<rss version="2.0"><channel xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"><title>News</title><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/rss/news?categoria=formaggi</link><description>Notizie, storie e interviste per raccontare il movimento cooperativo e per approfondire i temi che coinvolgono il nostro mondo.</description><lastBuildDate>Wed, 29 Apr 2026 00:09:14 +0200</lastBuildDate><atom:link href="https://www.cooperazionetrentina.it/it/rss/news" rel="self"><type>application/rss+xml</type></atom:link><item><guid isPermaLink="false">aae0fccc-497e-4ab6-b2e1-412eabffbcfd</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/dalla-malga-alla-tavola-storie-di-latte-e-formaggi-trentini</link><title>Dalla malga alla tavola: storie di latte e formaggi trentini</title><description /><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/w4teaedx/talk-autumnus-formaggi.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/dalla-malga-alla-tavola-storie-di-latte-e-formaggi-trentini" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>3024</width><height>2511</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[L’allevamento in montagna è prima di tutto una scelta di vita. Non si tratta soltanto di produrre latte o formaggi, ma di vivere 365 giorni all’anno accanto agli animali, affrontando la fatica e i sacrifici che questo mestiere comporta. È emersa con forza questa dimensione umana durante l’incontro “Dalla malga alla tavola: storie di latte e formaggi trentini”, ospitato ad Autumnus 2025.<br /><br /><strong>La passione che diventa lavoro</strong><br /><br /><strong>Lorenzo Elmetti</strong>, allevatore in Val di Rabbi (Malga Villar Alta in estate), ha raccontato il legame profondo che si crea con le vacche: non numeri in una stalla, ma compagne di vita, riconosciute e chiamate per nome. Un rapporto che, oltre a rendere unico il mestiere, si riflette anche sulla qualità dei prodotti: “Quando gli animali stanno bene – ha ricordato – il latte è migliore e il formaggio che ne deriva ha un valore aggiunto. È un lavoro duro, ma che si fa solo con passione. Perché se fosse solo per reddito, non basterebbe mai”.<br /><br /><strong>La qualità certificata di una filiera cooperativa</strong><br /><br />Alla testimonianza personale si è affiancata quella tecnica di <strong>Alessandro Vanzo</strong>, del Concast – Gruppo Formaggi del Trentino. Ha spiegato come la filiera lattiero-casearia trentina si basi su regole severe e controlli costanti: “Ogni allevatore è sottoposto a verifiche periodiche, sia in stalla che attraverso analisi sul latte e sui formaggi. L’obiettivo è garantire standard elevati, perché da un latte di qualità non può che nascere un formaggio di qualità”.<br /><br />Concast raccoglie e coordina il lavoro di 13 caseifici cooperativi e oltre 600 allevatori, trasformando il latte in prodotti che raccontano il territorio: dal Trentingrana al burro premiato dal Gambero Rosso, fino a formaggi freschi e stagionati che mantengono l’impronta artigianale pur all’interno di un’organizzazione moderna.<br /><br /><strong>Giovani, innovazione e futuro</strong><br /><br />Il tema del futuro è emerso con forza. Elmetti ha sottolineato come servano strumenti concreti per sostenere i giovani che vogliono intraprendere questo mestiere: “Non basta la passione, serve anche la sicurezza di poter contare su condizioni che rendano sostenibile l’impegno. Altrimenti molte realtà rischiano di non avere continuità”.<br /><br />Vanzo ha aggiunto che oggi anche negli allevamenti e nei caseifici l’innovazione tecnologica sta cambiando il lavoro quotidiano, dai robot di mungitura ai sistemi automatizzati per l’alimentazione, fino a impianti moderni che garantiscono igiene e sicurezza senza perdere il carattere artigianale dei formaggi trentini.