<rss version="2.0"><channel xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"><title>News</title><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/rss/news?categoria=Festival+Economia</link><description>Notizie, storie e interviste per raccontare il movimento cooperativo e per approfondire i temi che coinvolgono il nostro mondo.</description><lastBuildDate>Wed, 10 Jun 2026 13:16:10 +0200</lastBuildDate><atom:link href="https://www.cooperazionetrentina.it/it/rss/news" rel="self"><type>application/rss+xml</type></atom:link><item><guid isPermaLink="false">3dc70ccf-9648-487a-bb30-511d76ec994b</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/il-domani-e-oggi-competenze-finanziarie-fondamentali-per-l-inclusione-di-donne-e-giovani</link><title>Il domani è oggi: “Competenze finanziarie fondamentali per l'inclusione di donne e giovani”</title><description><![CDATA[Presso il Cloud di Confcooperative a Trento, l'incontro promosso da Cooperazione Trentina, in collaborazione con l’Associazione Donne in Cooperazione APS e Giovani della Cooperazione Trentina, ha affrontato il tema dell'alfabetizzazione finanziaria come presupposto per l'inclusione e l'emancipazione delle nuove generazioni.<br />Dal confronto con l'Università Bicocca e Ires Fvg è emersa l'importanza di promuovere un pensiero sistemico e azioni di co-progettazione territoriale per valorizzare il lavoro di cura e abbattere gli stereotipi culturali che frenano il benessere economico e l'accesso ai ruoli di governance.]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/vypp4rrg/img-2079.png" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/il-domani-e-oggi-competenze-finanziarie-fondamentali-per-l-inclusione-di-donne-e-giovani" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1170</width><height>780</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<div>
<p>“Il domani è oggi: il valore dell’indipendenza finanziaria per donne e giovani” è stato il tema dell’incontro ospitato al Cloud di Confcooperative in Piazza Duomo, nell'ambito del Festival dell'Economia di Trento. L’appuntamento era promosso da Cooperazione Trentina insieme all’Associazione Donne in Cooperazione APS e all'Associazione Giovani Cooperazione Trentina.</p>
<p>Il dibattito, moderato da Nadia Martinelli, ha visto un confronto corale tra le istituzioni del territorio - rappresentate da Eleonora Da Ronco (presidente Donne in Cooperazione APS), Nicole Zambanini (presidente Giovani Cooperazione Trentina), Milena Rizzardi (Coordinamento Giovani Imprenditori Confcooperative) e Alessandra Rinaldi (presidente Commissione Donne Confcooperative) - e le relatrici Paola Bongini (Università Milano-Bicocca) e Chiara Cristini (Ires Fvg).</p>
<p>A delineare il quadro scientifico sull'alfabetizzazione finanziaria è stata la professoressa Paola Bongini dell'Università Milano-Bicocca, che ha evidenziato il forte ritardo dell'Italia rispetto ai parametri internazionali. Sulla base delle rilevazioni OCSE, mentre la media dei Paesi avanzati si attesta a 63 punti, l'Italia si ferma infatti a quota 53, con un divario che penalizza soprattutto le donne (ferme a 51 punti) e i giovani under 30 (che registrano il dato più basso con 46).</p>
<p>“Questo divario di competenze si manifesta già a 15 anni e incide sulla disuguaglianza patrimoniale complessiva al momento del pensionamento”, ha spiegato la docente. “Per questo oggi è necessario promuovere il concetto di 'benessere finanziario'.</p>
<p>A chiudere l'incontro, tracciando le linee d'azione per il futuro, è stato il laboratorio condotto da Chiara Cristini, ricercatrice dell’Ires Fvg, che si è focalizzato sulle strategie sistemiche per scardinare le barriere culturali e raggiungere una reale parità di genere. “Ci manca ancora circa il 40% del percorso per raggiungere la parità assoluta”, ha rilevato la ricercatrice, evidenziando come l'azione dei singoli non sia più sufficiente. “Il gender pay gap non è una mera questione di retribuzione oraria, ma riflette i ruoli tradizionali nella società. I dati Istat indicano che un terzo delle lavoratrici ha un contratto part-time, una discontinuità lavorativa accentuata dal fatto che le donne continuano a operare come ammortizzatore sociale per il lavoro di cura. Dobbiamo adottare un pensiero sistemico capace di riunire tutti gli stakeholder - ha concluso Cristini - per dare il giusto valore economico al caregiving e superare gli stereotipi culturali fin dall'età scolastica”. </p>
</div>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">ca55d284-2c89-44ca-92f4-b524595edd39</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/sanita-italiana-da-rifondare-gli-interventi-del-ministero-e-le-perplessita-dei-professionisti</link><title>Sanità italiana da rifondare? Gli interventi del Ministero e le perplessità dei professionisti</title><description>La quarta giornata del Festival dell’Economia di Trento ha visto, tra gli appuntamenti in apertura, l’intervento (da remoto) del ministro alla salute Orazio Schillaci. In uno scenario sanitario che sta cambiando rapidamente, tra nuovi presìdi come le Case di Comunità e l’utilizzo di tecnologie sempre più complesse ma fondamentali, resta un punto fermo: un cittadino italiano su quattro mette oggi la salute al vertice delle proprie priorità. E all’orizzonte, si ragiona sulle riforme. Sul palco di Sala Depero, ne hanno discusso anche Filippo Anelli (presidente FNOMCeO), Barbara Mangiacavalli (presidente FNOPI), Massimo Massetti (università Cattolica del Sacro Cuore) e Giuseppe Milanese (presidente di Confcooperative Sanità).</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/00kbxpgj/whatsapp-image-2026-05-23-at-13-08-20.jpeg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/sanita-italiana-da-rifondare-gli-interventi-del-ministero-e-le-perplessita-dei-professionisti" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2048</width><height>1152</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[Liste d’attesa, carenza di personale, attrattività delle professioni sanitarie, potenziamento delle Case di Comunità, riforme e soluzioni temporanee. Il servizio sanitario nazionale è in emergenza? Forse no, ma lo scenario è complesso. Nonostante oggi i numeri delle prestazioni siano in aumento e i tempi d’attesa in riduzione, ha confermato il ministro Schillaci, restano tanti temi sul tavolo: “Sulla carenza di operatori, abbiamo lavorato sulle retribuzioni e recentemente stretto accordi con l’India per avvalerci dei loro professionisti – ha spiegato. – Universalismo e gratuità delle cure resteranno punti fermi del nostro servizio nazionale, ma quest’ultimo deve adattarsi ai tempi che cambiano. Penso alle Case di Comunità: l’obiettivo è quello di creare una rete sanitaria territoriale efficace e con personale multidisciplinare. Ragionando sui medici di famiglia, credo sarà importante trovare un accordo per far sì che parte del loro orario si svolga in quelle strutture. Auspico una riforma per valorizzare competenze e professionalità, una formazione più moderna ed altre tappe importanti come è stato il Piano nazionale della salute mentale che abbiamo realizzato”.<br /><br />Il tema della territorialità dunque è fondamentale. Ma ci sono delle criticità che, ha sottolineato Anelli, non possono essere ignorate: “I medici continuano ad essere soli. Mancano tutte le altre figure sanitarie che si trovano in ospedale, ma non sul territorio. In questi anni si è investito solo sulla trasformazione del medico di famiglia, ma il vero problema non sono le strutture, bensì la mancanza di un numero adeguato di professionisti sanitari valorizzati”. D’accordo Mangiacavalli: “Sono quarant’anni che sollecitiamo il tema della carenza infermieristica, per noi diventata una questione nazionale. I provvedimenti presi ad oggi sono solo ‘tampone”, ma i dati parlano chiaro: solo il 65% di chi inizia gli studi nel nostro comparto poi lo completa. E questo perché mancano opportunità di carriera e valorizzazioni, in un percorso ‘piatto’”.<br /><br />“Occorrono gli Stati generali della sanità perché stiamo continuando a rammendare un vestito che non è più adatto – ha aggiunto Milanese. – La maggior parte delle risorse oggi sono assorbite dalla fase finale della vita. La sussidiarietà che è prevista dalla Costituzione è il tassello su cui edificare. Non c’è modo migliore della cooperazione per mettere in contatto i professionisti”. E per Massetti, il sistema sanitario nazionale va rivisto in profondità: “Ormai è superato. I problemi oggi sono l’accesso alle cure e la loro qualità, che stiamo facendo fatica a mantenere ad alti livelli. Di contro, è in aumento la povertà dei cittadini. Ecco perché è necessario rivedere il modello della sanità nazionale: i soldi per farlo ci sono”.]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">0548ae30-bbf8-4c6b-bcc9-382cb77efa06</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/le-nuove-frontiere-della-cooperazione</link><title>Le nuove frontiere della cooperazione</title><description>Presso la cloud di Confcooperative in Piazza Duomo incontro con Federico Malizia, presidente Trafocoop, Angelo Santoro, presidente cooperativa Semi di vita, Federico Bernini, presidente cooperativa Viso a Viso, Marco Menni, vicepresidente vicario di Confcooperative; Aldo Bonomi, fondatore Aaster; Gaetano Mancini, vicepresidente Confcooperative.</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/ty3birk1/whatsapp-image-2026-05-23-at-13-07-58.jpeg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/le-nuove-frontiere-della-cooperazione" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2048</width><height>1152</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[È un modello di economia diverso, che si basa sulle persone e la ricchezza del territorio, quello che è stato presentato all’incontro “Le nuove frontiere della cooperazione” proposto da Confcooperative stamani in piazza Duomo al Festival dell’Economia di Trento. <br /><br />La riflessione ha preso il via dal racconto di tre esperienze, nate e cresciute in zone d’Italia molto diverse tra loro, in ambiti differenti, ma con l’obiettivo comune di offrire alle persone della propria comunità uno strumento di riscatto e di sviluppo, di coesione sociale. <br /><br />“Non si tratta di esperienze eroiche” ha commentato <strong>Federico</strong> <strong>Bernini</strong>, presidente di Viso a Viso, cooperativa di comunità di Ostana nel Cuneese, che ha portato la propria esperienza di cooperazione insieme ad <strong>Angelo Santoro</strong>, presidente di Semi di vita, cooperativa che a Casamassima nel Barese gestisce beni confiscati alla criminalità, e <strong>Federico</strong> <strong>Malizia</strong>, presidente di Trafocoop, cooperativa di Tavernelle nel Perugino nata da un’operazione di workers buyout. <br /><br />Ripercorrendo le tre testimonianze <strong>Aldo</strong> <strong>Bonomi</strong>, fondatore del consorzio Aaster, ha posto l’accento sulla necessità di creare una rete territoriale che coinvolga attori diversi per un bene comune. <br /><br />Per <strong>Marco</strong> <strong>Menni</strong>, vicepresidente vicario di Confcooperative, "l’impegno delle cooperative è commovente. Uno sviluppo imprenditoriale che nasce dalle persone per valorizzare il territorio in una visione di sviluppo del Paese".<br /><br />"Il vero successo - ha commentato <strong>Gaetano</strong> <strong>Mancini</strong>, vicepresidente di Confcooperative - è come il territorio accoglie il progetto di una cooperativa che gestisce il bene confiscato".<br /><br />"Le testimonianze sono più efficaci di tanti discorsi" ha concluso il presidente di Confcooperative <strong>Maurizio</strong> <strong>Gardini</strong>, che, nel giorno del 34esimo anniversario della strage di Capaci, ha definito i racconti proposti dagli ospiti "parole profonde che ci rimandano alla costruzione di un Paese diverso".]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">b03e03c9-8c0f-482f-8dc1-9e6954f4386f</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/sviluppo-e-spesa-pubblica-l-analisi-di-veronica-de-romanis-per-superare-l-immobilismo-servono-scelte-di-lungo-periodo</link><title>Sviluppo e spesa pubblica, l'analisi di Veronica De Romanis: “Per superare l'immobilismo servono scelte di lungo periodo”</title><description><![CDATA[<div>
<div>Al Cloud di Confcooperative al Festival dell'Economia di Trento, l'economista Veronica De Romanis ha presentato il suo saggio “L’economia della paura”, offrendo un'analisi sulle cause della bassa crescita economica in Italia nell'ultimo ventennio. Dal confronto è emersa la necessità di superare la logica dei bonus e delle misure emergenziali attraverso una programmazione di medio-lungo termine. Al centro del dibattito l'urgenza di avviare una revisione della spesa pubblica e di favorire una maggiore inclusione dei giovani e delle donne nel mercato del lavoro, riducendo gli ostacoli burocratici che frenano la competitività del Paese.</div>
</div>
<div>
<div>
<div></div>
</div>
</div>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/3t0hjw2r/img-1976.png" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/sviluppo-e-spesa-pubblica-l-analisi-di-veronica-de-romanis-per-superare-l-immobilismo-servono-scelte-di-lungo-periodo" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1170</width><height>780</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p class=" text-justify">Ad aprire la riflessione è stata la stessa Veronica De Romanis, che ha tracciato un bilancio dell'andamento economico nazionale degli ultimi anni. “Dal 2000 a oggi la crescita media dell'Italia si attesta allo 0,6%. I picchi positivi registrati in alcuni anni specifici sono stati determinati principalmente da bonus e sussidi, strumenti che tuttavia generano effetti temporanei e non strutturali”, ha spiegato l’economista, evidenziando la necessità di costruire una maggiore resilienza macroeconomica. “La tendenza a privilegiare la spesa corrente e i trasferimenti a pioggia rispetto agli investimenti rischia di stabilizzare il Paese su tassi di crescita troppo bassi rispetto ai partner europei. Spesso la politica risponde alle incertezze globali offrendo misure di protezione immediata anziché investire sullo sviluppo di lungo periodo: una dinamica che frena i processi di innovazione e che richiede un cambio di rotta”.</p>
<p class=" text-justify">Un limite importante al cambiamento è rappresentato dalla frammentazione dell'interesse pubblico in micro-categorie. “Ci troviamo di fronte a una forte parcellizzazione sociale, in cui i diversi gruppi tendono a tutelare i benefici acquisiti a scapito di una visione collettiva”, ha osservato De Romanis. “In Italia il sistema fiscale conta numerose voci di deduzione e detrazione che gravano sul bilancio dello Stato. La tendenza a proteggere lo status quo finisce per ridurre le risorse disponibili per lo sviluppo generale e per il contrasto all'evasione fiscale, dove i continui provvedimenti di sanatoria o condono rischiano di disincentivare la fedeltà tributaria a danno dei contribuenti onesti”.</p>
<p class=" text-justify">A risentire maggiormente di questo assetto economico sono le componenti più fragili del mercato del lavoro: le donne e le nuove generazioni. “Il tasso di occupazione femminile in Italia rimane tra i più bassi d'Europa, un dato che evidenzia come il welfare familiare spesso sostituisca i servizi che dovrebbero essere garantiti pubblicamente”, ha sottolineato l'economista, richiamando l'inefficacia dei bonus temporanei sulla natalità. “Allo stesso modo, la presenza di oltre un milione e trecentomila giovani NEET rappresenta una perdita di capitale umano inestimabile per un Paese che investe ancora troppo poco in istruzione e formazione universitaria. Anche i dati positivi sull'occupazione aggregata vanno analizzati con cura: l'incremento è trainato prevalentemente dalle fasce d'età over 50, mentre tra i giovani si registra un preoccupante tasso di inattività”.</p>
<p class=" text-justify">Nelle battute conclusive dell'incontro, l'autrice ha indicato le priorità per riattivare i motori dello sviluppo, richiamando la necessità di riforme di sistema. “È necessario adottare una programmazione di medio-lungo termine che metta al centro la qualità della spesa pubblica. Più che interventi tecnici affidati a commissari esterni, serve una chiara volontà politica nell'indicare le priorità del bilancio”, ha concluso De Romanis. “Spesso i vincoli principali non arrivano dall'Europa, ma dalle barriere burocratiche e dai lacci interni che noi stessi creiamo, rallentando la competitività delle imprese.”</p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">1b45eea9-6a0b-4eb9-9d2b-2ea8a6a7a89a</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/l-economia-sociale-non-e-un-ripiego-e-un-pezzo-di-mercato</link><title>L’economia sociale non è un ripiego: è un pezzo di mercato</title><description>Al Festival dell’Economia di Trento, l’ITAS Forum mette al centro l’economia sociale come protagonista del mercato, non come settore residuale: 400 mila organizzazioni in Italia con oltre 70 miliardi di fatturato. In Europa rappresenta il 6% del PIL e il 6,3% dell’occupazione.</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/kl2le2ss/economia-sociale-tra-profit-e-non-profit-nella-foto-fabiola-di-loreto.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/l-economia-sociale-non-e-un-ripiego-e-un-pezzo-di-mercato" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2100</width><height>1400</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p class=" text-justify">L’economia sociale europea vale quanto l’intera industria automobilistica. <strong>Gianluca Salvatori</strong>, segretario generale di EURICSE, ha aperto il Forum ITAS citando i dati del rapporto europeo: 4,3 milioni di organizzazioni nell’UE, 912 miliardi di fatturato (19 Paesi su 27), 6% del PIL, 6,3% dell’occupazione. In Italia 400.000 enti e oltre 70 miliardi di euro, paragonabili all’industria della moda. La tesi di fondo: “Non stiamo parlando di economia sociale tra profit e no profit. Stiamo parlando di un pezzo di economia che agisce nel mercato”. Una logica europea, ha precisato, radicata in 140 anni di storia cooperativa, ben diversa dalla dicotomia anglosassone business/non profit.<br /><strong><br />Fabiola Di Loreto</strong>, direttore generale di Confcooperative, ha portato i dati del modello cooperativo italiano: 8% del PIL, 7 milioni di fruitori di servizi cooperativi, un prodotto agroalimentare Made in Italy su due da filiere cooperative, oltre il 20% degli sportelli bancari, BCC unica presenza bancaria in più di 700 comuni. Sullo sfondo, le fratture sociali: 2,4 milioni di working poor, 6 milioni di pensionati sotto i 12.000 euro, 1,8 milioni di NEET. Tre le richieste concrete: approvare il Piano d'Azione Nazionale dell'Economia Sociale (già pronto, manca l’ultimo miglio); aprire un tavolo permanente al Ministero; riconoscere formalmente la diversità di modalità d’azione di questi soggetti rispetto agli altri operatori di mercato. “Confcooperative ha deciso di essere al Festival di Trento - ha concluso Di Loreto – facendolo diventare così il festival delle economie. Grazie a Il Sole 24 ore che ha deciso di ampliare la cultura e la trattazione, rendendo l’economia sociale parte integrante del dibattito”.<br /><br />Sul piano giuridico, <strong>Gabriele Sepio</strong>, segretario generale della Fondazione Terzjus ETS, ha affrontato la questione della perimetrazione. Nell’economia sociale la logica costi/ricavi salta: la cooperazione ha riserve indivisibili e mutualità non trasponibili nelle categorie di mercato; il terzo settore si finanzia con donazioni e contributi. Nel marzo 2024 la Commissione europea ha riconosciuto — dopo sei anni di negoziato — che questi enti non esprimono capacità economica tassabile perché non hanno la disponibilità della ricchezza che producono. Conseguenza: le norme che li favoriscono non sono eccezioni, ma regole di sistema. “Se continuiamo a pensare che l’economia sociale va avanti grazie a eccezioni”, ha avvertito Sepio, “rivendichiamo noi stessi un ruolo marginale”. Il controvalore di questi enti non sta nel risultato economico in sé, ma nella restituzione alla collettività.</p>
<p class=" text-justify">Per <strong>Luciano Rova</strong>, presidente di ITAS Mutua, il modello mutualistico non è una scelta ideologica ma una forma naturale di fare impresa: l’assicurazione è per definizione condivisione del rischio. ITAS opera su tre pilastri: patrimonio indivisibile; ristorno — il 15% del risultato 2025 verrà restituito a 92.000 soci (2,7 milioni di euro, utilizzabili per la polizza o devoluti al terzo settore); e progetti mutualistici sul territorio attraverso vari progetti, anche affidando agli assicurati stessi la scelta dei progetti da premiare. Le mutue assicuratrici in Italia sono due e valgono circa il 2% del mercato assicurativo, contro il 42% di quello europeo. I numeri, però, confermano la validità del modello: nel 2025 ITAS è cresciuta del 12,5% contro il 6,5% della media del mercato.</p>
<p class=" text-justify">Una prospettiva etica è stata portata da <strong>Renzo Pegoraro</strong>, presidente della Pontificia Accademia per la Vita. Attingendo alla tradizione europea di solidarietà e sussidiarietà, Pegoraro ha ricordato come enti religiosi e comunità locali abbiano spesso anticipato di decenni risposte a bisogni che Stato e mercato non riuscivano ancora a vedere. Ha citato la <em>Fratelli tutti</em> di Papa Francesco — la “cultura dello scarto” come banco di prova per qualsiasi modello economico — e ha sollecitato nuovi strumenti di misurazione: il benessere collettivo non si esaurisce in efficienza ed efficacia, né si misura solo in termini monetari.<br /><br /><br /></p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Alessandro Girardi</author></item><item><guid isPermaLink="false">5dc8bbb2-c028-43b3-807a-3769c1714209</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/la-leadership-non-si-compra-al-supermercato-va-costruita</link><title>La leadership non si compra al supermercato, va costruita</title><description>“La mancanza di leadership in Occidente e il crollo delle ideologie” è il tema su cui si sono confrontati Adriana Cerretelli, Roberto D'Alimonte, Maurizio Gardini, Giorgio Vittadini, Ayşe Zarakol al Festival dell'Economia di Trento</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/23jpwuu5/whatsapp-image-2026-05-22-at-19-39-01.jpeg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/la-leadership-non-si-compra-al-supermercato-va-costruita" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1600</width><height>900</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[“La mancanza di leadership in Occidente e il crollo delle ideologie”, titolo dell’incontro in programma questo pomeriggio in Sala Depero al Festival dell’Economia di Trento, é un problema che riguarda tutti noi, le nostre democrazie, il nostro futuro. <br /><br />“Oggi - ha detto Adriana Cerretelli, editorialista de Il Sole 24, introducendo l’incontro - il mondo è decisamente sottosopra, i vecchi equilibri sono saltati e vige la legge del più forte. Tutto questo crea un disorientamento. Il mondo esprime leader deboli e questo ci crea insicurezze. <br />E con democrazie fragili e instabili, è più facile che si facciano strada estremismi e populismi”. Partendo da questa analisi, gli ospiti dell’incontro si sono confrontati sul perché oggi l’Occidente non riesca a esprimere una leadership forte. <br /><br />Le democrazie liberali storiche sono oggi in crisi, a causa della mancanza di fiducia, secondo Roberto D'Alimonte, insegnante di sistema politico italiano all’Università Luiss Guido Carli. “Le democrazie rappresentative - ha spiegato il docente - sono basate sulla fiducia, che rappresenta il legame tra chi elegge e chi viene eletto”. Oggi questa fiducia è venuta meno, le persone si sono rivolte altrove alla ricerca di soluzioni ai loro problemi. Soluzioni che i leader di oggi non sanno dare. <br /><br />I vecchi modelli non sono più adatti ai nostri tempi, ma non abbiamo alternative valide. Ayşe Zarakol, docente di Relazioni Internazionali presso l'Università di Cambridge, ritiene che la crisi di fiducia sia maggiore nel mondo occidentale dove il livello di ansia é maggiore. Altre parti del mondo sono più abituate a vivere nell’incertezza, mentre in Europa la situazione attuale è destabilizzante. Ma è più una crisi psicologica che materiale. <br />“Dobbiamo però smettere di concepire il mondo occidentale come un blocco unico” ha concluso Zarakol. <br /><br />Alla base della mancanza di fiducia c’è l’egoismo, l’individualismo, il nichilismo. “La persona isolata ha paura della vita, degli altri, di essere calpestata” ha affermato Giorgio Vittadini, presidente Fondazione per la Sussidarietà, che ha presentato studi a livello mondiale che dimostrano l’importanza di realtà che consentono alle persone di riunirsi in desideri socializzanti, di collaborare per il bene comune. In Italia abbiamo molti esempi virtuosi, che però vanno coltivati, senza cercare altrove quello che ci serve. <br /><br />“Le leadership - ha commentato Maurizio Gardini, presidente di Confcooperative - non si comprano al supermercato. La crisi della leadership in Italia ce la portiamo dietro da diversi decenni. La politica non investe e non crea più classe dirigente. Andare sotto il 50% nella partecipazione al voto è una delle più grandi minacce alla democrazia”.]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">ef1b420b-2739-4eaa-92af-ef7da82b416a</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/lavoro-e-previdenza-sulle-montagne-russe-fra-opportunita-e-trappole-del-futuro</link><title>Lavoro e previdenza sulle montagne russe fra opportunità e trappole del futuro</title><description>“Lavoro e pensioni sulle montagne russe tra opportunità e trappole del futuro” è stato il tema dell’incontro promosso presso la Cloud di Confcooperative in Piazza Duomo, occasione di confronto sulle crescenti incertezze del sistema previdenziale e del mercato occupazionale in Italia. L’appuntamento, inserito nell’ambito del Fuori Festival del Festival dell'Economia di Trento, è stato moderato da Nicola Saldutti, giornalista del Corriere della Sera, e ha visto protagonisti Andrea Toma, sociologo ed economista del Censis, Alessandra Rinaldi, presidente della Commissione Donne di Confcooperative, e Ilaria Miniutti, in rappresentanza dei Giovani Imprenditori di Confcooperative.</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/0z0jycfi/img-1877.png" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/lavoro-e-previdenza-sulle-montagne-russe-fra-opportunita-e-trappole-del-futuro" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1170</width><height>780</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<div>
<p>«Un taglio di 17 punti percentuali sul reddito pensionistico rispetto all'ultima busta paga: è questa la prospettiva che attende chi oggi entra nel mercato del lavoro rispetto a chi va in pensione adesso. Chi si ritira dal lavoro oggi percepisce l'81,5% dell'ultima retribuzione, mentre nel 2060 si scenderà al 64,8%», ha denunciato il presidente di Confcooperative, Maurizio Gardini, sintetizzando i dati Censis Confcooperative presentati a Trento. «Una vera ipoteca sul futuro che si somma a salari tra i più bassi d'Europa. È il frutto di dinamiche che si sono intrecciate e sviluppate negli ultimi 30 anni. Non c'è più un percorso lineare che passa dalla formazione al lavoro e alla pensione, ma una linea sempre più frammentata, soprattutto per le donne».</p>
