<rss version="2.0"><channel xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"><title>News</title><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/rss/news?categoria=cooperazione</link><description>Notizie, storie e interviste per raccontare il movimento cooperativo e per approfondire i temi che coinvolgono il nostro mondo.</description><lastBuildDate>Fri, 24 Apr 2026 00:13:08 +0200</lastBuildDate><atom:link href="https://www.cooperazionetrentina.it/it/rss/news" rel="self"><type>application/rss+xml</type></atom:link><item><guid isPermaLink="false">bb5f71ab-001b-4d3c-94c7-4d7d84fe57ff</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/oltre-la-rendita-dentro-la-vita</link><title>Oltre la rendita, dentro la vita</title><description>Dalla rivista Cooperazione Trentina - Il professor Mauro Magatti parla alle cooperative: senza rigenerazione delle relazioni e del senso, le organizzazioni rischiano di perdere la loro funzione generativa</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/uaeh10st/p-8-9-10-giusta-bella-mauromagatti.png" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/oltre-la-rendita-dentro-la-vita" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1920</width><height>1080</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p><span>La cooperazione nasce nei momenti di frattura, quando le forme esistenti non bastano più a contenere la vita e i bisogni delle persone. Oggi, di fronte a un nuovo cambio d’epoca segnato dalla crisi dell’individualismo, dalla trasformazione del lavoro, dall’impatto pervasivo del digitale e da legami sociali sempre più fragili, anche le cooperative sono chiamate a interrogarsi sul proprio ruolo. Amministrare bene l’esistente non è più sufficiente: la sfida è capire come rigenerare senso, relazioni e futuro senza perdere la propria capacità produttiva.</span> </p>
<p><span>Su questi temi si concentra il pensiero di </span><strong><span>Mauro Magatti</span></strong><span>, sociologo ed economista, professore di Sociologia generale all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, tra i più autorevoli studiosi italiani dei processi di cambiamento sociale e del rapporto tra economia, società e bene comune. In questa intervista, rilasciata in occasione della sua partecipazione all’evento di </span><strong><span>Consolida</span></strong><span> ‘Rigenerare le organizzazioni per il bene comune’, ospitato nella Piazza inCooperazione, Magatti parla direttamente alle cooperative, invitandole a non rifugiarsi nella rendita delle forme consolidate, ma a riscoprire la propria vocazione generativa: quella di organizzazioni capaci di stare nel mercato senza ridursi al mercato, di usare la tecnologia senza farsi governare da essa, di tenere insieme efficienza e vita, responsabilità e libertà, comunità e futuro.</span> </p>
<p><strong><span>Professor Magatti, il sistema cooperativo è oggi ancora generativo oppure rischia di aver esaurito la sua spinta originaria?<br /></span></strong><span>La “generatività” non è una formula magica. È una parola che rimanda a questioni profonde che tornano ciclicamente. Oggi siamo chiaramente alla fine di un lungo ciclo storico, quello dentro cui si è sviluppata anche la cooperazione contemporanea.</span> </p>
<p><strong>Che tipo di ciclo si sta chiudendo? <br /></strong><span>È il ciclo nato dall’incontro tra due grandi forze: da una parte l’ampliamento degli spazi di libertà e di autorealizzazione individuale, dall’altra la globalizzazione. Per decenni abbiamo condiviso un’idea molto semplice: che fosse possibile accrescere le possibilità di vita – non solo i consumi, ma le opportunità complessive – per miliardi di individui. E abbiamo pensato che lo strumento principale per farlo fosse il mercato.</span> </p>
<p><strong>In questo scenario, dove si collocava la cooperazione?</strong><span><br /></span><span>In modo relativamente marginale, ma significativo. La cooperazione ha saputo combinare mondi diversi: la tradizione cattolica, i nuovi bisogni sociali, il volontariato, l’idea che non tutto potesse essere risolto dallo Stato o dal mercato. È così che si è sviluppato il Terzo settore. Ma oggi quel ciclo sta implodendo.</span> </p>
<p><strong>Perché non regge più?</strong><span><br /></span><span>Perché l’idea di accrescere indefinitamente le possibilità di vita per miliardi di individui è semplicemente irrealizzabile. Produce entropia, disgrega le stesse forze di vita che vorrebbe sostenere. Non sta più insieme niente: ambiente, relazioni, democrazia.</span> </p>
<p><strong>E cosa succede quando un modello non sta più insieme?</strong><span><br /></span><span>Si cercano risposte semplici e spesso regressive. Riappare la logica amici-nemici. Per ridefinire un “noi” abbiamo bisogno di identificare un nemico comune. Lo vediamo con i migranti, ma non solo. In questo contesto parlare di rigenerazione sociale non è un esercizio teorico: è una necessità.</span> </p>
<p><strong>Cosa intende, concretamente, per rigenerazione sociale?</strong><span><br /></span><span>Due cose fondamentali. La prima è riconoscere che viviamo in un enorme ritardo cognitivo. Continuiamo a pensare noi stessi come individui-atomi, quando in realtà ciò che siamo dipende radicalmente dalle relazioni: da chi ci ha messo al mondo, da chi incontriamo, dalle condizioni sociali, dalle malattie, dal lavoro, dal contesto.</span> </p>
<p><strong>E la seconda?</strong><span><br /></span><span>La seconda è che la libertà individuale non si misura solo nella possibilità di uscire dalle relazioni, ma nella qualità delle relazioni che scegliamo di far esistere. Accetti un lavoro sfruttante o ti organizzi con altri? Accetti una relazione violenta o la interrompi? La libertà si qualifica nei legami che costruiamo.</span> </p>
<p><span><strong>Questo vale anche per le organizzazioni cooperative?<br /></strong></span><span>Vale moltissimo. Le organizzazioni sono corpi intermedi: stanno tra la vita delle persone e i grandi apparati sistemici. Il loro compito non è solo essere efficienti o redditizie, ma mediare tra vincoli economici e vita concreta.</span> </p>
<p><strong>Quanto conta, in questo senso, il tema dell’origine?</strong><span><br /></span><span>Conta moltissimo. Ogni processo di generazione è anche un processo di rigenerazione. E implica sempre un confronto con il limite, persino con la morte. La generatività non è credibile se non tocca il nesso tra vita e morte.</span> </p>
<p><strong>In che senso?</strong><span><br /></span><span>Perché la vita non è qualcosa che possediamo. È un divenire. L’idea di controllare, trattenere, conservare tutto è distruttiva. Lo sanno bene i genitori: lasciare vivere un figlio significa accettare che sarà diverso da come lo avevi immaginato. È difficile, ma è l’unico modo perché la vita continui.</span> </p>
<p><strong>La cooperazione rischia di non accettare questo passaggio?</strong><span><br /></span><span>Il rischio c’è. La cooperazione è nata in un precedente cambio di ciclo capitalistico. Se oggi il Terzo settore, nel frattempo patrimonializzato, non prova a interpretare questo nuovo passaggio, rischia di difendere le forme invece della vita.</span><span> </span><span>Come diceva Georg Simmel, noi accediamo alla vita attraverso le forme: istituzioni, organizzazioni, regole. Ma nessuna forma è in grado di contenere la vita per sempre. Tutte tendono alla sclerosi. Anche la cooperazione.</span> </p>
<p><strong><span>Qual è allora la sfida generativa?</span></strong><span><br /></span><span>Capire come trasformarsi prima che sia la realtà a costringerti a farlo. Il mercato cambia, la società cambia, e tu devi cambiare. Questo genera problemi organizzativi e finanziari, certo. Ma se non lo fai, smetti di esistere.</span> </p>
<p><strong>In territori come il Trentino il rischio è quello della rendita?</strong><span><br /></span><span>Sì. Qui si sta bene. E quando si sta bene, la tentazione di conservare è fortissima. Ma se non fate qui alcune trasformazioni, dove pensate che possano accadere?</span> </p>
<p><strong>Quanto pesa il tema della governance e del ricambio?</strong><span><br /></span><span>Pesa moltissimo. L’eccezionalità del secondo dopoguerra è stata anche il risultato di una rottura netta delle classi dirigenti precedenti. Poi progressivamente è tornata la logica delle cariche a vita, della cooptazione. Questo blocca l’innovazione.</span> </p>
<p><strong>E il rapporto con l’ente pubblico?</strong><span><br /></span><span>Il patto di sussidiarietà si è spesso trasformato in un vincolo. Gare, appalti, logiche da fornitore-cliente. Se restate lì, sarete travolti. L’innovazione vera è uscire da quella logica.</span> </p>
<p><strong>Un altro grande fattore di cambiamento è la tecnologia.<br /></strong><span>Sì, la digitalizzazione è un ospite ingombrante. Estende a ogni sfera della vita la logica industriale: standardizzare, misurare, performare. Applicata ai servizi e alle relazioni sociali, questa logica è letale.</span> </p>
<p><strong>Eppure non si può stare fuori dal digitale.</strong><span><br /></span><span>No, ma bisogna entrarci con consapevolezza. L’intelligenza artificiale è potente, ma è riduzionistica: riduce la ragione a calcolo. Non è corporea, non è affettiva, non è vivente.</span> </p>
<p><strong>Qual è allora il compito della cooperazione?</strong><span><br /></span><span>Salvaguardare l’intelligenza del vivente. Voi siete a contatto con la vita concreta delle persone. Se sacrificate questa intelligenza in nome dell’efficienza, smettete di esistere.</span> </p>
<p><strong>Possiamo dire che questa sia una sfida di civiltà?</strong><span><br /></span><span>Sì. Come in passato la cooperazione ha mediato tra Stato e mercato, oggi deve mediare tra intelligenza artificiale e intelligenza vivente. È la grande questione dei prossimi decenni.</span> </p>
<p><strong>Quando un’organizzazione può dirsi ancora viva?</strong><span><br /></span><span>Quando continua a scambiare con l’ambiente. Finché siamo individui in relazione, siamo vivi. Vale per le persone, vale per le cooperative.</span> </p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Dirce Pradella - Ufficio Stampa Cooperazione Trentina</author></item><item><guid isPermaLink="false">5374a081-1c25-4b6f-92f5-841eec2849f3</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/futuri-presenti-la-cooperazione-trentina-al-lavoro-per-immaginare-il-domani</link><title>Futuri presenti, la Cooperazione Trentina al lavoro per immaginare il domani</title><description>Sono passati 130 anni dal 20 novembre del 1895, quando nacque la Federazione Trentina della Cooperazione. Un movimento protagonista dell’occupazione trentina, con 39.000 tra dipendenti di ogni settore e conferitori agricoli, che oggi rilancia il suo ruolo nella società e nell’economia trentina per rispondere alle criticità future. Tra i temi principali emersi dalla ricerca Ocse, Euricse e Università di Trento: invecchiamento, casa, clima e digitalizzazione.</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/w0vnpcpi/simoni-mattei-tonina.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/futuri-presenti-la-cooperazione-trentina-al-lavoro-per-immaginare-il-domani" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2126</width><height>1415</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Intreccia passato e futuro la Cooperazione Trentina, che oggi celebra i suoi 130 anni di vita. E lo fa fin dal primo istante di questa giornata speciale: da un lato il robot che accoglie cooperatori, cooperatrici dal palco della Sala inCooperazione, dall’altro la teatralizzazione di don Guetti, chiamato simbolicamente a inaugurare la festa e la riflessione collettiva che l’accompagna. A seguire, l’intervento dello storico e creator <strong>Giacomo Panozzo</strong> che condensa 130 anni di storia nel tempo e con il linguaggio di un Tiktok. Il dialogo tra tradizione e innovazione continua con l’anteprima della campagna promozionale: una festa di paese in cui, al momento di spegnere le candeline dell’“anziana” Cooperazione Trentina, compare una giovane figura che guarda avanti con fiducia, pronta a continuare quel cammino al servizio della comunità.<br /><br /></p>
<div data-embed-url="https://youtu.be/waMdReHTSHs" data-embed-height="240" data-embed-width="360" data-embed-constrain="true"><iframe width="360" height="203" src="https://www.youtube.com/embed/waMdReHTSHs?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen="" title="130° anniversario della Cooperazione Trentina | 20 novembre 2025"></iframe></div>
<p><strong><br />Il profilo di un sistema unico in Italia</strong></p>
<p>La Cooperazione Trentina rappresenta oggi uno dei più grandi sistemi economici e sociali e il tra i maggiori ‘datori di lavoro’ nel panorama provinciale: 400 cooperative, 12 consorzi e 19 società di sistema, di proprietà di 330.000 soci e socie e gestito da oltre 3.000 amministratori e amministratrici. Un movimento che genera 4 miliardi di euro di fatturato all’anno e custodisce un patrimonio collettivo di 2,4 miliardi, che rimarrà alle nuove generazioni.<br />La cooperazione è anche la più grande realtà collettiva in Trentino in termini di lavoro: 39.000 persone occupate, di cui 23.000 dipendenti e 16.000 soci conferitori agricoli, con 1.800 lavoratori fragili inseriti in percorsi protetti.</p>
<p>Negli ultimi cinque anni la retribuzione complessiva è cresciuta da 1,3 a 1,6 miliardi di euro, grazie ai rinnovi contrattuali nei settori del consumo, sociale, credito e agricolo (caseifici, cantine, ortofrutta). Una testimonianza concreta di un modello che redistribuisce valore, radica occupazione e sostiene la coesione territoriale.</p>
<p>«A quanti, con impegno e passione, custodiscono e rinnovano questa straordinaria eredità – ha scritto il Presidente della Repubblica <strong>Sergio Mattarella</strong> nella lettera letta oggi nella Sala inCooperazione – rivolgo l’apprezzamento della Repubblica per il loro lavoro, unitamente all’augurio che i prossimi traguardi possano rafforzare un pilastro della vita comunitaria, prezioso per le sfide che ci attendono».</p>
<p><strong>Una ricerca per leggere il domani</strong></p>
<p>Il legame tra passato e futuro prende forma con evidenza nella ricerca “Prospettive Cooperative: prepararsi alle sfide del futuro”, realizzata con <strong>Ocse</strong>, <strong>Euricse </strong>e <strong>Università di Trento</strong> con il contributo operativo di <strong>Skopia Anticipation Services</strong> e la facilitazione di <strong>Gerardo De Luzenberger</strong>. Un processo partecipato che ha coinvolto oltre 300 cooperatori e cooperative in esercizi di futuro, laboratori territoriali e analisi comparate internazionali.</p>
<p>La domanda al centro dei lavori è stata semplice e radicale: come sarà la cooperazione nel 2050 e quali scelte occorrono oggi per costruire quel futuro? Alle risposte emerse dalla ricerca è stata dedicata ieri, presso la Sala Depero della Provincia, una specifica giornata di approfondimento, i cui esiti sono stati sintetizzati oggi da <strong>Amal Chevreau,</strong> responsabile dell'Unità Economia sociale e innovazione, Centro per l'Imprenditorialità, le Pmi, le Regioni e le Città dell'Ocse, insieme a <strong>Hyunha Kim,</strong> responsabile del Team di Pianificazione delle Politiche, iCoop, Corea, <strong>Clare Sarson</strong>, responsabile della politica internazionale per le Pmi, Dipartimento per le imprese e il commercio, Regno Unito, <strong>Samuel Barco</strong>, esperto senior in ecosistemi di imprenditoria sociale, che hanno offerto una fotografia nitida delle quattro grandi transizioni in corso. </p>
<p><strong>Quattro priorità: invecchiamento, casa, clima, digitale</strong></p>
<p><em><u>Invecchiamento</u></em>: con gli over 65 già al 23% in Italia, aumentano bisogni di cura, continuità assistenziale e comunità solidali. Le cooperative emergono come attori capaci di costruire servizi di prossimità, modelli mutualistici e reti territoriali che valorizzano famiglie, lavoratrici e legami sociali. <em><u>Casa e comunità</u></em>: nelle grandi città i prezzi delle abitazioni superano dell’86% quelli dei piccoli centri, alimentando nuove fragilità e spingendo verso territori più coesi. Il modello cooperativo può offrire soluzioni abitative accessibili e garantire, tramite i Sieg, servizi essenziali senza i quali i territori rischiano lo spopolamento. <em><u>Clima</u></em>: con il 2024 registrato come l’anno più caldo di sempre, la transizione energetica diventa urgente. Le cooperative – osserva l’Ocse – sono in grado di attivare comunità energetiche rinnovabili, filiere agricole resilienti, progetti ambientali e iniziative circolari radicate nei territori. <em><u>Digitalizzazione</u></em>: se l’accesso a Internet sfiora il 100% in Europa, persistono disuguaglianze e rischi di esclusione. La cooperazione può guidare una digitalizzazione etica, centrata sulle persone: piattaforme condivise, servizi intelligenti, gestione responsabile dei dati e nuovi spazi di democrazia partecipata.</p>
<p>Utilizzando gli studi di futuro, illustrati da <strong>Roberto Poli</strong> dell’Università di Trento, la ricerca arriva alla conclusione che il modello cooperativo, sostenuto da politiche mirate e dotato di capacità anticipatoria, sarà protagonista delle grandi transizioni del Trentino, mantenendo ciò che lo rende unico: radicamento sociale, partecipazione e orientamento al bene comune.</p>
<p><strong>Innovazione, alleanze e alta formazione</strong></p>
<p>A partire da questa visione, la Cooperazione Trentina si attrezza scegliendo la via delle alleanze. Come ha spiegato il presidente <strong>Roberto Simoni</strong>, la sfida oggi è mettere in connessione ricerca, innovazione e mondo cooperativo.</p>
<p>Dialogando con <strong>Ferruccio Resta</strong> (presidente Fbk), Simoni ha annunciato il lancio del programma <em>Proof of Concept</em>, promosso da Fbk: due progetti triennali finanziati da Promocoop a partire dal 2026, dedicati a trasformare idee innovative in soluzioni concrete per l’ambito sociale e dei servizi di prossimità. «È un modo per far dialogare scienza, impresa e cooperazione – ha detto Simoni – e per portare l’innovazione là dove serve di più: nelle comunità». «Il progetto con la Cooperazione – ha aggiunto Resta – è il modo migliore per prepararsi al futuro investendo sui giovani e sulle idee che costruiranno il nostro futuro».</p>
<p>Innovazione significa anche formazione. Con <strong>Flavio Deflorian</strong>, Rettore dell’Università di Trento, è stato presentato un quadro articolato di collaborazione che prevede: una nuova laurea magistrale dedicata alla cooperazione, corsi aperti agli studenti delle triennali, indipendentemente dal percorso scelto, percorsi di formazione permanente per professionisti e cooperatori, l’apertura degli spazi di coworking della Federazione agli studenti, per avvicinare i giovani al modello cooperativo.</p>
<p>«Con questo accordo come Università – ha spiegato il Rettore – ci poniamo due obiettivi. Il primo è offrire una formazione specifica e di alto livello, che comprenda una laurea magistrale dedicata e diversi corsi mirati. Il secondo è portare contenuti legati all’economia cooperativa anche dentro percorsi di studio diversi, perché molti studenti arrivano da fuori provincia: è un modo per seminare cultura cooperativa, sensibilità e valori che possano diventare parte del loro bagaglio professionale e umano».</p>
<p>«Il nostro obiettivo – ha concluso Simoni – è fare in modo che la cooperazione non sia solo un pezzo di storia, ma una possibilità concreta per chi vuole costruire il proprio futuro mettendo al centro responsabilità e comunità».</p>
<p><strong>L’alleanza istituzionale</strong></p>
<p>«La Cooperazione ha reso il Trentino più forte, equo e resiliente – così il vicepresidente della Provincia, <strong>Achille Spinelli</strong> – e in questi 130 anni, con coraggio e responsabilità, è diventata parte strutturale del nostro modello di sviluppo, capace di unire inclusione sociale, presidio del territorio e crescita economica. Oggi affrontiamo sfide importanti, ma i segnali sono positivi: l’occupazione cresce e il Trentino ha tutte le carte in regola per proseguire nel suo percorso di sviluppo. Le risorse del bilancio provinciale sostengono questo cammino, puntando su famiglie, attrattività e investimenti che generano valore, occupazione e crescita duratura. La Cooperazione, radicata in ogni settore, non ha solo accompagnato lo sviluppo del Trentino: lo ha reso possibile».</p>
<p>«Celebrare i 130 anni della Cooperazione trentina – così l’assessore provinciale <strong>Mario Tonina</strong> – significa riconoscere il valore di una storia che, partendo dall’intuizione di don Lorenzo Guetti, ha sostenuto il nostro territorio anche nei momenti più difficili. Allora c’erano povertà, difficoltà e ristrettezze economiche, oggi ci sono nuove sfide ed emergenze: come allora, abbiamo raccolto bisogni, sogni e desideri e li abbiamo tradotti in un progetto comune, rappresentato nel Protocollo recentemente sottoscritto. Se ieri la Cooperazione ha dato risposte positive per la crescita del Trentino, anche oggi può fare la differenza, grazie alla sua forza, alla sua capacità di unire la comunità, anche grazie ai valori del volontariato che sono integrati nella nostra società, soprattutto nei temi sociali, nel welfare territoriale, ampiamente rappresentati nel Protocollo. È questa la sfida da vincere insieme, Autonomia speciale e Cooperazione, per continuare a costruire nuove prospettive, fiducia e futuro, soprattutto per le nuove generazioni».</p>
<p>Un ruolo, quello della Cooperazione nella comunità trentina, ricordato anche dal direttore generale della Federazione, <strong>Alessandro Ceschi</strong>, che ha ringraziato il personale della struttura per il lavoro e l’impegno: «La Federazione non è la cooperazione di pochi, non è il lavoro di singoli, ma è il lavoro collettivo che non è semplice. Ma è a quello che dobbiamo indirizzarci».</p>
<p>«Anche le cooperative, come tutte le altre imprese, devono essere orientate al mercato – ha ricordato <strong>Maurizio Gardini</strong>, presidente di Confcooperative – ma prima ancora ai bisogni. Questa capacità di leggere i bisogni delle persone e delle comunità ha fatto la nostra fortuna. Dobbiamo avere ancora fame e sete di cooperazione e della nostra capacità di coniugare mutualità interna verso i nostri soci e esterna verso le comunità».</p>
<p><strong>La pace e la piazza</strong></p>
<p>La serata si è chiusa con l’intervento del giornalista e storico <strong>Paolo Mieli</strong> che riflette, con la giornalista e conduttrice tv <strong>Maria Concetta Mattei</strong>, sul valore della pace, richiamando l’articolo 3 dello statuto della Federazione, che pone tra le sue finalità “la promozione e difesa della pace, della cooperazione internazionale e dei diritti umani”.</p>
