<rss version="2.0"><channel xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"><title>News</title><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/rss/news?categoria=donne</link><description>Notizie, storie e interviste per raccontare il movimento cooperativo e per approfondire i temi che coinvolgono il nostro mondo.</description><lastBuildDate>Sun, 24 May 2026 13:18:40 +0200</lastBuildDate><atom:link href="https://www.cooperazionetrentina.it/it/rss/news" rel="self"><type>application/rss+xml</type></atom:link><item><guid isPermaLink="false">93781022-0f13-4337-b4b3-82a81c5b1ea5</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/insieme-contro-lo-spreco-alimentare</link><title>Insieme contro lo spreco alimentare</title><description>Un incontro promosso dalla Famiglia Cooperativa di Ronzo Chienis insieme a Donne in Cooperazione, Risto3 e Caritas per riflettere sul ruolo dei negozi di prossimità, dell’educazione alimentare e delle reti territoriali</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/kpynsdge/p-28-donne-spreco1.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/insieme-contro-lo-spreco-alimentare" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>4032</width><height>3024</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Nella Valle del Biologico a Ronzo Chienis è stato affrontato un tema di grande attualità: lo spreco alimentare. L’evento di tipo inter-cooperativo si inserisce in un percorso portato avanti con determinazione dall’Associazione Donne in Cooperazione, realtà del mondo cooperativo trentino impegnata da oltre vent’anni nell’empowerment femminile e, allo stesso tempo, attenta alla sostenibilità ambientale, alla gestione consapevole delle risorse e alla promozione di comportamenti responsabili.</p>
<p>La Famiglia Cooperativa di Ronzo Chienis è stata la promotrice ed organizzatrice; presenti la Coop Risto3, il Comune di Ronzo Chienis che unitamente alla Comunità della Vallagarina hanno concesso il patrocinio.</p>
<p>Moderato da <strong>Nadia Martinelli</strong> di Donne in Cooperazione, l’evento ha visto gli interventi della vicepresidente <strong>Giuliana Zandonai</strong>, della presidente della Famiglia Cooperativa Clara Mazzucchi, della nutrizionista di Risto3 Sara Marcelletti e della referente Caritas di Mori, Brentonico e Valle di Gresta, Virginia Mazzucchi.</p>
<p><strong>Clara Mazzucchi</strong> ha sottolineato l’importanza del ruolo dei negozi di prossimità nel limitare gli spostamenti, offrendo la possibilità di pianificare acquisti quotidiani, soprattutto per gli alimenti a rapido deperimento. Ha evidenziato inoltre l’importanza di un consumo consapevole, con l’opportunità di acquistare prodotti prossimi alla scadenza e di riutilizzare le eccedenze sia in ambito familiare, attraverso semplici ricette, sia facendo rete con le associazioni presenti sul territorio (Banco Alimentare, Caritas, ecc.). Il tutto con uno sguardo attento alla sostenibilità ambientale, limitando anche la produzione di CO₂ legata agli spostamenti verso punti vendita più lontani.</p>
<p>L’intervento di <strong>Sara Marcelletti</strong> di Risto3 ha messo in luce l’impegno costante della cooperativa, sia in ambito scolastico sia attraverso incontri organizzati sul territorio, volti a sensibilizzare sul tema dello spreco alimentare. Un argomento inserito già dieci anni fa nell’Agenda ONU 2030 e descritto puntualmente anche dalla Commissione Europea, che ne evidenzia i numerosi impatti negativi sul piano ambientale ed economico. Lo spreco si verifica lungo tutta la filiera agroalimentare e, come ricordato da Marcelletti, riguarda in particolare frutta, verdura, cereali, pesce, carne e latticini: circa un terzo del cibo prodotto viene sprecato, di cui 59 milioni di tonnellate solo in Europa.</p>
<p>Per contrastare questo fenomeno si promuovono piccoli gesti quotidiani e progetti educativi, come le campagne di sensibilizzazione e le iniziative di Risto3, che dal 2016 collabora con il Banco Alimentare per la gestione delle eccedenze alimentari, nel pieno rispetto degli standard di sicurezza, anche grazie all’utilizzo di un’innovativa app. L’obiettivo è ridurre lo spreco attraverso azioni che coinvolgono cittadini, scuole e ristoratori, favorendo buone pratiche come la pianificazione degli acquisti, la corretta conservazione degli alimenti nel rispetto delle etichette e l’utilizzo di ricette antispreco.</p>
