<rss version="2.0"><channel xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"><title>News</title><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/rss/news?categoria=etichette</link><description>Notizie, storie e interviste per raccontare il movimento cooperativo e per approfondire i temi che coinvolgono il nostro mondo.</description><lastBuildDate>Mon, 08 Jun 2026 22:07:32 +0200</lastBuildDate><atom:link href="https://www.cooperazionetrentina.it/it/rss/news" rel="self"><type>application/rss+xml</type></atom:link><item><guid isPermaLink="false">c3e6ebb1-d3cd-4a0a-9b25-441aa201ad3e</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/meno-plastica-meno-sprechi-di-cibo-piu-sicurezza-alimentare</link><title>Meno plastica, meno sprechi di cibo, più sicurezza alimentare</title><description><![CDATA[<p>Le etichette per frutta e verdura diventano commestibili. Presentati i risultati del progetto Appeal sviluppato dal Politecnico di Milano e da 7 partner scientifici e industriali. Le nuove etichette edibili, ottenute attraverso bioprodotti della lavorazione delle mele, permettono un compostaggio “pulito” superando al tempo stesso i rischi legati all’ingestione involontaria. Mentre la tutela delle informazioni garantisce autenticità e accesso differenziato lungo l’intera filiera.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/5o1nsidg/appeal-illustrazione-componeneti-edibili-etichetta.png" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/meno-plastica-meno-sprechi-di-cibo-piu-sicurezza-alimentare" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1536</width><height>1024</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Un’etichetta <strong>commestibile e compostabile</strong>, capace di ridurre l’impatto ambientale del packaging agroalimentare, migliorare la gestione dei rifiuti organici e offrire nuove garanzie di sicurezza e tracciabilità lungo la filiera. È il risultato ottenuto grazie ad<strong> APPEAL – <em>Agrifood Protected by Printable Edible Authenticating Label</em>,</strong> il progetto finanziato dal Fondo Italiano per le Scienze Applicate (FISA) del Ministero dell’Università e della Ricerca e coordinato dal Politecnico di Milano insieme a sette partner scientifici e industriali, tra cui il Consorzio Melinda.</p>
<p>L’innovazione è stata presentata ieri durante il webinar “Oltre l’etichetta: ricerca, sostenibilità e innovazione”, promosso dall’ateneo milanese. Un appuntamento che ha acceso i riflettori su un <strong>settore in forte espansione</strong>: tra crescita dell’e-commerce, sviluppo della grande distribuzione e crescente necessità di tracciabilità digitale, il mercato globale dell’etichettatura vale oggi circa <strong>50 miliardi di dollari </strong>ed è destinato a crescere di oltre il 5% annuo nel prossimo decennio.</p>
<p>In questo scenario, l’etichetta edibile rappresenta una risposta concreta alle grandi sfide ambientali del nostro tempo: cambiamento climatico, aumento dei rifiuti e necessità di accelerare la transizione verso modelli produttivi circolari. Uno degli obiettivi principali è fornire una<strong> risposta efficace alla contaminazione della frazione organica</strong> destinata al compostaggio, la cui raccolta in Italia - certificano i dati ISPRA ricordati durante il webinar - è più che triplicata negli ultimi vent’anni, superando i 7,5 milioni di tonnellate.</p>
<p>L’innovazione sviluppata da APPEAL apre inoltre nuove prospettive per la <strong>bioeconomia circolare</strong>, un comparto che in Europa vale circa 3mila miliardi di euro e vede l’Italia tra i Paesi leader, con oltre 400 miliardi di valore generato e più di 2 milioni di occupati.</p>
<p>Il gruppo di ricerca del Dipartimento di Energia del Politecnico di Milano ha realizzato una nuova generazione di bollini commestibili ottenuti da<strong> ingredienti vegetali </strong>e matrici a base di polisaccaridi e pectina, recuperata anche dai <strong>sottoprodotti della lavorazione delle mele.</strong> Grande attenzione è stata dedicata allo sviluppo di film edibili, colle alimentari a base acqua e inchiostri compatibili con la stampa food-grade, progettati per garantire sicurezza, stabilità e leggibilità delle informazioni.</p>
