<rss version="2.0"><channel xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"><title>News</title><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/rss/news?categoria=autonomia</link><description>Notizie, storie e interviste per raccontare il movimento cooperativo e per approfondire i temi che coinvolgono il nostro mondo.</description><lastBuildDate>Thu, 10 Sep 2026 17:43:08 +0200</lastBuildDate><atom:link href="https://www.cooperazionetrentina.it/it/rss/news" rel="self"><type>application/rss+xml</type></atom:link><item><guid isPermaLink="false">2f923598-a44b-4694-96b6-2c9e46e86a50</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/gli-80-anni-dell-accordo-de-gasperi-gruber-mattarella-una-lezione-per-tutta-la-repubblica</link><title>Gli 80 anni dell’accordo De Gasperi-Gruber, Mattarella: “Una lezione per tutta la Repubblica”</title><description><![CDATA[<p>Il capo dello Stato a Trento per la Giornata dell’Autonomia. Fugatti: “Non limitarci a custodire ciò che abbiamo, ma continuare a costruire ciò che serve alle persone”.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/c40b3w3l/80anniautonomia.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/gli-80-anni-dell-accordo-de-gasperi-gruber-mattarella-una-lezione-per-tutta-la-repubblica" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2500</width><height>1667</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[“Repubblica e autonomie e tra esse quelle speciali, sono legate strettamente fra loro e hanno nutrito e contrassegnato lo sviluppo della democrazia italiana in contrapposizione rispetto al fascismo e in discontinuità rispetto alle caratteristiche dell’Italia prefascista. Le hanno nutrite la partecipazione che fa della nostra Repubblica una nazione non pietrificata, fossilizzata in sé stessa, bensì che si rinnova, aperta al divenire”. Con queste parole, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha suggellato oggi la cerimonia istituzionale per gli 80 anni dell’Accordo De Gasperi-Gruber, l’intesa che il 5 settembre del 1946 pose le basi per la tutela delle minoranze linguistiche e per l’Autonomia del Trentino-Alto Adige. La presenza del capo dello Stato ha conferito alla Giornata dell’Autonomia, quest’anno sul tema “1946-2026: 80 anni di una Repubblica e di un’Autonomia speciale”, una forte valenza istituzionale e simbolica, sottolineando il significato della ricorrenza non solo per il territorio del Trentino Alto Adige, ma per l'intera Repubblica italiana. “Come ha detto recentemente Papa Leone - ha affermato il capo dello Stato - le persone vengono ‘prima di confini, definizioni e istituzioni’. È una lezione nota a voi trentini, che avete donato alla Repubblica uno statista come De Gasperi, che ha aperto la strada verso orizzonti nuovi, indicando come si può essere liberi e autonomi in casa propria e liberi e solidali nei confronti di tutti i cittadini della Repubblica”.<br />
<p>All'evento, tenutosi nell'elegante cornice del Teatro Sociale di Trento, sono intervenuti il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, il presidente del Consiglio provinciale, Claudio Soini, e il presidente del Consiglio delle autonomie locali (Cal), Michele Cereghini. Erano poi presenti i parlamentari trentini, una rappresentanza dei sindaci del Trentino, tra cui il sindaco di Trento, Franco Ianeselli, il Commissario del Governo per la provincia di Trento, Isabella Fusiello, le autorità civili e militari del territorio e molti cittadini.</p>
<p>Nel suo intervento, il presidente della Provincia autonoma di Trento, <strong>Maurizio Fugatti</strong>, ha richiamato la definizione di De Gasperi dell’Autonomia quale una “grande esperienza”. Un’espressione che, a suo dire, restituisce il senso più profondo dell’autogoverno. “L’Autonomia - ha infatti specificato Fugatti - non è soltanto un insieme di competenze e di risorse. È, prima di tutto, la capacità di decidere e di rispondere delle proprie decisioni. È responsabilità verso i cittadini, verso la comunità, verso le generazioni che verranno”.</p>