<p><strong>Virginia Mazzucchi</strong>, per la Caritas, ha sottolineato la necessità e l’importanza delle reti territoriali per poter distribuire le risorse alimentari offerte o in eccedenza alle famiglie bisognose.</p>
<p>La serata, molto partecipata, si è conclusa con l’esposizione delle ricette dalla cuoca di Risto3 della scuola primaria <strong>Wilma Mazzucchi</strong>, e con i saluti della vicesindaca <strong>Carol Sterni</strong> per il Comune di Ronzo Chienis.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Associazione Donne in Cooperazione - Cristina Zandarco</author></item><item><guid isPermaLink="false">61d92c03-a712-4e2c-8f22-aeffd080f913</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/insieme-contro-la-violenza-sulle-donne-rinnovato-e-ampliato-il-protocollo-d-intesa</link><title>Insieme contro la violenza sulle donne, rinnovato e ampliato il Protocollo d’intesa</title><description><![CDATA[Provincia autonoma di Trento, Commissariato del Governo per la Provincia di Trento, le Procure della Repubblica di Trento e Rovereto, Consorzio dei Comuni Trentini, Azienda provinciale per i servizi sanitari, Università degli Studi di Trento e da quest’anno Questura di Trento, Comando Provinciale dei Carabinieri, Federazione Trentina della Cooperazione e Fondazione Bruno Kessler.<span> </span>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/eilbv3ma/vicepresidente-monfredini-firma.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/insieme-contro-la-violenza-sulle-donne-rinnovato-e-ampliato-il-protocollo-d-intesa" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2399</width><height>1600</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Sono i firmatari del "Protocollo di intesa per la prevenzione e il contrasto del fenomeno della violenza di genere in Provincia di Trento" che questa mattina ha visto la sottoscrizione ufficiale da parte dei rappresentanti delle istituzioni. Questo strumento, oggi rinnovato e ampliato, riflette l'impegno crescente delle istituzioni e della società civile nel contrastare questo grave problema. Con l'obiettivo di monitorare e comprendere meglio il fenomeno nella provincia di Trento, nonché di sensibilizzare e formare gli operatori, la firma del Protocollo di Intesa segna un passo significativo nel consolidamento di una rete di intervento, prevenzione e assistenza per le donne vittime di violenza.</p>
<p><strong>Un patto che si consolida nel tempo</strong></p>
<p>Giunto al suo quinto rinnovo il protocollo è funzionale alla prosecuzione e al rinforzo della rete antiviolenza nella promozione di azioni sempre più qualificate ed efficaci di sensibilizzazione, prevenzione e contrasto della violenza sulle donne. Hanno confermato il loro impegno i soggetti già firmatari in passato, ovvero <strong>Provincia autonoma di Trento, Commissariato del Governo per la provincia di Trento, Procure della Repubblica di Trento e Rovereto, Consorzio dei Comuni Trentini, Università degli Studi di Trento e Azienda provinciale per i servizi sanitari.</strong> Il Protocollo prevede inoltre compiti specifici con riferimento all'attività di ricerca e innovazione tecnologica a tutela delle donne che subiscono violenza, alla creazione di un gruppo interistituzionale per la protezione delle vittime di violenza ad alto rischio, alla collaborazione per il monitoraggio dei dati e dei servizi antiviolenza.</p>
<p>“Attraverso il rinnovo e l’ampliamento di questo protocollo -  ha spiegato il presidente della Provincia autonoma di Trento <strong>Maurizio Fugatti</strong> - vogliamo consolidare il sistema di raccolta dati condiviso, la sensibilizzazione e la formazione di tutti coloro che, a vario titolo, possono essere coinvolti nei casi di violenza sulle donne. Solo unendo le forze possiamo contrastare questo fenomeno.”La firma del protocollo, alla quale hanno partecipato l'assessore alla salute Mario Tonina e l'assessore competente nella scorsa legislatura Stefania Segnana, è stata l'occasione per fare il punto sulle azioni messe in campo in questi anni. "Ci tengo a ricordare - ha sottolineato il presidente Fugatti - che da questo mese abbiamo attivato due nuovi importanti servizi finanziati con risorse provinciali: un nuovo Servizio residenziale per donne vittime di violenza, con indirizzo segreto (Casa rifugio), e un nuovo Centro antiviolenza, con sede principale a Rovereto e due sedi periferiche a Cavalese e Cles. Inoltre, dal primo ottobre 2023 è operativo il nuovo servizio Centro Uomini Autori di violenza, anch'esso finanziato con risorse provinciali. Questi sforzi riflettono l'impegno costante delle istituzioni locali nel contrastare un fenomeno tanto complesso quanto diffuso".</p>
