<rss version="2.0"><channel xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"><title>News</title><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/rss/news?categoria=alimentare</link><description>Notizie, storie e interviste per raccontare il movimento cooperativo e per approfondire i temi che coinvolgono il nostro mondo.</description><lastBuildDate>Fri, 24 Apr 2026 04:22:19 +0200</lastBuildDate><atom:link href="https://www.cooperazionetrentina.it/it/rss/news" rel="self"><type>application/rss+xml</type></atom:link><item><guid isPermaLink="false">969b38a6-8ac5-463d-b0cf-f7346c024500</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/spreco-alimentare-confcooperative</link><title>Spreco Alimentare, Confcooperative: in 10 anni da cooperative -30% sprechi in fase produzione</title><description><![CDATA[<p>Donati oltre 10 milioni di pasti caldi, strategie “salva spesa” grazie ai negozi di prossimità.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/yuzlrc4q/gardini.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/spreco-alimentare-confcooperative" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>632</width><height>421</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Cooperative modello virtuoso per combattere gli sprechi alimentari. Negli ultimi 10 anni la cooperazione agroalimentare, che porta sulle tavole 1 prodotto su 4, ha investito in innovazione e sostenibilità riducendo del -30% gli sprechi lugo la filiera produttiva. E per i prodotti alimentari che non hanno sbocco commerciale, donati nell’ultimo decennio oltre 10 milioni di pasti caldi grazie alle cooperative sociali e collaborazione con altri enti non profit. Così Confcooperative in occasione della giornata nazionale della prevenzione dello spreco alimentare che si celebra il 5 febbraio. <strong>«</strong>Abbiamo a cuore l’obiettivo dell’agenda delle Nazioni Unite che chiede di dimezzare lo spreco di cibo fra il 2015 e il 2030, basterebbe tagliare da oggi fino al 2029 circa 50 grammi di alimenti buttati a settimana, circa 7 grammi al giorno» afferma <strong>Maurizio Gardini presidente di Confcooperative</strong>. Dalle cooperative tanti gli esempi virtuosi nel segno della sostenibilità. Per frutta e la verdura che non trovano sbocchi nella vendita del fresco si punta sull’impiego industriale per realizzare, per esempio, succhi e conserve. Ma lo spreco si combatte anche educando il consumatore. È il caso di alcune cooperative che hanno deciso di puntare sulla valorizzazione di parti meno nobili dei prodotti come quelle di carni e salumi, grazie alla collaborazione con enti locali o ristoranti. E così alimenti che sarebbero destinati a finire nei rifiuti vengono trasformati in vere e proprie risorse con corsi che insegnano come cucinare quelli che solo in apparenza possono essere trattati come scarti alimentari domestici.</p>
<p>Che sia una spesa di terra o di mare, per evitare di buttare via il cibo, precisa Confcooperative, gli italiani utilizzano strategie diverse: il 36,84% sceglie di acquistare solo piccole quantità, il 31,58% solo quello che serve, il 15,79% congela i prodotti in scadenza, il 10,53% si cimenta in ricette di cucina creativa con gli avanzi, il 5,26% acquista prodotti a lunga scadenza.</p>
<p>Dalla terra al mare, pesci, molluschi e crostacei freschi sono prodotti che per 4 italiani su 5 difficilmente finiscono in pattumiera per il costo e le abitudini di acquisto a ridosso dell’impiego in cucina come emerge da una indagine condotta da Confcooperative.</p>
<p>Tra i prodotti ittici freschi, è il tonno a fare la parte da leone tanto da meritarsi l’appellativo di “maiale del mare”, visto che come per il maiale di terra, non si butta via nulla. In questo caso gli sprechi vengono abbattuti già in fase di produzione realizzando prosciutto, salsicce, salme di tonno e bottarga. Ma anche le lische e le teste dei pesci, nobilitati nelle zuppe, sono una ottima strategia anti spreco. Fa eccezione il granchio blu tre volte simbolo dello spreco perché ha distrutto oltre il 70% delle produzioni delle vongole veraci del Delta del Po, per la sua scarsa resa in cucina visto che solo un 15% del prodotto, ovvero la polpa, viene impiegato e perché i pescatori sono costretti a buttare via il 90% degli esemplari, da cui guadagnano al massimo 1,50 al chilo, perché quelli più piccoli e le femmine non richiesti dal mercato. Nel segno della lotta agli sprechi anche i tanti negozi del di prossimità del sistema cooperativo che favoriscono acquisti “salva spesa” destinati non a riempire la dispensa ma a compare solo quando serve davvero. </p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Confcooperative</author></item><item><guid isPermaLink="false">a56d52ba-1923-4b60-b8cf-ce85ca6034eb</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/un-protocollo-per-la-sicurezza-alimentare-dei-prodotti-lattiero-caseari-a-latte-crudo</link><title>Un Protocollo per la sicurezza alimentare dei prodotti lattiero-caseari "a latte crudo"</title><description>Garantire elevati standard di sicurezza alimentare e promuovere un consumo consapevole dei prodotti lattiero-caseari “a latte crudo”: sono questi gli obiettivi principali del Protocollo d’Intesa fra la Provincia autonoma di Trento e la Federazione Trentina della Cooperazione, che è stato approvato oggi dalla Giunta.