<rss version="2.0"><channel xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"><title>News</title><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/rss/news?categoria=imprese</link><description>Notizie, storie e interviste per raccontare il movimento cooperativo e per approfondire i temi che coinvolgono il nostro mondo.</description><lastBuildDate>Sat, 25 Apr 2026 04:52:13 +0200</lastBuildDate><atom:link href="https://www.cooperazionetrentina.it/it/rss/news" rel="self"><type>application/rss+xml</type></atom:link><item><guid isPermaLink="false">5f246b8e-c97c-45d8-9587-c172792017da</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/e-commerce-in-trentino</link><title>E-commerce in Trentino</title><description>Al via un’indagine strategica per la crescita digitale delle imprese</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/z3ubq40t/ecommerce-save-the-date-con-cta.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/e-commerce-in-trentino" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1920</width><height>1080</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Il futuro del commercio passa dal digitale e il Trentino si prepara a guidare questa trasformazione. Trentino Sviluppo, gli enti e le associazioni di categoria del territorio, in collaborazione con l’Osservatorio eCommerce B2c del Politecnico di Milano, hanno avviato un’indagine dedicata all’analisi quantitativa e qualitativa del commercio elettronico per le imprese della provincia di Trento.</p>
<p>L’indagine prende avvio con la diffusione di un <a href="https://polimi.eu.qualtrics.com/jfe/form/SV_1YethT98JuybyQK">questionario</a> rivolto a tutte le aziende trentine: sia a quelle che hanno già attivato un canale di vendita online, sia a quelle che non operano ancora nell’e-commerce ma desiderano valutarne opportunità, potenzialità e possibili ostacoli.</p>
<p>Il settore del commercio digitale è in costante evoluzione e richiede un continuo aggiornamento delle strategie aziendali, l’ottimizzazione dei processi e l’adozione di nuove soluzioni tecnologiche, incluse applicazioni basate sul machine learning. Cambiano anche le modalità di relazione con i clienti, sempre più orientate a esperienze interattive e coinvolgenti, che richiedono nuovi modelli di business.</p>
<p>Anche in questa edizione, la ricerca mira a:</p>
<ul>
<li>valutare il livello di maturità digitale delle imprese trentine,</li>
<li>stimare il valore complessivo del mercato e-commerce sul territorio provinciale,</li>
<li>individuare bisogni e priorità utili a definire possibili percorsi di sviluppo.</li>
</ul>
<p>Il <a href="https://polimi.eu.qualtrics.com/jfe/form/SV_1YethT98JuybyQK">questionario</a> è disponibile sul sito del Politecnico di Milano e può essere compilato entro il 30 aprile. I risultati della ricerca saranno presentati durante un evento pubblico dedicato alle imprese.</p>
<p>Il progetto è realizzato nell’ambito del Tavolo e-commerce, organo provinciale coordinato da Trentino Sviluppo per conto della Provincia autonoma di Trento, con la partecipazione degli enti e le associazioni di categoria del territorio, che mira a proporre occasioni di formazione, networking, business matching e accesso a marketplace locali e internazionali.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Trentino Sviluppo</author></item><item><guid isPermaLink="false">f975b051-6902-4f2c-8a69-e238864a47f5</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/internazionalizzazione-provincia-e-trentino-sviluppo-lanciano-il-progetto-spagna</link><title>Internazionalizzazione: Provincia e Trentino Sviluppo lanciano il “Progetto Spagna”</title><description>Il percorso, al quale si può aderire dal 15 gennaio, prevede momenti formativi e una missione economica a Barcellona. Il 4 febbraio a Rovereto l’evento di presentazione</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/qqnmtpyb/progetto-spagna-save-the-date.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/internazionalizzazione-provincia-e-trentino-sviluppo-lanciano-il-progetto-spagna" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>3780</width><height>2126</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<div data-uw-feature-ignore="true" data-uw-rm-ignore="true">
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<p><span style="font-size: 15px;">(g.n.) – </span>Il Trentino rafforza il proprio impegno a sostegno dell’internazionalizzazione del sistema economico con il lancio del “Progetto Spagna”, un’iniziativa coordinata da Provincia e Trentino Sviluppo e pensata per supportare le aziende locali nello sviluppo di opportunità di business verso il mercato spagnolo. Il progetto è nato nell’ambito del Tavolo Mercati, organismo provinciale di consultazione e coordinamento rispetto alle attività di internazionalizzazione di sistema, cui partecipano gli enti e le associazioni di categoria. Il percorso, le cui domande di adesione sono aperte a partire dal 15 gennaio, è rivolto principalmente alle imprese dei settori meccanica e meccatronica, agroalimentare, commercio e logistica. <br /><br />Prevede attività di analisi preliminare, momenti formativi e di preparazione, la ricerca di controparti locali, l’organizzazione di incontri B2B e una missione economica a Barcellona, in programma dal 25 al 28 maggio prossimi, oltre ad azioni di follow-up successive alla missione. Per illustrare nel dettaglio le opportunità offerte dal mercato spagnolo e le modalità di adesione, mercoledì 4 febbraio 2026, a partire dalle ore 9:30, si terrà un evento di presentazione presso Progetto Manifattura a Rovereto. <strong><a href="https://www.trentinosviluppo.it/it/bandi/attivi/progetto-spagna-avviso-pubblico-per-la-raccolta-delle-adesioni">Iscrizioni su trentinosviluppo.it.</a></strong></p>
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<p>«Questa iniziativa dedicata alla Spagna – spiega <strong>Achille Spinelli,</strong> vicepresidente e assessore allo Sviluppo economico, lavoro, famiglia, università e ricerca della Provincia autonoma di Trento - arriva dopo il progetto pilota dell’anno scorso dedicato alla Francia, che è culminato con la missione istituzionale a Lione. In quell’occasione con interlocutori non solo istituzionali, ma anche economici e scientifici, abbiamo esplorato le opportunità concrete nei settori della meccanica di precisione, dell’agritech e delle energie rinnovabili, con particolare riferimento all’idrogeno».</p>
<p><strong>La Spagna, e in particolare la Catalogna, rappresenta un mercato di grande interesse strategico per le aziende trentine</strong>, composte prevalentemente da PMI che hanno necessità e desiderio di diversificare i propri mercati di sbocco. La ricerca di maggiore sicurezza economica, giustificata dall’attuale fase di forti turbolenze internazionali, ha rinnovato l’attenzione sui mercati europei. Grazie alla sua posizione geopolitica, al ruolo di hub economico e alla presenza di forti legami commerciali e culturali, la Spagna costituisce inoltre una porta di accesso privilegiata verso l’area dell’America Centrale e Meridionale, aprendo ulteriori prospettive di sviluppo e internazionalizzazione. In questa direzione è dunque da leggersi l’impegno della Provincia autonoma di Trento a favore di un export sempre più diffuso e strutturato, orientato sia all’aumento del numero delle imprese esportatrici sia all’esplorazione di nuovi mercati.</p>
<p>«La missione economica in Spagna e nello specifico in Catalogna – sottolinea <strong>Annalisa Bergamo</strong>, dirigente dell’UMSe Internazionalizzazione e relazioni economiche della Provincia autonoma di Trento – si afferma come scelta strategica per intercettare uno dei motori più dinamici d'Europa. La vicinanza geografica e culturale, unita ad una struttura produttiva poliedrica e ad una spiccata vocazione all'innovazione, rende questa regione particolarmente interessante per le imprese trentine. Su questi elementi si fonderanno sia il percorso di avvicinamento che la missione di maggio 2026, offrendo alle aziende partecipanti opportunità concrete di crescita ed internazionalizzazione in un ecosistema d'avanguardia».</p>
<p>«Progetto Spagna – ​evidenzia <strong>​Nicola Polito</strong>, direttore operativo di Trentino Sviluppo – nasce per offrire alle imprese trentine un percorso strutturato di accesso a un mercato strategico e in forte evoluzione, porta naturale verso i Paesi di lingua spagnola. L’iniziativa risponde all’esigenza di diversificazione dei mercati e crescita internazionale delle aziende, intercettando opportunità in contesti dinamici ma complessi. Elemento distintivo del Progetto è l’accompagnamento operativo garantito da partner di grande esperienza, in grado di ridurre i rischi e accelerare i processi di ingresso. La Spagna rappresenta infatti un mercato ricettivo, evoluto ed esigente, che richiede competenze specifiche e conoscenza del contesto locale».</p>
<p>Il Progetto Spagna capitalizza l’esperienza maturata nel supporto dello scorso anno alle imprese trentine nel mercato francese, replicandone gli elementi di successo. Un’iniziativa che rafforza la competitività del sistema trentino sui mercati internazionali. Le imprese potranno scegliere tra due modalità di partecipazione, differenziate in base al tipo di approccio al processo di internazionalizzazione e alla durata: il Percorso Explorer, organizzato in partnership con la Camera di Commercio Italiana di Barcellona e dedicato alle aziende interessate principalmente all’area catalana, e il Percorso Business, pensato insieme a Trentino Export, per imprese strutturate e interessate a sviluppare relazioni commerciali su tutto il territorio spagnolo. È previsto un abbattimento dei costi di partecipazione fino al 100%, tramite contributo in regime “de minimis”, ad esclusione delle spese di viaggio, vitto e alloggio.</p>
<p><a href="https://www.trentinosviluppo.it/it/bandi/attivi/progetto-spagna-avviso-pubblico-per-la-raccolta-delle-adesioni"><strong>Le domande di partecipazione al Progetto Spagna potranno essere presentate dal 15 gennaio al 16 febbraio 2026. Maggiori informazioni sul sito trentinosviluppo.it</strong></a></p>
<p><strong>Focus mercato</strong><br /><br />Il mercato spagnolo presenta una crescita molto positiva rispetto agli altri mercati europei e internazionali maturi, con un tasso medio di crescita del Pil stimato del 2,4% nel 2025 e un’economia matura basata principalmente sui servizi ad alto valore aggiunto ed investimenti attivi in tutti i settori strategici dell’energia e dell’industria intelligente.<br /><br />Le relazioni commerciali con l’Italia sono forti e in crescita: i dati ISTAT relativi al 2024 fanno registrare livelli record per l’interscambio bilaterale che, con quasi 68,5 miliardi di euro (+3,4% rispetto al 2023), supera anche i massimali raggiunti lo scorso anno. Rispetto al 2023 incrementano sia le esportazioni italiane, pari a oltre 34,5 mld euro (+4,3%), che le importazioni, pari a quasi 34 mld euro (+2,6%).<br /><br />Anche i dati relativi al Trentino presentano numeri interessanti con un export verso la Spagna nel 2024 che supera i 304 milioni di euro composto principalmente da prodotti del​l​’industria​​ cartaria,​​​ ​alimentare e della meccanica (il quinto mercato export per il territorio – terzo in Europa – con una crescita media negli ultimi 3 anni superiore al 12%) e un import di quasi 182 milioni anch’esso in forte crescita. Da notare un notevole incremento anche nei flussi turistici dalla Spagna verso l’Italia e il Trentino. </p>
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</div>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Trentino Sviluppo</author></item><item><guid isPermaLink="false">109fc9c8-bcd6-4096-9edd-8d6875b14ae8</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/cassa-centrale-banca-e-federunacoma-a-sostegno-della-crescita-delle-imprese-della-meccanizzazione-agricola</link><title>Cassa Centrale Banca e FederUnacoma a sostegno della crescita delle imprese della meccanizzazione agricola</title><description><![CDATA[<p>L’accordo faciliterà l’accesso al credito, accompagnando le imprese italiane associate a FederUnacoma nei processi di crescita, innovazione e internazionalizzazione.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/kznn1f4t/accordo-federunacoma.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/cassa-centrale-banca-e-federunacoma-a-sostegno-della-crescita-delle-imprese-della-meccanizzazione-agricola" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1200</width><height>800</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p><strong>Cassa Centrale Banca</strong> e <strong>FederUnacoma</strong> (Federazione Nazionale Costruttori Macchine per l’Agricoltura), associazione aderente a Confindustria che rappresenta i costruttori italiani di macchine agricole, hanno siglato <strong>un accordo finalizzato a rafforzare il sostegno al comparto della meccanizzazione agricola</strong>, settore strategico per l’economia nazionale.</p>
<p>L’accordo prevede l’accesso a una <strong>gamma integrata di soluzioni finanziarie e servizi bancari</strong> messi a disposizione dalle Banche del Gruppo Cassa Centrale, con l’obiettivo di supportare le imprese produttrici di macchine agricole, da giardinaggio e per la cura del verde – associate a FederUnacoma – nei processi di crescita, innovazione, export e internazionalizzazione.</p>
<p>La convenzione conferma la volontà di promuovere lo sviluppo di un settore che contribuisce in modo significativo alla competitività del Made in Italy, mettendo a disposizione strumenti concreti per affrontare le sfide legate alla transizione tecnologica, alla sostenibilità e ai mercati internazionali. In questo contesto, le Banche del Gruppo Cassa Centrale rinnovano il proprio ruolo attivo nella valorizzazione delle filiere produttive italiane, rafforzando il legame tra sistema bancario cooperativo e associazioni di categoria.</p>
<p>La collaborazione si rafforzerà ulteriormente in occasione di <strong>Agrilevante 2025</strong>, la manifestazione internazionale dedicata alle tecnologie per l’agricoltura del Mediterraneo che si terrà a Bari dal 9 al 12 ottobre, dove il Gruppo Cassa Centrale e FederUnacoma saranno presenti insieme per presentare le opportunità offerte alle imprese del comparto.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Cassa Centrale Banca</author></item><item><guid isPermaLink="false">af8498f9-0c84-427f-8895-ef811f20871a</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/fondazione-ledro-ottanta-imprese-all-incontro-sugli-indicatori-esg</link><title>Fondazione Ledro: ottanta imprese all’incontro sugli indicatori Esg</title><description>I criteri “Esg” sono un modello di valutazione che considera l'impatto ambientale, sociale e di governo di un'azienda (Environmental, Social, Governance).</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/mzob1hjm/fondazioneledro.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/fondazione-ledro-ottanta-imprese-all-incontro-sugli-indicatori-esg" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1600</width><height>1200</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Come spiega il presidente della Cassa Rurale di Ledro, Marco Baruzzi: «Oggi questi fattori non sono più solo riferimenti etici o concetti astratti. Sono diventati parametri strategici per ogni impresa che voglia crescere in modo solido, ottenere finanziamenti, attrarre investimenti, aumentare il proprio valore, la propria reputazione e, allo stesso tempo, garantirsi continuità. Si tratta di ripensare il modello di business in una chiave più lungimirante, sostenibile e innovativa. Significa, soprattutto, soddisfare i bisogni della generazione presente senza compromettere quelli della generazione futura».</p>
