<rss version="2.0"><channel xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"><title>News</title><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/rss/news?categoria=cambiamento</link><description>Notizie, storie e interviste per raccontare il movimento cooperativo e per approfondire i temi che coinvolgono il nostro mondo.</description><lastBuildDate>Mon, 08 Jun 2026 07:54:08 +0200</lastBuildDate><atom:link href="https://www.cooperazionetrentina.it/it/rss/news" rel="self"><type>application/rss+xml</type></atom:link><item><guid isPermaLink="false">709d2f85-dee6-4006-9fa8-16746b7be358</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/la-serra-trentina-innovazione-in-campagna-per-sfidare-il-cambiamento-climatico</link><title>La serra trentina: innovazione in campagna per sfidare il cambiamento climatico</title><description><![CDATA[<p>Per i soci della cooperativa agricola Sant'Orsola è in progettazione la serra trentina, resistente al climate change, con coperture verdi bene inserite nel paesaggio e con un microclima interno adatto alla produzione di fragole e piccoli frutti a fronte di temperature che hanno ormai raggiunto i 45 gradi nei tunnel. A fine 2024 ci sarà il modello definitivo di serra con microclima ottimizzato.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/iqhgpfa0/s-o-serre-incontro-relatori-26-gennaio-2024.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/la-serra-trentina-innovazione-in-campagna-per-sfidare-il-cambiamento-climatico" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>6000</width><height>4000</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Ricercatrici di fama internazionale, noti costruttori e tecnici di settore ed esperti in paesaggio hanno illustrato oggi nell'Auditorium della cooperativa agricola Sant'Orsola i primi risultati di un percorso di studio e progettuale voluto dalla cooperativa stessa ed iniziato nel 2023  per approntare una nuova serra per fragole e piccoli frutti. Dotata di un suo particolare microclima interno. Una<strong> serra</strong> <strong>trentina</strong> da proporre ai soci, adatta alle nostre altitudini, ormai necessaria per contrastare le avversità derivanti dal cambiamento climatico che sta incidendo sempre più pesantemente sulle produzioni agricole. Per consentire, dunque, ai soci coltivatori di continuare la loro attività in sicurezza. La nuova struttura è stata prospettata nella mattinata odierna nell'Auditorium aziendale durante l'Incontro formativo &lt;La serra trentina: l'innovazione in campagna per sfidare il cambiamento climatico&gt;. Sarà  assai robusta, di forma ogivale, perfettamente integrata nell'ambiente in virtù delle sue nuove coperture verdi. La cooperativa Sant'Orsola potrà proporre ai suoi 600 soci trentini una modulo tutto nuovo e resistente, capace di far fronte a venti forti, bombe d'acqua, pesanti grandinate. L'obiettivo finale è una serra ecosostenibile anche a vantaggio di chi ci lavora, capace di integrarsi bene con l'ambiente esterno nel pieno rispetto del paesaggio.</p>
<p>E nell'anno in corso finiranno le ricerche e gli studi iniziati nel 2023 e mirati a creare<strong> il nuovo microclima interno necessario a mitigare le temperature ormai troppo elevate e sempre crescenti.</strong> L'estate scorsa nelle serre trentine il caldo misurato ha toccato i 45 gradi sopra lo zero, addirittura i 52 in quelle dei soci al lavoro nell'Italia del Sud.</p>
<p>Le sperimentazioni necessarie sono state condotte in collaborazione tra la cooperativa Sant'Orsola e le ricercatrici dell'università di Wageningen (Olanda) <strong>Cecilia Stanghellini</strong> (senior scientist nota a livello internazionale dell'unità di &lt;orticoltura in terra&gt; del Research Center universitario) ed <strong>Isabella Righini </strong>della medesima unità operativa olandese. Oggi hanno illustrato il loro lavoro mirato alla ricerca degli equilibri necessari interni alle serre, valutando l'uso di appositi teli retinati verdi sulle coperture esterne e nebulizzando l'aria interna senza ridurre la produzione di fragole e piccoli frutti e conservando la loro alta qualità e valore nutritivo. Hanno sperimentato i possibili microclimi l'anno scorso in impianti di un socio della Sant'Orsola in Valsugana e continueranno anche quest'anno per ottimizzare ed affinare i significativi risultati conseguiti. A ragion veduta, oggi hanno affermato che è possibile applicare le conoscenze di base sulla fisiologia delle colture e sulla fisica delle serre, accumulate in lunghi anni di ricerca sperimentale, per affrontare sfide climatiche specifiche, in particolare quelle a cui sono soggette le serre trentine, superando in tal modo l'impiego di tecnologie avanzate ma assai costose.</p>
