La cooperazione sociale tra fede in una società giusta e declino Martedì, 26 Agosto 2014

La cooperativa sociale Arcobaleno organizza per venerdì 29 agosto alle 18.30 un incontro con Riccardo Petrella, economista di lungo corso attivamente impegnato nello studio della globalizzazione, del welfare, dell'educazione, dei problemi ambientali e della tematica dell'acqua come diritto alla vita e bene comune.

ARCOBALENO società cooperativa sociale ha organizzato (con il patrocinio del comune di Arco) per 29 agosto ore 18.30 presso il parco Arciducale ad Arco un incontro con Riccardo Petrella economista di lungo corso attivamente impegnato nello studio della globalizzazione, del welfare, dell'educazione, dei problemi ambientali e della tematica dell'acqua come diritto alla vita e bene comune.

Tra le numerose iniziative di cui è promotore nel 2012, attraverso l'Università del Bene Comune e insieme a numerose organizzazioni, ha lanciato in Italia l’iniziativa internazionale Dichiariamo illegale la povertà - Banning Poverty 2018.

Si definisce un "operaio della parola", e si propone di studiare soluzioni alternative alla mondializzazione dell'economia di mercato.

Un momento di riflessione che ARCOBALENO vuole offrire ai propri soci, ai dipendenti, ai simpatizzanti, a tutti coloro che vorranno partecipare.

Riccardo Petrella, stimolato dal giornalista Francesco Comina, parlerà delle sfide della crisi economica per promuoverne la capacità di riflettere sulle interdipendenze che legano il locale al globale, la giustizia sociale alle politiche di sviluppo e alle misure di austerità.

Chiara Dossi, recentemente rieletta presidente della Cooperativa sociale Arcobaleno, descrive così il significato dell’appuntamento organizzato per venerdì 29 agosto (ore 18.30) :

“ARCOBALENO è una piccola (ma significativa) realtà che crede molto nella sua natura di società cooperativa, per questo tra le altre cose offre ai propri soci e simpatizzanti periodici momenti di confronto, occasioni di incontro, di conoscenza reciproca, di riflessione e crescita personale oltre che professionale.

Siamo convinti che la coesione sociale, anche al nostro interno, si possa considerare un bene comune. Cooperare significa lavorare insieme. Io ci aggiungerei che cooperare vuol dire anche lavorare per il bene di tutti. Curare il bene di tutti, non solamente il proprio: questo è l’obiettivo che perseguiamo con senso di responsabilità, di appartenenza, di condivisione e solidarietà.”

“Arcobaleno è nata nel 1988 – spiega –­ grazie all’impegno e all’intuito di 17 soci fondatori che avevano avvertito il bisogno di creare sul territorio della Comunità Alto Garda e Ledro un servizio strutturato e organizzato per rispondere alla crescente richiesta di assistenza domiciliare ad anziani, malati o persone in difficoltà”.

Come descriverebbe oggi la sua cooperativa?

Oggi la nostra cooperativa ha 71 soci e non si occupa più solamente di anziani, ma anche di persone con disagio psichiatrico, di singoli o famiglie fragili, di emarginati, di giovani, di nuovi cittadini: attualmente segue più di 400 persone della comunità di Riva del Garda.

È un’organizzazione che svolge il suo importante lavoro in silenzio, in punta di piedi, disposta anche a stringere i denti pur di assicurare il proprio contributo in questo momento di restrizioni e di crisi economica e sociale.

Arcobaleno si ispira e persegue con convinzione i valori fondanti del pensiero cooperativo: la partecipazione, la democrazia e la solidarietà. E non dimentica quei 17 pionieri che tanti anni fa, senza chiedere nulla in cambio, seguendo alla lettera l’insegnamento di don Guetti: “In tutto il vostro pensare, trattare e fare non vi fermate mai al vostro personale vantaggio (…)” con coraggio e amore verso la propria gente, iniziarono questa preziosa avventura.

Recentemente è stato rinnovato il consiglio di amministrazione.

Sì, il nuovo consiglio di amministrazione (4 i nuovi consiglieri su un totale di 11) vuole ribadire questo spirito, coniugando la necessità di un ampio rinnovamento con la continuità dell’esperienza positiva.

Siamo fermamente convinti e crediamo nel modello cooperativo nella sua forma più autentica, dando spazio alle donne, ai giovani, ma anche (o forse soprattutto) a chi questa cooperativa l’ha voluta e generata.

Il nostro consiglio di amministrazione vanta ben nove consigliere: Francesca Vecchi, Emanuela Chincarini, Maria Ceo, Kristina Belas, Chiara Maino, Lorenza Bommassar, Elena Giovanazzi, Cristina Cocco oltre a me, più due uomini: Paolo Tonelli (vicepresidente) e Romano Turrini, socio fondatore di Arcobaleno nonché attento e generoso osservatore delle dinamiche sociali locali.

Comunicato stampa cooperativa Arcobaleno

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