<rss version="2.0"><channel xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"><title>News</title><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/rss/news?categoria=credito+cooperativo</link><description>Notizie, storie e interviste per raccontare il movimento cooperativo e per approfondire i temi che coinvolgono il nostro mondo.</description><lastBuildDate>Sun, 03 May 2026 21:47:41 +0200</lastBuildDate><atom:link href="https://www.cooperazionetrentina.it/it/rss/news" rel="self"><type>application/rss+xml</type></atom:link><item><guid isPermaLink="false">7c63f48c-34ec-48a7-834f-8bddd0cc6227</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/contratto-di-filiera-trentingrana-albasini-il-sostegno-del-credito-cooperativo-trentino-c-e-sempre-stato-ed-e-per-noi-fondamentale</link><title>Contratto di filiera Trentingrana. Albasini: “Il sostegno del credito cooperativo trentino c’è sempre stato ed è per noi fondamentale”</title><description><![CDATA[<p>Il presidente di Concast ribadisce il ruolo storico di Cassa Centrale Banca e delle Casse Rurali del territorio nel supporto alla filiera lattiero-casearia trentina. Il progetto di cui si è parlato in questi giorni ha avuto inizio tre anni fa e rientra nel V bando dei contratti di filiera del Masaf e prevede contributi pubblici (PNRR) per le aziende aderenti.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/autnmbzt/trentingrana-e-grana-padano-insieme-devolvono-100-mila-euro-alla-sanita-trentina-per-l-emergenza-coronavirus.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/contratto-di-filiera-trentingrana-albasini-il-sostegno-del-credito-cooperativo-trentino-c-e-sempre-stato-ed-e-per-noi-fondamentale" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1170</width><height>658</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>In merito alle notizie diffuse in questi giorni e all’interrogazione presentata nella giornata di ieri sul tema, <strong>Concast – Consorzio dei Caseifici Sociali Trentini</strong> interviene per chiarire il contesto dell’operazione collegata al contratto di filiera “<em>Trentingrana: il sapore della qualità e della sostenibilità</em>”.</p>
<p>Si precisa innanzitutto che <strong>la Federazione Trentina della Cooperazione è pienamente a conoscenza dell’iniziativa</strong> ed è consapevole del fatto che si tratti di <strong>un progetto di carattere nazionale</strong>, iniziato tre anni fa e sviluppato nell’ambito del <strong>V bando dei contratti di filiera promosso dal Masaf – Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste</strong>.</p>
<p>Il valore complessivo dell’intervento supera i <strong>43 milioni di euro</strong>, 35,5 milioni dei quali, investiti in Trentino. Altri 3 milioni destinati alla ricerca universitaria (parte dei quali interessano di gruppi di ricerca FEM) e i restanti 6.5 milioni investiti al di fuori della regione come previsto dal principio di interregionalità del bando.</p>
<p>Della quota <strong>circa 17,5 milioni riguardano direttamente investimenti del Consorzio Trentingrana</strong>, definiti attraverso le procedure previste dal bando nazionale, con valutazioni tecniche e perizie ministeriali. Fondi che si aggiungono alle linee di intervento già messe in campo dalla Provincia Autonoma di Trento.</p>
<p>Concast ha svolto il ruolo di capofila della filiera, coinvolgendo <strong>due caseifici cooperativi soci</strong> del consorzio e la <strong>Federazione Provinciale Allevatori</strong>, anch'essi beneficiari dei contributi assegnati nell'ambito di questo progetto finanziato con fondi PNRR.</p>
<p>L’iniziativa ha inoltre interessato <strong>20 aziende zootecniche trentine che otterranno contributi pubblici a fondo perduto pari al 60% degli investimenti effettuati</strong>, destinati in particolare al miglioramento delle strutture aziendali, alla sostenibilità ambientale e all’innovazione delle attività produttive.</p>
<p>In questo contesto <strong>il gruppo BCC Iccrea interviene nell’ambito della struttura prevista dallo strumento nazionale dei contratti di filiera</strong>, in qualità di soggetto finanziatore del progetto, e non perché selezionato da Concast come partner finanziario privilegiato.</p>
