<rss version="2.0"><channel xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"><title>News</title><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/rss/news?categoria=convegni+di+settore</link><description>Notizie, storie e interviste per raccontare il movimento cooperativo e per approfondire i temi che coinvolgono il nostro mondo.</description><lastBuildDate>Sat, 16 May 2026 20:55:54 +0200</lastBuildDate><atom:link href="https://www.cooperazionetrentina.it/it/rss/news" rel="self"><type>application/rss+xml</type></atom:link><item><guid isPermaLink="false">343758cf-67c7-4405-aa0f-7da9b993d84d</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/cooperative-sociali-e-di-abitazione-positivo-il-bilancio-2024</link><title>Cooperative sociali e di abitazione: positivo il bilancio 2024</title><description>Dati di bilancio positivi e un nuovo contratto di lavoro hanno delineato una fotografia positiva per il settore della cooperazione sociale e di abitazione. Questo pomeriggio, in sala inCooperazione, il convegno di settore delle cooperative associate alla Federazione.</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/xkhp4yej/convegno-settore-sociale-e-abitazione.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/cooperative-sociali-e-di-abitazione-positivo-il-bilancio-2024" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1024</width><height>768</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[È positivo il bilancio 2024 per il settore delle cooperative sociali e di abitazione, sia da un punto di vista economico finanziario, ma soprattutto da un punto di vista dei risultati, come emerge dalle presentazioni che hanno trovato spazio questo pomeriggio nell’annuale convegno di settore delle cooperative sociali aderenti alla Federazione Trentina della Cooperazione.<br /><br />“L’obiettivo della cooperazione sociale – ha rimarcato <strong>Italo</strong> <strong>Monfredini</strong>, vicepresidente della Federazione per il settore della cooperazione sociale e di abitazione – è quello di portare il massimo beneficio per la comunità. Ed è un risultato che le nostre cooperative stanno perseguendo in modo efficace”.<br /><br />Buone anche le aspettative per il 2025, che si è aperto con un nuovo contratto di lavoro per le e gli occupati del settore.<br /><br /><strong>I dati aggiornati</strong><br /><br />Le cooperative sociali associate alla Federazione sono 88, di cui 48 di tipo A, che forniscono servizi sociali, sanitari ed educativi, e 21 di tipo B, la cui attività è incentrata sull'inserimento lavorativo di persone svantaggiate, 13 miste e 6 consorzi. La base sociale è costituita da 7.076 persone, mentre i dipendenti sono 6.860.<br /><br />I dati, presentati dal referente di settore della Federazione <strong>Stefano</strong> <strong>Maines</strong>, mostrano un valore della produzione in crescita, pari a 199,7 milioni di euro (+ 7,7%) per le cooperative di tipo A e 62,3 milioni di euro (+8,2%) per le cooperative di tipo B. Il trend è positivo anche per il patrimonio netto, che raggiunge quota 79,7 milioni di euro (+4,6%) per le cooperative di tipo A e 18,6 milioni di euro (+7,9%) per le cooperative di tipo B.<br /><br />Ad oggi sono 18 le cooperative di abitazione aderenti alla Federazione, che offrono soluzione abitative o parcheggio a una base sociale complessiva di 445 persone fisiche.]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">6a114a12-b1a8-44fc-a8e1-5023df925c11</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/convegno-settore-consumo</link><title>Famiglie Cooperative, crescono le vendite e migliora l’utile</title><description>I ricavi netti superano i 390 milioni di euro, l’utile i 6,6 milioni e il patrimonio netto i 145 milioni. Una rete commerciale che resta un presidio fondamentale per le comunità</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/r2hj31bp/da-dx-bernardi-dal-sasso-simoni-martinelli.png" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/convegno-settore-consumo" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2776</width><height>2082</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Registra una buona tenuta complessiva il sistema della cooperazione di consumo aderente alla Federazione Trentina della Cooperazione, i cui rappresentanti si sono riuniti oggi in occasione del tradizionale convegno di settore, aperto dal presidente <strong>Roberto Simoni</strong>: «Questi momenti di confronto sono fondamentali per scambiarci opinioni e mettere a fattor comune le esperienze», ha detto Simoni ai tanti presidenti e direttori presenti, ricordando il ruolo fondamentale del sistema delle Famiglie Cooperative per l’inclusione sociale nelle comunità di montagna, contro il rischio spopolamento dei paesi più piccoli.</p>
<p>All’ordine del giorno del convegno la presentazione della situazione complessiva delle 64 Famiglie Cooperative, che associano circa 120 mila persone e danno lavoro a 1.745.</p>
<p><strong>Un sistema capillare che investe nel futuro</strong></p>
<p>Le vendite, come spiegato dal responsabile del settore <strong>Giuliano Bernardi</strong>, sono aumentate del 3,7%, raggiungendo la cifra di 390 milioni di euro, e hanno generato un risultato netto aggregato di 6,6 milioni, con un incremento di 1,3 milioni rispetto al 2023, nonostante un contesto ancora segnato da tensioni sui costi energetici e dalla ridotta capacità di spesa delle famiglie. Di diverso andamento il margine operativo, come conseguenza dell’aumento significativo dei costi di gestione, cresciuti di 2,3 milioni, principalmente per effetto dei maggiori oneri legati al personale (+1,8 milioni).</p>
<p>La forza del sistema risiede nella sua rete commerciale, capillare e radicata nel territorio: ben 360 punti vendita coprono 152 comuni sui 166 trentini, con una presenza essenziale nei piccoli centri, dove 226 negozi rappresentano l’unico presidio commerciale. Di questi, 160 offrono servizi aggiuntivi (multiservizi) e 106 sono riconosciuti come SIEG (Servizio di Interesse Economico Generale). Va detto che la metà dei punti vendita della cooperazione di consumo conta una superficie inferiore ai 150 mq e questo rappresenta un onere gestionale significativo.</p>
<p>Nonostante il quadro complesso, il sistema ha saputo investire con decisione: nel 2024 sono stati destinati 15 milioni di euro al miglioramento e all’efficientamento dei punti vendita, con un incremento del patrimonio netto del 5,2%, che supera oggi i 145 milioni di euro.</p>
<p><strong>2025 tra aumenti contrattuali e nuove sfide</strong></p>
<p>Il bilancio complessivo evidenzia che 42 cooperative di consumo hanno chiuso l’anno 2024 in utile, mentre 16 sono risultate in perdita, una in meno rispetto al 2023. Un segnale di resilienza e capacità di adattamento anche in uno scenario di crescenti pressioni sui costi, soprattutto per quanto riguarda l’energia, la cui incidenza è tornata a salire negli ultimi tre mesi.</p>
<p>Nel primo trimestre del 2025, le vendite hanno continuato a crescere (+3%), sebbene con andamenti disomogenei sul territorio. Il nuovo anno porterà con sé due ulteriori tranche di aumenti previsti dal nuovo contratto di lavoro.</p>
<p><strong>Lavorare insieme per rispondere al cambiamento</strong></p>
<p>Il convegno ha rilanciato un messaggio chiaro: «E’ fondamentale continuare a lavorare in sinergia – ha detto la vicepresidente della Federazione per il settore del consumo <strong>Paola Dal Sasso</strong> –, per sostenere vendite e margini, investendo nella modernizzazione dei punti vendita, adottare politiche commerciali mirate ai bisogni delle famiglie e migliorare l’efficienza gestionale. Vediamoci, sentiamoci, approfondiamo insieme in sinergia con il Consorzio. Lavorare insieme non è uno slogan, ma una necessità per affrontare il cambiamento con forza e visione. Solo come sistema possiamo garantire un servizio moderno, vicino e di valore per le comunità trentine».</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Dirce Pradella</author></item><item><guid isPermaLink="false">e0ae5470-d24e-45c1-9bd8-70714f07aac9</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/cooperative-agricole-innovazione-e-sostenibilita-al-centro</link><title>Cooperative agricole, innovazione e sostenibilità al centro</title><description>Il convegno delle cooperative agricole del 2024 si è concluso con risultati positivi e spunti importanti per il futuro del comparto trentino. Il fatturato complessivo si attesta a 1.395 milioni di euro. Rimangono alti i costi energetici e delle materie prime. Forte preoccupazione sul tema dei grandi carnivori, a cui è legato il futuro della zootecnia trentina.</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/wkopos3m/albasini-e-girardi.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/cooperative-agricole-innovazione-e-sostenibilita-al-centro" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>3008</width><height>2000</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p class="x_elementToProof">Si è concluso stamane in Sala inCooperazione, con una generale soddisfazione, il convegno annuale delle cooperative agricole. L'evento ha rappresentato un momento cruciale per fare il punto sui risultati raggiunti e per delineare le strategie future del settore agricolo trentino.</p>
<p><strong>Un contesto di sfide e opportunità</strong></p>
<p>Il settore agricolo trentino, come molti altri settori, si trova ad affrontare un contesto globale caratterizzato da numerose sfide. I cambiamenti climatici, l'aumento dei costi delle materie prime, le fluttuazioni dei mercati internazionali, il costo del denaro e le crescenti richieste di sostenibilità sono solo alcune delle pressioni che influenzano quotidianamente le attività agricole. Tuttavia, queste sfide offrono anche opportunità uniche per innovare e migliorare.</p>
<p class="x_elementToProof">“<em>Il comparto,</em> - ha spiegato nel suo intervento il vicepresidente di settore<span> <strong>Stefano Albasini</strong> -<em> rappresenta un modello di resilienza e adattabilità. In un'epoca in cui l'agricoltura è sempre più chiamata a bilanciare produttività e sostenibilità, il modello cooperativo si dimostra particolarmente efficace nel coniugare questi due aspetti. La condivisione delle risorse, delle conoscenze e delle esperienze permette alle cooperative di affrontare con maggiore efficacia le sfide comuni, mantenendo al contempo un forte legame con il territorio e le comunità locali”.</em></span></p>
<p><strong>I dati di settore</strong></p>
