<rss version="2.0"><channel xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"><title>News</title><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/rss/news?categoria=andamento</link><description>Notizie, storie e interviste per raccontare il movimento cooperativo e per approfondire i temi che coinvolgono il nostro mondo.</description><lastBuildDate>Sun, 24 May 2026 14:44:59 +0200</lastBuildDate><atom:link href="https://www.cooperazionetrentina.it/it/rss/news" rel="self"><type>application/rss+xml</type></atom:link><item><guid isPermaLink="false">aec447d5-5443-4d3e-96a5-026bf93e4732</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/le-previsioni-di-produzione-di-mele-per-la-stagione-prossima</link><title>Le previsioni di produzione di mele per la stagione 2025/2026</title><description>Assomela ha partecipato, come da consuetudine e insieme ai propri soci, alla tradizionale conferenza Prognosfruit.</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/czddx0wb/assomela.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/le-previsioni-di-produzione-di-mele-per-la-stagione-prossima" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1600</width><height>1200</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Tenutasi quest’anno ad Angers (Francia) è stata organizzata dall’Associazione Nazionale Mele e Pere di Francia (ANPP), in collaborazione con WAPA (Associazione Mondiale Mele e Pere) e Copa-Cogeca (Associazione delle Cooperative e dei Produttori Agricoli Europei). L’evento ha rappresentato un momento chiave di confronto per i produttori melicoli dell’Emisfero Nord dove analizzare le previsioni di produzione di mele per la stagione 2025/2026, e confrontarsi sulle tematiche che stanno caratterizzando il settore.</p>
<p><strong>Le prospettive per la stagione 2025/2026 </strong></p>
<p>I dati presentati al Prognosfruit ci indicano che la stagione che sta partendo in questi giorni, ha buone potenzialità per risultare positiva per i produttori di mele, nonostante le diverse problematiche che sono state sottolineate anche durante il convegno svoltosi in Francia: la disponibilità sempre in calo di prodotti fitosanitari, il cambiamento climatico e le maggiori restrizioni a livello produttivo, la situazione europea che spesso manca di uniformità, e le continue tensioni globali che minacciano la stabilità del mercato.</p>
<p>Ciò nonostante, le previsioni di produzione lasciano il comparto melicolo ottimista per la stagione entrante, dove ci si aspetta condizioni in linea con l’anno concluso, per quanto riguarda il mercato fresco e quello del trasformato, nel quale influirà la mancanza di prodotto di diversi paesi extra UE, come la Turchia. La produzione stimata, che si allinea a quella dell’anno precedente, lascia aperta una suggestione: che questi numeri rappresentino ora il nuovo potenziale produttivo europeo.</p>
<p><strong>La situazione nell’Unione Europea </strong></p>
<p>Le stime di produzione per il 2025 indicano un raccolto di mele in Europa che anche quest’anno sarà inferiore al potenziale storico di produzione, e che è stimato ad un totale di <strong>10.455.000 </strong>tonnellate, un dato che quindi risulta sostanzialmente stabile rispetto allo scorso anno e inferiore del 7% rispetto alla media produttiva degli ultimi tre anni.</p>
<p>La previsione di produzione per l’Europa si mantiene in linea con il consuntivo dello scorso anno, pur evidenziando dinamiche diverse a livello nazionale. La Polonia registra una ripresa dopo la scarsa produzione del 2024, con una stima di 3.300.000 tonnellate (+3%). Incrementi significativi si osservano anche in Germania (+15%) e in Francia (+4%), così come in Repubblica Ceca e in Austria dove si tornerà a livelli normali, dopo l’ultimo anno di considerevole calo. Al contrario, a causa delle forti piogge primaverili, si prevedono cali produttivi in Spagna (-8%), Portogallo (-3%) e Grecia (-27%). In Scandinavia, la Danimarca mostra segnali di ripresa con un aumento del 14%, mentre in Svezia la produzione si mantiene stabile rispetto alla media degli anni precedenti.</p>
<p>Dal punto di vista qualitativo, grazie ad una fioritura generalmente abbondante e un’allegagione normale nella maggior parte dei paesi europei, si prevede calibri leggermente superiori rispetto allo scorso anno, con un ritardo generalizzato della raccolta di circa una settimana.</p>
