<rss version="2.0"><channel xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"><title>News</title><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/rss/news?categoria=docufilm</link><description>Notizie, storie e interviste per raccontare il movimento cooperativo e per approfondire i temi che coinvolgono il nostro mondo.</description><lastBuildDate>Mon, 28 Sep 2026 18:12:47 +0200</lastBuildDate><atom:link href="https://www.cooperazionetrentina.it/it/rss/news" rel="self"><type>application/rss+xml</type></atom:link><item><guid isPermaLink="false">1649dd62-ab24-4df6-bc6c-94f20e750196</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/premiata-la-coop-villa-maria-per-il-docufilm-l-appartamento</link><title>Premiata la coop Villa Maria per il docufilm “L’Appartamento”</title><description><![CDATA[<p>Il riconoscimento è stato assegnato dal Festival internazionale del Cinema Nuovo di Bergamo. La pellicola racconta l’esperienza del progetto di abitare accompagnato “Io Abito”.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/xy4dgdel/cover-festival-cinema-nuovo.jpeg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/premiata-la-coop-villa-maria-per-il-docufilm-l-appartamento" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2000</width><height>1126</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Importante riconoscimento alla <strong>coop sociale Villa Maria</strong> per il docufilm "L’appartamento", che racconta l’esperienza del progetto di abitare accompagnato “Io Abito”. Il film ha ricevuto il premio come miglior documentario al Festival del Cinema Nuovo di Bergamo, un concorso internazionale di cortometraggi e documentari interpretati da persone con disabilità giunto quest'anno alla 14ma edizione. ll Festival è nato nel 1997 dall’idea del vulcanico psicologo Romeo Della Bella, che lo ha diretto fino alla sua scomparsa nel 2016. Oggi a far crescere questa manifestazione c’è l’ente che del suo ideatore porta il nome, l’Associazione Romeo Della Bella, in collaborazione con Mediafriends. Edizione dopo edizione, il progetto ha coinvolto centinaia di realtà provenienti dall’Italia e dall’estero, contribuendo a diffondere attraverso il linguaggio cinematografico la cultura dell’inclusione e a raccontare la disabilità con linguaggi, sensibilità e punti di vista sempre nuovi.</p>
<p>“L’appartamento”, diretto dai registi <strong>Federico Scienza e Manuela Boezio</strong>, è stato selezionato per la serata finale del concorso tra 180 cortometraggi e 40 documentari valutati da una Giuria presieduta da <strong>Giampaolo Letta</strong>, vicepresidente di Medusa Film, e formata da registi, critici cinematografici, docenti di cinema e presidenti di associazioni che si occupano di disabilità.</p>
<p>Il progetto “Io Abito” è partito a Rovereto nel novembre 2022, frutto della co-progettazione tra Villa Maria e la cooperativa Amalia Guardini. Ha coinvolto finora una trentina di ragazze e ragazzi con disabilità a cui è stata offerta l'opportunità di sperimentare la vita quotidiana fuori dal contesto familiare, crescendo in autonomia e autostima. Il percorso è pensato anche nella prospettiva del "Dopo di noi" per preparare i ragazzi al momento in cui verrà meno il supporto diretto dei genitori. Gli utenti soggiornano in gruppi di 4 o 5 persone nei tre appartamenti messi a disposizione in affitto da Itea in viale Trento, via Venezia e alle Fucine. Durante la permanenza, affiancati dalle educatrici e dai volontari, svolgono le attività della quotidianità: fanno la spesa, cucinano, si occupano delle pulizie, organizzano il proprio tempo libero serale e nei fine settimana.</p>
<p>La premiazione dei film vincitori del Festival ha avuto luogo nella cornice del prestigioso Teatro Donizetti di Bergamo. Sono saliti sul palco a ritirare il premio, accanto al presidente di Villa Maria <strong>Guido Ghersini</strong> e alle coordinatrici di "Io Abito" <strong>Arianna Gallo e Irene Buosi</strong>, tre utenti del progetto, <strong>Youri, Iara e Filippo</strong>. I conduttori della serata hanno sottolineato come l’esperienza di abitare sociale maturata a Rovereto possa rappresentare un modello da imitare in altre realtà nazionali.</p>
<p><strong>I commenti dei protagonisti</strong></p>
<p><strong>Guido Ghersini</strong>, presidente di Villa Maria: Il trofeo del Festival premia il percorso che abbiamo intrapreso già da alcuni anni con l’obiettivo del “Dopo di noi”. I registi hanno saputo raccontare in modo naturale la vita dell’appartamento.</p>
<p><strong>Arianna e Irene</strong>, coordinatrici di Io Abito: E’ stato gratificante ricevere il premio e sapere che stiamo portando avanti un progetto a cui tante persone riconoscono valore.</p>
<p><strong>Youri</strong>: E’ stata un’emozione incredibile salire sul palco del teatro. Mi ha colpito il cuore il lungo applauso del pubblico.</p>
<p><strong>Filippo</strong>: E’ stato bello stare in mezzo a tanta gente e vedere che erano felici per noi.</p>
<p><strong>Iara</strong>: E’ stata una esperienza bellissima. Per fortuna non ho dovuto parlare sul palco perché non ci sarei riuscita, ero troppo emozionata.</p>
<p><strong>Federico Scienza e Manuela Boezio</strong>, registi: Siamo molto felici di questo riconoscimento che più che al nostro lavoro sentiamo debba essere rivolto ai ragazzi, ai loro familiari e alle cooperative sociali Villa Maria e Amalia Guardini. Il nostro auspicio è che questo film continui ad essere un veicolo di conoscenza del mondo della disabilità perché chi ne fa parte non rimanga separato dal resto della società.</p>
