<rss version="2.0"><channel xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"><title>News</title><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/rss/news?categoria=accordo</link><description>Notizie, storie e interviste per raccontare il movimento cooperativo e per approfondire i temi che coinvolgono il nostro mondo.</description><lastBuildDate>Sun, 26 Apr 2026 02:24:38 +0200</lastBuildDate><atom:link href="https://www.cooperazionetrentina.it/it/rss/news" rel="self"><type>application/rss+xml</type></atom:link><item><guid isPermaLink="false">9d4a2758-941a-4fa7-a759-c5ad8299d670</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/luca-rigotti-concooperative-su-pacchetto-vino</link><title>Luca Rigotti (Concooperative) su pacchetto vino</title><description><![CDATA[<p>L’accordo è un passo avanti per rilanciare il settore, ma pesano le misure annunciate e poi escluse. Delusione per la mancata estensione alle cooperative delle aliquote di cofinanziamento più elevate.<em> </em></p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/rurjffrh/lucarigottiinterviene.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/luca-rigotti-concooperative-su-pacchetto-vino" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>3472</width><height>2503</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>“L’accordo raggiunto ieri notte nel trilogo tra Parlamento, Consiglio e Commissione sul Pacchetto Vino rappresenta un segnale importante di sostegno a un settore che sta affrontando una delle crisi più profonde della sua storia. Come già sottolineato dal COPA-COGECA, la nostra Organizzazione europea di rappresentanza, accogliamo con favore la rapidità con cui le istituzioni dell’UE hanno reagito. Tuttavia, è molto deludente che alcuni elementi chiave, che avrebbero potuto rendere il testo più solido e efficace, siano stati esclusi. L’accordo scaturito ieri rischia pertanto di restituire solo parzialmente gli strumenti necessari per ridare competitività al settore”. A commentare l’esito del trilogo è Luca Rigotti, Presidente del Settore Vitivinicolo di Confcooperative e Presidente del Gruppo Vino del Copa-Cogeca.</p>
<p>“Non vi è dubbio che alcune delle misure approvate, come i progressi nel cofinanziamento per l’adattamento ai cambiamenti climatici, per la lotta alla flavescenza dorata e per gli investimenti nell’enoturismo, rappresentino passi concreti nella giusta direzione”. Il Presidente Rigotti accoglie inoltre con favore la nuova designazione “a ridotto contenuto alcolico” per i vini dealcolati, “uno sviluppo positivo per produttori e consumatori”, auspicando nel contempo “che si arrivi a breve anche ad una soluzione per i vini a bassa gradazione alcolica naturale (low alcohol) per i quali stiamo registrando grande interesse da parte dei mercati”.</p>
<p>“Non possiamo tuttavia nascondere - prosegue Rigotti - la nostra forte preoccupazione per l’esclusione di strumenti fondamentali per l’efficacia del pacchetto, tra i quali la possibilità di poter utilizzare i fondi non spesi nell’esercizio all’anno successivo (<em>carry over</em>) e per la mancata estensione alle cooperative delle aliquote di cofinanziamento più elevate previste per le PMI. Si tratta di mancanze che limiteranno il potenziale di un pacchetto che, pur positivo, avrebbe potuto essere molto più incisivo”.</p>
<p>“L’auspicio – conclude il presidente del Settore Vitivinicolo - è che le innovazioni introdotte restino valide anche oltre l’attuale PAC e che le misure escluse, il <em>carry over</em>, l’eliminazione delle proroghe delle attività promozionali e l’accesso delle cooperative alle aliquote di cofinanziamento più elevate, possano essere integrate nelle future revisioni normative, così da offrire un sostegno realmente adeguato ai viticoltori europei nel quadro di una Ocm che dovrà mantenere la sua specificità e un budget adeguato”.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Confcooperative</author></item><item><guid isPermaLink="false">730da185-885d-4a52-b803-1a8d9f7723da</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/sostenibilita-della-melicoltura-unibz-e-assomela-firmano-un-accordo-per-la-ricerca</link><title>Sostenibilità della melicoltura. Unibz e Assomela firmano un accordo per la ricerca</title><description>Siglato un nuovo accordo di cooperazione tra Libera Università di Bolzano e Assomela Società Cooperativa. L’obiettivo: sviluppare insieme progetti di ricerca sulla sostenibilità della produzione delle mele, con particolare attenzione agli effetti del cambiamento climatico e alla gestione dei flussi di carbonio nei meleti.</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/xnocxp3i/ennio-magnani-alex-weissensteiner.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/sostenibilita-della-melicoltura-unibz-e-assomela-firmano-un-accordo-per-la-ricerca" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>3235</width><height>2292</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[L’intesa, sottoscritta oggi dal rettore dell’Università, prof. Alex Weissensteiner, e dal presidente di Assomela, Ennio Magnani, rinnova e rafforza una collaborazione pluriennale che ha già prodotto risultati significativi in tema di agricoltura sostenibile.<br />«La firma di questo accordo consolida ulteriormente il legame tra il nostro ateneo e il mondo produttivo locale – ha dichiarato Alex Weissensteiner –. È un esempio virtuoso di come ricerca scientifica e filiere agricole possano collaborare per affrontare insieme le grandi sfide della sostenibilità e del cambiamento climatico».<br />L’accordo prevede che Assomela metta a disposizione le capacità di produrre informazioni analitiche e di sperimentazione dei propri soci e possa supportare eventuali tesi di ricerca degli studenti unibz su argomenti identificati congiuntamente, mentre l’Università integrerà tali informazioni con i risultati sperimentali già maturati sui cicli del carbonio in frutticoltura.<br />Il responsabile scientifico per unibz, il prof. Massimo Tagliavini della Facoltà di Scienze Agrarie, Ambientali e Alimentari, ha sottolineato: «Studiare in modo approfondito i flussi di carbonio nei meleti è fondamentale per poter produrre mele senza rilasciare ulteriore anidride carbonica in atmosfera, contribuendo pertanto a rallentare il cambiamento climatico. Con questo accordo possiamo contare su dati più completi e su un confronto continuo con il settore produttivo».<br />Per Assomela, il presidente Ennio Magnani ha rimarcato: “Il nostro impegno è garantire che i dati sulla sostenibilità ambientale vengano prodotti in modo trasparente e scientifico, consentendo al contempo di individuare i punti critici e le aree in cui le prestazioni possono essere migliorate. Grazie a questa collaborazione possiamo valorizzare al meglio le informazioni che i nostri soci raccolgono all’interno dei frutteti, e indirizzare il lavoro dei prossimi anni, capendo le priorità da perseguire.”