<rss version="2.0"><channel xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"><title>News</title><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/rss/news?categoria=costituzione</link><description>Notizie, storie e interviste per raccontare il movimento cooperativo e per approfondire i temi che coinvolgono il nostro mondo.</description><lastBuildDate>Wed, 29 Apr 2026 16:33:27 +0200</lastBuildDate><atom:link href="https://www.cooperazionetrentina.it/it/rss/news" rel="self"><type>application/rss+xml</type></atom:link><item><guid isPermaLink="false">db130d55-7e03-4eb7-a3db-96d87a36cef6</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/dal-trentino-la-voce-dei-giovani-per-il-futuro-del-paese</link><title>Ri-Costituente 2026: dal Trentino la voce dei giovani per il futuro del Paese</title><description>Laboratori, mostra itinerante, un’alba nel bosco e il Festival nazionale del 6-7 giugno a Caldonazzo: settima edizione di un progetto per ragazzi tra i 15 e i 25 anni.</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/vryokv4n/ri-costituente-1-edizione2025.jpeg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/dal-trentino-la-voce-dei-giovani-per-il-futuro-del-paese" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2592</width><height>1728</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Una rete di organizzazioni, comunità e giovani si unisce per rendere concreta una domanda: cosa hanno da dire i ragazzi nel riscrivere la Costituzione per il futuro? <br /><strong>Ri-Costituente – La Costituzione del 2050 </strong>è alla sua settima edizione,<strong> il 6 e 7 giugno a Caldonazzo (TN)</strong>, ottant'anni dopo l'Assemblea Costituente del 1946. Si tratta di un laboratorio nazionale di democrazia partecipata che si sviluppa tra laboratori di scrittura collettiva, in cui i giovani elaborano testi costituzionali su temi centrali per la democrazia, e una community digitale nazionale come spazio di confronto.<br />Una volta all'anno il progetto diventa Festival, ospitato nei luoghi che hanno dato i natali ai Padri Costituenti, coinvolgendo oltre 200 giovani provenienti da tutta Italia. Nel 2026 l'appuntamento è in Trentino sul tema <em>"Cooperare per un futuro comune"</em>, con una rete di partner che radica il progetto sul territorio.<br /><em>"È stato un anno intenso, fatto di lavoro, incontri, confronto e sostegno reciproco — spiega Davide Tarolli, vicepresidente cooperativa Kaleidoscopio e coordinatore progetto Ora Futuro — e il progetto ha rafforzato il dialogo tra organizzazioni e territori, offrendo ai ragazzi e alle ragazze uno spazio reale per interrogarsi sul futuro. Immaginare insieme il futuro e tradurlo in visioni condivise è ancora oggi un atto profondamente generativo".</em></p>
<p>Tutti gli eventi locali che precedono il Festival sono ideati e organizzati da Kaleidoscopio scs, ASIF Chimelli, APPM onlus e Fondazione Franco Demarchi nell'ambito di Ora Futuro, con il sostegno di Cassa Rurale Alta Valsugana, Fondazione CRAV e Fondazione VALTES, partner che rendono possibile portare questa esperienza sul territorio, raggiungendo comunità e giovani con background ed esperienze differenti. <br />“<em>Il supporto della rete è fondamentale</em> – continua Tarolli - <em>non solo per intercettare giovani già attivi e motivati, ma anche per raggiungere chi è più distante, meno coinvolto, e per il quale questa esperienza può rappresentare un primo aggancio significativo.”</em></p>
<p> </p>
<p><strong>Il prefestival: da aprile a maggio</strong></p>
<p>Ad <strong>aprile e maggio</strong> i laboratori di scrittura collettiva aprono le porte a Pergine Valsugana, Borgo Valsugana e Rovereto. In piccoli gruppi, giovani tra 15 e 25 anni elaborano un articolo per la Costituzione del 2050 su temi scelti da loro stessi — dall'ambiente ai diritti digitali, dalla cittadinanza alla sostenibilità — che entrerà a far parte del Manifesto della Ri-Costituzione e che porteranno alle istituzioni.</p>