<p>“<em>Il sostegno del credito cooperativo trentino alla nostra realtà <strong>c’è sempre stato ed è fondamentale</strong></em> - sottolinea il presidente di Concast <strong>Stefano Albasini</strong> - <em>Siamo grati a <strong>Cassa Centrale Banca</strong> e alle <strong>Casse Rurali del territorio </strong>per la presenza costante e per il </em>notevole <em>supporto assicurato nel tempo alla nostra attività e all’intera filiera. Supporto che, anche nell’ultimo periodo, questo sistema bancario ha voluto implementare</em>”.</p>
<p>Attraverso <strong>Cassa Centrale</strong> e le <strong>Casse Rurali trentine</strong>, il credito cooperativo rappresenta infatti un riferimento stabile per il sostegno finanziario alle attività dei consorzi, dei caseifici sociali e delle aziende agricole del territorio, accompagnando nel tempo gli investimenti della filiera, dalle strutture aziendali agli impianti e alle infrastrutture produttive, contribuendo a garantire continuità finanziaria alla filiera e supportando anche le esigenze di liquidità legate ai conferimenti di latte.</p>
<p>“<em>La filiera del formaggio in</em> <em>Trentino</em> – conclude Albasini – <strong><em>è saldamente sostenuta e finanziata dal sistema trentino</em></strong><em>. Per questo riteniamo importante chiarire eventuali fraintendimenti: il credito cooperativo del territorio continua a essere un <strong>partner fondamentale per lo sviluppo della nostra filiera e delle comunità che ne fanno parte</strong>. Senza di esso non potremmo essere una realtà industriale di livello nazionale. Allo stesso tempo, siamo molto soddisfatti del supporto di BCC Iccrea in un progetto per noi molto rilevante in termini di opportunità sia per il Consorzio che per i caseifici collegati</em>”.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"> Ufficio Stampa e Comunicazione Ftc - Alessandro Girardi</author></item><item><guid isPermaLink="false">2cede6e8-5817-4638-b75b-f3f8b2c30ed0</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/costruiamo-il-futuro-della-cooperazione-insieme</link><title>Costruiamo il futuro della cooperazione, insieme</title><description>Quattro grandi direttrici — capitale umano cooperativo, nuove metriche di partecipazione, spazi che diventano ecosistemi, cooperazione che rigenera territori e narrative — hanno orientato le riflessioni degli oltre 380 giovani soci e socie, rappresentanti di circa 75 diverse BCC di 14 Federazioni Locali, riuniti a Trento per il 15° Forum Nazionale delle Giovani Socie e dei Giovani Soci del Credito Cooperativo.</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/hfpnoi02/giovani2025.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/costruiamo-il-futuro-della-cooperazione-insieme" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1220</width><height>600</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Al centro una domanda condivisa: come costruire una cooperazione capace di unire generazioni, competenze e comunità?</p>
<p>Dal 21 al 23 novembre 2025, il Forum — promosso da <strong>Federcasse con la Federazione Trentina della Cooperazione, i Giovani Cooperatori Trentini e la Rete Nazionale dei Giovani Soc</strong>i — ha trasformato Trento in una capitale del dialogo intergenerazionale. Un’edizione speciale, dedicata al tema <em>“CambiaMENTI che uniscono: un ponte tra generazioni”,</em> che si è svolta nell’anno del 130° anniversario della Federazione Trentina della Cooperazione, occasione per avvicinarsi a una delle esperienze cooperative più solide e radicate del Paese.</p>
<p>Per tre giorni, voci del mondo bancario cooperativo, dell’impresa, dell’accademia, delle istituzioni educative e dell’economia reale si sono alternate in un confronto su partecipazione, governance, innovazione e futuro dei territori.</p>
