<rss version="2.0"><channel xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"><title>News</title><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/rss/news?categoria=cibo</link><description>Notizie, storie e interviste per raccontare il movimento cooperativo e per approfondire i temi che coinvolgono il nostro mondo.</description><lastBuildDate>Sun, 08 Mar 2026 06:16:34 +0100</lastBuildDate><atom:link href="https://www.cooperazionetrentina.it/it/rss/news" rel="self"><type>application/rss+xml</type></atom:link><item><guid isPermaLink="false">0d48e30f-5016-4e50-9fe7-c87502873183</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/lancio-della-campagna-mangiami-ancora</link><title>Lancio della campagna “Mangiami ancora”</title><description>La Provincia autonoma di Trento, con il Tavolo provinciale per l’Economia Solidale e il Tavolo per la riduzione degli sprechi alimentari, presenta “Mangiami ancora”, una campagna social dedicata alla riduzione dello spreco alimentare domestico.</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/mj5hbyfx/mangiamiancora.png" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/lancio-della-campagna-mangiami-ancora" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>950</width><height>472</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[L’iniziativa ha l’obiettivo di ricordare che ognuno, con piccoli gesti e comportamenti responsabili può contribuire a ridurre lo spreco alimentare, portando piccole azioni individuali e quotidiane a sommarsi in grandi impatti positivi sull’ambiente.<br />“Mangiami ancora” invita cittadine e cittadini a recuperare un alimento dal frigo “quasi” dimenticato, utilizzarlo per la preparazione di un piatto e condividere due foto - prima e dopo - tramite le storie Instagram e Facebook. La campagna funziona come una catena di partecipazione: ogni persona pubblica le due foto nelle proprie storie partendo dall’adesivo “Tocca a te” che si ritrova nelle storie dei profili social di Economia Solidale Trentina. Grazie a questo strumento, ogni contributo diventa visibile a chi partecipa, creando un flusso continuo di storie collegate che mostrano gli alimenti recuperati e i piatti finali.<br />In questo modo l’azione individuale si trasforma in un racconto condiviso, in cui ogni gesto alimenta la catena e ne amplifica l’impatto. Il fenomeno: problemi, impatti e dati Il tema dello spreco alimentare resta centrale sia a livello europeo che locale. Secondo Eurostat, nell’Unione Europea vengono generati circa 59 milioni di tonnellate di spreco alimentare ogni anno, pari a 132 kg pro capite, e oltre la metà di questo spreco avviene nelle abitazioni. Le famiglie rappresentano infatti la componente principale del problema, con 72 kg di cibo sprecato a testa, molto più della ristorazione, della produzione o della distribuzione. Anche in Trentino lo scenario conferma questa tendenza. Ogni anno vengono raccolte oltre 38.000 tonnellate di frazione organica, un dato che evidenzia quanto cibo continui a non essere consumato. Parallelamente, il territorio mostra una grande capacità di mobilitazione: nel 2023, grazie al lavoro del Tavolo provinciale per la riduzione degli sprechi e la distribuzione delle eccedenze e al contributo di circa 800 volontari, sono stati recuperati 1.677.519 kg di eccedenze alimentari, ancora pienamente utilizzabili da famiglie e persone in difficoltà.<br />Questi numeri raccontano una doppia evidenza: da un lato, un livello ancora significativo di spreco domestico; dall’altro, una rete territoriale forte, capace di attivare soluzioni efficaci. “Mangiami ancora” si inserisce in questo contesto, proponendo un cambiamento concreto e immediato che parte dalla cucina di casa e si estende alla collettività grazie alla condivisione online. Perché dicembre è un mese decisivo Le settimane che precedono le festività natalizie sono tra le più critiche dell’anno per quanto riguarda lo spreco alimentare domestico. Le famiglie acquistano più del necessario, pianificano grandi pranzi, preparano piatti elaborati e spesso si ritrovano con avanzi, cibi dimenticati o alimenti che non riescono a consumare in tempo. Questo porta a un aumento significativo degli scarti, che potrebbe essere evitato con più consapevolezza e qualche piccolo accorgimento.