<p>«La vostra cooperazione – ha detto Mieli agli oltre 450 ospiti presenti – è un mondo che aggrega le persone. È giusto usare la modernità per comunicare al meglio, ma resta fondamentale anche ritrovarsi fisicamente: il cemento di questi 130 anni è lo stare insieme. La cooperazione è fedele alle sue origini: cooperare, costruire comunità, essere presenza viva. La storia ci insegna che la peste si accompagna spesso alla guerra. È sempre stato così. Ma c’è una costante: dopo pestilenze e conflitti, l’umanità compie salti straordinari. Il Rinascimento e l’Illuminismo ne sono esempi luminosi. Il prezzo che paghiamo oggi e che abbiamo pagato con il Covid diventerà un guadagno clamoroso per i nostri figli e nipoti. È accaduto per tremila anni, e accadrà ancora: anche la cooperazione deve prepararsi a un nuovo salto».</p>
<p>«Se continuerete la vostra attività con lo stesso impegno – ha esortato Mieli – porrete uno dei mattoni della pace di cui abbiamo bisogno. I piani di pace di Trump passano; la cooperazione resta.»</p>
<p>Dulcis in fundo, prima del brindisi festoso, l’anteprima della nuova Piazza inCooperazione, spazio aperto a cooperative, soci e cittadini. Qui, dal 4 dicembre, sarà visitabile la mostra “Futuri presenti: l’arte trentina di cooperare”, ideata per i 130 anni con la Fondazione Museo Storico del Trentino: un percorso che racconta un movimento nato dal bisogno di condividere, attraversato da generazioni e guidato da valori come solidarietà, partecipazione, autonomia e innovazione.</p>
<p>Un nastro blu – visivo e simbolico – collega le sezioni della mostra, ricordando che la cooperazione, ieri come oggi, continua a unire persone e comunità in un progetto comune di futuro.</p>
<p> </p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Dirce Pradella</author></item><item><guid isPermaLink="false">c584dea3-5536-486d-96cf-1c003f123bb3</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/identita-comunita-e-innovazione-al-centro-del-futuro-del-turismo-montano</link><title>Identità, comunità e innovazione al centro del futuro del turismo montano</title><description>Si è conclusa oggi al MUSE di Trento la XXVI edizione della BITM – Le Giornate del Turismo Montano, manifestazione promossa da Confesercenti del Trentino con il supporto delle categorie economiche e degli enti legati al turismo montano.</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/srabozoi/bitm-roberto-simoni.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/identita-comunita-e-innovazione-al-centro-del-futuro-del-turismo-montano" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>5712</width><height>4284</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Tre giornate di confronto, esperienze e approfondimenti che hanno messo al centro la narrazione come strumento di valorizzazione, l’identità dei territori alpini e la governance sostenibile del turismo montano. Moderata dal direttore scientifico Alessandro Franceschini e dalla giornalista Linda Pisani, la BITM 2025 ha riunito al MUSE studiosi, operatori, istituzioni e studenti, confermandosi come il più importante laboratorio nazionale di confronto sul turismo di montagna.</p>
<p>Cosi Massimiliano Peterlana, presidente della BITM: “Questa edizione della BITM ha dimostrato quanto il turismo montano non sia soltanto un settore economico, ma un laboratorio di futuro per i territori. La forza delle nostre comunità, il valore della tradizione e il coraggio dell’innovazione sono gli elementi che ci permettono di costruire destinazioni autentiche, accoglienti e sostenibili. Il confronto di questi giorni ci consegna una direzione chiara: lavorare insieme – istituzioni, imprese, mondo della formazione e realtà locali – per un turismo capace di generare valore, preservare la bellezza delle nostre montagne e restituire benessere a chi le abita. La BITM continuerà a essere questo: uno spazio di dialogo e visione, dove il Trentino e l’intero arco alpino possano interrogarsi, crescere e scegliere il proprio futuro”. La sessione conclusiva ha portato all’individuazione di cinque direttrici chiave. La prima è l’identità, intesa come valore da custodire con attenzione evitando di scivolare nel folklore. La seconda è la tradizione, considerata come patrimonio immateriale e riconosciuta quale elemento distintivo della proposta turistica. Segue l’asse dell’innovazione, che richiama la necessità di sperimentare senza perdere autenticità, integrando tecnologia, intelligenza artificiale e sostenibilità. Centrale anche il tema della narrazione, che invita ad ampliare il racconto oltre la natura per includere cultura, comunità ed enogastronomia. Infine, è emerso il concetto di piattaforma turistica, in cui le destinazioni diventano piattaforme comunitarie capaci di interpretare e dare senso alla complessità dei flussi contemporanei. Passione, visione ed equilibrio sono le parole chiave aggiunte dalle categorie economiche intervenute.</p>
<p>TRE GIORNATE PER RACCONTARE IL FUTURO DEL TURISMO MONTANO</p>
<p>Dalla presentazione dello studio inedito <em>“La narrazione come strumento di valorizzazione turistica del territorio”</em>, che ha aperto la manifestazione, al focus di ieri sul destination management curato dal Consorzio delle APT del Trentino, la BITM ha intrecciato voci, esperienze e visioni che mostrano come le montagne possano essere luoghi di innovazione, identità e comunità. Nel corso delle tre giornate si sono alternati oltre 60 relatori – accademici, operatori, amministratori, studenti e rappresentanti delle categorie economiche – portando contributi e testimonianze sul turismo rigenerativo, comunitario e sostenibile. La giornata finale ha offerto una sintesi dei contenuti emersi e una riflessione collettiva sul futuro del turismo montano.</p>
<p>L’INTERVENTO DEL PRESIDENTE DI CONFESERCENTI DEL TRENTINO, MAURO PAISSAN</p>
<p>Così il presidente di Confesercenti del Trentino, Mauro Paissan: “Possiamo far evolvere la visione del nostro territorio. Un Trentino che si afferma come territorio montano, alpino e lacustre perfettamente connesso, capace però di offrire ai propri ospiti e ai residenti la possibilità di una ‘disconnessione intelligente’.</p>
<p>Una meta dove la tecnologia accompagna senza sovrastare, dove esperienze dinamiche si alternano a momenti di silenzio. Dove la cura dei luoghi, la qualità dei servizi, le tradizioni, i saperi e i sapori non sono uno sfondo, ma l’essenza stessa del viaggio. Un Trentino inclusivo, riconoscibile, vero. La sfida che si apre con BITM 2025 è diventare un territorio connesso al mondo, ma capace di far respirare chi lo attraversa. Un equilibrio che richiede visione, responsabilità e un lavoro comune tra imprese, istituzioni e comunità locali.</p>
<p>Il turismo di domani sarà questo: un ponte tra ciò che siamo e ciò che vogliamo diventare. Non un’immagine, ma una direzione. Sì, possiamo! Ma vogliamo?”</p>
<p>LA GIORNATA CONCLUSIVA – IDEE, PROSPETTIVE E VISIONI CONDIVISE</p>
<p>Gli interventi introduttivi hanno restituito una visione articolata e complementare sul futuro del turismo montano, incrociando lo sguardo delle istituzioni, del mondo accademico e delle realtà che vivono e custodiscono quotidianamente la montagna. La voce della politica, con gli interventi di Alberto Pedrotti, assessore al turismo del Comune di Trento e Giulia Zanotelli, assessora provinciale all’agricoltura, ha evidenziato l’importanza di una strategia territoriale capace di tenere insieme identità e innovazione. Pedrotti ha sottolineato come il tema dell’identità sia oggi cruciale per il turismo: un patrimonio da reinterpretare continuamente alla luce delle evoluzioni del mercato, mantenendo però una coerenza che consenta al visitatore di ritrovare in Trentino ciò che lo rende unico. Anche Zanotelli ha richiamato la necessità di rafforzare questo legame tra territorio e offerta turistica, soffermandosi in particolare sull’enogastronomia come elemento sempre più strategico. Ha ricordato come la politica possa mettere a disposizione risorse e indirizzo, ma che solo un progetto condiviso dai territori – imprese, aziende agricole, APT e strutture ricettive – possa rendere davvero efficace il binomio tra promozione dei prodotti e promozione del territorio.</p>
<p>Sul versante della formazione e della ricerca, l’intervento di Gabriella Berloffa, ha posto l’accento sul ruolo chiave dell’Università di Trento nel preparare i professionisti di domani. La direttrice del Dipartimento di Economia e Management ha ricordato l’importanza di formare operatori consapevoli dell’interdipendenza tra il benessere del territorio, delle comunità e delle persone. I laboratori interdisciplinari, ha spiegato, insegnano agli studenti che nessuna decisione può essere presa senza uno sguardo a 360 gradi sulle dimensioni economiche, ambientali e sociali coinvolte.</p>
<p>La voce della montagna è arrivata con le riflessioni di Cristian Ferrari, presidente SAT e Mauro Leveghi, presidente del Trento Film Festival, che hanno richiamato il valore dei territori alpini come luoghi fragili e insieme ricchissimi di identità. Ferrari ha ricordato come le terre alte insegnino il senso del limite: la capacità di carico degli ecosistemi deve orientare ogni scelta, andando oltre slogan come overtourism per affrontare concretamente il tema del superamento dei limiti naturali. Leveghi ha ampliato questa visione sottolineando che ogni montagna ha una propria identità, fatta di valori materiali e immateriali, sedimentati nel tempo. Identità, responsabilità e sostenibilità – ha affermato – sono i pilastri su cui costruire un brand territoriale credibile e rispettoso delle comunità alpine.</p>
<p>L’INTERVENTO DI VITTORIO MESSINA, PRESIDENTE NAZIONALE DI ASSOTURISMO</p>
<p>Nel suo intervento BITM, Vittorio Messina, presidente nazionale di Assoturismo, ha evidenziato come il turismo stia vivendo una fase di profonda trasformazione. La montagna, in particolare, è chiamata a coniugare sostenibilità, innovazione e qualità, diventando un laboratorio di nuovi modelli di sviluppo territoriale. Messina ha delineato i principali scenari emergenti: crescita del turismo esperienziale e territoriale, digitalizzazione dei servizi e delle competenze, sostenibilità ambientale come valore competitivo, diversificazione dell’offerta e destagionalizzazione. Sul fronte operativo, il presidente di Assoturismo ha indicato alcuni strumenti chiave d’innovazione: formazione continua per gli operatori, governance pubblico-privata, uso dei dati per la personalizzazione dell’offerta, sviluppo di prodotti turistici identitari e inclusivi, sostegno all’imprenditorialità giovanile e alla mobilità sostenibile. “La montagna italiana – ha sottolineato Messina – non è solo scenario ma attore protagonista del turismo del futuro. È nelle terre alte che si costruisce l’equilibrio tra crescita economica, tutela ambientale e coesione sociale.” L’intervento si è concluso con un invito alla cooperazione tra imprese, istituzioni e comunità locali per fare dell’innovazione e della sostenibilità i pilastri di un turismo capace di generare valore duraturo per i territori e per le persone.</p>
<p>LA SINTESI DELLA BITM 2025</p>
<p>LE PAROLE CHIAVE: IDENTITÀ, TRADIZIONE, INNOVAZIONE, NARRAZIONE, PIATTAFORME TERRITORIALI</p>
<p>Nel dialogo tra Alessandro Franceschini e Maurizio Rossini, CEO di Trentino Marketing, sono state tracciate cinque direttrici chiave che hanno attraversato l’intera edizione della BITM. Il primo tema è quello dell’identità, emerso in filigrana in molti interventi e letto in una duplice prospettiva: da un lato come leva per rafforzare il senso di comunità, dall’altro come dimensione imprescindibile dell’attrattività turistica dei territori. La sfida è capire come prendersi cura di questo valore senza cadere in forme di folklore artificiale che, in molte località del mondo, finiscono per indebolire la proposta turistica anziché rafforzarla.</p>
<p>Accanto all’identità, la tradizione ha rappresentato un altro concetto centrale. Intesa come patrimonio immateriale di un territorio – storia, cultura, immaginario collettivo – la tradizione è stata richiamata come elemento distintivo delle comunità montane. La domanda che emerge è come trasformare questo patrimonio in un autentico biglietto da visita al servizio del turismo, evitando semplificazioni o stereotipi e valorizzandone invece la profondità e la ricchezza. Il terzo tema affrontato è quello dell’innovazione. La BITM ha portato alla luce un tessuto economico vivace, che sperimenta quotidianamente nuove soluzioni – dal trasporto su fune delle mele al monitoraggio delle api – e che integra sempre di più l’intelligenza artificiale come strumento a supporto del turismo. Anche qui la sfida è chiara: come abbracciare queste innovazioni senza perdere le peculiarità di un territorio che ha nel contatto con la natura il suo tratto più autentico? A seguire, la riflessione si è spostata sulla narrazione. Lo studio presentato alla BITM ha evidenziato come la comunicazione turistica del Trentino – in linea con quella del Tirolo e dell’Alto Adige – sia fortemente orientata alla dimensione paesaggistica e naturalistica, mentre lasci più in ombra gli aspetti culturali, sociali ed enogastronomici. Un interrogativo fondamentale riguarda dunque il ruolo della comunità ospitante: deve rafforzare queste dimensioni nella narrazione del territorio o, al contrario, esse suscitano ancora un interesse limitato nel turista? Infine, la conversazione ha introdotto il concetto di piattaforma turistica. In una contemporaneità segnata da flussi – economici, sociopolitici, ambientali e demografici – diventa sempre più evidente come le località turistiche debbano porsi come vere e proprie piattaforme capaci di intercettare, gestire e dare senso a questa complessità. Ed è in questa direzione che le destinazioni sono chiamate a trasformarsi in piattaforme comunitarie, capaci di connettere dimensioni sociali e territoriali e metterle al servizio dell’economia turistica. La domanda che resta aperta riguarda proprio le sfide future del territorio: quali percorsi saranno necessari per interpretare al meglio questo nuovo ruolo?</p>
<p>FOCUS UNIVERSITÀ – GIOVANI COMPETENZE PER IL TURISMO DEL FUTURO</p>
<p>Curato dalla prof.ssa Federica Buffa, il Focus Università ha coinvolto gli studenti del corso magistrale <em>Management della sostenibilità e del turismo</em> (LM MaST) dell’Università di Trento, che hanno portato contributi e riflessioni legati ai temi centrali della loro formazione. Gli interventi sono stati affidati a tre studenti: Marianna Rosa, che ha affrontato i temi dell’autenticità e dell’identità dei territori proponendo anche alcune possibili strategie manageriali; Samuele Di Marzio, che ha inserito nel confronto richiami puntuali all’enoturismo trentino, argomento su cui sta concentrando la sua tesi; ed Erica Petricone, che ha offerto uno sguardo più ampio sui territori rurali e montani, anche oltre il contesto locale, alla luce della ricerca che sta portando avanti. Il dialogo si è sviluppato attorno a due domande chiave. La prima riguardava il significato di autenticità per un territorio e la visione che i futuri manager hanno di questo concetto. Marianna ha evidenziato il rapporto tra autenticità e antropizzazione, Samuele ha contestualizzato il tema attraverso l’enoturismo, mentre Erica ha sottolineato il ruolo della comunità locale e il valore del turismo esperienziale. La seconda domanda era invece dedicata alle strategie e alle sfide per la gestione delle destinazioni. In questo caso, Marianna ha richiamato l’attenzione sul tema dello spopolamento delle aree montane e sulla necessità di attrarre nuovi abitanti; Samuele ha declinato la questione attraverso le opportunità offerte dall’enoturismo; ed Erica ha affrontato il tema della gestione dei flussi, introducendo i concetti di overtourism e undertourism. La sessione si è conclusa con l’intervento della prof.ssa Federica Buffa, che ha ripreso i principali elementi emersi, sottolineando il ruolo strategico della formazione e delle competenze interdisciplinari per il turismo del futuro.</p>
<p>L’OSPITE SPECIALE: EMILIO CASALINI</p>
<p>Emilio Casalini, giornalista e scrittore, conduttore del programma di Rai3 <em>Generazione Bellezza</em> ha richiamato l’attenzione sulla bellezza che nasce dalle persone. Ha ricordato come gran parte della natura che oggi ammiriamo sia il risultato di un lavoro secolare: dall’urbanistica alla gestione dei boschi, la bellezza dei paesaggi è anche frutto dell’impegno umano nel tempo. “Io giro l’Italia – ha raccontato – e vedo continuamente persone che sviluppano e creano nuova bellezza”. La sua riflessione si è poi spostata sul tema della narrazione, al centro del suo lavoro giornalistico. Casalini ha invitato a chiedersi quanta narrazione sia ancora possibile costruire in un territorio come quello trentino: nei boschi, lungo le piste ciclabili, tra le migliaia di chilometri di sentieri che attraversano montagne e vallate. Ogni percorso, ha sottolineato, contiene potenzialmente piccole storie: il bosco, la roccia, un villaggio con una sua caratteristica unica. Raccontare queste storie, anche attraverso interventi minimi e rispettosi, può diventare una grande opportunità per il territorio, capace di aggiungere significato all’esperienza del visitatore e di valorizzare la bellezza – naturale e umana – che lo abita.</p>
<p>LA TAVOLA ROTONDA DELLE CATEGORIE ECONOMICHE</p>
<p>La tavola rotonda con le categorie economiche del Trentino ha rappresentato uno dei momenti più partecipati della BITM, grazie a un confronto ricco e articolato che ha intrecciato i temi emersi nelle giornate precedenti – identità, tradizione, innovazione, comunità ed equilibrio – con la prospettiva concreta dei settori produttivi. Sono intervenuti: Nicoletta Andreis (Agriturismo Trentino), Andrea Basso (ANCE), Giovanni Battaiola (ASAT), Paolo Calovi (CIA), Andrea De Zordo (Artigiani), Barbara Fedrizzi (Confindustria Trento), Walter Nicoletti (Acli), Mauro Paissan (Confesercenti del Trentino) e Roberto Simoni (Federazione Trentina della Cooperazione).</p>
<p>La riflessione si è aperta con Nicoletta Andreis (Associazione Agriturismo Trentino), che ha riportato al centro la dimensione umana dell’agriturismo: dietro numeri e presenze, ha ricordato, ci sono famiglie, aziende agricole, giovani, uomini e donne che scelgono di restare sul territorio per coltivare la terra, allevare animali, trasformare i prodotti e accogliere gli ospiti. L’agriturismo trentino, ha sottolineato, è un incontro tra innovazione e tradizione, con un forte radicamento nella ruralità e nell’autenticità. La sostenibilità, il digitale e il turismo esperienziale sono ormai parte integrante di un’offerta in cui la vita quotidiana diventa esperienza sincera e vera.</p>
<p>Da un’altra prospettiva, Andrea Basso (ANCE) ha richiamato l’attenzione sulla trasformazione del territorio e sul rapporto tra autenticità e costruito. Guardando al Muse e al quartiere delle Albere, ha osservato come il territorio sia stato profondamente modificato nel corso del tempo, sollevando il tema di cosa significhi oggi parlare di autenticità in un contesto che cambia.</p>
<p>In questo quadro si colloca anche l’intervento di Giovanni Battaiola (Associazione Albergatori e Imprese Turistiche del Trentino), che ha portato il punto di vista dell’ospitalità alberghiera. Il suo contributo – in continuità con i temi emersi nella BITM e con il ruolo centrale del settore ricettivo – si è inserito nel ragionamento collettivo su identità, qualità dell’accoglienza e capacità del sistema turistico di adattarsi alle nuove esigenze dei visitatori. Il comparto alberghiero, infatti, è chiamato più di altri a tradurre concretamente le parole chiave della BITM – autenticità, sostenibilità, narrazione, innovazione – in servizi, esperienze e modelli di gestione capaci di interpretare il cambiamento senza perdere il legame con il territorio.</p>
<p>Molto sentito anche l’intervento di Paolo Calovi (CIA), che ha posto l’accento su una parola spesso implicita ma fondamentale: la <em>passione</em>. È ciò che tiene vivo il lavoro di chi cura il territorio e lo mantiene abitato. Ha richiamato la necessità di affrontare con decisione il tema dello spopolamento montano, già in atto, evidenziando come la burocrazia rischi di ostacolare la sopravvivenza delle microimprese agricole. Identità, ha ribadito, significa anche rispettare e sostenere chi lavora la terra.</p>
<p>Andrea De Zordo (Artigiani) ha ricordato il ruolo essenziale dell’artigianato come motore silenzioso ma imprescindibile del turismo trentino. Ha sottolineato l’importanza di preservare l’identità del territorio e di non imitare modelli esterni, spesso non compatibili con la realtà locale. Il Trentino – ha osservato – è spesso invidiato altrove, mentre internamente si tende a essere più critici che consapevoli del proprio valore.</p>
<p>Sul delicato tema della comunità è intervenuto Walter Nicoletti (Acli), che ha evidenziato come il concetto di identità sia in continua trasformazione e non debba suscitare inquietudine. Ha ricordato che, dopo decenni dominati dalla società dei consumi e da una fiducia cieca nello sviluppo lineare, oggi – complice anche il fallimento della globalizzazione – stiamo riscoprendo il valore della comunità. È un ritorno necessario: la globalizzazione ha mostrato limiti ambientali e sociali e ha incrinato il patto intergenerazionale, rendendo indispensabile ripensare i modelli di sviluppo.</p>
<p>Barbara Fedrizzi (Confindustria Trento) ha ribadito come l’identità territoriale sia un intreccio di cultura, storia e caratteristiche specifiche. Raccontarla in modo efficace è fondamentale per mettere in sinergia tutti i comparti economici, superando anche alcuni pregiudizi legati all’industria di montagna e valorizzando il potenziale delle valli come luoghi in cui vivere e lavorare.</p>
<p>Dal canto suo, Roberto Simoni (Federazione Trentina della Cooperazione) ha evidenziato come il contesto attuale sia segnato da cambiamenti rapidissimi, che trasformano le abitudini dei viaggiatori e richiedono offerte sempre più personalizzate. In questo scenario, il sistema cooperativo – radicato nelle comunità e sensibile ai loro bisogni – è chiamato a interpretare le nuove esigenze e a costruire modelli di sviluppo flessibili e sostenibili.</p>