<p>“Tutte le nostre iniziative, come questo Forum, – ha ricordato<strong> Augusto dell’Erba,</strong> presidente di Federcasse – servono a caratterizzare il nostro sistema e a rappresentarne la diversità. Affinché le generazioni, soprattutto la vostra, possano guardare al futuro con fiducia, è necessario creare occasioni come questa: occasioni che, al di là dei temi trattati, rafforzano conoscenza, esperienza e cultura nei confronti del nostro modello d’impresa”. “Qui si impara a stare insieme, a parlare di ciò che facciamo, senza vendere un prodotto ma trasferendo cultura, sapere e formazione. Dovete formarvi: siete la classe dirigente del futuro, e, ce lo auguriamo, anche della futura classe dirigente del sistema cooperativo. Non vi occupate solo di soldi, ma della vita e dell’esperienza delle persone”.<br /><strong>Roberto Simoni,</strong> presidente della Federazione Trentina della Cooperazione, ha rivolto un invito ai giovani presenti: “Innamoratevi del movimento cooperativo, del credito cooperativo nel vostro caso, ma anche dell’intero mondo della cooperazione. È un modo di fare impresa e sociale nel rispetto della persona, andando incontro alle comunità e alle persone più in difficoltà. È un modello che tiene insieme la dimensione economica e quella umana, costruendo percorsi e progetti di vita”. Simoni ha sottolineato l’importanza del confronto tra esperienza e innovazione: “Occasioni come questa permettono a chi oggi ha maggiore esperienza di incontrare chi porta entusiasmo, volontà di crescere e spirito di innovazione. Il nostro impegno è rivolto al presente, ma ancora di più al futuro, perché l’interpretazione dei valori, dei modelli e delle responsabilità sarà nelle vostre mani”.</p>
<p>“Sono certa – ha sottolineato dal palco<em> Giulia Pittatore</em>, presidente Rete nazionale Giovani Soci e Socie BCC – che, come giovani, potremo offrire un contributo, anche piccolo, portando una prospettiva diversa. Forse non subito percorribile, o forse solo in parte, ma comunque utile: questo sarà lo spirito che ci accompagnerà durante questi giorni di confronto”.</p>
<p>“Se voi siete qui – ha ricordato<strong> Sergio Gatti</strong>, direttore generale di Federcasse – è perché quel patto intergenerazionale è già inscritto nella logica delle prime Casse Rurali e delle prime cooperative in tutti i settori. Dobbiamo essere molto consapevoli che c’è una storia che ci viene affidata, affinché questa logica intergenerazionale, quasi spontanea nelle comunità così intese, possa trovare al proprio interno le forze, le risorse e le imprese necessarie a rispondere alle esigenze di tutti”.</p>
<p><strong>Lavoro, impresa e partecipazione giovanile</strong></p>
<p>I temi del lavoro, dell’impresa e della partecipazione giovanile sono stati al centro del dibattito di questa edizione del Forum attraverso il dialogo con <strong>Elsa Fornero</strong>, docente di Economia Politica all’Università di Torino ed ex ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali, che ha invitato a ripensare il welfare lungo l’intero ciclo di vita – dalla nascita alla pensione – per garantirne sostenibilità e rispetto del contratto generazionale.</p>
<p>Fornero ha sottolineato come “sia necessario un mercato del lavoro più inclusivo, che dia opportunità concrete ai giovani e in particolare alle donne. La politica deve creare le condizioni perché chi lavora possa farlo in maniera dignitosa, con salari adeguati e percorsi di carriera che rispettino le aspirazioni personali. L’istruzione, gli investimenti delle imprese e il credito alle imprese diventano leve fondamentali per aumentare produttività e occupazione”, ha spiegato.</p>
<p>La professoressa Fornero ha inoltre posto l’accento sul ruolo dei giovani nel futuro del Paese: “Dobbiamo dare ai giovani la possibilità di scegliere di restare nei loro territori, offrendo scuole e università di qualità, opportunità di lavoro e percorsi di formazione che permettano di acquisire competenze concrete e spendibili nel mondo reale. La fiducia nelle istituzioni e nel sistema economico deve essere trasmessa e rafforzata, perché è su questo ponte che le nuove generazioni costruiscono il loro futuro”.</p>
<p>Infine, ha richiamato la necessità di un approccio sostenibile e inclusivo alla crescita economica: “Il profitto di per sé non è immorale, lo è se non si realizza sulla base di una organizzazione produttiva equa, che metta al centro i valori sociali e civili, il rispetto della persona e la responsabilità verso la comunità. Questi principi non sono solo valori morali, ma strumenti concreti per migliorare la produttività, la coesione sociale e la competitività dei territori”.</p>
<p><strong>Spazi di confronto e creatività: i laboratori di gruppo</strong></p>
