>NextGenerationCRM</strong>, iniziative accomunate dall’obiettivo di sviluppare soluzioni innovative per la gestione dei dati, la sostenibilità, la robotica, la gestione del rischio, il benessere animale e la digitalizzazione dei servizi alle imprese.</p>
<p><strong>Oltre la dimensione tecnologica</strong></p>
<p>La chiusura dell’evento è stata affidata a <strong>Michele Kettmeier</strong>, Università Pontificia di Luanda, Angola, autore, docente e ricercatore. Il suo intervento ha portato la riflessione oltre la dimensione tecnologica, affrontando il rapporto tra innovazione, responsabilità e bene comune, con uno sguardo ispirato ai principi della enciclica <em>Magnifica Humanitas</em>. Un messaggio che sintetizza la filosofia dell’intero progetto: l’intelligenza artificiale, come ogni tecnologia, genera valore solo quando resta al servizio delle persone, delle comunità e dei territori.</p>
<p>Con Agrilogia il Trentino propone così <strong>una visione dell’innovazione che supera il concetto di singola tecnologia</strong>. L’obiettivo è costruire un ecosistema nel quale ricerca, impresa, finanza, dati e competenze possano dialogare stabilmente, facendo del territorio un laboratorio nazionale per la nuova agricoltura digitale. Non una promessa sul futuro, ma un modello che si è già avviato per consolidare partecipazioni, percorsi societari e nuove alleanze industriali a servizio dell’agritech.</p>
<p><em>L’evento ha visto la collaborazione di Trentino Sviluppo e il patrocinio della Provincia autonoma di Trento</em></p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa - Pietro Bertanza</author></item><item><guid isPermaLink="false">979224c3-3c72-49a5-8f09-084727dbc66f</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/acquisto-di-due-impianti-fotovoltaici-in-abruzzo</link><title>Acquisto di due impianti fotovoltaici in Abruzzo</title><description>Investimento da 2 milioni di euro per diversificare le produzioni e accelerare la transizione energetica. Protagonisti: Ceis (Consorzio Elettrico Industriale di Stenico) e Cep (Consorzio Elettrico di Pozza di Fassa).</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/2bbmtubk/covid-19-ceis-di-stenico-cedis-di-storo-e-asm-tione-uniscono-le-forze-per-far-fronte-all-emergenza.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/acquisto-di-due-impianti-fotovoltaici-in-abruzzo" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1170</width><height>779</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[Due delle tre cooperative elettriche storiche del Trentino realizzano il primo investimento in impianti rinnovabili fuori dal perimetro della propria rete di distribuzione. <br />La data di venerdì 19 giugno 2026 è di quelle da ricordare negli annali dei due consorzi elettrici storici del trentino: in questa data è stata formalizzata l’acquisizione delle quote di una delle due società veicolo proprietarie di due impianti fotovoltaici in Abruzzo. <br />L'operazione, per un valore complessivo di circa 2 milioni di euro, comprende un primo impianto da 1 MWp già realizzato e operativo e un secondo asset, sempre da 1 MWp, attualmente in fase di costruzione. <br />L’operazione è stata condotta e annunciata dalle due Cooperative Elettriche Storiche Trentine attraverso la società di scopo ADES GREEN POWER srl, appositamente costituita per affrontare questo tipo di investimenti. Si tratta del primo investimento delle due cooperative in asset di generazione rinnovabile realizzati al di fuori del perimetro della propria rete di distribuzione tradizionale: un primo passo fondamentale all'interno di una più ampia strategia che punta a diversificare il portafoglio produttivo e a proiettare il modello di sostenibilità della cooperazione su scala nazionale. <br />La struttura dell'investimento valorizza in modo efficiente sia la componente industriale sia quella immobiliare, prevedendo un primo impianto già in esercizio e immediatamente produttivo, in grado di generare flussi energetici costanti, e un secondo impianto in fase di contrattazione preliminare, la cui acquisizione delle quote della società veicolo sarà completata ad impianto connesso alla rete. Con una potenza complessiva installata di circa 2 MWp e una media stimata di 1.500 ore equivalenti annue, i due asset garantiranno a pieno regime una produzione di circa 3.000 MWh all’anno (3.000.000 kWh) di energia pulita. L'impatto ambientale e sociale sul sistema energetico è rilevante: l'energia immessa in rete sarà equivalente al fabbisogno elettrico annuale di oltre 1.100 famiglie, consentendo al contempo di evitare l'emissione in atmosfera di oltre 1.300 tonnellate di CO2 ogni anno. <br />«Questo investimento segna una tappa fondamentale nella nostra storia e concretizza una sinergia strategica tra CEIS e CEP attraverso ADES GREEN POWER srl», dichiarano congiuntamente Dino Vaia, Presidente del CEIS, e Giancarlo Pederiva, Presidente del CEP. «Per la prima volta uniamo le nostre forze per generare energia pulita oltre i nostri confini storici alpini. È solo un primo passo all'interno di un percorso di crescita comune e di sostenibilità condivisa a doppia valenza: economica, perché gli asset garantiscono ricavi da produzione elettrica diversificata anche geograficamente, in modo da stabilizzare le produzioni anche in situazioni sfavorevoli dal punto di vista climatico; ambientale, perché la sfida della decarbonizzazione richiede una visione aperta e senza confini. Per le nostre cooperative, nate per servire le comunità locali, aprirsi a nuovi mercati in modo responsabile significa proteggere il valore dei soci e investire sul futuro energetico delle prossime generazioni». <br />Con questa operazione, CEIS e CEP evolvono il proprio modello industriale, dimostrando che i valori storici della cooperazione e del forte legame con il territorio sanno guidare con successo le sfide del mercato libero e della transizione ecologica globale. <br /><strong>Chi siamo – CEIS e CEP</strong> <br />Fondate agli albori del Novecento, CEIS (Consorzio Elettrico Industriale di Stenico) e CEP (Consorzio Elettrico di Pozza di Fassa) sono due storiche realtà cooperative dell'arco alpino nate con la medesima missione: elettrificare i rispettivi territori di montagna, garantendo l'approvvigionamento energetico e supportando lo sviluppo economico e sociale delle comunità locali. Accomunate dai valori fondanti della mutualità, della prossimità e dell'autogoverno dell'energia, entrambe le cooperative gestiscono storicamente le proprie produzioni, per lo più idroelettriche e le proprie reti di distribuzione elettrica locali secondo i più alti standard di efficienza e sicurezza. Oggi, forti di oltre un secolo di storia e di un profondo legame con il territorio, CEIS e <br />CEP coniugano la tradizione cooperativa con una visione industriale moderna e sinergica, guidando la transizione ecologica attraverso investimenti congiunti nelle fonti rinnovabili e la creazione di valore a lungo termine per i propri soci.]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ceis e Cep</author></item><item><guid isPermaLink="false">94f87540-a6d3-4278-b03c-1fa62e0143a7</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/ai-solteri-e-a-povo-due-nuovi-spazi-di-comunita-luoghi-aperti-dove-incontrarsi-imparare-e-partecipare</link><title>Ai Solteri e a Povo due nuovi spazi di comunità luoghi aperti dove incontrarsi, imparare e partecipare</title><description>A gestirli saranno le associazioni Atas e Glow che, in rete con diversi partner proporranno attività educative e ludico-ricreative rivolte a tutte le fasce di età.</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/rsnbtpwv/spazi-di-comunit-.jpeg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/ai-solteri-e-a-povo-due-nuovi-spazi-di-comunita-luoghi-aperti-dove-incontrarsi-imparare-e-partecipare" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1600</width><height>1200</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>A settembre a Trento aprono due nuovi punti di riferimento per la vita dei quartieri, pensati come luoghi di incontro, partecipazione e crescita sociale e culturale rivolti a tutte le età. Il servizio Welfare del Comune di Trento, attraverso specifici bandi pubblici, ha di recente affidato la gestione dei due nuovi spazi di comunità: il primo a Trento Nord nel quartiere Solteri-Magnete Centochiavi, all’interno dei locali dell’ex bar del contesto abitativo del Tridente, il secondo a Povo, nell'ex succursale della scuola primaria Moggioli di via Salè. <br />L'iniziativa rientra nelle politiche dell'Amministrazione comunale dedicate allo sviluppo di comunità e alla valorizzazione del volontariato, con l'obiettivo di rafforzare la coesione sociale e creare luoghi aperti, inclusivi e accessibili dove cittadini, associazioni e realtà del territorio possano incontrarsi, collaborare e costruire nuove relazioni.         <br />Gli spazi sono rivolti all'intera cittadinanza e offriranno un programma di attività culturali, educative, ricreative e sociali pensato per coinvolgere bambini, giovani, adulti e famiglie, favorendo il dialogo tra generazioni e culture diverse.   <br />Grande soddisfazione è stata espressa dal sindaco Franco Ianeselli per uno spazio che torna ad essere vivo grazie alla partecipazione attiva dei cittadini. “Non è la soluzione a tutte le difficoltà del quartiere, ma crediamo profondamente nel valore delle relazioni e dell’animazione di comunità, non un semplice susseguirsi di eventi, ma la costruzione di reti che durino nel tempo. Per l’Amministrazione portare nel contesto abitativo del Tridente un progetto sociale è un segno distintivo. Non perché qui “vada tutto male”, anzi. Queste iniziative servono proprio a raccontare il bello che c’è, l’attivismo dei cittadini e le proposte che nascono dal territorio e con il territorio. Siamo molto contenti del percorso avviato. Investire nel sociale è la precondizione per un lavoro profondo, continuativo, che non si esaurisca nella fiammata di una singola serata.”           <br />“L’apertura e la valorizzazione di spazi di comunità rappresentano una progettualità pienamente coerente con le linee strategiche del volontariato che il Comune sta portando avanti – ha dichiarato Giulia Casonato, assessora alle Politiche sociali del Comune di Trento. Siamo molto felici di poter presentare questi due nuovi spazi, nati da percorsi diversi ma accomunati dalla stessa visione. Nel contesto abitativo del Tridente, l’intervento nasce da un forte bisogno espresso dal territorio: una richiesta di maggiore cura, di una presa in carico più vicina ai minori e alle famiglie, di un presidio stabile. Per questo abbiamo immaginato una progettualità che avesse anche una presenza fisica significativa, capace di generare relazione e attenzione quotidiana. A Povo, invece, il punto di partenza è stato opposto: uno spazio inutilizzato che, anche su sollecitazione della Circoscrizione, abbiamo voluto restituire alla comunità, rendendolo nuovamente vivo attraverso attività rivolte ai ragazzi e all’intera comunità educante del territorio. Sono progetti diversi, ma entrambi orientati alla cura condivisa e alla costruzione di legami di prossimità. Siamo molto soddisfatti del risultato e delle realtà che si sono attivate per renderlo possibile.”   <br />Solteri-Magnete Centochiavi. La gestione dello spazio nel complesso Tridente per i prossimi due anni, con possibilità di proroga, è affidata all'associazione Atas (Associazione trentina accoglienza stranieri) insieme ai partner l’associazione Il Seme, l’associazione Carpe Diem, una rete di numerose realtà tra cui Appm, la cooperativa Arianna, Campus Nest - lo studentato della zona - la cooperativa sociale Il Faggio e l’associazione sportiva Solteri San Giorgio. Con il progetto <em>C'è un nuovo spazio in città</em>, si intende dar vita a un presidio di prossimità capace di favorire inclusione, partecipazione attiva e reti di solidarietà, valorizzando le competenze e le risorse presenti nel quartiere. Il programma prevede attività rivolte a tutte le età: uno spazio dedicato ai giovani in continuità con le esperienze già presenti, laboratori manuali e artigianali, attività ludico-creative, corsi di fotografia e di lingue, oltre a momenti dedicati alla musica, alla lettura, al cinema e alla scoperta del territorio. Saranno attivati anche uno sportello di orientamento al lavoro e percorsi di rafforzamento della funzione di presidio diffuso, in collaborazione con il Servizio di Educativa di strada già presente da anni nel quartiere. Un elemento centrale del progetto è il coinvolgimento diretto dei cittadini nella definizione delle attività. Attraverso momenti di ascolto e coprogettazione saranno infatti raccolte idee, bisogni e proposte per costruire insieme una programmazione capace di rispondere alle esigenze della comunità e rafforzare il senso di appartenenza al rione. Nel percorso saranno coinvolte anche altre associazioni di quartiere, gruppi informali e diverse organizzazioni del territorio.  Uno dei primi impegni riguarderà la costruzione dell’identità del luogo. La comunità, attraverso un percorso partecipato, sarà chiamata a contribuire alla progettazione degli spazi e alla scelta del nome dello spazio stesso.     <br />Povo. Nel sobborgo di Povo la gestione dello spazio di via Salè è stata affidata all'associazione Glow che, nel triennio 2026 – 2029 (con possibilità di proroga), svilupperà il progetto <em>Officina delle idee</em>. Le aule dell’ex succursale della scuola primaria Moggioli diventeranno un laboratorio permanente dedicato soprattutto a bambini, adolescenti e giovani, dove attività educative, divulgazione scientifica e creatività si intrecciano secondo l'approccio Steam, che integra scienza, tecnologia, ingegneria, arte e matematica attraverso metodologie basate su pratiche collaborative e interdisciplinari. Le proposte spazieranno dai laboratori di coding, robotica educativa, pensiero computazionale, podcasting e comunicazione digitale alle attività che combinano discipline scientifiche e artistiche. Accanto ai percorsi rivolti alle scuole e ai gruppi giovanili, lo spazio sarà aperto anche di sera e nei fine settimana per lo studio, i cineforum, le serate-gioco, incontri divulgativi, eventi culturali e musicali, attività intergenerazionali e iniziative aperte al territorio. Particolare attenzione sarà dedicata al protagonismo dei giovani, che saranno coinvolti direttamente nella gestione e nell'animazione del centro attraverso esperienze di volontariato, progettazione condivisa e collaborazione tra pari. Gli ambienti saranno inoltre messi a disposizione di associazioni giovanili, gruppi studenteschi e realtà informali per incontri, attività e iniziative aperte alla cittadinanza.     <br />Una parte della programmazione sarà rivolta anche a insegnanti, educatori, volontari e operatori del terzo settore, con workshop e momenti di formazione dedicati all'innovazione educativa e all'utilizzo delle nuove tecnologie. L'obiettivo è fare dello spazio non solo un luogo per i giovani, ma un punto di riferimento per l'intera comunità educante, favorendo il dialogo tra generazioni e la diffusione di una cultura della cittadinanza attiva. È prevista un’apertura di almeno 20 ore a settimana, prevalentemente in fascia pomeridiana, serale e nel fine settimana, con una programmazione stabile ma flessibile costruita insieme alle realtà del territorio.   <br />Il progetto può contare sul contributo di numerosi partner, tra cui l'associazione Ama – Auto Mutuo Aiuto, la cooperativa Kaleidoscopio, l'Istituto comprensivo Trento 1, l'Università di Trento nell'ambito del progetto Unicittà, le associazioni universitarie Taut, Udu e UniTin, il circolo Arci Kazoo, Povo Sonica, Speck&amp;Tech e CoderDojo Dolomiti.         <br />Una rete che cresce <br />Con questi due nuovi spazi il Comune di Trento amplia la rete dei luoghi di comunità presenti sul territorio, investendo in presìdi di prossimità dove cultura, educazione, partecipazione e relazioni diventano strumenti concreti per rafforzare il benessere delle persone e la vitalità dei quartieri. </p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Comune Trento</author></item><item><guid isPermaLink="false">33f98712-dde9-4f65-bb1d-dee4f91b8a58</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/la-prevenzione-non-va-in-vacanza</link><title>La prevenzione non va in vacanza</title><description>Abilnova aderisce alla campagna nazionale. Tre giornate di screening oculistici gratuiti a Trento.</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/g2yg3z5y/abilnovalogo.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/la-prevenzione-non-va-in-vacanza" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>447</width><height>447</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>AbilNova Cooperativa Sociale conferma anche per il 2026 la propria adesione alla campagna nazionale "La prevenzione non va in vacanza", promossa da IAPB Italia ETS (Fondazione Sezione Italiana dell'Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità), con l'obiettivo di richiamare l'attenzione delle istituzioni e della cittadinanza sull'importanza della prevenzione visiva in ogni periodo dell'anno.</p>
<p>Forte del grande successo delle precedenti edizioni, AbilNova organizzerà tre giornate di screening oculistici gratuiti presso gli ambulatori del proprio Centro di Prevenzione e Riabilitazione di Trento in Via Guardini 75. Nelle giornate del 22, 23 e 30 luglio 2026, medici oculisti e ortottisti saranno a disposizione della popolazione per effettuare controlli</p>
<p>e fornire indicazioni utili alla tutela della salute visiva. È possibile prenotare il proprio appuntamento contattando il numero 0461 1959595.</p>
<p>Nel corso dell'iniziativa, gli operatori di AbilNova saranno inoltre disponibili per offrire informazioni sulle principali patologie della vista, sugli ausili e sulle tecnologie disponibili per le persone con disabilità visiva, nonché sui servizi e sui percorsi che la cooperativa promuove a favore dell'autonomia, della qualità della vita e dell'inclusione sociale.</p>
<p>I materiali informativi messi a disposizione da IAPB Italia ETS saranno diffusi digitalmente</p>
<p>e distribuiti presso la sede di AbilNova e durante le attività di sensibilizzazione che verranno realizzate sul territorio nel corso dell'estate.</p>
<p>La campagna nasce dalla constatazione che, durante l'estate, sole, vento, sabbia e disidratazione possono mettere a rischio la salute degli occhi: IAPB Italia raccomanda di indossare occhiali da sole certificati, proteggersi nelle ore più calde e mantenersi idratati. Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito laprevenzionenonvainvacanza.it. </p>