<p>A chiudere gli interventi, Mauro Paissan (Confesercenti del Trentino) ha riportato il discorso a un concetto cardine: l’equilibrio. Il successo del Trentino – ha affermato – non può poggiare su un solo settore. Il turismo ha bisogno di un sistema economico forte e integrato: agricoltura, industria, artigianato, servizi, cooperazione. Nessun comparto può determinare da solo il destino del territorio; la crescita può avvenire solo attraverso scelte condivise e una visione comune della destinazione.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Bitm</author></item><item><guid isPermaLink="false">360a1217-2b9d-4da3-8d53-dd15ac40870c</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/tonina-autonomia-cooperazione-e-volontariato-per-dare-risposta-alle-fragilita</link><title>Tonina: "Autonomia, cooperazione e volontariato per dare risposta alle fragilità”</title><description>“Autonomia, cooperazione e volontariato possono fare la differenza nel dare risposte ai più fragili, ma è necessario fare gioco di squadra”.</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/siant5yh/mariotonina2025.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/tonina-autonomia-cooperazione-e-volontariato-per-dare-risposta-alle-fragilita" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1170</width><height>780</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Lo ha evidenziato l’assessore provinciale alla salute, politiche sociali e cooperazione Mario Tonina, che ha partecipato, presso l’Apsp Civica di Trento, alla presentazione dei primi risultati e delle attività del progetto “Green Center”. Oltre ai rappresentanti delle realtà coinvolte nel progetto, erano presenti anche l’assessore di Trento Alberto Pedrotti, la presidente dell’Apsp Michela Chiogna, che ha sottolineato come il progetto presentato voglia rappresentare una risposta a bisogni non ancora mappati, e la direttrice Francesca Galeaz che ha evidenziato le risorse riservate al progetto in termini di tempo ed energie.</p>
<p>“Con questo progetto - ha aggiunto Tonina - avete messo al centro temi su cui anche il mio assessorato è impegnato. E’ necessario lavorare assieme e andare tutti nella stessa direzione”. L’assessore ha ricordato la collaborazione in atto, che passa anche attraverso un protocollo, con la Cooperazione trentina, in materia di welfare territoriale. Tonina ha ricordato inoltre che saranno di prossima trattazione due disegni di legge: quello sulla trasformazione di Apss nell’ Azienda sanitaria universitaria integrata del Trentino e quello in materia di volontariato.</p>
<p>“E’ necessario – ha detto Tonina - dare risposte ai bisogni di una società che invecchia ed è caratterizzata anche da un calo delle nascite ed in cui è sempre più importante fare prevenzione; l’attività presentata oggi va in questa direzione”. Tutto ciò, ha aggiunto, è importante per far vivere meglio le persone e utilizzare le risorse dove servono di più.</p>
<p>Il progetto Green Center dell’Apsp Civica di Trento, è stato spiegato, nasce dall’idea di offrire una risposta alle persone con iniziali difficoltà cognitive, che hanno bisogno di tenere allenata la mente, di movimento, di occasioni di socializzazione: empowerment, socialità e benessere sono le parole chiave. L’attività del Green Center è iniziata nel 2023 con la ginnastica dolce e la stimolazione cognitiva. Da allora sono 12 i partner coinvolti tra enti pubblici, terzo settore, soggetti profit e scuole professionali. 5 sono state le partecipazioni a bandi per ottenere contributi e 120 le persone che hanno partecipato ad almeno un’attività del Green Center. Tra le attività realizzate ci sono anche percorsi per la riflessione su di sé, iniziative culturali per la conoscenza di Trento, laboratori artistici, manuali e di teatro.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Pat</author></item><item><guid isPermaLink="false">1255e7dc-3a7e-4e8a-a012-d7d3a1782000</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/cooperazione-e-autonomia-le-fondamenta-di-un-futuro-condiviso</link><title>Cooperazione e autonomia, le fondamenta di un futuro condiviso</title><description>Al Teatro Parrocchiale di Fiavè, una tappa del Tour dell’autonomia de Il T Quotidiano.</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/4p5ni4r0/012-tour-autonomia-pomeriggio-fiave-cooperazione-ph-luca-chiste-012.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/cooperazione-e-autonomia-le-fondamenta-di-un-futuro-condiviso" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>7087</width><height>3944</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Si è tenuto ieri sera, presso il Teatro Parrocchiale di Fiavè, l’incontro del Tour dell’autonomia promosso da Il T Quotidiano. Protagonisti della serata <strong>Roberto Simoni</strong>, presidente della Federazione Trentina della Cooperazione, e <strong>Alberto Ianes</strong>, storico e ricercatore della <strong>Fondazione Museo Storico del Trentino</strong>, con la moderazione di <strong>Tommaso Di Giannantonio</strong>.<br /><br />Ianes ha ricordato come i trentini non abbiano inventato la cooperazione, ma abbiano saputo far propria l’esperienza del modello Raiffeisen del mondo germanico, adattandolo al contesto locale. Nascono così la prima cooperativa di consumo nel 1890 e la cassa rurale di Quadra nel 1892, fino alla costituzione nel 1895 della Federazione Trentina della Cooperazione, guidata da don Lorenzo Guetti.<br />"<em>La Federazione</em> — ha ricordato Ianes — <em>nacque con tre funzioni principali: rappresentanza, servizi e revisione. E da allora accompagna le cooperative nel loro cammino di crescita, vigilando e sostenendo"</em>.<br /><br /><strong>Cooperazione e autonomia, un legame profondo</strong><br /><br />Nel suo intervento, Ianes ha evidenziato come la cooperazione trentina sia cresciuta di pari passo con l’autonomia speciale. "<em>Don Guetti fu anche politico</em> — ha ricordato — <em>e l’idea di un’autonomia dal basso anticipò quella istituzionale sancita con l’accordo De Gasperi-Gruber"</em>.<br />Le successive stagioni dell’autonomia, in particolare quella del 1972, hanno permesso di introdurre leggi innovative, come quelle sui lavori socialmente utili e sulla cooperazione sociale, capaci di coniugare impresa e solidarietà.<br /><br /><strong>Le sfide di oggi secondo Simoni</strong><br /><br />Simoni ha ripreso quel filo, collegando il passato alle urgenze del presente: "<em>La cooperazione è nata per dare risposte, e la sua resilienza è un fatto. Oggi dobbiamo affrontare temi complessi come immigrazione, casa, lavoro e sostenibilità, ma con lo stesso spirito di allora</em>".<br />Stimolato dal dibattito, ha sottolineato come tra le priorità ci siano le Comunità Energetiche Rinnovabili, un modello cooperativo che produce energia pulita e, insieme, ricostruisce legami sociali e senso di comunità, contribuendo fattivamente alla realizzazione di progetti per il territorio.<br /><br />Il presidente ha poi ricordato l’impegno della Federazione nel mantenere sportelli bancari, negozi e servizi di prossimità nei paesi più piccoli: "<em>Sono presidi essenziali per la vita delle comunità locali, perché dove resta una cooperativa, resta anche una comunità viva</em>".<br /><br /><strong>Cultura e formazione per il futuro</strong><br /><br />Entrambi i relatori hanno insistito sull’importanza della formazione cooperativa, da diffondere soprattutto tra i giovani. Ianes ha proposto di "<em>rafforzare ciò che già esiste, senza creare nuove strutture costose</em>", mentre Simoni ha sottolineato la necessità di "<em>portare la cooperazione dentro scuole e università</em>", per farla conoscere come modello di sviluppo partecipato.<br /><br />Innovazione e cultura digitale saranno altrettanto decisive. "<em>Dobbiamo saper utilizzare le nuove tecnologie</em> — ha detto Simoni — <em>senza perdere la nostra identità e mettendo sempre la persona al centro</em>".<br /><br /><strong>Un messaggio di fiducia</strong><br /><br />La serata si è chiusa con un applauso convinto del pubblico e un messaggio condiviso: la cooperazione trentina è una forma di autonomia dal basso, capace di rigenerarsi e di affrontare i cambiamenti restando fedele alle proprie radici. Come ha sintetizzato Ianes, "<em>autonomia e cooperazione si meritano ogni giorno, dimostrando audacia e capacità di innovare</em>". E Fiavè, ancora una volta, ha ricordato quanto quelle radici siano vive.<br /><br /><strong>Una serata proseguita con un campione Trentino</strong><br /><br />L’incontro di Fiavè si è inserito in una giornata dedicata al valore della comunità in cambiamento. In chiusura, un folto pubblico ha potuto ascoltare, presso il palazzetto comunale, la testimonianza di Yeman Crippa, atleta olimpico e simbolo di integrazione, che ha raccontato con emozione la sua infanzia in Etiopia e l’arrivo in Trentino grazie all’adozione: un racconto di riscatto, appartenenza e gratitudine, in piena sintonia con lo spirito del Tour dell’autonomia e di questa tappa supportata dalla Cooperazione Trentina.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Alessandro Girardi</author></item><item><guid isPermaLink="false">e24e80b9-fad7-41f8-8f7b-1ba3ec8bea83</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/la-cooperazione-tra-ieri-e-oggi-a-dasindo</link><title>“La Cooperazione tra ieri e oggi” a Dasindo</title><description><![CDATA[<p>Nel cuore dell’estate e nel territorio del Lomaso si rinnova l'appuntamento con la Festa dell'Agricoltura/Palio 7 Comuni.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/ykgjvoxw/festadasindo25.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/la-cooperazione-tra-ieri-e-oggi-a-dasindo" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>724</width><height>1024</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Il calendario della Festa dedica un approfondimento a un tema di attualità.</p>
<p>Nel 2025 ricorre il centotrentennale della Federazione Trentina della Cooperazione fondata il 20 novembre 1895 e, quindi, il comitato organizzatore ha scelto di riservare un focus al tema “Cooperazione tra ieri e oggi”.</p>
<p>“Il convegno di quest’anno offre una importante e interessante occasione di approfondimento rivolto a tutte le cittadine e a tutti i cittadini, poiché si vuole ricordare il valore e la forza della Cooperazione Trentina, nata – motivo per noi di profondo orgoglio spiegano gli organizzatori – proprio qui, nella nostra valle, in tempi molto difficili. Una realtà che ha cambiato per sempre le sorti economiche, sociali e culturali del territorio, e la cui tradizione, profondamente radicata, è tutt’oggi animata da valori che portiamo avanti con fierezza e dedizione”.</p>
<p>Appuntamento in calendario <strong>sabato 16 agosto con inizio alle ore 10 </strong><u>alla sede di Copag a Dasindo (Lomaso).</u></p>
<p>Il saluto di benvenuto sarà affidato a <strong>Mario Dalponte</strong>, presidente della Associazione Festa della Agricoltura Palio dei 7 Comuni.</p>
<p>Alle sue parole seguiranno quelle di <strong>Fabio Zambotti</strong>, sindaco di Comano Terme, che introdurrà il tema.</p>
<p>Quattro gli interventi che caratterizzeranno la mattinata.</p>
<p>Nell’ordine: il direttore della Fondazione don Lorenzo Guetti, <strong>Michele Dorigatti</strong>, su storia, origini della Cooperazione Trentina, sul contesto storico che portò Don Lorenzo Guetti alla fondazione del movimento cooperativo; <strong>Alessandro Ceschi</strong>, direttore generale della Federazione Trentina della Cooperazione, su “fare impresa” attraverso il metodo cooperativo, sottolineandone la forza e il valore aggiunto in ogni settore, con il supporto di esperienze dirette: il presidente della Federazione Trentina della Cooperazione, <strong>Roberto Simoni</strong>, sulla situazione attuale dei diversi settori che compongono la Cooperazione Trentina, evidenziandone le peculiarità; l’assessore alla Sanità e alla Cooperazione, <strong>Mario Tonina</strong>, su come in una realtà di montagna come la nostra il modello cooperativo possa rappresentare una concreta, valida e sostenibile alternativa a livello economico.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Cooperazione Trentina</author></item><item><guid isPermaLink="false">34d0aec4-503d-4b81-9d99-97bce16e32aa</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/cooperazione-trentina-a-sostegno-del-popolo-palestinese</link><title>Cooperazione Trentina a sostegno del popolo palestinese</title><description>Il consiglio di amministrazione della Federazione Trentina della Cooperazione ha approvato all’unanimità un documento che condanna l’operazione di pulizia etnica perpetrata dal governo israeliano e ogni forma di terrorismo messa in atto da Hamas. Il testo ribadisce l’impegno per la promozione della pace e dei diritti umani, nel pieno rispetto del diritto internazionale. Simoni: “lanciare segnali chiari di pace è un dovere morale: fermare questa guerra al più presto è una responsabilità collettiva”.</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/2h0brnta/israel-and-palestine-conflict-or-war-situation-ref-2024-12-01-11-09-23-utc.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/cooperazione-trentina-a-sostegno-del-popolo-palestinese" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>4004</width><height>2252</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Il consiglio di amministrazione della Federazione Trentina della Cooperazione ha approvato all’unanimità un documento di forte condanna delle azioni di sterminio perpetrate dal governo israeliano nei confronti della popolazione palestinese e, con la stessa fermezza, delle azioni terroristiche di Hamas.</p>
<p>La presa di posizione si fonda su principi saldi e condivisi, che si inseriscono all’interno dei 130 anni di storia della Federazione Trentina della Cooperazione. Una tappa di vita importante per molte donne, uomini, famiglie e organizzazioni trentine che da diverse generazioni credono in modo profondo nei principi e nei valori alla base della cooperazione.</p>
<p>La tutela dei diritti umani è sancita dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani del 1948 e da numerose convenzioni internazionali ratificate dall’Italia, tra cui quella delle Nazioni Unite sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. La Costituzione italiana, all’articolo 11, afferma il ripudio della guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali. La <strong>Carta dei Valori della Cooperazione Trentina</strong>, a pagina 15, riconosce la Pace come valore fondante, affermando che essa “<strong>non equivale semplicemente all’assenza di guerre. Non c’è pace senza giustizia né senza uno sviluppo equo e rispettoso della dignità della persona e dei popoli</strong>”. Nel contesto trentino, il senso di comunità è profondamente radicato e la difesa dei diritti e della dignità di ogni persona è da sempre una priorità condivisa, sostenuta da un impegno concreto della cooperazione e della solidarietà, promossi attraverso molteplici iniziative sul territorio.</p>
<p>L’appello quindi alla comunità di cooperatrici e cooperatori:</p>
<ul>
<li>il crescente rischio di normalizzazione, di atteggiamenti indifferenti di fronte alla sofferenza umana impone un chiaro posizionamento etico, di cui ci facciamo portavoce come rappresentanti della cooperazione e della comunità;</li>
<li>la nostra storia, i nostri valori, la nostra coscienza e Costituzione ci portano a essere coinvolti come cooperatrici e cooperatori in questa tragedia e a mobilitarci;</li>
<li>è compito anche della Cooperazione promuovere una cultura della pace, della solidarietà e della giustizia;</li>
<li>è nostro impegno di cooperatrici e cooperatori condannare le ingiustizie e ogni forma di disumanità da qualunque parte provenga, riaffermando il diritto di ogni popolo alla vita, alla dignità e alla sicurezza.</li>
</ul>
<p>Il documento approvato oggi dal consiglio di amministrazione impegna la Federazione a:</p>
<ul>
<li>sollecitare governo nazionale e comunità internazionale a operare per l’immediato cessate il fuoco;</li>
<li>chiedere il rispetto del diritto internazionale e dei diritti umani;</li>
<li>esigere il ritorno degli ostaggi israeliani e garantire accesso umanitario alla popolazione civile;</li>
<li>promuovere in Trentino iniziative di sensibilizzazione, formazione e cultura della pace;</li>
<li>collaborare all’organizzazione della Giornata internazionale di solidarietà con il popolo palestinese.</li>
</ul>
<p>“<em>In un contesto segnato da violenza e sofferenza,</em> - ha dichiarato il presidente della Federazione <strong>Roberto Simoni</strong> - <em>lanciare segnali chiari di pace è un dovere morale. La nostra voce, unita a quella di tante altre realtà, deve contribuire a fermare questa guerra al più presto. Come cooperatori crediamo che la pace sia l’unica via per tutelare la dignità umana e garantire un futuro ai popoli coinvolti. La neutralità di fronte all’ingiustizia non è un’opzione: la cooperazione deve essere motore di solidarietà e giustizia</em>”.</p>
<p><a rel="noopener" href="https://www.cooperazionetrentina.it/media/flxjogud/sostegno_palestina_fedcoop_08082025.pdf" target="_blank" title="Sostegno Palestina Fedcoop 08082025">Il documento (scaricabile qui)</a> è stato trasmesso al Presidente della Provincia autonoma di Trento, al Presidente del Consiglio dei Ministri, all’Ambasciatore di Israele e al Rappresentante dell’Autorità Palestinese a Roma, invitando tutte le cooperative, i soci e le socie ad aderire a questo impegno per la pace.<br /><br /><br /><br /></p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Alessandro Girardi</author></item><item><guid isPermaLink="false">e2f60d43-bc90-41e5-b298-118519be680a</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/la-scuola-alberghiera-di-tesero-crede-nel-valore-della-cooperazione</link><title>La scuola alberghiera di Tesero crede nel valore della Cooperazione</title><description><![CDATA[<p>La Famiglia Cooperativa di Cavalese ha siglato un importante protocollo d'intesa con la Scuola Alberghiera di Tesero, un accordo destinato a rafforzare il legame tra il mondo dell'istruzione e quello del lavoro sul nostro territorio.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/clgc54tl/enaiptesero1.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/la-scuola-alberghiera-di-tesero-crede-nel-valore-della-cooperazione" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1500</width><height>1125</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Il documento, firmato da <strong>Alessandro Sontacchi, Presidente della Famiglia Cooperativa di Cavalese</strong>, e da <strong>Dino Moser, direttore del CFP Enaip di Tesero</strong>, prevede un'ampia e proficua collaborazione, con un focus particolare sulle opportunità di stage e di formazione che verranno offerte ai giovani studenti. Un'occasione d'oro per i ragazzi di mettere in pratica le conoscenze acquisite in aula e di confrontarsi con le dinamiche reali del mercato del lavoro.</p>
<p>A seguito della firma del protocollo, l'iniziativa ha preso subito forma. Le classi seconda sala e seconda cucina Cfp Enaip di Tesero sono state protagoniste di un percorso formativo mirato a far comprendere il profondo valore sociale che le Famiglie Cooperative trentine incarnano. Martedì 27 maggio gli studenti, accompagnati dagli <strong>insegnanti Flavia Belotti, Marta Giovannini e Simone Maistri </strong>e dal <strong>Direttore della cooperativa Fiorenzo Zorzi</strong>, hanno avuto modo di visitare due punti vendita emblematici: il Centro Alimentare di Carano di Ville di Fiemme, noto per la sua vasta e assortita offerta, e il più piccolo ma non meno significativo punto vendita di Castello di Fiemme, un vero e proprio fulcro della vita di paese, dove le relazioni umane e il ruolo sociale della cooperativa emergono con forza.</p>
<p>Culmine di questo percorso è stata un'esperienza di "spesa consapevole" condotta presso il punto vendita di Carano e poi ripetuta presso il punto vendita di Castello. Divisi in gruppi, i ragazzi si sono cimentati in un esercizio pratico di lettura attenta delle etichette alimentari e di confronto dei prezzi, immaginando scenari di acquisto diversificati e complessi. Hanno simulato ad esempio la spesa per una colazione, per un pranzo completo con primo e secondo con contorni e una merenda per vegetariani, per persone celiache, per una famiglia musulmana, per una famiglia con un bimbo intollerante al lattosio, un adulto sportivo, per un’anziana signora con problemi di denti e allergica alle uova etc.. Un'attività che ha permesso loro di sviluppare una sensibilità cruciale verso le esigenze alimentari e culturali di una clientela sempre più variegata. Al termine della spesa, i ragazzi hanno partecipato a una riflessione guidata, condotta dal direttore della cooperativa Fiorenzo Zorzi e dai loro insegnanti, approfondendo le scelte fatte e il valore dei prodotti acquistati.</p>
<p>Questo protocollo d'intesa rappresenta non solo un ponte tra scuola e mondo del lavoro, ma anche un investimento per il futuro del nostro territorio. Offrire ai futuri lavoratori del settore alberghiero e della ristorazione la possibilità di crescere professionalmente in un contesto che valorizza la cooperazione e la consapevolezza sociale è un segnale forte e positivo per l'intera comunità. L'auspicio è che questa collaborazione possa fiorire, formando professionisti non solo competenti, ma anche eticamente consapevoli e profondamente radicati nel tessuto sociale del nostro territorio. La coordinatrice del settore alberghiero, <strong>prof.ssa Marta Giovannini, </strong>ha sottolineato l'importanza di queste iniziative: "È fondamentale che i nostri ragazzi, futuri professionisti, comprendano il valore intrinseco della cooperazione. Non si tratta solo di acquisire competenze tecniche, certamente essenziali, ma anche di sviluppare una coscienza sociale e un senso di appartenenza al territorio, elementi chiave per il successo nel loro percorso professionale e nella vita." Il Direttore della cooperativa, Fiorenzo Zorzi, si è dichiarato estremamente soddisfatto dell'innovativa esperienza, sottolineando l'importanza di reiterare tali iniziative per coltivare la crescita dei giovani e dello stesso territorio.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Fc Cavalese - Cfp Enaip di Tesero</author></item><item><guid isPermaLink="false">69f1d31d-b01d-4858-b5d8-5527069d71ec</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/il-desiderio-come-motore-di-innovazione</link><title>Il desiderio come motore di innovazione</title><description>Il desiderio, spiegano gli autori del saggio “Spazio al desiderio. Il potere delle aspirazioni per generare innovazione e giustizia sociale”, è quel surplus capace di rendere possibile l’impossibile: “la creazione di valore ha bisogno tanto di competenze quanto di significati”, sottolineano. “Il desiderio è il meccanismo generativo di qualsiasi innovazione”.</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/sjcpkfhd/img-8735.png" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/il-desiderio-come-motore-di-innovazione" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1170</width><height>780</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p class=" text-justify">Si è tenuta oggi, presso il Cloud di Confcooperative in Piazza Duomo a Trento, la presentazione del libro scritto da Paolo Venturi, direttore di Aiccon, e Flaviano Zandonai, open innovation manager di CGM. Nel vocabolario etimologico, “desiderio” deriva da <em>de-sidus</em>, “mancanza di stelle”: è ciò che ci guida quando il cielo è coperto. La sfida, allora, è costruire contesti – materiali, organizzativi e culturali – che mantengano vivo il desiderio e ne riconoscano la forza trasformativa.</p>
