<rss version="2.0"><channel xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"><title>News</title><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/rss/news?categoria=analisi</link><description>Notizie, storie e interviste per raccontare il movimento cooperativo e per approfondire i temi che coinvolgono il nostro mondo.</description><lastBuildDate>Sat, 09 May 2026 14:44:33 +0200</lastBuildDate><atom:link href="https://www.cooperazionetrentina.it/it/rss/news" rel="self"><type>application/rss+xml</type></atom:link><item><guid isPermaLink="false">f426b474-a520-4b11-9aea-77840ad50b9e</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/il-processo-di-mercatizzazione-dei-servizi-sociali-in-italia</link><title>Il processo di mercatizzazione dei servizi sociali in Italia</title><description><![CDATA[<p>Un’indagine su 52 cooperative sociali esplora come il Terzo Settore stia ridefinendo il proprio equilibrio tra impresa e solidarietà, cercando nuove forme di sostenibilità nel welfare che cambia.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/1brj4xar/01-ricercatori.png" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/il-processo-di-mercatizzazione-dei-servizi-sociali-in-italia" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1080</width><height>1080</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Dopo decenni di sviluppo legato alla spesa pubblica, le cooperative sociali si trovano oggi di fronte alla sfida di diversificare le proprie entrate e rinnovare il proprio ruolo economico e sociale. La mercatizzazione emerge non solo come risposta alla crisi del finanziamento pubblico, ma come un processo che ridefinisce i confini tra impresa sociale, cittadinanza e welfare locale, aprendo nuove opportunità ma anche interrogativi sul futuro del modello cooperativo. Basata su un’indagine condotta su 52 cooperative sociali in tutta Italia e oltre 60 interviste a dirigenti e amministratori, la ricerca analizza la crescente tendenza delle cooperative sociali a rivolgersi direttamente agli utenti come domanda pagante, esplorandone le implicazioni sulla mission, sui processi organizzativi e sulle competenze richieste per gestire modelli di servizio più orientati al mercato.</p>
<p>«<em>Una ricerca che si inserisce in un percorso che da sempre contraddistingue l’attività di EURICSE, offrendo l’occasione di approfondire gli elementi identitari dell’impresa sociale e, in particolare, della cooperazione sociale. Si tratta di uno studio approfondito che mira a coniugare riflessione teorica, osservazione empirica e azione, intesa come contributo concreto alla definizione delle politiche e delle strategie di sviluppo delle organizzazioni dell’economia sociale</em>» - commenta la <strong>presidente di EURICSE, Paola Iamiceli</strong>.</p>
<p>Il rapporto identifica quattro principali modelli di cooperazione “a mercato”: <strong>marked oriented</strong>, imprese focalizzate sulla redditività e la sostenibilità economica; <strong>inerziali</strong>, cooperative tradizionali che entrano nei mercati privati per necessità contingenti; <strong>volenterose</strong>, realtà che cercano di coniugare missione sociale e apertura al mercato, con risultati ancora incerti; <strong>responsabili, </strong>cooperative consapevoli dei rischi della commercializzazione e capaci di reinvestire gli utili per finalità sociali. Dallo studio emerge che <strong>la mercatizzazione è ormai un processo in atto</strong>, destinato a incidere in modo strutturale sul sistema del welfare locale. Se da un lato essa può stimolare innovazione, autonomia e nuove forme di sostenibilità, dall’altro rischia di ampliare le disuguaglianze, escludendo chi non può permettersi servizi a pagamento e indebolendo la funzione solidaristica che ha storicamente caratterizzato la cooperazione sociale.</p>
<p>Il rapporto evidenzia come molte cooperative stiano oggi cercando di bilanciare la dimensione imprenditoriale con quella solidale, individuando nuovi strumenti per preservare la propria identità sociale in un contesto in rapida evoluzione. «Il rischio principale», si legge nelle conclusioni, «è che la ricerca di sostenibilità economica conduca a una progressiva perdita della missione e della capacità di rappresentare i soggetti più fragili. Tuttavia, la mercatizzazione può anche rappresentare un’occasione per ridefinire in chiave innovativa il ruolo della cooperazione sociale nel nuovo welfare civile». La ricerca invita dunque a ripensare la cooperazione sociale come attore chiave del welfare territoriale, capace di integrare sostenibilità economica e finalità pubblica. Si interroga inoltre su come mantenere viva la missione sociale di fronte alla crescente natura commerciale dei servizi e su come stia cambiando il rapporto tra cooperazione sociale e pubblica amministrazione. Come sottolinea il report, la sfida decisiva per il futuro sarà costruire “mercati civili e inclusivi”, in cui l’economia resti uno strumento al servizio della dimensione sociale, e non il suo fine.</p>
