<rss version="2.0"><channel xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"><title>News</title><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/rss/news?categoria=fusione</link><description>Notizie, storie e interviste per raccontare il movimento cooperativo e per approfondire i temi che coinvolgono il nostro mondo.</description><lastBuildDate>Tue, 14 Apr 2026 18:22:56 +0200</lastBuildDate><atom:link href="https://www.cooperazionetrentina.it/it/rss/news" rel="self"><type>application/rss+xml</type></atom:link><item><guid isPermaLink="false">168f12ff-4dbc-48a7-8991-14e19e772572</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/prima-assemblea-di-villa-maria-dopo-la-fusione-con-coop-guardini</link><title>Prima assemblea di Villa Maria dopo la fusione con coop Guardini</title><description><![CDATA[<p>La fusione - ha rimarcato il presidente Guido Ghersini - non è nata da difficoltà contingenti, ma dalla volontà di valorizzare i punti di forza di ciascuna cooperativa e di cogliere nuove opportunità -  L’unione delle forze consentirà di razionalizzare attività e servizi e di fare meglio.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/ekqmscbk/cover.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/prima-assemblea-di-villa-maria-dopo-la-fusione-con-coop-guardini" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>4000</width><height>2252</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Si è svolta venerdì 27 febbraio alla Cantina Vivallis di Nogaredo l’assemblea della <strong>cooperativa sociale Villa Maria</strong>. E’ stata la prima assemblea dopo la fusione con la cooperativa Guardini.</p>
<p>Al di là degli aspetti formali, l’appuntamento ha rappresentato il primo momento di incontro e conoscenza tra le due basi sociali aggregate dal 1° gennaio.</p>
<p>La nuova realtà scaturita dalla fusione conta <strong>300 dipendenti, 329 soci e un valore della produzione di 11 milioni di euro</strong>. Sono circa <strong>400 le persone a cui Villa Maria fornisce stabilmente servizi</strong>. Sono gli utenti della struttura sanitaria e socio assistenziale di Calliano, delle 9 Comunità alloggio presenti<em> sul territorio di Rovereto e di Volano e dei due Centri diurni per l’inclusione, a cui si aggiungono gli utenti dei servizi Mi Coltivo (agricoltura sociale), Io Abito (abitare accompagnato), Macramè (tempo libero) e in campo educativo.</em></p>
<p><em>In apertura dell’assemblea sono intervenuti il sindaco di Calliano <strong>Lorenzo Conci, </strong>il sindaco di Volano <strong>Emanuele Volani</strong> e l’assessora alla cura e al benessere sociale di Rovereto, <strong>Arianna Miorandi</strong>. </em></p>
<p><em>Presentando la sua relazione il presidente <strong>Guido Ghersini</strong> ha sottolineato come la fusione non sia nata da difficoltà contingenti, ma dalla volontà di valorizzare i punti di forza di ciascuna cooperativa e di cogliere nuove opportunità. L’unione delle forze consentirà di razionalizzare attività e servizi e di fare meglio. </em></p>
<p><em>Il nuovo corso si appoggia su “una storia importante”. Il percorso di Villa Maria prende avvio nel 1919 quando don Giovanni Cosseri fonda a Lenzima un centro per l’accoglienza di bambini orfani di guerra o abbandonati. La cooperativa viene alla luce nel 1994 per iniziativa di un gruppo di lavoratori e familiari che subentrano nella gestione dell’istituto alle suore della Sacra Famiglia. Risale invece al 1980 la costituzione di Amalia Guardini, prima cooperativa sociale nell’ambito della disabilità sul territorio della Vallagarina. “Ha saputo promuovere integrazione - ha detto Ghersini - e costruire relazioni profonde nel tessuto sociale roveretano”.</em></p>
<p><em>La fusione, ha concluso il presidente, non chiede solo di custodire quello che è stato costruito, ma anche di guardare avanti e di raggiungere nuovi traguardi. Allo scopo risulterà importante il nuovo assetto organizzativo della cooperativa, frutto di un lungo lavoro di analisi e confronto, che è stato presentato all’assemblea dalla direttrice <strong>Ilaria Bacigalupi</strong>. L’organigramma adottato dal 1° gennaio prevede 9 funzioni di staff alla direzione, un’area sanitaria e un’area servizi che comprende 21 unità di progetto.</em></p>
<p><em>Nell’impegnativo percorso verso la fusione, che ha occupato quasi due anni, Villa Maria e Guardini sono state accompagnate dalla Federazione Trentina della Cooperazione, rappresentata all’assemblea da <strong>Gabriele Barichello</strong>, responsabile dell’ufficio legale e sindacale. “Abbiamo lavorato - ha detto - per valorizzare al meglio le caratteristiche di entrambe le cooperative”.</em></p>
<p><em>In conclusione dell’assemblea si è svolta l’<strong>elezione </strong></em><strong>del Consiglio di amministrazione</strong> che rimarrà in carica nel periodo di transizione previsto dal progetto di fusione, ossia fino alla primavera 2028. Sono risultati eletti: Stefano Mattei, Corrado Corradini, Ivano Galvagni, Guido Ghersini, Martino Faccini, Michele Paissan, Italo Parolari, Francesca Pitteri, Daniela Raffaelli, Elena Rossi ed Elisa Toniolli. In occasione della prima convocazione del cda, saranno designati il presidente e il vice.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Cooperativa Villa Maria </author></item><item><guid isPermaLink="false">5dae7624-0e12-48c2-b982-ce4322178208</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/primiero-e-vanoi-bocciata-la-fusione</link><title>Primiero e Vanoi: bocciata la fusione</title><description><![CDATA[<p>Ieri sera le socie e i soci della Famiglia Cooperativa Imer-Vanoi, della Famiglia Cooperativa Mezzano e della Famiglia Cooperativa Primiero hanno votato, in assemblea, la fusione delle tre cooperative. Voto contrario della base sociale di Imer-Vanoi / Mezzano / Primiero.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/xyxpdvwe/panoramica.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/primiero-e-vanoi-bocciata-la-fusione" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2000</width><height>1303</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Ieri sera si sono tenute le assemblee della Famiglia Cooperativa Imer-Vanoi, della Famiglia Cooperativa Mezzano e della Famiglia Cooperativa Primiero per dare la possibilità agli oltre tremila socie e soci di valutare la fusione delle tre cooperative. <br />Al termine del dibattito si è passati alla votazione che ha evidenziato la volontà della base sociale di non unire le risorse delle tre imprese.</p>
<p><strong>Rodolfo Mioranza</strong>, presidente della Famiglia Cooperativa Imer-Vanoi, <strong>Vanna Dalla Sega</strong>, presidente della Famiglia Cooperativa di Mezzano, e <strong>Francesca Broch</strong>, presidente della Famiglia Cooperativa Primiero, si sono detti dispiaciuti, ma comprendono le ragioni della base sociale. “Evidentemente – hanno commentato – non c’è sufficiente consapevolezza di ciò che sta accadendo nelle nostre comunità, dell’impatto che questo ha sui nostri punti vendita e dello sforzo immane che richiede il tenerli aperti. Adesso dobbiamo trovare altre strade che possano garantire la sopravvivenza delle nostre cooperative”.</p>
<p>L'iniziativa nasceva su iniziative delle tre cooperative di consumo, con l’obiettivo di trovare un modo efficace per poter affrontare con successo le sfide comune che stanno caratterizzando il loro operato: la concorrenza delle grandi catene, l’e-commerce, la difficoltà di trovare personale e un territorio che cambia e invecchia. <br />Il progetto di consulenza per la fusione è stato realizzato con il contributo messo a disposizione dalla Legge regionale 15/1988 per la promozione e lo sviluppo della cooperazione.<br /><br /><br /></p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Cooperazione Trentina</author></item><item><guid isPermaLink="false">d16a46fb-e273-4d9b-9a06-b5f1bc74c28b</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/approvata-la-fusione-tra-le-coop-sociali-villa-maria-e-amalia-guardini</link><title>Approvata la fusione tra le coop sociali Villa Maria e Amalia Guardini</title><description><![CDATA[<p>La decisione è stata assunta all'unanimità dalle due assemblee straordinarie che si sono tenute venerdì 30 maggio. Gli effetti della fusione decorreranno dall'1 gennaio 2026.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/tb0d3yru/copertina-presidente-guido-ghersini-tecnici-notaia.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/approvata-la-fusione-tra-le-coop-sociali-villa-maria-e-amalia-guardini" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1600</width><height>900</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Le assemblee straordinarie delle <strong>cooperative sociali Amalia Guardini e Villa Maria</strong>, convocate separatamente, hanno deliberato all’unanimità la fusione. Nasce una società al servizio delle persone con disabilità con 300 dipendenti, 340 soci e un valore della produzione di 11 milioni di euro.</p>
