<rss version="2.0"><channel xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"><title>News</title><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/rss/news</link><description>Notizie, storie e interviste per raccontare il movimento cooperativo e per approfondire i temi che coinvolgono il nostro mondo.</description><lastBuildDate>Fri, 09 Oct 2026 07:58:30 +0200</lastBuildDate><atom:link href="https://www.cooperazionetrentina.it/it/rss/news" rel="self"><type>application/rss+xml</type></atom:link><item><guid isPermaLink="false">9a002adc-da09-4408-8e97-a216a7020ce8</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/inclusione-e-persone-con-disabilita-il-tavolo-graziella-anesi-chiama-a-raccolta-la-cittadinanza</link><title>Inclusione e persone con disabilità. Il Tavolo “Graziella Anesi” chiama a raccolta la cittadinanza</title><description><![CDATA[<p>Alla Sala inCooperazione la seduta aperta e la presentazione in anteprima del prototipo del nuovo portale informativo.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/3gsbbmtj/tavolarotonda.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/inclusione-e-persone-con-disabilita-il-tavolo-graziella-anesi-chiama-a-raccolta-la-cittadinanza" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2048</width><height>1536</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Informazione trasparente, partecipazione attiva e risposte concrete ai bisogni di autonomia e orientamento delle persone con disabilità: con questi obiettivi si è tenuta l’annuale seduta aperta della cittadinanza promossa dal tavolo città di Trento “Graziella Anesi” per l’inclusione delle persone con disabilità, organismo di cui il Comune di Trento cura il coordinamento.</p>
<p>L’appuntamento è stato ospitato alla Sala "inCooperazione".</p>
<p>L’incontro è stato aperto alla cittadinanza, ai familiari, alle persone con disabilità e agli operatori del settore. </p>
<p>Al centro la presentazione in anteprima della versione Beta del nuovo portale informativo sulla disabilità, un progetto partecipato nato all’interno del Tavolo per rispondere a un bisogno prioritario emerso durante i lavori del 2025: superare la frammentazione dei servizi territoriali e creare un unico punto informativo digitale semplice, accessibile e orientato alle persone.</p>
<p>Il percorso di costruzione del portale – sviluppato nel corso del 2026 in sinergia con la Federazione Trentina della Cooperazione nell’ambito del progetto europeo Esira – ha visto la collaborazione attiva di associazioni ed enti del territorio che aderiscono al Tavolo.</p>
<p>Attraverso la metodologia delle "personas" (stili di vita e bisogni reali di utenti, familiari e operatori), il gruppo di lavoro ha definito una struttura innovativa basata sulle 13 categorie/domini di vita dell'approccio bio-psico-sociale Icf/Oms (dall'orientamento ai servizi, al lavoro, alla casa, alla vita sociale e diritti).</p>
<p>Il portale integra modelli avanzati di navigazione e un motore di intelligenza artificiale sviluppato dal partner tecnologico Mabiloft, progettato per fornire risposte affidabili attingendo esclusivamente dalle fonti verificate della rete cittadina.</p>
<p>In occasione dell'incontro è stato presentato il sito in versione beta, avviando una fase di testing diffuso che coinvolgerà direttamente cittadini ed enti prima del lancio definitivo ad oggi previsto nel corso del 2027. </p>
<p>L’incontro è stato introdotto dai saluti istituzionali di <strong>Giulia Casonato</strong>, assessora alle politiche sociali, casa e partecipazione del Comune di Trento, e di <strong>Francesca Gennai</strong>, vicepresidente della Federazione per il settore cooperative sociali/abitazione.</p>
<p>E' seguita la tavola rotonda sul tema “Un click per l’inclusione: un portale come strumento di autonomia e diritti”, moderata dal giornalista <strong>Giuliano Beltrami</strong>, che ha visto il confronto tra <strong>Roberto Pallanch</strong> (dirigente di unità di missione semplice Umse disabilità, Dipartimento salute e politiche sociali – PAT); <strong>Sergio Anesi</strong> (presidente – HandiCREA); <strong>Eddy Ferro</strong> (co-fondatore – Mabiloft); <strong>Giulia Libardi</strong> (Ufficio Innovazione  e servizi digitali - Federazione Trentina della Cooperazione); <strong>Susanna Cavagna</strong> (Ufficio Equità e Diversità - Università degli studi di Trento); <strong>Davide Lasta</strong> (capo ufficio Inclusione Sociale, Adulti e Persone con disabilità, Servizio Welfare e Coesione sociale - Comune di Trento).</p>
<p>Nel corso del pomeriggio è stata inoltre presentata un'importante iniziativa per l'inclusione sportiva, alla quale il Tavolo ha collaborato fornendo consulenza: il progetto è stato illustrato da <strong>Matteo Cont</strong> responsabile del settore giovanile  dell'Associazione sportiva dilettantistica Union Trento, insieme al presidente del Comitato Provinciale Autonomo di Trento della Figc Lnd (Lega Nazionale Dilettanti), <strong>Stefano Grassi</strong>, alla responsabile del calcio femminile e paralimpico, <strong>Enrica Pessina</strong> e a <strong>Daniele Pinsi,</strong> responsabile attività giovanile e scolastica del Comitato Trentino della Figc.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Comune di Trento</author></item><item><guid isPermaLink="false">8ddc1fba-de85-4ca1-9d6c-2dbbd0213182</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/biodiversita-urbana-pieno-successo-per-le-due-giornate-di-team-building-esg-di-seaconsulenze-a-lavis</link><title>“Biodiversità Urbana”: pieno successo per le due giornate di team building Esg di Seaconsulenze a Lavis</title><description>Oltre 60 dipendenti e collaboratori di Seaconsulenze hanno preso parte alle due giornate di team building ESG realizzate a fine Settembre in collaborazione con il Comune di Lavis e il MUSE – Museo delle Scienze di Trento, per la tutela degli impollinatori urbani.</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/5axhvw5m/seaconsulenzebio.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/biodiversita-urbana-pieno-successo-per-le-due-giornate-di-team-building-esg-di-seaconsulenze-a-lavis" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>4501</width><height>3001</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[Si sono svolte venerdì 25 e mercoledì 30 settembre le due giornate operative del progetto «Biodiversità Urbana», il team building promosso da Seaconsulenze lungo il torrente Avisio e nel Parco Urbano «Don Paride Chiocchetti». Hanno partecipato quasi la totalità dei dipendenti e collaboratori dell'azienda, per un totale di oltre 60 persone nelle due giornate. Tutte le attività sono state realizzate secondo programma: al Parco Urbano sono stati installati un Bee hotel e due aiuole di piante autoctone amiche degli impollinatori; lungo l'Avisio sono stati posizionati un Nest block per il monitoraggio delle api solitarie, create due aree a sfalcio ridotto e condotta un'attività di segnalazione delle specie vegetali alloctone presenti nell'area. <br />Per Seaconsulenze la sostenibilità è un valore che guida ogni attività aziendale, oltre i numeri e gli obblighi normativi: ogni giorno l'azienda supporta le imprese clienti nell'integrare gli aspetti ambientali, sociali e di governance nei propri processi, convinta che competitività e sostenibilità crescano insieme. Da questa visione è nata la volontà di trasformare l'impegno quotidiano in un'azione concreta: un progetto a favore della biodiversità che ha rafforzato il legame con il territorio e dimostrato come la sostenibilità possa generare valore reale per l'ambiente, le persone e la comunità. <br />Le due giornate sono state vissute all'insegna della collaborazione e del buonumore, con momenti di sana competizione tra i gruppi al lavoro, e si sono concluse con la soddisfazione diffusa di vedere concretamente il risultato del proprio impegno sul territorio. <br />Dott. Cristian Roverato, Direttore di Seaconsulenze: «Crediamo che la crescita della nostra azienda passi anche attraverso la cura del territorio che ci ospita. Questo progetto ci ha uniti attorno a un obiettivo comune: trasformare il lavoro di squadra in un'azione concreta per la biodiversità e per la comunità di Lavis.» <br />Luca Paolazzi, Sindaco del Comune di Lavis: «Ringrazio Seaconsulenze e Ecoopera per aver deciso di organizzare e attuare il progetto “Biodiversità Urbana”, con la competente collaborazione del MUSE, e tutti i lavoratori coinvolti per l'impegno dedicato all'ottima riuscita dell'iniziativa. La gestione del bene pubblico e degli spazi comuni richiede sempre più una compartecipazione ampia e una corresponsabilità tra l'ente pubblico e i soggetti privati. In tal senso la scelta di Seaconsulenze e Ecoopera, che evidenzia una spiccata responsabilità sociale d'impresa, crediamo possa essere non solo una buona pratica ma anche un esempio da seguire per la definizione di nuovi modelli condivisi di cura e valorizzazione del nostro territorio.»<br />Franco Castellan, Assessore al verde, ambiente, promozione turistica, beni comuni e partecipazione del Comune di Lavis: «Esprimo un grande apprezzamento per il progetto promosso da Seaconsulenze e Ecoopera e realizzato con il coinvolgimento attivo dei loro dipendenti e il supporto scientifico dei ricercatori del MUSE. Due mezze giornate di attività formative e manuali vissute in spirito di gruppo hanno permesso non solo di accrescere i legami tra colleghi di lavoro, ma di offrire alla comunità di Lavis un esempio di attenzione verso l'ambiente e gli insetti impollinatori. Le due aree a sfalcio ridotto lungo la passeggiata sull'Avisio, seminate con specie vegetali nettarifere, e le strutture per la nidificazione delle api solitarie e di altri insetti impollinatori installate anche al Parco Urbano, rimarranno a disposizione della popolazione, che ne potrà osservare l'evoluzione nelle varie stagioni. Questi luoghi potranno inoltre diventare vere e proprie aule all'aperto per le scuole, utili ad ampliare le conoscenze e la sensibilità ambientale degli studenti, grazie ai contenuti <br />della cartellonistica esposta e ai risultati del monitoraggio che i ricercatori del MUSE condurranno sulle nidificazioni degli insetti e sui pollini raccolti.» <br />Nicola Vanin, Presidente di Seaconsulenze: «È stata una grande soddisfazione vedere la conclusione di questo percorso di collaborazione tra la nostra realtà, che ogni giorno si dedica al mondo dell'ambiente, e il territorio di Lavis. Un ringraziamento va al Comune di Lavis, che ha reso possibile tutto questo, e ai formatori del MUSE, che hanno saputo coinvolgere le persone e hanno garantito un prezioso supporto tecnico <br />e scientifico.» <br />Il percorso di «Biodiversità Urbana» si concluderà mercoledì 21 ottobre 2026 con una serata istituzionale e divulgativa al MUSE di Trento, momento di restituzione pubblica dell'intero progetto alla presenza dei partner coinvolti e dei formatori del museo.]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Sea Consulenze - Gaia Baldo</author></item><item><guid isPermaLink="false">e2438690-3589-4707-9108-3f72c1dc91f2</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/a-madrid-melinda-lancia-la-campagna-26-27</link><title>A Madrid Melinda lancia la campagna 26/27</title><description><![CDATA[<p>Qualità e mercati al centro dell’agenda. Alla fiera Fruit Attraction il Consorzio guarda già al mercato: alta la qualità delle mele mentre continua la crescita dei trasformati. Tra le priorità intercettare i giovani consumatori.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/miajrz2o/ernesto-seppi-presidente-consorzio-melinda-8-.jpeg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/a-madrid-melinda-lancia-la-campagna-26-27" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>4240</width><height>2832</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>“L’eccellenza della produzione, trainata dalle nostre varietà DOP, è la migliore garanzia in un mercato sempre più competitivo: in Val di Non la Golden, in particolare, ha dimostrato anche quest’anno di saper resistere a tutto evidenziando una qualità straordinaria. Quest’anno la produzione di mele è in calo, come d’altro canto in tutta Europa, ma la qualità è elevata. Le escursioni termiche della montagna, con notti più fresche tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno, hanno favorito la qualità della nostra varietà regina della Val di Non, e delle nostre varietà club”. Lo ha affermato <strong>Ennio Magnani</strong>, consigliere di <strong>Melinda</strong>, presidente di <strong>Assomela</strong> e del <strong>Consorzio di Tutela della D.O.P. Mela Val di Non</strong>, intervenendo a <strong>Fruit Attraction</strong>, la fiera internazionale dell’ortofrutta a Madrid che, fino all’8 ottobre, ospita oltre 2.500 aziende e più di 120.000 professionisti da 150 Paesi. </p>
<p>Un appuntamento ormai tradizionale, quello nella capitale spagnola, che diventa occasione per tracciare un quadro dell’ultima stagione e illustrare le priorità dell’agenda come il mantenimento della leadership di marca e il contributo sempre più importante dei trasformati 100% naturali a base di frutta di Melinda Lab. A trainare la crescita della controllata di Melinda, in questi anni, c’è la continua innovazione di prodotto: gli snack, in particolare, permettono di avvicinare i giovani al consumo di frutta intercettando così un pubblico più ampio. Tra gli obiettivi principali per il futuro la crescita sui mercati esteri, supportata dal gioco di squadra con il comparto del fresco a partire dalle strategie di marketing e di distribuzione. </p>
<p>A sostegno di questi obiettivi una materia prima con una qualità eccezionale – che, accanto alla Golden, emerge quest’anno in particolare nelle varietà Morgana, Dolcevita ed Evelina - e il supporto continuo delle campagne promozionali che guardano con attenzione alle scelte del pubblico e al dialogo con i consumatori. “Oltre a consolidare la sinergia con il settore dei trasformati, le nostre priorità includono un crescente uso dei canali digitali e dei nuovi linguaggi e lo sviluppo dell'e-commerce come ulteriore punto di contatto e canale di vendita”, sottolinea <strong>Andrea Fedrizzi, responsabile marketing di Melinda</strong>. “Il commercio online, infatti, apre nuove possibilità per un’offerta in grado di parlare anche ai giovani”. </p>
<p>Accanto alle iniziative commerciali prosegue l’impegno del <strong>Distretto della Mela</strong> della Val di Non e Val di Sole, nato per iniziativa di Melinda e delle sue 16 cooperative per sostenere e valorizzare la filiera melicola nelle Valli del Noce. Continua anche quest’anno, quindi, il progetto didattico <strong>“RaccontaMELA”</strong> che porta gli studenti tra i 10 e i 15 anni alla scoperta della filiera trentina e del valore dell’agricoltura. Ad affiancarlo la seconda edizione del concorso “RACCONTAMELA giusta!” che invita le scuole a raccontare in un video un prodotto del proprio territorio e mette in palio, per il lavoro migliore, un soggiorno in Val di Non o Val di Sole. Sempre nel quadro del Distretto continua l’attività di ricerca del <strong>progetto “Mela In-forma”</strong>. Gli studi in corso analizzano le proprietà nutrizionali e i possibili effetti benefici della Golden DOP e della Renetta DOP, con particolare attenzione ai composti bioattivi e alle relazioni tra intestino, fegato e cervello. Un impegno nel quale Melinda vuole continuare a investire per approfondire le conoscenze sulle proprie mele e mettere a disposizione informazioni fondate su evidenze scientifiche.</p>
<p>Infine le prospettive della <strong>nuova campagna</strong>. Le previsioni diffuse ad agosto da Assomela stimano per l’Unione europea un raccolto 2026 di 9,5 milioni di tonnellate, il 16% in meno rispetto al 2025 e il livello più basso degli ultimi nove anni. La produzione italiana dovrebbe invece limitare la flessione al 2% con oltre 2,2 milioni di tonnellate. Più marcato il calo previsto per il Trentino, anche se la raccolta è ancora in corso ed è presto per conoscere il dato definitivo. Le indicazioni a livello organolettico, come si diceva, sono al tempo stesso molto positive.</p>
<p>“Quest’anno avremo a disposizione meno mele ma la qualità complessiva sarà in compenso davvero ottima”, sottolinea <strong>Nicola Magnani, responsabile commerciale di Melinda</strong>. “Il mercato interno resta protagonista e saremo impegnati a garantire che le nostre eccellenze abbiano una presenza di valore per tutta la stagione, forti di una qualità straordinaria.”</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Melinda - Martina Valentini</author></item><item><guid isPermaLink="false">3bdc18ec-9287-4cc5-a59f-bdca5d2a4f21</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/cassa-rurale-vallagarina-opere-da-una-collezione-nelle-stanze-della-pittura-una-narrazione-per-immagini</link><title>Cassa Rurale Vallagarina: “Opere da una collezione. Nelle stanze della pittura, una narrazione per immagini”</title><description><![CDATA[<p>Nel tardo pomeriggio di venerdì prenderà il via la tre giorni dedicata all’inaugurazione della sede di Ala di Cassa Rurale Vallagarina. Quanto realizzato sarà svelato in tutta la sua bellezza e modernità nella mattinata di sabato.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/zn3bpwef/1-baldessari-venezia-e-la-laguna.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/cassa-rurale-vallagarina-opere-da-una-collezione-nelle-stanze-della-pittura-una-narrazione-per-immagini" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>7297</width><height>5504</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>L’anteprima sarà offerta dal vernissage della mostra “Opere da una collezione. Nelle stanze della pittura, una narrazione per immagini” a cura di <strong>Amina Pedrinolla</strong> con grafica e supporto curatoriale di <strong>Benedetta Vicentini.</strong></p>
<p>Appuntamento in calendario <strong>venerdì 9 ottobre alle ore 17.30 </strong><u>nella sala grande al primo piano nobile di palazzo Pizzini.</u></p>
<p>“Abbiamo fortemente voluto che, l’allestimento di questa mostra ad Ala, coincidesse con l'inaugurazione della nostra sede ristrutturata – spiega <strong>Maurizio Maffei,</strong> presidente della Cassa Rurale Vallagarina - Si tratta di un’opportunità straordinaria per valorizzare il territorio e rendere concreta la presenza della Cassa nella e per la comunità, come è nella natura di una banca di credito cooperativo”.</p>
<p>“La solidità patrimoniale che ci distingue si traduce in un impegno concreto per il territorio – aggiunge il direttore generale Giuliano Deimichei – Questo è possibile attraverso la promozione e il sostegno di iniziative sociali e culturali di rilievo, come la mostra delle opere d’arte custodite nella nostra collezione”.</p>
<p>Il vernissage sarà arricchito dalla musica di <strong>Rossella Croce</strong> al violino e <strong>Luigi Lupo</strong> al flauto traversiere della Società Filarmonica di Ala.</p>
<p>La mostra si potrà visitare dal 9 ottobre all’8 novembre. Giorni e orari: venerdì 16.00 - 18.00; sabato e domenica 10.00 - 12.00 / 15.00 - 18-00. Visite guidate: domenica 11 ottobre ore 15.00, domenica 8 novembre, ore 15.00, con finale musicale con <strong>Ugo Orlandi</strong> al mandolino e <strong>Luigi Azzolini</strong> alla viola della Società Filarmonica di Ala.</p>
<p>L’esposizione, quinta tappa prevista dalla Cassa Rurale Vallagarina,  presenta al pubblico una raccolta di opere della vasta collezione dell’istituto di credito cooperativo con sede ad Ala.</p>
<p>La narrazione artistica continua anche all’esterno di palazzo Pizzini, nei negozi e nelle vetrine delle vie del centro che, grazie all’entusiasmo di un gran numero di esercenti e commercianti, prende forma in un’autentica e visibile<strong> mostra diffusa nel centro storico</strong>.</p>
<p>Per le bambine e i bambini: laboratorio “<strong>La collezione delle Meraviglie”</strong> al primo piano palazzo Pizzini, sabato 10 ottobre, ore 15.00</p>
<p><strong>Gli artisti a Palazzo Pizzini: </strong>Ernesto Giulio Armani, Roberto Marcello Baldessari, Luisa Bifulco, Cesare Cavalieri, Roberta Cavallari, Valentina Da Port, Giuseppe Debiasi, Ottorino De Lucchi, Michele De Lucchi, Alberto Forchini, Florian Grott, Attilio Lasta, Nino Lorenzi, Guido Mattuzzi, Enrico Meneghelli, Pierluigi Negriolli, Margherita Pavesi Mazzoni, Alessandro Pavone, Annalia Spagnolli, Mariuccia Spagnolli, Anna Maria Targher, Rolando Tessadri, Gianni Turella, Loreta Vaccari Foss, Luigi Vicentini.</p>
<p><strong>I Maestri del fumetto: </strong>Athos Careghi, Alarico Gattia, Gino Gavioli, Claudio Clod Onesti, Franco Oneta, Paolo Ongaro, Paolo Piffarerio, Roberto Rinaldi, Luca Salvagno, Sergio Toppi, Stefano Voltolini</p>