<p><strong>L’andamento varietale </strong></p>
<p>Le previsioni di produzione europee distinte per varietà.</p>
<p>Mentre la Golden delicious rimane sostanzialmente stabile, con un leggero calo dell’1% a 2.059.000 tons., si conferma la tendenza di ribasso per maggior parte delle varietà tradizionali. In particolare, la Red delicious è prevista in calo di 19%, con una produzione stimata di 487.000 tons. Segno negativo anche per Granny Smith e per Fuji dove si prevede una diminuzione di 3% e di 9% rispettivamente.</p>
<p>Stabile la Gala, per la quale si prevede una produzione di 1.429.000 tons mentre la Cripps Pink continua a crescere, raggiungendo il volume di 330.000 tons con un +8% rispetto allo scorso anno.</p>
<p>Rispetto alle varietà tradizionali continua invece la corsa delle Nuove varietà club che superando le 680.000 tons., segnano una crescita del 14% rispetto allo scorso anno.</p>
<p><strong>Uno sguardo alla situazione italiana </strong></p>
<p>Le previsioni di produzione italiane a livello regionale ed in tabella 4 l’analisi varietale.</p>
<p>Per l’Italia, la produzione totale è stimata in <strong>2.248.025 tonnellate</strong>, con un <strong>calo del 3% </strong>rispetto allo scorso anno (Tab. 3). A livello regionale, si registra un aumento della produzione in Trentino (+5%), mentre è previsto un leggero calo in Alto Adige (-3%) e nella maggior parte delle altre regioni. Particolarmente significativa la flessione attesa in Piemonte (-15%), che segue un’annata 2024 caratterizzata da rese elevate. In Veneto, la produzione dovrebbe diminuire dell’11% rispetto al 2024, anche a causa di danni provocati dalla grandine. Emilia-Romagna prevede un lieve calo rispetto al 2024 (-6%), così come il Friuli (-5%).</p>
<p>La produzione biologica in Italia è anch’essa in calo, con una diminuzione del 12% rispetto allo scorso anno. Con 164.099 tonnellate, rappresenta circa il 7% dell’offerta complessiva.</p>
<p>Per quanto riguarda le dinamiche varietali in Italia, si possono osservare nel dettaglio, all’interno della tabella.</p>
<p>Si segnala <strong>una crescita della Golden Delicious del 3%, </strong>che raggiunge una produzione di 688.326 tonnellate, recuperando dopo i livelli particolarmente bassi registrati nel 2024, ma ancora al di sotto del potenziale storico. In aumento anche le varietà protette (club), mentre le varietà tradizionali mostrano un calo generalizzato. In particolare, <strong>la Red Delicious registra una flessione del 21%</strong>, attestandosi a 156.366 tonnellate: si tratta del livello più basso mai registrato per questa varietà. Sono previste riduzioni significative anche per la Gala (-7%) e per la Granny Smith (-16% rispetto al 2024). La Fuji perde terreno rispetto allo scorso anno (-3%), con una produzione stimata di 157.488 tonnellate.</p>
<p>La Cripps Pink registra un aumento del 3% sul 2024, superando le 130.000 tonnellate e segnando un nuovo record produttivo. Anche le altre varietà club confermano la loro crescita, con una produzione complessiva superiore alle 300.000 tonnellate, in aumento del 10% rispetto allo scorso anno.</p>
<p>Dal punto di vista qualitativo, l’andamento climatico in Trentino-Alto Adige è stato nel complesso favorevole, fatta eccezione per alcune aree del Trentino colpite da episodi di grandine. Le condizioni meteorologiche, generalmente fresche e regolari, hanno favorito un buon sviluppo delle caratteristiche organolettiche dei frutti, in linea con quanto osservato nel 2024. Anche il periodo di raccolta si è svolto in modo regolare, sia rispetto alla media che all’annata precedente.</p>
<p>In Piemonte si rilevano frutti di buon calibro e ottima colorazione. Situazione diversa in Veneto, dove recenti eventi climatici avversi, come grandinate e la presenza di ticchiolatura, hanno determinato una riduzione dell’offerta per tutte le varietà, salvaguardando però la qualità per la produzione presente.</p>
<p>In Emilia-Romagna la produzione risulta nel complesso buona, così come in Friuli-Venezia Giulia, dove calibro e colorazione sono generalmente nella norma. Tuttavia, alcune zone del Friuli hanno sofferto da piogge intense durante la fioritura e l’allegagione.</p>
<p>Ad oggi, si stima che la quantità di mele destinate al <strong>mercato del fresco </strong>sarà pari a <strong>1.958.511 tonnellate</strong>, in leggero calo rispetto allo scorso anno (-2%), ma sostanzialmente in linea con la media degli ultimi quattro anni.</p>