<p>“L’obiettivo era progettare un’etichetta non solo edibile e sicura, ma anche pronta a rispondere alle <strong>nuove esigenze normative e industriali”</strong>, spiega Andrea Macrelli, ricercatore del Dipartimento di Energia del Politecnico di Milano. “I prototipi sviluppati sono già conformi agli obiettivi previsti dal PPWR,<strong> il nuovo regolamento europeo sugli imballaggi </strong>che entrerà in vigore ad agosto e innalzerà significativamente i target di riciclo e gli obblighi di compostabilità di alcuni imballaggi, tra cui le etichette alimentari. Inoltre, la soluzione è pensata per essere facilmente scalabile a livello industriale e adattabile alle diverse applicazioni ortofrutticole”.</p>
<p>Determinante il contributo del <strong>Consorzio Melinda,</strong> leader dell’ortofrutta italiana con oltre 400mila tonnellate di mele prodotte ogni anno, pari a circa il 20% della produzione nazionale. Forte di una lunga esperienza nell’economia circolare e nell’innovazione agroalimentare, Melinda ha<strong> testato le etichette</strong> ottenendo risultati particolarmente incoraggianti.</p>
<p>“I bollini edibili hanno mostrato una <strong>buona resistenza meccanica </strong>e un’elevata capacità adesiva anche in condizioni critiche di umidità, oltre a performance promettenti sul fronte della biodegradabilità e compostabilità”, sottolinea Nicola Vighi, esperto della divisione Ricerca e Sviluppo del Consorzio.</p>
<p>Accanto ai benefici ambientali, il progetto evidenzia anche importanti<strong> ricadute sanitarie</strong>. L’ingestione accidentale di etichette tradizionali è infatti un fenomeno molto più diffuso di quanto si pensi: secondo le stime, gli italiani ne ingerirebbero inconsapevolmente tra i 9 e i 22 milioni ogni anno.</p>
<p>Per questo le nuove etichette APPEAL sono state sottoposte a <strong>rigorosi test biologici in vitro,</strong> che hanno valutato citotossicità, risposta infiammatoria, stress ossidativo ed eventuali effetti sul DNA. “I risultati hanno evidenziato <strong>un’elevata biocompatibilità </strong>e l’assenza di segnali di danno cellulare, genotossicità o immunotossicità”, spiega Ilaria Vitali, ricercatrice del Dipartimento di Scienze Mediche dell’Università di Ferrara. “Anche dopo digestione simulata secondo protocollo INFOGEST, i campioni si sono dimostrati sicuri per i modelli intestinali ed epatici analizzati”.</p>
<p>L’etichetta è inoltre progettata su <strong>tre livelli di sicurezza</strong>, con accesso differenziato alle informazioni lungo tutta la filiera: i dati pubblici possono essere letti tramite smartphone dai consumatori che possono inoltre verificare l’autenticità dell’etichetta utilizzando semplici torce UV sfruttando le funzionalità dell’applicazione mobile, mentre le informazioni avanzate e riservate sono accessibili agli operatori attraverso strumenti ottici dedicati. Una soluzione che rafforza autenticità, tracciabilità e contrasto alle contraffazioni.</p>
<p>“Con APPEAL abbiamo voluto <strong>trasformare un problema ambientale in un’opportunità concreta</strong> <strong>di innovazione</strong>”, conclude Carlo Spartaco Casari, ordinario di Fisica della Materia al Politecnico di Milano e Principal Investigator del progetto. “Queste etichette sicure, edibili e industrialmente scalabili possono ridurre l’impatto dei materiali plastici e introdurre nuove funzioni per l’autenticazione dei prodotti agroalimentari. Il prossimo passo sarà lavorare insieme ai partner per portare questa tecnologia sul mercato”.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Melinda - Martina Valentini </author></item><item><guid isPermaLink="false">6788b85b-7398-4ccb-b5a0-2fc2a3299c1a</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/sicurezza-trasparenza-sostenibilita-le-etichette-agroalimentari-diventano-una-porta-per-il-futuro</link><title>Sicurezza, trasparenza, sostenibilità. Le etichette agroalimentari diventano una porta per il futuro</title><description><![CDATA[<p>Un incontro pubblico presenterà i risultati del progetto APPEAL (Agrifood Protected by Printable Edible Authenticating Label), sviluppato dal Politecnico di Milano in collaborazione con 7 partner scientifici e industriali.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/z3vevlug/invito-appeal.