Da Trento un manifesto per proteggere i minori allontanati dalla famiglia Mercoledì, 26 Novembre 2014

Si è inaugurato oggi a Trento il "tour" per la diffusione del manifesto “#5buoneragioni per accogliere i bambini e i ragazzi che vanno protetti” che proseguirà in altre 7 città italiane e si concluderà a Firenze il 9 marzo. L’obiettivo dell'iniziativa - che conta tra i promotori in Trentino la cooperativa sociale Progetto92 - è quello di chiarire all’opinione pubblica alcuni aspetti fondamentali che riguardano i minorenni allontanati dalla loro famiglia. Per quanto riguarda la Provincia di Trento, i minorenni fuori famiglia sono 320.

Per vedere le immagini dell'incontro in sala Falconetto di Palazzo Geremia e l'intervista a Liviana Marelli, responsabile del Coordinamento nazionale comunità di accoglienza (Cnca), clicca qui

Si è inaugurato oggi a Trento il"tour" per la diffusione del manifesto“#5buoneragioni per accogliere i bambini e i ragazzi che vanno protetti” che proseguirà in altre 7 città italiane e si concluderà a Firenze il 9 marzo. 

Da qualche anno è cresciuto l’interesse di trasmissioni televisive e testate della carta stampata per i bambini e i ragazzi allontanati dalla loro famiglia in seguito a un provvedimento del Tribunale per i Minorenni. Per questa ragione l’associazione Agevolando, il Cismai, il Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza (Cnca), il Coordinamento Nazionale Comunità per Minori (Cncm), Progetto Famiglia e SOS Villaggi dei Bambini hanno organizzato a Roma, lo scorso 17 luglio presso la Sala delle colonne della Camera dei deputati, un incontro per presentare i dati e raccontare le esperienze vissute in tanti anni di lavoro con ragazzi e famiglie.

È stato presentato il Manifesto “#5buoneragioni per accogliere i bambini e i ragazzi che vanno protetti”, con l’obiettivo di chiarire all’opinione pubblica alcuni aspetti fondamentali che riguardano i minorenni allontanati dalla loro famiglia. Il manifesto è già stato sottoscritto da diversi esponenti della cultura, dello spettacolo e della società civile tra cui Andrea Camilleri, Alessandro Bergonzoni, Mauro Biani, Luigi Cancrini, Stefano Cirillo, Massimo Cirri, don Virginio Colmegna, Emma Dante, Tosca d’Aquino, Fabio Geda, Fiona May, Patrizio Oliva, don Giacomo Panizza, Ana Laura Ribas, Alena Seredova, Alessandro Sortino, Mateo Zoni e da Aurea Dissegna, pubblico tutore dei minori del Veneto, e Rosy Paparella, garante dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza della Puglia. Può essere sottoscritto da tutti al seguente link: http://goo.gl/wKCZzk.

Gli interventi hanno permesso di fotografare una situazione troppo spesso taciuta o strumentalizzata.

I MINORENNI “FUORI FAMIGLIA”

In primo luogo, è stato fornito un identikit dei minorenni allontanati dalla loro famiglia. Se i dati ufficiali parlano di 29.388 bambini e ragazzi “fuori famiglia” (al 31.12.2011), è bene però precisare che 6.986 di questi sono in affido a famiglie della propria rete familiare e 1.926 sono stati inviati in comunità per procedimento penale. Il 26% di essi, poi, è stato allontanato dalla famiglia in base a una misura di “protezione urgente” prevista nel nostro ordinamento e decisa dal sindaco, spesso in collaborazione con le forze dell’ordine, per maltrattamento conclamato, abbandono o altre ragioni particolarmente gravi e impellenti.

I minorenni italiani in comunità sono 10.148, quindi una cifra molto più bassa di quella complessiva. Un ragazzo su tre in comunità è straniero, in maggioranza “non accompagnato”, cioè senza famiglia sul territorio italiano.

Per quanto riguardala Provincia di Trento, i minorenni fuori famiglia sono 320 al 31.12.2012.Fra coloro che sono accolti in strutture residenziali il 44,8 % sono stranieri e di questi il 48,9% è composto da minori non accompagnati. Il 6,4 % sono compresi nella fascia d’età 0/5 e il 76 % in quella 11/17.

