<rss version="2.0"><channel xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"><title>News</title><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/rss/news?categoria=europa</link><description>Notizie, storie e interviste per raccontare il movimento cooperativo e per approfondire i temi che coinvolgono il nostro mondo.</description><lastBuildDate>Mon, 09 Mar 2026 13:51:34 +0100</lastBuildDate><atom:link href="https://www.cooperazionetrentina.it/it/rss/news" rel="self"><type>application/rss+xml</type></atom:link><item><guid isPermaLink="false">a8be4e67-1398-441c-9468-a2d1cd6e419c</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/fondazione-valtes-orizzonte-europa-una-visione-di-futuro</link><title>Fondazione Valtes: “Orizzonte Europa, una visione di futuro”</title><description><![CDATA[<p>Nella splendida cornice di Casa Raphael a Roncegno si è svolta, lo scorso fine settimana, la quarta edizione de “Gli Orizzonti della Fondazione Valtes”: una scuola di cittadinanza informale voluta da Valtes, la Fondazione della Cassa Rurale Valsugana e Tesino, in collaborazione con altri soggetti culturali del territorio.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/3wjbjaxg/partecipanti-a-orizzonte-europa-di-fondazione-valtes.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/fondazione-valtes-orizzonte-europa-una-visione-di-futuro" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1800</width><height>1201</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Si è concluso ieri il quarto appuntamento de “Gli Orizzonti della Fondazione Valtes”, nella splendida e suggestiva cornice di Casa Raphael a Roncegno.</p>
<p>Un appuntamento che sta diventando tradizione, ideato e proposto da Fondazione Valtes in collaborazione con altri soggetti culturali locali: Arte Sella, Associazione Agorà e Fondazione Trentina Alcide Degasperi. Una cordata culturale che trova nell’organizzazione de “Gli Orizzonti” un’espressione concreta di collaborazione fattiva, per offrire al territorio una proposta di alto livello, in un formato innovativo.</p>
<p>Una scuola di cittadinanza informale, in cui i partecipanti vivono un fine settimana residenziale, con l’opportunità di approfondire, con l’aiuto di diversi esperti, un tema di grande attualità, e al contempo di creare o rafforzare legami e relazioni, alla base di ogni processo di crescita comunitaria. Un tempo di qualità, sospeso fra presente e futuro, per tentare di capire dinamiche che stanno apportando importanti cambiamenti nel senso e nella qualità di una cittadinanza attiva e consapevole.</p>
<p>“Orizzonte Europa”: questo il titolo del fine settimana appena trascorso, dal 10 al 12 ottobre, al quale hanno partecipato circa una trentina di persone, prevalentemente dal territorio in cui opera la Fondazione. Un Orizzonte in cui si è cercato di approfondire il ruolo dell’Europa in una fase storica in cui i rapporti internazionali non sono più necessariamente basati sul diritto internazionale, quanto piuttosto sui rapporti di forza e di potere. Una base geopolitica che stravolge i principi e valori su cui abbiamo costruito in Europa ottant’anni di storia, e che necessariamente richiede un nuovo modo di concepire relazioni esterne ma anche processi interni.</p>
<p>“Un fine settimana che ci ha arricchito molto” – il commento di <strong>Stefano Modena</strong>, presidente di Fondazione Valtes e vicepresidente di Cassa Rurale Valsugana e Tesino. “Come negli altri Orizzonti, abbiamo avuto l’opportunità di vivere relazioni anche in momenti informali, sia fra i partecipanti che con i relatori; allo stesso tempo, è stata un’occasione di approfondimento di una tematica quanto mai attuale, che ci chiama a nuove forme di responsabilità e di consapevolezza. Di fronte a quanto sta succedendo a livello geopolitico, una reazione potrebbe essere quella di mettere la testa sotto la sabbia, rifiutandoci di vedere i cambiamenti. Oppure, quella di cercare di capirli meglio, nelle loro dinamiche e conseguenze. Certo non per cambiare processi ben più grandi di noi, ma una maggiore consapevolezza e capacità di lettura di quanto succede nel nostro contesto temporale ci consente di vivere con maggiore responsabilità il nostro ruolo di cittadini attivi, membri di una comunità in cammino di cui siamo parte. Cambiare la nostra postura di fronte ai problemi, trovare nuove forme di relazione è qualcosa che dipende unicamente da noi: questo l’obiettivo principale degli orizzonti. Orizzonte Europa ci ha aiutato a riflettere sui grandi temi dell’umano: la pace e la giustizia, la guerra e i conflitti; a ragionare sul contributo che l’Europa può e deve dare, pena la sua irrilevanza sullo scacchiere internazionale. Ringrazio di cuore i relatori, autorevoli e qualificati; il personale e la struttura di Casa Raphael, che ci ha fatto sentire a casa e gli enti con cui, ormai da due anni, stiamo portando avanti questa iniziativa. La collaborazione con Fondazione Trentina Alcide Degasperi, Arte Sella e Associazione Agorà diventa di volta in volta più strutturale, articolata e di grande significato per tutto il territorio. Ma, soprattutto, un grazie a tutti i partecipanti per la loro presenza attiva, che ha portato valore a tutto il progetto.”</p>