<br /><br /><strong>Un presidio per il territorio</strong><br /><br />Oltre al valore economico, l’allevamento in montagna ha un ruolo decisivo per la manutenzione del paesaggio. “Se vediamo prati e pascoli curati – è stato ricordato – è grazie agli allevatori. Senza di loro, molti territori sarebbero abbandonati al bosco e perderebbero quell’equilibrio che oggi li rende così unici”.<br /><br />L’incontro si è chiuso con un invito al pubblico: sostenere con le proprie scelte d’acquisto i prodotti delle cooperative trentine. Perché, come ha ricordato Vanzo, “comprare un formaggio del nostro territorio significa non solo premiare la qualità, ma anche difendere una tradizione, un paesaggio e il lavoro quotidiano di centinaia di famiglie”.<br /><br /><br /><br /><br />]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Alessandro Girardi</author></item><item><guid isPermaLink="false">2fb02864-e231-489a-9a84-1f848fa2a8d7</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/sicurezza-alimentare-dei-formaggi-a-latte-crudo-firmato-il-protocollo-d-intesa-tra-provincia-e-cooperazione-trentina</link><title>Sicurezza alimentare dei formaggi a latte crudo: firmato il protocollo d’intesa tra Provincia e Cooperazione Trentina</title><description><![CDATA[Rafforzare le misure di sicurezza alimentare nel settore lattiero-caseario, garantire la massima tutela per i consumatori e valorizzare le eccellenze trentine.<span> </span>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/5linf1kj/da-sinistra-tonina-zanotelli-simoni.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/sicurezza-alimentare-dei-formaggi-a-latte-crudo-firmato-il-protocollo-d-intesa-tra-provincia-e-cooperazione-trentina" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1170</width><height>780</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Con questi obiettivi la Provincia autonoma di Trento e la Federazione Trentina della Cooperazione hanno sottoscritto oggi un protocollo d’intesa sulla sicurezza alimentare dei formaggi a latte crudo. Il documento, approvato dalla Giunta provinciale lo scorso 24 gennaio, segna un passo importante nella collaborazione tra istituzioni e comparto cooperativo per consolidare le buone pratiche esistenti e avviare nuove azioni di sensibilizzazione e controllo.</p>
<p>Alla firma del protocollo erano presenti l’assessore provinciale alla salute, politiche sociali e cooperazione Mario Tonina, l’assessore all’agricoltura, promozione dei prodotti trentini, ambiente, difesa idrogeologica e enti locali, foreste, caccia e pesca Giulia Zanotelli e il presidente della Federazione Trentina della Cooperazione Roberto Simoni.</p>
<p>"Con questo protocollo vogliamo garantire la massima sicurezza alimentare ai consumatori e sostenere i produttori trentini che lavorano con qualità e scrupolosità - le parole dell’assessore Tonina - . Il Trentino si è sempre distinto per gli elevati standard di controllo, grazie anche all’impegno dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari; questo documento conferma la nostra attenzione al settore e rafforza la sinergia con il mondo della cooperazione trentina a tutela di produttori e consumatori. Importante sarà anche il lavoro di valorizzazione e informazione, attraverso campagne dedicate, per accrescere la consapevolezza sull’uso corretto di questi formaggi, specialmente per le categorie più vulnerabili."</p>
<p>L’assessore Zanotelli ha sottolineato l’importanza di proseguire con azioni concrete su tutta la filiera: "La firma del protocollo non fa altro che confermare l’attenzione dimostrata dalla giunta provinciale nei confronti del settore, che si è sempre manifestata anche con un aiuto concreto per le analisi sul latte, sui prodotti derivati e sugli elementi per il bestiame - le parole di Zanotelli -. Già nella scorsa legislatura avevamo inoltre avviato campagne di informazione per turisti e residenti sul consumo consapevole di latte crudo, in particolare per bambini e donne in gravidanza. Oggi rafforziamo questo impegno con la Cooperazione Trentina, perché la sicurezza deve essere garantita in ogni fase della produzione e distribuzione. Il nostro obiettivo è preservare le produzioni tipiche dell’alpeggio, comunicando in modo chiaro e responsabile le indicazioni per un consumo corretto e sicuro. Il protocollo è solo una prima tappa di un percorso volto a rafforzare l’attenzione complessiva su questo tema, non solo sul latte conferito al mondo cooperativo ma anche su tutto il latte prodotto dagli agricoltori trentini e conferito ad aziende private” ha concluso Zanotelli.</p>
