<rss version="2.0"><channel xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"><title>News</title><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/rss/news?categoria=emergenza</link><description>Notizie, storie e interviste per raccontare il movimento cooperativo e per approfondire i temi che coinvolgono il nostro mondo.</description><lastBuildDate>Fri, 24 Apr 2026 15:41:03 +0200</lastBuildDate><atom:link href="https://www.cooperazionetrentina.it/it/rss/news" rel="self"><type>application/rss+xml</type></atom:link><item><guid isPermaLink="false">9e428222-6085-426e-bf9b-c6947c7a6405</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/profughi-ucraini-il-progetto-di-accoglienza-della-cooperazione-trentina</link><title>Profughi ucraini, il progetto di accoglienza della Cooperazione Trentina</title><description>La rete delle cooperative trentine si è attivata per organizzare il soggiorno delle famiglie in fuga dalla guerra. Nelle strutture messe a disposizione gratuitamente da Casse Rurali, comuni e privati gli ospiti usufruiranno dei servizi pensati per rendere meno traumatica la lontananza da casa: coinvolte cooperative sociali, Consolida, Cla - Consorzio Lavoro Ambiente, cooperazione di consumo. Le persone ospitate saranno indicate dal servizio Cinformi della Provincia autonoma.</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/bgopqoi4/cover-profughi.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/profughi-ucraini-il-progetto-di-accoglienza-della-cooperazione-trentina" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1920</width><height>1080</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Sono un centinaio le persone in fuga dalla guerra in Ucraina che la Cooperazione Trentina si appresta ad accogliere nelle prossime settimane. Mamme, figli e anziani che scappano in condizioni disperate e che arrivano in Trentino attraverso i mille percorsi della solidarietà e dell’accoglienza.</p>
<p>Il sistema cooperativo, attraverso le proprie strutture, consorzi e cooperative, farà la propria parte offrendo servizi di accoglienza che in maniera integrata si faranno carico di tanti aspetti pratici che riguardano il soggiorno. Dalla disponibilità di una abitazione dignitosa, alla mediazione linguistica, dal supporto psicologico all’accudimento dei bambini, fino al buono per la spesa alimentare in Famiglia cooperativa.</p>
<p>Il progetto è stato presentato stamani a Trento, presso la sede della Federazione Trentina della Cooperazione. “La Federazione ha ricevuto tante sollecitazioni dalle cooperative e dai consorzi che si sono messi a disposizione con spontaneità per dare un contributo in questa situazione di emergenza – ha esordito <strong>Germano Preghenella</strong>, vicepresidente della Federazione e presidente di Cla –. Noi ci siamo concentrati sull’accoglienza ma anche sul medio periodo, cioè sulla fase che segue e che comprende l’inclusione e l’integrazione. Stiamo infatti cercando di strutturare una rete di appartamenti sul territorio che permetta a chi arriva di ricreare l’intimità familiare. Siamo allineati con Cinformi e la Provincia, ai quali ci affianchiamo per offrire il nostro supporto, consapevoli che le risorse da reperire sono tante e che l’orizzonte temporale su cui lavorare non sarà breve”.</p>
<p>“Stiamo cercando di canalizzare tutta l’energia positiva che arriva dal nostro movimento cooperativo – ha aggiunto <strong>Alessandro Ceschi</strong>, direttore generale della Federazione, che ha ringraziato le persone e le imprese coinvolte per la accorata e solerte risposta – per razionalizzarla e gestirla. In questo la Federazione ha il ruolo di collettore, per cercare di fare ordine in un momento che è tutt’altro che ordinato. La nostra intermediazione mira anche a sollevare le cooperative, le organizzazioni e i privati che mettono a disposizione appartamenti dalle incombenze burocratiche ed amministrative, che vanno dai contratti alle bollette, per fare degli esempi, favorendo tutto il processo”.</p>
<p>L’iniziativa prende le mosse dalla disponibilità di immobili offerti gratuitamente da Casse Rurali, comuni, privati cittadini. Gli appartamenti vengono presi in carico dalla Federazione, con contratto di comodato gratuito o similare, che a sua volta li renderà disponibili per gli ospiti.</p>
<p><strong>Il punto di partenza: l’ex convento di Arsio in valle di Non</strong></p>
<p>Un primo elenco di immobili è già disponibile. Sono per lo più strutture in proprietà delle Casse Rurali: la più rilevante è un ex convento di proprietà della <strong>Cassa Rurale Novella Alta Anaunia</strong> ad Arsio, frazione di Brez in Valle di Non, che può ospitare fino ad una quarantina di persone. La Cassa, oltre che a mettere a disposizione l’immobile, anche attraverso la Fondazione Alessandro Bertagnolli “il Sollievo” si farà carico dei costi delle utenze.</p>