<p>«Abbiamo coinvolto un gruppo di relatori di eccezionale qualità e competenza» spiega il presidente della Fondazione Ledro Claudio Collotta, che prosegue: «Credo sia la prima volta che si riuniscono, in un’unica sede, gli imprenditori di tutti i settori economici della valle: dal manifatturiero al turismo, dal commercio all’artigianato. Abbiamo diffuso un centinaio di inviti e le presenze sono state un’ottantina. Questo significa che la Fondazione ha saputo cogliere un’esigenza reale. Questi criteri, che diventeranno presto obblighi per le aziende più strutturate, saranno comunque riferimento per tutti: agire in questa direzione vorrà dire essere competitivi, saper attrarre e motivare il personale, garantire sostenibilità - non solo ambientale – a tutto il proprio agire. Questi incontri servono alle piccole imprese per conoscere problematiche che dovranno, in modo diretto o indiretto, gestire; significa quindi cogliere e non subire le innovazioni.  Infine, con “Esg” si può fare sintesi dei valori che ogni impresa ha e genera con la sua attività».</p>
<p>Con la conduzione di Leonardo Benuzzi, ecco l’elenco degli interventi. Alessandro Lunelli - Confindustria Trento e Cantine Ferrari - con la visione strategica di un'impresa che ha saputo innovare nel solco della sostenibilità. Agostino Poli, neo laureato, con la "lectio magistralis" su aspetti normativi nell’applicazione dei criteri Esg. Poli, peraltro, è uno dei giovani a cui è stato riconosciuto il premio allo studio della Cassa Rurale e, come spiega il direttore Enrico Bertolotti: «Anche questo è un esempio di “circolarità”, di eccellenze che vengono valorizzate e tornano ad apportare il proprio contributo alla collettività».</p>
<p>Parola quindi a Renata Diazzi, di Trentino Sviluppo, con progetto strategico della Provincia per la definizione del Framework Esg di territorio. Quindi Ada Rosa Balzan, esperta in applicazione dei criteri Esg, con strumenti pratici e casi concreti. Il direttore Bertolotti ha approfondito l'impatto degli Esg nella concessione del credito. Spazio infine a due giovani imprenditori ledrensi: Sofia Cellana di Alpilegno e Nicola Casolla di Casolla legno.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Cassa Rurale di Ledro - Fondazione Ledro</author></item><item><guid isPermaLink="false">d745c1cf-0836-411a-8cfe-cc78803f90e6</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/cassa-rurale-vallagarina-sostenibilita-a-convegno-nel-doppio-appuntamento-di-rovereto-e-valpolicella</link><title>Cassa Rurale Vallagarina: sostenibilità a convegno nel doppio appuntamento di Rovereto e Valpolicella</title><description><![CDATA[<p>Due occasioni di incontro e di confronto su un tema di attualità che hanno visto partecipi una cinquantina di aziende operanti nelle zone di operatività della Cassa Rurale Vallagarina dell’area trentina e del veronese.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/smhhq4oq/incontro-sostenibilit-cantina-letrari-cuel-cemin.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/cassa-rurale-vallagarina-sostenibilita-a-convegno-nel-doppio-appuntamento-di-rovereto-e-valpolicella" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1500</width><height>869</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>“Sostenibilità: sfida e opportunità per le imprese”. Titolo di due incontri (a Rovereto e in Valpolicella) organizzati da Cassa Rurale Vallagarina e indirizzati al mondo imprenditoriale.</p>
<p>Entrambe le serate sono state introdotte dall’intervento di <strong>Maurizio Maffei,</strong> presidente dell’istituto di credito cooperativo, che ha sottolineato la volontà della Cassa Rurale Vallagarina di incontrare le imprese del territorio per dare inizio a un percorso di approfondimento e sensibilizzazione sul tema della sostenibilità e delle normative ESG, destinate a caratterizzare il rapporto tra istituti bancari e imprese.  “<em>La Cassa Rurale Vallagarina</em> – ha osservato Maffei - <em>arriva a questo appuntamento con le carte in regola grazie al percorso compiuto negli anni, e consapevole del positivo impatto che le azioni da mettere in campo nell’immediato futuro avranno su ambiente, socialità e governance</em>”.</p>
<p>L’inquadramento generale della tematica è stato affidato a<strong> Lorenzo Kasperkovitz</strong>, responsabile Relazioni Esterne e Sostenibilità di Cassa Centrale Banca. Nel suo intervento ha posto l’accento sull’accelerazione registrata delle normative ESG degli ultimi anni, con una sottolineatura sulla direttiva europea sulla Rendicontazione di Sostenibilità, destinata a interessare sia le grandi che le piccole imprese perché, anche quest’ultime, sono collocate all’interno della catena del valore delle aziende di maggiori dimensioni.</p>
<p>Significativo, inoltre, l’excursus dedicato al percorso di sostenibilità del Gruppo Cassa Centrale e la menzione al portale ESG dello stesso Gruppo bancario, utile per approfondire temi appartenenti alla transizione ecologica e alle opportunità del Piano Industria 5.0, e per conoscere prodotti e servizi offerti alla clientela per accompagnarla nel percorso verso un’economia green e sostenibile.</p>
<p>La tavola rotonda che è seguita ha offerto una panoramica altrettanto interessante. È stata animata da più voci sul ruolo della banca e delle imprese nella transizione sostenibile.</p>
<p>A Rovereto sono intervenuti <strong>Aron Tait</strong> di Cassa Centrale Banca sul sostegno offerto da Cassa Centrale nel credito per famiglie e imprese nel settore ecosostenibile e l’integrazione dei fattori di rischio ESG nei processi di valutazione del merito di credito; <strong>Luca Cemin</strong>, titolare di Biohabitat con sede a Folgaria (attiva nella costruzione di case in legno), sull’esperienza di azienda vocata alla sostenibilità evidenziando le soddisfazioni ottenute e le difficoltà riscontrate; <strong>Roberta Cuel </strong>- docente universitaria e consigliera della Cassa Rurale Vallagarina - sull’importanza di essere sostenibili, valore che fa parte del Dna di un istituto di credito cooperativo.</p>
<p>Alla tavola rotonda in Valpolicella hanno partecipato <strong>Edro Menin,</strong> di Cassa Centrale, (“<em>oggi la valutazione monetaria di merito creditizio</em> – ha osservato – <em>è affiancata da altre metriche legate alla sostenibilità e la transizione può rappresentare un costo ma anche un’opportunità per incrementare l’efficienza</em>”); <strong>Lorenzo Bossi,</strong> direttore Confimi Apindustria Verona (“<em>tra i servizi offerti alle imprese segnalo lo sportello ambiente. Inoltre</em> – ha aggiunto – <em>molte piccole e medie imprese del nostro territorio hanno già le carte in regola</em>”); <strong>Michele Bini</strong>, amministratore delegato di Claris Leasing (“<em>per un’azienda è importante capire cosa fare e come farlo. La formula leasing ritengo possa aiutare le piccole e medie imprese a crescere in modo sostenibile</em>”); <strong>Marina Scavini</strong> Chief Financial Officer di Savim Europe ha presentato il percorso di sostenibilità aziendale avviato da anni: significativo e vincente nel relazionarsi con il mercato, nella qualità di vita aziendale e nel rapporto con le risorse umane, soprattutto le più giovani.</p>
<p>Ultima annotazione legata alla presenza di oltre cinquanta imprenditori: segnale di interesse concreto per queste tematiche e della fiducia offerta alla Cassa Rurale Vallagarina, disponibile ad accompagnare le imprese in questo percorso.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Cooperazione Trentina - Cr Vallagarina</author></item><item><guid isPermaLink="false">62078db9-88f4-49c3-a407-f4c62226af55</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/con-il-progetto-edih-dips-imprese-cooperative-piu-digitali-e-competitive-1</link><title>Con il progetto Edih Dips imprese cooperative più digitali e competitive</title><description><![CDATA[<p>In un mondo sempre più digitale è fondamentale attrezzarsi con un bagaglio di conoscenze adeguato. Per questo la Cooperazione Trentina ha promosso un corso di formazione indirizzato alle imprese che operano con la pubblica amministrazione.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/qlljoumg/dips.png" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/con-il-progetto-edih-dips-imprese-cooperative-piu-digitali-e-competitive-1" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1039</width><height>801</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Scrivi Edih. Leggi, nella traduzione dell’acronimo, European Digital Innovation Hubs.</p>
<p>In buona sostanza sono degli sportelli creati con l’obiettivo di aiutare imprese e organizzazioni a essere maggiormente competitive sul tema di stretta attualità delle sfide digitali.</p>
<p>Lo strumento però non basta.</p>
<p>Serve un adeguato percorso di conoscenza e di formazione per saperlo utilizzare al meglio, sfruttandone (nel senso più nobile del termine) le potenzialità di cui dispone e che mette a disposizione di chi lo utilizza.</p>
<p>Per questo la Cooperazione Trentina, nell’ambito della partnership nel progetto EDIH DIPS, offre alle imprese cooperative che operano con la pubblica amministrazione un’opportunità di valutazione della loro maturità digitale.</p>
<p>“Il servizio – spiegano i curatori del progetto – permette, infatti, alle imprese di comprendere meglio il proprio livello di digitalizzazione e di ricevere indicazioni precise per ottimizzare i processi aziendali, migliorando così l’efficienza e la competitività. Il servizio di valutazione della maturità digitale è gratuito o parzialmente finanziato grazie agli aiuti di Stato, in funzione della dimensione dell’impresa e della disponibilità residua degli aiuti. Questo consente alle cooperative di accedere a una consulenza qualificata con costi minimi o nulli, favorendo una transizione digitale strategica e sostenibile”.</p>
<p>La valutazione della cosiddetta maturità digitale consente di acquisire una visione chiara sui punti di forza e sulle aree di miglioramento in ambito tecnologico, supportando le imprese nel prendere decisioni informate sugli investimenti digitali. Un passo fondamentale per rafforzare la propria competitività sul mercato e migliorare l’efficienza operativa.</p>
<p>Il progetto è possibile grazie al sostegno degli enti partner: Fbk – Fondazione Bruno Kessler, Eit Digital, Università di Trento, Confindustria, Federazione Trentina della Cooperazione, Hub Innovazione Trentino, Intesa San Paolo.</p>
<p>I posti a disposizione non sono molti. Per saperne di più e per iscriversi è sufficiente cliccare sul link DIPS - Digitalization and Innovation of Public Services.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Cooperazione Trentina</author></item><item><guid isPermaLink="false">2bbbb7b3-e433-4249-85ce-be6030d8bf37</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/incentivi-alle-imprese-ecco-i-nuovi-strumenti-per-far-crescere-il-trentino</link><title>Incentivi alle imprese, ecco i nuovi strumenti per far crescere il Trentino</title><description><![CDATA[Entrano a regime quest’anno le due grandi novità della riforma provinciale sugli “Interventi a sostegno del sistema economico trentino”. “Crescita Trentino” e “Crescita + Trentino”, i nuovi strumenti agevolativi recentemente approvati dalla Giunta in attuazione della legge 6 del 2023, sono stati presentati dall’assessore provinciale allo sviluppo economico, lavoro, università e ricerca Achille Spinelli nel seminario in via Segantini.<span> </span>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/0qep3wbf/incentivi25.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/incentivi-alle-imprese-ecco-i-nuovi-strumenti-per-far-crescere-il-trentino" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1170</width><height>878</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[“L’idea di questo incontro è illustrare i nuovi criteri attuativi per gli incentivi alle imprese, in particolare per Crescita Trentino, che riguarda le domande più frequenti, dai servizi di consulenze alla ricerca e internazionalizzazione, per un importo fino a 300.000 euro, nonché per Crescita + Trentino, che comprende gli investimenti fissi di maggiore entità - così Spinelli -. Questi nuovi aiuti, assieme alle altre misure, puntano a favorire uno sviluppo del sistema imprenditoriale duraturo e sostenibile, attraverso un incremento della produttività e del valore delle aziende del territorio che guarda al lungo periodo, con un’attenzione alla semplificazione e alla tutela del lavoro, come previsto d’intesa con i sindacati e le categorie economiche”.<br />
<p>L’assessore è intervenuto assieme al presidente della Cooperazione trentina Roberto Simoni, mentre l’illustrazione nel dettaglio della riforma è stata affidata ai tecnici, la dirigente provinciale Laura Pedron, il dirigente di Apiae Daniele Bernardi, il dirigente del servizio agevolazioni e incentivi all’economia di Apiae Francesco Marchi. L’appuntamento è stato l’occasione anche per fare il punto sul 2024: un anno nel quale, contando anche le procedure avviate sulla base dei precedenti criteri della legge provinciale 6/1999, sono stati erogati circa 75 milioni di euro a sostegno di oltre 270 milioni di investimenti delle imprese trentine.</p>
<p>Il presidente della Cooperazione Trentina Roberto Simoni ha ringraziato la Provincia per la disponibilità ad approfondire un tema che ha definito fondamentale per consentire al Trentino di fare un salto avanti. E, ringraziando le altre associazioni di categoria che hanno collaborato all'organizzazione dell'evento, ha evidenziato come sia fondamentale, in una fase di transizione ecologica e digitale, che le aziende siano in condizione di affrontare questi scenari in continuo mutamento con nuovi investimenti anche con il supporto degli incentivi provinciali.</p>
<p>Attenzione puntata dunque a beneficio della platea (oltre 600 gli iscritti) di imprenditori e addetti ai lavori, sulle nuove misure agevolative della legge 6 del 2023 e su quelle ulteriori che vanno ad esaurimento alla normativa del 1999, i cui criteri verranno via via aggiornati.</p>
<p>Per semplificare, la prima delle due nuove macro-aree riguarda appunto gli interventi annuali denominati “Crescita Trentino”, una pluralità di aiuti per un importo fino a 300mila euro che spaziano da investimenti fissi, compresi veicoli aziendali, aiuti in materia ambientale e transizione energetica, assicurazioni dei crediti commerciali, internazionalizzazione e ricerca. Questi si affiancano agli strumenti di “Crescita + Trentino” per gli investimenti fissi superiori ai 300.000 euro. Alle due misure si aggiungono, sempre nell’ambito della legge 6/2023, ulteriori incentivi, su ricerca, internazionalizzazione, ambiente, consulenze, ricercatori e progetti di ricerca valutati con marchio di eccellenza della commissione Ue.</p>
<p>Va precisato poi che queste appena elencate sono le misure sempre attive con domanda “a sportello”, alle quali si affiancano le misure ad apertura temporanea quali gli avvisi e bandi. Tra questi si ricordano in particolare i due bandi per il finanziamento delle figure manageriali a supporto dell’internazionalizzazione e dell’innovazione recentemente approvati.</p>