<p>Il presidente della Federazione Trentina della Cooperazione, Roberto Simoni, ha espresso soddisfazione per il protocollo, evidenziandone il valore per tutto il comparto: "Questo protocollo è un passo concreto per rafforzare la sicurezza alimentare e dare un futuro solido e virtuoso al settore zootecnico trentino - le sue parole -. Negli ultimi mesi alcuni episodi hanno messo sotto pressione la reputazione dell’intera filiera, e non possiamo permetterci che accada di nuovo. In tal senso, formazione e informazione diventano fondamentali per tutelare i consumatori, specie quelli più fragili, ma anche per chi produce con fatica i nostri prodotti. Continueremo a lavorare con impegno affinché le nostre produzioni di qualità siano sempre sinonimo di eccellenza e affidabilità”.</p>
<p>Il protocollo prevede misure di controllo rafforzate, campagne di informazione per i consumatori, formazione per gli operatori del settore e un impegno condiviso per l’etichettatura chiara dei prodotti a latte crudo, con l’indicazione delle categorie di persone per le quali il consumo è sconsigliato. Un Comitato Tecnico Congiunto monitorerà l’applicazione delle misure e promuoverà ulteriori interventi per garantire la sicurezza alimentare e la valorizzazione delle produzioni lattiero-casearie trentine.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Provincia Autonoma di Trento</author></item><item><guid isPermaLink="false">f23772f2-0d7c-41b1-b07f-5967195bfa52</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/settore-lattiero-caseario-cooperativo-trentino-una-strategia-per-il-futuro-della-filiera</link><title>Settore lattiero-caseario cooperativo trentino: una strategia per il futuro della filiera</title><description>Presentato uno studio dettagliato sullo stato della zootecnia trentina e sulla filiera del latte, con proposte per rilanciare il settore. Obiettivo: valorizzare i prodotti, migliorare le vendite e rafforzare la sostenibilità di questo fondamentale comparto.</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/4v1d5sgx/al-via-uno-studio-di-fattibilita-coordinato-da-alleanza-cooperative-per-trasformazioni-alternative-latte.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/settore-lattiero-caseario-cooperativo-trentino-una-strategia-per-il-futuro-della-filiera" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1500</width><height>1000</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<div data-ogsc="rgb(23, 78, 134)">Si sono tenuti venerdì 27 dicembre i consigli di amministrazione di CONCAST, Latte Trento e Federazione Provinciale Allevatori. In questa occasione è stata presentata l’<strong>analisi del nostro settore lattiero caseario </strong><strong>cooperativo</strong> commissionata da Federazione Trentina della Cooperazione e CONCAST alla società di consulenza Gabrielli &amp; Partners.<br /><br /></div>
<div data-ogsc="rgb(0, 0, 0)">Si è trattato di un primo importante passo per <strong>condividere innanzitutto dati oggettivi, per comparare la situazione trentina con i principali riferimenti di mercato, per comprendere punti di forza e ambiti di miglioramento</strong> per un settore che deve ritrovare unità di intenti per rilanciare la propria competitività. Obiettivi comuni: aumentare la remunerazione a favore delle aziende agricole, ottimizzare i processi produttivi assicurando massima sicurezza sanitaria, migliorare il ciclo finanziario per assicurare pagamenti più tempestivi.<br /><br /></div>
