<rss version="2.0"><channel xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"><title>News</title><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/rss/news?categoria=bio</link><description>Notizie, storie e interviste per raccontare il movimento cooperativo e per approfondire i temi che coinvolgono il nostro mondo.</description><lastBuildDate>Sun, 24 May 2026 20:44:55 +0200</lastBuildDate><atom:link href="https://www.cooperazionetrentina.it/it/rss/news" rel="self"><type>application/rss+xml</type></atom:link><item><guid isPermaLink="false">102c3dba-28f3-4da4-a2c9-66aec0eb1edb</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/vigneti-bio-sotto-osservazione-peronospora-oidio-e-flavescenza</link><title>Vigneti bio, sotto osservazione peronospora, oidio e flavescenza  </title><description><![CDATA[Sono 1371 gli ettari di vite coltivati con metodo biologico in Trentino, vale a dire il 13,3 per cento della superficie complessiva viticola. <strong><br /></strong>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/nqrkh0j2/vigneto.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/vigneti-bio-sotto-osservazione-peronospora-oidio-e-flavescenza" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1024</width><height>768</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[Quest'anno a preoccupare i viticoltori è stata la peronospora, ma rimane alta l'attenzione anche sui giallumi, in particolare sulla flavescenza dorata. Le grandinate di luglio hanno provocato danni alla produzione in molte zone della provincia; ora è quasi tempo di vendemmia e si spera in condizioni meteorologiche favorevoli alla maturazione dei grappoli.<br />Difesa, gestione dei vigneti coltivati con metodo biologico in Trentino e sperimentazioni in corso sono stati al centro dell'incontro che si è tenuto questa mattina alla Fondazione Mach. L'evento è stato organizzato, come tradizione vuole, in collaborazione con il Centro di sperimentazione di Laimburg che nel pomeriggio ha focalizzato l'attenzione del mondo produttivo sulle prove sperimentali in frutticoltura biologica.<br />I temi dell’incontro<br />L'incontro, trasmesso anche in diretta youtube, è stato seguito da circa 150 viticoltori e tecnici del Nord Italia. Organizzato dall’Unità Agricoltura Biologica del Centro Trasferimento Tecnologico ha visto intervenire in apertura il dirigente Maurizio Bottura, e il responsabile dell’Unità Daniele Prodorutti. Sono seguiti gli interventi tecnici sui controlli e situazione fitosanitaria nelle aziende biologiche in Trentino (Marco Chiusole), i risultati delle prove sperimentali di difesa in viticoltura biologica (Roberto Zanzotti), gli approcci di gestione della chioma su Cabernet franc e varietà resistenti svolte in collaborazione con l'Università di Trento (Michele Faralli), la flavescenza dorata tra vigneto e paesaggio in base all’esperienza ticinese (Mauro Jermini - Centro Ricerca Agroscope Cadenazzo-Svizzera). Infine, è seguita la visita ai vigneti sperimentali in località San Donà a San Michele.<br />Infezioni e difesa fitosanitaria<br />L’annata 2023 è stata caratterizzata da un’elevata pressione di peronospora, provocata principalmente dalle infezioni avvenute tra la fine di maggio e la prima metà di giugno. La difesa fitosanitaria contro questo patogeno, basata sull’uso di prodotti rameici a basso dosaggio, ha permesso di proteggere i grappoli dei vigneti biologici: i danni alla produzione sono generalmente lievi e limitati agli appezzamenti posti nelle zone più soggette agli attacchi di peronospora. La difesa dall’oidio, altro patogeno importante per la vite, è stata impostata sull’uso di prodotti a base di zolfo che hanno permesso di ridurre la presenza di questo fungo in maniera molto significativa rispetto ai testimoni non trattati. Infatti, sui grappoli non trattati la diffusione di oidio si è manifestata precocemente e risultava già elevata a fine giugno.<br />Il mese di luglio ha visto il verificarsi di eventi meteorologici intensi, spesso a carattere grandinigeno, che hanno provocato danni alla produzione in molte zone della provincia. Rimane alta l’attenzione verso il contenimento dei giallumi, in particolare di flavescenza dorata e del suo vettore Scaphoideus titanus.