Cocea, l’eco-mostro è diventato un gioiello Giovedì, 07 Dicembre 2017

Inaugurato ieri il nuovo Centro Polifunzionale di Portolo, in Val di Non. Magnani: “Siamo contenti che questa struttura oggi abbia un utilizzo per la comunità. Perché il valore sociale è più importante di quello economico”.

Avrà una importante funzione sociale il nuovo Centro Polifunzionale inaugurato ieri pomeriggio a Portolo dopo un’imponente opera di ristrutturazione.

La costruzione che vediamo oggi – costata circa 1,4 milioni di euro – è infatti il risultato di una intelligente operazione di recupero operata da un accordo pubblico/privato. Gli attori sono la Cocea, che ha ceduto l'immobile al comune, il comune di Nanno, diventato Ville d'Anaunia dopo la fusione con Tassullo e Tuenno, e la Provincia autonoma.

Il primo risultato è certamente quello di una riqualificazione ambientale e paesaggistica, considerata la storia dell’edificio che appariva ormai come un eco-mostro. Il secondo è che si tratta di una struttura polifunzionale.

Al piano inferiore c'è ancora il magazzino di raccolta, mentre al piano superiore sono state ricavate sale e spazi per la comunità. Vi si possono tenere convegni, corsi, ginnastica, feste, incontri.

In questo modo la struttura serve non solo ai frutticoltori soci di Cocea al di qua dal Noce ma a tutti. Occasione di rilancio, aggregazione e animazione di un paese come Portolo che altrimenti avrebbe poche occasioni per ritrovarsi.

Tempi di realizzazione da record: nel 2016 il comune ha acquistato la struttura, alla fine dello stesso anno la gara, e per settembre di quest'anno i soci hanno potuto già potuto portare le loro mele nella nuova struttura.

La storia dell’edificio

Nato negli anni a cavallo tra i cinquanta e i sessanta del Novecento, il Magazzino del consorzio agricolo Sant'Anna (in sigla Capsa) ha svolto bene la sua funzione di raccolta frutta per i soci di Portolo.

Primo presidente, e fondatore insieme a un gruppo di soci, Fiorello Bergamo, che per una ventina d'anni ha guidato il consorzio, fino alla sua incorporazione nel 1974 nella Coparit di Taio, poi a sua volta diventata, dopo la fusione con Cofca, la Cocea che conosciamo oggi.

Il magazzino ha svolto bene la sua funzione di centro di raccolta frutta: all'inizio soprattutto mele canada e champagne, pere kaiser e william, poi solo mele, golden soprattutto.

Il progettista fu Rino Zanolini di Tuenno, che realizzò due costruzioni simili, prima a Tuenno e poi a Portolo, caratterizzate soprattutto dai grandi volumi.

Allora - si argomenta oggi - terreni per costruire non ce n'erano, e quindi gli edifici si svilupparono in altezza. Il risultato è che in un paese di nemmeno duecento anime come Portolo il magazzino giallo di cinque piani costruito dalla ditta Valentini di Rallo era un punto ben visibile da tutta la valle, che al confronto la chiesa e le case intorno scomparivano.

La gente battezzò il magazzino di Tuenno come "Russia", e questo era il "Cremlino". Ma negli ultimi decenni il magazzino di Portolo è stato semplicemente un eco-mostro. Da abbattere, o almeno ridimensionare.

Gli interventi

“L’edificio era sproporzionato rispetto al contesto urbanistico in cui era inserito – ha detto l'assessore provinciale all'urbanistica Carlo Daldoss –. Questo è un buon esempio di cosa si può fare togliendo qualcosa. Ed è un bene che ci siano luoghi come questo”.

“Il Comune di Nanno ha insistito perché questa struttura avesse un utilizzo per la comunità – ha aggiunto Ennio Magnani, presidente di Cocea –. Perché il valore sociale è più importante di quello economico. Questo dimostra la caparbietà dei nonesi che fanno quello che dicono”.

“Questo spazio – ha dichiarato Francesco Faccinelli sindaco Ville d'Anaunia – è stato riconsegnato alla popolazione”. “Una operazione di buon senso – ha concluso il vicepresidente della Regione Lorenzo Ossanna –, che ha una chiara funzione sociale e di aggregazione”.

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