Welfare, intesa tra pubblico e privato per migliorare i servizi agli anziani Venerdì, 23 Ottobre 2015

La cooperativa Arcobaleno di Arco e le 4 case di soggiorno dell’Alto Garda e Ledro collaboreranno per garantire nuovi e più qualificati servizi alla popolazione anziana. Stamani alla Comunità di Valle la presentazione del progetto.

La volontà di ricercare sinergie tra privato sociale e case di soggiorno per anziani del territorio è alla base del progetto di welfare privato elaborato dalla cooperativa sociale Arcobaleno di Arco e condiviso dai Servizi socio sanitari della Comunità di valle Alto Garda e Ledro. Il progetto è stato illustrato stamani alla sede della Comunità, presenti per Arcobaleno il vicepresidente Paolo Tonelli e la responsabile del servizio assistenza domiciliare Elena Giovanazzi e l’assessora ai servizi socio assistenziali della Comunità Patrizia Angeli. All’incontro sono intervenuti anche i presidenti e i direttori delle quattro Rsa (Riva, Arco, Dro e Ledro) presenti sul territorio.

La collaborazione tra pubblico e privato nel campo dei servizi alla persona risulta indispensabile per fronteggiare le crescenti difficoltà a conciliare i fabbisogni delle persone e in particolare di quelle anziane, che aumentano soprattutto tra i non autosufficienti, con le risorse che diminuiscono.

L’intento del progetto è quello di creare un sistema di welfare diverso dal passato, in grado di pensare e di offrire una gamma di servizi socio-assistenziali personalizzati e somministrati anche in forma privata. Abilità e funzioni delle case di soggiorno e del privato sociale dovranno fondersi in un’ottica integrativa. Nel nuovo sistema confluiranno diverse professionalità e servizi.

Una nuova organizzazione dei servizi alla terza età

Le case di soggiorno presenti nell’ambito della Comunità Alto Garda e Ledro individueranno, d’intesa con Arcobaleno, un paniere di servizi socio-assistenziali-sanitari che potranno essere offerti anche in forma privata sul territorio.

Almeno nella fase iniziale, il cittadino, sulla base delle proprie conoscenze e comodità di accesso, potrà decidere a chi rivolgersi al fine di farsi proporre un piano assistenziale personalizzato.

Gli enti che aderiscono all’intesa dovranno condividere le informazioni sul numero di contatti, di piani assistenziali avviati, di preventivi emessi, di servizi offerti, di richieste innovative. I dati verranno raccolti ed elaborati da Arcobaleno che li renderà disponibili agli altri partner.

Nel caso che l’utente richieda servizi che gli enti partner non possono offrire, la cooperativa Arcobaleno, in qualità di capofila, si attiverà coinvolgendo altri soggetti, come cooperative, enti del territorio, privati.

Nella fase sperimentale, che si concluderà tra qualche mese, le organizzazioni partner potranno integrare la propria offerta con nuovi servizi resi da soggetti esterni, espressione dell'associazionismo e del volontariato, nel campo ad esempio dell’assistenza domiciliare di quartiere o di condominio.

Per quanto riguarda Arcobaleno, i principali servizi offerti saranno i seguenti: assistenza domiciliare, assistenza serale e notturna, servizio sollievo, veglie notturne in ospedale o rsa, consulenza e formazione care giver e badanti, servizio baby sitting.

In prospettiva - secondo Paolo Tonelli - la gamma dei servizi proposti potrà coinvolgere altri tipi di utenza, come i servizi turistici, di cui potranno beneficiare le famiglie in vacanza sul lago con bisogni speciali, legati alla disabilità ad esempio.

Per l’assessora della Comunità di valle Patrizia Angeli, il progetto della cooperativa Arcobaleno “si basa su una filosofia di rete e può offrire al territorio nuovi servizi e opportunità”.

La sperimentazione per sondare i bisogni

Dal giugno 2014 Arcobaleno ha avviato una prima fase di sperimentazione diretta a verificare la reale necessità di servizi di welfare privato a integrazione di quelli pubblici.

L'esigenza di testare i bisogni del territorio è nata dalla percezione che vi fosse l'urgenza  di trovare risposte nuove ai crescenti fabbisogni degli anziani a fronte di risorse pubbliche e private in diminuzione. Era percepito il passaggio da un ciclo assistenziale caratterizzato da risorse adeguate, a un ciclo assistenziale nuovo con poche risorse pubbliche a fronte dell’aumento della popolazione anziana.

La ricerca di Arcobaleno intendeva verificare se l'utente e la sua famiglia, di fronte al calo dell'offerta di servizi da parte dell'ente pubblico, fosse realmente disponibile a spendere economie proprie per garantire “sicurezza” a se e ai propri congiunti. La sperimentazione ha confermato che sarà sempre più necessario essere in grado di garantire tipologie di servizi che integrino e non sostituiscano quelli offerti dal pubblico. 

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