<p>A delineare i dettagli della deriva economica e demografica è stato Andrea Toma del Censis. “L'Italia si trova nella paradossale condizione di essere prima in Europa per spesa pensionistica, ma tra gli ultimi per ricchezza salariale”, ha spiegato l’economista, evidenziando come la forte stagnazione salariale veda oggi il 10% degli occupati in povertà lavorativa, dato che sale a 12 giovani su 100. “A parità di contratto, la perdita del 17% sull’ultima retribuzione si scaricherà interamente sulle nuove generazioni. Inoltre, entro il 2050 avremo 7,7 milioni di lavoratori in meno: un vuoto che influenzerà pesantemente anche tutta la catena del lavoro di cura, rendendo l'assistenza domestica e il fenomeno dei caregiver una situazione ingestibile per le famiglie”.</p>
<p>Sul forte impatto di questa frammentazione nei percorsi femminili è intervenuta Alessandra Rinaldi, presidente della Commissione Donne Confcooperative. “Le donne oggi guadagnano dagli 8 ai 10 mila euro in meno all'anno rispetto agli uomini. Questo gap salariale nasce prima della retribuzione stessa, perché riguarda il percorso, la distribuzione delle mansioni e le opportunità, oltre al carico di cura che grava ancora prevalentemente sulle spalle delle donne”, ha sottolineato Rinaldi. “In questo scenario la cooperazione dimostra di saper invertire la rotta: esprimiamo il 61% di occupate donna e il 27% di presenza femminile nella governance, quota che sale al 34% tra le under 35. Dati che testimoniano la capacità del nostro modello di generare percorsi di autodeterminazione e trasformare le fragilità in forza collettiva”.</p>
<p>La voce dei Giovani Imprenditori è stata portata da Ilaria Miniutti, che ha analizzato il rischio di disaffezione verso il lavoro. “A causa di stipendi più bassi e di una maggiore permanenza sul posto di lavoro, la generazione di oggi non sarà in grado in futuro di supportare i propri figli e i propri genitori come avveniva in passato”, ha avvertito Miniutti. “I giovani oggi cercano stabilità e un equilibrio subito, nel presente. La cooperazione nasce storicamente per dare risposta a un bisogno e oggi il suo compito principale è proprio quello di restituire opportunità ai ragazzi, garantendo una reale conciliazione tra vita e lavoro e un'occupazione dignitosa che permetta di ritrovare fiducia nel domani”.</p>
<p class=" text-justify">Nelle conclusioni, il presidente Maurizio Gardini ha richiamato la necessità di una visione politica determinata per correggere la rotta. “Davanti alla prospettiva di stipendi poveri che generano pensioni povere, la nostra priorità resta il riconoscimento di un salario giusto e tutelato nei diritti”, ha ribadito Gardini. “Il debito pubblico e la mancata crescita del Paese ci presentano il conto di scelte passate che hanno alterato gli equilibri. Per salvaguardare il potere d'acquisto dobbiamo costruire più ricchezza direttamente nelle buste paga e incentivare con forza strumenti complementari come la previdenza integrativa, portando la visione e la concretezza che da sempre caratterizzano il mondo cooperativo”.</p>
</div>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">d35af9bc-3743-46db-b083-1481fd544a94</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/la-via-cooperativa-al-green-passa-per-le-persone-innovazione-inclusione-e-territorio-al-centro-del-dibattito</link><title>La via cooperativa al green passa per le persone: innovazione, inclusione e territorio al centro del dibattito</title><description>A confrontarsi su un tema cruciale per il presente e il futuro del sistema produttivo sono stati la professoressa Ericka Costa, docente dell’Università di Trento e membro del comitato scientifico del Festival; Yuri Zambon, direttore dei Vivai Cooperativi Rauscedo; e Martino Orler, responsabile Redo della Cooperativa Alpi.</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/1rpnl0pw/img-1874.png" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/la-via-cooperativa-al-green-passa-per-le-persone-innovazione-inclusione-e-territorio-al-centro-del-dibattito" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1170</width><height>780</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<div>
<p class=" text-justify">La sostenibilità non è solo una questione ambientale: è prima di tutto una scelta di modello economico e sociale. È questo il messaggio emerso stamane al Festival dell’Economia 2026, dove al Cloud Confcooperative di Piazza Duomo a Trento si è tenuto l’incontro “Sostenibilità e competitività: la via cooperativa al green”. Tre voci a confronto — un’accademica, un leader cooperativo di scala mondiale e un operatore del terzo settore — hanno mostrato come il modello cooperativo sia, nei fatti, una risposta concreta alla sfida della sostenibilità integrata: ambientale, economica e sociale insieme.</p>
<p class=" text-justify">«Troppo spesso associamo il termine sostenibilità esclusivamente all’impatto ambientale: è invece fondamentale rafforzare un modello economico che rimetta al centro la persona, dando voce e risposte ai suoi bisogni- ha dichiarato Costa- La forza della cooperazione risiede proprio in questo: nel costruire un’economia che sia realmente al servizio dei cittadini e delle comunità».</p>
<p class=" text-justify">Un’impostazione condivisa anche da Yuri Zambon, alla guida di una realtà cooperativa leader mondiale nella produzione di barbatelle, con circa 200 soci, una produzione di 80-90 milioni di piante l’anno e un sistema di esportazioni attivo in 38 Paesi in via diretta e in altri 10 attraverso rapporti di collaborazione, con aziende consociate in America, Nuova Zelanda e Cile. Zambon ha evidenziato come la sostenibilità ambientale non possa prescindere da quella economica e sociale.</p>
<p class=" text-justify">«Senza basi economiche solide e un tessuto sociale coeso, è impensabile raggiungere una sostenibilità ambientale duratura. Il modello cooperativo si è dimostrato vincente, ma deve confrontarsi con sfide importanti: i vincoli burocratici, che incidono concretamente sull’operatività, e la necessità di innovazione continua per trattenere i giovani talenti nel nostro Paese».</p>
<p class=" text-justify">In questa direzione si inserisce il significativo investimento dei Vivai Cooperativi Rauscedo nella realizzazione e gestione di un centro di ricerca — 7 milioni di euro stanziati per attrarre talenti e contrastare la fuga di cervelli particolarmente acuta nel settore agricolo: un progetto strategico, definito dallo stesso Zambon «senza certezze, ma guidato da una visione», volto a rendere la cooperativa più attrattiva per le nuove generazioni, parlando il linguaggio dell’innovazione, del dinamismo e dell’apertura al cambiamento. Una sfida resa ancora più complessa dai tempi dell’innovazione varietale: sviluppare una nuova varietà resistente richiede investimenti nell’ordine dei 700-800 mila euro e fino a 15 anni prima che possa raggiungere il mercato, con il rischio che nel frattempo le tecnologie siano già state recepite da altri Paesi.</p>
<p class=" text-justify">Il tema del coinvolgimento dei giovani e della valorizzazione del capitale umano è stato al centro anche dell’intervento di Martino Orler, che ha portato l’esperienza della Cooperativa Alpi.</p>
<p class=" text-justify">«Anche noi registriamo una difficoltà nel coinvolgere le nuove generazioni, ma questo non deve rappresentare un limite: al contrario, deve stimolarci a individuare soluzioni nuove, partendo da un’attenta analisi dei bisogni. È necessario studiare prima di agire, per offrire risposte realmente efficaci e all’altezza delle aspettative».</p>
<p class=" text-justify">Orler ha quindi rimarcato l’importanza del confronto tra realtà cooperative e il valore sociale dell’esperienza maturata da Alpi, attiva dal 1990 nell’inserimento lavorativo di persone fragili attraverso percorsi strutturati e laboratori dedicati. Tra le attività concrete: la gestione e il ripristino di circa 15.000 presidi sanitari l’anno e, da oltre un decennio, il recupero di materiali utilizzati nei festival — compreso quello di Trento — per realizzare nuovi oggetti, in una logica di economia circolare.</p>
<p class=" text-justify">Donne vittime di violenza, persone con disagi psichici, ex detenuti o ex tossicodipendenti trovano all’interno della cooperativa un’opportunità concreta di riscatto e reinserimento. Percorsi che, come evidenziato durante l’incontro, hanno dimostrato nel tempo di avere un impatto reale e duraturo sui progetti di vita dei partecipanti.</p>
<p class=" text-justify">In chiusura, la professoressa Costa ha richiamato l’attenzione sui cambiamenti profondi nelle aspettative e nei valori delle nuove generazioni, soprattutto nel mondo del lavoro.</p>
<p class=" text-justify">«Dopo la pandemia si è affermata una tendenza sempre più evidente: le persone, in particolare i giovani, attribuiscono maggiore importanza al benessere psico-fisico e cercano contesti lavorativi capaci di valorizzare l’equilibrio tra vita personale e professionale. In questo senso, il modello cooperativo rappresenta una risposta concreta, ma deve essere raccontato e valorizzato per ciò che realmente è».</p>
<p class=" text-justify">Un ulteriore elemento critico individuato riguarda la crescente difficoltà ad accettare tempi lunghi per il ritorno degli investimenti.</p>
<p class=" text-justify">«Viviamo in una società orientata all’immediatezza dei risultati. Dobbiamo invece riscoprire una visione di lungo periodo: se nel breve i risultati possono apparire limitati, nel tempo gli investimenti nelle cooperative dimostrano la loro solidità e capacità di generare valore. Per questo è fondamentale continuare a credere nella visione cooperativa, soprattutto nei contesti più complessi e sfidanti».</p>
</div>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">0b251aef-e408-4586-8e45-19a77474a901</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/microaggressioni-e-linguaggio-ampio</link><title>Microaggressioni e linguaggio ampio: le parole che pesano nei luoghi di lavoro</title><description>Nessuno fatica ad usare la parola sarta o commessa invece dei corrispondenti maschili. Il femminile scatena dibattito però per professioni come notaia e avvocata. E questo dimostra che la questione non è linguistica ma squisitamente socio-culturale.</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/cqpj5ac5/img-1970.png" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/microaggressioni-e-linguaggio-ampio" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1170</width><height>780</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p><strong>Nessuno fatica ad usare la parola sarta o commessa invece dei corrispondenti maschili. Il femminile scatena dibattito però per professioni come notaia e avvocata. E questo dimostra che la questione non è linguistica ma squisitamente socio-culturale. È uno dei passaggi centrali emersi durante l’incontro “Il genere al lavoro: questioni linguistiche di una certa rilevanza”, promosso da Cooperazione Trentina negli spazi della Cloud di Confcooperative in Piazza Duomo nell’ambito del Festival dell’Economia.</strong></p>
<p><strong>Il confronto ha acceso i riflettori sul rapporto tra linguaggio, potere e rappresentazione sociale, affrontando temi come le microaggressioni verbali, il maschile sovraesteso, i femminili professionali e la necessità di sviluppare una comunicazione più consapevole nei contesti lavorativi.</strong></p>
<p>“Il linguaggio permea la nostra realtà e nel lavoro ancora di più”, ha spiegato la linguista <strong>Stefania Cavagnoli</strong>, componente della Commissione provinciale pari opportunità tra donna e uomo. Le parole, così come i comportamenti non verbali, possono trasformarsi in microaggressioni: atteggiamenti spesso inconsapevoli ma capaci di generare disagio, esclusione e discriminazione. Frasi come “sei brava per essere una donna”, ha osservato, riflettono ancora una cultura paternalistica molto presente negli ambienti professionali.</p>
<p>Da qui i due inviti concreti emersi durante il dialogo: acquisire consapevolezza del proprio modo di parlare e imparare, talvolta, a trattenersi. “Magari pensiamo di fare un complimento”, ha sottolineato Cavagnoli, ricordando però che le microaggressioni producono effetti cognitivi e psicologici rilevanti: stress costante, maggiore fatica mentale, calo dell’autostima e persino conseguenze sul piano fisico e neurologico.</p>
<p>Per <strong>Vera Gheno</strong>, sociolinguista, il cambiamento linguistico è un fenomeno naturale, perché “la lingua è connessa alla vita”. In una società sempre più aperta e attraversata dalle differenze, diventa essenziale sviluppare quello che ha definito “linguaggio ampio”: un’evoluzione del linguaggio inclusivo che non distingue più tra “noi” e “loro”, ma riconosce la convivenza delle differenze e relativizza il proprio punto di vista.</p>
<p>Proprio sul tema dei femminili professionali, Gheno ha evidenziato come le resistenze emergano soprattutto quando il linguaggio riguarda ruoli apicali e posizioni di potere, ancora percepite culturalmente come maschili. “Non c’è alcun motivo linguistico per non usare i femminili professionali”, ha spiegato, sottolineando come il cambiamento linguistico segua inevitabilmente quello sociale.</p>
<p>Una questione socio-culturale, che va affrontata semplicemente attraverso la grammatica. Per entrambe le relatrici, infatti, ciascuno può contribuire al cambiamento culturale attraverso il linguaggio quotidiano. “Ognuno di noi ha un proprio megafono”, ha ricordato Cavagnoli. E Gheno ha concluso: “Noi siamo le parole che usiamo”.</p>
<p>L’incontro, moderato da <strong>Alessandro Girardi</strong>, responsabile dell’Area comunicazione e marketing della Cooperazione Trentina, è stato aperto dagli interventi istituzionali di <strong>Marilena Guerra</strong>, presidente della Commissione provinciale pari opportunità tra donna e uomo, <strong>Eleonora Da Ronco</strong>, presidente di Donne in Cooperazione, e <strong>Renata Nicoletti</strong>, presidente della sezione trentina di Fidapa. Le tre rappresentanti hanno condiviso la convinzione della necessità di fare rete tra associazioni e realtà del territorio per sensibilizzare su questi temi e promuovere una cultura del rispetto e dell’inclusione anche nei luoghi di lavoro.</p>
<p> </p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio stampa - Dirce Pradella</author></item><item><guid isPermaLink="false">6bc2724e-d23c-4b08-b118-4bb732b1b50b</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/cosa-avrebbe-fatto-ponzio-pilato-se-avesse-avuto-l-ia</link><title>Cosa avrebbe fatto Ponzio Pilato se avesse avuto l’IA?</title><description>Come sarebbe andata la storia se ci fosse stata l'intelligenza artificiale? Se lo è chiesto, e lo ha chiesto all'IA, Filippo Solibello, ospite di Confcooperative al Festival dell'Economia di Trento</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/xgpgkm4a/whatsapp-image-2026-05-21-at-19-10-38.jpeg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/cosa-avrebbe-fatto-ponzio-pilato-se-avesse-avuto-l-ia" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1600</width><height>900</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<strong>Filippo Solibello</strong>, voce storica di Rai Radio2, ha immaginato cosa sarebbe accaduto se i principali personaggi storici avessero avuto accesso all’intelligenza artificiale. <br /><br />Introdotto da <strong>Paola Ferrara</strong>, responsabile della sostenibilità di Confcooperative, Solibello ha proposto un estratto del suo spettacolo “Ucron.IA” in uno degli appuntamenti organizzati da Confcooperative al Festival dell’Economia di Trento. <br /><br />Ad esempio, se Ponzio Pilato nel 33 d.C. avesse interrogato l’intelligenza artificiale, non avrebbe condannato Gesù, perché, come gli avrebbe suggerito l’IA, la decisione era fuori dalla giurisdizione romana e, sempre su consiglio di Chat Gpt, avrebbe spiegato alla folla le proprie ragioni con calma e fermezza. E poi, “lavarsi le mani non solleva dalle responsabilità” dice lo stesso Pilato nella simulazione presentata da Solibelllo. <br /><br />E, ancora, Isabella d’Aragona avrebbe dato credito a Cristoforo Colombo se avesse prima chiesto consiglio all’IA? La risposta è no, l’analisi dei dati avrebbe sconsigliato di imbarcarsi in tale impresa. Lasciando l’opportunità al Portogallo. <br /><br />Mentre Bearzot, allenatore della nazionale italiana, non avrebbe convocato Paolo Rossi nella squadra che ha vinto i mondiali di Spagna del 1982, grazie anche al contributo del capocannoniere. <br /><br />Ma la sperimentazione è andata oltre: Solibello ha chiesto all’IA cosa sarebbe stata se fosse esistita al tempo dei Romani. La risposta mostra una dea, chiamata AIlogia, con un occhio da cyborg e un libro in una mano.<br /><br />Concludendo, la storia sarebbe stata migliore o peggiore? Difficile dirlo. Anche perché ognuna delle pagine che compongono la nostra storia ha contribuito allo sviluppo del pensiero, alla crescita della nostra società. <br />E, soprattutto, dobbiamo fare attenzione perché, ha detto Solibello, affidandoci all’IA perdiamo l’istinto, perdiamo l’empatia, perdiamo l’essere umani.]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">4a7912b3-b3c0-4ec6-b426-f45f8618a2c6</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/dazi-energia-credito-la-cooperazione-agroalimentare-italiana-e-trentina-al-festival-dell-economia-di-trento</link><title>Dazi, energia, credito: la cooperazione agroalimentare italiana e trentina al Festival dell’Economia di Trento</title><description>Al Festival dell’Economia di Trento, mentre la città discuteva di intelligenza artificiale e scenari globali, la cooperazione agroalimentare trentina e italiana ha scelto di fare i conti con la realtà quotidiana del territorio.</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/g1zlq5u0/tavolo.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/dazi-energia-credito-la-cooperazione-agroalimentare-italiana-e-trentina-al-festival-dell-economia-di-trento" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1170</width><height>780</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>L’incontro si è tenuto stamane, nel panel “L’agroalimentare italiano sfida il caos globale”, promosso da Confcooperative in collaborazione con Cooperazione Trentina al “Cloud” di Piazza Duomo. Sul palco Giorgio Mercuri, vicepresidente di Confcooperative con delega all’internazionalizzazione, e i vertici di tre cooperative trentine di eccellenza: Luca Rigotti, presidente di Mezzacorona, Michele Plancher, direttore generale di Sant’Orsola, e Stefano Albasini, presidente di Trentingrana.</p>
<p>A inquadrare la posta in gioco è stato Mercuri con i numeri: “Produciamo oltre il 60% del vino italiano, il 50% dell’ortofrutta e il 70% del lattiero caseario: la cooperazione rappresenta il made in Italy nel mondo. Nel 2025 abbiamo superato i 70 miliardi di export, mentre nel 2015 non arrivavamo a 50. Una crescita che dimostra l’eccellente reputazione che i nostri prodotti si sono guadagnati sui mercati esteri”. Confcooperative, ha ricordato, è presente ai livelli più alti dei tavoli europei e in costante confronto con ministero e governo: un ruolo conquistato con la fiducia costruita nel tempo.<br /><br /></p>
<div data-embed-url="https://youtu.be/IFrUAM8vMDY" data-embed-height="240" data-embed-width="360" data-embed-constrain="true"><iframe width="360" height="203" src="https://www.youtube.com/embed/IFrUAM8vMDY?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen="" title="L'agroalimentare italiano e trentino sfida il caos globale | Interviste"></iframe></div>
<p>Luca Rigotti, presidente di Mezzacorona, ha fotografato senza sconti la situazione del vino. “Stiamo attraversando un momento di crisi”, ha detto, indicando nel mercato statunitense il fronte più caldo: “Il problema dazi e il rapporto di cambio euro-dollaro stanno erodendo in maniera importante i margini del nostro lavoro”. A pesare, in parallelo, l’aumento del prezzo del petrolio che si riversa sui costi dei materiali.</p>
<p>La risposta, secondo Rigotti, non può essere solo difensiva: “Dobbiamo non solo resistere, dobbiamo essere resilienti, seguire le nuove tendenze di mercato, interpretare i gusti del consumatore, essere più dinamici anche sui mercati alternativi dove ci siamo già ma dove dovremmo essere più incisivi”. Il pacchetto vino approvato di recente dalla Commissione europea — con misure di promozione nei Paesi esteri e sostegno all’enoturismo — va nella giusta direzione, ma non basta: “Una grande forza ce la dobbiamo mettere noi”. Rigotti ha anche indicato nella struttura cooperativa una condizione di sopravvivenza per il comparto: “La cooperazione permette a tante piccole imprese di restare sul mercato che da sole non ce la farebbero”.</p>
<p>Michele Plancher, direttore generale di Sant’Orsola, ha allargato lo sguardo al quadro complessivo del settore agricolo, elencando una serie di problemi che si sommano: cambiamenti climatici, mancanza di manodopera, accesso al credito, effetti delle crisi geopolitiche con l’aumento dei costi delle materie prime e dei trasporti. Sant’Orsola opera esclusivamente sul mercato nazionale e dunque non risente direttamente dei dazi, ma sconta appieno il differenziale energetico con i competitor europei.</p>
<p>Il dato che Plancher ha portato sul tavolo è impietoso: “Paghiamo l’energia circa 130 euro a megawattora rispetto ai 45 euro di Spagna e Portogallo, che sono i nostri principali competitor”. Gli investimenti in fotovoltaico — impianti che coprono circa il 90% del fabbisogno produttivo — mitigano ma non azzerano lo svantaggio. La soluzione strutturale, ha sottolineato, richiede un intervento urgente sia da parte del Governo che a livello di Unione Europea per una politica energetica comune.</p>
<p>Sul credito, Plancher ha quantificato un’anomalia sistemica: una domanda inevasa di un miliardo di euro l’anno, alimentata dalla difficoltà delle aziende agricole ad accedere al sistema bancario per mancanza di garanzie adeguate. “L’essere in cooperativa dà un sostegno fondamentale alle imprese”, ha concluso, ricordando che il modello cooperativo consente di costruire quel profilo finanziario che il singolo produttore non potrebbe mai presentare da solo.</p>
<p>Stefano Albasini ha portato la voce della zootecnia e dell’agricoltura di montagna. Trentingrana raggruppa 13 caseifici distribuiti sul territorio trentino: “Sono aziende molto piccole, non abbiamo economia di scala”. Le pressioni immediate sono sui costi — trasporti, carburanti, gas — e sul ricambio generazionale, uno dei nodi più critici per la sopravvivenza delle aziende zootecniche di montagna.</p>
<p>Le risposte adottate seguono due direzioni: aggregazione — fusioni e accorpamenti tra caseifici per creare economie di scala — e investimento energetico, con pannelli fotovoltaici sulle aziende e un biodigestore a livello consortile per la produzione di gas. Ma la partita decisiva, ha detto Albasini, si gioca a Bruxelles: “La Comunità europea deve avere un occhio di riguardo per la montagna e attuare una politica strategica per salvaguardarla”. La zootecnia di montagna non può essere trattata come quella di pianura, ha ribadito. E il richiamo va oltre l’economia: “Siamo un presidio sul territorio: sociale, ambientale e culturale”.</p>
<p>Il quadro che emerge dal panel è quello di un settore che affronta pressioni su più fronti contemporaneamente — geopolitica, energia, clima, demografia — ma che individua nella cooperazione la leva strutturale per tenere. Come ha sintetizzato Mercuri, la crescita dell’export cooperativo in un decennio — da meno di 50 a oltre 70 miliardi — non è il risultato del caso: è la prova che l’aggregazione, la reputazione e la proiezione internazionale costruite attraverso il modello cooperativo funzionano. La sfida, ora, è tenere quella rotta nel mezzo del caos.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Pat</author></item><item><guid isPermaLink="false">704d39c6-9f11-48aa-8025-37b48f81c74f</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/il-festival-delle-cooperative-scolastiche</link><title>Il Festival delle cooperative scolastiche</title><description><![CDATA[Sono oltre 270 i ragazzi e le ragazze che hanno concluso quest’anno il percorso di alternanza scuola-lavoro in forma cooperativa. E stamani, al Festival dell’Economia di Trento, hanno presentato il risultato del lavoro realizzato con le loro cooperative scolastiche: un prototipo automatizzato di canestro da basket, un modellino 3D che simula il funzionamento di una comunità energetica, progetti di promozione del territorio e con fini sociali, e podcast su temi di interesse per la GenZ. <br />Al termine delle presentazioni, hanno avuto modo di confrontarsi con Nicolò Govoni, giovane attivista e fondatore di Still I Rise, ospite dell’evento promosso dalla Cooperazione Trentina.]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/rqvhyyuh/evento-cfs-govoni-e-capuano.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/il-festival-delle-cooperative-scolastiche" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2126</width><height>1415</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p><em>Trento, 21 maggio 2026</em> – Oltre 270 studenti e studentesse hanno dato vita all’inizio dello scorso anno scolastico a 14 cooperative formative scolastiche, lo strumento didattico progettato dalla Federazione Trentina della Cooperazione, con il supporto della Provincia autonoma di Trento, che consente di svolgere l’alternanza scuola-lavoro in forma cooperativa.</p>
<p>Le giovani basi sociali, rappresentanti 14 classi di sei istituti scolastici superiori del Trentino, hanno quindi dato vita alla loro impresa, votando nome, logo e, soprattutto, scopo sociale. E stamani, al termine del percorso biennale che caratterizza il progetto, hanno presentato l’esito del loro lavoro nel corso dell’evento “Giovani che costruiscono il futuro: esperienze cooperative e storie di cambiamento”, organizzato dalla Federazione Trentina della Cooperazione nell’ambito del Festival dell’Economia di Trento.</p>
<p>Sul palco della sala inCooperazione si sono così alternati i rappresentanti di ogni cooperativa scolastica, raccontando l’esperienza condivisa con soci e socie, successi conseguiti, ma anche difficoltà incontrate.</p>
<p>“Vedere oggi così tanti e tante giovani presentare idee concrete, nate dal confronto, dalla partecipazione e dal lavoro di squadra, è la dimostrazione più autentica di quanto la cooperazione possa essere uno strumento educativo straordinario. Le Cooperative Formative Scolastiche non insegnano soltanto a creare un progetto o un’impresa, ma aiutano ragazze e ragazzi a sviluppare senso di responsabilità, capacità di ascolto e attenzione verso la comunità. In questi due anni gli studenti hanno saputo affrontare temi importanti come sostenibilità, inclusione, innovazione e cittadinanza attiva, dimostrando creatività e consapevolezza. È così che si costruisce il futuro: dando fiducia ai giovani e offrendo loro spazi reali in cui sperimentare il valore del fare insieme”, ha dichiarato <strong>Roberto</strong> <strong>Simoni</strong>, presidente della Federazione Trentina della Cooperazione, congratulandosi in apertura con la giovane base sociale.</p>
