<rss version="2.0"><channel xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"><title>News</title><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/rss/news?categoria=130anni</link><description>Notizie, storie e interviste per raccontare il movimento cooperativo e per approfondire i temi che coinvolgono il nostro mondo.</description><lastBuildDate>Mon, 09 Mar 2026 21:55:38 +0100</lastBuildDate><atom:link href="https://www.cooperazionetrentina.it/it/rss/news" rel="self"><type>application/rss+xml</type></atom:link><item><guid isPermaLink="false">1255e7dc-3a7e-4e8a-a012-d7d3a1782000</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/cooperazione-e-autonomia-le-fondamenta-di-un-futuro-condiviso</link><title>Cooperazione e autonomia, le fondamenta di un futuro condiviso</title><description>Al Teatro Parrocchiale di Fiavè, una tappa del Tour dell’autonomia de Il T Quotidiano.</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/4p5ni4r0/012-tour-autonomia-pomeriggio-fiave-cooperazione-ph-luca-chiste-012.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/cooperazione-e-autonomia-le-fondamenta-di-un-futuro-condiviso" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>7087</width><height>3944</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Si è tenuto ieri sera, presso il Teatro Parrocchiale di Fiavè, l’incontro del Tour dell’autonomia promosso da Il T Quotidiano. Protagonisti della serata <strong>Roberto Simoni</strong>, presidente della Federazione Trentina della Cooperazione, e <strong>Alberto Ianes</strong>, storico e ricercatore della <strong>Fondazione Museo Storico del Trentino</strong>, con la moderazione di <strong>Tommaso Di Giannantonio</strong>.<br /><br />Ianes ha ricordato come i trentini non abbiano inventato la cooperazione, ma abbiano saputo far propria l’esperienza del modello Raiffeisen del mondo germanico, adattandolo al contesto locale. Nascono così la prima cooperativa di consumo nel 1890 e la cassa rurale di Quadra nel 1892, fino alla costituzione nel 1895 della Federazione Trentina della Cooperazione, guidata da don Lorenzo Guetti.<br />"<em>La Federazione</em> — ha ricordato Ianes — <em>nacque con tre funzioni principali: rappresentanza, servizi e revisione. E da allora accompagna le cooperative nel loro cammino di crescita, vigilando e sostenendo"</em>.<br /><br /><strong>Cooperazione e autonomia, un legame profondo</strong><br /><br />Nel suo intervento, Ianes ha evidenziato come la cooperazione trentina sia cresciuta di pari passo con l’autonomia speciale. "<em>Don Guetti fu anche politico</em> — ha ricordato — <em>e l’idea di un’autonomia dal basso anticipò quella istituzionale sancita con l’accordo De Gasperi-Gruber"</em>.<br />Le successive stagioni dell’autonomia, in particolare quella del 1972, hanno permesso di introdurre leggi innovative, come quelle sui lavori socialmente utili e sulla cooperazione sociale, capaci di coniugare impresa e solidarietà.<br /><br /><strong>Le sfide di oggi secondo Simoni</strong><br /><br />Simoni ha ripreso quel filo, collegando il passato alle urgenze del presente: "<em>La cooperazione è nata per dare risposte, e la sua resilienza è un fatto. Oggi dobbiamo affrontare temi complessi come immigrazione, casa, lavoro e sostenibilità, ma con lo stesso spirito di allora</em>".<br />Stimolato dal dibattito, ha sottolineato come tra le priorità ci siano le Comunità Energetiche Rinnovabili, un modello cooperativo che produce energia pulita e, insieme, ricostruisce legami sociali e senso di comunità, contribuendo fattivamente alla realizzazione di progetti per il territorio.<br /><br />Il presidente ha poi ricordato l’impegno della Federazione nel mantenere sportelli bancari, negozi e servizi di prossimità nei paesi più piccoli: "<em>Sono presidi essenziali per la vita delle comunità locali, perché dove resta una cooperativa, resta anche una comunità viva</em>".<br /><br /><strong>Cultura e formazione per il futuro</strong><br /><br />Entrambi i relatori hanno insistito sull’importanza della formazione cooperativa, da diffondere soprattutto tra i giovani. Ianes ha proposto di "<em>rafforzare ciò che già esiste, senza creare nuove strutture costose</em>", mentre Simoni ha sottolineato la necessità di "<em>portare la cooperazione dentro scuole e università</em>", per farla conoscere come modello di sviluppo partecipato.<br /><br />Innovazione e cultura digitale saranno altrettanto decisive. "<em>Dobbiamo saper utilizzare le nuove tecnologie</em> — ha detto Simoni — <em>senza perdere la nostra identità e mettendo sempre la persona al centro</em>".<br /><br /><strong>Un messaggio di fiducia</strong><br /><br />La serata si è chiusa con un applauso convinto del pubblico e un messaggio condiviso: la cooperazione trentina è una forma di autonomia dal basso, capace di rigenerarsi e di affrontare i cambiamenti restando fedele alle proprie radici. Come ha sintetizzato Ianes, "<em>autonomia e cooperazione si meritano ogni giorno, dimostrando audacia e capacità di innovare</em>". E Fiavè, ancora una volta, ha ricordato quanto quelle radici siano vive.<br /><br /><strong>Una serata proseguita con un campione Trentino</strong><br /><br />L’incontro di Fiavè si è inserito in una giornata dedicata al valore della comunità in cambiamento. In chiusura, un folto pubblico ha potuto ascoltare, presso il palazzetto comunale, la testimonianza di Yeman Crippa, atleta olimpico e simbolo di integrazione, che ha raccontato con emozione la sua infanzia in Etiopia e l’arrivo in Trentino grazie all’adozione: un racconto di riscatto, appartenenza e gratitudine, in piena sintonia con lo spirito del Tour dell’autonomia e di questa tappa supportata dalla Cooperazione Trentina.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Alessandro Girardi</author></item><item><guid isPermaLink="false">00f767ee-3d70-4388-9ade-cd0295c7903a</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/autonomia-e-cooperazione-un-nuovo-patto-per-il-futuro-del-trentino</link><title>Autonomia e Cooperazione: un nuovo patto per il futuro del Trentino</title><description>Dalla riflessione sulla revisione dello Statuto speciale alla firma del Protocollo tra Provincia e Federazione: istituzioni e mondo cooperativo uniti per affrontare insieme le sfide sociali, economiche e ambientali.</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/f15nziio/spinelli-simoni-tonina.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/autonomia-e-cooperazione-un-nuovo-patto-per-il-futuro-del-trentino" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>4005</width><height>2598</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Sono due i momenti di rilievo che hanno scandito l’incontro “Autonomia e Cooperazione. Il nuovo Statuto e il futuro del Trentino” che ha aperto ieri la rassegna ‘Futuri presenti’ organizzata dalla Federazione Trentina della Cooperazione come percorso di avvicinamento alla ricorrenza del 130° anniversario dalla fondazione. Da un lato l’approfondimento sul disegno di legge di riforma costituzionale dello Statuto speciale, affidato alla professoressa <strong>Daria de Pretis</strong>; dall’altro la presentazione del nuovo protocollo programmatico tra Provincia autonoma di Trento e Federazione Trentina della Cooperazione. Un filo rosso ha unito queste due tappe: la volontà di pensare insieme il futuro del Trentino, mettendo in dialogo istituzioni e mondo cooperativo.</p>
<p>Lo Statuto d’Autonomia conferisce infatti alla Provincia competenze ampie e strategiche per lo sviluppo, mentre il movimento cooperativo rappresenta uno dei simboli più chiari di questa propensione collettiva all’autogoverno e alla condivisione. Il Patto che ieri si è rinnovato si pone dunque come strumento per valorizzare tale complementarità, rafforzando un modello che, da 130 anni, dimostra come autonomia e cooperazione siano due volti di un’unica scelta: quella di affidarsi alla responsabilità delle persone e delle comunità per costruire un Trentino più giusto, solidale e prospero.</p>
<p>Il pomeriggio di confronto è stato aperto dal presidente della Cooperazione Trentina <strong>Roberto Simoni</strong>: «Di fronte a difficoltà e a contesti che cambiano rapidamente, la cooperazione trentina sa proporre soluzioni praticabili – ha dichiarato il presidente Roberto Simoni –. Questa capacità è sempre stata la nostra forza e ha favorito lo sviluppo dell’autogestione dei territori. L’autonomia ha rappresentato un propulsore per la cooperazione, come dimostrato anche dall’approvazione del secondo statuto, che ha dato ulteriore slancio alla crescita. Oggi però ci troviamo di fronte a nuove sfide sociali, come il progressivo invecchiamento della popolazione e la denatalità, con statistiche che fanno tremare. Avremo bisogno di risposte che non possono essere affidate al solo settore pubblico, limitato per risorse e capacità organizzativa. Anche in questo campo la cooperazione trentina potrà elaborare nuove soluzioni, facendo leva anche sulle tecnologie innovative».</p>
<p><strong>La revisione dello Statuto</strong></p>
<p><strong>Daria de Pretis</strong>, già Vicepresidente della Corte Costituzionale e Rettrice dell’Università di Trento, introdotta dal caporedattore della sede Rai di Trento <strong>Gianfranco Benincasa</strong>, ha offerto un approfondimento sulla riforma dello Statuto di autonomia in corso, analizzandone le implicazioni per le comunità locali e il ruolo che il movimento cooperativo potrà giocare nei decenni futuri. La sua relazione ha toccato i nodi centrali del dibattito: le peculiarità del modello autonomistico della Regione, la presenza della cooperazione nella Carta costituzionale e nello Statuto, il nuovo assetto dei rapporti tra Stato, Regione e Province, l’aggiornamento delle competenze, la ridefinizione dei rapporti finanziari, le tempistiche della riforma e le prospettive di equilibrio tra Trento e Bolzano.</p>
<p>La professoressa ha poi illustrato i cambiamenti più rilevanti, a partire dalla necessità di raggiungere l’intesa con le Province autonome e la Regione (mentre in passato era sufficiente il parere), fino all’introduzione delle norme attuative pattizie, definite «uno strumento eccezionale di rafforzamento dell’autonomia». Ha ricordato inoltre la clausola che tutela i livelli di autonomia già acquisiti e la rinnovata chiarezza sulle competenze, dopo che la riforma costituzionale del 2001 aveva di fatto eroso quelle delegate a Province e Regione. Tra le novità figura la nuova competenza in materia di “ambiente ed ecosistema di interesse provinciale”, che comprende anche la gestione della fauna selvatica, tema di grande attualità per il Trentino. Altre competenze riguardano il commercio e il governo del territorio, che si aggiungono a edilizia urbanistica e piani regolatori. Non cambia invece il ruolo della Regione – «un’ottima notizia – ha sottolineato la professoressa – perché è garante dell’equilibrio» – né quello del rapporto finanziario tra Stato e Regione, quindi il delicato tema delle risorse.</p>
<p><strong>La tavola rotonda</strong></p>
<p>È seguita poi la tavola rotonda “Autonomia e Cooperazione, una visione comune per il futuro del Trentino”, che ha visto confrontarsi <strong>Achille Spinelli</strong>, vicepresidente della Provincia autonoma di Trento, <strong>Claudio Soini</strong>, presidente del Consiglio provinciale, <strong>Francesco Valduga</strong>, garante dell’Assemblea delle Minoranze, e <strong>Roberto Simoni</strong>, presidente della Cooperazione Trentina.</p>
<p>Il dialogo si è concentrato su come autonomia e cooperazione possano continuare a camminare insieme, affrontando questioni istituzionali ma anche casi concreti come il Progettone, i servizi sociali e il ruolo delle comunità.</p>
<p>«La cooperazione – le parole del vicepresidente della Provincia autonoma di Trento, <strong>Achille Spinelli</strong> – rappresenta una componente strutturale del nostro modello di sviluppo, capace di unire inclusione sociale, presidio del territorio e crescita economica. Il protocollo rafforza il dialogo Provincia-Federazione e ci consente di attrezzarci al meglio per le nuove sfide sociali, ambientali e tecnologiche, valorizzando il ruolo delle imprese cooperative in tutti i settori. Il Trentino è chiamato a innovare, a saper intercettare e anticipare i cambiamenti. Lo abbiamo dimostrato con la riforma del Progettone, che coniuga sostegno lavorativo e cura del territorio, lo dobbiamo dimostrare ad esempio sul tema della competitività e dell’approccio vincente verso le nuove tecnologie e l’intelligenza artificiale. L’intesa è uno strumento che facilita il lavoro condiviso verso gli obiettivi positivi per la comunità».</p>
<p>Il presidente del consiglio provinciale <strong>Claudio Soini</strong> ha spiegato anzitutto i fattori che hanno favorito un parere favorevole con 33 sí e 1 astenuto da parte del Consiglio provinciale sul testo Calderoli di riforma statutaria, ovvero la condivisione trasversale sui limiti di competenza da colmare, il perimetro circoscritto della riforma, l’azione condivisa con la Provincia autonoma di Bolzano, l’invio a Roma di una serie di osservazioni al testo per esprimere gli auspici dell’assemblea legislativa provinciale.</p>
<p>Dal garante delle minoranze consiliari <strong>Francesco Valduga</strong> l’auspicio affinché il meccanismo dell’intesa Stato-Provincia possa essere in futuro reso più solido e che si trovi la volontà politica e l’apertura alla collaborazione per mettere mano a una riforma profonda, a un Terzo statuto scritto a partire da Trento, con un respiro euroregionale, capace di tenere conto del livello istituzionale europeo, sempre più rilevante.</p>
<p>«Oggi la cooperazione deve avere il coraggio di affrontare sfide importanti e complesse – ha sottolineato Simoni –. Serve una forte accelerazione, talvolta anche qualche discontinuità, per aprirsi a nuovi ambiti come il turismo e per valorizzare strumenti innovativi come le Comunità Energetiche Rinnovabili o le cooperative di comunità. È fondamentale avere il coraggio di coinvolgere i giovani e, al tempo stesso, saper fare sistema, rafforzando i progetti intercooperativi e mettendo a fattor comune le risorse di diversi settori, dal credito al sociale».</p>
<p><strong>Il nuovo Protocollo Provincia–Federazione</strong></p>
<p>Il cuore operativo dell’incontro è stato la presentazione del Protocollo di intesa 2025 tra Provincia autonoma di Trento e Federazione, illustrato da <strong>Alessandro Ceschi</strong>, direttore generale della Federazione, e <strong>Luca Comper</strong>, Dirigente generale del Dipartimento organizzazione, personale e innovazione della Provincia.</p>
<p>«Questo protocollo è molto importante – ha detto l’assessore provinciale alla Cooperazione <strong>Mario Tonina</strong> –, perché consente non solo di proseguire nel solco delle intese siglate negli anni scorsi, ma soprattutto di rinsaldare il rapporto con il mondo della Cooperazione, in occasione dei 130 anni, guardando ai nuovi bisogni che emergono. La collaborazione, infatti, acquisisce ancora maggiore valore, proprio perché oggi ci sono temi sui quali Provincia e Federazione possono trovarsi in sintonia dando allo stesso tempo risposte ai cittadini e al territorio. Per contribuire assieme a garantire prospettive, futuro e speranza a tutta la comunità trentina».</p>
