Cassa Rurale Val di Fassa e Agordino: il bilancio chiude con risultati positivi Mercoledì, 20 Maggio 2015

La raccolta diretta è aumentata rispetto all’anno precedente del 3,60%, mentre gli impieghi sono calati in misura impercettibile. Su oltre 1.200 domande di nuovi affidamenti pervenute, il 99% è stato accolto.

Si è svolta venerdì pomeriggio presso il Centro Polifunzionale Dolomiti di Falcade l’assemblea della Cassa Rurale Val di Fassa e Agordino.

Tra i punti all’ordine del giorno, l’esposizione ed approvazione del bilancio ed il rinnovo delle cariche sociali.

Nonostante la crisi economica e finanziaria mondiale si sia allargata a macchia d’olio, la Cassa Rurale Val di Fassa e Agordino sembra aver risposto in maniera positiva.

“In questo momento difficile - ha spiegato il presidente Carlo Vadagnini – la raccolta diretta è comunque aumentata rispetto all’anno precedente di un 3,60% portandosi a circa 400 milioni, mentre il sistema delle Casse Rurali trentine ha visto una crescita del 1,1%. Sul fronte degli impieghi i 44 milioni di nuovo credito concesso confermano quanto la Cassa Rurale abbia sostenuto gli operatori economici e le famiglie”.

Al netto dei rientri di capitale, gli impieghi sono calati in misura quasi impercettibile, mentre sul resto del sistema bancario il calo si è fatto sentire maggiormente. Vadagnini ha inoltre evidenziato come su oltre 1.200 domande di nuovi affidamenti pervenute alla Cassa Rurale, il 99% sia stato accolto.

Gli interventi a sostegno del volontariato, dei giovani con le borse di studio, della cultura e delle manifestazioni in genere sommano a circa 570.000 euro. Il presidente ha rimarcato come “ senza il nostro intervento numerose associazioni di volontariato non avrebbero le risorse per continuare ad operare e tantissime manifestazioni sportive culturali e turistiche non potrebbero essere fatte”.

Il direttore Luciano Braito ha sottolineato la continua crescita dei clienti, che a fine anno risultavano essere 15.257, mentre  i soci, anch’essi in aumento, hanno raggiunto il numero di 3.768. (142 nuovi soci). Braito ha esposto inoltre la composizione del cosiddetto “credito deteriorato”, sottolineando che nemmeno l’area geografica di competenza si può ritenere immune dalla crisi. Tuttavia gli indici percentuali collocano la Cassa Rurale in una situazione migliore sia della media nazionale che della media delle Casse Rurali trentine. A fronte delle partite deteriorate, la Cassa ha provveduto ad effettuare un ulteriore prudenziale accantonamento per 5 milioni di euro. Credito che comunque è presidiato di norma da garanzie che consentono di ridurre di molto il rischio di perdite di capitale. Infatti – ha riferito il direttore della Cassa Rurale - oltre il 70% dei prestiti concessi alla clientela sono garantiti da ipoteca o pegno.

Il patrimonio supera ora i 57 milioni.

Il bilancio approvato all’unanimità dall’assemblea dei soci, segna un utile lordo di 3.134.000 euro, netto di 2.385.000 euro.

Il rinnovo delle cariche sociali

Prima della chiusura dei lavori, l’assemblea dei soci - 531 presenti con 200 deleghe - è stata chiamata al rinnovo delle cariche sociali giunte a scadenza. Sono risultati eletti: Carlo Vadagnini, presidente; Renato Nazario Micheluzzi e Pier Giorgio Serafini, consiglieri; Gabriele Cassol, presidente Collegio sindacale; Teresa Rizzi e Nicola Zanoner, sindaci effettivi; Ornella Serafini e Francesco Valentini, sindaci supplenti; Ruggero Carli, presidente Collegio probiviri; Aldo Bernard e Gualtiero Ghetta, probiviri effettivi.

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