<p><strong><em>Assomela </em></strong><em>s.c. è il Consorzio delle Organizzazioni di Produttori di mele italiani che rappresenta il 75% della produzione melicola nazionale, a cui si associano le OP VOG – Home of Apples, VIP (Val Venosta), il Consorzio From e VOG Products della Provincia di Bolzano, Melinda, La Trentina e Mezzacorona della Provincia di Trento, Melapiù della Regione Emilia-Romagna, Rivoira, Lagnasco, Joinfruit e Gullino della Regione Piemonte, Melavì della Regione Lombardia e Frutta Friuli Sca della Regione Friuli-Venezia Giulia.</em></p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Assomela</author></item><item><guid isPermaLink="false">4566acbe-e558-4666-a056-683ab28c2061</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/aggiornamento-mercato-mele-italia</link><title>Aggiornamento mercato mele Italia 2023/2024</title><description><![CDATA[<p>Martedì 9 gennaio si è tenuta la consueta riunione del Comitato Marketing di Assomela che ha esaminato la produzione, le giacenze e le vendite di mele italiane per la nuova stagione commerciale 2023/2024.  </p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/czddx0wb/assomela.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/aggiornamento-mercato-mele-italia" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1600</width><height>1200</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>La produzione totale di mele italiane nel 2023, ormai definitiva includendo anche le varietà più tardive, si assesta a <strong>2.174.674 tons</strong>, livello del 2,9% superiore a quella dello scorso anno. Il volume di mele destinate alla trasformazione industriale diminuisce leggermente rispetto all’anno precedente e così la disponibilità di mele per il mercato fresco cresce di poco oltre 4% rispetto al 2022, raggiungendo le <strong>1.878.891 tons.</strong></p>
<p>Le <strong>giacenze</strong> di mele per il mercato fresco al primo gennaio si assestano a <strong>1.215.750 tons</strong>., con un incremento del 4,8% rispetto al minimo record dello scorso anno e in linea con la media degli anni precedenti. Nel mese di dicembre sono state vendute complessivamente <strong>164.376 tons</strong> di mele, un volume esattamente in linea con la media degli ultimi cinque anni.</p>
<p>A livello varietale, le giacenze di <strong>Golden Delicious</strong> al 1° gennaio arrivano a 474.409 tons., riportandosi ai medesimi livelli delle annate 2020-2022, con un volume di vendite nel mese di dicembre ben in linea con i piani di decumulo. La <strong>Red Delicious</strong> presenta una giacenza inferiore del 37% rispetto a quella del 2022 e dimostra vendite soddisfacenti del 5% sopra la media degli ultimi quattro anni. Si conferma un andamento tendenzialmente positivo per il gruppo delle cosiddette Nuove varietà club, che raggiungono una produzione record di oltre 227.000 tons e una relativa giacenza superiore di 36% rispetto allo scorso anno, garantendo una disponibilità di prodotto fino all’estate.</p>
<p>Per quanto riguarda il settore del trasformato, i volumi sono in linea con le previsioni e si registra un mercato piuttosto ricettivo.</p>
<p>Nel Comitato del Biologico di Assomela, tenutasi giovedì 11 gennaio, le principali Organizzazioni confermano positivismo e vendite regolari in linea con i piani di decumulo.</p>
<p>La campagna di commercializzazione appare molto viva in Europa, grazie anche in particolare alla minore presenza sia di mele polacche, pur presenti con prezzi competitivi in diversi mercati, sia di mele tedesche.</p>
<p>Nell’export oltremare si registrano invece alcune difficoltà logistiche dovute all’intoppo del canale Suez e dei conflitti nel mar Rosso che comporta ritardi ed incertezze nella disponibilità di container. A causa della scarsità dei container, dei tempi di attesa, delle deviazioni e dell'aumento delle assicurazioni, i prezzi della logistica su queste strade vengono rinegoziati e in alcuni casi quasi raddoppiate.</p>
<p>Sul fronte della legislazione comunitaria, considerato l’obiettivo di Assomela di salvaguardare la sostenibilità dei produttori seguendo i dossier che potrebbero avere un maggiore impatto sul settore, in collaborazione con le principali Organizzazioni nazionali ed europei si continua a seguire con attenzione l'evoluzione delle proposte di Regolamento UE per l'uso sostenibile dei fitofarmaci (SUR) e per la riduzione degli imballaggi e rifiuti da imballaggi (PPWR), entrambe oggetto di forte critica da parte del settore.</p>