<p>Da anni le due cooperative condividevano progetti e sinergie, sperimentando le potenzialità e la fattibilità di questa integrazione. Il nome della cooperativa che risulta dalla fusione sarà Villa Maria, la sede legale sarà a Calliano.</p>
<p>Le due cooperative - è stato sottolineato in più interventi - presentano una solida situazione finanziaria e patrimoniale, la creazione di una nuova realtà congiunta non è legata a motivi contingenti ma alla volontà di valorizzare i punti di forza di ciascuna società, di cogliere nuove opportunità.</p>
<p>Alle due assemblee sono intervenuti per illustrare il progetto di fusione: <strong>Giuliano Bernardi</strong>, responsabile dell'Area servizi integrati della Federazione Trentina della Cooperazione, il collega <strong>Gabriele Barichello</strong>, responsabile dell'Ufficio legale e sindacale e il consulente Lamberto Savino della società Eupragma.</p>
<p>I tecnici hanno descritto il contesto in cui avviene l’operazione, caratterizzato da diminuzione dei supporti economici pubblici e privati, nuove fragilità sociali, evoluzione delle esigenze dell’utenza e delle famiglie, aumento della burocrazia e delle normative. La strutturazione più consistente in termini di dimensioni consentirà di estendere e di qualificare ulteriormente i servizi e di avere un maggior peso nel rapporto con la pubblica amministrazione.</p>
<p>Alle due assemblee ha partecipato anche la notaia <strong>Eliana Morandi</strong>, che ha illustrato le caratteristiche principali del nuovo statuto sociale.</p>
<p>Gli effetti della fusione dal punto di vista contabile e fiscale decorreranno dal prossimo esercizio, a partire dunque dall’1 gennaio 2026.</p>
<p>A conclusione delle due assemblee straordinarie <strong>Guido Ghersini</strong>, presidente sia di Villa Maria che di Guardini, ha sottolineato come la fusione rappresenti una grande opportunità per le due cooperative ("si mescolano conoscenze, esperienze, professionalità"), i lavoratori, gli utenti e le loro famiglie.<br /><br />Il progetto di fusione ha richiesto lo sviluppo di un percorso di consulenza strategica realizzato con il contributo messo a disposizione dalla Legge Regionale n. 15/1988 “Promozione e sviluppo della cooperazione, dell’educazione e dello spirito cooperativo”.</p>
<p><strong>La fusione in cifre</strong></p>
<p>I numeri di <strong>Villa Maria</strong> - la società incorporante - raccontano di una realtà che fornisce servizi qualificati e personalizzati, non solo sanitari e socio assistenziali, a circa 400 persone.</p>
<p>Le 9 Comunità alloggio distribuite sul territorio di Rovereto (Alba Chiara, Cà Bella, Melograno, Mimosa, Penelope, Sorgente, Arancio, Levante, Perla) accolgono 72 ospiti.</p>
<p>Nei 5 nuclei socio-sanitari (Acquamarina, Ambra, Cristallo, Smeraldo, Zaffiro) presenti all’interno della struttura di Calliano, che ospita anche gli uffici della Cooperativa, risiedono 47 persone, a cui si aggiungono 13 posti per i “sollievi”.</p>
<p>Ai due Centri socio educativi - Viaggio di Primavera a Volano e La Terra a Rovereto in via della Terra - fanno riferimento 31 utenti.</p>
<p>I servizi in campo educativo (Bes, Sed, Centriamoci, Studio Up, Doposcuola) raggiungono 119 ragazze e ragazzi, gli istituti scolastici convenzionati sono 12.</p>
<p>Il servizio Macramè promuove attività nel tempo libero (la sera, il weekend) a beneficio di 76 iscritti.</p>
<p>Il progetto di agricoltura sociale “Mi Coltivo” coinvolge nelle attività dei due orti in gestione a Mori 8 persone.</p>
<p>Al servizio di abitare accompagnato “Io Abito”, svolto in collaborazione con coop Guardini, partecipano 21 utenti.</p>
<p>Un dato a parte va riservato ai partecipanti alle colonie organizzate da Villa Maria: sono stati 223 i bambini e le bambine iscritte alle colonie estive 2024, 10 quelli iscritti alla colonia di Natale.</p>
<p>Se consideriamo anche l’attività delle colonie, nel 2024 sono state 620 le persone che hanno beneficiato dei servizi della cooperativa Villa Maria.</p>
<p>La <strong>coop Amalia Guardini</strong>, fondata nel 1980, conta da parte sua 265 soci e 19 dipendenti. Nel centro diurno di via Pasqui accoglie 42 utenti.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Cooperative sociali Villa Maria e Amalia Guardini</author></item><item><guid isPermaLink="false">4d9d2075-a862-4905-b4b8-64860c061e34</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/la-trentina-prima-assemblea-territoriale-unitaria-dopo-la-fusione-con-sft</link><title>La Trentina: prima assemblea territoriale unitaria dopo la fusione con SFT</title><description><![CDATA[<p>Numerosa la partecipazione alla prima assemblea territoriale unitaria dei soci de La Trentina dopo la fusione per incorporazione della Società Frutticoltori Trento (Sft). </p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/xxip1kcq/da-sx-zanotelli-simoni-seppi-brochetti-tonina.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/la-trentina-prima-assemblea-territoriale-unitaria-dopo-la-fusione-con-sft" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2500</width><height>1875</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Si è svolta ieri sera, presso lo stabilimento di Romagnano de <strong>La Trentina</strong> (ex sede Sft), la prima assemblea territoriale unitaria dei soci. Un evento di particolare importanza che segna ufficialmente l’avvio della nuova realtà cooperativa nata dalla fusione per incorporazione della Società Frutticoltori Trento. Un appuntamento chiave per rafforzare la coesione e delineare insieme le strategie per il futuro del comparto ortofrutticolo trentino.</p>
<p>La cooperativa, nel nuovo assetto unitario, ha chiuso il 2024 con un fatturato lordo di 50 milioni e attualmente conta 850 soci, 1500 ettari coltivati, 66.000 tonnellate conferite, 25 milioni di liquidato ai soci e 35 milioni di patrimonio netto (dati relativi a mele, pere, kiwi e susine).</p>
<p>“Un percorso di fusione non privo di difficoltà ma che offre grande fiducia per il futuro”, come ricordato in assemblea dal presidente de La Trentina <strong>Rodolfo Brochetti</strong> e dagli ospiti istituzionali, tra cui il presidente della <strong>Federazione Trentina della Cooperazione</strong>, <strong>Roberto Simoni</strong>, e il presidente di <strong>Melinda</strong> e <strong>APOT</strong>, <strong>Ernesto Seppi</strong>, oltre a una nutrita rappresentanza di soci della cooperativa. Tutti hanno espresso gratitudine nei confronti dei soci delle due cooperative per aver dato avvio a questo importante processo di consolidamento. Tra gli encomi speciali, un riconoscimento è stato rivolto a <strong>Cooperfidi</strong> e al suo presidente <strong>Guido Leonardelli</strong>, nonché alla <strong>Provincia Autonoma di Trento</strong>, rappresentata dall’assessore all’agricoltura <strong>Giulia Zanotelli</strong> e dall’assessore alla salute, politiche sociali e cooperazione <strong>Mario Tonina</strong>. Entrambi gli esponenti della Giunta provinciale hanno sottolineato l’importanza di salvaguardare non solo un intero settore, ma soprattutto le attività delle oltre <strong>200 famiglie</strong> coinvolte nella crisi della SFT. In particolare, hanno evidenziato come questo percorso condiviso e di cooperazione possa essere di spunto anche per qualche altro comparto agricolo che in questo momento, anziché muoversi con unità, viaggia diviso.</p>
<p>“Oggi è la prima occasione di incontro ufficiale – ha sottolineato il presidente della Federazione <strong>Roberto Simoni</strong> - dopo la fusione e le previsioni sono già incoraggianti. Un risultato frutto di un percorso costruito con responsabilità e visione di sistema, grazie all’impegno di tutti i soggetti coinvolti. Questo è il momento di consolidare quanto avviato, rafforzando le sinergie per affrontare le sfide del mercato con strumenti più solidi e una strategia condivisa”. </p>