<p class=" text-justify">"Il desiderio – ha spiegato Venturi, stimolato dalle domande di Fabiola Di Loreto, direttrice generale di Confcooperative – rappresenta il motore generativo di ogni processo innovativo. Anche nei percorsi più avanzati di trasformazione sociale, dove strumenti, risorse e strategie non mancano, spesso è proprio il desiderio a fare difetto. È ciò che muove le scelte, guida i rischi, orienta le decisioni". Oggi, in un contesto dominato dalla paura e dall’incertezza, il rischio più grande è spegnere il desiderio, mortificarlo. Eppure, per decidere e agire serve un criterio che va oltre la razionalità: serve una spinta interiore, un’aspirazione che dia senso al cambiamento.</p>
<p class=" text-justify">"Il desiderio diventa realmente trasformativo quando è condiviso - ha aggiunto Zandonai -, quando si radica nelle comunità. Non si tratta di un’esperienza astratta: le comunità possono essere spazi reali, persino all’interno delle istituzioni, in cui il desiderio prende forma e si fa motore di cambiamento". Due le condizioni fondamentali: la prima è la presenza di luoghi fisici rigenerati, contesti materiali in cui le persone possano incontrarsi, immaginare insieme e coltivare l’arte del desiderare. La seconda riguarda le organizzazioni orientate al lavoro di comunità. In questo senso, cooperative e imprese sociali hanno investito nella creazione di ruoli e funzioni in grado di facilitare i desideri collettivi, dimostrando che il desiderio può essere promosso anche attraverso pratiche organizzative.</p>
<p class=" text-justify"><strong>Ritrovare il movimento cooperativo come spazio di desiderio</strong></p>
<p class=" text-justify">"Per ritrovarlo – spiegano gli autori – bisogna tornare ad essere movimento cooperativo, riscoprendo una dimensione dinamica, non solo organizzativa o spaziale, ma ideale. Essere movimento implica condividere una direzione carica di significato. Quando l’azione cooperativa si riduce a mera routine, anche il desiderio si spegne".</p>
<p class=" text-justify">Il movimento si legittima nella tensione verso ideali come la felicità, la giustizia e la dignità. È nel legame profondo tra bisogni e ideali che si manifesta il desiderio autentico: ogni bisogno custodisce in sé il desiderio di una vita migliore.</p>
<p class=" text-justify">"Partecipare a riti, vivere esperienze culturali e collettive – concludono Venturi e Zandonai – può riaccendere quel desiderio. È l’esperienza di senso che attiva le persone, le rende capaci di immaginare, scegliere e trasformare. È questo il motore vitale che può rimettere in cammino il movimento cooperativo".</p>
<p class=" text-justify"><br /><br /></p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Alessandro Girardi</author></item><item><guid isPermaLink="false">8dec818b-4073-4991-96ae-fa8a3251bd0c</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/corso-revisori-cooperativi</link><title>Al via l'edizione 2025 del corso per revisori cooperativi: un'opportunità di crescita per il settore della cooperazione</title><description>La Regione Trentino-Alto Adige/Südtirol e le Province Autonome di Trento e Bolzano, in collaborazione con le principali associazioni provinciali rappresentative del mondo cooperativo, promuovono l’edizione 2025 del Corso per Revisori Cooperativi</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/5ojdcs2b/20250508-093619.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/corso-revisori-cooperativi" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>3000</width><height>3000</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p><strong>La Regione Trentino-Alto Adige/Südtirol e le Province Autonome di Trento e Bolzano</strong>, in collaborazione con le principali associazioni provinciali rappresentative del mondo cooperativo, promuovono l’edizione 2025 del <strong>Corso per Revisori Cooperativi</strong>, un’iniziativa formativa di grande rilievo per il rafforzamento delle competenze tecniche e professionali nel settore della cooperazione.</p>
<p>Il percorso formativo, che prenderà avvio nella giornata di oggi, <strong>8 maggio</strong> e si concluderà il <strong>26 settembre</strong>, si articola in <strong>sessioni teoriche d’aula</strong> e in un periodo di <strong>affiancamento pratico a revisori esperti</strong>, durante lo svolgimento di una revisione cooperativa. Al termine del corso, i partecipanti saranno chiamati a sostenere un <strong>esame finale</strong>, previsto per i giorni <strong>1, 2 e 3 ottobre</strong>.</p>
<p>Il superamento della prova d’esame consentirà ai candidati di conseguire l’<strong>abilitazione all’attività di revisione cooperativa</strong> e di essere iscritti nell’<strong>elenco dei revisori cooperativi</strong> tenuto dal <strong>Ministero delle Imprese e del Made in Italy</strong>.</p>
<p>Il Corso per Revisori Cooperativi rappresenta un’importante occasione di <strong>formazione qualificata</strong> e di <strong>crescita professionale</strong> per chi desidera operare con competenza nel sistema cooperativo, contribuendo al tempo stesso al consolidamento di un comparto strategico per l’economia e il benessere sociale del nostro territorio.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Regione TAA</author></item><item><guid isPermaLink="false">aedbacb7-af32-4a49-b6ea-8943c76b52bb</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/la-cooperazione-in-trentino-sfide-e-cambiamenti-secondo-il-rapporto-euricse</link><title>La Cooperazione in Trentino: sfide e cambiamenti secondo il Rapporto Euricse</title><description><![CDATA[<p>Lo studio esamina la dimensione del comparto al 2023 e il suo ruolo centrale nell’economia provinciale. Focus su giovani e sostenibilità ambientale.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/nn4h4sqt/euricse25bis.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/la-cooperazione-in-trentino-sfide-e-cambiamenti-secondo-il-rapporto-euricse" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>4030</width><height>2266</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Le cooperative trentine si mostrano pronte ad affrontare le sfide future, puntando al consolidamento del modello cooperativo nel lungo periodo. Dal punto di vista economico, generano un valore aggiunto di oltre 1,1 miliardi di euro, con una crescita del 24,1% rispetto al 2019 e oltre 23.000 addetti. Le cooperative che hanno ampliato maggiormente la propria base sociale sono quelle che hanno registrato la crescita più significativa. C'è una crescente attenzione all'inclusione dei giovani, con iniziative già avviate in tal senso da alcune realtà. Inoltre, molte cooperative stanno già affrontando le sfide climatiche attraverso percorsi di conversione ecologica.  Il Rapporto EURICSE “La Cooperazione in Trentino: orizzonti e metodi di sostenibilità”, appena pubblicato, conferma la loro preparazione, sottolineando però l’utilità di un accompagnamento che valorizzi appieno il potenziale trasformativo delle cooperative, rispettandone le peculiarità organizzative e culturali.</p>
<p>La ricerca è stata presentata oggi con un evento presso il foyer della Sala InCooperazione in via Segantini a Trento.  </p>
<p>Il movimento cooperativo trentino sta vivendo una trasformazione: sebbene il numero di imprese attive si sia ridotto, esse registrano una maggiore produttività e solidità economica. Il nuovo Rapporto sulla cooperazione evidenzia che il valore aggiunto medio per cooperativa è cresciuto del <strong>37,8%</strong> rispetto al 2019, testimoniando un’evoluzione verso imprese più strutturate e solide. Inoltre, nel 2023 il settore cooperativo ha generato oltre <strong>1,1 miliardi di euro</strong> di valore aggiunto, con un incremento del <strong>24,1%</strong> rispetto al 2019, cifra che <strong>arriva a 2,3 miliardi di euro includendo anche le imprese controllate e i ristorni delle cooperative agricole a imprese fuori del circuito cooperativo</strong>. Gli <strong>addetti </strong>superano <strong>le 23.000 unità nel 2022,</strong> ultimo anno per cui sono disponibili i dati completi. Nello stesso periodo, <strong>il valore della produzione</strong> ha registrato un incremento di <strong>oltre il 22,4%.</strong></p>
<p>Già nell’edizione del 2022, intitolata “La cooperazione in Trentino. Tratti distintivi e traiettorie di sviluppo”, era emersa la capacità del settore di resistere agli effetti della pandemia da COVID-19, mostrando una resilienza superiore rispetto ad altri comparti economici. Il nuovo rapporto conferma questa tendenza: <strong>la cooperazione continua a rappresentare un elemento cardine dell’economia locale.</strong></p>
<p>Questa nuova edizione del Rapporto “La Cooperazione in Trentino. Orizzonti e metodi di sostenibilità” combina <strong>dati di bilancio con un’indagine campionaria, offrendo una visione dettagliata degli aspetti economici, finanziari e occupazionali delle quattro principali tipologie cooperative</strong>: <strong>agricole, di consumo, sociali e di produzione-lavoro-servizi.</strong> Utilizzando fonti come AIDA-Bureau Van Dijk e i dati relativi alla composizione sociale delle cooperative negli ultimi dieci anni, emerge chiaramente come la crescita della base sociale sia un elemento determinante per la sostenibilità economica. Le stime indicano che, in media, <strong>un aumento dell’1% dei soci può tradursi in una crescita del valore aggiunto compresa tra il 13% e il 26%, al netto delle condizioni macroeconomiche. </strong>Il rapporto sottolinea anche la necessità di considerare le specificità dei diversi modelli cooperativi, poiché ciascuna tipologia presenta caratteristiche distintive che influenzano la performance economica.</p>
<p>I capitoli finali approfondiscono i temi della solidarietà intergenerazionale e della sostenibilità ambientale, come percepiti e affrontati dalle cooperative. A tal proposito, <strong>106 imprese cooperative</strong>, appartenenti ai settori agricolo, del consumo, del credito, sociale, del lavoro e della produzione, hanno partecipato a un’indagine attraverso un questionario che ha esplorato il ruolo delle nuove generazioni e l’attenzione all’ambiente all’interno del sistema cooperativo. Le risposte evidenziano una chiara consapevolezza rispetto alle sfide poste dal ricambio generazionale e dal cambiamento climatico, nonché un impegno crescente nell’adattare i modelli organizzativi a questi cambiamenti.</p>
<p>Dopo i saluti istituzionali da parte di <strong>Silvio Mucchi</strong>, vicepresidente di EURICSE, e <strong>Roberto Simoni</strong>, presidente della Federazione Trentina della Cooperazione, i ricercatori di EURICSE <strong>Chiara Carini e Giulio Galdi</strong> hanno illustrato i principali risultati e le evidenze emerse dalla ricerca. A seguire, una tavola rotonda moderata dal direttore di EURICSE <strong>Riccardo Bodini </strong>ha ospitato i contributi di <strong>Jenny Capuano</strong> (Responsabile Formazione e Cultura Cooperativa della Federazione Trentina della Cooperazione), <strong>Ilaria Rinaldi</strong> (Presidente dell’Associazione Giovani Cooperatori Trentini), <strong>Alessandro Ceschi</strong> (Direttore generale della Federazione Trentina della Cooperazione), <strong>Renata Diazzi</strong> (Direttrice Area ESG Sustainability Management di Trentino Sviluppo) e <strong>Roberto Dalbosco </strong>(direttore Ufficio Enti Cooperativi della Provincia autonoma di Trento) offrendo riflessioni condivise sul futuro della cooperazione trentina.</p>
<p>Immagini e interviste a cura dell’Ufficio stampa della Federazione trentina della Cooperazione <a href="https://www.broadcaster.it/it/media-news-releases/euricse-presentazione-rapporto-cooperazione-trentino/">a questo link</a>.</p>
<p>Il rapporto completo si può scaricare dal sito di EURICSE <a href="https://euricse.eu/it/publications/la-cooperazione-in-trentino-orizzonti-e-metodi-di-sostenibilita/">a questo link.</a></p>
<p>(…seguono alla pagina successiva i principali risultati del Rapporto…)</p>
<p><strong>LA CONSISTENZA DEL SETTORE</strong></p>
<p>Il numero <strong>di cooperative attive nel territorio trentino è di 445,</strong> con una diminuzione di quasi il 10% rispetto alle 495 osservate nel 2019. Tuttavia, <strong>il settore cooperativo</strong> non appare essere in sofferenza, quanto piuttosto <strong>in ristrutturazione.</strong> Infatti, i dati economici mostrano solidità anche negli anni della pandemia. <strong>Nel 2023</strong> il valore aggiunto del settore cooperativo si è attestato intorno a <strong>1,1 miliardi di euro</strong>, che salgono a oltre <strong>2,3 milioni di euro</strong> considerando anche le imprese controllate e i ristorni delle cooperative agricole a imprese fuori dal circuito cooperativo. Il<strong> valore della produzione si attesta ad oltre 4,6 miliardi di euro</strong>, in aumento del 22,4% rispetto al 2019. Questa maggiore dimensione economica è diventata espressione di un sistema cooperativo più accentrato, come esemplificato dalla rapida crescita del valore aggiunto medio, che aumenta da <strong>1,85 milioni di euro</strong> nel 2019 a <strong>2,55 milioni di euro</strong> nel 2023. In termini relativi, si tratta di <strong>una crescita del 37,8% nell’arco di cinque anni.</strong></p>
<p>Confrontando il panorama trentino, si evidenzia l’impatto economico del settore cooperativo: nel 2023 il valore aggiunto prodotto dalle cooperative costituiva il 5% del totale provinciale (si veda tabella 11 del rapporto). Considerando anche le imprese controllate, ovvero quelle in cui le cooperative detengono almeno il 50% del capitale, la quota sale al 6,8%, mentre includendo il valore generato dai soci fornitori delle cooperative agricole e dagli altri fornitori non soci, la percentuale raggiunge il 10,3%.</p>
<p>Il rapporto sottolinea inoltre l’importanza del settore cooperativo per il <strong>mercato del lavoro trentino.</strong> Secondo i <strong>dati Istat, nel 2022</strong> erano registrate <strong>oltre 23.000 posizioni medie attive di addetti</strong>. Nel periodo 2018-2022, questo dato sia aumentato in media del 4,3% annuo, confermando l’attrattività e il <strong>ruolo rilevante del comparto per </strong>l’occupazione locale. Tuttavia, un confronto con forme di impresa più tradizionali evidenzia come l’occupazione nel settore cooperativo sia aumentata meno rispetto a SRL ed SPA.</p>
<p><strong>FOCUS SETTORIALI E SOSTENIBILITA’ ECONOMICA</strong></p>
<p><strong><u>Cooperative agricole</u></strong> - Nel <strong>2023</strong>, le cooperative <strong>agricole attive in Trentino sono 82,</strong> in calo rispetto alle 90 del 2019, ma con un <strong>aumento costante del valore aggiunto</strong>. Questo dato riflette una tendenza generale delle cooperative a concentrarsi, aumentando l'attività su un numero ridotto di realtà. L'analisi econometrica evidenzia che le cooperative con il maggiore incremento del valore aggiunto sono quelle che hanno visto una <strong>crescita della base sociale</strong>. L'attrattività verso i soci è quindi cruciale per lo sviluppo economico, nonostante un calo delle adesioni del 7,5% negli ultimi cinque anni. Il settore dipende anche dall'<strong>accesso al credito</strong>, con le cooperative che ottengono finanziamenti maggiori che performano meglio. Infine, le cooperative agricole si distinguono per una maggiore consapevolezza sulla <strong>sostenibilità ambientale</strong>, mettendo spesso il focus su questi temi in assemblea, e per l'inclusione dei giovani nei CdA.</p>
<p><strong><u>Cooperative di consumo</u></strong> - L’analisi della performance economica evidenzia il capitale come fattore chiave, con un <strong>rapporto capitale/lavoro più elevato</strong> rispetto ad altre tipologie di cooperative. Queste cooperative sono meno sensibili ai temi dell’intergenerazionalità e della sostenibilità ambientale, con la maggior parte che segnala una scarsa presenza di giovani nei CdA e una discussione limitata sulla sostenibilità ambientale durante le assemblee. Tuttavia, le cooperative di consumo hanno visto una <strong>crescita continua dei soci</strong>, in un contesto in cui molte altre affrontano difficoltà nel reclutamento.</p>
<p><strong><u>Cooperative di credito</u></strong> - Il credito cooperativo trentino sta proseguendo il <strong>processo di riorganizzazione</strong> a seguito di fusioni. Nonostante ciò, si osserva un aumento delle adesioni, indicando una continua <strong>fiducia da parte della comunità trentina</strong>. Inoltre, il credito cooperativo dimostra un forte impegno nel restituire valore alle giovani generazioni, pur riscontrando <strong>difficoltà nel reclutare soci giovani nei CdA</strong>, anche a causa di requisiti normativi più severi rispetto ad altre cooperative.</p>
<p><strong><u>Cooperative di lavoro e produzione</u></strong> -  Nel settore delle cooperative di lavoro, produzione e servizi si registra una <strong>significativa ristrutturazione</strong>, con una diminuzione da 110 cooperative attive nel 2019 a <strong>95 nel 2023</strong>, soprattutto le cooperative attive nell’industria o nei servizi all’industria e alla persona. La diversità delle attività economiche rende complessa l'analisi della performance, poiché si combinano cooperative ad alta intensità di lavoro (come i servizi sanitari) e ad alta intensità di capitale (come l'industria). Tuttavia, l'aumento della base sociale risulta un fattore chiave, con una crescita dell'1% dei soci che porta a un incremento del valore aggiunto del 14%. In tema di intergenerazionalità e sostenibilità ambientale, solo una cooperativa su sei discute frequentemente questi temi nelle assemblee.</p>
<p><strong><u>Cooperative sociali:</u></strong> Nel <strong>2023</strong>, le cooperative sociali attive sono <strong>102</strong>, con una riduzione del 14,3% rispetto al 2019, riflettendo una concentrazione del settore. L'analisi economica evidenzia che la produttività del lavoro è il fattore più determinante per queste cooperative, vista l'alta intensità di lavoro delle loro attività. Un <strong>aumento della produttività del 10%</strong> comporta un <strong>incremento del valore aggiunto del 4,6%.</strong> Inoltre, anche la crescita della base sociale è cruciale: un aumento dell'1% dei soci porta a un incremento del valore aggiunto di circa il 21%. Per quanto riguarda le sfide future, il 40% delle cooperative sociali discute di sostenibilità ambientale almeno occasionalmente in assemblea e 1 su 10 ha un CdA composto principalmente da giovani.</p>
<p><strong>LE SFIDE DEL FUTURO </strong></p>
<p>Il Rapporto evidenzia le sfide future per le cooperative trentine. Gli studiosi di EURICSE individuano l’<strong>intergenerazionalità</strong> e la <strong>sostenibilità ambientale</strong> come <strong>fattori essenziali per garantire la solidità e la crescita a lungo termine</strong>. Le cooperative devono saper rinnovare la propria base sociale, attrarre giovani e valorizzare le loro competenze, mentre l'attenzione alla sostenibilità ambientale è fondamentale sia per la solidarietà intergenerazionale sia per mitigare i rischi del cambiamento climatico.</p>
<p><strong>Un'indagine condotta su 106 cooperative trentine</strong> ha raccolto le percezioni e le pratiche adottate per attrarre i giovani e ridurre l'impatto ambientale. Ad esempio, una su quattro investe nelle future generazioni offrendo pratiche vantaggiose per i figli dei soci o per i soci con figli. Dal punto di vista ambientale, oltre l'80% delle cooperative ritiene il cambiamento climatico una sfida importante e adotta misure come la produzione di energia da fonti rinnovabili (&gt;50%), l'acquisto da fornitori certificati (&gt;60%) e interventi di isolamento termico delle strutture (&gt;60%).</p>
<p>Il Rapporto evidenzia la chiara volontà delle cooperative di avere un impatto positivo sulle future generazioni e sull'ambiente, pur riscontrando <strong>difficoltà nel definire le azioni necessarie per la conversione ecologica</strong>. Propone, inoltre, alcune possibili linee di sviluppo, tra cui l'idea di un sistema di <strong>cooperazione orizzontale</strong> per affrontare in modo più efficace le sfide future.</p>
<p><strong>Il rapporto completo si può scaricare dal sito di EURICSE </strong><a href="https://euricse.eu/it/publications/la-cooperazione-in-trentino-orizzonti-e-metodi-di-sostenibilita/"><strong>a questo link.</strong></a></p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Silvia Gadotti - Ufficio Stampa Euricse</author></item><item><guid isPermaLink="false">dcc4e31b-d29d-489e-87b8-bbfb16890814</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/lavoro-in-agricoltura-sicurezza-diritti-e-cooperazione-al-centro-del-dibattito</link><title>Lavoro in agricoltura: sicurezza, diritti e cooperazione al centro del dibattito</title><description>Nel corso dell’ottavo Congresso della FAI CISL, l'assessore provinciale allo sviluppo economico, lavoro, università e ricerca, Achille Spinelli, è intervenuto sul tema del lavoro in agricoltura, sottolineando un approccio attento alle esigenze di imprese e lavoratori.</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/cxabmb2r/panoramicaconvegno.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/lavoro-in-agricoltura-sicurezza-diritti-e-cooperazione-al-centro-del-dibattito" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1170</width><height>878</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>"Le imprese non sono solo strutture produttive, ma sono fatte di uomini e donne," ha dichiarato l’assessore, ricordando l’impegno del Servizio Lavoro della Provincia e di Agenzia del Lavoro nel contrastare le forme di abuso e irregolarità occupazionale. "Il ruolo del Sindacato in questo processo di vigilanza è fondamentale," ha aggiunto, ripercorrendo alcune delle azioni messe in campo, come il Protocollo di intesa in agricoltura e le campagne di reclutamento che, favorendo l'incontro tra domanda e offerta, puntano anche a contrastare l'intermediazione illecita, o il progetto europeo FARm, Filiera dell'Agricoltura Responsabile, che sostiene i diritti dei lavoratori e promuove la legalità nel settore.</p>
<p>Un tema centrale affrontato dall'assessore è stato quello della sicurezza nei luoghi di lavoro. "Un lavoro di qualità non può prescindere dalla sicurezza e dal rispetto della persona" ha affermato, ricordando la campagna "Buon lavoro in agricoltura". "Dobbiamo investire nella formazione, nella cultura della sicurezza e nell’uso consapevole dei dispositivi di protezione. Solo così possiamo garantire il benessere dei lavoratori e ridurre i rischi sul campo", ha aggiunto Spinelli.</p>
