<rss version="2.0"><channel xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"><title>News</title><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/rss/news?categoria=festivaleconomia2023</link><description>Notizie, storie e interviste per raccontare il movimento cooperativo e per approfondire i temi che coinvolgono il nostro mondo.</description><lastBuildDate>Sat, 09 May 2026 15:36:38 +0200</lastBuildDate><atom:link href="https://www.cooperazionetrentina.it/it/rss/news" rel="self"><type>application/rss+xml</type></atom:link><item><guid isPermaLink="false">919e1996-2d08-452d-98db-cface9a0f86e</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/comunita-energetiche-rinnovabili-insieme-per-l-energia</link><title>Comunità energetiche rinnovabili: insieme per l'energia</title><description>Durante il Festival dell'Economia si è svolto un evento focalizzato sul ruolo delle comunità energetiche nella transizione verso un futuro energetico sostenibile. Il dibattito, moderato da Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia, ha portato una varietà di punti di vista e esperienze da diverse realtà.</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/rm1ebnb0/festival-dell-economia-comunita-energetiche-alla-prova-dei-fatti-nella-foto-davide-tabarelli-laura-borsieri-giacomo-cantarella-sara-capuzzo-da-imagefullwide.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/comunita-energetiche-rinnovabili-insieme-per-l-energia" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1170</width><height>780</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p class=" text-justify"><strong>Laura Borsieri</strong>, rappresentante del <strong>Consorzio Elettrico di Storo</strong> (CEDIS), ha presentato il caso di successo della prima Comunità Energetica Rinnovabile in Trentino, situata nella frazione di Riccomassimo, un piccolo borgo di montagna con 51 abitanti, tra cui 13 bambini e ragazzi. CEDIS ha agito come produttore terzo, mettendo a disposizione le proprie competenze sia dal punto di vista normativo che tecnico per la realizzazione della Comunità Energetica Rinnovabile di Riccomassimo, in collaborazione con la neo-costituita APS La Buona Fonte.</p>
<p class=" text-justify">Il sistema della comunità energetica è basato su pannelli fotovoltaici, con ogni pannello abbinato a un ottimizzatore posizionato sul retro per massimizzare la produzione energetica. L'energia pulita in eccesso viene accumulata in una batteria di accumulo da 13,5 kW/h, consentendo alle abitazioni del borgo di utilizzarla anche quando il sole non è presente. Attraverso un'app dedicata, è possibile monitorare la produzione e il consumo energetico. L'energia prodotta dall'impianto rimane di proprietà commerciale di CEDIS, mentre gli utenti che fanno parte della Comunità Energetica Rinnovabile continuano a ricevere la bolletta normalmente dal proprio fornitore abituale. Il Gestore dei Servizi Energetici (GSE) incentiva l'energia effettivamente condivisa tra i membri della comunità, calcolata come la differenza tra l'energia prodotta e consumata nello stesso periodo di tempo. A tali utenti viene riconosciuto un incentivo di 0,110 €/kWh e un'agevolazione tariffaria di 0,008 €/kWh. </p>
<p class=" text-justify"><strong>Giacomo Cantarella</strong>, Business Development Manager di EPQ, un'azienda italiana nel settore della flessibilità e del energy management, ha offerto un punto di vista privilegiato da parte di un operatore del settore. Ha esplorato le opportunità e le sfide legate alle Comunità Energetiche, evidenziando l'importanza di agire su più fronti, come il prezzo dell'energia, gli schemi di incentivazione e le opportunità regolatorie e tecnologiche. Concettualmente, qualunque tipologia di utenza può avere dei benefici nella misura in cui è in grado di consumare l’energia nello stesso momento in cui viene prodotta dall’impianto fotovoltaico. A questo proposito è importante segnalare che ogni Comunità Energetica deve stabilire delle regole per definire come distribuire i proventi erogati da GSE sotto forma di incentivo. Si tratta di un vero e proprio progetto di governance, che deve tenere conto di aspetti tecnici, di aspetti finanziari e di aspetti sociali. Senza dimenticare che fra gli obiettivi delle direttive europee, oltre allo sviluppo degli impianti a fonte rinnovabile, c’è anche il superamento della povertà energetica. Le comunità energetiche rinnovabili, come sottolineato da <strong>Sara Capuzzo</strong>, presidente di ènostra, rappresentano un modo per amplificare la voce dei territori nella transizione energetica e creare nuove opportunità di lavoro. ènostra è coinvolta in 14 progetti di comunità energetiche e autoconsumo e ha recentemente inaugurato il più grande impianto eolico collettivo in Italia, situato in Umbria vicino a Gubbio. Questa iniziativa è considerata un'azione politica che mette al centro le esigenze dei territori, in contrasto con l'approccio delle grandi aziende legate ai combustibili fossili. Le comunità energetiche rinnovabili non solo permettono ai cittadini di svolgere un ruolo attivo nella produzione di energia, ma rappresentano anche una soluzione per affrontare i problemi del riscaldamento globale e della povertà energetica. Inoltre, la produzione di energia attraverso impianti fotovoltaici può diventare una fonte di reddito grazie agli incentivi previsti dalla legislazione.<br /><br />FONTE: UFFICIO STAMPA PAT</p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">33cafda3-4238-4202-8d1a-5e055ce51501</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/il-ruolo-della-cooperazione-nell-educazione</link><title>Il ruolo della cooperazione nell’educazione</title><description>A chiudere il Fuori Festival in piazza S. Maria Maggiore nell’ambito del Festival dell’Economia di Trento il confronto è sul ruolo della cooperazione nell’educazione con Giusi Biaggi, presidente CGM, Claudio Bassetti, presidente CNCA - Trentino Alto Adige, Francesca Gennai, vicepresidente di Fondazione Franco Demarchi e presidente di Consolida, Michele Odorizzi, presidente coop. Kaleidoscopio, Angelo Prandini, direttore coordinatore coop. la Bussola. Nella moderazione è intervenuto Maurizio Camin, presidente Cooperativa Arianna, ponendo la questione attuale del caos attuale che di ricostruire un cammino. E se Biaggi ha parlato di come il digitale debba essere un alleato, per Gennai è necessario andare incontro ai nuovi linguaggi per essere in relazione. Secondo Odorizzi e Bassetti bisogna riorientare le politiche e riconoscere il lavoro educativo, mentre per Pandini nella complessità bisogna imparare ad agire continuando a formarsi.</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/msekifwq/festival-dell-economia-ricostruire-un-cammino-il-ruolo-della-cooperazione-nell-educazione-nella-foto-giusi-biaggi-francesca-gennai-michele-odor-imagefullwide.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/il-ruolo-della-cooperazione-nell-educazione" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1170</width><height>779</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p class=" text-justify"><strong>Giusi Biaggi</strong> è intervenuta sulla necessità della cooperazione di riprendere il cammino per continuare a fare impresa sociale sul territorio e sulle tre sfide di oggi che riguardano la rivoluzione digitale, il tema delle migrazioni, il trend demografico: “Dobbiamo far sì che il digitale sia un alleato e non un ostacolo. Ci dobbiamo far aiutare dalle nuove generazione.” E sul futuro dell’educazione ha sottolineato come sia necessario investire sulle figure educative attraverso una giusta remunerazione e un giusto riconoscimento sociale: “Da imprenditrice sociale penso che dobbiamo agire pensando ad una dimensione di impresa.” </p>