<p>I laboratori di gruppo hanno animato il Forum, trasformandosi in veri spazi di confronto, creatività e progettazione. Giovani soci e socie hanno esplorato come gli spazi fisici e digitali possano diventare piattaforme relazionali, in grado di connettere persone, imprese e comunità. Dagli hub digitali, alle infrastrutture riattivate ai percorsi di alfabetizzazione digitale: sono emerse proposte concrete per rendere la banca un nodo centrale di innovazione sociale e territoriale.</p>
<p>Al centro del dibattito anche l’evoluzione del capitale umano: attraverso job rotation, tutoraggio, laboratori esperienziali e piattaforme di matching, la formazione diventa strumento di empowerment e retention dei talenti, con un’attenzione particolare ai giovani e alla governance intergenerazionale. L’obiettivo è rafforzare la relazione tra banca e soci, rendendo l’esperienza bancaria più semplice, vicina e partecipata.</p>
<p>La discussione si è estesa anche agli indicatori di partecipazione, con l’idea di misurare in modo innovativo la vitalità del sistema cooperativo, valorizzando i contributi dei soci, le iniziative ESG e i progetti territoriali. I giovani hanno proposto strumenti digitali e piattaforme comuni per raccogliere best practice, stimolare il networking e rendere visibili i risultati, trasformando la partecipazione in un driver strategico.</p>
<p>Infine, i laboratori hanno evidenziato l’importanza di una partecipazione dinamica e generativa, con assemblee interattive, consultazioni locali, laboratori generazionali e strumenti digitali che facilitano il coinvolgimento quotidiano dei soci. La creatività dei giovani ha portato nuove idee per comunicazione, narrazione e engagement, con l’obiettivo di rendere la BCC una presenza sempre più accessibile e innovativa nel territorio.</p>
<p><strong>Le BCC come luoghi di relazione, comunità e futuro</strong></p>
<p>Il futuro delle BCC passa dalla relazione, dalla partecipazione e dalla capacità di restare radicate nei territori, pur evolvendosi. Questo un dei temi prioritari emersi nel corso del dialogo con i rappresentanti del Credito Cooperativo che si è svolto nella giornata di chiusura.<br /><strong>Giorgio Fracalossi,</strong> presidente di Cassa Centrale Banca, ha sottolineato come sia in corso un vero cambio di paradigma: “la banca non è più soltanto il luogo delle operazioni finanziarie, ma deve tornare a essere uno spazio sociale, un punto d’incontro dove le persone parlano, si confrontano e trovano ascolto. In Trentino – ha spiegato – l’obiettivo è rivitalizzare la filiale come luogo vivo di comunità”.<br />“La cooperazione, tutelata dall’articolo 45 della Costituzione e celebrata dalle Nazioni Unite nel 2025, rappresenta la strada per un mondo più equo e partecipato”. Ma, ha ricordato Fracalossi, “non possiamo farlo da soli: abbiamo bisogno di voi giovani, perché siete voi a portare ogni giorno il valore della cooperazione nei vostri territori”.</p>
<p>“Le BCC – ha detto <strong>Teresa Fiordelisi,</strong> vicepresidente vicaria di BCC Banca Iccrea – sono, e saranno sempre, banche di relazione e di prossimità, basate su un modello fondato sulla mutualità prevalente. L’evoluzione della filiale deve quindi essere moderna e flessibile, capace di integrare digitale, remoto e presenza fisica. Un approccio omnicanale che mantenga al centro la relazione diretta, perché il rapporto interpersonale resta fondamentale”. “Le filiali BCC sono concretamente un luogo di incontro delle comunità – ha proseguito, anche con riferimento all’esperienza della sua BCC – e l’opportunità di mantenere presìdi di servizi sui territori”, sottolineando la necessità dell’alleanza intergenerazionale su questi temi.</p>
<p><strong>Matteo Spanò</strong>, vicepresidente di Federcasse, ha ricordato che essere banche di relazione “non è un’opzione, ma il nostro vantaggio competitivo”. Accanto alla transizione climatica e digitale, Spanò ha richiamato l’urgenza di una vera “transizione sociale, che coinvolga comunità e nuove generazioni: formazione, partecipazione e ritorno nei territori con convinzione sono leve decisive per costruire il futuro delle BCC”. Formazione e sostegno ai giovani, dunque, “che devono ritornare nel loro territorio, come dice il sociologo Vito Teti, non con spirito di rassegnazione, ma con volontà e convinzione per contribuire a cambiare queste realtà”.</p>
