<rss version="2.0"><channel xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"><title>News</title><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/rss/news?categoria=festivaleconomia2024</link><description>Notizie, storie e interviste per raccontare il movimento cooperativo e per approfondire i temi che coinvolgono il nostro mondo.</description><lastBuildDate>Fri, 24 Apr 2026 19:27:55 +0200</lastBuildDate><atom:link href="https://www.cooperazionetrentina.it/it/rss/news" rel="self"><type>application/rss+xml</type></atom:link><item><guid isPermaLink="false">21f91a57-6e96-4a79-8258-72661c7f704e</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/nuove-forme-di-mutualismo-servono-coraggio-tenacia-e-attenzione-alla-comunita</link><title>Nuove forme di mutualismo: servono coraggio, tenacia e attenzione alla comunità</title><description><![CDATA[<p>Sono gli ingredienti che le cooperative utilizzano per trasformare momenti di crisi in opportunità. Protagoniste nella cloud di Confcooperative questo pomeriggio tre esperienze di grande impatto</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/tilcshpi/da-dx-lorenzato-caneppele-bececchi.jpeg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/nuove-forme-di-mutualismo-servono-coraggio-tenacia-e-attenzione-alla-comunita" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1600</width><height>1200</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Sono attive nel campo dell’energia, della moda e del commercio alimentare le tre buone pratiche presentate questo pomeriggio nella cloud di Confcooperative in Piazza Duomo a Trento. Settori di attività molto diversi, ma che hanno evidenziato almeno due fattori comuni: la scelta della forma cooperativa e la capacità di chiamare a raccolta le energie del territorio per risolvere i problemi, senza aspettare una mano esterna. Semplicemente rimboccandosi le maniche ed attivando le migliori risorse.</p>
<p>È il caso della cooperativa di Venezia Italian Fashion Design, nata dalle ceneri di una multinazionale dell’alta moda che aveva scelto di trasferire la produzione altrove. “Come dipendenti licenziati avremmo potuto ricevere gli ammortizzatori sociali – ha raccontato la presidente <strong>Raffaela Lorenzato</strong> – ma abbiamo deciso di fondare una cooperativa, capitalizzando la nostra esperienza, e ripartire”. Il percorso di workers buyout è stato ed è tutt’oggi complesso, con il Covid prima e la chiusura del mercato russo poi, ma la perseveranza e la capacità di innovare (per esempio entrando nel mercato delle divise aziendali modaiole) non mancano e costituiscono solide basi su cui continuare a crescere con fiducia.</p>
<p>Coraggio e innovazione che caratterizzano anche alla cooperativa di comunità ed insieme comunità energetica rinnovabile GreenLand presentata dal suo presidente <strong>Christian Caneppele</strong>. Nata per affrontare la scommessa di riportare sul territorio la gestione della risorsa energetica, la cooperativa si è evoluta raccogliendo anche i bisogni sociali della comunità di Lavarone, dove ha sede, ed investendo per dare risposte strutturate. “Essere autonomi territorialmente sull’energia è il domani – ha detto Caneppele –. Non siamo solo una comunità energetica, ma offriamo flessibilità energetica: il nostro scopo mutualistico non ricade soltanto sui soci della cooperativa, ma sull’intera comunità”. Una cooperativa, insomma, che garantisce mutualità interna ed esterna.</p>
<p>A chiudere il trio di esperienze <strong>Dalila Bececchi</strong>, direttrice della Famiglia Cooperativa di Ronzo Chienis, che ha parlato del valore di mantenere attivi sul territorio tutta una rete di piccoli negozi di montagna che offrono molti servizi alla comunità, oltre alla spesa alimentare. Si tratta dei punti vendita riconosciuti come Sieg, cioè Servizi di interesse economico generale, un unicum in Italia e che in Trentino riguarda circa 120 punti vendita gestiti da Famiglie Cooperative. Tra i quali quello di Pannone, che fa parte della rete commerciale della Famiglia Cooperativa Ronzo Chienis. È fondamentale mantenerli in vita – ha detto la direttrice – anche se non è economico. Non apriamo per guadagnare, ma per non far chiudere la comunità”.</p>