<p>&lt;Il lavoro compiuto porterà ad un progetto di microclima adottabile nella nuova serra trentina, aumentandone anche i volumi e realizzando strutture assai più resistenti delle attuali - ha rilevato il presidente della cooperativa Sant'Orsola <strong>Silvio Bertoldi </strong>aprendo l'Incontro odierno. - Per aiutare i soci a continuare le loro attività produttive con la necessaria sicurezza abbiamo incaricato i migliori specialisti allo scopo di creare microclimi sopportabili dentro le serre e strutture adatte ad ogni evenienza. Con questo nostro terzo incontro rivolto ai nostri soci forniamo loro un pacchetto di soluzioni completo. Nei primi due abbiamo affrontato infatti i temi delle coperture assicurative adatte in tempi di cambiamento climatico e le modalità opportune per l'accesso al credito al fine di investire in nuove strutture&gt;.</p>
<p>L'accrescimento delle conoscenze è nel Dna della Sant'Orsola fin dagli albori, la ricerca costante di nuove tecniche colturali, varietà e metodi di lavoro possano aumentare i ricavi dei soci. &lt;Non solo per incrementare il valore in Euro dei prodotti conferiti, ma per fare impresa collettiva. Questo è il nostro modo di essere cooperativaproprio come impresa collettiva&gt;, ha tenuto a sottolineare il direttore della Sant'Orsola <strong>Matteo Bortolini </strong>nel suo intervento odierno.</p>
<p>Collegando le sperimentazioni compiute ai nuovi investimenti necessari per fare fronte al climate change ha sottolineato che &lt;l’investimento in una serra è lo strumento primo per la coltivazione e la produzione di piccoli frutti, tanto oneroso quanto importante, ma in questo caso il produttore imprenditore possiede una direzione tecnico- scientifica, quella oggi illustrata, provata da ricerca e esperienze di settore non indifferenti. La scelta del fare o non fare rimane sempre in capo all’azienda singola, ma penso che poterla decidere sulla base di un’analisi condivisa e supportata agevoli o quanto meno renda meno “ansiogena” la decisione&gt;.</p>
<p><strong>Gianluca Savini</strong>, oggi moderatore dell'Incontro, ha coordinato le attività di studio e ricerca compiute in Valsugana assieme a Wageningen ed è l'agronomo responsabile dell'area produzione della cooperativa.</p>
<p>&lt;Noi da più di vent'anni conduciamo attività di ricerca, sperimentazione e sviluppo nel nostro campo catalogo di Vigolo Vattaro per dare vita a nuove varietà e per rendere ecosostenibile l'intera filiera dei piccoli frutti, fino a riuscire a produrre mirtilli e lamponi a residuo zero e brevetti acquistati in tutto il mondo. In questa nostra attività abbiamo inserito ricercatori noti a livello non solamente europeo proprio per rispondere alla difficile sfida che ci pone il climate change&gt;.</p>
<p>Dal canto loro,, <strong>Jean Pierre Lejeune</strong>, presidente del Gruppo Europrogress, esperto costruttore di serre e <strong>Gianmarco Rossi</strong>, tecnico specialista del medesimo Gruppo, hanno illustrato ai soci le nuove tipologie di strutture utili in rapporto al mutamento climatico. In collaborazione con Sant'Orsola hanno messo a punto vari modelli specifici di serre per la produzione di piccoli frutti. Le esigenze emerse dalle sperimentazioni effettuate hanno dato gli input necessari per progettare, calcolare e installare nel prossimo futuro strutture idonee. La serra trentina sarà retta da strutture metalliche zincate di diametro maggiore rispetto alle attuali per resistere agli eventi atmosferici avversi, calcolate e progettate tra l'altro per evitare l'installazione di supporti a terra in modo da avere lo spazio utile all'innerbimento, tecnica sostenibile per l'abbassamento della temperatura in serra e per l'iutilizzo pieno delle superfici coperte.</p>
<p>Le altezze massime raggiungibili dai moduli consentiranno una ventilazione estiva ottimale garantendo in tal modo il miglior volano termico per gli abbassamenti repentini di temperatura.</p>
<p>Hanno evidenziato che le sperimentazioni in corso porteranno ad un progetto di gestione<em><strong> del clima in serra capace di potenziare la competitività delle aziende agricole e la loro redditività.</strong></em></p>