<p>Evidenziando come l'Autonomia si costruisca anzitutto nella vita quotidiana delle comunità, nelle famiglie, nei Comuni, nelle associazioni e nel volontariato, il presidente della Provincia ha richiamato la lunga tradizione dei vigili del fuoco volontari del Trentino, testimoni di un senso di solidarietà con "radici ben profonde". "L’Autonomia può cambiare, può evolvere, può assumere forme nuove - ha aggiunto - ma non può perdere questo fondamento: la libertà di scegliere porta con sé la responsabilità delle proprie scelte”.</p>
<p>Fugatti ha poi sottolineato il valore dell’esperienza autonomistica trentina oltre i confini del territorio. “Crediamo che un’Autonomia forte, concreta e vicina ai cittadini – ha spiegato – sia un valore per il Trentino e possa rappresentare un’esperienza utile anche per altri territori che oggi richiedono legittimamente maggiori livelli di autonomia e di autogoverno. Non limitarci a custodire ciò che abbiamo ricevuto. Ma continuare, con serietà e con fiducia, a costruire ciò che serve alle persone che vivono qui e a quelle che verranno”.</p>
<p>Infine, il ringraziamento a Mattarella: “Grazie, signor presidente, per essere qui con noi”, ha concluso Fugatti.</p>
<p>Il presidente del Consiglio provinciale, <strong>Claudio Soini</strong>, ha dapprima ricordato quanto sia stato decisivo il 1946 per le sorti d'Italia, tant'è che questo è l'ambito indagato nella mostra fotografica su De Gasperi inaugurata ieri pomeriggio. "La giornata di oggi - ha poi detto al Teatro Sociale - unisce Bolzano e Trento, ci ricorda che la nostra è una storia comune. Una storia dove la collaborazione tra culture diverse ha preso una forma solida nel contesto della Regione e dello Statuto d’Autonomia. Una storia che oggi trova nell’Euregio Tirolo-Alto Adige Sudtirol-Trentino ulteriore spazio di crescita, facendo del confine un luogo di incontro. Qualche mese fa, incontrando alcune classi in Consiglio provinciale, ho sentito una bambina definire Alcide De Gasperi 'un architetto dell’Autonomia'. È un’immagine straordinariamente efficace. Perché l’Autonomia è davvero una costruzione: richiede equilibrio e responsabilità da parte di tutti".</p>
<p>In rappresentanza del Consiglio delle autonomie locali, il presidente <strong>Michele Cereghini</strong> ha quindi richiamato il ruolo dei Comuni nell’attuazione quotidiana dell’Autonomia. Quando De Gasperi firmò con Karl Gruber - ha ricordato Cereghini - aveva compreso che “l’unità della Repubblica non si costruisce cancellando le differenze, ma riconoscendole e trasformandole in responsabilità. Ottant’anni dopo, quell’intuizione è ancora viva nel delicato compito di far dialogare i diversi livelli di governo. In Trentino-Alto Adige/Südtirol, sindaci e sindache interpretano ogni giorno questo ruolo istituzionale, tra pragmatismo, visione e connessione con tutte le istituzioni. È nei nostri Comuni che l’Autonomia assume un significato tangibile. Perché l’Autonomia è fatta di persone per le persone. E proprio per questo non può esistere senza partecipazione".</p>
<p>La cerimonia, introdotta e moderata dalla giornalista <strong>Maria Concetta Mattei</strong>, è stata arricchita dagli interventi musicali del <strong>Coro della Sat</strong>, dalla lectio magistralis del professor <strong>Umberto Gentiloni</strong> (dedicata a “La forza della democrazia italiana: ottant’anni di una Repubblica”) e dall’intervento del professore <strong>Giuseppe Tognon</strong>, incentrato su “Alcide De Gasperi e l’Autonomia. Storia di un accordo internazionale”.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Pat</author></item><item><guid isPermaLink="false">360a1217-2b9d-4da3-8d53-dd15ac40870c</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/tonina-autonomia-cooperazione-e-volontariato-per-dare-risposta-alle-fragilita</link><title>Tonina: "Autonomia, cooperazione e volontariato per dare risposta alle fragilità”</title><description>“Autonomia, cooperazione e volontariato possono fare la differenza nel dare risposte ai più fragili, ma è necessario fare gioco di squadra”.</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/siant5yh/mariotonina2025.