<p> </p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">05aaf195-8515-47b3-ba96-3d49a68a8f89</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/festival-economia-italia-dei-paradossi</link><title>Lavoro e imprese: l’Italia dei paradossi</title><description>Da un lato chi cerca lavoro non lo trova, dall’altro le aziende faticano a trovare le competenze professionali di cui necessitano. È l’evidente paradosso che sta caratterizzando il mercato del lavoro nel nostro Paese, analizzato nel panel “Lavoro e imprese: l’Italia dei paradossi”, organizzato da Confcooperative al Festival dell’Economia di Trento. Gardini: "Occorre una manutenzione straordinaria. Va disboscata la selva dei 1000 contratti, in quella pseudo legalità si annida il dumping".</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/wofbbdzh/fde-italia-paradossi.jpeg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/festival-economia-italia-dei-paradossi" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2000</width><height>934</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[“Nel cantiere lavoro non bastano piccole correzioni, ma è necessaria una manutenzione straordinaria. Occorre un patto tra politica, imprese e sindacati”. Lo dice <strong>Maurizio Gardini</strong>, presidente di Confcooperative intervenendo al Festival dell’Economia di Trento al panel “Lavoro e imprese: l’Italia dei paradossi”, moderato dal capo economia del Corriere della Sera <strong>Nicola Saldutti</strong>.<br /><br />"Partiamo – commenta Gardini – dalla necessità di disboscare e semplificare la giungla dei contratti. Oggi se ne contano oltre 1.000 siglati da sigle minori. Nella legalità si alimenta il lavoro povero. Costruiamo un tavolo di confronto con i corpi intermedi. Occorre puntare sulla sicurezza sul lavoro. Non si può giocare sulla vita, fare dumping e trarre vantaggio competitivo a scapito dei lavoratori”.<br /><br />Quella di oggi è un’Italia del paradosso, in cui, come spiega il responsabile area lavoro del Censis <strong>Andrea</strong> <strong>Toma</strong>, “tutti i valori sono al massimo: cala la disoccupazione al 7,2%, gli occupati sfiorano i 24 milioni (23.849.000), ma si registrano anche 12.377.000 di inattivi, vale a dire 1/3 della popolazione tra i 15 e i 64 anni che ha un lavoro e non lo cerca”. D’altro canto, emerge anche “il vuoto che molte imprese stanno sperimentando in termini di domanda di lavoro. Solo a marzo 2024 su 447 mila posti di lavoro, il 47,8% è stato di difficile reperimento (fonte Unioncamere)”.<br /><br />Secondo <strong>Clara</strong> <strong>Mattei</strong>, docente di Economia alla New School for Social Research di New York, ridurre la questione al mercato del lavoro è estremamente riduttivo, perché non esplora i molteplici aspetti che impattano su questa situazione. Mettendo in luce le anomalie internazionali. Mattei pone l’accento sul fenomeno dei working poor, che interessa anche l’Italia. Particolarmente colpito il settore terziario, dove fare innovazione è più complesso e per fare profitti la strada più facile sembra quella della riduzione del costo del lavoro.]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">0ca1e59d-cba5-441a-9e4c-f6d9128ef0ea</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/credito-export-inflazione-piu-aggregazioni-per-vincere-le-sfide-del-mercato</link><title>Credito, export, inflazione: più aggregazioni per vincere le sfide del mercato</title><description>Più aggregazioni per vincere le sfide sempre più complesse del mercato, rappresentate da credito, export e inflazione. È quanto emerge da “Innovare cooperando. L’agroalimentare cooperativo alla prova dei mercati” organizzato da Confcooperative al Festival di Trento dove sono intervenuti Stefano Berni, direttore generale del Grana Padano; Ernesto Seppi presidente di Melinda e Maurizio Gardini, presidente Conserve Italia.</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/enzdllqf/311344b2-3543-4759-8469-fe38bbf9e4a7.jpeg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/credito-export-inflazione-piu-aggregazioni-per-vincere-le-sfide-del-mercato" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1616</width><height>1080</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[Conserve Italia, il presidente <strong>Maurizio Gardini</strong>: “<em>Le imprese sono in affanno e costrette alla difesa. Sono provate dai rincari dell’energia e delle materie prime, dal mismatch e dalla contrazione dei consumi interni. Nei servizi solo una impresa su due riesce ad accedere al credito L’inflazione sta calando e, come raccomanda il governatore della Banca d’Italia Panetta, la Bce deve iniziare a tagliare il costo del denaro</em>". Lo dice Maurizio Gardini presidente di Conserve Italia intervenendo al Festival Economia di Trento al panel. In merito alle aggregazioni, Gardini dice che “<em>È più facile per la Gdo fare aggregazioni e semplificazioni rispetto alla parte produttiva. Siamo stati i soli a sostenere la crescita dimensionale per combattere la polverizzazione delle imprese nel l’agroalimentare."