<p>Per quanto riguarda le domande, per “Crescita + Trentino” i termini sono aperti dal primo gennaio al 31 dicembre 2025 e così sarà ogni anno, mentre per Crescita Trentino l’apertura è prevista nel corso del 2025.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Provincia Autonoma di Trento</author></item><item><guid isPermaLink="false">b71762f3-879e-426f-86fc-5b8dc4124d80</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/spinelli-credito-un-nuovo-patto-per-garantire-la-liquidita-alle-imprese</link><title>Spinelli: “Credito, un nuovo patto per garantire la liquidità alle imprese”</title><description>Un nuovo protocollo sul credito con tutti gli operatori del settore in provincia con un doppio obiettivo: la crescita delle imprese e la transizione green.</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/adzcceyl/incontrospinelli.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/spinelli-credito-un-nuovo-patto-per-garantire-la-liquidita-alle-imprese" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1170</width><height>731</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Lo ha annunciato l’assessore allo sviluppo economico, lavoro, università e ricerca Achille Spinelli alla riunione di oggi del Tavolo del credito, che ha visto riuniti nella sede dell’assessorato i dirigenti provinciali e di Cassa del Trentino con i rappresentanti degli operatori del credito in provincia e dei Confidi. Un’occasione utile, come ha precisato l’assessore, per raccogliere sul campo “il sentiment” degli operatori sulla situazione economica e le conseguenze del quadro internazionale sul territorio, ma anche per discutere delle nuove proposte operative. “Il nuovo protocollo sul credito che è in corso di definizione avrà due filoni principali: da una parte la crescita d’impresa, la patrimonializzazione, il passaggio generazionale, diciamo il consolidamento delle attività, dall’altra gli investimenti ambientali e la transizione green. Su questo abbiamo trovato grande convergenza da parte delle banche sul territorio. Lo sforzo che chiediamo ora è quello di considerare uno strumento che guardi a un periodo medio lungo di finanziamento, con un preammortamento senza rimborso di rate per un periodo di almeno un anno e un tasso agevolato per permettere alle imprese di guardare a questi grandi investimenti con più tranquillità”. Il timing dell’intesa è “a gennaio, con un’attivazione nella prima primavera con strumenti i più agili possibili per facilitare l’accesso delle imprese e ridurre la burocrazia”, aggiunge l’assessore.</p>
<p>Al nuovo “patto” sul credito, prosegue Spinelli, si affiancherà poi l’arrivo del nuovo fondo strategico, in un’ottica regionale, per operazioni più complesse in cui l’apporto pubblico e privato consentirà di favorire gli investimenti: “Euregio Plus, Cassa del Trentino e diversi attori del sistema stanno lavorando per individuare una struttura di fondo multi-asset adeguata all’economia del nostro territorio”, spiega l’assessore, che ha sottolineato come l’incontro del Tavolo sia stato utile anche per condividere “un quadro della situazione economica finanziaria del territorio che si mostra in chiaroscuro, che va seguito attentamente, ma che non ha per ora il profilo di una situazione di crisi”.</p>
<p>Al Tavolo hanno partecipato le dirigenti generali Laura Pedron (Dipartimento sviluppo economico, ricerca e lavoro) e Luisa Tretter (Dipartimento affari finanziari), Francesco Marchi, dirigente del Servizio agevolazioni e incentivi all'economia - Apiae, Francesca Benini, direttore ad interim Ufficio coordinamento agenzie e credito, il direttore generale di Cassa del Trentino Lorenzo Bertoli e i rappresentanti di Mediocredito Trentino Alto Adige, Cassa centrale banca, Unicredit, Volksbank, Banca Intesa SanPaolo, BNL, Credem, Monte dei Paschi di Siena, BPM, Sparkasse, Banca Popolare di Sondrio, Credit Agricole, Valsabbina, Cooperfidi, Confidi Trentino Imprese.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Provincia Autonoma di Trento</author></item><item><guid isPermaLink="false">3024059b-f1a3-4c39-b56e-3c0e616df817</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/master-in-gestione-di-imprese-sociali-didattica-online-e-formula-weekend</link><title>29° Master in Gestione di Imprese Sociali Didattica online e “formula weekend”</title><description><![CDATA[<p>Il Master GIS è attualmente considerato un'ottima opportunità formativa e rappresenta un solido punto di partenza per avviare una carriera di successo nel settore delle organizzazioni non profit e delle imprese sociali.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/502dvrgj/mastergis.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/master-in-gestione-di-imprese-sociali-didattica-online-e-formula-weekend" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>4500</width><height>4500</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>L'iniziativa congiunta di <strong>Euricse</strong> e dell'<strong>Università di Trento</strong>, sostenuta dai <strong>Dipartimenti di Economia e Management, Sociologia e Ricerca Sociale, e Giurisprudenza,</strong> costituisce il corso di formazione annuale nel settore non profit più longevo in Italia. Dal 1995, <strong>oltre 400 professionisti</strong> hanno completato con successo il prestigioso Master, con <strong>il 90%</strong> di loro che ha trovato un <strong>impiego in linea con il proprio profilo formativo</strong> entro sei/dodici mesi dalla conclusione del corso. Inoltre, <strong>il 58%</strong> di coloro che sono stati assunti lavora ancora nell'organizzazione presso cui hanno svolto lo stage.</p>
<p><strong>Le principali novità dell'edizione 2025</strong></p>
<ol>
<li><strong>Inclusività e crescita:</strong> la 29ª edizione si rivolge ad una vasta audience, includendo <strong>giovani laureati, operatori di cooperative, enti del terzo settore, associazioni e lavoratori provenienti da settori pubblici o privati</strong>.</li>
<li><strong>Formula innovativa:</strong> la modalità di insegnamento permette la <strong>conciliazione tra formazione e lavoro</strong>, con lezioni online il venerdì pomeriggio e sabato mattina, affiancate da incontri in presenza a Trento durante il venerdì e il sabato mattina. Questa formula è stata pensata per permettere di lavorare mentre si investe nella propria formazione, senza dover rinunciare al proprio impiego e senza doversi trasferire a Trento.</li>
<li><strong>Borse di studio:</strong> Euricse mette a disposizione una borsa di studio in memoria del prof. <strong>Carlo Borzaga</strong>, rinomato studioso della cooperazione e del Terzo Settore. La borsa, a copertura dell’intera quota di iscrizione, è assegnata al primo classificato under 35 nella graduatoria di selezione e di pari importo della quota di iscrizione.</li>
<li><strong>Comunità di pratica</strong>: <strong>Approccio intergenerazionale</strong> che favorisce l’apprendimento continuo e la crescita professionale, trasformando le conoscenze individuali in sapere condiviso. Questo approccio non solo migliora le competenze pratiche dei partecipanti, ma stimola l’ideazione di progetti e di soluzioni innovative per affrontare le sfide delle imprese sociali.</li>
<li><strong>Opportunità per tutti:</strong> è  possibile frequentare il Master anche in qualità di <strong>Uditori</strong>. Questo permette di iscriversi al Master anche a coloro che non siano in possesso di una laurea triennale e non li vincola né alla frequenza minima né al periodo di project work, riconoscendo un attestato di frequenza relativamente ai moduli effettivamente uditi. Inoltre, per le cooperative iscritte a <strong>Fon.Coop</strong> è possibile usufruire dei relativi fondi per coprire la formazione di un proprio collaboratore.</li>
<li><strong>Stage o project Work:</strong> al termine del percorso, i partecipanti avranno l'opportunità di consolidare le proprie competenze attraverso uno stage o un project work della durata di tre mesi, presso l'attuale luogo di impiego o presso organizzazioni del terzo settore in Italia ed Europa. Euricse mette a disposizione la propria fitta rete di organizzazioni su tutto il territorio italiano, in modo da venire incontro alle esigenze e aspettative di ogni singolo corsista.</li>
</ol>
<p><strong>Il lavoro dopo il Master GIS</strong></p>
<p>Il programma formativo del Master GIS non solo fornisce <strong>competenze avanzate</strong>, ma sostiene la <strong>costruzione di carriere appaganti e significative, dove l'expertise è messa al servizio della crescita sociale e dell'innovazione</strong>. I laureati occupano ruoli chiave in imprese sociali, consorzi, cooperative sociali, fondazioni, ONG e enti del terzo settore. Molti si distinguono come consulenti, offrendo il proprio know-how a organizzazioni private o pubbliche impegnate nello sviluppo delle imprese sociali e del settore non profit.</p>
<p><strong>Le iscrizioni per la 29ª edizione del Master GIS sono aperte fino al 7 febbraio 2025,</strong> con tutte le informazioni disponibili nel <a href="https://www.unitn.it/alfresco/download/workspace/SpacesStore/6a772996-9f13-4f8b-8f73-37b2fe137638/BandoMasterGIS2024-2025.pdf">bando di ammissione online</a>, sul <a href="https://www.unitn.it/ateneo/81329/master-gis-master-in-gestione-di-imprese-sociali">sito dell’Università di Trento</a> e quello del <a href="http://www.mastergis.eu/">Master GIS</a>.</p>
<p><strong>I Numeri del Master GIS</strong></p>
<ul>
<li>20 docenti universitari e esperti del settore</li>
<li>400 partecipanti dal 1995 ad oggi</li>
<li>29 edizioni del Master, il più antico nel Terzo Settore</li>
<li>178 ore tra attività didattiche online e laboratori in presenza</li>
<li>350 ore di tirocinio o project work</li>
<li>90% tasso di placement entro 6-12 mesi dalla fine del Master</li>
<li>58% corsisti occupati presso la stessa organizzazione del tirocinio</li>
</ul>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Euricse</author></item><item><guid isPermaLink="false">79583dac-3c24-4808-84e4-3584a8caccd2</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/gruppo-cassa-centrale-stanziato-plafond-di-1-3-miliardi-per-finanziare-la-transizione-green-di-famiglie-e-imprese</link><title>Gruppo Cassa Centrale: stanziato plafond di € 1,3 miliardi per finanziare la transizione green di famiglie e imprese</title><description><![CDATA[<p>Gruppo Cassa Centrale: stanziato <em>plafond</em> di € 1,3 miliardi per finanziare la transizione <em>green</em> di famiglie e imprese</p>
<p>Le risorse supporteranno progetti in linea con gli obiettivi di sostenibilità definiti nell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile dell’ONU e il Piano di Transizione 5.0 lanciato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/2uih0lgh/sede-gruppo-cassa-centrale.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/gruppo-cassa-centrale-stanziato-plafond-di-1-3-miliardi-per-finanziare-la-transizione-green-di-famiglie-e-imprese" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>3508</width><height>2477</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Il Gruppo Cassa Centrale stanzia un <em>plafond</em> di € 1,3 miliardi a sostegno dei finanziamenti “<em>green”</em>. Le risorse saranno disponibili per i prossimi tre anni (2024 - 2027) e, in piena coerenza con gli obiettivi di sostenibilità definiti nell’“<em>Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile</em>” dell’ONU e il “<em>Piano di Transizione 5.0</em>” messo a punto dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (“MIMIT”), costituiscono un importante segnale di vicinanza a Famiglie e Imprese con l’obiettivo di <strong>coniugare la crescita economica e la transizione sostenibile,</strong> operando a fianco della clientela e creando valore di lungo periodo per le comunità e i territori in cui il Gruppo opera.</p>
<p>In questa logica, lo stanziamento del plafond vuole rappresentare un impegno concreto nel facilitare il percorso di transizione energetica mediante <strong>l’accesso alle opportunità del Piano di Transizione 5.0</strong>, finalizzato a promuovere la crescita del tessuto economico italiano e sostenere le PMI nello sviluppare una sempre maggiore competitività sul mercato.</p>
<p>Le <strong>65 Banche Affiliate</strong> e le Società del Gruppo, <strong>Claris Leasing</strong> e <strong>Prestipay</strong>, potranno così offrire <strong>soluzioni finanziarie su misura</strong>, inclusi il leasing e il credito al consumo, e servizi di consulenza personalizzati in base alle esigenze specifiche del cliente.</p>
<p>L’iniziativa si innesta nella più ampia offerta di credito del Gruppo che prevede:</p>
<ul>
<li><strong>prodotti specializzati</strong>, pensati per soddisfare esigenze specifiche legate ai temi della sostenibilità e della transizione <em>green</em>;</li>
<li><strong>prodotti <em>“general purpose”</em></strong> che consentono di rispondere in modo flessibile alle diverse necessità di Famiglie e Imprese;</li>
<li><strong>servizi di consulenza specializzata</strong> per l’accesso ad agevolazioni nazionali ed europee.</li>
</ul>
<p>Con il nuovo <em>plafond</em>, che si aggiunge al miliardo stanziato nel 2021 a sostegno degli interventi del PNRR, il Gruppo Cassa Centrale conferma ancora una volta il suo<strong> posizionamento distintivo nell’offerta dei finanziamenti sostenibili</strong> contribuendo, nei territori in cui opera, allo sviluppo di un tessuto economico dinamico e resiliente, sempre più focalizzato a dare un impulso concreto e tangibile all’economia sostenibile.</p>
<p><strong>Letterio Merlino, Chief Lending Officer </strong>di Cassa Centrale Banca ha dichiarato: “Il nostro impegno e l’attenzione per la sostenibilità si concretizzano in azioni tangibili, come lo stanziamento di questo plafond di 1,3 miliardi di Euro. Insieme alle Società del Gruppo specializzate nel leasing e nel credito al consumo, vogliamo essere partner attivi nel percorso di transizione green di famiglie e imprese, creando, attraverso le Banche affiliate, valore duraturo per le comunità in cui operiamo per dare il nostro contributo allo sviluppo di un'economia più sostenibile e resiliente. In linea con i principi del Credito Cooperativo, puntiamo a supportare la crescita economica riducendo al contempo l’impatto ambientale e le disuguaglianze sociali”.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Ccb</author></item><item><guid isPermaLink="false">07d90f96-2309-4db1-ba61-89c41fc89e31</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/le-imprese-di-comunita-in-italia-nel-nuovo-rapporto-euricse</link><title>Le imprese di comunità in Italia nel nuovo rapporto Euricse</title><description><![CDATA[<p>Le imprese di comunità sono un innovativo approccio organizzativo basato sull'iniziativa e sulla partecipazione della società civile nella fornitura di beni e servizi nell'interesse generale della comunità.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/i1mdsmw4/euricse2023.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/le-imprese-di-comunita-in-italia-nel-nuovo-rapporto-euricse" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1600</width><height>885</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Questo modello imprenditoriale sta guadagnando crescente rilevanza per il suo impatto positivo sullo sviluppo locale nelle aree rurali ed emarginate. Con una governance inclusiva che coinvolge attivamente i membri della comunità nella gestione, nel finanziamento e nell'implementazione delle attività, queste imprese si distinguono per la loro capacità di interagire e integrarsi con altre iniziative comunitarie, come le comunità energetiche e i servizi di prossimità. In Italia prendono per lo più la forma di cooperative di comunità.</p>