<p>In tal senso Assomela conferma un convinto sostegno alle posizioni espresse dal Parlamento Europeo lo scorso novembre, che ha rigettato la proposta SUR ed ha modificato la proposta PPWR, escludendo dal campo di applicazione il settore ortofrutticolo per quanto riguarda il divieto di uso di confezioni monouso.</p>
<p>I temi saranno oggetto di costante e prioritaria attenzione per i possibili prossimi sviluppi ed Assomela continuerà anche per la nuova campagna commerciale di lavorare per garantire un più equilibrato rapporto tra obiettivi ambientali, sociali e, in particolare, la indispensabile sostenibilità economica per le imprese.</p>
<p><strong><em>Assomela </em></strong><em>s.c. è il Consorzio delle Organizzazioni di Produttori di mele italiani che rappresenta il 75% della produzione melicola nazionale, a cui si associano le OP VOG (Marlene), VIP (Val Venosta), il Consorzio From e VOG Products della Provincia di Bolzano, Melinda, La Trentina e Mezzacorona della Provincia di Trento, Melapiù della Regione Emilia-Romagna, Rivoira, Lagnasco, Joinfruit e Gullino della Regione Piemonte, Melavì della Regione Lombardia e Frutta Friuli Sca della Regi</em><em>one Friuli-Venezia Giulia.</em></p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Assomela</author></item><item><guid isPermaLink="false">804f0708-d719-4f14-ac34-72995c2f3968</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/le-previsioni-di-produzione-di-mele-per-la-stagione-2022-2023</link><title>Le previsioni di produzione di mele per la stagione 2022/2023</title><description><![CDATA[<p>La consueta conferenza Prognosfruit, momento fondamentale di confronto per i produttori melicoli dell’Emisfero Nord per conoscere e commentare le previsioni di produzione di mele per la stagione 2022/2023, è tornata in presenza a Belgrado, in Serbia – Paese che negli ultimi anni è stato protagonista di una importante crescita produttiva, sia in termini di volumi che di qualità.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/czddx0wb/assomela.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/le-previsioni-di-produzione-di-mele-per-la-stagione-2022-2023" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1600</width><height>1200</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Le stime di produzione per il 2022 prevedono un raccolto di mele in Europa a 12.168.000 tons., sostanzialmente stabile rispetto allo scorso anno.</p>
<p>La previsione di raccolto in Europa è molto simile al consuntivo dello scorso anno, anche se cambiano le dinamiche a livello di Paese. La Polonia riprende ancora terreno e stima una produzione a 4.495.000 tons. Torna a crescere, anche se non raggiunge il pieno potenziale, il raccolto della Francia (+6%), e anche quello di Austria, dopo un anno particolarmente scarso (+23%), Germania (+6%) e Regno Unito (+32%). Si prevede invece un raccolto in calo per Belgio (-12%), Spagna (-23%) e Portogallo (-20%). Segno meno anche per Romania e Ungheria.</p>
<p>Dal punto di vista qualitativo si attendono calibri leggermente superiori dello scorso anno principalmente per effetto delle condizioni favorevoli in primavera che hanno influito positivamente sullo sviluppo cellulare. Tuttavia, considerate le ondate di calore che stanno investendo l’Europa e la scarsità di acqua che minaccia importanti areali produttivi, la tenuta del prodotto in queste ultime settimane sarà certamente da monitorare. Si prevede, proprio in virtù delle alte temperature registrate ovunque in Europa, un anticipo generalizzato della raccolta.  </p>
<p><strong>L’andamento varietale</strong></p>
<p>La Golden delicious torna a calare (-5%) e si ferma a 2.064.000 tons., confermando il trend in discesa in Europa.</p>
<p>Continua a crescere la Gala, per la quale è previsto un nuovo record di produzione a 1.614.000 tons (+2%) così come per la Cripps Pink che raggiunge il volume di 311.000 tons con un +21% rispetto allo scorso anno. Sostanzialmente stabili sono il gruppo Red Delicious e la Fuji.</p>
<p>Continua la corsa delle cosiddette “Nuove varietà” (club) che superano le 436.000 tons. e segnano una crescita del 19% rispetto allo scorso anno.</p>