<p>“La forza di questo modello – ha ricordato <strong>Roberto Simoni</strong>, vicepresidente vicario di Federcasse – risiede nella sua “biodiversità cooperativa”: prossimità, relazione e supporto continuativo a famiglie, microimprese, enti e comunità locali”. “Le comunità – soprattutto quelle piccole e periferiche – sono la nostra ragion d’essere”, ha concluso.</p>
<p><strong>Dialoghi e pratiche di cooperazione</strong></p>
<p>Durante il Forum, diversi momenti di confronto e dialogo che hanno mostrato la vitalità e la ricchezza del mondo cooperativo. Nel panel “Trentino, fabbrica di cooperazione” è emersa l’importanza di costruire senso di appartenenza, motivazione e coesione tra generazioni: <strong>Alessandro Ceschi</strong>, direttore generale della Federazione Trentina della Cooperazione, e Ilaria Rinaldi, presidente dei Giovani Cooperatori Trentini, hanno evidenziato come il futuro si costruisca insieme, con la corresponsabilità di giovani e senior, in un modello in cui il valore creato ricade sulla comunità e la coesione diventa il collante dell’organizzazione.<br />E poi le esperienze concrete in cui la cooperazione trasforma i territori, li mantiene uniti e favorisce la crescita collettiva. Tra queste, il <strong>Consorzio Melinda</strong>, che ha mostrato come la cooperazione tra cooperative possa arrivare ai mercati globali, facendo davvero sistema. Parallelamente, l’educazione cooperativa – illustrata da <strong>Jenny Capuano</strong>, responsabile Area Formazione, Federazione Trentina della Cooperazione, <strong>Piergiuseppe Ellerani,</strong> professore Ordinario di Pedagogia, Università di Bologna, <strong>Pietro Galvagni,</strong> insegnante Istituto Comprensivo Alta Vallagarina – è emersa come metodo formativo quotidiano, capace di trasmettere partecipazione e valori cooperativi già dalle scuole. Perché la cooperazione è un’ecosistema relazionale, dove comunità, imprese e giovani trovano spazio per innovare, collaborare e costruire insieme progetti concreti che guardano al futuro.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Federcasse</author></item><item><guid isPermaLink="false">fb4615a9-bd6f-4610-b1e9-ab95cd5dffd5</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/cambiamenti-che-uniscono-un-ponte-tra-generazioni</link><title>“Cambiamenti che uniscono, un ponte tra generazioni"</title><description><![CDATA[<p>Dal 21 al 23 novembre 2025 Trento ospita il 15° Forum Nazionale delle Giovani Socie e dei Giovani Soci del Credito Cooperativo, l’appuntamento annuale promosso da Federcasse, quest’anno in collaborazione con la Federazione Trentina della Cooperazione e i Giovani Cooperatori Trentini.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/siojdhmc/foto-federazione-alto-drone.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/cambiamenti-che-uniscono-un-ponte-tra-generazioni" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>800</width><height>599</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>“CambiaMENTI che uniscono: un ponte tra generazioni” il tema scelto per quest’anno, con l’obiettivo di valorizzare il ruolo dei giovani nelle Banche di Credito Cooperativo e costruire una cooperazione intergenerazionale capace di raccogliere proposte, richieste e impegni concreti da portare a beneficio dell’intero sistema, componendo innovazione e tradizione.</p>
<p>Il programma dell’edizione 2025 vedrà protagonisti quasi 400 giovani socie e soci provenienti da tutta Italia e alternerà lezioni, momenti di approfondimento, laboratori di gruppo, sessioni di dialogo, visite guidate, attività culturali e conviviali. Tra i relatori, la prof.ssa Elsa Fornero, già Ministra del Lavoro e docente di Economia Politica all’Università di Torino, che dialogherà con una rappresentanza di giovani sui temi dell’intergenerazionalità, con particolare attenzione agli aspetti politici, economici e previdenziali.</p>
<p>Nella mattina di sabato 22 novembre, si terrà una sessione di confronto con le rappresentanze imprenditoriali giovanili di Confartigianato, Confindustria, Confcooperative, Giovani albergatori del Trentino, Confcommercio Imprese per l’Italia, mentre nella mattina di domenica 23 si approfondiranno alcune storie di cooperazione “d’impatto”, espressioni del territorio.</p>