<p> “Il bilancio dei primi mesi di lavoro della nuova La Trentina è certamente incoraggiante, le indicazioni positive fin qui emerse sono motivo di soddisfazione in una fase come questa caratterizzata da una crescente coesione del sistema ortofrutticolo territoriale”, ha dichiarato il presidente di APOT e di Melinda, <strong>Ernesto Seppi</strong>. Che ha aggiunto: “La fusione con SFT, resa possibile anche dal grande lavoro di sistema e dal sostegno continuo e concreto delle istituzioni, ha aperto la strada a un nuovo soggetto più unito e più forte: il successo di questa operazione deve costituire un esempio e un importante stimolo per una maggiore integrazione in tutto il settore agricolo, nella convinzione che solo lavorando insieme si possano affrontare le sfide del presente creando valore per la comunità, il territorio e il mercato”. </p>
<p>Il presidente de La Trentina, <strong>Rodolfo Brochetti</strong>, ha ribadito il valore strategico della fusione, evidenziando come questa operazione rappresenti un’opportunità fondamentale per il futuro: “Oggi celebriamo un passaggio storico per la cooperazione frutticola trentina. Con questa Assemblea unitaria dei soci diamo ufficialmente il via a una nuova fase di sviluppo, fondata su un modello più efficiente, innovativo e in grado di valorizzare al meglio le nostre produzioni. L’unione è la nostra forza e continueremo a lavorare con determinazione per consolidare i risultati ottenuti”. Soddisfazione espressa anche sulla previsione di bilancio: “Questo primo bilancio previsionale ci conforta sulle scelte fatte fino ad oggi. Ci spinge ancor di più a credere che la strada intrapresa sia quella giusta, permettendoci di guardare avanti con fiducia”. </p>
<p><strong>Bilancio previsionale: crescita e attenzione al mercato</strong></p>
<p>Durante l’assemblea sono stati presentati i dati del bilancio previsionale per il 2025, che evidenziano una <strong>crescita attesa del fatturato commerciale di circa il 10%</strong> rispetto all’anno precedente, con un conferimento che nel 2024 ha superato le 58.000 tonnellate. Al contempo, è stata confermata la <strong>strategia di contenimento dei costi</strong>, un elemento fondamentale per rafforzare la competitività della cooperativa in un contesto di mercato sempre più sfidante. </p>
<p>Il direttore generale di Apot <strong>Luca Zaglio </strong>ha evidenziato come le strategie intraprese stiano già portando risultati concreti: “I dati di previsione confermano un trend positivo di consolidamento, grazie al percorso di aggregazione avviato e al lavoro di sistema con APOT. Il focus resta la valorizzazione commerciale del prodotto, ma anche l’efficienza gestionale per garantire la massima sostenibilità economica”. </p>
<p><strong>Verso il futuro: innovazione e cooperazione</strong></p>
<p>La cooperativa ha ribadito il proprio impegno nel rafforzare le collaborazioni all’interno del settore, con l’obiettivo di affrontare con maggiore efficacia le sfide legate alla <strong>sostenibilità</strong>, alla <strong>qualità del</strong> <strong>prodotto</strong> e all’<strong>accesso ai mercati internazionali</strong>. </p>
<p>L’assemblea si è conclusa con un messaggio di fiducia e di forte unità, evidenziando l’importanza di una visione strategica condivisa per garantire un futuro solido e competitivo a La Trentina e a tutti i suoi soci.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Alessandro Girardi - Ufficio Stampa Cooperazione Trentina</author></item><item><guid isPermaLink="false">47d7b94d-c7d9-450c-8257-2c36cad45adc</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/la-trentina-l-anno-della-fusione-si-chiude-con-un-liquidato-migliore-del-previsto</link><title>La Trentina, l’anno della fusione si chiude con un liquidato migliore del previsto</title><description><![CDATA[<p>Nel bilancio 2023/24, presentato al CdA, si evidenzia una remunerazione del conferito superiore alle attese. Il presidente Brochetti: “Soddisfazione per risultati e percorso intrapreso”.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/ok2aaq2m/latrentina.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/la-trentina-l-anno-della-fusione-si-chiude-con-un-liquidato-migliore-del-previsto" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2484</width><height>1862</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>“I risultati raggiunti nel corso della campagna commerciale appaiono certamente soddisfacenti e si inseriscono nel solco di un percorso importante segnato quest’anno dalla fusione con SFT e sviluppato nella direzione del rafforzamento del sistema e dell’impegno costante per la valorizzazione del prodotto”.</p>
<p>Lo ha dichiarato il presidente di Cooperativa La Trentina, Rodolfo Brochetti, commentando i dati del bilancio presentati al CdA.</p>
<p>Nel dettaglio, il fatturato lordo ammonta a 29 milioni, in diminuzione rispetto al dato dello scorso anno (32,8) a causa di un calo della produzione a seguito degli avversi eventi climatici. A spiccare però è soprattutto il liquidato sul conferimento di mele, pere, kiwi e susine che si attesta attorno ai 15,6 milioni in deciso rialzo rispetto alla previsione iniziale (14,2 milioni). Il dato, in aumento sul 2022/23, rappresenta il terzo risultato più alto degli ultimi 8 anni nonché il secondo in termini unitari.</p>
<p>I numeri della campagna, insomma, evidenziano una significativa valorizzazione, ha ricordato il direttore generale Luca Zaglio, e, come tali, costituiscono un viatico incoraggiante per la nuova realtà produttiva. Oltre a garantire un futuro sicuro alle famiglie di produttori coinvolte, l’unione con Società Frutticoltori Trento – che segue un piano di riorganizzazione e miglioramento dei principali indicatori economici e patrimoniali di quest’ultima - consente di aggregare una produzione totale annua di circa 60mila tonnellate di mele e un fatturato complessivo di oltre 50 milioni di euro.</p>
<p>“Il bilancio positivo di La Trentina rappresenta un segnale chiaro della forza e della coesione del sistema ortofrutticolo del territorio”, ha dichiarato il presidente di APOT, Ernesto Seppi. “In questo scenario, la fusione della Cooperativa con SFT, condivisa dalle rispettive basi sociali, costituisce un valido esempio di quella strategia di aggregazione capace di consolidare il ruolo del nostro comparto sul mercato nazionale e internazionale favorendone la capacità di innovazione e il dialogo con le istituzioni”.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Melinda Apot la Trentina</author></item><item><guid isPermaLink="false">1f822286-a1ac-4651-b378-11bcee4ed23d</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/verso-la-fusione-tra-le-coop-villa-maria-e-guardini</link><title>Verso la fusione tra le coop Villa Maria e Guardini</title><description><![CDATA[<p>Dopo il voto dei due Consigli di amministrazione è stato avviato il percorso che porterà le due cooperative sociali a costituire un unico soggetto – Il progetto è già stato presentato ai dipendenti, soci, familiari – Sarà possibile ampliare la filiera dei servizi alla persona che spazierà dall’area minori fino all’età adulta – La situazione finanziaria evidenza due realtà pienamente in salute.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/tjehlu5x/incontro-familiari-24-luglio-2-.jpeg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/verso-la-fusione-tra-le-coop-villa-maria-e-guardini" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2000</width><height>1126</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Dopo un lungo periodo di graduale avvicinamento e di collaborazione i Consigli di amministrazione delle cooperative sociali Amalia Guardini e Villa Maria hanno deliberato di intraprendere il percorso che porta alla fusione delle due realtà.</p>
<p>Entrambe le cooperative ravvisano in questa fase storica, sociale ed economica il momento più favorevole per unire forze, competenze e professionalità. Villa Maria e Guardini sono due realtà da sempre riconosciute dalla Provincia e dai Servizi sociali territoriali per affidabilità e reputazione, sempre capaci di adeguare l’offerta ai mutamenti della società, in particolare nello specifico settore della disabilità. L’analisi della situazione finanziaria evidenzia due realtà pienamente in salute.</p>