</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/vvcojcml/la-provincia-sostiene-le-cooperative-sociali-con-l-acquisto-di-beni-e-servizi.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/un-protocollo-per-la-sicurezza-alimentare-dei-prodotti-lattiero-caseari-a-latte-crudo" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1170</width><height>780</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>"Il Protocollo si inserisce come un nuovo tassello di un percorso già avviato nelle politiche di sicurezza alimentare, rafforzando un impegno costante che mira a tutelare la salute dei consumatori e a valorizzare le eccellenze casearie locali. È un passo ulteriore, che rappresenta anche un modello di collaborazione virtuosa fra istituzioni e settore privato e che ha come obiettivo prioritario quello di garantire la sicurezza alimentare", questo il commento dell'assessore alla salute, politiche sociali e cooperazione, Mario Tonina.<br />"Si tratta di un approccio condiviso per la sicurezza alimentare, ponendo attenzione, al contempo, alla tutela delle produzioni lattiero-casearie che rappresentano un’eredità di tradizioni e valore economico importanti per il territorio trentino. L'accordo dimostra l’impegno comune per salvaguardare la salute pubblica senza penalizzare le produzioni locali", ha aggiunto a sua volta l'assessore all’agricoltura, promozione dei prodotti trentini, ambiente, difesa idrogeologica e enti locali, Giulia Zanotelli.</p>
<p><strong>Latte crudo</strong><br />Le produzioni lattiero-casearie “a latte crudo”, ottenute senza pastorizzazione, costituiscono un patrimonio culturale ed economico per il territorio trentino. Tuttavia, per questi prodotti non si può escludere, soprattutto in relazione ad alcune categorie vulnerabili come bambini sotto i 10 anni, donne in gravidanza, anziani e persone immunodepresse, il rischio che la presenza di microrganismi patogeni, tra cui l’Escherichia coli produttore di Shigatossine, possa causare patologie anche gravi.<br />Il Protocollo risponde a questa esigenza con un approccio collaborativo tra istituzioni e operatori del settore, ponendo particolare attenzione alla prevenzione e all’informazione.</p>
<p><strong>Obiettivi</strong><br />Il Protocollo prevede misure per:</p>
<ul>
<li><strong>Rafforzare la sicurezza alimentare</strong>: attraverso linee guida specifiche e corsi di formazione per i produttori sulle migliori pratiche igienico-sanitarie e sulla gestione degli aspetti microbiologici.</li>
<li><strong>Promuovere una corretta etichettatura</strong>: i prodotti “a latte crudo” dovranno riportare chiare indicazioni rivolte ai consumatori, avvisando delle possibili controindicazioni per le categorie più vulnerabili.</li>
<li><strong>Sensibilizzare i consumatori</strong>: con campagne informative e programmi educativi mirati a far conoscere i potenziali rischi legati al consumo di prodotti non pastorizzati.</li>
</ul>
<p><strong>Gli impegni delle parti</strong></p>
<p>La Provincia, tramite l’Azienda provinciale per i servizi sanitari e l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, si occuperà di:</p>
<ul>
<li>Potenziare la sorveglianza sanitaria sui prodotti a latte crudo.</li>
<li>Promuovere la formazione per gli operatori del settore.</li>
<li>Avviare campagne di sensibilizzazione.</li>
</ul>
<p>La Federazione Trentina della Cooperazione, dal canto suo, si impegna a:</p>
<ul>
<li>Favorire l’adozione di protocolli di sicurezza alimentare da parte delle cooperative.</li>
<li>Supportare una corretta etichettatura dei prodotti.</li>
<li>Organizzare iniziative informative rivolte ai consumatori e ai soci delle cooperative.</li>
</ul>
<p><strong>Tempi di Applicazione</strong><br />Il Protocollo entrerà in vigore immediatamente e rimarrà valido fino alla conclusione dell’attuale legislatura, con possibilità di rinnovo e revisione in base a nuove evidenze scientifiche.<br />Sarà cura della Provincia estendere i contenuti del Protocollo anche ad altri soggetti rappresentativi degli operatori economici che si occupano a qualche titolo della produzione, distribuzione e commercializzazione di questi prodotti.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Provincia Autonoma di Trento</author></item></channel></rss>