Cantina Mori Colli Zugna. Gravi irregolarità inventariali, risolto il rapporto di lavoro con il direttore Venerdì, 03 Novembre 2017

Risoluzione unilaterale del rapporto di lavoro: si interrompe così la collaborazione con il direttore della cantina Luciano Tranquillini, che ha ammesso le proprie responsabilità in merito a gravi irregolarità inventariali riscontrate dalla Vigilanza della Federazione.

Il presidente Paolo Saiani precisa: nessuna “lauta” buonuscita all’ex direttore.

La redditività per i soci della cantina derivata in gran parte dalla remunerazione del vino conferito a Cavit. L’enoteca importante vetrina per l’immagine della cantina.

In una lettera rivolta ai soci della Cantina sociale Mori Colli Zugna, il presidente Paolo Saiani chiarisce alcuni aspetti della vicenda che riguarda la direzione della cooperativa, che non sono stati trattati per motivi di riservatezza nella recente assemblea. E informa che è stato interrotto per giusta causa il rapporto di collaborazione con il direttore Luciano Tranquillini.

“I motivi che hanno portato a tale decisione – ricorda Saiani - riguardano le questioni legate alla verifica delle giacenze. Vero è che la Vigilanza della Federazione ha evidenziato gravi irregolarità sulle quali il direttore stesso ha ammesso le proprie colpe e le proprie responsabilità”.

Inoltre, riguardo le affermazioni di Tranquillini, riprese anche dai mezzi di informazione relative ad una presunta “buonuscita” molto consistente per risolvere il contratto di lavoro, con il supposto intento di tacitare non meglio precisate situazioni, il presidente ribadisce che ciò non corrisponde al vero. A questo proposito, anzi, il comportamento seguito nella vicenda dal presidente e dal consiglio di amministrazione della Cantina è stato improntato alla massima riservatezza anche a tutela dello stesso Tranquillini.

“Nella prossima assemblea di bilancio di metà dicembre – conclude Saiani – forniremo tutti i dati economici dettagliati e daremo informazioni anche riguardo la rete commerciale.

Intanto possiamo anticipare che la redditività dei soci deriva per la stragrande maggioranza dal vino conferito a Cavit. L’enoteca si conferma un importante veicolo di promozione territoriale, che dà lustro alla cantina e ne migliora l’immagine esterna”. 

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