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/tonina-autonomia-cooperazione-e-volontariato-per-dare-risposta-alle-fragilita" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1170</width><height>780</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Lo ha evidenziato l’assessore provinciale alla salute, politiche sociali e cooperazione Mario Tonina, che ha partecipato, presso l’Apsp Civica di Trento, alla presentazione dei primi risultati e delle attività del progetto “Green Center”. Oltre ai rappresentanti delle realtà coinvolte nel progetto, erano presenti anche l’assessore di Trento Alberto Pedrotti, la presidente dell’Apsp Michela Chiogna, che ha sottolineato come il progetto presentato voglia rappresentare una risposta a bisogni non ancora mappati, e la direttrice Francesca Galeaz che ha evidenziato le risorse riservate al progetto in termini di tempo ed energie.</p>
<p>“Con questo progetto - ha aggiunto Tonina - avete messo al centro temi su cui anche il mio assessorato è impegnato. E’ necessario lavorare assieme e andare tutti nella stessa direzione”. L’assessore ha ricordato la collaborazione in atto, che passa anche attraverso un protocollo, con la Cooperazione trentina, in materia di welfare territoriale. Tonina ha ricordato inoltre che saranno di prossima trattazione due disegni di legge: quello sulla trasformazione di Apss nell’ Azienda sanitaria universitaria integrata del Trentino e quello in materia di volontariato.</p>
<p>“E’ necessario – ha detto Tonina - dare risposte ai bisogni di una società che invecchia ed è caratterizzata anche da un calo delle nascite ed in cui è sempre più importante fare prevenzione; l’attività presentata oggi va in questa direzione”. Tutto ciò, ha aggiunto, è importante per far vivere meglio le persone e utilizzare le risorse dove servono di più.</p>
<p>Il progetto Green Center dell’Apsp Civica di Trento, è stato spiegato, nasce dall’idea di offrire una risposta alle persone con iniziali difficoltà cognitive, che hanno bisogno di tenere allenata la mente, di movimento, di occasioni di socializzazione: empowerment, socialità e benessere sono le parole chiave. L’attività del Green Center è iniziata nel 2023 con la ginnastica dolce e la stimolazione cognitiva. Da allora sono 12 i partner coinvolti tra enti pubblici, terzo settore, soggetti profit e scuole professionali. 5 sono state le partecipazioni a bandi per ottenere contributi e 120 le persone che hanno partecipato ad almeno un’attività del Green Center. Tra le attività realizzate ci sono anche percorsi per la riflessione su di sé, iniziative culturali per la conoscenza di Trento, laboratori artistici, manuali e di teatro.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Pat</author></item><item><guid isPermaLink="false">00f767ee-3d70-4388-9ade-cd0295c7903a</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/autonomia-e-cooperazione-un-nuovo-patto-per-il-futuro-del-trentino</link><title>Autonomia e Cooperazione: un nuovo patto per il futuro del Trentino</title><description>Dalla riflessione sulla revisione dello Statuto speciale alla firma del Protocollo tra Provincia e Federazione: istituzioni e mondo cooperativo uniti per affrontare insieme le sfide sociali, economiche e ambientali.</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/f15nziio/spinelli-simoni-tonina.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/autonomia-e-cooperazione-un-nuovo-patto-per-il-futuro-del-trentino" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>4005</width><height>2598</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Sono due i momenti di rilievo che hanno scandito l’incontro “Autonomia e Cooperazione. Il nuovo Statuto e il futuro del Trentino” che ha aperto ieri la rassegna ‘Futuri presenti’ organizzata dalla Federazione Trentina della Cooperazione come percorso di avvicinamento alla ricorrenza del 130° anniversario dalla fondazione. Da un lato l’approfondimento sul disegno di legge di riforma costituzionale dello Statuto speciale, affidato alla professoressa <strong>Daria de Pretis</strong>; dall’altro la presentazione del nuovo protocollo programmatico tra Provincia autonoma di Trento e Federazione Trentina della Cooperazione. Un filo rosso ha unito queste due tappe: la volontà di pensare insieme il futuro del Trentino, mettendo in dialogo istituzioni e mondo cooperativo.</p>
