<rss version="2.0"><channel xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"><title>News</title><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/rss/news?categoria=cooperative</link><description>Notizie, storie e interviste per raccontare il movimento cooperativo e per approfondire i temi che coinvolgono il nostro mondo.</description><lastBuildDate>Fri, 17 Apr 2026 01:35:32 +0200</lastBuildDate><atom:link href="https://www.cooperazionetrentina.it/it/rss/news" rel="self"><type>application/rss+xml</type></atom:link><item><guid isPermaLink="false">91effbf9-ef71-4699-a593-0fb4e35abc22</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/pwctoptrentosostenibilita</link><title>Top 200 Trento: sostenibilità, innovazione e valore cooperativo per il territorio</title><description><![CDATA[Pwc, IlT Quotidiano e Università di Trento presentano la prima Top 200 delle imprese trentine per ricavi 2024.<br />L’analisi evidenzia tre dimensioni chiave: redditività, solidità finanziaria e capacità di innovazione sostenibile.<br />Tra le protagoniste anche numerose cooperative, a conferma del peso strutturale del modello mutualistico nell’economia provinciale.]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/hnkasqn1/top-200-trento-pwc-057-ftcoop-simoni.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/pwctoptrentosostenibilita" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>4000</width><height>2667</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Si è svolto martedì 24 febbraio all’ITAS Forum di Trento l’evento <strong>Top 200 Trento</strong>, promosso da PwC Italia in collaborazione con <em>IlT Quotidiano</em> e il Dipartimento di Economia e Management dell’Università di Trento, con il supporto di Confindustria Trento e della Federazione Trentina della Cooperazione. L’iniziativa ha presentato la classifica delle prime duecento imprese trentine per ricavi 2024, offrendo una lettura approfondita dello stato di salute del sistema produttivo locale.</p>
<p>Come riportato da <em>IlT Quotidiano</em>, la ricerca ha analizzato le imprese secondo <strong>tre dimensioni chiave</strong>: la <strong>redditività</strong>, per misurare la capacità di generare risultati economici; la <strong>solidità finanziaria</strong>, per valutare l’equilibrio patrimoniale e la sostenibilità dell’indebitamento; e la <strong>capacità di innovare in modo sostenibile</strong>, integrando trasformazione digitale e criteri ESG nei modelli di business.</p>
<p>Ne emerge il profilo di un sistema dinamico e competitivo, ma attraversato da differenze tra settori e dimensioni aziendali. In questo quadro si inserisce la specificità del Trentino, dove il modello cooperativo rappresenta una componente strutturale dell’economia provinciale.</p>
<p>Tra le realtà cooperative presenti nella Top 200 figurano Melinda, Cavit, Mezzacorona, Sait, Apot, Sant’Orsola, CIO – Consorzio Interregionale Ortofrutticoli, Latteria Sociale Trentingrana, La Trentina e Centro Anaunia, a testimonianza del peso della cooperazione nei comparti agroalimentare e della distribuzione.</p>
<p>Durante la tavola rotonda dedicata alle pratiche di innovazione è intervenuta anche <strong>Jasmine Chini,</strong> R&amp;D Sustainability Manager Consorzio Melinda, portando l’esperienza di una grande cooperativa agroalimentare capace di coniugare competitività di mercato, sostenibilità ambientale e radicamento territoriale. Un modello che dimostra come l’innovazione, anche tecnologica, possa essere integrata nella filiera mantenendo al centro i soci produttori e il territorio.</p>
<p>Nel corso dell’incontro è stata richiamata la differenza tra il <strong>modello profit</strong>, orientato alla massimizzazione di utili e dividendi, e il <strong>modello mutualistico</strong>, che punta al trasferimento di valore ai soci. Nelle cooperative l’utile non rappresenta il fine dell’attività, ma una riserva prudenziale; il valore aggiunto viene redistribuito durante l’operatività, attraverso prezzi di conferimento più remunerativi per i produttori o condizioni più vantaggiose per i consumatori.</p>
<p>In chiusura è intervenuto il presidente della Federazione Trentina della Cooperazione, <strong>Roberto Simoni,</strong> che ha così sintetizzato l’importante presenza del movimento in questo ranking: "S<em>pesso non riusciamo a far comprendere fino in fondo quale sia l’impatto reale del modello cooperativo sul territorio. Ma nel concreto parliamo di una mutualità virtuosa, capace di trattenere lavoro e capitale in Trentino e di generare attività che producono un ritorno di valore interno all’impresa e alla comunità. Le celle ipogee di Melinda o il recupero dell’area ex-Samarec da parte di Mezzacorona sono due esempi eclatanti, ma che riassumono molti altri interventi diffusi sul territorio: investimenti che non delocalizzano valore, bensì lo radicano. Se consideriamo i soci conferitori, parliamo di oltre 38 mila lavoratrici e lavoratori, e di un modello d’impresa di cui beneficiano complessivamente più di 280 mila soci in Trentino. Questo significa che la cooperazione non è solo un soggetto economico, ma un’infrastruttura economica e sociale che rafforza comunità e filiere produttive"</em>.</p>
<p>L’evento ha così evidenziato non solo i numeri della classifica, ma anche la centralità di un modello di sviluppo che coniuga competitività, sostenibilità e radicamento territoriale.<br /><br />Tra gli ospiti di rilievo presenti all’evento, <strong>Alfredo Maglione</strong>, vicepresidente di Confindustria Trento con delega alla transizione digitale e innovazione tecnologica, <strong>Achille Spinelli</strong>, vicepresidente della PAT e assessore allo sviluppo economico, insieme ai principali esponenti del mondo imprenditoriale ed economico trentino.</p>
<p>"<em>Il Trentino</em> – ha sottolineato Spinelli chiudendo gli interventi istituzionali – <em>dispone di un ecosistema solido, fatto di competenze imprenditoriali, sistema universitario e centri di ricerca di eccellenza, che nel 2025 hanno portato al riconoscimento di strong innovator, con un investimento annuo di quasi 400 milioni di euro in ricerca e sviluppo, con grande componente pubblica. La sfida è fare sistema, fattore vincente di alcune esperienze citate qui oggi, accelerando i processi di innovazione e transizione energetica, trasformandoli in un vantaggio competitivo stabile per il nostro territorio". L'assessore ha quindi evidenziato come “digitalizzazione, sostenibilità e capacità di attrarre investimenti e talenti, adeguatamente accompagnate da investimenti sul capitale umano che contemplino servizi di welfare, conciliazione e accesso alla casa, rappresentano gli assi strategici su cui costruire le politiche di sviluppo dei prossimi anni</em>”.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Alessandro Girardi</author></item><item><guid isPermaLink="false">58bb7481-8f16-47d7-b0e9-9810a51f52ec</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/doppia-transizione-digitale-ed-ecologica-le-cooperative-di-produzione-protagoniste-di-un-cambiamento-sostenibile</link><title>Doppia transizione digitale ed ecologica: le cooperative di produzione protagoniste di un cambiamento sostenibile</title><description><![CDATA[<p>La doppia transizione digitale ed ecologica rappresenta una delle sfide più rilevanti per il futuro dei sistemi produttivi italiani ed europei. In un contesto segnato da forti incertezze economiche, geopolitiche e regolative, il rischio è che l’innovazione perda la propria portata trasformativa e si riduca a un insieme di interventi frammentati o meramente formali. È in questo scenario che si inserisce il nuovo rapporto di ricerca di EURICSE “Transizione digitale ed ecologica nelle cooperative di produzione: traiettorie, determinanti e sostenibilità”, basato su un’indagine empirica condotta tra la fine del 2024 e l’inizio del 2025 su cooperative agricole di trasformazione e cooperative di lavoro manifatturiere del Nord-Est italiano.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/rx5fhach/doppiatransizione1.png" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/doppia-transizione-digitale-ed-ecologica-le-cooperative-di-produzione-protagoniste-di-un-cambiamento-sostenibile" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1520</width><height>1025</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Lo studio di EURICSE, a cura di Eddi Fontanari, coordinatore scientifico, propone una lettura integrata della doppia transizione, intesa non come semplice somma di innovazioni tecnologiche e ambientali, ma come processo unitario e interdipendente, capace di incidere in profondità sui modelli produttivi, organizzativi e decisionali delle imprese. La digitalizzazione può infatti diventare un potente abilitatore della sostenibilità ambientale, migliorando il monitoraggio dei consumi, l’efficienza energetica e la tracciabilità dei processi, ma solo se orientata da una chiara visione di lungo periodo.</p>
<p>I risultati <strong>dell’indagine empirica condotta tra la fine del 2024 e l’inizio del 2025 su cooperative agricole di trasformazione e cooperative di produzione (lavoro) manifatturiere del Nord-Est italiano</strong> restituiscono un quadro complessivamente incoraggiante. Le cooperative analizzate mostrano livelli di maturità digitale mediamente superiori alla struttura produttiva italiana, pur seguendo percorsi differenziati in base ai settori e ai contesti territoriali. Le <strong>cooperative agricole</strong> risultano particolarmente avanzate nell’uso di <strong>strumenti digitali</strong> per la <strong>tracciabilità e il coordinamento di filiera</strong>, mentre quelle manifatturiere evidenziano una dinamica di progressiva convergenza.</p>
<p>Sul <strong>fronte ecologico</strong> emergono segnali ancora più marcati di avanzamento, soprattutto negli <strong>investimenti in efficienza energetica e fonti rinnovabili</strong>, spesso adottati come risposta alla volatilità dei costi dell’energia. Le <strong>pratiche di economia circolare</strong> risultano presenti soprattutto nelle forme più consolidate, mentre quelle più avanzate restano meno diffuse, confermando l’importanza di politiche di accompagnamento, competenze e reti territoriali.</p>
<p>Un elemento centrale del rapporto riguarda il <strong>ruolo della governance</strong>. Le cooperative con <strong>strutture decisionali più aperte e multistakeholder</strong> mostrano una maggiore propensione ad adottare tecnologie per la transizione ecologica e presentano, nel complesso, una maggiore solidità economico-finanziaria. La <strong>governance inclusiva</strong> emerge così come un fattore chiave per orientare l’innovazione verso obiettivi di sostenibilità, bilanciando efficienza economica, tutela ambientale e impatti sociali.</p>
<p>L’analisi dei ricercatori mette inoltre in evidenza il peso delle percezioni manageriali: quando la transizione è vista come un’opportunità di miglioramento della produttività e dell’organizzazione, l’adozione tecnologica accelera; quando prevalgono timori legati all’occupazione, ai rapporti fiduciari o alla tenuta dell’identità cooperativa, il cambiamento tende a rallentare. Il rapporto sottolinea come la doppia transizione non possa essere affrontata come un semplice aggiornamento tecnologico o come risposta a obblighi normativi. Si tratta piuttosto di <strong>una sfida di governance e di visione</strong>, che richiede modelli organizzativi capaci di integrare innovazione, partecipazione e radicamento territoriale.</p>
<p>In una fase di <strong>arretramento dell’ambizione</strong> delle<strong> politiche europee</strong> e <strong>di crescente incertezza regolativa</strong>, le <strong>cooperative di produzione possono svolgere un ruolo cruciale nel mantenere viva una traiettoria di sviluppo sostenibile e inclusivo</strong>. A condizione, tuttavia, di essere sostenute da <strong>politiche pubbliche</strong> meno prescrittive e più deliberative, capaci di valorizzare il contributo dell’economia cooperativa alla trasformazione dei sistemi produttivi.</p>
<p>Il rapporto è a cura di Eddi Fontanari, coordinatore scientifico e ricercatore senior di EURICSE, con il contributo di Giulio Galdi, ricercatore experienced di EURICSE, e di Giovanni Saccon, collaboratore EURICSE.</p>