<p><strong><br />L’8 e 9 maggio</strong>, tra Pieve Tesino e Castello Tesino, è in programma "<strong>Alba dell'Europa</strong>", evento esperienziale realizzato in collaborazione con la Fondazione Alcide De Gasperi. Il programma è in parte riservato ai ragazzi e in parte aperto a tutta la cittadinanza.</p>
<p>I giovani vivranno una notte tra esperienze, confronto e natura: una visita al Museo De Gasperi e un'escape room sui valori fondativi dell'Europa. Per partecipare è obbligatoria l'iscrizione.</p>
<p>Alle 3:30, ragazzi e cittadini si ritroveranno presso la Biblioteca Comunale di Castello Tesino per la passeggiata notturna guidata verso l'altopiano di Celado. La partecipazione è libera; si raccomanda abbigliamento da trekking, frontalino e bottiglia d'acqua. Un accompagnatore del territorio guiderà i partecipanti verso località Celado, in attesa dell'alba prevista alle 5.48. Ad accogliere l'arrivo del giorno, nei pressi del Grifone — la scultura realizzata dall'artista Marco Martalar con i legni degli alberi abbattuti dalla tempesta Vaia nel 2018 — l'accensione del fuoco, la banda che suonerà l'Inno Europeo e un momento celebrativo. Alle 6.00, a chiudere la notte, la colazione al sacco a cura dei partecipanti.<br />Per chi desiderasse partecipare solo all'alba, è possibile raggiungere direttamente l'altopiano di Celado, nei pressi del Grifone.</p>
<p><br />Dal <strong>28 aprile al 7 giugno</strong>, la mostra itinerante Ri-Costituente farà tappa nelle biblioteche e negli spazi comunali di Novaledo, Castello Tesino, Borgo Valsugana, Baselga di Piné, Pergine Valsugana e Caldonazzo. L'esposizione raccoglie gli articoli scritti dai giovani durante le precedenti edizioni, permettendo alle loro visioni sul futuro di prendere forma e di trasformarsi in una presenza concreta e tangibile sul territorio.</p>
<p>"<em>Ogni anno i giovani contribuiscono al progetto</em> – spiega Francesca Paini, cooperatrice sociale e coordinatrice di Ri-Costituente – <em>con l'obiettivo di promuovere conoscenza costituzionale, partecipazione attiva e responsabilità civica, stimolando i ragazzi a elaborare un patto sociale per il futuro."</em></p>
<p>Il percorso espositivo – un pannello introduttivo e 15 pannelli tematici – connette l'esperienza costituente del 1946 alla riflessione contemporanea sul ruolo delle nuove generazioni nella costruzione democratica del Paese.</p>
<p>La mostra è aperta a tutta la cittadinanza (per tappe e calendario si rimanda al profilo Instagram @OraFuturo).</p>
<p> </p>
<p>Il <strong>29 maggio</strong>, nel Foyer del Teatro Comunale di Pergine Valsugana, si tiene l'<strong>Anteprima Agorà Ri-Costituente</strong>: un evento aperto alla cittadinanza che inaugura il percorso verso il Festival.</p>
<p><em>"È un momento pubblico di attivazione e confronto — </em>racconta Tarolli<em> — pensato per mettere in dialogo esperti, amministratori e realtà del territorio su cosa significhi oggi dare spazio alle nuove generazioni, a partire dal tema del Festival 2026: 'Cooperare per un futuro comune'."</em></p>
<p>La serata è condotta da <strong>Francesca Paini</strong>, cooperatrice sociale e coordinatrice di Ri-Costituente, con l'intervento di <strong>Alessandra Valastro</strong>, professoressa associata di diritto pubblico e costituzionale. Una tavola rotonda con i rappresentanti istituzionali della rete, che porteranno esperienze e prospettive dal territorio. A chiudere la serata, <strong>Mery Pagliarini</strong>, direttora Rete ITER – Istituto IARD e community manager di Ri-Costituente, che traccerà il filo verso l'appuntamento successivo: l'<strong>Agorà del 7 giugno a Caldonazzo</strong>, riservata ai giovani.</p>
<p> </p>
<p><strong>Il Festival: 6-7 giugno a Caldonazzo</strong></p>
<p>Il percorso culmina il <strong>6 e 7 giugno a Caldonazzo</strong> con il <strong>Festival Ri-Costituente — "Cooperare per un futuro comune"</strong>: due giorni in cui circa <strong>200 giovani da tutta Italia</strong> si incontrano per condividere idee e visioni e costruire insieme il Manifesto sul futuro. Al centro ci sono i giovani, con i loro linguaggi e i loro strumenti di espressione.</p>