Infine, è stato sottolineato che l’Italia è uno dei paesi in Europa che meno ricorre all’allontanamento: i minorenni fuori famiglia sono il 9 per mille in Francia, l’8 per mille in Germania, il 6 per mille nel Regno Unito, il 4 per mille in Spagna e solo il 3 per mille in Italia.

LE FAMIGLIE

Successivamente, è stata fornita una fotografia delle famiglie coinvolte negli allontanamenti. A tal proposito è stato precisato che, nel 37% dei casi, l’allontanamento del minorenne è stabilito per “inadeguatezza genitoriale”, termine che non si riferisce ai normali limiti umani nell’esercitare un ruolo così difficile come quello del genitore, bensì a incapacità gravi di rispondere ai bisogni dei figli. Nel 12% dei casi si tratta di maltrattamenti e incuria più abuso sessuale o violenza, nel 9% di problemi di dipendenza da sostanze di uno o entrambi i genitori. È stato anche sottolineato che le difficoltà socio-economiche, che caratterizzano molte situazioni, non sono un motivo sufficiente, da sole, per l’allontanamento, come prevede esplicitamente la legge 149/01. Inoltre – dato che si trova raramente sulla stampa – il 31% degli allontanamenti è “consensuale”, cioè realizzato con l’assenso dei genitori. Il 91% dei minorenni allontanati mantiene rapporti regolari con i familiari.

LE COMUNITA’ PER MINORENNI 

Infine, è stata svolta un’analisi della situazione delle comunità per minorenni. È stato presentato un prospetto molto dettagliato delle spese che le comunità sostengono per svolgere al meglio la propria attività. I promotori dell’iniziativa stimano che tale impegno richiederebbe una retta giornaliera, a persona, compresa almeno tra i 125 e i 151 euro. Nella quasi totalità del paese non si arriva a questa cifra (es. Roma è a 69,75, Milano a 78). Per questo persino in Emilia Romagna il 70% delle strutture ha un bilancio in rosso. È stato poi rilevato che non ha senso contrapporre la comunità all’affido, visto che si tratta di strumenti differenti e complementari, da selezionare in funzione di specifiche esigenze dei ragazzi. A tal proposito va ricordato che diversi dei promotori sono impegnati nella creazione e sostegno di reti di famiglie affidatarie.

LE PROPOSTE

I promotori hanno anche presentato una serie di proposte in favore dei diritti dei minorenni. In particolare, è stato chiesto al Governo di predisporre delle “linee guida nazionali” in cui fissare adeguati standard qualitativi per le diverse tipologie di servizi di accoglienza dei minorenni “fuori famiglia” e rigorose procedure di controllo rispetto alla gestione. È evidente, tuttavia, che tale necessaria innovazione – chiesta più volte in passato dai promotori dell’evento individualmente o all’interno delle diverse reti impegnate in favore di bambini e ragazzi – deve essere accompagnata da un impegno economico adeguato da parte delle istituzioni e da una regolare cadenza di pagamento delle rette, il cui grave ritardo sta mettendo in ginocchio moltissime strutture in tutta Italia.

All’incontro hanno partecipato una ragazza che è stata in comunità e una madre i cui figli sono stati ospitati anch’essi in strutture di accoglienza, che hanno raccontato la loro esperienza. Sono intervenute anche Bernardetta Santaniello, già presidente del Tribunale per i Minorenni di Trento, Donata Borgonovo Re, assessora alla salute e solidarietà della Provincia Autonoma di Trento e Daniela Longo, Difensore civico e Garante dei Minori della Provincia Autonoma di Trento. 

PER SAPERNE DI PIU’

Sul canale youTube  dell’evento (5buoneragioni per accogliere i bambini che vanno protetti) sono disponibili, insieme ai contributi dei promotori dell’incontro, i video di Cancrini, don Colmegna, Geda e don Panizza. Inoltre è possibile trovare un video curato dall’associazione Agevolando che raccoglie le testimonianze di diversi ragazzi che sono stati ospiti di comunità per minorenni e uno realizzato da un ragazzo che è stato ospitato in una struttura di SOS Villaggi dei Bambini.

Fonte: Cooperativa Progetto92

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