<p><a href="https://euricse.eu/it/publications/transizione-digitale-ed-ecologica-nelle-cooperative-di-produzione-traiettorie-determinanti-e-sostenibilita/"><strong>Transizione digitale ed ecologica nelle cooperative di produzione: traiettorie, determinanti e sostenibilità</strong></a></p>
<p><a href="https://euricse.eu/it/publications/transizione-digitale-ed-ecologica-nelle-cooperative-di-produzione-traiettorie-determinanti-e-sostenibilita/"><strong>https://euricse.eu/it/publications/transizione-digitale-ed-ecologica-nelle-cooperative-di-produzione-traiettorie-determinanti-e-sostenibilita/</strong></a></p>
<p>Il volume è stato realizzato con il sostegno della Provincia Autonoma di Trento</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Euricse - Silvia Gadotti</author></item><item><guid isPermaLink="false">194c29da-bbb7-404c-9029-54edb1291395</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/festa-d-estate-delle-coop-villa-maria-e-amalia-guardini</link><title>Festa d’estate delle coop Villa Maria e Amalia Guardini</title><description><![CDATA[<p>L’evento ha proposto vari momenti molto partecipati. Il presidente Guido Ghersini ha sottolineato il forte senso di comunità che muove l’azione delle due cooperative e l’importanza della fusione recentemente deliberata dalle due compagini sociali.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/f5fls5yn/cover.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/festa-d-estate-delle-coop-villa-maria-e-amalia-guardini" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1920</width><height>1081</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Dopo la fusione sancita dalle assemblee di fine maggio, la “Festa d’estate” organizzata insieme. “Siamo tutti fusi” hanno scritto nelle locandine dell’evento e sulla grande torta servita ai partecipanti le <strong>coop sociali Villa Maria e Amalia Guardini</strong> che hanno organizzato la festa al Parco Europa di Calliano.<br />Oltre alla musica e al goloso buffet gestito dalle volontarie dell’associazione Orizzonti, l’evento ha proposto vari momenti coordinati dal <strong>Servizio Macramè</strong> di Villa Maria. La mostra d’arte intitolata “FluidaMente” ha accolto le opere realizzate dagli utenti delle due coop sociali, in totale 35 persone, che guidati dalla consulente artistica <strong>Nadia Ongaro</strong> hanno seguito un percorso del fare arte. Interesse e applausi ha suscitato anche la performance “Nello sguardo dell’altro”, nata dalla collaborazione di Villa Maria con la <strong>Compagnia Arteviva</strong> di Rovereto, interpretata da cinque ospiti della struttura residenziale di Calliano affiancati da tre educatrici. Il cuore del progetto risiede nella valorizzazione dell’individualità e del contributo di ciascuno, nel rispetto dei tempi, dei bisogni e delle fragilità di ogni partecipante. Lo spettacolo ha invitato a riflettere su come il modo in cui guardiamo gli altri (e siamo guardati) possa cambiare radicalmente la percezione di noi stessi e del mondo.<br />La festa è stata aperta dal presidente di Villa Maria, <strong>Guido Ghersini</strong>, che ha sottolineato il forte senso di comunità che muove l’azione delle due cooperative e l’importanza della fusione deliberata all’unanimità dalle due compagini sociali. Apprezzamenti per l’importante servizio assicurato dalle coop Villa Maria e Guardini a utenti di diverse fasce d’età e bisogni sono poi giunti dalle autorità presenti, tra cui il sindaco di Calliano <strong>Lorenzo Conci</strong>, il sindaco di Volano <strong>Emanuele Volani</strong> e l’assessora <strong>Arianna Miorandi</strong> del Comune di Rovereto.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Cooperativa Villa Maria e Amalia Guardini</author></item><item><guid isPermaLink="false">783abe15-4cdb-4346-8848-50b09e1d2f61</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/stenico-energenius-e-ceis-insieme-per-una-maggiore-autosufficienza-energetica</link><title>Stenico. Energenius e Ceis insieme per una maggiore autosufficienza energetica</title><description><![CDATA[Le cooperative energetiche, nate ad inizio Novecento per permettere ai territori periferici e montani di fruire dell’elettricità, continuano nel loro impegno di pionieri dell’innovazione.<span> </span>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/ln0n4srx/dasinistradinovaiaegianlucaschiavi.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/stenico-energenius-e-ceis-insieme-per-una-maggiore-autosufficienza-energetica" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1170</width><height>878</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Ne è prova il Consorzio Elettrico Industriale di Stenico (CEIS) che, assieme all’azienda Energenius, nata e cresciuta in Progetto Manifattura, l’hub della sostenibilità di Trentino Sviluppo a Rovereto, ha messo a punto uno studio finalizzato all’ottimizzazione della rete di distribuzione. L’iniziativa impatterà su oltre 6 mila tra famiglie, strutture ricettive ed attività produttive e si è concretizzata grazie all’impiego dei fondi “PNRR – Next Generation EU” per un valore complessivo di 270 mila euro, tramite un progetto a cascata promosso dal consorzio universitario i-NEST.<br />Dopo l’ottimizzazione delle celle ipogee, dei veri e propri magazzini naturali nella roccia per la conservazione delle mele e l’ideazione della piattaforma “GEM-Retail”, che permette agli store manager delle grandi catene di ridurre i consumi energetici fino al 15%, Energenius si prepara quindi a una nuova sfida. L’azienda roveretana, oggi parte del gruppo Maps, ha sviluppato infatti un nuovo progetto di ricerca per garantire al Consorzio Elettrico Industriale di Stenico, storica cooperativa energetica che opera nelle Giudicarie da oltre cento anni, un’autosufficienza ancora maggiore di quella attuale.<br />Il progetto è finanziato tramite fondi “PNRR – Next Generation EU” grazie a un bando a cascata del consorzio universitario i-NEST, gestito dalla Libera Università di Bolzano.<br />Le cooperative energetiche non hanno scopo di lucro, dunque possono reinvestire i proventi dell’attività nell’innovazione degli impianti. Inoltre, i cittadini della zona – che di fatto sono anche soci della cooperativa – sono contemporaneamente i produttori e i consumatori dell’energia messa in circolo, perlopiù grazie a impianti idroelettrici e fotovoltaici.<br />«Il CEIS produce molta energia, tutta da fonti rinnovabili – spiega Matteo Gerola, responsabile R&amp;D di Energenius – ma non è comunque autosufficiente. L’obiettivo del progetto è proprio studiare la rete per massimizzare la percentuale di autoconsumo, attraverso l’introduzione di nuovi sistemi di storage, cioè di accumulo, in punti specifici della rete». A tal fine è stato preso in esame l’intera rete di distribuzione, che comprende 90 cabine e 6500 POD collegati nei 5 comuni delle Giudicarie Esteriori. «Nello specifico, grazie all’Intelligenza Artificiale – spiega Gerola - abbiamo costruito un digital twin, cioè una riproduzione digitale della rete. Poi lo abbiamo sottoposto a una serie di simulazioni, per capire dove è meglio posizionare le batterie grid-scale per lo stoccaggio dell’energia prodotta in eccesso dal CEIS e dai suoi associati, da poter poi rimettere in circolo nei momenti in cui il consumo supera la produzione. In aggiunta, l’installazione di batterie nelle reti di distribuzione migliorano la stabilità e l’affidabilità del sistema elettrico e ottimizzano l’efficienza della rete. Le nostre simulazioni dimostrano un potenziale incremento dell’autoconsumo di circa il 10%, pari a circa 650MWh di energia riutilizzata».<br />Il presidente del Consorzio Elettrico Industriale di Stenico Dino Vaia sottolinea l’importanza strategica di questo progetto per la comunità locale: «Questa iniziativa può rappresentare un passo importante per garantire maggiore indipendenza energetica ai nostri soci. Grazie all’uso dell’Intelligenza Artificiale e dei sistemi di accumulo, potrebbe essere possibile ridurre la dipendenza dagli acquisti di energia esterna, con benefici tangibili sia in termini economici che di sostenibilità ambientale. Inoltre, un miglior bilanciamento della rete ci consentirà di ottimizzare l’uso delle nostre risorse rinnovabili, garantendo un servizio più efficiente e resiliente per famiglie, imprese e strutture ricettive del territorio».</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Provincia Autonoma di Trento</author></item><item><guid isPermaLink="false">aac70d4b-c373-4669-843d-acac8043270d</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/m-illumino-di-meno</link><title>M’Illumino di Meno 2025: quando il riuso diventa un’opportunità</title><description>Dal 16 al 21 febbraio torna M’Illumino di Meno, l'iniziativa dedicata al risparmio energetico e agli stili di vita sostenibili, promossa da Rai Radio2 con Caterpillar.</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/vfocd4qo/eventi-infederazione-locandina-52-.png" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/m-illumino-di-meno" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1920</width><height>1080</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p><span data-ccp-charstyle="s2" data-ccp-charstyle-defn="{&quot;ObjectId&quot;:&quot;acba6538-4efa-4a60-8475-e54c376e4994|37&quot;,&quot;ClassId&quot;:1073872969,&quot;Properties&quot;:[201342446,&quot;1&quot;,201342447,&quot;5&quot;,201342448,&quot;3&quot;,201342449,&quot;1&quot;,469777841,&quot;Aptos&quot;,469777842,&quot;&quot;,469777843,&quot;&quot;,469777844,&quot;Aptos&quot;,201341986,&quot;1&quot;,469769226,&quot;Aptos&quot;,268442635,&quot;24&quot;,469775450,&quot;s2&quot;,201340122,&quot;1&quot;,134233614,&quot;true&quot;,469778129,&quot;s2&quot;,335572020,&quot;1&quot;,469778324,&quot;Default Paragraph Font&quot;]}">Dal 16 al 21 febbraio torna M’Illumino di Meno, l'iniziativa dedicata al risparmio energetico e agli stili di vita sostenibili, promossa da Rai Radio2 con Caterpillar. Un’occasione per riflettere sull’impatto delle nostre azioni quotidiane e sulle soluzioni concrete per ridurre sprechi e consumi. Tra queste, il riuso gioca un ruolo fondamentale, e in Trentino diverse cooperative hanno fatto di questo principio il cuore delle proprie attività.</span> </p>
<p><a href="https://www.repluscentroriuso.it/replus"><strong><span data-ccp-charstyle="s6">REplus: il laboratorio circolare di Garda2015</span></strong> </a></p>
<p><span data-ccp-charstyle="s2">A Riva del Garda, la Cooperativa Garda2015 ha sviluppato REplus, un centro che unisce formazione e sostenibilità. Tra i progetti attivi ci sono una ciclofficina e un laboratorio di sartoria, lavanderia e stireria, dove il riuso diventa un’opportunità per creare occupazione e ridurre l’impatto ambientale.</span> <br /><br /><a href="https://www.cs4.coop/c-r-e-a/"><strong><span data-ccp-charstyle="s6" data-ccp-charstyle-defn="{&quot;ObjectId&quot;:&quot;acba6538-4efa-4a60-8475-e54c376e4994|44&quot;,&quot;ClassId&quot;:1073872969,&quot;Properties&quot;:[201342446,&quot;1&quot;,201342447,&quot;5&quot;,201342448,&quot;3&quot;,201342449,&quot;1&quot;,469777841,&quot;Aptos&quot;,469777842,&quot;&quot;,469777843,&quot;&quot;,469777844,&quot;Aptos&quot;,201341986,&quot;1&quot;,469769226,&quot;Aptos&quot;,268442635,&quot;24&quot;,469775450,&quot;s6&quot;,201340122,&quot;1&quot;,134233614,&quot;true&quot;,469778129,&quot;s6&quot;,335572020,&quot;1&quot;,469778324,&quot;Default Paragraph Font&quot;]}">CREA – Centro Riuso Educazione Ambientale</span></strong> </a></p>
<p><span data-ccp-charstyle="s2">A Rovereto, la Cooperativa Sociale CS4 gestisce il centro di riuso CREA, uno spazio in cui i cittadini possono portare oggetti ancora in buono stato, che vengono rimessi in circolo a prezzi accessibili. Un’iniziativa che non solo riduce i rifiuti, ma offre anche opportunità di formazione e inserimento lavorativo a persone in situazioni di fragilità.</span> </p>
<p><strong><span data-ccp-charstyle="s6">Il Magazzino del Riuso</span></strong> </p>
<p><span data-ccp-charstyle="s2">A Tione di Trento, la Cooperativa Lavoro ha dato vita a un vero e proprio Emporio del Riuso, dove è possibile acquistare mobili, libri, biciclette e altri oggetti usati. Il magazzino è anche un punto di raccolta per chi vuole donare beni ancora utilizzabili, contribuendo a un modello di economia circolare che riduce gli sprechi e favorisce la condivisione.</span> </p>