<p>"Desidero esprimere il mio vivo apprezzamento per il rinnovo di questo protocollo," ha dichiarato <strong>Filippo Santarelli</strong>, Commissario del Governo per la Provincia di Trento. "Da oltre 10 anni, questo protocollo è stato un elemento importante nel monitoraggio e nel contrasto della violenza. Ci fornisce un quadro fondamentale per analizzare e valutare lo sviluppo di questo triste fenomeno. Sono convinto dell'importanza dell'operato e della rilevanza delle forze dell'ordine in questa materia," ha continuato Santarelli. "La rete di protezione e intervento si sta allargando, dimostrando la necessità di espanderla ulteriormente per garantire un futuro sicuro alle donne e ai loro figli ed impegnarsi per convincere le donne vittime di violenza ad uscire allo scoperto e denunciare".</p>
<p>"Voglio sottolineare la virtuosità della nostra provincia, l'efficienza del commissario del governo e il prezioso contributo dell'APSS con i suoi professionisti dedicati," ha dichiarato <strong>Sandro Raimondi</strong>, Procuratore Capo della Repubblica presso il Tribunale di Trento. "Grazie al protocollo abbiamo avviato un tavolo interistituzionale per massimizzare i risultati positivi. È importante concentrarsi sui fatti concreti: il Trentino è una terra concreta e dobbiamo agire con determinazione anziché limitarci alle parole. Dobbiamo poter dire alle donne che non sono sole".</p>
<p><strong>Orietta Canova</strong>, Procuratore Capo della Repubblica presso il Tribunale di Rovereto, ha espresso gratitudine per poter lavorare in questo territorio che offre opportunità e possibilità per collaborare in modo efficace. “Sin dal mio arrivo - ha spiegato Canova - ho cercato di immergermi nella realtà locale e conoscere le sue sfide. Attualmente, sto concludendo la definizione di un nuovo progetto, e tra le priorità di questo periodo vi è la tutela delle vittime di violenza.Continuerò a impegnarmi direttamente nelle attività investigative e a essere un punto di riferimento per il territorio. L'Ufficio di Rovereto è pronto a dare il massimo, ma riconosco che la lotta contro la violenza è un tema vasto che richiede l'impegno di tutti. La mia porta sarà sempre aperta per coloro che necessitano di supporto e collaborazione”.</p>
<p>"Desidero ringraziare tutti coloro che hanno contribuito finora", ha dichiarato <strong>Giulia Robol</strong>, reggente sindaca di Rovereto e rappresentante del Consorzio dei Comuni. "Apprezziamo l'efficienza e la competenza delle forze dell'ordine, così come l'attenzione alla prevenzione e al percorso culturale che sottende questa lotta. Ringrazio la Provincia per avere finanziato sul territorio trentino luoghi non giudicanti, ma di sostegno, come il nuovo Centro antiviolenza di Rovereto. Dobbiamo continuare a lavorare duramente, ma con determinazione, per costruire una rete solida e condurre analisi costanti".</p>
<p>Nel suo intervento il rettore dell'Università di Trento <strong>Flavio Deflorian</strong> ha sottolineato come “la violenza di genere non costituisce un problema individuale, ma un complesso fenomeno culturale e sociale che necessita, per essere contrastato, di una strategia globale e una pluralità di interventi. Il protocollo d’intesa sottoscritto oggi va in questa direzione, perché coinvolge e impegna numerose istituzioni del territorio. L’Università di Trento, da sempre in prima linea contro ogni forma di discriminazione e violenza, vuole essere un attore decisivo di cambiamento e farà la sua parte, partecipando alla Cabina di regia e contribuendo ad una maggior conoscenza del fenomeno”.</p>
<p>"Mi piace valorizzare – ha evidenziato la direttrice dell’integrazione socio sanitaria dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari <strong>Elena Bravi </strong>presente insieme al<strong> </strong>direttore di APSS<strong> Antonio Ferro -</strong> l’elevato valore etico e sociale del protocollo nel prevenire e contrastare la violenza di genere in provincia di Trento. Come Azienda sanitaria abbiamo sottoscritto questo protocollo fin dal 2016 perché crediamo fermamente che lavorando sulla prevenzione in maniera allargata e multidisciplinare si possa incidere in maniera significativa su questa piaga sociale. Sono altresì convinta che il continuo l’ampliamento delle istituzioni coinvolte possa dare ulteriore impulso al contrasto del fenomeno. Nell’ambito di questo protocollo, come Apss, collaboriamo non solo alla raccolta dei dati sanitari e socio sanitari, alla formazione, alla stesura delle Linee guida per gli operatori sanitari e partecipiamo ai Tavoli interistituzionali, ma contribuiamo anche in maniera significativa all’applicazione del cosiddetto “Codice Rosso”, grazie soprattutto alla fattiva collaborazione della nostra Unità operativa di psicologia".</p>