<p><strong>Il rapporto completo è disponibile sul sito di Euricse </strong><a href="https://euricse.eu/it/publications/la-mercatizzazione-dei-servizi-sociali-nel-welfare-locale-in-italia/"><strong>a questo link</strong></a> <strong>.  </strong></p>
<p>Lo studio è stato curato dal gruppo di lavoro composto da <strong>Luca Fazzi</strong> (Università di Trento), coordinatore scientifico, insieme ai ricercatori di EURICSE <strong>Jole Decorte</strong>, <strong>Mirella Maturo</strong> e <strong>Giacomo Pisani</strong>. La ricerca è stata sviluppata da EURICSE nell’ambito dell’Accordo di Programma con la Provincia autonoma di Trento. In occasione della presentazione del rapporto, oltre al team di ricerca, hanno portato il loro contributo rappresentanti del mondo della cooperazione e dell’impresa sociale, per approfondire opportunità, criticità e prospettive legate a questa trasformazione. Sono intervenuti <strong>Francesca Scarinci</strong> (Consorzio CGM), <strong>Alessandro Micich</strong> (Cooperativa Cadiai, Bologna) e <strong>Maurizio Gozzi</strong> (Cooperativa 3C Salute, Reggio Emilia).</p>
<p><a href="https://youtube.com/live/smHwd8iLjSY"><strong>A questo link</strong></a> <strong>si può rivedere il webinar di presentazione. </strong></p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Euricse</author></item><item><guid isPermaLink="false">87307cb3-b0ff-4feb-8ca6-6fe60946f7bc</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/governare-i-dati-per-un-futuro-sostenibile-un-analisi-sui-settori-agricolo-e-sanitario</link><title>Governare i dati per un futuro sostenibile: un'analisi sui settori agricolo e sanitario</title><description><![CDATA[<p>La trasformazione digitale sta ridefinendo l’economia e la società, aprendo nuove opportunità e sfide nella gestione dei dati</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/qn4ngbjs/eddi-fontanari-23-.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/governare-i-dati-per-un-futuro-sostenibile-un-analisi-sui-settori-agricolo-e-sanitario" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>4546</width><height>6811</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>L’Unione Europea sta lavorando alla creazione di un mercato comune dei dati per favorire crescita e innovazione, garantendo al contempo un’adeguata protezione della privacy. Tuttavia, il bilanciamento tra gli attori coinvolti e la definizione di una governance equa dei dati restano sfide cruciali.</p>
<p>Il nuovo scenario digitale ha visto un incremento esponenziale nella raccolta e nell’elaborazione dei dati, con le grandi piattaforme che detengono un forte controllo su questi flussi, spesso a scapito degli utenti. Il fenomeno del <strong>capitalismo di sorveglianza</strong> e il predominio delle <strong>Big Tech</strong> sollevano interrogativi sulla concentrazione del potere e sulla tutela dei soggetti più deboli.</p>
<p>In risposta a queste criticità, il concetto emergente di <strong>cooperativa di dati</strong> appare una possibile alternativa/contromisura volta a garantire un modello più democratico e inclusivo nella gestione dei dati. In questo contesto si inserisce il <strong>Data Governance Act (Regolamento UE 2023/2854)</strong>, che introduce nuovi principi e strumenti per una governance più equa.</p>
<p>Il recente studio pubblicato da Euricse approfondisce il potenziale delle cooperative di dati, in un raffronto con i modelli più tradizionali, analizzandone le implicazioni e applicazioni in ambito agricolo e sanitario. Due settori in cui la digitalizzazione potrà esercitare un ruolo importante e determinante dal punto di vista dell’efficienza, tempestività e qualità delle operazioni (p.e. in campo) e dei servizi (p.e. di medicina territoriale). Sullo sfondo permangono, tuttavia, una serie di perplessità e di riflessioni<strong>, </strong>sia in termini di vincoli normativi che di risorse necessarie, <strong>che lo studio evidenzia e che sarà necessario affrontare </strong> per sviluppare proficue esperienze di cooperazione digitale (cfr. ecosistemi digitali locali), rafforzando il legame tra comunità e istituzioni.</p>