<p>I posti per gli screening gratuiti sono limitati; si consiglia di prenotare con anticipo. AbilNova Cooperativa Sociale opera a Trento dal 2008 nel campo dei servizi alle persone con disabilità, offrendo percorsi personalizzati di supporto educativo, riabilitativo e di inclusione sociale. </p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">AbilNova</author></item><item><guid isPermaLink="false">f83898ad-33a0-431d-a180-8806a0a79f6b</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/torna-a-castel-belasi-il-gsh-eco-cafe</link><title>Torna a Castel Belasi il "GSH Eco Cafè"</title><description>Dopo il successo del 2025 nuovi servizi e opportunità di inclusione. Fino al 25 ottobre attivo il punto ristoro gestito dalle persone con fragilità della Cooperativa Sociale GSH. Novità per la stagione 2026: orario continuato con proposte per la pausa pranzo, laboratori creativi di manipolazione dell'argilla e, soprattutto, il coinvolgimento di nuovi centri educativi per ampliare i percorsi di avviamento al lavoro.</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/i2hd1hz3/gsh-eco-cafe.jpeg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/torna-a-castel-belasi-il-gsh-eco-cafe" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2000</width><height>1500</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>L’inclusione ha il sapore del territorio, dell'etica e della solidarietà. Dopo gli ottimi riscontri e il grande calore ricevuto dai visitatori durante la sua prima edizione, riapre i battenti il <strong>GSH Eco Cafè</strong>, il punto ristoro incastonato nella splendida cornice di Castel Belasi. Nato nel 2025 dalla proficua sinergia tra la Cooperativa Sociale GSH, la direzione artistica del Castello e l’Amministrazione comunale di Campodenno, il progetto riparte con rinnovato entusiasmo e tante novità.</p>
<p>La vera anima dell'Eco Cafè è la sua squadra: una realtà in cui persone con fragilità si mettono alla prova, spesso per la prima volta, nella gestione di una vera e propria caffetteria.</p>
<p>"La stagione di apertura del GSH Eco Cafè quest'anno va di pari passo con l'apertura al pubblico del Castello – spiega <strong>Linda Taraborrelli</strong>, coordinatrice del progetto – e saremo quindi presenti dal 5 giugno fino al 25 ottobre".</p>
<p>Per rispondere al meglio alle esigenze dei turisti, il 2026 porta con sé importanti migliorie pratiche: il servizio sarà attivo <strong>dal martedì al sabato con orario continuato, dalle 10:30 alle 15:30</strong>. L'offerta, che già comprende bevande, snack e prodotti del mercato equo e solidale, si amplia alla pausa pranzo, offrendo ai clienti proposte calde come toast e panini.</p>
<p>Dal punto di vista progettuale, il punto ristoro consolida il suo ruolo di prezioso trampolino di lancio verso il mondo del lavoro. Se l'anno scorso le attività erano curate dai servizi Arcobaleno e Melograno (per naturale vicinanza al territorio), quest'anno la rete si espande. "Vogliamo estendere la partecipazione anche ai servizi LPL Roen di Revò, al servizio Noce di Dimaro e ad alcuni utenti del servizio di Intervento Educativo Domiciliare – prosegue Taraborrelli – per favorire concretamente le loro esperienze di avvicinamento al mondo del lavoro. Più servizi per i clienti si traducono in più opportunità di crescita per i nostri utenti".</p>
<p>L'Eco Cafè si conferma anche un luogo di aggregazione creativa. In perfetta coerenza con "Segnali dalla Terra", la mostra ospitata dal maniero, il team di GSH propone <strong>tre laboratori di manipolazione dell'argilla</strong>. Gli appuntamenti, su iscrizione, si tengono l'ultimo giovedì del mese: 25 giugno, 30 luglio e 27 agosto. L'entusiasmo del pubblico è già palpabile, tanto che l'ultimo appuntamento di agosto è già <em>sold out</em>.</p>
<p>Resta saldo il "filo rosso" del Pensiero Ecologico che permea ogni scelta di Castel Belasi e della Cooperativa. Scegliere l'Eco Cafè significa compiere un'azione etica a 360 gradi. In primis, si supporta direttamente il progetto di vita delle persone speciali che vi lavorano. In secondo luogo, grazie alla selezione di prodotti <em>fair trade</em> e a chilometro zero, oltre allo shop di oggettistica artigianale realizzata nei laboratori GSH, si risponde al messaggio evocato dalle stesse mura del castello: ogni nostra scelta quotidiana ha un impatto ecologico ed etico sul mondo.</p>
<p>"Vorrei ringraziare – dichiara il <strong>Presidente di GSH, Michele Covi</strong> – il direttore artistico Stefano Cagol con Mariella Rossi, e il sindaco di Campodenno Igor Portolan per aver promosso e creduto in questo progetto. Ma un ringraziamento speciale va all’equipe del Centro GSH Arcobaleno di Sporminore, coordinato dall’educatrice Linda Taraborrelli, e alle operatrici Marta Bona, Elisa Depero e Laura Pozzati. È grazie al loro impegno profuso che questo piccolo sogno è diventato realtà".</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Gsh</author></item><item><guid isPermaLink="false">7e92f14f-b3c3-478b-bdc9-528a7aef143c</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/approvati-i-criteri-attuativi-per-lo-scambio-di-manodopera-agricola</link><title>Approvati i criteri attuativi per lo scambio di manodopera agricola</title><description><![CDATA[Via libera allo scambio di manodopera agricola in Trentino, una misura attesa dal comparto per assicurare la continuità lavorativa degli addetti e maggiori certezze per le aziende del settore.<span> </span>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/5rtbuitr/manodopera.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/approvati-i-criteri-attuativi-per-lo-scambio-di-manodopera-agricola" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1170</width><height>781</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>La Giunta provinciale ha infatti approvato - su proposta del vicepresidente e assessore allo sviluppo economico e lavoro, Achille Spinelli, e dell'assessore all'agricoltura, Giulia Zanotelli - i criteri attuativi di uno strumento volto a sostenere il comparto agricolo trentino, favorendo la collaborazione tra aziende e una gestione più efficace delle esigenze di personale nei periodi di maggiore intensità lavorativa, nel rispetto delle norme in materia di sicurezza e legalità.</p>
<p>"Attraverso questa delibera mettiamo a disposizione delle imprese agricole uno strumento che coniuga flessibilità organizzativa, competitività e tutela del lavoro. Lo scambio di manodopera consentirà di valorizzare le risorse già presenti sul territorio, sostenendo la produttività delle aziende e contrastando al tempo stesso il ricorso a forme irregolari di impiego. Liberiamo energie di lavoro garantendo legalità, trasparenza e sicurezza", ha sottolineato il vicepresidente Spinelli.</p>
<p>"Un provvedimento che abbiamo voluto fortemente e che riconosce e rafforza una prassi di collaborazione che appartiene alla tradizione agricola trentina. Le nostre aziende, spesso familiari e di piccole dimensioni, potranno ora contare su uno strumento moderno e regolamentato per affrontare con maggiore serenità i picchi di lavoro stagionali, mantenendo al centro la tutela delle persone e la sostenibilità del sistema agricolo. Una proficua collaborazione tra l'Umst agricoltura e il Servizio lavoro, che ha permesso di trovare una soluzione adeguata al settore e per gli addetti interessati", ha invece evidenziato l’assessore Zanotelli.</p>
<p>La delibera dà attuazione alla normativa provinciale che estende alle società semplici agricole con caratteristiche di microimpresa la possibilità di accedere all’istituto dello scambio di manodopera, previsto dall’articolo 2139 del Codice civile e riconosciuto dagli usi provinciali. Lo strumento consente la collaborazione reciproca tra imprese agricole attraverso la messa a disposizione, a titolo gratuito e secondo principi di reciprocità, di lavoratori, familiari coadiuvanti e altri soggetti impegnati nell’attività aziendale. L’obiettivo è offrire una risposta concreta alle difficoltà di reperimento della manodopera che interessano il settore agricolo, soprattutto durante le fasi di raccolta, diradamento, potatura ed espianto, quando il fabbisogno di personale aumenta sensibilmente. La misura consentirà alle aziende di condividere temporaneamente le risorse disponibili sul territorio, migliorando l’organizzazione del lavoro e rafforzando la capacità del sistema agricolo provinciale di affrontare le sfide del mercato del lavoro.</p>
<p>Particolare attenzione è stata dedicata agli aspetti di tracciabilità e controllo. Gli scambi dovranno essere preventivamente comunicati e registrati attraverso specifiche procedure individuate dalla Provincia e dall’Agenzia del lavoro, consentendo il monitoraggio del fenomeno e la piena verificabilità delle operazioni da parte degli organi competenti.</p>
<p>Il provvedimento prevede inoltre precise disposizioni a tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori coinvolti. I soggetti interessati dovranno essere adeguatamente formati, informati e preparati sulle mansioni che saranno chiamati a svolgere. L’azienda ospitante sarà tenuta a verificare preventivamente i rischi presenti nel proprio contesto produttivo e ad aggiornarne la valutazione quando richiesto dalla normativa.</p>