<br />Conclude Georg Kössler, Vicepresidente di Assomela: “Con questo accordo rafforziamo una collaborazione con la Libera Università di Bolzano e il percorso comune intrapreso da oltre dieci anni, dimostrazione del nostro legame con il territorio. Questo dimostra che università e consorzi agricoli possono unire le forze per affrontare le sfide ambientali in modo concreto ponendo al centro la scienza”.<br />L’accordo, della durata di tre anni e rinnovabile, rappresenta un ulteriore passo nella direzione di un’agricoltura sempre più sostenibile e basata sull’innovazione.]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Assomela</author></item><item><guid isPermaLink="false">16f139e2-680b-450d-a3e3-833423a72b50</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/ciliegie-di-montagna-accordo-storico-tra-melinda-e-vip</link><title>Ciliegie di montagna, accordo storico tra Melinda e VIP</title><description>Siglata l’intesa tra le due realtà cooperative per la valorizzazione di un’eccellenza dell’agricoltura di montagna in Trentino e in Alto Adige. Condivisione dei parametri qualitativi della produzione, via alla commercializzazione unica.</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/acfdwijm/ciliegie-1-1-.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/ciliegie-di-montagna-accordo-storico-tra-melinda-e-vip" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>6240</width><height>4160</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[Valorizzare un prodotto di eccellenza come la ciliegia di montagna attraverso una collaborazione a livello di filiera tra due realtà consolidate dell’agricoltura e della cooperazione generando un beneficio per tutti i soci. È questo l’obiettivo dichiarato dell’intesa annunciata dal Consorzio Melinda e VIP Associazione delle Cooperative Ortofrutticole della Val Venosta e che avrà effetto già a partire dal 2026. Un accordo storico, insomma, che coinvolge per la prima volta due diversi territori uniti nel comune obiettivo di creare nuove opportunità di crescita per le marginalità dei produttori.<br />Le ciliegie rappresentano da anni una componente significativa del paniere di offerta sia di Melinda – consorzio di secondo livello che riunisce 16 cooperative e 4.000 soci conferitori – sia di VIP, realtà che aggrega 7 cooperative e 1.500 agricoltori impegnati nella coltivazione di diverse specie frutticole, a partire dalle mele, su una superficie complessiva di 5.500 ettari in Val Venosta. Nel riconoscere la complementarietà tra le due produzioni cerasicole, l’accordo impegna le parti nella valorizzazione delle ciliegie dal campo allo scaffale, attraverso il rispetto di parametri qualitativi elevati e condivisi fino alla commercializzazione, affidata interamente allo stesso Consorzio Melinda.<br />In questo modo sarà possibile dar vita a una gestione congiunta di volumi maggiori e rispondere più efficacemente alle richieste di un mercato che, negli ultimi anni, ha saputo premiare sempre di più le ciliegie di montagna. Facendo emergere, in particolare, una crescente sensibilità da parte dei consumatori nei confronti delle specificità organolettiche che concorrono a esaltare l’alta qualità del prodotto.<br />“L’intesa storica siglata con una realtà prestigiosa come VIP rappresenta un esempio concreto di quella strategia di aggregazione che punta a rafforzare il settore agricolo riunendo soggetti che, pur operando in territori distinti, sono accomunati dalle eccellenze produttive e dalla solidità del modello cooperativo”, ha dichiarato il presidente di Melinda, Ernesto Seppi. “Il lavoro congiunto a livello di filiera e il nostro impegno sul fronte commerciale aprono ora nuove prospettive di valorizzazione per tutelare e promuovere le marginalità di noi agricoltori. Mettere a fattor comune competenze e professionalità significa agire con un unico obiettivo: difendere e incrementare la remunerazione dei nostri soci. Siamo in un momento storico nel quale l’aggregazione non è soltanto un’opportunità ma una necessità improrogabile, perché il mercato è sempre più organizzato e la distribuzione sempre più aggregata.”.<br />“La tradizione cooperativa è un ponte che unisce la nostra Associazione di produttori con un attore di primaria importanza come Melinda e ci permette ora di lavorare insieme per sviluppare ulteriormente una produzione di eccellenza dell’agricoltura di montagna generando risultati tangibili per i soci”, ha sottolineato il presidente di VIP, Thomas Oberhofer. “Oggi più che mai, la collaborazione tra cooperatori si rivela strumento essenziale per affrontare le sfide comuni che interessano il nostro comparto sul piano produttivo e sul mercato”.]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Melinda</author></item><item><guid isPermaLink="false">f769e3f3-d343-4f6c-8b11-b1d17ad029dd</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/rinnovato-il-contratto-integrativo-delle-famiglie-cooperative</link><title>Rinnovato il contratto integrativo delle Famiglie Cooperative</title><description><![CDATA[<p>La Federazione Trentina della Cooperazione esprime soddisfazione per l’intesa raggiunta con FISASCAT CISL sul contratto integrativo provinciale del settore consumo e conferma la disponibilità a proseguire il dialogo con le sigle non firmatarie.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/nnvkyzah/monfredinibertolissi.jpeg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/rinnovato-il-contratto-integrativo-delle-famiglie-cooperative" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2048</width><height>1536</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Un contratto che guarda al futuro, migliora la qualità della vita lavorativa e rinnova il sistema di relazioni sindacali tra cooperazione e lavoratori. La Federazione Trentina della Cooperazione annuncia con soddisfazione la firma del nuovo contratto integrativo provinciale delle Famiglie Cooperative, un accordo frutto di un lungo e intenso lavoro di mediazione durato oltre due anni e mezzo di trattative.</p>
<p>La firma con <strong>FISASCAT CISL</strong>, organizzazione che rappresenta la maggioranza dei circa <strong>1.900 lavoratori</strong> del sistema, segna un punto di svolta, ma lascia anche un rammarico: l’assenza delle altre sigle sindacali, <strong>Filcams CGIL </strong>e<strong> UILTuCS</strong>, che non hanno aderito all’intesa. Tuttavia, la Federazione ribadisce la volontà di tenere “la porta sempre aperta” per il dialogo, così com’è stato fino ad oggi, con l’obiettivo di costruire un percorso condiviso che coinvolga tutte le parti.<br /><strong>Italo Monfredini,</strong> vicepresidente vicario Federazione Trentina della Cooperazione: "in due anni e mezzo di confronto, a tratti molto duro, non abbiamo mai chiuso la porta a nessuno. Non solo, abbiamo trovato una soluzione molto innovativa, frutto della grande apertura al dialogo che ci ha sempre caratterizzato”.</p>