<p><a href="https://redoupcycling.com/"><strong><span data-ccp-charstyle="s6">REDO Upcycling: dagli scarti al design</span></strong></a> </p>
<p><span data-ccp-charstyle="s2">Il marchio REDO, nato a Trento nel 2014 all’interno della Cooperativa A.L.P.I., realizza accessori di moda e complementi d’arredo a partire da materiali di recupero, come tessuti da tappezzeria, banner pubblicitari e scarti industriali. Ogni pezzo è unico e rappresenta un modo concreto per dare valore agli scarti trasformandoli in nuovi prodotti di qualità.</span> </p>
<p><a href="https://coopsamuele.it/"><strong><span data-ccp-charstyle="s6">Samuele e l’artigianato solidale</span></strong> </a></p>
<p><span data-ccp-charstyle="s2">La Cooperativa Samuele porta avanti da anni un progetto di recupero e riutilizzo nel settore dell’artigianato, con il laboratorio di cuoio Artelier e il negozio nel centro di Trento. Qui vengono realizzati prodotti fatti a mano, dalla pelletteria agli oggetti di design, offrendo opportunità di formazione e lavoro a persone in difficoltà.</span> <br /><br /><a href="https://www.atotus.it/atotus-hub/"><strong>Atotus: il primo hub tessile che unisce innovazione sociale e ambientale</strong></a><br /><br />Un'altra realtà che promuove il riuso e la sostenibilità nel settore tessile è Atotus Hub, un progetto che coinvolge startup, cooperative e istituzioni per diffondere la cultura del riciclo consapevole. Attraverso il riutilizzo di materiali tessili, la creazione di prodotti sostenibili e percorsi formativi per l'inclusione lavorativa, Atotus rappresenta un modello di economia circolare innovativo.</p>
<p><strong><span data-ccp-charstyle="s5" data-ccp-charstyle-defn="{&quot;ObjectId&quot;:&quot;acba6538-4efa-4a60-8475-e54c376e4994|42&quot;,&quot;ClassId&quot;:1073872969,&quot;Properties&quot;:[201342446,&quot;1&quot;,201342447,&quot;5&quot;,201342448,&quot;3&quot;,201342449,&quot;1&quot;,469777841,&quot;Aptos&quot;,469777842,&quot;&quot;,469777843,&quot;&quot;,469777844,&quot;Aptos&quot;,201341986,&quot;1&quot;,469769226,&quot;Aptos&quot;,268442635,&quot;24&quot;,469775450,&quot;s5&quot;,201340122,&quot;1&quot;,134233614,&quot;true&quot;,469778129,&quot;s5&quot;,335572020,&quot;1&quot;,469778324,&quot;Default Paragraph Font&quot;]}">Un piccolo gesto per il cambiamento</span></strong></p>
<p><span data-ccp-charstyle="s2">Spegnere una luce superflua, riparare un oggetto anziché buttarlo, scegliere il riuso invece del nuovo: non una sola giornata ma un'intera settimana per fermarsi a pensare a quanto le nostre scelte quotidiane possano fare la differenza per noi e per il pianeta.</span> </p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Cooperazione Trentina</author></item><item><guid isPermaLink="false">bb66e71f-2314-47eb-b6a2-02b41e61edfa</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/anno-internazionale-delle-cooperative</link><title>2025 Anno Internazionale delle Cooperative</title><description>Lo ha proclamato l'Onu, Organizzazione Nazioni Unite: è la seconda volta nella storia.</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/1kfhlhto/2025years.png" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/anno-internazionale-delle-cooperative" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>800</width><height>467</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>L’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha dichiarato il 2025 Anno internazionale delle cooperative (IYC2025), che sarà celebrato con il tema “Le cooperative costruiscono un mondo migliore”.</p>
<p>Si tratta del secondo anno dedicato alle cooperative. In precedenza, infatti, era stato il 2012 a ricevere questo titolo e a celebrare queste organizzazioni come strumento per affrontare le sfide ambientali e sociali dei nostri giorni.</p>
<p>Il tema evidenzia l’impatto globale duraturo delle cooperative e sottolinea che il modello cooperativo è una soluzione cruciale per affrontare diverse sfide globali. Inoltre, sottolinea il loro ruolo significativo nel promuovere l’attuazione degli Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG) entro il 2030.</p>
<p>Nella sua risoluzione, l’Assemblea generale delle Nazioni Unite raccomanda modi per celebrare l’anno e incoraggia tutti gli Stati membri dell’ONU, il Sistema delle Nazioni Unite e le parti interessate a sfruttare questo evento per promuovere il contributo delle cooperative allo sviluppo sociale ed economico. Tra le altre cose, l’Assemblea generale delle Nazioni Unite invita gli Stati membri a prendere in considerazione l’istituzione di comitati nazionali per coordinare e preparare tutte le attività dell’IYC2025.</p>
<p>“La decisione dell’Assemblea generale non potrebbe essere più tempestiva. I contributi innovativi delle cooperative per lo sviluppo sostenibile saranno cruciali per accelerare i progressi nel raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile mentre ci avviciniamo al 2030”, ha dichiarato Li Junhua, sottosegretario generale del Dipartimento degli Affari economici e sociali delle Nazioni Unite. “Il secondo Anno Internazionale delle Cooperative sarà un’opportunità per mobilitare tutte le parti interessate a sostenere ed espandere le cooperative ovunque, rafforzando il loro contributo per un mondo migliore”.</p>
<p><strong>Gli obiettivi principali dell’IYC25 comprendono:</strong></p>
<p>1) I governi creano un ambiente favorevole alle cooperative.<br />2) Le cooperative promuovono la consapevolezza pubblica, sviluppano nuovi leader e fanno leva sulla cooperazione</p>
<p>3) Istituzioni e agenzie di sviluppo che promuovono le cooperative attraverso l’educazione, il rafforzamento delle capacità e la facilitazione della collaborazione internazionale.<br />4) Il pubblico comprende l’identità cooperativa e sostiene le iniziative cooperative.</p>
<p>Nel 2012 l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha proclamato il primo Anno internazionale delle cooperative, invitando a sottolineare il contributo delle cooperative allo sviluppo socio-economico, in particolare il loro impatto sulla riduzione della povertà, la generazione di occupazione e l’integrazione sociale. Le cooperative di tutto il mondo hanno celebrato questo evento inaugurale con il tema Le imprese cooperative costruiscono un mondo migliore per incoraggiare la crescita e la creazione di cooperative in tutto il mondo.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Confcooperative</author></item><item><guid isPermaLink="false">9c155f00-d2c6-4318-bb24-7d4f83f92fdf</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/anno-internazionale-delle-cooperative-a-bruxelles-confcooperative-incontra-gli-europarlamentari-italiani</link><title>2025 Anno Internazionale delle Cooperative. A Bruxelles Confcooperative incontra gli europarlamentari italiani</title><description><![CDATA[<p>In occasione dell'Anno Internazionale delle Cooperative proclamato dall'ONU per la seconda volta nella storia, Confcooperative incontra a Bruxelles un’ampia delegazione di europarlamentari italiani. Economia sociale, in Europa 4,3 milioni di imprese e 11,5 milioni di occupati. Gardini «Quasi la metà degli occupati arriva dalle cooperative».</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/bytlbhrs/confcooperative-europarlamentari-a-bruxelles.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/anno-internazionale-delle-cooperative-a-bruxelles-confcooperative-incontra-gli-europarlamentari-italiani" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>4032</width><height>3024</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>In occasione dell'Anno Internazionale delle Cooperative proclamato dall'ONU per la seconda volta nella storia, Confcooperative incontra a Bruxelles un’ampia delegazione di europarlamentari italiani.</p>
<p>L’incontro al quale sono intervenuti 35 europarlamentari – tra questi, Antonella Sberna vicepresidente Parlamento Europeo; Irene Tinagli copresidente intergruppo; Francesco Torselli, Stefano Bonaccini, Massimiliano Salini, Gaetano Pedullà e Raffaele Stancanelli – ha messo in evidenza le sfide e le opportunità legate alla transizione ecologica, all'inclusione e alla sostenibilità, confrontandosi su agroalimentare, credito, welfare, casa e appalti. Al meeting hanno partecipato anche una decina tra capi di gabinetto e staff di altrettanti europarlamentari.</p>
<p>«L'economia sociale – sottolinea <strong>Maurizio Gardini, presidente di Confcooperative</strong> – rappresenta una componente fondamentale dell’economia europea con 4,3 milioni di imprese e oltre 11,5 milioni di occupati. Le cooperative ne sono parte integrante con 4,5 milioni di occupati. Di questi 1,3 milioni sono occupati dalla cooperazione italiana e circa la metà di loro lavora nelle 16.500 imprese associate a Confcooperative che rappresentano il 4% del PIL».</p>
<p>Tanti i temi affrontati dal momento che le cooperative sono impegnate in molteplici settori imprenditoriali. Agroalimentare, pesca e credito devono affrontare sfide importanti legate alla sostenibilità, alla semplificazione normativa e alla competitività. Solo un approccio integrato e sensibile allo sviluppo territoriale potrà garantire un futuro</p>
<p>Confcooperative sottolinea l'importanza di una gestione sostenibile delle risorse pubbliche. «Gli appalti pubblici comunitari – continua il <strong>presidente di Confcooperative</strong> - rappresentano il 14% del PIL UE e rappresentano un'opportunità di crescita per le imprese locali. È cruciale adottare criteri di selezione che privilegino innovazione e qualità, non solo il risparmio».</p>
<p>Rispetto al welfare «Gli Stati membri dovrebbero investire il 2,5% del PIL per garantire servizi adeguati nelle politiche sociali. Confcooperative promuove un modello sanitario territoriale, con un ruolo centrale della cooperazione sociale nella gestione dei servizi di assistenza primaria. È necessario – aggiunge <strong>Gardini</strong> – che l’Europa incentivi la formazione di personale sanitario. Nella transizione energetica, abbiamo rimarcato una delle nuove frontiere del mutualismo le comunità energetiche (CER) che promuovono un modello sostenibile di consumo».</p>
<p>Un altro aspetto fondamentale riguarda il coinvolgimento di genere e generazioni con le cooperative che si presentano come uno strumento ideale per l'autoimprenditorialità offrendo a giovani e donne un'opportunità di partecipazione attiva nel mercato del lavoro. Giocano quindi un ruolo centrale nell’economia sociale europea che – conclude <strong>Gardini </strong>«può contare sulle cooperative come leve strategiche per un'Europa più forte, coesa e resiliente».</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Confcooperative</author></item><item><guid isPermaLink="false">62078db9-88f4-49c3-a407-f4c62226af55</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/con-il-progetto-edih-dips-imprese-cooperative-piu-digitali-e-competitive-1</link><title>Con il progetto Edih Dips imprese cooperative più digitali e competitive</title><description><![CDATA[<p>In un mondo sempre più digitale è fondamentale attrezzarsi con un bagaglio di conoscenze adeguato. Per questo la Cooperazione Trentina ha promosso un corso di formazione indirizzato alle imprese che operano con la pubblica amministrazione.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/qlljoumg/dips.png" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/con-il-progetto-edih-dips-imprese-cooperative-piu-digitali-e-competitive-1" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1039</width><height>801</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Scrivi Edih. Leggi, nella traduzione dell’acronimo, European Digital Innovation Hubs.</p>
<p>In buona sostanza sono degli sportelli creati con l’obiettivo di aiutare imprese e organizzazioni a essere maggiormente competitive sul tema di stretta attualità delle sfide digitali.</p>
<p>Lo strumento però non basta.</p>
<p>Serve un adeguato percorso di conoscenza e di formazione per saperlo utilizzare al meglio, sfruttandone (nel senso più nobile del termine) le potenzialità di cui dispone e che mette a disposizione di chi lo utilizza.</p>