<div data-ogsc="rgb(0, 0, 0)">Dopo questa prima presentazione i Consigli di Amministrazione di CONCAST e Latte Trento, insieme ai Caseifici che vorranno approfondire il contenuto del lavoro, saranno chiamati a fornire spunti e riflessioni utili a perfezionare, correggere, integrare lo studio per sviluppare, in modo condiviso, un piano industriale finalizzato a tradurre in azioni puntuali le proposte individuate nel documento presentato oggi.</div>
<div data-ogsc="rgb(0, 0, 0)">“<em>La situazione attuale </em>- ha sottolineato <strong>Roberto Simoni</strong>, presidente della Federazione Trentina della Cooperazione - <em>richiede un cambio di prospettiva.</em> <em>I dati raccolti ci suggeriscono una strada da percorrere per valorizzare un mondo fatto di persone che lavorano con dedizione quotidiana. Questo studio vuole offrire strumenti concreti per migliorare il settore, creando le condizioni per remunerare in modo corretto il lavoro di centinaia di allevatori che contribuiscono in maniera determinante a mantenere viva la nostra montagna e curato il paesaggio</em>”.<br /><br /></div>
<div data-ogsc="rgb(0, 0, 0)"><em>“Abbiamo seguito con grande attenzione l’illustrazione dello studio da parte della Federazione e dei consulenti incaricati</em> - ha affermato il presidente di CONCAST <strong>Stefano Albasini</strong> - <em>e condiviso l’importanza di lavorare insieme per migliorare la remunerazione a favore delle aziende agricole. Gli stimoli forniti sono stati numerosi, riferiti sia alla valorizzazione dei prodotti della nostra filiera che alla riorganizzazione e razionalizzazione dei processi produttivi. Centrale risulterà la volontà dei nostri soci di credere in questo progetto, accettando una visione realmente unitaria”.<br /><br /></em></div>
<div data-ogsc="rgb(0, 0, 0)">È stato presentato lo studio anche nel cda di Latte Trento che, attraverso la recente lettera di recesso dal consorzio, ha stimolato la necessità di dare vita a questo approfondimento. <em>“La presentazione, utile per affrontare una situazione di difficoltà da noi più volte segnalata </em>– ha dichiarato <strong>Renato Costa</strong>, presidente di Latte Trento <em>–, ci ha permesso di sottolineare alcuni aspetti che a nostro giudizio possono essere ulteriormente approfonditi.</em> <em>Per questo abbiamo fissato un ulteriore momento di lavoro con i consulenti dedicati. In particolare, la volontà è di lavorare su alcuni aspetti che riguardano i costi di produzione che oggi gravano sul liquidato ai soci e che, a nostro giudizio, possono essere razionalizzati. L’impegno è quello di ritrovarsi tra qualche settimana per verificare il progetto definitivo, a valle del confronto con tutti i soci del consorzio”.<br /><br /></em></div>
<div data-ogsc="rgb(0, 0, 0)">A chiudere la giornata, l’incontro con il consiglio di amministrazione della Federazione Provinciale  Allevatori, con l’intervento del presidente <strong>Giacomo Broch</strong>:<em> “Questo progetto, che condivido nelle sue linee principali, offre una chiara e sfidante visione del futuro e necessita ora di una piena condivisione da parte di tutti i soggetti coinvolti. Tra i dati presentati colpisce il tema del rinnovo delle stalle che, in molti casi, non hanno subito alcun intervento negli ultimi 24 anni. Serve un forte coinvolgimento della politica provinciale su questo settore: dove una stalla chiude, quasi certamente, non riaprirà più”.<br /><br /></em></div>
<div data-ogsc="rgb(0, 0, 0)"><strong>Lo stato attuale e i trend emergenti</strong></div>
<div data-ogsc="rgb(0, 0, 0)">In collaborazione con la Federazione Provinciale Allevatori sono stati raccolti importanti dati sullo stato attuale dell’allevamento trentino, caratterizzato da una <strong>predominanza di piccole aziende</strong> con una media di 31 capi per stalla, riflettendo una frammentazione che è ad un tempo opportunità per preservare identità e distintività territoriale ma anche grande sfida per assicurare sostenibilità economica.</div>