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/sicurezza-trasparenza-sostenibilita-le-etichette-agroalimentari-diventano-una-porta-per-il-futuro" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>800</width><height>550</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Un valore di mercato di oltre 50 miliardi di dollari e più di un trilione di unità annue utilizzate a livello globale solo nel comparto alimentare. Bastano questi due numeri per capire l’importanza che le etichette applicate ai prodotti agricoli hanno ormai assunto, complice l’evoluzione normativa, l’esigenza di trasferire informazioni sempre più dettagliate ai consumatori e l’importanza di valorizzare i marchi commerciali. Facile comprendere che, dietro questa espansione, si nasconde anche un rischio ambientale non marginale, se non si interviene con soluzioni capaci di minimizzare l’impatto di questo tipo di prodotti. E, insieme ad esso, anche un tema sanitario: solo in Italia ogni anno si mangiano inavvertitamente tra i 9 e i 22 milioni di etichette.</p>
<p>Da qui nasce l’idea del progetto APPEAL - <em>Agrifood Protected by Printable Edible Authenticating Label</em>. A svilupparlo, grazie a un finanziamento del Fondo Italiano per le Scienze Applicate (FISA), istituito dal Ministero dell’Università e della Ricerca, è il<strong> Politecnico di Milano</strong>, in collaborazione con 7 partner scientifici e industriali. “L’obiettivo della nostra ricerca - dichiara Carlo Spartaco Casari, Professore di Fisica della Materia - è quello di trasformare le etichette in uno strumento in grado di aumentare la trasparenza delle informazioni, la tracciabilità dei prodotti e ridurre l’impatto del packaging alimentare, sostituendo le plastiche tradizionali grazie all’utilizzo di bioprodotti, materiali innovativi tipici della bioeconomia circolare in grado di essere compostati insieme al resto dei rifiuti organici.”</p>
<p>I risultati del progetto verranno presentati in un incontro pubblico organizzato in collaborazione con il gruppo di ricerca dell’<strong>Università di Ferrara</strong> e il <strong>Consorzio Melinda</strong> in programma lunedì 11 maggio dalle 9.30 alle 12.30 presso la Sala del Consiglio del Campus Bovisa (Dipartimento di Energia del Politecnico di Milano - Edificio EN:LAB, Via Lambruschini, 8). </p>
<p>All’evento prenderanno parte rappresentanti del <strong>Cluster Spring, Novamont </strong>e<strong> Consorzio Italiano Compostatori</strong>. </p>
<p>Seguirà una tavola rotonda con i rappresentanti del sistema imprenditoriale della filiera del packaging. </p>
<p>Il programma completo è disponibile qui: <a href="https://www.appeal-labels.com/workshop-milano/">https://www.appeal-labels.com/workshop-milano/</a> </p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Melinda - Martina Valentini </author></item><item><guid isPermaLink="false">443cd5b9-e9d8-4c24-af35-d555ad03f872</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/rigotti-alleanza-cooperative-health-warnings-in-etichetta-non-risolutivi</link><title>Rigotti (Alleanza Cooperative): "Health warnings in etichetta non risolutivi"</title><description><![CDATA[<p>"Occorre definire una politica di prevenzione. Ora lavorare insieme, con approccio scientifico e non ideologico per il futuro del settore".</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/tzapcayo/lucarigotti.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/rigotti-alleanza-cooperative-health-warnings-in-etichetta-non-risolutivi" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1080</width><height>832</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>“Dobbiamo lavorare per fare in modo che non si ripeta un caso Irlanda che ha messo in discussione i principi del mercato unico e dell'Organizzazione Comune di mercato, quest'ultima nata proprio per garantire un'applicazione condivisa dei principi e delle regole europee in tutti gli Stati membri. L'approccio ideologico e mistificatorio degli <em>health warnings</em> in etichetta scarica la responsabilità sui consumatori e non risolve il problema, mentre noi dobbiamo invece lavorare per definire una politica di prevenzione condivisa, basata sul consumo moderato, campagne di educazione e di adeguata e corretta informazione a favore dei consumatori, facendo le dovute distinzioni in relazione alle modalità di consumo ed alle quantità, ribadendo che c'è differenza tra abuso e consumo responsabile”. Lo ha dichiarato Luca Rigotti, Coordinatore del settore vitivinicolo dell’Alleanza delle Cooperative, a margine degli organi dell’Alleanza in corso a Roma per fare il punto sulle principali questioni del comparto.</p>