<p> </p>
<p><strong>Per informazioni e iscrizioni all’Alba dell’Europa per ragazzi dai 15 ai 25 anni:</strong> <br />e-mail <a href="mailto:orafuturo@kaleidoscopio.coop">orafuturo@kaleidoscopio.coop</a> <br />Instagram @orafuturo</p>
<p> </p>
<p><strong>Il progetto è ideato</strong> dalla Cooperativa sociale Tikvà di Como e dalla Cooperativa sociale Impressioni Grafiche di Acqui Terme e organizzato insieme a Rete ITER – Istituto IARD</p>
<p>Un progetto di Kaleidoscopio scs, ASIF Chimelli, APPM onlus, Fondazione Franco Demarchi, nell'ambito del progetto Ora Futuro<br /><strong>Sostenuto da</strong> Comunità Alta Valsugana e Bersntol, Cassa Rurale Alta Valsugana, Fondazione CRAV, Fondazione VALTES e con la collaborazione di Piano Giovani Altopiano Vigolana, Piano Giovani di Pergine e Valle del Fersina, Piano Giovani Laghi Valsugana, Piano Giovani Baselga Bedollo Civezzano e Fornace, Fondazione Alcide De Gasperi, Associazione Oltre, Unione Nazionale Cavalieri d'Italia - sezione provinciale di Trento.</p>
<p><strong>Con il patrocinio di</strong> Provincia Autonoma di Trento, Comunità Alta Valsugana e Bersntol, Comune di Caldonazzo, Comunità Valsugana e Tesino, Comune di Castello Tesino.</p>
<p> </p>
<p> </p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio stampa Kaleidoscopio</author></item><item><guid isPermaLink="false">df5bf50d-269a-4085-9a4a-1afb0bc6da75</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/e-nata-cer-novella-nuova-comunita-energetica-rinnovabile-in-valle-di-non</link><title>E’ nata “CER Novella”, nuova Comunità Energetica Rinnovabile in Valle di Non</title><description><![CDATA[<p>A metà aprile è stata ufficialmente costituta la Comunità Energetica Novella Società Cooperativa, nata grazie alla partecipazione di sei soci fondatori.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/hcsd10nc/cda-cer-novella.jpeg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/e-nata-cer-novella-nuova-comunita-energetica-rinnovabile-in-valle-di-non" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1293</width><height>439</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>La CER di Novella nasce con l’obiettivo di promuovere la produzione e la condivisione di energia da fonti rinnovabili a livello locale.</p>
<p>Quando parliamo di “Comunità Energetiche Rinnovabili” facciamo riferimento ad associazioni che permettono a cittadini, imprese, enti locali e altre organizzazioni di unirsi per produrre, accumulare e condividere energia proveniente da fonti rinnovabili, all’interno di uno specifico perimetro geografico.</p>
<p>In uno scenario energetico critico a livello globale, dove la transizione ecologica verso fonti rinnovabili si rivela sempre più fondamentale per affrontare le sfide del cambiamento climatico, le CER sono un punto chiave per quanto riguarda promozione, produzione e consumo di energia più sostenibili.</p>
<p>Si tratta di Comunità che riescono a soddisfare le proprie esigenze energetiche grazie al consumo condiviso di energia pulita autoprodotta, usando impianti e infrastrutture interne che sfruttano fonti rinnovabili come il fotovoltaico, l’eolico o altre tecnologie. I benefici per chi entra a far parte di una CER sono molteplici, non solo economici o logistici, ma anche ambientali e sociali, estesi a tutti gli attori coinvolti, dai singoli alle imprese agli enti pubblici. In primis c’è un risparmio sui costi energetici: la condivisione dell’energia rinnovabile consente di ridurre l’entità e i costi dell’approvvigionamento da fonti esterne; la produzione e il consumo “in loco” di energia rinnovabile e pulita contribuiscono a ridurre l’impatto ambientale della produzione stessa, mitigando gli effetti sull’ambiente e sul clima.</p>