<p>“È stato un percorso molto difficile e tortuoso, - ha dichiarato <strong>Paola Dal Sasso</strong>, vicepresidente del settore consumo della Federazione Trentina della Cooperazione - frutto anche della complessità delle istanze portate da tutti gli attori della trattativa, ma siamo convinti di aver lavorato per una soluzione che va nella direzione di un miglioramento comune. Avremmo voluto un accordo unitario con tutte le sigle sindacali, ma non sempre la mediazione viene percepita come giusta. Tuttavia, il nostro obiettivo rimane chiaro: lavorare per il bene dei lavoratori e delle cooperative. La nostra porta rimane aperta”.</p>
<p><strong>DUE ANNI E MEZZO DI LAVORO, UN CONTRATTO CHE GUARDA AL FUTURO</strong></p>
<p>La trattativa per il rinnovo del contratto integrativo è stata lunga e complessa, con momenti di tensione e di rottura. <strong>Dalla disdetta del vecchio contratto a febbraio 2023 alla disapplicazione formale del 30 aprile 2024</strong>, il percorso non è stato privo di difficoltà. La Federazione ha sempre ribadito la volontà di trovare soluzioni condivise e, nonostante le divergenze, ha <strong>prorogato più volte la disdetta</strong> per favorire il dialogo e il confronto.</p>
<p>“<em>In due anni e mezzo abbiamo lavorato con determinazione, senza mai sottrarci al confronto</em> - ha sottolineato <strong>Italo Monfredini</strong>, vicepresidente vicario della Federazione e delegato sindacale -<em>Abbiamo ascoltato tutte le proposte e cercato di accogliere le esigenze dei lavoratori e delle cooperative. Questo contratto, molto innovativo in termini di proposta, è il risultato di uno sforzo congiunto e di una visione che guarda al futuro. Siamo rammaricati dell’assenza delle altre sigle sindacali ma siamo aperti a proseguire il confronto con tutti</em>”.</p>
<p><strong>UNA NUOVA STAGIONE PER LE RELAZIONI TRA SINDACATO E COOPERAZIONE</strong></p>
<p>Il nuovo contratto segna un <strong>cambio di paradigma nel rapporto tra sindacati, Federazione e cooperative</strong>. Si passa da un sistema basato sul confronto occasionale a un modello di <strong>dialogo costante e partecipativo</strong>, in cui i lavoratori hanno un ruolo più attivo. Le novità principali includono:</p>
<ul>
<li><strong>Più diritti di informazione</strong>: le cooperative dovranno informare in anticipo i lavoratori e le loro rappresentanze su <strong>fusioni, ristrutturazioni e cambiamenti strategici</strong>.</li>
<li><strong>Partecipazione attiva dei lavoratori</strong>: i dipendenti potranno, anche senza la mediazione sindacale, <strong>convocare incontri con gli amministratori delle cooperative</strong>per discutere di questioni operative e strategiche.</li>
<li><strong>Disciplina della banca ore</strong>: finalmente regolamentato l’utilizzo della <strong>banca ore</strong>, uno strumento già applicato ma finora privo di regole chiare e trasparenti.</li>
<li>Disciplina dei contratti di lavoro per le <strong>stagionalità</strong>delle zone ad alta vocazione turistica;</li>
<li><strong>Formazione continua</strong>: viene introdotto l’obbligo di <strong>percorsi di formazione per i lavoratori e per gli amministratori</strong>, con l’obiettivo di migliorare le competenze operative e manageriali.</li>
</ul>
<p>“Il nuovo contratto non si limita a regolare la retribuzione. Abbiamo voluto migliorare la qualità complessiva della vita lavorativa”, ha precisato <strong>Paola Dal Sasso</strong>. “La partecipazione attiva, il rafforzamento della trasparenza e il diritto a un’informazione più completa sono le basi di questa nuova relazione tra lavoratori e cooperative”.</p>
<p><strong>PIÙ TUTELE, PIÙ WELFARE, PIÙ SOSTEGNO AI LAVORATORI</strong></p>
<p>Oltre agli aspetti partecipativi, il contratto offre <strong>nuove tutele per i lavoratori</strong>, con attenzione al welfare, alla previdenza e alla salute.</p>
<ol>
<li><strong> Tutele economiche e welfare</strong></li>
</ol>
<ul>
<li><strong>Premio variabile legato ai risultati</strong>: una parte della retribuzione sarà collegata ai risultati economici delle cooperative. Se una cooperativa non riesce a garantire il premio variabile, sarà obbligata a <strong>convocare un tavolo con le rappresentanze sindacali entro 60 giorni dalla chiusura del bilancio</strong>.</li>
<li><strong>Premio fedeltà</strong>: reintrodotto il premio fedeltà di <strong>500 euro ogni 10 anni di anzianità</strong>, con la possibilità di migliorare l’importo attraverso accordi aziendali.</li>
<li><strong>Buoni spesa e premio di presenza</strong>: da <strong>gennaio 2025</strong>, i buoni spesa mensili aumenteranno e, dal <strong>gennaio 2026</strong>, è previsto un incremento del premio di presenza.</li>
</ul>
<ol start="2">
<li><strong> Salute e previdenza</strong></li>
</ol>
<ul>
<li><strong>Maggiore copertura per la malattia</strong>: viene estesa la copertura economica a carico del datore di lavoro al 50% oltre i 180 giorni di malattia nell’anno solare.</li>
<li><strong>Congedo per la malattia dei figli</strong>: previste <strong>20 giornate retribuite per la malattia dei figli fino a 14 anni</strong>.</li>
<li><strong>Sanità integrativa e previdenza complementare</strong>: aumentata la quota versata dalle cooperative per la sanità integrativa <strong>(Mutua CST)</strong>e l’impegno a verificare congiuntamente al sindacato il piano sanitario e per la previdenza complementare <strong>(Laborfonds),</strong> in tal caso a fronte di un aumento anche della quota a carico dei lavoratori.</li>
<li><strong>Accesso al 100% del TFR</strong>: i lavoratori potranno richiedere l’intero importo del TFR accantonato con un aumento delle casistiche di richiesta.</li>
</ul>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Alessandro Girardi - Ufficio Stampa Cooperazione Trentina</author></item><item><guid isPermaLink="false">48b6fb50-ccd9-4086-a17d-bd9dc8ee3f0b</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/e-stato-firmato-il-nuovo-accordo-di-promofondo</link><title>E’ stato firmato il nuovo accordo di “Promofondo”</title><description><![CDATA[<p>Lo strumento finanzia, a tassi agevolati, progetti di sviluppo imprenditoriale e di interesse cooperativo.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/gk3fyuox/promofondo2024.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/e-stato-firmato-il-nuovo-accordo-di-promofondo" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2000</width><height>1090</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Alla sede di Cassa Centrale Banca è stato sottoscritto il nuovo accordo di “Promofondo”.</p>
<p>Obiettivo: rilanciare il Fondo di Rotazione dedicato al finanziamento, a tassi agevolati, di progetti di sviluppo imprenditoriale e di interesse cooperativo.</p>
<p>A firmarlo sono stati <strong>Giorgio Fracalossi</strong>, presidente di Cassa Centrale Banca – Credito Cooperativo Italiano Spa, <strong>Arnaldo Dandrea, </strong>presidente di Promocoop Trentina spa, <strong>Guido Leonardelli</strong> presidente di Cooperfidi.</p>