<p>Durante il convegno sono stati presentati i dati significativi dal referente di settore della Federazione Michele Girardi. Il 2023 ha messo in evidenza la robustezza e la resilienza del settore agricolo trentino. Il numero di<span> <strong>soci</strong> ammonta a <strong>16.965</strong>, con una leggera flessione rispetto al 2022. I <strong>dipendenti</strong> sono aumentati a <strong>2.967</strong>, con un incremento di 41 unità rispetto all'anno precedente. Gli <strong>ettari coltivati e a pascolo sono 53.771</strong>. La produzione di latte ha raggiunto 120 milioni di litri, in leggera diminuzione rispetto ai 124 milioni del 2022. La <strong>produzione ortofrutticola è di 486 milioni di kg</strong>,<strong> </strong>leggermente inferiore ai 490 milioni del 2022, mentre quella <strong>vitivinicola</strong> è aumentata di poco, portandosi a <strong>1,2 milioni di kg</strong>. La <strong>produzione totale</strong> si attesta a <strong>727 milioni di kg</strong>, con un fatturato complessivo di 1.240 milioni di euro.</span></p>
<p>Nel dettaglio, il<span> <strong>settore ortofrutticolo ha generato 545 milioni di euro</strong>, un risultato stabile rispetto al 2022. Il <strong>settore vitivinicolo ha registrato un fatturato di 602 milioni di euro</strong>, rispetto ai 578 milioni dell'anno precedente, mentre gli altri comparti hanno raggiunto i 93 milioni di euro, rispetto agli 89 milioni del 2022.</span></p>
<p>Per quanto riguarda i bilanci del 2023, gli investimenti netti ammontano a 599 milioni di euro, leggermente inferiori ai 614 milioni del 2022. Il patrimonio netto è aumentato a 493 milioni di euro, rispetto ai 476 milioni dell'anno precedente. I debiti finanziari sono diminuiti a 329 milioni di euro, rispetto ai 384 milioni del 2022.</p>
<p><strong>Lattiero-Caseario</strong>La produzione di latte ha raggiunto 120 milioni di litri nel 2023, una leggera diminuzione rispetto ai 124 milioni di litri dell'anno precedente. Questo calo è dovuto principalmente all'aumento dei costi delle materie prime e dei mangimi. Tuttavia, il settore ha mostrato una notevole capacità di adattamento, implementando tecnologie avanzate per migliorare l'efficienza produttiva e la qualità del latte.</p>
<p>OrtofrutticoloLe cooperative ortofrutticole hanno registrato un risultato positivo grazie ai progetti di innovazione sostenibile. Questi progetti non solo migliorano la qualità dei prodotti, ma contribuiscono fortemente anche alla sostenibilità ambientale.</p>
<p>VitivinicoloUn settore in lieve crescita, con un aumento delle esportazioni rispetto all'anno precedente. Le cooperative vitivinicole hanno investito in nuove tecniche di vinificazione e in progetti di marketing per promuovere i vini trentini sui mercati internazionali. La qualità dei vini prodotti ha ricevuto numerosi riconoscimenti, rafforzando la reputazione del Trentino come regione vinicola di eccellenza.</p>
<p>Zootecnico – ittico<br />Il settore zootecnico ha affrontato sfide significative a causa dell'aumento dei costi dei mangimi e delle normative ambientali sempre più stringenti. Nonostante ciò, le cooperative hanno adottato pratiche innovative per migliorare la sostenibilità delle loro operazioni, come l'uso di mangimi alternativi e la gestione sostenibile dei rifiuti zootecnici. Continua a rimanere alto il livello di allerta sulla questione dei grandi carnivori. All’interno del dibattito del convegno si è sottolineata l’importanza di trovare soluzioni al problema, a cui è direttamente collegato il futuro della zootecnia del trentino.</p>
<p><strong>IA in agricoltura e analisi e prospettive del settore<br /></strong>Durante il convegno,<span> <strong>Raffaele Giaffreda</strong>, ricercatore della <strong>Fondazione Bruno Kessler</strong>, ha presentato le ultime ricerche sull'intelligenza artificiale applicata all'agricoltura. Giaffreda ha discusso di come l'IA possa migliorare l'efficienza e la sostenibilità delle pratiche agricole, attraverso l'uso di droni per il monitoraggio delle colture, l'analisi predittiva per la gestione delle risorse idriche e la prevenzione delle malattie delle piante. A questo si è aggiunto l’intervento conclusivo del responsabile dell’Ufficio Legale della Federazione <strong>Gabriele Barichello </strong>che ha parlato delle prospettive delle cooperative del settore nell’ambito degli assetti societari.</span></p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Alessandro Girardi</author></item><item><guid isPermaLink="false">6d03bef8-9fec-4904-abb1-c9702a9ff5c5</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/famiglie-cooperative-situazione-a-macchia-di-leopardo</link><title>Famiglie Cooperative, situazione a macchia di leopardo</title><description>L’andamento delle imprese più dimensionate e attive in aree turistiche traina il settore e fa migliorare le vendite complessive e la reddittività. Superati i 125 mila soci (+846). Stabile l’occupazione a 1.890 persone.</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/qj0jmjtv/tavolo.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/famiglie-cooperative-situazione-a-macchia-di-leopardo" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2312</width><height>1734</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>I rappresentanti delle 66 Famiglie Cooperative trentine si sono incontrati oggi nella sala inCooperazione per il tradizionale convegno annuale che prevede l’analisi dei dati economici aggregati e dei risultati socioccupazionali.  </p>
<p>In apertura l’intervento del vicepresidente vicario della Federazione Trentina della Cooperazione <strong>Italo Monfredini</strong> che ha portato i saluti del presidente <strong>Roberto Simoni</strong> e del Consiglio di amministrazione, seguito da <strong>Nadia Martinelli</strong>, presidente dell’Associazione Donne in Cooperazione che ha presentato un progetto per prevenire la violenza contro le donne che interessa la rete di vendita delle Famiglie Cooperative.</p>
<p>«Nel 2023 l’andamento delle Famiglie Cooperative è stato a macchia di leopardo – ha sintetizzato <strong>Paola Dal Sasso</strong>, vicepresidente della Federazione per il settore consumo –. I buoni risultati complessivi in termini di vendite e reddittività sono stati trainati dalle realtà attive nelle zone turistiche e da quelle più dimensionate. Un terzo delle cooperative faticano a trovare una sostenibilità economica adeguata:​ 15 su 60 sono in perdita ​ed altre 10 producono una redditività inferiore allo 0,5%​. Sono quelle meno dimensionate e che si trovano lungo l’asta dell’Adige o zone non turistiche e con forte concorrenza».</p>
<p><strong>Contratto integrativo: sistema compatto</strong></p>
<p>Punto d’attenzione del convegno anche il rinnovo del contratto integrativo provinciale, in corso di trattativa con le parti sindacali. Sul tema è emersa la compattezza del sistema della cooperazione di consumo, disponibile a trattare sulle modalità idonee a collegare la parte variabile del salario non più alla presenza fisica dei dipendenti ma alla loro produttività, ma non sulla necessità di procedere in questa direzione.</p>
<p>«Il lavoro della delegazione federale al tavolo della trattativa – ha spiegato la vicepresidente – mira a creare una piattaforma contrattuale integrativa che tutte le Famiglie Cooperative siano in grado di sostenere nel tempo, senza intaccare il patrimonio e quindi il futuro delle imprese».</p>
<p><strong>Una rete capillare</strong></p>
<p>Le Famiglie Cooperative gestiscono 364 punti vendita di cui 229 sono l’unico esercizio commerciale del paese. Di queste 168 sono multiservizi (+7) e 109 Sieg (+24, e saranno circa 120 nel 2024).</p>
<p>La superficie di vendita totale supera i 97 mila metri quadrati, pari a circa 14 campi da calcio, ma nella realtà è molto diversificata: la metà dei negozi ha una superficie inferiore ai 150 metri quadrati, e solo il 18% supera i 400. Mantenere aperti i presidi di minori dimensioni, in piccole e piccolissime località, si conferma un sacrificio dal punto di vista del bilancio, ma resta un impegno che la Cooperazione Trentina di consumo sta portando avanti con convinzione insieme alla Provincia autonoma di Trento per garantire una presenza nelle periferie e contrastare lo spopolamento.</p>
<p>Una rete che continua ad essere rinnovata e riammodernata, grazie ad investimenti che nel 2023 hanno superato i 17 milioni di euro (+ 5 milioni rispetto al 2022).</p>
<p><strong>Vendite e patrimonio</strong></p>
<p>Il fatturato complessivo di queste imprese di proprietà di 125 mila soci e socie (+846) ammonta a 380 milioni (+8%), dato in parte influenzato dall’inflazione.</p>
<p>Nel 2023 si sono registrati maggiori costi per 5 milioni, di cui 2,1 di personale, 1,5 per accantonamenti e 1,4 per interessi passivi e affitti, compensati solo in parte (4 milioni) dalla riduzione dei costi per servizi e da maggiori proventi straordinari.</p>
<p>Costi che sono destinati a crescere ancora, per effetto del nuovo contratto nazionale (a regime costerà 7 milioni in più all’anno) e dei tassi di interesse ancora elevati, in uno scenario complessivo di difficoltà delle famiglie con conseguente impatto sul potere di acquisto e sulle scelte di acquisto.</p>
<p>L’utile netto ammonta a 5,7 milioni, in crescita rispetto al 2022 anche per effetto di alcune partite straordinarie. Bene la patrimonializzazione, con un patrimonio netto di 135 milioni, in aumento del 5,2%.  Stabile l’occupazione, fornita a 1890 persone.</p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">83b42641-7ee5-4180-b001-bc0c104119a6</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/cooperative-sociali-e-di-abitazione-preoccupa-l-aumento-del-costo-del-lavoro</link><title>Cooperative sociali e di abitazione: preoccupa l’aumento del costo del lavoro</title><description>Il 2023 ha seguito la traiettoria di crescita delle cooperative sociali, con un aumento del valore della produzione che ha raggiunto i 243,7 milioni di euro (+5,4% rispetto al 2022). Migliora la marginalità rispetto all’anno precedente (oltre l’1%) ma permane la preoccupazione relativa ai costi crescenti del lavoro, dell'energia e della bassa redditività degli appalti pubblici.</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/ceeiunlg/240515-sociali-e-abitazione-convegno-3-rinaldi-monfredini-maines.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/cooperative-sociali-e-di-abitazione-preoccupa-l-aumento-del-costo-del-lavoro" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>3008</width><height>2000</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Si è tenuta oggi, in Sala inCooperazione, l’annuale convegno di settore delle cooperative sociali aderenti alla Federazione Trentina della Cooperazione. I dati esposti hanno evidenziato una situazione finanziaria che, sebbene in ripresa, deve fare i conti con nuove pressioni economiche.</p>
<p>“<em>La cooperazione sociale trentina</em> – spiega il vicepresidente del settore sociale e abitazione della Federazione <strong>Italo Monfredini </strong>- <em>affronta temi complessi in un mercato che ha il suo riferimento principale nell’ente pubblico. Oggi siamo alle prese con un aumento contrattuale, un fatto che, dal punto di vista dei nostri collaboratori, è certamente positivo, ma che deve portare le nostre imprese a trovare un nuovo equilibrio</em>”.</p>