</em> Sugli investimenti in sostenibilità “<em>Conserve Italia - dice Gardini - ha ridotto del 20% il peso della plastica nelle bottiglie pari a - 600 tonnellate l’anno, packaging biodegradabile, cannucce di amido e cambio radicale nei trasporti, da gomma a rotaia</em>”.<br /><br />Grana Padano, il direttore generale <strong>Stefano Berni</strong>: “<em>Le cooperative remunerano i soci, le imprese private fanno utili con i margini industriali“. Sul versante dell’export nel 2024 verrà esportato oltre il 50% della produzione di Grana Padano. Il 25% andrà in Germania</em>". Andiamo bene anche in Francia, Spagna e paesi del Benelux. Trentingrana è la variante trentina del Grana dove troviamo la remunerazione più alta del mondo del latte da silomais. In merito all’importanza delle politiche di aggregazione l’utilità della cooperazione si spiega nei numeri: "<em>nelle stalle che producono latte la media del dividendo è stata del 15% più alta nelle 2.500 stalle associate in cooperativa che conferiscono il prodotto al Grana Padano rispetto alle 1.500 che sono fuori dal sistema cooperativo. Le cooperative remunerano i soci, le imprese private fanno utili con i margini industriali. L’Export negli USA è molto positivo, è per noi un mercato importante. Abbiamo il timore che con il possibile ritorno di Trump tornino anche le politiche di dazi che rischiano di frenare le nostre esportazioni. Una politica protezionistica che speriamo non torni</em>".<br /><br />Melinda, il presidente <strong>Ernesto Seppi</strong>: “<em>Il progetto funivia è il compimento di un percorso nato anni fa. Con le cave ipogee risparmiamo territorio e abbiamo tagliato di oltre il 30% il consumo di energia. Da lì è nata l’esigenza di eliminare la circolazione di oltre 5.000 camion che trasportano le 40.000 tonnellate di mele</em>”. In merito all’aggregazione Seppi ha evidenziato che la prima cooperativa di Melinda è nata nel 1923. "<em>Negli anni abbiamo accorpato 16 cooperative rispondendo alle sollecitazioni del mercato. Bisogna investire sempre di più nello stimolo delle aggregazioni. Dobbiamo continuare anche noi su questo fronte per non far sparire tante realtà puntando su aggregazioni non solo settoriali ma anche trasversale. Cooperare vuol dire rafforzare le imprese</em>”.]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">f4041c6c-2911-4458-8060-a86e2d322f55</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/il-potenziale-trasformativo-dell-impresa-sociale</link><title>Il potenziale trasformativo dell’impresa sociale</title><description>Con una vasta partecipazione di pubblico, accademici, docenti, studenti e persone che conoscevano Carlo Borzaga, si è concluso il panel in suo onore durante il Festival dell'Economia di Trento. L'evento, tenutosi nell’aula conferenze presso il Rettorato dell’Università di Trento e organizzato da Euricse, ha visto la presenza di illustri relatori che hanno riflettuto sul lavoro del professore, scomparso solo pochi mesi fa. Durante la tavola rotonda, è stato messo in luce il significativo contributo dei suoi studi nella definizione di una nuova forma di impresa: l’impresa sociale, e nel suo potenziale trasformativo per la società. Sono state evidenziate la specificità di queste imprese rispetto a quelle tradizionali e la loro capacità di rispondere a bisogni sempre più complessi.</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/fu2d4wxu/l-impresa-che-trasforma-la-societa-in-ricordo-di-carlo-borzaga-nella-foto-giulia-galera-lorenzo-sacconi-anna-grandori-benedetto-gui-mary-o-s-imagefullwide.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/il-potenziale-trasformativo-dell-impresa-sociale" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1170</width><height>780</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p class=" text-justify"><strong>Carlo Borzaga</strong>, per chi non ha avuto l'onore di conoscerlo, è stato uno studioso e docente dell'Università di Trento, oltre che fondatore dell’Istituto di ricerca Euricse, che promuove la conoscenza e l’innovazione nelle imprese cooperative, sociali e nelle organizzazioni non profit di carattere produttivo. Il prof. Borzaga era molto più di un accademico: con un impegno significativo sia a livello nazionale che internazionale, ha unito la sua ricerca al volontariato e alla promozione di iniziative sociali, dimostrando che si può essere imprenditori non solo per il profitto o per la mutualità, ma anche per produrre beni e servizi di interesse generale e per gestire beni comuni.</p>