<p>Ma la nuova serra trentina insisterà su territori rigidamente controllati da un intrico di normative urbanistiche pubbliche che non agevolano di certo l'imprenditore.</p>
<p>E' entrato nel tema l'architetto <strong>Marcello Lubian,</strong> noto progettista del paesaggio e di riqualificazione urbana, che ha pazientemente verificato le normative in essere a livello comunale e provinciale.</p>
<p>Ha segnalato la necessità di evolvere, affinare e semplificare il quadro normativo relativo al sistema di coltivazione in tunnel/serra per i piccoli frutti.</p>
<p>Ha rilevato pure che &lt;l’evoluzione tecnologica, di tecniche costruttive e di monitoraggio sulle nuove pratiche di coltivazione per tunnel e serre per i piccoli frutti, attraverso lo studio di prototipi in essere, richiedono la consapevolezza di superare l’impostazione degli attuali sistemi datati e/o poco su un quadro normativo chiaro&gt;.</p>
<p>In una parola, ha rilevato che è ormai indifferibile varare un quadro normativo adeguato alle novità che l'evoluzione colturale e produttiva richiedono, tanto più che il cambiamento climatico lo sta imponendo.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio stampa Sant'Orsola - Mario Anelli</author></item><item><guid isPermaLink="false">126bc633-029d-42ce-a86b-28837b76bb34</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/rigotti-interpretare-il-cambiamento-e-dare-risposte-concrete-per-il-futuro-del-settore-vitivinicolo</link><title>Rigotti: “Interpretare il cambiamento e dare risposte concrete per il futuro del settore vitivinicolo"</title><description>“Siamo in una fase di profondo cambiamento per il settore vitivinicolo e, uniti a livello europeo, dobbiamo compiere delle scelte e individuare gli strumenti per dare risposta alle nuove dinamiche produttive, dei consumi e del mercato".</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/yovbhztw/luca-rigotti-nuovo-coordinatore-nazionale-del-settore-vino-di-fedagripesca-confcooperative.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/rigotti-interpretare-il-cambiamento-e-dare-risposte-concrete-per-il-futuro-del-settore-vitivinicolo" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1080</width><height>832</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Così Luca Rigotti, Coordinatore del settore vitivinicolo di Alleanza Cooperative e Presidente del Gruppo di Lavoro vino Cogeca, è intervenuto durante l'European Wine Day 2023 che si è tenuto oggi a Tolosa, durante il quale organizzazioni e istituzioni europee si sono confrontate in un ampio dibattito sulle dinamiche e sulle sfide che caratterizzano il settore vitivinicolo. “Certamente il cambiamento climatico già condiziona e condizionerà la gestione del vigneto, - ha detto Rigotti - ma anche altri fattori testimoniano una fase di straordinario mutamento che fanno riferimento a nuovi modelli di consumo e all'impatto che le politiche europee potranno avere rispetto alle modalità di produzione così come in termini di sostenibilità economica e sociale”.</p>
<p>Tra le tematiche di maggiore discussione anche l'emergenza fitosanitaria, che si esprime tra l'altro con preoccupanti manifestazioni delle malattie, compresa la flavescenza dorata della vite, e la proposta di regolamento sull'uso sostenibile dei fitofarmaci (SUR), votata il 24 ottobre scorso dalla Commissione ambiente del Parlamento europeo e “il grave impatto che il testo, che riporta obiettivi irrealistici e poche soluzioni concrete, avrebbe sulla viticoltura”. “Certamente è necessario applicare delle strategie ad ampio raggio, come nel caso della flavescenza dorata, che comprenda anche interventi agronomici come la tempestiva individuazione e l'estirpo delle piante malate, ma accanto alla riduzione degli input e dei fitofarmaci occorre lavorare, con un approccio scientifico, sull'impiego di strumenti alternativi, che siano efficaci e utilizzabili in tempi ragionevoli. Le nuove tecniche genomiche (NTGs) - ha proseguito Rigotti - sono necessarie per andare avanti in questo senso, così come i processi di innovazione e di digitalizzazione potranno consentire di proseguire sulla strada, da tempo già intrapresa dai produttori, della sostenibilità”.</p>