<p>“Il Fondo di Rotazione denominato Promofondo – viene precisato - è uno strumento immaginato da Promocoop Trentina Spa attraverso cui, Cassa Centrale Banca e/o le Casse Rurali Trentine, concedono finanziamenti a sostegno di progetti di sviluppo delle cooperative che hanno sede in Provincia di Trento e associate alla Federazione Trentina della Cooperazione, con la compartecipazione dello stesso Fondo Mutualistico e di Cooperfidi che intervengono apportando provvista pari al 50% del mutuo erogato dalle banche, remunerata allo 0,10%, al fine di trasferire un effettivo beneficio ai clienti attraverso condizioni economiche particolarmente favorevoli”.</p>
<p>L’importo massimo richiesto per ogni singolo finanziamento è di 1 milione di euro con una durata massima di quindici anni (180 mesi), compreso eventuale preammortamento di un anno.</p>
<p>“La concessione dei mutui a tasso fisso o a tasso variabile – viene aggiunto - sarà rimessa alla libera valutazione del merito creditizio da parte di Cassa Centrale Banca e/o della singola Cassa Rurale Trentina. L’accordo sarà operativo, salvo eventuale disdetta anticipata, fino al 31 dicembre 2028 e prevede la possibilità di poter erogare nuovi mutui convenzionati fino a un limite di 8 milioni di euro con eventuale supporto di Cooperfidi per il rilascio di una garanzia “sussidiaria” o “a prima richiesta” fino all’80% a favore del cliente e a beneficio dell’istituto bancario, per garantire il pagamento del debito entro un determinato importo”.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Cooperazione Trentina</author></item><item><guid isPermaLink="false">cd9e2dc8-e934-4f17-a482-d6bdd61e1c6e</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/federazione-firmato-l-accordo-sindacale-per-il-personale-delle-famiglie-cooperative</link><title>Federazione: firmato l’accordo sindacale per il personale delle Famiglie Cooperative</title><description><![CDATA[<p>L’accordo chiude il contenzioso relativo al pagamento di arretrati relativi a scatti  e permessi, che consente di riprendere la contrattazione per il rinnovo dell'integrativo provinciale. Si allontana la disdetta che era stata fissata dal primo ottobre.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/ia0chgh4/firmaaccordo23.jpeg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/federazione-firmato-l-accordo-sindacale-per-il-personale-delle-famiglie-cooperative" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>4032</width><height>3024</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>L’accordo sindacale siglato dalla Federazione per conto delle cooperative interessate rasserena il clima sindacale dopo qualche turbolenza registrata negli scorsi mesi, culminata nella protesta in via Segantini in occasione dell’assemblea annuale dell’ente.</p>
<p>Materia di contrattazione è il <strong>contratto integrativo provinciale della cooperazione di consumo</strong>, scaduto da tempo ed i cui costi stanno in taluni casi mettendo in difficoltà la gestione delle imprese e, nel complesso, la loro sostenibilità economica. Interessa circa 1600 lavoratrici e lavoratori delle cooperative di consumo.</p>
<p>Dopo vari incontri e non facile interlocuzione, ha prevalso il senso di responsabilità e di realtà, trovando alla fine una prima sintesi sul pagamento degli arretrati relativi a scatti di anzianità e permessi, considerato pregiudiziale al prosieguo della trattativa per il rinnovo del contratto integrativo.</p>
<p>“L’individuazione dell’intesa è funzionale al ristabilimento di relazioni sindacali costruttive ed è prodromica ad avviare la discussione e il negoziato sul rinnovo del contratto integrativo provinciale“, si legge nel verbale d'accordo siglato oggi dai rappresentanti della Federazione, la vicepresidente <strong>Paola Dal Sasso, </strong>il delegato ai rapporti sindacali <strong>Italo Monfredini, Franco Sartori</strong> e dei sindacati <strong>Lamberto Avanzo, Fabio Bertolissi e Valentino Bellin</strong> (FIscascat-Cisl), <strong>Paola Bassetti</strong> (Filcams-Cgil), <strong>Stefano Picchetti e Vassilios Bassios </strong>(Uiltucs).</p>
<p>Con questa intesa “La Federazione assume la volontà di prorogare ulteriormente gli effetti della disdetta del contratto integrativo provinciale, al fine di traguardare il rinnovo del contratto nazionale di lavoro e di non penalizzare i lavoratori in un momento di crescita dell’inflazione”.</p>
<p>La sottoscrizione di questo accordo ha reso anche possibile il rinvio da parte della Federazione della disdetta dello stesso contratto integrativo fino al 31 gennaio 2024, e comunque non oltre 30 giorni dall'eventuale sottoscrizione del rinnovo del Ccnl.</p>
<p>“Credo si possa riconoscere l’impegno della Cooperazione nel ricercare con senso di responsabilità una intesa, pur in un contesto economico non semplice. Abbiamo cercato di allineare quanto più possibile le legittime richieste dei nostri dipendenti alla capacità delle nostre imprese di sostenerne il relativo costo. Mi auguro che, superato questo primo scoglio, si possa ora condurre una trattativa per il rinnovo dell’integrativo con maggiore serenità e rispetto delle reciproche posizioni”, ha affermato la vicepresidente <strong>Paola Dal Sasso.</strong></p>
<p> </p>
<p><strong>Nella foto </strong>la delegazione sindacale Federcoop: Paola Dal Sasso, Italo Monfredini, Franco Sartori</p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">765aa038-9542-4ffa-8e25-5167c8855e68</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/cooperazione-salute-accordi-pubblico-privato-per-garantire-cure</link><title>Cooperazione Salute: accordi pubblico-privato per garantire cure</title><description><![CDATA[<p>Oltre 335mila gli assistiti di Cooperazione Salute che hanno usufruito nel 2022 di 170mila prestazioni. Gardini “La mutua sanitaria è un prezioso strumento di welfare contrattuale, occorre fare più rete con i sindacati”.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/ag2pjnjl/micheleodorizzisalute.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/cooperazione-salute-accordi-pubblico-privato-per-garantire-cure" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>5048</width><height>3365</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Aumenta la spesa sanitaria, ma diminuisce l’accesso alle cure. Visite specialistiche, odontoiatria, prevenzione, fisioterapia, assistenza domiciliare, sono solo alcune delle prestazioni sanitarie a cui gli italiani fanno fronte mettendo mano al portafoglio. Esborsi che non tutti possono permettersi, così dalle liste d’attesa infinite, ai costi elevati, sempre più persone rinunciano a visite ed esami. Un’inequivocabile barriera all’accesso alle cure sanitarie per il 4,2% della popolazione, a fronte di un 3,2% di persone che si ritrovano a rimandare per motivi economici (dati Istat 2022). </p>
<p>Dati preoccupanti secondo Cooperazione Salute, la mutua nazionale di Confcooperative, discussi nel panel organizzato a Palazzo Pirelli a Milano. Un confronto per approfondire il ruolo e le prospettive della sanità integrativa in relazione alla sanità pubblica a privata, quale strumento per promuovere l’accesso alle cure sanitarie di base.</p>