<p><strong>Nel centro storico, una mostra diffusa. Gli artisti presenti: </strong>Carlo Aldi, Giuseppe Bernardoni, Andrea Bertolini, Armando Ceola, Mario Dalla Fini, Giuseppe Debiasi, Ornella Falavigna, Natale Romano Feltrin, Carlo Adolfo Fia, Anna Maria Gaio, Valentina Mazzoni, Silvano Mazzurana, Rinaldo Micheli, Giorgio Miglioranzi, Gianfranco Minelli, Neno Mori, Sigfrido Nannucci, Silvio Nanni, Margherita Pavesi Mazzoni, Renato Restelli, Albino Rossi, Carlo Sartori, Annalia Spagnolli, Angelika Steffens, Alessandro Trentini, Gianni Turella, Corrado Visintainer, Giacomo Vittone, Flavio Zoner.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Cassa Rurale Vallagarina</author></item><item><guid isPermaLink="false">bad73d90-8414-4a40-b661-f0fb43895941</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/respirare-rallentare-stare-bene-in-val-di-fiemme-apre-un-sentiero-per-corpo-e-mente</link><title>Respirare, rallentare, stare bene: in Val di Fiemme apre un sentiero per corpo e mente</title><description>Gran finale dei Sentieri di etika: l'11 ottobre la cooperativa Oltre inaugura a Carano un percorso di benessere psicofisico aperto a tutti, che resterà alla comunità</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/mhbmwhjl/sentieri-etika-val-di-fiemme.png" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/respirare-rallentare-stare-bene-in-val-di-fiemme-apre-un-sentiero-per-corpo-e-mente" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>712</width><height>322</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Dopo quattro esperienze di forte impatto e di grande risposta comunitaria, i Sentieri di etika si concluderanno domenica 11 ottobre, in Valle di Fiemme, con un evento curato dalla cooperativa sociale <strong>Oltre</strong> in collaborazione con la <strong>Famiglia Cooperativa Cavalese</strong> e la <strong>Val di Fiemme Cassa Rurale</strong>.</p>
<p>Dopo gli appuntamenti di San Cristoforo al Lago, Pergine, Fai della Paganella e Mezzolombardo e Fiavè, in Valle di Fiemme, i partecipanti scopriranno il nuovo sentiero tematico dedicato al rilassamento e al benessere psicofisico, accessibile a persone di ogni età e condizione fisica.</p>
<p>Lungo il percorso, che si sviluppa da Carano fino a Maso Toffa (via dei Pini-Prà Fiorì), saranno installati totem informativi con varie stazioni esperienziali pensate per il benessere e la tranquillità. In ogni stazione verranno proposti semplici esercizi di rilassamento, respirazione consapevole e movimento dolce, utili a favorire il contatto con sé stessi, ridurre lo stress e migliorare il benessere generale.</p>
<p>Il percorso regalerà ai partecipanti un'esperienza rigenerante, promuovendo uno stile di vita sano e consapevole. Il sentiero e i cartelli informativi resteranno a disposizione della comunità anche dopo l'evento, quale risorsa, per sensibilizzare sulla salute a 360 gradi, fisica, mentale ed emotiva.</p>
<p>La partecipazione è libera e non serve iscrizione. Ritrovo e partenza dal parcheggio della Pizzeria Veronza a Ville di Fiemme alle 14.30.</p>
<p>L'inaugurazione sarà guidata da uno psicologo esperto in tecniche di rilassamento e respirazione, che accompagnerà i partecipanti lungo il tragitto. L'attività si concluderà a Maso Toffa con un momento conviviale e una merenda offerta dalla Famiglia Cooperativa di Cavalese.</p>
<p>L’evento vede la partecipazione di Fiemme Fassa sport inclusivo, Falegnameria Ensema di Cooperativa Oltre, Comune di Ville di Fiemme, APT Val di Fiemme e Cembra e cooperativa Le Rais.</p>
<p> </p>
<p><strong>Un impegno condiviso </strong></p>
<p>I Sentieri di etika sono molto più di una serie di eventi: sono la dimostrazione concreta che la Cooperazione Trentina costruisce ogni giorno — attraverso le cooperative sociali, le Famiglie Cooperative e le Casse Rurali — un territorio davvero aperto a tutte e tutti. Qui l’accessibilità non è un optional: è la misura di quanto una comunità sia davvero inclusiva, e questi percorsi ne sono la prova tangibile.</p>
<p>La partnership con Dolomiti Energia conferma come impresa, mondo cooperativo e terzo settore possano collaborare per coniugare tutela dell'ambiente, inclusione sociale e valorizzazione del territorio. Rendere la montagna trentina accessibile significa, in questa visione, promuovere una relazione più consapevole con l'ambiente e offrire a tutti l'opportunità di conoscere il patrimonio naturalistico e culturale del Trentino.</p>
<p>I Sentieri di etika lavorano sull'inclusione nella sua accezione più profonda: rimuovere gli ostacoli invisibili — rappresentazioni sociali, narrazioni escludenti, spazi pensati per un unico modello di cittadinanza — restituendo a ciascuno la possibilità di appartenere pienamente al proprio territorio.</p>
<p><strong>Cinque milioni per il territorio</strong></p>
<p>I Sentieri di etika nascono dalla partnership tra Dolomiti Energia e Gruppo cooperativo trentino (Federazione Trentina della Cooperazione, Fondo Comune delle Casse Rurali Trentine, Cassa Centrale Banca, SAIT Coop e Consolida) nell'ambito dell'offerta luce e gas ‘etika’.</p>
<p>Da inizio 2026 sono oltre 60.000 i contratti attivi con etika: dal 2016 a oggi l'iniziativa ha permesso di destinare più di 5 milioni di euro allo sviluppo di 30 progetti sociali e al sostegno di più di un centinaio di famiglie trentine.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">ufficio stampa</author></item><item><guid isPermaLink="false">ebbbd232-cd03-496c-bd0a-e0bca8fecf52</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/fora-fest-a-mori-la-biblioteca-vivente-dove-i-libri-sono-persone</link><title>Fòra Fest: a Mori la «Biblioteca vivente», dove i libri sono persone</title><description>Giovedì 8 ottobre, dalle 9 alle 13, in piazza Cal di Ponte: storie di vita raccontate in prima persona per parlare di salute mentale senza pregiudizi.</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/w3xbpqul/red-heart-on-book-page-with-finger-2026-09-21-22-46-47-utc.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/fora-fest-a-mori-la-biblioteca-vivente-dove-i-libri-sono-persone" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>4494</width><height>3000</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Non libri da leggere, ma storie da incontrare. Giovedì 8 ottobre, dalle 9 alle 13, piazza Cal di Ponte a Mori diventa una «Biblioteca vivente». Il titolo dell'iniziativa è «Un libro non si giudica dalla copertina!». L'appuntamento fa parte di Fòra Fest, la rassegna culturale diffusa per la salute mentale e l'inclusione che dal 6 al 17 ottobre porta incontri, laboratori, spettacoli, camminate e mostre in tutto il Trentino.</p>
<p>La mattinata è curata da <strong>Futuro in circolo</strong>, una realtà a cui aderiscono diverse cooperative sociali trentine, con il patrocinio del Comune di Mori. Funziona come una vera biblioteca: le pagine da sfogliare sono le esperienze di vita di chi sceglie di raccontarsi in prima persona. Chi partecipa può ascoltare, ma anche dialogare: fare domande, interrogare e interrogarsi, mettersi in gioco e confrontarsi sui temi della salute mentale. È un invito a superare barriere ed etichette e a scoprire come l'incontro con l'altro possa cambiare lo sguardo sulle persone, sulle loro storie e sul mondo che condividiamo.</p>
<p>La partecipazione è gratuita.</p>
<p><strong>Fòra Fest: fuori dagli schemi, dentro le comunità</strong></p>
<p>Fòra Fest è una nuova iniziativa nata dalla collaborazione tra <strong>Con.Solida</strong>, il consorzio delle cooperative sociali trentine, le <strong>cooperative sociali</strong> e il Dipartimento di Salute Mentale di <strong>Asuit</strong>. "Andare fòra" significa uscire, esplorare e cambiare punto di vista, per fare spazio a nuove narrazioni e a nuovi modi di stare insieme. Per questo la rassegna abita piazze, teatri, parchi e luoghi di tutti i giorni, con l'obiettivo di contrastare lo stigma che ancora accompagna la salute mentale.</p>
<p>Le cooperative sociali trentine sono uno dei pilastri della rete territoriale per la salute mentale. Ogni giorno accompagnano centinaia di persone in percorsi di abitare supportato, lavoro, socialità e accompagnamento educativo. Al centro non c'è la malattia, ma la possibilità di ricostruire relazioni, autonomia e fiducia nel futuro.</p>
<p>Il programma completo degli eventi a questo link: <a href="https://www.consolida.it/wp-content/uploads/2026/09/Programma-digitale-_Fora-Fest.pdf">https://www.consolida.it/wp-content/uploads/2026/09/Programma-digitale-_Fora-Fest.pdf</a></p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio stampa - Dirce Pradella</author></item><item><guid isPermaLink="false">9b96733c-5465-41c6-a633-1820d2f19226</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/fora-fest-a-cavalese-la-mostra-fotografica-raccontati-frammenti-di-vita-a-maso-toffa</link><title>Fòra Fest: a Cavalese la mostra fotografica «Raccontati», frammenti di vita a Maso Toffa</title><description>Da venerdì 9 a giovedì 15 ottobre allo Spazio Spumazer, a cura della cooperativa Oltre: fotografie, laboratori per le scuole e attività aperte alla comunità</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/35scalxv/maso-toffa-coop-oltre.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/fora-fest-a-cavalese-la-mostra-fotografica-raccontati-frammenti-di-vita-a-maso-toffa" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>330</width><height>337</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Dietro ogni fotografia c'è una storia, dietro ogni storia c'è una persona. <strong>Venerdì 9 ottobre</strong>, dalle 10 alle 12, apre allo <strong>Spazio Spumazer di Cavalese</strong> (via Guglielmo Marconi 10) <strong>«Raccontati»</strong>. La mostra fotografica racconta la vita e le esperienze delle persone che abitano <strong>Maso Toffa</strong>, la comunità della <strong>Cooperativa Oltre</strong>. L'appuntamento fa parte di <strong>Fòra Fest</strong>, la rassegna culturale diffusa per la salute mentale e l'inclusione che dal 6 al 17 ottobre porta incontri, laboratori, spettacoli, camminate e mostre in tutto il Trentino.</p>
<p>La mostra è curata dalla Cooperativa Oltre. Le immagini fissano emozioni, paure, desideri, ricordi e relazioni, e insieme compongono un racconto corale fatto di volti e di momenti quotidiani. «Raccontati» invita il pubblico a entrare nelle storie di ogni fotografia, per andare oltre stereotipi, pregiudizi ed etichette.</p>
<p>Nei giorni di apertura sono in programma anche <strong>laboratori per le scuole</strong> al mattino e, al pomeriggio, <strong>attività per la comunità</strong>, per riflettere insieme su fragilità, identità e relazioni. La mostra chiude <strong>giovedì 15 ottobre</strong> con un <strong>workshop aperto a tutte e tutti</strong>, dalle 15 alle 17.</p>
<p><strong>Orari di apertura:</strong> sabato 10 ottobre dalle 14 alle 16; lunedì 12 e mercoledì 14 dalle 10 alle 12; martedì 13 e giovedì 15 dalle 15 alle 17. <strong>L'ingresso è gratuito.</strong></p>
<p>La rassegna nasce dalla collaborazione tra <strong>Con.Solida</strong>, le <strong>cooperative sociali</strong> e il <strong>Dipartimento di Salute Mentale di Asuit</strong>. Porta la salute mentale fuori dagli stereotipi e dentro la vita delle comunità, per contrastare lo stigma e promuovere l'inclusione.</p>
<p>Il programma completo degli eventi a questo link: <a href="https://www.consolida.it/wp-content/uploads/2026/09/Programma-digitale-_Fora-Fest.pdf">https://www.consolida.it/wp-content/uploads/2026/09/Programma-digitale-_Fora-Fest.pdf</a></p>
<p> </p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio stampa - Dirce Pradella</author></item><item><guid isPermaLink="false">1bc12ae6-2faf-4da2-be5d-38d1940e578c</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/convention-mediocredito</link><title>Mediocredito guarda al 2029: più servizi, specializzazione e tecnologia</title><description>Il Piano industriale 2026-2029 amplia l’offerta per imprese e privati e punta su competenze, innovazione e solidità per sostenere una nuova fase di sviluppo.</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/4y2o5y2n/conventionmc2026-41.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/convention-mediocredito" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2100</width><height>1400</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<div>
<p>Più servizi per imprese e privati, maggiore specializzazione, investimenti in tecnologia e competenze. Sono le principali direttrici del Piano industriale 2026-2029 di Mediocredito Trentino-Alto Adige, presentato il 25 settembre a Trento nel corso della convention aziendale, moderata da <strong><a href="https://www.linkedin.com/in/stefania-peveraro-82261b1/">Stefania Peveraro</a>, giornalista e direttore di <em>BeBeez</em></strong>.</p>
<p>Ad aprire i lavori è stato <strong>Dario Fabbri, direttore della rivista <em><a href="https://www.rivistadomino.it/">Domino</a></em></strong>, che ha offerto una lettura degli scenari geopolitici destinati a incidere sempre più direttamente sulle scelte di imprese, banche e investitori. Dazi, tecnologia, sicurezza delle filiere, energia e nuovi equilibri internazionali non rappresentano, secondo Fabbri, fenomeni transitori, ma variabili con cui sarà necessario confrontarsi nella costruzione delle strategie e dei piani industriali dei prossimi anni. Uno scenario complesso, nel quale non mancano tuttavia opportunità per le imprese italiane capaci di inserirsi nelle nuove filiere strategiche.</p>
<p>È in questo contesto che si inserisce il nuovo Piano di Mediocredito. Dopo il percorso che ha portato la Banca ad ampliare progressivamente il proprio ruolo e a consolidarsi come interlocutore corporate, il nuovo salto è verso un <strong>modello sempre più completo</strong>: capace di affiancare le imprese nelle diverse esigenze finanziarie, dalla gestione ordinaria alle operazioni più complesse di finanza straordinaria, e allo stesso tempo di sviluppare una relazione più ampia con la clientela privata attraverso nuovi prodotti e servizi.</p>
<p>Per le imprese questo <strong>significa affiancare al tradizionale credito a medio-lungo termine nuovi servizi per l’operatività quotidiana</strong>, dal conto corrente corporate e dai sistemi di pagamento all’apertura di credito in conto corrente e ad altre soluzioni per la gestione dell’attività aziendale. Continueranno allo stesso tempo a crescere le attività a maggiore specializzazione, come minibond, project finance, partenariato pubblico-privato e finanza straordinaria, ambiti nei quali Mediocredito ha costruito negli anni competenze distintive e un posizionamento riconosciuto.</p>
<p><strong>Anche il rapporto con i privati è destinato ad evolvere</strong>. Conto Rifugio, lanciato nel 2020, ha consentito alla Banca di costruire una fonte autonoma di raccolta; ora Mediocredito intende ampliare progressivamente la relazione con questa clientela attraverso nuovi prodotti e servizi. Il percorso partirà dal conto corrente e dalla carta di debito, per estendersi nel tempo ad altre soluzioni, anche attraverso accordi con partner specializzati.</p>
<p>Gli obiettivi economici riflettono l’ampiezza del progetto: le erogazioni annue sono previste in crescita da 289 milioni di euro nel 2025 a 442 milioni nel 2029, mentre i crediti alla clientela raggiungeranno circa 1,2 miliardi di euro. Il margine di intermediazione è atteso a 35,4 milioni, rispetto ai 18,6 milioni del 2025, e l’utile netto a 10,3 milioni, mantenendo livelli di patrimonializzazione particolarmente elevati.</p>
<p>Proprio la <strong>solidità patrimoniale rappresenta una delle leve a disposizione</strong> per sostenere questa nuova fase. A fine 2025 il Total Capital Ratio era pari al 27,3% e il Piano quantifica in circa 100 milioni di euro il capitale in eccesso rispetto alle esigenze della Banca. Una parte sarà assorbita dalla crescita prevista dal Piano, mentre la disponibilità patrimoniale lascia aperta anche la possibilità di valutare, qualora si presentassero opportunità coerenti con la strategia e con il profilo di Mediocredito, operazioni straordinarie in grado di accelerarne lo sviluppo.</p>
<p>La nuova fase strategica coincide anche con una<strong> possibile evoluzione dell’assetto proprietario</strong>. È in corso la determinazione del valore della partecipazione del 17,5% detenuta dalla Regione Trentino-Alto Adige, passaggio preliminare alla procedura a evidenza pubblica prevista per la sua dismissione. Il Piano e il modello organizzativo sono stati tuttavia costruiti per consentire a Mediocredito di continuare a competere sul mercato in autonomia, indipendentemente dall’evoluzione dell’azionariato.</p>
<p>A sostenere la trasformazione saranno anche gli investimenti in tecnologia, digitalizzazione e automazione dei processi, con un utilizzo crescente dell’intelligenza artificiale nell’attività creditizia, nell’assistenza alla clientela e nei processi commerciali. Parallelamente, la Banca investirà sulle persone: la struttura passerà dagli 83 dipendenti del 2025 a 99, con 16 inserimenti netti, accompagnati da un rafforzamento della formazione e dello sviluppo delle competenze.</p>
<p>Accanto allo sviluppo del business, il Piano attribuisce un ruolo centrale alle persone e alla cultura organizzativa. In questa direzione si inserisce anche il progetto “Prospettive – The Walls Are Talking”, <strong>il percorso di ascolto e coinvolgimento che ha dato voce in particolare alle persone più giovani entrate negli ultimi anni in Mediocredito, </strong>chiamate a immaginare e proporre soluzioni per la Banca di domani. Dai gruppi di lavoro sono nati quattro cantieri dedicati a innovazione interna, cambiamento culturale, attrattività ed engagement, con proposte che spaziano dalla digitalizzazione e dall’intelligenza artificiale a nuovi strumenti di feedback e partecipazione.</p>
<p>Un capitolo specifico riguarda inoltre la parità di genere. Nel corso della convention, Donatella Conzatti, commercialista e revisore ed esperta di parità di genere, ha raccontato il lavoro svolto insieme a Mediocredito per arrivare alla <a href="https://www.mediocredito.it/newsroom/mediocredito-trentino-alto-adige-ottiene-la-certificazione-uni-pdr-1252022-per-la-parita-di-genere"><strong>certificazione UNI/PdR 125:2022</strong></a>, ottenuta lo scorso settembre. Avviato nel 2024, il progetto ha interessato, tra gli altri, i processi di selezione e crescita professionale, l’equità retributiva, la conciliazione vita-lavoro e il sostegno alla genitorialità. Un traguardo che la Banca considera non un punto di arrivo, ma l’inizio di un percorso di miglioramento continuo.</p>
<p>La crescita delineata dal Piano si accompagna infine a una <strong>forte attenzione al ruolo della Banca nella comunità</strong>. Nel corso della convention Massimo Komatz, direttore di AquiLab, ha raccontato la <a href="https://www.mediocredito.it/newsroom/mediocredito-aquilab-good-hands-la-solidarieta-ha-buone-mani">partnership avviata da Mediocredito con AquiLab for no profit</a>, il laboratorio sociale della Fondazione Aquila per lo Sport Trentino che mette in rete le organizzazioni del Terzo settore e sostiene progetti nei quali sport, relazioni e volontariato diventano strumenti di inclusione e coesione sociale. Un’esperienza che interpreta il legame con il territorio non come semplice sponsorizzazione, ma come parte integrante del modo di essere Banca.</p>
<p>«<em>Questo Piano non serve semplicemente a far crescere Mediocredito nei numeri: vuole cambiare il modo in cui siamo banca</em> – conclude <strong>Diego Pelizzari, Direttore Generale di Mediocredito Trentino-Alto Adige</strong> –. <em>Vogliamo essere più completi nei servizi, continuare a distinguerci nelle attività specialistiche e utilizzare la tecnologia per lavorare meglio e offrire risposte più semplici e veloci ai nostri clienti. Ma una trasformazione di questa portata si realizza soprattutto attraverso le persone. Per questo investiremo in nuove competenze e vogliamo dare spazio anche alle idee delle colleghe e dei colleghi più giovani, che con il progetto Prospettive ci hanno dimostrato di voler essere protagonisti nella costruzione della Banca di domani. Il 2029 non è soltanto un obiettivo economico: è la Mediocredito che vogliamo costruire insieme nei prossimi anni</em>».</p>
<p>«<em>Una banca solida che rimane ferma non mantiene nel tempo la propria solidità, ma rischia di consumarla. È quindi meglio affrontare il cambiamento da una posizione di forza</em>», ha sottolineato <strong>Stefano Mengoni, Presidente di Mediocredito Trentino-Alto Adige</strong>, richiamando la volontà di mettere il patrimonio e le competenze costruite negli anni al servizio di una nuova fase di sviluppo.</p>
</div>
<div></div>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Mediocredito Trentino-Alto Adige</author></item><item><guid isPermaLink="false">3ca48b12-cad2-4bde-a444-0dbcc186fb6d</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/abilnova-insieme-a-iapb-italia-e-a-lions-club-trento-host-per-la-prevenzione</link><title>Abilnova insieme a Iapb Italia e a Lions Club Trento Host per la prevenzione</title><description>In occasione dell'8 ottobre, AbilNova aderisce come ogni anno all'iniziativa promossa da IAPB Italia per la Giornata Mondiale della Vista, rinnovando anche la storica collaborazione con i Lions Clubs sul tema della prevenzione.</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/0j3figkd/da-sinistra-vadagnini-matassoni-palumbo1.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/abilnova-insieme-a-iapb-italia-e-a-lions-club-trento-host-per-la-prevenzione" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2000</width><height>1500</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p><em>Una partnership che quest'anno apre una nuova strada, insieme al Lions Club Trento Host, fino allo spettacolo accessibile "Betly al Buio" il 18 ottobre a Villazzano.<br />Inoltre, l'Unità Mobile Oftalmica di AbilNova sarà davanti alla sede della Cooperazione Trentina per offrire a tutti controlli gratuiti della vista: un'occasione concreta per prendersi cura della propria salute visiva.</em></p>