<div data-ogsc="rgb(0, 0, 0)">Quasi la metà delle stalle non è stata ristrutturata da oltre 24 anni, evidenziando la necessità di investire in infrastrutture più moderne e funzionali per garantire produttività a lungo termine. Il 21% degli allevatori ha meno di 32 anni e la maggioranza dei soci (64%) è concentrata in un’età che va dai 33 ai 62 anni. <strong>Si prevede che la quasi totalità delle aziende porterà avanti l’attività per almeno altri cinque anni</strong>. Questa proiezione nei numeri offre una base sufficientemente solida, ma evidenzia contemporaneamente il bisogno di attrarre nuove generazioni e di investire in formazione.<br /><br /></div>
<div data-ogsc="rgb(0, 0, 0)"><strong>Obiettivi e strategie per il rilancio</strong></div>
<div data-ogsc="rgb(0, 0, 0)">Il mandato affidato alla società di consulenza è stato quindi quello di individuare azioni in grado di <strong>aumentare la liquidazione a favore degli allevatori, </strong>garantendo una maggiore remunerazione per ogni litro di latte conferito.</div>
<div data-ogsc="rgb(0, 0, 0)">Per raggiungere questo obiettivo, il piano prevede interventi precisi, tra cui:</div>
<ul>
<li data-ogsc="rgb(0, 0, 0)"><strong>rafforzamento del ruolo del Consorzio e del vincolo di appartenenza ad esso da parte dei soci: </strong>CONCAST sarà chiamato a garantire liquidazioni adeguate e pagamenti tempestivi ma nel contempo dovrà poter contare su quantitativi certi di materia prima da lavorare.</li>
<li data-ogsc="rgb(0, 0, 0)"><strong>Riassetto organizzativo del Consorzio</strong>, attraverso la costituzione di una società ad hoc per assorbire la componente “servizi” ed il rafforzamento delle funzioni connesse al marketing.</li>
<li data-ogsc="rgb(0, 0, 0)"><strong>Massima attenzione alla qualità e alla sicurezza alimentare</strong>: protocolli rigorosi dovranno essere rispettati da tutti i soci.</li>
<li data-ogsc="rgb(0, 0, 0)"><strong>Investimento sulla “percezione di valore” dei prodotti della filiera sui mercati</strong>, attraverso un posizionamento come prodotti <em>premium</em>, sfruttando la qualità intrinseca e l’autenticità legata al territorio.</li>
<li data-ogsc="rgb(0, 0, 0)"><strong>Ottimizzazione della gamma di prodotti</strong>: rivedere la varietà di referenze per concentrarsi su quelle realmente richieste dal mercato, rafforzando l’identità del prodotto.</li>
<li data-ogsc="rgb(0, 0, 0)"><strong>Specializzazione produttiva</strong>: i caseifici saranno orientati a produrre specifiche categorie di prodotti, massimizzando l’efficienza e garantendo una qualità costante.</li>
<li data-ogsc="rgb(0, 0, 0)"><strong>Miglioramento della comunicazione</strong>: si dovrà investire in campagne promozionali che sottolineino l’unicità e la qualità dei prodotti trentini, puntando su valori come tradizione, sostenibilità e benessere animale.</li>
<li data-ogsc="rgb(0, 0, 0)"><strong>Valorizzazione del brand Trentino quale vettore per i prodotti della filiera, </strong>intensificando la collaborazione con Trentino Marketing e <strong>valorizzando le possibili sinergie</strong> con i grandi player della cooperazione agricola del nostro territorio.</li>
<li data-ogsc="rgb(0, 0, 0)"><strong>Presenza nei canali Horeca e retail</strong>: ampliare la distribuzione nei settori della ristorazione e della vendita al dettaglio, per raggiungere nuovi consumatori e aumentare il riconoscimento del brand; <strong>valorizzare il mercato dato dai circa 5 milioni di turisti </strong>che ogni anno visitano il Trentino.</li>
<li data-ogsc="rgb(0, 0, 0)">Ove possibile, <strong>valorizzazione dei Soci di CONCAST quali canali di vendita diretta sul territorio</strong>, grazie alla conoscenza diretta di operatori e clientela.</li>
</ul>