<p>Quest’anno, il Forum coinciderà con la celebrazione del 130° anniversario della Federazione Trentina della Cooperazione, organismo di rappresentanza delle centinaia di esperienze imprenditoriali cooperative del territorio, da sempre motore di sviluppo economico e sociale della provincia autonoma.</p>
<p><em>Sono oltre 172 mila i giovani soci e socie under 30 del Credito Cooperativo, 72 i Gruppi Giovani Soci e Socie attivi in altrettante Banche di Credito Cooperativo. La rete dei Giovani Soci e Socie delle BCC è composta da una Consulta formata da 2 giovani per ogni Gruppo Giovani Soci e Socie e da un Comitato di Coordinamento nazionale composto dai rappresentanti dei diversi Gruppi. Il Presidente dei Giovani Soci e Socie è anche membro del Consiglio Nazionale di Federcasse.</em></p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Federcasse</author></item><item><guid isPermaLink="false">bad6c48c-d0fc-4316-af32-c208293fe988</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/firmato-l-atto-di-fusione-fra-cassa-di-trento-e-novella-e-alta-anaunia</link><title>Firmato l’atto di fusione fra Cassa di Trento e Cassa Rurale Novella e Alta Anaunia</title><description><![CDATA[<p>Nasce la “Banca per il Trentino Alto Adige, Bank für Trentino-Südtirol,  credito cooperativo italiano”, presente in regione con 47 sportelli ed un organico complessivo di 396 collaboratrici e collaboratori.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/zwna3gdj/27122023-cassa-di-trento-firma-atto-di-fusione-2-.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/firmato-l-atto-di-fusione-fra-cassa-di-trento-e-novella-e-alta-anaunia" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>4928</width><height>3264</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Firmato stamattina dai <strong>Presidenti Giorgio Fracalossi </strong>e <strong>Roberto Graziadei</strong>, in presenza del <strong>Notaio Alfredo Dondi</strong>, l’atto di fusione fra Cassa di Trento, Lavis, Mezzocorona, Valle di Cembra e Alta Vallagarina e Cassa Rurale Novella e Alta Anaunia.</p>
<p>Si tratta dell’atto formale che accoglie l’esito espresso dalle due Assemblee Straordinarie tenutesi a Fondo lo scorso 17 novembre e a Trento il 20 novembre, nelle quali i soci delle due Casse avevano espresso il loro consenso al progetto con un’ampissima adesione, in termini percentuali, superiore al 95% dei consensi.</p>
<p>Nasce così un nuovo soggetto nell’ambito del credito cooperativo regionale, che prende il nome di “<strong>Banca per il Trentino-Alto Adige, Bank f</strong><strong>ü</strong><strong>r Trentino-S</strong><strong>ü</strong><strong>dtirol, credito cooperativo italiano</strong>”.</p>
<p>La nuova realtà, prima banca di credito cooperativo a connotazione territoriale regionale -per dimensione- del Gruppo Cassa Centrale Banca, esprimerà la sua presenza su un territorio che si estende da Merano a Rovereto, passando per la valle di Non: un ambito strategico per l’economia regionale, che conta complessivamente 97 Comuni, 500.000 abitanti, oltre 30.000 imprese.</p>
<p>L’accordo odierno ha rappresentato dunque l’atto finale di un processo che nel corso del 2023 ha visto tappe fondamentali, fra cui ricordiamo a marzo la sigla dell’accordo di fusione; fra maggio e giugno la predisposizione del piano industriale e del progetto di fusione; l’8 settembre scorso l’autorizzazione da parte della BCE e -a novembre- la determinante e compatta espressione delle due Assemblee dei Soci.</p>
<p>Un processo che oggi porta a un risultato a suo modo storico per il Credito Cooperativo trentino, e che apre orizzonti importanti per la comunità, come hanno rimarcato il presidente di Cassa di Trento, Giorgio Fracalossi, e il presidente di Cassa Rurale Novella e Alta Anaunia, Roberto Graziadei<strong>:</strong> “l’obiettivo primario del progetto di fusione è quello di mantenere una forte entità operativa a mutualità prevalente in grado di contribuire allo sviluppo economico delle Comunità, consolidando il radicamento territoriale attraverso l’effettivo coinvolgimento dei Soci nella vita della Cassa, garantendo al territorio e al volontariato continuità di sostegno.”</p>