<p><strong>Una prevenzione che parte da lontano: la Giornata Mondiale della Vista e IAPB Italia</strong></p>
<p>Giovedì 8 ottobre si celebra la Giornata Mondiale della Vista, l'appuntamento internazionale volto ad accendere l'attenzione sulla salute oculare e sulla prevenzione della disabilità visiva. Come ogni anno, AbilNova Cooperativa Sociale aderisce alla proposta di Fondazione IAPB Italia (Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità) legata al tema della prevenzione, in linea con la propria mission e con i servizi che offre quotidianamente sul territorio.</p>
<p><strong>Dal 2012 la prevenzione va incontro alle persone</strong></p>
<p>L'impegno per la prevenzione si traduce anche nella volontà di raggiungere il maggior numero possibile di persone: dal 2012 AbilNova porta la cultura della prevenzione visiva direttamente tra la gente grazie a un mezzo itinerante – l’Unità Mobile Oftalmica - che ha permesso negli anni di incontrare le persone proprio dove vivono.</p>
<p><strong>I Lions Clubs, "cavalieri della luce" al fianco di AbilNova</strong></p>
<p>Su questo stesso terreno si innesta la collaborazione con i Lions Clubs, storica e mai interrotta in tutto il Triveneto, e che quest'anno si rinnova in particolare con il <strong>Lions Club Trento Host</strong>. Non è un caso che i Lions siano stati definiti "cavalieri della luce": fu Helen Keller, nel 1925, alla Convention Internazionale dell'associazione, a consegnare loro questo appellativo, chiedendo di diventare suoi "cavalieri della cecità nella crociata contro le tenebre" nella lotta alla cecità: un'eredità che la collaborazione con AbilNova porta avanti ancora oggi.</p>
<p><strong>Uno sguardo all'autunno: "Betly al Buio"</strong></p>
<p>L'8 ottobre riapre così un percorso che nel corso dell'autunno vedrà AbilNova al fianco del Lions Club Trento Host in un'iniziativa dedicata all'accessibilità culturale: <strong>"Betly al Buio"</strong>, in programma <strong>domenica 18 ottobre alle ore 16.00 al Teatro di Villazzano</strong>. Si tratta di un'opera concerto firmata dall'Associazione Musicale Aurona, pensata per essere ascoltata "con tutti i sensi": al pubblico vedente viene chiesto di indossare una mascherina oscurante, condividendo con le persone cieche e ipovedenti un'unica modalità di fruizione affidata all'ascolto e all'immaginazione, grazie a una drammaturgia di audiodescrizione costruita per intrecciarsi con la musica senza interromperne il flusso.</p>
<p><strong>Lo Spettacolo “Betly al Buio”</strong><br />Teatro di Villazzano, domenica 18 ottobre 2026, ore 16.00<br />Prenotazione e acquisto biglietti: <a href="http://www.teatrodivillazzano.it">www.teatrodivillazzano.it</a></p>
<p><strong>L’Unità Mobile Oftalmica</strong><br />Giovedì 8 ottobre, 8:30-12:30 e 13:30-17:30, ingresso libero, davanti alla Cooperazione Trentina in Via Giovanni Segantini 10 a Trento.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Abilnova </author></item><item><guid isPermaLink="false">b91e9779-2c6d-4bd3-8c60-3c101121b486</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/festival-nazionale-dell-economia-civile-l-economia-che-fa-bene-e-la-foresta-che-cresce</link><title>Festival Nazionale dell'Economia Civile: «L'economia che fa bene» è la foresta che cresce</title><description><![CDATA[<p>Oltre 4.000 persone, più di 120 relatori e 500 studenti a Firenze per l'ottava edizione. Luca Raffaele (Coordinatore del Festival e Direttore Generale di NeXt Economia): «Ora serve mettere al centro delle prossime strategie nazionali ed europee questa nuova economia sociale e civile che abbiamo mappato, connesso e valorizzato in questo giorni».</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/qbtb5myk/festival2026.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/festival-nazionale-dell-economia-civile-l-economia-che-fa-bene-e-la-foresta-che-cresce" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2144</width><height>1424</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>L'ottava edizione del Festival Nazionale dell'Economia Civile si è chiusa con un vero successo di partecipazione e condivisione, legato al tema <em>«Il rumore della foresta che cresce»</em>. Per quattro giorni, dal 1° al 4 ottobre, la città di Firenze è stata il luogo di confronto aperto tra imprese, istituzioni, mondo accademico e della scuola, terzo settore e cittadini sulle condizioni di uno sviluppo equo, sostenibile e civile.</p>
<p>Sono molti i temi affrontati nel corso del Festival, tasselli dell'unico grande quadro che compone il nostro sistema economico e sociale. L'economia, infatti, non si esaurisce nello scambio di beni e servizi: è l'insieme di processi, persone, scambi e relazioni che determinano la qualità della vita delle comunità, tenuti insieme dalla fiducia. Al centro del confronto: università, confronto e libera circolazione dei pensieri; diritti umani, libertà, partecipazione e democrazia; ambiente, biodiversità ed ecosistemi che coesistono; intelligenza artificiale, tecnologia e scienza; poesia, teatro, musica e cultura; casa, sanità, fragilità e cura.</p>
<p><strong>I numeri e i protagonisti</strong></p>
<p>Protagoniste del Festival sono state le persone: imprenditori, studenti, esperti, amministratori, Premi Nobel, docenti, giornalisti, cittadine e cittadini. <strong>Più di 100 relatori e relatrici, 500 giovani studenti e studentesse provenienti da tutta Italia e oltre 4.000 persone</strong> hanno animato le sale di Palazzo Vecchio e del Rettorato dell'Università di Firenze attraverso dialoghi, laboratori e spettacoli. Poesia, teatro e musica hanno creato un filo conduttore tra le varie sessioni e rafforzato la connessione tra economia e cultura, rendendo più tangibile il concetto guida di questa edizione: la foresta che cresce e che mette radici nella bellezza.</p>
<p>Tra i momenti più significativi, l'intervento di <strong>Shirin Ebadi</strong>, Premio Nobel per la Pace, che ha riportato sul piano politico l'importanza della pace e di vivere in un contesto in cui siano rispettati i diritti umani e la libertà di donne e uomini: solo in un contesto democratico può esserci un vero e duraturo sviluppo economico. I temi del benessere e della qualità della vita sono stati affrontati sul piano internazionale da <strong>Jan-Emmanuel De Neve</strong>, mentre i dati nazionali sono stati presentati con il <strong>Rapporto del Benvivere 2026 e la nuova versione della piattaforma pubblica https://benvivere.nexteconomia.org</strong>. Scienza e tecnologia, rischi e opportunità dell'intelligenza artificiale sono stati al centro di molti interventi, tra cui quelli di <strong>Philippe Aghion</strong>, Nobel per l'Economia 2025, e di <strong>Telmo Pievani</strong>, e degli spettacoli culturali di Lella Costa sulle Madri della Repubblica, di Aldo Cazzullo sul collegamento tra economia francescana ed economia civile, del format Artisti per la sostenibilità con Carmen Consoli e Valerio Lundini sul tema dell'impatto sociale e civile del mondo dello spettacolo. Mario Mantovani ha illustrato che cosa si intenda per transizione ecologica e perché sia oggi tanto necessaria, dando concretezza al rapporto tra economia, biodiversità ed ecosistemi e si è valorizzata la ricerca sull’impatto sociale delle Comunità energetiche.</p>
<p>Rimane importante misurare e tenere traccia di ciò che si fa. Per questo il Festival ha tenuto a battesimo l'<strong>Osservatorio sulla Nuova Economia Sociale e Civile della Toscana</strong>, presidio del Festival sul territorio, che contribuirà a raccogliere dati e a creare connessioni tra persone, organizzazioni, aziende e istituzioni, collegato alla piattaforma nazionale www.onesc.it.</p>
<p><strong>La proposta: un Ministero della Pace</strong></p>
<p>Dalle parole di Shirin Ebadi e dall’intervento di Stefano Zamagni nasce la proposta che chiude questa edizione. «Antonio Genovesi insegnava che non si può fare la propria felicità senza fare quella degli altri, e Paolo VI ci ha ricordato che lo sviluppo è il nuovo nome della pace», dichiara <strong>Luca Raffaele, Direttore Generale di NeXt – Nuova Economia per Tutti</strong>. «Possiamo dire che vale anche il contrario: la pace è la prima infrastruttura dello sviluppo. L'articolo 11 della Costituzione afferma che l'Italia ripudia la guerra, ma oggi nello Stato non esiste un'istituzione che abbia il compito esplicito di costruire la pace. Altri Paesi lo hanno fatto, dal Costa Rica all'Etiopia. Per questo rilancio la proposta di un vero e proprio Ministero della Pace, con portafoglio, risorse e strumenti.»</p>
<p>Secondo la proposta, il Ministero dovrebbe poggiare su cinque pilastri: <strong>la difesa civile non armata e nonviolenta</strong>, coordinando i Corpi Civili di Pace e valorizzando il Servizio Civile Universale; <strong>l'educazione alla pace</strong> e alla gestione nonviolenta dei conflitti nelle scuole e nelle università; <strong>la valutazione d'impatto di pace</strong> di leggi, bilanci e accordi commerciali, sul modello di quanto si sta già facendo per l'ambiente e la parità di genere; <strong>un'economia della pace</strong>, che accompagni la riconversione produttiva e la trasparenza della finanza e sostenga le scelte di consumo e di risparmio responsabili; <strong>la pace di prossimità</strong>, con la mediazione dei conflitti sociali nei territori costruita insieme a enti locali e terzo settore, secondo il principio di sussidiarietà.</p>
<p>«Fa più rumore un albero che cade che una foresta che cresce», conclude Raffaele. «A Firenze abbiamo ascoltato il rumore sommesso e ostinato di una foresta fatta di imprese, giovani e comunità. Anche la pace cresce così, in silenzio, e ha bisogno di custodi: chiediamo che lo Stato ne nomini uno.»</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio stampa FNEC  ufficiostampa@festivalnazionaleconomiacivile.it www.festivalnazionaleeconomiacivile.it</author></item><item><guid isPermaLink="false">32adc62c-e45f-4c3d-9929-c064fdf982f7</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/fora-fest-anche-in-alto-garda</link><title>“Fòra Fest”  anche in Alto Garda</title><description>Al via la nuova rassegna culturale diffusa dedicata alla salute mentale</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/f10fqrxb/screenshot-2026-10-05-125141.png" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/fora-fest-anche-in-alto-garda" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>849</width><height>491</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p class="xmsonormal">Il nome nome viene da una parola del dialetto trentino: "fòra", cioè uscire, andare fuori. Uscire dagli schemi, dai pregiudizi e dal silenzio per entrare nelle comunità. Fòra Fest nasce da soggetti diversi per vocazione e strumenti (la cooperazione sociale e i servizi sanitari), uniti da decenni di lavoro condiviso e da una visione comune: una salute mentale di comunità, partecipata, orientata alla recovery, cioè alla possibilità che ogni persona ricostruisca la propria vita in modo significativo, al di là della diagnosi. L'iniziativa è promossa da Consolida insieme alle cooperative sociali Arcobaleno, Gruppo 78, Incontra, Oltre e Vales, al Dipartimento di Salute Mentale di Asuit e all'Associazione Il Cerchio Fareinsieme.</p>
<p class="xmsonormal">Due gli appuntamenti sul territorio dell' Alto Garda:</p>
<p class="xmsonormal"><strong>Mercoledì 7 Ottobre alle ore 17, presso la Galleria "Il Transito" di Arco, verrà inaugurata la mostra "EtichettARTE"</strong>, visitabile fino al 14 ottobre. Da Riva del Garda a New York, 206 opere viaggiano per posta per rispedire al mittente “pregiudizi e diagnosi.” Uno scambio internazionale di buone pratiche sul tema dell'arteterapia. Due centri la “Comunità Terapeutico Riabilitativa Villa Ischia di Riva del Garda” e il “Rockland Psychiatric Center di New York” parlano di salute mentale attraverso la “mail art”,  la mail art si fonda su un principio sovversivo e insieme elementare: l'opera viaggia per posta, non ha prezzo, non ha gerarchie, chiunque può partecipare: Il timbro, la piega, il francobollo, il percorso sono loro stessi parte dell'opera. La mostra ospita il risultato della call lanciata da Villa Ischia, che ha raccolto “206 opere” arrivate da tutto il mondo, da artisti, pazienti e cittadini comuni.  Opere che vengono ora presentate in uno spazio che non è un ospedale, né una comunità, ma una “galleria d'arte” visibili a chiunque passi, senza etichette che distinguano chi è paziente e chi no. Perché nella mail art, semplicemente, quella distinzione non esiste.</p>
<p class="xmsonormal"><strong>Sabato 10 ottobre, alle 20.30, andrà in scena "Follie Follie, delirio vano è questo"</strong>, una rappresentazione teatrale ideata e rappresentata dal dott. Giuseppe Bettinazzi, psichiatra, che intende avvicinare il pubblico ai temi delle patologie psichiatriche utilizzando lo strumento insolito della musica e delle opere liriche. Lo spettacolo vuole essere un condensato di musica, chiacchiere e storie che evidenzieranno come, nelle opere, la patologia psichiatrica si trasformi in arte! Attraverso questo strumento, il pubblico esplorerà varie forme di disagio: dai disturbi del comportamento, alla follia, alla depressione, al suicidi. Come lo definisce lo stesso Bertinazzi: “Un continuo rincorrersi tra parole e musica, un divertissement mentale, un gioco tra il serio e il faceto”.<br /><br /></p>
<p class="xmsonormal">Per informazioni</p>
<p class="xmsonormal">Mostra: Sonia Faccini -Coordinatrice Villa Ischia di Riva del Garda – 3279121242</p>
<p class="xmsonormal">Teatro: Giuseppe Bettinazzi 3332732628</p>
<p class="xmsonormal"> </p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">f3358146-7dbd-4430-99eb-7b0fa9f8f2fc</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/a-bertoldi-di-lavarone-un-negozio-completamente-rinnovato</link><title>A Bertoldi di Lavarone un negozio completamente rinnovato</title><description><![CDATA[<p>Inaugurato oggi pomeriggio il punto vendita della Famiglia Cooperativa di Lavarone riconsegnato a consumatori soci e clienti dopo una decina di giorni di lavori.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/b2netpsd/taglionastro.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/a-bertoldi-di-lavarone-un-negozio-completamente-rinnovato" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2000</width><height>1150</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Un traguardo e una ripartenza. E’ quanto esprime un taglio del nastro. Segna, infatti, la conclusione di un progetto e, contemporaneamente, l’avvio di un servizio rinnovato alla comunità locale.</p>
<p>Oggi pomeriggio, il taglio del nastro, ha rappresentato l’atto finale dell’inaugurazione del rinnovato punto vendita della Famiglia Cooperativa di Lavarone (guidata dal presidente <strong>Giorgio Corradi</strong>) a servizio della comunità di Bertoldi. Una decina di giorni per realizzare quanto programmato e che, ai consumatori soci e clienti, ha riconsegnato un negozio 160 metri quadrati di superficie, riorganizzato negli spazi e modernizzato nelle strutture. “Un intervento pensato e concretizzato sia per la comunità di Bertoldi e delle frazioni di Slaghenaufi-Stengheli e Lanzino e sia per gli ospiti che – è stato osservato - sia in estate e sia in inverno, scelgono l’altipiano di Lavarone per trascorrere il periodo di vacanza”.</p>
<p><strong>Il progetto</strong></p>
<p>Dieci giorni di lavori intensi, circa 35 persone coinvolte e un investimento complessivo di circa 130 mila euro. Un intervento realizzato in tempi particolarmente contenuti, grazie a un importante lavoro di squadra che ha coinvolto il personale della Famiglia Cooperativa Lavarone, collaboratori e tecnici del consorzio Sait e di diverse aziende. Muratori, idraulici, elettricisti, tecnici e montatori hanno lavorato in maniera coordinata nelle diverse fasi: dalle opere edili e impiantistiche all'installazione delle nuove attrezzature, fino agli arredi e ai collaudi finali.</p>
<p>La ristrutturazione non si è limitata a un semplice rinnovo estetico. Il punto vendita è stato ripensato in maniera sostanziale, con l'obiettivo di renderlo più funzionale per i consumatori soci e clienti e per chi al suo interno opera nella quotidianità.</p>
<p>Una delle novità principali appartiene al banco gastronomia, ora collocato in posizione centrale e affiancato da una postazione cassa. Una scelta pensata in particolare per i periodi di minore affluenza, quando l'addetta alle vendite può seguire il banco, la cassa e le esigenze della clientela, avendo tutto a portata di mano senza continui spostamenti all'interno del negozio.</p>
<p>Inoltre è stata ampliata di circa 6 metri lineari la superficie espositiva, consentendo l'introduzione di circa 250 nuove referenze. Un ampliamento importante dell'assortimento, pensato per offrire una risposta ancora più completa alle esigenze dei soci, dei residenti e dei numerosi clienti che frequentano Bertoldi durante le stagioni turistiche.</p>
<p>Particolare attenzione è stata dedicata al consumo energetico con la sostituzione della linea del freddo e il rinnovo dell'illuminazione.</p>
<p>Le nuove tecnologie installate permetteranno di migliorare sensibilmente l'efficienza energetica del negozio. Le stime effettuate indicano la possibilità di ottenere un risparmio sui consumi energetici nell'ordine del 40% su base annua, con benefici sia economici sia ambientali.</p>
<p>La ristrutturazione rappresenta un investimento importante per la Famiglia Cooperativa Lavarone, realtà del consumo cooperativo fondata nel 1905, e conferma la volontà di continuare a investire nei propri punti vendita e nei servizi rivolti ai soci e alla comunità, cercando di coniugare qualità dell'offerta, funzionalità, sostenibilità ed efficienza.</p>
<p>Oltre al punto vendita della frazione Bertoldi, la Famiglia Cooperativa conta il negozio di Cappella (dove ha la sede), il negozio Quadrifoglio (specializzato in articoli di giardinaggio, bricolage, animali) e la lavanderia self-service. I soci sono 1160. Lo staff, guidato dal direttore <strong>Simone Cuel</strong>, conta nove collaboratrici e collaboratori fissi che salgono a quota ventitré durante la stagione estiva.</p>
<p><strong>Gli interventi</strong></p>
<p>Prima del taglio del nastro sono intervenuti il sindaco di Lavarone, <strong>Claudio Stenghele</strong> (presente anche l’assessora comunale al commercio <strong>Alessia Stenghele</strong>) e il presidente dell’Azienda per il Turismo Alpe Cimbra, <strong>Alessandro Casti.</strong></p>
<p>Benedizione del punto vendita affidato da <strong>don Giorgio Garbari</strong> e taglio del nastro hanno ultimato l’evento inaugurale.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Fc Lavarone - Ufficio Stampa Cooperazione Trentina</author></item><item><guid isPermaLink="false">59e19596-cddb-4c6c-a6e9-cbf43f35a8bb</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/stati-generali-del-welfare-poverta-una-condizione-sempre-piu-diffusa</link><title>Stati Generali del Welfare: povertà, una condizione sempre più diffusa</title><description>La quarta edizione dell'appuntamento dedicato alle politiche sociali trentine mette al centro le nuove forme di vulnerabilità e il ruolo del welfare. Risso (Ipsos Doxa): c’è un ritorno delle classi sociali, bisogna investire in welfare comunitario. Gennai: al via tre cantieri di lavoro per l’innovazione del welfare</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/s4lpgxhy/risso.jpeg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/stati-generali-del-welfare-poverta-una-condizione-sempre-piu-diffusa" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>4032</width><height>3024</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Più di un italiano su due si colloca oggi sotto il ceto medio e per ogni persona che sale nella scala sociale più di tre scendono. È uno dei dati presentati nel corso di "Destino povertà. Quando la vulnerabilità diventa la condizione strutturale della società", quarta edizione degli Stati Generali del Welfare, evento promosso da Consolida, CNCA Trentino-Alto Adige, Cooperazione Trentina, CSV Trentino, Giovani Cooperazione Trentina e BIC del sociale, in collaborazione con la Consulta provinciale delle Politiche sociali.</p>
<p>Gli Stati Generali del Welfare quest’anno non terminano in una sola giornata. “Siamo giunti alla quarta edizione di questo evento - ha precisato la presidente di Consolida <strong>Francesca Gennai</strong> - e ci rendiamo conto che serve fare di più. Per questo abbiamo deciso di proseguire la riflessione avviata oggi con tre cantieri di lavoro. Il focus sarà la povertà e la declineremo in tre filoni: solitudine e mondo dell’educazione, consumi e povertà energetica, e lavoro e casa. Perché per fare politica servono proposte concrete”.</p>