<p>Il recente rapporto di Euricse, intitolato "Le imprese di comunità in Italia. Caratteristiche distintive e traiettorie di sviluppo", mette in evidenza le peculiarità territoriali e organizzative di questo fenomeno emergente con particolare attenzione al loro sviluppo negli ultimi anni.</p>
<p>Il rapporto è stato presentato nel corso di un webinar online con la partecipazione dei ricercatori di Euricse e la testimonianza di esperienze da tutta Italia.</p>
<p>L'obiettivo principale della ricerca condotta da <strong>Euricse</strong>, con il coordinamento scientifico del ricercatore senior <strong>Jacopo Sforzi</strong>, è quello di approfondire la comprensione, la diffusione e il funzionamento delle imprese di comunità, esaminando il contesto socio-economico in cui operano e le dinamiche interne ed esterne che le caratterizzano.</p>
<p>L’indagine svoltasi tra il 2021 e il 2023 ha identificato <strong>243 imprese di comunità</strong> attive al 31 dicembre 2023, distribuite prevalentemente nel centro-nord del paese, operanti su vari settori (servizi e welfare, turismo, ambiente e paesaggio, commercio, agricoltura, gestione spazi, etc). Le regioni con la più alta concentrazione di imprese di comunità sono Toscana (49), Abruzzo (31) e Emilia Romagna (30).</p>
<p>Uno dei risultati più significativi emersi dallo studio è la notevole crescita, in termini numerici, di queste organizzazioni economiche nel quadriennio considerato, nonostante alcuni casi di chiusura o inattività che evidenziano anche la loro fragilità. Tuttavia, la loro capacità di adattamento e resilienza durante periodi di crisi, inclusa la fase pandemica da Covid-19, rende evidente il ruolo cruciale di tali imprese nei processi di sviluppo locale. Le motivazioni più diffuse alla base della scelta di costituire un’impresa di comunità risultano infatti essere legate al proposito di rispondere efficacemente a bisogni territoriali emergenti o già presenti: la volontà di offrire nuove opportunità economiche per gli abitanti ricorre nel 26% delle risposte raccolte, seguita dall’intenzione di offrire servizi mancanti (24%) e dall’idea di valorizzare le risorse locali (15%), riqualificazione di un’area/terreno utilizzato (10%) e rispondere ai bisogni specifici, ad esempio esclusione sociale (10%).</p>
<p>Il rapporto è strutturato in diverse sezioni:</p>
<ul>
<li>Presentazione dei dati raccolti sulla distribuzione geografica, i promotori e le motivazioni delle imprese di comunità.</li>
<li>Analisi dei modelli di governance, con un focus sull'inclusione interna ed esterna.</li>
<li>Approfondimento dei metodi di coinvolgimento dei residenti nei processi aziendali e dei rapporti con la pubblica amministrazione e altre organizzazioni territoriali.</li>
<li>Analisi degli strumenti di finanziamento utilizzati dalle imprese di comunità per sostenere i propri progetti.</li>
<li>Disamina di diversi aspetti emersi durante la ricerca, come la scelta della forma giuridica, il ruolo delle normative regionali, l'influenza delle centrali cooperative e i fattori economici e gestionali che influenzano la sostenibilità economica delle imprese.</li>
<li>Conclusioni e suggerimenti per promuovere e sostenere lo sviluppo sostenibile delle imprese di comunità e delle comunità di riferimento.</li>
</ul>
<p>Al webinar di lancio del report sono intervenuti Jacopo Sforzi, ricercatore di Euricse e coordinatore scientifico del progetto, la ricercatrice Annalisa Spalazzi (Euricse – Gran Sasso Science Institute), le cooperative di comunità Fer-Menti Leontine (Marco Angeloni), Vivalascio (Franco Cagnoli), Artemisia (Elisabetta Gizzi), Rete dei Piccoli Comuni del Welcome (Giovanna Zollo), i rappresentanti di Confcooperative (Massimiliano Monetti), Legacoop (Paolo Scaramuccia), Gal Escartons &amp; Valli Valdesi (Carlo Salot), Far Maremma (Andrea Brogioni). </p>
<p><a href="https://euricse.eu/it/publications/le-imprese-di-comunita-in-italia-tratti-distintivi-e-traiettorie-di-sviluppo/">SCARICA IL RAPPORTO</a></p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Silvia Gadotti - Ufficio Stampa Euricse</author></item><item><guid isPermaLink="false">e5c32b8e-53eb-401c-b9c9-46975f2579f6</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/cr-alta-valsugana-finanza-e-previdenza-per-le-imprese</link><title>Cr Alta Valsugana: finanza e previdenza per le imprese</title><description><![CDATA[<p>La Global Money Week 2024 di Cassa Rurale Alta Valsugana dedicata ai Commercialisti e ai Giovani Imprenditori di Confindustria Trento.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/cctjxdin/craltavalsugana2024.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/cr-alta-valsugana-finanza-e-previdenza-per-le-imprese" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>3024</width><height>2268</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Due serate di indiscusso successo quelle promosse a marzo dalla Cassa Rurale Alta Valsugana in occasione della Global Money Week 2024.</p>
<p>Incontri organizzati con la collaborazione degli studi commercialisti del territorio ed il Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Trento per approfondire i vantaggi fiscali, contributivi, previdenziali e assicurativi in capo alle aziende e ai loro amministratori.</p>
<p>“Proteggi il tuo denaro. Metti al sicuro il tuo futuro” lo slogan scelto quest’anno dall’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo economico (Osce) che ha patrocinato l’iniziativa molto partecipata da un pubblico giovanile anche grazie alla presenza della Consulta Giovani del Comune di Pergine e dell’associazione Cooperazione Futura.</p>
<p>Dopo la prima serata di confronto con i commercialisti ed i centri elaborazione dati tenutasi nella cornice di palazzo Tomelin, sede della Cassa Rurale Alta Valsugana, il secondo evento è stato organizzato negli spazi della Dial Funghi Srl a Pergine Valsugana con la collaborazione di Confindustria Trento. A fare gli onori di casa, il Presidente del Gruppo Giovani Imprenditori, Francesco Orefice, e Luca Ribaga, Responsabile dell’Area Finanza d’Impresa di Confindustria Trento. Per la Cassa Rurale Alta Valsugana, gli interventi del Presidente Franco Senesi, del Gestore finanza Marco Casagranda e di Daniele Lazzeri dell’Ufficio Relazioni esterne e previdenza complementare che hanno introdotto il relatore d’eccezione Mico Imperiali, esperto di Welfare aziendale.</p>
<p>Un’occasione per condividere con il mondo imprenditoriale i nuovi scenari economici e l’importanza di responsabilizzare titolari di azienda, lavoratrici e lavoratori sulla necessità di pianificare per tempo il proprio futuro previdenziale.</p>
<p>Un suggerimento che è emerso anche dall’intervento del Presidente Franco Senesi che ha sottolineato come “In un welfare che cambia rapidamente, voi giovani imprenditori avete due responsabilità in più: verso voi stessi e verso i vostri collaboratori. Sono certo che saprete coglierne bisogni e opportunità”.  Il Presidente Francesco Orefice ha infatti ribadito “In Italia, le competenze di base in questo campo sono ancora poco diffuse. Una corretta alfabetizzazione finanziaria può colmare questo gap e influire positivamente sulle decisioni economiche che noi imprenditori siamo chiamati a prendere per il futuro, nostro, dell’azienda e dei nostri collaboratori”.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Cassa Rurale Alta Valsugana</author></item><item><guid isPermaLink="false">2122db27-815e-41a4-ae13-5ac27878e1a3</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/bei-mediocredito-trentino-alto-adige-e-sace-sostengono-gli-investimenti-e-la-decarbonizzazione-delle-imprese</link><title>BEI, Mediocredito Trentino-Alto Adige e SACE sostengono gli investimenti e la decarbonizzazione delle imprese</title><description><![CDATA[Firmata oggi la prima tranche da 35 milioni di euro, garantiti all’80% da SACE. Almeno un quarto delle risorse è destinato a sostenere progetti strategici e investimenti green. BEI e Mediocredito Trentino Alto-Adige hanno inoltre siglato un accordo di consulenza nell’ambito del programma <em>Green Gateway</em> volto ad aumentare la quota di finanziamenti verdi.]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/tgpfuka2/accordomediocreditotaa.webp" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/bei-mediocredito-trentino-alto-adige-e-sace-sostengono-gli-investimenti-e-la-decarbonizzazione-delle-imprese" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width /><height /></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>La Banca europea per gli investimenti (BEI), Mediocredito Trentino-Alto Adige e SACE annunciano un finanziamento da 70 milioni di euro finalizzato a promuovere gli investimenti ecosostenibili e il fabbisogno di capitale circolante delle imprese in Italia. È stata firmata oggi la prima tranche da 35 milioni di euro, garantiti all’80% da SACE, dei 70 milioni complessivi approvati dal Consiglio di Amministrazione della BEI.</p>
<p>Nel dettaglio, il prestito BEI permetterà a Mediocredito Trentino-Alto Adige di veicolare risorse aggiuntive a condizioni agevolate alle imprese, offrendo loro la capacità di accedere a finanziamenti a lungo termine con tassi d’interesse più competitivi. Si stima che l’operazione contribuirà ad attivare investimenti nell’economia reale per oltre 140 milioni di euro, di cui almeno un quarto da destinare a progetti che contribuiscono a promuovere la transizione ecologica. Il 70% delle risorse sarà destinato alle piccole e medie Imprese (PMI), mentre il restante 30% alle Mid Cap.</p>
<p>Parallelamente alla stipula del contratto di finanziamento, BEI e Mediocredito Trentino-Alto Adige hanno firmato un accordo di consulenza volto a intensificare gli investimenti a favore della transizione ecologica. I servizi di <em>advisory</em> della BEI, offerti nell’ambito del programma di consulenza “<em>Green Gateway”</em>, aiuteranno Mediocredito Trentino-Alto Adige a migliorare il processo di valutazione di ammissibilità dei progetti green e il monitoraggio dell’impatto di questi. Il servizio di consulenza mirerà inoltre a rafforzare il know-how di Mediocredito Trentino-Alto Adige per quanto riguarda la tassonomia dell’Unione Europea e a sviluppare nuovi prodotti finanziari dedicati a promuovere l’azione climatica.</p>
<p><strong>Gelsomina Vigliotti, Vicepresidente della BEI</strong>, ha dichiarato: “Questa operazione dimostra il forte impegno della BEI nel sostenere la crescita economica e la decarbonizzazione del tessuto imprenditoriale italiano. Oltre a fornire a finanziamenti a condizioni agevolate, la BEI mette a disposizione servizi di consulenza che contribuiscono ad aumentare la quota di finanziamenti sostenibili e quindi a promuovere la transizione ecologica dell’economia.”</p>
<p><strong>Alessandra Ricci, Amministratore Delegato di SACE</strong>, ha dichiarato: “Siamo felici di essere insieme a BEI al fianco di Mediocredito Trentino-Alto Adige in questa grande operazione che ci consente di sostenere le PMI nei loro progetti più importanti e strategici, come quelli in sostenibilità. Tutto questo fa di quest’operazione una grande opportunità d’impatto non solo per l’economia reale e per la collettività”</p>
<p><strong>Diego Pelizzari, Direttore Generale di Mediocredito Trentino-Alto Adige</strong>, ha dichiarato: “Siamo molto soddisfatti di aver ricevuto questo prestigioso riconoscimento di affidabilità da parte della Banca Europea per gli Investimenti e di SACE. Il nostro impegno sarà quello di capitalizzare le opportunità offerte dall’Europa e trasferirle con tempestività all’economia locale del Trentino-Alto Adige e del Nord Est. Siamo, inoltre, grati per il supporto del servizio di <em>advisory</em> della BEI, una consulenza strategica che non solo arricchirà il nostro know-how, ma ci consentirà di promuovere investimenti sostenibili e contribuire fattivamente alla trasformazione verde delle imprese.”</p>
<p><small>La <strong>Banca europea per gli investimenti (BEI)</strong> è l’istituzione finanziaria di lungo termine dell’Unione europea e i suoi azionisti sono gli Stati membri. Finanzia investimenti validi in grado di contribuire agli obiettivi strategici dell’UE. I progetti della BEI rafforzano la competitività, stimolano l’innovazione, promuovono lo sviluppo sostenibile, migliorano la coesione sociale e territoriale sostenendo nel contempo una transizione giusta e rapida verso la neutralità climatica. Negli ultimi cinque anni, il Gruppo BEI ha erogato finanziamenti a favore di progetti in Italia per più di 58 miliardi di euro.</small></p>
<p><small>Finanziato dall’InvestEU Advisory Hub, il programma di consulenza <em><strong>Green Gateway</strong></em> è stato istituito dalla BEI per assistere le istituzioni finanziarie nell’accelerazione dei prestiti per progetti di azione climatica e sostenibilità ambientale nell’ambito dei finanziamenti erogati dalla BEI. Il programma di consulenza Green Gateway ha due aree di intervento principali: degli strumenti online e un programma di consulenza bilaterale. Gli strumenti online includono uno strumento di verifica dell’ammissibilità verde, il Green Checker, e una e-library con linee guida e casi di studio sui criteri di eleggibilità verdi. Il programma di consulenza bilaterale fornisce capacity building, analisi di mercato e supporto alle banche per accelerare ed incrementare i prestiti verdi a PMI, Mid Cap, e entità pubbliche. Attualmente, sei istituti finanziari in Italia hanno beneficiato del servizio di consulenza bilaterale del Green Gateway.</small></p>
<p><small></small><small><strong>SACE</strong><span> </span>è il gruppo assicurativo-finanziario italiano, direttamente controllato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, specializzato nel sostegno alle imprese e al tessuto economico nazionale attraverso un’ampia gamma di strumenti e soluzioni a supporto della competitività in Italia e nel mondo. Da oltre quarantacinque anni, il Gruppo SACE è il partner di riferimento per le imprese italiane che esportano e crescono nei mercati esteri. Supporta, inoltre, il sistema bancario per facilitare, con le sue garanzie finanziarie, l’accesso al credito delle aziende per sostenerne la liquidità e gli investimenti per la competitività e la sostenibilità nell’ambito del Green New Deal italiano, a partire dal mercato domestico. Il Gruppo è presente in tutto il mondo con 13 sedi nei paesi target per il Made in Italy. Hanno il ruolo di allacciare rapporti con primarie controparti locali e, attraverso strumenti finanziari dedicati, facilitano gli affari con aziende italiane. Con un portafoglio di operazioni assicurate e investimenti garantiti pari a 164 miliardi di €, SACE, insieme a tutte le società del Gruppo – SACE FCT, che opera nel factoring, SACE BT, attiva nei rami Credito, Cauzioni e nella Protezione dei rischi della costruzione e SACE SRV, specializzata nelle attività di recupero del credito e di gestione del patrimonio informativo aziendale – serve oltre 40mila aziende, soprattutto PMI, supportandone la crescita in Italia e in circa 200 mercati esteri.</small></p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Mediocredito Trentino Alto Adige</author></item><item><guid isPermaLink="false">4a0069ef-8b0a-4986-bae7-e668b0dc5499</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/le-imprese-del-settore-agricolo-e-agroalimentare-tra-opportunita-e-novita</link><title>Le imprese del settore agricolo e agroalimentare tra opportunità e novità</title><description><![CDATA[<p>Si sono dati appuntamento a Pergine Valsugana all'Auditorium della Società cooperativa agricola Sant'Orsola alcuni dei massimi esperti fiscali e finanziari italiani per analizzare ed illustrare le opportunità in campo giuridico, fiscale e finanziario riservate alle impese agricole ed agroalimentari derivanti dalle novità proposte dalla Legge di Bilancio dello Stato 2024-2026 e dalla collegata Delega fiscale.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/b05lzy3g/interventosimoni.png" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/le-imprese-del-settore-agricolo-e-agroalimentare-tra-opportunita-e-novita" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1616</width><height>1080</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>“Supportiamo con grande entusiasmo iniziative come queste, perché essere consapevoli su temi fiscali e di accesso al credito permette alle cooperative, e ai loro soci e socie, di trovare le soluzioni migliori per sé e per il sistema di cui fanno parte. In più, la presenza del viceministro Leo offre maggiore forza a questo convegno, perché mette in luce scenari utili a capire anche la direzione del legislatore su temi che condizionano in maniera importante il nostro modo di fare impresa.”<br />Così Roberto Simoni, presidente della Federazione Trentina della Cooperazione, nel suo intervento in apertura dei lavori alla presenza del vice ministro all’Economia e alle Finanze Maurizio Leo, padre della Delega fiscale.</p>