<br />Attività sperimentali per controllare peronospora, oidio, gestione della chioma e flavescenza<br />Per quanto riguarda le attività sperimentali, nel corso della stagione 2023 sono state impostate delle prove per il controllo di peronospora e oidio nei vigneti della Fondazione Mach. Per la difesa da peronospora sono state messe a confronto strategie di difesa con rame a bassi dosaggi, da solo e in miscela con altre sostanze quali l'olio essenziale di arancio dolce e l'estratto di salice. L'esperienza è stata estesa con la valutazione dell’efficacia del chitosano e di un nuovo formulato rameico. Il contenimento di peronospora è stato soddisfacente in tutte le tesi in cui si è impiegato il rame, l'aggiunta di altre sostanze non ha contribuito a migliorare l'efficacia dello stesso in modo significativo. Il chitosano, impiegato da solo, non ha garantito una sufficiente protezione di foglie e grappoli.<br />Per la difesa dall'oidio, sono state impostate strategie a base di zolfo liquido in confronto al bicarbonato di potassio in miscela con una bassa dose di zolfo e al siero di latte, nell’ottica di diminuire l'apporto di zolfo in vigneto. I prodotti testati hanno permesso una riduzione delle infezioni in confronto al testimone non trattato.<br />Le prove di gestione della chioma della vite sono state presentate con una sintesi di quattro anni di sperimentazione in diversi vigneti e varietà, con l’obiettivo di ottimizzare le operazioni di gestione a verde per migliorare i parametri qualitativi dei mosti e dei vini e valutare la funzionalità fogliare in relazione a potenziali stress ambientali. I risultati forniscono utili evidenze applicative per il viticoltore. La potatura verde si conferma un prezioso strumento per indirizzare la maturazione verso obiettivi enologico-qualitativi desiderati in un contesto di cambiamento climatico.<br />Focus sulla flavescenza: il confronto con l’esperienza ticinese<br />È stato presentato, infine, un approfondimento sulla flavescenza dorata con gli studi svolti in Ticino volti allo sviluppo di una strategia di gestione della patologia. In particolare, è stato valutato l’impatto del fitoplasma sullo sviluppo dei tessuti vegetali nei tralci e nel tronco e il ruolo del paesaggio (piante arboree e diverse specie di cicaline sono risultate positive a flavescenza dorata) nella diffusione della malattia. La strategia di gestione nel vigneto, alla quale si deve associare una gestione degli elementi chiave del paesaggio circostante, sono elementi importanti per ridurre i rischi epidemici.<br /><br />Fonte: Ufficio Stampa Fem<br /><strong><br /></strong>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">8c40749f-1633-4446-8dca-bc674b032fea</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/viticoltura-bio-in-crescita-focus-tecnico-alla-fem-su-difesa-e-sostenibilita</link><title>Viticoltura bio in crescita, focus tecnico alla Fem su difesa e sostenibilità</title><description><![CDATA[Il Trentino è fra le province italiane con una maggiore incidenza della superficie a vite per uva da vino coltivata con metodo biologico (13,3%). Nel 2021 ha raggiunto i 1368 ettari con un ulteriore incremento di 66 ettari rispetto al 2020 delle superfici certificate biologiche e in conversione.<strong><br /></strong>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/h3yjkg1n/biovitefem.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/viticoltura-bio-in-crescita-focus-tecnico-alla-fem-su-difesa-e-sostenibilita" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1024</width><height>768</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Difesa e sostenibilità in viticoltura biologica sono i temi approfonditi, oggi, alla Fondazione Edmund Mach, nell'ambito del tradizionale incontro annuale dove sono state presentate le prove sperimentali in corso a San Michele e realizzato in collaborazione con il Centro di sperimentazione  Laimburg.<br />In apertura <strong>Claudio Ioriatti</strong>, dirigente del Centro Trasferimento Tecnologico FEM, ha evidenziato che il consumo di vino biologico a livello mondiale è più che raddoppiato negli ultimi 10 anni e rappresenta ora il 3,5% del consumo totale. Tale evoluzione è stata sorretta da una costante espansione della superficie destinata alla viticoltura biologica che nel 2019 (ultimi dati disponibili) valeva poco meno di 470 mila ettari, di cui circa 400 mila in Europa (11,4% della superficie vitata), continente nel quale Italia, Francia e Spagna si contendono il primato con circa 100 mila ettari a testa.<br />L'incontro, moderato da <strong>Daniele Prodorutti</strong>, responsabile dell'Unità agricoltura biologica, un gruppo di lavoro che conta 14 persone dedicate alla sperimentazione e consulenza sul biologico, ha visto intervenire tecnologi e tecnici (Roberto Lucin, Raffaella Morelli, Roberto Zanzotti per FEM e Simona Castaldi dell'Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli) sui controlli e sulla situazione fitosanitaria nelle aziende biologiche del Trentino, sui dosaggi di rame con i risultati del progetto Intaviebio, sull'impronta ambientale in viticoltura con i sistemi a confronto. Si è parlato anche di gestione sostenibile degli agroecosistemi con il caso studio in un’azienda biologica del Garda.</p>