<p><strong>I nuovi firmatari</strong></p>
<p>Il nuovo protocollo vede la sottoscrizione di nuovi firmatari. In particolare, la <strong>Questura di Trento e</strong> il<strong> Comando Provinciale dei Carabinieri</strong> si impegneranno a specificare e qualificare l’azione di supporto e protezione delle donne vittime di violenza ad alto rischio attraverso l’operatività di uno specifico gruppo di lavoro multidisciplinare.</p>
<p>Il Questore di Trento <strong>Maurizio Improta</strong> ha rimarcato che le forze dell’ordine sono da sempre presenti in quanto “sono le prime ad entrare in contatto con la sofferenza. Il Protocollo firmato oggi, con il coinvolgimento ufficiale della questura, rappresenta un rafforzamento della rete di protezione e intervento contro la violenza. Oggi mettiamo a fattor comune dei dati in un meccanismo virtuoso che ci permette di fare un’analisi più dettagliata del fenomeno attraverso strumenti che noi non abbiamo ma che grazie alle rete formalizzata da questo protocollo possiamo usufurire. Senza una collaborazione e un approccio condiviso, il nostro lavoro in questo settore non sarebbe neanche concepibile."</p>
<p>Il Comandante provinciale dei Carabinieri di Trento, Colonnello <strong>Matteo Ederle,</strong> ha sottolineato l'importanza del lavoro svolto in collaborazione con tutte le Istituzioni interessate nella gestione delle violenze, un impegno che le forze dell'ordine portano avanti da sempre nel caso dell'Arma fino alle piccole comunità grazie alla presenza capillare delle stazioni dei Carabinieri: “Oggi, c'è una maggiore sensibilità verso questo tema e siamo grati di avere così tanti alleati. Riconosciamo il valore delle sinergie e delle opportunità presenti in Trentino. Rivolgo quindi un sentito ringraziamento a tutti coloro che si uniscono a noi in questa importante missione”.</p>
<p>La <strong>Federazione Trentina della Cooperazione</strong>, grazie alle sue associate, è capillarmente presente sul territorio e può quindi svolgere efficacemente attività di promozione, sensibilizzazione, formazione, nonché sostegno alle donne che hanno subito violenza. "La cooperazione trentina dà il proprio contributo in modo convinto – ha affermato il vicepresidente vicario della Cooperazione Trentina <strong>Italo Monfredini</strong> - consapevole di un necessario ingaggio della comunità cooperativa per arginare, e se possibile in prospettiva sconfiggere, questa violenza di genere, uno dei dati allarmanti del nostro tempo. È anche una delle violenze più odiose, alle quali stiamo assistendo con tutte le Istituzioni. Noi siamo stati chiamati - unica associazione di imprese - proprio per il particolare ruolo capillare che la cooperazione trentina svolge all'interno della comunità stessa".</p>
<p>Infine la <strong>Fondazione Bruno Kessler</strong>, rappresentata dal Segretario Generale<strong> Andrea Simoni </strong>e dalla responsabile scientifica delle attività di divulgazione scientifica del Centro Digital Health &amp; Wellbeing di FBK <strong>Silvia Gabrielli,</strong> si impegnerà per incrementare le attività di ricerca sul fenomeno della violenza sulle donne in un’ottica innovativa e tradurre i risultati della ricerca in applicazioni tecnologiche utili alla tutela delle donne stesse. “Questa firma - ha spiegato Gabrielli - rappresenta anche per FBK un'opportunità per mettere a disposizione i propri sistemi innovativi sviluppati nel campo della sanità e, attraverso la collaborazione con le istituzioni e le altre organizzazioni coinvolte, sviluppare soluzioni avanzate che possano contribuire alla tutela e al benessere delle donne vittime di violenza. Siamo determinati a utilizzare la nostra esperienza e le nostre risorse per creare un impatto positivo e duraturo nella lotta contro la violenza di genere”.</p>
<p><strong>Una rete di servizi e interventi che si rinforza sempre di più</strong></p>