<p>Il documento individua 22 linee di collaborazione strategica che aggiornano e rilanciano il patto istituzionale già sperimentato negli anni scorsi. Comper ha posto particolare attenzione alle parti dedicate al welfare territoriale, che mette in rete risorse pubbliche e cooperative in ambiti come la prevenzione, il sostegno ai giovani in difficoltà, la disabilità e l’integrazione sociosanitaria con l’assistenza. L’obiettivo è sviluppare progetti che superino la logica meramente prestazionale per abbracciare un approccio più ampio e complessivo alla presa in carico delle persone.</p>
<p>Ceschi si è invece concentrato su due aree chiave: da un lato la produzione idroelettrica, con l’opportunità storica di restituire ai territori la gestione di una risorsa preziosa come l’acqua; dall’altro l’economia sociale, intesa come leva per favorire occupazione inclusiva, reinserimento lavorativo, resilienza delle comunità, coesione territoriale e rigenerazione del bene comune.</p>
<p>Tra i contenuti principali del Protocollo:</p>
<p><strong>Welfare e inclusione sociale</strong>: il protocollo pone un’attenzione prioritaria al welfare territoriale trentino, con azioni che spaziano dalla promozione della vita attiva degli anziani alla teleassistenza e alla telemedicina, fino al sostegno al disagio giovanile. Provincia e Federazione intendono sperimentare la riforma della disabilità e consolidare il modello del Social Prescribing, destinando risorse per i Neet e coinvolgendo le cooperative sociali come partner strategici. Viene inoltre condiviso l’impegno a valutare l’esenzione dall’Imis per le cooperative sociali e rilanciato il ruolo della co-programmazione con il Terzo Settore.</p>
<p><strong>Agricoltura e tutela del territorio: </strong>la cooperazione agricola è riconosciuta come leva essenziale non solo per l’economia, ma anche per la salvaguardia del paesaggio e della sicurezza idrogeologica. Tra le azioni previste: sostegno agli investimenti ambientali, promozione degli alpeggi, rafforzamento delle difese attive delle colture contro eventi climatici estremi, nuovi strumenti finanziari per le imprese e percorsi di inserimento per le maestranze stagionali. Si prevede anche di rafforzare la promozione dei prodotti locali e di sostenere le aziende colpite da dazi e crisi di mercato.</p>
<p><strong>Energia e ambiente</strong>: il documento affronta il tema dell’energia idroelettrica e delle concessioni in scadenza, con l’impegno a valorizzare piccole e medie derivazioni a beneficio delle comunità locali, attraverso consorzi elettrici, comunità energetiche e nuove forme di cooperazione.</p>
<p><strong>Servizi di prossimità</strong>: vengono confermate le risorse e l’impegno a sostegno dell’impegno del movimento cooperativo a mantenere presidi fondamentali nelle valli e nei piccoli centri, contrastando lo spopolamento e garantendo accessibilità. Importante anche il riconoscimento del valore strategico degli sportelli delle Casse Rurali, che rimangono aperti dove gli altri istituti bancari non hanno alcun interesse a mantenere le proprie filiali.</p>
<p><strong>Educazione e giovani</strong>: si promuove la cooperazione nelle scuole e nelle università, si rilanciano i percorsi di alternanza scuola-lavoro nelle cooperative e si sostiene l’educazione finanziaria come competenza diffusa.</p>
<p><strong>Innovazione e futuro</strong>: il protocollo affronta temi cruciali come l’uso etico dell’intelligenza artificiale, le politiche per l’abitazione, il sostegno al workers buyout, la semplificazione burocratica e la valorizzazione della ricerca.</p>
<p><strong>Parità e inclusione</strong>: si rafforzano le azioni contro la violenza sulle donne, anche attraverso la rete della cooperazione e il progetto Etika.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Dirce Pradella</author></item><item><guid isPermaLink="false">d26357af-1ddd-417c-8ed2-735220bd24d2</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/verso-i-centotrent-anni-della-cooperazione-trentina</link><title>Verso i 130 anni della Cooperazione Trentina</title><description>Prende avvio “Futuri presenti”, il percorso di eventi che accompagnerà la Federazione Trentina della Cooperazione fino alla celebrazione del 20 novembre. Si parte con l’appuntamento su cooperazione e autonomia con il contributo di Daria de Pretis.</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/gtppzmvv/cartolina-eventi-130esimo.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/verso-i-centotrent-anni-della-cooperazione-trentina" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1241</width><height>875</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[La Federazione Trentina della Cooperazione inaugura il programma autunnale di “Futuri presenti”, il ciclo di iniziative che proseguirà fino al 20 novembre, anniversario dei 130 anni dalla fondazione della Federazione. Un percorso di dialogo, comprensione e visione comune, che valorizza l’incontro tra storia, impegno cooperativo e domande del presente.<br /><br />
<h3><a href="https://www.cooperazionetrentina.it/it/eventi" title="Eventi"><strong>SCOPRI GLI APPUNTAMENTI E PRENOTA IL TUO POSTO</strong></a></h3>
<br />“Abbiamo voluto interpretare questo anniversario – ha commentato <strong>Roberto Simoni</strong>, presidente della Federazione Trentina della Cooperazione – come un momento per valorizzare tutto il movimento cooperativo, la storia delle nostre imprese, fatta di tanti successi, ma anche di impegno e fatica. Stiamo vivendo una fase storica molto complicata, per la situazione geopolitica ma anche per i cambiamenti sociali in atto, e ci stiamo interrogando su come possiamo aggiornare il nostro agire per poter continuare a dare un contributo significativo alla comunità trentina, rispondendo alle nuove necessità e ai bisogni che stanno emergendo”.<br /><br />“Il rischio, quando si celebrano anniversari così importanti, – ha aggiunto <strong>Italo</strong> <strong>Monfredini</strong>, vicepresidente vicario della Federazione, che presiede il Comitato 130esimo Cooperazione Trentina – è di essere autoreferenziali. Per questo, nel tracciare il percorso che ci porterà al 20 novembre, ma proseguirà anche dopo, abbiamo cercato di dare un senso di positività per tutta la comunità. Il messaggio che vogliamo condividere è che il futuro dipende da noi. E noi, che rappresentiamo un sistema diffuso capillarmente nella nostra provincia, possiamo dare un contributo significativo al Trentino di oggi”.<br /><br />Il primo appuntamento, in programma <strong>martedì 23 settembre alle ore 17.00 nella Sala inCooperazione di Trento</strong>, sarà dedicato al rapporto tra <strong>cooperazione e autonomia</strong>, due realtà profondamente intrecciate nella storia e nello sviluppo del Trentino. Protagonista della serata sarà<strong> Daria de Pretis, già vicepresidente della Corte Costituzionale</strong>, che offrirà un approfondimento sulla riforma dello Statuto di autonomia in corso, esaminando le implicazioni per le comunità locali e il potenziale contributo del movimento cooperativo nei decenni a venire. A seguire, sarà presentato anche il <strong>nuovo Protocollo d’intesa tra la Provincia autonoma di Trento e la Federazione Trentina della Cooperazione</strong>, un documento strategico che affronta temi come servizi di interesse economico generale, welfare, abitare, energia, innovazione e coesione sociale.<br /><br />Il calendario proseguirà poi con due laboratori di “<strong>Prospettive</strong> <strong>Cooperative</strong>” (24 settembre a Rovereto e 25 settembre a Trento), ricerca strategica condotta insieme a OCSE, Euricse e Università di Trento, che culminerà nella restituzione pubblica dei risultati attraverso un seminario internazionale previsto per il 19 novembre.<br /><br />Tra gli altri appuntamenti, il <strong>10 ottobre</strong> l’associazione <strong>Donne</strong> <strong>in</strong> <strong>cooperazione</strong> proporrà “Venti di cambiamento. Una questione di stile”.<br /><br />Il <strong>14 ottobre</strong> nella Sala inCooperazione si terrà “<strong>L’Impero inquieto</strong>” con <strong>Federico Petroni (Limes)</strong>, dedicato all’analisi delle profonde fratture che attraversano oggi la società statunitense e alle conseguenze geopolitiche di queste tensioni.<br /><br />Il <strong>6 novembre</strong>, sempre alla Sala inCooperazione, sarà la volta de “<strong>La misura del tempo</strong>” con <strong>il matematico e divulgatore Piergiorgio Odifreddi</strong>, che guiderà il pubblico in un viaggio tra scienza e filosofia per riflettere su che cos’è il tempo, come lo si misura e in che modo questa dimensione scandisce la vita delle persone e delle comunità.<br /><br />Accanto a questi eventi principali, la Federazione sarà presente anche come partner in alcune delle manifestazioni più importanti del territorio, portando i valori e i prodotti della cooperazione all’interno di contesti di grande richiamo. Dopo aver partecipato nei mesi scorsi all’<strong>Agosto Degasperiano</strong>, a Trentino 2060, a Poplar e al Festival dell’Economia, l’autunno vedrà la cooperazione protagonista ad <strong>Autumnus</strong> e al <strong>Festival dello Sport</strong>, con iniziative mirate e la valorizzazione delle produzioni delle cooperative agricole trentine, e al <strong>Tour dell’Autonomia</strong>, con un appuntamento dedicato al tema della cooperazione il 24 ottobre a Fiavè.<br /><br />Il percorso culminerà il <strong>20 novembre</strong>, con l’<strong>evento istituzionale per i 130 anni della Cooperazione Trentina</strong>, in programma alle 17.00 presso la Sala inCooperazione, alla presenza di istituzioni, rappresentanti del movimento cooperativo e comunità trentina.<br /><br />Dopo l’anniversario, la Federazione inaugurerà anche la nuova <strong>sala immersiva</strong>, uno spazio multimediale innovativo pensato per raccontare la storia, i valori e il futuro della cooperazione trentina attraverso un percorso esperienziale.<br /><br />Infine, <strong>dal 21 al 23 novembre</strong> Trento ospiterà il 15° Forum Nazionale dei Giovani Soci e delle Giovani Socie delle BCC, organizzato in collaborazione con la Federazione e l’<strong>Associazione Giovani Cooperatori Trentini</strong>. Il tema di quest’anno sarà “CambiaMENTI che uniscono: un ponte tra generazioni”.<br /><br />Tutti gli eventi sono gratuiti e aperti alla cittadinanza e celebrano il 2025 Anno internazionale delle cooperative dichiarato dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite per mettere in luce come le cooperative siano un motore di progresso per il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite. Per partecipare e iscriversi è sufficiente collegarsi al sito: <a href="http://www.cooperazionetrentina.it/130">www.cooperazionetrentina.it/130</a>.<br /><br /><br /><strong>I protagonisti degli eventi</strong><br /><br /><strong>Daria de Pretis </strong>– Professoressa ordinaria di diritto amministrativo all’Università di Trento, è stata Giudice della Corte Costituzionale dal 2014 al 2023, ricoprendo dal 2022 il ruolo di Vicepresidente. Laureata a Bologna, ha sviluppato la sua carriera accademica a Trento, dove è stata anche rettrice dal 2013 al 2014. È stata membro della CRUI e ha presieduto commissioni ministeriali sulla valutazione universitaria. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti accademici internazionali ed è autrice di saggi e articoli di rilievo in materia di diritto amministrativo e pubblico.<br /><br /><strong>Federico</strong> <strong>Petroni</strong> – Giornalista professionista, analista geopolitico e coordinatore America di Limes, dal 2021 è Coordinatore didattico della Scuola di Limes, dedicata all’analisi e alla cultura geopolitica. Specializzato negli Stati Uniti, cura l’osservatorio “Fiamme Americane” e tiene lezioni sul ruolo dei fattori culturali nei processi<br />geopolitici. Ha insegnato geopolitica all’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano e ha fondato l’associazione Geopolis. Interviene regolarmente in convegni e media, e ha collaborato a progetti cartografici per Treccani, ISPI e Wired.<br /><br /><strong>Piergiorgio Odifreddi</strong> – Matematico e saggista di fama internazionale, ha studiato in Italia, Stati Uniti e Unione Sovietica, insegnando logica matematica per quarant’anni all’Università di Torino e per venti alla Cornell University. È un divulgatore tra i più noti, capace di spaziare dalla matematica alla filosofia, dall’arte<br />alla letteratura. Autore di bestseller che hanno suscitato ampio dibattito, è firma di Repubblica e Le Scienze, protagonista di spettacoli teatrali e opinionista in trasmissioni televisive. Ha vinto il Premio Galileo per la divulgazione scientifica e i suoi titoli più recenti includono Pillole matematiche (2022) e C’è del marcio in Occidente (2024).<br /><br /><br /><strong>Una storia lunga 130 anni</strong><br /><br />A cavallo tra ‘800 e ‘900 il movimento cooperativo ebbe una vera esplosione: nacquero cooperative di consumo, di credito e agricole. Furono talmente tante che, durante l’assemblea costitutiva del 20 novembre 1895 presieduta da don Lorenzo Guetti, venne fondata la Federazione Trentina delle Cooperative.<br /><br />Fu un vero trampolino di lancio a cui seguì la formazione di consorzi di secondo grado, tra cui il Banco di S. Vigilio, Cassa Centrale delle Casse Rurali, il Sindacato Agricolo Industriale Trento, il magazzino centrale delle Famiglie cooperative, l'Unione Trentina delle Imprese Elettriche e la Società Cantine Riunite.<br /><br />Oggi, a distanza di oltre un secolo, il movimento cooperativo è cresciuto, adeguandosi alle necessità della società contemporanea: con oltre 400 cooperative associate che operano in settori strategici – dall’agricolo al credito, dal sociale al consumo, dal lavoro ai servizi, fino alle cooperative di abitazione e alle ultime nate comunità energetiche –, la Federazione continua a essere un motore di sviluppo, innovazione e coesione sociale. In Trentino, la cooperazione ha più di 300mila soci e socie, dà lavoro a più di 23 mila persone (di cui 1600 fragili), generando un valore della produzione che supera i 3,9 miliardi di euro e un patrimonio di 3,5 miliardi che resta indivisibile e a disposizione delle generazioni future.<br /><br />Per approfondire le tappe più significative della storia della Cooperazione Trentina: <a id="menur421" rel="noreferrer noopener" href="https://www.cooperazionetrentina.it/storia" target="_blank" title="https://www.cooperazionetrentina.it/storia" class="fui-Link ___1q1shib f2hkw1w f3rmtva f1ewtqcl fyind8e f1k6fduh f1w7gpdv fk6fouc fjoy568 figsok6 f1s184ao f1mk8lai fnbmjn9 f1o700av f13mvf36 f1cmlufx f9n3di6 f1ids18y f1tx3yz7 f1deo86v f1eh06m1 f1iescvh fhgqx19 f1olyrje f1p93eir f1nev41a f1h8hb77 f1lqvz6u f10aw75t fsle3fq f17ae5zn" aria-label="Collegamento cooperazionetrentina.it/storia">cooperazionetrentina.it/storia</a>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">0b0b8497-537e-4c79-8ff0-455eb9537452</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/cosa-ci-aspetta-in-futuro-la-cooperazione-trentina-immagina-i-possibili-scenari</link><title>Cosa ci aspetta in futuro? La Cooperazione Trentina immagina i possibili scenari</title><description>L’accesso all’abitazione, l’invecchiamento della popolazione e il senso di comunità sono le tre tematiche più rilevanti per il Trentino. Ad affermarlo le persone che hanno partecipato ai primi sei laboratori territoriali, aperti a tutta la comunità, parte del percorso di ricerca avviato dalla Federazione Trentina della Cooperazione per riflettere, in occasione dei suoi 130 anni, sul presente e i possibili futuri del movimento cooperativo. Oltre 200 le persone iscritte agli incontri sul territorio.</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/c1vba2yc/prospettivecoop-laboratori-03.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/cosa-ci-aspetta-in-futuro-la-cooperazione-trentina-immagina-i-possibili-scenari" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2048</width><height>1362</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<div data-olk-copy-source="MailCompose">Le questioni più rilevanti per la comunità Trentina sono l’<strong>accesso all’abitazione, l’invecchiamento della popolazione e il senso di comunità</strong>. Con alcune differenze tra i diversi territori. Ad esempio, a Riva del Garda è molto sentito anche il tema dell’overtourism e quello della sanità, mentre a Vigolo Vattaro sono emersi anche l’aumento delle vulnerabilità e il nuovo uso del territorio e dei beni comuni. </div>
