Gli interventi nella parte pubblica dell'assemblea Venerdì, 12 Giugno 2015

Dopo la relazione del neo presidente Fracalossi, hanno preso la parola il direttore generale della Federazione Carlo Dellasega, Carlo Borzaga presidente di Euricse e il presidente della Provincia Ugo Rossi. 

Carlo Dellasega, direttore generale della Federazione, ha sviluppato la sua analisi partendo da dati macro economici. La crisi ha accentuato il divario tra ricchi e poveri. L’80 per cento della popolazione mondiale non possiede praticamente nulla. La finanza speculativa si è impadronita del mondo negli ultimi 30 anni. In particolare, dal marzo 2009 i listini di borsa hanno messo a segno performance a tre cifre (+190%). L’economia reale è stata soppiantata dalla finanziarizzazione, che è diventata un modo di vedere e governare il mondo.

Le cooperative sono rimaste legate ad un altro concetto e a un’altra pratica di economia, non separata dall’etica, che mantiene come obiettivo il bene delle persone e del pianeta.

Spostando il focus sul Trentino, Dellasega ha fornito un quadro della cooperazione locale. Anche in questi anni di crisi i lavoratori nelle cooperative sono aumentati, fino a raggiungere le 20.500 unità. Dal 2009 al 2014 il loro numero è cresciuto di quasi 2.500 unità (+ 13,6%). In costante sviluppo anche le basi sociali: i soci di cooperative sono 283.727, con un aumento di 30 mila unità dal 2009. Gli amministratori sono 4 mila, a cui si aggiungono 750 componenti dei collegi sindacali.

Anche il patrimonio netto della Cooperazione Trentina, che rappresenta una base di garanzia ed è intergenerazionale, fa registrare un andamento positivo. A fine 2014 ammontava a 3.726 milioni, con una variazione di + 4,3% rispetto al 2012.

“La Cooperazione Trentina contribuisce a conservare e rigenerare il tessuto socio economico della nostra comunità”, ha affermato il direttore della Federazione. Lo confermano alcune statistiche che evidenziano come le disuguaglianze in Trentino siano minori rispetto al resto d’Italia. Il 10% dei trentini detiene il 31% della ricchezza, a livello nazionale il 10% degli italiani possiede il 46,6% della ricchezza. Il tasso di disoccupazione giovanile è in Trentino del 27,1%, mentre su base nazionale si attesta sul 42,7%. Sono attivi sul mercato del lavoro il 78,3% degli uomini e il 63,5% delle donne in Trentino, nel resto d’Italia il 64,7% degli uomini e il 46,8% delle donne.

Carlo Borzaga, economista dell’Università di Trento e presidente di Euricse, ha anticipato alcuni contenuti del Rapporto sulla cooperazione in Italia, di prossima pubblicazione, che copre il periodo dal 2008 al 2013, cioè quasi tutti gli anni della crisi. Le 100 mila cooperative operanti in Italia hanno realizzato nel 2013 un valore della produzione pari a 140 miliardi di euro e assicurato occupazione a 1 milione 270 mila persone, circa il 10 per cento dei dipendenti totali del settore privato non agricolo. Il 76% aveva un contratto di lavoro a tempo indeterminato, “con buona pace di coloro che accusano la cooperazione di prosperare sul precariato”.

La particolare natura del modello cooperativo emerge soprattutto analizzando gli anni della crisi. In una fase caratterizzata da contrazione della produzione, dei consumi, degli investimenti e ancor più della occupazione, le cooperative hanno svolto una decisiva funzione anticiclica. Tra il 2008 e il 2013 le cooperative hanno aumentato il valore della produzione del 15%. Sul fronte del lavoro, le cooperative non solo non hanno ridotto gli occupati, come la generalità delle altre imprese, ma hanno aumentato il loro numero. Si può stimare che il contributo complessivo della cooperazione all’occupazione nel corso della crisi sia stato superiore a 220 mila posti di lavoro, con il conseguente risparmio di spesa pubblica per ammortizzatori sociali.

Di tutto rilievo anche il contributo assicurato dalle cooperative alle finanze pubbliche. La pressione fiscale sulle cooperative è maggiore rispetto a quella sulle imprese di capitali. Lo stesso andamento si rileva anche su base provinciale: in Trentino dal 2008 al 2013 le cooperative hanno aumentato i flussi finanziari verso la pubblica amministrazione di 138 milioni mentre le Spa li hanno ridotti di 4,6.

L’assemblea si è chiusa con l’intervento del presidente della Provincia, Ugo Rossi, che ha richiamato il valore dell’unità e della mutualità della cooperazione, strategica per il Trentino. “Spirito mutualistico che significa anche fare la propria parte per rimettere in cammino la cantina La Vis”.

“La Provincia, la cooperazione e gli altri settori economici fanno parte di un sistema Trentino, in cui ciascuno deve fare la sua parte per competere, senza rendite di posizione”, ha affermato Rossi, aggiungendo: “purché non si competa tra settori. Solo se sapremo essere uniti potremo avere una vera ripresa”.

La Provincia si propone come soggetto che favorisce la crescita. “Intendiamo continuare a lavorare con la cooperazione - ha detto Rossi - ma proprio per la stima reciproca che abbiamo è opportuno anche dirsi quello che va cambiato. Per mantenersi competitive le cooperative devono raggiungere maggiori livelli di capitalizzazione, anche dotandosi di nuovi strumenti. Servono autonomia, sinergie e dimensionamento. Per quanto riguarda l’autoriforma del credito, l’autonomia si può difendere  anche senza rinchiudersi dentro i recinti”.

Rossi ha affrontato anche il tema della vigilanza cooperativa: “Un conto è la revisione cooperativa, che si distingue anche per l’accompagnamento e la consulenza alle imprese, un altro è la revisione legale dei conti, dove si deve percepire di più anche all’esterno la terzietà”.

“La Provincia sarà al vostro fianco - ha concluso Rossi - possiamo lavorare insieme con la garanzia reciproca di autonomia che caratterizza i nostri ruoli”. 

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