<p>Lo Statuto d’Autonomia conferisce infatti alla Provincia competenze ampie e strategiche per lo sviluppo, mentre il movimento cooperativo rappresenta uno dei simboli più chiari di questa propensione collettiva all’autogoverno e alla condivisione. Il Patto che ieri si è rinnovato si pone dunque come strumento per valorizzare tale complementarità, rafforzando un modello che, da 130 anni, dimostra come autonomia e cooperazione siano due volti di un’unica scelta: quella di affidarsi alla responsabilità delle persone e delle comunità per costruire un Trentino più giusto, solidale e prospero.</p>
<p>Il pomeriggio di confronto è stato aperto dal presidente della Cooperazione Trentina <strong>Roberto Simoni</strong>: «Di fronte a difficoltà e a contesti che cambiano rapidamente, la cooperazione trentina sa proporre soluzioni praticabili – ha dichiarato il presidente Roberto Simoni –. Questa capacità è sempre stata la nostra forza e ha favorito lo sviluppo dell’autogestione dei territori. L’autonomia ha rappresentato un propulsore per la cooperazione, come dimostrato anche dall’approvazione del secondo statuto, che ha dato ulteriore slancio alla crescita. Oggi però ci troviamo di fronte a nuove sfide sociali, come il progressivo invecchiamento della popolazione e la denatalità, con statistiche che fanno tremare. Avremo bisogno di risposte che non possono essere affidate al solo settore pubblico, limitato per risorse e capacità organizzativa. Anche in questo campo la cooperazione trentina potrà elaborare nuove soluzioni, facendo leva anche sulle tecnologie innovative».</p>
<p><strong>La revisione dello Statuto</strong></p>
<p><strong>Daria de Pretis</strong>, già Vicepresidente della Corte Costituzionale e Rettrice dell’Università di Trento, introdotta dal caporedattore della sede Rai di Trento <strong>Gianfranco Benincasa</strong>, ha offerto un approfondimento sulla riforma dello Statuto di autonomia in corso, analizzandone le implicazioni per le comunità locali e il ruolo che il movimento cooperativo potrà giocare nei decenni futuri. La sua relazione ha toccato i nodi centrali del dibattito: le peculiarità del modello autonomistico della Regione, la presenza della cooperazione nella Carta costituzionale e nello Statuto, il nuovo assetto dei rapporti tra Stato, Regione e Province, l’aggiornamento delle competenze, la ridefinizione dei rapporti finanziari, le tempistiche della riforma e le prospettive di equilibrio tra Trento e Bolzano.</p>
<p>La professoressa ha poi illustrato i cambiamenti più rilevanti, a partire dalla necessità di raggiungere l’intesa con le Province autonome e la Regione (mentre in passato era sufficiente il parere), fino all’introduzione delle norme attuative pattizie, definite «uno strumento eccezionale di rafforzamento dell’autonomia». Ha ricordato inoltre la clausola che tutela i livelli di autonomia già acquisiti e la rinnovata chiarezza sulle competenze, dopo che la riforma costituzionale del 2001 aveva di fatto eroso quelle delegate a Province e Regione. Tra le novità figura la nuova competenza in materia di “ambiente ed ecosistema di interesse provinciale”, che comprende anche la gestione della fauna selvatica, tema di grande attualità per il Trentino. Altre competenze riguardano il commercio e il governo del territorio, che si aggiungono a edilizia urbanistica e piani regolatori. Non cambia invece il ruolo della Regione – «un’ottima notizia – ha sottolineato la professoressa – perché è garante dell’equilibrio» – né quello del rapporto finanziario tra Stato e Regione, quindi il delicato tema delle risorse.</p>
<p><strong>La tavola rotonda</strong></p>
<p>È seguita poi la tavola rotonda “Autonomia e Cooperazione, una visione comune per il futuro del Trentino”, che ha visto confrontarsi <strong>Achille Spinelli</strong>, vicepresidente della Provincia autonoma di Trento, <strong>Claudio Soini</strong>, presidente del Consiglio provinciale, <strong>Francesco Valduga</strong>, garante dell’Assemblea delle Minoranze, e <strong>Roberto Simoni</strong>, presidente della Cooperazione Trentina.</p>