<p>“Le Cooperative Formative Scolastiche rappresentano una delle esperienze più efficaci per educare i giovani alla cittadinanza attiva e alla responsabilità condivisa: qui ragazze e ragazzi imparano, facendo, che il successo nasce dalla collaborazione, dal confronto e dalla capacità di costruire insieme soluzioni ai problemi. Come Provincia crediamo fortemente nell’educazione cooperativa perché significa investire su competenze fondamentali – spirito d’iniziativa, pensiero critico, sostenibilità e inclusione – e sul futuro di una comunità più equa, coesa e capace di innovare senza lasciare indietro nessuno. La cooperazione è parte della nostra storia speciale, della nostra autonomia e identità e può diventare, soprattutto per i più giovani, uno strumento concreto per trasformare ideali e valori in sviluppo sociale, culturale ed economico per il territorio”, questo il pensiero dell'assessore provinciale alla salute, politiche sociali e cooperazione, <strong>Mario Tonina</strong>.</p>
<p>“Quando la scuola riesce a trasformarsi in un laboratorio di idee, di confronto e di responsabilità condivisa, offre alle ragazze e ai ragazzi un’esperienza che lascia il segno. Le cooperative formative scolastiche dimostrano che imparare può significare anche mettersi in gioco in prima persona, sperimentare il valore delle decisioni prese insieme e misurarsi con sfide reali. I progetti presentati oggi raccontano una generazione capace di visione, attenzione al bene comune e desiderio di incidere positivamente sul proprio territorio. Come Provincia autonoma continuiamo a investire in una scuola che sappia coniugare qualità dell’apprendimento, partecipazione e apertura al territorio, perché è da qui che si costruiscono le competenze e la consapevolezza necessarie per affrontare le sfide del futuro", questo il commento dell'assessore provinciale all'istruzione e cultura, <strong>Francesca Gerosa</strong>.</p>
<p>A salutare la platea di giovani cooperatori e cooperatrici è intervenuto anche il sovrintendente scolastico <strong>Giuseppe</strong> <strong>Rizza</strong>.</p>
<p>Al termine delle presentazioni, il giovane pubblico ha avuto modo di ascoltare e confrontarsi con <strong>Nicolò</strong> <strong>Govoni</strong>, giovane attivista e fondatore di Still I Rise, che, in dialogo con <strong>Jenny</strong> <strong>Capuano</strong>, responsabile dell’Area Formazione e Cultura Cooperativa della Federazione Trentina della Cooperazione che segue i progetti di educazione cooperativa nelle scuole, ha offerto ai partecipanti uno sguardo autentico su come i giovani possano incidere sui “nuovi poteri” e costruire speranza. Un momento di confronto e ispirazione che ha unito esperienza, educazione cooperativa e impegno civile.</p>
<p><strong>Le 14 cooperative scolastiche</strong></p>
<p>I progetti realizzati dalle cooperative formative scolastiche in questi due anni scolastici hanno coniugato l’indirizzo di studi della classe con gli interessi personali di ogni base sociale. Per realizzarli, studenti e studentesse si sono confrontati in assemblea, hanno votato democraticamente ogni decisione e, spesso, si sono confrontati con altre realtà del territorio, cooperative e organizzazioni che potessero fornire loro informazioni e opportunità utili per realizzare il loro obiettivo.</p>
<p>Entrando nel dettaglio, la <strong>CFS Sportechnic</strong>, costituita dalla 4Cm dell’ITT Marconi di Rovereto, dopo essersi confrontata con Aquila Basket per approfondire valori e tecnologia applicata allo sport, ha sviluppato un prototipo automatizzato di canestro da basket per risolvere le criticità dei modelli scolastici esistenti. E, sempre al Marconi, la <strong>CFS ForEner</strong>, costituita dalla 5Fen, ha realizzato, in collaborazione con la comunità energetica rinnovabile cooperativa KönCeRT, un modellino 3D di un quartiere per simulare il funzionamento di una Cer e informare la cittadinanza sull’importanza delle fonti rinnovabili di energia.</p>
<p>Diverse le cooperative che hanno scelto di promuovere il proprio territorio. È il caso delle tre CFS costituite all’Istituto Don Milani di Rovereto, dove la<strong> CFS Vallagarina 360°</strong> della 4A, la <strong>CFS Enjoy Vallagarina</strong> della 4B e la <strong>CFS Ideal-3T</strong> della 4D hanno simulato l’attività di un’azienda di promozione turistica, creando siti web ad hoc e realizzando video promozionali su specifiche aree della Vallagarina. Si è invece concentrata su una singola realtà la <strong>CFS Social Espresso</strong>, costituita dalla 4EB del Liceo Filzi di Rovereto, che ha collaborato con la Torrefazione Bontadi per promuovere la filiera produttiva del caffè, approfondendo anche il tema del commercio equo e solidale.</p>
<p>Si sono caratterizzati per il risvolto più sociale i progetti della <strong>CFS Pilati Merch</strong>, che ha riunito la 4Afma e la 4tura dell’ITT Pilati di Cles nella creazione di merchandising personalizzato e sostenibile per la scuola, in collaborazione con la cooperativa Prosit, stabilendo di devolvere il ricavato delle vendite alla Fondazione Trentina per l’Autismo. Mentre la <strong>CFS Impronti e via</strong>, della 4EA del Liceo Filzi di Rovereto, ha organizzato, in collaborazione con la cooperativa Impronte, attività di sport inclusivo e la mappatura delle barriere architettoniche della loro città.</p>
<p>La sostenibilità ambientale e l’importanza de riuso sono stati i temi che hanno guidato i progetti della <strong>CFS Ecoswap</strong>, della 4UC del Liceo Rosmini di Trento, che ha intrapreso un precorso per sensibilizzare le nuove generazioni su questo tema coinvolgendo anche le classi della scuola elementare Domenico Savio di Trento, e della <strong>CFS Roar</strong>, della 4EC del Liceo Filzi di Rovereto, che ha dato il via a un progetto che dovrebbe portare alla realizzazione di una “biblioteca degli oggetti”, in collaborazione con il Comune di Rovereto, l’associazione Leila Bologna, l’Accademia di Comunità “La Foresta”, Trentino Social Tank e, soprattutto, la nuova CFS costituita quest’anno dalla 3EC.</p>
<p>Infine, le cooperative scolastiche costituite all’ITT Buonarroti di Trento hanno scelto di realizzare un podcast per esprimersi e affrontare i temi di maggiore interessa per la GenZ. È così che la <strong>CFS ChillCast</strong>, della 4INB, ha scelto di parlare di tecnologia e IA, la <strong>CFS BytePod</strong>, della 4INC, ha affrontato il tema dell’intelligenza artificiale dal punto di vista del suo impatto sulla società e sugli stili di vita, interrogandosi anche sulle sfide etiche di queste trasformazioni, mentre la <strong>CFS Shared Horizon</strong>, della 4AUA, ha raccolto informazioni e testimonianze utili per scegliere cosa fare dopo il diploma. E, sempre in tema di podcast, la <strong>CFS NextGenVoices</strong>, della 4ARI dell’Istituto Degasperi di Borgo Valsugana, ha dedicato un approfondimento al tema dell’immigrazione e dell’integrazione scolastica degli studenti stranieri.</p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">dc901478-3b7f-4e39-9577-58566b3e502f</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/la-crisi-in-medio-oriente-ridisegna-la-geografia-dell-energia-e-dell-export-italiano</link><title>La crisi in Medio Oriente ridisegna la geografia dell’energia e dell’export italiano</title><description><![CDATA[<div>
<div>La crisi in Medio Oriente sta ridisegnando la geografia dell’energia e dell’export italiano a livello globale. È questo il quadro tracciato da Alessandro Terzulli, capo economista di SACE, intervenuto stamattina al panel “La guerra dell’Energia” nello stand di Confcooperative al Festival dell’Economia di Trento, in Piazza del Duomo, in dialogo con Celestina Dominelli.</div>
</div>
<div>
<div>
<div></div>
</div>
</div>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/0iubut2y/la-guerra-dell-energia-nella-foto-alessandro-terzulli-imagefullwide.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/la-crisi-in-medio-oriente-ridisegna-la-geografia-dell-energia-e-dell-export-italiano" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1170</width><height>780</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p class=" text-justify">Anche nell’ipotesi di un ripristino completo del transito sullo Stretto di Hormuz, ha sottolineato Terzulli, flussi energetici, catene di approvvigionamento e ordini avrebbero comunque bisogno di tempo per tornare pienamente a regime. Un segnale che invita le imprese a non attendere passivamente la normalizzazione, ma ad agire fin d’ora su due fronti paralleli. </p>
<p class=" text-justify">Il primo è il presidio: mantenere il controllo sui mercati e sulle relazioni commerciali già consolidate. Il secondo è l’apertura: ampliare lo sguardo verso nuovi mercati e fonti di diversificazione. “È qui che SACE fa la differenza”, ha detto Terzulli: leggere i rischi, individuare nuove opportunità, scegliere gli strumenti giusti per proteggersi e rafforzare la competitività in uno scenario complesso. </p>
<p class=" text-justify">L'incontro si è svolto davanti a un pubblico partecipe e coinvolto. Terzulli ha concluso ringraziando Confcooperative per l’invito e Celestina Dominelli per aver condiviso il momento di confronto.</p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">6975f085-d2ad-4bed-9900-fcd194d837e2</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/festival-dell-economia-convegno-con-fitto</link><title>Raffaele Fitto al Festival: "Nuove priorità per acqua, casa, energia, competitività e difesa"</title><description>Nella Sala inCooperazione si è discusso del “diritto di restare”, inteso come possibilità concreta per cittadini, giovani e famiglie di continuare a vivere nei propri territori senza rinunciare a servizi, lavoro e qualità della vita. Ospiti con Fitto Maurizio Fugatti, Maurizio Gardini e Roberto Simoni.</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/rt5kvzzo/da-sx-simoni-fitto-fugatti-gardini.jpeg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/festival-dell-economia-convegno-con-fitto" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1600</width><height>1200</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<strong>Al Festival dell’Economia di Trento si è discusso del “diritto di restare”, inteso come possibilità concreta per cittadini, giovani e famiglie di continuare a vivere nei propri territori senza rinunciare a servizi, lavoro e qualità della vita. Occasione per affrontare un tema così cruciale per le aree periferiche e di montagna è stato l'incontro alla sala della Cooperazione tra il vicepresidente esecutivo della Commissione europea Raffaele Fitto, il presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti, il presidente di Confcooperative Maurizio Gardini e il presidente Cooperazione trentina Roberto Simoni, moderato dal condirettore de Il Giornale Osvaldo De Paolini. Nel confronto sono emerse le sfide delle aree montane e interne: crisi demografica, caro energia, servizi essenziali, agricoltura di montagna e rischio spopolamento.</strong><br /><strong>Fitto ha presentato le nuove priorità europee su coesione, energia, casa e competitività, sottolineando la necessità di utilizzare le risorse UE con maggiore flessibilità ed efficacia. "Gli scenari mutano velocemente - ha detto Fitto - Alcune settimane fa abbiamo completato la revisione di medio termine della politica di coesione e abbiamo condiviso con gli Stati membri cinque priorità: acqua, casa, energia, competitività e difesa. Ogni Stato e Regione su base volontaria, può decidere la sua priorità: in pochi mesi abbiamo rimodulato circa 35 miliardi di euro sulla coesione, l’Italia ha riprogrammato circa 7 miliardi".</strong><br /><br />Ha quindi spiegato che "La proposta di bilancio 2028-2034 va esattamente nella direzione di poter dare maggiore flessibilità e semplificazione all'utilizzo delle risorse. Oggi abbiamo oltre 540 programmi. Se vogliamo individuare un opposto al tema della semplificazione è proprio questo. Siamo in una fase cruciale: il Pnrr sta per completarsi. Sicuramente produrrà degli effetti, perché abbiamo dei mesi in cui la spesa si assesterà. Però dobbiamo anche ricordarci che il bilancio pluriennale non potrà più partire con sei mesi, un anno, un anno e mezzo di ritardo. Bisognerà correre per concludere l'iter del prossimo bilancio", ha concluso il vicepresidente esecutivo per la Coesione e le riforme della Commissione EU.<br /><br />Il presidente della Provincia autonoma di Trento Fugatti ha ribadito l’importanza degli investimenti su energia, infrastrutture e servizi per garantire la permanenza delle comunità sul territorio. "I fondi di coesione devono continuare a essere uno strumento di sviluppo dei territori - ha detto nel suo intervento - Oggi l’energia è una priorità assoluta e utilizzare le risorse anche su questo fronte è una scelta da valutare, ma senza perdere la loro funzione originaria. Per il Trentino il tema delle concessioni idroelettriche è strategico, perché significa investimenti, infrastrutture e possibilità concreta di mantenere persone e famiglie in montagna. Allo stesso tempo dobbiamo affrontare con pragmatismo questioni decisive come l’agricoltura di montagna, i grandi carnivori, i servizi essenziali e la scuola nei piccoli centri: sono temi che incidono direttamente sulla possibilità di continuare a vivere e lavorare nei nostri territori. Positivo il fatto che l'Unione europea abbia una visione per i centri urbani, ma anche per i territori di montagna come i nostri".<br /><br />"Nelle aree interne non c'è inverno demografico, c'è glaciazione. Le cooperative di comunità sono cellule di rinascita, un segnale concreto di speranza. Occorre arrivare quanto prima all’approvazione della legge quadro, ferma inspiegabilmente da tre anni al Mimit, che ne regoli l’attività e ne promuova lo sviluppo. Un passaggio obbligato se non vogliamo lasciare morire di inedia una parte del nostro Paese ". Così il presidente di Confcooperative, Maurizio Gardini. “Le infrastrutture – ha aggiunto Gardini – sono fondamentali per la sopravvivenza prima ancora che per lo sviluppo delle aree interne, che troppo spesso si trovano senza fibra ottica, senza adeguati collegamenti stradali e ferroviari. In molte zone non funziona nemmeno più la linea telefonica fissa".<br />In queste aree, dove mancano i servizi essenziali, l'auto-organizzazione imprenditoriale dei cittadini è fondamentale. Le cooperative di comunità sono la forma organizzativa che meglio riesce a interpretare e fornire risposte in contesti come questi.<br /><br />“Per rendere attrattive le aree periferiche – ha detto Roberto Simoni, presidente della Cooperazione Trentina – servono casa, lavoro e soprattutto servizi di prossimità: commerciali, finanziari e sociosanitari. La Cooperazione Trentina lavora da anni per mantenere vivi anche i territori più decentrati attraverso la gestione dei punti vendita con le Famiglie Cooperative, degli sportelli bancari con le Casse Rurali ma anche degli altri servizi attraverso il Progettone e i presidi locali, contrastando spopolamento e abbandono. Il costo del mantenimento di questi presidi nelle zone in cui non c'è mercato non può gravare interamente sul sistema cooperativo, poiché non sarebbe sostenibile nel lungo periodo. Diventa quindi fondamentale da una parte il supporto della Provincia Autonoma di Trento, regolato da un apposito protocollo, e dall’altra l'allineamento con le politiche europee di coesione territoriale, con il riconoscimento di questi presidi sociali come SIEG (Servizi di Interesse Economico Generale), dando valore economico al supporto che offrono alla comunità e tutelando così il diritto a restare".]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Silvia Meacci e Dirce Pradella </author></item><item><guid isPermaLink="false">73f3e53f-9eb1-4f1e-a23a-12d56d0a344c</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/energia-cazzulani-fare-sistema-per-garantire-stabilita-e-sostenibilita</link><title>Energia, Cazzulani: “Fare sistema per garantire stabilità e sostenibilità”</title><description>“Come fare sistema sull’energia” è stato il tema al centro dell’incontro con Alberto Cazzulani, presidente di Power Energia, oggi la più grande cooperativa di utenza in Italia per la fornitura di energia elettrica e gas rivolta a piccole e medie imprese. Nel suo intervento, Cazzulani ha illustrato il modello di una realtà che opera su tutto il territorio nazionale e che rappresenta un esempio concreto di come la forma cooperativa possa contribuire a rendere il sistema energetico più resiliente e sostenibile.</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/sganb1mb/come-fare-sistema-sull-energia-nella-foto-incontri-con-alberto-cazzulani-presidente-power-energia-imagefullwide-1-.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/energia-cazzulani-fare-sistema-per-garantire-stabilita-e-sostenibilita" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1170</width><height>780</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Cazzulani ha evidenziato in particolare i progressi compiuti dall’Italia negli ultimi anni, ricordando come la crisi energetica del 2022 — conseguente all’invasione dell’Ucraina — abbia messo in luce la forte dipendenza del Paese dal gas russo. "Rispetto ad allora - ha spiegato - la situazione è sensibilmente migliorata. Oggi, pur in presenza di nuove tensioni geopolitiche, come quelle legate al blocco dello stretto di Hormuz, registriamo oscillazioni meno marcate nei prezzi dell’energia. Questo è il segnale che sono state attuate politiche importanti di diversificazione delle fonti di approvvigionamento".</p>
<p>Un percorso che, secondo Cazzulani, deve proseguire con determinazione: "È fondamentale continuare su questa strada e non disperdere i risultati raggiunti, soprattutto nei momenti di cambiamento politico. La continuità delle strategie energetiche è un elemento essenziale per garantire stabilità al sistema".</p>
<p>Guardando al contesto nazionale, il presidente di Power Energia ha sottolineato come il gas continuerà a svolgere un ruolo centrale nel breve e medio periodo: "L’Italia resta e resterà dipendente dal gas durante tutta la fase di transizione energetica. Tuttavia, è indispensabile definire politiche chiare e una strategia di lungo termine". In questo quadro, ha ribadito l’urgenza di rafforzare gli investimenti nelle fonti rinnovabili, in particolare idroelettrico e fotovoltaico: "Queste tecnologie, pur presentando limiti legati alla capacità di stoccaggio rispetto al gas, offrono vantaggi significativi, tra cui la possibilità di produrre e consumare energia nello stesso territorio, riducendo dispersioni e aumentando l’efficienza complessiva del sistema".</p>
<p>Ampio spazio è stato dedicato anche al ruolo della cooperazione. Cazzulani ha ricordato come il modello adottato da Power Energia abbia permesso di mitigare gli effetti dell’impennata dei prezzi registrata nel biennio 2022-2023: "La scelta della forma cooperativa si è rivelata strategica. In quel periodo, il ristorno ai soci si è tradotto concretamente in uno sconto in bolletta, contribuendo ad alleggerire l’impatto economico su imprese e territori".</p>
<p>In conclusione, uno sguardo al futuro e al valore sociale dell’energia: "Il capitale sociale è uno strumento fondamentale per favorire una reale democratizzazione energetica. Il nostro obiettivo non è semplicemente realizzare impianti, ma accompagnare le comunità in un percorso condiviso. Costruire relazioni, fare rete e radicare i progetti nei territori sono condizioni indispensabili per garantirne la sostenibilità nel tempo e assicurare che i benefici economici rimangano a livello locale. Posso annunciare che dal 2027, affronteremo una nuova sfida: apriremo al mercato privato, così che non solo le aziende, ma anche le famiglie, possano godere di questi benefici".</p>
<p>L’incontro ha dunque posto l’accento sull’importanza di “fare sistema” nel campo dell’energia, valorizzando modelli collaborativi e strategie di lungo respiro per affrontare con successo le sfide della transizione energetica.<br />L'evento si è svolto oggi presso lo Spazio Cloud di Confcooperative in Piazza del Duomo. L’evento si inserisce nel ricco programma del Festival dell’Economia 2026, offrendo un’importante occasione di approfondimento sulle sfide e le prospettive del settore energetico italiano.</p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">342b8f19-a736-41bf-9eae-6eef4919c278</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/cerasa-al-festival-dell-economia-siamo-intrappolati-nella-dittatura-del-catastrofismo-serve-un-antidoto</link><title>Cerasa al Festival dell'Economia: "Siamo intrappolati nella dittatura del catastrofismo. Serve un antidoto"</title><description><![CDATA[Il direttore del «Foglio» presenta il suo ultimo libro a Trento in un incontro organizzato da Confcooperative. Al centro: il divario tra percezione e realtà, il business del rancore, una difesa appassionata dell'Europa e un esperimento pionieristico con l'intelligenza artificiale.<br /><br />«Questo libro non è un libro: è un appello». Con queste parole Claudio Cerasa, direttore del «Foglio» dal 2015, ha aperto l'incontro organizzato da Confcooperative presso il Cloud Confcooperative in Piazza Duomo, nell'ambito del Festival dell'Economia di Trento, presentando L'antidoto. Libertà, ambiente, tecnologia. Manifesto ottimista contro la dittatura del catastrofismo (Silvio Berlusconi Editore). A moderare, Fabiola Di Loreto, direttore generale di Confcooperative.]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/l5vkz40f/incontro-con-claudio-cerasa-nella-foto-claudio-cerasa-imagefullwide.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/cerasa-al-festival-dell-economia-siamo-intrappolati-nella-dittatura-del-catastrofismo-serve-un-antidoto" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1170</width><height>780</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Il tema centrale è il divario tra i dati reali e la realtà percepita, alimentato da un sistema informativo che privilegia sistematicamente le notizie negative. Un esempio: in Italia i centenari sono aumentati del 130% rispetto agli anni Novanta e il paese è tra i più sicuri d'Europa per tassi di criminalità. Dati ignorati dal dibattito pubblico. Una ricerca Ipsos 2024 certifica che su quasi tutti gli indicatori — dalla sicurezza alla natalità — la percezione degli italiani è sistematicamente peggiore della realtà.</p>
<p>Il meccanismo ha un nome: «business del rancore». Le notizie negative attraggono e immobilizzano; quelle positive responsabilizzano, costringono ad agire e a cercare soluzioni. Per questo vengono marginalizzate. «Essere ossessionati dal catastrofismo porta a offrire soluzioni semplicistiche», ha sottolineato Cerasa. Lo stesso vale per il concetto di rischio, svuotato del suo significato: senza una cultura del rischio non si costruisce una cultura del futuro.</p>
<p><strong>L'ambiente e la crescita</strong></p>
<p>Anche sul tema ambientale il catastrofismo blocca più che spingere all'azione. Raccontare buone notizie sull'ambiente non significa negare i problemi: significa responsabilizzare. I Paesi Bassi, con Amsterdam sotto il livello del mare, hanno costruito un museo dell'orgoglio nazionale dedicato alla capacità di adattamento climatico. Mario Draghi, nel discorso con cui ha ricevuto il Premio Carlo Magno, ha ricordato che per affrontare la crisi climatica occorre rimettere al centro la parola crescita: l'innovazione è la strada per adattarsi ai grandi problemi, non il senso di colpa fine a sé stesso.</p>
<p><strong>L'Europa come risposta</strong></p>
<p>Il capitolo più appassionato dell'incontro ha riguardato l'Europa, spesso bersaglio di critiche che ne oscurano i risultati concreti. L'Unione europea è l'unico esperimento al mondo in cui paesi con governi e tradizioni diverse si sono uniti attorno all'idea di pace, ricostruendo insieme un tessuto civile e culturale dopo la guerra. Negli ultimi quattro anni — dalla pandemia alla crisi energetica, dalla guerra in Ucraina alle sfide geopolitiche — l'Europa ha dimostrato una capacità di reazione che non va data per scontata. Ha scelto di sostenere l'Ucraina sfidando tabù consolidati, si è avvicinata al Regno Unito, ha riaperto il dibattito sulla difesa comune. Persino i partiti un tempo tentati dall'uscita dall'Unione oggi non chiedono più la Brexit, ma reclamano un'Europa «che faccia di più»: un cambiamento di prospettiva significativo.</p>
<p>«La libertà è come l'aria», ha citato Cerasa richiamando Calamandrei: «te ne accorgi solo quando viene a mancare». Questi anni difficili hanno avuto un effetto paradossalmente prezioso: hanno ricordato a tutti cosa significa difendere la libertà e perché non va mai data per scontata.</p>
<p><strong>Il Foglio e l'intelligenza artificiale</strong></p>
<p>L'incontro si è chiuso con una riflessione concreta sull'intelligenza artificiale, vissuta dal «Foglio» non come minaccia ma come strumento da padroneggiare con responsabilità. Nel marzo 2024 la redazione ha condotto un esperimento durato due mesi: ogni giorno un numero del quotidiano interamente generato con l'AI — 22 articoli al giorno, con prima pagina di attualità, cultura, politica e innovazione. Unico caso al mondo registrato per un giornale cartaceo. L'esperimento ha poi trovato continuità in un settimanale che affianca contenuti generati dall'AI a quelli scritti da giornalisti, con errori volutamente lasciati per mostrare i limiti della macchina. I lettori venivano sfidati a distinguere i due: chi ci riusciva riceveva una bottiglia di champagne.</p>
<p>Il bilancio, secondo Cerasa, è istruttivo. L'AI è veloce, precisa, non sbaglia i fusi orari, sa essere ironica se guidata su un binario preciso. Ma non sa fare domande, non va a caccia di notizie, non ha fonti, non ha un punto di vista autentico sul mondo. «In un'epoca in cui tutti possono produrre contenuti con l'AI, la caratteristica distintiva diventa saper fare le domande giuste», ha concluso Cerasa. Il giornalismo del futuro, ha suggerito, non è quello che compete con la macchina sul piano della produzione, ma quello che la usa per liberare il talento umano verso ciò che la macchina non potrà mai fare.</p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">ac18a4f7-0428-4e59-8faa-91b9e06b73a9</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/la-cooperazione-italiana-e-trentina-al-festival-dell-economia-di-trento</link><title>La Cooperazione italiana e trentina al Festival dell’Economia di Trento 2026</title><description>Dal 20 al 24 maggio Confcooperative torna top partner della XXI edizione del Festival dell’Economia, intitolata “Dal mercato ai nuovi poteri. Le speranze dei giovani”. Con la collaborazione locale della Federazione Trentina della Cooperazione, un calendario di oltre venti appuntamenti tra Cloud Confcooperative in Piazza Duomo, Sala inCooperazione, Palazzo della Provincia e ITAS Forum, con le cooperative agricole trentine a Palazzo Roccabruna sotto il motto de “Il Gusto di Fare Insieme”: lavoro, intelligenza artificiale, sostenibilità, agroalimentare, sanità, pari opportunità e il futuro che i giovani chiedono all’economia.</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/bfedlsuv/festival-dell-economia-2025-archivio-ufficio-stampa-pat-imagefullwide.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/la-cooperazione-italiana-e-trentina-al-festival-dell-economia-di-trento" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1170</width><height>780</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Torna dal 20 al 24 maggio il <strong>Festival dell’Economia di Trento</strong>, giunto alla sua nuova edizione e dedicato al tema <em>“Dal mercato ai nuovi poteri. Le speranze dei giovani”</em>. La cooperazione italiana sarà ancora una volta protagonista: <strong>Confcooperative</strong> sarà top partner della manifestazione, mentre la <strong>Federazione Trentina della Cooperazione</strong> ospiterà nella propria sede, in via Segantini 10, il Festival e curerà direttamente alcuni degli appuntamenti del calendario.</p>