<p>Altro aspetto importante è quello sociale: i membri delle CER, infatti, sono coinvolti personalmente nelle decisioni che riguardano l’uso e il consumo dell’energia, contribuendo a plasmare il futuro energetico della Comunità. La partecipazione, quindi, promuove l’aggregazione sociale ed educa i cittadini ad una cultura di responsabilità ed ecologia urbana. Infine, la diversificazione delle fonti energetiche per l’approvvigionamento e la riduzione della dipendenza dai combustibili fossili migliorano la sicurezza energetica della comunità stessa.</p>
<p>«Siamo assolutamente felici di aver contribuito come Amministrazione comunale alla creazione di questa nuova CER - ha spiegato il sindaco di Novella, <strong>Donato Preti</strong>- Gli eventi informativi che sono stati messi in campo precedentemente, hanno portato alla luce il grande interesse dei residenti, per questo ci auguriamo che la CER si sviluppi e riesca a fornire benefici concreti a livello ambientale, economico e sociale per tutta la comunità».</p>
<p>Il primo Consiglio di Amministrazione è formato da sei componenti e resterà in carica fino al 2027.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Cooperazione Trentina</author></item><item><guid isPermaLink="false">c2811a24-2327-4be0-b910-16f60d34fe65</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/nasce-la-fondazione-vino-patrimonio-comune</link><title>Nasce la Fondazione Vino Patrimonio Comune</title><description><![CDATA[<p>Luogo di incontro Imprese e Mondo della Ricerca, a tutela della autenticità e per promuovere la sostenibilità dei vini italiani.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/vprdvbag/vino-patrimonio-comune.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/nasce-la-fondazione-vino-patrimonio-comune" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1031</width><height>551</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>È stata presentata stamane in occasione di una conferenza stampa presso la sala Cavour del Ministero dell’agricoltura della sovranità alimentare e delle foreste la <strong>Fondazione Vino Patrimonio Comune</strong>, che vede come soci fondatori <strong>Federvini</strong> e <strong>Alleanza delle Cooperative Italiane – Agroalimentare</strong> con l’obiettivo di consolidare il valore del vino italiano e a contribuire alla difesa e al sostegno del patrimonio delle imprese vitivinicole del Paese.</p>
<p>Un vino autentico, per il quale è accertata la tipicità e la corrispondenza con il territorio di origine, è sinonimo di rispetto verso i consumatori e di garanzia nelle relazioni commerciali. Da questa esigenza di autenticità, diffusa in Italia e in Europa, è nato il progetto <em>no profit</em> di Vino Patrimonio Comune, per offrire una risposta alle esigenze delle aziende associate ed uno strumento affidabile a disposizione degli operatori del settore vitivinicolo.</p>
<p>La Fondazione Vino Patrimonio Comune nasce quindi per supportare le Imprese che sin da subito hanno creduto nel progetto e, più in generale, la filiera vitivinicola nazionale attraverso un sistema di <strong>coordinamento autorevole e indipendente</strong> delle sue competenze tecniche e strategiche. In particolare, la Fondazione opererà per studiare i profili di <strong>autenticità</strong> e <strong>sostenibilità</strong> di prodotti, imprese e territori, qualità alla base dell’apprezzamento del <em>Made in Italy</em> nel mondo.</p>
<p>Molteplici sono stati i progetti e le iniziative che negli anni hanno sostenuto la maturazione di competenze sia in vigneto che in cantina, avvicinando anche il pubblico al consumo consapevole e responsabile, ma molto resta ancora da fare in termini di promozione degli elementi immateriali del vino, a partire dal suo portato storico e culturale plurisecolare. Un punto quest’ultimo che, anche in virtù dello sviluppo del progetto della Fondazione, potrà garantire nuove prospettive di crescita al comparto.</p>