<div>È l’esito del confronto nato nel corso dei primi sei laboratori organizzati dalla <strong>Federazione Trentina della Cooperazione</strong> nell’ambito della ricerca avviata, in occasione del suo 130esimo anniversario, per riflettere sul presente e provare a immaginare i possibili futuri. La ricerca è condotta con la collaborazione di <strong>Ocse</strong> (sede di Trento e divisione di Parigi dedicata all’economia sociale e innovazione), <strong>Euricse</strong>, <strong>Università di Trento </strong>(Cattedra Unesco sugli Studi di Futuro del dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale) e <strong>Skopia Anticipation Services</strong>. </div>
<div>Oltre 200 le persone iscritte agli incontri per individuare, in un lavoro partecipativo, le tematiche più rilevanti per il proprio territorio e, di conseguenza, i bisogni emergenti della comunità locale. Ultima fase di ogni laboratorio, ragionare su come il sistema cooperativo possa contribuire per dare risposta alle necessità individuate. </div>
<div>“<em>In un tempo di grandi trasformazioni</em> – ha dichiarato il presidente della Federazione <strong>Roberto Simoni </strong>a margine di uno dei laboratori -, la cooperazione trentina deve rimanere saldamente ancorata ai propri valori fondativi, ma anche capace di innovare e adattarsi. I laboratori territoriali che abbiamo promosso sono un’opportunità concreta per ascoltare le comunità e rafforzare, in modo partecipativo, il nostro ruolo di attori dello sviluppo. Vogliamo una cooperazione resiliente, che sappia coinvolgere le nuove generazioni e possa prepararle a guidare il futuro dei nostri territori”.</div>
<div>Gli appuntamenti si sono rivelati anche un’interessante opportunità per dialogare e fare rete tra persone provenienti da ambiti diversi. A favorire il coinvolgimento della comunità, le cooperative del territorio che hanno collaborato all’organizzazione degli eventi. </div>
<div>Dopo un primo incontro, ospitato a Borgo Valsugana nell’ambito del programma di Trentino 2060, l’iniziativa ha coinvolto, dal 28 luglio all’1 agosto, Riva del Garda, Tesero, Vigolo Vattaro, Tassullo e Dasindo. A settembre, gli ultimi appuntamenti a Trento e Rovereto.<br /><br /> </div>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Sara Perugini</author></item><item><guid isPermaLink="false">19ec2f0d-edc0-4d32-9cb2-32dd1cce0457</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/allenare-la-democrazia-al-via-l-agosto-degasperiano</link><title>"Allenare la democrazia": al via l'Agosto degasperiano 2025</title><description>Dal 24 luglio al 6 settembre torna l’appuntamento con l’Agosto degasperiano, la rassegna di eventi organizzata ogni estate dalla Fondazione Trentina Alcide De Gasperi che giunge quest’anno alla sua decima edizione. Un programma di dieci lezioni pubbliche che accompagna la tradizionale Lectio degasperiana del 18 agosto e chiama alcuni grandi interpreti del nostro tempo ad aiutarci ad allenare la nostra responsabilità civica. Nella convinzione che la sfida più grande che ci attende, la partita del futuro, si possa vincere solo affrontandola insieme, come un’unica grande squadra.</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/whcjanl3/presentazione-agosto-degasperiano-imagefullwide.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/allenare-la-democrazia-al-via-l-agosto-degasperiano" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1170</width><height>988</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[“La Repubblica libera e popolare non nasce da uno statuto, nasce e matura nella coscienza di ciascuno. Se non c’è la convinzione personale, se non c’è il vostro impegno di assumere la parte nuova di responsabilità che vi tocca, la Repubblica non diventa”.<br />Era il 1946 e mentre si apprestava a guidare l’Italia verso la Ricostruzione democratica Alcide De Gasperi si affrettava a ricordare che per dare respiro, slancio e futuro ad una comunità le buone regole non sono sufficienti. E lo stesso vale per le istituzioni, la classe dirigente, il governo: avere guide lungimiranti serve, ma non basta. Perché in democrazia “siamo tutti in cordata” e Alcide De Gasperi, da bravo montanaro, sapeva bene che in cordata ognuno fa la differenza e di ognuno c’è bisogno.<br /><br />Riparte da qui l’Agosto degasperiano 2025, la rassegna di eventi estivi promossa dalla Fondazione Trentina Alcide De Gasperi, che nella sua decima edizione raccoglie la sfida lanciata 80 anni fa dallo statista: rimettere in moto la democrazia imparando innanzitutto a camminare insieme dentro ai problemi dell’oggi, chiamando ognuno a fare la sua parte. Come in una squadra.<br />Un obiettivo che però non si improvvisa, va allenato. Ed ecco spiegato il titolo che guiderà la rassegna, “Allenare la democrazia”, accompagnandola come di consueto lungo tutta la Valsugana, da Pieve Tesino fino a Trento (quest’anno con una tappa straordinaria anche a Predazzo, in valle di Fiemme, paese natale della madre dello statista, Maria Morandini).<br /><br />Un lungo viaggio che dal 24 luglio al 6 settembre chiamerà nei luoghi cari a De Gasperi alcuni grandi interpreti del nostro tempo, chiedendo loro di aiutarci a capire cosa ancora può darci la democrazia e perché questa parola tanto astratta in realtà tocchi nel profondo e con grande concretezza la vita di ciascuno di noi.<br />L’Agosto degasperiano si fa così voce di un invito: imparare a essere squadra anche dentro le nostre comunità, facendo dei valori più sani dello sport - onestà, lealtà, rispetto delle regole, spirito di squadra, voglia di migliorare, servizio al bene comune - anche uno stile di cittadinanza.<br />Sapendo che, nella partita della democrazia, non serve diventare tutti campioni o campionesse per fare la differenza. Ciò che davvero conta non è arrivare primi, ma arrivare lontano. Insieme.<br /><br />Il programma dell’Agosto degasperiano 2024 è stato presentato questa mattina dal direttore Marco Odorizzi nella sede della Fondazione. Giunta quest’anno alla decima edizione, Odorizzi ha riassunto il senso della rassegna: “Quando siamo partiti, dieci anni fa, l’Agosto degasperiano era una piccola rassegna di incontri che organizzavamo a contorno della Lectio degasperiana, che quest’anno arriva alla ventiduesima edizione. Dopo un decennio, possiamo dire con certezza di aver esteso gli orizzonti, di aver conosciuto tante belle persone e realtà che, come noi, vogliono mobilitare la società.” Un viaggio metaforico quindi, ma anche concreto: “L’Agosto degasperiano è una rassegna di lezioni pubbliche itinerante che ci porta a toccare i territori cari a De Gasperi, da Pieve Tesino a Trento fino alla Val di Fiemme. Soprattutto, ci permette di parlare direttamente con le comunità, a comprendere i loro pensieri, a sentirci tutto parte di un unico sentimento collettivo”. Il Direttore è poi passato a spiegare il filo che lega i dieci incontri e il senso del titolo, Allenare la democrazia: “Non è un tema banale. Per rivolgersi a un pubblico ampio parlando dei valori della democrazia ci vogliono interpreti che sappiano capire quali sono i temi più urgenti che premono sulla vita quotidiana e sappiano tradurli in una riflessione che arricchisca il dibattito pubblico. In questo la metafora sportiva ci arricchisca. Se la democrazia è un traguardo, non possiamo raggiungerlo da soli o improvvisando. De Gasperi diceva che nella società siamo tutti in cordata: basta che ne cada uno per farli cadere. Non possiamo lasciare nessuno indietro”. È un’abilità quindi che va allenata costantemente: “Il senso delle regole, la lealtà, il gioco di squadra. Dallo sport possiamo prendere molto: i suoi valori sono gli stessi che ci servono vivere assieme. Quest’anno, inoltre, la rassegna si inserisce all’interno di Combinazioni, il progetto voluto dall’Assessorato alla cultura della Provincia autonoma di Trento per fare rete nel sistema culturale trentino in vista delle Olimpiadi Milano Cortina 2026”.<br /><br />Doverosi i ringraziamenti, con presenti Michele Oriente di APT Valsugana e Lagorai, Andrea Ciresa di Fondazione Fiemme Per, Alessandro Girardi di Federazione Trentina della Cooperazione, Lisa Orlandi della Piccola Libreria di Levico e Stefano Modena di Fondazione Valtes: “In un periodo storico in cui sembrano prevalere le divisioni, con tante realtà riusciamo a unire i puntini verso obiettivi comuni e a costruire un dialogo fecondo. È grazie a loro, a tutti i partner, ai Comuni che ci ospitano che l’Agosto degasperiano riesce a viaggiare leggero”. Per chiudere con un messaggio: “In democrazia si gioca di squadra e dobbiamo ricordarci che siamo tutti titolari”. <br /><br /><strong>Il programma</strong><br />Chi ama lo sport lo sa bene: ogni traguardo richiede cura, dedizione e allenamento, oltre che un po’ di talento. Nella convinzione che lo stesso discorso possa valere anche per la vita democratica, ilprogramma dell’Agosto degasperiano 2025 inizia accogliendo giovedì 24 luglio al Teatro comunale di Pergine Valsugana un grande sportivo e campione del mondo del calcio, Lilian Thuram, che dopo aver appeso gli scarpini al chiodo ha iniziato a dedicare le sue energie a un nuovo obiettivo: la lotta al razzismo. Con lui sul palco ci sarà Marco Aime, uno dei più grandi antropologi italiani, che da anni ci insegna che, per costruire un mondo più giusto e accogliente, dobbiamo abituarci a guardare la realtà anche dal punto di vista degli altri.<br />Allargare le nostre prospettive significa anche conoscere, informarsi: per Alcide De Gasperi la stampa era da considerarsi, al pari del Parlamento, un polmone della democrazia. Ma è ancora così? Sulla scia di questa domanda martedì 29 luglio la rassegna incontrerà nell’Auditorium del polo scolastico Alcide Degasperi di Borgo Valsugana due protagoniste del giornalismo contemporaneo, Serena Danna (vicedirettrice di Open) e Annalisa Camilli (giornalista di Internazionale), che ci aiuteranno a capire come possiamo orientarci tra le nuove frontiere dell’informazione, in un evento presentato insieme alla Fondazione Valtes.<br /><br />Venerdì 1° agosto la rassegna lascerà la sua culla storica, la Valsugana, per una tappa fuori sede, a Predazzo, il paese dove nacque la madre dello statista e a cui De Gasperi restò sempre molto legato. Un’occasione per capire perché la nostra democrazia zoppica insieme al costituzionalista Michele Ainis, che incontrerà il pubblico presso il Teatro comunale, in un evento che segna la collaborazione fattiva tra la Fondazione De Gasperi e la Fondazione Fiemme Per.<br /><br />Si tornerà quindi nel cuore della Valsugana, nel Parco delle Terme di Levico, lunedì 4 agosto, per ragionare di storia e memoria con una studiosa amata anche dal grande pubblico, Michela Ponzani. Al centro delle sue riflessioni l’80° anniversario della Liberazione e le eredità, ancora spesso disattese, della Resistenza. Un’occasione per mettersi in ascolto delle storie di chi è morto per dare al nostro Paese un futuro democratico.<br /><br />Domenica 10 agosto sarà invece il Salone delle feste di Casa Raphael ad ospitare la rassegna, con un incontro che metterà al centro il nostro rapporto con la ricerca scientifica: uno strumento fondamentale delle democrazie moderne rispetto al quale si alternano però le visioni più disparate – dalla fiducia cieca, allo scetticismo radicale. A mettere ordine in questo dibattito non sempre sereno sarà Silvia Bencivelli, giornalista medico-scientifica, scrittrice e conduttrice radiotelevisiva che da anni ha fatto della comunicazione della scienza la sua personale missione.<br /><br />Le strade dell’Agosto degasperiano porteranno quindi a Telve, dove il 12 agosto sarà ospite del Teatro comunale il celebre sociologo Luigi Manconi (già senatore e sottosegretario al Ministero della Giustizia). Intellettuale militante, sempre pronto a porsi in ascolto del dolore che attraversa la società, rifletterà sulla fragilità umana e su come una democrazia, per non tradire sé stessa, debba sapersi schierare dalla parte dei più deboli.<br /><br />Si giungerà così al 18 agosto, data che per la Fondazione significa "Lectio degasperiana". L’evento nato 22 anni fa per commemorare lo statista nei giorni dell’anniversario della sua morte, affronterà quest’anno un tema che le precedenti edizioni non avevano ancora toccato: il rapporto di Alcide De Gasperi con il suo partito, la Democrazia Cristiana. Un’occasione per ascoltare a Pieve Tesino Giancarlo Astori, Consigliere del Presidente Sergio Mattarella, che cresciuto nella militanza democristiana da anni vive e osserva la politica con il lucido distacco di chi è chiamato a un servizio discreto accanto al Presidente della Repubblica.<br /><br />Dopo aver reso omaggio direttamente allo statista, sarà il momento di fare i conti con un tema di triste attualità: la pace. "Il contrario di guerra è democrazia": è questo il titolo sfidante scelto per la sua lezione da Francesca Melandri, una delle autrici più apprezzate del nostro tempo, che sul palco del Teatro parrocchiale di Vigolo Vattaro sabato 23 agosto intreccerà passato e presente, memoria e coscienza civile, per ricordarci che la pace non è solo un dono, ma una responsabilità democratica.