<rss version="2.0"><channel xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"><title>News</title><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/rss/news?categoria=arcivescovo</link><description>Notizie, storie e interviste per raccontare il movimento cooperativo e per approfondire i temi che coinvolgono il nostro mondo.</description><lastBuildDate>Sun, 25 Oct 2026 06:59:52 +0100</lastBuildDate><atom:link href="https://www.cooperazionetrentina.it/it/rss/news" rel="self"><type>application/rss+xml</type></atom:link><item><guid isPermaLink="false">e8214673-5fca-43b1-9cd3-f3791f50979a</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/l-arcivescovo-tisi-in-federazione-casa-migranti-e-giovani-le-partite-da-giocare-insieme</link><title>L'arcivescovo Tisi in Federazione: casa, migranti e giovani le partite da giocare insieme</title><description><![CDATA[<p>«Nessuna realtà basta a se stessa»: con queste parole monsignor Lauro Tisi ha partecipato ieri al Consiglio di amministrazione della Federazione Trentina della Cooperazione. Chiesa e cooperazione condividono un terreno comune, fatto di bene comune, sussidiarietà e attenzione alle comunità, sul quale oggi è necessario lavorare insieme. Da qui la proposta dell'arcivescovo di collaborare su casa, integrazione dei migranti, giovani e anziani, per aiutare le nostre comunità.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/rthf50iw/da-sinistra-monsignor-tisi-e-il-presidente-dalpal-.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/l-arcivescovo-tisi-in-federazione-casa-migranti-e-giovani-le-partite-da-giocare-insieme" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2000</width><height>1500</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>L'arcivescovo di Trento, <strong>monsignor Lauro Tisi</strong>, è stato ospite ieri della <strong>Federazione Trentina della Cooperazione</strong>, dove ha preso parte ai lavori del Consiglio di amministrazione. Ad accoglierlo, in via Segantini, il presidente <strong>Renato Dalpalù</strong> e le consigliere e i consiglieri in rappresentanza dei diversi settori del movimento cooperativo trentino.</p>
<p><strong>Radici comuni</strong></p>
<p>La visita richiama un legame profondo e storico: la Cooperazione Trentina nasce alla fine dell'Ottocento dall'intuizione di un sacerdote, <strong>don Lorenzo Guetti</strong>, che nel 1890 promosse a Santa Croce del Bleggio la prima Famiglia Cooperativa, rispondendo alla povertà delle valli con lo strumento dell'autorganizzazione e della mutualità. Un'esperienza nata nel solco del cattolicesimo sociale e cresciuta in sintonia con i principi della <strong>dottrina sociale della Chiesa</strong> – centralità della persona, solidarietà, sussidiarietà, bene comune – che proprio in quegli anni, con l'enciclica <strong>Rerum Novarum</strong> di Leone XIII (1891), trovava la sua prima formulazione organica. Da quel seme è cresciuto un sistema che oggi conta <strong>421 cooperative</strong> e <strong>oltre 300.000 soci e socie</strong>, presente, come ha ricordato il vescovo stesso, in ogni comunità del Trentino.</p>
<p><strong>Le emergenze della comunità</strong></p>
<p>Aprendo l'incontro, il presidente <strong>Renato Dalpalù</strong> ha richiamato le sfide che interrogano oggi il Trentino, dalla <strong>crisi demografica</strong>, passando per l’<strong>immigrazione</strong>, fino all'<strong>emergenza abitativa</strong>: <em>«Alla Chiesa cattolica riconosciamo un'autorevolezza morale che per noi rappresenta un riferimento importante. Demografia, migrazioni e casa sono oggi vere emergenze per la nostra comunità e il nostro ruolo ci impone di dare risposte: non potremo risolvere tutto, ma in molti casi possiamo fare qualcosa di concreto. Essere parte significativa della società trentina è una realtà che deve accompagnarsi a un'assunzione di responsabilità. È un impegno che mi prendo come presidente, insieme a tutto il Consiglio di amministrazione. Tra noi sentiamo che c'è un terreno fertile di dialogo, da coltivare insieme per trovare soluzioni per la nostra comunità». </em></p>
<p><strong>Fare squadra sul territorio</strong></p>
<p>L'arcivescovo ha accolto l'invito sottolineando come, in questo momento storico, nessun soggetto possa pensare di affrontare da solo i problemi del territorio. Lo ha confermato anche il recente incontro a <strong>Riva del Garda</strong> con i vescovi di <strong>Verona, Brescia e Mantova</strong>, dove sono emerse preoccupazioni comuni, a partire dalla casa e dal reperimento della forza lavoro.</p>
<p><em>«Quanto sta accadendo sul territorio è un appello forte a fare squadra, a creare sinergia tra i diversi attori della società civile. Nessuna realtà oggi può pensare di risolvere da sola le questioni che abbiamo davanti. Chiesa e Cooperazione hanno terreni diversi, ma condividono l'attenzione al bene comune, alla sussidiarietà e alla solidarietà. E credo che oggi serva soprattutto concretezza: il rischio è fare grandi narrative e grandi proclami senza poi tradurli in processi concreti e relazioni» </em>Tisi ha riconosciuto in particolare il ruolo della cooperazione nelle piccole comunità di montagna, dove un negozio o un servizio tenuti aperti dal movimento cooperativo rappresentano spesso l'ultimo presidio di socialità. Ha ricordato inoltre l'impegno della <strong>Caritas</strong> nel rispondere alle fragilità: due percorsi diversi, ha osservato, con molti punti di convergenza.</p>
<p><strong>Casa, migranti, giovani</strong></p>
<p>L'arcivescovo ha quindi indicato le questioni su cui avviare un lavoro comune, a partire dall'<strong>emergenza abitativa</strong>. <em>«Penso anzitutto alla casa, che non è una questione che riguarda pochi, ma sta mettendo a dura prova il Trentino. Nelle zone turistiche, dall'Alto Garda alla Val di Fassa, rischiamo un paradosso: territori che prosperano, ma nei quali chi li abita e chi vi lavora non riesce più a permettersi una casa. Quando da un territorio chi lo abita deve uscire, è un brutto segnale. E il problema si allarga inevitabilmente ai servizi, alla scuola, alla sanità, alla possibilità stessa di mantenere vive le comunità»</em>. Prosegue sul tema dei <strong>migranti</strong>: <em>«C'è poi il tema dei migranti, che continuiamo troppo spesso ad affrontare in termini emergenziali, dimenticando che abbiamo bisogno di persone e che, perché possano mettere radici e dare il loro contributo, occorre garantire condizioni dignitose di vita e di integrazione». E conclude con il tema dei <strong>giovani</strong>: «Incontro in loro grandi risorse e potenzialità, anche nel ritorno all'agricoltura e alla zootecnia. Dobbiamo creare le condizioni perché possano partire, sperimentare, andare anche all'estero, ma avere poi la possibilità di tornare»</em></p>
<p><strong>Dalle parole ai progetti</strong></p>
<p><em>«Su casa, accoglienza, presidio delle comunità, anziani e giovani credo ci siano spazi concreti nei quali Chiesa e cooperazione possono provare a lavorare insieme. Senza velleità e senza pensare di risolvere tutto: cominciamo a mettere in campo alcune iniziative. Poi, se son rose, fioriranno»</em>. Per dare continuità all’incontro, si troveranno momenti di confronto tra Federazione e Curia per poter strutturare le idee in progetti che impattino positivamente la comunità trentina.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Cooperazione Trentina - Alessandro Girardi</author></item></channel></rss>