<br />“Mangiami ancora” si inserisce esattamente in questo contesto: nasce per proporre un’alternativa, invitando a cambiare prospettiva sul cibo durante un periodo dell’anno che, pur ricco di convivialità, è anche segnato da un eccesso di acquisti e di sprechi. L’obiettivo non è fare moralismo, ma offrire uno strumento semplice per agire in modo concreto e creativo.<br />Una campagna costruita insieme La campagna si sviluppa nell’ambito della Giornata dell’Economia Solidale Trentina 2025, che valorizza le pratiche sostenibili, le reti territoriali e i modelli di consumo responsabili. Il Tavolo dell’Economia Solidale e il Tavolo provinciale per la riduzione degli sprechi hanno collaborato per costruire un’iniziativa capace di parlare a pubblici diversi: giovani, famiglie, persone attente alla sostenibilità e chiunque voglia sperimentare un gesto semplice ma utile. La scelta di utilizzare i social network nasce dalla volontà di coinvolgere in modo immediato, con un linguaggio accessibile e con una modalità che permette a chiunque di partecipare, indipendentemente dalle proprie competenze digitali e con un’attenzione particolare alle generazioni più giovani.<br />La campagna “Mangiami ancora”: come funziona La sfida è aperta a tuttə e si articola in tre passaggi chiari, pensati per essere intuitivi anche per chi non è abituato a utilizzare regolarmente i social:<br />1. Cucina con quello che hai Scegli un ingrediente “quasi dimenticato”: un avanzo che può ancora essere trasformato, un prodotto vicino alla scadenza, un ortaggio in frigo che aspetta da giorni, o un alimento accantonato per mancanza di tempo o ispirazione.<br />2. Scatta due foto La prima foto mostra l’ingrediente recuperato, così com’è, prima di cucinarlo. La seconda si focalizza sulla sua trasformazione in un piatto finale, semplice o elaborato non importa: ciò che conta è ridare valore a qualcosa che stava per essere buttato.<br />3. Condividi nelle storie Carica le due foto nelle storie di Instagram o Facebook utilizzando il modello disponibile sui canali ufficiali dell’Economia Solidale Trentina. Le istruzioni parlano chiaro. Le foto vengono raccolte per creare una catena che diventa un racconto pubblico delle buone pratiche diffuse sul territorio.<br />La campagna non richiede abilità culinarie particolari: l’obiettivo non è il piatto perfetto, ma la scelta di non sprecare. Chi partecipa contribuisce a un’azione collettiva che si alimenta con molti piccoli gesti. “Mangiami ancora” sarà attiva dal 12 dicembre fino alla fine del mese di dicembre.<br />Fonti<br />1. Eurostat – Food waste and food waste prevention – estimates (2022) https://ec.europa.eu/eurostat/statistics-explained/index.php?title=Food_waste_and_food_waste_prevention_-_estimates<br />2. Eurostat – Food waste in the EU: 59 million tonnes generated in 2022 (Data news) https://ec.europa.eu/eurostat/web/products-eurostat-news/w/ddn-20240927-2<br />3. Provincia autonoma di Trento – Tavolo di coordinamento delle politiche di riduzione degli sprechi e di distribuzione delle eccedenze – Relazione 2023 <a href="https://www.provincia.tn.it/Amministrazione/Organi-politici/Tavolo-di-coordinamento-delle-politiche-di-riduzione-degli-sprechi-e-di-distribuzione-delle-eccedenze">https://www.provincia.tn.it/Amministrazione/Organi-politici/Tavolo-di-coordinamento-delle-politiche-di-riduzione-degli-sprechi-e-di-distribuzione-delle-eccedenze</a><br />4. Dati territoriali su rifiuti organici – Rispetta il Trentino (2023) https://www.rispettailtrentino.it/news/i-dati-2023-del-trentino/]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Provincia Autonoma di Trento</author></item><item><guid isPermaLink="false">61a47b10-ccab-43c8-b7fc-fa3a0a8a0e7b</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/nasce-il-distretto-del-cibo-cooperativo-trentino</link><title>Nasce il Distretto del cibo cooperativo trentino</title><description><![CDATA[Nasce ufficialmente il “Distretto del cibo cooperativo trentino”, riconosciuto oggi con delibera della Giunta provinciale su proposta dell’assessore all’agricoltura Giulia Zanotelli.