<br /><br />Da un capo all’altro della Valsugana: lunedì 25 agosto ci si sposterà invece a Castel Ivano, dove il salone ricavato nelle scuderie del maniero ospiterà la riflessione di Giuseppe Antonelli, uno dei più autorevoli linguisti italiani, che ci spiegherà come la salute di una democrazia si misuri anche dalla qualità del suo linguaggio e che possiamo allenare la democrazia partendo dalle parole: da quelle che scegliamo e da quelle che accettiamo da chi ci rappresenta.<br /><br />Chiuderà il mese di agosto l’appuntamento con Ilvo Diamanti, sociologo e sondaggista di fama internazionale, che metterà – per così dire – il dito in una delle grandi piaghe della nostra democrazia parlandoci del “popolo del non voto”. Cosa nasconde l’astensionismo sempre più dilagante? Ce lo spiegherà giovedì 28 agosto a Civezzano, nella palestra comunale riallestita per l’occasione, in un evento promosso in collaborazione alla Cooperazione Trentina per celebrare il suo 130° anniversario di fondazione.<br /><br />Cooperazione Trentina presterà alla rassegna anche la sede del suo evento conclusivo, fissato per sabato 6 settembre, nella Sala inCooperazione di Trento. Un incontro ideato in collaborazione con l’Associazione AMA, e dedicato a una delle grandi emergenze del nostro tempo – quella educativa – che affronteremo attraverso le parole di Matteo Lancini, psicologo e psicoterapeuta, Presidente della Fondazione “Minotauro” di Milano (centro d’eccellenza nell’accompagnamento dei bisogni degli adolescenti). Un’occasione per ricordare come una democrazia matura abbia bisogno di adulti, di uomini e donne che sappiano ascoltare, capire e “allenare alla vita” le generazioni più giovani con il loro esempio. <br /><br /><strong>Info e prenotazioni</strong><br />Tutti gli eventi in programma sono a ingresso gratuito. La prenotazione va effettuata esclusivamente online attraverso la piattaforma TicketTailor (le modalità sono indicate sul sito della Fondazione www.degasperitn.it). L’accesso del pubblico non prenotato sarà possibile solo fino a esaurimento dei posti disponibili. Tutti gli eventi saranno trasmessi in diretta streaming sulla pagina YouTube della Fondazione.<br /><br /><strong>Partner</strong><br />Con l’Agosto degasperiano la Fondazione persegue l’intento di riunire un intero territorio intorno alla figura dello statista e alla sua lezione civile e politica.<br />La manifestazione è resa possibile dal contributo della Fondazione Caritro, della Federazione Trentina della Cooperazione, della Fondazione Valtes e della Fondazione Cassa Rurale Alta Valsugana.<br />È stata sviluppata nell’ambito di 'Combinazioni', il progetto di programmazione culturale condivisa tra istituzioni museali provinciali promosso dall’Assessorato alla Cultura della Provincia autonoma di Trento.<br />Si avvale inoltre della collaborazione dell’Apt Valsugana-Lagorai e di numerose realtà culturali locali, provinciali e nazionali: Arte Sella, l’Associazione AMA, la Fondazione Museo storico del Trentino, la Fondazione Fiemme Per, la Rivista Pandora di Bologna, la Piccola Libreria, l’Associazione La bella stagione e la Biblioteca comunale di Levico, il Memofest di Serravezza, l’Associazione InDialogo di Roncegno, il Servizio per il sostegno occupazionale e la valutazione ambientale, l’Associazione Donne in Cooperazione e il Parco della Pace di S. Anna di Stazzema.<br />Gode infine del patrocinio di tutti i comuni che ospitano i suoi eventi: Altopiano della Vigolana, Borgo Valsugana, Castel Ivano, Civezzano, Levico Terme, Pergine Valsugana, Pieve Tesino, Predazzo, Roncegno Terme, Telve e Trento.]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">d6f5b320-18b9-43f4-9a03-618416213cd0</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/ieri-e-domani-una-tappa-nel-viaggio-del-futuro-della-cooperazione</link><title>IERI E DOMANI”: una tappa nel viaggio del futuro della cooperazione</title><description>Il laboratorio a Borgo Valsugana in occasione di Trentino 2060</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/3r2jbgru/sabato-8.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/ieri-e-domani-una-tappa-nel-viaggio-del-futuro-della-cooperazione" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>5800</width><height>3866</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Sabato 28 giugno, in piazza De Gasperi a Borgo Valsugana, si è tenuto il primo dei laboratori territoriali promossi dalla Federazione Trentina della Cooperazione nell’ambito del percorso “Prospettive Cooperative”. L’incontro, ospitato dal programma del festival Trentino 2060, ha rappresentato un’occasione per aprire alla comunità una riflessione condivisa sul futuro della cooperazione in Trentino.</p>
<p>In un contesto informale e partecipato, guidati dal metodo del World Café, una trentina di partecipanti si è confrontata su ciò che sta cambiando nei bisogni delle persone, sul ruolo delle comunità nei prossimi decenni e sulla capacità del modello cooperativo di rispondere alle sfide che verranno. La facilitazione è stata affidata a Ilaria Rinaldi presidente dell’Associazione Giovani Cooperatori Trentini, che ha accompagnato il gruppo in un dialogo ricco di stimoli, visioni e domande aperte.<br /><br /><strong><a href="https://www.cooperazionetrentina.it/it/130/la-ricerca/laboratori-territoriali">Scopri i prossimi appuntamenti dei laboratori territoriali</a></strong></p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">ff9bad23-7864-42a6-8e39-5e7cd2164d8d</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/assemblea-federazione-2025</link><title>Comunità cooperative per le sfide del futuro. La Cooperazione Trentina guarda avanti tra partecipazione, rappresentanza e identità</title><description><![CDATA[L’assemblea annuale della Federazione Trentina della Cooperazione, che rappresenta 429 imprese associate, oltre 300 mila soci e 23 mila lavoratori, approva il nuovo statuto, rinnova due componenti del CdA e rilancia la partecipazione come leva di coesione e sviluppo. <br />Simoni: «La cooperazione ha senso solo se include e si mette in discussione». Spinelli e Tonina: «Autonomia e cooperazione condividono radici comuni: solidarietà, responsabilità e spirito comunitario».]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/t2fjywsw/il-tavolo-dei-relatori-della-prima-parte.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/assemblea-federazione-2025" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>3903</width><height>2598</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p style="text-align: right;">È una cooperazione forte, coesa e capace di affrontare le transizioni economiche, sociali e ambientali quella che emerge dall’assemblea 2025 della Federazione Trentina della Cooperazione, intitolata “Comunità cooperative per le sfide del futuro”. Un sistema che oggi rappresenta 429 imprese, oltre 300.000 soci, più di 23.000 lavoratori, tra cui oltre 1.500 persone fragili, 3.000 amministratori di bene comune, 800 milioni di euro investiti in lavoro sul territorio, 3,9 miliardi di valore della produzione, 4 miliardi di patrimonio, 53.000 ettari coltivati e pascolivi, 376 negozi di consumo, 278 sportelli bancari, 130 cooperative attive nel mercato del lavoro e dei servizi.</p>
<p>Nel cuore dell’assemblea, la relazione del presidente <strong>Roberto Simoni</strong>, che ha ricordato come il 130° anniversario della Federazione – che cadrà a novembre – rappresenti non un traguardo ma un’occasione per rilanciare il senso di appartenenza, coerenza e coraggio. «Dopo 130 anni – ha detto Simoni – il modello cooperativo resta innovativo perché coniuga competitività ed equità. Le comunità energetiche cooperative ne sono un esempio concreto. Ma il nostro futuro dipende dalla partecipazione delle persone. È urgente recuperare quel senso di responsabilità condivisa che oggi sembra affievolito».</p>
<p>«Il movimento cooperativo, che celebra i 130 anni, è da sempre un attore centrale per lo sviluppo del Trentino – così il vicepresidente della Provincia autonoma di Trento <strong>Achille Spinelli</strong> –. Autonomia e cooperazione condividono radici comuni: solidarietà, responsabilità, spirito comunitario. Anche per queste ragioni è forte la collaborazione tra Provincia e Federazione, che stanno dialogando per aggiornare il protocollo d’intesa con l’obiettivo di rispondere ai nuovi bisogni e confermare il sostegno alle attività essenziali per i cittadini su tutto il territorio, come i negozi multiservizi. Per il futuro, il coraggio delle scelte e la vicinanza alla comunità sono valori che devono continuare a guidare il Trentino, impegnato a crescere in una strategia complessiva che comprende la competitività, il ruolo degli investimenti pubblici, l’attenzione alle zone di montagna, alle famiglie, alla natalità».</p>
<p>Condivide il messaggio l’assessore provinciale alla cooperazione <strong>Mario Tonina</strong>, che ricorda come «l’autogoverno e il movimento fondato da don Guetti siano i due pilastri fondamentali della comunità trentina». «Insieme – prosegue l’assessore – hanno reso possibile un livello di benessere inedito rispetto all’immediato secondo dopoguerra. La cooperazione è una realtà che affronta in modo vincente la competizione di mercato senza mai dimenticare la specificità dei propri valori. Rappresenta altresì un presidio effettivo del territorio, offrendo servizi indispensabili anche nelle zone periferiche e di montagna: dal consumo al credito, fino agli sportelli di prossimità. Guardando al domani dobbiamo continuare, come comunità trentina, a fare la differenza. Ad essere una terra attenta al sociale, che sa aprirsi, sa cogliere bisogni ed opportunità, contando sul grande apporto che il mondo della cooperazione offre, anche in termini di innovazione e visione di futuro».</p>
<p><strong>Nuovo statuto e progressi sindacali</strong></p>
<p>Tra i punti centrali dell’assemblea, l’approvazione della modifica dello statuto – seguita dal notaio <strong>Guglielmo Reina</strong> – con l’eliminazione del limite dei tre mandati per i consiglieri (confermandolo per presidente e collegio sindacale). «Una scelta maturata per rafforzare la rappresentanza delle cooperative, che – ha spiegato Simoni – non eleggono persone ma ruoli. E se un presidente di cooperativa decade, decade anche dalla carica in Federazione. Imporre un vincolo rigido significherebbe, in molti casi, sostituire figure qualificate con altre prive di rappresentanza reale. Il rinnovamento va promosso dal basso, non calato dall’alto».</p>
<p>Un’altra parte importante della relazione ha riguardato i successi sindacali ottenuti dalla Federazione: la firma del nuovo contratto integrativo per le Famiglie Cooperative (con Fisascat Cisl) e, dopo 18 anni, il contratto integrativo per il settore sociale, oltre ad altri rinnovi nel comparto agricolo. «Un risultato tutt’altro che scontato – ha evidenziato Simoni – che dimostra il nostro ruolo attivo e concreto anche nelle trattative più complesse».</p>
<p>Accanto a questi risultati rilevanti, il rammarico per l’uscita di alcune Famiglie Cooperative dal sistema. «Abbiamo chiesto un confronto, ma non è stato possibile – ha detto il presidente –. Le uscite non sono solo una scelta gestionale, ma la rottura di un patto sociale che coinvolge intere comunità. La porta, però, resta aperta. Il nostro compito è costruire ponti, sempre».</p>
<p><strong>Seppi e Colotti entrano in Cda</strong></p>
<p>Durante l’assemblea sono stati eletti due nuovi consiglieri: <strong>Ernesto Seppi</strong>, presidente di Melinda, e <strong>Tiziano Colotti</strong>, neopresidente del Consorzio Cla. Succedono rispettivamente a <strong>Michele Odorizzi</strong> e a <strong>Germano Preghenella</strong>, che ha lasciato l’incarico per incompatibilità statutaria dopo essere stato eletto sindaco di Roverè della Luna. Il nuovo vicepresidente per il settore delle cooperative di lavoro e servizi sarà nominato in una delle prossime sedute del cda della Federazione.<br /><br />L’assemblea si è chiusa con un augurio che riecheggia le parole di Giorgio Gaber: “Cooperazione è partecipare”. Un invito a non restare spettatori, ma protagonisti di un modello che da 130 anni costruisce futuro. Insieme.</p>
<p><strong>Bilancio approvato</strong></p>
<p>L’assemblea delle cooperative socie ha approvato il bilancio della Federazione, che ha un buon patrimonio (34,6 milioni di euro i mezzi propri) e dispone di liquidità sufficiente a far fronte a tutti gli impegni economici e finanziari. Il documento contabile chiude con un utile netto di 362 mila euro, a fronte di ricavi per 20,3 milioni e di costi per 19,9 milioni.</p>
<p>Nel 2024 la Federazione, come ha spiegato il direttore generale <strong>Alessandro Ceschi</strong>, ha proseguito le attività ordinarie (revisioni, consulenza sindacale, legale, fiscale, contabile e amministrativa, internazionalizzazione, formazione, comunicazione…), e si è concentrata anche sull’innovazione, con l’espansione della piattaforma inCooperazione (adesione di 108 cooperative e nuove funzionalità), sulla cura del contatto con le associate, con la creazione di una struttura dedicata per intercettare meglio i loro bisogni, e sull’accompagnamento alla nascita di nuove Cer (che ora sono 9). Nel 2024, la Federazione ha ottenuto la Certificazione di Genere secondo la prassi Uni PdR 125/22 e la certificazione internazionale ‘Great Place to Work’, che riconosce le migliori aziende in cui lavorare in Italia e nel mondo.</p>
<h3> </h3>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Dirce Pradella</author></item><item><guid isPermaLink="false">b01f1a4e-bf1e-49e1-b67c-9eaa04f628a2</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/trentino-2060-svelato-il-programma-completo-della-settima-edizione</link><title>Trentino 2060: svelato il programma completo della settima edizione</title><description><![CDATA[<p>Dal 26 al 29 giugno a Borgo Valsugana si svolgerà il Festival “Trentino 2060 pensare il presente, immaginare il futuro”. Tra gli ospiti Pablo Trincia, Andrea Pennacchi, Roberto Mercadini, Anna Zafesova, Eco Narratrice, Eugenio Cau e Cartoni Morti.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/0qpdbauv/battistiedandrea.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/trentino-2060-svelato-il-programma-completo-della-settima-edizione" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2000</width><height>1295</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Dopo alcune piccole anticipazioni social delle scorse settimane, nel tardo pomeriggio di ieri alla sede della Cassa Rurale Valsugana e Tesino guidata dal presidente <strong>Arnaldo Dandrea</strong> è stato presentato il programma completo della settima edizione del Festival di divulgazione scientifica e culturale <em>Trentino 2060: pensare il presente e immaginare il futuro</em>.</p>