<p>È infine previsto un sistema di monitoraggio continuo dello scambio di manodopera, attraverso il coinvolgimento di un apposito tavolo tecnico e la raccolta sistematica dei dati relativi agli scambi. Le informazioni consentiranno di valutare l’efficacia dello strumento e di apportare eventuali correttivi sulla base delle esigenze che emergeranno dal territorio.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Pat</author></item><item><guid isPermaLink="false">f41074f4-fe22-4734-8d13-073a00472a40</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/onde-di-speranza-la-solidarieta-vince-la-sfida</link><title>"Onde di Speranza": la solidarietà vince la sfida</title><description>Una rete da record che ha unito oltre 1.400 persone nel nome della cura.</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/czqbzefj/20260616-111956.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/onde-di-speranza-la-solidarieta-vince-la-sfida" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>4207</width><height>2950</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Quando la forza del ricordo si trasforma in azione e la comunicazione si fa trasparente, la risposta di una comunità può superare ogni previsione. L'associazione Pronti Qua ODV convoca oggi i media per una conferenza stampa di altissimo valore istituzionale e politico per annunciare la conclusione formale della grande raccolta fondi "Onde di Speranza: una donazione per fare la differenza", un viaggio straordinario durato un intero anno, da maggio 2025 a maggio 2026.<br />L'obiettivo della campagna, oggi pienamente e orgogliosamente centrato, era il finanziamento e l'acquisto di un ecografo di ultimissima generazione completo di due sonde transcraniali, una strumentazione diagnostica e chirurgica salvavita destinata alla nuova sala operatoria dell'ospedale Santa Chiara di Trento.</p>
<p>L'associazione ci tiene a precisare sin da subito che a questo primo passaggio politico e di rendicontazione ne seguirà, a breve, un secondo: il momento della consegna fisica, del collaudo e dell'installazione ufficiale del macchinario nella nuova sala operatoria dell’Ospedale Santa Chiara.</p>
<p>Il dato più straordinario: una comunità di oltre 1.400 persone<br />Se c'è un elemento che fotografa il successo di questa iniziativa, prima ancora delle pur importantissime cifre economiche, è l'impatto umano e sociale. In dodici mesi la campagna è riuscita a raggiungere, sensibilizzare e unire più di 1.400 persone. Non si è trattato di una semplice raccolta di capitali, ma di un fenomeno di partecipazione di massa che ha azzerato le distanze e ha dimostrato quanto il Trentino sia pronto a fare rete quando si parla di salute pubblica e terzo settore.<br />La scomposizione di questa gigantesca rete comunitaria ed economica rivela una capillarità eccezionale:<br />• 222 singoli donatori privati e cittadini che hanno scelto di fare la propria parte con contributi individuali.<br />• 13 associazioni di volontariato del territorio che hanno sposato la causa a vario titolo, creando un virtuoso "volontariato che sostiene il volontariato".<br />• 35 aziende locali che hanno deciso di investire la propria responsabilità sociale d'impresa nella sanità pubblica.<br />• Il supporto istituzionale ed economico di Cassa Rurale Alta Valsugana, di due fondazioni e della Cassa Centrale.</p>
<p>In questo mosaico di generosità, un capitolo d'onore e un ringraziamento speciale spettano alla Cassa Rurale Alta Valsugana. L'istituto di credito, che da sempre cammina al fianco di Pronti Qua sostenendone passo dopo passo le attività, ha voluto firmare questa svolta tecnologica in modo determinante, stanziando un importantissimo contributo di ben 20.000 €. Una base solida che ha dato una spinta decisiva alla volata finale per raggiungere la cifra complessiva di 82.200,18 €.</p>
<p>Come nasce un'idea: la scintilla in Vigolana e la sfida del reparto<br />Per capire come sia stato possibile raggiungere un risultato simile, bisogna guardare alle radici di Pronti Qua ODV, nata nel 2019 in memoria di Roberto Bonvecchio per supportare i malati colpiti da tumore cerebrale e i loro familiari, fornendo vicinanza, orientamento e supporto pratico. Fin dai primi passi, l'associazione ha stretto un'alleanza operativa e quotidiana con il professor Silvio Sarubbo, primario del reparto di Neurochirurgia dell'ospedale Santa Chiara di Trento.</p>
<p>L'idea di questa imponente donazione è nata quasi per caso, grazie a un passaggio di testimone sull'Altopiano della Vigolana. L'associazione Senza Freni, al momento di chiudere la propria storica attività sul territorio, ha scelto di non disperdere il proprio patrimonio residuo, decidendo di donarlo interamente a Pronti Qua ODV.<br />Con quelle poche migliaia di euro in dote, il direttivo è andato a fare una semplice chiacchierata con il professor Sarubbo, primario di Neurochirurgia dell’Ospedale Santa Chiara di Trento. Nei piani originari si ipotizzava l'acquisto di qualche piccola strumentazione di supporto quotidiano. Ma il primario è un medico entusiasta, che coinvolge costantemente l'associazione con la sua energia e che pensa sempre in grande, puntando all’eccellenza assoluta per i suoi pazienti.<br />Ha proposto così una sfida colossale: un ecografo dotato di due sonde transcraniali dal valore complessivo di circa 90.000 €.<br />Di fronte a un preventivo del genere, il direttivo ha convocato un'assemblea con i propri soci. Quando si è parlato di cifre, in sala c'è stato un primo momento di totale silenzio. Ma è durato un solo istante. «Visto il nome e lo spirito che guida la nostra associazione», spiega il direttivo, «tutti i nostri soci hanno risposto immediatamente: "Pronti Qua!". Da quel momento la sfida era ufficialmente accettata».</p>
<p>La rivoluzione digitale: il Crowdfunding e gli Ambassador<br />La campagna è scattata a maggio 2025 con una conferenza stampa di lancio ospitata proprio a Pergine Valsugana presso i locali della Fondazione Cassa Rurale Alta Valsugana (CRAV). Consapevole dell'entità della sfida, Pronti Qua ha puntato fin da subito sulla comunicazione strategica. Per dodici mesi è stato mantenuto un rapporto costante con i media e la stampa locale, che hanno dato frequente spazio agli aggiornamenti, parallelamente a un massiccio potenziamento della presenza digitale attraverso i canali social, una newsletter informativa e la creazione di un canale WhatsApp dedicato per informare in tempo reale sull'andamento dei fondi.</p>
<p>Una parte strategica della raccolta è stata affidata a una campagna di crowdfunding online basata sulla formula rigida dello "Tutto o niente". Anche questa scommessa è stata vinta oltre ogni aspettativa: sono stati raccolti 9.600 €, pari al 119% dell'obiettivo inizialmente impostato sulla piattaforma.<br />Il dato analitico più sbalorditivo ed edificante emerso dal crowdfunding evidenzia proprio l'efficacia di questa rete di comunicazione: solo 6 di questi donatori digitali erano persone già vicine o legate all'associazione. Tutti gli altri sono venuti a conoscenza del progetto e hanno deciso di donare proprio grazie al tam-tam sul web e al coinvolgimento di privati e associazioni che hanno accettato di diventare veri e propri Ambassador del progetto. Alla fine, il bilancio conta 95 donazioni dirette e ben 200 contributi transitati e raccolti attraverso gli eventi sul territorio.</p>
<p>Accostare il dolore al gusto della vita: la formula degli eventi<br />In questi dodici mesi di lavoro intenso, Pronti Qua ha capito l'importanza strategica di accostare un tema delicato e complesso come quello dei tumori cerebrali a momenti di socialità, gusto e condivisione, scoprendo che questa formula pulita e aggregativa viene fortemente apprezzata dal pubblico e dalle famiglie.<br />Tra i tanti appuntamenti promossi spiccano per partecipazione due momenti centrali:<br />• L'Asta di vini d'eccellenza per "Onde di Speranza", ospitata nella prestigiosa cornice della Cantina Rotaliana, che ha unito il mondo vitivinicolo di pregio alla solidarietà attiva.<br />• Pronti Qua si gioca, un intero pomeriggio di animazione, aggregazione e giochi organizzato presso il Parco di Bosentino, che ha coinvolto residenti e famiglie all'insegna della comunità.</p>
<p>A questi si sono affiancati gli eventi spontanei organizzati direttamente dagli Ambassador esterni: appuntamenti ideati da altre realtà o privati che hanno scelto di devolvere l'intero ricavato alla raccolta fondi dell'associazione.</p>
<p>La solidarietà di GE HealthCare: una sinergia che premia il territorio<br />Il raggiungimento di questo straordinario "lieto fine", tuttavia, porta con sé un altro fondamentale gesto di generosità che l'associazione ci tiene a sottolineare con profonda gratitudine. L'azienda produttrice del macchinario, la GE HealthCare, ha deciso infatti di venire concretamente incontro a Pronti Qua ODV.<br />Il colosso tecnologico ha voluto premiare la scelta e la determinazione di una piccola associazione di volontariato capace di fare sinergia in modo così diretto e costruttivo con un ospedale pubblico. Questo fare rete per il bene comune è stato valutato da GE HealthCare come un eccezionale atto di cittadinanza attiva, spingendo l'azienda stessa a fare la propria parte con un gesto di forte solidarietà commerciale e istituzionale, che ha agevolato l'operazione rendendo il macchinario accessibile.</p>