<p><strong>Uno sguardo alla situazione italiana</strong></p>
<p>Per l’Italia si stima una produzione totale di 2.150.221 tons., superiore del 5% rispetto a quella dello scorso anno. Per quanto riguarda le singole regioni, scendono leggermente Alto Adige (-3%) e Trentino (-1%), mentre crescono tutte le altre regioni, tornando a livelli paragonabili a quelli degli anni passati. Segna un nuovo record la regione Piemonte, che continua a espandere la superficie a melo.</p>
<p>La produzione biologica nel nostro paese fa segnare un nuovo record, sfiorando le 200.000 (+4% rispetto al 2021), pari a più del 9% dell’offerta totale.  </p>
<p><strong>Le dinamiche varietali</strong></p>
<p>Cala del 5% la Golden Delicious per la quale ci si attende un raccolto tendenzialmente basso sotto le 700.000 tons., in linea con la tendenza di decrescita che si registra negli ultimi anni per la principale varietà italiana. Calano anche Braeburn (-15%), Fuji (-3) e Jonagold (-18%).</p>
<p>Segno più per tutte le altre principali varietà, tra cui la Red Delicious (+7%), comunque inferiore rispetto alla media delle stagioni precedenti, la Gala, che con un +2% e una produzione stimata a 392.520 tons, dovrebbe far segnare un nuovo record produttivo, e la Granny Smith a 157.000 tons (+18%).</p>
<p>Tornano ai livelli degli anni precedenti Morgenduft e Renetta, mentre fanno registrare un aumento importante le Cripps Pink – con una produzione record prevista a 107.171 tons – e le altre varietà nuove, principalmente club (+38% a 195.000 tons).</p>
<p>Le buone condizioni climatiche in primavera e fino ad inizio luglio hanno permesso un ottimo accrescimento dei frutti, i cui calibri sono oggi certamente superiori a quelli dello scorso anno. Come per il resto d’Europa, resta la preoccupazione per i possibili danni ai frutti derivanti da temperature eccessive, che non sono previste in diminuzione, e per la scarsità di acqua specialmente in alcune aree di produzione. Dal punto di vista fitosanitario non si rilevano problemi particolari.</p>
<p>Ad oggi si può prevedere una quantità di mele destinate al mercato fresco di 1.862.841 tons, in salita rispetto allo scorso anno (+4%) e leggermente superiore rispetto alla media dei 5 anni.</p>
<p><strong>Le prospettive per la stagione 2022/2023</strong></p>
<p>Al momento, i dati di Prognosfruit, che ha permesso di fare una analisi più puntuale anche rispetto ad altre aree produttive in espansione nel resto del mondo, ci restituiscono un quadro che, sebbene migliore rispetto alle iniziali aspettative, certamente sarà sfidante per i produttori italiani ed europei.</p>
<p>Al di là dei numeri, simili di fatto a quelli della scorsa stagione – che certamente non è stata facile - è da valutare il contesto generale in cui ci si trova ad operare, deterioratosi ulteriormente negli ultimi mesi.</p>
<p>La instabilità geopolitica che ha favorito un aumento generalizzato ed incontrollato dei costi – dagli inputs per la produzione alla elettricità al packaging - unita a un mutato scenario internazionale che impatta sulle politiche monetarie dei paesi importatori, con l’esempio eclatante della lettera di credito imposta dalla Banca centrale Egiziana, la difficoltà di reperimento della manodopera, un calo generalizzato dei consumi ed un mondo sempre più piccolo che rende più difficoltoso l’export, disegna uno scenario preoccupante.</p>
<p>Assomela, con le principali realtà nazionali, ha stimato costi aggiuntivi per i produttori di circa dieci centesimi al chilogrammo. Questi costi, in assenza di strumenti di mitigazione, andranno ad incidere sull’intera campagna commerciale 2022/2023 e non solo sulla seconda parte, come accaduto nel 2021/2022.</p>
<p>Le condizioni climatiche, inoltre, destano qualche preoccupazione. Le ondate di calore che ripetutamente colpiscono l’Italia e l’Europa e, in alcune aree, una pesante crisi idrica, potrebbero intaccare la qualità dei frutti.</p>
<p>La raccolta si stima molto buona in Polonia, paese fondamentale nel determinare l’equilibrio del mercato europeo, ma anche in Germania, principale paese importatore per l’Italia, e per la Francia, che negli ultimi due anni, con livelli produttivi non eccezionali, aveva alleggerito la pressione su alcuni mercati all’export.</p>
<p>Per l’Italia, la minore produzione in Spagna, potrebbe rappresentare una opportunità per continuare a consolidare la posizione su questo mercato.</p>