<p>Da giovedì 26 a domenica 29 giugno 2025, in Piazza Degasperi a Borgo Valsugana, Trentino 2060 ospiterà svariati eventi culturali con relatrici e relatori di assoluto rilievo chiamati a confrontarsi con il tema di questa edizione: “Dicotomie: bussole per il futuro”.</p>
<p>L’essere umano ha sempre cercato dei modi per “mettere in ordine” la complessità che lo circonda. Uno dei più efficaci è il cosiddetto metodo dicotomico, che consiste nel distinguere e dividere in due parti l’oggetto su cui si intende riflettere. L’approccio dicotomico è un pensiero in movimento, capace di far dialogare gli opposti e i complementari; è un modo di procedere e di ragionare che non esclude, ma che conduce verso una maggiore consapevolezza delle idee e delle categorie necessarie per interpretare la realtà.</p>
<p>Come afferma <strong>Davide Battisti</strong>, presidente dell’associazione e direttore del Festival «qualcuno potrebbe essere scettico di fronte a questa proposta: non tutte le categorie della realtà possono infatti essere ridotte a due sole alternative, e alcune divisioni potrebbero addirittura risultare forzate. Tuttavia, “Dicotomie” non ha la pretesa di descrivere il mondo in tutta la sua complessità, bensì di offrire chiavi di lettura, bussole per comprenderlo». Sulla scorta di questo approccio, tutte le conferenze dell’edizione 2025 saranno articolate a partire dalla contrapposizione di due concetti.</p>
<p><u>Programma:</u></p>
<p>L’apertura del Festival sarà affidata a Pablo Trincia, celebre scrittore, giornalista e podcaster: giovedì 26 giugno alle 20:30 presenterà “Immagine e Voce”, un intervento che vede protagonista l’evoluzione della narrazione mediatica delle storie.</p>
<p>Venerdì 27 giugno sarà invece caratterizzato da due incontri. Il filosofo e professore universitario Mario De Caro, alle ore 18:30, nel suo intervento “Libertà e Determinazione” parlerà di libero arbitrio partendo dai primi dibattiti filosofici fino ad arrivare alle neuroscienze e al legame comprovato tra pensiero e comportamento. A seguire Christian Greco, Direttore del Museo Egizio di Torino, alle 20:30 discuterà del ruolo dei musei e della cultura nel XXI secolo, attraverso la dicotomia conservazione/innovazione.</p>
<p>Il weekend sarà ricco di incontri. Oltre alle conferenze, infatti, il programma prevede anche attività laboratoriali.</p>
<p>Sabato 28 giugno si comincia alle ore 10 con la dicotomia “Ieri e Domani: pensare insieme alle sfide e alle prospettive del modello cooperativo”. Il laboratorio, a cura della Federazione della Cooperazione Trentina, è tenuto da Ilaria Rinaldi, ricercatrice e presidente dell’Associazione Giovani Cooperatori Trentini, e si incentra sul futuro dei territori trentini.</p>
<p>Alle ore 15:00 la comunicatrice scientifica Valeria Guardo guiderà il pubblico nell’esplorazione del tema dell’inquinamento atmosferico come scelta individuale e collettiva tramite un’esperienza interattiva ispirata al webgame “Smogville - Fino all’ultimo respiro”. L’incontro è a cura della Fondazione Veronesi. Alle 19:00 Tonia Mastrobuoni, giornalista e scrittrice, Anna Zafesova, giornalista, traduttrice e scrittrice, ed Eugenio Cau, giornalista e podcaster, discuteranno della dicotomia Germania/Russia e dell’evoluzione di questo rapporto a partire dal secondo dopoguerra. Alle 20:00 la dicotomia geopolitica si sposterà su Cina e Stati Uniti, grazie all’intervento di Marco Bardazzi e Simone Pieranni, giornalisti, scrittori e podcaster, sempre moderati da Eugenio Cau.</p>
<p>L’evento conclusivo della giornata alle 21:00 vedrà ospite Andrea Pennacchi, attore, drammaturgo, regista teatrale e scrittore. Pennacchi discuterà del ruolo delle opere di Shakespeare nell’esplorazione della natura umana, ieri come oggi partendo dalla celebre dicotomia “Essere o Non Essere”.</p>
<p>L’ultima giornata, domenica 29 giugno, comincerà alle 10:00 con una lezione sul minimalismo e su come questo stile di vita, contrapponendosi a un modello consumistico di società, possa portare ad un miglioramento del benessere generale della nostra quotidianità. A parlarne sarà la divulgatrice social co-narratrice, al secolo Elisa Nicoli. Alle 14:30 ritorna Andrea Pennacchi, che presenterà “Qui e altrove: un alieno in laguna”, uno studio per uno spettacolo incentrato sulle specie aliene e il cambiamento climatico. L’evento in collaborazione con Arte Sella si terrà presso il museo di arte contemporanea in Val di Sella.</p>
<p>Enrica Tomasi, consulente aziendale e formatrice terrà un workshop sulla gestione del conflitto e del confronto interpersonale alle 16:00.</p>
<p>Alle ore 19:00 salirà sul palco Cartoni Morti, Youtuber e illustratore, per trattare dei nuovi schemi comunicativi dei linguaggi nelle piattaforme social, e su come sia possibile conciliare intrattenimento e informazione. A seguire, alle 20:00, Piazza Degasperi ospiterà Alberto Grandi, professore universitario e podcaster, il quale esplorerà il celebre mito della cucina italiana, interrogandosi su quanto questa sia frutto della tradizione e quanto dell’invenzione più recente. A chiudere l’edizione, l’evento delle ore 21:00 tenuto da Roberto Mercadini, scrittore, attore e youtuber, che tratterà l’ambivalenza della bomba atomica, uno strumento noto per il suo dualismo che lo porta ad essere un simbolo contemporaneamente della distruzione e del progresso scientifico. <br />Nel fitto programma di conferenze ed eventi sono inoltre previsti un aperitivo di benvenuto, il venerdì e uno Swap Party alle 11:30 della domenica nato dall’idea di dare vita ai vestiti usati invitando gli interessati a portare i propri e a scambiarli con altri.</p>
<p>Tutti gli eventi sono gratuiti e per la maggior parte degli appuntamenti non è richiesta la prenotazione. È possibile partecipare liberamente, a meno che le condizioni meteo non rendano necessario lo spostamento al chiuso. In quel caso, la prenotazione garantirà la priorità di accesso.</p>
<p>Per alcuni eventi selezionati, la prenotazione è sempre necessaria, indipendentemente dal meteo. L’elenco degli eventi a prenotazione obbligatoria è disponibile sul sito del Festival.</p>
<p>Anche quest’anno l’organizzazione porta in Valle un programma ambizioso, attento sia alla ricerca sia al vasto pubblico, in grado di coinvolgere le generazioni più giovani ma anche quelle più adulte, grazie alla partecipazione di grandi personalità di assoluta competenza. Tutto questo rende Trentino 2060 una delle realtà culturali più importanti e vivaci della Provincia.</p>
<p>Un risultato frutto di un grande lavoro corale da parte dei membri dell'Associazione Culturale Agorà, ma che non sarebbe stato possibile senza il fondamentale supporto di Cassa Rurale Valsugana e Tesino, oltre a quello degli altri partner e sostenitori.                                                                 </p>
<p><strong><em>Fonte: Trentino 2060. </em></strong><em>Pensare il presente, immaginare il futuro è ideato e promosso dall’Associazione Culturale Agorà e co-promosso da Cassa Rurale Valsugana e Tesino. Il festival è supportato anche da Fondazione Valtes, APT Valsugana e Lagorai, Comune di Borgo Valsugana, Fondo Comune delle Casse Rurali Valsugana, Levico Acque, Mediocredito Trentino, Rifugio Crucolo, il T Quotidiano, l’Adige, Arte Sella e da altri partner locali.</em></p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio stampa Festival Trentino 2060</author></item><item><guid isPermaLink="false">ce11225a-57fb-47fd-a0da-071108ef9042</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/l-autonomia-fa-canestro-con-i-ragazzi-delle-scuole-superiori</link><title>L'Autonomia fa canestro con i ragazzi delle scuole superiori</title><description>tamane in sala Cooperazione l’ultimo evento di Focus 2025, il talk "Parliamo di Autonomia". Ospiti d'eccezione i big di Aquila Basket, che mettono alla prova le autorità istituzionali.</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/ar0i2oip/evento-parliamo-di-autonomia-012.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/l-autonomia-fa-canestro-con-i-ragazzi-delle-scuole-superiori" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>930</width><height>400</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[Finale scoppiettante stamane per la seconda edizione di “Focus”, la tre giorni organizzata dal Consiglio provinciale per chiudere l’annata di Conosciamo Autonomia, il progetto formativo nelle scuole (e non solo). “Parliamo di Autonomia”, l’evento conclusivo, ha coinvolto 250 ragazzi delle classi 3e e 4e delle scuole secondarie di secondo grado, per conoscere da vicino l’Autonomia trentina. A fare da cornice la sede della Cooperazione Trentina, che ha aperto le porte della sala inCooperazione non solo agli studenti, ma anche a 120 dipendenti, inserendo l’iniziativa tra le celebrazioni dei suoi 130 anni di storia.<br /><br />La mattinata ha preso il via con un momento particolarmente speciale, la rappresentazione teatrale a cura di Collettivo Clochart. Un dialogo intenso ed inedito che ha visto protagonista Andrea Ucosich, un ragazzo della generazione Z confrontarsi con la voce fuori campo di Alcide De Gasperi. Il giovane, alle prese con le incertezze per il suo futuro, è stato guidato e ispirato dal pensiero del grande statista in un parallelo tra due periodi storici apparentemente molto diversi, ma ancora uniti da istanze comuni. Una su tutte il desiderio di partecipazione alla vita della comunità, la costruzione del proprio futuro, il coraggio e la determinazione di pretendere ciò che manca alla società. Nel corso dello spettacolo sono intervenuti: Stefano Marchesoni, vigile del fuoco permanente di Trento e Ilaria Rinaldi, presidente dell’Associazione Giovani Cooperatori Trentini, che hanno ripercorso le difficoltà del Trentino odierno, valorizzando il modo della nostra terra di reagire comunitariamente. Parola poi all’attrice Stefania Favero nelle vesti della moglie di De Gasperi, Francesca Romani, che ha chiuso la messa in scena portando la situazione delle donne a quel tempo, quando la società non riconosceva loro il diritto di costruirsi il proprio futuro. Infine, l’appello perché oggi la strada non è più facile di un tempo e occorre continuare a lottare, mettersi in gioco, a costruire senza paura. Lo spettacolo è connesso alla mostra “Alcide De Gasperi. Album di casa” e ne anticipa appunto il secondo album, che verrà esposto e inaugurato in occasione della Giornata dell’Autonomia, il 5 settembre prossimo.<br /><br />Spazio poi al talk show moderato dalla giornalista dell’ufficio stampa consiliare, Linda Pisani. Sul  palco le voci autorevoli del presidente del Consiglio provinciale Claudio Soini, della vicepresidente Mariachiara Franzoia, del presidente della Provincia Autonoma di Trento Maurizio Fugatti, dell’assessore provinciale alla promozione della conoscenza dell’Autonomia Simone Marchiori e di Roberto Simoni, presidente della Cooperazione Trentina.<br /><br />Tra il pubblico presenti il consigliere provinciale Claudio Cia, Paola Demagri, Francesca Parolari, Stefania Segnana e Francesco Valduga. Oltre a coloro che hanno collaborato a vario titolo durante l’anno per lo svolgimento delle iniziative, tra cui i partner di progetto: la Fondazione Museo storico del Trentino nella figura del proprio direttore Giuseppe Ferrandi e la Fondazione Trentina Alcide De Gasperi rappresentata dal direttore Marco Odorizzi e dalla storica Elena Tonezzer.<br /><br />“Autonomia – ha detto il presidente del Consiglio Claudio Soini- vuol dire autogovernarsi, dal ‘48 ad oggi il Trentino ha dimostrato di riuscirci. È importante lavorare per preservarla, l’Autonomia. Non è stato un dono calato dal cielo, ma qualcosa che ha chiesto impegno e dedizione, che è stato conquistato nel tempo”. Il presidente ha continuato citando le difficoltà attraversate dal Trentino, ma evidenziando anche l’importanza di porre l’attenzione a ciò che di positivo c’è, disarmando le parole. In chiusura l’invito ai ragazzi a esercitare il loro diritto e dovere del voto.<br /><br />Microfono poi alla vicepresidente Mariachiara Franzoia, che ha spiegato quanto le istituzioni, non solo politiche, debbano sentire una grande responsabilità verso le giovani generazioni. Per Franzoia, due sono i pilastri dell’Autonomia: il senso di appartenenza e l’essere in grado di guardare fuori da sé, mettendosi al servizio per gli altri. “Quando ero sui i banchi di scuola - ha concluso - faticavo a percepire l’Autonomia, era più che altro una parte di storia che ci veniva fatta studiare. Poi ho iniziato a viaggiare, uscendo in altri territori, e lì ho percepito la differenza nei servizi, nella gestione dei territori, nella qualità delle strade, nel mondo del volontariato”.<br /><br />Anche Maurizio Fugatti, presidente della Provincia Autonoma di Trento, ha parlato dello spirito solidaristico dei trentini: “L’Autonomia nel tempo – ha detto - è stata in grado di intrecciare valori:alla base abbiamo il volontariato, la forma di solidarietà e lo spirito comunitario tipici della nostra terra. Una peculiarità che insieme all’agricoltura, al turismo e all’ambiente costituisce la cartolina del Trentino”. Fugatti ha spiegato quanto Cooperazione e Autonomia camminino di pari passo e riferendosi ai giovani, “ogni generazione – ha loro detto - vive il proprio tempo. Occorre però sempre coltivare la volontà di partecipare all’interno della comunità: con il voto, ma poi con la partecipazione attiva alla vita associazionistica. Sono convinto che i nostri giovani sapranno costruire la comunità dei loro figli”.<br /><br />L’assessore Simone Marchiori: “C’è in effetti il rischio che l’Autonomia venga data per scontata. Noi siamo il frutto della storia di questa terra, abbiamo avuto la fortuna di poter contare su un presidente del Consiglio come De Gasperi in grado di dare questo valore aggiunto al nostro territorio. Siamo davanti ad una platea di cittadini dell’oggi e del domani- ha ragionato – e dico che si può ben comprendere il loro scoraggiamento di fronte a un presente che non è sempre facile. Bisogna però continuare a combattere per un ideale, solo così si può costruire un futuro migliore”. Marchiori ha citato la vicenda umana e politica di De Gasperi, ha parlato di immigrazione e di sviluppo dell’economia trentina. “L’importante - ha detto - è lasciare spazio ai giovani, lasciare che possano sbagliare. Lasciare che intraprendano la loro strada, perché anche questa è Autonomia”.<br /><br />Roberto Simoni, presidente della Cooperazione Trentina, ha ricordato i festeggiamenti per i 130 anni del movimento, nato in un periodo estremamente complicato, in cui regnava la povertà. Un movimento che ha affrontato e superato guerre mondiali e pandemie. “Credo che questo sia uno dei primi esempi di Autonomia, di autogoverno dal basso. Quando l’Autonomia è stata poi formalmente sancita - ha proseguito - il connubio con la cooperazione è stato assolutamente virtuoso, ha fatto sì che si sviluppasse nel territorio trentino più di altri. Ora è fondamentale che la cooperazione continui ad essere protagonista nell’affrontare le sfide dell’oggi e del domani”.