<p>L'evento, ospitato stamani ai Magazzini della cooperativa sociale Il Gabbiano, fa parte della 12ª Settimana dell'Accoglienza, dedicata al tema delle sicurezze e del vivere la comunità. “In più occasioni – ha raccontato aprendo i lavori Claudio Bassetti, presidente del CNCA Trentino-Alto Adige – è emerso l’aumento della povertà e delle disuguaglianze nella nostra società. In Trentino, sono circa 50mila le persone a rischio di povertà (8,9%). Sono 40 mila i lavoratori che sperimentano sulla loro pelle il lavoro povero, cioè non riescono a mantenersi nonostante abbiano un impiego. Circa 8mila bambine e bambini trentini sono poveri. L’ascensore sociale è praticamente fermo: se nasci in una famiglia povera probabilmente resterai povero. Il tutto in un contesto che considera la povertà una colpa e il welfare un privilegio”.</p>
<p><strong>Un Paese che scivola verso il basso</strong></p>
<p><strong>Enzo</strong> <strong>Risso</strong>, direttore scientifico di Ipsos Doxa, ha presentato i risultati dell'indagine FragilItalia 2026, condotta a fine settembre su un campione di 800 italiani. Il quadro è quello di un declassamento diventato maggioranza: il 54% degli intervistati si colloca sotto il ceto medio, tra un 34% di "ceto medio in caduta", un 16% di ceto fragile e un 4% di <em>lower</em> <em>class</em>.</p>
<p>Negli ultimi anni, il 25% è sceso nella scala sociale, il 68% è rimasto fermo e appena il 7% ha migliorato la propria posizione. Il 68% si sente economicamente più fragile rispetto a cinque anni fa. Nel 2003, il 70% degli italiani si collocava nel ceto medio. Oggi, quella percentuale è scesa al 37%.</p>
<p>“A fronte di un 7% di italiani che, negli ultimi anni ha migliorato la propria condizione economica – ha spiegato Risso, – il 25% invece l’ha peggiorata: per ogni persona che sale, tre scendono. L’ascensore sociale sale solo per chi sta già bene, per tutti gli altri può solo scendere. E questo è un dato ereditario”.</p>
<p>La pressione economica entra nella vita quotidiana: un italiano su quattro (39%) considera il proprio stipendio insufficiente rispetto al costo della vita e il 25% fatica ad arrivare a fine mese. Le rinunce procedono per gradi e ognuno affronta la situazione in modo diverso, considerando che certe rinunce impattano su status, su fiducia in se stessi. Così, il 48% taglia vacanze e tempo libero, il 29% rinvia la manutenzione di casa o auto, il 22% riduce l'acquisto di vestiti e calzature necessari e l'8% interviene perfino sugli alimenti.</p>
<p>Quali sono i possibili interventi per invertire questo trend? Secondo Risso, questa situazione è generata dalla corsa folle al profitto che caratterizza l’attuale modello produttivo. Quindi, abbiamo bisogno innanzitutto di riequilibrare il modello produttivo, “con politiche che incentivano, aiutano, ampliano, sostengono il mondo cooperativo e il Terzo settore”.</p>
<p>“Siamo alle soglie di una rivoluzione industriale – ha continuato Risso. – Da qui a cinque anni, gli studi meno pessimistici ipotizzano oltre 5 milioni di disoccupati in Europa. Le opzioni che abbiamo a questo punto sono due: sfruttare l’IA come uno strumento per aumentare i profitti o usarla per migliorare il benessere lavorativo. E qui entra l’importanza del modello cooperativo, l’unico modello imprenditoriale che può gestire l’innovazione orientata al benessere della persona”.  A questo, ha concluso, si aggiunge la necessità di andare verso un welfare più comunitario, che punta a costruire connessioni, e coltivare una maggiore partecipazione democratica dei cittadini.</p>
<p><strong>Le voci dal territorio</strong></p>
<p>Nella sessione "Testimonianze dal presente per il futuro", condotta da <strong>Flaviano</strong> <strong>Zandonai</strong>, innovation manager di CGM. Nel corso di tre brevi tavole rotonde il tema della povertà è stato declinato dal punto di vista del lavoro e dell’abitazione con <strong>Francesco</strong> <strong>A</strong> <strong>Beccara</strong>, presidente della cooperativa sociale Il Gabbiano, <strong>Stefano</strong> <strong>Petrolini</strong>, coordinatore della cooperativa Kaleiodoscopio, e <strong>Daniele</strong> <strong>Danese</strong>, coordinatore del Centro Astalli; dal punto di vista dei consumi (alimentari ed energetici) con <strong>Corrado</strong> <strong>Loss</strong>, direttore della Famiglia Cooperativa Val di Fiemme, <strong>Eloisa</strong> <strong>Modena</strong>, direttrice del Centro di Solidarietà, e <strong>Silvia</strong> <strong>Pedrotti</strong>, direttrice del Banco dell'energia; e dal punto di vista educativo e delle relazioni con <strong>Marialucia</strong> <strong>Armanini</strong>, coordinatrice di Alfid, e l'insegnante <strong>Francesca</strong> <strong>Zanoni</strong>.</p>
<p>Il punto di vista delle giovani generazioni sul tema è al centro del progetto presentato dall'Associazione Giovani Cooperazione Trentina. Il percorso di ricerca, illustrato stamani dalla presidente <strong>Nicole</strong> <strong>Zambanini</strong> e dalla socia <strong>Eleonora</strong> <strong>Armellini</strong>, dopo aver analizzato sei dimensioni della povertà tra loro intrecciate, proseguirà ora con un questionario sulla percezione della povertà. Lo scopo, spiega Zambanini, non è stabilire chi sia "povero", ma capire quali mancanze pesino di più nella vita quotidiana e come si influenzino a vicenda, colmando la distanza tra i dati ufficiali e l'esperienza vissuta.</p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">79d6ffdc-26c4-4c60-bd60-319c007a145d</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/cooperativa-autotrasportatori-arco-da-mezzo-secolo-sulle-strade-del-mondo</link><title>Cooperativa Autotrasportatori Arco: da mezzo secolo sulle strade del mondo</title><description>A Riva del Garda è stato festeggiato un traguardo che rappresenta una tappa del percorso compiuto dalle origini a oggi dalla cooperativa con sede ad Arco. Occasione per fare memoria, per esprimere un segno di gratitudine ai protagonisti del primo mezzo secolo e per iniziare oggi a pensare e programmare i traguardi di domani.</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/ssmkvyox/direttore-presidente-cda.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/cooperativa-autotrasportatori-arco-da-mezzo-secolo-sulle-strade-del-mondo" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2000</width><height>1334</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>C’è una frase che, più di altre, potrebbe essere scelta per la ricorrenza che, oggi, ha raggiunto e festeggiato la Cooperativa Autotrasportatori di Arco: “da soli si va più veloce, insieme si va più lontano”. Una frase che sembra rivelarsi particolarmente adatta alla realtà che ha raggiunto la tappa del suo primo mezzo secolo e che potrebbe avere una sua declinazione personalizzata: ogni singolo mezzo di questa cooperativa corre veloce lungo le strade del mondo, ma è insieme che la flotta di mezzi ha permesso alla cooperativa di raggiungere le sue prime cinque decadi dopo l’accelerata di avvio data nel 1976.<br /><br /></p>
<div data-embed-url="https://youtu.be/hsga-3teSQE" data-embed-height="240" data-embed-width="360" data-embed-constrain="true"><iframe width="360" height="203" src="https://www.youtube.com/embed/hsga-3teSQE?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen="" title="Cooperativa Autotrasportatori Arco: da mezzo secolo sulle strade del mondo"></iframe></div>
<p>Traguardo prestigioso e cornice di gran classe per festeggiare, all’Hotel Riva del Garda, il raggiungimento di una tappa di un percorso che prosegue nella quotidianità con la stessa motivazione e voglia di fare che ha animato i primi cinquant’anni.</p>
<p><strong>Un po’ di storia</strong></p>
<p>La Cooperativa Autotrasportatori Arco percorre la sua prima fetta di asfalto nel mese di ottobre di cinquant’anni fa. “<em>L’idea</em> – viene spiegato dal presidente Zucchelli – <em>nasce e comincia a svilupparsi da un gruppo di artigiani autotrasportatori che ritiene indispensabile utilizzare lo strumento associativo per unire le forze del singolo, al fine di scavalcare l’intermediazione delle grosse organizzazioni del settore, per una gestione diretta ed autonoma della propria attività. I soci fondatori sono dieci. Gli anni che segnano la fase di avvio non sono privi di difficoltà ma è proprio lo spirito e la forza della cooperazione, dell’operare insieme, a superare gli ostacoli e proseguire giorno dopo giorno il viaggio</em>”.</p>
<p>Oggi la cooperativa è guidata dal presidente Attilio Zucchelli. Il suo vice è Dan Vladimir Mares. I consiglieri sono Giancarlo Boroni, Davide Zanetti, Matteo Maturi. Il comitato di controllo sulla gestione è formato da Roberto Poletti e Giovanni Battista Rigatti. Il direttore è Massimiliano Ruaben.</p>
<p><strong>I dati</strong></p>
<p>Il fatturato e più in generale i numeri che caratterizzano la cooperativa hanno segnato un incremento a conferma della bontà dell'azione promossa dai vertici e dai soci. “<em>Basti pensare che</em> – è stato ricordato dal direttore Ruaben – <em>il fatturato è passato dai 200 milioni di lire del 1977 ai € 16.790.000 del 2025. I soci sono complessivamente diciassette. La flotta è formata da 80 mezzi in grado di risolvere le diverse necessità del cliente. L'organico è passato dai 3 collaboratori alle attuali ventuno risorse umane nel 2026. Motivazione e professionalità sono le caratteristiche distintive di chi opera nella Cooperativa Autotrasportatori Arco</em>”.</p>
<p><strong>L’evento del cinquantesimo</strong></p>
<p>Alla festa per il cinquantesimo, ospitata all’Hotel di Lac di Riva del Garda, hanno preso parte, insieme a soci, collaboratori e clienti, il presidente della Provincia autonoma di Trento <strong>Maurizio Fugatti</strong>, il vicepresidente della Provincia <strong>Achille Spinelli </strong>e il presidente della Federazione Trentina della Cooperazione <strong>Renato Dalpalù</strong>.</p>
<p>“<em>Cinquant’anni di attività rappresentano un traguardo di assoluto rilievo, che testimonia in modo tangibile non soltanto la crescita di una realtà aziendale, ma l’evoluzione stessa della nostra comunità. Mezzo secolo fa il Trentino era una terra profondamente diversa da quella attuale, un territorio da cui molti cittadini partivano per cercare altrove lavoro e opportunità. Nel corso di questi decenni, grazie alla straordinaria capacità del nostro tessuto produttivo di investire, innovare e fare squadra, siamo diventati una realtà dinamica, attrattiva e caratterizzata da un'elevata qualità della vita. In questo percorso di sviluppo, l’Autonomia speciale e il modello cooperativo si confermano motori essenziali per generare valore, promuovere la responsabilità sociale e garantire il benessere e la coesione di tutto il territorio dell'Alto Garda</em>”, così il presidente della Provincia, <strong>Maurizio Fugatti</strong>.</p>
<p><em>“La Cooperativa Autotrasportatori di Arco celebra cinquant'anni di storia muovendo non solo merci, ma l'economia stessa del nostro territorio. Il loro lavoro, spesso silenzioso, rappresenta un tassello cruciale per la tenuta dell'intera filiera produttiva trentina, posizionata strategicamente lungo i corridoi di scambio verso il cuore dell'Europa. In un momento congiunturale complesso, segnato dal rincaro dei carburanti e dall'aumento dei costi di gestione, questa realtà dimostra che fare squadra è la vera chiave per rimanere competitivi. La Provincia c’è, pronta a confrontarsi con le imprese del comparto logistico per tutelare i livelli occupazionali e sostenere la sostenibilità economica delle attività”, questo il commento del vicepresidente e assessore allo sviluppo economico e lavoro, <strong>Achille Spinelli</strong>.</em></p>
<p><em>“Cinquant’anni fa dieci artigiani hanno capito che, da soli, avrebbero continuato a dipendere da altri per il proprio lavoro. Hanno scelto la cooperazione non come ideale astratto, ma come strumento concreto per restare imprenditori di sé stessi. Oggi quella scelta si misura in 80 mezzi, 21 posti di lavoro e un’impresa radicata nell’Alto Garda che lavora su scala internazionale. Le sfide dei prossimi anni, dal ricambio generazionale degli autisti alla transizione della flotta, sono impegnative: anche per questo la forza di fare squadra resta il modello più attuale”.</em> <strong>Renato Dalpalù</strong>, presidente della Cooperazione Trentina.</p>
<p>Tra gli altri ospiti di rilievo, oltre ai fondamentali soci e dipendenti, l’evento ha visto la presenza dell’Amministratore Delegato di Autostrada del Brennero S.p.A. Diego Cattoni, del Presidente dell'Associazione Artigiani e Piccole Imprese della Provincia di Trento Andrea De Zordo, dell’Assessora alle Attività Economiche del Comune di Arco Roberta Prandi, del fondatore e Presidente emerito del Gruppo Arcese Eleuterio Arcese, del Presidente della Cassa Rurale Alto Garda e Rovereto Matteo Grazioli e del Presidente della Cassa Rurale di Ledro Marco Baruzzi.</p>
<p> </p>
<p> </p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Cooperazione Trentina</author></item><item><guid isPermaLink="false">fcf03bea-e365-48bc-98bc-ed7e36c9eec0</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/cassa-rurale-alta-valsugana-ha-celebrato-il-mondo-del-volontariato</link><title>Cassa Rurale Alta Valsugana ha celebrato il mondo del volontariato</title><description><![CDATA[<p>All’Auditorium Sant’Orsola, a Cirè di Pergine, “Festa dell'attività sociale” promossa dall’istituto di credito cooperativo. Oltre 1,5 milioni di euro erogati nel 2025 a sostegno del territorio. Una serata speciale dedicata all'incontro con socie, soci, clienti e panorama associazionistico. Il focus è stato dedicato ad alcune eccellenze: Soccorso Alpino, Avis, Ospedale Villa Rosa e Croce Rossa.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/axmjrwq4/il-presidente-giorgio-vergot-nel-suo-intervento-introduttivo.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/cassa-rurale-alta-valsugana-ha-celebrato-il-mondo-del-volontariato" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2000</width><height>1322</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Nuova edizione, all'Auditorium Sant'Orsola, a Ciré di Pergine Valsugana, della Festa dell'Attività Sociale, evento promosso da Cassa Rurale Alta Valsugana guidata dal presidente <strong>Giorgio Vergot</strong> e dal direttore generale <strong>Mauro Pintarelli</strong>.</p>
<p>Un momento atteso che ha dato vita a un incontro e a un confronto con la base sociale, la clientela, le associazioni del territorio servito nella quotidianità dalla sede e dalle filiali dell’istituto di credito cooperativo.</p>
<p>Obiettivo dell’appuntamento: far conoscere iniziative e strumenti concreti messi in campo dalla Cassa Rurale Alta Valsugana per sostenere, economicamente e organizzativamente, le realtà attive in ambito sportivo, culturale, sanitario e del volontariato. “Si tratta di un impegno storico profondo, guidato da valori quali mutualità, prossimità e attenzione alle persone – è stato evidenziato - Fattori indispensabili per rafforzare la coesione sociale e costruire una comunità in cui nessuno venga lasciato solo”.</p>
<p><strong>Una base sociale in crescita</strong></p>
<p>A conferma della solidità e della fiducia espressa dal territorio alla Cassa Rurale Alta Valsugana, la compagine sociale continua a crescere. Al 30 giugno 2026 socie e soci avevano raggiunto quota 11.324: 6698 uomini, 4316 donne, 310 persone giuridiche. Dato in aumento nel confronto con gli stessi numeri di fine 2025 quando la base contava 10.238 socie e soci di cui 6.253 uomini, 3.720 donne e 310 persone giuridiche.</p>
<p><strong>Un sostegno concreto: i dati del bilancio sociale</strong></p>
<p>A testimonianza della centralità del territorio nella strategia della Cassa Rurale Alta Valsugana, durante il 2025 l’istituto di credito cooperativo ha garantito un sostegno finanziario complessivo di 1.527.246,40 di euro, erogati in beneficenza, mutualità e sponsorizzazioni. Le risorse sono state capillarmente distribuite per intercettare i diversi bisogni della comunità.</p>
<p>Nel dettaglio: sport, tempo libero e aggregazione 558.044,41 di euro; promozione del territorio e delle realtà economiche 465.107,44 di euro; cultura, attività di formazione e ricerca 274.410,00 di euro; attività in ambito socio-assistenziale 229.684,55 di euro.</p>
<p><strong>Il programma della serata</strong></p>
<p>Ad aprire la serata è stata la presentazione di alcune attività a sostegno del territorio promosse dalla Cassa Rurale.</p>
<p>Quindi è stato dedicato un approfondimento sul valore del volontariato e della solidarietà, veri motori del territorio con approfondimento dedicati alle eccellenze locali tra cui: Soccorso Alpino, punto di riferimento per il soccorso tecnico e sanitario in montagna e negli ambienti impervi; Ospedale riabilitativo Villa Rosa di Pergine Valsugana, punto di riferimento per la neuroriabilitazione, a cui la Cassa Rurale Alta Valsugana ha donato nuove tecnologie; Avis e Croce Rossa, associazioni che incarnano il valore del dono e dell'assistenza quotidiana; Fondazione CRAV, braccio operativo della Cassa Rurale Alta Valsugana dedicato all'azione sociale.</p>
<p>"Sostenere queste realtà significa investire nel nostro capitale sociale e rafforzare i legami comunitari – ha sottolineato <strong>Giorgio Vergot</strong>, presidente della Cassa Rurale - In un momento storico in cui i bisogni cambiano e si frammentano, fare rete è l'unica via per ottimizzare le risorse e raggiungere chi ha più bisogno, promuovendo una vera cultura del welfare di comunità”.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Cr Alta Valsugana - Ufficio Stampa Cooperazione Trentina</author></item><item><guid isPermaLink="false">47b3336c-5e33-4634-8bca-eb16513014e8</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/vini-del-trentino-il-terzo-bilancio-di-sostenibilita-diventa-un-piano-d-azione</link><title>Vini del Trentino: il terzo Bilancio di sostenibilità diventa un piano d'azione</title><description>Non un traguardo ma un nuovo punto di partenza.</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/vuwj1en4/vinitavola.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/vini-del-trentino-il-terzo-bilancio-di-sostenibilita-diventa-un-piano-d-azione" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1300</width><height>867</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p><strong>Non un traguardo ma un nuovo punto di partenza.</strong> Mercoledì 30 settembre 2026, all'ITAS Forum di Trento, il Consorzio Vini del Trentino ha presentato il suo <strong>3° Bilancio di Sostenibilità</strong>, un documento che non riguarda solo l'ente di tutela ma l'intero comparto, dal vigneto alla cantina fino alla promozione sui mercati.</p>
<p><em>“Questo percorso è iniziato molti anni fa, con i primi progetti di qualità e i protocolli di produzione integrata, e oggi arriva al terzo bilancio”,</em> ha ricordato il <strong>Presidente del Consorzio Albino Zenatti.</strong> <em>“A differenza del precedente abbiamo voluto coinvolgere chi lavora ogni giorno in campagna, in cantina e nella rete commerciale. Un bilancio ha senso solo se lo si fa vivere a tutti. Per questo chiedo di leggerlo e di farci avere le vostre osservazioni”.</em></p>
<p><strong>I contenuti</strong></p>
<p>A illustrare i numeri è stato <strong>Stefano Rizzi, agronomo dell'Ufficio tutela del Consorzio.</strong> Il bilancio, che copre il triennio 2022-2025, segue gli standard internazionali GRI, integrati con SQNPI, VIVA ed Equalitas. Raccoglie dati del Consorzio, della filiera, delle cantine e delle aziende agricole, attraverso i registri di campagna. <em>“È un <strong>bilancio di territorio e di comparto</strong>”,</em> ha sottolineato Rizzi.</p>
<p>La <strong>fase di ascolto</strong> ha coinvolto rappresentanti delle cantine, viticoltori e sei esperti esterni tra mondo accademico, ricerca e comunicazione. Ne sono emerse <strong>sei aree prioritarie</strong>, dalla tutela delle denominazioni e dal valore per i soci all'uso responsabile dei prodotti fitosanitari, fino a suolo, paesaggio e biodiversità.</p>
<p>Tra i dati più significativi ci sono i <strong>dieci anni della certificazione di sostenibilità SQNPI</strong>, che ogni anno verifica <strong>oltre 5.000 viticoltori</strong> e riunisce sotto un unico schema praticamente tutto il vigneto trentino. Nel 2025 gli operatori di cantina hanno svolto in media più di 10 ore di formazione, e oltre 4.800 viticoltori sono stati coinvolti nelle attività formative. Uno studio triennale con la Fondazione Edmund Mach ha dimostrato che il modello viticolo trentino, con l'alternanza di vigneti e aree naturali, favorisce una presenza di <strong>api e altri apoidei</strong> significativamente maggiore rispetto alla viticoltura intensiva. <strong>Carbon footprint e water footprint sono state calcolate su quasi 9.000 ettari</strong>, individuando le leve su cui intervenire per migliorare.</p>
<p><strong>La vera novità è l'ultimo capitolo.</strong> Dai dati si passa a un <strong>piano di sostenibilità 2026-2028</strong> con obiettivi graduali, economicamente sostenibili, misurabili e verificabili nel tempo. Il bilancio è disponibile anche in formato digitale, scaricabile tramite QR code.</p>