<p>Parlando del lavoro agricolo, l’assessore ha evidenziato le specificità del settore, caratterizzato da un’attività intensa e manuale. "Il nostro sistema produttivo si regge sulla cooperazione, un modello che in Trentino ha dimostrato di funzionare e di essere un punto di riferimento a livello nazionale." Con poco meno di 30.000 lavoratori all’anno, di cui molti stagionali, il settore agricolo trentino si basa su una presenza significativa di manodopera straniera. "Nella sola Val di Non, il rapporto tra lavoratori stranieri e italiani arriva a 5 a 1. Questo dato ci impone di continuare a lavorare per garantire condizioni di lavoro dignitose e opportunità per tutti", ha commentato.</p>
<p>L’assessore Spinelli ha inoltre ribadito l’impegno della Provincia autonoma di Trento nel gestire le situazioni di crisi nel settore: "Attraverso operazioni di aggregazione, riconversione e crescita vogliamo rafforzare il sistema cooperativo agricolo e la filiera agroalimentare, sostenendo un comparto che rappresenta una parte fondamentale della nostra economia".</p>
<p>Infine, l'assessore ha fatto riferimento al "Progettone" e ai lavori socialmente utili, evidenziando la volontà della Provincia di tutelare e valorizzare il loro contributo: "Vogliamo garantire un giusto riconoscimento economico ai lavoratori impegnati in questi percorsi. È un impegno concreto per il lavoro e per la dignità delle persone".</p>
<p>L’intervento si è concluso con un augurio di buon lavoro ai partecipanti del congresso e un ringraziamento rivolto alla segretaria della FAI CISL, Katia Negri e al segretario generale, Onofrio Rota.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Provincia Autonoma di Trento</author></item><item><guid isPermaLink="false">89bfb540-b380-4c81-b9c3-50c8d205111a</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/audizione-alla-camera-il-modello-sieg-per-il-rilancio-delle-aree-montane</link><title>Il modello SIEG per il rilancio delle aree montane</title><description>L'audizione alla Camera dei Deputati</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/qk4jsmzy/whatsapp-image-2025-01-22-at-15-20-57-1-.jpeg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/audizione-alla-camera-il-modello-sieg-per-il-rilancio-delle-aree-montane" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1600</width><height>800</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Il 22 gennaio 2025, ore 14.30, la Federazione Trentina della Cooperazione, rappresentata da Alessandro Ceschi, Direttore Generale, e Samuel Cornella, delegato a Bruxelles, ha partecipato all’audizione presso la XIV Commissione Politiche UE della Camera dei Deputati. Al centro dell’intervento, il ruolo strategico dei Servizi di Interesse Economico Generale (SIEG) per il sostegno alle comunità montane e la coesione sociale.<br /><br />Guarda la registrazione completa su Youtube</p>
<iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/MAzwrsAj2Ig?si=EHNb_1dTaJsRNeut" title="YouTube video player" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen=""></iframe>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">8d797060-667f-4331-95f4-1971b5e729ba</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/cooperazione-piu-sostegni-per-le-attivita-di-formazione-a-scuola</link><title>Cooperazione: più sostegni per le attività di formazione a scuola</title><description><![CDATA[La Giunta provinciale, su proposta dell’assessore Mario Tonina, ha approvato i nuovi criteri per i sostegni alle attività formative finalizzate a promuovere la cultura e lo spirito cooperativo nelle scuole superiori in Trentino.<span> </span>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/p3nndgeq/mariotonina-.png" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/cooperazione-piu-sostegni-per-le-attivita-di-formazione-a-scuola" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2000</width><height>1699</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Oltre all’aumento della quota di contribuzione per i progetti - che passa dal 50% al 60% della spesa ammessa - ci sono altre misure che puntano a favorire le iniziative previste dalla normativa in materia. Attività che sono inoltre oggetto del protocollo, recentemente rinnovato, tra la Provincia autonoma di Trento e la Federazione Trentina della Cooperazione. “Con questi nuovi criteri - spiega l’assessore alla cooperazione Tonina - diamo attuazione ad uno degli impegni presi con il protocollo, ovvero rafforzare il sostegno finanziario di queste iniziative, considerata l’importanza di una formazione di eccellenza per creare una classe dirigente preparata e capace di affrontare le situazioni complesse. Vogliamo quindi facilitare la nascita delle nuove generazioni di cooperatori, in grado di affrontare le sfide del futuro, nonché di confermare il ruolo di questo settore come leva fondamentale, assieme all’Autonomia, per la crescita e il benessere del Trentino anche in futuro”.</p>
<p>Riguardo alle novità approvate, all’aumento come detto della misura agevolativa dal 50% al 60% sul totale di spesa ammessa, si associa l’incremento dell’importo massimo riconosciuto per ciascuna iniziativa, da 60.000,00 euro a 80.000 euro.</p>
<p>C’è poi un’ulteriore modifica che riguarda le voci considerate nella quantificazione degli aiuti: viene stabilito che le entrate derivanti dalla singola iniziativa - ad esempio gli introiti dalla quota d’iscrizione o da eventuali sponsorizzazioni - vengano considerate ai fini della contribuzione solo nel caso in cui la somma delle stesse entrate e del contributo superi la spesa ammessa. Si genera così una semplificazione importante all’atto pratico per tanti soggetti promotori delle attività.</p>
<p>Nello specifico, i nuovi criteri attuativi si riferiscono alla legge regionale 15 del 1988, varata in recepimento del dettato costituzionale sulla funzione sociale della cooperazione e in seguito passata alle competenze delle Province autonome. Le attività formative sono poi menzionate nel protocollo tra Provincia e Federcoop, focalizzato proprio sulla promozione dell’educazione cooperativa nelle istituzioni scolastiche e formative provinciali, che si realizza in particolare attraverso la progettazione e gestione di associazioni cooperative scolastiche, nonché l’implementazione del percorso triennale sul tema delle cooperative formative scolastiche nell’ambito dell’alternanza scuola-lavoro.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Provincia Autonoma di Trento</author></item><item><guid isPermaLink="false">e092f442-cfb7-478d-a0ee-3ebd0c59d402</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/cooperazione-agricola-italiana-un-motore-economico-e-sociale-da-46-miliardi-di-euro</link><title>Cooperazione agricola italiana: un motore economico e sociale da 46 miliardi di euro</title><description>Con un fatturato di 46 miliardi di euro nel 2023, oltre 106.000 lavoratori impiegati e una base di 690.000 soci, le cooperative agricole si confermano un pilastro del settore agroalimentare.</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/agcnhoz1/cooperazioneagricolaitalia-coopertina-rapporto.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/cooperazione-agricola-italiana-un-motore-economico-e-sociale-da-46-miliardi-di-euro" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>650</width><height>930</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Lo confermano i dati contenuti nel rapporto di ricerca<em> “La cooperazione agricola italiana: caratteristiche e rilevanza nel comparto agroalimentare"</em>, appena pubblicato e realizzato da CREA ed Euricse, che analizza in profondità la situazione delle cooperative agricole in Italia, mettendo in evidenza le loro potenzialità, le sfide e il ruolo fondamentale nel sostenere l'economia rurale e il sistema agroalimentare.</p>
<p>La presentazione si è tenuta a Roma durante un workshop che ha coinvolto esperti del settore e i principali attori dell’agroalimentare. Per Euricse sono intervenuti Eddi Fontanari, ricercatore senior e co-autore del rapporto, e Gianluca Salvatori, segretario generale.</p>
<p>In un contesto di crescente interesse per la cooperazione agricola, sostenuto dalla PAC e dal suo obiettivo di “Migliorare la posizione degli agricoltori nella catena del valore” dei PSP 2023-27, il <strong>CREA</strong>- Centro di ricerca Politiche e Bioeconomia ed <strong>Euricse</strong>, l’Istituto di ricerca europeo sull’impresa cooperativa e sociale, hanno organizzato una mattinata di riflessione. Il workshop, tenutosi venerdì 13 dicembre a Roma, aveva l’obiettivo di rilanciare il tema della cooperazione agricola, promuoverne la conoscenza e stimolare il dialogo tra i principali attori del settore, per valorizzare il ruolo strategico del modello cooperativo nella filiera agroalimentare. Durante l’evento è stato presentato e distribuito anche il rapporto di ricerca, frutto della collaborazione tra CREA ed Euricse, che approfondisce la realtà delle cooperative agricole in Italia, attraverso un’analisi delle caratteristiche e del contributo economico e occupazionale, evidenziandone altresì le  potenzialità e le sfide da affrontare in futuro.</p>
<p>Guardando ai dati contenuti nel report, nel <strong>2023</strong>, la cooperazione agricola italiana ha confermato il suo ruolo strategico nel settore agroalimentare, con <strong>4.268 cooperative agricole associate</strong>, in calo del 5,6% rispetto all'anno precedente. Nonostante la contrazione numerica, il fatturato del settore ha registrato un <strong>incremento del 9,1%, raggiungendo i 46 miliardi di euro</strong>, <strong>e l'occupazione è aumentata dello 0,9%,</strong> con <strong>106.000 lavoratori impiegati</strong>. La base sociale conta attualmente <strong>690.000 soci,</strong> segnando un lieve calo dello 0,5%. Il panorama del comparto mostra una forte specializzazione: le <strong>cooperative ortofrutticole</strong> rappresentano il <strong>23,6% del fatturato</strong>, seguite da quelle <strong>zootecniche</strong> <strong>(21,5%),</strong> <strong>lattiero-casearie (17,7%) e vitivinicole (13,9%).</strong> Tuttavia, il <strong>settore olivicolo-oleario</strong>, sebbene rappresenti il 31,3% dei soci, contribuisce solo per lo <strong>0,9% del fatturato</strong>, rivelando un potenziale di crescita.</p>
<p>La <strong>distribuzione territoriale</strong> evidenzia una marcata differenziazione tra il Nord e il Sud del Paese. Le cooperative più grandi e produttive si trovano principalmente nel <strong>Nord-Est</strong>, che genera quasi il <strong>60% del valore economico e vanta un fatturato medio di 25,7 milioni di euro</strong> per cooperativa, con il Trentino-Alto Adige ai vertici, insieme all’Emilia-Romagna, rispettivamente, con 437,3 e 321,5 Euro di valore aggiunto generato per abitante. Al contrario, il Sud e le Isole, pur ospitando la maggior parte delle cooperative agricole, producono meno del 20% del fatturato nazionale, facendo registrare rispettivamente 36,6 e 47,7 Euro di valore aggiunto per abitante.</p>
<p>Dal punto di vista occupazionale, il settore conta oltre <strong>143 mila posizioni lavorative</strong>, pari a quasi 92 mila lavoratori equivalenti full-time, con le province di Verona, Forlì-Cesena e Ravenna in cima alla lista. Più del 50% delle cooperative ha un fatturato inferiore a 500.000 euro, ma il 2% delle cooperative più grandi genera la metà del valore economico totale, dimostrando una forte polarizzazione.</p>
<p>Una delle principali <strong>problematiche</strong> per l’agricoltura italiana riguarda l<strong>’elevata parcellizzazione dei fondi agrari ,</strong> che limita le economie di scala e il potere contrattuale delle aziende agricole, e necessita di una maggiore integrazione delle fasi a valle per aumentare il valore dei produzioni. La forma cooperativa sembra avere ancora molto da dire in tal senso, soprattutto nel Mezzogiorno e per talune colture. Per affrontare queste problematiche, la <strong>PAC 2023-2027</strong> ha previsto <strong>un investimento di 1,3 miliardi di euro</strong> per la cooperazione, destinando il 70% dei fondi all'approccio LEADER e promuovendo iniziative come gli <strong><em>smart villages</em></strong> e il <strong>ricambio generazionale</strong>.</p>
<p>Il rapporto evidenzia i <strong>progressi della cooperazione agricola, </strong>il cui ruolo risulta fondamentale per migliorare la competitività e sostenere aree/economie rurali e montane. . Tuttavia, il suo impatto positivo su qualità, sostenibilità e reddito agricolo è spesso sottovalutato. Nonostante la resilienza dimostrata, la crescita delle cooperative è frenata, soprattutto in determinate aree del Paese, dalla scarsa nascita di nuove realtà e da strutture troppo piccole per competere a livello europeo. È quindi essenziale un maggiore supporto istituzionale e delle politiche di sviluppo rurale per rafforzare il modello cooperativo in agricoltura e, a livello più generale, nel comparto agroalimentare. Le filiere emergenti, come quella brassicola e del tartufo, offrono un'opportunità per valorizzare appieno le potenzialità delle cooperative agricole e favorirne la crescita. Altri settori storici, come quello olivicolo, necessitano invece di maggiori sforzi per sviluppare filiere integrate valorizzandone il prodotto finale sul mercato. Anche in questo caso, la cooperazione ha ampi margini di miglioramento e crescita.</p>
<p>Il Rapporto <em>La cooperazione agricola italiana: caratteristiche e rilevanza nel comparto agroalimentare</em>  si può scaricare dal sito web di Euricse alla voce <a href="https://euricse.eu/it/publications/la-cooperazione-agricola-italiana-caratteristiche-e-rilevanza-nel-comparto-agroalimentare/">Pubblicazioni / Rapporti di ricerca</a>. Il contributo dei ricercatori di Euricse al presente volume rientra nelle attività di ricerca promosse dall’Accordo di Programma tra la Provincia autonoma di Trento ed Euricse.</p>
<p><strong>L’evento di presentazione che si è svolto a Roma può essere rivisto </strong><a href="https://youtube.com/live/aZjzEVvV-5I?feature=share"><strong>a questo link</strong></a><strong>. </strong></p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Euricse</author></item><item><guid isPermaLink="false">28d7e360-ff04-4c6f-932e-5c5b868139e9</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/giornata-internazionale-delle-cooperative</link><title>Giornata Internazionale delle Cooperative 2024</title><description>“Le cooperative costruiscono un futuro migliore per tutti”.</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/cxtl3loz/coopsday20241-1200-800-p-c-97.png" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/giornata-internazionale-delle-cooperative" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>883</width><height>405</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<div>
<p>“Le cooperative costruiscono un futuro migliore per tutti”. È il tema, che si traduce anche in un impegno, quello della 30ª Giornata internazionale delle cooperative 2024 riconosciuta dalle Nazioni Unite e della 102ª Giornata internazionale delle cooperative che sarà celebrata in tutto il mondo come sempre il primo sabato di luglio.</p>
<p>Un’occasione per raccontare l’impegno quotidiano delle cooperative nel costruire un futuro sostenibile, una <strong>tappa di avvicinamento al 2025 che è stato dichiarato dalle Nazioni Unite anno internazionale delle cooperative per la seconda volta dopo il 2012</strong>.</p>
<p>«Le cooperative – sottolinea Maurizio <strong>Gardini</strong>, <strong>presidente di Confcooperative</strong> – sono un modello di crescita inclusiva e sostenibile, protagoniste nell’attuare gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDG) entro il 2030. La loro capacità di resistere alle crisi sociali ed economiche, dalla pandemia alle ricadute economiche dei conflitti in corso, fa delle cooperative un modello da valorizzare per trasferire conoscenze e costruire un futuro dove sostenibilità, giustizia ed equità siano alla portata di tutti. E in questo i giovani avranno un ruolo determinante».</p>
<p>«Nel <strong>mondo le cooperative sono 3 milioni</strong>, <strong>danno lavoro a 280 milioni di persone</strong> (il 10% degli occupati complessivi) e le prime 300 cooperative – aggiunge <strong>Gardini</strong> – fatturano 2.400 miliardi di dollari». Ed è per questo che le Nazioni Unite riconoscono il movimento cooperativo come partner chiave dello sviluppo sostenibile e invitano gli stati membri a promuovere e rafforzare il sistema imprenditoriali delle cooperative per aumentare il loro impatto positivo sul sistema sociale, economico e ambientale.</p>
<p>Il rapporto del segretario generale delle Nazioni Unite sulle cooperative per lo sviluppo sociale ha riconosciuto alle cooperative il ruolo di promotori dello sviluppo economico e sociale di tutte le persone, comprese le persone più fragili o chi vive ai margini della società. Confcooperative invita i cooperatori a celebrare la Giornata internazionale delle cooperative e a mostrare la funzione sociale prima che economica svolta dalla cooperazione.</p>
</div>
<div></div>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Confcooperative Nazionale</author></item><item><guid isPermaLink="false">38f14ece-c4f7-4744-90ac-f5a590f2115d</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/nuovi-sguardi-sulla-cooperazione-ieri-sera-al-bicigrill-di-castelnuovo-valsugana</link><title>“Nuovi sguardi sulla Cooperazione”. Ieri sera al Bicigrill di Castelnuovo Valsugana</title><description><![CDATA[<p>La serata ha segnato la tappa conclusiva della seconda edizione del progetto “Officina Cooperazione” promosso da Valtes - Fondazione della Cassa Rurale Valsugana e Tesino.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/lbmktpw1/partecipanti-e-rappresentanti-delle-istituzioni.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/nuovi-sguardi-sulla-cooperazione-ieri-sera-al-bicigrill-di-castelnuovo-valsugana" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2000</width><height>1164</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>“Nuovi sguardi sulla Cooperazione”.</p>
<p>E’ il titolo scelto per la serata che ha segnato la tappa finale del percorso compiuto dalle partecipanti e dai partecipanti di “Officina Cooperazione”: studentesse e studenti universitari, dai 18 ai 29 anni di età, impegnati nella scoperta della Cooperazione e dell’economia civile.</p>
<p>Il progetto è nato su impulso della Fondazione Valtes (Fondazione Cassa Rurale Valsugana e Tesino) in collaborazione con Fondazione Trentina Alcide De Gasperi,  e con la partnership di Fondazione Don Lorenzo Guetti e con il patrocinio della Federazione Trentina della Cooperazione.</p>
<p>Ieri sera il Bicigrill di Castelnuovo Valsugana, è stato il teatro del racconto di una esperienza significativa vissuta da questo gruppo di giovani che ha intrapreso un viaggio, durato alcuni mesi, alla scoperta del mondo cooperativo e non solo: dal territorio del Bleggio alla Banca Centrale Europea di Francoforte e molto altro.</p>
<p>“Non un percorso celebrativo – spiegano i promotori - ma un itinerario critico costruito sul filo di alcune domande centrali. Domande anche impegnative a cui i partecipanti hanno risposto mettendo a frutto quanto osservato e acquisto nell’itinerario che ha portato loro dove c’è e dove si fa Cooperazione”.</p>
<p>“La Cooperazione è un soggetto e progetto di vita sociale e civile ancora vitale, vorrei dire addirittura sempre contemporaneo alle esigenze dell’epoca in cui opera – osserva <strong>Stefano Modena</strong>, presidente della Fondazione Valtes - Dignità del lavoro, equa partecipazione alla ricchezza generata dai mezzi di produzione, costruzione di una società solidale: abbiamo esplorato tutto questo partendo dalle radici. La cooperazione non è un’economia astratta quanto la realtà di una convivenza civile basata sulla partecipazione”.</p>
<p>Iniziato a marzo con la due giorni residenziale nel Bleggio, sui passi percorsi da don Lorenzo Guetti (il padre della Cooperazione Trentina) il viaggio è proseguito a Bologna, per scoprire lo scenario cooperativo emiliano e incontrare Vera Negri e Stefano Zamagni, studiosi di fama internazionale di storia economica e di economia civile.</p>
<p>Ai primi di maggio era stata la volta di una trasferta in Germania. Inizialmente nei luoghi dove aveva co-operato Wilhem Friedrich Raiffeisen, padre della Cooperazione tedesca e ispiratore delle azioni di don Guetti. Successivamente alla Banca Centrale Europea di Francoforte, per allargare lo sguardo all’economia di tutto il continente. Altrettanto importanti e significative tante visite a realtà cooperative non solo trentine: Granarolo, Coop Alleanza 3.0, Melinda, Alpi.  Un percorso che ha permesso a ogni partecipante di acquisire un prezioso bagaglio di conoscenze utili a garantire “Nuovi sguardi sulla Cooperazione: infondere energia e prospettive, tipiche del mondo giovanile, a un mondo che in Trentino riguarda tutti”.</p>
<p>“Officina Cooperazione” è la seconda delle Officine, inserite nel programma più ampio de “Le Officine della Fondazione Valtes”.</p>
<p>Si tratta di un format educativo che, annualmente, consente a un gruppo di giovani, ragazze e ragazzi, di approfondire temi fondamentali per il presente e il futuro delle nostre comunità: il senso della cittadinanza europea, la storia, le logiche e le forme del mondo cooperativo, il significato dei diritti e dei doveri previsti dai principi della nostra Costituzione.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Federazione Trentina della Cooperazione - Fondazione Valtes</author></item><item><guid isPermaLink="false">789027c7-8677-4033-b741-d78af87fadde</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/i-giovani-di-officina-cooperazione-hanno-visitato-la-casa-della-cooperazione-trentina</link><title>I giovani di “Officina Cooperazione” hanno visitato la casa della Cooperazione Trentina</title><description><![CDATA[<p>I partecipanti all’iniziativa “Officina Cooperazione” si sono incontrati, alla sala consiglio della Federazione Trentina della Cooperazione, con il direttore generale Alessandro Ceschi. Una nuova tappa del percorso dedicato a scoprire e conoscere territori e istituzioni del movimento cooperativo di casa nostra.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/52linaaq/da-sinistra-rinaldi-ceschi-giuliani.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/i-giovani-di-officina-cooperazione-hanno-visitato-la-casa-della-cooperazione-trentina" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2000</width><height>1123</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Dopo “Officina Europa”, Fondazione Valtes (la Fondazione di Cassa Rurale Valsugana e Tesino) propone “Officina Cooperazione” in collaborazione con Fondazione Trentina Alcide De Gasperi.</p>
<p>E’ un “percorso formativo nel cuore dell’economia civile”.</p>
<p>L’iniziativa vede partecipe un gruppo di giovani, ragazze e ragazzi, che frequentano l’Università. Obiettivo di “Officina Cooperazione”: conoscere questa forma di impresa, la cooperativa per l’appunto, che mette al centro la dimensione umana e relazionale nella dinamica aziendale.</p>