<p>Negli ultimi anni le due cooperative hanno avviato con successo varie co-progettazioni: in particolare l’abitare sociale con il progetto <em>Io Abito</em> e l’agricoltura sociale con i progetti <em>Orto San Marco</em> e <em>Mi Coltivo</em>. In molti servizi e attività Villa Maria e Guardini condividono da tempo professionalità, consulenze e amministratori, ma anche volontari, personale e formatori.</p>
<p>Come ha spiegato <strong>Guido Ghersini</strong>, presidente sia di Guardini che di Villa Maria, nei vari incontri promossi con i dipendenti, i soci, i familiari delle due cooperative, l’obiettivo più importante della fusione è l’ampliamento della filiera dei servizi alla persona che, con l’unione, potrà spaziare dall’area minori fino all’età adulta, garantendo interventi sul piano sia assistenziale che sanitario. L’allargamento dei servizi sarà favorito dalla messa in comune degli accreditamenti e delle certificazioni conseguite.</p>
<p>La fusione - ha ricordato <strong>Michele Paissan</strong>, direttore di Guardini, negli incontri con gli stakeholders delle due cooperative - rafforzerà anche l’interlocuzione con la Provincia, le Comunità di Valle e il Comune di Rovereto.</p>
<p>La fusione - ha riferito ai partecipanti agli incontri <strong>Ilaria Bacigalupi</strong>, direttrice di Villa Maria - moltiplicherà le opportunità: tutti i progetti e le sperimentazioni andranno avanti con possibilità di miglioramenti.</p>
<p>Il progetto di unione, che verrà redatto dai due Consigli di amministrazione con il supporto della Federazione, sarà sottoposto nei prossimi mesi alle due assemblee sociali per l’approvazione.</p>
<p>Dalla fusione tra le due realtà nascerà un soggetto che conterà circa 275 dipendenti, 350 soci, 180 volontari e un valore della produzione superiore ai 10 milioni di euro.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Coop Villa Maria e Guardini</author></item><item><guid isPermaLink="false">5edb46ed-e227-449e-821d-840bb8ff8664</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/la-trentina-sft-via-libera-dei-soci-alla-fusione</link><title>La Trentina-SFT, via libera dei soci alla fusione</title><description>Le assemblee dei soci delle due cooperative hanno votato a favore della fusione per incorporazione della Società Frutticoltori Trento all’interno de La Trentina. La soddisfazione dei presidenti Brida e Brochetti e del direttore generale Zaglio: “Un’iniziativa fondata su una visione comune che ci ispira a pensare e ad agire come sistema a tutti i livelli della filiera”</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/c4fpcgti/low-mele-2022-foto-marco-parisi-1-5.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/la-trentina-sft-via-libera-dei-soci-alla-fusione" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1920</width><height>1281</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Via libera all’unione tra Società Frutticoltori Trento (SFT) e Cooperativa La Trentina. Nel corso delle rispettive assemblee odierne, infatti, i soci delle due cooperative <em><strong>hanno approvato il piano di fusione</strong></em> presentato dai CdA. Un’iniziativa, quest’ultima, che nasce in risposta a un contesto certamente non semplice ma che, tuttavia, trova nella scelta dell’aggregazione una soluzione a somma positiva capace di rendere più robusta la filiera.</p>
<p>La fusione permetterà di riunire una produzione totale annua di circa 60mila tonnellate di mele e un fatturato complessivo di oltre 50 milioni di euro.</p>
<p>Il voto delle assemblee segue gli incontri delle scorse settimane organizzati da La Trentina con le proprie basi sociali. Eventi che hanno rappresentato l’opportunità per discutere in modo partecipato e approfondito sia sulla fusione sia, più in generale, sul valore strategico di rafforzare il comparto della frutticoltura locale nel suo complesso. Gli incontri hanno permesso di far emergere l’importanza di puntare sull’allargamento delle realtà produttive come condizione decisiva per raggiungere una maggiore competitività sul mercato. Concetti, peraltro, affrontati e ribaditi anche nel corso dell’evento odierno. Nell’occasione, gli attori coinvolti hanno espresso inoltre il proprio sentito ringraziamento nei confronti della <strong><em>Federazione trentina della cooperazione</em></strong> e della <em><strong>Provincia autonoma di Trento</strong></em> per l’importante ruolo di affiancamento al sistema ortofrutticolo trentino svolto nel corso di questi mesi.</p>
<p>“La nostra è una realtà dinamica e profondamente radicata nel territorio. Grazie all’impegno costante dei nostri soci e al nuovo impulso di questi ultimi mesi, operiamo con l’obiettivo di valorizzare la qualità della produzione”, ha dichiarato il<em><strong> presidente di SFT, Danilo Brida</strong></em>. “La fusione con La Trentina rappresenta una grande occasione che consentirà ad ambedue i soggetti di consolidare la loro struttura industriale in un quadro di mercato impegnativo e in veloce cambiamento”.</p>
<p>Sulla stessa linea anche il<strong><em> presidente di La Trentina, Rodolfo Brochett</em>i</strong>. “Il voto dell’assemblea conferma la fiducia dei soci nella nostra visione strategica finalizzata a tutelare gli interessi dell’intero settore frutticolo provinciale in un’ottica sistemica”, ha dichiarato. “La fusione ci consentirà di condividere numeri più grandi che si tradurranno in una maggiore forza commerciale e in più ampie possibilità di valorizzazione del prodotto”.</p>
<p>A esprimere apprezzamento per la decisione dell’assemblea è anche il <em><strong>direttore generale di Apot Melinda La Trentina, Luca Zaglio</strong>,</em> che ha evidenziato l’importanza della fusione nel quadro delle scelte strategiche del comparto. “Il piano industriale approvato si colloca nel solco di una visione comune che ci ispira sempre di più a pensare come sistema, sviluppando progetti e iniziative di aggregazione a tutti i livelli della filiera”, ha affermato Zaglio. “Grazie a questa fusione potremo rafforzare ulteriormente questa strategia agendo sempre di più come soggetto unitario, cercando di rispondere alle sfide del mercato e del quadro macroeconomico con l’obiettivo di garantire maggiori vantaggi economici per tutti i soci”.</p>
<p><strong>La soddisfazione del presidente Simoni</strong></p>
<p>Il presidente della Cooperazione trentina <strong>Roberto Simoni </strong>esprime la propria soddisfazione per un percorso che alla vigilia appariva niente affatto scontato. “Grazie alla responsabilità e disponibilità di tutti i soggetti coinvolti – in primis i soci – siamo arrivati al momento conclusivo delle assemblee di approvazione. Ringrazio tutti i soggetti che hanno fatto la loro parte, coordinati dalla Federazione, Promocoop trentina spa, Cooperfidi, Apot, e la Provincia autonoma che ha attivato con grande disponibilità gli strumenti a disposizione per favorire le condizioni della fusione.</p>
<p>Non è un punto di arrivo ma di ripartenza, da oggi nasce una grossa realtà imprenditoriale del mondo frutticolo che saprà realizzare gli investimenti e le iniziative richiesti da un mercato internazionale sempre più esigente. E questo è stato reso possibile dall’impegno di un sistema e da una lavoro di squadra”.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Melinda</author></item><item><guid isPermaLink="false">bad6c48c-d0fc-4316-af32-c208293fe988</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/firmato-l-atto-di-fusione-fra-cassa-di-trento-e-novella-e-alta-anaunia</link><title>Firmato l’atto di fusione fra Cassa di Trento e Cassa Rurale Novella e Alta Anaunia</title><description><![CDATA[<p>Nasce la “Banca per il Trentino Alto Adige, Bank für Trentino-Südtirol,  credito cooperativo italiano”, presente in regione con 47 sportelli ed un organico complessivo di 396 collaboratrici e collaboratori.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/zwna3gdj/27122023-cassa-di-trento-firma-atto-di-fusione-2-.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/firmato-l-atto-di-fusione-fra-cassa-di-trento-e-novella-e-alta-anaunia" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>4928</width><height>3264</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Firmato stamattina dai <strong>Presidenti Giorgio Fracalossi </strong>e <strong>Roberto Graziadei</strong>, in presenza del <strong>Notaio Alfredo Dondi</strong>, l’atto di fusione fra Cassa di Trento, Lavis, Mezzocorona, Valle di Cembra e Alta Vallagarina e Cassa Rurale Novella e Alta Anaunia.</p>