<p><em>“Un bilancio di sostenibilità ha valore quando riesce a trasformare un percorso complesso in informazioni leggibili, verificabili e utili per orientare le scelte future. La sostenibilità, per noi, significa soprattutto capacità di migliorare nel tempo e di rendere questo miglioramento misurabile. I veri protagonisti sono le persone che questo bilancio lo fanno tutti i giorni, in vigna e in cantina”,</em> ha dichiarato il <strong>Direttore Generale del Consorzio Vini del Trentino, Graziano Molon.</strong></p>
<p><strong>La sostenibilità vista dai mercati</strong></p>
<p><strong>Cristina Mercuri MW</strong> – Master of Wine, Founder &amp; CEO di Mercuri Wine Club ha messo in evidenza un <strong>paradosso</strong>. Sette consumatori su dieci ritengono importante la sostenibilità, ma solo il 27% verifica che il prodotto sia davvero biologico e molti non sono disposti a pagarla di più. Con la direttiva europea del 2024, operativa da settembre, <strong>i claim dovranno essere dimostrabili.</strong></p>
<p><em>“Sul piano produttivo siamo avanti, su quello della comunicazione possiamo migliorare. I consumatori vogliono fatti concreti, non slogan. Prima si misura, poi si certifica, infine si comunica. Per un territorio come il Trentino un bilancio ripetuto ogni anno può diventare parte del valore della denominazione”.</em></p>
<p><strong>Astrid Palmieri, Direttore Corporate Sustainability di Esselunga</strong> ha portato il punto di vista della grande distribuzione, dove la responsabilità della sostenibilità è sempre più condivisa lungo la filiera: il nuovo piano dell'insegna punta a <strong>valutare il 90% dei fornitori ad alto impatto.</strong> <em>“Non importa partire tutti dallo stesso punto, importa condividere la stessa direzione”.</em></p>
<p><strong>La voce dei produttori</strong></p>
<p>Nella tavola rotonda moderata da <strong>Fabio Piccoli, Direttore Responsabile di Wine Meridian</strong>, il primo tema emerso è il valore del <strong>lavoro fatto insieme</strong>. <em>“Da piccole aziende non saremmo in grado di affrontare certe certificazioni, il Consorzio ci dà gli strumenti”,</em> ha spiegato <strong>Goffredo Pasolli</strong> (Gaierhof - Maso Poli). <strong>Federico Simoni</strong> (Cantine Monfort - Maso Cantanghel) è andato oltre. <em>“Oggi il vino deve essere sostenibile, punto. In Trentino l'abbiamo resa una cosa di territorio, ed è un plus per noi produttori”.</em> Nel mondo cooperativo la spinta arriva spesso dal basso, come ha raccontato <strong>Ludovico Berteotti</strong> (Cantina d'Isera). <em>“Il viticoltore è radicato nel suo territorio e custodirlo significa custodire casa sua”.</em></p>
<p>Per molte aziende la sostenibilità è una scelta che viene da lontano. <strong>Barbara Mottini</strong> (Cantina Vallarom) ha ricordato gli inizi nel 1999. <em>“Ci guardavano male, siamo partiti subito col biologico. Viviamo in mezzo alle vigne e siamo i primi consumatori del nostro vino”.</em> Per <strong>Martina Centa</strong> (Cantina Roeno) è soprattutto <em>“una responsabilità verso il futuro”.</em> <strong>Paolo Dorigati</strong> (Cantina Dorigati) la declina come <strong>convivenza</strong>: a Mezzocorona, tra vigneti e condomini, si provano varietà resistenti per non trattare vicino alle case.</p>
<p>Resta aperto il <strong>nodo della</strong> <strong>comunicazione</strong>. <strong>Francesca Tinazzi</strong> (Cantina Tinazzi) ha paragonato il report di sostenibilità al pesarsi. <em>“Ogni anno ti guardi allo specchio e ti dici che non è ancora abbastanza”.</em> Paolo Dorigati ha invitato a lavorare prima di tutto sul brand del territorio. <em>“La sostenibilità è un moltiplicatore. Se il valore del brand territoriale è basso, anche il risultato resta basso”.</em></p>
<p>Il 3° Bilancio di Sostenibilità del Consorzio Vini del Trentino si chiude così con una <strong>prospettiva concreta</strong>: non limitarsi a fotografare quanto è stato fatto, ma utilizzare dati, ascolto e confronto per definire le prossime tappe. Il <strong>piano 2026-2028 rappresenta in questo senso un impegno condiviso</strong>, che dovrà essere verificato nel tempo e aggiornato sulla base dei risultati raggiunti. Perché la sostenibilità, prima ancora di essere un obiettivo da comunicare, è un percorso quotidiano che coinvolge persone, imprese e territorio.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Consorzio Vini del Trentino</author></item><item><guid isPermaLink="false">075ae397-5159-45fa-a52c-767c7d4fe45a</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/cooperativa-vales-paolo-defant-e-il-nuovo-direttore-generale</link><title>Cooperativa Vales: Paolo Defant è il nuovo direttore generale</title><description>Paolo Fellin lascia l'incarico di direttore e prosegue alla guida della cooperativa come presidente fino a maggio 2028.</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/ep4jpmbp/da-sinistra-fellin-e-defant.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/cooperativa-vales-paolo-defant-e-il-nuovo-direttore-generale" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>4032</width><height>3024</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Cambio al vertice della struttura operativa di Vales: <strong>Paolo Defant</strong> è il nuovo direttore generale della cooperativa.</p>
<p>Raccoglie il testimone di <strong>Paolo Fellin</strong> che cede il ruolo di direttore e rimane presidente fino alla scadenza del mandato, prevista nel mese di maggio del 2028.</p>
<p>Con la nomina, Defant assume la responsabilità della gestione di una cooperativa che conta un bilancio di circa 23 milioni di euro e circa 750 collaboratori.</p>
<p>Cooperativa Vales opera su due ambiti principali: i servizi di cura alla persona, attraverso centri diurni e RSA, e l'inserimento lavorativo di persone svantaggiate.</p>
<p>«Affronto questo nuovo incarico con entusiasmo e motivazione – spiega il nuovo direttore generale - Sono felice di approdare in una cooperativa strutturata e pronta ad affrontare le sfide future».</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Cooperazione Trentina</author></item><item><guid isPermaLink="false">f212523e-5d3d-4500-afef-6a68c71c1a41</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/cooperare-e-un-comportamento-naturale</link><title>Cooperare è un comportamento naturale</title><description>Il neurobiologo vegetale Stefano Mancuso e Daniela Mori (Unicoop Firenze), ieri a Trento, hanno dialogato sull’importanza di fare sistema e sui vantaggi connessi al costruire comunità coese che collaborano, anziché competere. Mancuso: le piante ci insegnano a essere cooperativi.</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/5ttf1lf2/connessi-per-natura.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/cooperare-e-un-comportamento-naturale" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2126</width><height>1417</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Le piante non si muovono e non hanno un cervello, eppure risolvono problemi complessi collaborando: condividono risorse, comunicano attraverso le radici e costruiscono reti che rendono più forte l'intero ecosistema. Un modello che somiglia molto a quello cooperativo. È questa l'intuizione presentata da <strong>Stefano Mancuso</strong>, neurobiologo vegetale, saggista e tra i divulgatori scientifici più noti a livello internazionale, e <strong>Daniela Mori</strong>, presidente del Consiglio di Sorveglianza di Unicoop Firenze, protagonisti di “Connessi per natura”, l’evento proposto ieri sera a Trento dalla Federazione Trentina della Cooperazione.</p>
<div data-embed-url="https://youtu.be/0XZFO3jd89Y" data-embed-height="240" data-embed-width="360" data-embed-constrain="true"><iframe width="360" height="203" src="https://www.youtube.com/embed/0XZFO3jd89Y?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen="" title="Connessi per natura - con Stefano Mancuso e Daniela Mori"></iframe></div>
<p><br /><br />La riflessione ha preso il via dal racconto della nascita del bosco di Montopoli, sorto su un’area dove lo sfruttamento intensivo di un allevamento di bovini aveva lasciato degrado e sterilità. Il progetto vede coinvolti Mancuso, che da coordinatore di PNAT progetta soluzioni per le problematiche ambientali e le sfide dei cambiamenti climatici, e Unicoop Firenze, cooperativa che conta un milione e duecentomila soci, 157 punti vendita e 10.570 dipendenti con un fortissimo radicamento sul territorio. Conservando gli alberi esistenti e dedicando il terreno rimanente alla riforestazione attiva, il progetto mira a rivitalizzare il paesaggio e a sottolineare il ruolo essenziale delle piante nel nostro ecosistema.</p>
<p>“Piantare un bosco – ha commentato <strong>Renato</strong> <strong>Dalpalù</strong>, presidente della Federazione Trentina della Cooperazione, aprendo l’incontro – è un investimento per il futuro, chi pianta i primi alberi non vedrà mai l’opera completa. Ed è un po’ come la Cooperazione: i padri fondatori avevano come obiettivo il dare risposta a bisogni contingenti, ma allo stesso tempo hanno voluto che potesse continuare a essere uno strumento utile per chi sarebbe venuto dopo. E a noi spetta continuare lungo questo solco, lavorando per lasciare qualcosa di buono alle prossime generazioni”.</p>
<p>Stimolati dalle domande di <strong>Jenny</strong> <strong>Capuano</strong>, responsabile dell’Area Formazione e Cultura Cooperativa della Federazione, Mancuso e Mori hanno presentato una visione di società, e di fare impresa, fondata sulla cooperazione, sul creare valore per la comunità, evidenziandone i vantaggi rispetto a un agire competitivo.</p>
<p>“Dal punto di vista dell’impresa – ha spiegato il neurobiologo vegetale – le piante ci insegnano a essere cooperativi. Per loro, la comunità, il lavorare insieme e sostenersi l’un l’altro è una questione fondamentale, di sopravvivenza”. La competizione come comportamento utile allo sviluppo della specie, ha continuato, è una mistificazione della teoria dell’evoluzione, secondo cui il più adatto a sopravvivere sarebbe il più intelligente, il più furbo o il più ricco. “Ma il più adatto è altro. Nessuno può dire chi sia. Ed è per questo che tutte le altre specie portano avanti tutti: perché nella varietà si trova la chiave della sopravvivenza della specie stessa”.</p>
<p>“Guardare cosa avviene in natura – ha aggiunto Mori – è uno stimolo importante. Ci insegna ad avere una visione sistemica, in cui non guardare solo alla propria sopravvivenza”. Mori ha posto particolare attenzione all’importanza del coinvolgimento di tutta la base sociale in progetti utili per il bene comune, alla necessità di creare valore per la comunità e, soprattutto, a una sostenibilità intesa come elemento di giustizia sociale. “Dobbiamo essere capaci – ha concluso – di restituire alle generazioni future quanto abbiamo avuto, e anche di più. Farlo è difficile, ma non impossibile. Dobbiamo credere che possiamo fare la differenza”.</p>
<p>La serata ha aperto il percorso formativo "Traiettorie cooperative. Orizzonti e connessioni per chi guida le imprese cooperative trentine", che raccoglie l'eredità dei Maestri Cooperatori e la rinnova per affrontare le sfide di oggi: transizione energetica, trasformazioni del lavoro, spopolamento e disuguaglianze.</p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">ed57c2eb-536c-4fb8-8b7b-8f7e64fc4590</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/porta-in-tavola-un-gesto-che-conta-torna-un-morso-un-sorso-di-felicita</link><title>Porta in tavola un gesto che conta: torna “Un morso, un sorso di felicità”</title><description><![CDATA[<p>La 22esima edizione della campagna di raccolta fondi. Il 2 e il 9 ottobre la campagna sarà presente in 49 punti vendita SAIT Coop e Famiglie Cooperative e in numerosi eventi del territorio.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/r32b0e45/presentazione1.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/porta-in-tavola-un-gesto-che-conta-torna-un-morso-un-sorso-di-felicita" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2048</width><height>1144</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Torna <strong>“Un morso, un sorso di felicità”</strong>, la campagna di raccolta fondi di <strong>Anffas Trentino</strong>, ma quest’anno lo fa con un volto nuovo, che è stato illustrato questa mattina in conferenza stampa nel foyer della Sala inCooperazione. Giunta alla <strong>22esima edizione</strong>, l’iniziativa rinnova profondamente la propria proposta e sceglie di sostenere <strong>Articà</strong>, l’atelier d’arte di Anffas Trentino, mettendo insieme in un unico sacchetto solidale prodotti del territorio, creatività e una nuova rete di collaborazioni. Non cambia, invece, l'obiettivo della campagna: raccogliere risorse per sostenere i progetti e i servizi di Anffas Trentino e, allo stesso tempo, incontrare la comunità, portando nelle piazze, nei punti vendita e negli eventi del territorio una storia fatta di persone, capacità e possibilità. Con un piccolo gesto, dunque, ciascuno può sostenere un grande progetto.</p>
<p><em>«Possiamo dire che “Un morso, un sorso di felicità” sia ormai un’iniziativa della collettività </em>– ha ricordato la <strong>Presidente di Anffas Trentino Claudia Morelli</strong> –<em>. La 22esima edizione ci vedrà di nuovo nei punti vendita Sait, nelle Famiglie Cooperative e nelle piazze. Condivideremo, quindi, diversi momenti insieme alla comunità trentina, della quale facciamo pienamente parte. Aderendo alla campagna, quest’anno si va a sostenere un progetto a cui Anffas tiene particolarmente, che è quello di Articà, il laboratorio artistico di Anffas Trentino. E nel sacchetto di “Un morso, un sorso di felicità” quest’anno restituiamo alla comunità anche il prodotto di questa attività educativa, delle vere e proprie opere d’arte realizzate dagli utenti di Articà con sensibilità e impegno».</em></p>
<p><strong>La buona causa del 2026 è Articà</strong></p>
<p>È questa la principale novità dell’edizione 2026. Il ricavato di <strong>“Un morso, un sorso di felicità”</strong> sarà destinato ad <strong>Articà</strong>, l’atelier d’arte di Anffas Trentino nato nel 2009 e oggi presente a <strong>Trento, nell’Alto Garda, a Tione, Borgo Valsugana e Fiera di Primiero</strong>.</p>
<p>Articà è uno spazio nel quale l’arte diventa strumento di espressione, benessere, crescita e relazione. Nel corso del 2025 ha coinvolto circa <strong>70 persone con disabilità</strong>, attraverso otto progettualità interne e numerose collaborazioni con amministrazioni, associazioni e altre realtà del territorio. <em>«Scegliere “Un Morso, Un Sorso di Felicità” significa quest’anno soprattutto contribuire a sostenere uno spazio nel quale le persone con disabilità possono esprimere il proprio talento, sperimentare, incontrare gli altri e trovare nuove possibilità di partecipazione»,</em> ha spiegato <strong>Mariachiara Giorgi</strong>, responsabile del laboratorio Articà.</p>
<p><strong>Dentro il nuovo sacchetto, il Trentino che si incontra</strong></p>
<p>Anche il cuore della campagna cambia. Con una <strong>donazione minima di 12 euro</strong> sarà possibile ricevere un sacchetto solidale che contiene: una confezione di <strong>Penne Rigate Originale Felicetti</strong>, una confezione di <strong>Spaghetti Originale Felicetti</strong>, una passata di pomodoro biologica <strong>Bio Debiasi</strong>, la riproduzione di un’opera realizzata dagli artisti di <strong>Articà</strong>, materiale informativo, una <strong>ricetta dello chef stellato Alessandro Gilmozzi</strong>, per valorizzare i prodotti contenuti nel sacchetto.</p>
<p>Il nuovo formato mette così insieme i prodotti di qualità del territorio e la creatività delle persone di Anffas Trentino. E anche il sacchetto è stato pensato per andare oltre il momento della donazione: realizzato in cotone naturale, può continuare a essere utilizzato nella vita quotidiana.</p>
<p><strong>La cucina incontra l’inclusione: la collaborazione con Alessandro Gilmozzi</strong></p>
<p>Tra le nuove collaborazioni dell’edizione 2026 spicca quella con lo <strong>chef stellato Alessandro Gilmozzi</strong>, che ha scelto di affiancare Anffas Trentino mettendo a disposizione la propria esperienza e creatività. Gilmozzi è protagonista dello <strong>spot della campagna</strong>, realizzato presso il <strong>Pastificio Felicetti</strong>, dove prepara la pasta insieme ad alcune persone con disabilità utenti di Anffas Trentino. Un modo per raccontare con immagini semplici e concrete il valore della collaborazione e della partecipazione. Lo chef ha inoltre firmato una ricetta pensata appositamente per valorizzare i prodotti contenuti nel nuovo sacchetto solidale.</p>
<p><em>«Da sempre dico che quello che facciamo per gli altri ogni singolo giorno rispecchia il futuro per noi stessi e per quelli che non conosceremo mai. Il progetto “Un morso, un sorso di felicità” per me è tutto questo. La giornata trascorsa con i ragazzi è stata per me e il mio staff piena di emozioni profonde. Grazie a loro che sono davvero speciali». </em>Così lo chef stellato <strong>Alessandro Gilmozzi</strong>.</p>
<p><strong>La campagna torna nelle comunità trentine</strong></p>
<p>“Un morso, un sorso di felicità” sarà anche quest’anno una campagna diffusa sul territorio, grazie alla collaborazione con <strong>SAIT Coop e le Famiglie Cooperative</strong>. Nelle giornate di <strong>venerdì 2 e venerdì 9 ottobre</strong>, i sacchetti solidali saranno disponibili in <strong>49 punti vendita SAIT Coop e Famiglie Cooperative del Trentino</strong>. Un ulteriore appuntamento è previsto <strong>sabato 17 ottobre al Coop Superstore di Trento</strong>. La campagna sarà inoltre presente in piazza e in occasione di alcuni dei principali appuntamenti del territorio, tra cui <strong>Autumnus Trentino</strong>, in programma dall’8 all’11 ottobre. Saranno coinvolte Trento e numerose comunità, tra cui <strong>Borgo Valsugana, Fiera di Primiero, Cavalese, Tione e Arco</strong>. Una presenza capillare che permetterà ad Anffas Trentino di incontrare migliaia di persone, raccontare Articà e far conoscere più da vicino le attività dell’associazione.</p>
<p><em>«Vorrei partire dai ringraziamenti, perché per SAIT e per la nostra rete di Famiglie Cooperative è un piacere poter rinnovare il sostegno all’iniziativa “Un morso, un sorso di felicità” promossa da Anffas Trentino</em> – ha dichiarato il Presidente di SAIT Coop, <strong>Renato Dalpalù</strong> –. <em>Credo che la capillarità del nostro Sistema possa rappresentare un’opportunità concreta per dare visibilità e sostenere progetti che nascono dalla comunità e sono rivolti alle persone e alle famiglie che ne fanno parte. Siamo quindi felici di mettere a disposizione i nostri punti vendita e di accompagnare ancora una volta Anffas Trentino in un’iniziativa che traduce concretamente valori importanti come inclusione, dignità e rispetto».</em></p>
<p><strong>Le parole delle istituzioni</strong></p>
<p><strong>Giulia Casonato, Assessora alle politiche sociali, casa e partecipazione del Comune di Trento: </strong><em>«Da parte del Comune, un grazie ad Anffas, perché ci permette anche quest’anno di fare la nostra parte. È un’iniziativa che trasforma un gesto comune in un gesto concreto di solidarietà, e questo è importante non solo per ciò che genera, ma anche per il messaggio di inclusione che lancia: ognuno può fare la propria parte. Grazie, quindi, ad Anffas per questa iniziativa, che permette anche a noi di contribuire. Grazie ancora!».</em></p>
<p><strong><em>Mario Tonina, Assessore alla salute, politiche sociali e cooperazione della Provincia autonoma di Trento:</em></strong><em> «Cooperazione e mondo del privato insieme per condividere percorsi e progetti che possono e devono fare la differenza: da assessore alla cooperazione non posso che lodare un'iniziativa come questa. Ancora una volta la cooperazione, il volontariato e la nostra autonomia rappresentano i nostri valori di riferimento”: così l’assessore provinciale alla salute, politiche sociali e cooperazione Mario Tonina che nel suo intervento ha ricordato anche il percorso condiviso che ha portato nel 2025 all’approvazione di una legge provinciale in materia di volontariato. “Esperienze come questa – ha aggiunto Tonina -  possono supportare in modo significativo una realtà come Anffas, che garantisce nell'ambito della disabilità percorsi importanti e sempre innovativi”. Tonina ha evidenziato anche il suo apprezzamento per la scelta di valorizzare con questa iniziativa i prodotti trentini, facendo anche promozione territoriale attraverso un lavoro di squadra».</em></p>
<p><strong>Claudio Soini, Presidente del Consiglio della Provincia autonoma di Trento:</strong> <em>«Quello che mi stupisce del mondo Anffas è la capacità di creare rete e sinergia, mettendo in moto aziende, mondo del volontariato e istituzioni per delle giuste cause. Anche la 22esima edizione di “Un morso, un sorso di felicità” mette in campo una rete, crea sinergie e dà supporto a chi ha bisogno di essere sostenuto e accompagnato. Di questo rendiamo merito ad Anffas e a tutte le aziende che hanno aderito a questo bellissimo progetto, mettendo in evidenza le eccellenze del nostro territorio, dai prodotti alle ricette degli chef stellati. È davvero un connubio che rende ancora una volta il nostro Trentino un modello da esportare, un modello di Autonomia a cui tanti guardano con grande attenzione e, consentitemelo, anche con un po’ di invidia. Andiamo avanti così, tutti uniti per uno stesso scopo».</em></p>