<p> </p>
<p>Insieme, le due organizzazioni porteranno al Festival un programma di <strong>oltre venti incontri</strong> articolati su cinque giornate, in dialogo con istituzioni, accademici, giornalisti e imprese cooperative. Un’agenda costruita per raccontare un modello economico diverso, basato sulle persone prima che sul profitto, <strong>realizzato concretamente sui territori</strong> da chi ogni giorno lavora per il bene comune: la frontiera più avanzata dell’economia sociale e civile, che dà sostanza al riconoscimento costituzionale dell’articolo 45.</p>
<p> </p>
<p>I temi del 2026 sono quelli che attraversano la vita quotidiana di imprese e comunità: <strong>lavoro e intelligenza artificiale, sostenibilità e transizione green, welfare, pari opportunità, sanità, agroalimentare, energia e fiscalità</strong>. Una mappa delle sfide aperte che la cooperazione affronta non con slogan, ma con esperienze, dati e progetti concreti.</p>
<p><br /><strong>Un programma che parte dall’Europa </strong></p>
<p>L’inaugurazione di questo programma sarà <strong>mercoledì 20 maggio alle 10.00, nella Sala inCooperazione</strong>, casa della Cooperazione Trentina, con il convegno <strong>“Europa e coesione territoriale, il diritto di rimanere a vivere nel luogo che ciascuno chiama casa”</strong>: al tavolo, fra gli altri, <strong>Raffaele Fitto</strong>, vicepresidente esecutivo della Commissione Europea con deleghe alla Coesione e alle Riforme, il presidente della Provincia autonoma di Trento <strong>Maurizio Fugatti</strong>, il presidente di Confcooperative <strong>Maurizio Gardini</strong> e il presidente della Federazione Trentina della Cooperazione <strong>Roberto Simoni</strong>.</p>
<p> </p>
<p>Spazio centrale per i giovani con l’incontro <strong>“Giovani che costruiscono il futuro”</strong>, in programma <strong>giovedì 21 maggio alle 9.30 in Sala inCooperazione</strong>: studentesse e studenti delle Cooperative Formative Scolastiche dialogheranno con <strong>Nicolò Govoni</strong>, giovane attivista e fondatore di Still I Rise. Sempre il 21, alle 10.00 al Cloud Confcooperative di Piazza Duomo, l’agroalimentare cooperativo si confronterà con il caos globale dei mercati, con i presidenti di <strong>Trentingrana, Mezzacorona e Sant’Orsola</strong> e il vicepresidente di Confcooperative <strong>Giorgio Mercuri</strong>.</p>
<p> </p>
<p>Due appuntamenti scandiranno la riflessione sull’identità della cooperazione: <strong>“Cooperative: radice dell’economia sociale”</strong> il 21 maggio alle 15.45, con <strong>Giuseppe Guerini</strong>, presidente di Cooperatives Europe, e <strong>Aldo Bonomi</strong>; e <strong>“Le nuove frontiere della cooperazione”</strong> il 23 maggio alle 12.00, dove tre giovani presidenti di cooperative – <strong>Trafocoop, Semi di vita e Viso a Viso</strong> – racconteranno la cooperazione che nasce oggi.</p>
<p> </p>
<p>Il filo della <strong>sostenibilità</strong> sarà al centro venerdì 22 maggio alle 10.00 con <strong>“Sostenibilità e competitività: la via cooperativa al green”</strong>. A seguire, alle 11.30, <strong>“Lavoro e pensioni sulle montagne russe”</strong> con la presidente della Commissione Donne di Confcooperative <strong>Alessandra Rinaldi</strong> e i Giovani Imprenditori. Le pari opportunità tornano in due appuntamenti curati direttamente dalla Cooperazione Trentina: <strong>“Il genere al lavoro”</strong> il 22 maggio alle 17.00, con <strong>Vera Gheno e Stefania Cavagnoli</strong>, e <strong>“Il domani è oggi: il valore dell’indipendenza finanziaria per donne e giovani”</strong>, l’evento di chiusura del 24 maggio.</p>
<p> </p>
<p>La giornata di <strong>sabato 23 maggio</strong> sarà dedicata ai grandi nodi delle politiche pubbliche: si apre alle 9.45 a Palazzo della Provincia con il ministro della Salute <strong>Orazio Schillaci</strong> sull’<strong>“Emergenza Servizio sanitario nazionale”</strong>, insieme al presidente di Confcooperative Sanità <strong>Giuseppe Milanese</strong>. Nel pomeriggio, all’ITAS Forum, <strong>“Economia sociale tra profit e no profit”</strong> mette a confronto Confcooperative, EURICSE, Fondazione Terzjus, ITAS Mutua e la Pontificia Accademia. Si chiude a Palazzo della Provincia con il viceministro dell’Economia <strong>Maurizio Leo</strong> su <strong>“Pagare meglio, pagare tutti? Tagliando alla riforma fiscale”</strong>.</p>
<p> </p>
<p>Di seguito il calendario completo degli appuntamenti di Confcooperative e Federazione Trentina della Cooperazione al Festival dell’Economia 2026.</p>
<p> </p>
<p><strong>Mercoledì 20 maggio</strong></p>
<p><strong>10.00 – 11.30 Sala inCooperazione </strong>— <strong>“Europa e coesione territoriale, il diritto di rimanere a vivere nel luogo che ciascuno chiama casa”</strong>. In collaborazione con Cooperazione Trentina. Con Osvaldo De Paolini (vicedirettore Il Giornale), Raffaele Fitto (vicepresidente esecutivo Commissione Europea), Maurizio Fugatti (presidente Provincia Autonoma di Trento), Maurizio Gardini (presidente Confcooperative), Roberto Simoni (presidente Federazione Trentina della Cooperazione).</p>
<p><strong>15.00 – 15.30 Cloud Confcooperative – Piazza Duomo </strong>— <strong>“Come fare sistema sull’energia”</strong>. Con Alberto Cazzulani (presidente Power Energia).</p>
<p><strong>18.45 Cloud Confcooperative – Piazza Duomo </strong>— <strong>“Incontro con Claudio Cerasa”</strong>.</p>
<p><strong>Giovedì 21 maggio</strong></p>
<p><strong>9.00 – 11.30 Sala inCooperazione </strong>— <strong>“Giovani che costruiscono il futuro: esperienze cooperative e storie di cambiamento”</strong>. In collaborazione con Cooperazione Trentina. Un incontro con le studentesse e gli studenti delle classi quarte superiori che concludono il percorso di Cooperative Formative Scolastiche; a seguire dialogo con Nicolò Govoni, fondatore di Still I Rise.</p>
<p><strong>10.00 – 11.00 Cloud Confcooperative – Piazza Duomo </strong>— <strong>“L’agroalimentare italiano sfida il caos globale”</strong>. In collaborazione con Cooperazione Trentina. Con Stefano Albasini (presidente Trentingrana), Luca Rigotti (presidente Mezzacorona), Michele Plancher (direttore generale Sant’Orsola), Giorgio Mercuri (vicepresidente Confcooperative).</p>
<p><strong>11.15 – 12.00 Cloud Confcooperative – Piazza Duomo </strong>— <strong>“La guerra dell’Energia”</strong>. Con Alessandro Terzulli (capo economista SACE).</p>
<p><strong>15.45 – 16.45 Cloud Confcooperative – Piazza Duomo </strong>— <strong>“Cooperative: radice dell’economia sociale”</strong>. Con Giuseppe Guerini (presidente Cooperatives Europe), Anna Manca (vicepresidente Confcooperative), Aldo Bonomi (fondatore Aaster), Marco Marcocci (vicepresidente Confcooperative).</p>
<p><strong>19.00 Cloud Confcooperative – Piazza Duomo </strong>— <strong>“Ucron.IA: Se l’intelligenza artificiale è la risposta, qual è la domanda?”</strong>. Con Filippo Solibello.</p>
<p><strong>Venerdì 22 maggio</strong></p>
<p><strong>10.00 – 11.00 Cloud Confcooperative – Piazza Duomo </strong>— <strong>“Sostenibilità e competitività: la via cooperativa al green”</strong>. Con Ericka Costa (Università di Trento), Yuri Zambon (direttore VCR – Vivai Cooperativi Rauscedo), Martino Orler (direttore Cooperativa Alpi).</p>
<p><strong>11.30 – 12.30 Cloud Confcooperative – Piazza Duomo </strong>— <strong>“Lavoro e pensioni sulle montagne russe tra opportunità e trappole del futuro”</strong>. Con Alessandra Rinaldi (presidente Commissione Donne Confcooperative), Ilaria Miniutti (Giovani Imprenditori Confcooperative), Andrea Toma (Censis). Modera Nicola Saldutti (Corriere della Sera).</p>
<p><strong>17.00 – 18.00 Cloud Confcooperative – Piazza Duomo </strong>— <strong>“Il genere al lavoro: questioni linguistiche di una certa rilevanza”</strong>. A cura di Cooperazione Trentina. Dialogo tra Vera Gheno e Stefania Cavagnoli; intervengono Marilena Guerra, Eleonora Da Ronco e Renata Nicoletti.</p>
<p><strong>18.30 – 19.45 Palazzo della Provincia </strong>— <strong>“Mancanza di leadership e crollo delle ideologie”</strong>. Modera Adriana Cerretelli (Sole 24 Ore). Con Roberto D’Alimonte (Università Luiss Guido Carli), Maurizio Gardini (presidente Confcooperative), Sebastiano Maffettone (Università Luiss Guido Carli), Giorgio Vittadini (presidente Fondazione per la Sussidiarietà), Ayse Zarakol (University of Cambridge – traduzione simultanea).</p>
<p><strong>19.40 Cloud Confcooperative – Piazza Duomo </strong>— <strong>“Incontro con Veronica De Romanis”</strong>.</p>
<p><strong>Sabato 23 maggio</strong></p>
<p><strong>9.30 – 11.30 Piazza inCooperazione </strong>— <strong>“Mostra Futuri Presenti”</strong>. A cura di Cooperazione Trentina.</p>
<p><strong>9.45 – 11.00 Palazzo della Provincia </strong>— <strong>“Emergenza Servizio sanitario nazionale”</strong>. Orazio Schillaci, ministro della Salute, in dialogo con Marzio Bartoloni (Il Sole 24 Ore). A seguire panel con Giuseppe Milanese (presidente Confcooperative Sanità), Filippo Anelli (presidente Fnomceo), Barbara Mangiacavalli (presidente FNOPI), Massimo Massetti (direttore scienze cardiovascolari Policlinico Gemelli).</p>
<p><strong>12.00 – 13.00 Cloud Confcooperative – Piazza Duomo </strong>— <strong>“Le nuove frontiere della cooperazione”</strong>. Con Federico Malizia (presidente Trafocoop), Angelo Santoro (presidente Semi di vita), Federico Bernini (presidente Viso a Viso), Marco Menni (vicepresidente vicario Confcooperative), Aldo Bonomi (fondatore Aaster), Gaetano Mancini (vicepresidente Confcooperative).</p>
<p><strong>16.45 – 18.00 ITAS Forum </strong>— <strong>“Economia sociale tra profit e no profit”</strong>. Con Fabiola Di Loreto (direttore generale Confcooperative), Gabriele Sepio (segretario generale Fondazione Terzjus ETS), Renzo Pegoraro (presidente Pontificia Accademia), Gianluca Salvatori (segretario generale EURICSE), Luciano Rova (presidente ITAS Mutua).</p>
<p><strong>18.00 – 18.45 Palazzo della Provincia </strong>— <strong>“Pagare meglio, pagare tutti? Tagliando alla riforma fiscale”</strong>. Con Maurizio Gardini (presidente Confcooperative), Elbano De Nuccio (presidente dottori commercialisti), Maurizio Leo (viceministro dell’Economia e delle finanze). Modera Jean Marie Del Bo (Il Sole 24 Ore).</p>
<p><strong>Domenica 24 maggio</strong></p>
<p><strong>10.00 – 12.30 Cloud Confcooperative – Piazza Duomo </strong>— <strong>“Il domani è oggi: il valore dell’indipendenza finanziaria per donne e giovani”</strong>. A cura di Cooperazione Trentina. Con Paola Bongini (Università Bicocca); a seguire laboratorio con Chiara Cristini (presidente Commissione Pari Opportunità Comune di Pordenone).</p>
<p> </p>
<p><strong>Palazzo Roccabruna — “Il Gusto di Fare Insieme”</strong></p>
<p>A fare da cornice agroalimentare al Festival sarà <strong>Palazzo Roccabruna</strong>, la “Casa dei prodotti trentini” della Camera di Commercio di Trento, dove per tutta la durata della manifestazione le <strong>cooperative agricole trentine</strong> si presentano insieme sotto il motto <strong>“Il Gusto di Fare Insieme”</strong>: un percorso di ristoro, incontri e racconti dedicato ad organizzatori, relatori e giornalisti del festival che potranno godere dei sapori e delle storie di chi realizza ogni giorno prodotti del territorio.</p>
<p> </p>
<p>L’iniziativa, promossa dalla Federazione Trentina della Cooperazione, racconta la cooperazione agricola come <strong>modo di lavorare e modo di vivere</strong>: agricoltori, allevatori e produttori uniti per offrire qualità, valorizzare le filiere e dare un giusto compenso al lavoro. Tra le cooperative coinvolte: <strong>Agraria Riva del Garda, Agri90, Astro, Cavit, Federazione Allevatori, La Trentina, Melinda, Mezzacorona, Sant’Orsola e Trentingrana</strong>.<br /><br /><br /><br /></p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Redazione</author></item><item><guid isPermaLink="false">15dcf260-ffd3-480f-9585-aa8a3e1dd73f</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/bambini-giovani-anziani-la-qualita-della-vita-nei-territori</link><title>Bambini, giovani, anziani: la qualità della vita nei territori</title><description>L’indagine del Sole 24 Ore sulla Qualità della vita per fasce d’età è stata presentata in anteprima al Festival dell’Economia di Trento, dove sono state anticipate le tre classifiche che misurano i livelli di benessere delle generazioni più fragili. I dati, che saranno pubblicati domani, sono stati commentati dagli ospiti del panel.</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/feobsewn/image-3-.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/bambini-giovani-anziani-la-qualita-della-vita-nei-territori" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>800</width><height>450</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[L’indagine del Sole 24 Ore sulla Qualità della vita per fasce d’età è stata presentata in anteprima al Festival dell’Economia di Trento, nel corso del panel “Qualità della vita di anziani, giovani e bambini: la mappa dei territori dove vivono meglio”. Le tre classifiche misurano i livelli di benessere delle generazioni più fragili. C’è molto Nord Est ed Emilia-Romagna nelle tre top ten delle graduatorie che misurano rispettivamente il benessere di anziani, giovani e bambini sul territorio italiano: nelle prime dieci delle tre classifiche la macro-area compare 17 volte. Ciascuno dei tre indici sintetici generazionali è calcolato su 15 parametri statistici, forniti da fonti certificate (tra cui Istat, Infocamere, Iqvia, Siae, Tagliacarne) in grado di raccontare il livello di benessere nei territori. I dati misurano, ormai da cinque anni, le “risposte” dei territori alle esigenze specifiche dei tre target generazionali più fragili e insieme strategici, i servizi a loro rivolti e le loro condizioni di vita e di salute. Sud in coda e grandi città penalizzate da affitti troppo alti e incidenti notturni. A completare l’approfondimento un sondaggio Save The Children - Eumetra sugli stili di vita dei teenager tra 11 e 15 anni, una platea che spesso sfugge alle statistiche ufficiali.<br /><br />I dati sono stati commentati dagli ospiti della tavola rotonda, a cominciare da <strong>Alessandro</strong> <strong>Rosina</strong>, docente dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. “La longevità – ha detto – sta cambiando le fasi della vita, che quindi vanno reinterpretate con strumenti che aiutino a vivere bene. E questo cambia anche il rapporto tra generazioni, sia a livello quantitativo che qualitativo. L’Italia sta andando verso il declino demografico e non è un caso se le provincie che ottengono risultati migliori siano proprio quelle con la maggiore presenza di giovani”.<br /><br />A fare una grande differenza tra i diversi territori sono i servizi. "Gli indici – ha commentato <strong>Stefano</strong> <strong>Granata</strong>, presidente di Confcooperative Federsolidarietà – sono alti dove i servizi ci sono. Ma qualcuno deve offrire questi servizi. Il problema è che viviamo in un Paese in cui i lavori sociali, di cura, sono poco riconosciuti. E non sono di certo attrattivi per i giovani. Il tema è la scala dei valori, a cosa decidiamo di dare importanza".<br /><br />Le fragilità sono trasversali, come ha evidenziato don <strong>Marco</strong> <strong>Pagniello</strong>, direttore di Caritas Italia, che riporta l'andamento registrato negli oltre 6.000 centri di servizio in rete tra loro gestiti dalla Caritas. "Ogni giorno - ha raccontato - registriamo una realtà che conferma quanto emerge dalla ricerca. Sono sempre più le famiglie che si rivolgono a noi. Soprattutto famiglie con minori che faticano ad affrontare i costi di cura. E queso, insieme al lavoro povero e alla mancanza dei servizi sul territorio, crea forti disuguaglianze. Per i giovani sembra essersi guastato l'ascensore sociale, per cui non c'è possibilità di riscatto. Per gli anziani, invece, il tema è quello della solitudine".<br /><br />Concentrandosi sui giovani, <strong>Mariangela</strong> <strong>Franch</strong>, docente dell’Università di Trento, ha proposto di attivare politiche capaci di trattenerli sui territori, portando, come esempio, l'Ausbildung tedesco, per cui studenti e studentesse affiancano la formazione in aula a un tirocinio in azienda, ottenendo alla fine del percorso un diploma scolastico e una sorta di patentino professionale. "È una situazione win-win, in cui vincono tutti: da una lato i giovani acquisiscono un'esperienza certificata dalle imprese stesse e dall'altro le imprese hanno una risorsa formata che può contribuire da subito allo sviluppo aziendale". <br /><br />Infine, è intervenuta <strong>Raffaela</strong> <strong>Milano</strong>, direttrice Polo Ricerche di Save the Children Italia, presentando una ricerca, realizzata da Eumetra, che indaga la fascia d'età pre-adolescenti e adolescenti attraverso lo sguardo dei genitori, da cui emerge un mondo di giovani sotto controllo su tutto tranne che sull'uso del]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">3bf9597e-6d66-46ba-97f4-f50b3cd58c9f</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/perche-il-modello-attuale-di-sviluppo-dell-intelligenza-artificiale-puo-non-essere-sostenibile</link><title>Perché il modello attuale di sviluppo dell’intelligenza artificiale può non essere sostenibile</title><description>L’intelligenza artificiale, e in particolare quella generativa, può portare molti miglioramenti nelle nostre vite. Ma può anche avere un impatto negativo, soprattutto su alcune fasce della popolazione. I risvolti, positivi e negativi, della nuova tecnologia sono stati affrontati nell'incontro "Perché il modello attuale di sviluppo dell’intelligenza artificiale può non essere sostenibile", moderato questo pomeriggio da Vittorio Carlini, giornalista de Il Sole 24 Ore, al Teatro Sociale nell'ambito del programma del Festival dell'Economia di Trento.</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/iunfzo4i/whatsapp-image-2025-05-23-at-18-49-03.jpeg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/perche-il-modello-attuale-di-sviluppo-dell-intelligenza-artificiale-puo-non-essere-sostenibile" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2048</width><height>1536</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Il rischio è connesso alla velocità del cambiamento in atto, ed è un rischio che va affrontato, secondo <strong>Isabelle</strong> <strong>Andrieu</strong>, co-founder Translated. “Un 30% dei posti di lavoro sono a rischio a causa dell’introduzione dell’intelligenza artificiale. É quindi necessario prevedere misure di sostegno per la prima fase di transizione, come sussidi di disoccupazione, investimenti in formazione e programmi di assistenza sociale”. Invece, dazi e vantaggi fiscali non sono la strada giusta per affrontare questo cambiamento, perché possono essere controproducenti. “Bisogna trovare il giusto equilibrio tra l’incoraggiare lo sviluppo di queste nuove tecnologie e il proteggere il lavoro di lavoratori e lavoratrici”.</p>
<p>La sostenibilità economica è un tema quando si parla di intelligenza artificiale, ma bisogna considerare anche l’impatto ambientale e sociale di questa tecnologia, sottolinea <strong>Franco</strong> <strong>Bernabè</strong>, presidente, Università di Trento. “La potenzialità per le imprese - ha detto - c’è ed è enorme, ma va affrontata prestando attenzione ai costi, rispettando i vincoli normativi e considerando l'offerta open source. Io vedo uno sviluppo in mano a start up che mostreranno alle imprese utilizzi che abbattono realmente i costi aziendali’.</p>
<p>A questo punto, viene da chiedersi se, dal punto di vista delle imprese, la domanda di intelligenza artificiale giustifichi questi grandi investimenti sulle nuove tecnologie. “L’80% delle piccole e medie imprese - risponde <strong>Maurizio</strong> <strong>Gardini</strong>, presidente di Confcooperative - non si pone ancora domande sull’intelligenza artificiale, su come questa possa intervenire nel processo produttivo e portare vantaggi. Farei invece una considerazione più etica e sociale. Come rappresentante di un modello di impresa, quella cooperativa, vorrei mettere al centro dello sviluppo di questa nuova tecnologia l’essere umano. Il dato che mi preoccupa di più, che abbiamo indagato con il Censis, ci parla di 6 milioni di lavoratori in Italia che resteranno fuori dal mercato del lavoro a causa dell’intelligenza artificiale e 9 milioni che dovranno convivere con questa tecnologia. E non sarà semplice”.</p>
<p>L’intelligenza artificiale può potenziare il lavoro umano, non sostituirlo. E le previsioni negative si basano su scenari incompleti. “Quando si parla di scenari futuri - ha affermato <strong>Gloria</strong> <strong>Bartoli</strong>, Segretario Generale dell’Osservatorio Produttività e Benessere, Fondazione Economia Tor Vergata - solitamente ci si dimentica di vedere tutti gli elementi presenti nel futuro che ci si immagina. Nel 2030 mancheranno 2 milioni di lavoratori all’anno in Europa a causa dell’inverno demografico. L’andamento decrescente della popolazione in età di lavoro si incontrerà con l’intelligenza artificiale in modo che copra questo gap”.</p>
<p>C’è un settore in cui l’intelligenza artificiale é molto diffusa, quello delle traduzioni, ma questo non vuol dire che interpreti e traduttori scompariranno. Ne é convinta <strong>Era</strong> <strong>Dabla-Norris</strong>, Deputy Director Fiscal Affairs Department, Fondo monetario internazionale, “La lingua è una delle cose più complesse per una macchina da risolvere, cogliere le sottigliezze del linguaggio umano. Il lavoro umano nella traduzione cambierà, ma non scomparirà”.</p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">951e22ce-b09c-4765-ad75-757dd38fa28d</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/la-spesa-nel-carrello-degli-altri</link><title>La spesa nel carrello degli altri</title><description><![CDATA[<span>“La spesa nel carrello degli altri. L’Italia e l’impoverimento alinentare” è il libro di Andrea Segré e Ilaria Pertot presentato nell’omonimo incontro organizzato da Confcooperative oggi al Festival dell’economia di Trento. Al centro il tema dell’impoverimento alimentare, che nella pubblicazione viene affrontato non tanto dal punto di vista dei numeri, a livello statistico, ma partendo delle persone, dalle loro storie. </span>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/wefbrkz0/20250522-la-spesa-nel-carrello-degli-altri.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/la-spesa-nel-carrello-degli-altri" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1024</width><height>576</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<div>"La spesa nel carrello degli altri. L’Italia e l’impoverimento alimentare" di <strong>Andrea</strong> <strong>Segrè</strong> e <strong>Ilaria</strong> <strong>Pertot</strong> è il primo dei tre libri presentati nella cloud di Confcooperative al Festival dell'Economia di Trento. <br /><br />"Il libro - secondo Segrè - mira ad analizzare il rapporto tra povertà e alimentazione. A partire dal caso estremo delle persone che vivono in condizione di povertà assoluta, la cui necessità immediata è la soddisfazione di un bisogno primario, l’analisi si allarga alle diverse categorie sociali: da chi vive in situazioni di povertà relativa, e quindi ha accesso al cibo ma con limitazioni, fino ad arrivare alle fasce più abbienti per le quali il reddito non rappresenta un ostacolo per un’alimentazione adeguata".<br /><br />"Eppure, la “povertà alimentare” è un elemento che accomuna in qualche modo tutti. Questo perché il reddito - dice Pertot - non può essere utilizzato come unico strumento per analizzare le abitudini alimentari, alla cui definizione concorre un complesso insieme di fattori: il contesto sociale, il lavoro, la composizione del nucleo familiare. In sostanza si vuole dimostrare come una corretta alimentazione, la riduzione dello spreco, l’insicurezza alimentare e la povertà non possano essere affrontati con singoli provvedimenti una tantum" Occorre invece un’azione sistemica, strutturale. Tra i dati più significati emerge quello sullo spreco alimentare: secondo il Rapporto WWI 2024 al contrario di quanto di potrebbe pensare la percentuale di spreco più alta si registra tra le fasce popolari, che sprecano il 17% di cibo in più rispetto alla media nazionale. Questo perché acquistando principalmente prodotti in offerta, di qualità inferiore, in quantità maggiori rispetto al bisogno. <br />"Per cercare di compiere un’analisi più approfondita che vada oltre le statistiche e le valutazioni economiche gli autori hanno deciso di calarsi nelle diverse realtà del nostro Paese, osservando direttamente cosa ci sia “nel carrello degli altri” prendendo esempi concreti di persone con caratteristiche diverse tra loro. In totale sono 13 “piccole storie di sopravvivenza alimentare ed esistenziale”.<br /><br />Ad aprire il libro, la prefazione del Cardinale <strong>Matteo Maria Zuppi</strong>, che ha scritto "Nell’epoca del consumismo la moltiplicazione delle possibilità ha generato l’incapacità di godere della semplicità delle piccole cose. Citando spesso l’enciclica Laudato si’ di Papa Francesco Zuppi sottolinea la necessità di riscoprire i valori della sobrietà, dell’umiltà e dell’integrità della vita umana. I poveri non devono rimanere categoria astratta, ma dobbiamo partecipare emotivamente alle loro difficoltà per comprenderle e arrivare così a eliminarne le cause".<br /><br /><span>Infine, i due autori hanno inoltre spiegato di aver deciso di devolvere i diritti d’autore al progetto “MenSana”, avviato dalla Caritas in un quartiere di Bologna per offrire un pasto a chi non ha risorse economiche, ma anche cibo a chi soffre di qualche disturbo di salute e per qualsiasi ragione non sia in grado di reperirlo da sé. </span></div>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Confcooperative</author></item><item><guid isPermaLink="false">0ec19120-0905-46c5-bae2-49ca5ec7fd94</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/dalle-cooperative-di-comunita-il-rinascimento-delle-aree-interne</link><title>Dalle cooperative di comunità il rinascimento delle aree interne</title><description>All'incontro del Festival, Maurizio Gardini, presidente Confcooperative, evidenzia il ruolo delle cooperative al fianco delle comunità nell'affrontare questa fase prolungata di incertezza. "Serve un nuovo patto sociale,- ha detto - con il protagonismo dei cittadini e il supporto delle istituzioni. Che non è negli incentivi, ma nel riconoscimento del ruolo di queste imprese per il benessere delle comunità, anche attraverso l'accesso ai fondi per le politiche di coesione".</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/e5rnpvlk/20250522-coop-di-comunita.