Le previsioni di produzione di mele per la stagione 2019/2020 Giovedì, 08 Agosto 2019

Nella splendida cornice del Castello di Alden Biesen, in Belgio, i produttori melicoli europei si sono riuniti come di consueto in occasione della conferenza Prognosfruit per conoscere e commentare le previsioni di produzioni di mele per la stagione 2019/2020.

Si parla di:

Le stime di produzione per il 2019 prevedono un raccolto di mele in Europa di 10.566.000 tonnellate con un calo del 20% rispetto alla produzione record dello scorso anno, principalmente dovuto alla netta perdita in Polonia e nei paesi produttori dell’Europa orientale.

Come accaduto due anni fa, il raccolto in Europa sarà pesantemente influenzato dalle gravi gelate che hanno colpito la Polonia e diversi paesi produttori dell’Est Europa. La Polonia, infatti, prevede una riduzione del raccolto del 44% rispetto allo scorso anno con una produzione stimata a 2.710.000 tonnellate, inferiore quindi a quella del 2017. Perdono fette consistenti di produzione anche Ungheria, Romania e Croazia. In Austria ed in Germania, paesi a noi vicini e particolarmente interessanti per l’export italiano, si aspettano cali importanti della produzione rispettivamente del 22% e del 17%.  

La Francia, invece, stima un raccolto in rialzo del 12% rispetto alla scorsa stagione, prevedendo un raccolto superiore a 1.600.000 tons. In incremento anche le produzioni di Portogallo (+15%) e Spagna (+14%).

Tutti i Paesi in Europa hanno risentito di condizioni climatiche difficili, caratterizzate da gelate, temperature particolarmente elevate in luglio, forti venti e grandinate. Tutti questi fattori impatteranno non solo sulla quantità di merce a disposizione, ma anche sulla pezzatura delle mele, certamente inferiore alla norma, e sulla qualità del prodotto, con maggiore incidenza di rugginosità, con una quantità di mele destinate alla trasformazione, probabilmente superiore alla media.

L’andamento varietale

La Golden delicious perde un po’ di terreno, ma rimane di gran lunga la principale varietà in Europa con una previsione di raccolta superiore ai 2,3 milioni di tonnellate.

In Europa la Gala dovrebbe assestarsi sui valori dello scorso anno, superando 1,45 milioni di ton.

Per la Red Delicious, dopo il record di produzione della scorsa stagione, si prevede una riduzione dell’11% che dovrebbe portare il raccolto a un valore simile a quello del 2016.  Cresce, invece, la produzione di Fuji (+2%) e Cripps Pink (+9%).

Perdono volumi importanti Idared, Jonagored, Red Jonaprice e Ligol, varietà tipicamente coltivate in Polonia e nei paesi limitrofi.

Si conferma ancora una volta la crescita costante delle “nuove varietà”, quest’anno ad un +10% rispetto alla stagione passata.

Uno sguardo alla situazione italiana

Per l’Italia si stima una produzione di 2.194.762 tonnellate, leggermente inferiore a quella dello scorso anno ed in linea con la media 2014 – 2018 (escludendo ovviamente il consuntivo del 2017).

Gli andamenti della produzione per la stagione entrante sono differenti a seconda delle aree produttive: scende dell’8% e si assesta su livelli inferiori alla media la produzione del Trentino, che lo scorso aveva fatto registrare il raccolto più alto di sempre; per l’Alto Adige si stima invece una produzione perfettamente in linea con quella dello scorso anno e inferiore alla media.

Si stabilizza sulla cifra dello scorso anno anche il raccolto del Piemonte, ormai la seconda regione a livello di produttivo dopo il Trentino Alto Adige con una crescita guidata da nuovi meleti piantati in sostituzione del kiwi. Leggermente in ribasso la produzione in Emilia Romagna e del Friuli, mentre torna livelli nella media quella della Lombardia.

Le dinamiche varietali

Rispetto agli altri Paesi produttori, l’Italia presenta dinamiche varietali distintive ed incoraggianti.

Perde ulteriormente terreno rispetto agli anni precedenti, e con un ritmo abbastanza sostenuto se paragonato a quello degli altri paesi, la Golden Delicious (-7% sul 2018).

Dopo il raccolto record dello scorso anno, la varietà Red Delicious perde il -9% e torna ad una produzione in linea con le annate precedenti. Dovrebbe calare, invece, del 14% la produzione di Granny Smith raggiungendo una produzione inferiore alla media. Scende anche la Renetta, con una produzione attesa decisamente inferiore alla media. Al contrario, continuano a crescere Gala (+8%) e Fuji (+2%).

Guadagnano ancora terreno le “altre varietà” che includono in particolar modo le nuove varietà club, ad ulteriore dimostrazione della recettività di queste proposte innovative da parte dei consumatori.