<p>Alcune settimane fa la prima tappa del percorso di conoscenza era stata ambientata nel territorio che ospita le radici della Cooperazione Trentina. Qui, <strong>don Lorenzo Guetti</strong>, alla fine del Milleottocento cominciò a radicare il modello cooperativo che, in poco tempo, si espanse in ogni dove.</p>
<p>Per la seconda tappa è stata scelta la sede della Federazione, la casa della Cooperazione Trentina. “Perché – è stato detto – dopo aver visitato le zone che hanno dato origine al movimento cooperativo, il nostro focus è ora dedicato alle realtà che rappresentano l’oggi e il domani della Cooperazione”.</p>
<p>Creata nel 1895, la Federazione da quasi 130 anni è l’istituzione che svolge molte funzioni (riassumibili nella rappresentanza, vigilanza e servizi) a favore delle proprie associate coniugando i principi ispiratori con una visione moderna dell’operare che tiene conto degli scenari e delle esigenze di oggi.</p>
<p>Le giovani e i giovani di “Officina Cooperazione” si sono incontrati con il direttore generale, <strong>Alessandro Ceschi, </strong>che ha presentato il quadro delle attività svolte dall’ente di via Segantini e del movimento cooperativo più in generale attraverso la storia, i numeri, i settori dove agisce nella quotidianità. “Una esperienza straordinaria quella attivata dalla Fondazione Valtes – ha osservato Ceschi – che ha saputo coinvolgere in questo progetto studentesse e studenti universitari di età ed esperienze differenti che hanno deciso di investire del loro tempo per comprendere meglio cosa è la Cooperazione Trentina”.</p>
<p>“E’ stato un momento voluto e apprezzato – ha aggiunto <strong>Stefano Modena</strong>, presente all’incontro, presidente della Fondazione Valtes e vicepresidente della Cassa Rurale Valsugana e Tesino – Occasione utile a capire quale è il ruolo della Federazione sia nel momento presente e sia in prospettiva con la sua capacità di interpretare e rispondere in modo concreto, attraverso l’attivazione di iniziative e di nuove forme di cooperazione, ai bisogni sempre nuovi che si creano all’interno del nostro territorio”.</p>
<p>All’incontro hanno partecipato, inoltre, <strong>Ilaria Rinaldi</strong>, presidente dell’Associazione Giovani Cooperatori, <strong>Arianna Giuliani</strong> dell’Area Formazione e Cultura Cooperativa della Federazione, e <strong>Marco Odorizzi,</strong> direttore della Fondazione Trentina Alcide De Gasperi.</p>
<p><strong>Ricordiamo che “Officina Cooperazione”</strong> conta la partnership della<strong> </strong><strong>Federazione Trentina della Cooperazione e della Fondazione don Guetti.</strong></p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Cooperazione Trentina</author></item><item><guid isPermaLink="false">ecf074e7-75cb-4efe-aba3-4f5e7eb46819</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/fondazione-valtes-al-via-officina-cooperazione</link><title>Fondazione Valtes: al via Officina Cooperazione</title><description>Un percorso formativo nel cuore dell'economia civile</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/3onjmtsu/valtes2024.webp" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/fondazione-valtes-al-via-officina-cooperazione" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width /><height /></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Nel fine settimana appena conclusa, nel Bleggio – culla della Cooperazione Trentina -  ha avuto il via la prima tappa del percorso <strong>“Officina Cooperazione”</strong>, iniziativa voluta da <strong>Fondazione Valtes </strong>e realizzata in collaborazione con <strong>Fondazione Trentina della Cooperazione,</strong> e la partnerhsip di <strong>Fondazione don Guetti</strong> e della <strong>Federazione Trentina della Cooperazione.</strong></p>
<p>Una quindicina di ragazze e ragazzi hanno trascorso tre giorni di approfondimento delle ragioni e della natura di un’impresa cooperativa, come realtà fondamentale di benessere per le nostre comunità.<br />Non una semplice serie di lezioni, ma una vera e profonda esperienza di cittadinanza attiva, che mette in gioco i partecipanti per provare a rispondere a una domanda complessa ma inevitabile: è possibile un’economia che faccia del bene alla comunità?</p>
<p>I partecipanti hanno trascorso un fine settimana formativo nel Bleggio, cuore della tradizione e storia della Cooperazione Trentina, per approfondire le specificità dell’economia civile e in particolare delle imprese cooperative, come prima tappa dell’ampio percorso<strong> “Officina Cooperazione”,</strong> seconda esperienza de “Le Officine della Fondazione Valtes”.</p>
<p>Dopo infatti “Officina Europa”, Fondazione Valtes ha pensato di proporre “Officina Cooperazione”, alla scoperta di questa particolare forma di impresa, che mette al centro la dimensione umana e relazionale nella dinamica aziendale. I partecipanti hanno così potuto toccare con mano le radici della cooperazione trentina, venendo a contatto con la figura di <strong>don Lorenzo Guetti</strong> anche attraverso la visita ai luoghi della sua vita, oltre che nell’approfondimento delle sue idee rivoluzionarie sulla fine dell’800, ma ancora molto attuali oggi.</p>
<p><em>“Lo scopo di un’azienda può essere quello di massimizzare i profitti, e su questo non esprimiamo nessun giudizio etico, in quanto ciascuno è libero di fare quello che vuole nell’ambito di una legislazione che giustamente valorizza l’ambito liberale. Ma esistono anche altre imprese, che generano ricchezza con conti aziendali in ordine, ma che hanno un fine d’impresa diverso: lo scambio mutualistico e il benessere della comunità.” </em>Con queste parole <strong>Michele Dorigatti</strong>, direttore della <strong>Fondazione don Guetti</strong>, ha introdotto i lavori domenica mattina, ribadendo l’importanza per ogni impresa, anche quella cooperativa, di generare ricchezza ma in un contesto e modalità diverse. </p>
<p><em>“Un percorso importante </em>– sottolinea <strong>Stefano Modena,</strong> presidente di <strong>Fondazione Valtes</strong> – <em>che abbiamo voluto come Fondazione Valtes in quanto riteniamo fondamentale fornire alle nuove generazioni elementi di spunto di riflessione di una biodiversità in cui l’economia civile e cooperativa ha, ma ancora di più avrà in futuro, un ruolo essenziale in un contesto in cui l’impresa capitalista ha necessità di trovare modelli e ispirazioni diverse. Un viaggio appena iniziato con questo fine settimana, che vedrà altri importanti appuntamenti ad iniziare da alcuni incontri a Bologna con Vera e Stefano Zamagni, per poi completarsi con un viaggio sulle tracce di Raiffeisen, padre del credito cooperativo europeo e la visita alla Banca Centrale Europea. Un percorso per rendere partecipi i giovani partecipanti della diversità delle nostre imprese cooperative, delle Famiglie Cooperative, delle Casse Rurali: un modo diverso di essere sul mercato, nella sfida di coniugare la dimensione imprenditoriale con quella sociale, identificativa di un modo diverso di generare ricchezza per il nostro territorio.”</em></p>
<p>Questo primo appuntamento, così come gli altri a seguire, è stato realizzato grazie alla sinergia fra Fondazione Valtes e Fondazione Trentina Alcide De Gasperi, già ottimamente sperimentata con la prima edizione del percorso de Le Officine della Fondazione Valtes, ed ha visto la partecipazione in qualità di relatori di <strong>Michele Dorigatti, Fabio Berasi, Giuliano Beltrami, Gianluca Salvatori, Ericka Costa, Alberto Ianes, Tito Menzani, Giorgio Corradi, Dino Vaia, Marcello Farina.</strong></p>
<p>Una delle peculiarità del percorso è quella di prevedere un momento di restituzione dell’esperienza vissuta dai partecipanti al territorio, con una serie di incontri con la popolazione e con le scuole delle nostre comunità. Un momento importante non solo per sedimentare e consolidare idee e riflessioni, ma anche e soprattutto per rendere più persone possibili partecipi di un viaggio che, seppur rivolto ad un nucleo specifico e necessariamente limitato, ha l’ambizione di raggiungere un numero le diverse dimensioni della nostra comunità.</p>
<p>Le prossime tappe di Officina Cooperazione sono:<br />-    4 e 5 aprile 2024. Percorso formativo a Bologna<br />-    Dal 5 all’8 maggio 2024: viaggio sulle orme di Raiffesein e a Francoforte</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Fondazione Valtes</author></item><item><guid isPermaLink="false">2c5d8f9e-9693-4017-8767-995c14819661</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/fondazione-valtes-aperte-le-iscrizioni-a-officina-cooperazione</link><title>Fondazione Valtes: aperte le iscrizioni a Officina Cooperazione</title><description><![CDATA[<p>Un percorso formativo nel cuore dell’economia civile.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/r3sgzzlw/officinacooperazione.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/fondazione-valtes-aperte-le-iscrizioni-a-officina-cooperazione" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1024</width><height>768</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p><em>Officina Cooperazione è un progetto che porterà un gruppo di 20 ragazzi e ragazze dai 18 ai 29 anni nei luoghi in cui è nata e si è sviluppata la cooperazione trentina, italiana ed europea. Dopo la prima edizione del 2023 dedicata all’Europa unita, quest’anno il programma dell’Officina porterà a scoprire tre luoghi fondamentali per il mondo cooperativo: il Bleggio, dove don Lorenzo Guetti alla fine dell’Ottocento ha immaginato un modo diverso di stare sul mercato; Bologna, dove conoscere il modello di cooperazione sviluppatosi a livello nazionale; infine la Germania, e in particolare Hamm, paese natale del padre del cooperativismo tedesco Raiffeisen, e Francoforte, per visitare la Banca centrale europea. </em></p>
<p><em>Non una semplice serie di lezioni, ma una vera e profonda esperienza di cittadinanza attiva, che mette in gioco i partecipanti per provare a rispondere a una domanda complessa ma inevitabile: è possibile un’economia che faccia del bene alla comunità?</em></p>
<p><em>Officina Cooperazione è un format educativo che si inserisce all’interno del più ampio programma Le Officine della Fondazione Valtes, nato su impulso della Fondazione Valtes in collaborazione con la Fondazione Trentina Alcide De Gasperi, e che quest’anno vede il patrocinio della Federazione Trentina della Cooperazione ed è realizzato con la partnership della Fondazione don Lorenzo Guetti.</em></p>
<p><em>«L’unione si faccia vera, cordiale, senza secondi fini; uno per tutti e tutti per uno. Il nostro nemico è l'io».</em> Così il padre della cooperazione trentina,<strong> don Lorenzo Guetti,</strong> aveva immaginato alla fine dell’800 un modello di economia che riscattasse un territorio segnato dalla povertà e dall’emigrazione. Ed è proprio sulle sue tracce che parte la seconda edizione di Officina, quest’anno dedicata al mondo cooperativo da una prospettiva trentina, italiana ed europea.</p>
<p>Dopo il successo della prima edizione dedicata all’Unione europea, Officina Cooperazione vuole rinnovare un format educativo che mette in primo piano le capacità e gli interessi dei ragazzi e delle ragazze, tra lezioni frontali con gli esperti, laboratori pratici, viaggi nelle istituzioni, visite aziendali, sempre in equilibrio tra storia e futuro.</p>
<p>Nel segno della continuità con la prima edizione, Officina Cooperazione mette ancora una volta al centro la dimensione del viaggio, sia concreto, nei luoghi storici dove nascono i grandi progetti del passato e nelle istituzioni che li portano avanti ancora oggi, sia metaforico, in cui l’obiettivo per i partecipanti è arrivare a destinazione un po’ cambiati, più consapevoli del territorio in cui viviamo e di cosa possiamo dare alle nostre comunità.</p>
<p>Nelle parole del presidente della Fondazione Valtes, <strong>Stefano Modena,</strong> <em>“le Officine della Fondazione Valtes hanno l’ambizione di offrire ad un gruppo di giovani protagonisti del proprio tempo l’occasione di coniugare la dimensione delle grandi idee che tessono la Storia con quella concreta dei territori che si fanno comunità. Un’opportunità di crescita culturale, relazionale e motivazionale, attraverso l’elaborazione e l’approfondimento del pensiero e delle idee che hanno rivoluzionato la politica e l’economia del XX secolo, in un percorso di educazione alla cittadinanza, per crescere nella consapevolezza delle difficoltà ma anche delle opportunità che il mondo complesso di oggi continuamente ci pone. In particolare, con Officina Cooperazione proponiamo la riscoperta dei padri della cooperazione europea, le loro visioni, i loro sogni, per capire meglio un pezzo importante di economia civile che tanto può ancora offrire alla società odierna. Un percorso certo impegnativo, fatto di incontri, racconti, viaggi, rivolto a giovani che non hanno paura di affrontare le sfide del presente, per costruire un futuro migliore”,</em> mentre il direttore della Fondazione Trentina Alcide De Gasperi <strong>Marco Odorizzi</strong> ribadisce che <em>“in un tempo sempre più incline a sostituire la conoscenza con l’informazione, le Officine vanno controcorrente e si propongono di offrire l’occasione di andare a fondo su alcune delle dimensioni che più hanno caratterizzato, caratterizzano e caratterizzeranno la vita collettiva del nostro territorio. Quest’anno tocca alla cooperazione: una storia luminosa, che però non sempre siamo stati capaci di raccontare. Ecco perché abbiamo scelto di metterci in viaggio per andare a riscoprirla insieme. Lasciandoci ispirare dai luoghi, dagli incontri, dalle testimonianze concrete: credo sia un modo per ridare poesia e fascino a parole potenti, che abbiamo finito per dare per scontate...”.</em></p>
<p><strong>Il programma</strong></p>
<p>Officina Cooperazione inizierà i primi di marzo con un <strong>weekend residenziale di tre giorni a cavallo tra Bleggio e Lomaso,</strong> ripercorrendo i luoghi di don Lorenzo Guetti, per porre le basi teoriche e per conoscere direttamente alcune delle realtà e persone che lavorano nel mondo cooperativo trentino. Il percorso proseguirà nelle settimane successive con alcuni incontri sul territorio e con un <strong>weekend formativo di due giorni a Bologna,</strong> una delle città più importanti per la cooperazione italiana, dove i partecipanti potranno ascoltare le parole di <strong>Vera Negri e Stefano Zamagni</strong>, studiosi di fama mondiale dell’economia civile, capire come si formano i manager cooperativi del futuro e per incontrare alcune delle più importanti realtà imprenditoriali cooperative del territorio, ad esempio Coop e Granarolo.</p>
<p>A inizio maggio sarà la volta del <strong>viaggio formativo di quattro giorni in Germania,</strong> dove i partecipanti avranno l’occasione di alzare lo sguardo oltre i confini nazionali e capire come <strong>Raiffeisen </strong>abbia fatto nascere la cooperazione tedesca nel piccolo paese di <strong>Hamm,</strong> e da lì spostarsi a <strong>Francoforte,</strong> la capitale economica europea, per approfondire come la Banca centrale europea stia regolamentando il mondo cooperativo in tutto il continente.</p>
<p>Infine, di ritorno dai viaggi, i partecipanti restituiranno quanto vissuto in un evento pubblico aperto alla cittadinanza e nelle scuole del territorio.  </p>
<p><strong>Candidature e informazioni</strong></p>
<p>Il progetto è rivolto a persone <strong>dai 18 ai 29 anni </strong>residenti o che abbiano legami (sociali e culturali) in uno dei Comuni del territorio di riferimento della Fondazione Valtes (elenco dei Comuni disponibile sul sito Valtes): gli interessati hanno tempo <strong>fino al 18 febbraio</strong> per presentare la propria candidatura. È prevista una quota di partecipazione che comprende tutte le tappe del percorso e che è di 150€, <strong>ridotta a 100€ per i soci e figli di soci della Cassa Rurale Valsugana e Tesino.</strong> Il form di iscrizione e tutte le informazioni sono su sul sito <strong>www.fondazionevaltes.it</strong>.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Cassa Rurale Valsugana e Tesino</author></item><item><guid isPermaLink="false">f093bcc0-8374-48c3-b4ae-c3db0712a793</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/storie-di-innovazione-d-impresa-e-coesione-sociale-protagoniste-sul-palco-della-cooperazione-trentina</link><title>Storie di innovazione d’impresa e coesione sociale protagoniste sul palco della Cooperazione trentina</title><description><![CDATA[<span class="NormalTextRun SCXW27644671 BCX0">Sala gremita per la prima edizione del convegno ‘inAscoolto’, dedicato all’imprenditività collettiva organizzato dall’ente bilaterale del credito Ebicre. Numerose testimonianze provenienti da dentro e fuori il nostro territorio, con l’obiettivo di riflettere su come il credito cooperativo possa continuare ad essere un importante motore dell’economia e delle comunità trentine. </span>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/qeecseyb/foto012.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/storie-di-innovazione-d-impresa-e-coesione-sociale-protagoniste-sul-palco-della-cooperazione-trentina" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>3903</width><height>2598</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p><span>Il minimo comune denominatore delle venti testimonianze di buone prassi che si sono alternate oggi sul palco della sala inCooperazione è quello della capacità di cogliere i segnali di cambiamento nella società e nell’ambiente e saperli trasformare in opportunità. Di convertire, cioè, le criticità in risorse. </span> </p>
<p><span>Il contesto di confronto tra buone pratiche d’innovazione l’ha creato </span><strong><span>Ebicre</span></strong><span>, (Ente Bilaterale delle Casse Rurali trentine ed Enti collegati), organizzando il convegno inAscoolto, patrocinato da </span><strong><span>Cooperazione Trentina</span></strong><span> e </span><strong><span>FABI Trento</span></strong><span>, con il coordinamento dell'economista e comunicatore dell'innovazione </span><strong><span>Saverio Cuoghi</span></strong><span>. </span> </p>
<p><span>Quattro i tavoli di conversazione, ciascuno dedicato a un importante dilemma o tema strategico legato al benessere e alla sostenibilità dei territori del Trentino e oltre</span><span>: il ruolo della terra in </span><strong><span>agricoltura </span></strong><span>e lo sfruttamento delle sue risorse; la </span><strong><span>trasformazione delle comunità</span></strong><span> e il loro impatto sul territorio; le </span><strong><span>nuove sfide del Turismo</span></strong><span>, tra abitare e ospitare; l’inedito </span><strong><span>panorama del lavoro</span></strong><span> e la ricerca di equilibrio tra esigenze diverse in particolare tra giovani e imprese. <br /><br /></span> <span>«Con questo convegno perseguiamo l’idea di proporre una tipologia di formazione alternativa e innovativa – ha spiegato il presidente di Ebicre </span><strong><span>Italo Stenico</span></strong><span> –, che parta dall’ascolto. C’è grande bisogno di ascolto, soprattutto di esperienze di persone autentiche, che vivono i territori da vicino, che si sporcano le mani per far accadere il cambiamento. Con questo spirito abbiamo coinvolto numerose persone che fanno parte di piccole comunità vicine e lontane, dentro e fuori il Trentino, creando un’opportunità di scambio di idee».</span> </p>
<p><span>«Affrontiamo questo percorso – ha aggiunto </span><strong><span>Domenico Mazzucchi</span></strong><span>, vicepresidente di Ebicre e segretario provinciale di Fabi, ripercorrendo la storia e le finalità dell’Ente bilaterale –  al fine di migliorare il modo di intendere la nostra società, e cogliendolo come un’occasione per riflettere su come il </span><strong><span>credito cooperativo</span></strong><span> possa continuare ad essere un importante motore di sviluppo dell’economia trentina».</span><span> </span> </p>
<p><span>«Coltivare l’imprenditività partendo dall’ascolto delle esperienze è un approccio giusto e condivisibile – ha aggiunto </span><strong><span>Roberto Simoni</span></strong><span>, presidente della Federazione Trentina della Cooperazione –. Negli ultimi anni abbiamo affrontato tutta una serie di situazioni critiche, dalla pandemia alla crisi energetica, dimostrando come sistema cooperativo resilienza e capacità di cogliere le opportunità. Ora dobbiamo rinforzare il dialogo con i giovani, per far comprendere le interessanti potenzialità della nostra rete di imprese anche attraverso la diffusione delle buone pratiche». </span> </p>
<p><span>L’occasione di ascolto assicurata dal convegno è stata rievocata anche dal nome con doppia “o”, di origine cooperativa, per comprendere meglio le realtà collettive che sanno cogliere segnali di cambiamento e agire per la rigenerazione del territorio, attraverso la creazione di lavoro e il miglioramento delle relazioni sociali.</span> </p>
<p><span>Tra i </span><span>protagonisti dei vari panel, esponenti di rilievo provenienti da diverse aree, come rappresentanti di cooperative, imprenditori, dirigenti scolastici, esperti di comunicazione, amministratori pubblici e altro ancora. La diversità di voci e prospettive ha consentito di offrire un quadro completo delle sfide e delle opportunità affrontate dalle comunità</span><span>.<br /><br />Vai al sito <a rel="noopener" href="https://www.inascoolto.in/" target="_blank">inascoolto.in</a><br /></span> </p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">a088f0b2-395a-47fa-bfab-0efc0f7d45b8</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/federazione-cda-riunito-a-castel-valer-michele-odorizzi-si-dimette-da-vicepresidente</link><title>Il Consiglio di amministrazione della Federazione Trentina della Cooperazione si è riunito oggi nella splendida sede di Castel Valer in Val di Non.</title><description><![CDATA[Il Consiglio di amministrazione della Federazione Trentina della Cooperazione si è riunito oggi nella splendida sede di Castel Valer in Val di Non, maniero recentemente acquisito dalla Provincia autonoma.  
<div>Ospite dell’incontro l’assessora provinciale all’agricoltura Giulia Zanotelli: “la Provincia c’è ed è al vostro fianco”. </div>
<div>Il vicepresidente Michele Odorizzi (coop agricole) si dimette dal ruolo per opportunità dopo aver ufficializzato la sua candidatura per le prossime elezioni per il Consiglio Provinciale. Le sue deleghe saranno temporaneamente esercitate dal presidente Simoni.   </div>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/gbyfnfir/img-3899.jpeg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/federazione-cda-riunito-a-castel-valer-michele-odorizzi-si-dimette-da-vicepresidente" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>3228</width><height>2422</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[Riunione “fuori porta” del Consiglio di amministrazione della Federazione nella prestigiosa sala Ulrico di Castel Valer in val di Non, recentemente acquisito dalla Provincia. 