<span> </span>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/emcj4nw5/competenze-veterinarie-in-capo-all-assessorato-all-agricoltura-una-precisazione-dell-assessore-giulia-zanotelli.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/nasce-il-distretto-del-cibo-cooperativo-trentino" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1200</width><height>800</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[Accanto alla Federazione trentina della Cooperazione, questa nuova realtà coinvolge Gruppo formaggi del Trentino – Concast; Apot; Vini del Trentino; Federazione provinciale allevatori; Sant’Orsola e Astro. Stefano Albasini è stato indicato quale soggetto referente dell’Associazione durante l’assemblea costitutiva dello scorso 16 ottobre. “Si tratta di un importante passo avanti, che punta a favorire progetti e sinergie più forti tra cooperative che già oggi collaborano fattivamente all’interno della Federazione per valorizzare le eccellenze enogastronomiche del nostro territorio” spiega l’assessore Zanotelli, nell’evidenziare come la nascita del Distretto apra a nuove opportunità economiche sostenibili sotto il profilo finanziario, che abbiano ricadute di sistema a livello locale.<br />A seguito della sua esecutività, la delibera sarà trasmessa al Ministero dell'agricoltura per l’iscrizione all’albo nazionale dei Distretti del cibo per poi partecipare al bando ministeriale che scadrà il 14 novembre.<br />I Distretti del cibo sono sistemi produttivi territoriali funzionali a promuovere lo sviluppo territoriale. Si tratta della seconda iniziativa di questo tipo in Trentino, dopo la costituzione del Distretto della mela delle Valli di Non e Sole.<br />L’obiettivo è valorizzare le produzioni agricole e agroalimentari degli associati, migliorare la qualità degli alimenti e tutelare il paesaggio rurale in cui operano. L'Associazione mira inoltre a favorire una distribuzione più equa del valore lungo tutta la filiera produttiva e a coniugare lo sviluppo economico del territorio con la cultura, la storia, le tradizioni e il turismo.]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Pat</author></item><item><guid isPermaLink="false">14bee092-91a0-4e8c-b7bc-53e8fcfd0086</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/a-tavola-con-le-coop-sociali-villa-maria-e-guardini</link><title>A tavola con le coop sociali Villa Maria e Guardini</title><description><![CDATA[<p>Organizzata per i volontari una serata informativa sull’alimentazione. L'abitudine ad assumere cibo salutare previene molte patologie e fa bene al girovita.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/lx3byfjp/atavola.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/a-tavola-con-le-coop-sociali-villa-maria-e-guardini" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1935</width><height>1287</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Era piena la sala della Fondazione Caritro di piazza Rosmini a Rovereto per la serata su “Una sana alimentazione” organizzata dal <strong>Servizio Macramé</strong> della <strong>cooperativa sociale Villa Maria</strong> in collaborazione con la <strong>cooperativa sociale Amalia Guardini</strong>.</p>
<p>Due le relazioni in programma, a cui hanno fatto seguito numerose domande da parte del pubblico, costituito prevalentemente da volontari delle due cooperative.</p>