<p>Terzo settore e sanità pubblica: una sinergia che fa grandi cose Fin dalle sue origini, Pronti Qua ODV ha fermamente creduto nella necessità di costruire una sinergia solida e strutturata con le istituzioni pubbliche e la sanità trentina, un legame oggi rappresentato e avallato sul piano politico dall'Assessorato alla Salute, Politiche Sociali e Cooperazione della Provincia Autonoma di Trento, guidato dall'assessore Mario Tonina, e sul piano operativo dall'Azienda Sanitaria (APSS).<br />«Siamo profondamente convinti che il terzo settore non debba muoversi in modo isolato» sottolinea il direttivo dell'associazione, «ma che il suo ruolo sia quello di essere un supporto concreto e, al tempo stesso, uno stimolo propositivo per l'ente pubblico. Il successo di Onde di Speranza dimostra proprio questo: quando le realtà del volontariato e le istituzioni sanitarie uniscono le forze e camminano nella stessa direzione, si riescono a realizzare grandi cose che lasciano un segno tangibile sulla vita e sulla salute delle persone».</p>
<p>Un'eredità d'amore che diventa bene comune<br />Questo anno così impegnativo e totalizzante ha confermato una certezza profonda: «La risorsa più importante in assoluto sono i nostri soci, che ci supportano sempre senza riserve», commenta il direttivo. </p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Pronti Qua Odv</author></item><item><guid isPermaLink="false">8a9c1aab-e3df-4999-8350-8a031ad3d608</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/val-di-fiemme-cassa-rurale-e-csv-trentino-investono-nelle-associazioni-del-territorio</link><title>Val di Fiemme Cassa Rurale e CSV Trentino investono nelle associazioni del territorio</title><description><![CDATA[<p>Formazione, competenze e sostegno concreto al Terzo Settore: presentate a Tesero le nuove iniziative dedicate al mondo del volontariato.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/yq1hjg3z/marcomisconel.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/val-di-fiemme-cassa-rurale-e-csv-trentino-investono-nelle-associazioni-del-territorio" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2000</width><height>1333</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Si è svolta giovedì 28 maggio, presso l'Auditorium "L. Canal" di Tesero, la serata dedicata al <strong>Terzo Settore delle Valli di Fiemme e Fassa</strong>. <strong>Val di Fiemme Cassa Rurale</strong>, in collaborazione con <strong>CSV Trentino ETS</strong>, ha presentato due iniziative concrete a sostegno dello sviluppo e della crescita del mondo associativo locale: i risultati del bando <strong>"Volontariato d'Impresa"</strong> e il <strong>nuovo percorso formativo gratuito</strong> in partenza nel prossimo autunno.</p>
<p>L'incontro si è aperto con l'intervento dei rappresentanti di Val di Fiemme Cassa Rurale, Laura Gabrielli e Christian Larentis, che hanno illustrato numeri e risultati del progetto di <strong>Volontariato d'Impresa</strong>, un modello di Responsabilità Sociale d'Impresa che consente all'azienda di mettere a disposizione degli enti non profit tempo, competenze e professionalità dei propri collaboratori e collaboratrici.</p>
<p>L'obiettivo è generare un <strong>circolo virtuoso di condivisione delle competenze e crescita reciproca</strong>, creando nuove opportunità per le organizzazioni del territorio.</p>
<p>Il bando ha registrato una significativa partecipazione, con la presentazione di <strong>12 progetti</strong>.</p>
<p>Dall'analisi dei progetti candidati è emersa con chiarezza una crescente necessità di formazione su temi gestionali, normativi e organizzativi che oggi interessano il Terzo Settore. Da qui la domanda che ha ispirato il nuovo progetto: <strong>"E se nuove competenze aprissero nuove possibilità?"</strong></p>
<p><strong>AL VIA IL NUOVO PERCORSO FORMATIVO GRATUITO</strong></p>
<p>Nel corso della serata i referenti di CSV Trentino ETS hanno presentato il <strong>nuovo programma formativo specialistico</strong> sviluppato insieme alla Cassa Rurale e da essa cofinanziato, risultando quindi <strong>completamente gratuito per i partecipanti</strong>.</p>
<p>L'incontro ha offerto un primo approfondimento sull'identità giuridica e fiscale degli enti non profit, facendo chiarezza sulle diverse forme organizzative previste dall'ordinamento e sulle qualifiche introdotte dalla Riforma del Terzo Settore. Particolare attenzione è stata dedicata ai requisiti per l'iscrizione e il mantenimento nel RUNTS (Registro Unico Nazionale del Terzo Settore), nonché agli aspetti fiscali che distinguono enti commerciali ed enti non commerciali.</p>
<p>È stata quindi presentata la struttura di massima del percorso formativo in partenza nell'autunno 2026, articolato in <strong>cinque aree tematiche</strong>:</p>
<ul>
<li>Gestione dell'organizzazione e dei volontari nelle Associazioni Sportive Dilettantistiche (ASD);</li>
<li>Gestione organizzativa e adempimenti per gli Enti del Terzo Settore (ETS);</li>
<li>Ruoli, doveri e responsabilità legali dei Consigli Direttivi;</li>
<li>Strategie di raccolta fondi e opportunità di finanziamento;</li>
<li>Strumenti digitali per la comunicazione e la promozione delle attività associative.</li>
<li> </li>
</ul>
<p>A conferma dell'approccio partecipativo dell'iniziativa, la serata si è conclusa con un laboratorio interattivo realizzato attraverso la metodologia del World Café. I rappresentanti delle associazioni presenti hanno lavorato in gruppi tematici dedicati a "Gestione ASD, ETS e responsabilità", "Bandi e finanziamenti" e "Comunicazione e promozione", condividendo esigenze, criticità e bisogni formativi.</p>
<p>Le indicazioni raccolte saranno ora elaborate da CSV Trentino per definire nel dettaglio i contenuti dei moduli formativi, costruendo un'offerta sempre più aderente alle necessità concrete delle organizzazioni del territorio.</p>
<p><em>"<strong>Investire nelle competenze significa creare opportunità</strong>, valorizzare il patrimonio di generosità delle nostre valli e contribuire alla costruzione di comunità più solide, consapevoli e partecipative. Con il Volontariato d'Impresa e con questo nuovo percorso formativo non mettiamo a disposizione soltanto risorse economiche, ma anche strumenti, competenze e relazioni che possono generare valore per tutto il territorio. È un investimento sul futuro delle nostre comunità e sulle persone che ogni giorno si impegnano per il bene comune."</em></p>
<p>Nelle prossime settimane saranno pubblicati i dettagli del percorso formativo e verranno aperte le iscrizioni ai singoli moduli. L'invito è rivolto a direttivi, volontari, soci delle associazioni di zona e a tutti coloro che desiderano rafforzare le proprie competenze e qualificare la propria azione a favore della comunità.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Val di Fiemme Cassa Rurale</author></item><item><guid isPermaLink="false">edc3dd1b-d95a-47e9-9370-f9fb6513734f</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/fondazione-cassa-rurale-alta-valsugana-giornata-mondiale-dell-ambiente</link><title>Fondazione Cassa Rurale Alta Valsugana: Giornata Mondiale dell'Ambiente</title><description><![CDATA[<p>Durante la conferenza stampa ospitata presso la sede della Fondazione, sono state presentate le attività che si svolgeranno nel corso della Giornata Mondiale dell'Ambiente venerdì 5 giugno 2026 e i partner dell'iniziativa.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/jckbuogc/conferenzacrav26.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/fondazione-cassa-rurale-alta-valsugana-giornata-mondiale-dell-ambiente" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2048</width><height>1365</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Si è svolta questa mattina la conferenza stampa di presentazione della IV° edizione della Giornata Mondiale dell’Ambiente, promossa anche quest’anno da Fondazione CRAV ETS in collaborazione con Cassa Rurale Alta Valsugana e molteplici partner del territorio.</p>
<p>La Giornata Mondiale dell’Ambiente si celebra ogni anno il 5 giugno, ed è stata istituita dalle Nazioni Unite nel 1972. È l’occasione per sensibilizzare cittadini, governi e imprese sull’importanza della tutela ambientale. Ogni edizione ha un tema centrale legato alle sfide ecologiche globali. Quest’anno il tema ufficiale del 2026 è dedicato alla lotta al cambiamento climatico (Climate Action), con lo slogan collegato alla campagna globale: “#NowForClimate”.</p>