<div data-ogsc="rgb(0, 0, 0)"><em>“Ritrovare unità e rilanciare il valore del comparto: questo l’obiettivo che insieme vogliamo perseguire -</em> ha dichiarato al termine degli incontri<strong> Roberto Simoni</strong> -, <em>attendiamo ora il ritorno da parte dei nostri interlocutori rispetto a quanto presentato, pronti a raccogliere ogni stimolo utile per migliorare il documento rendendolo pienamente condiviso”.</em></div>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Alessandro Girardi</author></item><item><guid isPermaLink="false">a0585fb7-4336-4dea-aab5-423098321cbf</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/tutte-le-virtu-del-trentino-nella-nuova-campagna-trentingrana</link><title>Tutte le virtù del Trentino nella nuova campagna Trentingrana</title><description><![CDATA[<p>Parte la nuova campagna di Trentingrana che punta su attività branded content con l’obiettivo di fortificare il legame tra i prodotti, la filiera e il territorio.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/nr0lfq5k/campagnatrentingranaformaggi.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/tutte-le-virtu-del-trentino-nella-nuova-campagna-trentingrana" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>707</width><height>800</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Al via la nuova campagna di comunicazione per Trentingrana Gruppo Formaggi del Trentino. Dal 13 novembre fino a 31 dicembre sono previste attività crossmediali con l’obiettivo di diffondere i valori che da sempre qualificano il brand, come il rispetto per la natura e il benessere animale, per il tempo e la tradizione, per le persone e la comunità, ma soprattutto per valorizzare la stretta relazione che unisce Trentingrana al suo territorio.</p>
<p>Sono infatti le virtù del Trentino a conferire unicità ai prodotti creando un legame indissolubile con Trentingrana e la sua filiera di produzione, corta e altamente controllata, che fa uso di alimenti naturali, privi di OGM, tutela il benessere animale e promuove uno sviluppo sostenibile del settore.</p>
<p>Di qui, la creazione di un piano che punta su una comunicazione branded content per valorizzare un territorio dalle risorse straordinarie, che consente al Consorzio Trentingrana, il quale riunisce 17 Caseifici Cooperativi della Provincia Autonoma di Trento con circa 650 allevatori associati, di realizzare l’eccellente qualità dei formaggi trentini, a partire dal suo prodotto di punta: Trentingrana.</p>
<p>Al formaggio “principe” e più noto, a cui viene destinato circa il 50% del latte prodotto annualmente dagli allevatori, si affiancano il Burro Trentino e la gamma variegata e di nicchia dei Formaggi Tradizionali, che riflettono le caratteristiche peculiari della tradizione produttiva di ogni valle trentina.</p>
<p>In questo senso, le attività di comunicazione sviluppano, per ogni tipologia di canale media, contenuti diversificati, identificando territori e formaggi insieme alle specificità del ricco patrimonio naturalistico, artistico, culturale ed enogastronomico del Trentino.</p>
<p>La campagna ha preso il via il 13 novembre con gli spot radio da 30’’, on air sulle principali radio nazionali sul target di riferimento, fino a fine novembre. Il concept “Ribelli per natura” dello spot tv si evolve e viene declinato nella versione radio, con protagonisti gli allevatori soci del Consorzio ma anche i formaggi, che seguono un disciplinare rigidissimo per garantire la massima naturalità e qualità.</p>
<p>In TV sono pianificate attività nel mese di dicembre con CairoRCS, attraverso la partecipazione al programma di La7 <em>Bell’Italia in Viaggio</em>, e Mediaset, con 4 puntate dedicate nel programma di cucina di Tessa Gelisio <em>Cotto e Mangiato</em>, in onda su Italia 1, dal lunedì al venerdì alle ore 12.25, con ricette facili e veloci, consigli di buona cucina e menù dedicati.</p>
<p>Importante, infine, la parte digital della campagna, anch’essa online nel mese di dicembre, che prevede dei long form, su Corriere.it e Repubblica.it, nonché attività branded content con le testate di Triboo (Agrodolce.it e Greenstyle.it) e con Ilsole24ore.com.</p>