<p>Si tratta dell’atto formale che accoglie l’esito espresso dalle due Assemblee Straordinarie tenutesi a Fondo lo scorso 17 novembre e a Trento il 20 novembre, nelle quali i soci delle due Casse avevano espresso il loro consenso al progetto con un’ampissima adesione, in termini percentuali, superiore al 95% dei consensi.</p>
<p>Nasce così un nuovo soggetto nell’ambito del credito cooperativo regionale, che prende il nome di “<strong>Banca per il Trentino-Alto Adige, Bank f</strong><strong>ü</strong><strong>r Trentino-S</strong><strong>ü</strong><strong>dtirol, credito cooperativo italiano</strong>”.</p>
<p>La nuova realtà, prima banca di credito cooperativo a connotazione territoriale regionale -per dimensione- del Gruppo Cassa Centrale Banca, esprimerà la sua presenza su un territorio che si estende da Merano a Rovereto, passando per la valle di Non: un ambito strategico per l’economia regionale, che conta complessivamente 97 Comuni, 500.000 abitanti, oltre 30.000 imprese.</p>
<p>L’accordo odierno ha rappresentato dunque l’atto finale di un processo che nel corso del 2023 ha visto tappe fondamentali, fra cui ricordiamo a marzo la sigla dell’accordo di fusione; fra maggio e giugno la predisposizione del piano industriale e del progetto di fusione; l’8 settembre scorso l’autorizzazione da parte della BCE e -a novembre- la determinante e compatta espressione delle due Assemblee dei Soci.</p>
<p>Un processo che oggi porta a un risultato a suo modo storico per il Credito Cooperativo trentino, e che apre orizzonti importanti per la comunità, come hanno rimarcato il presidente di Cassa di Trento, Giorgio Fracalossi, e il presidente di Cassa Rurale Novella e Alta Anaunia, Roberto Graziadei<strong>:</strong> “l’obiettivo primario del progetto di fusione è quello di mantenere una forte entità operativa a mutualità prevalente in grado di contribuire allo sviluppo economico delle Comunità, consolidando il radicamento territoriale attraverso l’effettivo coinvolgimento dei Soci nella vita della Cassa, garantendo al territorio e al volontariato continuità di sostegno.”</p>
<p>Tale aggregazione permetterà infatti di pervenire a dimensioni che consentiranno migliori economie di scala, maggiore redditività, diversificazione del reddito e del rischio, attraverso una struttura organizzativa ed un sistema dei controlli più efficiente.</p>
<p>La nuova Cassa, diretta dal direttore generale <strong>Gabriele Delmonte,</strong> opererà a partire dal primo gennaio 2024 nelle province di Trento e Bolzano, con 47 sportelli ed un organico complessivo di 396 collaboratrici e collaboratori.<br /><br /></p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio soci e comunicazione Cassa di Trento</author></item><item><guid isPermaLink="false">c444d401-d70e-454d-8dca-c5cd94440e81</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/a-rovereto-e-nata-impronte-fusione-delle-cooperative-il-ponte-e-iter</link><title>A Rovereto è nata “Impronte”. Fusione delle cooperative “Il Ponte” e “Iter”</title><description><![CDATA[<p>Le assemblee straordinarie dei soci hanno espresso voto favorevole al progetto di fusione delle due cooperative sociali.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/gxmbrlox/da-sinistra-fabio-marega-e-serenella-cipriani-jpg.jpeg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/a-rovereto-e-nata-impronte-fusione-delle-cooperative-il-ponte-e-iter" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2000</width><height>1500</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>A Rovereto c’è una nuova cooperativa sociale. E’ “Impronte”, risultato della fusione de “Il Ponte” e “Iter”.</p>
<p>Due esperienze e due storie quarantennali che hanno deciso di unirsi. Il voto favorevole espresso dalle assemblee straordinarie al progetto di unificazione è l’approdo di un percorso intrapreso da una decina di anni dalle due cooperative “alla luce – spiegano i vertici - delle trasformazioni normative, socio-economiche e culturali che hanno contraddistinto il welfare trentino e in particolare le politiche e i servizi per le persone con disabilità”.</p>
<p>Insomma, unire le forze per migliorare l’efficacia organizzativa, per mantenere alta la qualità e la capacità innovativa dei servizi, per rispondere con puntualità di servizio alle attese e ai bisogni di utenti e famiglie, per aumentare l’efficienza organizzativa considerata la sempre maggiore complessità burocratico/ammnistrativa e di gestione del personale.</p>
<p><strong>Perché “Impronte” </strong></p>
<p>“La denominazione di Impronte – spiega il presidente di Iter <strong>Fabio Marega</strong> - è il risultato della combinazione delle singole lettere delle denominazioni Ponte ed Iter. Un nuovo nome che, sostanzialmente, intende manifestare l’entusiasmo di una nuova progettualità, nel rispetto dei valori ad oggi generati dalle due realtà cooperative”.</p>
<p>“Mettere a sistema la contaminazione reciproca di due organizzazioni che hanno dimostrato di saper creare legami significativi con le persone, con le istituzioni e con il territorio – aggiunge <strong>Serenella Cipriani</strong>, presidente de Il Ponte - consente un nuovo slancio per guardare al futuro con maggior capacità di coglierne le opportunità e non solo le incertezze”.</p>
<p><strong>I settori di attività</strong></p>
<p>La cooperativa sociale Impronte si occuperà di bisogni speciali, disabilità e autismi, del benessere e della qualità di vita delle persone. La professionalità si coniugherà con il lavoro sociale e di comunità per generare percorsi che mettano al centro l’inclusione e l’integrazione a sostegno di progetti di vita dove le opportunità e le potenzialità siano motore di benessere per la persona con disabilità, la sua famiglia e la comunità.</p>
<p>Impronte è presente negli Istituti scolastici per affiancare studenti con bisogni educativi speciali, con Mystart progetta percorsi psico-educativi per bambini e ragazzi con bisogni educativi speciali ed autismo, anche in forma domiciliare.</p>
<p>Per le persone adulte con disabilità sono attivi percorsi a supporto del progetto di vita in forma diurna e domiciliare.</p>
<p>Con il laboratorio si propone di dare occupazione giornaliera post scolastica e fino ai 64 anni di età a persone con disabilità e garantire formazione all’apprendimento ai pre-requisiti lavorativi.</p>
<p>Inoltre, con il servizio Io Domani rivolto all’abitare per persone con disabilità si sperimentano nuove modalità per rispondere alla domanda di progetti di vita che sappiano guardare al futuro e all’indipendenza delle persone con disabilità.</p>
<p>Entro la fine dell’anno saranno attivi nuovi servizi rivolti all’inserimento lavorativo e la formazione professionale, con l’apertura di tre attività imprenditoriali a Rovereto che vedranno protagoniste le persone con disabilità, ciò anche seguito anche di stipula di un contratto di rete fra le nostre due cooperative ed un’altra cooperativa sociale già attiva sul territorio di Rovereto (Smart Lab).</p>
<p><strong>I numeri</strong></p>
<p>Impronte è una cooperativa con uno staff di oltre 100 lavoratori e collaboratori, quasi 200 soci, 40 volontari, e rivolgerà la propria attenzione, passione e competenza a oltre 200 persone con disabilità e alle loro famiglie.</p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">6ccde274-3c0b-41bb-973d-30a4179fbe88</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/cassa-rurale-val-di-non-i-soci-hanno-detto-si</link><title>Cassa Rurale Val di Non: i soci hanno detto sì</title><description><![CDATA[<p>Il 56,28% dei 10.514 Soci della Cassa Rurale Val di Non aventi diritto al voto ha partecipato alle Assemblee ordinaria e straordinaria approvando con larga maggioranza il bilancio (98,7% favorevoli del totale voti espressi) e il progetto di fusione con la Cassa Rurale Rotaliana e Giovo (82,63% favorevole del totale voti espressi).</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/2waci1g2/da-sin-sergio-mucchi-mauro-mendini-paolo-segnana-massimo-pinamonti-1-.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/cassa-rurale-val-di-non-i-soci-hanno-detto-si" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>641</width><height>481</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>“La partecipazione così significativa, non scontata e ben oltre alle aspettative, rappresenta un’importante dimostrazione di attaccamento della base sociale alla sua Cassa” dichiara il Presidente della Cassa Rurale Val di Non, <strong>Silvio Mucchi</strong> “un risultato straordinario”, continua Mucchi, “considerata anche l’impossibilità ad organizzare l’evento in presenza a causa delle restrizioni derivanti dall’emergenza sanitaria e la necessità quindi di ricorrere al tramite del rappresentante designato” (il notaio Domenico De Pascale per l’Assemblea Ordinaria e il notaio Andrea De Prisco per l’Assemblea Straordinaria).</p>