<p>Tale aggregazione permetterà infatti di pervenire a dimensioni che consentiranno migliori economie di scala, maggiore redditività, diversificazione del reddito e del rischio, attraverso una struttura organizzativa ed un sistema dei controlli più efficiente.</p>
<p>La nuova Cassa, diretta dal direttore generale <strong>Gabriele Delmonte,</strong> opererà a partire dal primo gennaio 2024 nelle province di Trento e Bolzano, con 47 sportelli ed un organico complessivo di 396 collaboratrici e collaboratori.<br /><br /></p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio soci e comunicazione Cassa di Trento</author></item><item><guid isPermaLink="false">2028b336-c463-48eb-b9bf-63842855a31e</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/casse-rurali-forte-presidio-del-territorio-il-ruolo-della-cooperazione-come-antidoto-allo-spopolamento</link><title>Casse Rurali, forte presidio del territorio. Il ruolo della cooperazione come antidoto allo spopolamento</title><description><![CDATA[<p>Stamani a Trento – palazzo Geremia – un convegno nazionale del credito cooperativo organizzato dalla Federazione trentina per dibattere sui temi del rapporto centro-periferia, spopolamento, cambiamento climatico e presidio territoriale.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/ltgksxif/ftc04081.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/casse-rurali-forte-presidio-del-territorio-il-ruolo-della-cooperazione-come-antidoto-allo-spopolamento" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>3008</width><height>2000</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Un convegno intenso e ricco di spunti, quello organizzato dalla Federazione trentina a Palazzo Geremia nel capoluogo per riflettere sull’intensità della relazione tra banche cooperative e territorio. In uno scenario che cambia velocemente, con il clima che si surriscalda e la popolazione che invecchia.</p>
<p>Ad ascoltare i relatori la platea di amministratori e dirigenti delle Casse Rurali trentine e una buona rappresentanza del credito cooperativo nazionale, che ieri ha tenuto a Trento il Consiglio nazionale di Federcasse.</p>
<p>La cooperazione – in particolare quella di credito – è per sua natura fortemente legata ai territori in cui opera e alle comunità che incontra. Il credito cooperativo è stato interessato negli anni scorsi da una profonda riforma che ha introdotto una capogruppo (due in Italia) con funzione di coordinamento e direzione. È cambiata l’organizzazione delle banche cooperative, che soprattutto negli ultimi anni si sono spesso aggregate per aumentare di dimensioni e bacino territoriale.</p>
<p>L’incontro di oggi è servito per fare il punto sul modello, analizzando punti forti e criticità, soprattutto in visione futura.</p>
<p>Il presidente della Cooperazione trentina <strong>Roberto Simoni</strong>, in apertura di convegno, aveva messo in guardia senza giri di parole dal rischio che determinati progetti come quello – appena enunciato - di costituzione di una banca regionale mettano a rischio la natura e la missione di una cooperativa di credito, specie se non preventivamente condivisi dalla base sociale: “occorre interrogarci sul senso del limite - ha detto Simoni - se si cambia lo schema di gioco serve un nuovo ‘patto sociale’, un traguardo collettivo e raggiunto insieme,  non corse solitarie o spallate individuali”.</p>
<p>A lui ha risposto indirettamente il vicepresidente della Provincia autonoma <strong>Mario Tonina</strong>, il quale ha affermato che “il dibattito di questi giorni merita una vigile attenzione. Le preoccupazioni del presidente Simoni meritano rispetto e ci stimolano attraverso il dialogo a trovare soluzioni condivise. Siamo nella terra dell'autonomia e della cooperazione – ha proseguito - e la nostra storia ha prodotto risultati tangibili, regole antiche, tradizioni, fatica, tenacia, valori che si palesano anche attraverso i segni del paesaggio”.</p>
<p>Il presidente di Federcasse <strong>Augusto dell’Erba</strong> ha posto l’attenzione sulla presenza delle banche cooperative nelle aree più disagiate, spesso unici sportelli bancari nel paese (in 702 comuni). Dell’Erba ha richiamato il tema della proporzionalità delle norme bancarie, che attualmente non distinguono tra una banca grande e una piccola. “Non invochiamo misure di favore per avere imprese di credito più lucrative, ma per fare meglio il nostro lavoro, in rispetto della nostra specificità, al servizio alla comunità”.</p>