<p>“In 10 anni oltre 335.000 iscritti a Cooperazione Salute sono un grande risultato, ma per noi è solo un punto di partenza. La mutua sanitaria - dice <strong>Maurizio Gardini, presidente Confcooperative</strong> - è un prezioso strumento di welfare contrattuale soprattutto in un momento di forte inflazione e di aumento delle povertà tra cui anche quella sanitaria con il 7% degli italiani che rinuncia alle cure. L'auspicio è fare sempre maggiore rete con i sindacati per stabilizzare lo strumento nei contratti".</p>
<p>"Cooperazione Salute - dice <strong>Stefano Granata</strong><strong> </strong>presidente Confcooperative Federsolidarietà - è potenzialmente uno strumento privilegiato per una trasformazione ed un urgente riconoscimento del lavoro sociale: dare vita ad una grande piattaforma capace di includere i lavoratori e i cittadini. Lo spirito cooperativo che la permea ci fa sperare che il benessere delle persone abbia precedenza rispetto ai modelli di business orientati unicamente al profitto".</p>
<p>“I nostri sistemi mutualistici non vogliono e non possono essere sostitutivi del SSN, ma devono agire secondo una.logica integrativa e sussidiaria. Ciò richiede - aggiunge Giuseppe Milanese presidente Confcooperatvie Sanità - un duplice sforzo da parte nostra: capire bene per chi produciamo, concentrandoci in particolare sulle aree di bisogno dek più deboli, spesso trascurate dal pubblico; integrare in poli di offerta no profit la ricchezza di offerta dele nostre cooperative, creando filiere in grado di presidiare anche i territori più svantaggiati”.</p>
<p>“Scopo della mutua Cooperazione Salute - dichiara il suo <strong>presidente Michele Odorizzi </strong>-  è evidenziare  come la sanità integrativa rappresenti un supporto indispensabile al Servizio sanitario nazionale. In particolare i risultati ottenuti da Cooperazione Salute nel corso degli anni confermano il modello mutualistico e cooperativo come uno dei protagonisti essenziali a sostegno delle persone e della collettività. Un modello non profit nel quale le risorse acquisite vengono costantemente reimpiegate a favore degli iscritti per migliorare le prestazioni e i piani sanitari”.</p>
<p>A dimostrarlo i dati sugli oltre 335 mila assistiti di Cooperazione Salute che hanno usufruito nel 2022 di oltre 168 mila prestazioni.  Non solo rimborsi, ma anche accesso alle cure mediche e odontoiatriche a tariffe agevolate. In generale, tra la prestazione maggiormente richieste, il 23% riguarda le visite specialistiche, il 19% la diagnostica (ecografie, risonanze, PET, TAC), il 17% il rimborso dei ticket e il 15% le spese odontoiatriche. Nel corso di questi ultimi anni è inoltre stata attivata una copertura Long Termcare per gli iscritti ad alcuni piani sanitari senza costi aggiuntivi. Una tutela che garantisce una rendita mensile per la non autosufficienza per tutta la durata della vita.</p>
<p>MUTUE, PARTNERSHIP PUBBLICO PRIVATO PER SUPPORTARE I BISOGNI DI CURA</p>
<p>Il ricorso ad una copertura sanitaria integrativa o assicurativa nel 2022 riguarda una quota di poco superiore al 5% delle persone(dati Istat) che hanno dichiarato di aver effettuato visite specialistiche o accertamenti diagnostici. Nel 2023 il rapporto spesa sanitaria/PIL è sceso al 6,7% rispetto al 6,9% del 2022, arriverà al 6,2% nel 2026 (Documento Economia e Finanza 2023). Una condizione che “deve far riflettere” sulla necessità di cambiare il modello di accesso alle cure investendo in forme sussidiarie all’offerta pubblica. Una partnership che mira a sviluppare una cooperazione pubblico-privato, in cui il privato, a partire dal sistema mutualistico cooperativo, possa fare da pilastro al welfare del Paese e garantire a tutti la possibilità di curarsi senza aumentare la spesa out-of-pocket.</p>
<p>“Nella nostra esperienza le persone che beneficiano di un piano sanitario sono in condizione di tutelare maggiormente la propria salute, di rendere sostenibile la spesa sanitaria che rimane a carico dei singoli e delle famiglie e di accedere a campagne di prevenzione coordinate con i servizi pubblici locali nonché di fruire delle prestazioni sanitarie presso le strutture pubbliche o private, anche convenzionate, in un capillare e diffuso network sanitario nazionale. Prossimamente gli iscritti potranno avere la possibilità di essere supportati per definire un piano assistenziale per sé o per i propri familiari. È la forza del mutualismo, concepito da sempre per non lasciare indietro nessuno. Il quadro delle regole che si sta definendo non deve mortificare ma enfatizzare questa capacità di autorganizzazione delle persone” conclude Michele Odorizzi presidente di Cooperazione Salute.</p>
<p><strong>Fonte: Ufficio Stampa Confcooperative</strong></p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">b1f82e2c-341b-4dcb-a695-c22add6fa31d</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/vezzena-accordo-per-la-valorizzazione-congiunta-tra-trentingrana-concast-e-caseificio-di-lavarone</link><title>Vezzena, accordo per la valorizzazione congiunta tra Trentingrana CONCAST e Caseificio di Lavarone</title><description><![CDATA[<p>Oggi è stata ufficializzata l’intesa che vede il Caseificio degli Altipiani e del Vezzena affidare al Consorzio dei Caseifici Sociali Trentini, la commercializzazione del suo prodotto di punta, il Vezzena, e dell’Asiago DOP di montagna che entreranno così a far parte della gamma del Gruppo Formaggi del Trentino.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/ohhf4s3m/da-sinistra-corradi-simoni-albasini.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/vezzena-accordo-per-la-valorizzazione-congiunta-tra-trentingrana-concast-e-caseificio-di-lavarone" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>4032</width><height>3024</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>La gamma del Gruppo Formaggi del Trentino si arricchisce di due prodotti di eccellenza: il Vezzena di Lavarone e l’Asiago DOP di montagna del Caseificio degli Altipiani e del Vezzena. Grazie all’accordo sottoscritto stamattina, infatti, il Caseificio affidato nuovamente al Consorzio Trentingrana la commercializzazione delle sue produzioni di punta.</p>
<p>Il Caseificio degli Altipiani e del Vezzena, il più antico del Trentino, è sempre stato socio di Trentingrana CONCAST, sino al 2015 quando aveva optato per una strada autonoma di vendita dei propri prodotti. Nato come cooperativa per raccogliere il latte di tutti i piccoli produttori della zona – inizialmente anche di chi aveva solo due o tre bovine – negli anni il Caseificio si è distinto per la sua capacità di valorizzare in particolare il Vezzena, diventato il suo prodotto principe perché in grado di esaltare al meglio la particolarità delle erbe dei pascoli della zona.</p>
<p>Con 11 soci conferitori, 9 dipendenti e 1,2 milioni di fatturato, negli ultimi anni il Caseificio ha risentito di una contrazione produttiva dovuta alle difficoltà congiunturali della zootecnia di montagna ora aggravate dall’exploit delle spese energetiche, dei carburanti e dei mangimi. Questo ha portato ad una sensibile riduzione della produzione, oggi pari a circa 1000 tonnellate di latte all’anno.</p>