<p><strong>Paolo Lupo</strong>, biologo nutrizionista, ha passato in rassegna i vari tipi di alimento ed evidenziato come risulti ideale ai pasti il piatto unico bilanciato, con proteine, carboidrati e verdure. Nel lungo periodo - ha sintetizzato - l'abitudine ad assumere cibo salutare previene molte patologie e fa bene al girovita.</p>
<p>La carne rossa, che include gli insaccati, è più grassa di quella bianca e andrebbe sostituita con pesce e legumi. I formaggi freschi, come mozzarella e crescenza, sono da preferire a quelli stagionati, come il grana. Le uova rappresentano una ottima fonte proteica e possono essere consumate fino a cinque volte la settimana. Tonno, sgombro e sardine proteggono dai tumori del tratto gastro-intestinale. Come condimento, i grassi vegetali, in particolare l’olio extravergine di oliva, rappresentano una soluzione migliore rispetto ai grassi di origine animale. Per quanto riguarda le bevande, le bibite gassate e zuccherate - ha avvertito Lupo - andrebbero assolutamente evitate.</p>
<p><strong>Laura Endrighi</strong>, psicologa esperta nell'educazione del comportamento alimentare e operatrice di comunità a Villa Maria, ha approfondito il rapporto cibo-mente. Ogni giorno - ha spiegato - prendiamo più di 200 decisioni che riguardano il cibo. I comportamenti alimentari, in una certa misura innati, sono determinati da fattori emotivi (il cibo può dare piacere o consolare) e da fattori cognitivi, legati a mode, credenze, condizioni sociali. Una parte della relazione è stata dedicata ad approfondire il tema disabilità e alimentazione. In molte persone disabili i consumi alimentari sono condizionati da diete restrittive o da terapie mediche che possono inibire il piacere del cibo.</p>
<p>I comportamenti virtuosi a tavola - ha concluso la psicologa - vanno perseguiti e mantenuti nel tempo, ma qualche eccezione alle regole (si è parlato di “sgarri”) va serenamente accettata.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Cooperative sociali Villa Maria e Guardini </author></item><item><guid isPermaLink="false">189acf9b-48de-4d64-a8ee-1cffd80705a8</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/italian-sounding-un-fenomeno-che-vale-miliardi-di-euro</link><title>Italian sounding, un fenomeno che vale 80 miliardi di euro </title><description><![CDATA[<p>Alcuni tra i più importanti esponenti della cooperazione agroalimentare italiana si sono confrontati stamane a Palazzo Benvenuti sul tema dell’export e della vendita di prodotti “simil italiani” nel mondo, in un panel in programma al Festival dell’Economia di Trento. A stimolare il dibattito lo studio di “The European House Ambrosetti”, che ha messo in luce l’alto numero di prodotti imitati all’estero.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/jqnbmto4/convegno.jpeg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/italian-sounding-un-fenomeno-che-vale-miliardi-di-euro" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2048</width><height>1536</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Parmigiano, ragù e aceto balsamico i più imitati. <strong>In Giappone, Germania e Brasile 7 prodotti su 10 non sono originali</strong>. Il fatturato dell’export dei prodotti agroalimentari percepiti come italiani vale oltre <strong>129 miliardi di euro</strong>, di questi solo il 40% va alle imprese che producono realmente in italia, il resto, la fetta più grande, alimenta l’industria del falso.  La denuncia viene dal workshop “La cooperazione agroalimentare tra tutela e valorizzazione del cibo italiano. L’export alla prova dei mercati e dell’Italian Sounding organizzato da Confcooperative nel corso della prima giornata del Festival dell’Economia a Trento.    </p>
<p>“<em>Il mercato del falso nel made in Italy agroalimentare vale più del totale dell’export veramente italiano,</em> – ha sottolineato il presidente di Confcooperative, <strong>Maurizio Gardini</strong> - <em>nonostante quest’ultimo abbiamo superato la barriera psicologica dei 50 miliardi di controvalore. A fronte di questo risultato il falso made in Italy ha fatto registrare un fatturato poco meno di 80 miliardi, il 60% in più. Un paradosso che produce un notevole danno economico per i produttori e di immagine per l’intera economia del nostro Paese</em>”. </p>