<p>A dare il benvenuto il Presidente della Fondazione Franco Senesi, che ha sottolineato il connubio particolare e di fondamentale importanza fra attenzione all’ambiente e impegno civico. La Fondazione Cassa Rurale Alta Valsugana ETS è orgogliosa di presentare l’edizione 2026 della Giornata Mondiale dell’Ambiente, un appuntamento che ogni anno coinvolge le scuole e le comunità dell’Alta Valsugana in un percorso condiviso di educazione e responsabilità ambientale. Quest’anno il tema sarà l’Articolo 9 della Costituzione, dedicato alla tutela del paesaggio, dell’ambiente e del patrimonio culturale. Tutte le attività saranno realizzate grazie alla preziosa collaborazione e al generoso contributo di numerosi partner del territorio. Crediamo che educare le nuove generazioni alla cura del mondo che le circonda sia uno degli investimenti più preziosi che una comunità possa fare. Per questo continuiamo, con entusiasmo e gratitudine verso tutti coloro che camminano con noi. Dopo di lui, il Presidente di Cassa Rurale Alta Valsugana Giorgio Vergot che ha ribadito come  anche quest’anno, in occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente, la Cassa Rurale Alta Valsugana, grazie al lavoro e impegno della Fondazione, rinnova il proprio impegno a favore della diffusione della cultura ambientale, sostenendo e valorizzando le attività di coordinamento e sensibilizzazione realizzate in tutte le scuole del nostro territorio. Marianna Moser, responsabile dell’organizzazione della Giornata per la Fondazione ha presentato la mappa delle attività che si svolgeranno su tutto il territorio coinvolgendo tutti i comuni dell’Alta Valsugana. Partner principali dell’iniziativa sono AmAmbiente, intervenuti nella figura del Presidente Daniele Malacarne, la Protezione Civile del Trentino con Erica Cova, APT Valsugana e Lagorai con Gemma Buccella, Stefano Morelato, Dirigente dell’Istituto Scolastico “C.FREINET" in rappresentanza di tutte le scuole coinvolte. In conclusione, l’intervento dell’Assessore all’agricoltura, promozione dei prodotti trentini, ambiente, difesa idrogeologica e enti locali della Provincia Autonoma di Trento Giulia Zanotelli: “Il Trentino è sempre stato all’avanguardia sugli aspetti della tutela ambientale, protezione civile e difesa idrogeologica. Siamo un territorio che ha da sempre avuto cura del proprio paesaggio, grazie a un equilibrio tra natura e presenza dell’uomo che, nel tempo, ha contribuito a modellare le nostre comunità. Un valore che va preservato, continuando a investire nelle opere di mitigazione del rischio, nello sviluppo dell’agricoltura e nel coinvolgimento di tutti coloro che custodiscono questo patrimonio collettivo. È giusto partire dai nostri bambini, dalle ragazze e dai ragazzi, promuovendo un’educazione che valorizzi il rispetto di un equilibrio che poggia sulla convivenza uomo-natura”.</p>
<p>L’iniziativa coinvolge oltre 4.000 studenti provenienti da tutta l’Alta Valsugana e quest’anno anche alcune classi dell’ITIS Buonarroti di Trento. L’edizione di quest’anno coinvolge circa 250 classi appartenenti agli Istituti Comprensivi di Altopiano di Piné, Civezzano, Levico Terme, Pergine 1, Pergine 2, Vigolo Vattaro e Novaledo, oltre agli istituti superiori Marie Curie, Ivo De Carneri, I.F.P.A. G. Cipriani e Opera Armida Barelli. Grazie alla collaborazione con la Fondazione Cassa Rurale Alta Valsugana, le scuole sono state invitate a lavorare su diversi temi legati all’ambiente e alla prevenzione. Il focus di quest’anno è dedicato all’articolo 9 della Costituzione, in occasione degli 80 anni della Repubblica Italiana, che si celebrano il 2 giugno 2026.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Fondazione Cassa Rurale Alta Valsugana</author></item><item><guid isPermaLink="false">271649cc-38fa-4e3a-aea2-fae42e4b0031</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/quando-la-comunita-fiorisce-insieme</link><title>Quando la comunità fiorisce insieme</title><description>Il nuovo allestimento dell'aiuola urbana firmato da Gsh a Cles</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/bo3blryq/aiuola-gsh.jpeg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/quando-la-comunita-fiorisce-insieme" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1600</width><height>1200</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>C’è un angolo di Cles che, con l’arrivo dell’estate, non si limita a cambiare colore, ma diventa il simbolo tangibile di un’alleanza profonda. È l’aiuola curata da Gsh, oggi rinnovata grazie a un rinnovato Patto di Collaborazione tra la Cooperativa e il Comune di Cles: un accordo che trasforma la gestione del verde pubblico in un esercizio quotidiano di cittadinanza attiva e inclusione.</p>
<p>Il progetto nasce dalla filosofia del "fare insieme". Non si tratta solo di manutenzione, ma di una sinergia che vede la Gsh e amministrazione comunale cooperare per la valorizzazione di un bene comune, rendendo protagonisti gli ospiti della cooperativa.</p>
<p>“Tutto è iniziato con una fase di progettazione partecipata –spiegano gli <strong>educatori di Gsh</strong>- dove operatori e utenti hanno immaginato come trasformare questo spazio. Abbiamo riflettuto, scelto i colori e lo stile, decidendo quest’anno di inserire anche fiori artificiali per garantire bellezza e durata nel tempo, e il risultato è il frutto di un lavoro fianco a fianco con i tecnici e gli operai comunali, un obiettivo raggiunto insieme”.</p>
<p>Al centro dell’allestimento svetta la “sagoma dell’inclusione”, un elemento ormai storico nato nell’ambito del Piano Giovani "Fuori dal Comune". Accanto ad essa, una frase che è un manifesto programmatico: “Facciamo fiorire la comunità”. Mai come in questo caso, le parole corrispondono alla realtà di un percorso che vede la disabilità non come destinataria passiva di servizi, ma come risorsa attiva per il territorio.</p>
<p>“Si tratta di un’espressione della collaborazione consolidata tra GSH e l’Amministrazione di Cles -spiega il <strong>presidente di Gsh Michele Covi</strong>- tesa a promuovere una cultura inclusiva. Formalizzare questa sinergia attraverso un Patto di Collaborazione evidenzia il principio della sussidiarietà: la cooperazione sociale diventa protagonista di azioni a favore della collettività, dimostrando di poter dare valore aggiunto al territorio in cui opera. Prendersi cura di un’aiuola significa, in fondo, prendersi cura del futuro del territorio. Il nuovo allestimento di Cles è lì a ricordarlo a ogni passante: la bellezza è un bene di tutti, specialmente quando è coltivata insieme”.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Gsh</author></item><item><guid isPermaLink="false">81772606-4844-48df-a980-8885edacbc82</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/giornata-dello-sport-inclusivo-con-macrame-1</link><title>Giornata dello sport inclusivo con Macramè</title><description><![CDATA[<p>Obiettivo dell’evento riproposto dalla coop sociale Villa Maria: avvicinare allo sport le persone con disabilità. Non c’è competizione, non ci sono classifiche. Oltre 120 i partecipanti.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/a2ugkdvz/copertina.jpeg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/giornata-dello-sport-inclusivo-con-macrame-1" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1992</width><height>892</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Ha cominciato a piovere quando l’evento si era ormai concluso. Tutto bene, quindi, e tutti contenti gli oltre 120 partecipanti alla giornata sportiva 2026 organizzata dal <strong>Servizio Macramè della coop sociale Villa Maria</strong> al parco di Dosso di Trambileno. L’appuntamento rappresenta l’evoluzione delle Olimpiadi dello Sport, nate nel 2011 da una idea di Barbara Hueber, responsabile di Macramè.</p>
<p>L’obiettivo della giornata è quello di avvicinare allo sport le persone con disabilità. Non c’è competizione, non ci sono classifiche. Lo spirito che anima l’evento è quello della condivisione, dello stare assieme, dell’affrontare le sfide uniti.</p>
<p>Gli utenti di Macramè protagonisti della giornata, suddivisi in gruppi, si sono misurati con sei discipline sportive: la pallamano proposta dall’Handball Mori, il basket con la società Belvedere Trento, il tamburello con il Comitato provinciale, il windsurf con il team Surf Segnana - Marco Ita 108, il nordic walking con Camminare in Trentino e l’hockey su prato con l’Hockey Adige. Ogni 15 minuti i gruppi cambiavano postazione e sport.</p>
<p>La giornata è stata resa possibile dalla presenza, a fianco degli utenti e degli educatori di Macramè, dei volontari, dei tecnici e dei giocatori delle società sportive coinvolte e dei cuochi del Comitato iniziative Brione che, a conclusione delle attività, hanno preparato per tutti pasta e dolce.</p>
<p>In apertura dell’evento, dopo gli interventi di saluto del presidente di Villa Maria <strong>Guido Ghersini</strong> e del direttore tecnico <strong>Michele Paissan</strong>, è stato ricordato con commozione il giovane <strong>Federico Del Re</strong>, prematuramente scomparso nei giorni scorsi, che a Macramè ha lasciato un segno profondo. “Sei stato una presenza sincera, un sorriso che sapeva arrivare al cuore, un esempio di forza e umanità. Ci hai insegnato tanto, spesso senza bisogno di parole”.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Cooperativa Villa Maria</author></item><item><guid isPermaLink="false">f379c725-a752-4c57-aaf4-7b076377f3a6</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/famiglia-cooperativa-cavalese-premiati-le-vincitrici-e-i-vincitori-del-quiz</link><title>Famiglia Cooperativa Cavalese: premiati le vincitrici e i vincitori del “Quiz 130”</title><description><![CDATA[<p>Iniziativa dedicata al centotrentennale della cooperativa di consumo con sede a Cavalese. Stamani la premiazione del quiz concluso alcuni giorni fa con una partecipazione considerevole a conferma del senso di appartenenza di soci e clienti alla Famiglia Cooperativa.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/0t2bomho/gruppo.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/famiglia-cooperativa-cavalese-premiati-le-vincitrici-e-i-vincitori-del-quiz" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2000</width><height>1150</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Nella tarda mattinata di oggi, Piazza Battisti a Cavalese, ha chiamato a raccolta le vincitrici e i vincitori dell’iniziativa promossa dalla Famiglia Cooperativa per il 130esimo di fondazione.</p>