<p>Nel corso del dibattito sono emerse preoccupazioni non solo per l’aumento del contratto dei lavoratori delle cooperative sociali - un incremento che, con il calcolo degli oneri aggiuntivi, può arrivare a un valore tra il 15% e il 16%, più del 4% nel 2024 e un ulteriore 11%-12 % nel 2025 - ma anche per i costi relativi all’energia e alle marginalità sempre più risicate degli appalti pubblici legati al settore.</p>
<p><strong>I dati aggiornati<br /></strong>Nonostante le preoccupazioni inerenti al prossimo futuro, il 2023 ha portato a qualche sollievo in termini di bilancio, così come esposto dal referente di settore della Federazione <strong>Stefano Maines</strong>.<strong> </strong>A dimostrarlo,<strong> </strong>il valore della produzione complessivo che si è assestato a <strong>243,7 milioni di euro</strong> (+5,4% rispetto al 2022). Attualmente sono <strong>90 le cooperative sociali</strong> aderenti alla Cooperazione Trentina, 49 di tipo A, 21 di tipo B e 14 miste, con un patrimonio netto di <strong>91,7 milioni di euro</strong> (+4,4%).</p>
<p><strong>Cooperative Sociali di Tipo A</strong></p>
<p>Sono cooperative che forniscono servizi sociali, sanitari ed educativi, e hanno visto il loro valore di produzione aumentare a <strong>184,2 milioni</strong> di euro nel 2023 (+4,7% rispetto al 2022), con un leggero aumento del numero di lavoratori a 4.600. La <strong>marginalità è aumentata a +1,6%</strong> dallo 0,3% del 2022, mentre il patrimonio netto è cresciuto del 2,8% raggiungendo i 74,4 milioni di euro.</p>
<p><strong>Cooperative Sociali di Tipo B</strong></p>
<p>Sono le cooperative incentrate sull'inserimento lavorativo di persone svantaggiate, che hanno mantenuto la loro traiettoria di crescita con un <strong>valore della produzione di 59,4 milioni di euro</strong> nel 2023 (rispetto ai 55,3 dell 2022). La <strong>marginalità è migliorata con un +2,6%</strong> e il patrimonio netto ha visto un incremento del 12%.</p>
<p><strong>Cooperative di Abitazione</strong></p>
<p><span style="font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 14px;">Ad oggi sono 21 le cooperative di abitazione presenti sul territorio, di cui 14 aderenti alla Federazione. </span><strong style="font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 14px;">Andrea Rinaldi</strong><span style="font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 14px;">, direttore di CoopCasa (società consortile che vede la partecipazione di Cooperazione Trentina, C.L.A. e Consolida) ha mostrato alla platea le attività svolte per ampliare le soluzioni abitative cooperative anche al social housing, attraverso un confronto costante con il Servizio politiche della casa e i relativi tavoli di lavoro.</span></p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">cd718d24-3102-4a9c-9fef-a73ac3b3e223</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/cooperative-di-lavoro-e-di-servizi-tengono-i-volumi-e-migliora-la-reddittivita</link><title>Cooperative di lavoro e di servizi, tengono i volumi e migliora la reddittività</title><description>Il valore della produzione delle 128 cooperative del settore è aumentato di circa il 2% raggiungendo i 473 milioni di euro. Utile aggregato a quota 16 milioni (+5 milioni). Stabile l’occupazione, con oltre 7 mila i lavoratori. Circa 19 mila i soci (+4%).</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/mnijdvk1/logo.jpeg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/cooperative-di-lavoro-e-di-servizi-tengono-i-volumi-e-migliora-la-reddittivita" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1821</width><height>1292</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>I rappresentanti delle 128 cooperative trentine attive nel settore dei servizi e della produzione lavoro si sono incontrati oggi nella sala inCooperazione per il tradizionale convegno annuale che prevede l’analisi dei dati economici aggregati e dei risultati socioccupazionali.</p>
<p>Si tratta del settore che conta il maggior numero di imprese cooperative, impegnate in attività molto eterogenee: servizi ambientali, edilizia, logistica, ristorazione, front office, pulizie, manutenzione del verde, turismo, servizi energetici e tante altre. Oltre 19 mila soci e socie (+700 rispetto al 2022), di cui 1.800 soci lavoratori e 7 mila persone occupate.</p>
<p>In apertura l’intervento del vicepresidente vicario della Federazione Trentina della Cooperazione <strong>Italo Monfredini</strong> che nel portare i saluti del presidente <strong>Roberto Simoni</strong> e del Consiglio di amministrazione, ha puntato l’attenzione sul problema del lavoro o, meglio, sulla mancanza di risorse umane che accomuna tante cooperative in questi anni, e sulla necessità di trovare una strategia complessiva di sistema in proposito.</p>
<p>«Il 2023 è stato un anno complesso, con scenari macroeconomici destabilizzati dai conflitti bellici e dall’aumento del costo del denaro – ha commentato <strong>Germano Preghenella</strong>, vicepresidente della Federazione Trentina della Cooperazione per il settore lavoro e servizi –. Le cooperative di quest’ambito hanno evidenziato in aggregato una buona tenuta a livello di volumi, con 473 milioni di euro di valore della produzione, in crescita dell’1,7%, e hanno migliorato la reddittività, con un utile pari a 16 milioni, in aumento di 5 milioni rispetto all’anno precedente anche in considerazione della frenata dell’impatto dell’inflazione sui costi di approvvigionamento e di un calo dei costi energetici».</p>
<p>Tema d’attenzione del convegno anche l’ia, con gli interventi di <strong>Laura Maffei</strong> e di <strong>Carla Mascia</strong> della Fondazione Hit, che hanno presentato le opportunità a disposizione del mondo delle imprese che riserva questo straordinario strumento. </p>
<p><strong>Area lavoro </strong></p>
<p><strong>Giuliano Bernardi</strong>, responsabile dell’Area Servizi integrati della Federazione Trentina della Cooperazione, ha spiegato che le 76 cooperative di lavoro hanno generato un valore stimato della produzione di 372 milioni (+2,2%), un utile aggregato di 10 milioni (+3 milioni) e una marginalità media del 3%, in miglioramento rispetto al 2,2% del 2022.</p>
<p>Il comparto è molto diversificato per tipologia di attività e dimensione d’impresa: ci sono due cooperative che hanno un giro d’affari che supera i 50 milioni di euro e 29 cooperative che si fermano sotto al milione di euro. In altre parole, le 8 cooperative più grandi (oltre 10 milioni di fatturato) hanno generato il 62% del valore della produzione e le 29 più piccole hanno inciso per il 4% sull’aggregato.</p>
<p>Cresce e si rafforza ulteriormente la patrimonializzazione: 147 milioni di euro il patrimonio netto aggregato stimato, 10 milioni in più rispetto al 2022 (+7,2%). Bene l’occupazione: sono circa 6.200 le persone che operano stabilmente in queste imprese, di cui circa 1.800 come soci lavoratori, in crescita rispetto all’anno precedente (+3,3%).</p>
<p><strong>Area servizi </strong></p>
<p>Il settore delle 52 cooperative di servizi presenta un valore della produzione pari a 101 milioni, stabile rispetto al 2022. Questo dato è fortemente influenzato dalla riduzione del fatturato dei tre Consorzi Elettrici, per effetto del calo del prezzo dell’energia registrato nel 2023 dopo l’exploit del 2022. Al netto dell’andamento dei consorzi elettrici, il valore della produzione cresce dell’11%. Anche questo comparto è caratterizzato da una forte disomogeneità per attività e per dimensioni: più della metà delle cooperative fatturano meno di 1 milione di euro, mentre 9 più di 3 milioni.</p>
<p>Positivo ed in crescita il risultato netto aggregato complessivo, pari a 5,9 milioni di euro (+2,2%), trainato da tre grandi cooperative. Anche in quest’ambito migliora la patrimonializzazione (+7,3%), con il patrimonio netto a quota 108,8 milioni. Tiene l’occupazione: sono 734 le persone impiegate a fine dicembre 2023.</p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">2cc4ff42-6fbd-4e4e-aa9a-875fa8633540</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/la-transizione-verde-europea-e-l-agricoltura-trentina-condivisione-sulla-strategia-preoccupazione-per-le-azioni-concrete</link><title>La transizione verde europea e l’agricoltura trentina: condivisione sulla strategia, preoccupazione per le azioni concrete</title><description><![CDATA[<p class="x_MsoNormal">Oggi pomeriggio nella sede della Cooperazione Trentina a Trento si è parlato di Europa e transizione green con la partecipazione del parlamentare europeo Herbert Dorfmann e del direttore degli Affari Europei di Confcooperative Leonardo Pofferi, moderatore Samuel Cornella, funzionario della Federazione a Bruxelles.</p>
<p class="x_MsoNormal">Una transizione costosa, doverosa ma molto impattante sull’agricoltura locale. Serve maggiore dialogo.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/zbajy53q/l-incontro-sul-green-deal-europeo.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/la-transizione-verde-europea-e-l-agricoltura-trentina-condivisione-sulla-strategia-preoccupazione-per-le-azioni-concrete" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2016</width><height>1512</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p class="x_xp1">L’agricoltura trentina alla prova del “green deal” dell’Unione Europea, la tabella di marcia avviata a cavallo tra il 2019 e 2020 per raggiungere la neutralità climatica in Europa entro il 2050.</p>
<p class="x_xp1">Se ne è parlato oggi in un incontro (molto partecipato) nella sede della Federazione a Trento con il parlamentare europeo<span> <strong>Herbert Dorfmann</strong>, componente della Commissione agricoltura, e <strong>Leonardo Pofferi,</strong> direttore Affari Europei di Confcooperative e vicepresidente Cogeca. Moderatore <strong>Samuel Cornella</strong>, funzionario della Federazione a Bruxelles.</span></p>
<p class="x_xp1">“È un'occasione importante – ha detto in apertura il presidente della Cooperazione Trentina<span> <strong>Roberto Simoni</strong> - perché siamo nel mezzo di una transizione ambientale che riguarda anche il Trentino. Serve conoscenza e formazione per fare i conti con una realtà che si modifica continuamente e a cui dobbiamo adattarci”.</span></p>
<p class="x_xp1">Il vicepresidente della Federazione<span> <strong>Michele Odorizzi</strong> ha portato le preoccupazioni del mondo agricolo verso decisioni che potrebbero danneggiare l’agricoltura locale, e l’assessora provinciale all’agricoltura <strong>Giulia Zanotelli</strong> ha affermato che “dovremo vigilare su scelte della UE che stanno mettendo in difficoltà il comparto provinciale. Questi temi saranno al centro della politica trentina per i prossimi mesi e anni”.</span></p>