<p>Il convegno “Le imprese del settore agricolo e agroalimentare tra opportunità e novità: dalla Legge di Bilancio alla Delega Fiscale, alle modalità di accesso al credito” è stato promosso dalla Società cooperativa agricola Sant’Orsola e dalla Fondazione Tosoni d'intesa con le tre organizzazioni maggiormente rappresentative del settore agricolo ovvero C.I.A. Trento, Confagricoltura del Trentino e Coldiretti Trento. Accolti tutti dal saluto iniziale da <strong>Silvio Bertoldi</strong>, presidente della cooperativa Sant'Orsola che ha organizzato il Convegno assieme alle tre sigle maggiormente rappresentative in campo agricolo, intervenute brevemente con <strong>Paolo Calovi </strong>(presidente di Cia Agricoltori Italiani Trento), <strong>Gianluca Barbacovi</strong> (presidente di Coldiretti Trento) e <strong>Lorenzo</strong> <strong>Gretter</strong> (direttore di Confagricoltura del Trentino). Il sostegno al mondo agricolo è stato espresso dall'amministratore delegato di Itas Mutua<strong> Alessandro Molinari. </strong>“Supportiamo con grande entusiasmo iniziative come queste, perché essere consapevoli su temi fiscali e di accesso al credito permette alle cooperative, e ai loro soci e socie, di trovare le soluzioni migliori per sé e per il sistema di cui fanno parte. In più, la presenza del viceministro Leo offre maggiore forza a questo convegno, perché mette in luce scenari utili a capire anche la direzione del legislatore su temi che condizionano in maniera importante il nostro modo di fare impresa”, con queste parole s'è rivolto ai partecipanti il presidente della Federazione trentina delle cooperative Robeerto Simoni.</p>
<p>Nel suo intervento, il vice Ministro <strong>Leo </strong>ha preannunciato il varo di ulteriori decreti attuativi in materia fiscale, già a partire dal prossimo Consiglio dei ministri. Tra i punti salienti della riforma che sta elaborando, ha garantito un carico fiscale più leggero per consentire alle aziende agricole e agroalimentari di recuperare risorse da investire in occupazione e modernizzazione. In particolare, ha tratteggiato le quattro direttrici seguite nello scrivere i Decreti attuativi della Delega fiscale: la evoluzione delle attività agricole e le innovazioni introdotte, la ridefinizione delle attività produttive concorrenti a formare il reddito agrario, la digitalizzazione e le agevolazioni a favore di chi, godendo di basso reddito pensionistico, si dedica alle attività di coltivazione.</p>
<p>Le tre associazioni di categoria intervenute hanno sottolineato le peculiarità dell’agricoltura del Trentino, punteggiata da piccole aziende di montagna che necessitano di misure dedicate. Tra le richieste avanzate la semplificazione dell'apparato burocratico e degli adempimenti fiscali a carico delle aziende e la necessità di mantenere le aliquote agevolate a favore del settore, in modo da consentire all'agricoltore di continuare a lavorare sul territorio. E semplificazione anche nell'accesso al credito, per evitare crisi di liquidità nelle imprese.</p>
<p>Nello specifico è entrato <strong>Massimo Bagnoli,</strong> vicepresidente della Fondazione Tosoni sottolineando alcune novità di rilievo. L'istituzione di un Fondo apposito per le emergenze in agricoltura generate da eventi non prevedibili per sostenere investimenti delle aziende, l'introduzione di nuove classi e qualità di coltura per tenere conto dei più evoluti sistemi di coltivazione, come, ad esempio, le verfical farm e le coltivazioni idroponiche, il riordino del regime impositivo su base catastale, le attività di carbon farming assoggettate a regime semplificato,</p>
<p>Dall'insieme dei provvedimenti emerge una nuova figura di imprenditore agricolo.</p>
<p>Su altro versante,<strong> Gianfranco Ferranti</strong> (coordinatore della commissione Irpef e Ires del Comitato tecnico per la riforma tributaria e docente alla Scuola nazionale di amministrazione) ha argomentato sul rafforzamento degli strumenti a disposizione dei contribuenti per acquisire certezza anticipata sulla  correttezza dei propri comportamenti fiscali, anche al fine di prevenire, prima ancora di reprimere, eventuali illeciti in materia tributaria. Si tratta di un rafforzamento di fatto della Carta del contribuente nella sua prassi materiale</p>
<p><strong>Nicola Caputo</strong> (responsabile nazionale area fisco di Confagricoltura) ha posto l'attenzione in modo particolare alle attività di produzione di energia pulita da parte del mondo agricolo, chiedendo che esse siano fatte rientrare in quelle annesse per ottenere specigiche agevolazioni. Ciò in riconoscimento dei benefici generali che esse producono. Dal canto suo <strong>Gennaro Vecchione</strong> (responsabile nazionale del servizio tributario e fiscale di Coldiretti) ha chiesto, tra l'altro, che la legge Delega faccia chiarezza nel settore della cessione dei diritti di superficie.</p>
<p><strong>Alessandra Caputo </strong>(componente del Comitato scientifico della Fondazione Tosoni) ha analizzato nel dettaglio gli strumenti per realizzare il passaggio generazionale in agricoltura, diversi tra loro e delicati anche perché la scelta tra l'uno o l'altro avviene in momenti del tutto particolari della vita delle società agricole o dei singoli imprenditori.</p>
<p>In agricoltura, in particolare, il trasferimento dell’azienda al fine di realizzare il passaggio generazionale segue da un lato le medesime regole che si adottano per le imprese commerciali, ma dall’altro deve tener conto delle agevolazioni fiscali specifiche del settore. Gli strumenti da utilizzare possono essere quelli della cessione o della donazione, usufruendo, in quest’ultimo caso, della esenzione da imposta di donazione oppure del conferimento di azienda.</p>
<p>Il tema del ristorno è stato al centro dell'intervento di <strong>Gianni Allegretti </strong>(presidente della Fondazione Tosoni), con occhio attento alle cooperative agricole ed al rapporto di scambio mutualistico con i soci.</p>
<p>Ha fatto il punto sul tema del ristorno nell’intento di fornire gli spunti per realizzare un quadro d’insieme dell’istituto e alla sua definizione con particolare riferimento alle cooperative di conferimento di prodotti agricoli che, proprio in tema di ristorno, presentano particolarità uniche le differenziano da tutte le altre.</p>
<p><strong>Gabriele Barichello</strong> (responsabile ufficio legale e sindacale della Federazione trentina delle cooperative) ha ricordato la forza del sistema cooperativo trentino, frequente oggetto di studio e ricerca. Secondo il relatore, esso diventa sistema per l’interrelazione degli attori coinvolti e per la presenza di numerose società a servizio di tutti i portatori d’interesse cooperativi, nonché per l’omogeneità delle politiche di gestione che hanno garantito, di riflesso, una crescita omogenea del territorio. La cooperativa trentina, ha concluso, cresce al passo del montanaro, lento, ma sicuro e costante.</p>
<p>Ultimo, ma certo non per importanza, l'intervento di <strong>Giuseppe Savastano</strong> (Gruppo Cassa centrale banca, area politiche agricole industriali).</p>
<p>La fiscalità e gli adempimenti conseguenti, rappresentano una delle chiavi di accesso al credito, ha ricordato, insieme al progetto imprenditoriale che deve essere sostenibile dal punto di vista ambientale, economico e sociale.</p>
<p>In un momento di incertezza come quello attuale è fondamentale perseguire la sostenibilità come obiettivo principale delle imprese, in quanto essa rappresenta l'elemento determinante per accedere alla maggior parte delle agevolazioni previste dal Pnrr, ma anche a quelle previste dalla Politica Agricola Comune e da altre misure nazionali.</p>
<p>In questo senso, gli stretti rapporti con la clientela e la conoscenza dell’economia locale conferiscono alle banche affiliate un vantaggio nel finanziamento delle imprese agricole, ha sostenuto. Vantaggio che si contraddistingue nella capacità di individuare gli elementi caratteristici del progetto imprenditoriale e di implementare gli indicatori che misurano l’impegno dell’azienda verso il territorio, il benessere sociale e di governance.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Cooperativa Sant'Orsola</author></item><item><guid isPermaLink="false">f16bbd4f-a22d-4f74-9aa2-c8bacf618aa2</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/imprese-da-fondosviluppo-500-000-euro-per-le-start-up-cooperative-under-35</link><title>Imprese, da Fondosviluppo 500.000 euro per le start up cooperative under 35</title><description><![CDATA[<p>Maurizio Gardini, presidente Confcooperative «Un investimento importante per trasformare le idee imprenditoriali dei giovani in cooperativa».</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/qyljdgth/intervento-del-presidente-gardini.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/imprese-da-fondosviluppo-500-000-euro-per-le-start-up-cooperative-under-35" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>800</width><height>600</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Da Fondosviluppo 500.000 euro per le start up cooperative under 35. D'intesa con Confcooperative Giovani, il Fondo mutualistico di Confcooperative ha pubblicato la call "Creare.coop" iniziativa che può contare su un plafond di 500 mila euro a sostegno del percorso di avvio dell'impresa cooperativa e formazione manageriale. «Un investimento importante – commenta <strong>Maurizio Gardini</strong>, presidente di Confcooperative – per trasformare le idee imprenditoriali dei giovani in cooperativa».</p>
<p>Fondosviluppo ha previsto per le neo cooperative giovanili selezionate una doppia modalità di intervento. In prima battuta un supporto alle start up tramite  un contributo di 5mila euro per costi di costituzione e avvio; il rimborso dei costi di servizi resi dal Centro Servizi Confcooperative territoriale e costi di accompagnamento per tre anni, nel limite massimo di 3.000/anno;  formazione, gestita da Confcooperative nazionale e rivolta a tutte le cooperative beneficiarie, su invito di Fondosviluppo; e la partecipazione a una "community" dedicata, una rete che coinvolgerà tutte le nuove cooperative costituite per favorisce il confronto e lo scambio di buone pratiche.</p>
<p>«Il sostegno alla nascita di nuove cooperative di giovani è un passo fondamentale per il futuro del nostro movimento e uno dei principali scopi del Gruppo Giovani di Confcooperative. Siamo orgogliosi di questa iniziativa. Anche perché il bando sarà accompagnato da una intensa campagna comunicativa, diretta soprattutto alle nuove generazioni». Lo dice <strong>Dennis Maseri</strong>, presidente dei <em>Giovani Imprenditori di Confcooperative</em>.</p>
<p>Al supporto iniziale saranno poi affiancati intervento di natura finanziaria. In particolare, finanziamenti agevolati per investimenti e/o circolante; mutuo erogato da una BCC del territorio per un massimo di 30mila euro, su cui Fondosviluppo riconosce un contributo pari al 50% degli interessi applicati e il 50% dei costi di garanzia Cooperfidi Italia.</p>
<p>In alternativa un mutuo erogato da Fondosviluppo per massimo 30mila euro a fronte di un aumento di capitale sociale della cooperativa pari almeno a 15mila euro.</p>
<p>Sono ammesse a partecipare alla call le neo Cooperative con prevalenza di soci under 35, operanti in tutti i settori ad esclusione dell'abitazione, presenti in tutto il territorio nazionale. Le neo cooperative devono essere costituite da non più di 6 mesi o in fase di costituzione entro i sei mesi successivi alla candidatura alla call {in tal caso le misure verranno erogate appena ultimata la costituzione). Sono ammesse anche le cooperative costituite (o in fase di costituzione) da un numero da 3 a 8 soci aderenti a Confcooperative ed in regola con i contributi associativi. Le richieste potranno essere presentate <u>dal 15 marzo 2024 al 31 marzo 2025</u>.</p>
<p>Info <a href="http://www.creare.coop/" data-auth="NotApplicable">www.creare.coop</a> e <a href="http://www.fondosviluppo.it/" data-auth="NotApplicable">www.fondosviluppo.it</a></p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Confcooperative</author></item><item><guid isPermaLink="false">75d94dd7-1225-4b52-a771-d7463b28ec84</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/numeri-in-calo-per-il-sistema-imprenditoriale-trentino</link><title>Numeri in calo per il sistema imprenditoriale trentino</title><description><![CDATA[<p>In base ai dati del Registro delle imprese della Camera di Commercio di Trento, al 31 dicembre del 2023 il sistema imprenditoriale trentino contava 46.539 imprese attive su 50.670 registrate. Rispetto all’anno precedente le imprese attive hanno evidenziato un calo di 273 unità (-0,6%), mentre le registrate di 335 (-0,7%).</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/mswn2030/cciaa.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/numeri-in-calo-per-il-sistema-imprenditoriale-trentino" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1097</width><height>585</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Tra i vari <strong>settori</strong>, quello con il maggior numero di imprese attive continua a essere l’agricoltura con 11.731 unità (il 25,2% del totale delle imprese), seguito dal commercio con 7.300 (il 15,7%)e dai servizi alle imprese con 7.083 (il 15,2%). Le costruzioni contano 6.942 attività (il 14,9%), il turismo 4.583 (il 9,8%), il comparto manifatturiero 3.870 (l’8,3%), gli altri settori 2.829 (il 6,1%), i trasporti e le spedizioni 1.198 (il 2,6%) e le assicurazioni e il credito 987 imprese, pari al 2,1% del totale.</p>
<p>Il settore che ha registrato la crescita maggiore nel numero di attività è quello dei <strong>servizi alle imprese</strong>. Questo ambito ha evidenziato, infatti, un incremento tendenziale di 137 unità (+2,0%), trainato in particolare dall’aumento delle attività professionali, scientifiche e tecniche (+86 unità), comprensive della consulenza aziendale e amministrativo-gestionale (+45).</p>