<p>Per il sindaco <strong>Franco Ianeselli</strong>, “più che il numero di sportelli bancari conta la capacità di interpretare il territorio”.</p>
<p>Anche lo studio e l’analisi scientifica dei dati depongono a favore delle banche di territorio. Famiglie e imprese hanno ancora bisogno della presenza fisica degli sportelli bancari sul territorio, come è emerso nella relazione di <strong>Andrea Viola</strong>, dell’Università Cattolica di Milano. Le imprese vicine ad una Bcc o Cassa Rurale hanno più facile accesso al credito, in particolare di lungo termine. Le banche di grandi dimensioni non hanno lo stesso effetto. Le banche cooperative sono molto efficaci nel servire le micro e piccole imprese che sono quelle che hanno maggiori difficoltà di liquidità e di finanziamento.</p>
<p>Il ruolo di presidio territoriale è stato il tema della tavola rotonda cui hanno partecipato il presidente di Cassa Centrale <strong>Giorgio Fracalossi</strong>, la vicepresidente di Iccrea <strong>Teresa Fiordelisi</strong>, la presidente della Famiglia cooperativa Primiero <strong>Francesca Broch</strong> e l’imprenditore della pasta <strong>Riccardo Felicetti</strong>.</p>
<p>“Siamo innanzitutto banche – ha esordito <strong>Giorgio Fracalossi</strong> – abbiamo la responsabilità di conservare, gestire il denaro e restituirlo. Una responsabilità enorme”. In merito ai modelli organizzativi, il presidente di Ccb ha detto che “ogni banca cooperativa decide autonomamente la forma migliore per garantire il presidio del territorio, senza direttive dalla capogruppo. La capogruppo è stata molto importante per garantire continuità e organizzazione anche nella recente emergenza pandemica”.</p>
<p>“La riforma non ha inciso sulla natura delle nostre banche – ha affermato la vicepresidente di Iccrea  <strong>Teresa Fiordelisi</strong> - è cambiata l'organizzazione. Le ragioni di economicità non vanno declinate per singolo sportello ma guardando all'equilibrio complessivo della singola banca.</p>
<p>La prossima sfida sarà quella di coniugare la relazione fisica col digitale, ecco perché qualche studioso parla di prossimità a distanza”.</p>
<p>Due le esperienze di eccellenza portate all’attenzione del convegno: la Famiglia cooperativa di Primiero, con la presidente <strong>Francesca Broch</strong> (“Mi è capitato di avere momenti difficili legati all’azienda. È lì che la gente si unisce e dà sostegno”), e <strong>Riccardo Felicetti</strong>, titolare dell’omonimo pastificio di Predazzo (“per noi restare è stata sfida di presidio. Testoni, capacità, coraggio, un po’ di fortuna e ci siamo impuntati per poter diventare ambasciatori di quel territorio, un elemento di senso di appartenenza”).</p>
<p>Clima e demografia condizionano la vita anche nelle aree montane.  Per il meteorologo <strong>Luca Mercalli</strong> “qui avete prerogative anche dal punto di vista tecnologico che vi rendono un modello. In montagna si vive bene, e il telelavoro consente di sperimentare nuovi mestieri e nuove occasioni per vivere permanentemente in montagna, basta una buona connessione. Il cambiamento climatico offre quindi anche opportunità ai territori, occorre coglierle”.</p>
<p>Per <strong>Giovanna Fambri</strong> (Ufficio statistica della Pat) “la popolazione in Italia cala, ma il Trentino e l’Alto Adige vanno in controtendenza. L’innovazione digitale consente di vivere anche in luoghi decentrati, ma occorre continuare a difendere e valorizzare il nostro territorio”.</p>
<p>Bilancio positivo nei primi anni di riforma per<strong> Giorgio Donato</strong>, Capo Servizio supervisione bancaria della Banca d’Italia: “Avete lavorato in un contesto molto difficile. La coesione e la resilienza sono stati fattori di successo. Ora serve intercettare le nuove esigenze delle comunità locali”.</p>
<p>Conclusioni di <strong>Sergio Gatti</strong>, direttore generale di Federcasse: “per le Casse Rurali e Bcc la sfida per il futuro è quella di inventare un modello originale di servizio: “figital” (un po’ fisico un po’ digitale), digitale ma con componente di accompagnamento, di comprensione delle esigenze che non può che prevedere qualche forma di presenza”.</p>]]></encoded></item></channel></rss>