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/dalle-cooperative-di-comunita-il-rinascimento-delle-aree-interne" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>800</width><height>450</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA["Va ricostruito il tessuto sociale nei luoghi dell'abbandono, nei comuni polvere. Solo le cooperative possono ricostruire il tessuto dei servizi. Senza questa cura vengono giù le aree interne. Le cooperative sono quelle che tessono i servizi. Stanno in mezzo ad alcuni nodi fondamentali: turismo, digitale, integrazione, inverno demografico. Confcooperative fa società e lo dimostra in questo festival di Trento. È la voce di chi sta in mezzo e viene messa in mezzo". Con queste parole <strong>Aldo Bonomi</strong>, founder director Aaster, apre l'incontro "Dalle cooperative di comunità il rinascimento delle aree interne" al cloud di Confcooperative in piazza Duomo.<br /><br />"In questa fase prolungata di incertezza, - continua <strong>Maurizio Gardini</strong>, presidente Confcooperative - con il fallimento dei modelli economici tradizionali, dobbiamo capire qual è il nostro ruolo al fianco delle comunità per generare risposte, a partire dalla lettura dei bisogni. Serve un nuovo patto sociale, con il protagonismo dei cittadini e il supporto delle istituzioni. Che non è negli incentivi, ma nel riconoscimento del ruolo di queste imprese per il benessere delle comunità, anche attraverso l'accesso ai fondi per le politiche di coesione".<br /><br />E bisogna fare i conti anche con il cambiamento climatico in atto, come evidenzia <strong>Anna Manca</strong>, presidente Confcooperative Liguria. "In Liguria - commenta Manca - 250mila persone vivono nelle aree interne. Territori difficili, dove fino a 100 anni fa si faceva agricoltura, c'era un equilibrio tra città e aree interne, la presenza degli agricoltori garantiva la manutenzione del territorio. Oggi sono aree quasi desertificate, dove vengono meno i servizi e si assiste al dissesto idrogeologico. Le cooperative hanno una funzione riparatoria in queste zone, perché rispondono ai bisogni e ricompone le fratture. Sono imprese, ma anche un presidio sociale importante per chi resta sul posto".<br /><br />Infine, per <strong>Irene Bongiovanni</strong>, presidente Confcooperative Cultura Turismo e Sport, "i cammini sono stati grandi attivatori di opportunità. Le cooperative sono nate sul percorso dei cammini, portando sviluppo in queste aree. Anche la cultura è un attivatore di sviluppo. Ma servono nuovi modelli, serve definire strumenti e buone pratiche, come il partenariato pubblico sociale, perché possano crearsi nuove opportunità. Le cooperative hanno i sé tutti gli strumenti per riuscirci".]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Confcooperative</author></item><item><guid isPermaLink="false">3e09c15a-c660-446c-aef4-f06d2343b965</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/rivoluzione-verde-le-vertigini-green-nella-palude-burocratica</link><title>Rivoluzione verde: le vertigini green nella palude burocratica</title><description>Il green come chiave di competitività: dalle 20.000 tonnellate di scarti tessili lavorati al bio metano per 18.000 autovetture. Ecco la strada green delle cooperative Vesti solidale e Caviro.</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/w1tc1j2u/20250522-fde-rivoluzione-verde-1.png" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/rivoluzione-verde-le-vertigini-green-nella-palude-burocratica" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2776</width><height>1562</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA["Rivoluzione verde: le vertigini green nella palude burocratica" è il panel organizzato da Confcooperative che si interroga se è possibile coniugare impresa e sostenibilità.<br /><br /><strong>Matteo</strong> <strong>Lovatti</strong> ha portato l'esperienza della cooperativa Vesti Solidale, di cui è presidente, raccontando come "la cooperativa nasce per creare opportunità di lavoro per persone fragili. Abbiamo deciso di farlo creando un: impresa. L'anno scorso abbiamo raccolto 8mila tonnellate di vestiti usati. Vesti solidale ogni anno recupera, trasforma e da nuova vita a oltre 20.000 tonnellate di routine tessili".<br /><br />Il tema dell'energia è stato affrontato da <strong>Valentina</strong> <strong>Vanzo</strong>, presidente Cer Fiemme. "La Cer (comunità energetica rinnovabile) nasce per creare opportunità - ha detto- dando benefici al territorio e fornendo energia a costi più bassi. Siamo nati in un momento in cui ancora non c'era una normativa specifica per le Cer. Siamo andati avanti e la nostra base sociale sta crescendo, stiamo cercando di far capire quali sono i benefici che una Cer apporta al territorio".<br /><br />"Abbiamo fatto della valorizzazione dei sottoprodotti una sottocaregoria economica - ha spiegato <strong>Carlo</strong> <strong>Dalmonte</strong>, presidente Caviro. - Il nostro è ciclo completo di economia sostenibile, che parte dalla vigna e coinvolge l'intero ciclo produttivo. L'ultimo investimento realizzato è il più grande impianto agrivoltaico avanzato in Italia, con 1.5 ettari di superficie e 1.300.000 kWh produzione annuale di energia elettrica. Produce bio metano che soddisfa il fabbisogno di oltre 18.000 autovetture. Sulla sostenibilità ci sono posizioni troppo ideologiche, a volte quasi estreme, che rappresentano un ostacolo per le imprese".<br /><br />Per <strong>Massimo</strong> <strong>Stronati</strong>, presidente Confcooperative Lavoro e Servizi, "c'è una forte spinta delle imprese verso la sostenibilità, ma richiede investimenti importanti, spesso interamente a carico delle imprese. Anche per quelle che lavorano con gli appalti, senza che siano rivisti i contratti".<br /><br />Infine, è intervenuto <strong>Roberto</strong> <strong>Savini</strong>, presidente Confcooperative Consumo e Utenza. "In Trentino - ha concluso - ci sono alcune tra le cooperative più antiche d'Italia. Imprese nate per fornire energia e che a distanza di oltre un secolo sono riuscite ad evolversi offrendo altri servizi, come la fibra ottica. Come le Famiglie Cooperative, capaci di dare qualcosa in più rispetto all'approvvigionamento alimentare, offrendo servizi indispensabili per la comunità. Gli investimenti in sostenibilità sono intergenerazionali, creano benefici per il territorio che hanno ricadute nel futuro".]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Confcooperative</author></item><item><guid isPermaLink="false">bf97c564-77a3-4c35-982b-4b8fc8d13f62</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/festival-economia-2025-presentazione-programma</link><title>Verso la XX edizione del Festival dell'Economia di Trento</title><description>Una edizione speciale che festeggia i 20 anni del Festival e i 160 anni del Sole 24 Ore cercando di capire il futuro dell’Europa. 6 Premi Nobel, 16 Ministri, 107 relatori del mondo accademico, 45 economisti nazionali e internazionali, 66 rappresentanti delle istituzioni nazionali ed europee, 61 tra manager e imprenditori. In quattro giorni oltre 300 eventi con le iniziative “Fuori Festival”, “Economie dei Territori”, “Incontri con l’Autore”. 52 Business Partner e 7 Media Partner (Il Sole 24 Ore, Radio 24, Radiocor, De Telegraaf, ElEconomista.es, Financial Times, Sky Tg24)</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/nq4gh2vf/8n4a2481.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/festival-economia-2025-presentazione-programma" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2000</width><height>928</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Sarà un’edizione speciale quella che dal 22 al 25 maggio 2025 festeggerà il 20esimo anniversario del Festival dell’Economia di Trento, una manifestazione che negli anni è cresciuta e ha saputo rinnovarsi, anche grazie alla nuova formula ideata dal Gruppo 24 ORE insieme a Trentino Marketing nel ruolo di organizzatori per conto della Provincia Autonoma di Trento e con il contributo del Comune di Trento e dell’Università di Trento. Una formula vincente che ha portato il “popolo dello scoiattolo” a crescere in modo straordinario arrivando a oltre 100.000 presenze in tre anni.</p>
<p>A rendere ancora più preziosa l’edizione del ventennale del Festival, si aggiunge il fatto che quest’anno Trento terrà a battesimo anche la prima delle iniziative ideate per festeggiare i <strong>160 anni de Il Sole 24 Ore</strong>, che culmineranno a novembre. Non poteva che essere la città del Festival dell’Economia a dare il via ai festeggiamenti del quotidiano economico finanziario più longevo d’Italia, nato nel 1865 con la testata <em>Il Sole</em>. <strong>Due le mostre</strong> nel capoluogo trentino che omaggeranno gli anniversari del Festival e del Sole 24 Ore, insieme a tante altre iniziative che coinvolgeranno il pubblico della manifestazione.</p>
<p>Per l’occasione, il Festival 2025 sarà preceduto da una <strong>speciale anteprima</strong>: sabato 12 aprile, sul palco del Teatro Sociale, interverrà il <strong>Governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta</strong> per un incontro speciale dedicato agli studenti delle scuole secondarie e dell’Università. A intervistarlo, insieme al Direttore del Sole 24 Ore, <strong>Fabio Tamburini,</strong> saranno <strong>10 giovani studenti</strong>. La mattina stessa verrà inaugurata presso Fondazione Caritro la mostra “L'avventura della moneta: dall'oro al digitale” realizzata in collaborazione con il MUDEM - Museo della moneta della Banca d'Italia, visitabile dal 12 aprile al 25 maggio 2025.</p>
<p>L’anteprima permetterà di iniziare a riflettere sul tema che farà da filo conduttore dell’edizione 2025 del Festival:<strong> “Rischi e scelte fatali. L’Europa al bivio”.</strong> Un tema di stringente attualità, scelto dall’<strong>Advisory Board</strong> della manifestazione, presieduto dal Direttore del Sole 24 Ore e presidente del Comitato Scientifico <strong>Fabio Tamburini </strong>ecomposto da <strong>Elena Beccalli, Marco Fortis, </strong><strong>Paolo Magri, Emma Marcegaglia, Giulio Sapelli, Giulio Tremonti</strong>.</p>
<p>Un titolo emblematico che oggi può sembrare scontato ma che a novembre, quando è stato scelto all’indomani delle elezioni negli USA, ha saputo fotografare subito la situazione a cui l’Europa era destinata ad andare incontro con la Presidenza Trump e che oggi è sotto gli occhi di tutti. Un’Europa in crisi di leadership, sempre più schiacciata dalla nuova politica economica degli Stati Uniti e bloccata dalla propria governance e burocrazia, che deve ritrovare se stessa affrontando rischi importanti e scelte determinanti.</p>
<p>“<em>Rischi fatali, perché sono in gioco equilibri da cui dipende il futuro dell’uomo e tutto ciò senza livelli di consapevolezza e conoscenza adeguati. Scelte fatali, perché sono tanti i crocevia da attraversare ed è fondamentale di volta in volta imboccare la strada giusta</em>” spiega il direttore Fabio Tamburini.</p>
<p>I fronti aperti su cui confrontarsi sono infatti numerosi: i rapporti di forza tra i continenti, il ruolo dell’Europa tra i nuovi imperialismi, il dilemma tra protezionismo o libero mercato, la montagna di debito pubblico che minaccia di travolgere gli Stati, i rebus dell’intelligenza artificiale e la richiesta di energia in quantità crescenti, settori in cui l’Europa sconta un ritardo epocale, l’importanza dei dati già in mano alle Big Tech americane, e ancora la strategia europea per affrontare il disastro climatico e la transizione verde, i nodi dell’energia e del lavoro, l’inverno demografico e la fuga dei talenti.</p>
<p>Temi che a Trento verranno affrontati con il contributo delle <strong>menti più brillanti del panorama accademico nazionale ed internazionale (107), economisti (45) e Premi Nobel (6), rappresentanti delle istituzioni (66) e della business community economica e finanziaria (61)</strong>, con un unico criterio: quello del confronto sano e della dialettica, del ragionamento e dell’argomentazione, del dibattito aperto e senza pregiudizi, dando spazio e voce - per la prima volta <strong>anche sul palco</strong> - ai <strong>giovani</strong>.</p>
<p>È questa, infatti, <strong>una</strong> <strong>delle grandi novità</strong> dell’edizione 2025 del Festival: grazie all’iniziativa “<strong>Le voci del domani</strong>” promossa dal Comitato Scientifico del Festival e dal comitato organizzatore del Fuori Festival, gli <strong>studenti universitari</strong> avranno la possibilità di proporsi come autori di un panel o speaker di alcune tavole rotonde del Festival e i <strong>giovani dai 16 ai 26 anni</strong> potranno intervenire come speaker al <strong>Fuori Festival</strong>, il palinsesto ideato quattro anni fa dal Gruppo 24 ORE per avvicinare all’economia e ai grandi temi dell’attualità il pubblico più ampio e trasversale dei giovani e delle famiglie.</p>
<p>Il <a rel="noopener" href="https://www.ufficiostampa.provincia.tn.it/content/view/full/272725" target="_blank" title="Link a Fuori Festival"><strong>Fuori Festival</strong>  </a>propone per l’edizione 2025 un palinsesto ancora più ricco di <strong>eventi, laboratori e dibattiti</strong> per coinvolgere un pubblico di tutte le età: talk con social talent, artisti, divulgatori che parlano il linguaggio dei giovani per i giovani, appuntamenti dedicati all’economia sociale, attività di formazione e incontri verticali dedicati al mondo del lavoro, al benessere, alla salute e alla sostenibilità, laboratori didattici per i più piccoli. Fitta anche la programmazione dedicata all’<strong>intrattenimento serale</strong> per tutti i gusti con <strong>concerti di musica classica</strong> – un nome su tutti <strong>Uto Ughi</strong> - e <strong>leggera</strong> con alcuni dei cantanti più amati dal pubblico e anche giovani talenti, <strong>spettacoli teatrali</strong> tra ironia e comicità.</p>
<p>Confermati anche <strong>“Economie dei Territori”</strong>, la serie di appuntamenti che dà voce alle imprese e istituzioni locali in un format di approfondimento delle realtà territoriali, gli <strong>“Incontri con l’autore” </strong>con lepresentazioni di libri in diversi punti della città e le <strong>dirette-evento di Radio 24</strong> in piazza Cesare Battisti che animeranno le quattro giornate. Diverse e numerose anche le <strong>attrazioni artistico culturali</strong> che offrirà la città di Trento, la mostra dello Studio d’arte Andromeda "Sorrisi dal mondo". Tornerà in Piazza Duomo, infine, la <strong>Libreria del Festival</strong> curata dall’Associazione librai del Trentino.</p>
<p>Un mix di eventi studiato per dare vita a una <strong>manifestazione capace di unire l’anima accademica all’economia reale, l’economia dei territori a quella globale.</strong></p>
<p>Iniziative che porteranno a Trento <strong>oltre 650 relatori</strong> in <strong>più di 300 eventi</strong> in quattro giorni. Una formula ormai collaudata quellaa firma del Gruppo 24 ORE e del Sistema Trentino che, forte del record di presenze di relatori prestigiosi e della straordinaria adesione di pubblico in loco (<strong>oltre</strong> <strong>40.000 partecipanti</strong> in 4 giorni nel 2024) e online (<strong>oltre</strong> <strong>600.000 utenti in diretta streaming</strong> sul sito del Festival e sui canali del Sole 24 Ore nel 2024) registrati negli ultimi tre anni, ha ottenuto il <strong>rinnovo della gestione del Festival anche nel triennio 2025-2027</strong>.</p>
<p>Ha, infatti, convinto tutti il format dell’<strong>evento diffuso</strong> in tutta la città di Trento, capace d’intrecciare bisogni e opportunità di <strong>imprese, istituzioni, giovani e famiglie</strong> attraverso un palinsesto che, accanto agli <strong>appuntamenti tradizionali</strong> del Festival, propone una nutrita <strong>agenda d’iniziative rivolte ad un pubblico ampio e trasversale</strong>, con un <strong>occhio di riguardo</strong> sempre più importante alle esigenze di <strong>giovani e giovanissimi</strong>. È fitto, infatti, il programma di <strong>eventi</strong> all’interno sia del Festival sia del Fuori Festival dedicati agli studenti delle <strong>scuole superiori trentine</strong> e agli studenti <strong>universitari</strong> provenienti da tutta Italia.</p>
<p>Il Festival e il Fuori Festival 2025 saranno ancora più inclusivi e aperti al pubblico di tutte le età. Un’apertura e inclusione che passa anche attraverso l’attenzione che gli organizzatori del nuovo format del Festival hanno posto, fin dalla prima edizione 2022, alla <strong>Gender equality</strong>, impegnandosi anno dopo anno a equilibrare la presenza di genere all’interno dei panel dei relatori delle quattro giornate. Quest’anno la presenza femminile tra gli speaker si attesta intorno al <strong>31%</strong> mentre nel 2022 era al 27%.</p>
<p><strong>I FORMAT e I FILONI DEL FESTIVAL</strong></p>
<p>Il palinsesto della manifestazione prevede numerosi <strong>appuntamenti</strong>, anche quest’anno contraddistinti da <strong>diversi format editoriali</strong>. Ognuna delle quattro giornate inizierà alle <strong>9:30 </strong>con l’alternarsi di <strong>KEYNOTE SPEECH, DIALOGHI </strong>e <strong>PANEL</strong>.</p>
<p>Gli ospiti che si alterneranno a Trento saranno coinvolti in analisi, riflessioni e dibattiti su <strong>11</strong> <strong>filoni </strong>in cui verràdeclinato il tema dell’edizione 2025: <strong>GEOPOLITICA, INTELLIGENZA ARTIFICIALE, ENERGIA, ECONOMIA DELLO SPAZIO, SOSTENIBILITÀ, SALUTE e SANITA’, SVILUPPO ECONOMICO, DEMOGRAFIA, PROTEZIONISMO e LIBERO MERCATO, GIOVANI E LAVORO, FISCO e BILANCI</strong>.</p>
<p><strong>I PROTAGONISTI DEL PROGRAMMA</strong></p>
<p>Il Programma è ricco di un parterre d’eccezione, dove spiccano <strong>6 Premi Nobel</strong>. Appena ‘laureati’ nell’ultima edizione del premio svedese, interverranno a Trento i <strong>due Premi Nobel per l'economia 2024</strong> (insieme a Simon Johnson) per gli studi su come le istituzioni si formano e impattano sulla prosperità: l’economista britannico <strong>James A. Robinson</strong>, che affronterà il tema “Innovazione, politica e sviluppo economico”, e il Professore di economia al MIT di Boston<strong> Daron Acemoglu</strong>, che analizzerà “La lotta infinita tra potere e progresso”.</p>
<p>Tornano poi al Festival di Trento <strong>James Heckman</strong>, Premio Nobel per l’Economia 2000 (insieme a Daniel McFadden) per i suoi contributi allo "sviluppo della teoria e dei metodi per l'analisi di campioni selettivi", che interverrà sul tema “Il declino della fertilità in Italia e nel mondo”; <strong>Michael Spence</strong>, Professor Emeritus of Management and Former Dean in the Graduate School of Business alla Stanford University e Premio Nobel per l'Economia 2001 (con Stiglitz e Akerlof) per le analisi dei mercati con informazione asimmetrica, che spiegherà “Perché la Germania si è fermata e come far ripartire la crescita (non solo in Germania)”; <strong>Edmund Phelps</strong>, Premio Nobel per l’economia 2006 per la sua analisi delle relazioni intertemporali della politica macroeconomica, considerato capostipite dei neokeynesiani, che analizzerà le sue alleanze e le sue differenze con Jean Paul Fitoussi, l’economista francese scomparso nel 2022 a cui il Festival dedica ogni anno un seminario per continuare a diffondere il suo pensiero. Il popolo dello scoiattolo ritroverà anche <strong>Tawakkol Karman</strong>, Premio Nobel per la Pace 2011 per la sua lotta non violenta per la democrazia e la sua difesa dei diritti delle donne nello Yemen, fondatrice della Tawakkol Karman International Foundation, che interverrà in un dialogo con <strong>Padre Enzo Fortunato</strong>, presidente del pontificio comitato per la giornata mondiale dei bambini, intitolato “Il futuro sono loro, i bambini”.</p>
<p>L’intervento di apertura della <strong>Cerimonia inaugurale</strong> del Festival, giovedì 22 maggio alle 18.00, sarà a cura del <strong>Card. Gianfranco Ravasi</strong>,Presidente Emerito del Pontificio Consiglio della Cultura, in dialogo con l’analista politica del Sole 24 Ore <strong>Lina Palmerini</strong>, mentre la <strong>chiusura del Festival</strong> domenica 25 maggio sarà affidata al Presidente di Confindustria <strong>Emanuele Orsini</strong>, intervistato dal Direttore del Sole 24 Ore Fabio Tamburini.</p>
<p>Tra i filoni della 20esima edizione del Festival dedicati ad analizzare le scelte e i rischi dell’Europa, protagonista sarà la <strong>geopolitica</strong>. Su questo fronte confermata la collaborazione con <strong>ISPI-Istituto per gli studi di politica internazionale</strong> con <strong>cinque panel</strong> intitolati “<strong>L’ora della verità</strong>” e dedicati a Europa, Trump, Cina, Medio Oriente e uno a Francia e Germania. In dialogo con il vicepresidente esecutivodi<strong> Ispi Paolo Magri</strong> interverranno, tra gli altri, <strong>Romano Prodi</strong>, Università di Bologna, <strong>Giulio Tremonti</strong>, presidente commissione affari esteri e comunitari, Camera dei deputati, <strong>Emma Marcegaglia</strong>, presidente e amministratore delegato Marcegaglia Holding, e <strong>Alberto Forchielli</strong>, partner fondatore Mindful capital partners.</p>
<p>Al futuro di Gaza è dedicato invece l’incontro con il giornalista <strong>Gad Lerner</strong>.</p>
<p>Al centro del Festival, naturalmente, le scelte economiche del Vecchio Continente tra Usa e Cina. Si parte dall’analisi de “La politica economica europea al tempo di Trump” con un confronto tra <strong>Lilia Cavallari</strong>, presidente Ufficio parlamentare di bilancio (Upb), <strong>Marco Fortis</strong>, vicepresidente Fondazione Edison, <strong>Marcello Messori</strong>, Istituto universitario europeo.</p>
<p>Sarà poi la volta dell’approfondimento su “Protezionismo o libero mercato” dove interverrà tra gli altri <strong>Yao Yang,</strong> director China center for economic research of Beijing. Lo sguardo della potenza asiatica verrà portato da <strong>due professori della Scuola del partito comunista cinese </strong>che tornano per la seconda volta a Trento, partecipando al panel “Il ruolo del dollaro e l’internazionalizzazione dello renminbi”: <strong>Jianqi Chen</strong>, international institute of strategic studies of the party school of the CPC Central committee, e <strong>Ma Xiaofang</strong>, China central party school. Si analizzerà poi “La situazione industriale globale e la cooperazione tra Usa, Cina ed Europa” con <strong>Zhiyi He</strong>, principal expert of the Institute for global industry, Tsinghua University, mentre <strong>Wang Yang</strong>, director of big data for bio intelligence laboratory Hong Kong university of science and technology, interverrà nel panel “La scommessa asiatica”.</p>
<p>“La trappola identitaria: perché il modello Europa non funziona più” è al centro della discussione tra l’economista <strong>Massimo Egidi</strong> e il filosofo <strong>Sebastiano Maffettone </strong>e l’imprenditore <strong>Antonio D’Amato</strong>, mentre la riforma del bilancio Ue è, invece, il tema su cui si confronteranno <strong>Marco Buti</strong>, Istituto universitario europeo, <strong>Giovanni Tria</strong>, Università di Roma Tor Vergata. La voce dell’Europa si esprimerà anche nel panel “Competitività e solidarietà: amici o nemici” con <strong>Marco Buti</strong>, Istituto universitario europeo, <strong>Mario Nava</strong>, direttore generale DG structural reform support Commissione Europea, <strong>Debora Revoltella</strong>, direttrice Dipartimento degli affari economici Banca europea per gli investimenti (Bei).</p>
<p>Non solo Europa. Il Made in Italy e le strategie dell’Italia nell’export è il tema su cui interverrà in collegamento dal Giappone <strong>Mario Andrea Vattani</strong>, commissario generale dell’Italia per Expo 2025 Osaka, discutendone con <strong>Francesco Canzonieri</strong>, amministratore delegato Nextalia Sgr, e <strong>Fabrizio Lobasso</strong>, vicedirettore generale Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale.</p>
<p>Un altro filone molto ricco alla 20esima edizione del Festival è quello dedicato all’<strong>Intelligenza Artificiale</strong>: sono ben 9 i panel dedicati a uno dei temi più <em>disruptive</em>, non tanto del futuro, ma già del nostro presente. A partire da <strong>Padre Paolo Benanti</strong>, presidente comitato per l'intelligenza artificiale presso il dipartimento per l'informazione e l'editoria della presidenza del Consiglio dei ministri, che dialogherà insieme a <strong>Giuliano Noci</strong>, prorettore Politecnico di Milano, e <strong>Stefano Lucchini</strong>, visiting fellow center for corporate reputation Oxford university, sul tema “L’intelligenza artificiale e l’uomo”.</p>
<p>Torna a Trento per il secondo anno consecutivo l’archistar <strong>Carlo Ratti</strong>, direttore Massachusetts Institute of technology, senseable city lab, questa volta per illustrare come l’Intelligenza artificiale sposta i confini dell’innovazione nel cambiamento delle città, discutendone con il rettore dell’Università Luiss Guido Carli <strong>Paolo Boccardelli</strong>.</p>
<p>Un altro aspetto forse ancora sottovalutato è “Le nuove armi dell’Intelligenza artificiale” di cui parleranno <strong>Michele Corradino</strong>, Presidente di Sezione del Consiglio di Stato, <strong>Pier Stefano Mannino</strong>, presidente Centro alti studi difesa (CASD).</p>
<p>Altra ospite d’eccezione è <strong>Era Dabla - Norris</strong>, deputy director fiscal affairs department del Fondo monetario internazionale, che spiegherà “Perché il modello attuale di sviluppo dell’intelligenza artificiale può non essere sostenibile”. Seguirà una tavola rotonda di discussione che vedrà la partecipazione, tra gli altri, di <strong>Ulian Sharka</strong>, Ceo &amp; Founder iGenius e di <strong>Isabelle Andrieu</strong>, co-founder di Translated.</p>
<p>Se si parla di IA non può mancare un approfondimento su “Bologna capitale europea dell’intelligenza artificiale”, che vedrà l’introduzione a cura di <strong>Roberto Viola</strong>, direttore generale DG Connect, Commissione europea. E ancora, si parlerà dei nuovi mestieri dell’IA e di intelligenza artificiale nelle università.</p>
<p>Restando sul fronte digitale, a Trento si parlerà anche dello strapotere delle Big Tech e la posizione arretrata dell’Europa: <strong>Alberto Barachini</strong>, sottosegretario alla presidenza del consiglio con delega informazione e editoria, presidenza del Consiglio dei ministri, analizzerà il ritardo dell’Europa nel panel “Colonizzatori di dati” insieme a <strong>Marco Trombetti</strong>, co-founder &amp; Ceo di Translated, mentre <strong>Gian Maria Gros-Pietro</strong>, presidente Intesa Sanpaolo, introdurrà la tavola rotonda “Le big tech dopo l’ascesa di Musk” a cui interverrà <strong>Alberto Sangiovanni Vincentelli</strong>, UC Berkeley, uno dei maggiori esperti al mondo nel campo dell’informatica e ormai leggenda della Silicon Valley. Elon Musk sarà anche protagonista di un vero e proprio processo con tanto di accusa e difesa.</p>