<p>In Trentino, la lotta contro la violenza  sulle donne si articola attraverso una serie di servizi e interventi mirati a garantire protezione, assistenza e sostegno alle donne vittime di violenza. <br />In questo contesto, i <strong>Centri antiviolenza (CAV)</strong> emergono come pilastri fondamentali nella rete di supporto, offrendo assistenza e consulenza alle donne che subiscono violenza, con due sedi principali a Trento e Rovereto e due punti di riferimento periferici a Cavalese e Cles. <br />Accanto a questi, i <strong>Servizi residenziali per donne vittime di violenza ad indirizzo segreto (Case rifugio)</strong>, con due strutture presenti sul territorio, forniscono un rifugio sicuro per le donne e i loro figli.<br />Inoltre, esiste il servizio <strong>Centro per Uomini Autori di violenza</strong>, che dal primo ottobre 2023 è interamente finanziato con risorse provinciali in modo strutturale. Il servizio, nelle sedi di Trento e Rovereto, offre a uomini autori di violenza sulle donne percorsi volti a modificare i loro comportamenti. <br />Infine, l'<strong>Assegno di autodeterminazione</strong>, istituito a partire dal 1° aprile 2022, rappresenta un intervento economico volto a sostenere l'autonomia delle donne vittime di violenza. Gestito dalla Provincia autonoma di Trento tramite Apapi, questo assegno offre un contributo economico mensile destinato alle donne che subiscono violenza, con l'obiettivo di fornire un sostegno finanziario durante il percorso di emancipazione e di costruzione di una vita autonoma.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Provincia Autonoma di Trento</author></item><item><guid isPermaLink="false">963ed901-788c-4b82-bfc0-0300fe2e9d50</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/donne-ai-vertici-sguardi-ed-esperienze-di-22-cooperatrici</link><title>Donne ai Vertici. Sguardi ed esperienze di 22 cooperatrici</title><description>Presentato presso la sala incontri del Bocciodromo di viale Trieste a Bolzano il libro che contiene una serie di significativi ed esaustivi racconti. Presente un folto pubblico, non solo del mondo della cooperazione. Nel corso dell’evento è stato posto l’accento sull’impegno, la forza di volontà e l’energia delle donne in ambito professionale, analizzando le storie e le carriere delle cooperatrici narrate nella pubblicazione</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/c4eea3i0/libro-donne-ai-vertici.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/donne-ai-vertici-sguardi-ed-esperienze-di-22-cooperatrici" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>4000</width><height>3000</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>L’energia, la forza di volontà, la tenacia e la costanza in ambito professionale sono denominatori comuni di una serie di esaustivi racconti di donne, impegnate nell’ambito della cooperazione, arrivate a ricoprire ruoli apicali e di responsabilità. Interessanti esperienze raccolte in una esaustiva pubblicazione intitolata: <strong><em>“Donne ai Vertici. Sguardi ed esperienze di 22 cooperatrici”</em></strong></p>
<p>Coopbund Alto Adige Südtirol in collaborazione con l’Associazione Trentina Donne in Cooperazione ha organizzato un incontro per conoscere alcune delle protagoniste dell’interessante pubblicazione che, attraverso interviste a 22 donne che ricoprono ruoli ai vertici di imprese cooperative, racconta l’universo femminile alla guida dell’economia sociale e fornisce importanti spunti di riflessione sul presente e sul futuro del ruolo delle donne nel movimento cooperativo e non solo.</p>
<p>La presentazione del libro si è tenuta venerdì 1° luglio 2022 al Bocciodromo in Viale Trieste 17 a Bolzano, gestito dalla cooperativa sociale Oasis. <strong><em>“Donne ai Vertici. Sguardi ed esperienze di 22 cooperatrici” (Scripta Edizioni)</em></strong> è una ricerca etnografica, promossa dall’associazione trentina “Donne in Cooperazione” e dalla "Fondazione don Lorenzo Guetti". La ricerca è stata condotta da Veronica Ronchi, storica dell’economia e dell’impresa, che ha curato le interviste cominciando dalla storia di vita e dalla carriera professionale delle cooperatrici, per poi approfondire il tema della questione di genere, senza tralasciare i risvolti economici e sociali della pandemia e il possibile ruolo della cooperazione nei prossimi anni. Il libro racconta le storie di ventidue donne con posizioni di responsabilità in imprese cooperative in Italia e all’estero, tra queste anche Francesca Peruz, presidente della cooperativa sociale Clab di Bolzano e Letizia Lazzaro, coordinatrice di Rete Economia Donna – Wirtschaftsnetz Damen, che hanno portato le rispettive testimonianze.</p>