<p>Il “Quiz 130”, pensato e proposto dalla cooperativa di consumo in collaborazione con la Federazione Trentina della Cooperazione, ha offerto l’occasione per compiere un viaggio in 130 anni di storia dando risposta a una serie di domande dedicate sia al percorso compiuto dalla “Famiglia” dal 6 febbraio 1896 (giorno, mese e anno della sua nascita) ai giorni nostri con i molti progetti e i tanti protagonisti che hanno caratterizzato questo lunghissimo arco di tempo e sia del movimento cooperativo nel suo complesso a partire dal 1890 quando, a Santa Croce di Bleggio, vide la luce la prima forma cooperativa che assunse il nome di Famiglia Cooperativa.</p>
<p>Ad accogliere vincitori e premiati sono stati i vertici della Famiglia Cooperativa: il presidente <strong>Alessandro Sontacchi</strong>, il vicepresidente <strong>Alessandro Antoniolli</strong>, il direttore generale <strong>Fiorenzo Zorzi</strong>. Assieme a loro il sindaco di Cavalese, <strong>Carlo Betta</strong>, e <strong>Mauro Gilmozzi</strong>, Scario della Magnifica Comunità di Fiemme.</p>
<p>“Alla fine dell’Ottocento – è stato ricordato – in un contesto segnato da miseria, fame ed emigrazione, la nascita della cooperativa rappresentò una risposta coraggiosa e concreta a difficoltà che sembravano insuperabili. I pionieri di allora compresero che, la via per un riscatto sociale, non passava attraverso l’interesse individuale, ma richiedeva darsi la mano, l’agire insieme, la solidarietà organizzata”.</p>
<p>Nelle parole dei responsabili della cooperativa è emerso il valore di un’iniziativa andata oltre il semplice concorso. “Rispondere ha significato non solo mettersi alla prova – è stato precisato – ma anche riscoprire le radici di una esperienza cooperativa che, da 130 anni, appartiene alle socie e ai soci e continua a guardare al domani”.</p>
<p><strong>I vincitori</strong></p>
<p>Due le modalità proposte per la partecipazione e la compilazione del quiz: tramite app o in forma cartacea.</p>
<p>Per chi ha scelto di partecipare tramite app sul gradino più alto del podio è salito <strong>Alessandro Stefani</strong> (Predaia frazione di Molina di Fiemme). Ad affiancarlo sono stati <strong>Novelli Betta </strong>(Molina di Fiemme) secondo, e <strong>Veronica Bello</strong> (Masi di Cavalese), terza.</p>
<p><strong>Alessandro Demattio</strong> (Cavalese), invece, ha vinto il quiz compilato in forma cartacea. Posto d’onore per <strong>Claudio Denardi</strong> (Valfloriana).</p>
<p>Tra i premi anche una medaglia realizzata in legno e frutto dell’inventiva degli allievi della scuola legno dell’Enaip di Tesero.</p>
<p>“Complessivamente mezzo migliaio di soci ha partecipato nelle due modalità proposte – è stato osservato – dimostrando il desiderio di mettersi in gioco sulla propria conoscenza della Famiglia Cooperativa e del movimento cooperativo in generale. A tutte e a tutti loro sarà consegnato un omaggio per la partecipazione”.</p>
<p>Infine una curiosità. “Ci eravamo incontrati qui in Piazza Battisti all’ingresso del punto vendita della Famiglia Cooperativa alla fine di novembre di tre anni fa – è stato ricordato – Quella era stata una giornata coi fiocchi per la Famiglia Cooperativa perché era stato inaugurato il punto vendita completamente rinnovato e perché i fiocchi di neve avevano contribuito a rendere magica l’atmosfera. Oggi, invece, è una giornata di sole sia per il quadro meteo che la caratterizza e sia per la cooperativa di consumo, le socie e i soci che hanno partecipato al concorso e si sono aggiudicati i premi in palio”.</p>
<p><strong>I dati</strong></p>
<p>Il bilancio della Famiglia Cooperativa di Cavalese, archiviato lo scorso 31 ottobre e approvato dall’assemblea dei soci di fine marzo, ha fatto segnare un fatturato di 20 milioni 838 mila euro, in aumento del 5,77% nel confronto con lo stesso dato di dodici mesi prima. L’utile ha raggiunto 582 mila euro. La Famiglia Cooperativa è realtà solida come dimostrano i 12 milioni 914 mila euro di patrimonio. Meritevole di una sottolineatura, è stato evidenziato nel corso dei lavori assembleari, lo merita il dato del ristorno, riservate alle socie e ai soci, pari a 150 mila euro.</p>
<p>I punti vendita sono dodici a servizio delle comunità di Cavalese, Molina, Capriana, Castello di Fiemme, Anterivo, Masi di Cavalese, Carano, Daiano, Casatta di Valfloriana, Montalbiano, Predaia.</p>
<p>La base conta complessivamente 4871 socie e soci. Lo staff di collaboratrici e collaboratrici è di 75 risorse umane a tempo pieno a cui si aggiunge una ventina di stagionali impegnati in estate e in inverno.</p>
<p><strong>Centotrent’anni in un libro</strong></p>
<p>Sta raccogliendo molto apprezzamento il libro “Storie di Famiglia – Origini e sviluppo della cooperativa” curato dalla giornalista <strong>Monica Gabrielli</strong> e da <strong>Marino Sbetta</strong>, per moltissimi anni direttore della Famiglia Cooperativa di Cavalese.</p>
<p>Il progetto editoriale è stato seguito, in particolare, da <strong>Alessandro Antoniolli,</strong> vicepresidente della cooperativa. La pubblicazione è destinata a diventare una preziosa memoria storica e contiene non una ma tante storie, prendendo spunto dalla prefazione dell’autrice e rappresenta una fedele fotografia dell’orgoglio del passato ma anche la responsabilità del futuro.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Ftc - Diego Nart</author></item><item><guid isPermaLink="false">6a5a3d8b-058c-4200-9add-37595e377790</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/nasce-la-fondazione-trentina-per-la-vista</link><title>Nasce la Fondazione Trentina per la Vista</title><description>Rete fra i diversi soggetti che lavorano sulle tematiche dell'ipovisione, prevenzione, ricerca, inclusione.</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/5trppgys/toninavista.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/nasce-la-fondazione-trentina-per-la-vista" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2400</width><height>1599</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Sono le parole chiave emerse dalla presentazione, oggi a Palazzo Benvenuti, di un nuovo soggetto in Trentino, la Fondazione Trentina per la Vista, che scaturisce dalla sinergia tra l'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti di Trento e partner di rilievo come BTS - Banca per il Trentino-Alto Adige e il Gruppo ITAS Assicurazioni, con una missione, garantire un sostegno concreto a ciechi e ipovedenti, garantirne l'inclusione e l'autonomia e diventare un punto di riferimento territoriale per la tutela dei diritti visivi, la cultura della prevenzione e la partecipazione attiva della comunità.</p>
<p>“Oggi segniamo un passo importante per la nostra comunità: la nascita di questa Fondazione significa mettere al centro le persone, i loro bisogni e la qualità della loro vita. In un sistema sanitario che vuole essere davvero vicino ai cittadini, le associazioni come l’UICI rappresentano un ponte indispensabile: sono luoghi di ascolto autentico capaci di trasformare bisogni inespressi in azioni concrete", sono state le parole dell'assessore alla salute e politiche sociali, Mario Tonina, che ha partecipato alla presentazione, evidenziando come l’iniziativa rappresenti un modello virtuoso di collaborazione tra istituzioni e Terzo Settore.</p>
<p>"Parlare di salute visiva oggi significa parlare di cultura della prevenzione. Individuare precocemente una patologia oculare può fare la differenza, migliorando significativamente il futuro delle persone. Per questo consideriamo l’ambulatorio oculistico di Trento non un semplice luogo di visite, ma un vero presidio territoriale e un modello di sanità di prossimità. Accanto a ciò, la ricerca scientifica deve diventare un patrimonio condiviso per costruire un sistema più consapevole. Come Provincia autonoma di Trento, crediamo in questo approccio integrato che unisce prevenzione, cura e inclusione, con l’impegno di continuare a costruire una comunità capace di accogliere e valorizzare ogni persona", ha concluso l'assessore Tonina, lodando l’impegno della Fondazione sul fronte della ricerca scientifica e delle politiche di inclusione a 360 gradi, citando progetti importanti della Provincia, come "Muoversi" per la mobilità.</p>
<p>Tra i numerosi interventi, Mauro Dallapé, presidente dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti, ha sottolineato il legame con il territorio, indicando nella futura apertura del nuovo ambulatorio oculistico presso la sede dell’Unione il vero cuore pulsante del progetto: una struttura strategica che darà vita a fondamentali attività di screening, sensibilizzazione, formazione e orientamento. Fra gli obiettivi anche l'organizzazione di un convegno per presentare un'ipotesi di collaborazione fra i centri di ricerca trentina, ovvero Fbk, Università, Asuit, la Fondazione trentina per la vista nonché la professoressa Cattaneo, per confrontarsi sugli ultimi orizzonti della ricerca in tema di cellule staminali per la cura del glaucoma.</p>