<p>Il fine settimana ha potuto contare sul contributo di diversi esperti di politica e relazioni internazionali: il professore <strong>Vincent Della Sala</strong>, dell’Università di Trento, ha parlato del cambio di paradigma fra un ordine basato sulla globalizzazione e sull’interdipendenza economica fra gli stati ad uno basati invece su un rapporto di potere. <strong>Giorgio Cuscito</strong>, analista geopolitico di Limes, ha portato un contributo sullo sviluppo americano e sui fattori di crisi dell’impero americano, per soffermarsi poi sul sogno imperiale cinese, che vede però al proprio interno ancora difficoltà e contraddizioni.</p>
<p>Una testimonianza importante sulla ricerca quale asset strategico per l’Europa è stata portata dal rettore dell’Università di Trento, <strong>prof. Flavio Deflorian</strong>, in dialogo con la giornalista <strong>Marika Damaggio</strong>. Un colloquio aperto e franco sui vari temi di interesse dell’Università di Trento e in generale sul contesto accademico italiano ed europeo, con il rettore disponibile a rispondere alle numerose domande dei partecipanti.</p>
<p>Infine, altri due nomi di spicco ospiti della scuola sono stati <strong>Karolina Muti</strong>, dell’Istituto Affari Internazionali di Roma, che ha parlato di difesa comune europea, e <strong>Giovanni Kessler</strong>, che ha portato un contributo e una visione di quanto sta succedendo a Gaza e in Ucraina. Un format, quello de “Gli Orizzonti”, che prevede appunto la residenzialità dei partecipanti nel fine settimana: una presenza impegnativa, ma anche generativa di incontri, riflessioni, stimoli, approfondimenti altrimenti impossibili da realizzare con questa intensità e questa qualità. Una cifra caratteristica e costitutiva di questa proposta, che verrà mantenuta anche con i prossimi appuntamenti.</p>
<p>Un modo anche per valorizzare le bellezze naturalistiche ed architettoniche del territorio: dopo Sella, il Tesino e Valbrenta, la scelta è caduta su una struttura che è un gioiello architettonico e naturalistico del nostro territorio. Il parco delle terme di Roncegno e la sua struttura ricettiva / sanitaria sono stati una scoperta per alcuni, una conferma per altri.</p>
<p>Una proposta innovativa, che racchiude diversi elementi positivi per il territorio e che sarà riproposta anche per il futuro.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Fondazione Valtes</author></item><item><guid isPermaLink="false">89bfb540-b380-4c81-b9c3-50c8d205111a</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/audizione-alla-camera-il-modello-sieg-per-il-rilancio-delle-aree-montane</link><title>Il modello SIEG per il rilancio delle aree montane</title><description>L'audizione alla Camera dei Deputati</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/qk4jsmzy/whatsapp-image-2025-01-22-at-15-20-57-1-.jpeg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/audizione-alla-camera-il-modello-sieg-per-il-rilancio-delle-aree-montane" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1600</width><height>800</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Il 22 gennaio 2025, ore 14.30, la Federazione Trentina della Cooperazione, rappresentata da Alessandro Ceschi, Direttore Generale, e Samuel Cornella, delegato a Bruxelles, ha partecipato all’audizione presso la XIV Commissione Politiche UE della Camera dei Deputati. Al centro dell’intervento, il ruolo strategico dei Servizi di Interesse Economico Generale (SIEG) per il sostegno alle comunità montane e la coesione sociale.<br /><br />Guarda la registrazione completa su Youtube</p>
<iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/MAzwrsAj2Ig?si=EHNb_1dTaJsRNeut" title="YouTube video player" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen=""></iframe>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">b4cd495c-af8c-4971-b3c3-ffb00217e11d</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/al-via-un-progetto-europeo-per-colmare-la-disparita-tra-regioni</link><title>3P4SSE, al via un progetto europeo per colmare la disparità tra regioni</title><description>Il secondo progetto finanziato quest'anno dalla Commissione Europea che coinvolge la Cooperazione Trentina, attraverso il programma Interreg Central Europe, si chiama 3P4SSE - Public-private partnership for Social and Solidarity Economy</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/w2thocf2/image.jpeg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/al-via-un-progetto-europeo-per-colmare-la-disparita-tra-regioni" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>3024</width><height>1794</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p><span>Il