<p>Il rapporto di ricerca si articola in <strong>tre capitoli</strong>: il <strong>primo</strong> esamina le <strong>opportunità e le sfide della digitalizzazione nei settori agricolo e sanitario</strong>; il <strong>secondo</strong> approfondisce la <strong>governance dei dati</strong>, con particolare attenzione al modello cooperativo e al nuovo quadro normativo europeo; il<strong> terzo</strong> illustra i risultati dei <strong>casi studio</strong> analizzati. Nelle conclusioni, i ricercatori esplorano il <strong>potenziale del modello cooperativo,</strong> sottolineando l’importanza di politiche mirate a favorire ecosistemi digitali inclusivi e sostenibili. La cooperazione, in un’ibridazione tra vecchi e nuovi modelli, può infatti rappresentare una leva strategica per un futuro digitale che equilibri innovazione, tutela dei diritti e benessere collettivo. Su questo punto servirà però acquisire, a livello di sistema, una maggiore consapevolezza rispetto a tale funzione per individuare i migliori assetti e formule istituzionali/organizzative e posizionare correttamente ed efficacemente il modello cooperativo nella filiera dei dati, in modo da favorire la protezione e valorizzazione delle peculiarità territoriali e dei bisogni/esigenze da soddisfare.</p>
<p>Il gruppo di lavoro, coordinato scientificamente da <strong>Eddi Fontanari</strong>, ha coinvolto il prof. <strong>Matteo Ferrari</strong> dell’Università di Trento e i ricercatori di Euricse <strong>Giacomo Pisani</strong> e <strong>Paola Delvecchio.  </strong>Il contributo dei ricercatori di Euricse al presente volume rientra nelle attività di ricerca promosse dall’Accordo di Programma tra la Provincia autonoma di Trento ed Euricse.</p>
<p>Il rapporto "<strong><em>L'era delle cooperative di dati tra vecchi e nuovi modelli: un focus su agricoltura e sanità</em></strong>" è disponibile per il download gratuito nella sezione Pubblicazioni del sito di Euricse.</p>
<p><a href="mailto:https://euricse.eu/it/publications/lera-delle-cooperative-di-dati-tra-nuovi-e-vecchi-modelli-un-focus-su-agricoltura-e-sanita/"><strong>Scarica il Report</strong></a></p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Euricse </author></item><item><guid isPermaLink="false">38acd2ce-2707-45df-a3d0-b2a8b171a9e3</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/rapporto-banca-d-italia</link><title>Banca d'Italia: crescita economica provinciale ridimensionata</title><description>Stamattina è stato presentato il rapporto 'L’economia delle Province autonome di Trento e di Bolzano' redatto dalla Filiale di Trento della Banca d'Italia.</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/gkwfrogb/banca-d-italia.jpeg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/rapporto-banca-d-italia" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2048</width><height>1536</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Economia che rallenta, calo della domanda interna e delle esportazioni e occupazione in crescita. Sono questi i principali elementi del tradizionale Rapporto sull'economia trentina redatto dalla filiale di Trento della Banca d’Italia, diretta da <strong>Maurizio Silvi</strong>, e presentati stamattina in conferenza stampa dal coordinatore dello studio <strong>Michele Cascarano</strong>.</p>
<strong><br />Il quadro macroeconomico</strong><br />Nel 2023 l'espansione dell'attività economica nelle province autonome di Trento e di Bolzano si è ridimensionata. In base all'indicatore trimestrale dell'economia regionale (ITER) elaborato dalla Banca d'Italia e in linea con quanto previsto dagli Istituti di statistica locali, la crescita annuale in valori reali del PIL in Trentino e in Alto Adige sarebbe stata poco superiore all'1 per cento, leggermente più elevata di quella nazionale.<br />L'andamento ha riflesso lo scarso dinamismo della domanda interna, che ha risentito della fase di restrizione monetaria e del calo del potere di acquisto delle famiglie, e di quella estera, condizionata dalle difficoltà dell'economia tedesca. Questi fattori potrebbero limitare la crescita anche per l'anno in corso. Gli Istituti di statistica provinciali prefigurano anche per il 2024 una debole crescita del prodotto.<br /><br /><br /><strong>Le imprese</strong><br />Nel 2023 i fatturati a prezzi costanti delle imprese industriali sono moderatamente calati in Trentino e in Alto Adige. Vi ha inciso l'indebolimento delle esportazioni in termini reali.<br />L'attività nel comparto delle costruzioni è cresciuta continuando a beneficiare degli incentivi fiscali per le ristrutturazioni e la riqualificazione energetica degli edifici; il numero delle compravendite immobiliari si è ridotto. Nel terziario l'attività è aumentata, trainata dall'incremento delle presenze turistiche, che hanno raggiunto valori massimi nel confronto storico.