<p><strong>Gli organizzatori del Festival</strong>: Siamo coscienti che uno spettacolo fatto da disabili porta con sé il rischio del grottesco o come minimo, dell’ambivalenza: pericolo che è sempre dietro l’angolo, anche durante le riprese. Non vogliamo provocare benevola compiacenza, vorremmo invece che ci si stupisca, almeno qualche volta, non per quello che questi giovani non hanno o non sanno, ma per quello che sono e che fanno.</p>
<p><strong>La motivazione del premio della giuria</strong></p>
<p>"L'appartamento" è un'opera che racconta meravigliosamente il percorso di autonomia abitativa dei ragazzi e delle ragazze del progetto "Io Abito". Il documentario, apprezzato per uno sguardo narrativo autentico e mai pietistico, restituisce voce e protagonismo a chi vive ogni giorno la sfida dell'indipendenza, trasformando un tema delicato in un racconto poetico che ci mostra un futuro percorribile. Gestire una casa, delle relazioni, delle piccole e grandi responsabilità è un passo concreto verso un modello di autonomia possibile. Un percorso vissuto e condiviso da una rete di famiglie, operatori e realtà del territorio.</p>
<p><strong>Il link al trailer del docufilm</strong>: <a href="https://www.youtube.com/watch?v=7tTuPMQWFgg">https://www.youtube.com/watch?v=7tTuPMQWFgg</a></p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Cooperativa Villa Maria</author></item><item><guid isPermaLink="false">2dbc311c-926e-4597-95f3-f0f703194502</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/piccole-radici-a-borgo-valsugana</link><title>“Piccole radici” a Borgo Valsugana</title><description><![CDATA[<p>Il lavoro di Erica De Pieri, giovane regista di Novaledo, accompagnata da una regista affermata come Cecilia Bozza Wolf e dal sociologo Christian Arnoldi, professore all’Università di Trento, e prodotto da Fondazione Valtes, è stato presentato in anteprima presso il cinema di Borgo.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/cqub2wfb/immagine.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/piccole-radici-a-borgo-valsugana" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2000</width><height>1221</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Una serata partecipata ed emozionante, quella vissuta ieri a Borgo Valsugana, come non può essere altrimenti di fronte ad un’opera prima di una giovane regista trentina,  <strong>Erica De Pieri</strong> di Novaledo.</p>
<p>Un film realizzato in collaborazione con <strong>Cecilia Bozza Wolf</strong> di VERGOTfilms e <strong>Christian Arnoldi</strong>, sociologo dell’Università di Trento, che l’hanno accompagnata all’interno del percorso di mentorship voluto e promosso da Valtes, la Fondazione della Cassa Rurale Valsugana e Tesino, che è anche produttrice del film.</p>
<p>Una serata voluta proprio dalla Fondazione Valtes, per dare un giusto palcoscenico al lavoro di Erica De Pieri; un documentario che racconta il rapporto di tre ragazze con il territorio della Valsugana, esplorando da un punto di vista relazione e sociologico la dinamica tra casa, radici e identità.</p>
<p>Un viaggio che tocca temi profondi legati alla crescita, al legame con il luogo d'origine, alle sfide del presente e alla programmazione del futuro.</p>
<p>Temi particolarmente sentiti soprattutto dalle nuove generazioni, che sentono di dover mettere delle radici, magari piccole, nel territorio che il ha visti nascere e crescere, ma con un orizzonte ben più ampio, abbracciando spazi e tempi nuovi, in una sfida continua fra opportunità e rischi in un percorso di crescita che li vede comunque protagonisti.</p>
<p>La serata è stata introdotta dal presidente della Fondazione Valtes, <strong>Stefano Modena</strong>. Ha sottolineato il ruolo di Valtes quale ente a supporto delle ambizioni e dei desideri delle nuove generazioni, non solo con questa borsa, che sarà ripresentata anche per il 2025 (nei prossimi giorni la pubblicazione del bando), ma anche con il supporto al quarto anno all’estero, oltre che con una serie di progettualità proprie (Le Officine della Fondazione Valtes, gli Alfieri del Territorio) volte proprio a dare valore a idee e proposte di qualità, per una crescita individuale che diventa anche occasione di sviluppo di una comunità. “Disegnare un percorso concreto rivolto alle aspirazioni dei nostri giovani: questo il supporto che Valtes può e vuole dare – così commenta Modena – per una crescita individuale che si fa di per sé stessa opportunità di crescita comunitaria, nella misura in cui la persona decide di spendere sul territorio i propri talenti. La nostra ambizione è proprio quella di offrire ai nostri giovani occasioni concrete per realizzare i propri sogni, le proprie aspirazioni. Non una risposta ai bisogni, quanto piuttosto una sollecitazione a pensare in grande, a fare della propria vita un capolavoro. Di questo capolavoro ne beneficeremo tutti, oggi ma soprattutto in futuro.”</p>
<p>Al termine della proiezione, c’è stata una tavola rotonda, moderata da <strong>Davide Battisti</strong>, consigliere della Fondazione, che ha permesso di approfondire il percorso di Erica nel contesto del progetto, dialogando anche con il prof. Arnoldi e con Cecilia Bozza Wolf, e con le protagoniste del documentario. Un'occasione per riflettere insieme su come il territorio e le esperienze personali possano intrecciarsi in modi inaspettati e significativi, come storie individuali trovano una collocazione collettiva.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Fondazione Valtes</author></item></channel></rss>