<p class=" text-justify">L'incontro è stato inaugurato dal Rettore dell'Università di Trento, <strong>Flavio Deflorian</strong>, che ha ringraziato i presenti e sottolineato l'importanza delle ricerche del prof. Borzaga per l'Ateneo e la comunità scientifica internazionale. <strong>Giulia Galera,</strong> ricercatrice senior di Euricse e membro del consiglio di amministrazione della rete EMES, ha dialogato con gli ospiti sul tema dell’impresa sociale, un fenomeno relativamente recente che coniuga solidarietà e impresa. «Avendo collaborato con Carlo Borzaga per oltre venti anni, moderare questa sessione è per me un grande onore e motivo di profonda emozione» – ha detto la Galera.</p>
<p class=" text-justify">Nata in Italia a fine anni Settanta, l'impresa sociale è espressione della capacità di auto-organizzazione della società. Questo modello innovativo si basa sulla mobilitazione volontaria dei cittadini e delle cittadine promuove forme partecipative di gestione di beni e servizi di interesse generale, sfidando i modelli orientati esclusivamente alla massimizzazione del profitto. Uno strumento importante in un'epoca contraddistinta da molteplici sfide sociali, economiche, e ambientali e da un drammatico aumento di "nuovi poveri" e crescenti disuguaglianze.</p>
<p class=" text-justify">I relatori del panel, accademici ed esperti che negli anni hanno collaborato con il professor Borzaga, hanno offerto interessanti spunti di riflessione sul suo lavoro. </p>
<p class=" text-justify"><strong>Benedetto Gui</strong>, professore dell'Istituto Universitario Sophia, ha discusso il passaggio dalla pratica alla teoria nell'osservazione delle imprese sociali, ricordando le prime esperienze pratiche analizzate insieme a Borzaga. «Dall'osservazione delle prime iniziative di impresa sociale, siamo passati all'elaborazione teorica, stimolati dalle caratteristiche uniche di queste imprese» - ha spiegato il Professor Gui.</p>
<p class=" text-justify">La prof.ssa<strong> Anna Grandori</strong>, dell'Università Bocconi di Milano, ha sottolineato come gli studi di Borzaga abbiano rivoluzionato il concetto di impresa, sfidando l'idea dominante degli anni Ottanta che le imprese fossero esclusivamente capitalistiche. «Fin dagli anni Novanta, osservando i trend delle organizzazioni emergenti - ha affermato la docente - grazie a Borzaga, si è compreso che il sistema economico è molto più complesso e include tipi di imprese con caratteristiche diverse».</p>
<p class=" text-justify">La prof.ssa <strong>Mary O'Shaughnessy,</strong> della Cork University Business School ha spiegato come la rete di ricerca EMES e il prof. Borzaga abbiano inaugurato un nuovo filone di ricerca a livello internazionale che prende le mosse da una critica dell’economia capitalistica, e si focalizza su una tipologia di impresa che persegue una esplicita finalità sociale. Ha sottolineato come l'impresa sociale rappresenti un nuovo soggetto istituzionale con caratteristiche proprie destinato a rivestire un ruolo crescente nell'economia globale. Ma si tratta anche di un ambito di ricerca di frontiera che chiama in gioco più ambiti disciplinari.</p>
<p class=" text-justify">Il professor <strong>Lorenzo Sacconi</strong> dell’Università Statale di Milano in conclusione si è soffermato sull’unitarietà della figura di Carlo Borzaga, il cui contributo è stato non solo a livello teorico, ma anche nel disegnare interventi di policy e strategie organizzative, nell’ottica di valorizzare il potenziale dell’impresa sociale e riformare le teorie elaborate attraverso l’analisi critica di questo fenomeno. Come evidenziato dal pensiero del prof. Borzaga ha sottolineato l'importanza di difendere le caratteristiche distintive delle imprese sociali, distinguendole dalle imprese tradizionali incluse quelle con una vocazione sociale.