<p class=" text-justify">Secondo <strong>Francesca Gennai</strong> l’educazione ho l’obiettivo di rendere le persone capaci in un mondo che si sta costruendo e dove le parole vanno risignificate, anche nella cooperazione sociale nel rapporto tra l’educazione e le nuove generazioni: “Per convivere con le nuove generazioni è necessario andare incontro ai nuovi linguaggi per entrare e rimanere nelle relazioni.”<br /><br />A seguire <strong>Michele Odorizzi</strong>, ripercorrendo la nascita e il senso della cooperazione, ha sottolineato come sia necessario recuperare un orgoglio cooperativo e rilanciarne i principi, anche in relazione alla funzione educativa ed educante della cooperazione: “Serve un’intenzionalità, essere responsabili sul tema della salute, in termini di inclusione ed esclusione. Bisogna cambiare il paradigma sindacale, riconoscere la fatica del lavoro educativo e riorientare le politiche."</p>
<p class=" text-justify">Secondo <strong>Claudio Bassett</strong>i è necessario riprendere in mano le fila di una relazione e per una comunità coesa e solidale: “La cooperazione è il posto privilegiato per fare formazione, educare e comprendere i comportamenti.” Bassetti ha posto poi l’accento sul necessità di rilanciare un protagonismo delle politiche per un bene comune: “C’è una delegittimazione del lavoro sociale. Un pubblico che torna indietro a favore di un privato che si sta affermando sui bisogni delle persone.” </p>
<p class=" text-justify"><strong>Angelo Prandini</strong> è infine intervenuto in merito alla complessità della cooperazione, che non è caos: “Il cammino lo si fa camminando, come la cooperazione la si fa e non la si pensa. Per questo è necessario investire su soft skill e sul recupero di socialità, natura e corpo. Si imparare facendo, continuando a formarsi.”<br /><br />Fonte: UFFICIO STAMPA PAT</p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">79a04ac9-fef2-4af8-a254-ee3e2cc85f88</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/l-economista-zamagni-le-diseguaglianze-sono-peggio-della-poverta</link><title>L'economista Zamagni: "Le diseguaglianze sono peggio della povertà"</title><description>Per il Festival dell'Economia di Trento a palazzo Geremia incontro a più voci sulla relazione tra l'economia civile profit e no profit (basata tra l'altro sui principi di reciprocità e fraternità) e la sostenibilità sociale.</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/gtybmzof/festival-dell-economia-economia-civile-e-sostenibilita-sociale-nella-foto-carla-barbanti-elena-beccalli-nunzio-galantino-leonardo-becchetti-st-imagefullwide.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/l-economista-zamagni-le-diseguaglianze-sono-peggio-della-poverta" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1170</width><height>780</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p class=" text-justify">L'economista Stefano Zamagni ha tracciato un quadro generale. "Oggi le diseguaglianze sono peggio della povertà - ha affermato - perché creano destabilizzazione sia dell'ordine economico che di quello politico. Sono, di conseguenza, un fattore di forte disagio sociale". Zamagni ha proseguito sostenendo che "non può più funzionare il modello economico Stato-mercato. E' necessario, invece, sostituirlo con la triade Stato-mercato-comunità ispirata dal principio della sussidiarietà circolare". Sul degrado ambientale ha detto: "Abbiamo distrutto l''ambiente perché si è fatta confusione tra crescita e sviluppo".<br /><br />L'incontro, a palazzo Geremia, in una sala Falconetto piena, è stato moderato da Alessia Maccaferri, giornalista de Il Sole 24 Ore. Secondo monsignor Nunzio Galatino, presidente Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica, “va liquidata la dicotomia tra profit e no profit sostenendo anche la formazione ai valori del mutualismo e cooperativistici. E per questo c'è anche bisogno della migliore politica che invece spesso ostacola il cammino verso un mondo diverso. La Chiesa di Papa Francesco accompagna l'economia sociale”. Per Elena Beccalli dell'università Cattolica del Sacro Cuore “nel campo bancario va recuperato il credito di relazione. Cioè che mette in relazione l'azienda con l'istituto di credito per favorire lo sviluppo delle piccole e medie imprese sul presupposto della prossimità”.</p>
<p class=" text-justify">Leonardo Becchetti, dell'università di Roma Tor Vergata, ha sottolineato che “senza capitale sociale ogni sistema collassa. Ricordiamoci che le persone sono felici se sono attive e partecipano ad un sistema di cittadinanza attiva”. “Sul caro affitti segnalato dagli studenti – ha detto Carla Barbanti, presidente Confcooperative Habitat Sicilia – necessarie nuove politiche pubbliche”.<br /><br />Fonte: Ufficio Stampa PAT</p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">10a45f30-e8ca-4843-af16-ecdb9f7de405</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/il-lavoro-del-futuro-lo-sguardo-di-astrosamantha-incontra-quello-dei-ragazzi-delle-scuole-trentine</link><title>Il lavoro del futuro: lo sguardo di AstroSamantha incontra quello dei ragazzi delle scuole trentine</title><description>Dalla fantascienza alle nuove tecnologie, il futuro da sempre va di pari passo con le missioni spaziali. Cosa si aspetta per il suo futuro chi in quel futuro ci lavora, come Samantha Cristoforetti? La sua risposta, al Festival dell’Economia di Trento, ha negli occhi la Luna: “Lasceremo l’orbita bassa, per ritornare alle missioni lunari. Questa è la direzione che hanno preso sia Nasa che Esa, col supporto di enti privati. In particolare l’Italia farà la padrona nell’occuparsi dello sviluppo dei moduli abitativi, una volta raggiunto il satellite”. E per chi resterà sulla Terra? A immaginare le professioni di domani ci pensano 70 studenti delle superiori del territorio che, in collaborazione con la Federazione Trentina della Cooperazione, presentano diversi casi studio, in un quadro generale che spazia dal supporto delle macchine in ambiti come l’agricoltura, al permanere di professioni creative in mano all’umanità.</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/q5gbdehn/ae26052023015-imagefullwide.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/il-lavoro-del-futuro-lo-sguardo-di-astrosamantha-incontra-quello-dei-ragazzi-delle-scuole-trentine" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1170</width><height>780</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p class=" text-justify">“Negli ultimi 20 anni è diventato normale pensare che lassù, in orbita bassa, a circa 400km dalla Terra, ci sia la stazione spaziale internazionale. Il futuro però sarà diverso, non la avremo più”. Così si apre l’intervento di <strong>Samantha Cristoforetti</strong> al Festival dell’Economia di Trento. Un intervento che ridisegna e reimmagina la sua professione di astronauta, dando il “la” per parlare del futuro del lavoro in generale.</p>