<p class="x_xp1">Ma quali sono le criticità che preoccupano gli agricoltori trentini? Uno dei primi passaggi del “Green deal” (24 giugno 2021) è stata la legge europea sul clima, che rende giuridicamente vincolante l'obiettivo di ridurre le emissioni del 55% (efficienza energetica edifici, riduzione emissioni veicoli).</p>
<p class="x_xp1">La strategia Farm to Fork (dalla fattoria al piatto) è invece il piano decennale messo a punto dalla Commissione europea per guidare la transizione verso un sistema alimentare equo, sano e rispettoso dell'ambiente.</p>
<p class="x_xp1">Un insieme di regolamenti e norme europee che provano a coniugare i classici obiettivi della PAC (politica agricola comune) - garantire reddito ai produttori e sicurezza alimentare - con quelli più strettamente ambientali e di sostenibilità.</p>
<p class="x_xp1">Nel concreto, ciò significa ridurre del 50% dell'uso di pesticidi chimici entro il 2030; ridurre di almeno il 20% l'uso di fertilizzanti entro il 2030; ridurre del 50% le vendite di antimicrobici antibiotici per allevamento e acquacoltura entro il 2030; trasformare il 25% dei terreni agricoli in aree destinate all'agricoltura biologica entro il 2030.</p>
<p class="x_xp1">“Questi sono obiettivi strategici largamente condivisi anche dal mondo agricolo – ha introdotto il moderatore<span> <strong>Samuel Cornella</strong> – il problema semmai è quando si passa dalla strategia alla tattica attraverso l'implementazione di azioni concrete funzionali all'obiettivo strategico. Ci si scontra con una grande complessità con cui bisogna misurarsi”.</span></p>
<p class="x_xp1">Il “Green deal” impatta profondamente sul mondo agricolo e produttivo e quella appena trascorsa è stata una fase molto intensa nel dialogo tra istituzioni in merito ai principali dossier legislativi.</p>
<p class="x_xp1">In periodo recente, l’11 luglio scorso il Parlamento europeo ha votato la Direttiva sulle emissioni industriali, con correttivi rispetto alla proposta della Commissione che rischiava di pregiudicare in modo indebito il mondo della zootecnia.</p>
<p class="x_xp1">La legge sul Ripristino della natura votata nella plenaria del 12 luglio dopo passaggi a dir poco travagliati combatte la perdita di biodiversità, si propone di arginare il cambiamento climatico con l’elaborazione di piani nazionali con l’obiettivo di ripristinare almeno il 20% delle aree naturali UE entro il 2030</p>
<p class="x_xp1">Il Regolamento sui Fitofarmaci (trasformato dalla precedente direttiva) è stato posticipato ad ottobre.  Esso prevede la riduzione dell’uso dei fitofarmaci del 50% entro il 2023 (obiettivo considerato poco realistico), la promozione dell’agricoltura di precisione, il divieto di fitofarmaci in aree sensibili. E poi la normativa sugli imballaggi, con l’obbligo di sticker compostabile da apporre sul prodotto.</p>
<p class="x_xp1">“In questa legislatura abbiamo constatato una maggiore chiusura da parte della Commissione europea di entrare nel merito delle proposte e a confrontarsi – afferma<span> <strong>Leonardo Pofferi</strong> -. Ogni qualvolta abbiamo avanzato obiezioni e perplessità, abbiamo trovato solo chiusura. Questo purtroppo ha causato una polarizzazione delle posizioni che oggi effettivamente nuoce all’agricoltura. L’auspicio è quello di recuperare uno spazio di dialogo concreto.</span></p>
<p class="x_xp1">Poi c’è il tema delle risorse finanziarie. È chiaro che un approccio forte di cambiamento deve essere accompagnato da risorse adeguate. Oggi si continua a fare riferimento a quelle disponibili nella Politica agricola comune che già sappiamo aver subìto una cura dimagrante in occasione della riforma della PAC, mentre invece di fronte a misure di natura straordinaria servirebbe una risposta straordinaria in termini di risorse economiche”.</p>
<p class="x_xp1">“Chiaramente la transizione energetica ha dei costi – ha detto l’on.<span> <strong>Herbert Dorfmann</strong> – ma anche non far niente ha un costo. Comunque il cambiamento climatico c'è, e porta dei costi purtroppo anche molto alti. Però l’Unione europea prevede anche finanziamenti per circa   60 miliardi di euro l'anno per la politica agricola, dobbiamo riflettere su come utilizzare questi fondi anche per la transizione ecologica. Già un terzo della PAC viene utilizzato a questo fine, forse si può investire ancora di più.</span></p>
<p class="x_xp1">Dobbiamo pensare alle nuove generazioni, e sprecare di meno. Buttiamo via il 25% delle risorse alimentari prodotte, pari ad un bilancio della Ue, e questo è inaccettabile”.</p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">418a422f-c5d3-4766-aaf4-4cc7aba3d442</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/cooperative-agricole-un-sistema-solido-che-resiste-alla-crisi</link><title>Cooperative agricole, un sistema solido che resiste alla crisi</title><description><![CDATA[Il fatturato complessivo supera 1,3 miliardi di euro e dimostra la resilienza e la tenuta del settore nonostante un’annata molto pesante per l’esplosione dei costi energetici, l’aumento dell’inflazione e la riduzione dei margini. Bene il settore vitivinicolo, con ottime liquidazioni, e quello lattiero caseario. Soffre l’ortofrutticolo per le conseguenze della grandine e per la scarsità di prodotto. Cresce in generale l’occupazione<br />Eletti i quattro candidati di settore per il nuovo Consiglio di amministrazione della Federazione: Stefano Albasini, Rodolfo Brochetti, Lorenzo Libera e Luca Rigotti.]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/vurjpo0q/low-mele-2022-foto-marco-parisi-1-7.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/cooperative-agricole-un-sistema-solido-che-resiste-alla-crisi" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1920</width><height>1281</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>I rappresentanti delle 85 cooperative agricole si sono riuniti stamattina presso la Cantina sociale di Trento per il tradizionale convegno di settore, che ha tracciato il bilancio dei risultati aggregati del 2022 e ha definito la lista dei quattro candidati di comparto da proporre all’assemblea elettiva dell’8 giugno per il rinnovo del Consiglio di amministrazione della Federazione Trentina della Cooperazione.</p>
<p>Le quattro persone votate all’unanimità sono: <strong>Stefano Albasini</strong> (presidente del Caseificio Cercen e del Trentingrana Concast), <strong>Rodolfo Brochetti</strong> (presidente de La Trentina), <strong>Lorenzo Libera</strong> (presidente della Cantina di Avio e di Cavit) e <strong>Luca Rigotti</strong> (presidente del Gruppo Mezzacorona).</p>
<p>«Nonostante l’esplosione dei costi, l’inflazione che erode anche il potere d’acquisto, la difficoltà a reperire manodopera e la siccità – ha detto il vicepresidente della Federazione per il settore agricolo <strong>Michele Odorizzi</strong> – il settore ha retto e ha garantito un ruolo fondamentale di resilienza per la comunità trentina nel suo complesso. Abbiamo proseguito il nostro impegno sulla sostenibilità, con importanti nuovi traguardi raggiunti, ma guardiamo con preoccupazione alle politiche europee che se interpretate in modo radicale rischiano di produrre seri contraccolpi nei soci produttori».</p>
<p>Tra le sfide importanti sul piano nazionale anche la riforma fiscale, sulla quale la Federazione insieme a Confcooperative presidierà la difesa delle caratteristiche distintive dell’impresa cooperativa: «Chi non conosce il nostro sistema – ha detto il presidente della Cooperazione Trentina <strong>Roberto Simoni</strong> – tende a considerare il nostro regime fiscale come un privilegio, non sapendo che le nostre imprese non hanno scopo di lucro. Per questo è importante farci conoscere bene ed essere interlocutori uniti e rappresentativi».</p>
<p>Presente al convegno l’assessora provinciale all’agricoltura <strong>Giulia Zanotelli</strong>, che ha parlato dei cinque temi forti che interesseranno il settore agricolo nei prossimi mesi: «La Provincia autonoma di Trento – ha detto – sta ponendo una grande attenzione sulla partita del Pnrr, nell’accompagnare anche il settore cooperativo a cogliere le opportunità a disposizione. Stiamo inoltre definendo i criteri della prossima Programmazione e presidiando i temi fondamentali dell’energia e dell’acqua. Non ultima la valorizzazione dei prodotti, anche con la creazione dei Distretti del Cibo, sui quali si aprirà a breve un Bando nazionale di grande interesse. Tutti temi che presidiamo in dialogo costante con la Federazione».</p>
<p>Ed in effetti il sistema agricolo sta lavorando da tempo, insieme alla Federazione, per la creazione dei Distretti del Cibo, per avere tutte le carte in regola per partecipare al Bando e beneficiare di una nuova occasione di valorizzazione delle produzioni agricole e del paesaggio rurale, distribuendo valore aggiunto integrato con storia, cultura e caratteristiche locali.</p>
<p><strong>I dati di bilancio</strong></p>
<p>I dati, esposti dal referente del settore agricolo della Federazione, <strong>Michele Girardi</strong>, segnalano una situazione complessivamente positiva per le 85 cooperative agricole associate, non senza qualche ombra. Bene ha operato il comparto vitivinicolo, con dati in crescita (602 milioni di fatturato contro i 578 del 2021), così come il lattiero caseario (142 milioni contro 131) e le altre produzioni (89 milioni contro 83). Il fatturato complessivo del settore di 1.323 milioni di euro è in leggero calo rispetto ai 1.375 del 2021 (-3,8%) imputabile in particolare alle difficoltà del comparto ortofrutticolo, che ha risentito di due fattori: in primis il confronto con l’annata precedente, caratterizzata da record di qualità e quantità, e quindi da quotazioni eccellenti; in secondo luogo, in molte zone del Trentino i frutteti hanno dovuto fare i conti con la grandine, che ha compromesso la produzione e ridotto la pezzatura. Va detto a questo proposito che l’importante condivisione dei soci produttori trentini per quanto riguarda le assicurazioni sui danni da freddo o grandine rappresenta un elemento di grande significato e rilevanza per la realtà trentina. I soci cooperatori agricoli sono complessivamente 17.405 (-302) e i dipendenti 2.925 (+31). Stabili gli investimenti (660 milioni) e in crescita il patrimonio netto, pari a 504 milioni (+3,7%).</p>
<p><strong><u>Vino</u></strong>: le 16 cooperative vitivinicole contano 6.412 soci (-132) e 614 dipendenti (+3). Nella stagione agricola 21/22 hanno lavorato 1,1 milioni di quintali di uva (1,2 nella precedente) liquidando ai soci 153 milioni (156). La liquidazione media a quintale è stata eccellente, la più alta degli ultimi dieci anni, pari a 138 euro (+4,7%), mentre la resa a ettaro si è stabilizzata a 17.147 euro (-2,9%).</p>