<div></div>
<div>Ospite del massimo organo di rappresentanza della Cooperazione trentina l’assessora provinciale all’agricoltura Giulia Zanotelli, che ha ricordato la collaborazione tra Provincia e Cooperazione. "Vorrei ricordare – ha affermato - il lavoro portato avanti sulle comunità energetiche e l'attenzione forte riguardo agli investimenti delle nostre aziende. In fase di assestamento di bilancio sono stati destinati fondi ulteriori alle aziende cooperative, in particolare per i Multiservizi.  </div>
<div></div>
<div>Crediamo poi che la formazione sia centrale: è necessario continuare a far comprendere i valori della cooperazione e del sistema cooperativo trentino, anche del comparto agricolo, all'interno delle scuole. Riguardo al comparto agricolo, inoltre, abbiamo aperto il tema dei centri lavaggio al quale dedicheremo uno specifico bando e quello trasversale della manodopera, che richiede un ragionamento complessivo anche a livello nazionale". </div>
<div></div>
<div>Dal canto suo Simoni ha riconosciuto la disponibilità al dialogo della giunta provinciale – nel rigoroso rispetto dei ruoli – in ogni ambito. Una collaborazione dimostrata anche in occasione dell’emergenza Covid con la campagna di vaccinazione, e rilanciata nel 2022 con la firma di un Protocollo di collaborazione su varie discipline.  </div>
<div></div>
<div>Le dimissioni da vicepresidente di Michele Odorizzi </div>
<div></div>
<div>Nel corso della riunione il consigliere Michele Odorizzi ha comunicato la decisione di restituire le deleghe da vicepresidente del settore agricolo in seguito alla decisione di candidarsi alle elezioni per il Consiglio Provinciale. </div>
<div></div>
<div>“Questo non vuole essere un disimpegno verso le tematiche cooperative ed agricole – ha dichiarato Odorizzi - ma ritengo sia utile per evitare possibili strumentalizzazioni che potrebbero nascere per l'esposizione che il ruolo comporta. </div>
<div></div>
<div>Ci tengo a sottolineare che non è un obbligo né normativo né statutario ma solo sensibilità personale e responsabilità istituzionale verso la Federazione della Cooperazione Trentina. Mi piace pensare che questo possa alimentare una sensibilità collettiva in chi da candidato ha ruoli di visibilità pubblica”. </div>
<div></div>
<div>Il presidente Simoni ha dato atto ad Odorizzi della sensibilità dimostrata nella sua scelta personale. Temporaneamente le funzioni delegate in capo al vicepresidente saranno esercitate direttamente dal presidente. </div>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">2cc4ff42-6fbd-4e4e-aa9a-875fa8633540</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/la-transizione-verde-europea-e-l-agricoltura-trentina-condivisione-sulla-strategia-preoccupazione-per-le-azioni-concrete</link><title>La transizione verde europea e l’agricoltura trentina: condivisione sulla strategia, preoccupazione per le azioni concrete</title><description><![CDATA[<p class="x_MsoNormal">Oggi pomeriggio nella sede della Cooperazione Trentina a Trento si è parlato di Europa e transizione green con la partecipazione del parlamentare europeo Herbert Dorfmann e del direttore degli Affari Europei di Confcooperative Leonardo Pofferi, moderatore Samuel Cornella, funzionario della Federazione a Bruxelles.</p>
<p class="x_MsoNormal">Una transizione costosa, doverosa ma molto impattante sull’agricoltura locale. Serve maggiore dialogo.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/zbajy53q/l-incontro-sul-green-deal-europeo.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/la-transizione-verde-europea-e-l-agricoltura-trentina-condivisione-sulla-strategia-preoccupazione-per-le-azioni-concrete" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2016</width><height>1512</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p class="x_xp1">L’agricoltura trentina alla prova del “green deal” dell’Unione Europea, la tabella di marcia avviata a cavallo tra il 2019 e 2020 per raggiungere la neutralità climatica in Europa entro il 2050.</p>
<p class="x_xp1">Se ne è parlato oggi in un incontro (molto partecipato) nella sede della Federazione a Trento con il parlamentare europeo<span> <strong>Herbert Dorfmann</strong>, componente della Commissione agricoltura, e <strong>Leonardo Pofferi,</strong> direttore Affari Europei di Confcooperative e vicepresidente Cogeca. Moderatore <strong>Samuel Cornella</strong>, funzionario della Federazione a Bruxelles.</span></p>
<p class="x_xp1">“È un'occasione importante – ha detto in apertura il presidente della Cooperazione Trentina<span> <strong>Roberto Simoni</strong> - perché siamo nel mezzo di una transizione ambientale che riguarda anche il Trentino. Serve conoscenza e formazione per fare i conti con una realtà che si modifica continuamente e a cui dobbiamo adattarci”.</span></p>
<p class="x_xp1">Il vicepresidente della Federazione<span> <strong>Michele Odorizzi</strong> ha portato le preoccupazioni del mondo agricolo verso decisioni che potrebbero danneggiare l’agricoltura locale, e l’assessora provinciale all’agricoltura <strong>Giulia Zanotelli</strong> ha affermato che “dovremo vigilare su scelte della UE che stanno mettendo in difficoltà il comparto provinciale. Questi temi saranno al centro della politica trentina per i prossimi mesi e anni”.</span></p>
<p class="x_xp1">Ma quali sono le criticità che preoccupano gli agricoltori trentini? Uno dei primi passaggi del “Green deal” (24 giugno 2021) è stata la legge europea sul clima, che rende giuridicamente vincolante l'obiettivo di ridurre le emissioni del 55% (efficienza energetica edifici, riduzione emissioni veicoli).</p>
<p class="x_xp1">La strategia Farm to Fork (dalla fattoria al piatto) è invece il piano decennale messo a punto dalla Commissione europea per guidare la transizione verso un sistema alimentare equo, sano e rispettoso dell'ambiente.</p>
<p class="x_xp1">Un insieme di regolamenti e norme europee che provano a coniugare i classici obiettivi della PAC (politica agricola comune) - garantire reddito ai produttori e sicurezza alimentare - con quelli più strettamente ambientali e di sostenibilità.</p>
<p class="x_xp1">Nel concreto, ciò significa ridurre del 50% dell'uso di pesticidi chimici entro il 2030; ridurre di almeno il 20% l'uso di fertilizzanti entro il 2030; ridurre del 50% le vendite di antimicrobici antibiotici per allevamento e acquacoltura entro il 2030; trasformare il 25% dei terreni agricoli in aree destinate all'agricoltura biologica entro il 2030.</p>
<p class="x_xp1">“Questi sono obiettivi strategici largamente condivisi anche dal mondo agricolo – ha introdotto il moderatore<span> <strong>Samuel Cornella</strong> – il problema semmai è quando si passa dalla strategia alla tattica attraverso l'implementazione di azioni concrete funzionali all'obiettivo strategico. Ci si scontra con una grande complessità con cui bisogna misurarsi”.</span></p>
<p class="x_xp1">Il “Green deal” impatta profondamente sul mondo agricolo e produttivo e quella appena trascorsa è stata una fase molto intensa nel dialogo tra istituzioni in merito ai principali dossier legislativi.</p>
<p class="x_xp1">In periodo recente, l’11 luglio scorso il Parlamento europeo ha votato la Direttiva sulle emissioni industriali, con correttivi rispetto alla proposta della Commissione che rischiava di pregiudicare in modo indebito il mondo della zootecnia.</p>
<p class="x_xp1">La legge sul Ripristino della natura votata nella plenaria del 12 luglio dopo passaggi a dir poco travagliati combatte la perdita di biodiversità, si propone di arginare il cambiamento climatico con l’elaborazione di piani nazionali con l’obiettivo di ripristinare almeno il 20% delle aree naturali UE entro il 2030</p>
<p class="x_xp1">Il Regolamento sui Fitofarmaci (trasformato dalla precedente direttiva) è stato posticipato ad ottobre.  Esso prevede la riduzione dell’uso dei fitofarmaci del 50% entro il 2023 (obiettivo considerato poco realistico), la promozione dell’agricoltura di precisione, il divieto di fitofarmaci in aree sensibili. E poi la normativa sugli imballaggi, con l’obbligo di sticker compostabile da apporre sul prodotto.</p>
<p class="x_xp1">“In questa legislatura abbiamo constatato una maggiore chiusura da parte della Commissione europea di entrare nel merito delle proposte e a confrontarsi – afferma<span> <strong>Leonardo Pofferi</strong> -. Ogni qualvolta abbiamo avanzato obiezioni e perplessità, abbiamo trovato solo chiusura. Questo purtroppo ha causato una polarizzazione delle posizioni che oggi effettivamente nuoce all’agricoltura. L’auspicio è quello di recuperare uno spazio di dialogo concreto.</span></p>
<p class="x_xp1">Poi c’è il tema delle risorse finanziarie. È chiaro che un approccio forte di cambiamento deve essere accompagnato da risorse adeguate. Oggi si continua a fare riferimento a quelle disponibili nella Politica agricola comune che già sappiamo aver subìto una cura dimagrante in occasione della riforma della PAC, mentre invece di fronte a misure di natura straordinaria servirebbe una risposta straordinaria in termini di risorse economiche”.</p>
<p class="x_xp1">“Chiaramente la transizione energetica ha dei costi – ha detto l’on.<span> <strong>Herbert Dorfmann</strong> – ma anche non far niente ha un costo. Comunque il cambiamento climatico c'è, e porta dei costi purtroppo anche molto alti. Però l’Unione europea prevede anche finanziamenti per circa   60 miliardi di euro l'anno per la politica agricola, dobbiamo riflettere su come utilizzare questi fondi anche per la transizione ecologica. Già un terzo della PAC viene utilizzato a questo fine, forse si può investire ancora di più.</span></p>
<p class="x_xp1">Dobbiamo pensare alle nuove generazioni, e sprecare di meno. Buttiamo via il 25% delle risorse alimentari prodotte, pari ad un bilancio della Ue, e questo è inaccettabile”.</p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">621837b3-ea01-4d39-adb5-1c14cbcfa298</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/evento-europa-e-agricoltura</link><title>Europa e agricoltura</title><description>La transizione verde europea e l’agricoltura trentina: gli ultimi sviluppi dall’UE, le sfide attuali e gli scenari futuri</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/w1sggt5c/evento-europa-e-agricoltura.png" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/evento-europa-e-agricoltura" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1920</width><height>1080</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p class="x_xp2">L’agricoltura trentina alla prova del “green deal” dell’Unione Europea.<span> <strong>Giovedì prossimo 27 luglio alle 17:30 </strong>la Federazione organizza nella propria sede di via Segantini 10 (foyer della sala Incooperazione) un incontro aperto a tutti </span><span>sugli ultimi sviluppi legislativi provenienti dall'UE riguardo alla transizione verde</span><span> (ultima la legge sul ripristino della natura) </span><span>e sulle implicazioni specifiche per l'agricoltura trentina con due primari esperti sia dei profili politici che più strettamente tecnici legati ai temi trattati.</span><span> </span></p>
<p class="x_xp2"><span>L’evento è dedicato in particolare agli attori del settore agricolo e a tutti coloro che sono interessati al tema della sostenibilità ambientale e produttiva per condividere idee, esperienze e prospettive su come affrontare al meglio le non semplici, e spesso critiche, sfide della transizione ecologica europea in corso.</span></p>
<p class="x_xp2"><span>Saranno esplorate le nuove opportunità e le strategie per perseguire un concetto di agricoltura intelligente e rispettosa dell'ambiente.</span></p>
<p class="x_xp2"><span>L'obiettivo principale dell'incontro è quello di esaminare come l'agricoltura trentina possa adattarsi alla Transizione Verde Europea, ricavando valore nell'ambito dell'epocale cambiamento in corso, puntando sulla sostenibilità e l'efficienza. </span></p>
<p class="x_xp2"><span>"Il settore agricolo trentino è parte integrante del nostro patrimonio culturale e costituisce un'eccellenza in termini di produzioni di qualità – afferma il presidente della Cooperazione Trentina <strong>Roberto Simoni</strong> -. Con questo incontro di approfondimento intendiamo fornire una panoramica esaustiva sugli ultimi sviluppi dell'UE riguardanti la sostenibilità e la transizione verde e discutere insieme a esperti qualificati e partecipanti come possiamo affrontare le sfide future in modo proattivo e costruttivo."<br /><br /></span></p>
<p class="x_xp2"><strong>Il programma dell’evento<br /><br /></strong></p>
<p class="x_xp2"><strong><span>Europa e agricoltura | </span></strong><span>La transizione verde europea e l’agricoltura trentina: gli ultimi sviluppi dall’UE, le sfide attuali e gli scenari futuri<br /><br /></span><strong><span>Giovedì 27 luglio</span></strong><span>, ore</span><span> </span><span>17:30 – 19:00 </span><span>presso Federazione Trentina della Cooperazione –</span><span> Foyer sala InCooperazione, </span><span>via Segantini 10 Trento<br /><br /></span></p>
<p class="x_xp2"><em><span>Discuteranno i rischi e le opportunità di un cambiamento epocale:</span></em></p>
<ul>
<li class="x_xp2"><strong><span>Herbert Dorfmann</span></strong></li>
</ul>
<p class="x_xp2"><span>Eurodeputato PPE - Membro COMAGRI Parlamento Europeo</span></p>
<ul>
<li class="x_xp2"><strong><span>Leonardo Pofferi</span></strong></li>
</ul>
<p class="x_xp2"><span>Direttore Affari Europei Confcooperative - Vicepresidente Cogeca</span></p>
<p class="x_xp2"> </p>
<p class="x_xp2"><em><span>Introduce e modera:</span></em><em><span> </span></em></p>
<ul>
<li class="x_xp2"><strong><span>Samuel Cornella</span></strong></li>
</ul>
<p class="x_xp2"><span>Federazione Trentina della Cooperazione Bruxelles - Presidente Comitato Questioni Legali e Fiscali Copa Cogeca</span></p>
<p class="x_xp2"><span>Saluti istituzionali del Presidente della Cooperazione Trentina <strong>Roberto Simoni</strong> e dell’assessore all’agricoltura, foreste, caccia e pesca <strong>Giulia Zanotelli.<br /><br /></strong></span></p>
<p><u><span>L’evento è libero e</span></u><u><span> </span></u><u><span>gratuito, seguirà aperitivo. Per motivi organizzativi, chiediamo di confermare la presenza compilando il form al seguente link:</span></u></p>
<p><a rel="noopener noreferrer" href="https://forms.office.com/e/X9Pxvva0AU" target="_blank" data-auth="NotApplicable" data-linkindex="0">https://forms.office.com/e/X9Pxvva0AU</a></p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">da350a52-a4f9-4e2b-844c-f0b6b72a741f</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/prepararsi-ad-amministrare-un-impresa-cooperativa-al-via-la-seconda-edizione</link><title>"Prepararsi ad amministrare un'impresa cooperativa", al via la seconda edizione</title><description>Scadono il 17 marzo le iscrizioni al corso dedicato a nuovi e futuri amministratori di cooperativa.</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/10ffm1ea/neo-amm.png" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/prepararsi-ad-amministrare-un-impresa-cooperativa-al-via-la-seconda-edizione" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1920</width><height>800</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Ricambio generazionale ed equilibrio di genere negli organi di gestione sono temi cruciali per il futuro della coooperazione. Oggi, più che mai, è fondamentale per le cooperative poter contare sulla guida di persone adeguatamente preparate e consapevoli rispetto a cosa significhi amministrare un’impresa e, in particolare, un’impresa cooperativa.</p>
<p>Il percorso formativo “Prepararsi ad amministrare un’impresa cooperativa” si propone, quindi, da un lato di sviluppare le conoscenze necessarie per formare una nuova generazione di amministratori e amministratrici, dall’altro di supportare i giovani e le donne che intendono presentare la propria candidatura al CdA della propria organizzazione.</p>
<p><strong>Obiettivi formativi</strong></p>
<ul>
<li>Favorire la formazione di un gruppo di cooperatrici e cooperatori motivati con le competenze necessarie per gestire e amministrare in modo appropriato e responsabile un’impresa cooperativa.</li>
<li>Supportare i neo-amministratori e le neo-amministratrici nella comprensione del proprio ruolo e delle proprie responsabilità quali rappresentanti della compagine sociale.</li>
<li>Promuovere la presenza di un’equa rappresentanza generazionale e di genere nella governance delle cooperative.</li>
</ul>
<p><strong>Metodologia</strong></p>
<p>L’azione formativa si realizzerà mediante lezioni dialogate, attività laboratoriali e testimonianze di cooperatrici e cooperatori che condivideranno con il gruppo di partecipanti esperienze e competenze acquisite.</p>
<div>
<p><strong>A chi si rivolge</strong></p>
<div>
<ul>
<li>Dipendenti, soci e socie di cooperative che intendono candidarsi al cda della loro cooperativa.</li>
<li>Amministratrici e amministratori neoeletti.</li>
</ul>
</div>
</div>
<div>
<p><strong>Quando e dove</strong></p>
<div>Dal 20 marzo, cinque incontri in presenza, per un totale di 16 ore, più la possibilità di partecipare a un laboratorio esperienziale di una giornata sull’autoefficacia.<br /><br /></div>
</div>
<div>
<p><strong>Il laboratorio</strong></p>
<div>
<p>Il percorso sarà arricchito dalla possibilità di partecipare al laboratorio sull'autoefficacia, realizzato in collaborazione con l'associazione Donne in Cooperazione. Obiettivo della giornata formativa, con Giovanna Mundo, sarà migliorare l'efficacia personale, e condividere e applicare nuovi approcci mentali di sviluppo, crescita e miglioramento continuo.</p>
<p>La quota di partecipazione al laboratorio sull’autoefficacia è di 50 euro + Iva e verrà data precedenza alle iscrizioni delle persone che hanno partecipato all'intero percorso. Per iscriverti al laboratorio, compila questo form entro il 25 marzo: <strong><a href="https://bit.ly/3k5iLFu">https://bit.ly/3k5iLFu</a></strong><br /><br /><strong><a rel="noopener" href="https://www.infederazione.it/it/formazione/tutti-i-corsi/prepararsi-ad-amministrare-un-impresa-cooperativa-ii-edizione" target="_blank">Per saperne di più e per iscriversi, clicca qui</a>.</strong></p>
</div>
</div>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">db2e4c9f-0574-4d18-a4bd-3024fb066ddc</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/decennale-fondazione-don-lorenzo-guetti-il-via-a-riva-del-garda-con-damiano-tommasi</link><title>Decennale Fondazione don Lorenzo Guetti: il via a Riva del Garda con Damiano Tommasi</title><description><![CDATA[<p>Lo sport come strumento di inclusione sociale. Il tema ha caratterizzato la serata di ieri ospitata all’Auditorium delle Scuole Scipio Sighele di Riva del Garda. Ne ha parlato Damiano Tommasi, ex giocatore del grande calcio.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/sunp4itn/da-sinistra-tommasi-e-bizzotto.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/decennale-fondazione-don-lorenzo-guetti-il-via-a-riva-del-garda-con-damiano-tommasi" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>3468</width><height>2347</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Lo sport e la sua funzione di inserimento nella società. Lo sport come promozione di uguaglianza, solidarietà, legalità, cooperazione.</p>
<p>E’ ruotata attorno a questi temi la serata di ieri, ambientata all’Auditorium delle Scuole Scipio Sighele di Riva del Garda, nell’ambito del calendario di eventi della quattro giorni di “Coopera”, iniziativa dedicata al primo decennale della Fondazione don Lorenzo Guetti.</p>
<p>A parlarne, davanti a un pubblico attento e interessato, è stato <strong>Damiano Tommasi</strong>, oggi sindaco della città di Verona, e fino a un recente passato calciatore di serie A: tre stagioni al Verona, una decina alla Roma (con la squadra giallorossa ha conquistato lo scudetto a inizio millennio) e, nel 1996 in maglia azzurra, è stato campione d’Europa under 21.</p>
<p>Tommasi ha dialogato con il giornalista <strong>Stefano Bizzotto</strong></p>
<p>“Il gioco di squadra indubbiamene lega il mondo della cooperazione al mondo dello sport – ha osservato Tommasi – Il raggiungimento di un obiettivo mette in secondo piano l’individualità a servizio della parte comune che, credo, sia la chiave della cooperazione. E la cooperazione al mondo dello sport – ha aggiunto – può insegnare l’importanza di contare al proprio interno tante individualità, differenti tra loro, ma destinate a rappresentare un arricchimento”.</p>
<p>Fondazione don Lorenzo Guetti, guidata dal presidente <strong>Fabio Berasi</strong> e dal direttore <strong>Michele Dorigatti</strong>, è stata costituita nel 2012, Anno Internazionale delle Cooperative, per iniziativa della Provincia Autonoma di Trento, della Federazione Trentina della Cooperazione, dei Comuni delle Giudicarie Esteriori e della Comunità di Valle delle Giudicarie.</p>
<p>“Con Damiano Tommasi abbiamo parlato dei valori che lo sport riesce a portare alle persone, quindi individualmente, quali la costanza dell’impegno, le pari opportunità e la legalità ed al gruppo con la solidarietà e lo spirito di squadra – ha spiegato <strong>Fabio Berasi</strong>, presidente della Fondazione don Lorenzo Guetti - Valori che lo sportivo riporta nella società civile e nella comunità e che si ritrovano in ogni ambito della Cooperazione dove tra l’altro il <em>tutti per uno e uno per tutti</em> è un motto naturale fatto proprio già da Don Guetti”.</p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">1859f471-963b-4bf6-8d48-35ca13db6414</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/fondo-partecipativo-per-la-cooperazione-approvato-il-nuovo-bando-per-22-milioni-di-euro</link><title>Fondo partecipativo per la cooperazione: approvato il nuovo bando per 22 milioni di euro</title><description><![CDATA[Via libera dalla Giunta provinciale all’attivazione di un nuovo bando del Fondo partecipativo della cooperazione (Promocoop spa) per la promozione del capitale di rischio delle imprese cooperative, per un importo complessivo di 22 milioni di euro, cui il 49% è rappresentato da risorse della Provincia (euro 10.780.000) ed il resto da risorse del settore privato.<span> </span>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/u3bos4qv/cassa-rurale-lavis-mezzocorona-valle-di-cembra-la-provincia-si-costituisce-in-giudizio.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/fondo-partecipativo-per-la-cooperazione-approvato-il-nuovo-bando-per-22-milioni-di-euro" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1920</width><height>1280</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Il fondo, istituito con la legge provinciale 16 del 2008, si è già dimostrato in passato particolarmente efficace nel promuovere la capitalizzazione delle imprese cooperative che sostengono rilevanti progetti di sviluppo e/o consolidamento. In questo momento, caratterizzato dai negativi effetti prodotti dagli eventi bellici e dall’impennata dell’inflazione, in particolare dei prodotti energetici, si ritiene possa rappresentare a maggior ragione uno strumento utile per il sostegno del settore.<br />Nel concreto, a fronte della positiva valutazione istruttoria della richiesta presentata dalla società cooperativa, con questo fondo è possibile partecipare al capitale sociale delle cooperativa in qualità di socio sovventore, rafforzandone la patrimonializzazione e, conseguentemente, migliorandone la finanziabilità da parte delle banche.</p>