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Silvia Gadotti - Ufficio comunicazione Euricse</author></item><item><guid isPermaLink="false">e9bda539-625a-45da-beb6-7d19e595cefe</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/festival-economia-evento-cfs</link><title>Parola alla generazione del cambiamento!</title><description>Spazio a studenti e studentesse delle scuole superiori trentine stamani a Trento, in occasione dell’incontro “Noi, la generazione del cambiamento” organizzato dalla Federazione Trentina della Cooperazione per ascoltare il loro punto di vista sui dilemmi del futuro.</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/2g5dr33f/noi-la-generazione-del-cambiamento.jpeg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/festival-economia-evento-cfs" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1600</width><height>1200</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[Oltre 400 ragazze e ragazzi, provenienti da 13 scuole superiori della provincia di Trento, hanno affollato la sala inCooperazione per partecipare a “Noi, la generazione del cambiamento”, evento del Festival dell’Economia di Trento organizzato dalla Federazione Trentina della Cooperazione. Nel corso della mattinata è stato dato ampio spazio ai video con cui studenti e studentesse hanno raccontato quelle che considerano le principali sfide del nostro tempo, proponendo un modo per trasformare inquietudini e incertezze in capacità di affrontare e superare gli ostacoli in modo positivo.<br /><br />Ad aprire i lavori, congratulandosi con i giovani partecipanti, il direttore generale della Federazione Trentina della Cooperazione <strong>Alessandro Ceschi</strong> che ha ricordato come le porte della Federazione siano “Sempre aperte per accogliere e promuovere i progetti e le idee innovative” dei giovani.<br /><br />Tra i video presentati, quelli delle 23 Cooperative Formative Scolastiche (CFS) che quest’anno hanno concluso il percorso di alternanza scuola-lavoro in forma cooperativa. Nei loro filmati il racconto dei progetti che li hanno visti organizzare eventi, approfondire tematiche legate alla salute e al benessere, studiare l’impatto delle nuove tecnologie, dedicarsi ad attività per promuovere la salvaguardia dell’ambiente e molto altro ancora.<br /><br />Temi centrali anche nei videoracconti realizzati dalle 13 classi, dalla prima alla quinta superiore, che hanno partecipato al concorso promosso dall’Area Formazione e Cultura Cooperativa della Federazione. Nei loro corti emerge in particolare l’urgenza di occuparsi della salvaguardia dell’ambiente, la necessità di gestire in modo consapevole opportunità e rischi legati all’uso dell’intelligenza artificiale, ma anche la consapevolezza che i comportamenti e gli atteggiamenti di ogni persona possono avere un impatto significativo per tutti e tutte.<br /><br /><strong>Jenny</strong> <strong>Capuano</strong>, responsabile Area Formazione e Cultura Cooperativa della Federazione, ha illustrato le tematiche protagoniste dei lavori sottolineando come le CFS siano “una via originale di alternanza scuola-lavoro che permette ai ragazzi di conoscere un nuovo modo di fare economia. Tramite l’intelligenza collettiva e il lavoro comune, le classi hanno sperimentato la ricchezza del mutuo beneficio”.<br /><br />A dar forza alle speranze dei giovani di riuscire insieme a costruire un futuro migliore, il talk “Egoismo di gruppo” con <strong>Paolo</strong> <strong>Canova</strong>, matematico, socio fondatore di TAXI1729, società di comunicazione e formazione scientifica, che ha dimostrato, con il supporto di studi e ricerche, come l’essere umano sia naturalmente portato alla cooperazione.<br /><br />L’evento si è concluso con la premiazione dei video più significativi. Tra i filmati realizzati dalle Cooperative Formative Scolastiche, il vincitore, annunciato da <strong>Erika</strong> <strong>Costa</strong>, membro del comitato scientifico del Festival dell’Economia di Trento 2024, è stato quello realizzato dalla CFS “4young” della classe 4° ASE dell’Istituto Marie Curie di Pergine. La giovane base sociale è stata premiata con gli zaini Redo, realizzati dalla cooperativa sociale Alpi.<br /><br />Tra i video candidati al concorso “Noi, la generazione del cambiamento”, è stato assegnato il primo premio al corto “Noi siamo il futuro”, realizzato dalla terza classe dell’Istituto Pavoniano Artigianelli di Trento, e il premio speciale Cooperazione Trentina a a “Generazione del cambiamento”, realizzato dalla IV C AFM dell’Istituto Tecnico e Tecnologico Floriani di Riva del Garda. Entrambe le classi si sono aggiudicate un buono utilizzabile per l’organizzazione di un viaggio di istruzione con la cooperativa Etli di Rovereto.