<p>L’approvazione del progetto di fusione da parte dei Soci della Cassa incorporanda, la Rurale Rotaliana e Giovo, è stata espressa in occasione dell’assemblea straordinaria di ieri, venerdì 13 maggio con 1679 votanti, sui 3618 soci aventi diritto. Hanno espresso parere favorevole alla  fusione 1521 soci per una percentuale pari al 90,5%.</p>
<p>“Il forte consenso espresso dai soci al piano di fusione da parte di entrambe le compagini sociali è motivo di soddisfazione” come esprime con orgoglio il Presidente Mendini.</p>
<p>“Ulteriore entusiasmo nel portar avanti un progetto che andrà a beneficio della comunità, un segno di approvazione che evidenzia come la Cassa Rurale Val di Non vanti di un’immagine e reputazione elevata che va oltre i confini della nostra valle”, sottolinea con orgoglio il presidente.</p>
<p>Dal primo luglio prossimo, con  l’approvazione già ottenuta da parte della Banca Centrale Europea,  nascerà quindi la <strong>Cassa Rurale Val di Non Rotaliana e Giovo</strong>, una banca che conterà 34 filiali e servirà la popolazione residente in 23 comuni dell’area di competenza della nuova cassa Rurale, considerando solo le aree con sportelli bancari e non le limitrofe.</p>
<p>“Le premesse sono ottime”, sottolinea il direttore generale della Cassa Rurale Val di Non, <strong>Massimo Pinamonti</strong>, che prosegue “A chiusura di un anno di esercizio e di lavoro portato a termine in un contesto economico e sociale non privo di difficoltà, la Cassa Rurale Val di Non si dimostra essere una banca forte che fa la differenza nell’economia della propria comunità, una Cassa ormai fra le più importanti in regione, benchmark di riferimento per il gruppo. E i soci hanno riconosciuto il valore e il lavoro della struttura approvando il bilancio quasi all’unanimità. La gestione attenta del Bilancio, anche con il contenimento di alcuni costi operativi, ha consentito di raggiungere e superare gli obiettivi strategici annuali e pluriennali. L’utile netto ha toccato la cifra record di 12,6 milioni di euro, importo significativo che va a rafforzare ulteriormente il patrimonio (fondi propri, 175 milioni di euro) e a sostenere le associazioni locali e le iniziative a beneficio della comunità. L’indice di solidità della Cassa Rurale (CET1) raggiunge quota 28,7%, valore altamente superiore alla media delle banche italiane (14%). Nell’anno 2021 il totale degli accantonamenti al fondo svalutazione crediti è stato di 7,9 milioni di euro, grazie ai quali l’incidenza del credito deteriorato netto sul totale crediti scende allo 0,53%. “I quasi due miliardi di <strong>raccolta complessiva,</strong> cresciuta del 10,55% rispetto allo scorso anno, sono lo specchio della fiducia che le famiglie ripongono in noi, nella professionalità e vicinanza dei nostri consulenti, affidandoci la gestione dei loro risparmi, scegliendo forme di investimento sempre più evolute e diversificate. Il risparmio gestito è infatti cresciuto del 24%, sfiorando i 600 milioni di Euro, con sempre più portafogli che prediligono questa forma di risparmio rispetto agli investimenti tradizionali”, aggiunge il Direttore generale Massimo Pinamonti. Tale raccolta ha permesso infatti di redistribuire risorse nel tessuto economico locale: i prestiti hanno raggiunto i 780 milioni di euro con un incremento del 6% rispetto al 2021, dato in controtendenza rispetto all’andamento moderato degli ultimi anni.</p>
<p>“I nostri soci e clienti possono trovare nei consulenti della Cassa Rurale Val di Non un riferimento importante e qualificato in ogni campo, affidandosi senza remore, certi di riporre la propria fiducia in persone preparate e vicine alla propria gente, presenti con continuità nella comunità. Anche nel momento in cui la nostra comunità cresce, proprio perché noi cresciamo con la comunità stessa in cui cooperiamo” dichiara il presidente Silvio Mucchi, che continua “È in quest’ottica che si inserisce il progetto di fusione con la Cassa Rurale Rotaliana e Giovo, una Cassa sorella, sana e solida, affine per contesto economico di operatività. Siamo certi che tale unione porti ad un arricchimento reciproco, consentendoci di consolidare ulteriormente la nostra strategia organizzativa, sviluppando sinergie che ci permettono di investire in competenze e professionalità a servizio della comunità”.</p>
<p>I numeri esprimono la solidità che la nuova Cassa potrà garantire a sostegno del territorio. I Fondi propri ammontano a 228 milioni con un indice di affidamento CET1 pari al 28,29%. La raccolta complessiva delle due Casse supera i 2,3 miliardi di euro mentre gli impieghi ammontano a più di un miliardo di euro.</p>
<p>Per quanto riguarda la governance, il Consiglio di Amministrazione non subirà ampliamenti nel numero dei componenti e sarà composto dal Presidente Silvio Mucchi, più otto consiglieri, due dei quali verranno sostituiti cooptando due rappresentanti della Cassa incorporanda, <strong>Mauro Mendini</strong> e <strong>Alessandro Lettieri</strong>, attuali presidente e vicepresidente della Cassa Rurale Rotaliana e Giovo.</p>
<p>La direzione generale è confermata a <strong>Massimo Pinamonti</strong>, mentre il ruolo di vicedirettore sarà assegnato a <strong>Paolo Segnana</strong> l’attuale direttore della Cassa Rurale Rotaliana e Giovo.</p>
<p>Fonte: Cassa Rurale Val di Non</p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">c488e1bb-c5ed-4b93-b7bc-e989d8666d75</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/cassa-di-trento-e-cassa-rurale-alta-vallagarina-e-lizzana-i-soci-approvano-la-fusione</link><title>Cassa di Trento e Cassa Rurale Alta Vallagarina e Lizzana: i soci approvano la fusione</title><description><![CDATA[<p>Le assemblee dei soci svolte con le figure dei Rappresentanti Designati a Trento e a Volano approvano a larghissima maggioranza il progetto di fusione fra la Cassa di Trento e la Cassa Alta Vallagarina e Lizzana.</p>
<p>Oltre 6.763 soci hanno espresso il loro voto, 5.670 per la Cassa del capoluogo e 1.093 in Vallagarina.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/pp4h5afv/assemblea-soci-lavis-marcoparisi-5.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/cassa-di-trento-e-cassa-rurale-alta-vallagarina-e-lizzana-i-soci-approvano-la-fusione" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2790</width><height>1860</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>La fusione tra la Cassa di Trento e quella dell’Alta Vallagarina e Lizzana si farà. Le assemblee straordinarie dei soci che, causa pandemia, si sono espresse tramite le figure del Rappresentante Designato (il notaio Nicoletta Anderloni a Trento, il notaio Rita Fochesato presso la sede sociale di Volano) hanno approvato a larghissima maggioranza il progetto.</p>
<p>Globalmente 6.763 soci hanno espresso il loro voto (per la precisione 5.670 per Cassa di Trento e 1.093 per Cassa Alta Vallagarina e Lizzana) con una quota di favorevoli pari al 89,66% per Trento e al 78,50% per Alta Vallagarina e Lizzana.</p>
<p>Segretario verbalizzante nell’Assemblea di Volano il notaio Silvia Mutschlechner, nell’Assemblea di Trento il notaio Alfredo Dondi.</p>
<p>Il nuovo istituto si chiamerà Cassa di Trento, Lavis, Mezzocorona, Valle di Cembra e Alta Vallagarina, in forma abbreviata “Cassa di Trento”.</p>