<p>“<em>Celebriamo oggi la costituzione di una Fondazione che nasce dai produttori per i produttori per rafforzare e consolidare il valore del vino e la sua viticoltura quale ambasciatore dell’italianità nel mondo. Un progetto ambizioso, pioneristico nella sua ideazione, che vuole imprimere un forte indirizzo di sistema in grado di contribuire alla difesa e alla valorizzazione del patrimonio delle imprese vitivinicole, supportando l’avvio in sicurezza del processo di innovazione tecnologica e organizzativa dell’ecosistema vitivinicolo verso modelli di sviluppo sostenibili che salvaguardino la qualità e la redditività lungo tutta la catena del valore. Intendiamo mettere in relazione le imprese, il consumatore e il mercato, con gli enti pubblici preposti alla ricerca, alla tutela e valorizzazione delle produzioni vitivinicole italiane ed i best performer di organizzazioni, consorzi, enti di ricerca, supply chain, imprese e mondo trade</em>” ha dichiarato <strong>Marcello Lunelli</strong>, <strong>Presidente della Fondazione Vino Patrimonio Comune.</strong></p>
<p>Quello della Fondazione Vino Patrimonio è un percorso che si concretizza oggi, avviato in una prima fase embrionale nel 2020 con uno studio preliminare sulla variabilità dei rapporti degli isotopi stabili dell’ossigeno e dell’idrogeno dell’acqua del mosto/vino, in relazione alle principali variabili naturali e di processo agronomico ed enologico. Dal progetto pilota è derivata la definizione del profilo isotopico dell’acqua dei mosti e dei vini, grazie al quale iniziò a prendere forma la prima Banca Dati Sperimentale Vino Patrimonio Comune 2020-2023.</p>
<p>Uno studio che, a partire dalla vendemmia del prossimo anno, si amplierà ancora coinvolgendo un maggior numero di attori delle istituzioni, della ricerca, delle imprese, degli enti di certificazione e degli <em>stakeholder</em> commerciali del mondo del vino.</p>
<p>Il primo mandato di Presidente della Fondazione Vino Patrimonio Comune è stato affidato a Marcello Lunelli, Vicepresidente di Cantine Ferrari, mentre alla vicepresidenza è stato designato Luca Rigotti, Presidente di Gruppo Mezzacorona e Coordinatore del settore vitivinicolo di Alleanza delle Cooperative. La Fondazione è dotata di un Consiglio di Amministrazione paritetico in rappresentanza delle due associazioni fondatrici, di un Comitato Esecutivo e di un Comitato Scientifico composto da autorevoli esponenti del mondo della ricerca con una comprovata esperienza nel settore agroalimentare e in quello vitivinicolo.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Confcooperative</author></item><item><guid isPermaLink="false">35cc2843-05b2-45d1-8188-59944ee225f9</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/nasce-kroft-la-prima-cooperativa-di-comunita-del-trentino</link><title>Nasce Kròft, la prima cooperativa di comunità del Trentino</title><description><![CDATA[<p>Dopo un lungo percorso di partecipazione avviato nel 2017 all’interno della comunità della Valle del Fersina, nasce una cooperativa che vuole essere un ente intermedio tra le amministrazioni e le associazioni locali. Un progetto finanziato dalla Provincia Autonoma di Trento come idea innovativa e strategica per lo sviluppo delle aree montane.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/fa2hboy0/stefano-moltrer-presidente-kr-ft.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/nasce-kroft-la-prima-cooperativa-di-comunita-del-trentino" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1166</width><height>775</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Kròft in mocheno significa forza, ed è dall’energia di un gruppo di uomini e donne della Valle del Fersina che ha preso vita questa nuova esperienza cooperativa.<br /><br /></p>
<div data-embed-url="https://youtu.be/jKc-IsPpneY" data-embed-height="240" data-embed-width="360" data-embed-constrain="true"><iframe width="360" height="203" src="https://www.youtube.com/embed/jKc-IsPpneY?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen=""></iframe></div>
<p>Sono nove i soci che, ieri sera, hanno firmato l’atto costitutivo, sottoscritto dal notaio <strong>Lorenzo Sartori</strong> presso la sala comunale Palai en Bersntol di Palù del Fersina. La serata è proseguita con la presentazione del progetto di fronte a numerosi rappresentanti delle istituzioni locali, oltre che ad interessati abitanti della zona.</p>