<p>Anche quest’anno, accanto alle analisi di economisti e accademici da tutto il mondo, il Gruppo 24 ORE porta la <strong>visione degli imprenditori</strong> per favorire il confronto e lo scambio di idee ed esperienze sul campo tra mondo accademico e mondo delle imprese. Al Festival dell’Economia di Trento sarà interessante ascoltare il dialogo tra <strong>Paolo Scaroni</strong>, presidente Enel, e <strong>Davide Tabarelli</strong>, presidente e fondatore di Nomisma energia, su “Green deal europeo al banco di prova”. <strong>Andrea Illy</strong>, presidente illycaffè, e <strong>Juliano Salgado</strong>, regista e scrittore figlio del grande fotografo, spiegheranno cos’è l’economia rigenerativa e perché l’Europa può diventarne leader. <strong>Emma Marcegaglia</strong>, presidente e amministratore delegato di Marcegaglia holding, interverrà su “L’economia nelle nuove frontiere dell’Occidente”. <strong>Luigi Abete</strong>, presidente associazione imprese culturali e creative, porterà la sua visione su come “Rilanciare l’Europa manifatturiera”. <strong>Diana Bracco</strong>, presidente e CEO Gruppo Bracco, parlerà di “Multinazionali italiane e competitività”. <strong>Lavinia Biagiotti Cigna</strong>, Presidente e CEO Biagiotti Group, discuterà di “Imprese e scelte di governance” con <strong>Lorenzo Pellicioli</strong>. Tornano poi a Trento due imprenditori che si prestano poco alla ribalta e per questo molto attesi: <strong>Francesco Gaetano Caltagirone</strong>, presidente Gruppo Caltagirone, dialogherà insieme a <strong>Giulio Tremonti</strong>, presidente commissione affari esteri e comunitari, Camera dei deputati, sul tema “Cambiamento o conservazione”, mentre <strong>Marco Tronchetti Provera</strong>, vicepresidente esecutivo Pirelli, interverrà su “Il nuovo disordine mondiale”, un titolo che ben rappresenta l’attuale situazione che stiamo attraversando.</p>
<p><strong>Giulio Tremonti e Romano Prodi</strong>, oltre ad essere presenti in diversi panel, saranno anche protagonisti di interventi singoli. Tra gli ospiti più seguiti dal popolo dello scoiattolo, che esaurisce ogni volta la capienza delle sale, offriranno due modi differenti e originali di vedere il mondo, come già si intuisce dai titoli dei loro interventi: “Tempi facili creano uomini deboli e problemi grandi, tempi difficili creano uomini forti e tempi facili” per Tremonti e “Nuotare nell’incertezza” per Prodi.</p>
<p>Sul fronte della politica sono <strong>già 16 i Ministri</strong> che hanno confermato la loro partecipazione, a cui si aggiunge la partecipazione della <strong>segretaria del Partito democratico</strong>, intervistata da Ferruccio de Bortoli.</p>
<p>Non manca poi a Trento il punto di vista del <strong>mondo della finanza</strong>. Il presidente dell’Abi <strong>Antonio Patuelli</strong> spiegherà perché l’Europa non può esistere senza l’unione bancaria, mentre il presidente Consob <strong>Paolo Savona</strong> interverrà su “Legittimazione delle criptovalute e rischi per i mercati mobiliari”. Da non perdere anche l’intervento di <strong>Donato Masciandaro, </strong>professore dell’Università Bocconie direttore del Comitato sull'educazione finanziaria del MEF,su “Falchi, colombe e gattopardi: le nuove rotte della politica monetaria di Federal reserve e Banca centrale europea”.</p>
<p>Tra le novità del 2025, grande attenzione verrà rivolta ai temi della <strong>sicurezza dei dati e della corruzione</strong>. Su questo fronte il capo della Polizia, direttore generale della pubblica sicurezza, <strong>Vittorio Pisani</strong> parlerà di “Dati criptati e sicurezza pubblica”; <strong>Nunzia Ciardi</strong>, vice direttore generale dell'Agenzia per la cybersicurezza nazionale, interverrà nel panel “Cybersecurity: spie, spioni e hacker”; l’ex procuratore capo di Milano <strong>Francesco Greco</strong> e il giurista e accademico esperto di finanza <strong>Paolo Bernasconi</strong> interverranno su uno dei primi decreti avvallati dalla Presidenza Trump passato in sordina sui media globali ma dall’effetto devastante: il via libera americano alla corruzione internazionale.</p>
<p>Sul fronte criminalità e giustizia interverrà anche <strong>Alessandra Dolci</strong>, procuratore aggiunto di Milano, con <strong>Giovanni Maria Flick</strong>, presidente emerito Corte costituzionale, su “Inchieste giudiziarie, processo e nuove forme di criminalità”, mentre <strong>Salvatore Luongo</strong>, Comandante generale dell’Arma dei carabinieri, interverrà sul valore della legalità e l’esperienza internazionale.</p>
<p>Altra tematica costante al Festival dell’Economia di Trento è il <strong>Fisco</strong>: su “Riforma fiscale: bilancio e prospettive” si confronteranno <strong>Lilia Cavallari</strong>, presidente Ufficio parlamentare di bilancio (Upb), <strong>Elbano De Nuccio</strong>, presidente Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, e <strong>Maurizio Leo</strong>, viceministro dell'Economia e delle finanze, mentre il direttore dell'Agenzia delle entrate <strong>Vincenzo Carbone</strong> spiegherà come gestire controlli e conflitti.</p>
<p>Torna, inoltre, anche quest’anno l’appuntamento con “<strong>l’Osservatorio Pnrr</strong>” del Sole 24 Ore con un confronto tra il<strong> </strong><strong>presidente Provincia autonoma di Trento</strong> e il <strong>presidente della Provincia autonoma di Bolzano–Alto Adige</strong> su “Autonomie e Stati nazionali”. Nell’edizione 2024 ha poi debuttato <strong>l’Osservatorio sulla transizione energetica e climatica</strong> e quest’anno verrà fatto un bilancio dell’anno appena concluso e analizzate le prospettive insieme a <strong>Guido Bortoni</strong>, presidente CESI, ex presidente Arera, e <strong>Fabrizia Lapecorella</strong>, vicesegretario generale Ocse. Infine, <strong>Francesco Greco, </strong>presidente Consiglio nazionale forense, interverrà su “Pnrr e giustizia: bilancio delle riforme a un anno dal traguardo”.</p>
<p>E in tema di transizione energetica il Festival omaggerà<strong> Franco Ferrarotti</strong>, docente e fondatore della facoltà di Sociologia dell’Università di Trento con Bruno Kessler, scomparso nel 2024, con un <strong>seminario in suo onore </strong>intitolato “Sociologia, comunità energetiche e transizione”.</p>
<p>Per il filone dedicato alla <strong>demografia</strong>, l’incontro intitolato “Nel 2050 un italiano su tre avrà più di 65 anni” sarà l’occasione per fare il punto su un’emergenza sottovalutata con <strong>Francesco Billari</strong>, rettore Università Bocconi di Milano, <strong>Gigi De Palo</strong>, presidente Fondazione per la natalità, <strong>Alessandro Rosina</strong>, Università Cattolica del Sacro Cuore. Così come si parlerà delle nuove frontiere della longevità con <strong>Nicola Palmarini</strong>, direttore del NICA – UK National Innovation centre for ageing, e <strong>Vittorio Sebastiano</strong>, ricercatore Stanford Medicine. Appuntamento anche con l’analisi della <strong>qualità della vita di bambini, giovani e anziani</strong> nelle province italiane a cura della redazione de Il Sole 24 Ore.</p>
<p>Infine, in un mondo sempre più coinvolto in conflitti e scontri, sarà di particolare rilevanza l’intervento del cardinale <strong>Matteo Maria Zuppi</strong> su “La pace, valore universale”.</p>
<p>Tra i <strong>rappresentanti delle istituzioni</strong> che interverranno all’edizione 2025 del Festival dell’Economia di Trento, oltre ai Ministri del Governo, saranno presenti tra gli altri anche <strong>Franco Bassanini</strong>, presidente Fondazione Astrid,<strong> Marco Bentivogli</strong>, coordinatore Base Italia, <strong>Tatiana Biagioni</strong>, presidente avvocati Giuslavoristi italiani, <strong>Giulio Biino,</strong> presidente Consiglio nazionale del notariato, <strong>Vincenzo Boccia</strong>, past president Confindustria, <strong>Pierpaolo Bombardieri</strong>, segretario generale Uil, <strong>Gerardo Braggiotti</strong>, country advisor di Goldman Sachs, <strong>Alberto Brambilla</strong>, presidente Centro studi e ricerche itinerari previdenziali, <strong>Renato Brunetta</strong>, presidente del Cnel, <strong>Maria Cannata</strong>, presidente di Mts, il Mercato dei titoli di Stato, <strong>Francesco Maria Chelli</strong>, presidente Istat,<strong> Enrico Credendino</strong>, capo di stato maggiore Marina militare, <strong>Marta Dassù</strong>, senior advisor european affairs Aspen Institute, <strong>Rosario De Luca,</strong> presidente Consiglio nazionale dell'ordine dei consulenti del lavoro, <strong>Federico Freni</strong>, sottosegretario di stato per l’economia e le finanze, <strong>Ian Gallienne</strong>, Ceo Group Bruxelles Lambert, <strong>Franco Gallo</strong>, ex presidente della Corte costituzionale, <strong>Sylvie Goulard</strong>, già Ministro delle forze armate ed ex vicegovernatrice della Banca di Francia, <strong>Maurizio Landini</strong>, segretario generale Cgil, <strong>Filippo La Rosa</strong>, vice direttore generale per la diplomazia pubblica e culturale e direttore centrale per la promozione della cultura e della lingua italiana al Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, <strong>Antonino La Lumia</strong>, presidente ordine degli avvocati di Milano, <strong>Ermete Realacci</strong>, presidente Fondazione Symbola, <strong>Marco Elio Rottigni</strong>, direttore generale Abi, <strong>Linda Laura Sabbadini</strong>, presidente Women twenty 2021, <strong>Gianluca Salvatori</strong>, segretario generale Euricse e Fondazione Italia sociale, <strong>Giulio Sapelli</strong>, presidente Fondazione Germozzi, <strong>Stefano Scarpetta</strong>, direttore per l'Impiego, il lavoro e gli affari sociali Ocse, <strong>Lando Sileoni</strong>, segretario generale Fabi, <strong>Maurizio Tarquini</strong>, direttore generale Confindustria, <strong>Francesco Ubertini</strong>, presidente Cineca, <strong>Rosario Valastro</strong>, presidente Croce Rossa italiana, l’ambasciatore <strong>Armando Varricchio</strong>, <strong>Edoardo Viganò</strong>, vicecancelliere Pontificia accademia delle scienze e scienze sociali, <strong>Gelsomina Vigliotti</strong>, vicepresidente della Banca europea degli investimenti, <strong>Matteo Zoppas</strong>, presidente Ice.</p>
<p>Folto il numero di <strong>rettori e rettrici</strong> delle Università e Business School presenti a Trento: <strong>Elena Beccalli</strong>, Università Cattolica del Sacro Cuore, <strong>Max Bergami</strong>, dean Bologna business school, <strong>Francesco Billari</strong>, Università Bocconi di Milano,<strong> Paolo Boccardelli</strong>, Università Luiss Guido Carli, <strong>Rita Carisano</strong>, direttrice generale Università Luiss Guido Carli, <strong>Stefano Caselli</strong>, dean SDA Bocconi school of management, <strong>Flavio Deflorian</strong>, Università di Trento,<strong> Anna Gervasoni</strong>, Liuc Università Cattaneo, <strong>Giuliano Noci</strong>, prorettore Politecnico di Milano, <strong>Sabrina Nuti</strong>, Scuola superiore Sant'Anna di Pisa <strong>Paola Profeta</strong>, prorettrice per la diversità, inclusione e sostenibilità Università Bocconi, <strong>Donatella Sciuto</strong>, Politecnico di Milano, nonché <strong>Franco Bernabé</strong>, presidente Università degli Studi di Trento, <strong>Paola Severino</strong>, presidente School of Law Università Luiss Guido Carli.</p>
<p>Tra gli <strong>accademici</strong>, da segnalare la presenza tra gli altri di <strong>Cinzia Alcidi</strong>, senior research fellow Centre for European Policy Studies, <strong>Angelo Federico Arcelli</strong>, PhD senior fellow Center for international governance innovation(CIGI), <strong>Roberto Battiston</strong>, Università di Trento, <strong>Roberto D’Alimonte</strong>, Università Luiss Guido Carli, <strong>Veronica De Romanis</strong>, Università Luiss Guido Carli, <strong>Sergio Fabbrini</strong>, Università Luiss Guido Carli, <strong>Elsa Fornero</strong>, Università di Torino, <strong>Santiago Iñiguez de Onzoño</strong>, presidente IE University, <strong>Marco Magnani</strong>, Università Luiss Guido Carli, <strong>Donato Masciandaro</strong>, Università Bocconi, <strong>Martina Mazzotta</strong>, associate fellow The Warburg Institute, <strong>Marcello Messori</strong>, Istituto universitario europeo,  <strong>Pietro Modiano</strong>, economista d'impresa GEI, <strong>Emmanuel Mourlon-Druol</strong>, European University Institute, <strong>Fabrizio Onida</strong>, Università Bocconi, <strong>Fabrizio Pregliasco</strong>, Università degli studi di Milano, <strong>Richard R. Robb</strong>, School of international and public affairs, Columbia University, <strong>Arrigo Sadun</strong>, presidente TLSG International Advisors, <strong>Marcello Signorelli</strong>, direttore dipartimento di economia dell’Università di Perugia, <strong>Paola Subacchi</strong>, incoming chair in sovereign debt Sciences Po, <strong>Maristella Vicini</strong>, ceo Isea - Istituto di studi per l'economia applicata, <strong>Andrea Zoppini</strong>, Università di Roma Tre.</p>
<p>Di rilievo anche il <strong>panel dei Moderatori</strong>, che vede, oltre alla riconferma di<strong> Barbara Carfagna </strong>e di<strong> Maria Latella, </strong>anchela partecipazione dei direttori<strong> Luigi Contu </strong>dell’Ansa,<strong> Luciano Fontana </strong>del Corriere della Sera,<strong> Andrea Malaguti </strong>de La Stampa,<strong> Agnese Pini </strong>del Quotidiano Nazionale,<strong> Guido Boffo </strong>de Il Messaggero,<strong>Mario Sechi </strong>di Libero, <strong>Stefano Stimamiglio</strong> di Famiglia Cristiana,<strong> Giuseppe De Bellis </strong>di Sky Tg 24, <strong>Antonio Preziosi</strong> del TG2, <strong>Giuseppe De Filippi</strong> del TG5, e i giornalisti <strong>Ferruccio de Bortoli, Nicola Saldutti</strong> e <strong>Giuliana Ferraino</strong> del Corriere della Sera,<strong> Walter Galbiati</strong> de La Repubblica, <strong>Marco Ferrando </strong>di Avvenire,<strong>Marcello Zacchè </strong>de Il Giornale,<strong> Corrado Chiominto </strong>dell’Ansa, <strong>Sarah Varetto, Liliana Faccioli Pintozzi, Mariangela Pira</strong> di Sky Tg 24<strong>,</strong> <strong>Pierluigi Depentori</strong> de L’Adige, <strong>Enrico Franco</strong> del Corriere del Trentino,<strong> Simone Casalini </strong>de Il T.</p>
<p>Tra gli eventi si annoverano appuntamenti organizzati in collaborazione con <em>Aspenia, GEI - Associazione Italiana Economisti d’Impresa, Isea - Istituto di studi per l'economia applicata, ISPI - Istituto per gli studi di politica internazionale, Scuola di Studi Internazionali dell’Università di Trento, SIE - Società Italiana di Economia, Fondazione Eticità.</em></p>
<p><strong>FUORI FESTIVAL</strong></p>
<p><em>----<strong>Programma Completo</strong> dei Panel e Ospiti nel <strong>Comunicato Stampa dedicato</strong>----</em></p>
<p><strong>ECONOMIE DEI TERRITORI</strong></p>
<p>Cultura, salute, nuovi modelli di leadership, innovazione tecnologica, educazione e partecipazione giovanile: i temi al centro dei <strong>ben oltre venti appuntamenti</strong> tradizionalmente <strong>curati dagli stakeholder del territorio trentino</strong> e raccolti nel programma "Economie dei territori" vanno ben oltre l’economia.</p>
<p>Un ciclo di incontri che, per questa ventesima edizione del festival, allarga ancora gli orizzonti con uno sguardo sempre innovativo e attuale. Un palinsesto che cresce con ospiti illustri coinvolti grazie al prezioso lavoro di: Altroconsumo, APSS, Associazione Artigiani Trentino, Commercianti al Dettaglio del Trentino - Categoria autoconcessionari, Cassa del Trentino, CPO, Confindustria Trento, Confprofessioni, Consulta Provinciale degli Studenti, Fiavet Trentino Alto Adige, FIPE, Fondazione Caritro, Fondazione Demarchi, Fondazione Mach, Fondazione Negrelli, Fondazione Bruno Kessler, Giovani Imprenditori Terziario, HIT – Hub Innovazione Trentino, IPRASE, JETN, MUSE, Sanifonds, Trentino Digitale, Trentino Sviluppo e TSM - Trentino school of management. </p>
<p><strong>INCONTRI CON L'AUTORE</strong></p>
<p>Giornalisti, analisti, esponenti di primo piano del mondo politico-istituzionale, accademico e culturale italiano saranno protagonisti del nuovo ciclo di appuntamenti dedicato ai libri.</p>
<p>Gli "Incontri con l'autore" tornano grazie alla collaborazione del Gruppo 24 ORE con alcuni dei maggiori editori italiani, presenti anche quest'anno al Festival dell’Economia di Trento con firme autorevoli. Protagonisti saranno Roger Abravanel, Mauro Balletti, Enrico Bartolini, Martina Baradel, Marco Belardi, Daniele, Bellasio, Franco Bernabé, Luca Bosco, Luciano Canova, Adriana Castagnoli, Primo Ceppellini, Luigi Contu, Carlo Cottarelli, Emilio Cozzi, Luca D’Agnese, Luca De Biase, Claudio De Vincenti, Chiara Di Cristofaro, Roberto Garofoli, Luca Gatto, Alessandro Giordani, Barbara Gobbi, Nicola Gratteri, Anna Lambiase, Massimo Lapucci, Stefano Lucchini, Rosanna Magnano, Marco Magnani, Luca Mari, Bernardo Giorgio Mattarella, Serena Mazzini, Francesco Micheli, Antonio Nicaso, Giuliano Noci, Luigi Paganetto, Carlo Rimini, Simona Rossitto, Luca Tremolada, Giulio Tremonti, Roberto Viola, Livia Zancaner.</p>
<p>Un ampio programma di presentazioni che vedranno protagonisti autori de <strong>Il</strong> <strong>Sole 24 Ore</strong>, <strong>24 ORE Cultura</strong>, <strong>Baldini+Castoldi</strong>, <strong>Bocconi ed Eurilink University Press</strong>,<strong> Egea</strong>, <strong>Il Mulino</strong>, <strong>Il Saggiatore</strong>, <strong>La Nave di Teseo</strong>, <strong>Mondadori</strong>, <strong>Rizzoli</strong>, <strong>Solferino</strong>.</p>
<p><strong>FESTIVAL DELL’ECONOMIA TUTTO L’ANNO</strong></p>
<p>Una delle novità introdotte dal Gruppo 24 ORE nella formula dello storico Festival dell’Economia di Trento è stata quella di <strong>far vivere la manifestazione tutto l’anno</strong>, anche al di fuori delle giornate canoniche della kermesse e in località diverse dal territorio trentino. Due le iniziative organizzate nei mesi di febbraio e marzo 2025 a livello sia nazionale che internazionale. Si è svolto in <strong>due tappe</strong> il terzo ciclo del roadshow internazionale <strong>ROAD to TRENTO</strong>, organizzato in collaborazione con le<strong> Ambasciate</strong> <strong>italiane nel mondo</strong> per portare il Festival dell’Economia di Trento all’estero: <strong>New York e Parigi</strong>, dopo le tappe dei due anni precedenti a Lugano, San Francisco, Abu Dhabi, Johannesburg, Nuova Delhi, Londra e Berlino.</p>
<p><strong>Tre</strong> invece le tappe del <strong>tour</strong> <strong>nelle università e scuole italiane </strong>programmate finora: il CUOA Business School di Vicenza (Altavilla Vicentina), l’Università degli Studi di Perugia e la Bologna Business School.</p>
<p><strong>UN NUOVO SITO E MODALITÀ DI ACCESSO AGLI EVENTI</strong></p>
<p>Per festeggiare i suoi 20 anni, il sito del Festival dell’Economia di Trento (<strong>www.festivaleconomia.it</strong>) si presenta con una <strong>veste grafica completamente nuova</strong> e <strong>ricca di contenuti e di servizi</strong> per fruire in modo facile del ricco palinsesto offerto durante i giorni del festival. Un punto di riferimento, <strong>anche in inglese e tedesco</strong>, per scoprire temi, ospiti ed eventi che animeranno il Festival. Inoltre, l’organizzazione ha deciso di migliorare l’esperienza di chi assisterà agli eventi: attraverso una semplice registrazione, riservata ai maggiori di 18 anni e da effettuare una volta sola sul sito del Festival, il pubblico potrà accedere alle sale, rimanere aggiornato sulle novità durante i 4 giorni della kermesse. Attraverso la registrazione sarà inoltre disponibile un'area personale in cui organizzare i propri giorni al festival e sarà possibile accedere alla diretta in live streaming dei principali talk. La registrazione è necessaria ma non assicura un posto agli eventi che saranno ad accesso gratuito fino ad esaurimento posti.<strong> </strong></p>
<p><strong>LA CERTIFICAZIONE PER UN FESTIVAL ACCESSIBILE E SOSTENIBILE</strong></p>
<p>Nel 2023 e nel 2024 il Festival dell’Economia ha ottenuto la certificazione del sistema di gestione sostenibile dell'evento in conformità con la UNI ISO 202121:2012. Trentino Marketing, con la massima condivisione da parte del Gruppo 24 ORE, si impegna a rinnovare il sistema di gestione dell’organizzazione secondo lo Standard Internazionale UNI ISO 20121:2024 anche per il 2025. Saranno installati erogatori d'acqua e isole ecologiche in tutta l'area del festival. Inoltre, tutte le sale del festival saranno dotate di una scheda tecnica dettagliata, disponibile sul sito ufficiale, che fornirà informazioni complete sull'accessibilità per le persone con disabilità motoria. Una delle sale del festival vedrà la presenza di interpreti in LIS (Lingua dei Segni Italiana) per garantire l'accesso ai contenuti anche a persone non udenti. Per garantire un'accoglienza ottimale, è stata creata una mail dedicata per tutte le richieste relative all'accessibilità: inclusione@trentinomarketing.org. Inoltre, il festival ospiterà la presenza dell'Associazione Mondo Doula, che allestirà uno spazio di accoglienza per le famiglie. Tutte le informazioni sono reperibili nella pagina "Un festival sostenibile" del sito del festival.</p>
<p>Sul tema della mobilità torna anche quest’anno il trenino elettrico per portare ospiti e pubblico nelle varie location del festival. Novità di quest'anno grazie all'intervento di Itas Mutua è la navetta per raggiungere comodamente gli appuntamenti all'ITAS FORUM.</p>
<p><strong>MEDIA PARTNER</strong></p>
<p>Accanto alla presenza dei media del Gruppo 24 ORE, il Festival dell'Economia di Trento 2023 conferma un quadro di<strong> media partnership di assoluto prestigio</strong>. <strong>Sky Tg 24</strong> torna a Trento con uno studio che trasmetterà in diretta da <strong>Piazza Duomo</strong> conunvero <strong>media center a cielo aperto. </strong>Rinnovano la partnership anche <strong>Financial Times</strong> ed <strong>ElEconomista.es </strong>a cuiquest’anno si aggiunge il principale quotidiano olandese <strong>De Telegraaf,</strong> a testimonianza dell’interesse sempre più internazionale suscitato dal Festival dell’Economia di Trento. Tre partnership che ribadiscono la <strong>qualità del format</strong> del Festival ideato dal Gruppo 24 ORE e il <strong>concreto</strong> <strong>profilo internazionale</strong> della manifestazione.</p>
<p><strong>LA COPERTURA MEDIATICA del GRUPPO 24 ORE</strong></p>
<p>Il Gruppo 24 ORE metterà nuovamente in campo tutta la sua capacità di produzione informativa per raccontare le giornate del Festival dando vita a una serie di <strong>edizioni speciali</strong> del quotidiano con dorsi dedicati dal venerdì al martedì che approfondiranno i principali temi trattati nelle quattro giornate del festival. Sarà ancora più elevato il coinvolgimento dei giornalisti del <strong>Sole 24 Ore e dell’Agenzia di Stampa Radiocor </strong>pergarantire massima copertura all’evento in coordinamento con la <strong>redazione multimediale,</strong> che alimenterà le <strong>piattaforme digitali ed i canali social</strong>.</p>
<p><strong>Radio 24</strong> sarà ancora più protagonista in Piazza Cesare Battisti. Oltre allo <strong>studio</strong> da cui trasmetterà le dirette dei programmi in palinsesto, animerà un vero e proprio <strong>palco</strong> dove si alterneranno spettacoli LIVE dei conduttori e la produzione live di alcuni episodi delle serie di “24Ore Podcast”: il centro della città di Trento prenderà vita, coinvolgendo il pubblico e facendo vivere il festival in piazza fuori dalle location istituzionali.</p>
<p>I <strong>contenuti del Festival dell’Economia</strong> diventeranno anche i contenuti di <strong>nuove serie Podcast</strong>, realizzati da Il Sole 24 Ore e da Radio 24, per riascoltare ed approfondire alcuni degli interventi e dei temi più significativi. E nell’attesa è disponibile sui siti de Il Sole 24 Ore, di Radio 24 e su tutte le principali piattaforme audio il Podcast “Le grandi voci del Festival dell’economia”.</p>
<p><strong>I PARTNER DEL FESTIVAL DELL’ECONOMIA DI TRENTO 2025</strong></p>
<p>A conferma del riconoscimento che le aziende attribuiscono alla formula della manifestazione a firma del Gruppo 24 ORE, l’edizione 2025 del Festival dell’Economia di Trento registra un ulteriore aumento di adesioni dei Partner: <strong>le realtà già confermate sono 52</strong>, ancora un <strong>nuovo record </strong>nella storia della manifestazione.</p>
<p>I <strong>TOP PARTNER </strong>del 2025 sono ANGELINI INDUSTRIES, CONFCOOPERATIVE, ENEL, INTESA SANPAOLO.</p>
<p>I <strong>MAIN PARTNER</strong> sono AUTOSTRADE PER L’ITALIA, DHL EXPRESS ITALY, ITAS MUTUA, MUNDYS.</p>
<p>Gli <strong>OFFICIAL PARTNER</strong> sono ABI – ASSOCIAZIONE BANCARIA ITALIANA, ACEA, AMPLIFON, AUTOSTRADA DEL BRENNERO, BANCOMAT, CASSA DEPOSITI E PRESTITI (CDP), CONAI – CONSORZIO NAZIONALE IMBALLAGGI, CONOU – CONSORZIO NAZIONALE OLI MINERALI USATI, DLA PIPER, ENAV SPA, EPTA, FIAT, FINCANTIERI, GRUPPO DOLOMITI ENERGIA, GRUPPO IMQ, HINES, ITALCER GROUP, PWC ITALIA, REKEEP, RINA, SERVIZIO PER IL SOSTEGNO ECONOMICO ALLA CHIESA CATTOLICA, SIMEST, SIRAM VEOLIA, SNAM, TERNA, UNIVERSITÀ LUISS GUIDO CARLI, WEBUILD.</p>
<p>I <strong>SUPPORTER</strong> sono ARVEDI, BONELLIEREDE, CHRISTOFFERSON, ROBB &amp; COMPANY LLC, CONSORZIO DI TUTELA MOZZARELLA DI BUFALA CAMPANA DOP, GETRA, GRANT THORNTON, MUSE – MUSEO DELLE SCIENZE DI TRENTO, RUMMO, STARTING FINANCE, TINEXTA.</p>
<p>Tra novità e conferme, ACEPI – ASSOCIAZIONE ITALIANA CERTIFICATI E PRODOTTI DI INVESTIMENTO, CDP VENTURE CAPITAL, FONDAZIONE CARITRO, LEONARDO e ANDREA BOCELLI FOUNDATION – ENTE FILANTROPICO hanno scelto di essere protagonisti come <strong>partner del FUORI FESTIVAL</strong>, che quest’anno si propone come uno spazio di attenzione ai talenti per ispirare i giovani e avvicinare il mondo dell’impresa ai contesti in cui si costruisce il futuro.</p>
<p>Il Festival dell’Economia di Trento 2025 inoltre continua ad avvalersi della <strong>collaborazione</strong> di PARLAMENTO EUROPEO e della COMMISSIONE EUROPEA. </p>
<p><strong>OSPITALITA' TRENTINA</strong></p>
<p>L’ospitalità del Festival dell’Economia, che si terrà nei giorni del Festival presso Palazzo Roccabruna sede dell’Enoteca Provinciale e casa dei prodotti trentini, sarà curata da Trentino Marketing, dalla Camera di Commercio di Trento e dalla Federazione trentina della Cooperazione dando valore al messaggio di queste giornate: “Il gusto di stare Insieme”. Saranno esaltate le produzioni dei consorzi Melinda, La Trentina, Astro, Agri 90, Agraria Riva del Garda, Trentingrana - Gruppo Formaggi del Trentino, la Federazione Provinciale Allevatori e il supporto di Levico Acque, Bontadi Caffè, Aflovit e Associazione Panificatori della Provincia di Trento. Saranno presenti i ragazzi e le ragazze dell'Istituto di Formazione Professionale Alberghiero di Rovereto.</p>
<p><strong>LE UNIVERSITA’ e LE BUSINESS SCHOOL COINVOLTE</strong></p>
<p><strong>Sono oltre 44</strong> le <strong>Università</strong> e le <strong>Business School</strong> che hanno aderito <strong>alla XX edizione del Festival</strong>: Bologna Business School; Ca’ Foscari di Venezia; Dublin City University; European University Institute; IE University; Luiss Business School; School of international and public affairs Columbia University; HKUST (Hong Kong University of Science and Technology); Istituto Universitario europeo; King Sa’ud University; Luiss School of Government; Massachusetts Institute of Technology di Boston; Pekin University; Oxford University; Politecnico di Milano; Tsinghua University; Università Bocconi di Milano; SDA Bocconi School of Management; Università Cattolica del Sacro Cuore; Università Luiss Guido Carli; Università degli Studi dell'Insubria; Università degli Studi di Bari; Università degli Studi di Milano Statale; Università degli Studi di Napoli Federico II; Università del Piemonte orientale; Università di Bologna; Università di Chieti – Pescara; Università di Foggia; Università di Ferrara; Università di Milano Bicocca; Università di Modena Reggio-Emilia; Università di Padova; Università di Parma; Università di Perugia; Università di Roma Tor Vergata; Università di Torino; Università di Trento; Università europea di Roma; Università La Sapienza di Roma; Università Politecnica delle Marche; Università Roma Tre; Università Sciences Pò; University of Chicago; University of London.</p>