<br /><br />A rendere il momento di stamane ancora più coinvolgente è stata sicuramente la presenza di una<br />rappresentanza di staff e giocatori della Dolomiti Energia Aquila Basket: il direttore generale Andrea Nardelli, il capitano Toto Forray e il compagno di squadra Andrea Pecchia. Dopo aver messo alla prova i politici con canestro e pallone (ottima la performance di Franzoia ai tiri liberi), hanno parlato della loro società, simbolo di appartenenza e orgoglio per tutto il Trentino. “Grazie all’autonomia trentina lo sport nella nostra provincia può operare ad alto livello- ha esordito Nardelli- con essa abbiamo un legame di esistenza. Come società e fondazione Aquila Basket abbiamo un impegno molto forte nell’attività extra sportiva, che va dall’attenzione ai giovani alla vicinanza con il terzo settore. Se noi puntassimo solo alla vittoria, se pensassimo solo a far finire la palla nel canestro, non sarebbe abbastanza per il territorio in cui viviamo”.<br /><br />Forray e Pecchia, invece, hanno parlato del loro legame con Trento, della bellezza dei luoghi e di come qui siano stati accolti. Pecchia ha evidenziato il valore della squadra e il ruolo fondamentale giocato dal rispetto, che si è rivelato fare la differenza. Infine, Forray rivolgendosi ai tanti giovanissimi presenti: “Mi ritengo molto fortunato, so che non tutti riescono a trasformare la propria passione in lavoro, io partendo dall’Argentina ci ho messo tutto me stesso, ho sfruttato le opportunità, ho cercato di essere realista. Questo mi ha aiutato tanto ad arrivare dove sono. Ve lo auguro, perché è bellissimo. Ciò non toglie che dobbiate continuare comunque vada a vivere la vostra passione. Provateci con tutte le vostre forze”. Ottima dunque la prima del rapporto tra Conosciamo Autonomia e il club cestistico trentino. Come confermato dal direttore generale di Aquila, è stato davvero il fischio d’inizio di una partita fatta di idee condivise e progettualità sinergiche da portare avanti.]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">b3d8108b-c49b-4f99-8868-4eccf8d8538e</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/l-onu-rilancia-la-cooperazione</link><title>L’ONU rilancia la cooperazione: il 2025 è l’Anno Internazionale delle Cooperative</title><description><![CDATA[<h2>Al Festival dell’Economia di Trento il panel di Confcooperative sul ruolo della cooperazione per un nuovo modello di sviluppo</h2>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/tbyhp5ag/img-0521.jpeg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/l-onu-rilancia-la-cooperazione" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>4032</width><height>3024</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<div>
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<h2><span style="font-size: 15px;">Dopo la crisi economica globale e le sfide poste dalla pandemia, le Nazioni Unite rilanciano il valore della cooperazione proclamando il 2025 Anno Internazionale delle Cooperative, a distanza di poco più di un decennio dalla prima edizione del 2012.</span></h2>
</div>
<div>
<p>Un’occasione di riflessione rilanciata anche a Trento, nell’ambito della 20ª edizione del Festival dell’Economia, durante il panel “Dall’economia dell’io all’economia del noi” organizzato da Confcooperative.</p>
<p>A intervenire sul tema è stata Ericka Costa, docente del Dipartimento di Economia e Management dell’Università di Trento, che ha richiamato l’attenzione su un tema cruciale: il riconoscimento della specificità del modello cooperativo a livello europeo.</p>
<p>«No all'omologazione d'impresa. Quando si misura la capacità di impresa c'è una differenza tra le imprese cooperative e quelle di capitale. L'Europa non ha ben chiara questa distinzione e propone uno standard unico. Occorre un passo in avanti per rispettare le specificità. È necessario rivedere i criteri di valutazione dei bilanci: le cooperative non possono essere valutate con gli stessi parametri, perché reinvestono gli utili per le generazioni future».</p>
<p>La prof.ssa Costa ha inoltre sottolineato il valore storico e culturale della cooperazione per il territorio trentino:</p>
<p>«La cooperazione ha salvato il Trentino ed è stato un vero motore di sviluppo del territorio. Un patrimonio culturale che va preservato e spiegato ai giovani. A partire da ciò che mangiamo, che arriva grazie allo sforzo di migliaia di agricoltori che, se non si fossero messi uniti in cooperativa, non sarebbero quello che sono oggi: alfieri del Made in Italy».</p>
<p>Anche Giuseppe Guerini, presidente di CECOP, ha evidenziato la portata globale del movimento cooperativo, ricordando come la proclamazione dell’Anno Internazionale da parte dell’ONU sia una risposta alle crisi sistemiche degli ultimi anni:</p>
<p>«Nel 2012, dopo la crisi economica del 2008, l’ONU dedicò l’anno alle cooperative per promuovere un modello di sviluppo più equo. Oggi, nel post-pandemia, il riconoscimento si rinnova: le cooperative si confermano strumento per ridurre le disuguaglianze. Oltre un miliardo di persone nel mondo è socia di una cooperativa, pari al 12% della popolazione mondiale. Sono oltre 280 milioni le persone che vi lavorano. È un fenomeno globale, presente in ogni continente. In Italia, le cooperative operano in tutti i settori ma la loro specialità più riconosciuta a livello internazionale è la cooperazione sociale, un settore nel quale l’Italia è leader e punto di riferimento nel mondo."</p>
<p>A chiudere il panel è stato Maurizio Gardini, presidente di Confcooperative, che ha sottolineato il significato politico e simbolico della scelta dell’ONU, rilanciando la missione delle cooperative nel contesto attuale:</p>
<p>«In momenti di difficoltà economica e sociale si fa appello a qualcuno che possa dare un contributo per il futuro. La scelta dell’ONU di dedicare l’Anno Internazionale delle Cooperative dopo pochi anni è un segnale forte, indice delle difficoltà che ci troviamo ad affrontare a livello internazionale: le guerre, le diseguaglianze, le difficoltà economiche delle imprese tra incertezza, dazi e materie prime.<br />Il richiamo dell’ONU alle cooperative in questo contesto è una legittimazione e un riconoscimento alla nostra funzione sociale, così come scritto nella Costituzione all’art. 45, ma anche un richiamo all’azione. Un richiamo al quale le cooperative devono rispondere con la generosità che da sempre le caratterizza».</p>
</div>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Lisa Pontoni - Ufficio Stampa Cooperazione Trentina</author></item><item><guid isPermaLink="false">147ec83c-e858-4c96-99bb-b42d3f380665</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/nuovo-astra-a-maggio-a-trento-con-una-programmazione-ancora-piu-ricca</link><title>“Nuovo Astra”: a maggio a Trento con una programmazione ancora più ricca</title><description>A maggio la programmazione del “Nuovo Astra” torna a Trento, nella Sala inCooperazione, arricchita dalla rassegna “Trame. Tessere relazioni”, che proporrà cinque pellicole per approfondire temi di attualità, offrendo spunti alla riflessione anche grazie a testimonianze d’eccezione. Primo appuntamento con “Vermiglio”, sabato 3 maggio alle 20.30, con la presenza in sala dell’attrice trentina Martina Scrinzi.</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/xjzky3yh/nuovo-astra-rassegna-1.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/nuovo-astra-a-maggio-a-trento-con-una-programmazione-ancora-piu-ricca" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1600</width><height>899</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<div>
<div>
<div>Il “Nuovo Astra” torna a Trento, nella Sala inCooperazione di via Segantini, e amplia la programmazione con una nuova rassegna cinematografica dal titolo “Trame. Tessere relazioni”. “È un’occasione – commenta<strong> Paolo Fellin</strong>, presidente Nuovo Astra – per riportare il nostro cinema nella città di Trento, ampliando la programmazione che già proponiamo a Lavis. L’obiettivo è di portare una rassegna culturale che, ci auguriamo, sia occasione per riflettere sulla società in cui viviamo”.</div>
<div>“I temi che saranno affrontati nel corso della rassegna – aggiunge <strong>Italo Monfredini</strong>, vicepresidente vicario della Cooperazione Trentina – sono di grande attualità, anche se spesso rimangono ai margini del dibattito pubblico. Per tale ragione abbiamo scelto di dedicare loro spazio di approfondimento nel corso del programma di eventi, legati al 130esimo anniversario, che la Federazione propone alla comunità trentina”.</div>
<div>Il primo appuntamento, in calendario <strong>sabato 3 maggio</strong> alle 20.30, sarà con “<strong>Vermiglio</strong>” della regista Maura Delpero, film che ha raccolto un grande successo di pubblico e critica, sia in ambito nazionale che internazionale, vincitore del Leone d’Argento a Venezia e selezionato per rappresentare l'Italia ai Premi Oscar 2025. Ospite d’eccezione per la prima della rassegna <strong>Martina Scrinzi</strong>, l’attrice che interpreta la protagonista Lucia Graziadei, in dialogo con <strong>Alberto Tomasi</strong>.</div>
<div>I prossimi appuntamenti della rassegna, curata da <strong>Antonio</strong> <strong>Artuso</strong>, sono:</div>
<ul data-editing-info="{&quot;unorderedStyleType&quot;:2}">
<li>
<div><strong>martedì 6 maggio</strong>, alle 20.30, “<strong>Madame Clicquot</strong>”, opera di Thomas Napper, che narra la vita dietro la famiglia e l'azienda di champagne Veuve Clicquot iniziata alla fine del XVIII secolo. L’evento sarà arricchito dal racconto di <strong>Angela</strong> <strong>Curzel</strong>, vicepresidente della Cantina di La-Vis e Valle di Cembra.</div>
</li>
<li>
<div><strong>martedì 13 maggio</strong>, alle 20.30, “<strong>Sindrome Italia</strong>”, documentario che approfondisce attraverso la storia di due donne, Corina e Natalia, questa sindrome individuata nel 2005 a seguito dell'osservazioni di ricorrenti sintomi di disagio psichico in moltissime donne dell’Est Europa di ritorno dall’Italia, dove avevano lavorato come badanti. Alla proiezione interverrà il regista <strong>Ettore Mengozzi</strong>.</div>
</li>
<li>
<div><strong>martedì 20 maggio</strong>, alle 20.30, “<strong>Effetto domino</strong>”, diretto da Alessandro Rossetto, che mostra la vita di una città termale che resiste al turismo di massa, dove un costruttore e il suo partner avviano un ambizioso progetto: convertire venti alberghi abbandonati in residenze di lusso per ricchi pensionati. Nel corso della serata sarà approfondita un’esperienza dell’abitare come costruzione di comunità.</div>
</li>
<li><strong>martedì 27 maggio</strong>, alle 20.30, “<strong>Mia</strong>”, film di Ivano De Matteo che racconta la storia di una famiglia piccola, semplice e felice in cui entra un ragazzo manipolatore e violento che stravolge la vita della figlia quindicenne e la trasforma in un incubo. Per approfondire il tema, la proiezione sarà seguita da una serata-evento organizzata in collaborazione con Upt Trento <strong>martedì 3 giugno</strong>, sempre alle 20.30 nella Sala inCooperazione, con <strong>Stefano Rossi</strong>, psicopedagogista, voce autorevole nel panorama educativo italiano, scrittore innamorato di bambini e adolescenti in tempesta, autore di “Sentimenti maleducati. Coltivare l'intelligenza affettiva per insegnare ai ragazzi le cose dell'amore”. </li>
</ul>
<div>La tradizionale programmazione del “Nuovo Astra”, in corso a Lavis, si estende a Trento con tre proiezioni in programma i sabati di maggio, dal 17 al 31. Il calendario con tutti gli appuntamenti è disponibile su nuovoastra.incooperazione.it</div>
<div>Costo dei biglietti per la programmazione del “Nuovo Astra”:</div>
<ul data-editing-info="{&quot;unorderedStyleType&quot;:2}">
<li>Intero 8 euro</li>
<li>Ridotto 6 euro (Carta In Cooperazione, Tessera CONAD, ragazzi fino a 14 anni, studenti).</li>
</ul>
<div>Costo dei biglietti per la rassegna “Trame. Tessere relazioni”:</div>
<ul data-editing-info="{&quot;unorderedStyleType&quot;:2}">
<li>Intero 5 euro</li>
<li>Per chi possiede Carta In Cooperazione, l’ingresso è offerto dalla Federazione Trentina della Cooperazione.</li>
</ul>
<div>I biglietti sono acquistabili sul posto, la sera dell’evento.</div>
<div> </div>
<div><strong> </strong></div>
<div></div>
</div>
</div>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">b6b8b9cf-f270-4576-9e3d-265db281ec95</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/voci-che-si-intrecciano-l-assemblea-dei-giovani-cooperatori</link><title>Voci che si intrecciano: l’assemblea dei Giovani Cooperatori</title><description>Approfondimenti su temi di attualità, formazione e cooperazione intergenerazionale al centro dell’assemblea annuale dei Giovani Cooperatori Trentini.</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/zvnbi54p/image-10-.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/voci-che-si-intrecciano-l-assemblea-dei-giovani-cooperatori" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>4032</width><height>3024</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Il Salone delle Feste del Centro congressi del Casinò Municipale di Arco ha ospitato l’assemblea annuale dell’<strong>Associazione Giovani Cooperatori Trentini</strong>. L’incontro ha rappresentato un importante momento di confronto e partecipazione per ragazze e ragazzi tra i 18 e i 35 anni interessati a vivere e innovare il mondo della cooperazione.</p>
<p><strong>Le attività del 2024</strong></p>
<p>Nel corso del 2024, l’Associazione Giovani Cooperatori Trentini ha dato vita a un ricco calendario di iniziative capaci di unire formazione, partecipazione e dialogo intergenerazionale. Tra gli eventi più significativi si segnalano il progetto <em>Montagna 4.0 Future Alps</em>, orientato alla riflessione sulle opportunità nei territori alpini, e l’incontro <em>Oltre i limiti</em>, che ha stimolato il confronto su crescita personale e orizzonti professionali. Importante anche la partecipazione al <em>Piano d'Ambito Economico, </em>al cui interno è stata organizzata la giornata laboratoriale<em> Futuropoli</em>, iniziativa educativa rivolta alle giovani generazioni, e la presenza all’assemblea dell’Istituto Tambosi, che ha avvicinato studenti e studentesse al modello cooperativo.</p>
<p>Sul fronte formativo, l’associazione ha investito in percorsi come <em>Prepararsi ad amministrare</em>, dedicato a chi si prepara a ricoprire ruoli di governance, e <em>Comunicare con successo</em>, finalizzato a sviluppare competenze relazionali e di public speaking. A questi si aggiungono la formazione interna per i componenti del direttivo e iniziative culturali come la partecipazione a <em>Pergine Comix</em>, occasione di promozione e dialogo con il pubblico giovanile.</p>
<p>Infine, l’associazione ha contribuito agli <em>Stati Generali del Welfare</em> e ha partecipato al <em>Forum Giovani Soci e Socie BCC</em>, consolidando la rete di relazioni con le realtà cooperative del credito. Un anno dinamico, costruito sulla partecipazione attiva e su una visione condivisa di futuro cooperativo.</p>