<p>“<em>Insieme a tutto il tessuto sociale ed economico della Valle</em> – ha raccontato il presidente della neonata cooperativa <strong>Stefano Moltrer</strong> - <em>vogliamo interpretare i bisogni del territorio, offrire servizi per la comunità e fare rete tra gli operatori economici per uno sviluppo trasversale e strategico della nostra Valle.</em> <em>Dall’idea che solo insieme si può fare, in questi anni abbiamo imparato che la frase più adatta è: insieme si deve fare”.</em></p>
<p>Una vera e propria start up che, come ogni impresa, ha nel suo mantra la sostenibilità economica: “<em>L’essere cooperativa di comunità ci permette di svolgere attività che le associazioni non riescono a fare e, in particolar modo, di poter intercettare sia capitali pubblici, come quelli europei del PNRR, che capitali privati derivanti dalle attività che andremo ad attivare”. </em>Tra queste una newsletter informativa per gli abitanti della Valle, il ripristino ambientale con la manutenzione sentieristica e la cura del paesaggio e la valorizzazione dei prodotti artigianali locali, tramite un marchio già depositato dalle associazioni in Camera di Commercio.</p>
<p><strong>La prima cooperativa di comunità</strong></p>
<p>Sul territorio sono state fatte nel corso degli anni varie sperimentazioni di cooperative di comunità ma, nel caso di Kròft, si tratta della prima riconosciuta per Legge, dopo l’approvazione della Giunta Regionale lo scorso 26 gennaio: “<em>La nascita di questa cooperativa rappresenta un grande risultato </em>– dichiara <strong>Alessandro Ceschi</strong>, direttore generale della Federazione Trentina della Cooperazione -<em> che corona un percorso, durato diversi anni, per scrivere una Legge che porta al centro del dibattito politico il tema della Cooperazione. Un sistema straordinario per mantenere vive le nostre comunità, soprattutto quelle più lontane, e garantire servizi fondamentali per tutta la cittadinanza”.</em></p>
<p>La Legge fornisce una cornice entro cui si possono riconoscere tutta una serie di elementi che differenziano queste nuove forme di impresa dalle altre cooperative già note e disciplinate. Uno di questi è l’ampia partecipazione dei cittadini alla compagine sociale, con l’obiettivo di risolvere le problematiche della comunità. Anche nel caso di Kròft, infatti, l’intenzione è quella di estendere la compagine sociale a un numero sempre maggiore di abitanti della Valle dei Mocheni.  “<em>Abbiamo lavorato per mettere a disposizione un valido strumento di partecipazione delle comunità</em>, - ha chiosato <strong>Lorenzo Ossanna</strong>, assessore regionale agli enti locali <em>– con la finalità di trovare dialogo e coesione per migliorare la qualità della vita del territorio</em>”.</p>
<p><strong>Un progetto intercooperativo e territoriale</strong></p>
<p>Tra i partner dell’iniziativa anche la cooperativa <strong>Trentino Social Tank</strong>, che si è occupata di accompagnare Kròft all’atto costitutivo, in un percorso utile ad individuare possibilità e criticità di questo tipo di scelta: “<em>Dopo un lungo percorso ci troviamo di fronte alla fase vera e propria di startup, siamo partiti in nove ma l’obiettivo è che la base sociale sia sempre più ampia. Lavoreremo, infatti, per far conoscere le opportunità che questa cooperativa riserva alla sviluppo e alla crescita di questa comunità</em>”.</p>
<p>A questi si aggiunge il fondamentale supporto delle amministrazioni locali, in particolare di quella del comune di Palù del Fersina: “<em>Ci auguriamo che sia solo un punto di partenza </em>– ha dichiarato il sindaco <strong>Franco Moar</strong> - <em>e che tutta la comunità si senta parte di questo progetto. Il tema fondamentale da cui partire è quello dello spopolamento. Solo se proviamo soluzioni come questa possiamo riuscire a offrire nuovo sviluppo per la nostra valle”.</em></p>]]></encoded></item></channel></rss>