<p><strong><u>Lattiero Caseario</u></strong>: le 19 cooperative del comparto contano 760 soci (-3), 352 dipendenti (+12) e hanno prodotto 88 milioni di litri di latte (-5), garantendo ai soci una remunerazione di 61 milioni (+ 8), trainata in particolare dai caseifici delle zone turistiche. La liquidazione media per la produzione a grana è stata di 67,4 centesimi al litro (+13,1%) e di 68,8 centesimi per quella a latte (+19,7%). Per quanto riguarda il comparto <strong><u>zootecnico e ittico</u></strong>, si contano 1.108 soci che allevano oltre 23 mila capi bovini. A questi vanno aggiunte 40 imprese del settore ittico che gestiscono 70 impianti con 480 addetti producendo 31 milioni di fatturato.</p>
<p><strong><u>Ortofrutta</u></strong>: le 27 cooperative del comparto contano 5.682 soci (-140) e 1.828 dipendenti (+19) e hanno conferito 517 milioni di kg di frutta (-33) garantendo ai soci liquidazioni per 211 milioni (-89). La liquidazione media si è abbassata a 34,5 centesimi al kg, il 29% in meno dell’annata agricola precedente, proprio a causa dei pesanti effetti delle calamità naturali, con conseguenze anche sulla resa ad ettaro, pari a 19.555 euro (-33%).</p>
<p><strong>I componenti del comitato di settore</strong></p>
<p>Durante il convegno sono stati eletti anche i 26 componenti del comitato del settore: <strong>Franco Benamati, Silvio Bertoldi, Matteo Bortolini, Giacomo Broch, Massimo Gentili, Diego Coller, Alessandro Dalpiaz, Ernesto Seppi, Paolo Gerevini, Rodolfo Brochetti, Silvano Grisenti, Luca Rigotti, Francesco Giovannini, Mauro Capra, Vigilio Giovanelli, Lorenzo Libera, Enrico Zanoni, Ennio Magnani, Stefano Albasini, Marco Ramelli, Goffredo Pasolli, Graziano Molon, Sergio Paoli, Remo Paterno, Marcello Profaizer e Vanda Rosà</strong>.</p>
<p> </p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">366666b5-91ca-43b9-ba7b-aed8ae1a4802</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/cooperative-sociali-e-di-abitazione-grande-preoccupazione-per-il-calo-delle-marginalita</link><title>Cooperative sociali e di abitazione: grande preoccupazione per il calo delle marginalità</title><description><![CDATA[<p>Il 2022 ha visto proseguire il trend di crescita complessivo delle 89 cooperative sociali del comparto, con un valore della produzione aumentato del 4,2% rispetto all’anno precedente, superando così i 228 milioni di euro. Un dato positivo che contrasta con una marginalità sempre più risicata (solo +0,3% nel 2022) a causa dei costi del lavoro, dell’energia e della scarsa redditività degli appalti pubblici.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/s1en1r1o/agricoltura-disabili-al-lavoro-piantine.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/cooperative-sociali-e-di-abitazione-grande-preoccupazione-per-il-calo-delle-marginalita" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1024</width><height>683</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>I dati di bilancio - esposti nel convegno tenutosi stamane presso la Cantina Sociale di Trento - parlano di cifre mediamente in crescita e che, negli ultimi anni, hanno visto uno balzo in negativo solo in occasione della pandemia da Covid-19. In particolare, risulta evidente come siano aumentate sia di numero che di peso le cooperative con fatturato superiore al milione e mezzo di euro negli ultimi 15 anni. Un dato che contrasta però con la difficoltà, esposta da molti presidenti di cooperativa quest’oggi, di partecipare ad appalti pubblici che non garantiscono sostenibilità economica.</p>
<p>“<em>Il convegno di oggi restituisce un'immagine della cooperazione sociale fatta di persone preoccupate –</em> spiega il vicepresidente vicario della Federazione <strong>Italo Monfredini</strong> <em>-, di dirigenti che hanno dovuto subire ciò che è accaduto in questi anni. Allo stesso tempo, però, è stata l’occasione di vedere una nuova vitalità, una capacità di discutere e di guardare al futuro con un ragionevole ottimismo.  Nella speranza che la cooperazione sociale sappia traguardare obiettivi di medio lungo periodo, lasciandosi alle spalle un passato impegnativo</em>”.</p>
<p>Nel convegno è intervenuto anche il presidente di Confcooperative Solidarietà <strong>Stefano Granata</strong>, che ha contribuito al dibattito sottolineando come oggi la cooperazione sociale stia subendo la trasformazione, seguendo una traiettoria completamente diversa rispetto al periodo in cui è nata: “<em>Le cooperative sociali oggi hanno una sfida fondamentale che riguarda anche la loro esistenza e il loro essere dentro le comunità.  Per farlo devono giocare un ruolo da protagoniste. Prima di tutto rivedendo i modelli organizzativi, tornando a far sì che la cooperazione sociale sia di appeal per le nuove generazioni, così che possano giocare lì la loro realizzazione di vita professionale”</em>.</p>
<p><strong>I dati: cooperative sociali di Tipo A</strong></p>
<p>Le sociali di tipo A (<strong>56</strong> in totale) sono cooperative che gestiscono servizi sociali, sanitari ed educativi.  Nel 2022 hanno visto proseguire il trend positivo dell’anno precedente, con un valore della produzione stimato pari a <strong>174,1 milioni</strong> (+4,8% rispetto al 2021). Per quanto riguarda l’occupazione: sono <strong>4.575 i lavoratori</strong> complessivi a fine 2022, con una variazione marginale rispetto all’anno precedente. Cala, seppur di poco, la marginalità, passando dallo 0,6% nel 2021 allo 0,3% del 2022. Cresce invece il patrimonio netto a disposizione delle cooperative che, con un +1,4%, si assesta a <strong>72,6 milioni</strong> di euro. <strong>                    </strong></p>
<p><strong>I dati: Cooperative Sociali di Tipo B</strong></p>
<p>Le sociali di tipo B sono cooperative che si occupano della gestione di attività finalizzate all'inserimento lavorativo di persone svantaggiate nei settori: industria, commercio, servizi e agricoltura. Le <strong>22 cooperative analizzate</strong> hanno visto, complessivamente, un <strong>mantenimento della crescita del valore della produzione</strong> post-pandemia <strong>(+2,6%)</strong>, stimato a circa <strong>54,4 milioni di euro</strong>. Migliora la marginalità solo nelle cooperative fino con fatturato fino a 1 milione di (fino al 6% di utile), e <strong>si rafforza anche la patrimonializzazione (+12,2%)</strong>. Cresce, seppur di poche unità, l’occupazione: sono complessivamente <strong>2.223 i lavoratori</strong> delle cooperative di tipo B a fine 2022, in aumento dello 0,2% in termini di unità lavorative annue.</p>
<p><strong>I dati: Cooperative di Abitazione</strong></p>
<p><strong>Andrea Rinaldi</strong>, direttore di <strong>CoopCasa</strong> (società consortile che vede la partecipazione di Cooperazione Trentina, C.L.A. e Consolida) ha mostrato alla platea i risultati ottenuti dalla sua nascita (2011), portando alla consegna, in 12 anni, di oltre <strong>300 alloggi</strong> e <strong>350 parcheggi</strong>, e alla gestione socio-immobiliare di 516 alloggi a canone del Fondo Housing Sociale del Trentino. Le domande finanziate dalla Provincia Autonoma di Trento per il biennio 2021-2022, su percorsi CoopCasa, sono state <strong>30 per i soci</strong> di cooperative edilizie e <strong>5 per le cooperative</strong> edilizie a proprietà individuale.</p>
<p><strong>I candidati al Consiglio di Amministrazione della Federazione</strong></p>
<p>Dalle votazioni espresse sono risultati tre i candidati di settore per il nuovo Consiglio di Amministrazione della Federazione, tra questi il vicepresidente vicario uscente <strong>Italo Monfredini</strong> e due nuove entranti: la neopresidente di Consolida <strong>Francesca Gennai</strong> e la presidente della cooperativa Città Futura <strong>Sandra Dodi</strong>. Non si ricandidano i consiglieri uscenti <strong>Paolo Fellin</strong> (presidente di Vales), <strong>Serenella Cipriani</strong> (presidente di Impronte) e <strong>Francesco a Beccara</strong> (già presidente cooperativa A.L.P.I.).</p>
<p>Durante il convegno sono stati eletti anche i componenti del comitato del settore sociale:  <strong>Stefania Anselmi</strong>, <strong>Alessandro Bezzi</strong>, <strong>Damiano Bosin</strong>, <strong>Michele Covi</strong>, <strong>Luciano Enderle</strong>, <strong>Paolo Fellin</strong>, <strong>Mariangela Minati</strong>, <strong>Domenico Zalla</strong>. Per le cooperative di abitazione farà parte del comitato <strong>Fabrizio Bottamedi</strong>.</p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">bf2cd902-6a77-4f10-ab5b-a53c0848a15b</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/cooperative-di-lavoro-e-di-servizi-crescono-attivita-risultati-e-occupazione</link><title>Cooperative di lavoro e di servizi: crescono attività, risultati e occupazione</title><description><![CDATA[<p>Il valore della produzione delle 124 cooperative del settore è aumentato del 16% raggiungendo i 467 milioni di euro. Oltre 7 mila i lavoratori (+2,6%). Bene anche la reddittività, con un utile aggregato di 11,4 milioni (+2,1 milioni).</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/jz5mq44x/cooperative-lavoro-servizi.jpeg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/cooperative-di-lavoro-e-di-servizi-crescono-attivita-risultati-e-occupazione" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>6000</width><height>3997</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>I rappresentanti delle 124 cooperative di lavoro e di servizio si sono riuniti ieri presso la Cantina sociale di Trento per il tradizionale convegno di settore, che ha tracciato il bilancio dei risultati aggregati del 2022 e ha definito la lista dei tre candidati di comparto da proporre all’assemblea elettiva dell’8 giugno per il rinnovo del Consiglio di amministrazione della Federazione Trentina della Cooperazione.</p>
<p>Le tre persone votate sono: il vicepresidente uscente <strong>Germano Preghenella</strong> (presidente di Consorzio Lavoro Ambiente e Multiservizi) e le new entry <strong>Camilla Santagiuliana Busellato</strong> (presidente di Risto3) e <strong>Matteo Zanella</strong> (vicepresidente di Ecoopera). A loro il compito di raccogliere le redini di un settore che si presenta in buona forma, grazie alla crescita di tutti i principali indicatori economici e sociali: va bene il valore della produzione, che cresce del 16% raggiungendo i 467 milioni di euro, così come l’utile aggregato (11,4 milioni rispetto ai 9,3 del 2021). Positiva anche la dimensione del lavoro, con 7.000 persone impiegate, in crescita del 2,6% in termini di Ula (unità lavorative per anno). Il settore rappresenta oltre 16 mila soci e socie, di cui 1.750 soci lavoratori.</p>
<p>«Nonostante le contingenze esterne – ha detto Preghenella – il nostro settore ha dimostrato grande resilienza, valorizzando le sue peculiarità: lo confermano i risultati di bilancio e soprattutto l’occupazione, che si è rinforzata, e non era scontato in questo contesto. Ora abbiamo bisogno di guardare oltre, organizzarci per intercettare le risorse del Pnrr, che sono pensate per le medie e grandi imprese, continuando ad occuparci del benessere delle persone, di chi lavora con noi, interpretando la marginalità come un risultato e non come lo scopo delle nostre cooperative».</p>