<p class=" text-justify">“Siamo in un momento di transizione – chiarisce – in cui Nasa e Esa puntano a nuove missioni lunari, col supporto di enti privati che lanceranno le proprie infrastrutture. In particolare il programma Artemis si comporrà di diversi elementi: un razzo che porti gli astronauti in orbita; un’astronave in cui vivranno; e una volta in orbita lunare un lander, Starship, che sarà appunto questa architettura realizzata da ente privato, rivoluzionaria per dimensioni, complessità e riutilizzabilità”. Un futuro tra le stelle che, come quello terreno, “avrà bisogno di voi ragazzi”, conclude AstroSamanta rivolgendosi direttamente al pubblico di giovanissimi in sala e lasciando loro la palla per presentare e immaginare il lavoro e il mondo dei prossimi 30 anni.</p>
<p class=" text-justify">Un progetto organizzato dalla <strong>Federazione Trentina della Cooperazione</strong>, che coinvolge una settantina di studenti e studentesse delle scuole superiori di secondo grado del territorio, chiamate a interrogarsi su tecnologie e scenari futuri. In particolare, gli studenti di terza e quarta dell’Istituto Tecnico Tecnologico “Marconi” di Rovereto immaginano la giornata tipo di una persona nel 2050, in un mondo in cui la tecnologia andrà a supporto dell’umanità in vari ambiti e settori, dallo stampare in 3d la colazione, al miglioramento dei settori dei trasporti e della sanità. Ai ragazzi di terza e quarta dell’Istituto “Marie Curie” di Pergine Valsugana, indirizzo Liceo economico e sociale, invece, spetta riportare i risultati di un questionario a proposito della del futuro da parte degli adulti e dei giovani, in un confronto in cui gli adulti sono convinti che il domani dei giovani sarà peggiore, e i giovani si dicono pronti ad affrontare le sfide. Ancora, la quarta AA, indirizzo Amministrazione Finanza e Marketing dell’Istituto tecnico economico “Tambosi” di Trento presenta i lavori che in futuro spariranno e i nuovi lavori che emergeranno, notando come, anche di fronte agli scenari peggiori, la creatività sarà ciò che salverà l’umanità e le sue espressioni professionali; la quarta Liceo delle scienze umane del “Rosmini” di Trento parla dell’etica del lavoro al tempo dell’intelligenza artificiale; e la quarta Liceo delle scienze umane del “Rosmini” di Trento affronta il tema dell’agricoltura 4.0., rimarcando la “salvezza”, per il lavoro di domani, nello sviluppo di competenze ibride.<br /><br />"Immaginare il proprio futuro - chiosa il presidente della Federazione <strong>Roberto Simoni</strong> - è un esercizio importantissimo per i ragazzi. In questo modo possono riflettere sulle opportunità e sulle sfide che verranno, ma anche sulle nuove competenze che sarà necessario sviluppare”.<br /><br />Fonte: Ufficio Stampa PAT</p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">199b2980-65b8-42e6-aee6-0b1411ea0545</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/pnrr-il-nuovo-piano-marshall-per-cambiare-l-italia</link><title>Pnrr, il nuovo Piano Marshall per cambiare l’Italia</title><description><![CDATA[<p>Ma attenzione ad evitare gli errori (Leonardi) e a diffidare dello ‘statocentrismo’ (Venturelli): occorre collaborare con le parti sociali</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/5rqjxhzy/tavolo.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/pnrr-il-nuovo-piano-marshall-per-cambiare-l-italia" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2312</width><height>1734</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Non spaventa le categorie il termine di giugno 2026 per la realizzazione degli obiettivi del Pnrr. Certo gli ostacoli sono presenti ma individuabili e per questo gestibili con serenità. Questo quanto è emerso durante l’incontro del Festival dell’Economia di Trento ‘Pnrr: ostacoli, protagonisti e opportunità’ ospitato nella sala conferenze del Dipartimento di Economia, moderato da <strong>Manuela Perrone</strong>, giornalista Il Sole 24 Ore.</p>
<p>Il Pnrr è una grande occasione per cambiare il metodo in cui funziona la pubblica amministrazione italiana. Ma dobbiamo stare attenti a non fare errori. Questo l’esordio di <strong>Marco Leonardi</strong>, Università di Milano “La Statale”, che ha messo però in guardia da tre errori da evitare, in primis la discontinuità amministrativa. “Il Pnrr non è un bancomat – ha detto –: non si può cambiare fonte di finanziamento in continuazione. Si può fare, certo, ma con moderazione. Terzo errore da evitare è la revisione, che va gestita con delicatezza e riservatezza. La pubblica amministrazione ha già paura della firma, perché non sente copertura politica. Se tutti pensano che ogni cosa sia in itinere e mai ferma nessuno si assume responsabilità”.</p>
<p>“Lo “statocentrismo” non vince – ha aggiunto <strong>Marco Venturelli</strong>, segretario generale, Confcooperative –. Il successo del Pnrr passa attraverso la collaborazione con le parti sociali che hanno la capacità di leggere i bisogni del territorio collaborando con la PA attraverso la coprogrammazione e la coprogettazione. Bisogna immaginare come sarà il Paese dopo il Pnrr. Senza dimenticare le aree interne tagliate troppo spesso fuori dalle grandi infrastrutture. Quali saranno i servizi per l’infanzia, i servizi di welfare e soprattutto la loro gestione. Bisogna porsi il problema. Un esempio? Le case di comunità. Realizzeremo nuove strutture ma non abbiamo le figure professionali. Rischiamo di fare caserme senza soldati”.</p>
<p>Oltre la metà delle risorse del Piano sono destinate all’edilizia. <strong>Federica Brancaccio</strong>, presidente ANCE: “Il Piano deve essere un successo e riteniamo che sia prematuro tirare somme e fare stime. La parte di programmazione e territorializzazione dei fondi ha rispettato il cronoprogramma. È la sfida più affascinante che questa generazione si troverà ad affrontare. Non esiste l’opzione ‘Non lo facciamo’. Pensiamo se sul piano Marshall il nostro Paese avesse tergiversato. È la più grande occasione del secolo non si può perdere”.  </p>