<p>Per quanto riguarda i consumi, Rigotti ha dichiarato che “il sistema produttivo deve poter interpretare i nuovi orientamenti della domanda per sostenere l'export e il valore. Per questo motivo - ha concluso Rigotti - occorre mettere in campo degli strumenti di adeguamento rispetto ai nuovi scenari, come la produzione dei vini dealcolati e parzialmente dealcolati e, in termini generali, lavorare insieme nell'ottica di una maggiore conoscenza, valorizzando la ricerca, la sperimentazione e l'innovazione per il futuro del settore".</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Alina Fiordellisi - Alleanza Cooperative Agroalimentari</author></item><item><guid isPermaLink="false">cfe5396c-a8d1-49a9-8720-5738bed96aea</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/giovani-pronti-al-cambiamento</link><title>Giovani pronti al cambiamento</title><description><![CDATA[<p>Una settantina di studenti e studentesse delle superiori si stanno preparando per presentare, alla 18esima edizione del Festival dell’Economia di Trento, la loro visione sul mondo del lavoro che li aspetta.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/zjuh0xjp/worskhop-cosa-faro-da-grande-costa-bonatti.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/giovani-pronti-al-cambiamento" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>4000</width><height>1868</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Nulla rimarrà così come è oggi, nel mondo del lavoro, ma anche nel nostro stile di vita.</p>
<p>Sembra questa l’unica certezza che le generazioni più giovani hanno rispetto al futuro, secondo quanto emerso dal confronto tra una settantina di studenti e studentesse, di cinque istituti superiori trentini, che hanno partecipato al workshop “Cosa farò da grande? Dialogo aperto sui futuri possibili del lavoro”, organizzato dall’Area Formazione e Cultura Cooperativa della Federazione Trentina della Cooperazione.</p>
<p>L’incontro è stato il primo passo di un percorso che li condurrà a presentare, in occasione della 18esima edizione del Festival dell’Economia di Trento, la loro visione sul contesto economico e lavorativo col quale tra qualche anno dovranno misurarsi.</p>
<p>“Nell’edizione di quest’anno, i giovani – ha spiegato <strong>Ericka Costa</strong>, professoressa associata di Economia aziendale all'Università di Trento e componente del Comitato scientifico del Festival – avranno uno spazio da protagonisti, nel quale potranno condividere la loro visione sul futuro, portando un punto di vista diverso e la loro capacità di guardare oltre, immaginando possibili nuovi scenari”.</p>
<p>Non a caso l’appuntamento è stato ospitato dal Dipartimento di Economia dell’Università di Trento, offrendo così “un momento importante – come ha commentato <strong>Flavio Bazzana</strong>, professore ordinario di Finanza aziendale e direttore del Dipartimento – per iniziare a conoscere meglio il mondo universitario e ragionare sulle opportunità e le prospettiva di lavoro e di carriera”. L’iniziativa, ha aggiunto <strong>Roberto Simoni</strong>, presidente della Federazione Trentina della Cooperazione, è stata un’occasione “per conoscerci a vicenda e per riflettere insieme sulle opportunità e sulle sfide che verranno, ma anche sulle nuove competenze che sarà necessario sviluppare”.</p>
<p>Dopo una prima introduzione, durante la quale <strong>Roberto Poli</strong>, professore di Filosofia della Scienza a Trento e titolare della Cattedra Unesco sui Sistemi anticipanti, ha offerto alcune chiavi di lettura, per leggere il presente e provare a immaginare le evoluzioni future, i ragazzi hanno iniziato a confrontarsi, in autonomia, sulle professioni del domani. Molte le idee e le parole chiave emerse dal lavoro dei gruppi: fattore umano, capacità di collaborare, interdisciplinarietà, lettura dei dati, flessibilità, ecc. Così, c’è chi ha ipotizzato la fine dei lavori maggiormente caratterizzati da mansioni routinarie a fronte di una crescente richiesta di professionisti altamente qualificati. C’è chi ha visto nella crisi climatica la possibilità di sviluppare nuove professioni, dagli specialisti in sostenibilità agli esperti in economia circolare. Chi ha supposto non ci saranno grandi cambiamenti nelle aree più legate a creatività, ricerca e politica, mentre ha previsto innovazioni importanti in settori quali trasporti e intrattenimento. E, perfino, chi ha immaginato la nascita di colonie interplanetarie.</p>
<p>Ad accomunare tutte le presentazioni, l’idea di un cambiamento necessario, imminente e inevitabile. Che, però, non li spaventa. Anzi, per dirla con le loro parole “siamo pronti”.</p>]]></encoded></item></channel></rss>