<p>Al convegno è intervenuto <strong>Achille Spinelli</strong>, assessore provinciale allo sviluppo economico ricerca e lavoro che ha parlato della riforma del Progettone (intervento di politica attiva del lavoro che interessa circa 1800 persone per un investimento provinciale di 50 milioni annui) e delle opportunità che il Pnrr porta in Trentino, interessanti anche per le cooperative di servizi e di lavoro. «Il Pnrr – ha spiegato – guarda alla prospettiva dello sviluppo e alle due grandi transizioni, quella digitale e quella della sostenibilità ambientale. Un altro aspetto che promuove è quello della valorizzazione del capitale umano. Ambiente e capitale umano si adattano perfettamente all’ambito di operatività delle cooperative di produzione lavoro. In Trentino ci sono già 97 progetti, per un valore nominale di 1,6 miliardi, che con l’aumento dei prezzi dei materiali arriverà a 2 miliardi. Tra questi progetti la cooperazione potrà esprimere il suo contributo, e penso alla valorizzazione dei borghi, a parchi e giardini, alle ciclabili». Ed in effetti sul Pnrr, come ha ricordato il direttore della Federazione <strong>Alessandro Ceschi</strong>, la Cooperazione ha grandi aspettative, rivolte anche al sostegno della diffusione delle comunità energetiche – oggetto di un protocollo d’intesa già firmato con la Provincia – e per lo sviluppo delle comunità periferiche.</p>
<p>«Quella del Progettone – ha detto in chiusura il presidente della Federazione <strong>Roberto Simoni</strong> – è una normativa fondamentale per noi, perché disciplina il lavoro ‘buono’, attivo, non assistenziale, e rappresenta un unicum in Italia. Dopo 35 anni, cominciava a mostrare delle crepe. La soluzione che la Provincia ha voluto adottare ci ha visto parte diligente ed attiva e ritengo che il risultato abbia anche valorizzato a pieno la nostra autonomia, innovando con coraggio».</p>
<p><strong>Area lavoro </strong></p>
<p>Nelle 77 cooperative di lavoro, il valore della produzione ammonta a 365 milioni di euro e registra una crescita di 42 milioni (+13%) rispetto al 2021 e di 70 milioni se si confronta con il 2019 pre covid. In crescita anche il risultato aggregato, che raggiunge quota 7,8 milioni (6,4 nel 2021).</p>
<p>Nonostante un contesto di elevata inflazione e di incremento esponenziale dei costi energetici, tiene la marginalità complessiva e si rafforza ulteriormente la patrimonializzazione (+6,9%). Bene anche l’occupazione: sono circa 6.300 i lavoratori a fine 2022, con una crescita su base annua del 2,6%;</p>
<p><strong>Area servizi </strong></p>
<p>Il settore delle 47 cooperative di servizi, caratterizzato dalla presenza di imprese attive in settori molto eterogenei (consorzi elettrici, Apt, trasporti, servizi del terziario, turismo, commercio, ecc.), presenta un valore della produzione pari a 102 milioni, in crescita del 26,4%.</p>
<p>Il dato è fortemente influenzato dall’aumento del valore della produzione dei consorzi elettrici (i ricavi derivano principalmente dalla vendita dell’energia elettrica con prezzi imposti dall’Autorità). Al netto dell’andamento dei consorzi elettrici, il valore della produzione cresce comunque del 12,9%.</p>
<p>L’utile aggregato è pari a 3,7 milioni di euro (erano 2,9 nel 2021) e va a rafforzare ulteriormente il patrimonio (+3,9%). Stabile l’occupazione (circa 750 lavoratori e lavoratrici).</p>
<p><strong>I componenti del comitato di settore</strong></p>
<p>Durante il convegno sono stati eletti anche i 12 componenti del comitato del settore: <strong>Alessio Bassetti, Amos Bellumat, Domenico Calderone, Giovanna Caresia, Eleonora Da Ronco, Elisa Lodrini, Stefano Raffaelli, Franco Torelli, Giuliana Zandonai, Daniele Santorum, Antonio Stompanato e Dino Vaia</strong>.</p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">3c1bbc9f-8090-48e0-9911-fb36dc9493b0</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/casse-rurali-trentine-prosegue-anche-nel-2022-l-andamento-positivo</link><title>Casse Rurali Trentine, prosegue anche nel 2022 l’andamento positivo</title><description><![CDATA[<p>Buoni i dati del primo trimestre 2022: crescono la raccolta complessiva (+6,4% rispetto a marzo 2021) e i crediti netti alla clientela (+2,1% su base annua). Ma la parola d’ordine è prudenza, vista la forte incertezza generata dagli scenari economici generali (exploit costi materie prime, guerra, inflazione…).</p>
<p>Maurizio Maffei, presidente della Cassa Rurale Vallagarina, è stato indicato dal convegno di oggi come candidato di settore in vista dell’assemblea del 10 giugno per la sostituzione di Adriano Orsi nel Cda.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/k2yp0jsm/tavolo2.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/casse-rurali-trentine-prosegue-anche-nel-2022-l-andamento-positivo" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>3008</width><height>2000</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Gli effetti dello scenario economico generale e le iniziative di sensibilizzazione sui regolatori per ottenere una maggiore proporzionalità nell’applicazione delle normative bancarie europee sono stati al centro dell’attenzione del convegno di settore delle Casse Rurali Trentine che si è tenuto stamattina presso la sede della Federazione.</p>
<p>“Il 2021 è stato un anno positivo per le Casse Rurali Trentine – ha detto il presidente della Cooperazione Trentina <strong>Roberto Simoni</strong> –, nonostante sia stato molto complesso per l’andamento altalenante della pandemia. Oggi il dramma della guerra ci ha proiettato in una nuova situazione di incertezza, dove l’unico punto fermo è che quando ne usciremo l’apporto del credito cooperativo sarà fondamentale. Ne abbiamo avuto conferma anche nell’emergenza Covid: il 70% degli interventi governativi e locali in Trentino sono stati intermediati da Casse Rurali. La crisi non sparirà da un momento all’altro e noi dovremo continuare ad essere al fianco di famiglie e imprese per sostenere la ripresa ed aiutarle nella transizione energetica”.</p>
<p>Al convegno sono intervenuti <strong>Augusto dell’Erba</strong> e <strong>Sergio Gatti</strong>, rispettivamente presidente e direttore generale di Federcasse, che hanno aggiornato i partecipanti in merito all’andamento generale delle banche di credito cooperativo nel contesto del nuovo scenario venutosi a creare tra fine 2021 e inizio 2022, caratterizzato dall’aumento dei costi delle materie prime – dell’energia in particolare – e dalla forte incertezza derivante dal conflitto in corso.</p>
<p>I due dirigenti nazionali hanno anche informato i presidenti e i direttori di Casse Rurali presenti sulle iniziative di sensibilizzazione della categoria nei confronti del governo nazionale e delle istituzioni europee, rispetto alle esigenze di adeguamento del quadro normativo bancario finalizzate ad ottenere una maggiore proporzionalità delle norme applicabili alle banche di minori dimensioni e complessità operativa.</p>
<p>“È importante – ha spiegato dell’Erba – riuscire ad avviare un percorso che riesca ad attenuare il peso normativo che grava sulle singole banche in conseguenza dell’attrazione di tutto il sistema del credito cooperativo all’interno delle banche <em>significant</em>. Speriamo in un alleggerimento, non perché chiediamo sconti speciali, ma per poter rendere ancora più efficiente l’azione delle nostre singole banche sul territorio, cioè concedere credito alle imprese che lo meritano, perché la fase di ripresa dell’economia nazionale non potrà che passare dal credito bancario. Dobbiamo essere pronti a questa sfida, che riguarda anche il sostegno allo sviluppo sostenibile, soprattutto noi che abbiamo speciale attenzione per piccole imprese, microimprese e imprese familiari”.</p>
<p>“Da più di vent’anni – ha aggiunto Gatti – abbiamo esplicito nel nostro statuto l’impegno allo sviluppo sostenibile. Già nel 2020 il 73% del totale dell’energia consumata dalle nostre banche e dalle strutture di servizio deriva da fonte rinnovabile ed è una percentuale particolarmente rilevante se pensiamo che non c’è una regia ma è una prassi sentita ed applicata. Oggi, con il caro energia che contribuisce ad accrescere l’incertezza generale, è importante che le nostre banche possano accompagnare anche con credito agevolato la fase più acuta, unendo le misure governative con quelle locali e svolgendo un ruolo proattivo di grande efficacia”.</p>
<p>I lavori del convegno si sono conclusi con l’indicazione del nuovo presidente della Cassa Rurale Vallagarina <strong>Maurizio Maffei</strong> come candidato del settore da presentare all’assemblea del 10 giugno per la sostituzione di <strong>Adriano Orsi</strong> nel consiglio di amministrazione della Federazione.</p>
<p><strong>I dati del primo trimestre 2022</strong></p>
<p>Nel 2022 nei bilanci delle Casse Rurali Trentine non si segnalano tendenze significativamente diverse da quelle registrate a fine 2021, come spiega il referente della Federazione Trentina per il settore credito <strong>Vincenzo Visetti</strong>. Continua l’andamento positivo della raccolta complessiva (+6,4% rispetto a marzo 2021) trainata in particolare dal risparmio gestito (+11,3% sempre su base annua). Crescono anche i crediti netti alla clientela (+2,1%) e le masse intermediate che sforano i 31 miliardi complessivi.</p>
<p>Continua a migliorare la qualità complessiva del credito, con una riduzione del totale delle partite deteriorate del 2,5% rispetto a marzo 2021, con un tasso di copertura totale al 78% che raggiunge il 90% delle sofferenze. Per quanto riguarda i dati economici, va detto che l’andamento dei tassi di interesse sul mercato sta facendo aumentare il rendimento dei titoli, mentre per ora non si registra ancora un adeguamento peggiorativo delle condizioni dei prestiti nei confronti della clientela.</p>
<p>Per le altre voci di conto economico si registra una sostanziale stabilità, con la conseguente previsione di un utile di esercizio allineato ai valori del 2021, fatta la dovuta premessa delle tantissime incognite all’orizzonte rispetto all’incertezza dello scenario macroeconomico generale.</p>