<p>Ottimista anche<strong> Dario Scannapieco</strong>, amministratore delegato CDP, intervenuto in videocollegamento: “Serve un po’ più di serenità. Il Ministro Fitto ha fatto un ottimo lavoro nel cercare di integrare i fabbisogni del Paese con i fondi. Bisogna lavorare senza drammatizzare. Le opere si riusciranno a fare. Il Pnrr è un piano di riforme che consentiranno all’Italia di mettersi stabilmente su una traiettoria migliore e di fare le riforme di cui necessita. La vera sfida è cambiare le procedure”.</p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">189acf9b-48de-4d64-a8ee-1cffd80705a8</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/italian-sounding-un-fenomeno-che-vale-miliardi-di-euro</link><title>Italian sounding, un fenomeno che vale 80 miliardi di euro </title><description><![CDATA[<p>Alcuni tra i più importanti esponenti della cooperazione agroalimentare italiana si sono confrontati stamane a Palazzo Benvenuti sul tema dell’export e della vendita di prodotti “simil italiani” nel mondo, in un panel in programma al Festival dell’Economia di Trento. A stimolare il dibattito lo studio di “The European House Ambrosetti”, che ha messo in luce l’alto numero di prodotti imitati all’estero.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/jqnbmto4/convegno.jpeg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/italian-sounding-un-fenomeno-che-vale-miliardi-di-euro" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2048</width><height>1536</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Parmigiano, ragù e aceto balsamico i più imitati. <strong>In Giappone, Germania e Brasile 7 prodotti su 10 non sono originali</strong>. Il fatturato dell’export dei prodotti agroalimentari percepiti come italiani vale oltre <strong>129 miliardi di euro</strong>, di questi solo il 40% va alle imprese che producono realmente in italia, il resto, la fetta più grande, alimenta l’industria del falso.  La denuncia viene dal workshop “La cooperazione agroalimentare tra tutela e valorizzazione del cibo italiano. L’export alla prova dei mercati e dell’Italian Sounding organizzato da Confcooperative nel corso della prima giornata del Festival dell’Economia a Trento.    </p>
<p>“<em>Il mercato del falso nel made in Italy agroalimentare vale più del totale dell’export veramente italiano,</em> – ha sottolineato il presidente di Confcooperative, <strong>Maurizio Gardini</strong> - <em>nonostante quest’ultimo abbiamo superato la barriera psicologica dei 50 miliardi di controvalore. A fronte di questo risultato il falso made in Italy ha fatto registrare un fatturato poco meno di 80 miliardi, il 60% in più. Un paradosso che produce un notevole danno economico per i produttori e di immagine per l’intera economia del nostro Paese</em>”. </p>
<p> “<em>Supportare l’export</em> – ha aggiunto <strong>Carlo Piccinini</strong>, presidente di Confcooperative Fedagripesca - <em>non significa solamente promuovere, incentivare. Significa anche tutelare, direttamente nei mercati esteri, le quote di mercato che abbiamo conquistato con il grande impegno dei nostri esportatori, proteggendo le nostre eccellenze dalle imitazioni. Significa fare chiarezza su cosa è veramente Made in Italy prima di tutto a casa nostra nell’ottica della massima trasparenza che il consumatore merita</em>”.   </p>
<p>Ragù, Parmigiano e aceto balsamico, sono i tre prodotti più falsificati: 6 su 10 di quelli venduti all’estero sono italian fake food, prodotti che di italiano hanno solo il nome, eppure vengono percepiti come tali da chi li acquista.   </p>
<p> "<em>Le cooperative lattiero caseario </em>– replica <strong>Michele Falzetta</strong>, general manager Latteria Soresina - <em>fanno una importante attività di sviluppo all’estero, supportate anche dai Consorzi di tutela come quello del Grana Padano del Parmigiano, del provolone e del gorgonzola, soprattutto per le attività di comunicazione. Lo step successivo necessita di sviluppo di reti commerciali dirette che esigono investimenti importanti. Per quest’ultima esigenza sarebbero auspicabili processi di aggregazioni tra le cooperative sul mercato estero</em>".   </p>
<p>L’indagine, condotta da “The European House Ambrosetti” e Assocamerestero, ha studiato il fenomeno considerando gli scaffali della GDO internazionale e interrogando 250 retailer di 10 Paesi (Stati Uniti, Canada, Brasile, Regno Unito, Germania, Francia, Paesi Bassi, Cina, Giappone e Australia) con focus su 11 prodotti tipici del Made in Italy agroalimentare (parmigiano, gorgonzola, prosciutto, salame, pasta di grano duro, pizza surgelata, olio-extra vergine di oliva, aceto balsamico, ragù, pesto e prosecco). La metodologia usata per condurre la survey si basa su due coefficienti: </p>
<ul>
<li>uno in grado di calcolare la presenza sugli scaffali dei supermercati di prodotti del vero italiano</li>
<li>l'altro consente di depurare il risultato dalla quota di consumatori che scelgono referenze non autentiche italiane attirati dalla convenienza di prezzo (3 consumatori su 10 ricercano il prezzo basso e non l’italianità dei prodotti)</li>
</ul>
<p>Dall’analisi del primo coefficiente, l’Italian sounding risulta più marcato in Giappone (quota di prodotti non autentici pari al 70,9%), in Brasile (70,5%) e in Germania (67,9%). Analizzando i prodotti, l’Italian sounding è più marcato nel ragù (61,4%), nel parmigiano (61%) e nell’aceto balsamico (60,5%).  </p>
<p>“<em>Un fenomeno difficile da limitare </em>- spiega il presidente di Ambrosetti <strong>Marco Grazioli </strong>- <em>ma alcune cose si possono fare. Ad esempio, migliorare gli accordi bilaterali tra italia e singoli paesi, lavorare sulle etichettature e diffondere la cultura del cibo italiano e il suo sinonimo di eccellenza”.</em> </p>
<p>Al dibattito ha contribuito <strong>Pina Costa</strong>, direttore relazioni esterne Assocamerestero: “<em>L’Italian sounding è una forma di marketing aggressivo, perché l’Italia sul settore agroalimentare ha un’importanza quasi onirica, alimentata dagli stessi italiani all’estero. Quello che possiamo fare è insistere a consolidare la nostra rete, costituita da 84 camere di commercio italiane in 61 paesi esteri, aggrega oltre 23mila imprenditori italiani ed esteri e rappresenta per il Sistema Italia una partnership fondamentale per aiutare le imprese, in particolare quelle piccole e medie, a radicarsi sui mercati esteri creando collegamenti e relazioni fiduciarie con le comunità d'affari estere</em>”. </p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">4882a3e8-5d83-42b7-a9d4-e4e3387c87ca</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/l-economia-sociale-e-capitalismo-nuovi-paradigmi-per-le-sfide-del-futuro-e-quanto-alla-cina</link><title>L’economia sociale e capitalismo. Nuovi paradigmi per le sfide del futuro. E quanto alla Cina…</title><description><![CDATA[Stamani al Dipartimento di Sociologia dell’Università di Trento il  primo dibattito del Festival su nuovo capitalismo tra sostenibilità e disuguaglianze.