<p>Alla presentazione delle attività, si è aggiunto il rendiconto economico al 31 dicembre 2024, approvato all’unanimità dall’assemblea.</p>
<p><strong>Sguardo al futuro e ricambio generazionale</strong></p>
<p>Una giornata segnata dalla presenza di numerosi ospiti. Il presidente della Federazione Trentina della Cooperazione, <strong>Roberto Simoni</strong>, ha evidenziato il valore strategico del protagonismo giovanile: “La vostra presidente Rinaldi porta nel nostro cda uno sguardo puntuale e innovativo. La cooperazione ha bisogno di giovani e il passaggio generazionale va costruito e governato insieme. Formare giovani cooperatori e cooperatrici è essenziale per il futuro del nostro movimento”.</p>
<p>Anche <strong>Enzo Zampiccoli</strong>, presidente della Cassa Rurale Alto Garda e Rovereto, ha voluto portare il proprio saluto: “Siete l’esempio che i giovani ci sono e vogliono impegnarsi. In linea con ciò che state portando avanti, la nostra Cassa è pronta a sostenere la nascita di un gruppo giovani soci”.</p>
<p><strong>Futuro dell’economia e della Cooperazione Trentina</strong></p>
<p>Prima del momento di festeggiamenti finali, che ha visto anche un coinvolgente concerto a conclusione della giornata, c’è stato spazio per due importanti interventi di approfondimento.</p>
<p>Il primo ha visto il confronto con i referenti del progetto <strong>Economika</strong>, una piattaforma di <em>digital journalism</em> economico che si propone di rendere comprensibili, accessibili e attuali i grandi temi dell’economia contemporanea. Con un approccio rigoroso ma chiaro, Economika ha esplorato le dinamiche economiche globali e il loro impatto sulla vita quotidiana, offrendo uno sguardo originale e formativo rivolto in particolare al pubblico giovane.</p>
<p>A seguire, <strong>Alessandro Girardi</strong>, responsabile comunicazione e marketing della Federazione Trentina della Cooperazione, ha illustrato le iniziative previste in occasione dei <strong>130 anni della Cooperazione Trentina</strong>. Un anniversario che sarà celebrato attraverso una serie di progetti e azioni comunicative pensate per valorizzare la storia, il ruolo e il futuro della cooperazione nel tessuto sociale ed economico del territorio.</p>
<p><strong>Il ringraziamento della presidente</strong></p>
<p>In chiusura, la presidente dell’associazione Ilaria Rinaldi ha voluto ringraziare le persone presenti per la partecipazione: “In questi anni ho capito quanto lavoro e dedizione siano necessari per far funzionare un’associazione che rappresenta una fascia d’età così ampia e diversificata. Il nostro obiettivo rimane quello di offrire progetti che aiutino a costruire competenze utili e concrete. Tra questi, il Forum Giovani Soci BCC 2025 rappresenterà un appuntamento centrale, su cui stiamo già lavorando con grande impegno e passione”.</p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">315ed052-ec59-4e0c-8ce5-497d7643e80d</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/prospettive-cooperative-per-una-cooperazione-trentina-pronta-al-futuro</link><title>Prospettive cooperative: per una Cooperazione Trentina pronta al futuro</title><description><![CDATA[<p>La Federazione ha avviato una ricerca strategica per anticipare le sfide e le opportunità dei prossimi decenni. </p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/ypxlglx0/p-8-9-ricerca-ocse.jpeg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/prospettive-cooperative-per-una-cooperazione-trentina-pronta-al-futuro" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>4032</width><height>3024</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p><span>Lo scorso 29 gennaio, nella suggestiva cornice della sede della cooperativa di produzione lavoro </span><strong><span>Spazio Verde</span></strong><span>, immersi nell’ascolto delle sfide e delle opportunità che questa stessa cooperativa sta affrontando, con lo sguardo che si allargava sulla Valle dell’Adige in una luminosa e mite giornata invernale, è stato ufficialmente avviato un importante lavoro di ricerca interdisciplinare, promosso dalla </span><strong><span>Federazione</span></strong> <span>– in partenariato con autorevoli organizzazioni internazionali e locali – volto ad esplorare gli scenari futuri della cooperazione trentina, intrecciando dati ed evidenze a livello locale e internazionale con l’analisi delle tendenze emergenti destinate a plasmare il settore nei prossimi decenni.</span> </p>
<p><strong><span>Un progetto di anticipazione e innovazione</span></strong> </p>
<p><span>La ricerca nasce dalla necessità di comprendere come il movimento cooperativo possa adattarsi a un mondo in rapida evoluzione, affrontando sfide inedite come il cambiamento demografico, la trasformazione digitale, la sostenibilità ambientale e le nuove forme di partecipazione economica e sociale. La Federazione si pone l’obiettivo di sviluppare strumenti di anticipazione strategica per garantire alle cooperative trentine – e di conseguenza a se stessa - una capacità di risposta e innovazione continua.</span> </p>
<p><span>Il progetto si avvarrà di dati e analisi, nonché di metodologie avanzate di analisi del futuro, coinvolgendo esperti nazionali e internazionali, tra cui l’Ocse (sede di Trento e divisione di Parigi dedicata all’economia sociale e innovazione), Euricse, l’Università di Trento (Cattedra Unesco sugli Studi di Futuro del dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale) e Skopia Anticipation Services.</span> </p>
<p><strong><span>Le domande chiave</span></strong> </p>
<p><span>Attraverso un’analisi comparativa internazionale e una serie di workshop partecipativi con cooperatori e i numerosi portatori di interesse della cooperazione trentina, la ricerca intende rispondere a interrogativi fondamentali, quali ad esempio:</span> </p>
<p><span>- Come può la cooperazione rispondere alle sfide della società longeva con una popolazione prevalentemente anziana?</span> </p>
<p><span>- Come rafforzare l’inclusione e il ricambio generazionale nel mondo cooperativo?</span> </p>
<p><span>- Come potranno le cooperative affrontare le sfide della digitalizzazione e della trasformazione del lavoro?</span> </p>
<p><span>- Quali modelli di </span><em><span>governance </span></em><span>cooperativa saranno più efficaci in un contesto sempre più complesso?</span> </p>
<p><span>- In che modo le cooperative potranno contribuire alla transizione ecologica e alla costruzione di un’economia più sostenibile?</span> </p>
<p><span>Queste alcune delle domande di ricerca che saranno oggetto di indagine a livello trentino e internazionale. </span> </p>
<p><strong><span>Un percorso partecipativo e coinvolgente</span></strong> </p>
<p><span>La ricerca non sarà un semplice esercizio accademico, ma un percorso partecipativo che coinvolgerà direttamente le cooperative, le istituzioni locali e la comunità trentina. Attraverso laboratori di scenario, focus group e interviste, il progetto raccoglierà le visioni e le prospettive dei protagonisti della cooperazione, favorendo un confronto aperto e costruttivo.</span> </p>
<p><strong><span>Verso una cooperazione pronta al futuro</span></strong> </p>
<p><span>I risultati della ricerca verranno presentati a novembre 2025, in occasione del 130° anniversario della Federazione in un seminario internazionale dedicato. Il progetto culminerà con la pubblicazione di un </span><em><span>policy paper</span></em> <span>realizzato dall’Ocse con i contributi dell’Università di Trento, cattedra Unesco per gli studi di futuro e di Euricse, che sintetizzerà le principali evidenze emerse e offrirà raccomandazioni strategiche per guidare il movimento cooperativo trentino nei prossimi decenni. Risultato che, secondo il direttore generale della Federazione </span><strong><span>Alessandro Ceschi</span></strong> <span>sarà da considerarsi «un innesco, per continuare nel solco del confronto e coinvolgere l’intero movimento alla costruzione di un piano strategico che consenta alla cooperazione di essere pronta e protagonista del proprio futuro».</span> </p>
<p><span>Durante il kick off meeting (vedi foto) i partner di progetto si sono trovati infatti d’accordo attorno ad alcune parole chiave: protagonismo, agentività, prontezza. La cooperazione, ancora una volta, non vuole solo “reagire” agli eventi ma governarli e portare a vantaggio del territorio anche le sfide più ostiche.</span> </p>
<p><span>Questo percorso di ricerca rappresenta infatti un’opportunità unica per rafforzare la capacità delle cooperative di anticipare i cambiamenti e costruire un modello economico e sociale innovativo, capace di rispondere ai bisogni di oggi e delle generazioni di domani.</span> </p>
<p><span>Con questa iniziativa, la Federazione riafferma il proprio ruolo di guida e di promotrice di un’economia basata sulla solidarietà, l’inclusione e la sostenibilità – nel suo significato autentico di “durabilità” – ponendosi come punto di riferimento per un futuro in cui la cooperazione continuerà a essere un pilastro fondamentale dello sviluppo del territorio tenendo sempre a mente le parole del proprio fondatore: </span><em><span>«La Federazione nulla fa per se stessa e per proprio vantaggio: tutto il suo lavoro, la sua azienda, è in pro delle aziende unite a lei». (Il Testamento di Don Mentore – don Lorenzo Guetti).</span></em> </p>
<p> </p>
<p> </p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">8edc706c-d9af-4e9e-9445-6efba8343614</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/centotrenta-anni-di-cooperazione-trentina</link><title>130 anni di Cooperazione Trentina: tra passato e futuro, la Cooperazione è presente</title><description>La Federazione Trentina della Cooperazione celebra i suoi 130 anni con un anno di eventi, iniziative e riflessioni che metteranno al centro il valore di questo importante modello di sviluppo economico e sociale. Un anniversario che non è solo una celebrazione del passato, ma una spinta a rinnovare e progettare il futuro, valorizzando l’identità cooperativa e il suo impatto sulla comunità trentina. Si parte con un nuovo brand e l'inizio delle attività di ricerca scientifica.</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/4iyjfjc1/130-inaugurazione.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/centotrenta-anni-di-cooperazione-trentina" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2119</width><height>1192</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Era il <strong>20 novembre 1895</strong> quando, su impulso di <strong>Don Lorenzo Guetti</strong>, nasceva la “<strong><em>Federazione di sindacato tra i consorzi cooperativi della parte italiana della provincia</em></strong>” (questo il nome originario), con l’obiettivo di federare le appena nate realtà cooperative del territorio in un’unica organizzazione. Oggi, a distanza di oltre un secolo, il movimento cooperativo è cresciuto, adeguandosi alle necessità della società contemporanea: con <strong>oltre 400 cooperative associate</strong> che operano in settori strategici – dall’agricolo al credito, dal sociale al consumo, dal lavoro ai servizi, fino alle cooperative di abitazione e alle ultime nate comunità energetiche –, la Federazione continua a essere un motore di sviluppo, innovazione e coesione sociale. In Trentino, la cooperazione ha più di <strong>300mila soci e socie</strong>, dà lavoro a più di <strong>23 mila persone</strong> (di cui 1600 fragili), generando un <strong>valore della produzione che supera i 3,9 miliardi di euro</strong> e un <strong>patrimonio di 3,5 miliardi</strong> che resta indivisibile e a disposizione delle generazioni future*.</p>
<p>“<em>La Cooperazione in Trentino</em> - ha dichiarato <strong>Roberto Simoni</strong>, presidente della Federazione - <em>è sempre stata un punto di riferimento per il nostro territorio. È un modello che si rinnova costantemente, capace di affrontare le sfide della contemporaneità senza perdere di vista i suoi valori fondanti. Questo anniversario rappresenta un'opportunità unica per proiettarsi verso il futuro, non solo per la Federazione, ma per l'intero movimento cooperativo. È un momento di riflessione e di rilancio, un'occasione per rafforzare il nostro impegno e per coinvolgere attivamente le nuove generazioni nella costruzione della cooperazione che verrà</em>”.</p>
<h2><strong>Il messaggio dei 130 anni e il nuovo brand: un “fil bleu” che lega passato e futuro</strong></h2>
<p>L’anniversario dei <strong>130 anni</strong> vuole essere un’occasione per ribadire il ruolo centrale della cooperazione, sintetizzato nel messaggio <strong>“Tra passato e futuro, la Cooperazione è presente”</strong>. Questo concetto sintetizza il percorso della cooperazione trentina attraverso tre dimensioni chiave: il passato, radicato in una tradizione di solidarietà e partecipazione; il presente, che ne conferma il ruolo di modello economico e sociale capace di affrontare le sfide attuali con soluzioni innovative; e il futuro, che vedrà il movimento rafforzarsi attraverso l’innovazione e il coinvolgimento delle nuove generazioni. Oltre ad essere un modello economico, <strong>la cooperazione è una presenza concreta nella vita delle persone e del territorio</strong>. Dalle città ai piccoli borghi, dalle valli alle terre alte, garantisce servizi essenziali, sostiene l’economia locale e favorisce il benessere collettivo, rimanendo un punto di riferimento costante per le comunità trentine.</p>
<p>Un concetto ripreso dall'assessore provinciale alla salute, politiche sociali e cooperazione <strong>Mario Tonina</strong>, che ha suggerito di aggiungere 'per fortuna' al claim ‘tra passato e futuro la cooperazione è presente’, riepilogando le origini del movimento, le forti connessioni con l'autonomia del Trentino e esortando i giovani a sentirsi coinvolti e ingaggiati sul futuro del movimento cooperativo.</p>
<p>In occasione del 130° anniversario, la Federazione ha lanciato anche un <strong>brand</strong><strong> dedicato all’anniversario</strong>, un simbolo che sintetizza il percorso della cooperazione tra passato e futuro. Questo nuovo marchio è un "fil bleu", un nastro che, sciogliendosi dalla sua naturale origine (il fascio clesiano), collega storie, esperienze e generazioni, rappresentando l'essenza stessa della cooperazione trentina: un legame profondo tra tradizione e innovazione, tra radici solide e una costante spinta al cambiamento.</p>
<p>Il brand è il risultato di un <strong>processo collaborativo</strong>, che ha coinvolto giovani talenti della <strong>Trentino Alta Formazione Grafica (TAG)</strong>, all’interno del progetto “<strong>Design per il territorio</strong>”, con l’obiettivo di creare un’identità visiva moderna e inclusiva, capace di trasmettere il valore della cooperazione anche alle nuove generazioni. Questo segno distintivo accompagnerà tutte le attività dell’anniversario, rafforzando il messaggio di una cooperazione sempre presente, dinamica e radicata nel territorio, ma aperta alle sfide del domani.</p>