<p>Per questo la Cooperazione Trentina, nell’ambito della partnership nel progetto EDIH DIPS, offre alle imprese cooperative che operano con la pubblica amministrazione un’opportunità di valutazione della loro maturità digitale.</p>
<p>“Il servizio – spiegano i curatori del progetto – permette, infatti, alle imprese di comprendere meglio il proprio livello di digitalizzazione e di ricevere indicazioni precise per ottimizzare i processi aziendali, migliorando così l’efficienza e la competitività. Il servizio di valutazione della maturità digitale è gratuito o parzialmente finanziato grazie agli aiuti di Stato, in funzione della dimensione dell’impresa e della disponibilità residua degli aiuti. Questo consente alle cooperative di accedere a una consulenza qualificata con costi minimi o nulli, favorendo una transizione digitale strategica e sostenibile”.</p>
<p>La valutazione della cosiddetta maturità digitale consente di acquisire una visione chiara sui punti di forza e sulle aree di miglioramento in ambito tecnologico, supportando le imprese nel prendere decisioni informate sugli investimenti digitali. Un passo fondamentale per rafforzare la propria competitività sul mercato e migliorare l’efficienza operativa.</p>
<p>Il progetto è possibile grazie al sostegno degli enti partner: Fbk – Fondazione Bruno Kessler, Eit Digital, Università di Trento, Confindustria, Federazione Trentina della Cooperazione, Hub Innovazione Trentino, Intesa San Paolo.</p>
<p>I posti a disposizione non sono molti. Per saperne di più e per iscriversi è sufficiente cliccare sul link DIPS - Digitalization and Innovation of Public Services.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Cooperazione Trentina</author></item><item><guid isPermaLink="false">db7b0210-151e-4b23-8b85-69d146bdad21</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/energia-green-e-sostenibilita-cooperative-in-prima-linea-investiti-1-9-miliardi-nell-ultimo-anno</link><title>Energia «Green e sostenibilità, cooperative in prima linea. Investiti 1,9 miliardi nell’ultimo anno»</title><description>«Le cooperative investono in sostenibilità, economia circolare e risparmio energetico. Solo Conserve Italia ha investito 25 milioni di euro nei concentratori con un risparmio superiore al 45%».</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/yuzlrc4q/gardini.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/energia-green-e-sostenibilita-cooperative-in-prima-linea-investiti-1-9-miliardi-nell-ultimo-anno" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>632</width><height>421</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Lo dice il presidente Maurizio <strong>Gardini </strong>intervenendo a Powerful Day, assemblea annuale di power Energia, società di sistema di Confcooperative attiva nella produzione di energia da fonte rinnovabile. <strong>Gardini </strong>ha ricordato come «ammontino a 1,9 MLD € gli investimenti green delle nostre cooperative mettendo a segno un +26,6% rispetto all’anno precedente. Alti i costi della burocrazia prima 360 milioni. Un sistema più snello agevolerebbe di sicuro gli investimenti».</p>
<p>«Sarà necessario orientarsi sempre più verso le fonti rinnovabili per rispondere ai bisogni energetici – sottolinea Alberto <strong>Cazzulani</strong> presidente di Power Energia – senza compromettere l’ambiente e con modalità più sostenibili. Le cooperative elettriche storiche dell’arco alpino sono le antesignane delle CER (comunità energetiche) producono da sempre energia da fonte rinnovabile. Lo fanno da oltre 1 secolo. È un’esperienza da incoraggiare” ha sottolineato <strong>Cazzulani</strong> rivolgendosi al Ministero dell’Ambiente e al governo.</p>
<p>«Le nostre cooperative e le nostre società di sistema, come Power Energia, sono lo scheletro, le fondamenta sulle quali si creano le relazioni più importanti. Relazioni che generano economia sociale, comunità, che – ha evidenziato Roberto <strong>Savini</strong>, presidente di Confcooperative Consumo e Utenza – noi ci assumiamo l'ambizione di rappresentare, perché siamo quelli più strutturati a farlo. Serve, però, un’accelerazione sulle cooperative di comunità di cui aspettiamo la legge per armonizzare le leggi regionali».</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Confcooperative</author></item><item><guid isPermaLink="false">1f822286-a1ac-4651-b378-11bcee4ed23d</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/verso-la-fusione-tra-le-coop-villa-maria-e-guardini</link><title>Verso la fusione tra le coop Villa Maria e Guardini</title><description><![CDATA[<p>Dopo il voto dei due Consigli di amministrazione è stato avviato il percorso che porterà le due cooperative sociali a costituire un unico soggetto – Il progetto è già stato presentato ai dipendenti, soci, familiari – Sarà possibile ampliare la filiera dei servizi alla persona che spazierà dall’area minori fino all’età adulta – La situazione finanziaria evidenza due realtà pienamente in salute.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/tjehlu5x/incontro-familiari-24-luglio-2-.jpeg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/verso-la-fusione-tra-le-coop-villa-maria-e-guardini" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2000</width><height>1126</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Dopo un lungo periodo di graduale avvicinamento e di collaborazione i Consigli di amministrazione delle cooperative sociali Amalia Guardini e Villa Maria hanno deliberato di intraprendere il percorso che porta alla fusione delle due realtà.</p>
<p>Entrambe le cooperative ravvisano in questa fase storica, sociale ed economica il momento più favorevole per unire forze, competenze e professionalità. Villa Maria e Guardini sono due realtà da sempre riconosciute dalla Provincia e dai Servizi sociali territoriali per affidabilità e reputazione, sempre capaci di adeguare l’offerta ai mutamenti della società, in particolare nello specifico settore della disabilità. L’analisi della situazione finanziaria evidenzia due realtà pienamente in salute.</p>
<p>Negli ultimi anni le due cooperative hanno avviato con successo varie co-progettazioni: in particolare l’abitare sociale con il progetto <em>Io Abito</em> e l’agricoltura sociale con i progetti <em>Orto San Marco</em> e <em>Mi Coltivo</em>. In molti servizi e attività Villa Maria e Guardini condividono da tempo professionalità, consulenze e amministratori, ma anche volontari, personale e formatori.</p>
<p>Come ha spiegato <strong>Guido Ghersini</strong>, presidente sia di Guardini che di Villa Maria, nei vari incontri promossi con i dipendenti, i soci, i familiari delle due cooperative, l’obiettivo più importante della fusione è l’ampliamento della filiera dei servizi alla persona che, con l’unione, potrà spaziare dall’area minori fino all’età adulta, garantendo interventi sul piano sia assistenziale che sanitario. L’allargamento dei servizi sarà favorito dalla messa in comune degli accreditamenti e delle certificazioni conseguite.</p>
<p>La fusione - ha ricordato <strong>Michele Paissan</strong>, direttore di Guardini, negli incontri con gli stakeholders delle due cooperative - rafforzerà anche l’interlocuzione con la Provincia, le Comunità di Valle e il Comune di Rovereto.</p>
<p>La fusione - ha riferito ai partecipanti agli incontri <strong>Ilaria Bacigalupi</strong>, direttrice di Villa Maria - moltiplicherà le opportunità: tutti i progetti e le sperimentazioni andranno avanti con possibilità di miglioramenti.</p>
<p>Il progetto di unione, che verrà redatto dai due Consigli di amministrazione con il supporto della Federazione, sarà sottoposto nei prossimi mesi alle due assemblee sociali per l’approvazione.</p>
<p>Dalla fusione tra le due realtà nascerà un soggetto che conterà circa 275 dipendenti, 350 soci, 180 volontari e un valore della produzione superiore ai 10 milioni di euro.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Coop Villa Maria e Guardini</author></item><item><guid isPermaLink="false">a3e52a4b-cea8-466d-b5fc-2da938ac0493</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/fondo-capitale-di-rischio-delle-imprese-cooperative-al-via-nuovo-bando</link><title>Fondo capitale di rischio delle imprese cooperative: al via nuovo bando</title><description>Via libera dalla Giunta provinciale, su proposta dell'assessore all'Urbanistica, ambiente e cooperazione, all'attivazione di un nuovo bando per accedere al Fondo partecipativo per la promozione del capitale di rischio delle imprese cooperative.</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/u3bos4qv/cassa-rurale-lavis-mezzocorona-valle-di-cembra-la-provincia-si-costituisce-in-giudizio.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/fondo-capitale-di-rischio-delle-imprese-cooperative-al-via-nuovo-bando" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1920</width><height>1280</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Il Fondo ha come finalità quella di accompagnare finanziariamente i progetti di investimento delle imprese cooperative trentine. Con la delibera di oggi l'Ente gestore del Fondo (Promocoop spa) viene autorizzato ad attivare un nuovo bando, dell'importo complessivo di euro 9.314.500,12, a fronte della disponibilità di una dotazione pubblica di euro 4.564.105,06, comprensiva di rientri della quota provinciale di partecipazioni arrivate a scadenza in ragione della natura rotativa del Fondo stesso, di avanzi sul precedente bando, di dividendi su partecipazioni già in essere, a cui si aggiunge inoltre un nuovo impegno sul bilancio provinciale di euro 1.500.000,00.</p>
<p>Il fondo partecipativo interviene nella capitalizzazione di imprese cooperative, al fine di sostenere specifici progetti di sviluppo o consolidamento, a fronte di una situazione economico finanziaria del soggetto proponente di sostanziale equilibrio; le condizioni economico finanziarie ed il rispetto del progetto sono monitorate periodicamente dall’ente gestore.</p>
<p>Per ogni intervento deve essere assicurata la partecipazione di capitale privato in misura almeno pari al 51%; la quota di partecipazione riferita alla dotazione pubblica, a carico<br />dell’amministrazione provinciale, non può pertanto essere superiore a quella privata e deve essere remunerata nella logica dell’investitore privato.</p>
<p>Il nuovo bando prevede innanzitutto una riserva di euro 1.014.500,12 a favore delle società <strong>cooperative composte da giovani</strong>, cioè per le società, escluse le cooperative sociali, aventi almeno il 30 per cento sia dei soci che degli amministratori di età non superiore a 35 anni alla data di presentazione della domanda di ammissione al fondo partecipativo.</p>
<p>Relativamente all’importo residuo di euro 8.300.000,00 il nuovo bando dovrà prevedere la seguente ripartizione: euro 4.048.780,49 per il <strong>settore consumo</strong>; euro 1.686.991,87 per il <strong>settore produzione lavoro e serviz</strong>i, euro 1.349.593,49 per il s<strong>ettore sociale</strong>; euro 1.214.634,15 per le cooperative del <strong>settore agricolo</strong>.</p>
<p>La Giunta provinciale ha ritenuto inoltre opportuno fissare per questo bando il limite finanziario ad intervento in euro 400.000,00 per le cooperative sociali, e in euro 1.000.000,00 per le cooperative di consumo, le cooperative di produzione lavoro e servizi e le cooperative agricole.</p>
<p>Fonte: Ufficio Stampa Provincia Autonoma di Trento</p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">3dc4d756-45df-4e72-a585-5c501164fc18</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/il-ruolo-chiave-delle-cooperative-italiane-nell-economia-e-nella-coesione-sociale</link><title>Il ruolo chiave delle cooperative italiane nell'economia e nella coesione sociale</title><description>Il sistema cooperativo italiano rappresenta un attore importante dell'economia nazionale, con un ruolo significativo nella creazione di valore, redditi, occupazione e coesione sociale.</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/i1mdsmw4/euricse2023.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/il-ruolo-chiave-delle-cooperative-italiane-nell-economia-e-nella-coesione-sociale" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1600</width><height>885</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Il Rapporto di Euricse, appena pubblicato e curato da Chiara Carini ed Eddi Fontanari, offre un'analisi aggiornata di questo sistema, mettendo in luce le sue caratteristiche economiche, occupazionali e sociali. I risultati dello studio rivelano una presenza diffusa delle cooperative in tutto il paese, ma con un maggiore peso economico nel Nord Italia.</p>