<p><strong>Una rete che cresce</strong></p>
<p>La campagna nasce anche grazie a una rete ampia di partner, aziende, associazioni, scuole, famiglie, operatori e volontari. Quest’anno saranno <strong>oltre 100 i volontari</strong> coinvolti nelle diverse fasi dell’iniziativa, dal confezionamento dei prodotti alla distribuzione dei materiali, fino alla gestione dei banchetti.</p>
<p>Saranno protagonisti anche alcuni gruppi scout e parrocchiali, insieme alle persone con disabilità e agli educatori di Anffas Trentino. Una partecipazione che trasforma la raccolta fondi in un'occasione concreta di incontro e collaborazione.</p>
<p>Fondamentale il contributo dei partner che hanno scelto di condividere finalità e valori dell’iniziativa: <strong>Pastificio Felicetti, Bio Debiasi, SAIT Coop e Andreatta&amp;Nicoletti sas</strong>, insieme alle altre realtà che hanno collaborato alla campagna.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Anffas Trentino </author></item><item><guid isPermaLink="false">e8214673-5fca-43b1-9cd3-f3791f50979a</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/l-arcivescovo-tisi-in-federazione-casa-migranti-e-giovani-le-partite-da-giocare-insieme</link><title>L'arcivescovo Tisi in Federazione: casa, migranti e giovani le partite da giocare insieme</title><description><![CDATA[<p>«Nessuna realtà basta a se stessa»: con queste parole monsignor Lauro Tisi ha partecipato ieri al Consiglio di amministrazione della Federazione Trentina della Cooperazione. Chiesa e cooperazione condividono un terreno comune, fatto di bene comune, sussidiarietà e attenzione alle comunità, sul quale oggi è necessario lavorare insieme. Da qui la proposta dell'arcivescovo di collaborare su casa, integrazione dei migranti, giovani e anziani, per aiutare le nostre comunità.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/rthf50iw/da-sinistra-monsignor-tisi-e-il-presidente-dalpal-.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/l-arcivescovo-tisi-in-federazione-casa-migranti-e-giovani-le-partite-da-giocare-insieme" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2000</width><height>1500</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>L'arcivescovo di Trento, <strong>monsignor Lauro Tisi</strong>, è stato ospite ieri della <strong>Federazione Trentina della Cooperazione</strong>, dove ha preso parte ai lavori del Consiglio di amministrazione. Ad accoglierlo, in via Segantini, il presidente <strong>Renato Dalpalù</strong> e le consigliere e i consiglieri in rappresentanza dei diversi settori del movimento cooperativo trentino.</p>
<p><strong>Radici comuni</strong></p>
<p>La visita richiama un legame profondo e storico: la Cooperazione Trentina nasce alla fine dell'Ottocento dall'intuizione di un sacerdote, <strong>don Lorenzo Guetti</strong>, che nel 1890 promosse a Santa Croce del Bleggio la prima Famiglia Cooperativa, rispondendo alla povertà delle valli con lo strumento dell'autorganizzazione e della mutualità. Un'esperienza nata nel solco del cattolicesimo sociale e cresciuta in sintonia con i principi della <strong>dottrina sociale della Chiesa</strong> – centralità della persona, solidarietà, sussidiarietà, bene comune – che proprio in quegli anni, con l'enciclica <strong>Rerum Novarum</strong> di Leone XIII (1891), trovava la sua prima formulazione organica. Da quel seme è cresciuto un sistema che oggi conta <strong>421 cooperative</strong> e <strong>oltre 300.000 soci e socie</strong>, presente, come ha ricordato il vescovo stesso, in ogni comunità del Trentino.</p>
<p><strong>Le emergenze della comunità</strong></p>
<p>Aprendo l'incontro, il presidente <strong>Renato Dalpalù</strong> ha richiamato le sfide che interrogano oggi il Trentino, dalla <strong>crisi demografica</strong>, passando per l’<strong>immigrazione</strong>, fino all'<strong>emergenza abitativa</strong>: <em>«Alla Chiesa cattolica riconosciamo un'autorevolezza morale che per noi rappresenta un riferimento importante. Demografia, migrazioni e casa sono oggi vere emergenze per la nostra comunità e il nostro ruolo ci impone di dare risposte: non potremo risolvere tutto, ma in molti casi possiamo fare qualcosa di concreto. Essere parte significativa della società trentina è una realtà che deve accompagnarsi a un'assunzione di responsabilità. È un impegno che mi prendo come presidente, insieme a tutto il Consiglio di amministrazione. Tra noi sentiamo che c'è un terreno fertile di dialogo, da coltivare insieme per trovare soluzioni per la nostra comunità». </em></p>
<p><strong>Fare squadra sul territorio</strong></p>
<p>L'arcivescovo ha accolto l'invito sottolineando come, in questo momento storico, nessun soggetto possa pensare di affrontare da solo i problemi del territorio. Lo ha confermato anche il recente incontro a <strong>Riva del Garda</strong> con i vescovi di <strong>Verona, Brescia e Mantova</strong>, dove sono emerse preoccupazioni comuni, a partire dalla casa e dal reperimento della forza lavoro.</p>
<p><em>«Quanto sta accadendo sul territorio è un appello forte a fare squadra, a creare sinergia tra i diversi attori della società civile. Nessuna realtà oggi può pensare di risolvere da sola le questioni che abbiamo davanti. Chiesa e Cooperazione hanno terreni diversi, ma condividono l'attenzione al bene comune, alla sussidiarietà e alla solidarietà. E credo che oggi serva soprattutto concretezza: il rischio è fare grandi narrative e grandi proclami senza poi tradurli in processi concreti e relazioni» </em>Tisi ha riconosciuto in particolare il ruolo della cooperazione nelle piccole comunità di montagna, dove un negozio o un servizio tenuti aperti dal movimento cooperativo rappresentano spesso l'ultimo presidio di socialità. Ha ricordato inoltre l'impegno della <strong>Caritas</strong> nel rispondere alle fragilità: due percorsi diversi, ha osservato, con molti punti di convergenza.</p>
<p><strong>Casa, migranti, giovani</strong></p>
<p>L'arcivescovo ha quindi indicato le questioni su cui avviare un lavoro comune, a partire dall'<strong>emergenza abitativa</strong>. <em>«Penso anzitutto alla casa, che non è una questione che riguarda pochi, ma sta mettendo a dura prova il Trentino. Nelle zone turistiche, dall'Alto Garda alla Val di Fassa, rischiamo un paradosso: territori che prosperano, ma nei quali chi li abita e chi vi lavora non riesce più a permettersi una casa. Quando da un territorio chi lo abita deve uscire, è un brutto segnale. E il problema si allarga inevitabilmente ai servizi, alla scuola, alla sanità, alla possibilità stessa di mantenere vive le comunità»</em>. Prosegue sul tema dei <strong>migranti</strong>: <em>«C'è poi il tema dei migranti, che continuiamo troppo spesso ad affrontare in termini emergenziali, dimenticando che abbiamo bisogno di persone e che, perché possano mettere radici e dare il loro contributo, occorre garantire condizioni dignitose di vita e di integrazione». E conclude con il tema dei <strong>giovani</strong>: «Incontro in loro grandi risorse e potenzialità, anche nel ritorno all'agricoltura e alla zootecnia. Dobbiamo creare le condizioni perché possano partire, sperimentare, andare anche all'estero, ma avere poi la possibilità di tornare»</em></p>
<p><strong>Dalle parole ai progetti</strong></p>
<p><em>«Su casa, accoglienza, presidio delle comunità, anziani e giovani credo ci siano spazi concreti nei quali Chiesa e cooperazione possono provare a lavorare insieme. Senza velleità e senza pensare di risolvere tutto: cominciamo a mettere in campo alcune iniziative. Poi, se son rose, fioriranno»</em>. Per dare continuità all’incontro, si troveranno momenti di confronto tra Federazione e Curia per poter strutturare le idee in progetti che impattino positivamente la comunità trentina.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Cooperazione Trentina - Alessandro Girardi</author></item><item><guid isPermaLink="false">27427278-1c23-4eb6-a3b2-d6179197b1b5</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/fora-fest-la-salute-mentale-esce-allo-scoperto</link><title>Fòra Fest, la salute mentale esce allo scoperto</title><description>Dal 6 al 17 ottobre la prima edizione della rassegna culturale diffusa promossa da Consolida, dalle cooperative sociali e dal Dipartimento di Salute Mentale di Asuit.</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/bphb4sv2/whatsapp-image-2026-09-29-at-13-25-27-1-.jpeg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/fora-fest-la-salute-mentale-esce-allo-scoperto" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2048</width><height>1536</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>In Trentino quasi 12.000 persone soffrono di disturbi mentali, con un aumento del 49% tra il 2020 e il 2024, dovuto in parte agli effetti della pandemia. Le persone seguite dai servizi sono 256 ogni 10.000 abitanti, contro una media nazionale di 172: segno di una rete di servizi capace di intercettare di più il bisogno. Resta però un ostacolo, il più difficile da superare: lo stigma. Il pregiudizio fa arrivare tardi a chiedere aiuto, porta ad abbandonare le cure e isola chi avrebbe bisogno di sostegno.</p>
<p>Per rispondere a questa sfida nasce il <strong><em>Fòra Fest</em></strong>, rassegna culturale diffusa dedicata alla salute mentale, presentata questa mattina alla Piazza inCooperazione di Trento. Il nome viene da una parola del dialetto trentino: "<em>fòra</em>", cioè uscire, andare fuori. Uscire dagli schemi, dai pregiudizi, ma anche dai servizi, dalle strutture sanitarie e dal silenzio per entrare nelle comunità. Un’iniziativa promossa da Consolida insieme alle cooperative sociali Arcobaleno, Gruppo 78, Incontra, Oltre e Vales, al Dipartimento di Salute Mentale di Asuit e all'Associazione Il Cerchio Fareinsieme.</p>
<p>«Fòra Fest nasce da soggetti diversi per vocazione e strumenti, uniti da decenni di lavoro condiviso e da una visione comune: una salute mentale di comunità, partecipata, orientata alla recovery, cioè alla possibilità che ogni persona ricostruisca la propria vita in modo significativo, al di là della diagnosi – spiega <strong>Francesca Gennai</strong>, presidente di Consolida –. Ogni giorno centri diurni, appartamenti supportati, laboratori artigianali, tirocini lavorativi e gruppi di auto mutuo aiuto costruiscono un patrimonio di esperienze e relazioni che per troppo tempo è rimasto invisibile ai più. <em>Fòra Fest</em> vuole essere la voce pubblica di tutto questo lavoro silenzioso. Il nostro desiderio è che, anno dopo anno, il festival aiuti la comunità trentina a guardare la fragilità umana non come un problema da nascondere o da gestire lontano dagli occhi, ma come una dimensione autentica della vita, che merita spazio, ascolto, rispetto e, perché no, anche una buona dose di bellezza e di gioia condivisa».</p>
<p>Al centro della rassegna c'è il tema del pregiudizio. «La presenza di un forte stigma sulla salute mentale porta le persone e le famiglie ad arrivare tardi a chiedere aiuto, o a non arrivarci – spiega <strong>Antonio Lasalvia</strong>, professore associato di Psichiatria presso il Centro interdipartimentale di Scienze mediche dell'Università di Trento e direttore del Dipartimento transmurale di Salute mentale dell'Asuit –. I genitori di un paziente psichiatrico entrano in ambulatorio e chiedono "dove ho sbagliato?": dall'oncologo o dal diabetologo non succede mai. C'è poi l'idea che queste persone siano pericolose: è una falsità, la propensione alla violenza è identica a quella della popolazione generale, anzi spesso sono loro le vittime. E c'è l'autostigma, quando la persona interiorizza il pregiudizio e si giudica da sola. Perdiamo persone non per assenza di cure, ma per eccesso di vergogna». Agire sulla leva culturale, quindi, diventa quanto mai strategico per il benessere delle persone con malattia mentale e per l’intera comunità che le accoglie.</p>
<p><strong>Un festival diffuso</strong></p>
<p>Dal 6 al 17 ottobre il festival attraverserà il Trentino, da Trento a Rovereto, da Cles a Cavalese, dall'Alto Garda alle Giudicarie. Il programma, illustrato da <strong>Laura Caliari</strong>, responsabile dell’Area adulti della cooperativa Incontra, propone mostre, laboratori, spettacoli, camminate e workshop, con un filo conduttore comune: superare le etichette e dare voce a chi vive in prima persona la sofferenza psichica.</p>
<p>È lo spirito della <strong>Biblioteca vivente</strong>, che fa tappa a Mezzolombardo, Mori e Cles. Qui i libri sono persone che raccontano il proprio percorso a chi si siede ad ascoltarle, perché chi di solito viene raccontato da fuori possa prendere la parola.</p>
<p>Sulle etichette ragiona anche <strong>EtichettARTE</strong>, la mostra internazionale di Mail Art ospitata alla Galleria Il Transito di Arco, nata dalla collaborazione con il Rockland Psychiatric Center di New York: le opere trasformano frasi come "sei troppo sensibile" o "sei così fragile" in occasioni per aprire lo sguardo invece di chiuderlo.</p>
<p>Poiché anche le parole con cui si racconta il disagio psichico possono alimentare o combattere lo stigma, il 15 ottobre la Sala inCooperazione di Trento ospiterà "<strong>Parole che liberano, parole che legano</strong>". L'incontro, organizzato in collaborazione con la Federazione Trentina della Cooperazione e con l’Ordine dei Giornalisti di Trento, è dedicato al mondo dell'informazione: si partirà da casi reali e per arrivare al vademecum <em>Informare sulla salute mentale</em>, riflettendo su come comunicare in modo più accurato e rispettoso.</p>
<p>Il programma completo degli eventi a questo link: <a href="https://www.consolida.it/wp-content/uploads/2026/09/Programma-digitale-_Fora-Fest.pdf">https://www.consolida.it/wp-content/uploads/2026/09/Programma-digitale-_Fora-Fest.pdf</a></p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio stampa - Dirce Pradella</author></item><item><guid isPermaLink="false">2864d748-8502-40c7-89df-6cbd39009ee6</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/visit-valsugana-cambia-passo</link><title>Visit Valsugana cambia passo</title><description><![CDATA[<p>Apt Valsugana Lagorai avvia un importante progetto di evoluzione di VisitValsugana.it: non più soltanto un portale informativo, ma una piattaforma integrata capace di accompagnare l’ospite dall’ispirazione alla pianificazione del viaggio, fino alla prenotazione e alla scoperta del territorio.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/tevjtal5/apt-valsugana-piattaforma.jpeg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/visit-valsugana-cambia-passo" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>5120</width><height>3840</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Un nuovo modo di raccontare, promuovere e rendere fruibile la Valsugana attraverso il digitale. APT Valsugana Lagorai presenta il progetto del <strong>nuovo Ecosistema Digitale Visit Valsugana</strong>, un percorso di trasformazione che punta a far evolvere l’attuale sito in una piattaforma moderna, integrata e orientata alle esigenze degli ospiti e degli operatori turistici.</p>
<p>Il progetto nasce dalla volontà di adeguare gli strumenti digitali della destinazione a un mercato turistico sempre più competitivo, nel quale il sito web non può più essere solamente una vetrina di informazioni, ma deve diventare uno strumento capace di generare connessioni, opportunità e valore per il territorio. L’attuale VisitValsugana.it rappresenta infatti il principale punto di accesso digitale alla destinazione, ma presenta oggi alcuni limiti legati alla tecnologia, all’organizzazione dei contenuti, alla personalizzazione dell’esperienza e all’integrazione con i sistemi esterni.</p>
<p>Una sfida particolarmente importante per una destinazione articolata come la Valsugana Lagorai, che comprende <strong>29 Comuni, oltre 800 km² di territorio, 5 Infopoint e una rete diffusa di operatori turistici</strong>, oltre a un patrimonio estremamente diversificato di esperienze, eventi, strutture ricettive e punti di interesse.</p>
<p>Il nuovo Ecosistema Digitale viene realizzato grazie alla collaborazione tra <strong>APT Valsugana Lagorai, Cassa Rurale Alta Valsugana e Cassa Rurale Valsugana e Tesino</strong>, che hanno scelto di sostenere il progetto condividendone la visione e riconoscendo nell’innovazione digitale uno strumento concreto per favorire la crescita e la competitività del territorio.</p>
<p>Una partnership che va quindi oltre una semplice sponsorizzazione e assume il valore di un <strong>investimento strategico nello sviluppo turistico ed economico della Valsugana</strong>. L’obiettivo comune è rafforzare il sistema locale, creare nuove opportunità per gli operatori e per la comunità e sostenere un modello di sviluppo capace di mettere in relazione turismo, economia, innovazione e territorio. La collaborazione prevista dal progetto avrà una durata di tre anni.</p>
<p>Il nuovo Visit Valsugana sarà concepito come un vero <strong>hub digitale di destinazione</strong>, capace di aggregare in un unico ambiente ospitalità, esperienze, eventi e punti di interesse. L’obiettivo è accompagnare il visitatore lungo tutto il processo decisionale: dal momento in cui cerca ispirazione alla costruzione del soggiorno, fino all’accesso alle informazioni e alle opportunità di prenotazione.</p>
<p>Grande attenzione sarà dedicata anche al modo di raccontare la Valsugana. I contenuti saranno organizzati maggiormente sulla base delle <strong>motivazioni di viaggio e dei diversi target</strong> – dalle famiglie agli sportivi, fino agli amanti dello slow tourism – attraverso uno storytelling più contemporaneo ed emozionale, capace di mettere in relazione luoghi, servizi ed esperienze.</p>
<p>Un altro elemento centrale sarà rappresentato dai <strong>dati e dall’innovazione tecnologica</strong>. Il nuovo ecosistema consentirà di raccogliere e analizzare i comportamenti degli utenti, monitorare le performance e fornire informazioni utili alle scelte strategiche della destinazione. È prevista inoltre l’introduzione di funzionalità legate all’<strong>intelligenza artificiale</strong>, dalla ricerca intelligente ai suggerimenti personalizzati, con l’obiettivo di rendere l’esperienza digitale sempre più semplice e vicina alle esigenze del singolo ospite.</p>
<p>La piattaforma sarà sviluppata secondo un’<strong>architettura aperta e scalabile</strong>, predisposta per dialogare con i sistemi già utilizzati dalla destinazione e per evolvere nel tempo attraverso nuove funzionalità e servizi.</p>
<p>Il progetto prevede la realizzazione della nuova piattaforma, l’integrazione dei sistemi relativi a ricettività, eventi e punti di interesse, una nuova architettura dei contenuti, strumenti evoluti di analisi e l’introduzione progressiva di funzionalità innovative. Lo sviluppo è articolato in diverse fasi, dalla progettazione della User Experience all’implementazione tecnica, fino alla pubblicazione e al successivo supporto post go-live.</p>
<p>Il nuovo Ecosistema Digitale Visit Valsugana vuole così diventare un’infrastruttura a servizio dell’intera destinazione: <strong>più semplice e intuitiva per gli ospiti, più efficace nel dare visibilità e opportunità commerciali agli operatori e più utile ad APT per conoscere i comportamenti della domanda e orientare le proprie strategie</strong>. Un investimento nel digitale che guarda quindi oltre il sito web e punta a rafforzare, nel suo complesso, la competitività turistica e lo sviluppo economico della Valsugana Lagorai.</p>