secondo progetto finanziato dalla Commissione europea, attraverso il programma Interreg Central Europe, si chiama <strong>3P4SSE</strong> - Public-private partnership for Social and Solidarity Economy. Esso mira a colmare le disparità regionali all’interno dell’Unione europea nell'approccio istituzionale alla coesione sociale e regionale (secondo i dati Eurostat, l’esclusione sociale e la povertà colpiscono maggiormente l’economia dei Paesi membri dell’UE situati nell’area mediterranea ed orientale). L’obiettivo è quindi promuovere la clusterizzazione territoriale delle economie sociali e solidali creando un sistema di reti multilivello, nella dimensione sia europea che regionale, basato su reti pubblico-private.</span> </p>
<p><span><strong>3P4SSE</strong> andrà oltre l'attuale stato dell'arte dei progetti di innovazione sociale nell'area europea, adottando un approccio basato sul luogo, sulla coesione delle specificità e promuovendo la cooperazione verticale e orizzontale tra pubblico e privato. I risultati attesi stanno nella definizione di una strategia congiunta per il rafforzamento dell'economia sociale e solidale in Europa, con precisi piani di azione, incoraggiando peer review e dinamiche di apprendimento sui servizi pubblici (sanità, istruzione e servizi sociali), anche attraverso la creazione di una piattaforma di condivisione delle conoscenze e dei servizi informatici, per facilitare l'apprendimento e lo scambio reciproco.</span> </p>
<p><span>I partner del progetto sono:  <strong>Provincia autonoma di Trento</strong> (capofila),<strong> NFCVD</strong> (Fondazione per lo sviluppo della società civile, Croazia), <strong>ARLEG</strong> (Agenzia di sviluppo regionale, Polonia), <strong>PRIZMA</strong> (Fondazione per l’inclusione sociale, Slovenia), FAB (Associazione supporto professionale, Austria), <strong>PBN</strong> (Pannon Business Network, Ungheria), <strong>Fondazione LINKS</strong> (Italia), <strong>ALDA+</strong> (Italia), <strong>Agenzia per lo sviluppo regionale Slovenia</strong>, <strong>Cooperazione Trentina</strong> (Italia), <strong>Centro per le politiche sociali</strong> (Polonia), Split – Dalmatia (Croazia).</span> </p>
<p><span>In questo contesto la Federazione condividerà esperienze e best practice trasferendo le competenze maturate sull'implementazione e la governance di iniziative integrate a livello territoriale. Non solo: co-progetterà metodologie e strategie di governance innovative, modellizzerà approcci e strumenti di presidio territoriale, anche attraverso azioni pilota. Il progetto durerà tre anni.</span> </p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">5ff74481-3fe6-4f68-8ecd-f90fb57d7537</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/al-via-il-progetto-gocore-il-progetto-europeo-per-costruire-comunita-resilienti</link><title>Al via il progetto Gocore, il progetto europeo per costruire comunità resilienti</title><description>Finanziato dal programma Interreg EU, Gocore (Governing Community Resilience), ha l'obiettivo di aumentare la capacità delle regioni periferiche di coinvolgere le loro comunità come partner attivi nello sviluppo e nell'attuazione delle politiche regionali. Saranno scambiate e implementate pratiche per il coinvolgimento delle comunità nell'attuazione delle politiche, per la responsabilizzazione degli attori comunitari nell'attivazione autonoma di azioni a sostegno dello sviluppo regionale e comunitario e per la dimostrazione e la comunicazione dell'impatto.</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/hjuose5o/gocore1.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/al-via-il-progetto-gocore-il-progetto-europeo-per-costruire-comunita-resilienti" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1086</width><height>1280</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p><span>Di fronte alle grandi sfide sociali, come le transizioni climatiche e digitali, e agli sviluppi socio-demografici, come l'invecchiamento, lo spopolamento e le migrazioni, le regioni possono infatti governare efficacemente lo sviluppo dei loro territori solo quando le comunità, i cittadini, la società civile e le piccole imprese sono partner attivi nella definizione e nell'attuazione delle politiche. </span> </p>
<p><span>Questo è particolarmente vero per le regioni rurali e periferiche, caratterizzate da popolazioni ridotte, risorse sparse e strutture pubbliche limitate. <strong>Queste regioni devono creare condizioni in cui gli attori delle comunità possano contribuire alla progettazione e all'attuazione delle politiche che riguardano le loro vite e la loro comunità</strong>. Ciò significa raccogliere e utilizzare efficacemente le loro idee e i loro bisogni per definire le politiche e fornire strumenti (finanziari e non) agli attori per attuare autonomamente i cambiamenti nelle loro comunità. In altre parole, costruire comunità resilienti.</span> </p>