<p><strong>I NUMERI DEL FESTIVAL DELL’ECONOMIA DI TRENTO 2025</strong><strong>:</strong></p>
<p>Questi i numeri del <strong>Programma 2025 </strong>del Festival dell’Economia di Trento coordinato dal <strong>Comitato Scientifico della manifestazione </strong>presieduto dal Direttore del Sole 24 Ore, di Radio 24 e dell’agenzia di stampa Radiocor <strong>Fabio Tamburini</strong> e compostodal Professor <strong>Luigi Bonatti</strong>, ordinario di Politica economica all’Università di Trento, dalla Professoressa <strong>Ericka Costa</strong>, associata di Economia aziendale del Dipartimento di Economia e Management dell’Università di Trento e dalla Storica dell’economia <strong>Adriana Castagnoli</strong>, già docente di Storia contemporanea all’Università di Torino.</p>
<ul>
<li><strong>6 PREMI NOBEL</strong></li>
<li><strong>16 Ministri (a oggi)</strong></li>
<li><strong>107 RELATORI MONDO ACCADEMICO</strong></li>
<li><strong>45 ECONOMISTI NAZIONALI e INTERNAZIONALI</strong></li>
<li><strong>66 ESPONENTI delle ISTITUZIONI</strong></li>
<li><strong>61 MANAGER e IMPRENDITORI</strong></li>
<li><strong>oltre 650 relatori totali</strong></li>
<li><strong>oltre 300 eventi</strong><strong> totali</strong></li>
</ul>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio stampa Pat</author></item><item><guid isPermaLink="false">bb3169e5-9e1a-46d8-8530-c3d649793bc7</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/festival-economia-2025-fuori-festival</link><title>I giovani al centro del Fuori Festival 2025</title><description>Nuovi spazi di dialogo e confronto per un palinsesto che guarda al futuro delle nuove generazioni.</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/xzhjpc0g/8n4a2493.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/festival-economia-2025-fuori-festival" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2000</width><height>1334</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[Il Fuori Festival 2025 mette al centro i giovani e propone un programma ricco di eventi, labora-tori e dibattiti, progettato per stimolare e sostenere idee innovative, tra formazione e intratte-nimento intelligente, con format diversificati pensati per coinvolgere anche un pubblico di tut-te le età.<br />Il Fuori Festival 2025 si distingue per la sua inclusività, offrendo spazi di dialogo e confronto per le nuove generazioni e, più in generale, promuovendo la partecipazione attiva di un target trasversale. In un programma fitto e variegato, non mancheranno appuntamenti dedicati all’economia sociale, attività di formazione e laboratori e incontri verticali dedicati al mondo del lavoro, al benessere, alla salute e alla sostenibilità.<br />
<p><strong>SPAZIO ALLE VOCI DEL DOMANI</strong></p>
<p>Quella di quest’anno sarà un’edizione all’insegna della <strong>partecipazione attiva e della condivisione di pensiero</strong>: la nuovissima <strong>Lounge del Fuori Festival</strong> in Piazza Fiera sarà il luogo di riferimento di alcuni degli appuntamenti più significativi a partire da CALL FOR IDEAS <strong>“Le voci del domani”</strong>, l’iniziativa promossa dal Comitato Scientifico del Festival e dal comitato organizzatore del Fuori Festival per dare voce alle nuove generazioni. Grazie a questa iniziativa, i<strong> giovani saranno coinvolti</strong> non solo come pubblico, ma anche come parte attiva in alcuni dei panel, <strong>portando</strong> nelle 4 giornate <strong>anche</strong> <strong>le loro idee,</strong> <strong>il loro punto di vista e le loro</strong> <strong>speranze per il futuro</strong>.  Al Festival la partecipazione riguarderà studentesse e studenti universitari nel ruolo di “autori” di un panel o di “speaker” coinvolti su argomenti di loro interesse ed inseriti in alcune delle tavole rotonde in programma; al Fuori Festival<strong> ragazzi e ragazze</strong> <strong>tra i 16 e i 26 anni</strong> allargheranno i temi e porteranno al centro del dibattito gli argomenti di maggior interesse per il pubblico dei giovani, animando momenti di confronto con il pubblico aperti, informali e stimolanti. Nell’una e nell’altra iniziativa, ragazzi e ragazze avranno così una voce e l’opportunità di esprimere la propria visione del mondo di oggi e di domani.</p>
<p><strong>I VISIONARI</strong></p>
<p>Le tendenze più attuali e le contaminazioni verso il futuro saranno il contributo dei “<strong>Visionari</strong>”, social talent, artisti e divulgatori che anche quest’anno saranno protagonisti del Fuori Festival usando linguaggi coinvolgenti e innovativi.</p>
<p>Con la giovane divulgatrice <strong>Virginia Benzi</strong>, alias “QUANTUM GIRL”, si approfondirà il ruolo delle discipline scientifiche e tecniche nella costruzione del domani,coinvolgendoi ragazzi con quiz sul tema STEM e FUTURO; <strong>Stefano Mancuso</strong>, neurobiologo e direttore del Laboratorio Internazionale di Neurobiologia Vegetale, guiderà il pubblico alla scoperta della neurobiologia vegetale, per comprendere come le piante siano organismi sociali sofisticati ed evoluti, costruiti su un modello totalmente diverso dal nostro; <strong>Antonio Losito</strong>, autore tv, podcaster, divulgatore pop, utilizzerà il suo stile ironico e coinvolgente per parlare di democrazia e di come fake news e intelligenza artificiale possano – in poche mosse – destabilizzarla.</p>
<p>Tra i “visionari” una sezione importante sarà naturalmente dedicata all’educazione finanziaria, tema cardine per le giovani generazioni e non solo, in un mondo in cui la gestione delle proprie finanze costituisce un aspetto sempre più rilevante per il benessere individuale e collettivo. <strong>Alan Smith</strong>, responsabile del team Visual e Data Journalism del Financial Times, spiegherà come l'innovazione scaturisca spesso da idee audaci, mentre <strong>Annalisa Monfreda</strong>, giornalista e scrittrice, co-fondatrice di Rame, guiderà un panel dedicato al rapporto con il denaro, in collaborazione con Fondazione Caritro. Tornerà anche l’atteso appuntamento con <strong>Young Finance, </strong>il progetto di educazione finanziaria de Il Sole 24 ORE rivolto ai ragazzi: il giornalista <strong>Marco lo Conte, </strong>lo Youtuber <strong>Gianluigi Ballarani </strong>e i professori<strong> Elia Bombardelli </strong>e <strong>Paolo Colletti </strong>condurranno CRYPTOGAME​, un appuntamento interattivo che, attraverso quiz e domande, sosterrà la divulgazione aiutando a prevenire eventuali errori, truffe o scelte sbagliate.</p>
<p>A chiudere gli appuntamenti dei “visionari” in piazza Fiera sarà il fumettista e autore tv<strong> Makkox </strong>con un panel su <strong>“La satira al tempo dei social”,</strong> per celebrare i 20 anni del Festival dell’Economia assieme allo Studio d’arte Andromeda, che con i suoi disegnatori e fumettisti accompagna da sempre la kermesse.</p>
<p><strong>UN PALINSESTO PER BAMBINI E FAMIGLIE AL MUSE</strong></p>
<p>Come da tradizione,<strong> il Fuori Festival 2025 non mancherà di offrire proposte educative e di intrattenimento ai più piccoli e alle famiglie con un palinsesto </strong>realizzato in collaborazione con il <strong>Museo delle Scienze di Trento: </strong>laboratori, esperienze interattive e momenti di gioco per bambini e ragazzi dai 6 ai 13 anni consentiranno di vivere <strong>un’esperienza coinvolgente, </strong>immersi nel verde del Parco del MUSE, dove sarà allestita una CLOUD che ospiterà il programma dei quattro giorni del Festival.</p>
<p>Tornano gli appuntamenti con le storie di <strong>Fiabe e denaro, i laboratori di educazione finanziaria che formano i più giovani attraverso la lettura di fiabe </strong>curate dagli educatori della <strong>Fondazione Caritro</strong>. Un’altra importante novità di questa edizione è la presenza negli spazi educational del Fuori Festival del marchio<strong> Giotto </strong>con le sue <strong>iconiche matite colorate Giotto Supermina </strong>a disposizione dei più piccoli per dare libero sfogo alla loro fantasia. </p>
<p>Lo spazio dedicato ai libri sarà animato con il coinvolgimento degli illustratori della collana <strong>Disney </strong>dedicata all’educazione finanziaria<strong>, l’ECONOMIA DI ZIO PAPERONE,</strong> mentre <strong>l’autore </strong><strong>Paolo De Piazzi </strong>guiderà i giovani come dei veri esploratori in un viaggio attraverso le meraviglie del mondo animale.</p>
<p>Un altro dei protagonisti del palinsesto sarà il <strong>cibo, esplorato in tutte le sue dimensioni sensoriali e scientifiche</strong>: nelle giornate del Festival saranno organizzare visite alla mostra del MUSE “<strong>Food Sound. Il suono nascosto del cibo</strong>”, proposti laboratori sull’<strong>alimentazione per scoprire l’influenza che il cervello ha sul nostro modo di percepire il cibo</strong> e <strong>esperienze di degustazione di acque da fonte</strong>.</p>
<p><strong>Con i</strong> <strong>maestri casari del Consorzio di Tutela Mozzarella di Bufala Campana DOP, </strong>grandi e piccini verranno guidati alla scoperta del cibo che nasce da procedimenti di lavorazione della materia prima per arrivare con nuova forma e consistenza sulla nostra tavola: è “la magia del latte”, i processi sorprendenti che danno vita a un formaggio. Nel weekend la cloud del MUSE ospiterà tra l’altro appuntamenti dedicati alla nutrizione e al benessere psicofisico: tra gli ospiti il biologo di fama internazionale, <strong>Daniel Lumera</strong>, che guiderà una sessione pratica per conoscere il potere della meditazione.</p>
<p>Non può esserci salute del corpo senza salute mentale, un universo complesso, ancora poco esplorato e spesso frainteso, che merita attenzione e comprensione. <strong>24 ORE Salute proporrà un ciclo di incontri dedicati a questo tema e realizzati con il supporto di Angelini Industries.</strong> Attraverso le testimonianze di esperti e di chi ha vissuto queste esperienze in prima persona, si parlerà soprattutto di giovani, di donne e dell’equilibrio – spesso fragile – tra vita privata e lavoro. Inoltre, in Piazza Fiera, Angelini Industries proporrà l’installazione dal titolo “<strong>Tu come stai?”</strong>, uno spazio pensato per accogliere messaggi del pubblico del Fuori Festival che in forma anonima potrà lasciare pensieri e parole che hanno bisogno di trovare voce.</p>
<p><strong>ECONOMIA SOCIALE</strong></p>
<p>Altra novità del Fuori Festival 2025 il <strong>nuovo filone dedicato all’ Economia Sociale</strong>, in cui verranno raccontate storie di solidarietà, cooperazione e inclusione, come nel caso dell’associazione <strong>CCO – Crisi Come Opportunità </strong>che, dal 2013, porta laboratori di musica e teatro all’interno degli istituti di pena per minori. All’interno del panel “<strong>Portami là fuori - rap e teatro negli istituti di pena per minori</strong>” si racconterà l’esperienza del rapper e formatore <strong>Francesco Kento Carlo </strong>con la regista e pedagogista teatrale <strong>Adriana Follieri</strong>. Il giovane rapper Totò chiuderà l’incontro con una performance live.  </p>
<p>A Trento saranno presenti i giovani <strong>clown volontari </strong>dell'<strong>Associazione Veronica Sacchi Odv </strong>che, quotidianamente, portano sorrisi a chiunque viva un momento di malattia o disagio e i volontari de <strong>La Forza e il sorriso onlus</strong> che illustreranno il loro progetto volto a migliorare il benessere delle pazienti oncologiche. Queste realtà e <strong>Gaslininsieme ETS – </strong>Fondazione di Partecipazione che si occupa dello sviluppo di progetti a sostegno della cura e assistenza, della ricerca, dell’accoglienza e umanizzazione delle cure dei piccoli pazienti dell’ospedale pediatrico Gaslini di Genova - si confronteranno inoltre in un panel dedicato al tema dell’assistenza alle persone fragili.</p>
<p>Dare un contributo concreto alla società attraverso un impegno solidale è anche l’obiettivo della<strong> Andrea Bocelli Foundation- Ente Filantropico</strong>, chesarà a Trento per far conoscere quanto il Terzo Settore possa fare per la comunità.</p>
<p>Il tema della tutela dei minori online, sempre più di rilievo, sarà l’oggetto del panel in collaborazione con la<strong> Polizia Postale </strong>“<strong>I minori e le insidie della rete: riconoscere i segnali</strong>”: lo sviluppo di una società si riconosce non solo dall’attenzione a chi è in difficoltà, ma anche dalla capacità di proteggere i più piccoli.</p>
<p>Spregiudicata ironia e brillante improvvisazione, per superare i confini del politicamente corretto, saranno in scena all’Auditorium Santa Chiara con lo show <strong>"Din Don Down”</strong>, ideato da<strong> Paolo Ruffini per Vera Produzioni con Paolo Ruffini e </strong>la<strong> Compagnia Mayor Von Frinzius, </strong>composta da attori con disabilità con la regia di <strong>Lamberto Giannini</strong>, il coordinamento artistico<strong> Rachele Casali </strong>e accompagnamento al pianoforte di <strong>Claudia Campolongo.</strong></p>
<p><strong>MUSICA OLTRE L'INTRATTENIMENTO</strong></p>
<p>Tornano gli appuntamenti con la musica che quest’anno sarà protagonista non solo come forma d’arte e intrattenimento serale ma anche come tematica di incontri e panel dedicati alla creatività alle opportunità di carriera in ambito musicale.</p>
<p>Tra questi<strong>, SWIPE</strong>, il format curato da <strong>Fondazione Caritro</strong>, dove troveranno spazio le testimonianze di chi ha trasformato la passione per la musica in una professione: tra gli ospiti <strong>Shablo</strong>, produttore e manager, <strong>con la moderazione di Rudy Zerbi</strong>.</p>
<p>L’appuntamento “<strong>B</strong><strong>reaking the Loop: Musica Elettronica e Rappresentazione di Genere” </strong>sarà dedicatoalle sfide e le opportunità per le produttrici e le professioniste del settore discografico. Seguirà una esibizione live alla lounge del Fuori Festival con <strong>Plastica e White Mary</strong>.</p>
<p>Si riconfermano gli appuntamenti “parole e musica” al Teatro Sociale con i grandi nomi della musica italiana, come il cantautore <strong>Brunori</strong> <strong>SAS, interprete ironico ma profondamente introspettivo,</strong> e la cantautrice <strong>Gaia, con le sue sonorità pop e influenze latino-americane</strong>.</p>
<p>A salire sul palco del Fuori Festival sarà anche <strong>Manuel Agnelli</strong>: con “SUONI DAL FUTURO PER AGNELLI”, il musicista e conduttore di Radio 24dialogherà - in un incontro unico e coinvolgente - con alcuni dei protagonisti di <em>"Carne Fresca, Suoni dal Futuro"</em>, la rassegna che da mesi anima le serate del Germi – il suo spazio culturale milanese – con le voci più fresche e autentiche della nuova musica italiana.</p>
<p>Il palinsesto musicale del Fuori Festival presenta alcuni importanti appuntamenti dedicati alla musica classica. Tra i protagonisti, il <strong>Maestro Uto Ughi </strong>con due incontri di rilievo all’Auditorium Santa Chiara, realizzati in collaborazione con la <strong>Fondazione Uto Ughi, </strong>impegnata nella divulgazione della musica classica tra le nuove generazioni e nella valorizzazione del grande patrimonio musicale classico del nostro paese. La mattinata di venerdì 23 maggio si aprirà con "<strong>Note e storie: a lezione con Uto Ughi</strong>", in cui il Maestro racconterà la musica ai giovani con una lezione-concerto aperta al pubblico durante le prove con l'orchestra "I Virtuosi Italiani", mentre la sera si terrà il <strong>concerto</strong> dal titolo:<strong> "Economia in Musica: Il Viaggio Sonoro di Uto Ughi" con l’Orchestra “I virtuosi Italiani”.</strong></p>
<p>Tra gli altri eventi di musica classica in programma, un concerto esclusivo della pianista di fama internazionale <strong>Gile Bae</strong>, e l'incontro condotto da <strong>Piero Maranghi</strong>, direttore di SKY Classica, dedicato a “L’impresa del Melodramma”.</p>
<p><strong>COMEDY</strong></p>
<p>Nelle serate del Fuori Festival, alla magia della musica si aggiungerà il potere della risata: da <strong>giovedì 22 a sabato 24 maggio</strong>, alcuni dei migliori talenti della scena comica italiana saliranno sul palco per regalare momenti di leggerezza e ironia. Si partirà giovedì 22 con lo spettacolo condotto da<strong> Davide Paniate "Le donne non fanno ridere"</strong>, ideato e prodotto da Paolo Ruffini per Vera Produzioni con la partecipazione di <strong>Beatrice Baldaccini, Aurora Camilli, Claudia Campolongo, Alice De Andrè, Ginevra Fenyes, Corinna Grandi, Elisa Marinoni</strong>. Venerdì 23 vedrà sul palco della Filarmonica <strong>“Una serata con Carlo Amleto</strong>”. Sabato 24 l’appuntamento sarà con l’umorismo diretto e pungente di <strong>Luca Ravenna </strong>e il suo spettacolo<strong> “I miei bitcoin”</strong>.</p>
<p><strong>RADIO 24 PROTAGONISTA A PIAZZA BATTISTI</strong></p>
<p>Anche quest’anno, il <strong>palco di Radio 24</strong> in Piazza Battisti sarà protagonista con le sue <strong>trasmissioni in diretta live</strong> fin dal mattino. Un’occasione unica per il pubblico di <strong>incontrare i conduttori</strong>, scoprire il dietro le quinte della radio e vivere l’emozione della diretta, tra <strong>attualità, economia, salute, costume, società e approfondimenti internazionali</strong>. Tra giovedì 22 e venerdì 23 andranno in onda “24 Mattino”, “Uno, Nessuno, 100Milan”, “Effetto Giorno”, “Due di Denari”, “Focus Economia”, “La Zanzara”, “Nessun Luogo è Lontano”, mentre nel weekend sarà la volta di “Amici e Nemici”, “Si Può Fare”, “Europa Europa”, “Obiettivo Salute Week End”, “Obiettivo Salute in Tavola” e “Non Mi Capisci” e lo “Speciale Festival Economia di Trento”.</p>
<p>Torna anche l’appuntamento con i <strong>live show di Radio 24</strong>: da<strong> Giampaolo Musumeci</strong> e Beppe Salmetti con "<strong>Nessun Luogo è Lontano Live</strong>" ai <strong>Ciappter Ileven </strong>e la loro<strong> "TRUFFO-NOMIA – Festival delle truffe, da Charles Ponzi alle cleptovalute"</strong>, passando per la<strong> Conferenza Stampa de "La Zanzara"</strong>, dove<strong> Giuseppe Cruciani </strong>e <strong>David Parenzo </strong>risponderanno senza filtri alle domande del pubblico, sino al nuovo format dello spettacolo degli <strong>Off Topic </strong>dal titolo<strong> “PATRIARCATO S.p.A”.</strong></p>
<p><strong>I PODCAST LIVE</strong></p>
<p>Il <strong>palco di Radio 24</strong> in Piazza Cesare Battisti ospiterà la <strong>produzione live di alcuni episodi delle serie di </strong><strong>“24Ore Podcast”</strong>più seguite e innovative. L’appuntamento sarà con: "Elon. Uno, Nessuno, Cento Musk", "2024 Speciale Intelligenza Artificiale", "La Quarta Medaglia" a cui si aggiungono i Podcast Daily del Sole 24 Ore, tra cui “Market Mover”.</p>
<p>Il mondo Podcast entrerà anche nelle scuole di Trento: alcune classi avranno l'opportunità di partecipare ad una puntata speciale di <strong>"That's America – dietro le quinte degli Stati Uniti" </strong>di <strong>Alessandro Milan e Andrew Spannaus.</strong></p>
<p>In piazza Fiera, invece, Alessandra Scaglioni, Responsabile coordinamento 24Ore Podcast, insieme ad alcune delle principali professionalità del Gruppo 24 ORE guideranno il panel <strong>“Come nasce un Podcast”.</strong></p>
<p><strong>20 ANNI DI FESTIVAL DELL’ECONOMIA DI TRENTO</strong></p>
<p>Anche quest’anno, lo studio d'arte Andromeda torna al Festival dell'Economia con uno sguardo critico e satirico sul mondo dell’informazione. Oltre alla consueta mostra annuale, intitolata "Sorrisi del Mondo", sarà possibile fare un viaggio nel tempo grazie alla mostra "20 Anni di Sguardi sul Mondo", organizzata da Trentino Marketing in collaborazione con Andromeda. Un'occasione per ripercorrere le edizioni del festival attraverso disegni e fumetti. Entrambe le mostre saranno visitabili a Palazzo Trentini dal 22 al 25 maggio.</p>
<p><strong>GLI APPUNTAMENTI DEL FUORI FESTIVAL PER I 160 ANNI DE IL SOLE 24 ORE</strong></p>
<p>L’edizione 2025 del Festival dell’Economia di Trento ospiterà anche le prime celebrazioni di un compleanno speciale: Il Sole 24 Ore, infatti, compie 160 anni e proprio a Trento saranno in programma i primi, importanti appuntamenti di avvicinamento alla data ufficiale di celebrazione di novembre. Tra le iniziative in programma, la <strong>mostra a cielo aperto dedicata al racconto della storia del quotidiano</strong>: durante i quattro giorni del Festival, negli spazi dello storico cortile di Palazzo Benvenuti la mostra ospiterà immagini e copertine storiche de Il Sole 24 Ore, ripercorrendo attraverso le sue pagine i momenti chiave della politica, dell’economia e della finanza italiana e mondiale che Il Sole 24 Ore ha seguito nella sua lunga storia. Il Fuori Festival sarà anche il contesto dove verranno messi al centro delle prime celebrazioni coloro senza i quali questo viaggio non sarebbe stato possibile, i lettori: verranno infatti svelati gli otto vincitori dell’iniziativa “Opinion Reader”, che saranno invitati d’eccezione al Festival e assisteranno al disvelamento della campagna ufficiale dei 160 anni che li vedrà protagonisti con il proprio volto e la propria testimonianza in 160 caratteri<strong>.  </strong>La domenica, per salutare i partecipanti, il Fuori Festival presenterà l’anteprima esclusiva, in versione live, del Podcast Speciale History Telling di <strong>Paolo Colombo</strong>, omaggio ai 160 anni del Sole 24 Ore.</p>
<p>La lettura de Il Sole 24 Ore accompagnerà il pubblico del Festival con il ritorno dell’appuntamento <strong>“Un caffè al Sole”</strong>, la rassegna stampa a cura dei vicedirettori del quotidiano che, dal venerdì alla domenica dalle 8:30 alle 9:30, presso il Bar Pasi nell’omonima Piazza, leggeranno e commenteranno le principali notizie del giorno.</p>
<p>Il palinsesto del Fuori Festival tornerà anche ad ospitare <strong>l’appuntamento con Lab24, l'area data-visual de Il Sole 24 Ore </strong>dove storie, inchieste e approfondimenti vengono raccontati attraverso dati, video e visualizzazioni interattive; infine, gli incontri dedicati all’<strong>Economia della Bellezza,</strong> moderati da<strong>Nicoletta Polla Mattiot</strong>, Direttrice di How To Spend It. Con <strong>Franco Molteni</strong>, medico, si parlerà di <strong>sport come espressione di innovazione e resilienza</strong>, mentre il <strong>rapporto tra bellezza e sostenibilità</strong> sarà al centro dell’incontro con <strong>Marco Nones</strong>, fondatore di RespirArt, e <strong>Isabella Della Ragione</strong>, scrittrice, agronoma e archeologa botanica. Inoltre, <strong>l’attore, regista e produttore Stefano Accorsi </strong>sarà protagonista di un confronto sul tema della sostenibilità.</p>
<p><strong>IL FILONE “MONDO IMPRESE”</strong></p>
<p>Il Fuori Festival 2025 presenterà un nuovo filone di appuntamenti pensati per favorire il dialogo tra le imprese, i giovani e la collettività. In questo spazio, manager, imprenditori ed esperti si confronteranno sul ruolo cruciale delle aziende nella formazione delle nuove generazioni, in un contesto segnato da digitalizzazione e innovazione tecnologica. Un’occasione concreta per dialogare inoltre su temi quali la transizione ecologica, la ricerca e le nuove competenze.</p>
<p><strong>I PARTNER DEL FESTIVAL DELL’ECONOMIA DI TRENTO 2025</strong></p>
<p>A conferma del riconoscimento che le aziende attribuiscono alla formula della manifestazione a firma del Gruppo 24 ORE, l’edizione 2025 del Festival dell’Economia di Trento registra un ulteriore aumento di adesioni dei Partner: <strong>le realtà già confermate sono 52</strong>, ancora un <strong>nuovo record </strong>nella storia della manifestazione.</p>
<p>I <strong>TOP PARTNER </strong>del 2025 sono ANGELINI INDUSTRIES, CONFCOOPERATIVE, ENEL, INTESA SANPAOLO.</p>
<p>I <strong>MAIN PARTNER</strong> sono AUTOSTRADE PER L’ITALIA, DHL EXPRESS ITALY, ITAS MUTUA, MUNDYS.</p>
<p>Gli <strong>OFFICIAL PARTNER</strong> sono ABI – ASSOCIAZIONE BANCARIA ITALIANA, ACEA, AMPLIFON, AUTOSTRADA DEL BRENNERO, BANCOMAT, CASSA DEPOSITI E PRESTITI (CDP), CONAI – CONSORZIO NAZIONALE IMBALLAGGI, CONOU – CONSORZIO NAZIONALE OLI MINERALI USATI, DLA PIPER, ENAV SPA, EPTA, FIAT, FINCANTIERI, GRUPPO DOLOMITI ENERGIA, GRUPPO IMQ, HINES, ITALCER GROUP, PWC ITALIA, REKEEP, RINA, SERVIZIO PER IL SOSTEGNO ECONOMICO ALLA CHIESA CATTOLICA, SIMEST, SIRAM VEOLIA, SNAM, TERNA, UNIVERSITÀ LUISS GUIDO CARLI, WEBUILD.</p>
<p>I <strong>SUPPORTER</strong> sono ARVEDI, BONELLIEREDE, CHRISTOFFERSON, ROBB &amp; COMPANY LLC, CONSORZIO DI TUTELA MOZZARELLA DI BUFALA CAMPANA DOP, GETRA, GRANT THORNTON, MUSE – MUSEO DELLE SCIENZE DI TRENTO, RUMMO, STARTING FINANCE, TINEXTA.</p>
<p>Tra novità e conferme, ACEPI – ASSOCIAZIONE ITALIANA CERTIFICATI E PRODOTTI DI INVESTIMENTO, CDP VENTURE CAPITAL, FONDAZIONE CARITRO, LEONARDO e ANDREA BOCELLI FOUNDATION – ENTE FILANTROPICO hanno scelto di essere protagonisti come <strong>partner del FUORI FESTIVAL</strong>, che quest’anno si propone come uno spazio di attenzione ai talenti per ispirare i giovani e avvicinare il mondo dell’impresa ai contesti in cui si costruisce il futuro.</p>
<p>Il Festival dell’Economia di Trento 2025 inoltre continua ad avvalersi della <strong>collaborazione</strong> di PARLAMENTO EUROPEO e della COMMISSIONE EUROPEA.</p>
<p>Tra loro sono diversi i partner che nelle piazze e in alcune location cureranno palinsesti dedicati.</p>
<p>In<strong> Piazza Duomo </strong>il pubblico del Festivalpotrà seguire una serie di talk organizzati da <strong>Confcooperative</strong> su temi centrali come agroalimentare, sostenibilità, innovazione, lavoro e welfare; <strong>Autostrade per l’Italia</strong> porterà al pubblico riflessioni e contenuti sul tema della sicurezza stradale e dei comportamenti di guida corretti ai quali sarà dedicata anche l'anteprima del docufilm "Ambra Sabatini. A un metro dal traguardo" presentato al Cinema Vittoria; <strong>Parlamento europeo</strong> e <strong>Commissione europea</strong> ospiteranno incontri e momenti di dialogo con la società civile e vari stakeholder.</p>
<p>In <strong>Piazza Fiera</strong>, accanto all’installazione esperienziale “Tu come stai?” proposta da <strong>Angelini Industries</strong> e dedicata al tema della salute mentale, sarà possibile eseguire test gratuiti per la prevenzione uditiva offerti da <strong>Amplifon</strong>, mentre <strong>Autostrada del Brennero</strong> approfondirà i temi della transizione ecologica e dell’idrogeno. <strong>Gruppo Dolomiti Energia</strong> sarà presente con uno spazio informativo per parlare di energia rinnovabile, sostenibilità e decarbonizzazione.</p>
<p>Tra gli altri eventi che si terranno in alcune location del Festival, vi sarà un incontro a cura di <strong>DLA Piper</strong> nel corso del quale verrà presentata una ricerca sull'attrattività del Made in Italy, finalizzata a comprendere i punti di forza e di debolezza delle nostre imprese e del nostro sistema produttivo.</p>