<p>Le cooperative non bancarie analizzate hanno registrato un fatturato di 122 miliardi di euro nel 2021, con particolare rilievo nei settori agricolo, produzione e lavoro, consumo e sociale, che arriva a 137,7 miliardi se si considerano anche le imprese non cooperative controllate dalle stesse. Le banche di credito cooperativo hanno registrato finanziamenti lordi per 142 miliardi di euro nel 2022, con un aumento del 10,9% rispetto al 2018. Sul fronte occupazionale, nel 2021, le cooperative (incluse le Banche di Credito Cooperativo) hanno creato 1,6 milioni di posizioni lavorative.</p>
<p><a href="https://euricse.eu/it/publications/la-cooperazione-in-italia-tratti-distintivi-e-traiettorie-di-sviluppo/">SCARICA IL RAPPORTO</a></p>
<p>Le caratteristiche economiche del settore cooperativo italiano. Nel 2021, le cooperative non bancarie hanno registrato un fatturato di 122 miliardi di euro e un valore aggiunto di 29 miliardi di euro. A questi dati vanno aggiunti i risultati delle imprese controllate direttamente dalle cooperative, con ulteriori 15,7 miliardi di euro di fatturato e un valore aggiunto di 2 miliardi di euro.</p>
<p>Le cooperative agricole presentano il contributo maggiore al fatturato complessivo con il 32,5%, seguite da quelle di produzione e lavoro con il 17,9% e dalle cooperative di dettaglianti con il 13,3%.</p>
<p>Per quanto riguarda il valore aggiunto generato, le cooperative di produzione e lavoro e le sociali risultano i principali comparti con rispettivamente il 36,3% e il 32,6%. Le cooperative agricole rappresentano il 13,9% del valore aggiunto (al netto del valore ristornato alle aziende agricole socie). Inoltre, le attività delle imprese controllate dalle cooperative rivestono un ruolo importante soprattutto nel settore del commercio con un fatturato di quasi 8 miliardi di euro, pari alla metà del totale, e un valore aggiunto di 507,2 milioni di euro, ovvero il 25,1% del totale. Il settore agroalimentare segue a distanza con 2,3 miliardi di euro di fatturato e 282 milioni di euro di valore aggiunto.</p>
<p>Per quanto riguarda la variabile dimensionale, il 3,4% delle organizzazioni di medio-grandi dimensioni (con più di 10 milioni di euro di ricavi) generano quasi i 3/4 del fatturato totale (e il 54,1% del valore aggiunto). Sul fronte territoriale, oltre il 66% del fatturato è prodotto dal Nord Italia, soprattutto dalla parte orientale, a seguito della dimensione media più elevata delle cooperative.</p>
<p><strong>Peso sulle economie settoriali e territoriali. </strong>I settori dell’economia italiana che beneficiano maggiormente dell’apporto della cooperazione (cooperative + controllate) sono <strong>la sanità e assistenza sociale e l’agroalimentare</strong> con una percentuale d’incidenza sul valore aggiunto rispettivamente del <strong>7,3% e del 7,0%</strong>. Segue il <strong>trasporto </strong>con il<strong> 5,9%.</strong> L'analisi territoriale mette in luce una differenziazione nell'espansione della cooperazione nei principali settori chiave, con contributi al valore aggiunto variabili a livello regionale.</p>
<p>Ad esempio, nella sanità e assistenza, la <strong>Provincia Autonoma di Trento, l’Emilia-Romagna</strong> e il <strong>Piemonte</strong> registrano rispettivamente il <strong>12,6%, il 12,4%</strong> e il <strong>12,1%</strong> di contributo al valore aggiunto. Per quanto riguarda il settore dei <strong>trasporti</strong>, <strong>la Provincia Autonoma di Trento (10,3%), l’Emilia-Romagna (10,2%) e la Toscana (9,6%) </strong>mostrano una rilevante presenza cooperativa. La cooperazione <strong>agroalimentare</strong> evidenzia un contributo rilevante nel <strong>Nord-Est</strong>, con un'incidenza del <strong>13,6%</strong> sul valore aggiunto, soprattutto in <strong>Emilia-Romagna (16,6%)</strong>, nella <strong>Provincia Autonoma di Trento (12,7%)</strong> e in quella di <strong>Bolzano (12,3%)</strong>.</p>
<p><strong>Le Banche di Credito Cooperativo (BCC)</strong>. Il Rapporto evidenzia la presenza di <strong>226 Banche di Credito Cooperativo</strong> (BCC-CR) in Italia, con una rete di <strong>4.096 filiali</strong> registrate nel2022. Le BCC sono particolarmente diffuse in aree caratterizzate da elevata fragilità: nell'86% dei Comuni con meno di 5.000 abitanti, che in gran parte sono comunità montane. Inoltre, grazie alla presenza delle BCC, il servizio bancario è garantito in ben  2.532 comuni italiani presidiati, 702 dei quali rappresentano l'unico istituto bancario attivo con un aumento del 10,9% rispetto al 2018. Un dato significativo riguarda la crescita dei finanziamenti erogati alle famiglie consumatrici nel periodo 2018-2022, che è stata del 23,6%, superando il +9,6% registrato dalle banche commerciali.</p>
<p>Nonostante il processo di consolidamento che ha comportato una diminuzione del numero di BCC nel quadriennio 2018-2022 (-15,7%) e del numero di sportelli (-3,6%), il numero dei soci è invece aumentato dell'8%, raggiungendo più di 1,4 milioni di unità alla fine del 2022.</p>
<p><strong>Profilo occupazionale nel settore cooperativo italiano: opportunità e diversità. </strong>Nel corso del <strong>2021</strong>, le cooperative italiane hanno creato <strong>oltre 1,6 milioni di posizioni lavorative</strong>, rappresentando il <strong>7,2%</strong> delle unità di lavoro a tempo pieno occupate nel totale delle imprese private. Le opportunità di impiego offerte dalle cooperative si concentrano principalmente nei settori delle cooperative di <strong>produzione e lavoro</strong>, che rappresentano il <strong>39,4%</strong> delle posizioni lavorative totali, seguite dalle <strong>cooperative sociali</strong> con il <strong>39,3%.</strong> I settori dell'assistenza sanitaria e sociale e dei servizi di supporto alle imprese rappresentano le principali aree di sbocco occupazionale. Le cooperative si distinguono per la loro significativa presenza femminile nell'occupazione. Infatti, il <strong>53,1%</strong> delle posizioni lavorative all'interno delle cooperative è occupato da <strong>donne</strong>. Questo dato evidenzia l'importante contributo delle cooperative nel promuovere l'occupazione femminile e garantire opportunità di lavoro paritario.</p>
<p>Inoltre, il <strong>18,1%</strong> delle posizioni lavorative è ricoperto da lavoratori con <strong>meno di 30 anni</strong>, mentre il 19,2% è occupato da persone con 55 anni o più. L'impiego a tempo parziale varia a seconda del settore cooperativo, con oltre il 70% delle posizioni lavorative nelle cooperative sociali occupate a tempo parziale, offrendo una flessibilità lavorativa per i dipendenti.</p>
<p><strong>Presenza femminile e giovanile nei Consigli di Amministrazione delle cooperative italiane. </strong>L'analisi su un campione di 39.000 cooperative italiane ha rivelato che l'età media dei consiglieri all'interno delle cooperative italiane al 2022 supera i 50 anni, con una presenza limitata di giovani. Solo l'11% dei consiglieri ha meno di 35 anni, sebbene si osservi un miglioramento nelle cooperative di recente costituzione. Tuttavia, è importante notare che ci sono significative differenze tra i tipi di cooperativa.</p>
<p>Più di un terzo delle cooperative esaminate nel 2022 non ha consiglieri di sesso femminile. Tuttavia, vi sono notevoli variazioni tra le tipologie di cooperativa. Ad esempio, le cooperative sociali presentano una maggiore presenza femminile all'interno dei CDA: oltre il 32% di queste cooperative ha una percentuale di donne che supera la metà dei membri del consiglio, e quasi una su cinque ha addirittura una percentuale di donne superiore al 75%. Anche le cooperative di produzione e lavoro mostrano una presenza femminile marcata, con una significativa "quota rosa".</p>
<p><strong>Focus: politiche di coesione</strong>. Le cooperative italiane giocano un <strong>ruolo importante nella politica di coesione europea</strong>, contribuendo allo sviluppo e ricevendo finanziamenti per progetti chiave. Nel 2020, le cooperative interessate dalla politica di coesione europea <strong>erano poco più di 8 su 100 e rappresentavano</strong> <strong>quasi un quinto del valore aggiunto prodotto dal settore cooperativo italiano</strong>. I settori più finanziati sono la sanità, l'assistenza sociale e i servizi alle imprese. I territori con il maggior numero di cooperative coinvolte nella politica di coesione sono il Sud, in particolare la Puglia, e la Lombardia nel Nord-Ovest. Le risorse sono destinate principalmente a progetti legati all'occupazione, all'inclusione sociale e alla competitività delle imprese.</p>
<p><strong>Focus: aree interne</strong>. Nel 2020, le <strong>cooperative nelle aree interne</strong> rappresentano <strong>poco più del 25% delle cooperative italiane</strong>, con una maggiore presenza <strong>nel Sud e nelle Isole</strong>, mentre il Nord-Ovest registra la percentuale più bassa. Guardando alle sole <strong>cooperative beneficiarie</strong> di fondi strutturali, le realtà attive nelle aree interne sono più del 24 percento e interessano l’8,1 percento dei progetti e il 14,8 percento delle risorse stanziate. La quota più elevata di cooperative delle aree interne finanziate dai fondi strutturali si ritrova, invece, nel Nord-Ovest, con più di una cooperativa ogni 10 e in particolare in Liguria con il 21,2 percento, a fronte di una media nazionale del 7,7 percento.</p>
<p>Le <strong>cooperative di comunità</strong> svolgono un ruolo particolarmente importante a supporto dei territori periferici, con quasi due realtà su tre che opera nelle aree interne. Solo poco più del 22% ha beneficiato dei finanziamenti dei fondi strutturali, in particolare le cooperative di comunità più strutturate e consolidate. La regione Toscana si contraddistingue sia per il numero di cooperative di comunità sia per la capacità di accesso alle risorse stanziate dalla politica di coesione.</p>
<p>In vista della programmazione futura, sarà importante considerare le specificità dei fondi e le tipologie cooperative in base ai servizi offerti e ai territori interessati. Se i fondi FSE possono risultare più adatti a supportare le cooperative sociali e l'occupazione, i fondi FESR possono rivelarsi maggiormente idonei a sostenere la competitività d'impresa nelle aree interne attraverso le cooperative di comunità. A livello generale, si dovrebbe promuovere un maggiore coinvolgimento dei GAL a sostegno delle cooperative e favorire la collaborazione tra enti di ricerca e centrali cooperative per una concertazione integrata delle opportunità di sviluppo e accesso ai finanziamenti.</p>
<p><strong>PNNR e Comunità energetiche rinnovabili. </strong>Le <strong>Comunità Energetiche Rinnovabili (CER</strong>) sono forme di collaborazione volontaria tra famiglie, imprese ed enti locali per produrre, consumare e condividere energia da fonti rinnovabili. L'obiettivo delle CER è superare il modello individuale di produzione e utilizzo energetico, privilegiando benefici collettivi anziché profitti per i proprietari. È importante evitare un approccio promozionale top-down, adottato spesso da grandi attori del settore energetico, e favorire un processo di sviluppo guidato da un soggetto radicato nel territorio, rappresentando gli interessi territoriali.</p>
<p>Le imprese cooperative, con una regolamentazione che favorisca il carattere mutualistico delle CER, possono svolgere un ruolo significativo in questo contesto. Altri attori ad elevato potenziale nella transizione verso forme alternative di produzione energetica includono le cooperative sociali o di comunità, le cooperative di utenza come quelle di consumo e le cooperative agricole, soprattutto se attive nelle aree interne o marginali. Le risorse disponibili nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) rappresentano un'opportunità significativa per promuovere lo sviluppo delle CER e favorire la transizione verso un sistema energetico sostenibile.</p>