<p>Il dialogo si è concentrato su come autonomia e cooperazione possano continuare a camminare insieme, affrontando questioni istituzionali ma anche casi concreti come il Progettone, i servizi sociali e il ruolo delle comunità.</p>
<p>«La cooperazione – le parole del vicepresidente della Provincia autonoma di Trento, <strong>Achille Spinelli</strong> – rappresenta una componente strutturale del nostro modello di sviluppo, capace di unire inclusione sociale, presidio del territorio e crescita economica. Il protocollo rafforza il dialogo Provincia-Federazione e ci consente di attrezzarci al meglio per le nuove sfide sociali, ambientali e tecnologiche, valorizzando il ruolo delle imprese cooperative in tutti i settori. Il Trentino è chiamato a innovare, a saper intercettare e anticipare i cambiamenti. Lo abbiamo dimostrato con la riforma del Progettone, che coniuga sostegno lavorativo e cura del territorio, lo dobbiamo dimostrare ad esempio sul tema della competitività e dell’approccio vincente verso le nuove tecnologie e l’intelligenza artificiale. L’intesa è uno strumento che facilita il lavoro condiviso verso gli obiettivi positivi per la comunità».</p>
<p>Il presidente del consiglio provinciale <strong>Claudio Soini</strong> ha spiegato anzitutto i fattori che hanno favorito un parere favorevole con 33 sí e 1 astenuto da parte del Consiglio provinciale sul testo Calderoli di riforma statutaria, ovvero la condivisione trasversale sui limiti di competenza da colmare, il perimetro circoscritto della riforma, l’azione condivisa con la Provincia autonoma di Bolzano, l’invio a Roma di una serie di osservazioni al testo per esprimere gli auspici dell’assemblea legislativa provinciale.</p>
<p>Dal garante delle minoranze consiliari <strong>Francesco Valduga</strong> l’auspicio affinché il meccanismo dell’intesa Stato-Provincia possa essere in futuro reso più solido e che si trovi la volontà politica e l’apertura alla collaborazione per mettere mano a una riforma profonda, a un Terzo statuto scritto a partire da Trento, con un respiro euroregionale, capace di tenere conto del livello istituzionale europeo, sempre più rilevante.</p>
<p>«Oggi la cooperazione deve avere il coraggio di affrontare sfide importanti e complesse – ha sottolineato Simoni –. Serve una forte accelerazione, talvolta anche qualche discontinuità, per aprirsi a nuovi ambiti come il turismo e per valorizzare strumenti innovativi come le Comunità Energetiche Rinnovabili o le cooperative di comunità. È fondamentale avere il coraggio di coinvolgere i giovani e, al tempo stesso, saper fare sistema, rafforzando i progetti intercooperativi e mettendo a fattor comune le risorse di diversi settori, dal credito al sociale».</p>
<p><strong>Il nuovo Protocollo Provincia–Federazione</strong></p>
<p>Il cuore operativo dell’incontro è stato la presentazione del Protocollo di intesa 2025 tra Provincia autonoma di Trento e Federazione, illustrato da <strong>Alessandro Ceschi</strong>, direttore generale della Federazione, e <strong>Luca Comper</strong>, Dirigente generale del Dipartimento organizzazione, personale e innovazione della Provincia.</p>
<p>«Questo protocollo è molto importante – ha detto l’assessore provinciale alla Cooperazione <strong>Mario Tonina</strong> –, perché consente non solo di proseguire nel solco delle intese siglate negli anni scorsi, ma soprattutto di rinsaldare il rapporto con il mondo della Cooperazione, in occasione dei 130 anni, guardando ai nuovi bisogni che emergono. La collaborazione, infatti, acquisisce ancora maggiore valore, proprio perché oggi ci sono temi sui quali Provincia e Federazione possono trovarsi in sintonia dando allo stesso tempo risposte ai cittadini e al territorio. Per contribuire assieme a garantire prospettive, futuro e speranza a tutta la comunità trentina».</p>