<p> “<em>Supportare l’export</em> – ha aggiunto <strong>Carlo Piccinini</strong>, presidente di Confcooperative Fedagripesca - <em>non significa solamente promuovere, incentivare. Significa anche tutelare, direttamente nei mercati esteri, le quote di mercato che abbiamo conquistato con il grande impegno dei nostri esportatori, proteggendo le nostre eccellenze dalle imitazioni. Significa fare chiarezza su cosa è veramente Made in Italy prima di tutto a casa nostra nell’ottica della massima trasparenza che il consumatore merita</em>”.   </p>
<p>Ragù, Parmigiano e aceto balsamico, sono i tre prodotti più falsificati: 6 su 10 di quelli venduti all’estero sono italian fake food, prodotti che di italiano hanno solo il nome, eppure vengono percepiti come tali da chi li acquista.   </p>
<p> "<em>Le cooperative lattiero caseario </em>– replica <strong>Michele Falzetta</strong>, general manager Latteria Soresina - <em>fanno una importante attività di sviluppo all’estero, supportate anche dai Consorzi di tutela come quello del Grana Padano del Parmigiano, del provolone e del gorgonzola, soprattutto per le attività di comunicazione. Lo step successivo necessita di sviluppo di reti commerciali dirette che esigono investimenti importanti. Per quest’ultima esigenza sarebbero auspicabili processi di aggregazioni tra le cooperative sul mercato estero</em>".   </p>
<p>L’indagine, condotta da “The European House Ambrosetti” e Assocamerestero, ha studiato il fenomeno considerando gli scaffali della GDO internazionale e interrogando 250 retailer di 10 Paesi (Stati Uniti, Canada, Brasile, Regno Unito, Germania, Francia, Paesi Bassi, Cina, Giappone e Australia) con focus su 11 prodotti tipici del Made in Italy agroalimentare (parmigiano, gorgonzola, prosciutto, salame, pasta di grano duro, pizza surgelata, olio-extra vergine di oliva, aceto balsamico, ragù, pesto e prosecco). La metodologia usata per condurre la survey si basa su due coefficienti: </p>
<ul>
<li>uno in grado di calcolare la presenza sugli scaffali dei supermercati di prodotti del vero italiano</li>
<li>l'altro consente di depurare il risultato dalla quota di consumatori che scelgono referenze non autentiche italiane attirati dalla convenienza di prezzo (3 consumatori su 10 ricercano il prezzo basso e non l’italianità dei prodotti)</li>
</ul>
<p>Dall’analisi del primo coefficiente, l’Italian sounding risulta più marcato in Giappone (quota di prodotti non autentici pari al 70,9%), in Brasile (70,5%) e in Germania (67,9%). Analizzando i prodotti, l’Italian sounding è più marcato nel ragù (61,4%), nel parmigiano (61%) e nell’aceto balsamico (60,5%).  </p>
<p>“<em>Un fenomeno difficile da limitare </em>- spiega il presidente di Ambrosetti <strong>Marco Grazioli </strong>- <em>ma alcune cose si possono fare. Ad esempio, migliorare gli accordi bilaterali tra italia e singoli paesi, lavorare sulle etichettature e diffondere la cultura del cibo italiano e il suo sinonimo di eccellenza”.</em> </p>
<p>Al dibattito ha contribuito <strong>Pina Costa</strong>, direttore relazioni esterne Assocamerestero: “<em>L’Italian sounding è una forma di marketing aggressivo, perché l’Italia sul settore agroalimentare ha un’importanza quasi onirica, alimentata dagli stessi italiani all’estero. Quello che possiamo fare è insistere a consolidare la nostra rete, costituita da 84 camere di commercio italiane in 61 paesi esteri, aggrega oltre 23mila imprenditori italiani ed esteri e rappresenta per il Sistema Italia una partnership fondamentale per aiutare le imprese, in particolare quelle piccole e medie, a radicarsi sui mercati esteri creando collegamenti e relazioni fiduciarie con le comunità d'affari estere</em>”. </p>]]></encoded></item></channel></rss>