<p>Al contrario, il settore che ha registrato la maggiore contrazione nel numero delle imprese è stato il <strong>commercio</strong> (-266 unità pari al -3,5% su base annua). Questo calo è legato soprattutto all’andamento del commercio al dettaglio che, rispetto al 2022, ha subito una riduzione di 212 unità. In particolare, le attività legate alla vendita di articoli di abbigliamento hanno registrato una diminuzione di 34 unità, mentre quelle relative ai giornali e articoli di cartoleria hanno segnato un calo di 12 unità. Anche le attività di commercio ambulante di abbigliamento e calzature hanno mostrato una consistente contrazione (-50 unità).</p>
<p>L’analisi delle <strong>forme giuridiche</strong> rivela che le imprese individuali contano 27.435 unità e continuano a rappresentare l’assetto aziendale più diffuso. Seguono le società di capitale, con 12.345 unità, le società di persone, con 9.860, e le altre forme (soprattutto cooperative) con 1.030. Nel 2023, solo le società di capitale hanno registrato un aumento sull’anno precedente (+3,4%). Sono diminuite invece del 2,0% le imprese individuali, dell’1,8% le società di persone, mentre sono rimaste stabili le altre forme organizzative.</p>
<p>Al termine del 2023 le imprese artigiane, iscritte nell’apposito Albo gestito dall’Ente camerale, risultavano essere 12.255 pari a oltre il 26% del totale delle imprese attive della provincia e in calo di 66 unità rispetto all’anno precedente (-0,5%).</p>
<p>“La contrazione del numero delle imprese trentine – commenta <strong>Giovanni Bort</strong>, Presidente della Camera di Commercio di Trento – non ci sorprende, ma non può certo lasciarci indifferenti. Nonostante il recente dato Istat attesti la crescita 2023 del Pil italiano a +0,7%, non dobbiamo abbassare la guardia, ma piuttosto considerare la necessità di favorire la nascita di nuove iniziative imprenditoriali sul suolo provinciale e alimentarne lo sviluppo in un contesto economico in rapida evoluzione e sempre più difficile da affrontare”.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Cciaa Trento</author></item><item><guid isPermaLink="false">e8c0cbee-bd39-4f1a-a70f-8e092342571f</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/cooperative-di-comunita-le-imprese-che-investono-nei-territori-fragili</link><title>Cooperative di comunità, le imprese che investono nei territori fragili</title><description><![CDATA[<p>Gardini «Cooperative di comunità sono scatto in avanti, ma serve legge ad hoc». Bitonci, sottosegretario Mimit «Cooperative di comunità, legge entro un anno»</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/yuzlrc4q/gardini.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/cooperative-di-comunita-le-imprese-che-investono-nei-territori-fragili" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>632</width><height>421</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Oltre 250 cooperative, più di 6.500 soci, 335.000 tra utenti e beneficiari garantite da circa 1000 persone occupate, in prevalenza donne. È questo l’identikit di un fenomeno che sta ridando speranza e un futuro ai territori delle aree interne: le cooperative di comunità. Imprese promosse da chi vive nei territori che rischiano lo spopolamento con l’obiettivo di creare opportunità di sviluppo per contrastarne il declino economico, sociale e demografico.</p>
<p>Se ne è parlato oggi a Roma al Palazzo della Cooperazione nel corso del workshop promosso da Confcooperative <strong>Dall’economia dell’io all’economia del noi: le cooperative di comunità</strong> alla presenza del  sottosegretario al ministero delle Imprese del Made in Italy, Massimo <strong>Bitonci</strong>.</p>
<p>«Con le cooperative di comunità – ha sottolineato <strong>Maurizio Gardini, presidente di Confcooperative</strong> – la cooperazione fa un ulteriore salto evolutivo, dal mutualismo degli albori, tra gli anni 80 e-90 del secolo scorso siamo approdati al solidarismo e oggi arriviamo al comunitarismo. La cooperazione si adegua ai tempi e amplia il suo orizzonte aggiungendo un altro tassello alla cura della fragilità, da quella delle persone con la cooperazione sociale e sanitaria, a quella dei territori di cui con le cooperative di comunità si fa carico oggi dello sviluppo di intere comunità e territori a rischio abbandono».</p>
<p>Un esempio di sussidiarietà, in pieno spirito cooperativo che per crescere ha bisogno di norme che ne favoriscano lo sviluppo. «Al legislatore – ha aggiunto <strong>Gardini</strong> – chiediamo un quadro normativo certo con regole che sappiamo sostenere la nascita e la crescita di queste nuove esperienze cooperative, uno dei pochi argini al rischio dell’abbandono di territori».</p>
<p>«Le <a href="https://www.facebook.com/hashtag/cooperative?__eep__=6&amp;__cft__%5b0%5d=AZUcpSff_kODDvb1qGeVj_XeAH6FBdc5VZ-q4gArMDhhzVWx2oa-4B_ewN68mzN8938nBSRmpmT6igo48f4vC-60omTvjYWj0Xf3aDdOdOB11okt_xQYbo6WNdYe1y9fflZ8odpvZtgoSD3MhBbFc5dA1qNIL7OFkBF4pwFlrxh1bEOg8iAR_BLNfkSe_5ZGFSs&amp;__tn__=*NK-R" data-auth="NotApplicable">cooperative</a> di comunità sono una pedina fondamentale per valorizzare tutte le potenzialità di un territorio dalle eccellenze agroalimentari, alla cultura al turismo. <strong>Contiamo entro un anno di arrivare all’approvazione della legge</strong>». Lo dice <strong>Massimo Bitonci, sottosegretario al Mimit</strong>, intervenendo al workshop.</p>
<p>«La fragilità dei territori dipende da tante cose. La stessa connessione internet dove in molti territori non arriva determina l'arretratezza di un territorio. Occorre rovesciare, schemi e modelli. Va rivista la piramide. Ripartire dalle periferie per arrivare al centro, non sempre partendo dal centro si arriva alle periferie». Lo dice <strong>monsignor Felice Accrocca, Arcivescovo di Benevento</strong> - coordinatore aree interne <strong>Conferenza Episcopale Italiana.</strong><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong>«La comunità è la protagonista dei modelli di crescita e di sviluppo. I modelli non vanno calati dall'alto devono partire dalle comunità che va rimessa al centro e resa capace di crescere. La chiesa, il governo, ognuno deve fare la sua parte. Noi – ha detto don <strong>Mario Pagniello direttore Caritas Italiana</strong> – faremo la nostra parte insieme a Confcooperative».</p>
<p>Fonte: Ufficio Stampa Confcooperative</p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">a3e52a4b-cea8-466d-b5fc-2da938ac0493</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/fondo-capitale-di-rischio-delle-imprese-cooperative-al-via-nuovo-bando</link><title>Fondo capitale di rischio delle imprese cooperative: al via nuovo bando</title><description>Via libera dalla Giunta provinciale, su proposta dell'assessore all'Urbanistica, ambiente e cooperazione, all'attivazione di un nuovo bando per accedere al Fondo partecipativo per la promozione del capitale di rischio delle imprese cooperative.</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/u3bos4qv/cassa-rurale-lavis-mezzocorona-valle-di-cembra-la-provincia-si-costituisce-in-giudizio.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/fondo-capitale-di-rischio-delle-imprese-cooperative-al-via-nuovo-bando" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1920</width><height>1280</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Il Fondo ha come finalità quella di accompagnare finanziariamente i progetti di investimento delle imprese cooperative trentine. Con la delibera di oggi l'Ente gestore del Fondo (Promocoop spa) viene autorizzato ad attivare un nuovo bando, dell'importo complessivo di euro 9.314.500,12, a fronte della disponibilità di una dotazione pubblica di euro 4.564.105,06, comprensiva di rientri della quota provinciale di partecipazioni arrivate a scadenza in ragione della natura rotativa del Fondo stesso, di avanzi sul precedente bando, di dividendi su partecipazioni già in essere, a cui si aggiunge inoltre un nuovo impegno sul bilancio provinciale di euro 1.500.000,00.</p>
<p>Il fondo partecipativo interviene nella capitalizzazione di imprese cooperative, al fine di sostenere specifici progetti di sviluppo o consolidamento, a fronte di una situazione economico finanziaria del soggetto proponente di sostanziale equilibrio; le condizioni economico finanziarie ed il rispetto del progetto sono monitorate periodicamente dall’ente gestore.</p>
<p>Per ogni intervento deve essere assicurata la partecipazione di capitale privato in misura almeno pari al 51%; la quota di partecipazione riferita alla dotazione pubblica, a carico<br />dell’amministrazione provinciale, non può pertanto essere superiore a quella privata e deve essere remunerata nella logica dell’investitore privato.</p>
<p>Il nuovo bando prevede innanzitutto una riserva di euro 1.014.500,12 a favore delle società <strong>cooperative composte da giovani</strong>, cioè per le società, escluse le cooperative sociali, aventi almeno il 30 per cento sia dei soci che degli amministratori di età non superiore a 35 anni alla data di presentazione della domanda di ammissione al fondo partecipativo.</p>
<p>Relativamente all’importo residuo di euro 8.300.000,00 il nuovo bando dovrà prevedere la seguente ripartizione: euro 4.048.780,49 per il <strong>settore consumo</strong>; euro 1.686.991,87 per il <strong>settore produzione lavoro e serviz</strong>i, euro 1.349.593,49 per il s<strong>ettore sociale</strong>; euro 1.214.634,15 per le cooperative del <strong>settore agricolo</strong>.</p>
<p>La Giunta provinciale ha ritenuto inoltre opportuno fissare per questo bando il limite finanziario ad intervento in euro 400.000,00 per le cooperative sociali, e in euro 1.000.000,00 per le cooperative di consumo, le cooperative di produzione lavoro e servizi e le cooperative agricole.</p>
<p>Fonte: Ufficio Stampa Provincia Autonoma di Trento</p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">2746a827-c8f5-4420-8b43-536a42aa888e</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/imprese-profit-e-cooperative-sociali-quali-opportunita-di-filiere-produttive-ed-occupazionali</link><title>Imprese profit e cooperative sociali: quali opportunità di filiere produttive ed occupazionali?</title><description><![CDATA[<p>Euricse, con il supporto di Fondazione Caritro, ha svolto una ricerca per esplorare le opportunità di collaborazione tra imprese trentine e cooperative sociali al fine di promuovere l'inserimento lavorativo di persone svantaggiate.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/taafeej4/euricse2023.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/imprese-profit-e-cooperative-sociali-quali-opportunita-di-filiere-produttive-ed-occupazionali" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2048</width><height>1532</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Un tema sempre più importante non solo per garantire percorsi di inclusione sociale ma anche per fare fronte ai crescenti problemi di incontro tra domanda e offerta di lavoro. L’indagine è stata condotta sia a livello internazionale che in Trentino e ha esaminato i settori in cui potrebbero emergere nuove partnership, le modalità di strutturazione delle stesse e gli strumenti normativi e di policy che potrebbero facilitarle.</p>
<p>I risultati sono stati presentati al pubblico il 30 marzo attraverso un evento pubblico e sono disponibili in due rapporti pubblicati sul sito di Euricse. Il primo rapporto si concentra sulla provincia di Trento, mentre il secondo analizza i casi di studio e le politiche europee allargando lo sguardo a livello internazionale.<br /><strong>Il contesto</strong></p>
<p>In provincia di Trento si contano <strong>106 cooperative </strong>attive nel settore<strong> sociale</strong>, di cui <strong>18 </strong>dedicate esclusivamente all’<strong>inserimento di persone svantaggiate </strong>e <strong>19</strong> con <strong>finalità plurima</strong>. Secondo i dati ImpACT di Euricse, nel 2021 esse hanno garantito un'occupazione stabile a <strong>più di 700 lavoratori</strong> svantaggiati ai sensi della Legge 381/1991 o inseriti nelle politiche territoriali del lavoro. Si tratta principalmente di persone con disabilità fisica o mentale, ma l'inserimento lavorativo è rivolto anche a nuove categorie fragili emarginate dal mercato del lavoro.</p>
<p>Queste cooperative operano in maniera più importante nella manutenzione del verde, nelle pulizie e nella ristorazione. Il <strong>valore della produzione </strong>totale della cooperazione sociale trentina è di <strong>222,6 milioni di euro. </strong>Di questi, più di 80 milioni sono generati dalle cooperative sociali che si occupano di inserimento lavorativo (45 milioni di euro per le tipo "B" e 37,4 milioni di euro per le plurime), con ricavi che provengono per il 65% circa da vendite a enti pubblici e per il 35% circa da altre fonti tra cui in particolare le vendite a privati.</p>
<p>Guardando al versante delle<strong> imprese</strong>, il Trentino ha un tessuto imprenditoriale importante e variegato, composto da oltre <strong>51 mila aziende</strong> (al 30 giugno 2022), in cui prevale la piccola dimensione per numero di addetti (il 61,4% ha un solo addetto). Per numero di imprese, i settori prevalenti sono l'agricoltura (11.952 imprese), il commercio (8.253), le costruzioni (7.579) e i servizi (7.399). L’analisi dei settori di attività e dei fabbisogni delle imprese trentine, raffrontata agli ambiti di attività e alle specificità delle cooperative sociali, evidenzia significative opportunità di collaborazione tra questi due mondi, sia sul fronte delle relazioni commerciali che sul fronte dei percorsi di inclusione lavorativa. Opportunità che contribuirebbero sia allo sviluppo della cooperazione sociale sia alla crescita delle imprese trentine, generando nel contempo maggiori possibilità di occupazione e specializzazione ai lavoratori svantaggiati e a rischio di esclusione sociale.</p>
<p><strong>La ricerca di Euricse sulle filiere produttive e occupazionali</strong></p>
<p>Il progetto di ricerca condotto da Euricse “<strong>Filiere produttive ed occupazionali: nuove concrete opportunità per le cooperative sociali trentine</strong>”, finanziato dalla <strong>Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto</strong>, ha esaminato le opportunità per la creazione di nuove partnership tra le cooperative sociali trentine e le altre imprese, sia sul fronte dei processi produttivi che sul fronte dei percorsi occupazionali per persone svantaggiate. Il progetto ha preso spunto non solo dal contesto territoriale, ma anche dalle esperienze di altri paesi europei, e ha coinvolto diverse organizzazioni tra cui <strong>Agenzia del Lavoro</strong>, <strong>ASAT Trentino</strong>, <strong>CIA Trentino</strong>, <strong>Consorzio Consolida</strong>, <strong>Cooperazione Trentina</strong> e <strong>Confindustria Trento</strong>.</p>
<p>Il focus della ricerca è stato quello di individuare le modalità attraverso cui le cooperative sociali possono strutturare partnership efficaci e produttive con le altre imprese, e di esaminare gli strumenti normativi e di policy che possono incentivare queste collaborazioni. La ricerca ha inoltre permesso di entrare in contatto con le imprese del territorio trentino e di comprendere la loro sensibilità nei confronti delle cooperative sociali, aprendo così la strada a possibili forme di collaborazione.</p>