<p><strong>Difesa da peronospora, oidio e focus sul rame</strong><br />Per quanto riguarda la difesa è stato fatto il punto sulla situazione fitosanitaria 2022 nelle aziende biologiche trentine. Le infezioni primarie di peronospora, come nel 2021, non sono risultate aggressive nelle zone di fondovalle, mentre si osserva una maggiore gravità degli attacchi di questo patogeno nelle zone tardive e di montagna. La scarsità di precipitazioni e bagnature fogliari osservate in luglio hanno impedito quasi ovunque lo sviluppo di infezioni secondarie di peronospora. L'oidio è comparso precocemente, ma la pressione della malattia è aumentata significativamente sui testimoni non trattati solo nella seconda metà di luglio.<br />La difesa fitosanitaria consigliata alle aziende viticole biologiche, basata su rame e zolfo, ha permesso di mantenere grappoli sani per la quasi totalità delle situazioni, restando al di sotto del limite massimo di rame metallo annuo previsto dal regolamento europeo. La flavescenza dorata si conferma una problematica molto seria, la cui gestione richiede massima attenzione da parte di tutto il comparto. Luglio è stato tra i mesi più asciutti e caldi degli ultimi anni: da segnalare molte situazioni di stress idrico e termico in vigneti di fondovalle e collina, soprattutto in terreni poco profondi e/o con mancanza di irrigazione.<br />Sono stati, inoltre, presentati i risultati delle prove in campo presso i vigneti della Fondazione Mach finalizzati al controllo della peronospora e dell'oidio. Particolare attenzione è stata dedicata al rame, principio attivo impiegato principalmente nel prevenire le infezioni di peronospora, ed attualmente limitato per legge a 28 kg/ha nell’arco di 7 anni. Per tale motivo il viticoltore biologico è chiamato a razionalizzare gli input, impiegando bassi dosaggi di rame.<br />Sono stati presentati i risultati del progetto INTAVIEBIO, finanziato dal PSR Friuli-Venezia Giulia, che mira a ridurre l’uso del rame in viticoltura biologica. In questo progetto è stata verificata l’efficacia di alcuni sali rameici a diversi dosaggi di applicazione in condizioni controllate di laboratorio.<strong><br />Sostenibilità: studi di impronta ambientale, effetti positivi del sovescio e del <em>curetage</em></strong><br />La seconda parte della mattina ha previsto un approfondimento sul tema della sostenibilità. Sono stati presentati i risultati di uno studio di “impronta ambientale” in viticoltura (impronta di carbonio, idrica, di azoto, indici di biodiversità e di qualità del suolo). La collaborazione scientifica tra Fondazione Mach, Università della Campania e Università della Tuscia ha dato l’opportunità di dimostrare come l’uso integrato di tali indici possa aiutare gli agricoltori ad evidenziare la maggiore sostenibilità di buone pratiche, ad esempio la gestione biologica rispetto a quella convenzionale in vigneti sperimentali della Fondazione Mach.<br />Infine, è stato presentato un progetto per la gestione sostenibile in viticoltura che nasce dalla collaborazione tra FEM e le aziende biologiche Pratello e Mille1 (Padenghe sul Garda, BS). Con un approccio multidisciplinare si è puntato al miglioramento dei cicli produttivi mediante l’utilizzo di pratiche agronomiche sostenibili, il mantenimento della fertilità e della biodiversità dei suoli e il potenziamento della resilienza dei sistemi produttivi ai cambiamenti climatici. Nell’ambito del progetto è stato valutato l’effetto del sovescio sulla nutrizione dei vigneti, che ha mostrato il suo contributo nel miglioramento della fertilità chimica e biologica del suolo coadiuvando la mitigazione degli effetti dei cambiamenti climatici.<br />Nei vigneti della FEM, infine, è stata presentata la prova di curetage, operazione meccanica che prevede l’asportazione del legno cariato per mezzo di piccole motoseghe, eseguendo delle incisioni più o meno profonde nei ceppi di vite. Questa tecnica permette di ridurre la manifestazione dei sintomi di mal dell’esca.<br /><br />Fonte: Ufficio Stampa Fem</p>]]></encoded></item></channel></rss>