<p>Attorno a questa visione si sono uniti il presidente della nascente Fondazione Paolo Piccoli, gli assessori comunali Giulia Casonato e Alberto Pedrotti, il consigliere provinciale Roberto Stanchina, e i partner istituzionali Giorgio Fraccalossi (Cassa Centrale Banca) e Bruno Da Re (Trentino Volley), che hanno ribadito la loro vocazione al sostegno di iniziative benefiche. All'evento, moderato da Rocco Cerone, presidente della Cooperativa "Oltre gli ostacoli", hanno contribuito anche il senatore Pietro Patton, portavoce di un messaggio della senatrice a vita e scienziata Elena Cattaneo sull'importanza della ricerca biomedica, e la campionessa paralimpica Chiara Mazzel, che ha offerto una toccante testimonianza sulla sua battaglia contro il glaucoma e la rinascita attraverso lo sport.</p>
<p><strong>Contatti Fondazione</strong></p>
<p>Corso Michelangelo Buonarroti, 78 – Trento</p>
<p><a href="http://www.fondazionetrentinaperlavista.it">www.fondazionetrentinaperlavista.it</a> - mail: <a href="mailto:info@fondazionetrentinaperlavista.it">info@fondazionetrentinaperlavista.it</a></p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Pat</author></item><item><guid isPermaLink="false">ecf55f14-b0bb-4c35-9804-8772f4180585</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/co-di-pr-a-lancia-il-primo-fondo-ist-uva</link><title>Co.Di.Pr.A. lancia il primo Fondo Ist Uva</title><description><![CDATA[<p>Un nuovo scudo per il reddito dei viticoltori trentini.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/2rafnxl3/codipra2026.jpeg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/co-di-pr-a-lancia-il-primo-fondo-ist-uva" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2000</width><height>924</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>In un contesto globale caratterizzato da crescente volatilità dei mercati agricoli e da forti pressioni sui costi di produzione, il Consorzio di Difesa dei produttori agricoli di Trento (Co.Di.Pr.A.) annuncia la strutturazione del <strong>primo Fondo IST (Income Stabilization Tool) interamente dedicato al comparto viticolo</strong>.</p>
<p>Il <strong>Fondo IST Uva </strong>rappresenta un’innovazione strategica nel sistema di gestione del rischio agricolo: uno strumento mutualistico pensato per <strong>compensare i viticoltori in caso di cali significativi di reddito</strong>, derivanti da crisi di mercato, volatilità dei prezzi e condizioni economiche sfavorevoli.</p>
<p><strong>Un settore chiave sotto pressione</strong></p>
<p>Il comparto vitivinicolo italiano, con oltre 700.000 ettari vitati e un valore dell’export che supera gli 8 miliardi di euro annui (dati Vinitaly/Osservatorio del Vino), è uno dei pilastri dell’agroalimentare nazionale. Tuttavia, negli ultimi anni si è assistito a una crescente instabilità: aumento dei costi energetici e dei mezzi tecnici, fluttuazioni dei prezzi delle uve e del vino e dinamiche internazionali sempre più complesse.</p>
<p>In questo scenario, il Fondo IST introduce un meccanismo innovativo di protezione del reddito, già sperimentato con ottimali risultati per gli aderenti dal Consorzio con i fondi dedicati al mondo melicolo e zootecnico: l’intervento si attiva in presenza di <strong>perdite superiori al 20% del reddito medio aziendale</strong>, con possibilità di compensazione fino al 70% della perdita subita. “<em>Il comparto vitivinicolo avrà a disposizione un nuovo strumento evoluto, capace di rispondere a crisi sistemiche e non solo a eventi climatici. Il Fondo IST rappresenta un cambio di paradigma nella tutela economica delle imprese, una soluzione che si affianca agli altri strumenti messi a disposizione dal Consorzio, come la polizza collettiva e i Fondi mutualistici dedicati alle fitopatie</em>”, sottolinea <strong>Giovanni Menanapace</strong>, presidente di Co.Di.Pr.A.</p>
<p><strong>Un modello mutualistico sostenuto dall’Europa</strong></p>
<p>Uno degli elementi distintivi del Fondo è la forte leva pubblica: <strong>per ogni 3 euro versati dalle imprese aderenti, fino a 7 euro sono integrati da contributi europei</strong>, nell’ambito della PAC 2023-2027. Un modello che consente di amplificare la capacità di intervento e garantire maggiore stabilità finanziaria al sistema.</p>
<p>Il Fondo si basa su un approccio rigoroso e trasparente: il reddito aziendale viene calcolato considerando ricavi, contributi e premi pubblici, indennizzi assicurativi e mutualistici, al netto dei costi diretti di produzione. Le entrate saranno quelle puntuali dell’azienda agricola aderente mentre i costi diretti di produzione saranno assunti secondo parametri tecnici calcolati dalla Fondazione Edmund Mach e rapportati alla superficie agricola aziendale destinata alla produzione di uva.</p>
<p>“<em>Con questo Fondo vogliamo essere al fianco dei nostri associati viticoltori in questa fase di forte trasformazione e di grande incertezza per tanti fattori spesso al di fuori della gestione ordinaria: pensiamo all’impatto dei dazi, dei conflitti internazionali, del calo dei consumi; il mondo è cambiato e la gestione del rischio evolve con strumenti in grado di mettere al centro il reddito aziendale, vero motore di tutte le imprese– dichiara <strong>Marica Sartori</strong>, direttore di Co.Di.Pr.A. Nella nostra provincia il comparto esprime oltre 100 milioni di euro di valore produttivo che vogliamo contribuire a tutelare con uno strumento fortemente innovativo ma al tempo stesso concreto, basato sulle esigenze delle imprese del nostro territorio</em>” – conclude Sartori.</p>
<p>“<em>La costituzione di questo nuovo fondo, che si aggiunge agli strumenti già ora esistenti a disposizione degli agricoltori della nostra Provincia, mette a disposizione della filiera vitivinicola un importante mezzo di garanzia e stabilizzazione del reddito delle aziende. Con questa azione si dimostra ancora una volta la grande capacita del Trentino di fare sistema e di saper concretizzare le opportunità che le regole e gli aiuti comunitari mettono a disposizione del comparto agricolo.</em></p>
<p><em>L'approvazione di oggi, con riferimento alle condizioni in cui si trova ad operare il comparto vitivinicolo, assume ancora più valore ed importanza e potrà sicuramente tradursi in un nuovo assetto di competitività per i nostri viticoltori.</em>”, spiega <strong>Giulia Zanotelli</strong>, Assessore Provincia Autonoma di Trento.</p>
<p><strong>Governance e accesso</strong></p>
<p>Il Fondo è gestito da Co.Di.Pr.A., in qualità di Soggetto gestore accreditato presso il Ministero dell’agricoltura ma con un sistema di <em>governance </em>autonomo attraverso la nomina di uno specifico <strong>Comitato di Gestione</strong>, espressione dell’intero sistema viticolo trentino, dalle organizzazioni dei produttori, alle organizzazioni professionali ed alla Provincia Autonoma di Trento, che hanno accompagnato e favorito la sua attivazione.</p>
<p>Possono aderire le imprese viticole in possesso della qualifica di agricoltore attivo. L’avvio operativo prevede il raggiungimento di almeno 150 aziende aderenti e il riconoscimento ministeriale entro l’estate 2026. Le aziende viticole possono aderire al Fondo direttamente online tramite il Portale del Socio di Co.Di.Pr.A. all’indirizzo: <a href="https://coffi.codipratn.it/">https://coffi.codipratn.it/</a></p>
<p><strong>Un progetto pilota per il sistema nazionale</strong></p>
<p>Il Fondo IST Uva si configura come <strong>progetto pilota per il settore vitivinicolo a livello nazionale</strong>, con l’obiettivo di diventare un modello replicabile per altri territori e comparti agricoli, come già successo con il settore mele e bovini da latte. Un passo decisivo verso un’agricoltura più resiliente, capace di affrontare le sfide dei mercati globali con strumenti innovativi e condivisi. “<em>I fondi di stabilizzazione del reddito, IST, rappresentano un passaggio fondamentale per l’evoluzione degli strumenti di gestione del rischio in agricoltura, che arrivano alla garanzia della redditività delle imprese. Le competenze ed il know how sviluppato dai Condifesa in oltre 50 anni di attività, consentono di migliorare le potenzialità di un nuovo approccio di tutela per le imprese coerente con le nuove esigenze; siamo fortemente convinti che siano una risposta strutturata al contesto ed al tempo in cui viviamo, caratterizzato da incertezza e da un rischio sistemico, e coerente con le politiche europee, che vogliono sempre più favorire soluzioni in grado di rafforzare la resilienza economica delle imprese e la loro capacità di leggere i riflessi economici e la pianificazione delle strategie</em>”, sottolinea <strong>Andrea Berti</strong>, direttore di Asnacodi Italia.</p>
<p><strong>I componenti del Comitato del Fondo IST UVA</strong></p>
<ul>
<li>Andrea Berti</li>
<li>Davide Bertolini</li>
<li>Silvio Chistè</li>
<li>Andrea Giuliani</li>
<li>Lorenzo Libera</li>
<li>Goffredo Pasolli</li>
<li>Luca Rigotti</li>
<li>Roberto Roncador</li>
<li>Marica Sartori</li>
</ul>
<p>Per informazioni alla stampa: Pietro Bertanza - 0461/915108 - 349/5510913 - <a href="mailto:comunicazione@codipra.it">comunicazione@codipra.it</a> - <a href="mailto:pietro.bertanza@agriduemilasrl.it">pietro.bertanza@agriduemilasrl.it</a></p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Codipra - Pietro Bertanza</author></item></channel></rss>