<p>Francesca Peruz ha posto l’accento sulla formazione, che ricopre un ruolo molto importante poiché molte donne non si sentono abbastanza competenti e adeguate, quindi essere preparate a ricoprire ruoli dirigenziali potrebbe infondere in loro fiducia. Anche per Letizia Lazzaro la formazione, ma anche l’educazione fin dalla prima infanzia attraverso percorsi di parità, sono fondamentali. L’accento è stato posto anche sull’importanza della conciliazione tra vita privata e lavoro attraverso orari flessibili, servizi per le mamme lavoratrici, ma anche forme di part-time, anche per gli uomini.</p>
<p>Monica Devilli, presidente di Coopbund Alto Adige Südtirol ha sottolineato: <em>“Il 53% dei soci delle cooperative associate a Coopbund è costituito da donne, ma le presidenti sono solo il 25%, un dato in linea con le statistiche nazionali. Sarebbe auspicabile quindi che le donne fossero più presenti nei ruoli apicali anche per rappresentare in maniera più equa la propria base sociale”.</em></p>
<p><em>“L’Alleanza Cooperativa Internazionale ha sempre raccomandato la soglia del 30% di presenza femminile negli organismi decisionali. In Trentino tra i dipendenti delle cooperative il 60,3% è donna. Tra le socie raggiungiamo il 47%, ma nei Consigli di amministrazione ci fermiamo al 23%, e ai vertici siamo al 20%. I progressi negli anni ci sono stati – </em>ha dichiarato Nadia Martinelli, presidente dell’Associazione Donne in Cooperazione -<em> ma c’è ancora tanta strada da fare. Con questa pubblicazione abbiamo scelto di dare voce a tante storie di donne, che nella narrazione tra passato e presente ci possano offrire spunti di riflessione, attraverso le loro esperienze di vita e di professione, e che possano essere di ispirazione e stimolo alle tante donne impegnate oggi nella faticosa conciliazione tra scelte di vita e lavoro”.</em></p>
<p>Dario Spadon e Sabrina Fraternali della cooperativa Teatrale Prometeo hanno animato la serata attraverso la lettura di alcuni brani del libro.</p>
<p>Grande soddisfazione da parte delle associazioni che hanno organizzato l’evento per l’elevato numero dei partecipanti, segno che c’è interesse per il tema. Obiettivo dell’evento, che potrebbe in futuro essere seguito da altri incontri su questo tema, era far comprendere il ruolo delle donne nelle imprese cooperative, in particolare nei ruoli dirigenziali. Le loro voci e le storie narrate nel libro, con tanto di ostacoli superati e strumenti utilizzati, potranno servire ad altre donne per diventare consapevoli delle proprie competenze e trovare ispirazione e coraggio nel farsi avanti in ambienti per lo più maschili o nei quali i ruoli apicali sono ancora prevalentemente ricoperti dagli uomini.</p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">3b3b52c4-4316-4c97-a417-74697b6fb912</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/non-aprite-quel-libro-se-siete-deboli-di-cuore</link><title>Non aprite quel libro (se siete deboli di cuore)</title><description><![CDATA[<p>Nello spazio ‘Terzo Tempo’ del Festival dell’Economia di Trento gestito dalla Fondazione Demarchi, l’Associazione Donne in Cooperazione ha presentato il libro ‘Donne ai Vertici’, pubblicato insieme alla Fondazione don Lorenzo Guetti, edito da Scripta Edizioni</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/nvllstop/festival-donne.jpeg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/non-aprite-quel-libro-se-siete-deboli-di-cuore" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1024</width><height>768</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Non racconta di eroine che hanno combattuto contro ostacoli inimmaginabili con armi potentissime “Donne ai vertici”, il libro presentato oggi al Festival dell’Economia di Trento all’interno dello spazio gestito dalla Fondazione Demarchi. Parla invece di 22 cooperatrici alle prese con il proprio ambiente di lavoro e con la complessità di essere donne al vertice in un mondo ancora saldamente appannaggio degli uomini.</p>
<p>“Se siete deboli di cuore non leggete questo libro – ha detto <strong>Fabiola Di Loreto</strong>, direttrice generale di Confcooperative – perché racconta non di eroine o aliene, ma di donne normalissime che sono le vostre madri, figlie, sorelle e di quello che vivono tutti i giorni entrando nel mondo dell’impresa del lavoro e dell’economia, non in una zona di guerra”.</p>