<p><span>I partner del progetto Gocore provengono da Olanda (Municipalità di Fryslan - capofila) Danimarca (Municipalità di Syddjurs), Portogallo (Agenzia di sviluppo e innovazione di Funchal e la Rete dei Comuni della regione Coimbra), Italia (Federazione Trentina della Cooperazione), Estonia (Municipalità di Saaremaa), Ungheria (Municipalità di Debrecen), Belgio (La Comunità tedesca in Belgio) e hanno esperienze complementari nell'impegno e nell'empowerment delle comunità in un'ampia gamma di settori politici. La Federazione si pone, in particolare, l’obiettivo di contribuire con il suo know-how nell’ambito dell’economia sociale e solidale, con la piattaforma welfare territoriale e il Distretto dell’economia solidale. La durata del progetto è di tre anni.</span> </p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">e7e9b9dd-13f1-4d72-962f-7297f87c9723</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/rigotti-copa-cogeca-il-vino-alimento-della-cultura-europea-e-della-dieta-mediterranea</link><title>Rigotti (Copa-Cogeca): “Il vino? Alimento della cultura europea e della dieta mediterranea”.</title><description><![CDATA[<p>"Indispensabile riconoscere la differenza tra consumo moderato e consapevole ed abuso di vino”.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/tzapcayo/lucarigotti.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/rigotti-copa-cogeca-il-vino-alimento-della-cultura-europea-e-della-dieta-mediterranea" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1080</width><height>832</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Il vino è “indissolubilmente legato alla cultura e allo stile di vita di tutta Europa” e “molto più di una semplice bevanda alcolica: si tratta di un comparto produttivo che svolge un ruolo fondamentale nel mantenimento dell’occupazione e della sostenibilità economica, sociale e ambientale di intere aree rurali e che rappresenta anche la prima voce dell’export agroalimentare UE verso i paesi terzi”. Parola di Luca Rigotti, Presidente del Gruppo di lavoro Vino del Copa-Cogeca – l’organizzazione di rappresentanza delle cooperative agricole e degli agricoltori europei con sede a Bruxelles – che lo scrive in un suo editoriale diffuso in occasione del Capodanno 2022. </p>
<p>“Vale la pena ricordare – evidenzia Rigotti, che riveste anche il ruolo di Coordinatore del Settore Vino di Alleanza Cooperative – che l’intero ciclo economico della produzione e della commercializzazione del vino crea circa 3 milioni di posti di lavoro diretti a tempo pieno e che nei primi sette mesi del 2021 gli scambi di vino, che rappresentano la prima voce dell’export agroalimentare della Ue, hanno registrato un aumento del 30%, raggiungendo quota 2,2 miliardi di euro”.  </p>
<p>La Commissione secondo Rigotti non ha tenuto in debito conto della differenza tra uso ed abuso di vino nelle sue ultime scelte politiche. “Gli obiettivi del piano di lotta contro il cancro sono pienamente condivisibili – sostiene Rigotti – ma ciò non ci esime dal ravvisare una sostanziale mancanza di equilibrio nel voto favorevole espresso qualche settimana fa dalla Commissione speciale per la lotta al cancro del Parlamento europeo (Commissione BECA), poiché di fatto essa non distingue tra consumo moderato e consapevole di vino come alimento, per lo più consumato ai pasti e parte integrante tra l'altro della Dieta Mediterranea, patrimonio culturale immateriale dell'Unesco.  </p>
<p>Nel Rapporto della Commissione si legge infatti che “<em>non esiste un livello sicuro di consumo di alcol quando si tratta di prevenzione del cancro</em>”, un’affermazione che secondo il Presidente del Gruppo di lavoro Copa-Cogeca “va letta come una generalizzazione che non tiene conto della divergenza di risultati e di opinioni tra i membri della comunità scientifica e che finisce per stigmatizzare un prodotto agricolo naturale come il vino che fa parte della nostra tradizione, senza tra l’altro riuscire ad affrontare efficacemente le cause profonde del consumo dannoso”. </p>
<p>Rigotti ha infine ricordato l’impegno di Copa-Cogeca, insieme alle altre associazioni del vino, per ridurre il consumo dannoso di alcol attraverso iniziative come il <em>Wine in Moderation</em>, programma di responsabilità sociale lanciato nel 2008 dal settore vinicolo europeo. “Crediamo che la giusta risposta al consumo eccessivo e dannoso – scrive ancora nel suo editoriale – debba passare attraverso l'educazione e la consapevolezza. Sottolineare l'importanza di un consumo moderato, connesso al cibo nell'ambito di una dieta equilibrata e a un sano stile di vita, può al contrario contribuire a ridurre il consumo eccessivo e ottenere risultati duraturi. Le soluzioni rapide si sono spesso dimostrate inefficaci”. <br /><br />Fonte: Alleanza Cooperative Agroalimentari</p>]]></encoded></item></channel></rss>