<br /><br />Maurizio Gardini (presidente Confcooperative): il Pil italiano cresce più di altri Paesi europei, ma allo stesso tempo aumentano povertà e fratture sociali, minando così la coesione sociale. L’economia partecipativa, di risposta ai bisogni e di relazione con i territori contrapposta alla finanziarizzazione dell’economia che punta solo ai dividendi.<br /><br />Aldo Bonomi: senza coesione i territori non reggono. Marcello Signorelli (Università Perugia): o l’Occidente saprà essere competitivo sul fronte economico, altrimenti il declino ci sarà anche sul fronte culturale e della qualità delle relazioni.]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/ckzjxz34/tavolo.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/l-economia-sociale-e-capitalismo-nuovi-paradigmi-per-le-sfide-del-futuro-e-quanto-alla-cina" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2000</width><height>1500</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p class="x_MsoNormal">Più che discutere su un nuovo capitalismo, occorre interrogarsi su un nuovo modello di economia. Perché se cresce il Pil insieme alla povertà, alla polarizzazione della ricchezza (il 10% più ricco della popolazione detiene il 53,5% della ricchezza nazionale, il 50% più povero l’8,4%),  a territori che rimangono indietro, e questo mina la coesione sociale che è vitale. Il rischio di una economia in mano ai grandi Fondi investimento che puntano solo ai dividendi è sempre più accentuato.</p>
<p class="x_MsoNormal">Così<span>  <strong>Maurizio Gardini</strong>, presidente di Confcooperative, nel panel “Un nuovo modello di capitalismo tra sostenibilità e diseguaglianze” in apertura del Festival dell’Economia a Trento.</span></p>
<p class="x_MsoNormal">«Si moltiplicano le diverse forme di povertà: nell’educazione, nel welfare, nell’abitazione. Le cooperative con il loro modello di economia sociale portano avanti un progetto imprenditoriale che si fa carico dei bisogni di cittadini e di comunità. È un progetto di costruzione che nasce dal basso e si identifica in valori di partecipazione. Dobbiamo riportare l’attenzione sui territori, e l’Europa ce ne dà l’occasione.</p>
<p class="x_MsoNormal">Abbiamo necessità di ricostruire paradigmi economici e sociali in grado di risollevare le aree interne, creare piattaforme digitali, costituire comunità energetiche, riqualificare le aree urbane. Un nuovo modello che esprima un ambientalismo non solo ideologico, ma che si concili con uno sviluppo economico e sociale equilibrato».</p>
<p class="x_MsoNormal">«L’Italia interpreta un modello originale di capitalismo – ha affermato<span> <strong>Aldo Bonomi</strong>, fondatore e coordinatore del consorzio AASTER – che è diverso da quello anglosassone, renano o francese. Qui contano i territori, pochi grandi gruppi e una rete di medie imprese con ossatura cooperativa. È un capitalismo molecolare, diffuso.</span></p>
<p class="x_MsoNormal">Oggi si compete tra sistemi territoriali, tra piattaforme: digitali, manifatturiere, agricole, turistiche… Quello che conta è che senza coesione sociale un territorio non regge».</p>
<p class="x_MsoNormal">«Il capitalismo ha custodito alcuni capitali come industriosità ed efficienza, ma non è stato capace di custodire le virtù civili, che sono dentro il capitale umano, per troppi anni sacrificato – ha detto<span> <strong>Luigino Bruni,</strong> economista della Lumsa e caposcuola dell’economia civile – occorre ricostituirlo se vogliamo rendere sostenibili le nostre imprese».</span></p>
<p class="x_MsoNormal">«Nel 1970 consumavamo quello che producevamo in un anno, adesso lo consumiamo in sei mesi, in Italia anche prima. Sta diventando sempre più importante produrre rispettando l’ambiente, il sociale e con una governance adeguata (in sigla ESG) – ha affermato<span> <strong>Rita D’Ecclesia</strong> docente dell’Università La Sapienza di Roma. C’è ancora molto da fare, ma sta aumentando l’attenzione».</span></p>
<p class="x_MsoNormal">«Se guardiamo ai modelli di successo, indubbiamente quello cinese negli ultimi quarant’anni ha mostrato le migliori performance – ha affermato<span> <strong>Marcello Signorelli</strong> dell’Università di Perugia – perché è cresciuto dal 2 al 20% del PIL globale.</span></p>
<p class="x_MsoNormal">Non è il modello a cui aspiriamo, ma la superiorità della civiltà occidentale ed europea deve concretizzarsi in una maggiore capacità di competere dal punto di vista economico, altrimenti sarà impossibile preservare modelli e relazioni virtuose.</p>
<p class="x_MsoNormal">La qualità della vita dipende dal modo di fare impresa, dai consumatori e anche dal modo di comportarsi degli Stati.</p>
<p class="x_MsoNormal">Anzi gli investimenti materiali e immateriali degli Stati sono fondamentali per favorire uno sviluppo. La Cina e altri paesi emergenti hanno puntato molto su ricerca e sviluppo. L’Unione europea e l’Italia devono fare di più per individuare i settori dove investire. O l’Occidente avrà la capacità di essere competitivo sul fronte economico, altrimenti il declino ci sarà anche sul fronte culturale e della qualità delle relazioni», è stata la sua conclusione.</p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">39a935bb-0358-4fb0-ad64-430dcf7cf9ff</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/la-cooperazione-al-festival-dell-economia-di-trento</link><title>La Cooperazione al Festival dell'Economia di Trento 2023</title><description>Torna il Festival dell’Economia di Trento con molte iniziative che riguardano il mondo cooperativo. Verrà data attenzione a temi come export, sostenibilità, energia, lavoro, giovani e donne con il contributo di Confcooperative. Mentre a Palazzo Roccabruna verrà dato spazio a "il gusto di stare insieme", un'iniziativa enogastronomica che vedrà la cooperazione agricola trentina protagonista, con il supporto della Federazione e di Promocoop.</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/a1vlqk0e/festival-dell-economia-reference.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/la-cooperazione-al-festival-dell-economia-di-trento" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1170</width><height>780</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[Sono molti gli eventi che vedono la presenza di relatori provenienti dal mondo cooperativo, anche grazie alla partecipazione attiva di<span> </span><strong>Confcooperative</strong>, per il secondo anno sponsor principale, e di<span> </span><strong>Cooperazione Trentina </strong>che, insieme a<span> </span><strong>Promocoop</strong>, sarà presente all'interno di Palazzo Roccabruna,<span> </span>scrigno dell’eccellenza enogastronomica trentina, con le principali cooperative agroalimentari che coccoleranno giornalisti e relatori del Festival con degustazioni e buffet.<br /><br />A questi si aggiunge l'iniziativa "<strong>Il lavoro che mi aspetto</strong>", in collaborazione con la<span> </span><strong>Federazione Trentina della Cooperazione</strong>, un percorso che condurrà alcuni giovani studenti trentini a presentare, in occasione del Festival, la loro visione sul contesto economico e lavorativo col quale tra qualche anno dovranno misurarsi. Per rimanere poi aggiornati sui temi rilevanti sulla sostenibilità e lo sviluppo del territorio ci saranno tre panel tematici coordinati da<span> </span><strong>Euricse</strong>: l’<strong>economia sociale</strong>, le<strong> comunità energetiche</strong> e l’<strong>amministrazione condivisa</strong>.<br /><br />Ecco gli eventi che vedono la presenza del mondo cooperativo trentino e italiano:<br /><br />