<p>La decisione della Giunta, su proposta del vicepresidente e assessore alla cooperazione, trae origine dalla convinzione che, oggi più che mai, sia fondamentale per la Provincia sostenere quelle  imprese  orientate a perseguire progetti di sviluppo aziendale in grado di generare positive ricadute sul territorio. Da qui l’attivazione di un nuovo bando, che consentirà la rapida “messa in circolo” di importanti risorse indirizzate allo sviluppo locale.</p>
<p>Un aspetto di rilievo di questo fondo, è la congiunta partecipazione sia di capitale pubblico, in misura minoritaria, che di capitale privato, attraverso la condivisione dei piani aziendali e delle relative responsabilità in termini di redditività e di restituzione del capitale conferito. Il fondo ha natura rotativa: i rientri delle partecipazioni vengono cioè reinvestiti in nuove quote di sovvenzione in altre società cooperative. Questo spiega perchè la deliberazione assunta oggi non prevede alcun impegno di spesa sul bilancio della Provincia; il fondo partecipativo allo stato attuale può già contare su risorse pubbliche superiori al fabbisogno previsto dal bando.</p>
<p>La maggior parte delle risorse saranno indirizzate al settore agricolo. Il limite finanziario ad intervento è stato fissato in 2 milioni di euro per le cooperative agricole e 1,5 milioni di euro per gli altri settori cooperativi, fatta eccezione per le cooperative sociali che incontrano il limite di 400 mila euro. I tassi minimi di remunerazione sono stati indicati nell’Euribor 6 mesi più spread tra l’1,7 e il 2,2 % in ragione della durata degli interventi, alla luce dei tassi attualmente applicati sul mercato dei finanziamenti alle imprese.</p>
<p>Fonte: Ufficio Stampa Provincia Autonoma di Trento</p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">0cf320e8-688a-47c9-9761-bb9b063774d9</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/nuovi-talenti-per-le-imprese-cooperative</link><title>Nuovi talenti per le imprese cooperative</title><description><![CDATA[<p>Feel COOP è la nuova proposta formativa dedicata a chi vuole intraprendere una carriera professionale nel mondo cooperativo. L’iniziativa è realizzata da Euricse, in partnership con il Consorzio Lavoro Ambiente e il Centro Servizi Volontariato del Trentino, e vede il supporto della Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto. Iscrizioni entro il 15 maggio.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/5y5b2lpg/feelcoop-promotion.png" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/nuovi-talenti-per-le-imprese-cooperative" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>940</width><height>788</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Il secondo<strong> “Rapporto sulla Cooperazione”, </strong>curato da Euricse nel gennaio 2022, evidenzia che in Trentino l’economia cooperativa (che genera, con l’indotto, un valore pari al 13,5% dell’intera economia locale, occupando circa 17.000 persone) ha saputo reggere all’onda d’urto della pandemia, ricercando nel rapporto con il territorio le giuste leve per continuare ad esercitare il proprio ruolo di servizio alla comunità. Ora si avverte la necessità di rafforzare le potenzialità innovative di tali imprese, attraverso il coinvolgimento di nuove figure professionali in grado di leggere la complessità del contesto e di proporre soluzioni e progetti al passo con le evoluzioni dei mercati e dei bisogni. <strong>Feel Coop</strong> nasce proprio con l’intento di soddisfare questo fabbisogno di competenze, attraverso la formazione di nuovi professionisti che, una volta terminato il percorso e inseriti in realtà imprenditoriali solide, siano in grado di stimolare in modo propositivo processi decisionali, strategici e progettuali finalizzati allo sviluppo delle imprese cooperative.</p>
<p>«Ci rivolgiamo in particolare sia a giovani laureati alla ricerca di un’occupazione, sia a chi già lavora in ambito cooperativo ma desidera aggiornare e rafforzare le proprie competenze manageriali - spiega <strong>Paolo Fontana</strong>, responsabile dell’Area Formazione di Euricse -. Siamo convinti che le imprese cooperative possano affrontare con successo i veloci e radicali cambiamenti occorsi ai mercati di riferimento e, per fare ciò, c’è bisogno di coltivare e valorizzare nuovi ‘talenti manageriali’, questo è esattamente l’obiettivo di Feel Coop”.</p>
<p><strong>Feel Coop</strong> prevede una prima parte <strong>di formazione in aula in presenza (90 ore)</strong> grazie alla quale conoscere i fondamenti dell’economia cooperativa e sviluppare competenze gestionali e di progettazione strategica. La seconda parte del percorso formativo, invece, offre la possibilità di scegliere tra uno <strong>stage lavorativo </strong>(con inserimento full-time in azienda) oppure l’implementazione di un <strong>project work</strong> (ovvero lo sviluppo di un’idea progettuale basata sulle esigenze e gli obiettivi di sviluppo concordati con l’impresa ospitante). Con questa duplice modalità i corsisti avranno la possibilità di mettere immediatamente alla prova, all'interno delle imprese cooperative, le conoscenze e le competenze specifiche acquisite nel percorso formativo.</p>
<p>Grazie al supporto di Fondazione Caritro, <strong>Feel Coop</strong> mette a disposizione <strong>tre borse di studio</strong> da assegnare a <strong>laureati o laureandi under 35</strong>.</p>
<p><strong>I profili in uscita</strong>, a titolo di esempio, potranno ricoprire i ruoli di manager, funzionari di cooperative o consorzi, ma anche responsabili di settore e/o coordinatori di progetti erogati dalle cooperative, oppure consulenti che operano per lo sviluppo delle imprese cooperative.</p>
<p>Le iscrizioni scadono il 15 maggio. Ulteriori informazioni si trovano <a href="https://www.euricse.eu/it/training/feel-coop/">qui</a>.</p>
<p>Fonte: Ufficio Stampa Euricse</p>
<p> </p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">9b888631-acf8-4949-9e5c-3b7b9d61c84d</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/solide-e-resilienti-il-ritratto-delle-cooperative-trentine-nel-rapporto-euricse</link><title>Solide e resilienti: il ritratto delle cooperative trentine nel Rapporto Euricse</title><description><![CDATA[<p>Presentata la nuova ricerca che analizza le dimensioni del comparto al 2020 e il suo ruolo centrale nell’economia provinciale.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/fhwn1dzn/book-top-mockup-master.png" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/solide-e-resilienti-il-ritratto-delle-cooperative-trentine-nel-rapporto-euricse" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>3543</width><height>2639</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>La crisi economica innestata dalla pandemia non ha scalfito la solidità delle cooperative trentine, che continuano ad essere traino di sviluppo sociale ed economico per il territorio, con un valore aggiunto di 1,6 miliardi di euro e oltre 30 mila posizioni lavorative dipendenti. Non da meno, il comparto ha dimostrato capacità di investimento a sostegno del proprio processo di innovazione e crescita. Le analisi proposte dal Rapporto “La cooperazione in Trentino”, curato da Euricse nell’ambito dell’accordo di programma con la Provincia autonoma di Trento, mettono in evidenza le difficoltà sostenute da alcuni settori, ma anche le sfide e le opportunità che ne sono emerse.<br /><br /></p>
<div data-embed-url="https://youtu.be/wy-fAS5TsWc" data-embed-height="240" data-embed-width="360" data-embed-constrain="true"><iframe width="360" height="203" src="https://www.youtube.com/embed/wy-fAS5TsWc?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen=""></iframe></div>
<p>La ricerca è stata presentata oggi con un evento presso la Sala InCooperazione in via Segantini a Trento.</p>
<p>Partendo dai risultati del precedente rapporto “La cooperazione in Trentino”, che aveva evidenziato il ruolo chiave delle cooperative nell’economia provinciale con riferimento al 2017, questa seconda pubblicazione ne analizza le dimensioni al 2020. Il rapporto si divide in due parti. Nella prima viene fornito un quadro di lettura economico-finanziario e occupazionale della cooperazione trentina, approfondendo le ripercussioni e la reazione dell’intero comparto al primo anno di pandemia da Covid.19. La seconda parte è dedicata all’analisi ed alle possibili linee di sviluppo dei cinque settori principali della cooperazione trentina: <strong>produzione e lavoro</strong>, <strong>agricolo</strong>, <strong>sociale</strong>, <strong>consumo</strong> e <strong>credito</strong>. L’intento è anche quello di comprendere se e come la cooperazione sia riuscita a rispondere – o potrebbe farsi carico in futuro – delle nuove istanze sociali emergenti, in un contesto in cui anche dall’Europa arrivano segnali importanti di rilancio dell’economia sociale e cooperativa.</p>
<p>«Questo secondo Rapporto propone un quadro aggiornato del valore economico, occupazionale e sociale della cooperazione trentina sottoponendone anche a verifica i punti di forza e di debolezza.» –  ha spiegato <strong>Carlo Borzaga</strong>, presidente di Euricse – «Siamo convinti che cooperatori più formati riescano ad apprezzare maggiormente le loro imprese e a gestirle al meglio, e che queste analisi possano essere utili alle autorità di politica economica nell’individuare le politiche di sostegno più idonee».</p>
<p>Per il vicepresidente della Provincia e assessore alla Cooperazione, <strong>Mario Tonina</strong> «pur con differenze tra settore e settore della Cooperazione, i dati contenuti nel Rapporto indicano che la pandemia non ha frenato lo slancio della cooperazione trentina, uno slancio rivolto soprattutto all’innovazione. Dal settore ci attendiamo in questa fase difficile per il Trentino che sia in grado di dare il meglio di sé, e di farlo puntando appunto sulle innovazioni che si rendono necessarie per far fronte alle nuove sfide. Una di queste è la sfida ambientale, che è stata oggetto della Strategia provinciale per lo sviluppo sostenibile che abbiamo da poco adottato. Anche in questo campo sono convinto che la cooperazione possa dare un contributo fondamentale, potendo intervenire su una molteplicità di ambiti. Dalla cooperazione ci attendiamo inoltre un contributo fondamentale per soddisfare la domanda di credito di tanti cittadini e tante imprese, alimentata dalle nuove opportunità generate anche dal PNRR. Infine, ci attendiamo che possa aiutarci a colmare il divario fra centro e valli, e a questo proposito cito solo un dato fra i tanti possibili contenuti nel Rapporto di Euricse: le Famiglie cooperative sono presenti oggi in tutti i 14 comuni classificati in Trentino come ultraperiferici e in oltre la metà di 68 comuni classificati come periferici».</p>
<p><strong>Roberto Simoni</strong>, presidente della Cooperazione Trentina, ha commentato che «Il Rapporto elaborato da Euricse ci fornisce una chiave di lettura molto qualificata di come il nostro sistema di imprese abbia reagito alla pandemia ed alle sue conseguenze economiche e sociali. Riteniamo – e questo studio lo dimostra – che la Cooperazione Trentina abbia messo a sistema tutte le risorse e le competenze qualificate per farsi carico delle nuove istanze sociali emerse nella prima fase della pandemia e lo stesso stia facendo per affrontare quelle che affiorano in questa seconda fase di ripresa. E questo è avvenuto in tutti i settori, come indica lo studio, dal credito al consumo, dal sociale alla produzione lavoro, dall’agricoltura ai servizi».</p>
<p>Dopo i saluti istituzionali che hanno introdotto la presentazione del Rapporto, il direttore di Euricse <strong>Riccardo Bodini</strong> e la ricercatrice senior <strong>Chiara Carini</strong> hanno presentato i punti salienti e le principali evidenze emerse dalla ricerca. A seguire, durante la tavola rotonda moderata dal giornalista <strong>Alberto Faustini</strong>, i dati sono stati commentati dal vicepresidente di Euricse <strong>Silvio Mucchi</strong>, dal presidente della Cooperazione Trentina <strong>Roberto Simoni</strong> e da <strong>Roberto Andreatta</strong>, dirigente generale del Dipartimento territorio e trasporti, ambiente, energia, cooperazione della Provincia autonoma di Trento. Nel corso della tavola rotonda sono stati toccati molti focus. Per il dirigente <strong>Andreatta, </strong>è evidente che «dalla ricerca emerge la vivacità e la solidità del settore cooperativo, un valore aggiunto del quale dobbiamo averne consapevolezza, anche alla luce dei fondi e delle risorse funzionali a diversi ambiti di sviluppo che sono in arrivo». Vicinanza alla comunità, innovazione digitale e investimenti in formazione, sono per Silvio Mucchi, vicepresidente di Euricse ma anche presidente della Cassa Rurale Val di Non, gli elementi di forza dell’azione delle casse rurali. Qualcosa in più si può ancora fare, per esempio sul tema dell’approccio ad un nuovo smart working, equilibrato e funzionale.</p>
<p>Di seguito i principali risultati del Rapporto.</p>
<p><strong>LA DIMENSIONE ECONOMICA </strong></p>
<p>Nel 2020 le imprese cooperative e le mutue trentine hanno generato complessivamente <strong>1,6 miliardi di euro</strong> di valore aggiunto.</p>
<p>Durante la pandemia alcuni settori hanno sofferto più di altri, come ad esempio quello di produzione lavoro e sociali, che sono stati soggetti alle restrizioni imposte dal governo per limitare la diffusione del virus. Diversamente, le cooperative di consumo e agricole sono riuscite a garantire continuità di produzione proprio grazie alla natura di prima necessità dei prodotti e dei servizi offerti.</p>
<p>Com’è evidente dai dati presentati nella ricerca, la cooperazione trentina è stata in grado di gestire attivamente il cambiamento, investendo a sostegno del proprio processo di crescita anche durante la crisi, con variazioni positive del capitale investito anche tra i settori maggiormente colpiti dalle chiusure, e dalle relative riduzioni di fatturato.</p>
<p><strong>L’OCCUPAZIONE</strong></p>
<p>Nel corso del 2020, le cooperative trentine hanno avuto al loro attivo oltre 30 mila posizioni lavorative di dipendenti, hanno cioè dato lavoro per l’intero anno o parte di esso ad oltre 30 mila persone: oltre la metà degli addetti è rappresentata da donne (55,5% del totale), ed il 15,4% da lavoratori sotto i 30 anni d’età. La maggior parte delle cooperative (66,3 per cento) ha dichiarato di aver mantenuto sostanzialmente <strong>stabili i livelli occupazionali</strong> rispetto al 2019, anche se con situazioni differenti nei singoli settori cooperativi. Anche senza il blocco dei licenziamenti introdotto dal governo, oltre il 90 per cento delle cooperative intervistate ha affermato che non avrebbe comunque ridotto il numero di lavoratori a tempo indeterminato e il 43,4 per cento dei rispondenti ha rinnovato tutti i contratti in scadenza. <strong>Per il futuro</strong> i numeri lasciano intravedere <strong>segnali positivi</strong>. Se le cooperative agricole e quelle di consumo e dettaglianti, che meno delle altre sono state colpite dalla crisi, sono più prudenti nell’esprimere previsioni per il 2022, le cooperative sociali e di lavoro vedono già nel breve periodo una ripresa, con buona parte delle cooperative intervistate che prevede un incremento del fatturato e dell’occupazione già nel 2022.</p>
<p><strong>PROCESSI INNOVATIVI</strong></p>
<p>La crisi economica innescata dalla pandemia non ha ostacolato l’innovatività delle cooperative trentine. Secondo la maggioranza degli intervistati, la crisi sanitaria avrebbe creato <strong>nuove opportunità</strong> o avrebbe comunque incrementato l’introduzione <strong>di innovazioni organizzative</strong>, soprattutto nel caso delle cooperative sociali e di quelle di lavoro. Sei cooperative su dieci hanno dichiarato di aver introdotto nel corso del 2020 o nei primi mesi del 2021 una o più innovazioni.</p>
<p>Guardando ai settori, se le <strong>cooperative agricole</strong> hanno riservato una grande attenzione alla <strong>tematica ambientale</strong> (per esempio con l’introduzione di processi produttivi a basso impatto, l’utilizzo di energie rinnovabili e di pratiche di economia circolare, l’introduzione progressiva del biologico), le cooperative di consumo e le Casse Rurali sono state punti di riferimento per le comunità e le imprese locali. Per quanto riguarda le <strong>cooperative sociali e di lavoro </strong>gli investimenti sembrano essersi focalizzati sulla <strong>digitalizzazione</strong> e sulla <strong>formazione dei lavoratori</strong>.</p>
<p>I dati evidenziano inoltre che le cooperative trentine hanno puntato più a un consolidamento della propria posizione di mercato, che a spingersi e avventurarsi in nuovi settori di business e che le innovazioni introdotte rientrano in un preciso piano di crescita e sviluppo, dato che la maggior parte delle cooperative è intenzionata a mantenere le innovazioni introdotte nel medio-lungo periodo.</p>
<p><strong>I FOCUS SETTORIALI</strong></p>
<p><strong><u>Cooperative sociali e di lavoro</u></strong>: Nel corso del 2020 questi due settori davano lavoro al 68 % degli occupati totali delle cooperative trentine. L’indagine condotta da Euricse su un campione di lavoratori delle cooperative sociali e di lavoro evidenzia che, complessivamente, la soddisfazione media per il proprio lavoro è elevata (7,8 in una scala da uno a dieci), e la soddisfazione media per i singoli aspetti del lavoro risulta piuttosto variabile. La pandemia ha impattato in particolar modo sul carico di lavoro dei lavoratori intervistati e sullo stress correlato. Sarà importante quindi valorizzare, ove possibile, modalità come per esempio lo <em>smart working</em>, che non ha comportato problemi in termini di produttività durante la pandemia ma la cui introduzione in pianta stabile potrebbe facilitare la conciliazione tra vita lavorativa e familiare. Allo stesso tempo, l’attività formativa potrà accrescere il livello di capitale umano favorendo una più elevata produttività del lavoro in un’ottica di miglioramento dei livelli retributivi.</p>
<p><strong><u>Cooperative di consumo</u></strong>: Nel 2020 le famiglie cooperative trentine gestivano 355 punti vendita distribuiti in oltre il 90 per cento dei comuni della provincia trentina (153 comuni su 166). Di questi, più di 200 negozi rappresentavano l’unico esercizio del paese e in 92 comuni le famiglie cooperative operavano come unico negozio alimentare di prossimità a servizio della popolazione e possono quindi rappresentare dei veri e propri "presidi di comunità". Tra il 2019 e il 2020 il fatturato è aumentato in oltre il 90 per cento delle realtà intervistate. Per quattro cooperative su dieci, la pandemia è stata un acceleratore di innovazioni e ha creato nuove occasioni di rinnovamento ed aumentato il potenziale innovativo dell’impresa, mentre per sei cooperative su dieci il maggior ricorso ai canali di vendita online ha consentito di rafforzare il legame con l’utente finale.</p>
<p><strong><u>Cooperative di credito</u></strong>: Il credito cooperativo trentino, che nel corso degli anni ha avviato una fase di profonda riorganizzazione sistemica e di efficientamento, ha giocato un ruolo decisivo al sostegno dell’economia locale anche nella fase di pandemia, coadiuvato dal sostegno pubblico. Nel 2020 gli sportelli delle BCC-CR rimangono quelli più presenti in Trentino, rappresentando il 63,9 per cento del totale degli sportelli bancari. In 112 comuni le Casse Rurali rappresentano l’unico sportello bancario. La situazione di emergenza sanitaria ha portato a dover operare in condizioni del tutto impreviste, che hanno richiesto flessibilità e capacità di adeguamento. Allo stesso modo sono cambiate le modalità di interlocuzione con la clientela e le modalità di erogazione online dei servizi disponibili.</p>
<p><strong><u>Cooperative agricole</u></strong>: Il comparto aveva già avviato da tempo interventi mirati per la realizzazione di produzioni sempre più ‘green’, che sono proseguiti anche durante la crisi. In particolare, il vitivinicolo risulta il settore che più si è attivato lungo l’intera filiera, agendo sia a monte (riduzione utilizzo fitofarmaci, introduzione pratiche naturali di prevenzione, miglior gestione rifiuti, ecc.) che a valle (utilizzo energia rinnovabile, riutilizzo degli scarti di produzione). In questo senso, si segnalano delle quote di produzione con metodo biologico particolarmente significative in 4 coop su 10 nell’ortofrutticolo e 1 su 5 nel vitivinicolo.</p>
<p><strong>LE SFIDE</strong></p>
<p>Il Rapporto “La cooperazione in Trentino”, partendo dall’analisi scientifica dei dati, propone anche delle sfide per stimolare il settore cooperativo nella sua parabola di sviluppo. In breve, secondo i ricercatori Euricse, la cooperazione locale ha ancora ampio spazio per innovare e affrontare vecchi e nuovi problemi. Se c’è un tema che i numeri di questo rapporto non possono fare emergere, perché non riguarda l’andamento economico o la reazione all’emergenza Covid-19, è proprio la capacità di gestire attivamente il cambiamento, senza aspettare che questo si imponga con soluzioni già definite e magari modellate su altre forme organizzative e imprenditoriali. Il rapporto mette in luce un sistema cooperativo in buona salute – ovviamente, in relazione al periodo difficile come quello dato dalla pandemia – e, come si usa dire, resiliente. La base strutturale di partenza e il comportamento durante la crisi giustificano una visione positiva del futuro, purché maturi la consapevolezza di essere entrati in un nuovo scenario. Serve però la capacità di sintonizzarsi su questa nuova fase e trasformare la resilienza in slancio in avanti.</p>
<p>Recentemente la Commissione Europea ha approvato il <strong>Piano di Azione per l’economia sociale</strong>, che riconosce il potenziale di un modello di sviluppo economico secondo principi di sostenibilità ambientale e sociale. Questo modello non potrà che contare su una maggior presenza di cooperative a tutti i livelli. Anche per questo motivo, il rapporto di ricerca di Euricse su una realtà relativamente piccola come il Trentino non può che offrire spunti interessanti per individuare la strada da seguire.</p>
<p>Il rapporto completo, curato dai ricercatori Euricse <strong>Chiara Carini</strong> ed <strong>Eddi Fontanari</strong>, si può scaricare dal sito di <strong>Euricse</strong> <a href="https://www.euricse.eu/it/publications-cat/rapporti/">a questo link</a>.</p>]]></encoded></item></channel></rss>