<p>I dati raccolti nell’indagine e le analisi hanno dimostrato che le imprese sono in generale aperte alla collaborazione con le cooperative sociali di inserimento lavorativo, anche se emergono limiti che hanno finora ostacolato uno sviluppo più intenso di relazioni. Non mancano tuttavia esempi di collaborazione vincenti, quali il lavoro di <strong>contoterzismo industriale sviluppato dall</strong>a <strong>cooperativa sociale Alpi</strong>, che ha dimostrato con successo che è possibile coniugare l'attenzione al lavoratore svantaggiato con una relazione commerciale costante e forte con grandi aziende profit.</p>
<p>Un altro esempio viene dalla collaborazione tra le cooperative sociali Impronte e Smart, che ha portato alla realizzazione del progetto <strong>Verso</strong>, volto alla creazione di un'ampia filiera occupazionale per le persone svantaggiate attraverso percorsi di formazione.</p>
<p>In ottica futura sembra possano ricoprire un ruolo di assoluto rilievo i <strong>Distretti dell'Economia Solidale</strong>, fonte potenziale di sviluppo per quanto riguarda l'inserimento lavorativo e la creazione di nuovi servizi per il territorio, soprattutto ove gli stessi si caratterizzino per una diffusa sensibilità sociale, come rilevato nei territori delle Valli di Fiemme e Fassa, in cui inoltre si registra la presenza di imprese profit ben radicate e cooperative sociali altrettanto conosciute.</p>
<p>Le cooperative sociali e le imprese possono collaborare in diverse forme sul fronte della <strong>produzione</strong>, partendo da una semplice <strong>relazione commerciale</strong> fino ad arrivare alla condivisione di <strong>marchi</strong> e funzioni produttive in <strong>rapporti temporanei</strong> o di <strong>lungo termine</strong>.</p>
<p>Per quanto riguarda l'<strong>occupazione</strong>, i lavoratori possono beneficiare da rapporti di collaborazione tra cooperativa sociale e impresa che facilitino il flusso verso l’inserimento nel mercato ordinario del lavoro, anche grazie all’utilizzo di strumenti quali il distacco o addirittura, in alcuni casi, la co-datorialità. Inoltre, le persone disabili o svantaggiate possono essere assunte esclusivamente dalle cooperative sociali, ma sostenute dall'impresa attraverso l'esternalizzazione mirata di attività produttive (come promosso in modo specifico dall’art. 14. D.lgs. n.276/2003). Oltre a tali dispositivi e istituti giuridici, sono importanti <strong>le politiche attive del lavoro territoriali</strong> e le <strong>politiche a sostegno delle azioni pro-sociali</strong> per favorire la collaborazione tra cooperative sociali e imprese. Tuttavia, la collaborazione deve essere basata sulla condivisione di valori e obiettivi comuni per creare sinergie efficaci e durature.</p>
<p>Dalle interviste realizzate e dai tavoli di lavoro sulle strategie di filiera tra cooperative sociali e imprese emergono diverse <strong>azioni auspicabili</strong>, come l'adozione di un <strong>marchio etico e sociale</strong> per la sostenibilità, <strong>politiche di marketing</strong> condivise e <strong>partnership</strong> con enti di diversa tipologia per l'innovazione dei servizi. Inoltre, c'è la speranza di un maggiore supporto per lo <strong>scambio di informazioni</strong> e conoscenze sulle cooperative sociali e la formazione di lavoratori in grado di soddisfare le esigenze delle imprese, anche attraverso l’utilizzo di nuove piattaforme e sistemi di incontro domanda/offerta e mappature per intercettare nuovi settori.</p>
<p><strong>Il contesto internazionale ed europeo</strong></p>
<p>Il progetto di ricerca sulle filiere occupazionali e produttive ha prodotto anche <strong>un secondo rapporto</strong> che analizza <strong>studi di caso</strong> e <strong>politiche europee</strong> riguardanti l'inserimento lavorativo e la formazione di persone svantaggiate attraverso la collaborazione tra imprese sociali di inserimento lavorativo e imprese convenzionali.</p>
<p>Sono state prese in esame <strong>sei esperienze</strong> di collaborazione in <strong>Croazia</strong>, <strong>Spagna</strong> e <strong>Francia</strong>.</p>
<p>I risultati emersi dall’analisi dei tre contesti nazionali vengono poi analizzati in un un’ottica comparata, e presentati sottolineando i fattori istituzionali che nei diversi Paesi hanno maggior impatto nel favorire (o, al contrario, ostacolare) la nascita e lo sviluppo di queste collaborazioni, le principali barriere, i driver e i fattori di successo delle collaborazioni tra imprese sociali e imprese convenzionali.</p>
<p>L'esistenza di politiche di riconoscimento e supporto ad hoc per le imprese sociali di inserimento lavorativo stimola la nascita di nuove interazioni tra queste e le imprese convenzionali in diversi Paesi europei. Ad esempio, in <strong>Francia</strong> le imprese sociali di inserimento lavorativo beneficiano di politiche pubbliche generose e di buona visibilità tra l'opinione pubblica, il che favorisce le partnership di successo con le imprese convenzionali. Al contrario, in <strong>Croazia</strong> le partnership tra queste due tipologie di imprese sono più rare a causa della minor sviluppo delle politiche del lavoro e del minor riconoscimento giuridico delle imprese sociali di inserimento lavorativo. In <strong>Spagna</strong>, la maggior parte delle relazioni collaborative tra le due tipologie di imprese prevedono l'integrazione di persone con disabilità, per le quali il sistema di supporto pubblico è più generoso. Sembra quindi esserci una forte correlazione tra l’esistenza di politiche pubbliche a sostegno dei percorsi di inserimento lavorativo e la collaborazione tra imprese sociali e imprese convenzionali.</p>
<p>Fonte: Ufficio Stampa Euricse</p>
<p> </p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">a26e670c-bd14-4ef5-ae57-9a0dbbcbc06e</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/anno-record-per-le-esportazioni-trentine</link><title>2022, anno record per le esportazioni trentine</title><description><![CDATA[<p>Nel 2022 le esportazioni trentine raggiungono il valore record di 5,15 miliardi di euro, con un aumento del 16,3% rispetto al 2021. Anche le importazioni segnano un incremento (+40,1%) e risultano pari a 4,03 miliardi di euro. La bilancia commerciale si chiude quindi con un saldo positivo pari a 1,12 miliardi di euro.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/mswn2030/cciaa.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/anno-record-per-le-esportazioni-trentine" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1097</width><height>585</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>La dinamica mostrata nel 2022 dalle esportazioni trentine appare inferiore rispetto a quella rilevata a livello complessivo nazionale, dove l’aumento è stato del 20,0%, e leggermente migliore di quella dell’area del Nord Est, dove le esportazioni sono cresciute del 16,0% rispetto al 2021.</p>
<p>Per quanto riguarda le <strong>aree di interscambio</strong>, l’Europa si conferma il principale mercato di destinazione delle merci trentine con un valore pari a 3,8 miliardi di euro e un’incidenza pari al 73,5% del totale delle esportazioni (in aumento tendenziale di 17 punti percentuali). I 27 Paesi dell’Ue post-Brexit assorbono il 57,4% dell’<em>export</em> locale complessivo, in aumento rispetto a quanto registrato l’anno precedente. Le esportazioni verso l’America riscontrano un sensibile incremento e si attestano a 854 milioni di euro, pari al 16,6% del totale. Anche il mercato africano registra un incremento tendenziale (+20,2%), mentre si riducono i flussi di merce destinati ai Paesi asiatici (che perdono il 6,4%).</p>
<p>Al primo posto della graduatoria dei principali <strong>Paesi</strong> per valore di <em>export</em> rimane sempre la Germania, che rappresenta per il territorio provinciale il mercato verso cui si sono dirette merci per 840 milioni di euro, pari al 16,3% delle vendite effettuate sui mercati internazionali. A grande distanza seguono gli Stati Uniti con circa 650 milioni di euro (pari al 12,6% delle esportazioni complessive), la Francia con 502 milioni di euro (9,7%) e il Regno Unito con 438 milioni di euro (pari al 8,5%).</p>
<p>Le esportazioni sono costituite principalmente da <strong>prodotti</strong> dell’attività manifatturiera (94,8% del valore complessivo). La quota maggiore è da attribuire ai “macchinari ed apparecchi” (19,6%), dai “prodotti alimentari, bevande e tabacco” (16,4%), seguono i “mezzi di trasporto” (12,8%), il “legno, prodotti in legno, carta e stampa” (10,0%), le “sostanze e i prodotti chimici” (8,6%) e i “metalli di base e prodotti in metallo” (8,3%). Complessivamente questi sei settori rappresentano i tre quarti delle esportazioni provinciali.</p>
<p>Per quanto riguarda le importazioni, al primo posto per incidenza si collocano i “mezzi di trasporto” (16,9%), seguono “legno, prodotti in legno, carta e stampa” (13,2%) e “sostanze e prodotti chimici” (11,5%).</p>
<p>“La <em>performance</em> registrata dalle esportazioni trentine nel corso del 2022 – ha commentato <strong>Giovanni Bort</strong>, Presidente della Camera di Commercio di Trento – testimonia la capacità delle nostre imprese esportatrici di proporsi sui mercati internazionali con sempre maggiore incisività. L’accresciuta rilevanza dell’<em>export</em> non può che essere vista con favore, perché consente alla nostra economia di contrastare la debolezza della domanda interna e fornisce uno significativo stimolo alla capacità di innovazione delle imprese”.</p>
<p>Fonte: Cciaa Trento</p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">09f0ebbe-447d-44d6-8c3a-4da1c1cce0b2</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/sostanzialmente-stabile-il-numero-delle-imprese-trentine</link><title>Sostanzialmente stabile il numero delle imprese trentine</title><description><![CDATA[<p>Al 31 dicembre del 2022, in base ai dati elaborati dall’Ufficio studi e ricerche, al Registro camerale risultavano iscritte 46.812 imprese attive su 51.005 registrate. Rispetto all’anno precedente le imprese attive hanno evidenziato un calo di 74 unità (-0,2%), mentre le registrate sono diminuite di 178 (-0,3%).</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/nylbba5t/dalla-camera-di-commercio-4-5-milioni-per-le-imprese-trentine.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/sostanzialmente-stabile-il-numero-delle-imprese-trentine" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1097</width><height>585</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Il settore con il maggior numero di imprese attive si conferma essere l’<strong>agricoltura</strong> con 11.814 unità (il 25,2% del totale delle imprese). Seguono il <strong>commercio</strong> con 7.566 unità (il 16,2%), le <strong>costruzioni</strong> con 6.956 (il 14,9%), i <strong>servizi alle imprese</strong> con 6.946 (il 14,8%), il <strong>turismo</strong> con 4.619 (il 9,9%), il comparto <strong>manifatturiero</strong> con 3.938 (l’8,4%), gli <strong>altri settori</strong> con 2.770 (il 5,9%), i <strong>trasporti</strong> e le <strong>spedizioni</strong> con 1.210 (il 2,6%) e le <strong>assicurazioni</strong> e il <strong>credito</strong> con 968 (il 2,1%).<br />Tra i sei settori più rilevanti in termini numerici, i servizi alle imprese hanno evidenziato, negli ultimi dieci anni, un significativo incremento (+25,0%). Anche il turismo ha sperimentato una buona crescita, seppur più contenuta (+4,6%). Altri ambiti di attività hanno, invece, segnalato un ristringimento della platea di imprese, in particolare il commercio (-12,1%), le costruzioni (-10,2%), il comparto manifatturiero (-6,1%) e l’agricoltura (-4,9%).</p>
<p>Se si considerano le <strong>forme giuridiche</strong>, le imprese individuali, con 27.992 unità, continuano a rappresentare l’assetto aziendale più diffuso. Seguono le società di capitale, con 11.942 unità, le società di persone, con 10.041, e le altre forme (soprattutto cooperative), con 1.030. Nel 2022, solo le società di capitale hanno registrato un aumento sull’anno precedente (+2,6%). Sono diminuite invece dello 0,6% le imprese individuali, dell’1,6% le società di persone e dell’11,7% le altre forme organizzative.</p>
<p>Al termine del 2022 le <strong>imprese artigiane</strong>, iscritte nell’apposito Albo gestito dall’Ente camerale, risultavano essere 12.321, con un aumento di 10 unità rispetto all’anno precedente.</p>
<p>Sempre alla fine dell’anno scorso, le <strong>imprese femminili</strong> registrate contavano 9.417 unità, pari al 18,5% del totale (-0,2% sul dato dell’anno precedente); le imprese guidate da titolari <strong>stranieri</strong> 4.099 unità, pari all’8,0% (+0,5% rispetto al 2021), mentre le imprese <strong>giovanili</strong> 4.867 unità, corrispondenti al 9,5% del dato complessivo (+4,1%).</p>
<p>“A poco meno di un anno dall’attacco della Russia all’Ucraina, dall’impennata dei tassi d’inflazione e dal rincaro di materie prime e fonti energetiche, che da mesi gravano sulla nostra economia – ha commentato <strong>Alberto Olivo</strong>, Segretario generale della Camera di Commercio di Trento – i dati che fotografano la consistenza del panorama imprenditoriale trentino a fine 2022 non sembrano riflettere i timori della prima ora, che proiettavano le ombre di una severa ondata recessiva. Gli elementi di attenzione e delicatezza del contesto attuale rimangono di fatto sotto gli occhi di tutti, ma, complessivamente, il nostro sistema imprenditoriale si è dimostrato solido e sembra confermare, come già accaduto in epoca post-pandemica, di possedere una buona capacità di tenuta e reazione”.</p>
<p><strong>Luca Trentinaglia</strong>, Conservatore del Registro delle imprese ha sottolineato che è “utile cogliere l’occasione del momento di presentazione dei dati sull’evoluzione del quadro delle imprese, per dare il senso del valore e della potenzialità che il Registro, gestito dalla Camera di Commercio di Trento, rappresenta in quanto cardine del sistema di pubblicità legale-commerciale delle imprese. Si tratta di una vera e propria anagrafe del mondo imprenditoriale, una straordinaria fonte di dati telematica, costantemente connessa e consultata dalla Pubblica amministrazione e dalle forze dell’ordine oltre che dagli imprenditori stessi, dai professionisti e da altri soggetti interessati. La portata della sua più recente operatività, su base annua, è rappresentata dalla gestione di 35mila domande telematiche, 14.700 protocolli d’ufficio, 2.900 pratiche riferite all’Albo delle imprese artigiane, 9.500 depositi di bilancio, 1.300 documenti rilasciati allo sportello e 48.300 documenti consultati e acquisiti direttamente <em>on-line</em>”.</p>
<p>Le <a href="https://www.tn.camcom.it/sites/default/files/uploads/documents/ComunicatiStampa/Anno_2023/Slide%20per%20dati%20RI%202022%20%283%29.pdf"><em>slide</em></a> relative all’attività del Registro delle imprese della Camera di Commercio di Trento e alla struttura dell’evoluzione del sistema imprenditoriale locale sono disponibili sul sito istituzionale <a href="http://www.tn.camcom.it">www.tn.camcom.it</a><br /><br />Fonte: Cciaa Trento</p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">e70ae373-c68e-4d1e-b280-376f0de83069</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/accordo-tra-cassa-rurale-valsugana-e-tesino-e-imprese-locali</link><title>Accordo tra Cassa Rurale Valsugana e Tesino e imprese locali: ceduti 20 milioni di euro</title><description><![CDATA[<p>Menz&amp;Gasser Spa e Gruppo Paterno assieme alla Cassa Rurale in un patto di finanza sostenibile per il territorio.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/3z1p50uv/cassa-rurale-valsugana-e-tesino-dati-in-crescita.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/accordo-tra-cassa-rurale-valsugana-e-tesino-e-imprese-locali" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1200</width><height>900</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Primo accordo nel 2023 siglato dalla Cassa Rurale nel suo territorio di operatività per la <strong>ricessione</strong> di crediti legati ai bonus fiscali edilizi assieme a due importanti realtà economiche del territorio, la <strong>Menz&amp;Gasser Spa</strong> e il <strong>Gruppo Paterno</strong>.</p>