<br /><br />In conclusione, l’intervento dell’Assessore provinciale alla sanità, politiche sociali e cooperazione <strong>Mario Tonina</strong>, che ha definito le cooperative scolastiche “La via trentina dell’alternanza scuola-lavoro”. Tonina ha salutato i ragazzi con queste parole: “Senza la cooperazione non esisterebbe il Trentino di oggi. Vi esorto a sfruttare le opportunità che vi offre, per acquisire una formazione che vi permetterà di diventare adulti consapevoli e in grado di beneficiare di tutto quello che il mondo cooperativo ha fatto e continuerà a fare, facendovi portavoce di valori fondamentali che meritano di essere sempre condivisi”.]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">923225ec-11fb-4278-89b0-a95bef7e9098</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/ripensare-il-welfare-in-un-italia-che-invecchia</link><title>Ripensare il welfare in un’Italia che invecchia</title><description><![CDATA[La crescente percentuale di ultra 65enni e le sfide demografiche sono state al centro del panel "L’Italia alla sfida di un nuovo welfare", tenutosi oggi presso la Sala Falconetto di Palazzo Geremia, nell'ambito del Festival dell'Economia di Trento. Tra i temi discussi dai protagonisti della cooperazione sociale e sanitaria italiana, l'aumento delle malattie croniche e la necessità di soluzioni sistemiche per il futuro del welfare italiano.<br /><br />Tra gli interventi, quello da remoto di Maria Teresa Bellucci, vice ministro al Lavoro e alle Politiche Sociali: “Il tema demografico è una priorità. Abbiamo fatto una riforma sull’assistenza agli anziani per predisporre un welfare del futuro".]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/st2bxcpw/immagine-whatsapp-2024-05-23-ore-12-52-52-bd1d81b5.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/ripensare-il-welfare-in-un-italia-che-invecchia" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1616</width><height>1080</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Tra i relatori <strong>Giuseppe Milanese</strong>, presidente Confcooperative Sanità, Stefano Granata, presidente Confcooperative Federsolidarietà, <strong>Michele Odorizzi</strong>, presidente Cooperazione Salute, <strong>Maria Teresa Bellucci</strong>, vice ministro al Lavoro e alle Politiche Sociali (in collegamento da remoto). Un commento ai lavori è stato affidato a <strong>Maurizio Gardini</strong>, presidente Confcooperative. L'evento ha messo in luce le sfide cruciali che l'Italia deve affrontare per creare un sistema di welfare sostenibile ed equo, capace di rispondere alle esigenze di una popolazione sempre più anziana.</p>
<p>La <strong>vice ministro</strong> ha portato l'attenzione sulla crisi demografica italiana, con un tasso di natalità molto basso, evidenziando che il <strong>tema demografico è una priorità per il governo</strong>. Ha parlato con orgoglio della recente riforma sull’assistenza agli anziani, che mira a fare della casa il principale luogo di cura, riducendo i ricoveri impropri e migliorando il benessere psicologico dei pazienti.</p>
<p><strong>Maurizio Gardini</strong> ha commentato il dibattito sottolineando l'importanza di un sistema di welfare sostenibile: “<em>Dobbiamo fare il tagliando e strutturare un sistema che abbia la sua sostenibilità</em>”. Gardini ha evidenziato la necessità di una coesione sociale più forte, poiché solo una piccola parte della popolazione potrà beneficiare della silver economy. Ha messo in guardia contro il rischio di creare strutture sanitarie senza personale qualificato, compiacendosi per le revisioni del PNRR operate dal ministro Fitto. Ha concluso il suo intervento con un appello: “<em>Il welfare del futuro o lo costruiamo insieme o lo farà il mercato, escludendo ampie fasce di popolazione</em>”.</p>
<p><strong>Giuseppe Milanese</strong> ha fornito dati preoccupanti: "<em>Un terzo della popolazione è ultra 65enne, e nei prossimi anni questa quota arriverà alla metà. Di questi, il 60% ha malattie croniche</em>". Ha sottolineato l'importanza della cooperazione tra i professionisti della sanità per creare un senso di appartenenza e progettualità, permettendo alle persone di essere curate nelle loro case.</p>