<p><strong>Politiche attive del lavoro: Un'opportunità di inclusione attraverso il modello cooperativo</strong>. Le risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) possono essere impiegate per sostenere una <strong>politica attiva del lavoro</strong> mirata all'inclusione di categorie svantaggiate nel mercato del lavoro. Queste categorie includono persone che per diverse ragioni, come caratteristiche psicofisiche, di genere o età, rischiano di essere escluse dai processi produttivi. L'obiettivo è favorire l'inclusione sociale attraverso l'impiego in attività strategiche, come la manutenzione del territorio, la gestione dei rifiuti e l'educazione ambientale ed ecologica.</p>
<p><strong>Un approccio innovativo potrebbe essere quello di incentivare la forma cooperativa come modello di inserimento lavorativo per queste categorie svantaggiate. </strong>Questo consentirebbe di recuperare competenze e risorse umane inutilizzate, offrendo opportunità di impiego nell'interesse generale della comunità. Inoltre, dato che il capitale umano è sempre più specializzato ma spesso trova difficoltà ad accedere al mercato del lavoro, è importante creare soluzioni organizzative che consentano ai giovani di completare la propria formazione e di mettere a frutto le competenze acquisite.</p>
<p>Nel contesto attuale di crisi diffusa, soprattutto per i giovani che terminano i loro percorsi formativi, è necessario pensare a un progetto che offra loro opportunità di impiego in attività di interesse generale e internamente alle imprese, alle amministrazioni, all'università e ai centri di ricerca. Tale progetto garantirebbe formazione ai giovani e consolidamento produttivo alle imprese. È fondamentale riflettere sulla definizione e sull'introduzione di un modello di inserimento lavorativo a carattere generale che favorisca l'inclusione sociale e promuova lo sviluppo sostenibile.</p>
<p><strong>Il focus sulla medicina territoriale: Un approccio integrato per rispondere ai bisogni socio-sanitari</strong>. Un <strong>modello integrato di assistenza</strong> che coinvolge il pubblico, la cooperazione sociale e il Terzo settore può mettere al centro i bisogni delle persone anziché le prestazioni. Le cooperative sociali, con le loro competenze e professionalità, possono rispondere ai bisogni socio-sanitari delle comunità, superando la separazione tra ambito sociale e sanitario. La collaborazione tra i diversi attori può estendersi a tutti i settori dell'assistenza socio-sanitaria.</p>
<p>Il coordinamento tra la missione 5 (Salute) e la missione 6 (Inclusione sociale) del PNRR è vantaggiosa per l'assistenza agli anziani non autosufficienti. Si prevede il finanziamento per la riconversione delle RSA (Residenze Sanitarie Assistenziali) e delle case di riposo in gruppi di appartamenti autonomi, con l'utilizzo di tecnologie innovative, e si promuove anche il potenziamento dei servizi di assistenza domiciliare e l'approccio multidisciplinare nella presa in carico.</p>
<p>Le Case della comunità e gli Ospedali di comunità offrono grandi potenzialità per lo sviluppo delle cooperative. Queste strutture coordinano i servizi offerti sul territorio, con team multidisciplinari che includono medici, infermieri, professionisti della salute e assistenti sociali.</p>
<p>Nel contesto della filiera socio-sanitaria, le cooperative hanno importanti opportunità di sviluppo, anche grazie al PNRR, favorendo forme di inter-cooperazione e promuovendo la crescita dei servizi ad alto contenuto di conoscenza.</p>
<p><strong>Nuovi orizzonti per le cooperative di lavoro e sociali: opportunità di sviluppo. </strong>Le cooperative di lavoro possono esplorare nuovi settori come i KIBS (Knowledge Intensive Business Services) per valorizzare il capitale umano dei giovani e promuovere lo sviluppo del settore. La creazione di filiere tra cooperative di costruzione e professionisti come architetti e ingegneri potrebbe favorire lo sviluppo nel settore dell'abitare, compresa la collaborazione con il settore sociale per la domotica e l'adattamento degli ambienti per le persone non autosufficienti. Le imprese di maggiori dimensioni potrebbero sostenere quelle più piccole e promuovere spin-off intersettoriali ad alto valore aggiunto.</p>
<p>Gli investimenti nella digitalizzazione nel settore sanitario potrebbero aprire opportunità di collaborazione con le cooperative di lavoro ad alto contenuto di conoscenza, per favorire l'adozione e lo sviluppo di tecnologie per il settore socio-sanitario, migliorando così la qualità della vita a domicilio.</p>
<p><strong>Considerazioni generali sull'evoluzione delle cooperative nel contesto del PNRR. </strong>I modelli di governance delle cooperative devono adattarsi alle sfide del PNRR, trovando un equilibrio tra diversi interessi e superando l'approccio focalizzato su un singolo stakeholder. È importante affrontare la mancanza di giovani nelle posizioni decisionali al fine di favorire una visione strategica e stimolare idee innovative. Il ricambio generazionale e una gestione più inclusiva e condivisa sono cruciali per il progresso dell'impresa, promuovendo la collaborazione tra settori e coinvolgendo attivamente la comunità. Queste dinamiche sono particolarmente rilevanti nelle aree interne, dove i servizi di interesse generale spesso sono carenti. In questo contesto, è fondamentale ridefinire gli ambiti operativi delle cooperative, al fine di promuovere soluzioni innovative e generare risorse condivise a lungo termine, come nel caso delle imprese di comunità.</p>
<p>Fonte: Ufficio Stampa Euricse</p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">2746a827-c8f5-4420-8b43-536a42aa888e</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/imprese-profit-e-cooperative-sociali-quali-opportunita-di-filiere-produttive-ed-occupazionali</link><title>Imprese profit e cooperative sociali: quali opportunità di filiere produttive ed occupazionali?</title><description><![CDATA[<p>Euricse, con il supporto di Fondazione Caritro, ha svolto una ricerca per esplorare le opportunità di collaborazione tra imprese trentine e cooperative sociali al fine di promuovere l'inserimento lavorativo di persone svantaggiate.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/taafeej4/euricse2023.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/imprese-profit-e-cooperative-sociali-quali-opportunita-di-filiere-produttive-ed-occupazionali" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2048</width><height>1532</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Un tema sempre più importante non solo per garantire percorsi di inclusione sociale ma anche per fare fronte ai crescenti problemi di incontro tra domanda e offerta di lavoro. L’indagine è stata condotta sia a livello internazionale che in Trentino e ha esaminato i settori in cui potrebbero emergere nuove partnership, le modalità di strutturazione delle stesse e gli strumenti normativi e di policy che potrebbero facilitarle.</p>
<p>I risultati sono stati presentati al pubblico il 30 marzo attraverso un evento pubblico e sono disponibili in due rapporti pubblicati sul sito di Euricse. Il primo rapporto si concentra sulla provincia di Trento, mentre il secondo analizza i casi di studio e le politiche europee allargando lo sguardo a livello internazionale.<br /><strong>Il contesto</strong></p>
<p>In provincia di Trento si contano <strong>106 cooperative </strong>attive nel settore<strong> sociale</strong>, di cui <strong>18 </strong>dedicate esclusivamente all’<strong>inserimento di persone svantaggiate </strong>e <strong>19</strong> con <strong>finalità plurima</strong>. Secondo i dati ImpACT di Euricse, nel 2021 esse hanno garantito un'occupazione stabile a <strong>più di 700 lavoratori</strong> svantaggiati ai sensi della Legge 381/1991 o inseriti nelle politiche territoriali del lavoro. Si tratta principalmente di persone con disabilità fisica o mentale, ma l'inserimento lavorativo è rivolto anche a nuove categorie fragili emarginate dal mercato del lavoro.</p>
<p>Queste cooperative operano in maniera più importante nella manutenzione del verde, nelle pulizie e nella ristorazione. Il <strong>valore della produzione </strong>totale della cooperazione sociale trentina è di <strong>222,6 milioni di euro. </strong>Di questi, più di 80 milioni sono generati dalle cooperative sociali che si occupano di inserimento lavorativo (45 milioni di euro per le tipo "B" e 37,4 milioni di euro per le plurime), con ricavi che provengono per il 65% circa da vendite a enti pubblici e per il 35% circa da altre fonti tra cui in particolare le vendite a privati.</p>
<p>Guardando al versante delle<strong> imprese</strong>, il Trentino ha un tessuto imprenditoriale importante e variegato, composto da oltre <strong>51 mila aziende</strong> (al 30 giugno 2022), in cui prevale la piccola dimensione per numero di addetti (il 61,4% ha un solo addetto). Per numero di imprese, i settori prevalenti sono l'agricoltura (11.952 imprese), il commercio (8.253), le costruzioni (7.579) e i servizi (7.399). L’analisi dei settori di attività e dei fabbisogni delle imprese trentine, raffrontata agli ambiti di attività e alle specificità delle cooperative sociali, evidenzia significative opportunità di collaborazione tra questi due mondi, sia sul fronte delle relazioni commerciali che sul fronte dei percorsi di inclusione lavorativa. Opportunità che contribuirebbero sia allo sviluppo della cooperazione sociale sia alla crescita delle imprese trentine, generando nel contempo maggiori possibilità di occupazione e specializzazione ai lavoratori svantaggiati e a rischio di esclusione sociale.</p>
<p><strong>La ricerca di Euricse sulle filiere produttive e occupazionali</strong></p>
<p>Il progetto di ricerca condotto da Euricse “<strong>Filiere produttive ed occupazionali: nuove concrete opportunità per le cooperative sociali trentine</strong>”, finanziato dalla <strong>Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto</strong>, ha esaminato le opportunità per la creazione di nuove partnership tra le cooperative sociali trentine e le altre imprese, sia sul fronte dei processi produttivi che sul fronte dei percorsi occupazionali per persone svantaggiate. Il progetto ha preso spunto non solo dal contesto territoriale, ma anche dalle esperienze di altri paesi europei, e ha coinvolto diverse organizzazioni tra cui <strong>Agenzia del Lavoro</strong>, <strong>ASAT Trentino</strong>, <strong>CIA Trentino</strong>, <strong>Consorzio Consolida</strong>, <strong>Cooperazione Trentina</strong> e <strong>Confindustria Trento</strong>.</p>
<p>Il focus della ricerca è stato quello di individuare le modalità attraverso cui le cooperative sociali possono strutturare partnership efficaci e produttive con le altre imprese, e di esaminare gli strumenti normativi e di policy che possono incentivare queste collaborazioni. La ricerca ha inoltre permesso di entrare in contatto con le imprese del territorio trentino e di comprendere la loro sensibilità nei confronti delle cooperative sociali, aprendo così la strada a possibili forme di collaborazione.</p>
<p>I dati raccolti nell’indagine e le analisi hanno dimostrato che le imprese sono in generale aperte alla collaborazione con le cooperative sociali di inserimento lavorativo, anche se emergono limiti che hanno finora ostacolato uno sviluppo più intenso di relazioni. Non mancano tuttavia esempi di collaborazione vincenti, quali il lavoro di <strong>contoterzismo industriale sviluppato dall</strong>a <strong>cooperativa sociale Alpi</strong>, che ha dimostrato con successo che è possibile coniugare l'attenzione al lavoratore svantaggiato con una relazione commerciale costante e forte con grandi aziende profit.</p>
<p>Un altro esempio viene dalla collaborazione tra le cooperative sociali Impronte e Smart, che ha portato alla realizzazione del progetto <strong>Verso</strong>, volto alla creazione di un'ampia filiera occupazionale per le persone svantaggiate attraverso percorsi di formazione.</p>