<p>Il documento individua 22 linee di collaborazione strategica che aggiornano e rilanciano il patto istituzionale già sperimentato negli anni scorsi. Comper ha posto particolare attenzione alle parti dedicate al welfare territoriale, che mette in rete risorse pubbliche e cooperative in ambiti come la prevenzione, il sostegno ai giovani in difficoltà, la disabilità e l’integrazione sociosanitaria con l’assistenza. L’obiettivo è sviluppare progetti che superino la logica meramente prestazionale per abbracciare un approccio più ampio e complessivo alla presa in carico delle persone.</p>
<p>Ceschi si è invece concentrato su due aree chiave: da un lato la produzione idroelettrica, con l’opportunità storica di restituire ai territori la gestione di una risorsa preziosa come l’acqua; dall’altro l’economia sociale, intesa come leva per favorire occupazione inclusiva, reinserimento lavorativo, resilienza delle comunità, coesione territoriale e rigenerazione del bene comune.</p>
<p>Tra i contenuti principali del Protocollo:</p>
<p><strong>Welfare e inclusione sociale</strong>: il protocollo pone un’attenzione prioritaria al welfare territoriale trentino, con azioni che spaziano dalla promozione della vita attiva degli anziani alla teleassistenza e alla telemedicina, fino al sostegno al disagio giovanile. Provincia e Federazione intendono sperimentare la riforma della disabilità e consolidare il modello del Social Prescribing, destinando risorse per i Neet e coinvolgendo le cooperative sociali come partner strategici. Viene inoltre condiviso l’impegno a valutare l’esenzione dall’Imis per le cooperative sociali e rilanciato il ruolo della co-programmazione con il Terzo Settore.</p>
<p><strong>Agricoltura e tutela del territorio: </strong>la cooperazione agricola è riconosciuta come leva essenziale non solo per l’economia, ma anche per la salvaguardia del paesaggio e della sicurezza idrogeologica. Tra le azioni previste: sostegno agli investimenti ambientali, promozione degli alpeggi, rafforzamento delle difese attive delle colture contro eventi climatici estremi, nuovi strumenti finanziari per le imprese e percorsi di inserimento per le maestranze stagionali. Si prevede anche di rafforzare la promozione dei prodotti locali e di sostenere le aziende colpite da dazi e crisi di mercato.</p>
<p><strong>Energia e ambiente</strong>: il documento affronta il tema dell’energia idroelettrica e delle concessioni in scadenza, con l’impegno a valorizzare piccole e medie derivazioni a beneficio delle comunità locali, attraverso consorzi elettrici, comunità energetiche e nuove forme di cooperazione.</p>
<p><strong>Servizi di prossimità</strong>: vengono confermate le risorse e l’impegno a sostegno dell’impegno del movimento cooperativo a mantenere presidi fondamentali nelle valli e nei piccoli centri, contrastando lo spopolamento e garantendo accessibilità. Importante anche il riconoscimento del valore strategico degli sportelli delle Casse Rurali, che rimangono aperti dove gli altri istituti bancari non hanno alcun interesse a mantenere le proprie filiali.</p>
<p><strong>Educazione e giovani</strong>: si promuove la cooperazione nelle scuole e nelle università, si rilanciano i percorsi di alternanza scuola-lavoro nelle cooperative e si sostiene l’educazione finanziaria come competenza diffusa.</p>
<p><strong>Innovazione e futuro</strong>: il protocollo affronta temi cruciali come l’uso etico dell’intelligenza artificiale, le politiche per l’abitazione, il sostegno al workers buyout, la semplificazione burocratica e la valorizzazione della ricerca.</p>
<p><strong>Parità e inclusione</strong>: si rafforzano le azioni contro la violenza sulle donne, anche attraverso la rete della cooperazione e il progetto Etika.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Dirce Pradella</author></item><item><guid isPermaLink="false">e61b72fb-50a7-4b4c-9933-a9fb249530df</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/percorsi-di-autonomia-per-persone-con-disabilita-approvati-gli-accordi-con-gli-enti-territoriali</link><title>Percorsi di autonomia per persone con disabilità: approvati gli accordi con gli enti territoriali</title><description><![CDATA[Sono sei le proposte di intervento rivolte all'inclusione sociale di soggetti fragili e vulnerabili che la Provincia, nell'ambito della Missione 5 del PNRR, sta portando avanti per un totale complessivo di 2.799.258,77 euro. La Giunta provinciale, su proposta dell'assessore alla salute, politiche sociali, disabilità e famiglia Stefania Segnana, ha approvato gli accordi con le comunità di valle capofila, le altre comunità e i comuni proprietari di immobili oggetto di ristrutturazione.