<p><strong>Stefano Granata</strong> ha posto l'accento sulla non autosufficienza, un problema che tocca tutti ma che spesso non viene considerato una priorità. Ha evidenziato l'importanza del ruolo delle cooperative nella promozione del diritto all'assistenza e nella costruzione di un sistema di supporto collettivo per i 13 milioni di persone che ne hanno bisogno.</p>
<p>Infine, <strong>Michele Odorizzi</strong> ha parlato dell’invecchiamento della popolazione italiana e della bassa natalità, sottolineando la necessità di rendere il sistema di welfare sostenibile. Ha suggerito l'adozione di nuovi modelli integrati, partendo dalle cooperative, per migliorare l'attuale sistema di assistenza sanitaria.</p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">0b79795c-aa6c-4df5-ac84-25b84b301f48</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/festival-economia-cheese-inquadriamo-il-futuro</link><title>I dilemmi del futuro si affrontano con piccoli gesti quotidiani</title><description>Circa 300 studentesse e studenti delle scuole elementari, medie e superiori del Trentino, hanno partecipato stamani a “Cheese! Inquadriamo il futuro”, evento organizzato dalla Federazione Trentina della Cooperazione, nell’ambito del Festival dell’Economia di Trento. Al centro dell’evento le foto realizzate dai giovani partecipanti per raccontare come sia possibile, attraverso azioni quotidiane alla portata di tutti e tutte, costruire un futuro migliore.</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/ps0bz2rk/cheese-inquadriamo-il-futuro.jpeg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/festival-economia-cheese-inquadriamo-il-futuro" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1600</width><height>1063</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[È possibile trasformare le inquietudini e le incertezze sul futuro della terra e dell’umanità in capacità di affrontare e superare le sfide in modo positivo? Secondo i quasi 300 bambini e bambine, membri delle ACS (Associazioni cooperative scolastiche) che questa mattina hanno affollato la sala inCooperazione per la tappa finale di “Cheese! Inquadriamo il futuro” non è solamente possibile, ma anche un obiettivo alla portata di tutti e tutte, dimostrato realizzando una serie di scatti per raccontare il loro modo di affrontare le sfide e i dilemmi che caratterizzano il tempo presente.<br /><br />Ad aprire l’evento è stata <strong>Jenny Capuano</strong>, responsabile dell’area Formazione e Cultura Cooperativa della Federazione trentina della cooperazione, area promotrice dell’evento. “Le vostre azioni- ha detto Capuano a studentesse e studenti presenti- sono come battiti d’ala di farfalla: movimenti apparentemente impercettibili ma le cui conseguenze possono arrivare anche molto lontano. Allo stesso modo il vostro impegno di oggi, che mettete nelle scelte quotidiane, darà i propri frutti in maniera virtuosa nel prossimo futuro”.<br /><br />Molte le azioni possibili, presentate dalle 26 ACS partecipanti: dal bookcrossing, per la libera circolazione dei libri tra le persone, alla cura dell’orto o del giardino della scuola, fino all’organizzazione di mercatini ed eventi per raccogliere fondi da destinare a progetti di solidarietà. Ogni progetto ha permesso di mettere a fuoco un tema particolare, come la salvaguardia dell’ambiente, l’inclusione e il diritto allo studio.<br />Ai temi trattati è stato dato risalto grazie anche al contributo dell’artista Lorenzo Baglioni, ex docente di matematica che con le sue canzoni è riuscito a rendere orecchiabili anche i concetti più complessi, entusiasmando una platea coinvolta e vivace.<br /><br />L’evento si è concluso con il riconoscimento delle foto più significative: terzo posto all’ACS “Enjoy Tesino” dell’Istituto comprensivo Strigno e Tesino, premiata da <strong>Nadia</strong> <strong>Martinelli</strong>, presidente dell’associazione “Donne in cooperazione”; Seconda classificata l’ACS “Un sogno smarrito” della scuola primaria di Rumo, che, non potendo essere presente all’evento, ha ricevuto la notizia in collegamento telefonico dalla voce di Baglioni. Lo scatto più significativo è stato realizzato dall’ACS “Il Girasole. Amici Compagni Solidali” della scuola primaria “F. De Andrè” di Dro, premiata da <strong>Ilaria</strong> <strong>Rinaldi</strong>, presidente dell’associazione “Giovani cooperatori trentini”.<br />La cooperativa vincitrice ha ricevuto come premio un buono per l’acquisto di materiale didattico.]]></encoded></item></channel></rss>