<p>La necessità di adeguare il modello organizzativo ai rilevanti cambiamenti economici, normativi e sociali, avvenuti nell’ultimo decennio, è la motivazione che ha determinato l’aggregazione. Si è infatti evoluta la tecnologia digitale, è stata riformata la normativa bancaria, nuovi competitori si sono presentati sul mercato, gravi sono state le crisi finanziarie ed economiche affrontate, a cui si è aggiunta anche la pandemia. “Lo facciamo adesso perché dobbiamo precorrere i tempi, ma – assicura il presidente di Cassa di Trento Giorgio Fracalossi – se i modelli organizzativi evolvono, i valori di riferimento rimangono gli stessi”.</p>
<p>“La fusione di due banche sane – ha sostenuto il presidente di Cassa Rurale Alta Vallagarina e Lizzana Adriano Orsi – è una grande opportunità. Porterà ulteriori risorse per affrontare nuovi investimenti, che andranno tutti a servizio delle esigenze di soci e clientela”.</p>
<p>L’obiettivo della fusione è quello di costruire una nuova Cassa Rurale ancora più solida, efficiente e competitiva, oltre che di valorizzare la relazione commerciale, la trasparenza e la fiducia. In un vasto territorio caratterizzato da quasi 200.000 residenti, 16.000 imprese e dall’incontro delle due città del Trentino, inserite nel comune territorio agricolo solcato dallo stesso fiume, saranno possibili migliori economie di scala per garantire adeguato sostegno finanziario alle economie locali.</p>
<p>“Una banca più grande potrà continuare a sostenere lo sviluppo del tessuto economico locale, promuovere la crescita, consolidare il legame con il territorio ed intensificare i vantaggi per la base sociale – aggiunge Giorgio Fracalossi-. Con la Capogruppo Cassa Centrale Banca siamo un grande operatore bancario con una presenza capillare in tutta Italia, con banche locali ben radicate nei diversi territori”.</p>
<p>I numeri della nuova Cassa Rurale</p>
<p>I dati principali delle due realtà bancarie unite sono stati illustrati dai direttori generali Giorgio Bagozzi (Cassa di Trento) e Michele Goller (Cassa Rurale Alta Vallagarina e Lizzana).</p>
<p>“La nuova Cassa – ha affermato Bagozzi - si posizionerà in ‘Classe 1’, la migliore, nella classifica di valutazione dei rischi.</p>
<p>La nuova banca avrà oltre 6,6 miliardi di mezzi amministrati, 376 collaboratori, 48 filiali, 110.000 clienti e oltre 29mila soci. Sarà la seconda per dimensione nel gruppo nazionale di Cassa Centrale Banca”.</p>
<p>Unendo le due Casse, risulta una raccolta complessiva di oltre 4,70 miliardi e 1,9 miliardi di prestiti.</p>
<p>Una Cassa solida.</p>
<p>“La banca sarà particolarmente solida avendo un patrimonio di 288 milioni e un Total capital ratio pari al 21,7% (la soglia minima prevista dalla Bce è dell’10,50%)” ha spiegato Goller.</p>
<p>A partire dalla data della fusione e per un periodo transitorio il Consiglio di Amministrazione sarà composto da 13 consiglieri, incluso il Presidente, di cui 3 saranno riservati al territorio dell’attuale Cassa Rurale Alta Vallagarina e Lizzana. Analogo processo per il collegio sindacale che sarà allargato a 5 componenti di cui 2 espressione Cassa Rurale Alta Vallagarina e Lizzana.</p>
<p>La disciplina transitoria sulla composizione del CdA consentirà di raggiungere il numero di 8 amministratori più il presidente nell’Assemblea convocata per l’approvazione del bilancio relativo all’’esercizio del 2025.</p>
<p>La nuova Cassa di Trento sarà legalmente costituita con il primo aprile, mentre la fusione “tecnica” dei due istituti è prevista per l’11 aprile. L’impatto operativo per la clientela dell’Alta Vallagarina e Lizzana (cassa incorporata) sarà contenuto e la struttura sta già lavorando per ridurre al minimo eventuali problematiche tecniche e procedurali. Alla clientela saranno inviate comunicazioni informative specifiche nelle prossime settimane.</p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">c497741e-a166-4b78-9919-172ae3699d18</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/la-trentina-firmato-l-atto-di-fusione-per-la-nascita-di-una-cooperativa-unica</link><title>La Trentina: firmato l'atto di fusione per la nascita di una cooperativa unica</title><description><![CDATA[<p>Dal 1° febbraio La Trentina è a tutti gli effetti un’unica Cooperativa con 700 soci rappresentati. Si rafforza l’alleanza strategica con Melinda.</p>
<p>Stamani in una conferenza stampa presso la Federazione trentina della Cooperazione sono stati illustrati i dettagli dell’operazione.</p>
<p>Rodolfo Brochetti (la Trentina): adesso il sistema è più unito e competitivo. Ernesto Seppi (Melinda): un risultato positivo per l’intero comparto. Roberto Simoni (Cooptrentina): importanti prospettive per la frutticoltura trentina. Michele Odorizzi (ex presidente Melinda): un primo passo per presentarci sul mercato come un territorio unito.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/rp0f4iri/intervento-roberto-simoni-presidente-cooperazione-trentina.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/la-trentina-firmato-l-atto-di-fusione-per-la-nascita-di-una-cooperativa-unica" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>4928</width><height>3280</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Dal 1° febbraio, a seguito della firma davanti alla Notaio Eliana Morandi da parte dei cinque Presidenti delle Cooperative coinvolte<strong>, è ufficiale l’atto di fusione tra le</strong> <strong>Cooperative Socie del Consorzio La Trentina in un unico organismo centralizzato. </strong>Il nuovo assetto cooperativo unirà la <strong>Cooperativa Valli del Sarca, la Cooperativa 5 Comuni, la Cooperativa Casa</strong>, la <strong>Cooperativa Cofav</strong> e la <strong>Cooperativa La Trentina.</strong></p>
<p><strong>La fusione </strong>tra i soci delle Cooperative de La Trentina<strong> rappresenta una tappa fondamentale </strong>di questo percorso, <strong>finalizzato ad una maggiore efficienza e snellezza operativa a beneficio di tutti soci, oggi a quota 700</strong>. Il piano di sviluppo si focalizza su molti fondamenti strategici, in parte già in atto da due anni, come l’efficienza dei costi, tramite le sinergie tra Melinda e La Trentina, la commercializzazione e il marketing centralizzati, la qualità del prodotto e l’ammodernamento del mix varietale.</p>
<p>L’operazione è avvenuta come conseguenza naturale di una strategia di gestione mirata e specifica dove <strong>l’alleanza con il Consorzio Melinda, e il coordinamento di APOT - Associazione Produttori Ortofrutticoli Trentini, hanno confermato di essere la scelta vincente.</strong> È dal 2017, infatti, che le principali organizzazioni di produttori sul territorio hanno iniziato a lavorare in sinergia mettendo a valore i propri punti di forza per aprirsi a nuove opportunità di crescita attraverso un sodalizio che si è rivelato non solo funzionale a livello tattico e commerciale, ma anche economicamente proficuo. </p>
<p>Come sottolineato nel corso delle trattative di questi ultimi mesi, <strong>l</strong><strong>o scopo primario dell’organismo centralizzato sarà quello di </strong><strong>migliorare il posizionamento de La Trentina con l’obiettivo di stabilizzare il valore del liquidato.</strong> L’ottimizzazione attenta dei costi inciderà, quindi, sull’innalzamento della qualità produttiva, consentendo di raggiungere risultati commerciali che permettano di garantire un livello di remunerazione soddisfacente del prodotto conferito dai soci. I benefici potranno giovare agli agricoltori soprattutto in stagioni come quella in corso, caratterizzata da situazioni produttive non ideali e, dunque, più difficile rispetto alle precedenti.</p>
<p><strong>Roberto Simoni</strong>, presidente della Cooperazione trentina: <em>«</em><em>un plauso a tutte le persone che hanno lavorato fattivamente in questo percorso che si chiude, non facile, e che apre una prospettiva importantissima per il mondo frutticolo trentino</em><em>»</em><em>.</em></p>
<p><strong>Ernesto Seppi</strong>, neo presidente di Melinda: <em>«u</em><em>n risultato positivo per l’intero comparto dell’ortofrutta perché ci renderà molto più competitivi sul mercato con una offerta più variegata</em><em>»</em><em>.</em></p>
<p>Per <strong>Michele Odorizzi,</strong> già presidente di Melinda e vicepresidente della Federazione, «<em>si completa un lungo percorso nel tempo che ha portato dei risultati concreti. Oggi la Trentina è realtà che si approccia al mercato insieme a Melinda con una prospettiva davvero interessante. Mi auguro </em>– ha proseguito<em> - che sia un primo passo all’interno del mondo trentino per riuscire veramente a presentarci sul mercato come un territorio davvero unito</em><em>»</em>.</p>