<p>Sarà quindi una struttura di tipo alberghiero dove potranno trovare ospitalità persone presumibilmente per brevi periodi. L’intervento sarà finanziato in parte dal consorzio <strong>Melinda</strong>, dalla <strong>Cassa Rurale Valle di Non</strong> e dal Comune di Novella, mentre la <strong>cooperativa Kaleidoscopio</strong> si occuperà dell’organizzazione generale e dei servizi dedicati.</p>
<p>Altri immobili sono offerti dalla <strong>Cassa Rurale Alto Garda Rovereto</strong> (due appartamenti), <strong>Rurale Alta Valsugana </strong>e <strong>Rurale Valle di Non</strong>. Anche il Comune di <strong>Borgo Chiese</strong> ha manifestato la possibilità di mettere a disposizione quattro o cinque alloggi, che saranno gestiti dalla <strong>cooperativa Incontra</strong> di Tione.</p>
<p>“La nostra Cassa Rurale ha messo subito a disposizione l’ex convento di Arsio, di cui siamo proprietari – ha detto<strong> Fernando Miccoli</strong>, presidente Cassa Rurale Novella Alta Anaunia –. Si tratta di una struttura molto grande che è rimasta chiusa per un paio di anni a causa della pandemia, e che in precedenza offrivamo ad associazioni locali e provinciali per i soggiorni estivi”. </p>
<p>“Abbiamo sostenuto con forza questo progetto, perché desideriamo far sentire forte l’accoglienza del mondo agricolo trentino ai profughi in fuga – ha spiegato<strong> Ernesto Seppi</strong>, presidente Melinda –. La nostra sarà un’accoglienza integrata e di qualità; stiamo lavorando, insieme a decine di volontari della società civile, per rendere usufruibile nel più breve tempo possibile la struttura di Arsio. Servirà qualche giorno e poi saremo pronti”.</p>
<p>“Il tema è quello della chiamata – ha aggiunto <strong>Michele Odorizzi</strong>, presidente cooperativa sociale Kaleidoscopio – perché ciascuno di noi sente la responsabilità di mettere a disposizione quello che ha per far fronte a questa crisi umanitaria. Oltre alla struttura di San Vito, abbiamo offerto le nostre competenze ed esperienze nella gestione della struttura di Arsio, dove cureremo l’accoglienza e tutte quelle facilitazioni amministrative che consentiranno agli ospiti di spostarsi sul territorio, di mandare i figli a scuola, di avere innesti professionali e quant’altro di cui ci sarà bisogno”.</p>
<p>“Il nostro progetto – aggiunge <strong>Serenella Cipriani</strong>, presidente di Consolida – guarda all’oggi e quindi all’accoglienza in emergenza ma anche al domani, con l’obiettivo di dare un futuro inclusivo a queste persone, offrendo anche percorsi di integrazione sociale di medio termine”.</p>
<p><strong>Un progetto integrato</strong></p>
<p>L’iniziativa intende farsi carico di tutti gli aspetti legati al soggiorno di persone in condizioni di grande stress emotivo e spesso prive di risorse economiche. Nella gestione degli appartamenti e nella predisposizione dei servizi sono coinvolte tutte le componenti della cooperazione trentina. Il Cla - <strong>Consorzio Lavoro Ambiente</strong> gestirà in particolare l’adeguamento delle strutture (pulizia, sistemazione, eventuale mobilio e suppellettili).</p>
<p>Le cooperative sociali coordinate dal consorzio<strong> Consolida</strong> garantiranno i servizi di prima necessità: mediazione linguistica, supporto psicologico, assistenza bambini, servizi per l’infanzia.</p>
<p>Queste persone avranno la possibilità di fare la spesa in <strong>Famiglia Cooperativa</strong>, usufruendo di buoni messi a disposizione dalla cooperazione di consumo. Ogni Famiglia Cooperativa potrà eventualmente integrare la cifra con proprie iniziative.</p>
<p>Si ipotizza la compartecipazione al finanziamento del progetto al 50% a carico del sistema cooperativo e altrettanto da parte dell’ente pubblico attraverso Cinformi. La Cooperazione si avvarrà anche del sostegno del fondo con finalità sociali alimentato dalla bolletta etico-solidale <strong>Etika</strong>.</p>