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<li class="page-title"><strong><a rel="noopener" href="https://www.festivaleconomia.it/it/evento/un-nuovo-modello-di-capitalismo-tra-sostenibilita-e-diseguaglianze" target="_blank">Un nuovo modello di capitalismo tra sostenibilità e diseguaglianze</a><br /></strong>Giovedì 25 Maggio<br />09:30 - 10:30<br /><em>Dipartimento di sociologia - Aula Kessler<br /></em><strong>Alberto Orioli</strong>, Vicedirettore Vicario Il Sole 24 Ore, dialoga con <strong>Aldo Bonomi</strong>, Fondatore e coordinatore di ricerca Consorzio AASTER (Associazione Agenti di Sviluppo del Territorio), <strong>Luigino Bruni, </strong>Ordinario Lumsa e caposcuola dell’economia civile, <strong>Rita D’Ecclesia</strong>, Professor of Quantitative Finance, Università di Roma La Sapienza, <strong>Maurizio Gardini</strong>, Presidente Confcooperative, <strong>Marcello Signorelli</strong>, Università di Perugia.<br /><br /></li>
<li class="page-title"><a rel="noopener" href="https://www.festivaleconomia.it/it/evento/la-cooperazione-agroalimentare-tra-tutela-e-valorizzazione-del-cibo-italiano-lexport-alla" target="_blank"><strong>La cooperazione agroalimentare tra tutela e valorizzazione del cibo italiano. L’export alla prova dei mercati e dell’Italian sounding</strong></a><br />Giovedì 25 Maggio<br />12:00 - 13:00<br /><em>Cassa Rurale Trento - Palazzo Benvenuti</em><br />Introduzione di <strong>Carlo Piccinini</strong>, presidente Confcooperative Fedagripesca; Intervengono <strong>Marco Grazioli</strong>, The European House Ambrosetti illustra il rapporto Italia Sounding e <strong>Pina Costa</strong>, direttore relazioni esterne Assocamerestero: quali strumenti di sistema a sostegno delle imprese. Cooperative alla prova dei mercati l’esperienza di Latteria Soresina con Michele Falzetta, general manager. Conclusioni: proposte e scenari, <strong>Maurizio Gardini</strong>, presidente Confcooperative e M<strong>arco Grazioli</strong>, presidente The European House Ambrosetti.<br /><br /></li>
<li class="page-title"><strong>L’economia della bellezza: le cooperative di comunità </strong><br />Giovedì 25 Maggio<br />15:00 - 16:00<br /><em>Stand Confcooperative - Piazza Duomo<br /></em><strong>Massimiliano Monetti</strong>: la cooperazione di comunità per Confcooperative, <strong>Giovanni Teneggi</strong>: la promozione sui territori; <strong>Silvia Rossi</strong> (Fondosviluppo)  l’impegno e i risultati del Fondo mutualistico;<strong> Laura Cantarella</strong>, cooperativa di comunità Viso a Viso, Ostana,<strong> Barbara Rampelotto</strong>, Rappresentante cooperativa di comunità Green Land, Lavarone. Modera <strong>Emilio Casalini.</strong></li>
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<li class="page-title"><strong>Il lavoro che rinasce, da dipendenti a imprenditori, in cooperativa si può: i workers buy out<br /></strong>Giovedì 25 Maggio<br />16:30 - 18:00<br /><em>Stand Confcooperative - Piazza Duomo</em><em><br /></em><strong>Silvia Rossi </strong>Fondosviluppo, Confcooperative e gli strumenti di sistema. Testimonianze della cooperativa Spotlight (Como) con il presidente <strong>Pierfrancesco Palù </strong>e Costruzioni Segnaletica. </li>
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<li class="page-title"><strong>Cooperative e innovazione tra genere e generazioni <br /></strong>Giovedì 25 Maggio<br />16:30 - 18:00<br /><em>Stand Confcooperative - Piazza Duomo</em><em><br /></em><strong>Silvia Rossi </strong>Fondosviluppo, Confcooperative e gli strumenti di sistema. Testimonianze della cooperativa Spotlight (Como) con il presidente <strong>Pierfrancesco Palù </strong>e Costruzioni Segnaletica. </li>
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<li class="page-title"><a rel="noopener" href="https://www.festivaleconomia.it/it/evento/il-lavoro-che-mi-aspetto" target="_blank"><strong>Il lavoro che mi aspetto</strong></a> (in collaborazione con l'Area Formazione Cultura Cooperativa della Federazione Trentina della Cooperazione)<br />Venerdì 26 Maggio<br />14:00 - 15:30<br /><em>Auditorium Santa Chiara</em><br />Introduce <strong>Cheo Condina</strong>, giornalista Radiocor. Segue dialogo tra<strong> Samantha Cristoforetti</strong>, astronauta Agenzia spaziale europea e <strong>Roberto Battiston</strong>, Università di Trento sul tema “Dalla terra alla luna: il programma Artemis e la base lunare”. Seguirà l’incontro con gli studenti moderato da <strong>Cheo Condina</strong>, giornalista Radiocor, in collaborazione con la<strong> Federazione Trentina della Cooperazione</strong>.</li>
</ul>
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<li class="page-title"><a rel="noopener" href="https://www.festivaleconomia.it/it/evento/pnrr-ostacoli-protagonisti-e-opportunita" target="_blank"><strong>Pnrr: ostacoli, protagonisti e opportunità</strong></a><br />Venerdì 26 Maggio<br />16:00 - 17:00<br /><em>Dipartimento di Economia - Sala Conferenze</em>Osservatorio Pnrr I protagonisti: <strong>Federica Brancaccio</strong>, presidente ANCE, <strong>Marco Leonardi</strong>, Università di Milano “La Statale”, <strong>Dario Scannapieco</strong>, amministratore delegato CDP, <strong>Marco Venturelli</strong>, segretario generale, Confcooperative. Modera <strong>Manuela Perrone</strong>, giornalista Il Sole 24 Ore.</li>
</ul>
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<li class="page-title"><strong>L’energia dei territori: il modello delle comunità energetiche.</strong><br />Venerdì 26 Maggio<br />18:00 - 19:00<br /><em>Stand Confcooperative - Piazza Duomo</em><br />In apertura <strong>Roberto Savini,</strong> presidente Confcooperative Consumo e Utenza. Intervengono <strong>Laura Borsieri </strong>(Consorzio Cedisdi Storo), <strong>Maria Adele Prosperoni </strong>e <strong>Stefano Pizzuti </strong>(Direttore Smart Energy ENEA). Modera <strong>Filippo Solibello </strong>che presenterà il libro "SPAM".</li>
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<li><a rel="noopener" href="https://www.festivaleconomia.it/it/evento/il-lavoro-che-mi-aspetto" target="_blank"><strong>Il lavoro che mi aspetto</strong></a> (in collaborazione con l'Area Formazione Cultura Cooperativa della Federazione Trentina della Cooperazione)<br />Venerdì 26 Maggio<br />16:00 - 17:30<br /><em>Biblioteca Comunale</em><br />Dialogo tra gli <strong>studenti</strong> e <strong>Davide Tabarelli</strong> Presidente e Fondatore, Nomisma Energia.<br /><br /></li>