<p>Soddisfatti presidente e direttore di APT Valsugana Lagorai, rispettivamente <strong>Denis Pasqualin </strong>e <strong>Michele Oriente</strong>: “<em>Questo portale, legato anche all’utilizzo dell’<strong>intelligenza artificiale</strong>, non appena pronto sarà il risultato di una progettualità in cui abbiamo creduto fin dall’inizio</em> – ha commentato Pasqualin. – <em>Sarà da subito il <strong>punto di riferimento per tutti coloro che vorranno trascorrere le vacanze sul nostro territorio</strong>. Ogni anno la Valsugana conta un milione e mezzo di visitatori, oltre il 57% dei quali di origine straniera: il nuovo portale intercetterà le loro esigenze e necessità, creando una vacanza su misura, in grado di garantire loro un’esperienza indimenticabile sul nostro territorio. Un ringraziamento va ovviamente alle <strong>Casse Rurali</strong>, nostre partner fondamentali in questo percorso: il  mondo bancario ha dimostrato di credere nel progetto, sostenendone lo sviluppo</em>”.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Apt Valsugana Lagorai</author></item><item><guid isPermaLink="false">1649dd62-ab24-4df6-bc6c-94f20e750196</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/premiata-la-coop-villa-maria-per-il-docufilm-l-appartamento</link><title>Premiata la coop Villa Maria per il docufilm “L’Appartamento”</title><description><![CDATA[<p>Il riconoscimento è stato assegnato dal Festival internazionale del Cinema Nuovo di Bergamo. La pellicola racconta l’esperienza del progetto di abitare accompagnato “Io Abito”.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/xy4dgdel/cover-festival-cinema-nuovo.jpeg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/premiata-la-coop-villa-maria-per-il-docufilm-l-appartamento" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2000</width><height>1126</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Importante riconoscimento alla <strong>coop sociale Villa Maria</strong> per il docufilm "L’appartamento", che racconta l’esperienza del progetto di abitare accompagnato “Io Abito”. Il film ha ricevuto il premio come miglior documentario al Festival del Cinema Nuovo di Bergamo, un concorso internazionale di cortometraggi e documentari interpretati da persone con disabilità giunto quest'anno alla 14ma edizione. ll Festival è nato nel 1997 dall’idea del vulcanico psicologo Romeo Della Bella, che lo ha diretto fino alla sua scomparsa nel 2016. Oggi a far crescere questa manifestazione c’è l’ente che del suo ideatore porta il nome, l’Associazione Romeo Della Bella, in collaborazione con Mediafriends. Edizione dopo edizione, il progetto ha coinvolto centinaia di realtà provenienti dall’Italia e dall’estero, contribuendo a diffondere attraverso il linguaggio cinematografico la cultura dell’inclusione e a raccontare la disabilità con linguaggi, sensibilità e punti di vista sempre nuovi.</p>
<p>“L’appartamento”, diretto dai registi <strong>Federico Scienza e Manuela Boezio</strong>, è stato selezionato per la serata finale del concorso tra 180 cortometraggi e 40 documentari valutati da una Giuria presieduta da <strong>Giampaolo Letta</strong>, vicepresidente di Medusa Film, e formata da registi, critici cinematografici, docenti di cinema e presidenti di associazioni che si occupano di disabilità.</p>
<p>Il progetto “Io Abito” è partito a Rovereto nel novembre 2022, frutto della co-progettazione tra Villa Maria e la cooperativa Amalia Guardini. Ha coinvolto finora una trentina di ragazze e ragazzi con disabilità a cui è stata offerta l'opportunità di sperimentare la vita quotidiana fuori dal contesto familiare, crescendo in autonomia e autostima. Il percorso è pensato anche nella prospettiva del "Dopo di noi" per preparare i ragazzi al momento in cui verrà meno il supporto diretto dei genitori. Gli utenti soggiornano in gruppi di 4 o 5 persone nei tre appartamenti messi a disposizione in affitto da Itea in viale Trento, via Venezia e alle Fucine. Durante la permanenza, affiancati dalle educatrici e dai volontari, svolgono le attività della quotidianità: fanno la spesa, cucinano, si occupano delle pulizie, organizzano il proprio tempo libero serale e nei fine settimana.</p>
<p>La premiazione dei film vincitori del Festival ha avuto luogo nella cornice del prestigioso Teatro Donizetti di Bergamo. Sono saliti sul palco a ritirare il premio, accanto al presidente di Villa Maria <strong>Guido Ghersini</strong> e alle coordinatrici di "Io Abito" <strong>Arianna Gallo e Irene Buosi</strong>, tre utenti del progetto, <strong>Youri, Iara e Filippo</strong>. I conduttori della serata hanno sottolineato come l’esperienza di abitare sociale maturata a Rovereto possa rappresentare un modello da imitare in altre realtà nazionali.</p>
<p><strong>I commenti dei protagonisti</strong></p>
<p><strong>Guido Ghersini</strong>, presidente di Villa Maria: Il trofeo del Festival premia il percorso che abbiamo intrapreso già da alcuni anni con l’obiettivo del “Dopo di noi”. I registi hanno saputo raccontare in modo naturale la vita dell’appartamento.</p>
<p><strong>Arianna e Irene</strong>, coordinatrici di Io Abito: E’ stato gratificante ricevere il premio e sapere che stiamo portando avanti un progetto a cui tante persone riconoscono valore.</p>
<p><strong>Youri</strong>: E’ stata un’emozione incredibile salire sul palco del teatro. Mi ha colpito il cuore il lungo applauso del pubblico.</p>
<p><strong>Filippo</strong>: E’ stato bello stare in mezzo a tanta gente e vedere che erano felici per noi.</p>
<p><strong>Iara</strong>: E’ stata una esperienza bellissima. Per fortuna non ho dovuto parlare sul palco perché non ci sarei riuscita, ero troppo emozionata.</p>
<p><strong>Federico Scienza e Manuela Boezio</strong>, registi: Siamo molto felici di questo riconoscimento che più che al nostro lavoro sentiamo debba essere rivolto ai ragazzi, ai loro familiari e alle cooperative sociali Villa Maria e Amalia Guardini. Il nostro auspicio è che questo film continui ad essere un veicolo di conoscenza del mondo della disabilità perché chi ne fa parte non rimanga separato dal resto della società.</p>
<p><strong>Gli organizzatori del Festival</strong>: Siamo coscienti che uno spettacolo fatto da disabili porta con sé il rischio del grottesco o come minimo, dell’ambivalenza: pericolo che è sempre dietro l’angolo, anche durante le riprese. Non vogliamo provocare benevola compiacenza, vorremmo invece che ci si stupisca, almeno qualche volta, non per quello che questi giovani non hanno o non sanno, ma per quello che sono e che fanno.</p>
<p><strong>La motivazione del premio della giuria</strong></p>
<p>"L'appartamento" è un'opera che racconta meravigliosamente il percorso di autonomia abitativa dei ragazzi e delle ragazze del progetto "Io Abito". Il documentario, apprezzato per uno sguardo narrativo autentico e mai pietistico, restituisce voce e protagonismo a chi vive ogni giorno la sfida dell'indipendenza, trasformando un tema delicato in un racconto poetico che ci mostra un futuro percorribile. Gestire una casa, delle relazioni, delle piccole e grandi responsabilità è un passo concreto verso un modello di autonomia possibile. Un percorso vissuto e condiviso da una rete di famiglie, operatori e realtà del territorio.</p>
<p><strong>Il link al trailer del docufilm</strong>: <a href="https://www.youtube.com/watch?v=7tTuPMQWFgg">https://www.youtube.com/watch?v=7tTuPMQWFgg</a></p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Cooperativa Villa Maria</author></item><item><guid isPermaLink="false">9845c81f-b7f6-4035-86b1-eb264b6f13ca</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/cooperativa-agri-novanta-3-e-4-ottobre-undicesimo-festival-della-polenta-di-storo</link><title>Cooperativa Agri Novanta: 3 e 4 ottobre undicesimo “Festival della Polenta di Storo”</title><description><![CDATA[<p>Alla sede della cooperativa agricola è stata presentata l’edizione numero undici della due giorni dedicata alla pietanza maggiormente caratteristica della località storese e del territorio della Valle del Chiese.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/esqhey5p/polentastoro.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/cooperativa-agri-novanta-3-e-4-ottobre-undicesimo-festival-della-polenta-di-storo" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2000</width><height>1500</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Archiviati dodici mesi fa i primi due lustri, il “Festival della Polenta di Storo” è pronto a scrivere l’undicesimo capitolo della sua giovane storia.</p>
<p>L’appuntamento con “i saperi e i sapori nostrani” è in calendario il prossimo fine settimana, sabato 3 e domenica 4 ottobre nel cuore della località della Valle del Chiese.</p>
<p>La cornice sarà la consueta e avrà tra le sue location la sede e gli spazi appositamente attrezzati della sede della cooperativa Agri Novanta di Storo dove, stamani, si è tenuta la conferenza stampa di presentazione del programma della due giorni che segna uno degli appuntamenti caratteristici e maggiormente attesi del calendario di eventi autunnali dedicati ai prodotti tipici del territorio trentino.</p>
<p>La due giorni può contare sul sostegno dell’Apt Madonna di Campiglio, del Comune e della Pro Loco di Storo, del Consorzio Bim Valle del Chiese, della Cassa Rurale Adamello Giudicarie Valsabbia Paganella e di Serene Star.</p>
<p>Accanto al presidente di Agri Novanta, <strong>Vigilio Giovanelli</strong>, alla conferenza stampa di stamani erano presenti <strong>Nicola Zontini</strong>, sindaco di Storo, e <strong>Mario Berti</strong> presidente della Pro Loco di Storo.</p>
<p>“Non sarà solamente la sede della nostra cooperativa agricola a ospitare l’evento – è stato precisato nel corso dell’incontro con il mondo dell’informazione – Infatti, come da tradizione, questa occasione vede partecipe una intera comunità, il centro storico di Storo che si anima di profumi, sapori e musica, lungo un itinerario del gusto destinato a rappresentare una formidabile attrazione per i nostri ospiti che giungono da ogni zona della provincia di Trento e del vicino territorio bresciano”.</p>
<p>La conferenza stampa ha presentato i molti contenuti del Festival dedicato all’oro giallo di Storo, la farina gialla con la quale si prepara la polenta, apprezzata e degustata da giovani e meno giovani che, nel senso più nobile del termine, sfruttano l’opportunità di giungere in questo territorio per condividere il desco e apprezzare diversi tipi di polenta cucinati con la maestria tipica di chi da tantissimi anni la prepara con esperienza e passione invidiabili.</p>
<p><strong>La due giorni</strong></p>
<p>Nella giornata di sabato da segnalare alle ore 18 alla sede di Agri Novanta il convegno sul futuro delle nuove generazioni in agricoltura.</p>
<p>La domenica, fin dall’edizione del debutto, rappresenta il giorno culminante della festa.</p>
<p>A partire da metà mattina quando è programmata la cerimonia di inaugurazione con il taglio del nastro anticipato dagli interventi dei responsabili dell’organizzazione e dei rappresentanti delle istituzioni.</p>
<p>Durante l’intera giornata saranno possibili assaggi e degustazione e, non meno importante, poter esprimere la propria valutazione per quella destinata a diventare una autentica votazione popolare (con premiazione alle ore 17) delle varietà di polenta in gara: la polenta Carbonera preparata dai Polenter di Storo; la polenta Macafana preparata dalla Pro Loco di Cimego; la polenta e Rape preparata dalla Pro Loco di Bondo; la polenta di Patate preparata dai Polentari Valle di Ledro; la polenta Molche e Formaggi preparata dal Comitato Polenta e Mortadella Varone.</p>
<p>Per i bambini sono stati pensati e programmati laboratori e intrattenimento mentre nel centro storico del paese diversi gruppi musicali proporranno i brani più belli del loro repertorio.</p>
<p>“Da segnalare inoltre – concludono gli organizzatori – gli assaggi e le degustazioni di altri piatti tipici fuori concorso: polenta e baccalà preparata dalla Pro Loco Sandrigo; polenta e cinghiale preparata dalla Pro Loco di Brione; polenta fritta preparata da Agri ’90; polenta e brasato preparata da Amici A.D.P. di Lodi; caldarroste e marroni preparati da Agri ’90; polenta e salame con la panna preparata dal Gruppo Missionario di Storo e i prodotti della Gastronomia Armando Corradi”.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Cooperazione Trentina - Cooperativa Agri Novanta</author></item><item><guid isPermaLink="false">6b7afab8-3455-463e-bdd7-51ee558c0df1</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/spedizione-record-per-il-trentino-al-forum-nazionale-dei-giovani-soci-bcc-a-l-aquila</link><title>Spedizione record per il Trentino al 16° Forum Nazionale dei Giovani Soci BCC a L’Aquila</title><description>Delegazione di 28 partecipanti da tutte e 11 le Casse Rurali Trentine: è il gruppo più numeroso d’Italia (esclusa la Federazione locale ospitante). Un segnale forte per la cooperazione del territorio e punto di partenza per nuove sinergie.</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/kxcpx4is/delegazione-trentina.jpeg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/spedizione-record-per-il-trentino-al-forum-nazionale-dei-giovani-soci-bcc-a-l-aquila" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>5712</width><height>4284</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Si è conclusa con uno straordinario successo di partecipazione la presenza trentina al 16° Forum Nazionale dei Giovani Soci e Socie del Credito Cooperativo, tenutosi a L’Aquila <strong>dal 25 al 27 settembre</strong> con il titolo <em>"Dalle Terre di mezzo al futuro: Attivatori di comunità, generatori d'incanto"</em>.</p>
<p>Promossi annualmente da Federcasse in collaborazione con le Federazioni locali e i Gruppi Giovani Soci regionali, i Forum Nazionali rappresentano il principale momento di incontro, confronto e formazione della cooperazione di credito giovanile d'Italia. Dopo il grande successo dell'edizione 2025, ospitata a Trento in occasione del <strong>130° anniversario della Federazione Trentina della Cooperazione</strong>, l’Associazione Giovani Cooperazione Trentina ha promosso l'organizzazione della spedizione a L’Aquila.</p>
<p>I numeri testimoniano una risposta straordinaria: pur a fronte di sole 4 Casse Rurali trentine su 11 ad avere un gruppo giovani formalmente costituito, la delegazione ha visto la partecipazione di <strong>28 ragazzi e ragazze provenienti da tutte e 11 le Casse del territorio</strong>, confermandosi la rappresentanza più numerosa del Forum.</p>
<p>«La presenza di una delegazione così numerosa e rappresentativa dell'intero territorio – ha detto <strong>Nicole Zambanini</strong>, presidente dell’Associazione Giovani Cooperazione Trentina – è un vero e proprio record e un segnale di straordinaria vitalità. Ringrazio l'impegno di tutte le Casse Rurali Trentine che si sono attivate con convinzione nell'individuare i partecipanti: questo risultato dimostra un interesse concreto, vivo e condiviso, sia da parte dei giovani sia delle governance. Questa esperienza a L’Aquila non è un punto d'arrivo, ma una base solida su cui costruire importanti sinergie territoriali tra coetanei, pronte a tradursi in progetti comuni e nuove iniziative sul territorio».</p>
<p>L'evento ha visto la partecipazione complessiva di circa <strong>300 </strong>giovani provenienti da ogni parte d'Italia (in rappresentanza di 14 Federazioni Locali e 82 differenti BCC), alla presenza dei vertici di Federcasse, con il presidente<strong> Augusto dell’Erba</strong> e il direttore<strong> Sergio Gatti</strong>. Il dibattito di quest'anno ha messo al centro il ruolo strategico delle aree interne e dei piccoli borghi quali laboratori di innovazione tecnica, sociale ed economica, riaffermando la forte matrice mutualistica e la vocazione territoriale del Credito Cooperativo.</p>
<p><strong>Le parole di:</strong></p>
<p>«Questo Forum ha voluto mettere al centro il valore dei territori e delle comunità che li abitano – ha aggiunto <strong>Elisa Bernardini</strong>, presidente della Rete Nazionale Giovani Soci –. Non esistono territori marginali quando ci sono persone capaci di immaginare il futuro: come Giovani Soci, la nostra sfida è trasformare appartenenza, relazioni e partecipazione in nuove opportunità per chi sceglie di restare, tornare o investire nei luoghi in cui vive».</p>
<p>Tre giornate intense alternate tra interventi istituzionali, workshop, attività di team-building, momenti di scambio e l'Assemblea della Consulta Nazionale dei Giovani Soci. </p>
<p>Ricco il parterre degli speaker che hanno stimolato il confronto con i partecipanti: <strong>Daria Capitani</strong>, giornalista di <em>VITA</em> (<em>"Le Terre di Mezzo non sono periferie. Sono laboratori del futuro"</em>); <strong>Andrea Zanzini</strong>, fondatore dell’incubatore d'impresa <em>Appenninol’Hub</em>; <strong>Arturo Mariani</strong>, atleta della Nazionale italiana calcio amputati, scrittore e mental coach; e <strong>Pietro Del Soldà</strong>, filosofo e noto autore e conduttore di Rai Radio 3 (<em>Tutta la città ne parla</em>).</p>
<p>Tre giornate caratterizzate non solo da keynote frontali, ma anche da un momento laboratoriale guidato da AppenninoHub, in cui i giovani soci/e hanno sviluppato insieme un progetto confrontandosi fra loro e trovando soluzioni comuni. Premiati a fine lavori tre gruppi (tra cui anche quello trentino) con le migliori idee.</p>
<p>Tra le principali novità dell'edizione l'esordio di <strong><em>"Oltre Palco"</em>, il podcast</strong> registrato in diretta live da Piazza Duomo a L’Aquila a cura del Comitato di Coordinamento Nazionale (CdC), che ha dato voce a storie, interviste e testimonianze dei partecipanti e della cittadinanza.</p>
<p>Un’iniziativa ad alto valore formativo e relazionale resa possibile grazie alla sinergia di tutto il sistema: delle <strong>Casse Rurali Trentine</strong> per la collaborazione attiva nella selezione e coinvolgimento dei partecipanti, di <strong>Fondo Comune</strong> per il prezioso sostegno economico e dell'<strong>Associazione Giovani Cooperazione Trentina</strong>. Ancora una volta, il Trentino e la sua gioventù cooperativa si confermano protagonisti reattivi e propositivi a livello nazionale.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio stampa</author></item><item><guid isPermaLink="false">8e96ca81-6eea-47ce-b7a6-759cde558ae3</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/il-nostro-territorio-in-mensa-cresce</link><title>“Il nostro territorio in mensa” cresce con oltre 2 mila e 400 pasti a km 0</title><description>Dopo la sperimentazione di Cognola, il progetto coinvolge anche la cucina dei Solteri (che serve anche le scuole Sanzio, quelle di Cadine, Gardolo e Sardagna). L’obiettivo è quello di portare nel piatto polenta e ortaggi, carne, mele, trote e latticini dei piccoli produttori del territorio.</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/v2cpskkl/copia-di-trentino-social-tank-scuola-aringa-studio-7.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/il-nostro-territorio-in-mensa-cresce" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>7952</width><height>5304</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Mettere in tavola il territorio e accorciare la distanza tra chi produce e chi consuma, coinvolgendo i piccoli produttori agricoli trentini per rendere la ristorazione scolastica uno strumento concreto delle politiche del cibo. È questa l’idea alla base dell’iniziativa Il nostro territorio in mensa, nata lo scorso anno scolastico nell’ambito del progetto europeo Surfit, dedicato alla costruzione di sistemi alimentari locali e sostenibili. Il progetto si inserisce in una strategia più ampia delle Politiche del cibo del Comune di Trento, che lavorano sui temi dell’alimentazione, della sostenibilità ambientale e della promozione di sani stili di vita anche attraverso la ristorazione scolastica. Le mense della città infatti già da tempo utilizzano alimenti provenienti dal territorio e prodotti a filiera corta. La novità di quest’anno introdotta dal progetto riguarda in particolare la possibilità di coinvolgere anche le piccole aziende agricole locali nella fornitura destinata alla ristorazione collettiva, affrontando una delle principali criticità e cioè conciliare le esigenze di una rete di mense che serve ogni giorno migliaia di pasti con le dimensioni produttive e le modalità di consegna delle aziende di minori dimensioni. Tutto questo prestando attenzione all’impatto ambientale.</p>
<p>“Questo progetto parte da un’idea semplice: la mensa scolastica non deve essere considerata soltanto un servizio di ristorazione, ma anche uno strumento educativo”, ha detto nel suo intervento Andreas Fernandez, assessore alla Transizione ecologica e digitale con delega alle politiche del cibo del Comune di Trento.</p>
<p>“Vogliamo portare nelle mense un modo di intendere il cibo più legato al nostro territorio, alla stagionalità e alle produzioni trentine, facendo dell’alimentazione un’occasione per educare alla salute, alla sostenibilità e alla conoscenza di ciò che ci circonda. La vera sfida è costruire una filiera corta capace di mettere in relazione la rete, molto ampia, delle mense con la capacità produttiva delle nostre aziende agricole, spesso di piccole dimensioni. Per questo servono collaborazione, programmazione e visione condivisa. Vogliamo che nelle scuole arrivino non solo i prodotti del territorio, ma anche la conoscenza di chi li produce e del lavoro che c’è dietro. È un passo verso una maggiore autonomia alimentare e verso un modello di mensa in cui educazione ai sani stili di vita, minor impatto ambientale e valorizzazione dell’economia locale possano convivere”, ha concluso Fernandez.</p>
<p>Al tavolo sono intervenuti anche Gaia Maronilli, del servizio Economia, turismo e montagna del Comune di Trento; Mara Baldo, presidente di Cia – Agricoltori Italiani del Trentino, in rappresentanza delle categorie agricole; <strong>Camilla Santuliana, presidente di Risto3</strong>; e Cristina Bombardelli, responsabile del servizio Istruzione della Comunità della Valle dei Laghi.</p>
<p>Dalla sperimentazione a un nuovo modello di approvvigionamento. La prima sperimentazione, realizzata all’Istituto comprensivo Comenius di Cognola, ha consentito di mettere a punto una nuova modalità organizzativa e logistica per portare nelle mense materie prime provenienti direttamente da piccole aziende agricole trentine. Le giornate speciali, con menù interamente composti da ingredienti locali, sono state il primo banco di prova. L’esperienza ha permesso di verificare concretamente la possibilità di costruire un rapporto più diretto tra aziende agricole e ristorazione collettiva e, allo stesso tempo, di coinvolgere studenti e insegnanti in un percorso di conoscenza del cibo, della sua origine e del lavoro necessario per portarlo dalla terra alla tavola.</p>