<p> </p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">0b583da2-d905-4bbb-b6d2-98cec4cd3b71</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/cooperative-agricole-buoni-i-dati-di-bilancio-ma-il-futuro-preoccupa-il-settore</link><title>Cooperative agricole: buoni i dati di bilancio ma il futuro preoccupa il settore</title><description><![CDATA[<p>Convegno delle cooperative agricole in previsione dell’assemblea annuale della Federazione di inizio giugno. L’appuntamento è stato ospitato, stamani, alla Sala inCooperazione e, come da tradizione, ha offerto un focus sui temi e sui numeri di maggiore attualità del comparto che, in Trentino, rappresenta il 90% della produzione agricola.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/qlgfxuxk/vendemmia-e-conferimento-a-cantina-federazione-trentina-della-cooperazione-foto-marco-parisifoto-marco-parisimapa1718-modifica.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/cooperative-agricole-buoni-i-dati-di-bilancio-ma-il-futuro-preoccupa-il-settore" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>4836</width><height>3224</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Soddisfazione e preoccupazione si respiravano, stamani, alla sala inCooperazione di via Segantini a Trento durante il convegno di settore delle cooperative agricole.</p>
<p>Da una parte la soddisfazione per i risultati di un esercizio che, nel confronto tra il 2020 e il 2021, ha fatto segnare un incremento a doppia cifra, pari al +13,3%. Il valore della produzione ha raggiunto 1 miliardo e 348 milioni di euro.</p>
<p>La preoccupazione, evidente, è per le difficoltà presenti e future che si legano all’aumento dei costi di energia e materie prime i cui effetti stanno già segnando pesantemente alcuni comparti del mondo agricolo.</p>
<p>Il presidente della Cooperazione Trentina <strong>Roberto Simoni</strong> nel suo saluto iniziale ha preso atto delle difficoltà ma ha anche invitato a guardare avanti e non perdere la rotta: «importante è marciare insieme, ogni crisi è seguita da un periodo di rilancio e prosperità».</p>
<p>Nella relazione di <strong>Michele Odorizzi,</strong> vicepresidente della Federazione per il settore agricolo, un passaggio è stato dedicato alle difficoltà del momento presente che, inevitabilmente, si ripercuoteranno sul futuro. «Collegato all’aumento dei prezzi delle materie prime – ha osservato -- tutte le filiere agricole stanno riscontrando aumenti impressionanti nell’energia, nei trasporti, nei materiali di confezionamento, e non solo questo, perché si stanno verificando anche seri ritardi nelle consegne da parte dei fornitori, rischiando di vanificare tutti gli sforzi fatti in campagna e nelle attività di allevamento per assicurare un reddito dignitoso ai soci produttori. È evidente che l’esplosione dei costi si sta facendo sentire sui bilanci delle aziende con conseguenze anche sulle liquidazioni dei soci e sulla possibilità di fare investimenti».</p>
<p>Fondamentale puntare «su qualità e salubrità che si coordina benissimo con i concetti di sostenibilità, di attenzione all’ambiente, di eccellenza delle produzioni, di tutela delle comunità locali, di cura e gestione attenta del territorio, di una vita serena – ha aggiunto Odorizzi - Uno dei punti più qualificanti per la Cooperazione è il tema della sostenibilità, che ci vede protagonisti. Da decenni il mondo agricolo trentino ha saputo darsi regole e metodi di gestione degli interventi in campagna grazie al Protocollo d’intesa che tanti risultati positivi ha assicurato alla nostra agricoltura garantendo la salubrità ai nostri prodotti».</p>
<p>Sul tema del prossimo Psr - Piano di Sviluppo Rurale «manifestiamo massima attenzione affinché favorisca investimenti innovativi nelle aziende garantendo quegli spazi di manovra fondamentali per lo sviluppo ed il rafforzamento delle nostre realtà in sintonia con l’Ente Pubblico, a cui abbiamo fornito indicazioni e proposte, ben consapevoli di una fase generale critica per tutta l’economia provinciale condizionata dalla crisi generale».</p>
<p>Inoltre è stato ribadito che «l’agricoltura cooperativa rappresenta il principale fattore produttivo in tutti i settori ed il volano per l’export trentino, come confermano costantemente i dati della Camera di Commercio di Trento, dai quali emerge la leadership delle imprese agricole cooperative trentine per la crescita e lo sviluppo dell’economia provinciale grazie ad una marcata proiezione internazionale».</p>
<p>Per <strong>Rodolfo Brochetti</strong>, che ha parlato a nome di Apot per il settore frutticolo, le prospettive del comparto sono nere. Peseranno sulla prossima campagna di commercializzazione la chiusura o la forte limitazione nei mercati dell’area di guerra. E questo si aggiunge all’aumento dei costi di produzione che possono arrivare fino a 10 centesimi al chilo. All’ente pubblico ha quindi chiesto interventi per calmierare i costi dell’energia, favorire l’installazione di impianti fotovoltaici, oltre all’aumento di risorse nel prossimo Psr.</p>
<p><strong>Luca Rigotti</strong>, presidente del Gruppo di lavoro Vino a livello europeo del Copa-Cogeca, ha illustrato le minacce al settore portate da alcune iniziative dell’Unione europea prima con le limitazioni imposte dal “Farm to fork” sulla riduzione dei concimi che rischia di portare i vini europei fuori mercato («vale di più la certificazione di sostenibilità rispetto al bio»), poi con l’inserimento del consumo - e non più solo abuso - di alcolici, tra cui il vino, tra gli alimenti cancerogeni. «Tutte le sigle del vino a livello europeo hanno trovato una linea comune – ha detto Rigotti – se ci coordiniamo riusciremo a far sentire la nostra voce».</p>
<p>«Teniamo duro – ha affermato il presidente degli Allevatori <strong>Giacomo Broch</strong> – perché in futuro ci sarà sempre bisogno di latte, anche se in questa fase assistiamo ad una diminuzione degli animali. Vista la situazione, non possiamo scaricare i maggiori costi sui consumatori»</p>
<p>In un articolato intervento l’assessora all’agricoltura <strong>Giulia Zanotelli </strong>(che ha seguito l’interno convegno in videoconferenza) ha risposto alle preoccupazioni e agli allarmi del settore agricolo, assicurando la vicinanza della Provincia autonoma anche alla luce delle iniziative già messe in campo per sostenere il reddito degli agricoltori.</p>
<p><strong>I numeri della Cooperazione agricola</strong></p>
<p>I dati generali e dei singoli settori sono stati presentati da <strong>Michele Girardi</strong>, referente del settore agricolo all’interno della Federazione Trentina della Cooperazione.</p>
<p>Complessivamente la cooperazione agricola che, in Trentino vanta la leadership in tutti e tre i comparti (vitivinicolo, ortofrutticolo, lattiero-caseario e allevamento) conta 86 società. Nel dettaglio: 16 in quello vitivinicolo, 28 nell’ortofrutta, 20 nel lattiero-caseario, 2 nel comparto zootecnico, 20 sono le cooperative di servizio.</p>
<p>I soci conferitori sono 17.707. Le collaboratrici e i collaboratori sono 2.894. Gli ettari coltivati totali sono 54.084 con 805 milioni di chilogrammi prodotti sommando ortofrutta (550 milioni di chilogrammi), vitivinicolo (120 milioni di chilogrammi) e lattiero caseario (135 milioni di chilogrammi).</p>
<p>Nello scorso esercizio, il fatturato consolidato (cooperative agricole e società controllate) ha raggiunto 1.348 milioni di euro, in crescita del 13,3% nel confronto con lo stesso dato del 2020.</p>
<p>Il patrimonio complessivo ha raggiunto 493 milioni di euro, in crescita del 6,15% (corrispondente a un incremento di 28 milioni di euro). Gli investimenti netti sono stati di 672 milioni di euro.</p>
<p><strong>Analisi dei settori</strong></p>
<p>Il<strong> comparto vitivinicolo </strong>e, quindi<strong>, le Cantine sociali</strong> contano 6.544 viticoltori soci, con 611 collaboratrici e collaboratori. Il fatturato consolidato dell’intero settore (comprese le società controllate) è stato di 578 milioni di euro (17,97% rispetto al 2020). L’uva conferita nella vendemmia scorsa ha raggiunto 1,2 milione di quintali.</p>
<p><em>Liquidato ai soci: </em>euro 131,79  a quintale per l’uva conferita (+5,57% rispetto allo stesso dato di dodici mesi prima). La resa a ettaro ha raggiunto il valore medio di 17.671 euro con un +13,8% rispetto all’esercizio precedente.</p>
<p>Le <strong>cooperative dell’ortofrutticolo</strong> (5.864 soci e 1.811 collaboratrici e collaboratori) hanno fatturato 589 milioni di euro, in aumento dell’11% rispetto all’esercizio precedente.</p>
<p>La quantità conferita di mele è stata di 534 milioni di chilogrammi con una resa ettaro media di euro 29.467 (con un incremento del +21% nel confronto con lo stesso dato dell’esercizio precedente).</p>
<p>A caratterizzare e arricchire l’ortofrutticolo sono anche i piccoli frutti e ciliegie (600 ettari coltivati con 8 milioni di chilogrammi di prodotto), patate (120 ettari coltivati, con 4,5 milioni di chilogrammi prodotti), ortaggi (83 ettari coltivati, con 2 milioni di chilogrammi prodotti), mais/frumento (rispettivamente 320 ettari e 37 ettari coltivati, con rispettivamente 1,3 milioni di chilogrammi prodotti e 0,2 milioni di chilogrammi prodotti), noci del (10 ettari coltivati e 100 quintali prodotti), olio di oliva del Garda (250 ettari coltivati, 39 mila chilogrammi conferiti).</p>
<p>Il <strong>lattiero caseario</strong> conta 783 soci e 339 collaboratrici e collaboratori. Fatturato: 131 milioni di euro (+4,4% nel confronto con lo stesso dato dell’esercizio precedente). <em>Liquidato soci (media provinciale):</em> il prezzo medio del latte a grana riconosciuto ai soci ha raggiunto euro 0,607 a litro (rispetto a euro 0,589 del 2020).</p>
<p>Meritevole di una sottolineatura l’allevamento di bovini (se ne contano 23.816). A questi si aggiungono ovini, caprini, equini, conigli. I soci di questo settore sono 1.115 e aderiscono alla Federazione Provinciale Allevatori.</p>
<p>Il settore ittico (trota e salmerino) esprime  31 milioni di fatturato del settore, 50 mila quintali di trote da carne, 40 imprese, 70 impianti, 450 addetti.<strong>  </strong></p>
<p> </p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">afcff13a-c4bd-44a8-9c16-c97d0e864bcc</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/cooperative-sociali-2021-in-ripresa-ma-e-allarme-per-la-carenza-di-personale</link><title>Cooperative sociali: 2021 in ripresa ma è allarme per la carenza di personale</title><description><![CDATA[<p>Dopo un 2020 che ha visto significativi arresti alle attività dovuti alla pandemia, il 2021 ha registrato una netta ripresa. Ma il tema che ha tenuto banco nel convegno di settore delle cooperative sociali e di abitazione, tenutosi stamani, sono le drammatiche carenze di figure professionali nel settore socio sanitario, assistenziale ed educativo.</p>