<p><strong>ACEPI</strong> organizzerà workshop di educazione finanziaria sui Certificati di Investimento per i giovani, mentre agli imprenditori di domani sarà dedicato l’incontro a cura di <strong>CDP Venture Capital</strong>, per raccontare il progetto Fabbrica delle Imprese: luogo di formazione e trasformazione delle nuove generazioni nei protagonisti dell’imprenditoria nazionale, mentre sarà dedicato alla transizione ecologica e digitale quello organizzato da <strong>Siram Veolia</strong> per dare voce a progetti e start-up dalla forte capacità innovativa.</p>
<p><strong>Leonardo</strong> proporrà infine un incontro dedicato ai temi legati a digitalizzazione, talenti, competenze e al mondo della ricerca.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio stampa Pat</author></item><item><guid isPermaLink="false">21f91a57-6e96-4a79-8258-72661c7f704e</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/nuove-forme-di-mutualismo-servono-coraggio-tenacia-e-attenzione-alla-comunita</link><title>Nuove forme di mutualismo: servono coraggio, tenacia e attenzione alla comunità</title><description><![CDATA[<p>Sono gli ingredienti che le cooperative utilizzano per trasformare momenti di crisi in opportunità. Protagoniste nella cloud di Confcooperative questo pomeriggio tre esperienze di grande impatto</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/tilcshpi/da-dx-lorenzato-caneppele-bececchi.jpeg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/nuove-forme-di-mutualismo-servono-coraggio-tenacia-e-attenzione-alla-comunita" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1600</width><height>1200</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Sono attive nel campo dell’energia, della moda e del commercio alimentare le tre buone pratiche presentate questo pomeriggio nella cloud di Confcooperative in Piazza Duomo a Trento. Settori di attività molto diversi, ma che hanno evidenziato almeno due fattori comuni: la scelta della forma cooperativa e la capacità di chiamare a raccolta le energie del territorio per risolvere i problemi, senza aspettare una mano esterna. Semplicemente rimboccandosi le maniche ed attivando le migliori risorse.</p>
<p>È il caso della cooperativa di Venezia Italian Fashion Design, nata dalle ceneri di una multinazionale dell’alta moda che aveva scelto di trasferire la produzione altrove. “Come dipendenti licenziati avremmo potuto ricevere gli ammortizzatori sociali – ha raccontato la presidente <strong>Raffaela Lorenzato</strong> – ma abbiamo deciso di fondare una cooperativa, capitalizzando la nostra esperienza, e ripartire”. Il percorso di workers buyout è stato ed è tutt’oggi complesso, con il Covid prima e la chiusura del mercato russo poi, ma la perseveranza e la capacità di innovare (per esempio entrando nel mercato delle divise aziendali modaiole) non mancano e costituiscono solide basi su cui continuare a crescere con fiducia.</p>
<p>Coraggio e innovazione che caratterizzano anche alla cooperativa di comunità ed insieme comunità energetica rinnovabile GreenLand presentata dal suo presidente <strong>Christian Caneppele</strong>. Nata per affrontare la scommessa di riportare sul territorio la gestione della risorsa energetica, la cooperativa si è evoluta raccogliendo anche i bisogni sociali della comunità di Lavarone, dove ha sede, ed investendo per dare risposte strutturate. “Essere autonomi territorialmente sull’energia è il domani – ha detto Caneppele –. Non siamo solo una comunità energetica, ma offriamo flessibilità energetica: il nostro scopo mutualistico non ricade soltanto sui soci della cooperativa, ma sull’intera comunità”. Una cooperativa, insomma, che garantisce mutualità interna ed esterna.</p>
<p>A chiudere il trio di esperienze <strong>Dalila Bececchi</strong>, direttrice della Famiglia Cooperativa di Ronzo Chienis, che ha parlato del valore di mantenere attivi sul territorio tutta una rete di piccoli negozi di montagna che offrono molti servizi alla comunità, oltre alla spesa alimentare. Si tratta dei punti vendita riconosciuti come Sieg, cioè Servizi di interesse economico generale, un unicum in Italia e che in Trentino riguarda circa 120 punti vendita gestiti da Famiglie Cooperative. Tra i quali quello di Pannone, che fa parte della rete commerciale della Famiglia Cooperativa Ronzo Chienis. È fondamentale mantenerli in vita – ha detto la direttrice – anche se non è economico. Non apriamo per guadagnare, ma per non far chiudere la comunità”.</p>
<p> </p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">05aaf195-8515-47b3-ba96-3d49a68a8f89</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/festival-economia-italia-dei-paradossi</link><title>Lavoro e imprese: l’Italia dei paradossi</title><description>Da un lato chi cerca lavoro non lo trova, dall’altro le aziende faticano a trovare le competenze professionali di cui necessitano. È l’evidente paradosso che sta caratterizzando il mercato del lavoro nel nostro Paese, analizzato nel panel “Lavoro e imprese: l’Italia dei paradossi”, organizzato da Confcooperative al Festival dell’Economia di Trento. Gardini: "Occorre una manutenzione straordinaria. Va disboscata la selva dei 1000 contratti, in quella pseudo legalità si annida il dumping".</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/wofbbdzh/fde-italia-paradossi.jpeg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/festival-economia-italia-dei-paradossi" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2000</width><height>934</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[“Nel cantiere lavoro non bastano piccole correzioni, ma è necessaria una manutenzione straordinaria. Occorre un patto tra politica, imprese e sindacati”. Lo dice <strong>Maurizio Gardini</strong>, presidente di Confcooperative intervenendo al Festival dell’Economia di Trento al panel “Lavoro e imprese: l’Italia dei paradossi”, moderato dal capo economia del Corriere della Sera <strong>Nicola Saldutti</strong>.<br /><br />"Partiamo – commenta Gardini – dalla necessità di disboscare e semplificare la giungla dei contratti. Oggi se ne contano oltre 1.000 siglati da sigle minori. Nella legalità si alimenta il lavoro povero. Costruiamo un tavolo di confronto con i corpi intermedi. Occorre puntare sulla sicurezza sul lavoro. Non si può giocare sulla vita, fare dumping e trarre vantaggio competitivo a scapito dei lavoratori”.<br /><br />Quella di oggi è un’Italia del paradosso, in cui, come spiega il responsabile area lavoro del Censis <strong>Andrea</strong> <strong>Toma</strong>, “tutti i valori sono al massimo: cala la disoccupazione al 7,2%, gli occupati sfiorano i 24 milioni (23.849.000), ma si registrano anche 12.377.000 di inattivi, vale a dire 1/3 della popolazione tra i 15 e i 64 anni che ha un lavoro e non lo cerca”. D’altro canto, emerge anche “il vuoto che molte imprese stanno sperimentando in termini di domanda di lavoro. Solo a marzo 2024 su 447 mila posti di lavoro, il 47,8% è stato di difficile reperimento (fonte Unioncamere)”.<br /><br />Secondo <strong>Clara</strong> <strong>Mattei</strong>, docente di Economia alla New School for Social Research di New York, ridurre la questione al mercato del lavoro è estremamente riduttivo, perché non esplora i molteplici aspetti che impattano su questa situazione. Mettendo in luce le anomalie internazionali. Mattei pone l’accento sul fenomeno dei working poor, che interessa anche l’Italia. Particolarmente colpito il settore terziario, dove fare innovazione è più complesso e per fare profitti la strada più facile sembra quella della riduzione del costo del lavoro.]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">0ca1e59d-cba5-441a-9e4c-f6d9128ef0ea</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/credito-export-inflazione-piu-aggregazioni-per-vincere-le-sfide-del-mercato</link><title>Credito, export, inflazione: più aggregazioni per vincere le sfide del mercato</title><description>Più aggregazioni per vincere le sfide sempre più complesse del mercato, rappresentate da credito, export e inflazione. È quanto emerge da “Innovare cooperando. L’agroalimentare cooperativo alla prova dei mercati” organizzato da Confcooperative al Festival di Trento dove sono intervenuti Stefano Berni, direttore generale del Grana Padano; Ernesto Seppi presidente di Melinda e Maurizio Gardini, presidente Conserve Italia.</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/enzdllqf/311344b2-3543-4759-8469-fe38bbf9e4a7.jpeg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/credito-export-inflazione-piu-aggregazioni-per-vincere-le-sfide-del-mercato" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1616</width><height>1080</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[Conserve Italia, il presidente <strong>Maurizio Gardini</strong>: “<em>Le imprese sono in affanno e costrette alla difesa. Sono provate dai rincari dell’energia e delle materie prime, dal mismatch e dalla contrazione dei consumi interni. Nei servizi solo una impresa su due riesce ad accedere al credito L’inflazione sta calando e, come raccomanda il governatore della Banca d’Italia Panetta, la Bce deve iniziare a tagliare il costo del denaro</em>". Lo dice Maurizio Gardini presidente di Conserve Italia intervenendo al Festival Economia di Trento al panel. In merito alle aggregazioni, Gardini dice che “<em>È più facile per la Gdo fare aggregazioni e semplificazioni rispetto alla parte produttiva. Siamo stati i soli a sostenere la crescita dimensionale per combattere la polverizzazione delle imprese nel l’agroalimentare."</em> Sugli investimenti in sostenibilità “<em>Conserve Italia - dice Gardini - ha ridotto del 20% il peso della plastica nelle bottiglie pari a - 600 tonnellate l’anno, packaging biodegradabile, cannucce di amido e cambio radicale nei trasporti, da gomma a rotaia</em>”.<br /><br />Grana Padano, il direttore generale <strong>Stefano Berni</strong>: “<em>Le cooperative remunerano i soci, le imprese private fanno utili con i margini industriali“. Sul versante dell’export nel 2024 verrà esportato oltre il 50% della produzione di Grana Padano. Il 25% andrà in Germania</em>". Andiamo bene anche in Francia, Spagna e paesi del Benelux. Trentingrana è la variante trentina del Grana dove troviamo la remunerazione più alta del mondo del latte da silomais. In merito all’importanza delle politiche di aggregazione l’utilità della cooperazione si spiega nei numeri: "<em>nelle stalle che producono latte la media del dividendo è stata del 15% più alta nelle 2.500 stalle associate in cooperativa che conferiscono il prodotto al Grana Padano rispetto alle 1.500 che sono fuori dal sistema cooperativo. Le cooperative remunerano i soci, le imprese private fanno utili con i margini industriali. L’Export negli USA è molto positivo, è per noi un mercato importante. Abbiamo il timore che con il possibile ritorno di Trump tornino anche le politiche di dazi che rischiano di frenare le nostre esportazioni. Una politica protezionistica che speriamo non torni</em>".<br /><br />Melinda, il presidente <strong>Ernesto Seppi</strong>: “<em>Il progetto funivia è il compimento di un percorso nato anni fa. Con le cave ipogee risparmiamo territorio e abbiamo tagliato di oltre il 30% il consumo di energia. Da lì è nata l’esigenza di eliminare la circolazione di oltre 5.000 camion che trasportano le 40.000 tonnellate di mele</em>”. In merito all’aggregazione Seppi ha evidenziato che la prima cooperativa di Melinda è nata nel 1923. "<em>Negli anni abbiamo accorpato 16 cooperative rispondendo alle sollecitazioni del mercato. Bisogna investire sempre di più nello stimolo delle aggregazioni. Dobbiamo continuare anche noi su questo fronte per non far sparire tante realtà puntando su aggregazioni non solo settoriali ma anche trasversale. Cooperare vuol dire rafforzare le imprese</em>”.]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">f4041c6c-2911-4458-8060-a86e2d322f55</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/il-potenziale-trasformativo-dell-impresa-sociale</link><title>Il potenziale trasformativo dell’impresa sociale</title><description>Con una vasta partecipazione di pubblico, accademici, docenti, studenti e persone che conoscevano Carlo Borzaga, si è concluso il panel in suo onore durante il Festival dell'Economia di Trento. L'evento, tenutosi nell’aula conferenze presso il Rettorato dell’Università di Trento e organizzato da Euricse, ha visto la presenza di illustri relatori che hanno riflettuto sul lavoro del professore, scomparso solo pochi mesi fa. Durante la tavola rotonda, è stato messo in luce il significativo contributo dei suoi studi nella definizione di una nuova forma di impresa: l’impresa sociale, e nel suo potenziale trasformativo per la società. Sono state evidenziate la specificità di queste imprese rispetto a quelle tradizionali e la loro capacità di rispondere a bisogni sempre più complessi.</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/fu2d4wxu/l-impresa-che-trasforma-la-societa-in-ricordo-di-carlo-borzaga-nella-foto-giulia-galera-lorenzo-sacconi-anna-grandori-benedetto-gui-mary-o-s-imagefullwide.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/il-potenziale-trasformativo-dell-impresa-sociale" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1170</width><height>780</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p class=" text-justify"><strong>Carlo Borzaga</strong>, per chi non ha avuto l'onore di conoscerlo, è stato uno studioso e docente dell'Università di Trento, oltre che fondatore dell’Istituto di ricerca Euricse, che promuove la conoscenza e l’innovazione nelle imprese cooperative, sociali e nelle organizzazioni non profit di carattere produttivo. Il prof. Borzaga era molto più di un accademico: con un impegno significativo sia a livello nazionale che internazionale, ha unito la sua ricerca al volontariato e alla promozione di iniziative sociali, dimostrando che si può essere imprenditori non solo per il profitto o per la mutualità, ma anche per produrre beni e servizi di interesse generale e per gestire beni comuni.</p>
<p class=" text-justify">L'incontro è stato inaugurato dal Rettore dell'Università di Trento, <strong>Flavio Deflorian</strong>, che ha ringraziato i presenti e sottolineato l'importanza delle ricerche del prof. Borzaga per l'Ateneo e la comunità scientifica internazionale. <strong>Giulia Galera,</strong> ricercatrice senior di Euricse e membro del consiglio di amministrazione della rete EMES, ha dialogato con gli ospiti sul tema dell’impresa sociale, un fenomeno relativamente recente che coniuga solidarietà e impresa. «Avendo collaborato con Carlo Borzaga per oltre venti anni, moderare questa sessione è per me un grande onore e motivo di profonda emozione» – ha detto la Galera.</p>
<p class=" text-justify">Nata in Italia a fine anni Settanta, l'impresa sociale è espressione della capacità di auto-organizzazione della società. Questo modello innovativo si basa sulla mobilitazione volontaria dei cittadini e delle cittadine promuove forme partecipative di gestione di beni e servizi di interesse generale, sfidando i modelli orientati esclusivamente alla massimizzazione del profitto. Uno strumento importante in un'epoca contraddistinta da molteplici sfide sociali, economiche, e ambientali e da un drammatico aumento di "nuovi poveri" e crescenti disuguaglianze.</p>
<p class=" text-justify">I relatori del panel, accademici ed esperti che negli anni hanno collaborato con il professor Borzaga, hanno offerto interessanti spunti di riflessione sul suo lavoro. </p>
<p class=" text-justify"><strong>Benedetto Gui</strong>, professore dell'Istituto Universitario Sophia, ha discusso il passaggio dalla pratica alla teoria nell'osservazione delle imprese sociali, ricordando le prime esperienze pratiche analizzate insieme a Borzaga. «Dall'osservazione delle prime iniziative di impresa sociale, siamo passati all'elaborazione teorica, stimolati dalle caratteristiche uniche di queste imprese» - ha spiegato il Professor Gui.</p>
<p class=" text-justify">La prof.ssa<strong> Anna Grandori</strong>, dell'Università Bocconi di Milano, ha sottolineato come gli studi di Borzaga abbiano rivoluzionato il concetto di impresa, sfidando l'idea dominante degli anni Ottanta che le imprese fossero esclusivamente capitalistiche. «Fin dagli anni Novanta, osservando i trend delle organizzazioni emergenti - ha affermato la docente - grazie a Borzaga, si è compreso che il sistema economico è molto più complesso e include tipi di imprese con caratteristiche diverse».</p>
<p class=" text-justify">La prof.ssa <strong>Mary O'Shaughnessy,</strong> della Cork University Business School ha spiegato come la rete di ricerca EMES e il prof. Borzaga abbiano inaugurato un nuovo filone di ricerca a livello internazionale che prende le mosse da una critica dell’economia capitalistica, e si focalizza su una tipologia di impresa che persegue una esplicita finalità sociale. Ha sottolineato come l'impresa sociale rappresenti un nuovo soggetto istituzionale con caratteristiche proprie destinato a rivestire un ruolo crescente nell'economia globale. Ma si tratta anche di un ambito di ricerca di frontiera che chiama in gioco più ambiti disciplinari.</p>
<p class=" text-justify">Il professor <strong>Lorenzo Sacconi</strong> dell’Università Statale di Milano in conclusione si è soffermato sull’unitarietà della figura di Carlo Borzaga, il cui contributo è stato non solo a livello teorico, ma anche nel disegnare interventi di policy e strategie organizzative, nell’ottica di valorizzare il potenziale dell’impresa sociale e riformare le teorie elaborate attraverso l’analisi critica di questo fenomeno. Come evidenziato dal pensiero del prof. Borzaga ha sottolineato l'importanza di difendere le caratteristiche distintive delle imprese sociali, distinguendole dalle imprese tradizionali incluse quelle con una vocazione sociale.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Silvia Gadotti - Ufficio comunicazione Euricse</author></item><item><guid isPermaLink="false">e9bda539-625a-45da-beb6-7d19e595cefe</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/festival-economia-evento-cfs</link><title>Parola alla generazione del cambiamento!</title><description>Spazio a studenti e studentesse delle scuole superiori trentine stamani a Trento, in occasione dell’incontro “Noi, la generazione del cambiamento” organizzato dalla Federazione Trentina della Cooperazione per ascoltare il loro punto di vista sui dilemmi del futuro.</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/2g5dr33f/noi-la-generazione-del-cambiamento.jpeg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/festival-economia-evento-cfs" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1600</width><height>1200</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[Oltre 400 ragazze e ragazzi, provenienti da 13 scuole superiori della provincia di Trento, hanno affollato la sala inCooperazione per partecipare a “Noi, la generazione del cambiamento”, evento del Festival dell’Economia di Trento organizzato dalla Federazione Trentina della Cooperazione. Nel corso della mattinata è stato dato ampio spazio ai video con cui studenti e studentesse hanno raccontato quelle che considerano le principali sfide del nostro tempo, proponendo un modo per trasformare inquietudini e incertezze in capacità di affrontare e superare gli ostacoli in modo positivo.<br /><br />Ad aprire i lavori, congratulandosi con i giovani partecipanti, il direttore generale della Federazione Trentina della Cooperazione <strong>Alessandro Ceschi</strong> che ha ricordato come le porte della Federazione siano “Sempre aperte per accogliere e promuovere i progetti e le idee innovative” dei giovani.<br /><br />Tra i video presentati, quelli delle 23 Cooperative Formative Scolastiche (CFS) che quest’anno hanno concluso il percorso di alternanza scuola-lavoro in forma cooperativa. Nei loro filmati il racconto dei progetti che li hanno visti organizzare eventi, approfondire tematiche legate alla salute e al benessere, studiare l’impatto delle nuove tecnologie, dedicarsi ad attività per promuovere la salvaguardia dell’ambiente e molto altro ancora.<br /><br />Temi centrali anche nei videoracconti realizzati dalle 13 classi, dalla prima alla quinta superiore, che hanno partecipato al concorso promosso dall’Area Formazione e Cultura Cooperativa della Federazione. Nei loro corti emerge in particolare l’urgenza di occuparsi della salvaguardia dell’ambiente, la necessità di gestire in modo consapevole opportunità e rischi legati all’uso dell’intelligenza artificiale, ma anche la consapevolezza che i comportamenti e gli atteggiamenti di ogni persona possono avere un impatto significativo per tutti e tutte.<br /><br /><strong>Jenny</strong> <strong>Capuano</strong>, responsabile Area Formazione e Cultura Cooperativa della Federazione, ha illustrato le tematiche protagoniste dei lavori sottolineando come le CFS siano “una via originale di alternanza scuola-lavoro che permette ai ragazzi di conoscere un nuovo modo di fare economia. Tramite l’intelligenza collettiva e il lavoro comune, le classi hanno sperimentato la ricchezza del mutuo beneficio”.<br /><br />A dar forza alle speranze dei giovani di riuscire insieme a costruire un futuro migliore, il talk “Egoismo di gruppo” con <strong>Paolo</strong> <strong>Canova</strong>, matematico, socio fondatore di TAXI1729, società di comunicazione e formazione scientifica, che ha dimostrato, con il supporto di studi e ricerche, come l’essere umano sia naturalmente portato alla cooperazione.<br /><br />L’evento si è concluso con la premiazione dei video più significativi. Tra i filmati realizzati dalle Cooperative Formative Scolastiche, il vincitore, annunciato da <strong>Erika</strong> <strong>Costa</strong>, membro del comitato scientifico del Festival dell’Economia di Trento 2024, è stato quello realizzato dalla CFS “4young” della classe 4° ASE dell’Istituto Marie Curie di Pergine. La giovane base sociale è stata premiata con gli zaini Redo, realizzati dalla cooperativa sociale Alpi.<br /><br />Tra i video candidati al concorso “Noi, la generazione del cambiamento”, è stato assegnato il primo premio al corto “Noi siamo il futuro”, realizzato dalla terza classe dell’Istituto Pavoniano Artigianelli di Trento, e il premio speciale Cooperazione Trentina a a “Generazione del cambiamento”, realizzato dalla IV C AFM dell’Istituto Tecnico e Tecnologico Floriani di Riva del Garda. Entrambe le classi si sono aggiudicate un buono utilizzabile per l’organizzazione di un viaggio di istruzione con la cooperativa Etli di Rovereto.<br /><br />In conclusione, l’intervento dell’Assessore provinciale alla sanità, politiche sociali e cooperazione <strong>Mario Tonina</strong>, che ha definito le cooperative scolastiche “La via trentina dell’alternanza scuola-lavoro”. Tonina ha salutato i ragazzi con queste parole: “Senza la cooperazione non esisterebbe il Trentino di oggi. Vi esorto a sfruttare le opportunità che vi offre, per acquisire una formazione che vi permetterà di diventare adulti consapevoli e in grado di beneficiare di tutto quello che il mondo cooperativo ha fatto e continuerà a fare, facendovi portavoce di valori fondamentali che meritano di essere sempre condivisi”.]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">923225ec-11fb-4278-89b0-a95bef7e9098</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/ripensare-il-welfare-in-un-italia-che-invecchia</link><title>Ripensare il welfare in un’Italia che invecchia</title><description><![CDATA[La crescente percentuale di ultra 65enni e le sfide demografiche sono state al centro del panel "L’Italia alla sfida di un nuovo welfare", tenutosi oggi presso la Sala Falconetto di Palazzo Geremia, nell'ambito del Festival dell'Economia di Trento. Tra i temi discussi dai protagonisti della cooperazione sociale e sanitaria italiana, l'aumento delle malattie croniche e la necessità di soluzioni sistemiche per il futuro del welfare italiano.<br /><br />Tra gli interventi, quello da remoto di Maria Teresa Bellucci, vice ministro al Lavoro e alle Politiche Sociali: “Il tema demografico è una priorità. Abbiamo fatto una riforma sull’assistenza agli anziani per predisporre un welfare del futuro".]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/st2bxcpw/immagine-whatsapp-2024-05-23-ore-12-52-52-bd1d81b5.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/ripensare-il-welfare-in-un-italia-che-invecchia" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1616</width><height>1080</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Tra i relatori <strong>Giuseppe Milanese</strong>, presidente Confcooperative Sanità, Stefano Granata, presidente Confcooperative Federsolidarietà, <strong>Michele Odorizzi</strong>, presidente Cooperazione Salute, <strong>Maria Teresa Bellucci</strong>, vice ministro al Lavoro e alle Politiche Sociali (in collegamento da remoto). Un commento ai lavori è stato affidato a <strong>Maurizio Gardini</strong>, presidente Confcooperative. L'evento ha messo in luce le sfide cruciali che l'Italia deve affrontare per creare un sistema di welfare sostenibile ed equo, capace di rispondere alle esigenze di una popolazione sempre più anziana.</p>
<p>La <strong>vice ministro</strong> ha portato l'attenzione sulla crisi demografica italiana, con un tasso di natalità molto basso, evidenziando che il <strong>tema demografico è una priorità per il governo</strong>. Ha parlato con orgoglio della recente riforma sull’assistenza agli anziani, che mira a fare della casa il principale luogo di cura, riducendo i ricoveri impropri e migliorando il benessere psicologico dei pazienti.</p>
<p><strong>Maurizio Gardini</strong> ha commentato il dibattito sottolineando l'importanza di un sistema di welfare sostenibile: “<em>Dobbiamo fare il tagliando e strutturare un sistema che abbia la sua sostenibilità</em>”. Gardini ha evidenziato la necessità di una coesione sociale più forte, poiché solo una piccola parte della popolazione potrà beneficiare della silver economy. Ha messo in guardia contro il rischio di creare strutture sanitarie senza personale qualificato, compiacendosi per le revisioni del PNRR operate dal ministro Fitto. Ha concluso il suo intervento con un appello: “<em>Il welfare del futuro o lo costruiamo insieme o lo farà il mercato, escludendo ampie fasce di popolazione</em>”.</p>
<p><strong>Giuseppe Milanese</strong> ha fornito dati preoccupanti: "<em>Un terzo della popolazione è ultra 65enne, e nei prossimi anni questa quota arriverà alla metà. Di questi, il 60% ha malattie croniche</em>". Ha sottolineato l'importanza della cooperazione tra i professionisti della sanità per creare un senso di appartenenza e progettualità, permettendo alle persone di essere curate nelle loro case.</p>
<p><strong>Stefano Granata</strong> ha posto l'accento sulla non autosufficienza, un problema che tocca tutti ma che spesso non viene considerato una priorità. Ha evidenziato l'importanza del ruolo delle cooperative nella promozione del diritto all'assistenza e nella costruzione di un sistema di supporto collettivo per i 13 milioni di persone che ne hanno bisogno.</p>
<p>Infine, <strong>Michele Odorizzi</strong> ha parlato dell’invecchiamento della popolazione italiana e della bassa natalità, sottolineando la necessità di rendere il sistema di welfare sostenibile. Ha suggerito l'adozione di nuovi modelli integrati, partendo dalle cooperative, per migliorare l'attuale sistema di assistenza sanitaria.</p>]]></encoded></item></channel></rss>