<p>In ottica futura sembra possano ricoprire un ruolo di assoluto rilievo i <strong>Distretti dell'Economia Solidale</strong>, fonte potenziale di sviluppo per quanto riguarda l'inserimento lavorativo e la creazione di nuovi servizi per il territorio, soprattutto ove gli stessi si caratterizzino per una diffusa sensibilità sociale, come rilevato nei territori delle Valli di Fiemme e Fassa, in cui inoltre si registra la presenza di imprese profit ben radicate e cooperative sociali altrettanto conosciute.</p>
<p>Le cooperative sociali e le imprese possono collaborare in diverse forme sul fronte della <strong>produzione</strong>, partendo da una semplice <strong>relazione commerciale</strong> fino ad arrivare alla condivisione di <strong>marchi</strong> e funzioni produttive in <strong>rapporti temporanei</strong> o di <strong>lungo termine</strong>.</p>
<p>Per quanto riguarda l'<strong>occupazione</strong>, i lavoratori possono beneficiare da rapporti di collaborazione tra cooperativa sociale e impresa che facilitino il flusso verso l’inserimento nel mercato ordinario del lavoro, anche grazie all’utilizzo di strumenti quali il distacco o addirittura, in alcuni casi, la co-datorialità. Inoltre, le persone disabili o svantaggiate possono essere assunte esclusivamente dalle cooperative sociali, ma sostenute dall'impresa attraverso l'esternalizzazione mirata di attività produttive (come promosso in modo specifico dall’art. 14. D.lgs. n.276/2003). Oltre a tali dispositivi e istituti giuridici, sono importanti <strong>le politiche attive del lavoro territoriali</strong> e le <strong>politiche a sostegno delle azioni pro-sociali</strong> per favorire la collaborazione tra cooperative sociali e imprese. Tuttavia, la collaborazione deve essere basata sulla condivisione di valori e obiettivi comuni per creare sinergie efficaci e durature.</p>
<p>Dalle interviste realizzate e dai tavoli di lavoro sulle strategie di filiera tra cooperative sociali e imprese emergono diverse <strong>azioni auspicabili</strong>, come l'adozione di un <strong>marchio etico e sociale</strong> per la sostenibilità, <strong>politiche di marketing</strong> condivise e <strong>partnership</strong> con enti di diversa tipologia per l'innovazione dei servizi. Inoltre, c'è la speranza di un maggiore supporto per lo <strong>scambio di informazioni</strong> e conoscenze sulle cooperative sociali e la formazione di lavoratori in grado di soddisfare le esigenze delle imprese, anche attraverso l’utilizzo di nuove piattaforme e sistemi di incontro domanda/offerta e mappature per intercettare nuovi settori.</p>
<p><strong>Il contesto internazionale ed europeo</strong></p>
<p>Il progetto di ricerca sulle filiere occupazionali e produttive ha prodotto anche <strong>un secondo rapporto</strong> che analizza <strong>studi di caso</strong> e <strong>politiche europee</strong> riguardanti l'inserimento lavorativo e la formazione di persone svantaggiate attraverso la collaborazione tra imprese sociali di inserimento lavorativo e imprese convenzionali.</p>
<p>Sono state prese in esame <strong>sei esperienze</strong> di collaborazione in <strong>Croazia</strong>, <strong>Spagna</strong> e <strong>Francia</strong>.</p>
<p>I risultati emersi dall’analisi dei tre contesti nazionali vengono poi analizzati in un un’ottica comparata, e presentati sottolineando i fattori istituzionali che nei diversi Paesi hanno maggior impatto nel favorire (o, al contrario, ostacolare) la nascita e lo sviluppo di queste collaborazioni, le principali barriere, i driver e i fattori di successo delle collaborazioni tra imprese sociali e imprese convenzionali.</p>
<p>L'esistenza di politiche di riconoscimento e supporto ad hoc per le imprese sociali di inserimento lavorativo stimola la nascita di nuove interazioni tra queste e le imprese convenzionali in diversi Paesi europei. Ad esempio, in <strong>Francia</strong> le imprese sociali di inserimento lavorativo beneficiano di politiche pubbliche generose e di buona visibilità tra l'opinione pubblica, il che favorisce le partnership di successo con le imprese convenzionali. Al contrario, in <strong>Croazia</strong> le partnership tra queste due tipologie di imprese sono più rare a causa della minor sviluppo delle politiche del lavoro e del minor riconoscimento giuridico delle imprese sociali di inserimento lavorativo. In <strong>Spagna</strong>, la maggior parte delle relazioni collaborative tra le due tipologie di imprese prevedono l'integrazione di persone con disabilità, per le quali il sistema di supporto pubblico è più generoso. Sembra quindi esserci una forte correlazione tra l’esistenza di politiche pubbliche a sostegno dei percorsi di inserimento lavorativo e la collaborazione tra imprese sociali e imprese convenzionali.</p>
<p>Fonte: Ufficio Stampa Euricse</p>
<p> </p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">50b70be5-3aeb-45ea-8ea8-5789e4b98529</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/imprese-agricole-e-cooperative-i-contributi-per-i-pannelli-fotovoltaici</link><title>Imprese agricole e cooperative: i contributi per i pannelli fotovoltaici</title><description>Su proposta dell’assessore all’agricoltura Giulia Zanotelli la Giunta provinciale ha approvato i criteri e le modalità attuative per la concessione dei contributi a sostegno degli investimenti per l’installazione dei pannelli fotovoltaici, destinati sia alle imprese agricole, singole e associate, sia alle cooperative agricole e loro consorzi.</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/db5d2qwo/incontropannelli.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/imprese-agricole-e-cooperative-i-contributi-per-i-pannelli-fotovoltaici" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2000</width><height>1331</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>“Un sostegno importante sul capitolo energia, per gli operatori del settore agricolo e agroalimentare trentino e per tutte le imprese che si occupano anche della trasformazione e della commercializzazione dei prodotti del territorio - precisa l’assessore Zanotelli -. Un insieme di realtà che rappresenta una forza trainante per la nostra economia, ma che sta affrontando una fase difficile per l’aumento dei prezzi che incide sui costi di produzione”.</p>
<p>L’intervento provinciale è dunque finalizzato a sostenere le difficoltà collegate all’incremento dei costi energetici e a favorire l’aumento della produzione di energia da fonti rinnovabili tramite l’installazione dei pannelli fotovoltaici, combinati ai sistemi di accumulo. L’aiuto è rivolto a tutti i soggetti del settore agricolo e agroalimentare, come già specificato, sia le imprese che si occupano della produzione primaria di prodotti agricoli che di trasformazione e commercializzazione.</p>
<p>Le domande potranno essere presentate a partire da giovedì 16 febbraio fino al 31 maggio 2023.<br />L’importo totale delle risorse è di 4 milioni di euro di cui 500.000 euro saranno destinati alle imprese agricole singole o associate mentre 3,5 milioni saranno destinati alle cooperative agricole e loro consorzi.</p>
<p>Presentazione delle domande sul portale SRTrento al seguente link: <a href="https://srt.infotn.it/">https://srt.infotn.it/</a></p>
<p>Fonte: Ufficio Stampa Provincia Autonoma di Trento</p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">3f56d39a-4792-4162-ab26-4c2fab74beb2</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/cooperative-di-medici-si-valuti-la-qualita-del-servizio-non-lo-strumento-cooperativo-in-quanto-tale</link><title>Cooperative di medici, si valuti la qualità del servizio, non lo strumento cooperativo in quanto tale</title><description><![CDATA[<p>Il presidente della Cooperazione Trentina, Roberto Simoni, e il vicepresidente vicario Italo Monfredini (referente coop sociali) intervengono nel dibattito sul ricorso alle cooperative di medici per coprire la carenza di personale nel sistema sanitario: “denigrare le cooperative di medici solo perché sono cooperative è una inutile discriminazione dello strumento cooperativo. Si valutino eventualmente i contenuti del servizio, non il contenitore”.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/qvwn2ghn/doctor-and-patient-shaking-hands-2021-08-27-22-40-09-utc.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/cooperative-di-medici-si-valuti-la-qualita-del-servizio-non-lo-strumento-cooperativo-in-quanto-tale" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2000</width><height>1333</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Ricorrono sui mezzi di informazione, con una certa frequenza, dichiarazioni pubbliche circa l’inopportunità da parte del sistema sanitario pubblico di affidarsi a cooperative di medici per la copertura del servizio nell’impossibilità di garantirlo direttamente.</p>
<p>I commenti – espressi anche a nome di sindacati, ordini professionali ed altri soggetti di larga rappresentanza - tendono a denigrare a priori tali organizzazioni per il solo fatto di essere cooperative, associando tale forma di impresa alla scarsa qualità del servizio, cattive condizioni di lavoro, mancato rispetto delle regole, privatizzazione mascherata di funzioni pubbliche, eccetera.</p>
<p>A parte il fatto che la quasi totalità dei soggetti che finora hanno partecipato a gare per questi servizi sono società di capitali e non cooperative, spesso tali imprese sono frutto di iniziative di singoli medici che utilizzano lo strumento giuridico cooperativo e si guardano bene dall’iscriverle alle principali realtà di rappresentanze e vigilanza cooperativa che da sempre sono impegnate nel contrasto alle false cooperative.</p>
<p>Riteniamo che, semmai, vada giudicata la scelta politica nel suo complesso, o la qualità e l’organizzazione puntuale del servizio, a prescindere dal fatto che esso sia operato da una cooperativa, società di capitali o chicchessia.</p>
<p>In Trentino non ci sono cooperative di medici aderenti alla Federazione, unica associazione di rappresentanza. Ma esistono validissime cooperative che erogano servizi di tipo sanitario e socio-assistenziale, e che hanno un ruolo fondamentale di integrazione con il pubblico per garantire in modo efficiente tali tipi di servizi. Si pensi alle case di riposo, ai servizi domiciliari, al supporto alle persone fragili, eccetera.</p>
<p>Anche per questa ragione riteniamo totalmente fuori luogo la campagna di denigrazione in corso nei confronti della cooperazione che sta provocando gravi danni di immagine e di reputazione a tutte le cooperative.</p>
<p>Confidiamo quindi che chi si troverà a commentare ancora tali scelte politiche, lo faccia con cognizione di causa ricercando elementi di valutazione più oggettivi e puntuali legati a tali scelte, anziché discriminare le forme di impresa dentro cui i servizi sono organizzati.</p>
<p> </p>
<table border="0">
<tbody>
<tr>
<td width="321">
<p><strong>Roberto Simoni</strong></p>
<p>Presidente Cooperazione Trentina</p>
</td>
<td width="321">
<p><strong>Italo Monfredini</strong></p>
<p>Vicepresidente vicario Cooperazione Trentina</p>
<p><em>(referente settore sociale)</em></p>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">0b870900-d201-436b-803f-82cab095054f</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/caro-bollette-gli-aiuti-dalla-provincia-alle-cooperative-per-le-attivita-socio-assistenziali-e-socio-sanitarie</link><title>Caro bollette, gli aiuti dalla Provincia alle cooperative per le attività socio assistenziali e socio sanitarie</title><description><![CDATA[<p>La legge 11/2022 stanzia 7 milioni di euro di aiuti straordinari a favore delle attività socio-sanitarie e socio-assistenziali per far fronte al caro energia. Tempi stretti per presentare le domande: scadenza il 9 dicembre.  Simoni: accogliamo con soddisfazione una misura sollecitata dalla Federazione per dare respiro alle cooperative impegnate ogni giorno in attività di grande rilievo sociale a favore delle persone con difficoltà. </p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/osbhlxbi/federcoop-le-congratulazioni-della-giunta-al-nuovo-presidente-simoni.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/caro-bollette-gli-aiuti-dalla-provincia-alle-cooperative-per-le-attivita-socio-assistenziali-e-socio-sanitarie" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1170</width><height>779</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p style="text-align: justify; vertical-align: baseline; margin: 0cm 0cm 6.0pt 0cm;" class="paragraph"><span class="normaltextrun"><span style="font-size: 12.0pt;">Le cooperative e i soggetti impegnati, in provincia di Trento, in servizi socio-assistenziali e socio-sanitari hanno tempo fino a <strong>venerdì 9 dicembre</strong> per presentare la domanda (esclusivamente in modalità telematica) per l’assegnazione delle “Misure straordinarie per la continuità delle attività socio-assistenziali e socio-sanitarie” contenute nell’articolo 3 della Legge Provinciale 11 del 21 ottobre 2022 che definisce misure straordinarie di sostegno alle famiglie e imprese in difficoltà a causa dell’aumento dei costi dell’energia.</span></span><span style="font-size: 12.0pt;"> </span></p>