<p>Il vicepresidente di settore della Federazione Trentina della Cooperazione Italo Monfredini: “Quest’anno siamo sopravvissuti con l’intento di riaprire tutti i servizi sociali e sociosanitari, ma i problemi da affrontare sono molti. Il rischio è di distruggere irrimediabilmente un ecosistema costruito negli anni tra società e Provincia, con gravi conseguenze per la nostra comunità”.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/yxghx5tk/da-sinistra-monfredini-e-bernardi.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/cooperative-sociali-2021-in-ripresa-ma-e-allarme-per-la-carenza-di-personale" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1200</width><height>798</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>I dati di bilancio esposti nel convegno parlano di cifre mediamente in crescita: <strong>il valore della produzione ha raggiunto i 228 milioni di euro</strong>, con un incremento del 12% sul 2020 e 9 milioni in più rispetto anche al 2019. Segnali di ripresa quindi, soprattutto rispetto ad un periodo buio dettato dalla pandemia. Ma le prospettive sono tutt’altro che rosee: sono in <strong>aumento i costi gestionali</strong> e la marginalità, negli ultimi anni, si è quasi azzerata. A questi si aggiungono problematiche legate alla carenza di personale - in particolare in ambito socio sanitario - dove al calo demografico si aggiunge la concorrenza contrattuale del settore pubblico.</p>
<p>“Da una parte subiamo le rilevanti differenze tra i nostri contratti e quelli del competitor pubblico, dall’altra fatichiamo a sostenere gli oneri – spiega <strong>Monfredini</strong> davanti agli amministratori delle cooperative di settore -. Se a questo sommiamo l’incertezza data dal principio di rotazione dei bandi pubblici, il risultato è quello di navigare verso la distruzione di un ecosistema, polverizzato dall’incapacità di dare continuità ai servizi”.</p>
<p>Per far fronte a questa problematica la Federazione è costantemente al lavoro per trovare nuove soluzioni, tra cui la <strong>ricerca di personale all’estero</strong>, tramite rapporti costanti di cooperazione internazionale, e la volontà di rinnovare il Contratto Collettivo Provinciale delle Cooperative Sociali:  “Lavoriamo nell’unica direzione possibile – racconta <strong>Paolo Fellin</strong>, direttore della Cooperativa Vales e consigliere della Federazione – quella di individuare tutti gli elementi utili a migliorare il contratto, ad esempio la banca ore e i congedi parentali, a cui aggiungere un premio territoriale di risultato. Ma, dal punto di vista economico, abbiamo uno scarso margine di manovra”.</p>
<p><strong>I dati: cooperative sociali di Tipo A</strong></p>
<p>Le sociali di tipo A sono cooperative che gestiscono servizi sociali come centri di aggregazione per ragazzi, centri sociali per anziani, case famiglia, centri sanitari e centri educativi. Sono <strong>45</strong> quelle analizzate e che nel 2021 hanno visto la ripartenza di attività e servizi, con un valore della produzione pari a <strong>177 milioni</strong> (+10,6% rispetto al 2020). Cresce l’occupazione: sono <strong>4.750 i lavoratori</strong> a fine 2021, con un incremento del <strong>+5,3% in termini di unità lavoro annuo</strong> rispetto al 2020. Cala il risultato netto aggregato: 0,8 milioni nel 2021, contro i 3,5 mln del 2018. La perdita aggregata rimane pressoché costante, con marginalità in continuo calo negli ultimi anni, e quasi azzerata nel 2021: dal 2,2% del 2018 allo 0,5% del 2021.</p>
<p><strong>I dati: Cooperative Sociali di Tipo B</strong></p>
<p>Le sociali di tipo B sono cooperative che si occupano della gestione di attività finalizzate all'inserimento lavorativo di persone svantaggiate nei settori: industria, commercio, servizi e agricoltura. L’uscita dalla pandemia ha portato le <strong>20 cooperative analizzate</strong> ad una <strong>crescita davvero importante del valore della produzione (+14,5%)</strong>, stimato a circa 61 milioni di euro (+6 milioni rispetto al periodo pre-pandemia). 2,4 milioni di euro è il risultato netto aggregato del 2021, in miglioramento negli ultimi anni, con un importante calo del numero delle cooperative in perdita (ora solo 3 su 20, mentre nel 2000 erano 7 su 20). Cala la perdita aggregata (da -0,4 a -0,3 mln) e cresce soprattutto l’utile aggregato (da 2,0 a 2,7 mln). Migliora la marginalità, che risulta più sostenuta e costante nelle cooperative più strutturate (dai 3 mln di fatturato in su) e grazie ai risultati positivi <strong>si rafforza anche la patrimonializzazione</strong>. Cresce l’occupazione: sono quasi 2.500 i lavoratori delle cooperative di tipo B a fine 2021, in crescita dell’11% in termini di unità lavorative annue.</p>
<p><strong>I dati: Cooperative di Abitazione</strong></p>
<p><strong>Andrea Rinaldi</strong>, direttore di <strong>CoopCasa</strong> (società consortile che vede la partecipazione di Cooperazione Trentina, C.L.A. e Con.Solinda) ha mostrato alla platea un aumento delle attività che ha portato, nel 2021, all’assegnazione di <strong>36 alloggi</strong> e <strong>73 garage</strong> a <strong>104 soci</strong> di cooperative edilizie, per un valore totale di oltre <strong>11 milioni di euro</strong>, e l’avvio di operazioni per il biennio 2021/2022 per oltre <strong>18 milioni di euro</strong>.</p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">86b5df2f-5432-4db5-950d-91de746865a2</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/famiglie-cooperative-si-chiude-un-2021-positivo-ma-spaventano-le-nubi-all-orizzonte</link><title>Famiglie Cooperative, si chiude un 2021 positivo ma spaventano le nubi all’orizzonte</title><description><![CDATA[<p>Il bilancio delle 68 Famiglie Cooperative Trentine (363 punti vendita, 123.909 soci, 1.869 dipendenti) ha prodotto ricavi per 344 milioni. Le vendite sono diminuite rispetto al 2020 (-8%) ma risultano sostanzialmente in linea con quelle del 2019 pre-pandemia, grazie ad un buon andamento della stagione estiva. Bene il reddito netto (3,5 milioni) e l’occupazione (+80 dipendenti a fine 2021). La vicepresidente Paola Dal Sasso: “Il buon andamento della stagione turistica invernale da poco conclusa ci aveva fatto sperare in una interessante ripresa per il 2022, ma l’exploit dei costi energetici e delle materie prime e l’aumento dell’inflazione costituiscono elementi di forte criticità”. </p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/eateb2i4/220523-convegno-consumo-01-1-.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/famiglie-cooperative-si-chiude-un-2021-positivo-ma-spaventano-le-nubi-all-orizzonte" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>3008</width><height>2000</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Dopo l’effetto ‘lockdown’ che aveva portato i ricavi delle vendite delle Famiglie Cooperative del 2020 ad aumentare di uno straordinario 7,2%, nel 2021 la situazione si è ‘normalizzata’ ed i ricavi sono stati pari a 344 milioni, in linea rispetto al 2019. Ad eccezione delle cooperative turistiche, dove nel 2021 sono pesati lo stop della stagione invernale e le forti limitazioni alla circolazione, soprattutto dei turisti esteri. </p>
<p>I dati sono stati presentati questo pomeriggio presso la Federazione Trentina della Cooperazione, nel corso del tradizionale convegno di settore. “Speravamo che nel 2021 avremmo potuto dire addio alla pandemia – ha detto il presidente <strong>Roberto Simoni</strong>, salutando gli amministratori presenti – e invece si è trattato di un altro anno molto complesso. Archiviamo un bilancio aggregato discreto dal punto di vista dei numeri, ma soprattutto dal punto di vista dell’impatto sociale che è il nostro elemento distintivo. Anche nel 2021 le Famiglie Cooperative hanno saputo essere animatori territoriali, gestendo i piccoli negozi, dando vita alle comunità periferiche e allontanando ancora una volta il rischio di desertificazione sociale”.</p>
<p>“Se il 2021 ha portato i bilanci delle Famiglie Cooperative ad un miglioramento rispetto alla situazione pre-pandemia – ha aggiunto la vicepresidente della Federazione per il settore consumo <strong>Paola Dal Sasso </strong>– all’orizzonte appaiono delle nubi che destano preoccupazione. Il buon andamento della stagione turistica invernale da poco conclusa ci aveva fatto sperare in una interessante ripresa per il 2022, ma l’exploit dei costi energetici e delle materie prime e l’aumento dell’inflazione introducono elementi di forte criticità”.</p>
<p>Durante il convegno sono state presentate le proposte formative dedicate al settore del consumo e sono stati consegnati i 15 diplomi ai partecipanti al corso ‘Direzione Consumo’, per potenziali futuri direttori e direttrici di Famiglie Cooperative. “Ai corsi rivolti al rafforzamento delle competenze tecniche – ha spiegato <strong>Jenny Capuano</strong>, responsabile dell’Area Formazione e cultura cooperativa della Federazione – affianchiamo la formazione specifica dedicata agli amministratori, un percorso per rafforzare la consapevolezza della delicatezza e dell’importanza di questo ruolo, alimentando la capacità di saper comunicare cosa ci distingue rispetto agli altri, sotto l’aspetto valoriale, sociale ed ambientale. Proporremo anche di lavorare a livello territoriale, per consolidare la competenza di essere animatori delle comunità”.</p>
<p><strong>Vendite e reddittività</strong></p>
<p>“Nel 2021 le vendite alimentari – ha illustrato <strong>Giuliano Bernardi</strong>, responsabile del settore consumo – sono diminuite del 7% rispetto al 2020, ma sono in linea rispetto al 2019, con il traino, in particolare, delle grandi superfici. La perdita di vendite si concentra nei primi 5 mesi del 2021, con lo stop della stagione turistica invernale e le limitazioni meno rigide al movimento nel 2021 rispetto al primo anno di pandemia”.</p>
<p>Il risultato netto 2021 è positivo per 3,5 mln di euro (erano 8,8 nel 2020) e consente di rafforzare ulteriormente la solidità delle cooperative, con un patrimonio netto che raggiunge quota 136 milioni di euro (+1,3%).</p>
<p>Nel 2021 le Famiglie Cooperative hanno puntato sul futuro con fiducia, raddoppiando gli investimenti sulla rete di vendita, che sono passati da 7 a 14 milioni di euro. Un ottimismo che si nota anche nella volontà di continuare ad offrire ristorni ai soci: 642 mila euro rispetto a 860 mila del 2020.</p>
<p><strong>I numeri del settore</strong></p>
<p>Le Famiglie Cooperative sono 68, gestiscono 363 punti vendita di cui la metà sotto i 150 metri quadrati e sotto ai 500 mila euro di fatturato. La superficie di vendita complessiva supera i 96 mila metri quadrati ed è distribuita su 154 comuni trentini. Qui, 231 negozi sono l’unico esercizio commerciale del paese, 158 (+2) sono multiservizi e 76 (+5) sono Sieg, cioè sono riconosciuti come servizi d’interesse economico generale.</p>
<p>Nel 2021 581 nuovi soci e socie hanno aderito a queste cooperative, facendo svettare il totale a 123.909 persone. Nonostante il calo del fatturato tiene sostanzialmente l’occupazione, che registra un -1,3% in termini di ULA (unità lavorative annue), ma con 80 lavoratori in più a dicembre 2021 rispetto al 2020. I dipendenti sono 1.869, l’80% dei quali a tempo indeterminato. Il part time è utilizzato per il 30% dei contratti.</p>]]></encoded></item></channel></rss>