<span> </span>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/gj5bmvrc/coesioneinclusione.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/percorsi-di-autonomia-per-persone-con-disabilita-approvati-gli-accordi-con-gli-enti-territoriali" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1170</width><height>658</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[Con un ulteriore provvedimento, ha impartito all'Azienda provinciale per i servizi sanitari le direttive per l’attuazione delle parti di loro competenza nell'ambito di questi 6 progetti.<br />"A fine settembre avevamo approvato gli schemi di accordo col Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, che puntavano all'implementazione di percorsi di autonomia per persone con disabilità - spiega l'assessore Segnana -. L'obiettivo era proprio quello di potenziare e rendere più accessibili strutture pubbliche per persone con disabilità che intraprendono percorsi di autonomia abitativa. Si tratta appunto di quasi 2,8 milioni di euro per 6 progettualità, nelle quali sono coinvolte l'Apss e le Comunità di Valle per quanto riguarda la presa in carico, la valutazione e l'elaborazione dei progetti di vita delle persone, da condividere con gli interessati che, per la parte degli investimenti, interessano i Comuni di Torcegno, Primiero San Martino di Castrozza, Valle Laghi, Cavedine, Rovereto, Mori, Trento e Giovo".<br />
<p class=" text-justify">L'esecutivo ha anche impegnato le risorse destinate al potenziamento dell’Unità di Valutazione Multidisciplinare che si occupa di questa attività, per un impegno di spesa complessivo pari a 288.266,65 euro così suddivisi: per il sistema informativo 156.666,65 e per l’assunzione del personale 131.600 euro.</p>
<p>Nel dettaglio questi i sei progetti per i quali la Provincia aveva aderito al bando, relativi alla linea di investimento 1.2 della Missione 5 del PNRR e tutti ammessi a finanziamento:</p>
<ul>
<li>Progetto 1 nell’ambito dei territori del Comunità di Valle dell’Alta Valsugana Bersntol, della Valsugana e Tesino e del Primiero ed in particolare il Comune di Torcegno ed il Comune di Primiero San Martino di Castrozza proprietari degli immobili, con un numero di beneficiari previsto pari a 5 e con un finanziamento previsto di 297.516,66 euro.</li>
<li>Progetto 2 nell’ambito dei territori delle Comunità della Valle dei Laghi, dell’Alto Garda e Ledro e delle Giudicarie, ed in particolare dei comuni di Valle Laghi e Cavedine proprietari degli immobili, con un numero di beneficiari previsto pari a 4 e con un finanziamento di 237.832,47 euro.</li>
<li>Progetto 3 nell’ambito dei territori della Comunità della Vallagarina e degli Altipiani Cimbri ed in particolare dei Comuni di Rovereto e di Mori proprietari degli immobili, con un numero di beneficiari previsto pari a 7 e con un finanziamento di 416.956,82 euro.</li>
<li>Progetto 4 nell’ambito del Territorio della Valle d’Adige e dei territori delle Comunità della Val di Non e della Val di Sole ed in particolare del Comune di Trento proprietario degli immobili, con un numero di beneficiari previsto pari a 12 e con un finanziamento previsto pari a 714.998,00 euro.</li>
<li>Progetto 5 nell’ambito del Territorio della Valle d’Adige ed in particolare del Comune di Trento proprietario degli immobili, con un numero di beneficiari previsto pari a 12 e con un finanziamento di 714.998,00 euro.</li>
<li>Progetto 6 nell’ambito dei territori della Comunità della Valle di Cembra, della Val di Fiemme, del Comun General di Fascia, della Rotaliana e Konigsberg e della Paganella ed in particolare del Comune di Giovo proprietario dell’immobile, con un numero di beneficiari previsto pari a 7 e con un finanziamento previsto pari a 416.956,82 euro.</li>
</ul>
<br />Fonte: Ufficio Stampa Provincia Autonoma di Trento]]></encoded></item></channel></rss>