<p>“Le nostre storie – ha detto <strong>Anna Manca</strong>, vicepresidente di Confcooperative, una delle protagoniste del libro – rappresentano la narrazione di cui c’è bisogno per dire alle giovani donne di sognare alla grande, perché si può farcela, purché chi ha responsabilità di selezione garantisca condizioni di parità”.</p>
<p>Il tema del contrasto alle diseguaglianze non riguarda solo i diritti ma anche l’economia: se le donne lavorano viene valorizzato il loro talento e si mette a frutto l’investimento nello studio. E cresce il Pil. “Ma a monte – ha aggiunto Manca – c’è la grande responsabilità politica che ha reputato un costo e non un investimento attivare le infrastrutture sociali per dare pari opportunità e quindi generale inclusione, come gli asili nido, per fare un esempio”.</p>
<p>L’Alleanza Cooperativa Internazionale ha sempre raccomandato la soglia del 30% di presenza femminile negli organismi decisionali. In Trentino tra i dipendenti delle cooperative il 60,3% è donna. Tra le socie raggiungiamo il 47%, ma nei Consigli di amministrazione ci fermiamo al 23%, e nei vertici (presidenti) al 20%. “I progressi ci sono stati – ha detto <strong>Nadia Martinelli</strong>, presidente dell’Associazione Donne in Cooperazione –: nel 2011 avevamo l’11% di donne ai vertici delle cooperative trentine, oggi sono il 20%. Ma c’è ancora tanta strada da fare”.</p>
<p>Ma serve entrare in punta di piedi negli ambienti maschili, ha chiesto la moderatrice del dibattito <strong>Tania Giovannini</strong>? “No di certo, altrimenti rischi di restare in punta di piedi tutta la vita e non è una posizione comoda – ha risposto Di Loreto –. Bisogna entrare secondo il proprio carattere. Ci sono donne che ci hanno impiegato più tempo altre meno. Non ci si può fare violenza ed imporre dei modelli”.</p>
<p>I consigli per le donne? “L’ironia salverà il mondo, il genere umano e anche le donne. Poi servono competenze, determinazione e perseveranza” ha detto Di Loreto. Attenzione al linguaggio, ha raccomandato Martinelli: “Se non nomini, non ci sei”.</p>
<p>E poi la formazione riveste un ruolo cruciale, come ha ricordato <strong>Laura Ravanelli</strong>, coordinatrice generale di Fondazione Demarchi, ricordando un percorso formativo ideato insieme all’Associazione Donne in Cooperazione per fare emergere le competenze manageriali delle donne di cui a volte manca proprio la consapevolezza. </p>
<p>“La politica ha bisogno di chi porta sul tavolo non solo problematiche ma anche soluzioni – ha garantito <strong>Iolanda Cerrone</strong>, vicepresidente di Confcooperative Calabria –. E qui siamo molto brave. Il valore aggiunto non ha sesso”. E poi l’importanza della rete. “La competizione tra donne è superata – ha concluso Cerrone –. Vedo tanta sorellanza, che fa crescere tutte”.</p>
<p>“IL futuro è delle donne – ha detto <strong>Roberto Simoni</strong>, presidente della Federazione Trentina della Cooperazione – che sono da ammirare perché affrontano percorsi complessi, strade in salita con grinta e tenacia”.</p>
<p>‘Donne ai Vertici’ (Scripta Edizioni) è una ricerca etnografica, condotta da Veronica Ronchi, che coinvolge ventidue cooperatrici (non solo trentine). Obiettivo della pubblicazione è che le storie in essa contenute possano costituire un esempio, un’ispirazione e uno stimolo per le donne che vogliono lanciarsi, ma sono trattenute a terra da motivi di diversa natura: dalle disparità di riconoscimento che limitano le possibilità di progressione nella carriera e nella remunerazione, a tutti quei blocchi legati ai condizionamenti sociali che influenzano anche le donne stesse.</p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">b54524ed-58d0-4648-a54b-8cfd730b9500</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/donne-che-ce-l-hanno-fatta-in-un-libro-le-donne-al-vertice-della-cooperazione</link><title>Donne che ce l’hanno fatta. In un libro le donne al vertice della Cooperazione</title><description>Il fresco di stampa è stato ospitato, nel tardo pomeriggio di oggi, alla nuova Sala inCooperazione a Trento. Il progetto editoriale è stato promosso dall’Associazione Donne in Cooperazione e da Fondazione don Lorenzo Guetti. Nell’occasione sono stati festeggiati i primi quindici anni di attività dell’Associazione Donne in Cooperazione.</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/5uchsuaj/copertina-libro.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/donne-che-ce-l-hanno-fatta-in-un-libro-le-donne-al-vertice-della-cooperazione" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1500</width><height>844</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Una ricerca etnografica con l’obiettivo di far comprendere la condizione femminile nell’impresa cooperativa e, nello specifico, il ruolo delle donne al vertice.</p>
