Coldiretti: bene arrivo dei lavoratori comunitari senza obbligo di quarantena Venerdì, 22 Maggio 2020

L'apertura delle frontiere italiane ai cittadini europei "è un’ottima notizia per il settore agricolo per far fronte alla mancanza di manodopera nelle campagne”.

Commenta così Gianluca Barbacovi (nella foto) presidente di Coldiretti Trentino Alto Adige, la riapertura delle frontiere a partire dal 3 giugno senza obbligo di quarantena ai cittadini europei.

“L'apertura di corridoi verdi per la libera circolazione degli stagionali agricoli all'interno dell'Unione Europea fortemente sollecitata a livello nazionale e locale da Coldiretti -continua Barbacovi-  aveva già permesso a decine di migliaia di lavoratori comunitari di tornare a lavorare nelle campagne della Germania e della Gran Bretagna grazie agli accordi stipulati tra i diversi Paesi. È una soluzione che si affianca alle altre meritorie azioni già avviate sul territorio nazionale, e che consente di garantire professionalità ed esperienza alle nostre imprese agricole.

Al flusso in entrata di lavoratori stranieri bisogna garantire adeguati spazi per gli alloggi conformi a quanto previsto dalle misure di sicurezza anti Covid, una questione che va affrontata e risolta in tempi brevi insieme alle autorità locali.

A livello nazionale Coldiretti sta lavorando con le Istituzioni di riferimento per favorire l’ingresso di lavoratori extracomunitari, che per la Provincia di Trento ammontano a circa 1.700.

Coldiretti però rimane in prima linea anche nel tutelare i lavoratori della regione, insistendo affinché vengano introdotti strumenti di semplificazione per le assunzioni.

Con il pieno appoggio della Provincia, che pubblicamente ringraziamo, Coldiretti non abbandona il percorso iniziato ad inizio marzo, che ha visto l’attivazione di una piattaforma sul portale dell’Agenzia del Lavoro che ad oggi vede iscritti oltre 5400 cittadini trentini e il coinvolgimento di tanti giovani studenti che mai come oggi possono rappresentare una grande opportunità economica e sociale per la nostra regione.

Dobbiamo pensare e agire in prospettiva, una corretta gestione delle risorse umane presenti nel nostro territorio significa incentivare l’economia locale garantendo nel contempo continuità gestionale delle imprese.

Fondamentale rimane il ruolo dell’Ente bilaterale in Agricoltura che insieme a Coldiretti deve poter interagire con l’Agenzia del Lavoro per attivare concretamente l’attività d’incontro tra i candidati lavoratori e le imprese richiedenti”.

Fonte: Coldiretti Trento