<p> </p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">19f4deb6-4661-493a-9d4e-1f806e33f951</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/emergenza-infermieri-si-attivano-le-cooperative-sociali-domenica-attesi-a-trento-i-primi-7-neolaureati-da-tirana</link><title>Emergenza infermieri, si attivano le cooperative sociali. Domenica attesi a Trento i primi 7 neolaureati da Tirana</title><description><![CDATA[<p>La carenza cronica di infermieri/e professionali a servizio delle strutture per anziani gestite dalle cooperative sociali trova una prima risposta dalla collaborazione con l’Università Cattolica Nostra Signora del Buon Consiglio di Tirana. Domenica arriveranno i primi sette infermieri laureati.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/m2gnakfa/whatsapp-image-2022-02-11-at-17-19-37.jpeg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/emergenza-infermieri-si-attivano-le-cooperative-sociali-domenica-attesi-a-trento-i-primi-7-neolaureati-da-tirana" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1328</width><height>747</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>La carenza cronica di personale infermieristico nelle strutture sanitarie e socio-sanitarie ha avuto una ulteriore accelerazione con l’emergenza Covid. Un problema diventato vera e propria emergenza soprattutto nelle strutture di assistenza per gli anziani come le Rsa.</p>
<p>Una possibile via di uscita dall’emergenza è rappresentata dall’Albania, terra in cui da tempo sono attivi contatti e progetti comuni con il Trentino, in particolare nel campo della formazione riservata all’emancipazione delle giovani donne, altrimenti destinate ad un ruolo sociale di secondo piano, per iniziativa della cooperazione sociale e della Curia.</p>
<p>In particolare, si è rivelato particolarmente efficace la relazione con l’Università Cattolica Nostra Signora del Buon Consiglio di Tirana, istituto nato nel 2004 che ha attivato corsi di laurea di medicina e infermieristica in collaborazione con l’Università Tor Vergata, titoli pienamente riconosciuti dallo Stato italiano e quindi subito spendibili anche nelle strutture sanitarie trentine.</p>
<p>Oggi pomeriggio nella sede della Federazione a Trento si è svolto l’incontro tra il presidente della Cooperazione Trentina <strong>Roberto Simoni</strong>, il referente del progetto <strong>Paolo Fellin</strong> (Coop Vales) e il Rettore della Fondazione dell’Università <strong>Padre Jerome Ndo</strong> Mih. Presente anche l’assessore provinciale alla Cooperazione internazionale <strong>Mattia Gottardi</strong>.</p>
<p>«Ringrazio tutti coloro che hanno reso possibile la realizzazione di questo progetto, molto innovativo» ha detto <strong>Roberto Simoni</strong>.</p>
<p>«Auspico – ha detto il rettore <strong>Padre Jerome Ndo Mih</strong> - che nel prossimo futuro Tirana venga considerato un partner speciale. Il nostro primo rettore era un trentino, padre Ruatti originario della Val di Sole»</p>
<p>«L’incontro con l’Università di Tirana ci ha permesso di conoscere una realtà molto qualificata che potrebbe essere interessata ad una collaborazione con la Provincia autonoma», ha detto <strong>Paolo</strong> <strong>Fellin</strong>.</p>
<p>«Sono in arrivo in Trentino i primi laureati disposti a lavorare nelle nostre strutture, ed altri potrebbero arrivare, anche a favore di altri partner. Per questo abbiamo chiesto all’ass. Gottardi di ripristinare canali di collaborazione con Tirana per sviluppare ulteriormente il progetto e farlo diventare sistema».</p>
<p>L’ass. <strong>Gottardi</strong>: «questa è una buona opportunità di cooperazione internazionale, l’Albania potrebbe essere uno dei primi territori per creare una collaborazione più stabile e un percorso più strutturato, dopo il rallentamento dovuto all’emergenza Covid. Il progetto è valido, massima disponibilità».</p>
<p>Il progetto prende le mosse da lontano, da quando, su sollecitazione di un gruppo di operatrici albanesi in servizio nelle cooperative sociali, sono stati attivati e autofinanziati i primi corsi di operatori socio assistenziali (OSS) riservati alle giovani donne, altrimenti escluse da progetti lavorativi, nella zona a nord/est del paese.</p>
<p>«Ci tengo a sottolineare – ha proseguito <strong>Fellin</strong> – che noi non facciamo intermediazione di manodopera né procacciamento di lavoro, ma creiamo un percorso virtuoso: loro vengono, verificano le opportunità, poi decidono. A tale scopo abbiamo costituito in territorio albanese una società non profit, la WeMi di Tirana, di cui è direttore l’avv. <strong>Luigj Gjergji</strong>. Noi proponiamo contratti di lavoro, con supervisione continua di questa realtà».</p>
<p>Gli infermieri e infermiere professionali che arriveranno in Trentino avranno l’opportunità di lavorare, dopo un periodo di tirocinio, nelle sedi di Trento o Bolzano della cooperativa Vales, a Trento presso la Spes, Curia Trentina e Opera Barelli, o a Padova con la cooperativa Solidarietà.</p>
<p><strong>I primi sette infermieri arriveranno domenica</strong>, e saranno impiegati all’interno delle strutture della cooperativa Spes.</p>]]></encoded></item></channel></rss>