L’iniziale ritardo di sviluppo vegetativo è stato praticamente del tutto recuperato e la raccolta inizierà regolarmente entro la metà di agosto con le varietà e nelle aree più precoci.

Al momento i calibri, complice prima un clima freddo e piovoso e poi temperature decisamente sopra la media, sono generalmente inferiori alla norma.

Alcune aree produttive, come già chiaro dalle notizie circolate nelle ultime settimane, risentono delle conseguenze della presenza della cimice asiatica, sempre più aggressiva.

La grandine, abbinata a fenomeni metereologici estremi, ha interessato a macchia di leopardo praticamente quasi tutte le regioni, ma ad un livello per ora non eccessivamente impattante.  Al momento si può supporre che la quantità di mele da destinare alla trasformazione sarà superiore rispetto alla media.

In ogni caso, dal punto di vista organolettico e qualitativo la situazione al momento è giudicata buona.

Le prospettive per stagione 2019/2020

Le informazioni provenienti da Prognosfruit vanno analizzate in un quadro generale e forse, visto le condizioni climatiche in Italia e in Europa, mai come quest’anno potrebbero subire ulteriori aggiustamenti. I dati presentati forniscono però un quadro piuttosto chiaro per la stagione che si appresta ad iniziare. 

Il volume di mele disponibile nella zona comunitaria, stimato alla fine di luglio, potrebbe essere tra i più bassi degli ultimi anni (escludendo ovviamente il 2017). In generale, per la quasi totalità dei paesi produttori, ci si attendono calibri generalmente inferiori alla media. Altro elemento da tenere in considerazione è quello del calo drastico di varietà tipicamente prodotte e vendute nell’Europa orientale ed in particolare in Polonia dove si sono concentrate le maggiori perdite in Europa.

In uno scenario di questo tipo, per l’Italia e per gli altri paesi produttori europei la stagione potrebbe essere certamente “più rilassata” rispetto a quella che si appena conclusa, senza ombra di dubbio tra le più difficili di sempre.

Resta evidente che il mercato europeo delle mele, al di là delle singole stagioni sempre più influenzate dalle conseguenze di condizioni climatiche fuori dalla normalità, soffra di uno squilibrio tra la domanda e l’offerta che merita di essere affrontato il prima possibile. Per gli operatori italiani, il mercato nazionale e quello europeo sono e rimangono fondamentali e affrontare le condizioni di un mercato strutturalmente in sovrapproduzione è indispensabile.

In questo caso un maggiore impegno delle autorità dei singoli stati e dell’UE, costantemente richiamato da associazioni di tutti i paesi ad a tutti i livelli, non solo è auspicabile, ma necessario.

Rimangono per altro sullo sfondo i problemi che il settore melicolo europeo soffre ormai da anni. Primo fra tutti le persistenti conseguenze, soprattutto indirette per l’Italia, della chiusura del mercato russo e la instabile situazione economica e politica nei principali paesi nordafricani, Egitto e Algeria in modo particolare, sbocchi fondamentali per le mele del nostro paese. Dati incoraggianti si rilevano per l’export nell’area degli Emirati Arabi, Arabia Saudita, Sud America e, per quanto oggi accessibile, anche nel Far East. La mancanza di protocolli bilaterali continua a limitare le possibilità di esportazione della merce italiana, ma i progressi degli ultimi mesi per Vietnam and Taiwan fanno certamente ben sperare. Anche l’India, come per la stagione appena conclusa, potrebbe dimostrarsi un ottimo sbocco per il prodotto italiano, soprattutto considerando l’aumento dei dazi subiti dai produttori statunitensi.  

Da considerare anche la progressiva maggiore disponibilità di varietà moderne ed apprezzate dal mercato ed il ruolo dell’industria di trasformazione, che prevede quotazioni in rialzo e che potrebbe rappresentare una valvola di sfogo interessante per i frutti di bassa qualità.

Infine, non si prevede un aumento della importazione da paesi dell’Emisfero Sud in Europa, stabili da diversi anni intorno a 500.000 ton.

In questo contesto le aspettative per la stagione commerciale 2019/2020 sono ragionevolmente positive, soprattutto per i frutti di qualità e le varietà più moderne.

La forte organizzazione del sistema melicolo italiano si conferma la leva determinante per gestire la campagna di commercializzazione e guidare i produttori nei processi di innovazione varietale e nel miglioramento delle garanzie di salubrità e rispetto ambientale che oggi confluiscono nel concetto di “sostenibilità” e, in sintesi, in una maggiore competitività e redditività per i frutticoltori.

Assomela s.c. è il Consorzio delle Organizzazioni di Produttori di mele italiani che rappresenta l’80% della produzione melicola nazionale, a cui si associano le OP VOG (Marlene), VIP, il Consorzio From e VOG Products della Provincia di Bolzano, Melinda, La Trentina e Mezzacorona della Provincia di Trento, COZ e Nord Est della Regione Veneto, Melapiù della Regione Emilia Romagna, Rivoira e Lagnasco della Regione Piemonte, Melavì della Regione Lombardia e Friulfruct della Regione Friuli.

