Confcooperative, Gardini al Governo: giù il costo del lavoro. Status di banche del territorio per le Bcc/Rurali Martedì, 06 Ottobre 2020

Quarantesima assemblea di Confcooperative all’auditorium del Massimo a Roma Eur. Le cooperative chiedono al Governo interventi significativi per far ripartire le imprese.

Il presidente Maurizio Gardini: completare la riforma del Terzo Settore, ridurre il cuneo fiscale sul lavoro, valorizzare la filiera agroalimentare del made in Italy, semplificare la burocrazia e sbloccare i cantieri. Rischio povertà per i lavoratori più fragili.

Gardini: la vigilanza sulle banche cooperative deve essere semplificata. La risposta di Conte: è una criticità della riforma, ci impegniamo a superarla.

Dal Trentino i contributi di Adriano Orsi (presidente di Cassa Rurale e vice della Federazione e del presidente di Cooperazione Trentina Roberto Simoni.

Eletti i consiglieri nazionali. Dal Trentino nuovo ingresso di Luca Rigotti, confermata Clara Mazzucchi. In Consiglio entra anche Roberto Simoni che sostituisce Diego Schelfi in rappresentanza di Federcasse, confermato Michele Odorizzi in quanto presidente della mutua  Cooperazione Salute

Una assemblea molto particolare quella di Confcooperative che si svolge oggi in emergenza Covid. La maggiore organizzazione nazionale che associa oltre 18 mila cooperative con 3 milioni di soci, mezzo milione di occupati e un fatturato di 81 miliardi di euro per il suo quarantesimo anniversario ha dovuto rinunciare a gran parte della sua platea, e si è divisa tra una stretta rappresentanza in presenza, all’auditorium Massimo a Roma Eur, e quella dei delegati in videoconferenza dalle sedi regionali. A Trento i delegati hanno seguito i lavori dalla sala della Cooperazione.

Il presidente Maurizio Gardini ha lanciato un forte appello al Governo per sostenere le imprese nella ripresa. In particolare, le cooperative italiane chiedono di abbassare il costo del lavoro con la riduzione del cuneo fiscale, che pesa il 10% in più rispetto alla media Ocse. Parallelamente, occorre semplificare la burocrazia, un macigno che pesa sulle imprese e cittadini per 31 miliardi di euro e porta via alle imprese oltre 6 settimane per i 14 principali adempimenti fiscali.

Il presidente di Confcooperative ha chiesto anche un maggior protagonismo in Europa sulle risorse della PAC finalizzate alla valorizzazione della filiera agroalimentare “made in Italy” e ha sollecitato a concludere la riforma del Terzo Settore e dell’impresa sociale: va completata con la notifica a Bruxelles del nuovo regime fiscale.

Credito cooperativo, l’Europa riconosca lo status di banche del territorio

Sono 250 le banche di credito cooperativo presenti in oltre 2.600 Comuni. “Non si può chiedere al credito cooperativo di essere banca di territorio – ha detto Gardini - senza gli strumenti di legge e di normativa che gli occorrono per svolgere al meglio questo ruolo. Noi chiediamo che la normativa bancaria europea e la vigilanza per le BCC siano semplificate e riconoscano queste banche come less significant, in modo da valorizzarne il ruolo di banche piccole e non complesse”.

Dal Trentino sono intervenuti (con un video) il presidente di Cooperazione Trentina e di Sait Roberto Simoni, che ha chiesto attenzione soprattutto per salvaguardare il valore sociale della rete di negozi di periferia e il vicepresidente Adriano Orsi, presidente della Cassa Rurale Alta Vallagarina sul tema delle regole eccessive ripreso poi da Gardini.

Il Governo era presente in forza ad ascoltare Gardini e le cooperative intervenute via video, con il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, i ministri Paola De Micheli (Infrastrutture), Teresa Bellanova (Politiche agricole), Stefano Patuanelli (Sviluppo economico).

Le risposte del premier Conte

Dal presidente Conte la massima disponibilità al confronto. “Occorre ripensare al rapporto tra Stato, mercato e cooperazione – ha detto il premier -. Il mondo cooperativo rappresenta un motore di sviluppo e fattore di crescita sostenibile e coesione sociale. Il Governo intende tutelare la specificità del mondo cooperativo. Promuovere e tutelare il principio mutualistico significa anche proteggerlo dalle finte cooperative”.

“Il mondo cooperativo bancario ha aggiunto Conte - sta soffrendo rispetto al quadro normativo di riforma progettato nel 2016. Dobbiamo prendere atto che rischia di portare ad una eccessiva omologazione normativa con il resto del sistema bancario, che si ripercuote concretamente sull’erogazione di liquidità sul territorio a favore delle piccole imprese, che è la principale missione di questi istituti. Su questo tema dobbiamo condurre una approfondita discussione, e lavorare anche in sede europea affinché queste criticità possano essere superate”.

I consiglieri trentini in Confcooperative

Al Trentino spettano di diritto due posti nel Consiglio nazionale di Confcooperative. Eletti oggi dall'assemblea Luca Rigotti, presidente del Gruppo Mezzacorona che a Roma già ricopre la carica di presidente del settore vino dell’Alleanza delle Cooperative (al posto di Giacomo Broch), e Clara Mazzucchi (confermata), la presidente della Famiglia Cooperativa Val di Gresta e vicepresidente nazionale di Federconsumo.

Inoltre, in rappresentanza di Federcasse entra in Consiglio il presidente della Federazione Roberto Simoni, che prende il posto di Diego Schelfi, vicepresidente uscente di Confcooperative.

Nello stesso organismo siede anche Michele Odorizzi, in quanto presidente di Cooperazione Salute, la mutua nata in Trentino e diventata nazionale.