<p><strong>Rodolfo Brochetti, </strong>presidente del Consorzio La Trentina<strong>:</strong> «<em>sicuramente questo risultato importante e determinante per il futuro delle nostre Cooperative lo dobbiamo al costante dialogo e confronto tra i soci, che ha consentito di raggiungere un consenso unanime. </em><em>Questa tappa sancisce quindi un traguardo significativo non solo per la nostra realtà ma anche per tutto il sistema frutticolo trentino che si presenterà ancora più unito e stabile in un mercato altamente competitivo</em><em>».</em></p>
<p><strong>Le prospettive di business</strong></p>
<p>«<em>Ci troviamo di fronte ad un’evoluzione importante per La Trentina. Presentarsi sul mercato come realtà unica e coesa permetterà, infatti, alla nuova cooperativa una gestione più semplice ed efficace del proprio business, anche nell’ottica di una collaborazione sempre più stretta e proficua con il Consorzio Melinda</em><em>»</em><em> ha</em> sottolineato<strong> Paolo Gerevini</strong>, direttore generale del Consorzio Melinda e La Trentina.</p>
<p>In un mercato europeo delle mele ormai saturo, dove l’offerta supera la domanda – ha proseguito Gerevini – è fondamentale ottenere la massima efficienza e varietà performanti. La sinergia tra Melinda e la Trentina ha già dato risultati importanti sotto il profilo dell’efficienza e razionalizzazione dei costi, ora occorre centralizzare la gestione dei reparti chiave».</p>
<p><strong>Una targa ricordo per i cinque presidenti delle cooperative aderenti a la Trentina</strong></p>
<p>Il contesto ufficiale della firma dei cinque Presidenti - <strong>Rodolfo Brochetti (</strong>la Trentina),<strong> Michele Roncador </strong>(cooperativa Casa)<strong>, Luca Tomaselli </strong>(Cofav)<strong>, Alessandro Toccoli </strong>(Valli del Sarca), <strong>Ciro Devigili</strong> (5 Comuni) – è stata anche l’occasione della consegna da parte di <strong>Ennio Magnani</strong>, Presidente di APOT, di cinque targhe celebrative come riconoscimento dell’impegno di ciascuno per aver contribuito con passione e dedizione al raggiungimento di un traguardo così importante per la frutticoltura trentina. <em>«Un Trentino unito ha più peso </em>– ha chiosato Magnani<em> – il merito va agli amministratori delle cooperative che hanno capito l’esigenza di percorrere questa strada».</em></p>
<p><a href="http://www.latrentina.it">www.latrentina.it</a></p>
<p><strong>La Trentina</strong></p>
<p>Il Consorzio La Trentina ha sede a Trento e annovera oggi 700 soci, distribuiti in cinque valli trentine, con una produzione media di 60.000 tonnellate di frutta per 1.300 ettari coltivati e un fatturato di medio di 35 milioni di euro. L’azienda è oggi il quarto polo a livello nazionale nella produzione di mele (le più conosciute sono Golden Delicious, Granny Smith, Gala, Red Delicious e Fuji) e si propone come importante player nella coltivazione di altra frutta e ortaggi, come kiwi, susine, patate e asparagi. </p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">4837f5cc-5163-450f-a2b8-b6ea943cf539</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/la-trentina-via-ufficiale-al-percorso-di-fusione-tra-le-cooperative-socie</link><title>La Trentina: via ufficiale al percorso di fusione tra le cooperative socie</title><description><![CDATA[<p>I soci delle cooperative de La Trentina, in assemblea questa settimana, hanno condiviso e aderito al programma triennale di avvicinamento e di fusione. Brochetti: “La realizzazione di questo progetto è molto importante per tutti e impatta su tutta la nostra economia; lo scopo primario di un organismo centralizzato è quello di migliorare il nostro posizionamento, per cercare di stabilizzare il valore del liquidato”.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/d0vbgwc3/rodolfo-brochetti-presidente-la-trentina.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/la-trentina-via-ufficiale-al-percorso-di-fusione-tra-le-cooperative-socie" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1417</width><height>2520</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>È partito il percorso di fusione delle 5 Cooperative Socie del Consorzio La Trentina in un unico organismo centralizzato, progetto triennale annunciato la scorsa primavera. A dare il via a questo percorso è stata l’assemblea dei soci della Cooperativa Valli del Sarca, dove è stato ampiamente approfondito il piano di lavoro futuro, che intersecherà gli obiettivi in funzione del nuovo assetto cooperativo.</p>
<p>Come per la Cooperativa Valli del Sarca, dove l’assenso da parte dei soci è stato unanime, hanno condiviso in assemblea il piano di aggregazione anche la Cooperativa 5 Comuni e la Cooperativa Casa. Venerdì sera toccherà invece all’assemblea della Cooperative Cofav e della Cooperativa La Trentina.</p>
<p>Al termine delle consultazioni, si concluderà dunque la fase preparatoria e organizzativa, per entrare nel vivo dell’attuazione concreta del piano di aggregazione.</p>
<p>In occasione delle assemblee, sono stati costituiti dei “Comitati Territoriali” per poter dare la possibilità ai soci di una determinata zona di nominare rappresentati, cosa altrimenti molto difficile considerata l’ampiezza del territorio della futura cooperativa. I futuri amministratori hanno potuto così conoscersi e acquisire competenze sull’organizzazione della nuova cooperativa. </p>
<p>Pertanto, i candidati amministratori de La Trentina, nel nuovo assetto gestionale, verranno scelti tra i membri dei “Comitati Territoriali”, una volta concluse le assemblee di tutte e cinque le cooperative.</p>
<p>La trasformazione è sentita come un passo molto importante, ma è avvenuta come conseguenza naturale di una strategia di gestione mirata e specifica, dove l’alleanza con il Consorzio Melinda si è confermata essere la scelta vincente. È dal 2017 infatti che La Trentina e Melinda hanno iniziato a lavorare in sinergia mettendo a valore i propri punti di forza per aprirsi a nuove opportunità di crescita, attraverso un sodalizio che si è rivelato non solo funzionale a livello tattico e commerciale, ma anche economicamente proficuo.  </p>
<p><em>“</em><em>Auspico che questo sia il primo passo verso il coinvolgimento di tutti i soci - </em>dichiara il Presidente de La Trentina, <strong>Rodolfo Brochetti</strong> (nella foto) - <em>L</em><em>o scopo primario di un organismo centralizzato, così come lo abbiamo studiato e concepito nel corso di questi ultimi anni soprattutto grazie al dialogo tra soci, è quello di </em><em>migliorare il nostro posizionamento, per cercare di stabilizzare il valore del liquidato. L’ottimizzazione attenta dei costi significa poter concentrare i nostri sforzi sull’innalzamento della qualità produttiva e così poter raggiungere obiettivi commerciali più soddisfacenti e remunerativi”.  </em></p>
<p>Come da unanime condivisione avvenuta tramite precedenti assemblee zonali, il piano industriale 2021-2023 ha come primo obiettivo la stabilità del reddito dei soci produttori, per far fronte ad un mercato melicolo nazionale ed europeo sempre più competitivo.</p>
<p>Le novità previste sono molte e riguardano una miglior gestione dell’organico e la centralizzazione di alcuni reparti. Un organigramma gestionale rinnovato incontrerà periodicamente tutti i soci produttori (per agevolare il dialogo con la base sociale, ad esempio, è stata creata una App specifica); oltre a questo, al centro del nuovo progetto ci sarà la qualità del prodotto e l’ammodernamento del mix varietale. </p>
<p><em>“Il prossimo passo sarà lavorare cercando di sviluppare dialogo e trasparenza, affinché questo nuovo sistema organizzativo possa diventare la leva principale della nostra crescita - </em>conclude Brochetti.</p>
<p>Il Consorzio La Trentina ha sede a Trento e annovera 1.000 soci, distribuiti in cinque cooperative e cinque valli trentine, con una produzione media di 60.000 tonnellate di frutta per 1.300 ettari coltivati e un fatturato di medio di 35 milioni di euro. L’azienda è oggi il quarto polo a livello nazionale nella produzione di mele (le più conosciute sono Golden Delicious, Granny Smith, Gala, Red Delicious e Fuji) e si propone come importante player nella coltivazione di altra frutta e ortaggi, come kiwi, susine, patate e asparagi. <br /><br />Fonte: Ufficio Stampa La Trentina</p>]]></encoded></item></channel></rss>