<p>L’intesa prevede la ricessione di crediti fiscali legati al famoso superbonus e in genere ai bonus edilizi per un totale di <strong>20 milioni</strong> nell’arco di quattro anni.</p>
<p>Il Direttore generale della Cassa Rurale <strong>Paolo Gonzo</strong> si dice molto soddisfatto da questo accordo e afferma <em>“siamo tra i primi ad attuare quella che viene definita “quarta cessione”, possibilità prevista dal decreto Aiuti, che ha consentito la ricessione al mondo delle imprese. Il nostro obiettivo è quello di coinvolgere altri soggetti economici ed enti sul territorio, ampliando la nostra capacità fiscale”.</em></p>
<p>Il tema della saturazione della propria capacità fiscale è cruciale per gli istituti di credito; ha tenuto occupati Governo ed esperti e ha generato molte incertezze nel settore edilizio, sia nei committenti che nelle imprese.</p>
<p>Il circuito virtuoso attivato da questo accordo tra Cassa Rurale e imprese locali sarà in grado di allargare i vantaggi fiscali agli altri attori economici del territorio che vorranno aderire, anche a quelli al di fuori del settore delle costruzioni e dell’edilizia.</p>
<p>Questo consentirà all’Istituto di credito di ripristinare un certo spazio di manovra per offrire alla propria clientela la possibilità di usufruire delle agevolazioni fiscali previste  dal superbonus e contemporaneamente creare una filiera virtuosa nella ripartizione del valore generato da queste operazioni.</p>
<p><em>“Questo accordo sottoscritto con la Cassa Rurale Valsugana e Tesino”</em> afferma <strong>Matthias Gasser </strong>amministratore delegato della <strong>Menz&amp;Gasser </strong><em>“per la nostra azienda ha una valenza positiva indiscutibile.  Rappresenta un esempio di collaborazione virtuosa tra banca e impresa a favore del territorio e del suo tessuto economico, e conferma la nostra attenzione alle tematiche ESG”.</em></p>
<p>Parole fatte proprie anche da <strong>Domiziano Paterno</strong> presidente dell’omonimo <strong>Gruppo Paterno</strong>:<em> “abbiamo subito accolto con favore la richiesta della Cassa Rurale Valsugana e Tesino nostro storico partner bancario, nella consapevolezza che solo ispirandosi a principi di reciprocità si possano creare i giusti presupposti per lo sviluppo economico e sociale del nostro territorio".</em></p>
<p>Proprio il punto relativo ai <strong>criteri ESG</strong> (Environmental cioè ambientale, Social cioè sociale e Governance cioè governo societario), conclude il direttore generale <strong>Gonzo</strong> <em>“è un ulteriore elemento qualificante di questa iniziativa. Siamo ben consapevoli che una finanza sostenibile è uno strumento essenziale per il nostro futuro, e la ricerca di soluzioni sul campo come questa, ci permettono di coinvolgere con maggior consapevolezza le nostre comunità di riferimento”.</em></p>
<p>Nei prossimi giorni la Cassa Rurale inizierà una serie di contatti e colloqui con enti e imprese per illustrare la possibilità di aderire a questa iniziativa ed essere protagonisti attivi del territorio.</p>
<p><strong>Fonte: Ufficio Relazioni Esterne Cassa Rurale Valsugana e Tesino</strong></p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">8b12d08d-ed38-496b-a93e-33f63efeb123</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/export-competitivita-dei-prodotti-e-capacita-produttiva-i-punti-di-forza-delle-imprese-trentine</link><title>Export: competitività dei prodotti e capacità produttiva i punti di forza delle imprese trentine</title><description>La competitività dei prodotti e la capacità produttiva sono le principali leve strategiche delle imprese trentine che commerciano con l’estero. Lo dice l’indagine di Prometeia presentata oggi durante il secondo appuntamento organizzato dalla Provincia autonoma di Trento e Trentino Sviluppo nell’ambito del Comitato strategico provinciale per l’internazionalizzazione.</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/ufojuyuw/impresetrentineexport.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/export-competitivita-dei-prodotti-e-capacita-produttiva-i-punti-di-forza-delle-imprese-trentine" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>5554</width><height>4000</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[Focus dell’incontro: offrire a stakeholder, aziende e parti sociali alcuni spunti di riflessione sul tema e contribuire al dibattito in vista della definizione del piano strategico. In questo contesto lo studio dell’ente di ricerca è stato prezioso perché ha riportato una fotografia dettagliata e puntuale dello stato di crescita oltre confine del tessuto produttivo trentino, facendo anche emergere esigenze su cui modellare nuovi interventi provinciali a supporto dell’internazionalizzazione. Hanno partecipato all’evento Trentino Sviluppo, l’assessore per lo Sviluppo economico, ricerca e lavoro Achille Spinelli, il direttore generale della Provincia Paolo Nicoletti, tutte le associazioni di categoria, i rappresentanti di Trentino Marketing, della Camera di Commercio di Trento, dell’Agenzia provinciale per l’incentivazione delle attività economiche (APIAE) e dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE), e alcuni imprenditori trentini.<br />
<p>«Lo scopo dell’incontro di oggi – ha spiegato <strong>Achille Spinelli</strong> - è stato quello di definire gli strumenti a sostegno dell’internazionalizzazione, che saranno riassunti in un programma che verrà adottato dalla Provincia e che vede il contributo di tutti. È importante trovare un dialogo costante tra mondo pubblico e privato per condividere scelte, opinioni e progetti sul prossimo futuro, perché non ci si può affidare semplicemente alle dinamiche di mercato, ma è necessario definire assieme leve e obiettivi, per presentarsi all’estero con successo come Sistema Trentino».</p>
<p>Il secondo appuntamento del Comitato strategico, che si è tenuto nella sede della Provincia autonoma di Trento in Piazza Dante, è stato strutturato in tre momenti di lavoro e discussione.</p>
<p>La mattinata si è aperta con un confronto sui risultati dei tavoli di lavoro organizzati durante la prima giornata, che hanno permesso di individuare i cambiamenti in atto, di valutarne l’impatto sul sistema produttivo locale e di evidenziare i possibili punti di rottura e gli shock che richiedono risposte e azioni resilienti.</p>
<p>A questo primo momento di apertura è seguita l’esposizione dei risultati della survey di Prometeia, condotta su un campione di circa 180 imprese, prevalentemente di micro e piccole dimensioni, attive in svariati settori dell’economia locale. È emerso innanzitutto che le aziende del territorio si sentono preparate ad affrontare i mercati esteri, grazie in particolare alla competitività dei propri prodotti e a una buona capacità produttiva. Nonostante ciò, il report ha evidenziato che il margine di crescita per l’internazionalizzazione in Provincia è ancora rilevante, soprattutto nelle realtà più piccole, che in gran parte (61%) dichiara di non affacciarsi oltre confine. Si registra comunque una maturità dell’operatività sui mercati internazionali, con il 66% delle imprese del territorio che esporta da oltre 5 anni e il 68% che lo fa abitualmente. L’indagine ha fatto anche venire a galla le esigenze latenti delle imprese, che dichiarano di aver bisogno soprattutto di supporto nello sviluppo di contatti commerciali e di prodotti finanziari utili all’avvio o alla gestione dell’operatività internazionale.</p>
<p>Nella parte conclusiva dell’evento è stato infine illustrato il quadro generale del sostegno pubblico all’internazionalizzazione, del quale sono stati messi in luce attori e strumenti. Lo scopo della rassegna è stato far emergere gli spazi specifici per la politica provinciale, che da un lato può andare a colmare eventuali gap dell’azione degli organi centrali, mentre dall’altro avrà il compito di agire in sinergia con gli indirizzi nazionali al fine di attivare effetti di massa critica, coerenza e moltiplicatori.</p>
<p>In questa fase gli stakeholder locali, suddivisi in tre gruppi di lavoro, hanno avuto l’occasione di dare il proprio contributo in merito agli strumenti utili per supportare le imprese trentine. È emersa la necessità di stimolare nelle aziende la diffusione di una cultura legata all’internazionalizzazione attraverso servizi informativi e di accompagnamento con project manager dedicati, formazione sull’export digitale e condivisione di esperienze tra imprese e operatori pubblici e privati. Ma non solo. È stata anche sottolineata l’importanza di un’adeguata valorizzazione del brand Trentino come strumento di marketing verso l’estero e l’esigenza di definire una serie di cluster di aziende a partire dai quattro ambiti su cui si fonda la Smart Specialisation Strategy, la strategia provinciale di sviluppo economico che guiderà la crescita del Trentino negli anni a venire.<br /><br />Fonte: Ufficio Stampa Provincia Autonoma di Trento</p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">05e7fb80-6dad-4d8a-be5e-71b6706ff8ed</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/master-gis</link><title>Al via la nuova edizione del Master GIS</title><description><![CDATA[<p>Il Master universitario in Gestione di Imprese Sociali, targato Euricse ed Università di Trento, è ai blocchi di partenza con un’interessante novità.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/ccxbeiw2/mastergis1.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/master-gis" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>4608</width><height>2592</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Per l’anno accademico 2022-2023 sono previste - accanto alle altre opportunità di finanziamento – anche le nuove borse di studio a supporto degli stage, erogate dalle imprese sociali ed enti del Terzo Settore che ospitano i tirocini. Il Master è rivolto a giovani laureati interessati ai temi dell’economia sociale, dell’imprenditoria e del management. Il percorso formativo si articola in sei mesi di didattica e cinque mesi di stage curriculare full-time all’interno di Imprese Sociali e/o organizzazioni non-profit. Domande entro il 3 ottobre 2022.</p>
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<p> </p>
<p>Fonte: Euricse</p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">83a1e95d-43db-46e7-b6bd-bd901b87a8b2</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/credito-il-nuovo-protocollo-d-intesa-per-sostenere-le-imprese</link><title>Credito, il nuovo protocollo d’intesa per sostenere le imprese</title><description>Con una delibera proposta dall’assessore allo sviluppo economico, ricerca e lavoro Achille Spinelli, la Giunta provinciale conferma un importante intervento varato nell’ambito delle misure di “Riparti Trentino” per favorire la ripresa economica post-Covid del Trentino. Prosegue quindi l’iniziativa promossa dalla Provincia e da Cassa del Trentino S.p.A., Banche, Intermediari finanziari, Fondo Strategico del Trentino Alto-Adige e Confidi a sostegno della liquidità del sistema. Gli operatori economici danneggiati dal prolungarsi dell’emergenza COVID-19 potranno attivare – in regime “Temporary Framework” – linee di finanziamento assistite da contributi provinciali a valere sul nuovo Protocollo.</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/qiihmr3g/riparti.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/credito-il-nuovo-protocollo-d-intesa-per-sostenere-le-imprese" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1170</width><height>686</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[Come spiega l’assessore Spinelli, l’approccio multilivello della Provincia autonoma di Trento al contrasto del caro bollette parte con questo intervento, volto anche a sostenere le imprese trentine in un particolare momento di criticità dovuto al generale aumento dei prezzi e dei costi di produzione. “Considerato il permanere dello stato di difficoltà dell’economia, inasprito dai recenti rincari dell’energia e delle materie prime – afferma Spinelli – riteniamo opportuno proseguire con le azioni di sostegno alla liquidità delle piccole e medie imprese operanti nel territorio provinciale. È doveroso fare il possibile per sostenere il nostro tessuto produttivo evitando che si possa interrompere la fase di ripartenza fondamentale per il Trentino”.<br />“I numeri straordinari degli interventi nel settore del credito fatti negli anni scorsi – è la precisazione dell’assessore provinciale all’artigianato, commercio, promozione, sport e turismo Roberto Failoni, che oggi ha presentato la misura nella conferenza stampa post-Giunta – testimoniano il bisogno di liquidità da parte delle imprese trentine. Allo stesso tempo, vista l’attuale dinamica dei rincari che stanno affrontando i nostri operatori, c’era necessità di dare una risposta veloce al tessuto economico e produttivo. Questo è un altro importante impegno messo in campo dalla Giunta provinciale”. L’assessore ha posto l’attenzione, riguardo alla misura, sull’impegno della Provincia per l’abbattimento dei tassi di interesse. Come disposto nella delibera, in ragione del rialzo dei tassi di mercato il contributo provinciale massimo è stato conseguentemente incrementato per mantenere invariata rispetto ai precedenti Protocolli la quota di abbattimento totale o parziale degli interessi sulle linee di credito attivate dagli operatori economici.<br />
<p>Approvato dunque il nuovo protocollo che da continuità e potenzia l’intervento di sostegno al credito a cui era stato destinato un budget pari ad euro 4,5 milioni – in termini di contributi provinciali in conto interessi a copertura di linee di finanziamento – che garantirà copertura anche a questa quarta edizione. A valere sulle precedenti edizioni sono state erogate 4.260 domande di finanziamento per un importo complessivo di circa 468 milioni di euro di liquidità immessa nel sistema.</p>
<p>Gli operatori economici danneggiati dal prolungarsi dell’emergenza COVID-19 potranno dunque presentare domande di finanziamento a valere sul nuovo Protocollo fino al 31 maggio 2022 avvalendosi della piattaforma informatica che sarà resa disponibile dalla Provincia sul sito https://ripartitrentino.provincia.tn.it/; qui si troveranno tutte le informazioni riguardanti le caratteristiche delle linee di finanziamento assistite da contributi provinciali in conto interessi. La presentazione delle domande è subordinata all’adesione al Protocollo da parte delle banche e degli enti di garanzia.</p>
<p><strong>Info sul sito di RipartiTrentino</strong></p>
<p>Per maggiori informazioni e aggiornamenti si invita a consultare il sito <a href="https://ripartitrentino.provincia.tn.it/" title="Link a https://ripartitrentino.provincia.tn.it/">https://ripartitrentino.provincia.tn.it/</a> in corso di aggiornamento.<br /><br />Fonte: Ufficio Stampa Provincia Autonoma di Trento</p>]]></encoded></item></channel></rss>