<p>«Il calo del conferimento di latte – spiega la presidente del caseificio <strong>Marisa Corradi</strong> – ci ha stimolato a fare nuovi ragionamenti e a trovare nuove alleanze per cercare di migliorare l’efficienza e di valorizzare al meglio le nostre eccellenze, con il fine di riuscire a dare continuità aziendale alla nostra realtà». L’intesa, infatti, consentirà ai soci di avere una remunerazione adeguata e una proiezione positiva anche per gli anni futuri.</p>
<p>«Siamo felici di aver trovato un accordo di reciproca soddisfazione – ha commentato il presidente di Trentingrana CONCAST <strong>Stefano Albasini</strong> – e di poter completare la gamma dei nostri formaggi con due eccellenze trentine. Ma ciò che più di tutto ci rende orgogliosi è il fatto di aver trovato una soluzione interna al nostro sistema cooperativo, per ottimizzare motivazione, competenze e professionalità di questi soci, che sono cooperatori da sempre».</p>
<p>Un ruolo determinante nella trattativa tra le due realtà cooperative è stato giocato dalla Federazione Trentina della Cooperazione, che le ha accompagnate durante tutti gli incontri. «Crediamo che questa intesa rappresenti una opportunità per entrambi i soggetti coinvolti – ha spiegato il presidente della Cooperazione Trentina <strong>Roberto Simoni</strong> – e lanci un segnale rispetto al fatto che attraverso il dialogo e il confronto di tutte le posizioni è possibile trovare delle soluzioni vantaggiose e lungimiranti dentro al sistema cooperativo».</p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">e70ae373-c68e-4d1e-b280-376f0de83069</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/accordo-tra-cassa-rurale-valsugana-e-tesino-e-imprese-locali</link><title>Accordo tra Cassa Rurale Valsugana e Tesino e imprese locali: ceduti 20 milioni di euro</title><description><![CDATA[<p>Menz&amp;Gasser Spa e Gruppo Paterno assieme alla Cassa Rurale in un patto di finanza sostenibile per il territorio.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/3z1p50uv/cassa-rurale-valsugana-e-tesino-dati-in-crescita.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/accordo-tra-cassa-rurale-valsugana-e-tesino-e-imprese-locali" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1200</width><height>900</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Primo accordo nel 2023 siglato dalla Cassa Rurale nel suo territorio di operatività per la <strong>ricessione</strong> di crediti legati ai bonus fiscali edilizi assieme a due importanti realtà economiche del territorio, la <strong>Menz&amp;Gasser Spa</strong> e il <strong>Gruppo Paterno</strong>.</p>
<p>L’intesa prevede la ricessione di crediti fiscali legati al famoso superbonus e in genere ai bonus edilizi per un totale di <strong>20 milioni</strong> nell’arco di quattro anni.</p>
<p>Il Direttore generale della Cassa Rurale <strong>Paolo Gonzo</strong> si dice molto soddisfatto da questo accordo e afferma <em>“siamo tra i primi ad attuare quella che viene definita “quarta cessione”, possibilità prevista dal decreto Aiuti, che ha consentito la ricessione al mondo delle imprese. Il nostro obiettivo è quello di coinvolgere altri soggetti economici ed enti sul territorio, ampliando la nostra capacità fiscale”.</em></p>
<p>Il tema della saturazione della propria capacità fiscale è cruciale per gli istituti di credito; ha tenuto occupati Governo ed esperti e ha generato molte incertezze nel settore edilizio, sia nei committenti che nelle imprese.</p>
<p>Il circuito virtuoso attivato da questo accordo tra Cassa Rurale e imprese locali sarà in grado di allargare i vantaggi fiscali agli altri attori economici del territorio che vorranno aderire, anche a quelli al di fuori del settore delle costruzioni e dell’edilizia.</p>
<p>Questo consentirà all’Istituto di credito di ripristinare un certo spazio di manovra per offrire alla propria clientela la possibilità di usufruire delle agevolazioni fiscali previste  dal superbonus e contemporaneamente creare una filiera virtuosa nella ripartizione del valore generato da queste operazioni.</p>
<p><em>“Questo accordo sottoscritto con la Cassa Rurale Valsugana e Tesino”</em> afferma <strong>Matthias Gasser </strong>amministratore delegato della <strong>Menz&amp;Gasser </strong><em>“per la nostra azienda ha una valenza positiva indiscutibile.  Rappresenta un esempio di collaborazione virtuosa tra banca e impresa a favore del territorio e del suo tessuto economico, e conferma la nostra attenzione alle tematiche ESG”.</em></p>
<p>Parole fatte proprie anche da <strong>Domiziano Paterno</strong> presidente dell’omonimo <strong>Gruppo Paterno</strong>:<em> “abbiamo subito accolto con favore la richiesta della Cassa Rurale Valsugana e Tesino nostro storico partner bancario, nella consapevolezza che solo ispirandosi a principi di reciprocità si possano creare i giusti presupposti per lo sviluppo economico e sociale del nostro territorio".</em></p>
<p>Proprio il punto relativo ai <strong>criteri ESG</strong> (Environmental cioè ambientale, Social cioè sociale e Governance cioè governo societario), conclude il direttore generale <strong>Gonzo</strong> <em>“è un ulteriore elemento qualificante di questa iniziativa. Siamo ben consapevoli che una finanza sostenibile è uno strumento essenziale per il nostro futuro, e la ricerca di soluzioni sul campo come questa, ci permettono di coinvolgere con maggior consapevolezza le nostre comunità di riferimento”.</em></p>
<p>Nei prossimi giorni la Cassa Rurale inizierà una serie di contatti e colloqui con enti e imprese per illustrare la possibilità di aderire a questa iniziativa ed essere protagonisti attivi del territorio.</p>
<p><strong>Fonte: Ufficio Relazioni Esterne Cassa Rurale Valsugana e Tesino</strong></p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">f41f18d5-57bd-4f01-9886-1a4af6f55f3f</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/cooperazione-trentina-forte-sostegno-alla-comunita-che-si-scopre-piu-fragile</link><title>Dalla Cooperazione Trentina un forte sostegno alla comunità che si scopre più fragile</title><description>Oggi si è tenuta l’assemblea della Federazione Trentina della Cooperazione, una organizzazione che rappresenta 436 imprese, 290 mila soci e socie. Bene i bilanci 2021, con un valore della produzione in crescita (da 3 a 3,25 miliardi di euro), così come il patrimonio netto (da 2,6 a 2,7). Oltre 24 mila persone occupate.</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/epppkzyu/panoramica-durante-tavola-rotonda.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/cooperazione-trentina-forte-sostegno-alla-comunita-che-si-scopre-piu-fragile" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>3903</width><height>2598</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Occorre reagire a questo clima generale di sfiducia, dove un italiano su tre teme che venga a mancare il pane. Servono coesione, giustizia intergenerazionale e coraggio. Questo l’appello uscito oggi dall’assemblea generale della Cooperazione Trentina, i cui soci e socie si sono ritrovati in presenza per discutere dei risultati del 2021 e soprattutto per parlare di futuro.</p>