<br />La sostanziale stagnazione degli investimenti riflette la persistente incertezza fronteggiata dalle imprese e il più elevato costo di finanziamento che ha ulteriormente limitato la domanda di prestiti. Il credito al settore produttivo ha registrato una flessione in entrambe le province, in parte ascrivibile ai mancati rinnovi dei prestiti in scadenza e ai rimborsi, talvolta anticipati. Nonostante l'indebolimento del quadro congiunturale e l'aumento della spesa per interessi, nel 2023 la valutazione sulla propria redditività è rimasta positiva per larga parte delle aziende.<br /><br /><br /><strong>Il mercato del lavoro e le famiglie</strong><br />L'espansione dell'occupazione, che aveva portato a superare nel 2022 i livelli antecedenti la pandemia, si è ridimensionata nello scorso anno in Trentino e si è interrotta in Alto Adige. In entrambe le province è proseguita la crescita dei lavoratori dipendenti a tempo indeterminato. La partecipazione al mercato del lavoro si è ampliata in provincia di Trento ed è lievemente diminuita in quella di Bolzano. Il tasso di disoccupazione si è confermato su livelli contenuti, soprattutto in Alto Adige.<br />Il reddito disponibile delle famiglie ha continuato a crescere; il loro potere d'acquisto è però lievemente sceso in ragione dell'inflazione ancora elevata, seppure in riduzione nel corso dell'anno. Ne è conseguito un rallentamento dei consumi. L'aumento dei tassi di interesse ha indebolito la domanda di credito delle famiglie, la cui variazione è divenuta negativa nel corso dell'anno; nel 2023 i nuovi mutui si sono ridotti di quasi un terzo rispetto all'anno precedente.<br /><br /><strong>Il mercato del credito</strong><br />Alla fine dello scorso anno il credito bancario al settore privato non finanziario ha registrato una sensibile diminuzione, in ragione del calo della domanda e di condizioni di offerta improntate alla cautela. La flessione dei finanziamenti ha riguardato sia le banche extraregionali sia quelle locali. La qualità del credito alla clientela residente rimane nel complesso soddisfacente: il tasso di deterioramento è cresciuto lievemente a Trento ed è rimasto stabile a Bolzano.  Anche i ritardi nel rimborso dei prestiti non hanno segnalato incrementi di rilievo, rimanendo su livelli sensibilmente inferiori a quello medio nazionale.<br />La liquidità detenuta in conto corrente da famiglie e imprese, dopo il forte accumulo nel periodo pandemico, è calata in entrambe le province, a fronte dell'aumento dei depositi a risparmio, maggiormente remunerativi. Gli accresciuti rendimenti hanno riorientato le preferenze dei risparmiatori verso gli altri strumenti di investimento, soprattutto i titoli di Stato, quasi duplicati in valore.<br /><br /><br /><strong>La finanza pubblica decentrata</strong><br />Nel 2023 la spesa primaria complessiva degli enti territoriali delle due province è tornata a crescere. Vi hanno contribuito la componente corrente, in buona parte per i maggiori costi del personale dovuti al rinnovo del contratto collettivo di intercomparto e, soprattutto in Alto Adige, quella in conto capitale, in ragione della ripartenza degli investimenti fissi. Le risorse del PNRR hanno costituito un elemento di traino: larga parte degli importi assegnati è stata messa a bando e aggiudicata.<br />Nel 2023 le entrate correnti delle due Province sono cresciute, beneficiando sia del nuovo accordo in materia di finanza pubblica, sottoscritto alla fine dello scorso anno, sia del favorevole andamento dell'attività economica che ha contribuito all'incremento delle entrate tributarie ed extratributarie dei Comuni di entrambe le province.<br /><br /><br /><strong>La demografia e il mercato del lavoro</strong><br />La demografia influisce profondamente sul mercato del lavoro, determinando la dimensione e la composizione della forza lavoro disponibile, e impatta significativamente sulla dinamica del prodotto. Le tendenze demografiche in atto, caratterizzate da un migliore saldo naturale e da un rilevante apporto delle migrazioni interne ed estere, hanno contribuito a una più ampia espansione delle forze di lavoro e a un loro minore invecchiamento rispetto al resto del Paese. Gli scenari demografici previsti per le due province, sebbene più favorevoli di quello per l'Italia, indicano una contrazione della disponibilità di forza lavoro, che potrebbe comportare ostacoli alla crescita economica.]