<p>Il progetto, promosso dal Comune di Trento insieme a Università di Trento, Comunità della Valle dei Laghi, Confagricoltura del Trentino, CIA Trentino Alto Adige Südtirol, Coldiretti Trento e F.t.Bio, con il coinvolgimento di produttori locali e Risto3, entra ora in una nuova fase. Per l’anno scolastico 2026-27, l’iniziativa viene confermata a Cognola a cui si aggiunge Mattarello e si amplia alla cucina dei Solteri, che produce quotidianamente circa 1.200 pasti, destinati anche alle mense scolastiche di Cadine, Gardolo (Pedrolli e Sant’Anna), Sanzio e Sardagna. Nel complesso dunque il progetto coinvolgerà fino a dieci mense e oltre 2.400 bambini. Ma il salto di qualità non riguarda soltanto i numeri. Accanto alle cinque giornate speciali prende forma un sistema di forniture continuative da parte di piccole aziende agricole e allevamenti trentini, con l’obiettivo di rendere la presenza delle produzioni locali nella ristorazione scolastica sempre più a km 0. I piccoli produttori coinvolti passano così da quattro a sette. Gli alimenti che forniranno con continuità sono: farina per polenta, ortofrutta, carne, mele, trota e latticini. La sfida è passare dalla singola esperienza alla costruzione di un modello sostenibile capace di funzionare nel tempo, intervenendo non solo sulla provenienza degli alimenti, ma anche sull’organizzazione della filiera. Una domanda pubblica duratura e prevedibile può infatti offrire ai produttori locali maggiori possibilità di programmare semine, raccolti, allevamenti e volumi di produzione, creando condizioni più favorevoli per il rapporto con la ristorazione collettiva. In questa prospettiva, la mensa scolastica non è soltanto un servizio, ma può diventare uno strumento delle politiche agricole, ambientali e alimentari del territorio. La filiera corta rappresenta inoltre una sfida sul piano ambientale, per valorizzare la stagionalità e rendere più evidente il legame tra ciò che arriva nel piatto e il territorio che lo produce. Si creano così le condizioni perché agricoltura, ambiente, salute, educazione e sviluppo locale si inseriscano armoniosamente nelle Politiche del cibo del Comune di Trento, costruendo un sistema alimentare più sostenibile e connesso alla comunità.</p>
<p>Le cinque giornate speciali negli istituti comprensivi di Cognola e Mattarello restano uno dei momenti più visibili e riconoscibili dell’intero progetto. In queste occasioni, il menù servito nelle mense è interamente composto da ingredienti provenienti da aziende del territorio trentino.</p>
<p>Quest’anno, in occasione della Giornata internazionale della montagna, in programma l’11 dicembre, coinvolgerà invece la scuola di Vezzano, nella Comunità della Valle dei Laghi. Un ampliamento che rafforza il legame con i territori da cui provengono molte delle materie prime utilizzate e porta il progetto oltre i confini della città.</p>
<p>Alla proposta gastronomica continuerà ad affiancarsi un percorso educativo, realizzato anche grazie alla collaborazione con <strong>Trentino Social Tank</strong>. Le classi avranno l’opportunità di incontrare le aziende agricole coinvolte, conoscere il loro lavoro e seguire il percorso del cibo dal campo alla tavola, approfondendo i temi della filiera corta e della stagionalità. A integrare il percorso saranno anche le attività del progetto del Comune di Trento Cibo e sani stili di vita, oltre a quello di Risto3 Io mangio sostenibile. Un lavoro e una progettualità che punta a rendere sempre più sostenibili le politiche del cibo del Comune di Trento.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio stampa Comune di Trento</author></item><item><guid isPermaLink="false">62956558-0de0-452d-9353-204b0aa5920c</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/calici-e-storie-il-trentodoc-festival-brinda-alla-sua-quinta-edizione</link><title>Calici e storie, il Trentodoc Festival brinda alla sua quinta edizione</title><description><![CDATA[Calici alzati, volti e storie. Il Trentodoc Festival torna a raccontare il Trentino partendo da ciò che lo rende unico: i produttori, i paesaggi e una cultura del vino costruita nel tempo.<span> </span>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/lvdkwc0g/brindisitrentodoc26.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/calici-e-storie-il-trentodoc-festival-brinda-alla-sua-quinta-edizione" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1941</width><height>1212</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[La quinta edizione della kermesse si è aperta questa sera al Castello del Buonconsiglio e - fino a domenica 27 settembre - porta le bollicine di montagna nei territori di produzione e nei gioielli dell’arte delle città di Trento e Rovereto. In calendario ci sono quasi 170 eventi tra degustazioni, approfondimenti, show cooking, talk e appuntamenti nelle cantine. “Il Trentodoc Festival non è più una scommessa: è ormai una kermesse che appartiene al Trentino” ha evidenziato il presidente della Provincia Maurizio Fugatti, mettendo in luce il valore del metodo classico trentino come espressione non soltanto della vitivinicoltura, ma dell’intero Trentino: “Nel corso degli anni la forza del Trentodoc è cresciuta moltissimo. Oltre ad essere riconosciuto per la sua qualità, è diventato un vero fattore identitario del Trentino, un ambasciatore della nostra viticoltura nel mondo. Lo dimostrano anche i numeri, con oltre 12,2 milioni di bottiglie prodotte ogni anno, in una fase non semplice per il settore vitivinicolo”. Il Festival contribuisce peraltro a rafforzare questa identità: “Su questa identità dobbiamo continuare a investire: anche in vista di Vinitaly 2027 stiamo lavorando a un padiglione che richiama il brand Trentino. Una presenza coordinata e riconoscibile che valorizzi ancora di più il nostro sistema vitivinicolo”. Il Festival racconta anche una scelta precisa: investire sull’enoturismo, guardando al vino non solo come prodotto, ma come esperienza e porta d’ingresso al territorio. Ne è convinta l’assessore provinciale all’agricoltura e promozione dei prodotti trentini Giulia Zanotelli: “È attraverso l’enoturismo che possiamo mettere in relazione il vino con l’agricoltura, il paesaggio e il mondo dell’ospitalità. Questo Festival si inserisce pienamente nel percorso che abbiamo tracciato in questi anni: porta il vino fuori dalla cantina e crea connessioni tra mondi diversi. La sfida che abbiamo davanti è proprio questa: fare sistema, costruire una proposta enoturistica non standardizzata ma sempre più riconoscibile e fare del vino una porta d’ingresso per vivere e conoscere il territorio nella sua autenticità”.<br />Ad aprire l’appuntamento inaugurale - moderato dalla responsabile brand e comunicazione di Trentino Marketing, Valentina Cappio - è stata la direttrice del Castello del Buonconsiglio Cristina Collettini, seguita dalle testimonianze di due produttrici, Maria Marangoni di Borgo dei Posseri e Valentina Togn di Gaierhof e Maso Poli, a sottolineare il ruolo centrale delle persone e delle imprese che ogni giorno costruiscono l’identità del Trentodoc.<br />A portare il punto di vista della città di Trento è stato il sindaco Franco Ianeselli, che ha richiamato il rapporto storico tra il vino e il territorio: “Pochi prodotti come il vino sono così legati al territorio. I francesi a questo proposito hanno coniato una parola specifica, terroir, per definire il legame unico tra il sapore di un prodotto e il suolo, il clima, la cultura, non solo materiale. Ben venga allora l’apertura dei nostri palazzi, dal chiostro degli Agostiniani a palazzo Geremia al Castello del Buonconsiglio: proprio qui, nel quattrocentesco ciclo dei mesi all’interno della torre dell’Aquila, è custodita tra l’altro la prova “artistica” che il legame tra Trento e il vino è molto antico. L’affresco dedicato a ottobre rappresenta infatti non solo la vendemmia ma anche la pigiatura dell’uva. Interessante notare come seicento anni fa la vendemmia si facesse in autunno inoltrato, mentre quest’anno è iniziata nei primi giorni di agosto, a ulteriore prova del drastico cambiamento climatico in atto”.<br />La dimensione corale del Festival è stata quindi evidenziata dal presidente dell’Istituto Trentodoc Stefano Fambri: “La partecipazione delle 74 Case spumantistiche è ciò che rende il Festival un progetto davvero corale. I 130 appuntamenti organizzati nelle cantine raccontano la ricchezza e la varietà di Trentodoc attraverso luoghi, persone e interpretazioni diverse, accomunate però dalla stessa identità e dagli stessi valori. È proprio questa pluralità a rappresentare uno degli elementi più distintivi del Festival. Per tre giorni, infatti, l'intero territorio si attiva: le cantine aprono le proprie porte e condividono con il pubblico il loro modo di interpretare, produrre e raccontare Trentodoc. Il ruolo dell'Istituto è dare coesione a questo patrimonio, costruendo e rafforzando una cornice comune che valorizzi il marchio Trentodoc e crei le condizioni affinché ogni Casa spumantistica possa esprimere appieno la propria identità all'interno di un progetto condiviso. La forza del nostro sistema sta proprio nella capacità di tenere unite sensibilità, storie e interpretazioni differenti, trasformandole in un patrimonio comune che accresce il valore di tutti e rafforza l'identità di Trentodoc”.<br />A sottolineare il valore del Festival per la destinazione Trentino è stato Luciano Rizzi, membro del Cda di Trentino Marketing e presidente del Consorzio Apt del Trentino. “La quinta edizione del Trentodoc Festival rinnova il racconto di un’eccellenza profondamente legata al Trentino. Da Trento e Rovereto alle case spumantistiche e ai territori di produzione, il programma intreccia paesaggio, cultura, competenze e ospitalità, grazie al contributo di una comunità ampia e partecipe. L’incontro con produttori ed enologi e l’esperienza nelle cantine permettono di scoprire il legame tra le bollicine di montagna e i luoghi in cui nascono. Il Festival arricchisce così l’offerta enoturistica e rafforza il profilo del Trentino come destinazione della qualità e dell’accoglienza”.<br />A chiudere gli interventi è stato Luciano Ferraro, vicedirettore di Corriere della Sera e direttore artistico di Trentodoc Festival, che ha richiamato la crescita della manifestazione e la parola scelta per caratterizzare l’edizione 2026: “Radici”. “Questo - ha detto - è un festival ma in realtà contiene tanti festival. Per gli appassionati di vino o di cucina, per chi segue l’attualità o per chi ama le buone letture. Per chi si interessa di cinema, musica e teatro, e altro ancora. Ognuno può scegliere il suo cartellone. Con questa formula l’evento è passato in pochi anni da 4 mila a 11 mila presenze, da 37 a 133 eventi in cantina. Volevamo dare una parola chiave per l’edizione 2026: è Radici. Perché come una vigna anche questo festival sta sviluppando radici, e poi per identificare il suo legame con la terra, il territorio, il paesaggio. E con la tradizione guardando al futuro. Perché, come dice Gustav Mahler, la tradizione “è custodire il fuoco, non adorare le ceneri”.]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Pat</author></item><item><guid isPermaLink="false">c378b4d5-698c-4d96-a4c2-7edf7e229456</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/educa-la-cooperazione-trentina-al-festival-dell-educazione</link><title>Educa, la Cooperazione Trentina al Festival dell’educazione</title><description><![CDATA[Scopri l’inserto de <em data-start="907" data-end="913">il T</em> dedicato a Educa, con approfondimenti, interviste e il programma delle iniziative.]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/ox5iagbt/screenshot-2026-09-25-103515.png" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/educa-la-cooperazione-trentina-al-festival-dell-educazione" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>686</width><height>384</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p dir="auto" class="PDq2pG_selectionAnchorContainer" data-start="65" data-end="330">A Rovereto torna Educa, il Festival dell’educazione dedicato quest’anno al tema della felicità. Un appuntamento che mette al centro il benessere delle nuove generazioni e il ruolo delle relazioni, della scuola e della comunità.</p>
<p dir="auto" data-start="332" data-end="877">La <strong>Cooperazione Trentina è parte del Festival fin dalla prima edizione</strong> e anche quest’anno porta il proprio contributo con dialoghi, incontri e laboratori. Tra le proposte promosse da <strong data-start="519" data-end="544">Cooperazione Trentina</strong>, il laboratorio <strong data-start="561" data-end="579">“Troppa pizza”</strong>, realizzato insieme a O Suono Mio e Consolida, e il laboratorio di formazione <strong data-start="658" data-end="742">“L’inclusione prende forma. Dai valori alle pratiche, a scuola e nella comunità”</strong>, frutto di un percorso condiviso sul tema dell’inclusione.</p>
<p dir="auto" data-start="879" data-end="998" data-is-last-node="" data-is-only-node=""><strong data-start="879" data-end="998" data-is-last-node="">Scopri l’inserto de <em data-start="907" data-end="913">il T</em> dedicato a Educa, con approfondimenti, interviste e il programma delle iniziative.<br /><a rel="noopener" href="https://www.cooperazionetrentina.it/media/fqpiv4ot/260925_inserto_ilt_educa.pdf" target="_blank" title="260925 Inserto Ilt EDUCA">CLICCA QUI</a></strong></p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">30fb1eef-b12d-4aa6-b6db-e017a620f9df</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/educa-scuole-1</link><title>Educa scuole</title><description>Laboratori, spettacoli e film con dibattito per studenti di ogni età: Rovereto ospita la prima giornata interamente dedicata alle scuole del Festival dell’educazione.</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/sunnwcr1/educascuole.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/educa-scuole-1" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1920</width><height>1278</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>L’educazione prende forma attraverso il movimento, il cinema, la musica, il dialogo, il gioco, la filosofia e il digitale. <strong>Per la prima volta EDUCA, il Festival dell’educazione, dedica alle scuole un’intera giornata di programmazione</strong>, giovedì 24 settembre, <strong>che ha riscosso grande successo</strong>: tutte le proposte, infatti, hanno raccolto iscrizioni dalle scuole dell’infanzia fino alla secondaria di secondo grado, registrando circa <strong>1.350 bambini e ragazzi</strong>. In programma <strong>39 appuntamenti </strong>tra laboratori, letture animate, attività partecipative, uno spettacolo teatrale, due film con dibattito – di cui uno dedicato agli studenti universitari – proposti da circa <strong>30 realtà del mondo educativo, culturale e formativo. </strong></p>
<p>Per i più piccoli (3-6 anni) si passa dal <strong>laboratorio “A piedi scalzi nel Mart”</strong> con esercizi di movimento davanti alle opere d’arte, alla caccia al tesoro alla scoperta degli “Animali fantastici al castello” al MITAG Museo Storico Italiano della Guerra; dalle letture animate con il kamishibai, ai percorsi sul colore, il corpo e le emozioni, fino alle attività dedicate alla gentilezza e alla creatività.</p>
<p>Per le scuole primarie (6-10 anni e 8-11 anni) il festival apre spazi di confronto su identità, relazioni, benessere, educazione emotiva, cittadinanza digitale, sostenibilità, linguaggi, orientamento e consapevolezza. Tra le proposte per le scuole secondarie di primo grado (11-14 anni) <strong>“Dal legno al suono. Manuale minimo di liuteria”, spettacolo di Nicola Segatta al Teatro Zandonai</strong>, dove musica, artigianato e racconto diventano un’esperienza immersiva sulla trasformazione e la costruzione dei propri sogni.</p>
<p>Ampio spazio anche al cinema e al dibattito. Le scuole secondarie di secondo grado e professionali (14-19 anni) potranno partecipare alla proiezione del documentario <strong>“Scrivere la vita – Annie Ernaux raccontata dalle studentesse e dagli studenti”</strong>, dedicato al rapporto tra letteratura, esperienza personale e crescita. Per gli studenti universitari è invece previsto <strong>“The Shadow Scholars”</strong>, documentario che interroga il significato contemporaneo dell’istruzione e le disuguaglianze globali che la attraversano.</p>
<p><strong>EDUCA Scuole si svolgerà in diversi luoghi della città</strong> – Teatro Zandonai, Palazzo Piomarta, Palazzo Fedrigotti, Iprase, Liceo Antonio Rosmini, Mart, MITAG Museo Storico Italiano della Guerra, Biblioteca civica G. Tartarotti, Museo di Scienza e Archeologia, Museo della Città Palazzo Sichart, Urban Center, Fondazione Caritro, Liceo Fabio Filzi – <strong>trasformando Rovereto in uno spazio diffuso di incontro e partecipazione.  </strong></p>
<strong>Tutte le attività sono gratuite</strong> con iscrizione obbligatoria a <a href="mailto:coordinatore@educaonline.it">coordinatore@educaonline.it</a><br /><br />EDUCA è promosso dalla Provincia autonoma di Trento, dall’Università degli Studi di Trento e dal Comune di Rovereto. Ideato da Consolida che lo organizza in collaborazione con Superflùo, con il supporto scientifico di Iprase, Fondazione Bruno Kessler e Fondazione Demarchi e il sostegno di Cooperazione Trentina e Promocoop.]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Educa</author></item><item><guid isPermaLink="false">80f6ca7a-b8b3-4fa2-ab94-7c6b1487e4ef</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/abilnova-il-presidente-fugatti-in-visita-al-cantiere-della-nuova-sede-a-spini-di-gardolo-1</link><title>AbilNova, il presidente Fugatti in visita al cantiere della nuova sede a Spini di Gardolo</title><description>All'incontro hanno preso parte anche il direttore di AbilNova, Ferdinando Ceccato, il progettista della struttura Massimo Leonardelli e alcuni rappresentanti delle ditte appaltatrici dei lavori, tutte del territorio.</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/qqrjmpkh/sede-abilnova.jpeg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/abilnova-il-presidente-fugatti-in-visita-al-cantiere-della-nuova-sede-a-spini-di-gardolo-1" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2048</width><height>1536</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[Il progetto si pone come un punto di riferimento fondamentale per le disabilità sensoriali in Trentino, con l'obiettivo di offrire spazi sempre più accessibili, accoglienti e funzionali per utenti, famiglie, visitatori e operatori. L'investimento complessivo, avviato tramite una gara europea pubblicata nel 2024, ha visto una base d’appalto superiore ai 6,5 milioni di euro, dei quali circa il 60 per cento coperto da finanziamento della Provincia.<br />"Un investimento importante, legato al grande valore sociale che ha il polo di AbilNova all'interno del sistema trentino. Questa nuova struttura ha certamente un valore economico, ma soprattutto ha un grande valore dal punto di vista del servizio agli utenti, alle persone, svolto da questa cooperativa. L'amministrazione pubblica deve sempre cercare di sostenere queste iniziative", ha sottolineato il presidente Fugatti.<br />Già premiato nel 2024 con il Premio Design for All de Il Sole 24 Ore e dell'Accademia Pontificia per la Vita, il progetto è stato concepito applicando rigorosamente i principi dell’Universal Design, ponendo al centro l’accessibilità per persone cieche, ipovedenti, sorde e le loro esigenze di fruizione degli spazi. Al termine dei lavori, previsti nei primi mesi del 2027, l'edificio si svilupperà su tre piani fuori terra oltre a un piano interrato e sarà circondato da un’area esterna dotata di parcheggi e di un giardino sensoriale. La distribuzione degli spazi è pensata per rispondere in modo completo alle esigenze della comunità: a piano terra ospiterà un ristorante/bar al buio e le sale riunioni; il primo piano sarà dedicato agli ambulatori, ai servizi sanitari e agli uffici; il secondo piano sarà destinato alle attività didattiche. Al piano interrato, come detto, si troveranno i parcheggi con il garage e uno spazio specificamente dedicato al progetto itinerante 'Dark on the Road'. Si tratta di un innovativo progetto di AbilNova basato sull’esperienza del buio, in cui i partecipanti vengono guidati in attività quotidiane senza l'ausilio della vista per sviluppare maggiore consapevolezza, fiducia e comprensione della disabilità visiva. La presenza di un garage dedicato nel nuovo edificio faciliterà la logistica dell'esperienza attiva sul territorio.<br />Un elemento distintivo del percorso di progettazione è stato l’utilizzo di un modello tridimensionale tattile realizzato in collaborazione con il FabLab dell’Università di Trento, che ha consentito anche alle persone con disabilità visiva di partecipare concretamente alla valutazione e alla definizione degli ambienti.]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Pat</author></item></channel></rss>