<li><strong>Cooperative di Comunità </strong><br />Venerdì 26 Maggio<br />18:00 - 19:30<br /><em>Stand Fondazione Demarchi - Piazza Santa Maria Maggiore<br /></em><strong>Roberto Del Bosco</strong> - Direttore Ufficio Enti cooperativi della Provincia autonoma di Trento<br /><strong>Stefano Moltrer</strong> - Cooperativa di comunità Kròft - Val dei Mocheni - Bersntol<br /><strong>Isacco Corradi</strong> - Sindaco del Comune di Lavarone e <strong>Christian Caneppele</strong> - Assessore Comune di Lavarone - Presidente Cooperativa di Comunità "Green Land" dell'Alpe Cimbra<br />Modera: <strong>Walter Viola</strong> - Direttore generale Fondazione Franco Demarchi<em><br /></em></li>
</ul>
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<li><strong>Il ruolo anticiclico delle imprese cooperative elettriche e di utenza. Esperienze mutualistiche a difesa dei soci per il contrasto al caro energia</strong><br />Sabato 27 Maggio<br />10:00 - 11:00<br /><em>Stand Confcooperative - Piazza Duomo<br /></em>Intervengono: Elisa<strong>Brunner</strong>, referente per le cooperative energetiche e acqua della Federazione Cooperative Raiffeisen; Alberto<strong>Cazzulani</strong>, presidente di Power Energia; Daniele<strong>Domanin</strong>,  consigliere di presidenza di Confcooperative Consumo e Utenza e coordinatore delle cooperative elettriche storiche italiane dell’arco alpino. Conclude: Roberto<strong>Savini</strong>, presidente Confcooperative Consumo e Utenza con <strong>Janina Landau.</strong><em><br /></em></li>
</ul>
<ul>
<li><strong>I costi della comunità educante</strong><br />Sabato 27 Maggio<br />ore 11.30 - 13.00<br /><em>Stand Fondazione Demarchi - Piazza Santa Maria Maggiore</em><br />Saluti istituzionali: <strong>Francesca Gennai</strong> - Vicepresidente Fondazione Franco Demarchi<br /><strong>Nadia Martinelli</strong> - Presidente ass. Donne in cooperazione<br /><strong>Sabina Bellione</strong> - Direttore Tecnico Area Progettazione del Consorzio Gino Mattarelli<br /><strong>Alessandra Piccoli</strong> - Ricercatrice Libera Università di Bolzano<br /><strong>Angela Chiavassa</strong> - Università degli studi di Padova</li>
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<li class="page-title"><a rel="noopener" href="https://www.festivaleconomia.it/it/evento/economia-sociale-e-politiche-dellunione-europea" target="_blank"><strong>Economia sociale e politiche dell’Unione europea</strong></a> (in collaborazione con Euricse)<br />Sabato 27 Maggio<br />11:45 - 12:45<br /><em>Itas Forum</em><br />Dialogano tra loro <strong>Giuseppe Consoli</strong> (Presidente, Itas Mutua), <strong>Sarah De Heusch</strong> (Direttrice Social Economy Europe), <strong>Antonella Noya</strong> (Responsabile, Unità Economia Sociale e Innovazione, Centro per l’Imprenditorialità, PMI, Regioni e Città dell’OCSE - OECD Trento), <strong>Maurizio Gardini</strong> (Presidente Confcooperative), <strong>Gianluca Salvatori</strong> (Segretario Generale EURICSE e Fondazione Italia Sociale).</li>
</ul>
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<li class="page-title"><a rel="noopener" href="https://www.festivaleconomia.it/it/evento/la-nuova-era-della-medicina-dalla-prevenzione-alla-terapia" target="_blank"><strong>La nuova era della medicina, dalla prevenzione alla terapia</strong></a><br />Sabato 27 Maggio<br />14:00 - 15:30<br /><em>Dipartimento di sociologia - Aula Kessler</em><br />Introduce <strong>Alberto Mantovani</strong>, Presidente Fondazione Humanitas per la Ricerca, in dialogo con <em><strong>Nicoletta Carbone</strong>, giornalista Radio 24</em>. Segue tavola rotonda con <strong>Jacopo Andreose</strong>, CEO Angelini Pharma, <strong>Maria Grazia Mediati</strong>, vicepresidente Confcooperative sanità, <strong>Maria Rescigno</strong>, capo del laboratorio di immunologia delle mucose e microbiota Humanitas, pro-rettore alla ricerca di Humanitas University, Paola Rossi, Università di Pavia, <em>Nicoletta Carbone, giornalista Radio 24</em>.</li>
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<li><strong>Economia Collaborativa e Neomutualismo: Il futuro è già qui</strong><br />Sabato 27 Maggio<br />14:30 - 15:30<br /><em>Stand Confcooperative - Piazza Duomo</em><br />Flaviano <strong>Zandonai,</strong> Open Innovation Manager CGM; Daniela <strong>Rader,</strong> manager di Rete Italian Building System; Franco <strong>Contu</strong>, Co-founder SardexPay; Francesco <strong>Stocco</strong>, co-founder Myrestartup. Modera Alessandro <strong>Pontara</strong>, presidente Dal Barba Cooperativa Sociale</li>
</ul>
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<li><strong><a rel="noopener" href="https://www.festivaleconomia.it/it/evento/economia-civile-e-sostenibilita-sociale" target="_blank">Economia civile e sostenibilità sociale</a></strong><br />Sabato 27 Maggio<br />17:30 - 19:00<br /><em>Sala Falconetto - Comune di Trento</em><br />Dialogano tra loro <strong>Carla Barbanti</strong>, Presidente HABITAT Sicilia, <strong>Stefano Zamagni</strong>, Docente di Economia Civile - Università di Bologna, <strong>Elena Beccalli</strong>, Preside Facoltà di Scienze bancarie finanziarie e assicurative Università Cattolica del Sacro Cuore, <strong>Leonardo Becchetti</strong>, Economista - Università di Roma Tor Vergata, <strong>Nunzio Galantino</strong>, Presidente - Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica, <strong>Alessia Maccaferri</strong>, Giornalista Il Sole 24 Ore</li>
</ul>
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<li class="page-title"><a rel="noopener" href="https://www.festivaleconomia.it/it/evento/ricostruire-un-cammino-il-ruolo-della-cooperazione-nelleducazione" target="_blank"><strong>Ricostruire un cammino: il ruolo della cooperazione nell’educazione</strong></a><br />Domenica 28 Maggio<br />11:30 - 13:00<br /><em>Stand Fondazione Demarchi - Piazza Santa Maria Maggiore</em><br />Dialogo tra <strong>Giusi Biaggi</strong> (Presidente CGM), <strong>Claudio Bassetti</strong> (Presidente CNCA Trentino Alto Adige), <strong>Francesca Gennai</strong> (Presidente Consolida, Vicepresidente Fondazione Franco Demarchi e CGM), <strong>Michele Odorizzi</strong> (Presidente Cooperazione Salute), <strong>Angelo Prandini</strong> (Consigliere Federazione Trentina della Cooperazione), <strong>Maurizio Camin</strong> (Presidente Cooperativa Arianna).<br /><br /></li>
<li class="page-title"><a rel="noopener" href="https://www.festivaleconomia.it/it/evento/comunita-energetiche-alla-prova-dei-fatti" target="_blank"><strong>Comunità energetiche alla prova dei fatti</strong></a>  (in collaborazione con Euricse)<br />Domenica 28 Maggio<br />14:30 - 15:30<br /><em>Fondazione Caritro<br /></em>Dialogano tra loro<strong> Laura Borsieri</strong> (Responsabile Relazioni e Reporting, CEDIS Cooperativa Elettrica Storica), <strong>Giacomo Cantarella</strong> (Business Development Manager presso EPQ), <strong>Sara Capuzzo</strong> (Presidente ènostra), <strong>Davide Tabarelli</strong> (Presidente e Fondatore, Nomisma Energia).</li>