<p>L’assemblea è stata aperta da un toccante momento di raccoglimento sulla tragedia del conflitto in Ucraina portato dalla interpretazione della canzone di Leonard Cohen Hallelujah eseguita a due voci dalle cantanti Alena Sharun, proveniente dall’Ucraina, e Gulnova Baydjanova dell’Uzbekistan.<br /><br /></p>
<div data-embed-url="https://youtu.be/0F_t0LYkeJw" data-embed-height="240" data-embed-width="360" data-embed-constrain="true"><iframe width="360" height="203" src="https://www.youtube.com/embed/0F_t0LYkeJw?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen=""></iframe></div>
<p>La relazione del presidente <strong>Roberto Simoni</strong> ha preso in esame tutti i fattori di incertezza, dall’inflazione all’exploit dei costi di energia e materie prime, mettendo in rilievo l’effetto talvolta drammatico sui bilanci delle cooperative, ma ha anche esortato a reagire puntando sulla forza del sistema e sulla capacità di rispondere ai bisogni della comunità.</p>
<p>“Le varie crisi hanno messo in luce la necessità di ripensare al modello di società e di sviluppo, che non potrà essere declinato solo sulla ricchezza materiale, ma dovrà tenere conto dello sviluppo umano integrale e del benessere della comunità. È la rivincita del capitale umano su quello finanziario e qui la cooperazione ha molto da dire”.</p>
<p>Sta sotto questo cappello l’impegno del movimento a sostegno della comunità, che si è manifestato nell’organizzazione degli hub vaccinali a supporto dell’Azienda sanitaria, nell’accoglienza alle persone che scappano dalla guerra di aggressione all’Ucraina e dal rinforzo dei servizi alle periferie, anche con strumenti nuovi, come le cooperative di comunità e le comunità energetiche.</p>
<p>Le possibili linee d’azione individuate da Simoni sono principalmente tre: la transizione ecologica, la giustizia intergenerazionale e il nuovo welfare, “Tutti settori dove la cooperazione può giocare un ruolo importante”. Simoni cita l’accordo con la Provincia per incentivare l'installazione di impianti fotovoltaici sui tetti privati e il contributo per quelli delle imprese. E racconta l'impegno insieme ai Bim per riunire le persone che installeranno i pannelli sul tetto delle loro case in comunità energetiche con forma giuridica cooperativa, “la forma che meglio si adatta allo scopo di recuperare a favore dei cittadini l'eventuale redditività generata dall'autoproduzione di energia”.</p>
<p>“È necessario e urgente attuare la transizione ecologica sia per creare fonti energetiche e alimentari alternative a quelle russa e ucraina, sia per generare prosperità e benessere, grazie a un'economia più sostenibile, equa e sana”. “Serve creare una società più giusta dal punto di vista intergenerazionale – ha aggiunto il presidente – e dell'equilibrio tra i generi, altrimenti rischiamo l'insostenibilità. Serve riprogettare il sistema di welfare creandone un secondo a completamento di quello tradizionale per intercettare e soddisfare bisogni in continua evoluzione”.  <br /><br /></p>
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<p><strong>Il dibattito</strong></p>
<p>“Per l’Italia si sta creando la tempesta perfetta – ha detto l’editorialista del Corriere della Sera <strong>Antonio Polito, </strong>invitato a condurre una tavola rotonda con Simoni, Fugatti e Tonina<strong> –</strong>: debito pubblico altissimo, il maggiore d’Europa, e bassa crescita. La decisione della Bce di aumentare i tassi, dopo 11 anni di tassi zero o negativi, ci mette in grossa difficoltà, perché fa crescere di 10 miliardi il costo del nostro debito pubblico. I segnali di questa difficoltà sono arrivati subito, con l’aumento dello spread, ieri a 216 oggi a 230. A ciò si aggiunga la fase di grande debolezza della politica italiana, che non riesce a consegnare al Paese maggioranze politiche stabili e minimamente coese ormai dal 2011”.</p>
<p>“Abbiamo il <em>sentiment</em> che la crisi stia avanzando anche in Trentino – ha aggiunto il presidente della Giunta provinciale <strong>Maurizio Fugatti</strong> – specie in alcuni settori come la zootecnia e i lavori pubblici, per la crescita significativa dei prezzi. Abbiamo però anche delle aspettative positive, come quelle relative alla stagione turistica estiva che oggi immaginiamo dai numeri importanti. La Provincia sta facendo la sua parte, con gli aiuti alla zootecnia, l’adeguamento del prezziario dei lavori pubblici, gli interventi per calmierare l’effetto delle bollette sulle famiglie. Ora dobbiamo tenerci pronti per quello che potrà accadere nei prossimi mesi. Lo scenario delle previsioni diventa infatti più difficile da dipanare per l’autunno, visto che molto dipenderà da cosa succederà sul tema dell’energia”.</p>
<p>Federazione e Provincia hanno stretto un Accordo di collaborazione istituzionale che individua una ventina di azioni che impegnano i due enti sulle principali emergenze che interessano il futuro del Trentino, dalla questione energetica alla coesione sociale, dai servizi alle periferie per evitare lo spopolamento alla mancanza di manodopera in alcuni settori strategici per il benessere collettivo.</p>
<p>L’accordo è stato presentato dal direttore generale della Federazione <strong>Alessandro Ceschi</strong> e dal dirigente del Dipartimento territorio, trasporti, ambiente, energia, cooperazione della Provincia <strong>Roberto Andreatta</strong>, e firmato dai presidenti Simoni e Fugatti.</p>
<p>“Con la firma di questo Accordo – ha aggiunto <strong>Mario Tonina</strong>, vicepresidente della Giunta e assessore alla cooperazione – vogliamo dare nuovo slancio allo sviluppo del Trentino. Attraverso la nostra Autonomia ed insieme alla Cooperazione dobbiamo saper cogliere le opportunità che pur in questo contesto complesso ci sono e che abbiamo la responsabilità di portare avanti. Il Trentino può dimostrare quello che sa fare, con le comunità energetiche, con i consorzi elettrici, per riuscire a garantire ai cittadini e alle imprese un costo inferiore dell’energia. Possiamo fare la differenza non solo qui, ma anche essere d’esempio per altri territori”.</p>
<p><strong>Il bilancio e il rinnovo in Cda</strong></p>
<p>L’assemblea ha eletto due consiglieri in sostituzione di Renzo Marchesi e di Adriano Orsi, entrambi decaduti dal loro incarico rispettivamente in Concast Trentingrana e in Cassa Rurale Alta Vallagarina. Al loro posto entrano in Consiglio di amministrazione della Federazione <strong>Stefano Albasini</strong>, nuovo presidente di Trentingrana, e <strong>Maurizio Maffei</strong>, neoeletto presidente della Cassa Rurale Vallagarina.</p>
<p>Approvato anche il bilancio della Federazione, che si conferma un’impresa in equilibrio economico-finanziario e con buona liquidità. Il documento contabile chiude con un utile netto di 272 mila euro a fronte di ricavi per 18,3 milioni e di costi per 17,7 milioni.</p>