<h2><strong>La ricerca strategica per il futuro della cooperazione</strong></h2>
<p>Uno dei progetti più significativi dell’anniversario è la ricerca “<strong>Prospettive cooperative, prepararsi alle sfide del futuro</strong>”, un’indagine interdisciplinare che analizzerà il futuro della cooperazione trentina alla luce delle <strong>grandi sfide globali</strong>, tra cui il cambiamento demografico, la digitalizzazione, la sostenibilità e la governance inclusiva. L’obiettivo principale della ricerca, come ha spiegato<strong> Jenny Capuano</strong>, responsabile dell’Area formazione e cultura cooperativa della Federazione, è quello di fornire strumenti concreti e prospettive strategiche per permettere alle cooperative trentine di affrontare questi cambiamenti con maggiore consapevolezza e innovazione.</p>
<p>Il progetto si articolerà in diverse fasi operative, che prevedono la raccolta di dati, l’analisi delle migliori pratiche a livello nazionale e internazionale e il coinvolgimento diretto di cooperatori e stakeholders territoriali. Tra le attività più rilevanti spiccano i <strong>laboratori territoriali</strong>, incontri dedicati al confronto con cooperative locali, esperti e rappresentanti istituzionali, che avranno lo scopo di individuare le esigenze emergenti e progettare soluzioni condivise.</p>
<p>La ricerca è condotta con partner di rilievo come <strong>OCSE </strong><strong>(per cui è intervenuta in conferenza stampa da remoto Alessandra Proto, responsabile del Centro Ocse di Trento),</strong><strong> EURICSE </strong><strong>(con l’intervento del direttore Riccardo Bodini),</strong><strong> Università di Trento (Cattedra UNESCO sugli Studi di Futuro) e Skopia Anticipation Services </strong><strong>(intervenuta in conferenza stampa con l’amministratore delegato Antonio Furlanetto)</strong>. I risultati saranno presentati a fine <strong>novembre 2025</strong>, durante un convegno internazionale, e contribuiranno alla stesura di un <strong>policy paper</strong> che offrirà una guida per la strategia cooperativa del futuro, integrando le idee e i contributi raccolti attraverso gli incontri sul territorio.</p>
<h2><strong>Al via la realizzazione di una "sala immersiva": un viaggio fuori e dentro la cooperazione</strong></h2>
<p>Un altro grande progetto che verrà inaugurato nell’ambito dell’anniversario sarà la realizzazione di una "<strong>sala immersiva"</strong>, situata nel seminterrato del palazzo della Federazione. Questo spazio innovativo sarà <strong>un ambiente modulare e interattivo</strong>, pensato per ospitare <strong>mostre, eventi e incontri di ogni genere</strong>.</p>
<p>Il termine "immersiva" non è casuale, ma rappresenta la volontà di offrire ai visitatori un’esperienza sensoriale e narrativa avvolgente, che li faccia sentire parte attiva dell'ambiente che stanno visitando. Grazie a <strong>pilastri LED multimediali</strong>, pareti mobili e scenografie immersive, la sala diventerà un luogo dinamico, dove immagini, suoni e interazioni guideranno il pubblico in un viaggio che attraversa il passato, il presente e il futuro della cooperazione trentina e della sua comunità. Si prevede la chiusura dei lavori per la fine di novembre 2025, periodo in cui si avvierà una mostra dedicata al 130°. Successivamente la sala potrà essere utilizzata per eventi di ogni tipo, grazie ad una struttura in grado di cambiare aspetto a seconda delle esigenze.</p>
<h2><strong>Eventi, incontri e testimonianze</strong></h2>
<p>Per celebrare i 130 anni della Cooperazione Trentina, verrà organizzato un programma di eventi che coinvolgerà cooperative, istituzioni e cittadini. Il calendario prevede convegni, incontri e iniziative distribuite su tutto il trentino attraverso la collaborazione con molte realtà territoriali, culminando nell'evento principale il <strong>20 novembre 2025</strong>. Ogni evento sarà un’opportunità per riflettere sulla storia e sulle prospettive future della cooperazione, favorendo il confronto tra esperti e protagonisti del settore. Il tutto inserito in un’altra celebrazione: l’<strong>anno internazionale delle cooperative</strong> (IYC2025) proclamato dall’ONU, che sarà celebrato con il tema “Le cooperative costruiscono un mondo migliore”.</p>
<p>Un’iniziativa centrale sarà la pubblicazione di una <strong>raccolta di interviste</strong> a figure di rilievo della Cooperazione Trentina, tra cui presidenti attuali e passati, dirigenti e altri protagonisti. Questo materiale verrà utilizzato per vari prodotti di comunicazione (video, podcast...) e sarà donato alla <strong>Fondazione Museo Storico del Trentino</strong>, contribuendo a preservare la memoria storica del movimento.</p>
<p>Gli eventi, come spiegato dal vicepresidente vicario della Federazione e coordinatore per il Cda del Comitato per il 130esimo <strong>Italo Monfredini</strong>, si svilupperanno attorno a tre temi principali: <strong>transgenerazionalità</strong>, per valorizzare il passaggio di conoscenze e responsabilità tra generazioni diverse; <strong>cooperazione e autonomia</strong>, per esplorare il legame tra il modello cooperativo e lo sviluppo dell'autonomia territoriale; <strong>comunità</strong>, per evidenziare il ruolo della cooperazione nel rafforzare la coesione sociale, l'inclusione e lo sviluppo a livello locale.</p>
<p>A supporto delle celebrazioni, verrà lanciata una campagna di comunicazione multicanale, con video, podcast e contenuti social, per valorizzare il ruolo della cooperazione e costruire un ponte verso il futuro.</p>
<h2><strong>Per rimanere aggiornati sulle attività dell’anniversario</strong></h2>
<p>Le celebrazioni dei <strong>130 anni della Federazione Trentina della Cooperazione</strong> si svilupperanno lungo tutto il 2025 attraverso un ampio programma di eventi e iniziative. Per rimanere aggiornati: <a href="https://www.cooperazionetrentina.it/130">www.cooperazionetrentina.it/130</a><strong>.</strong></p>
<p><strong><em>*dati al 31/12/2023 poiché i bilanci 2024 non sono ancora disponibili</em></strong></p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Alessandro Girardi</author></item><item><guid isPermaLink="false">adc11977-b9e9-4ffe-a686-ddedc7b14789</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/radici-profonde-per-un-futuro-da-costruire-insieme</link><title>Radici profonde per un futuro da costruire insieme</title><description>L’intervista al presidente Roberto Simoni: «Il modello cooperativo dovrà continuare a trasformarsi per rispondere alle grandi sfide globali, come il cambiamento climatico, l’inverno demografico e la digitalizzazione, continuando ad assicurare inclusione sociale»</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/3eddag3c/copertina-album-collage-retro-blu-post-di-facebook-.png" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/radici-profonde-per-un-futuro-da-costruire-insieme" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>940</width><height>788</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p><span>Il dibattito sulla necessità di creare una </span><strong><span>Federazione</span></strong> <span>per il movimento cooperativo trentino si aprì ufficialmente nel 1894. Il primo obiettivo fu creare un ente centrale in grado di coordinare, supportare e vigilare le cooperative locali. Fu don Lorenzo Guetti a promuovere la nascita di una struttura unitaria che permettesse alle cooperative, fino ad allora operanti in modo indipendente, di affrontare con maggiore efficacia le crescenti difficoltà operative e organizzative. </span> </p>
<p><span>L’idea prese ulteriore forza dal confronto con esperienze cooperative simili, come quelle sviluppate nel Tirolo tedesco sotto il modello Raiffeisen, che dimostravano l’efficacia di una struttura federativa per sostenere il lavoro delle cooperative di base. Questo dialogo portò, il 20 novembre 1895, alla nascita ufficiale della </span><strong><span>Federazione dei consorzi cooperativi</span></strong><span>, sancendo così l’avvio di un nuovo capitolo per il cooperativismo trentino. </span> </p>
<p><span>A 130 anni dalla nascita, il mondo è cambiato, e non si tratta di una semplice frase di circostanza. Le informazioni viaggiano alla velocità della luce in un contesto iperconnesso, i mercati locali competono sempre su scala globale e il clima si fa sempre meno decifrabile rispetto al passato. In questo contesto complesso, a guidare la Federazione Trentina della Cooperazione c’è </span><strong><span>Roberto Simoni</span></strong><span>, 19° presidente. </span> </p>
<p><strong><span>Presidente, che differenze trova tra la cooperazione di ieri e quella di oggi?</span></strong><span> </span> </p>
<p><span>Nei primi decenni, il nostro scopo principale era affrontare la povertà e sostenere le comunità locali attraverso strumenti come le casse rurali e le cooperative di consumo. Era un’epoca di emergenza, in cui il modello cooperativo rappresentava una risposta vitale ai bisogni delle persone. Oggi la Federazione è una realtà complessa, con cooperative che operano in quasi tutti i settori dell’economia. Questo cambiamento è stato possibile grazie alla nostra capacità di innovare, pur mantenendo saldi i valori di solidarietà, partecipazione e autonomia. Viviamo in un mondo sempre più globalizzato, e uno dei nostri compiti è bilanciare il radicamento nel territorio con l’apertura verso nuove opportunità internazionali. </span> </p>
<p><strong><span>E guardando ai prossimi 130 anni?</span></strong><span> </span> </p>
<p><span>Credo che in futuro il modello cooperativo dovrà continuare a trasformarsi per rispondere alle grandi sfide globali, come il cambiamento climatico, l’inverno demografico e la digitalizzazione, continuando ad assicurare inclusione sociale. Tuttavia, credo fermamente che i principi fondanti del nostro movimento — la centralità della persona, la democrazia interna e la partecipazione collettiva — dovranno restare il cuore della nostra identità. Il nostro modello rimane ancora oggi uno strumento moderno e resiliente, basta vedere come molte grandi aziende non cooperative stiano cercando di copiare il nostro modo di far impresa, per dimostrare di essere sostenibili e vicine alle comunità. Le nostre radici ci hanno condotto fino a qui e sono certo che continueranno a sostenerci anche nei prossimi 130 anni. </span> </p>
<p><strong><span>A quali iniziative si sta pensando per l’anno in corso?</span></strong><span> </span> </p>
<p><span>Stiamo progettando un programma ricco e articolato che avrà nell’anniversario del 20 novembre il suo epicentro. Lavoreremo per raccontare la nostra storia, fotografare il presente e immaginare i 130 anni che verranno. Un elemento centrale di questo percorso sarà la realizzazione di uno </span><strong><span>spazio immersivo</span></strong><span> nel seminterrato della nostra sede, con l’idea di far vivere ai visitatori un’esperienza coinvolgente sui valori, sulla storia e sul futuro della cooperazione trentina. Questo spazio non sarà solo un museo, ma un luogo vivo e multifunzionale, capace di stimolare riflessioni sul futuro attraverso installazioni interattive e attività culturali. Inoltre, il 2025 sarà anche l’</span><strong><span>Anno Internazionale delle Cooperative</span></strong><span>, per questo stiamo pianificando eventi di confronto con realtà cooperative di altri paesi. Questo dialogo internazionale sarà un’opportunità per mettere in luce l’unicità del nostro modello cooperativo e per imparare da altre esperienze. </span> </p>
<p><strong><span>Sappiamo che c’è stato anche un coinvolgimento del TAG (Istituto Artigianelli) per predisporre l’immagine coordinata dell’anniversario.</span></strong><span> </span> </p>
<p><span>Abbiamo scelto di collaborare con la Trentino Alta Formazione Grafica (TAG) con l’obiettivo di portare uno sguardo esterno sul mondo cooperativo, coinvolgendo giovani talenti in un percorso di design partecipativo, valorizzandone la creatività. Si tratta di un gruppo di studentesse, poco più che ventenni, che è al lavoro per comunicare i nostri valori in modo innovativo e contemporaneo. Crediamo che lo sguardo fresco e creativo di queste giovani possa arricchire il progetto, rendendolo più accessibile e coinvolgente anche per le nuove generazioni. </span> </p>
<p><strong><span>Qual è il ruolo della base sociale e delle comunità locali in questo anniversario?</span></strong><span> </span> </p>
<p><span>Il coinvolgimento della base sociale sarà fondamentale. Vogliamo che le cooperative associate e le comunità locali siano parte attiva di questo anniversario. Alla fine del 2024 abbiamo raccolto più di 50 </span><strong><span>video testimonianze</span></strong><span> da parte di cooperatori e cooperatrici che hanno avuto un impatto nel nostro movimento nel corso degli anni. Queste interviste verranno devolute poi all’archivio della Fondazione Museo Storico del Trentino e riutilizzate per specifiche attività di comunicazione, tra cui un podcast. Un progetto di raccolta di storie, testimonianze e contributi che forniranno una fotografia del nostro mondo. A questo si aggiungeranno delle attività che vedranno coinvolta la base con </span><strong><span>workshop e incontri di animazione territoriale</span></strong><span>, utili a trovare soluzioni per migliorare le attività della Federazione a favore delle cooperative e viceversa, per </span><strong><span>ampliare le sinergie </span></strong><span>e per generare </span><strong><span>nuove proiezioni future del nostro movimento</span></strong><span>. </span> </p>
<p><strong><span>Quali sono i temi principali su cui ci si concentrerà quest’anno?</span></strong><span> </span> </p>
<p><span>Le attività per i 130 anni della Cooperazione Trentina ruoteranno attorno a tre contenuti chiave. Innanzitutto, la promozione della </span><strong><span>cooperazione come strumento di cura del bene comune</span></strong><span>, per mostrare come il nostro modello sia così moderno e resiliente da contribuire, nel tempo, allo sviluppo sostenibile delle comunità. Un modello che funziona bene poiché inserito in una provincia autonoma che, ed è questo il secondo contenuto, è tale anche per via della</span><strong><span> forte connessione tra autonomia e cooperazione</span></strong><span>, alimentata dalla capacità dei territori di sapersi gestire con un alto grado di responsabilità, storicamente consolidatasi nei secoli. Infine, l’</span><strong><span>intergenerazionalità</span></strong><span>, con il passaggio di valori e patrimonio tra generazioni, garantendo così continuità e sostenibilità per il futuro. Crediamo che questi siano i contenuti che meglio celebrano la nostra storia fino a oggi, ma restiamo aperti ad accoglierne di nuovi, per iniziare a scrivere insieme anche i prossimi 130 anni. </span> </p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Cooperazione Trentina</author></item></channel></rss>