<p style="text-align: justify; vertical-align: baseline; user-select: text; -webkit-user-drag: none; -webkit-tap-highlight-color: transparent; overflow-wrap: break-word; white-space: pre-wrap; font-kerning: none; margin: 0cm 0cm 6.0pt 0cm;" class="paragraph"><span class="normaltextrun"><span style="font-size: 12.0pt;">“Accogliamo con soddisfazione una misura sollecitata dalla Federazione per dare respiro alle cooperative impegnate ogni giorno in attività di grande rilievo sociale a favore delle persone con difficoltà. Diamo merito alla Giunta e al Consiglio provinciale di aver interpretato con sollecitudine il sentimento di grande preoccupazione per l’esplosione dei costi in un settore importante e delicato come è quello socio-assistenziale”, ha commentato il presidente della Cooperazione Trentina <strong>Roberto Simoni.</strong>  </span></span><span style="font-size: 12.0pt;"> </span></p>
<p style="text-align: justify; vertical-align: baseline; user-select: text; -webkit-user-drag: none; -webkit-tap-highlight-color: transparent; overflow-wrap: break-word; white-space: pre-wrap; font-kerning: none; margin: 0cm 0cm 6.0pt 0cm;" class="paragraph"><span class="normaltextrun"><span style="font-size: 12.0pt;">Sono considerate voci di spesa e ammissibili a contributo: energia elettrica, gas, gasolio da riscaldamento, pellet, cippato e legna, con riferimento ai servizi/attività finanziati dall’ente pubblico.</span></span><span style="font-size: 12.0pt;"> </span></p>
<p style="text-align: justify; vertical-align: baseline; user-select: text; -webkit-user-drag: none; -webkit-tap-highlight-color: transparent; overflow-wrap: break-word; white-space: pre-wrap; font-kerning: none; margin: 0cm 0cm 6.0pt 0cm;" class="paragraph"><span class="normaltextrun"><span style="font-size: 12.0pt;">Le risorse disponibili, <strong>pari a 7 milioni di euro</strong>, sono distribuite a ciascun richiedente, “proporzionalmente in base alla spesa ammessa determinata applicando, alla spesa sostenuta nel 2021, la percentuale corrispondente al rapporto tra il valore della produzione 2021 riferito a servizi socio-assistenziali/socio-sanitari, finanziati o affidati dall'ente pubblico, e il valore della produzione 2021 complessivo”. </span></span><span style="font-size: 12.0pt;"> </span></p>
<p style="text-align: justify; vertical-align: baseline; user-select: text; -webkit-user-drag: none; -webkit-tap-highlight-color: transparent; overflow-wrap: break-word; white-space: pre-wrap; font-kerning: none; margin: 0cm 0cm 6.0pt 0cm;" class="paragraph"><span class="normaltextrun"><span style="font-size: 12.0pt;">L’Area Servizi della Federazione Trentina della Cooperazione garantirà consulenza alle cooperative associate per predisporre e presentare la domanda di agevolazione.</span></span><span class="eop"> </span></p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">44c6cb43-c6c9-446e-8f45-1a8c4b7bbf38</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/world-cooperative-monitor-nel-2021-il-trentino-raddoppia</link><title>World Cooperative Monitor: nel 2021 il Trentino raddoppia</title><description><![CDATA[<p>Nella nuova classifica delle 300 cooperative più grandi al mondo ci sono due trentine. Entra il Gruppo Cassa Centrale (165° posto mondiale e 94° europeo) e si aggiunge al Gruppo ITAS, che rispetto all’anno precedente guadagna posizioni (217° posto mondiale e 123° europeo). A livello globale sul podio si confermano i due istituti bancari francesi Groupe Crédit Agricole e Groupe BPCE e la tedesca REWE Group. Le italiane nella classifica dei 300 colossi mondiali sono tredici, con un fatturato complessivo di 65,25 miliardi di dollari nel 2019, circa il 3% del globale. Il piazzamento migliore è di Coop Italia (29° posto), seguita subito dopo da Conad (30° posto).</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/ljsi5fqm/gianluca-salvatori-ilana-gotz-euricse-lancio-wcm2021.jpeg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/world-cooperative-monitor-nel-2021-il-trentino-raddoppia" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1024</width><height>768</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>L'<strong>International Cooperative Alliance </strong>(ICA) e l'<strong>Istituto Europeo di Ricerca sulle Imprese Cooperative e Sociali</strong> (Euricse) hanno presentato oggi la nuova edizione del <strong>World Cooperative Monitor</strong>, durante il seminario di ICETT (un gruppo think tank di recente formazione, composto da grandi cooperative e gruppi cooperativi impegnati con ICA nello studio e nell'approfondimento di varie tematiche legate al mondo cooperativo) che precede il <strong>World Cooperative Congress</strong>, il Congresso mondiale delle cooperative (Seul, 1-3 dicembre 2021). La ricerca, basata sui dati finanziari 2019, esplora l’impatto economico e sociale delle più grandi cooperative in tutto il mondo stilando una classifica delle Top 300 e un’analisi settoriale, con riferimento anche ai dati occupazionali. Nell’edizione d quest’anno, la decima e con una veste grafica rinnovata per l’occasione, si accendono i riflettori sulle reazioni messe in campo dalle cooperative che sono in prima linea nella ripresa, e sulle modalità con cui intendono gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) delle Nazioni Unite. Dal Monitor emerge che la parola chiave della ripartenza è “sviluppo sostenibile” e quello cooperativo è un modello che si presta ad affrontare le sfide del futuro.</p>
<p><strong>Carlo Borzaga</strong>, Presidente di Euricse spiega che “Il valore del WCM sta nella sua utilità in qualsiasi contesto per mostrare la dimensione, l'ampiezza e la rilevanza economica e sociale di un sistema di imprese ampiamente sottovalutato dalle statistiche ufficiali”. Anche il <strong>Segretario Generale delle Nazioni Unite</strong> cita il World Cooperative Monitor (WCM) come strumento in grado di evidenziare le dimensioni del settore cooperativo globale, utilizzando regolarmente come fonte per il suo rapporto su "Le cooperative nello sviluppo sociale".</p>
<p>Nel presentare questa nuova edizione <strong>Gianluca Salvatori</strong>, Segretario Generale di Euricse, ha sottolineato che “Nel corso di questi dieci anni, il World Cooperative Monitor ci ha aiutato ad analizzare e approfondire la nostra comprensione delle più grandi imprese cooperative. Il rigore scientifico della metodologia di ricerca, insieme ai contributi delle cooperative che condividono le loro esperienze, lo ha reso uno strumento prezioso per tutto il movimento cooperativo, ma non solo”.</p>
<p>L’edizione 2021 del World Coop Monitor vede in classifica ben <strong>due organizzazioni trentine</strong>, un risultato di tutto rispetto per una provincia di piccole dimensioni. Il fatto che due delle 300 cooperative più grandi del mondo abbiano sede a Trento sottolinea ancora una volta la vocazione cooperativa del nostro territorio.</p>
<p>Il <strong>Gruppo Cassa Centrale</strong> raggiunge il 165° posto nella Top 300 con 2,61 miliardi di dollari di fatturato, 94° tra le cooperative europee.</p>
<p>“È un riconoscimento che ci fa molto piacere e che premia la crescita e il lavoro quotidiano delle Casse Rurali trentine e di tutte le Banche affiliate al Gruppo “– afferma <strong>Giorgio Fracalossi</strong>, <strong>Presidente di Cassa Centrale Banca</strong> – “l’ingresso in questa prestigiosa classifica dimostra come l’organizzazione a Gruppo Bancario Cooperativo permetta di conseguire risultati importanti, mettendo le cooperative di credito nella condizione di servire sempre meglio le proprie Comunità di riferimento”.</p>
<p>Si conferma in classifica mondiale anche<strong> il Gruppo ITAS, </strong>che ha fatto un balzo in avanti rispetto all’annata precedente. Con un valore di 1,78 miliardi di dollari, la mutua trentina è infatti passata dal 232° posto al 217° a livello mondiale, raggiungendo la 123° posizione a livello europeo. Il <strong>Presidente</strong> <strong>Giuseppe Consoli </strong>commenta: “Questo risultato conferma la capacità della nostra Mutua di crescere in modo costante e profittevole - afferma <strong>Giuseppe Consoli, presidente ITAS Mutua</strong> – dimostrando ancora una volta come la particolare forma mutualistica, con al centro i propri soci assicurati, costituisca un modello vincente e duraturo nel tempo in grado di generare ricadute positive su tutti i territori nei quali opera”.</p>
<p><strong>I dati italiani</strong></p>
<p>Nella classifica del World Cooperative Monitor le cooperative italiane sono passate da undici a <strong>tredici </strong>con l’ingresso dei gruppi bancari cooperativi<strong> Cassa Centrale Banca e Iccrea</strong>. Tutte insieme valgono <strong>65,25 miliardi</strong> circa il 3% del fatturato totale (dati 2019). Sono Coop Italia, Conad, Cattolica Assicurazioni, Reale Mutua, Gruppo Bancario Cooperativo Iccrea, Gruppo Cassa Centrale, Agricola Tre Valli, GESCO, Gruppo ITAS, CEF, Granlatte, SACMI e Unione Farmaceutica Novarese. Coop Italia occupa il 29° posto, subito seguita da Conad (30° posto).</p>
<p>Con riferimento ai singoli settori, il miglior piazzamento italiano è della Manutencoop, terza in ambito servizi, seguita da Coopservice, quarta, CIR Food S.C, settima, CNS, ottava, F.A.I. Service, nona. La Società Anonima Cooperativa Meccanici Imola (SACMI) è quarta tra le industrie, nel commercio Coop Italia e Conad sono rispettivamente settima e ottava, il Gruppo Bancario Cooperativo Iccrea al nono posto nel settore finanziario.</p>
<p><strong>I dati internazionali</strong></p>
<p>Il fatturato complessivo delle 300 più grandi organizzazioni cooperative ha toccato quota <strong>2.180 miliardi</strong> di dollari: il settore assicurazioni (102 imprese) fa la parte del leone, poi seguono quello agricolo (98 imprese), e quello del commercio all’ingrosso e al dettaglio (55 imprese).</p>
<p>Se si guarda ai vertici della Top 300, il podio è rimasto saldamente nelle mani delle francesi <strong>Groupe Crédit Agricole</strong> e <strong>Groupe BPCE</strong>, rispettivamente prima e seconda, con la tedesca <strong>REWE group</strong> in terza posizione. La maggior parte delle organizzazioni in classifica sono situate nei paesi industrializzati: gli Stati Uniti contano 75 imprese, la Francia 35, la Germania 31 e il Giappone 26.</p>
<p>Il World Cooperative Monitor presenta anche una classifica di fatturato in relazione al PIL pro-capite, con l’obiettivo di mettere in relazione i dati economici alla ricchezza effettiva di ogni singolo paese. In questa seconda classifica le prime tre posizioni della Top 300 vanno a due cooperative agricole indiane, IFFCO e la Gujarat Cooperative Milk Marketing Federation, rispettivamente prima e terza, mentre la francese Groupe Crédit Agricole, è seconda.</p>
<p><strong>Il fattore chiave di ripresa: sviluppo sostenibile</strong></p>
<p>Per ciò che riguarda l’impatto della pandemia da Covid-19 sulle cooperative, il settore si è dimostrato resiliente e innovativo. Una serie di 29 interviste realizzate a livello globale, evidenzia come la partecipazione e l'attenzione ai soci e alla comunità, elementi propri del mondo cooperativo, siano anche i fattori chiave di un modello di business in linea con gli obiettivi promossi dall'Agenda 2030 in termini di diritti umani, lavoro equo, sostenibilità ambientale e crescita sostenibile.</p>
<p><a href="http://www.euricse.eu">www.euricse.eu</a></p>]]></encoded></item></channel></rss>