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">14d848b1-6aff-481b-927a-9d14b98690ab</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/crescita-economica-in-decelerazione</link><title>Crescita economica in decelerazione</title><description>I risultati emersi dall’analisi congiunturale del quarto trimestre dello scorso anno, curata dall’Ufficio studi e ricerche della Camera di Commercio di Trento, evidenziano un sensibile rallentamento rispetto ai primi sei mesi del 2022.</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/nylbba5t/dalla-camera-di-commercio-4-5-milioni-per-le-imprese-trentine.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/crescita-economica-in-decelerazione" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1097</width><height>585</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Le variazioni tendenziali del fatturato sono ancora positive nella quasi totalità dei settori economici e classi dimensionali, ma a livello complessivo, la crescita subisce un dimezzamento rispetto alla prima parte dell’anno e risulta in ulteriore lieve decelerazione rispetto al trimestre precedente.</p>
<p>Il <strong>fatturato</strong> delle imprese trentine, infatti, cresce sì del 7,1%, se confrontato con l’analogo trimestre del 2021, ma si tratta di una variazione decisamente più contenuta rispetto a quelle rilevate nei primi due trimestri. Una stima dei valori dei ricavi delle vendite, depurati dagli effetti inflazionistici, che incidono marcatamente in questa fase economica, porta a ritenere che, in termini reali, la variazione su base annua dei fatturati delle imprese sia moderatamente negativa.</p>
<p>Rispetto a un anno fa, la <strong>domanda locale</strong> mostra una leggera contrazione, pari a -0,3%, mentre la <strong>domanda nazionale</strong> registra un aumento del +11,2%.</p>
<p>Le <strong>esportazioni</strong> riprendono a crescere in maniera intensa, con un incremento su base annua del 24,5%.</p>
<p>Quasi tutti i <strong>settori</strong> si caratterizzano per una variazione positiva del fatturato su base tendenziale, ad eccezione del commercio al dettaglio, che sperimenta una contrazione dell’1,1%. Il settore dei trasporti (+13,6%) è il comparto che registra la <em>performance</em> migliore.</p>
<p>La variazione tendenziale del fatturato risulta positiva per tutte le <strong>classi dimensionali</strong>, ma è più marcata per le imprese di maggiore dimensione (+10,2%).</p>
<p>L’<strong>occupazione</strong> evidenzia una crescita lieve (+1,1%) e meno sostenuta rispetto alla prima parte dello scorso anno. Le variazioni positive più marcate si rilevano nei settori del manifatturiero e dei trasporti. Si riducono, invece, gli addetti del commercio al dettaglio.</p>
<p>L’andamento occupazionale presso le unità di più piccola dimensione (fino a 10 addetti) è negativo (-1,9%), mentre risulta in crescita tra le medie (tra 11 e 50) e le grandi imprese (oltre 50), con aumenti pari, rispettivamente, a +3,7% e a +2,2%.</p>
<p>Gli <strong>ordinativi</strong> continuano a caratterizzarsi per una dinamica favorevole (+6,5%), ma in deciso rallentamento rispetto ai precedenti periodi.</p>
<p>I <strong>giudizi degli imprenditori</strong> sulla redditività e sulla situazione economica dell’azienda sono attualmente ancora positivi, mentre i giudizi in prospettiva evidenziano un saldo negativo, che risulta però più contenuto rispetto a quello rilevato nelle indagini precedenti, segno che le imprese ritengono come la fase negativa possa essere più breve e meno intensa rispetto a quanto previsto tre mesi fa.</p>
<p>“È ben vero che gli indicatori rilevati ci consegnano un quadro economico in decelerazione – commenta <strong>Giovanni Bort</strong>, Presidente della Camera di Commercio di Trento – ma è altrettanto vero che le previsioni, legate all’andamento dell’economia nel quarto trimestre dello scorso anno, indicavano una fase recessiva. Credo che, nonostante le difficoltà del fare impresa siano ancora pesanti e quotidiane, la lettura dei dati presentati oggi debba tener conto di una <em>performance </em>complessiva che si è rivelata superiore alle stime e guardare all’incoraggiante ripresa delle esportazioni, che confermano la capacità competitiva delle nostre imprese in ambito internazionale”.</p>
<p>La pubblicazione integrale <a href="https://www.tn.camcom.it/sites/default/files/uploads/documents/StudiRicerche/congiuntura/Bollettinoquartotrimestre2022.pdf">“La congiuntura in provincia di Trento-4° trimestre 2022”</a> e le <em><a href="https://www.tn.camcom.it/sites/default/files/uploads/documents/StudiRicerche/congiuntura/SlidesCongiunturaIVtrimestre2022.pdf">slide</a></em> sono disponibili sul sito della Camera di Commercio di Trento.</p>
<p>Fonte: Cciaa Trento</p>]]></encoded></item></channel></rss>