Fonte: Assomela

Probabilmente troverai di tuo interesse anche

  • Mele sostenibili sui banchi d'università Lunedì, 24 Novembre 2014

    Sono uno dei frutti che, dalla raccolta alla vendita, producono meno anidride carbonica. Parliamo delle mele, la cui impronta carbonica, vale a dire la quantità di emissioni, è comunque ancora migliorabile. Lo dice lo studio realizzato in collaborazione con Assomela e presentato oggi alla Libera Università di Bolzano. Magnani e Dalpiaz: “Risultati che applicheremo alla pratica per migliorarci”. Il prof Tagliavini: “I produttori dovranno usare energie rinnovabili, ma servirà anche...

  • 6000 mele alla conquista di Bruxelles e di nuovi mercati Lunedì, 24 Novembre 2014

    6000 mele Dop e Igp, dal Trentino e dall'Alto Adige, alla conquista di Bruxelles, sui banchi del Consiglio Agri. E in cerca di nuovi mercati. Interviste a: Maurizio Martina, ministro Agricoltura Alessia Mosca, europarlamentare

  • Bruxelles, le mele e i nuovi mercati Giovedì, 13 Novembre 2014

    Oltre al Nord Africa dove sono già protagoniste, Oriente e Nordamerica sono tra le prossime mete per le mele regionali. Ma dai negoziati in corso nell'Unione europea si aprono buone prospettive per Canada, Giappone, Vietnam e Singapore. Da "aggredire" puntando su qualità e territorio.Tra le priorità, salvaguardare Dop e Igp negli accordi con gli Stati Uniti.L'europarlamentare Alessia Mosca (Commissione commercio internazionale) ai produttori trentini e altoatesini: "il Canada...

  • Bruxelles, Varesco: "Insieme si vince" Giovedì, 13 Novembre 2014

    "L'unione fa la forza". Parola di Franz Varesco, presidente della Cooperativa Vog, a Bruxelles con le 6mila mele trentine e altoatesine per il Consiglio dei Ministri Agri. Impressioni sull'incontro con il Ministro Martina e con Alessia Mosca della Commissione Commercio Internazionale del Parlamento Europeo

  • Bruxelles, Odorizzi: "Innovazione per il futuro" Giovedì, 13 Novembre 2014

    Per Michele Odorizzi, presidente di Melinda, a Bruxelles con le 6mila mele trentine e altoatesine per il Consiglio dei Ministri Agri, la sfida del futuro è quella dell'innovazione. Sui mercati, ma anche nel prodotto per quel che riguarda le varietà.

  • Bruxelles, Magnani: "Il governo ci supporti" Giovedì, 13 Novembre 2014

    "Un aiuto nell'internazionalizzazione sarebbe stato utile. In ogni caso, dobbiamo salvare Dop e Igp, garanzia di qualità". Ennio Magnani, presidente di Apot e Assomela, a Bruxelles con le 6mila mele trentine e altoatesine per il Consiglio dei Ministri Agri.

  • Bruxelles, Dorfmann: "Salviamo Dop e Igp sul mercato globale" Giovedì, 13 Novembre 2014

    "Difendere Dop e Igp a livello globale è fondamentale" ha detto Herbert Dorfmann, europarlamentare e membro della Commissione per l'Agricoltura e lo Sviluppo Rurale, a Bruxelles con le 6mila mele trentine e altoatesine per il Consiglio dei Ministri Agri.

  • Bruxelles, Koessler: "Le nostre mele sono andate a ruba" Giovedì, 13 Novembre 2014

    "Abbiamo fatto bene...oltre a fare bella figura. Le mele sono andate a ruba ed è stata un'ottima occasione". Lo ha detto Gorg Koessler, presidente di Marlene, a Bruxelles con le 6mila mele trentine e altoatesine per il Consiglio dei Ministri Agri.

  • Bruxelles, Dietl: "Scopriamo nuovi mercati" Giovedì, 13 Novembre 2014

    "Un'ottima occasione per comprendere quali siano i nuovi mercati. Oltre agli Stati Uniti, l'India". Così Karl Dietl di Assomela, a Bruxelles con le 6mila mele trentine e altoatesine per il Consiglio dei Ministri Agri.

  • Bruxelles, le mele e il ministro Martina Mercoledì, 12 Novembre 2014

    Seimila confezioni di mele sui banchi del consiglio europeo agricoltura, durante il vertice dei ministri comunitari che si tiene oggi e domani nella capitale europea. Una iniziativa che mette in mostra l'eccellenza della produzione frutticola regionale e il valore di un territorio e una economia cooperativa. I complimenti del presidente di turno, il ministro italiano Maurizio Martina: “una iniziativa che ha fatto fare bella figura all'Italia”.