<p>A livello di logistica, la situazione dovrebbe lentamente tornare alla normalità, ma al momento persistono le difficoltà legate ai costi alle stelle dei noli e alla minore disponibilità di containers per l’export oltremare. Un aiuto all’export potrebbe arrivare dal cambio euro-dollaro che al momento è favorevole e rende la merce europea e italiana maggiormente competitiva.</p>
<p>Sempre più importante in termini di volume la produzione di mele biologiche, trainata proprio dall’Italia. Sia a livello nazionale che europeo, bisognerà monitorare e sostenere le dinamiche di consumo al fine di equilibrare offerta e domanda e garantire il corretto differenziale di prezzo al produttore.</p>
<p>Inoltre, sul più lungo periodo, ci sarà da fare i conti con la concorrenza che arriverà dai paesi limitrofi. La decisione stessa di WAPA di organizzare Prognosfruit in Serbia non è certamente casuale: questo paese, come ad esempio la Turchia ed altri, non solo ha aumentato la propria capacità produttiva negli ultimi anni, ma produce mele di qualità, a costi certamente inferiori a quelli del vecchio continente. La concorrenza di questi paesi “emergenti”, già percepita, sarà certamente più forte nel prossimo futuro.</p>
<p>Nel frattempo, si dovrà continuare a lavorare a ritmi serrati sul tema sostenibilità – economica, ambientale e sociale – considerato l’interesse della società civile e gli obiettivi ambiziosi fissati dalla Commissione Europea.</p>
<p>I piani di vendita del 2021/2022, sebbene fortemente influenzati dallo scenario nazionale e internazionale – che ha influito anche sulle esportazioni dall’Emisfero Sud verso l’Europa - sono stati rispettati e la campagna commerciale si avvia alla sua fase finale con l’obiettivo di terminare le giacenze di mele del raccolto 2021 entro settembre ed aprire così la prossima annata con celle per quanto possibile svuotate.</p>
<p>Di fronte a tali sfide, solo un settore compatto e organizzato, capace di adottare strategie e decisioni che mirino alla tutela della redditività del produttore, puntando al tempo stesso alla qualità e all’innovazione come necessari elementi di distinzione, potrà affrontare al meglio questa stagione e quelle a venire.  </p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p><strong><em>Assomela </em></strong><em>s.c. è il Consorzio delle Organizzazioni di Produttori di mele italiani che rappresenta l’80% della produzione melicola nazionale, a cui si associano le OP VOG (Marlene), VIP, il Consorzio From e VOG Products della Provincia di Bolzano, Melinda, La Trentina e Mezzacorona della Provincia di Trento, Melapiù della Regione Emilia-Romagna, Rivoira, Lagnasco e Gullino della Regione Piemonte, Melavì della Regione Lombardia e Friulfruct della Regione Friuli.</em></p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">2bdc4d5b-565b-466e-9f46-c48c190f406f</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/aggiornamento-mercato-mele-italia-2021-2022-4</link><title>Aggiornamento mercato mele Italia 2021/2022</title><description><![CDATA[<p>Martedì 10 maggio si è tenuto il consueto incontro mensile del Comitato Marketing di Assomela durante il quale, oltre a valutare la generale situazione di mercato e gli elementi che lo stanno influenzando, si è riflettuto sui fattori che nel lungo periodo condizioneranno il settore melicolo italiano. </p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/5cnbfxfc/assomela.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/aggiornamento-mercato-mele-italia-2021-2022-4" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1170</width><height>778</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Le vendite nel mese di aprile non sono state particolarmente entusiasmanti e le giacenze al primo di maggio sfiorano le 450.000 tons. – 30.000 tons. in più rispetto allo scorso anno.</p>
<p>Le criticità, come già riferito lo scorso mese, si incontrano principalmente <strong>per i piccoli calibri e per il prodotto di II categoria, in modo particolare per la Golden</strong>, ma anche per altre cultivar, tra cui alcune “nuove”.  Considerate le difficoltà di collocazione sul mercato, questo prodotto verrà prevalentemente destinato alla trasformazione. Vista una minore disponibilità, i calibri maggiori e la prima categoria, potrebbero, al contrario, trovare una migliore remunerazione sul mercato. Infatti, secondo una analisi condotta da Assomela presso i soci, nella scorsa stagione i calibri 80+ per la Golden Delicious rappresentavano il 50% del totale, per il raccolto del 2021 solo il 28%; si tratta di una notevolissima differenza che peserà nettamente sulla liquidazione finale ai produttori.</p>