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<li class="page-title"><a rel="noopener" href="https://www.festivaleconomia.it/it/evento/osservatorio-pnrr-bilancio-e-prospettive" target="_blank"><strong>Osservatorio Pnrr, bilancio e prospettive</strong>  </a><br />Domenica 28 Maggio<br />14:30 - 16:00<br /><em>Dipartimento di sociologia - Aula Kessler</em><br />Dialogano tra loro <strong>Gloria Bartoli</strong> (Segretaria Generale dell'Osservatorio Produttività e Welfare, Fondazione Economia Tor Vergata), <strong>Federica Brancaccio</strong> (Presidente Ance), <strong>Federico Freni</strong> (Sottosegretario di Stato per l’economia e le finanze), <strong>Luigi Paganetto</strong> (Università di Roma Tor Vergata), Marco Venturelli (Segretario Generale, Confcooperative), <strong>Manuela Perrone</strong> (Giornalista Il Sole 24 Ore).</li>
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<li><a rel="noopener" href="https://www.festivaleconomia.it/it/evento/nuovi-modelli-di-collaborazione-tra-il-pubblico-e-il-terzo-settore" target="_blank"><strong>Nuovi modelli di collaborazione tra il pubblico e il terzo settore </strong></a> (in collaborazione con Euricse)<br />Domenica 28 Maggio<br />09:30 - 10:30<br /><em>Castello del Buonconsiglio - Sala Marangonerie</em><br />Dialogano tra loro <strong>Daniela Ciaffi</strong> (Sociologa attiva in Labsus), <strong>Daria de Pretis</strong> (Vicepresidente della Corte costituzionale), <strong>Vanessa Pallucchi</strong> (Portavoce, Forum Nazionale Terzo Settore), <strong>Riccardo Bodini</strong> (Direttore, Euricse), <strong>Linda Laura Sabbadini</strong> (Direttrice centrale Istat).</li>
</ul>
Tutte le news relative alla Cooperazione al Festival dell'economia di Trento sono visibili al link: <a href="http://www.cooperazionetrentina.it/festivaleconomiatrento23">www.cooperazionetrentina.it/festivaleconomiatrento23</a>.]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">131e4ac6-892a-457b-9e0c-56c475791bb1</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/studenti-e-studentesse-a-confronto-sul-lavoro-in-cooperativa</link><title>Studenti e studentesse a confronto sul lavoro in cooperativa</title><description><![CDATA[<p>Oltre 180 studenti e studentesse hanno celebrato la conclusione del loro percorso di alternanza scuola-lavoro in forma cooperativa, incontrandosi online per condividere la loro esperienza e raccogliere stimoli utili per progettare il loro futuro professionale. Tonina: il mondo della cooperazione può dare e insegnare molto. Simoni: abbiamo bisogno di voi ragazzi e ragazze per far crescere il movimento cooperativo e il nostro territorio</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/c05pvfq2/studenti-e-studentesse-a-confronto-sul-lavoro-in-cooperativa.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/studenti-e-studentesse-a-confronto-sul-lavoro-in-cooperativa" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1833</width><height>881</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Sono otto le cooperative formative scolastiche che hanno concluso quest’anno il loro progetto di alternanza scuola-lavoro in forma cooperativa. Oltre 180 ragazzi e ragazze hanno, infatti, scelto di cooperare per realizzare progetti anche molto ambiziosi. A loro è stato dedicato questa mattina, mercoledì 19 maggio, un appuntamento online per celebrare la conclusione del loro percorso e condividere le loro esperienze.</p>
<p>A congratularsi con loro, l’assessore provinciale alla cooperazione <strong>Mario Tonina</strong>, che portando il saluto della Giunta e dell’assessore all’istruzione <strong>Mirko Bisesti</strong>, si è complimentato con i giovani connessi e ha messo in luce il valore dell’educazione cooperativa a scuola. “È importante diffondere tra i giovani – ha detto – i principi e i valori della cooperazione, e quello delle cooperative scolastiche è uno strumento che ha dimostrato di saper coniugare in modo efficace questi obiettivi formativi”.</p>
<p>È poi intervenuto il presidente della Federazione <strong>Roberto Simoni</strong>, che nel complimentarsi con i giovani soci e socie li ha esortati a portare il contributo per affrontare le sfide che il Trentino sta affrontando, portando “competenza, passione, orgoglio e innovazione”.</p>
<p>In rappresentanza del mondo della scuola provinciale, sono intervenuti <strong>Roberto Ceccato</strong>, responsabile del Dipartimento istruzione e cultura, e <strong>Viviana</strong> <strong>Sbardella</strong>, responsabile della Sovrintendenza scolastica.</p>
<p>Al microfono si sono alternati i giovani protagonisti, raccontando obiettivi, risultati, ma anche le difficoltà incontrate e le soluzioni individuate. Come le studentesse e gli studenti dell’Istituto tecnico-economico di Primiero, che, dopo aver costituito la Cfs “Sentiersi insieme” per promuovere un nuovo sentieri di trekking nella loro zona, hanno saputo reinventarsi, dimostrando flessibilità, creatività e determinazione. O i ragazzi e le ragazze del Liceo Maffei di Riva del Garda, che, partiti con l'idea di realizzare attività teatrali con la loro Cfs “Sunafè”, hanno rivisto i loro obiettivi e aderito al progetto Coopcast, per realizzare un podcast sui temi dell'Agenda 2030 dell'Onu. La sostenibilità, e il racconto dei tanti modi in cui può essere declinata in chiave soprattutto locale, è stato il tema che ha guidato anche l’attività delle Cfs “Eco Agenda 20-30ino” dell’Istituto tecnico tecnologico Marconi di Rovereto, “Just Believe” del Liceo Filzi di Rovereto e “Oltre il possibile” dell’Istituto tecnico commerciale Tambosi di Trento.</p>
<p>Lo stare bene, e in particolare le motivazioni e i lati positivi che ne sono alla base sul luogo di lavoro, è stato il tema affrontato dalla Cfs “We will help you” dell’Istituto don Milano di Rovereto, mentre la Cfs “Odonetti” dell’Istituto Ivo de Carneri di Civezzano si è dedicata all’organizzazione della vendita di panini durante la ricreazione. E c’è anche chi ha avuto modo di sperimentare il lavoro per cui si sta preparando, come la Cfs “One Tab”, dell’Istituto Buonarroti di Trento, che ha partecipato al testing e alla stesura del manuale della piattaforma gestionale della loro cooperativa partner.</p>
<p>L’incontro è stato, inoltre, occasione per presentare l’esperienza cooperativa di tre giovani, che hanno raccontato come la capacità di collaborare e fare rete abbia fatto la differenza, con ricadute positive anche sul contesto locale in cui operano. A cominciare da <strong>Gabriel Tavernini</strong>, che ancora studente è stato coinvolto nello sviluppo di una piattaforma dedicata al lavoro giovanile, <strong>Giulio</strong> <strong>Michelon</strong>, startupper digitale, e <strong>Miriam Pugliese</strong>, socia fondatrice di una cooperativa che in Calabria ha ridato vita alla tradizionale coltura dei bachi da seta.</p>]]></encoded></item></channel></rss>