<p>In relazione al tema sostenibilità, Luca Rigotti ha sostenuto la necessità di andare avanti sul fronte dello standard unico di sostenibilità, atteso da tempo dalla filiera vitivinicola ma rimasto incompiuto per quanto riguarda le regole di armonizzazione degli schemi volontari esistenti e la predisposizione di un marchio: “Abbiamo bisogno di un marchio distintivo dello standard unico di sostenibilità per poter distinguere il vino italiano sui mercati internazionali - ha detto Luca Rigotti - il marchio dovrà comunicare ai consumatori che il vino italiano, oltre alla qualità, rispetta più rigorosi standard ambientali e sociali. Sempre sul fronte estero, Rigotti chiede un passo avanti rispetto al sistema alternativo di tracciabilità dei vini Doc e Igt, “in grado di assicurare un più puntuale monitoraggio e riscontro tra la base produttiva ed i volumi posti in commercio, in particolare sui mercati esteri”.</p>
<p>Sono tanti, a parere del Presidente Rigotti, gli spazi di lavoro ed i dossier aperti sia a livello europeo che nazionale ma occorre garantire un confronto costante e costruttivo. “Dobbiamo lavorare insieme ed essere capaci, con un approccio scientifico e non ideologico, di tracciare un percorso di futuro del settore, moderno e sempre più sostenibile, nella consapevolezza che molto è stato fatto anche in termini di tutela e di mantenimento dei territori viticoli”.</p>
<p>Fonte: Alleanza Cooperative Agroalimentari</p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">da6e5f92-1287-4686-a18b-77abd916c34e</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/luca-rigotti-alleanza-cooperative-agroalimentari-su-etichette-vino</link><title>Luca Rigotti (Alleanza Cooperative Agroalimentari) su etichette vino</title><description><![CDATA[<p>Sul vino non si deve fare terrorismo psicologico, come invece nel caso dell’Irlanda, ma informazione corretta per una migliore educazione al consumo. È netto il messaggio del coordinatore vino di Alleanza Cooperative Agroalimentari Luca Rigotti nel suo intervento alla tavola rotonda “Vino fare sistema” svoltasi questo pomeriggio al Vinitaly, alla presenza del ministro degli esteri Antonio Tajani e del sottosegretario Patrizio La Pietra.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/xvblui21/etichettevinorigotti.jpeg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/luca-rigotti-alleanza-cooperative-agroalimentari-su-etichette-vino" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1024</width><height>768</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>“Sull’indicazione in etichetta di calorie ed ingredienti e sull’inserimento di messaggi di avvertenza, - sottolinea Rigotti - ribadiamo la necessità che per i prodotti vitivinicoli si segua un approccio consapevole ed educativo, mai allarmistico”. Non solo: “Mentre le indicazioni nutrizionali e della lista degli ingredienti possono avere, se impostate nel modo corretto, un significato di trasparenza e di supporto alle scelte consapevoli da parte dei consumatori, ciò non può in alcun modo avvenire attraverso l’imposizione, come nel caso dell’Irlanda, di messaggi intimidatori da trasmettere al consumatore che non tengano in alcun conto la differenza tra consumo e abuso”, osserva.</p>
<p>Ricordiamo infatti che l’accordo raggiunto dal settore vitivinicolo con la Commissione Europea prevede l’indicazione in etichetta delle sole calorie, mentre l’indicazione degli altri valori nutrizionali e dell’elenco degli ingredienti potrà avvenire off-label. E in tema di “warning label” il coordinatore vino di Alleanza Cooperative Agroalimentari ha le idee chiare: “Sono controproducenti in termini di educazione al consumo, e appaiono piuttosto come una sorta di ‘scarico di responsabilità’ da parte di chi le impone, preferendo questo approccio a quello più difficile di insegnare ed educare ad un consumo corretto e consapevole del vino”. Insomma: “ “Iniziative come quella irlandese mettono a repentaglio l’unitarietà dell’organizzazione comune di mercato, così come l’immagine di un prodotto dalla tradizione millenaria, simbolo della Dieta Mediterranea e del buon vivere”, conclude.</p>
<p>Fonte: Alleanza Cooperative Agroalimentari</p>]]></encoded></item></channel></rss>