<p>“<em>I plus di tutti i nostri formaggi sono la territorialità, la naturalità, l’artigianalità e la tradizione. I nostri valori hanno le radici nella nostra terra; di conseguenza abbiamo puntato su una comunicazione che potesse riflettere anche gli elementi </em><em>della montagna, della natura e della cultura; elementi da intendersi non solo come storia e paesaggio, ma anche come apertura ed accoglienza, insite nel DNA del Trentino. C’è una identità ricca e complessa, fatta di antichi saperi, di attenzione al bello e a tutto ciò che è sano e salutare, che ci appartiene e di cui andiamo fieri e si assapora anche nei nostri prodotti</em>”, ha dichiarato Stefano Albasini, Presidente di Trentingrana Gruppo Formaggi del Trentino.</p>
<p>La realizzazione della campagna è curata dalla società di comunicazione Life, partner per il supporto strategico, la creatività e il media planning.<br /><br />Fonte: Trentingrana Concast</p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">60202840-d24b-48cf-a204-8d1cf3fbd077</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/allarme-costi-nel-settore-zootecnico-e-lattiero-caseario-situazione-drammatica-soprattutto-per-i-produttori-piu-piccoli</link><title>Allarme costi nel settore zootecnico e lattiero-caseario. Situazione drammatica, soprattutto per i produttori più piccoli</title><description><![CDATA[<p>Costi per l’alimentazione su del 32,5%, energia elettrica +304%, gas +404%.</p>
<p>Appello corale alla politica e alla grande distribuzione di Federazione Allevatori, Concast Trentingrana e Latte Trento sui costi ormai divenuti insopportabili delle materie prime ed energia.</p>
<p>In Trentino la media delle stalle conta 25 capi. Proprio gli allevamenti più piccoli sono anche i più colpiti. «Una situazione drammatica, così non si va avanti».</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/i2lftd5v/pasteurization-of-milk-in-small-production-2021-09-11-07-32-52-utc.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/allarme-costi-nel-settore-zootecnico-e-lattiero-caseario-situazione-drammatica-soprattutto-per-i-produttori-piu-piccoli" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>7360</width><height>4912</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Sono 805 gli allevamenti da latte in Trentino, con 20.500 vacche da latte  e 14mila manze. Mediamente ogni stalla è composta da 25 capi. In estate vanno in malga circa 20mila capi, distribuiti su 324 malghe su una superficie a pascolo di 90mila ettari.</p>
<p>Il latte prodotto in Trentino sfiora il milione e mezzo di quintali, e rappresenta l’1,15% della produzione nazionale.</p>
<p>La zootecnia in Trentino, quindi, significa occupazione e indotto per migliaia di addetti ma soprattutto presidio e tutela dell’ambiente montano e valorizzazione del paesaggio anche in chiave turistica.</p>
<p>Uno “scrigno” prezioso messo a rischio dall’impennata dei costi di materie prime ed energia che rischia seriamente di pregiudicare la continuità della produzione per molte stalle, soprattutto le più piccole.</p>
<p>Cominciamo con l’alimentazione degli animali: nel 2020 mediamente un allevatore spendeva 6,09 euro al giorno per la razione di fieno, farine, soia minerali e vitamine. Nel 2021 il costo è salito a 7,40 euro, e attualmente ammonta a 8,07 euro: due euro in più al giorno rispetto al 2020, pari a +32,5%. Solo la farina d’orzo è lievitata del 54%, la soia del 36%, il fieno mediamente del 15%.</p>
<p>Fuori controllo anche l’aumento delle fonti energetiche: l’energia elettrica è cresciuta del 304% rispetto al 2020, il gas del 404%. La bolletta energetica ha fatto lievitare i costi di quasi due milioni per il gas e 1,3 milioni per l’elettricità. Aumenti a due cifre anche per imballaggi, bottiglie, tappi.</p>
<p><strong>L’appello</strong></p>
<p>Da qui l’appello, unanime e accorato, di tutte le organizzazioni dei produttori in forma cooperativa per denunciare una situazione che è diventata ormai non più sostenibile.</p>