<p>Il confronto con altri operatori europei del settore, avvenuto anche in occasione del Macfrut, ha inoltre ribadito la preoccupazione in merito ad un generalizzato calo dei consumi che potrebbe impattare anche sui mesi estivi.</p>
<p>Continua la preoccupazione per <strong>l’aumento generalizzato dei costi</strong>, che, nel caso del sistema melicolo italiano, risultano essere superiori di almeno 10-12 centesimi al chilogrammo rispetto allo scorso anno. Al momento questi costi sono interamente assorbiti dai produttori.</p>
<p><strong>L’export ha subito una ulteriore frenata </strong>a causa del sostanziale blocco del mercato egiziano, dovuto al non rilascio delle lettere di credito e alla logistica internazionale, che continua a registrare notevoli criticità. Se per l’Egitto questa stagione la situazione è stata tutto sommato gestita, anche se con difficoltà e certamente con volumi inferiori, è fondamentale lavorare per assicurare l’accesso delle mele italiane per la prossima stagione.</p>
<p>Tra gli aspetti positivi da segnalare, la <strong>buona ricettività del mercato indiano</strong>, dove si segnalano risultati significativi in particolare per la Red Delicious, e l’allentamento dell’embargo da parte della Bielorussia, che ha permesso così una ripresa dei flussi delle mele polacche e di paesi limitrofi verso questo paese e verso l’area.</p>
<p>Assomela, come già sottolineato più volte durante questa campagna, ritiene <strong>cruciale ed urgente aprire un confronto con i retail</strong> per verificare l’esistenza di margini di assorbimento dei fattori negativi nei prezzi di vendita in modo da redistribuire i costi aggiuntivi lungo tutta la catena di approvvigionamento. L’associazione continua a muoversi a livello nazionale ed europeo per proporre soluzioni concrete che possano attutire gli effetti di questi aumenti di costi e chiedere interventi incisivi, ad esempio maggiore flessibilità di gestione Piani Operativi delle Organizzazioni di Produttori che potrebbero aiutare a controllare alcune criticità.</p>
<p>Con riferimento alla prossima stagione, al momento le condizioni climatiche in Italia ed in Europa fanno stimare una buona produzione, che, se il quadro delle attuali criticità dovesse permanere, potrebbe portare ad una nuova stagione complicata. Durante l’estate sarà pertanto fondamentale valutare alcune misure di gestione agronomica in campo per aumentare la qualità dei frutti, favorire la qualità in raccolta ed impostare al meglio il conferimento 2022.</p>
<p>Inoltre, è necessario valutare fin da ora tutti gli strumenti a disposizione per reperire personale specializzato sia per la lavorazione negli stabilimenti che per le prossime operazioni di campagna. Si richiama in tal senso alla urgenza di favorire la presenza di lavoratori extracomunitari con l’approvazione del cosiddetto “decreto flussi”, che potrebbe permettere di sopperire alla mancanza di manodopera. A tal proposito, si manifesta anche una ampia disponibilità a sostenere rifugiati provenienti dall’Ucraina fornendo loro lavoro, ma anche alloggio ed assistenza.</p>
<p>Al momento, la forte organizzazione del sistema melicolo italiano sta consentendo di attutire gli effetti di una situazione certamente straordinaria, ma sarà necessario utilizzare tutti gli strumenti a disposizione per far in modo che le difficoltà non diventino ordinarie e che il reddito dei produttori non sia costantemente minacciato.</p>
<p><strong><em>Assomela s.c</em></strong><em>. è il Consorzio delle Organizzazioni di Produttori di mele italiani che rappresenta l’80% della produzione melicola nazionale, a cui si associano le OP VOG (Marlene), VIP, VOG Products e il Consorzio FROM della Provincia di Bolzano, Melinda, “la Trentina” e Mezzacorona della Provincia di Trento, Melapiù della Regione Emilia-Romagna, Rivoira e Lagnasco della Regione Piemonte, Friulfruct del Friuli Venezia-Giulia e Melavì della Regione Lombardia.</em></p>
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