<p>Come? Ascoltando le loro voci, per capire gli ostacoli che hanno superato e gli strumenti che hanno utilizzato. Parte da qui il libro “Donne ai vertici” presentato nel tardo pomeriggio di oggi alla nuova Sala inCooperazione di via Segantini a Trento. Il progetto editoriale (Scripta Edizioni) è stato promosso dall’Associazione Donne in Cooperazione e da Fondazione don Lorenzo Guetti.</p>
<p>La ricerca coinvolge ventidue cooperatrici (non solo trentine). “La speranza è che – è stato spiegato - le loro storie possano essere un esempio, un’ispirazione e uno stimolo per le donne che vogliono lanciarsi, ma sono trattenute “a terra” da motivi di diversa natura: dalle disparità di riconoscimento che limitano le possibilità di progressione nella carriera e nella remunerazione, a tutti quei blocchi legati ai condizionamenti sociali che influenzano anche le donne stesse”.</p>
<p>L’autrice è <strong>Veronica Ronchi</strong>, storica dell’economia e dell’impresa con una lunga esperienza in ricerca etnografica, che ha curato le interviste cominciando dalla storia di vita e dalla carriera professionale delle cooperatrici, per poi approfondire il tema della questione di genere, senza tralasciare i risvolti economici e sociali della pandemia e il possibile ruolo della cooperazione nel periodo che ci aspetta.</p>
<p>“Abbiamo scelto di dare voce a tante storie di donne, che nella narrazione tra passato e presente ci possano offrire spunti di riflessione, attraverso le loro esperienze di vita e di professione, e che – ha osservato la presidente <strong>Nadia Martinelli</strong> - possano essere di ispirazione e stimolo alle tante donne impegnate oggi nella faticosa conciliazione tra scelte di vita e lavoro”.</p>
<p>Nella sua prefazione al libro il presidente della Cooperazione Trentina, <strong>Roberto Simoni</strong>, ha evidenziato che “percorrere le esperienze delle cooperatrici narrate in questo libro centra l’obiettivo di generare speranza in tutte le donne e offre loro motivazione ed energia per orientare le scelte di carriera e per proseguire lungo la strada dell’emancipazione che è prima di tutto culturale oltre che sociale ed economica. Dico di più – aggiunge Simoni - spero che, questo libro, venga letto anche dagli uomini, affinché possano cogliere l’altra parte spesso sommersa delle fatiche e dei sacrifici che hanno costruito la storia della Cooperazione. Le donne e le cooperative agiscono ogni giorno per cercare di smontare con i fatti quel comune pregiudizio che le vede marginali: le prime rispetto al mondo del lavoro di appannaggio maschile e le seconde rispetto al mercato dominato da imprese di capitali. Lo strumento per condurre questa battaglia quotidiana è l’informazione: far conoscere vissuti, emozioni, fatiche e traguardi. Perché la storia cooperativa non ha certo un solo genere, ma è il risultato dell’impegno, delle competenze e della professionalità di donne e uomini che insieme costruiscono mattone dopo mattone il futuro del nostro sistema”.</p>
<p><strong>Non solo libro</strong></p>
<p>L’evento è stato occasione per festeggiare i quindici anni di attività dell’Associazione che, a causa della pandemia, sono slittati dal 2020 al 2021.</p>
<p>Ricordiamo che l’Associazione Donne in Cooperazione ha l’obiettivo di potenziare e valorizzare la presenza delle donne nel movimento cooperativo, aiutando le cooperative a progettare modelli organizzativi innovativi, orientati alla conciliazione vita/ lavoro e promuovendo azioni a sostegno della conciliazione.</p>
<p>“L’ultimo di una ricca serie di progetti sviluppati nei primi tre lustri – spiega la presidente Martinelli - è una ricerca, un’analisi dei bisogni e delle esperienze delle famiglie trentine che hanno vissuto il periodo di restrizioni dovute alla pandemia, lavorando forzatamente da remoto e gestendo il tutto con bambini e adolescenti a casa in didattica a distanza. Il progetto è seguito da psicologhe e ricercatrici universitarie che hanno creato e diffuso un questionario dedicato. L’analisi dei risultati consentirà di fare numerose riflessioni su come si siano organizzate le famiglie trentine, anche in termini di genere”.</p>]]></encoded></item></channel></rss>