<p>«Queste sono aziende che non si possono fermare – ha affermato oggi il presidente della Cooperazione Trentina <strong>Roberto Simoni</strong>, intervenuto alla conferenza stampa presso la sede della federazione allevatori – e oggi siamo arrivati ad una situazione di collasso. C’è bisogno di consapevolezza generale da parte della comunità trentina. La grande distribuzione è chiamata a fare la propria parte, come già successo in passato. E così anche la politica. Non solo sostegni temporanei ma modalità tempi e risorse per arrivare ad una attenuazione del fenomeno».</p>
<p>«Ognuno deve prendere coscienza del problema – afferma il presidente degli Allevatori <strong>Giacono Broch</strong> – siamo arrivati a un punto che le aziende più piccole dovranno cominciare a chiudere. E sarebbe un danno enorme per tutto il Trentino, a partire dalla tutela dell’ambiente alpino al turismo».</p>
<p>Si dice veramente preoccupato <strong>Stefano Albasini</strong>, presidente del consorzio Concast Trentingrana. «Le piccole aziende vivono sul territorio, accolgono i turisti. Una loro chiusura provocherebbe danni enormi». «Il nostro lavoro – aggiunge il presidente di Latte Trento <strong>Renato Costa </strong>rivolgendosi alle istituzioni – è come una pianta, per crescere e fiorire ha bisogno di acqua e proprio quando manca va annaffiata subito prima che i rami e poi il fusto possano morire senza fare più ne fiori ne frutti. </p>
<p>“Saremo costretti a ritoccare i listini ma  non è pensabile scaricare sui consumatori questi abnormi  aumenti dei costi – afferma il direttore di Latte Trento <strong>Sergio Paoli</strong> - occorre che tutti gli agenti della filiera e le istituzioni pubbliche individuino forme di compensazione per permettere ai produttori, specie i più piccoli, di reggere il colpo. La situazione, con questi dati, è davvero drammatica. Così non si va avanti».</p>
<p><strong>La scheda – il settore zootecnico e lattiero-caseario in Trentino</strong></p>
<p><strong>Trentingrana Concast</strong> – Consorzio dei Caseifici Sociali Trentini riunisce 17 Caseifici Cooperativi che a loro volta associano circa 700 Allevatori produttori di latte locali.</p>
<p>Il Consorzio ha chiuso l’esercizio 2020 con ricavi pari a 57,2 milioni di euro.</p>
<p>La produzione di latte a livello provinciale ha superato le 146.000 tonnellate (+1,6% rispetto al 2019). Il conferimento della Linea Trentingrana ha raggiunto 102.667 forme a fronte delle 125.000 prodotte dai 17 caseifici. Considerando tutti i formaggi si superano le 300000 forme . Per la Linea Formaggi Tradizionali, che a inizio 2020 ha visto rientrare nella commercializzazione del Gruppo Formaggi del Trentino il Caseificio Sociale Val di Fassa, è stato conseguito un fatturato complessivo di € 9.696.087.</p>
<p>Il valore complessivo della produzione della <strong>Federazione Provinciale Allevatori</strong> (1120 soci) ha raggiunto 14 milioni 670 mila euro. Il patrimonio netto è di 8 milioni 100 mila euro.</p>
<p>Sono stati seguiti 742 allevamenti di bovini con poco meno di 20.000 capi adulti, 92 aziende per 2.431 ovicaprini delle razze autoctone, 342 allevamenti con complessivi 610 cavalli delle razze Haflinger e Norico.</p>
<p>Nel bilancio scorso il totale dei ricavi di <strong>Latte Trento</strong> (i soci sono 300) ha sfiorato i 50 milioni di euro (47 nel 2019), che sommato al fatturato di Trevilatte (società costituita con Latterie Vicentine) porta a oltre 58 milioni il bilancio aggregato. Il conferimento dei soci ha raggiunto i 54,8 milioni di litri, contro i 52 del 2019, con un aumento del 5,4%.</p>
<p>Le vendite degli spacci hanno raggiunto i 3,8 milioni (erano 3,5 nel 2019), con un incremento dell’8,5% dovuto al secondo semestre, dopo i primi mesi difficili. Il liquidato ai soci è pari a 0,56 euro a litro, con un utile netto pari a euro 98.951 euro e liquidazioni totali ai soci superiori ai 30 milioni.</p>]]></encoded></item></channel></rss>