<p><strong>I numeri del comparto</strong></p>
<p>La cooperazione è un importante settore dell’economia trentina animato da 436 imprese cooperative governate da 3 mila amministratori ed amministratrici elette in rappresentanza di 290 mila soci e socie. Le persone occupate sono 24 mila (+1.000 rispetto al 2020) ed operano in tutti i comparti: credito, consumo, agricoltura, ristorazione, turismo, cura di bambini, anziani e persone con disabilità, sanificazioni, logistica, edilizia, gestione del verde, di studentati...</p>
<p>Un sistema che nel 2021 ha chiuso bilanci lusinghieri, nonostante l’andamento altalenante della pandemia e lo stop della stagione invernale: il valore della produzione complessivo in un anno è passato da 3 a 3,25 miliardi di euro, generando un ulteriore rafforzamento del patrimonio netto, da 2,6 a 2,7 miliardi di euro.<br /><br /><a rel="noopener" href="https://www.cooperazionetrentina.it/it/assemblea2022" target="_blank" title="(Assemblea2022)">Il sito dedicato all'assemblea con dati, video e documenti</a></p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">49e0ba08-f205-46e7-9c80-6bd1e19cceb0</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/energia-rinnovabile-si-rafforza-l-alleanza-per-gli-impianti-di-tipo-domestico-delle-famiglie</link><title>Energia rinnovabile, si rafforza l’alleanza per gli impianti di tipo domestico delle famiglie</title><description>Presentato oggi nella sede di piazza Dante l’Accordo di programma tra la Provincia autonoma di Trento, i quattro Consorzi BIM del Trentino, la Federazione Trentina della Cooperazione e l’Associazione Artigiani del Trentino per il sostegno delle iniziative legate alle energie provenienti da fonti rinnovabili.</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/qz5odzb5/firmasimoniaccordoenergia.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/energia-rinnovabile-si-rafforza-l-alleanza-per-gli-impianti-di-tipo-domestico-delle-famiglie" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2144</width><height>1424</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>“Si rafforza l’alleanza in Trentino a favore dell’energia ‘dal territorio e per il territorio’, proseguendo il percorso avviato con la legge sulla semplificazione per l’installazione degli impianti di produzione da fonti rinnovabili e con il coinvolgimento di tutti gli attori della comunità”, così il vicepresidente della Provincia Mario Tonina, promotore del disegno di legge approvato recentemente in Consiglio, che ha firmato l’accordo assieme ai presidenti dei Bim - Michele Bontempelli (Bim dell’Adige), Claudio Cortella (Bim del Chiese), Giorgio Marchetti (Bim del Sarca), Giacomo Silano (Bim del Brenta) -, al presidente di Federcoop Roberto Simoni e al vicepresidente dell’Associazione artigiani Stefano Debortoli.<br />“La nostra provincia – aggiunge Tonina – dimostra la sua capacità di fare sistema, anche sul tema dell’energia, facilitando il protagonismo delle realtà del territorio e i progetti delle famiglie. La firma di oggi sancisce l’avvio di un percorso che avrà ricadute positive. L’ambiente, ne abbiamo discusso al Festival dell’Economia di Trento e in particolare in concomitanza con la Giornata mondiale dedicata proprio all’ecologia, ieri, 5 giugno, riguarda tutti. La stessa Unione europea promuove le rinnovabili come fattore chiave non solo per la sostenibilità, ma anche per la sicurezza e una maggiore indipendenza energetica. Sono obiettivi strategici verso i quali l’Autonomia può fornire un elemento in più. Ecco quindi l’importanza dell’accordo”.</p>
<p>Il protocollo, approvato dalla Giunta provinciale su proposta del vicepresidente Tonina, fornisce la cornice operativa, con il coinvolgimento ritenuto indispensabile della Cooperazione e degli Artigiani trentini, per sostenere la volontà dei Bim di attivare forme di incentivazione nei confronti delle famiglie trentine. Al fine di stimolare presso le stesse l’installazione di impianti fotovoltaici e/o sistemi di accumulo, anche in funzione della futura costituzione e diffusione di comunità energetiche rinnovabili in Trentino.</p>
<p><strong>Incentivi per gli impianti fotovoltaici e comunità energetiche</strong></p>
<p>“Questo accordo, che rafforza l’alleanza in Trentino a favore dell’energia sostenibile, è importante perché favorisce la collaborazione tra i soggetti del territorio e volge lo sguardo al futuro. Abbiamo iniziato un percorso che racchiude un impegno forte per lavorare assieme su temi che vanno lontano, come le comunità energetiche, assieme a tutti gli attori che possono dare il proprio contributo”, il messaggio condiviso dei rappresentanti dei quattro Bim.</p>
<p>Condivide il presidente della Cooperazione trentina Simoni: “L’intesa segna l’inizio di un percorso virtuoso che consentirà al Trentino di essere protagonista in materia di energia rinnovabile, avvicinandosi all’obiettivo di una maggiore indipendenza energetica. Come Cooperazione, stiamo inoltre lavorando intensamente, assieme ai Bim, per riunire le persone che metteranno i pannelli fotovoltaici in comunità energetiche con forma giuridica cooperativa. La forma che a nostro avviso meglio si adatta allo scopo di recuperare a favore dei cittadini l’eventuale redditività generata dall’autoproduzione”.</p>
<p>Per Debortoli, vicepresidente degli Artigiani, che ha portato l’adesione della categoria presieduta da Marco Segatta, “l’alleanza conferma la volontà di fare rete tra i soggetti del territorio e delle imprese per la diffusione degli impianti di produzione da fonte rinnovabili. Gli artigiani trentini sono in prima fila in questa operazione, nonostante il carico del 110% e le difficoltà legate ai rincari delle materie prime”.</p>
<p><strong>Raddoppiare la produzione di fotovoltaico</strong></p>
<p>L’obiettivo è quindi promuovere con una serie di impegni assunti dai firmatari (vedi testo in allegato) la diffusione di impianti domestici di energia rinnovabile e delle comunità energetiche, in sintonia con i soggetti aderenti e per favorire il raggiungimento degli obiettivi fissati dal Piano energetico ambientale provinciale 2021-2030: ovvero una riduzione delle emissioni impattanti sul clima del 55% entro il 2030, e un possibile raddoppio della diffusione attuale del fotovoltaico, ritenuto una forma di produzione ad alta potenzialità.</p>
<p>Si punta dunque ad aumentare la produzione attuale che dai dati del Bilancio energetico provinciale al dicembre 2021 vede circa 16.000 impianti fotovoltaici presenti in Trentino, prevalentemente di tipo domestico, per una potenza complessiva installata di 230 MWp. Pari ad una superficie di circa 138 ettari, per un’energia prodotta che rappresenta il 3-4% del totale della produzione rinnovabile sul territorio provinciale.</p>
<p>Alla presentazione ha partecipato anche Roberto Andreatta, dirigente generale del dipartimento territorio e trasporti, ambiente, energia, cooperazione della Provincia.</p>
<p>Fonte: Ufficio Stampa Provincia Autonoma di Trento</p>]]></encoded></item></channel></rss>