Autismo&SportOutdoor - il convegno Venerdì, 29 Novembre 2019

La cooperativa sociale Archè, in collaborazione con l’Odf Lab, Laboratorio di Osservazione e Diagnosi della Facoltà di Psicologia e Scienze Cognitive di Rovereto – UniTN, ha organizzato il convegno “Autismo&SportOutdoor” - “SUP&SAIL ABILITY” percorsi di ricerca ed evidenze per una metodologia inclusiva”.

L’evento che si è tenuto questo pomeriggio, venerdì 29 novembre, a Rovereto (TN), presso la facoltà di Psicologia e Scienze Cognitive è stata un’occasione, come ricorda nel suo intervento Marina Mattarei,  Presidente Federazione Trentina della Cooperazione, per conoscere una cooperativa e un progetto che incarnano i valori della cooperazione, con una visione attenta ai bisogni emergenti e alla rete di partner dentro e fuori il territorio Trentino. Infatti come ha ricordato anche la Prof.ssa Paola Venuti dell’Università di Trento, i dati che riguardano le diagnosi dei giovani con disturbi dello spettro autistico, sono in progressivo aumento, è quindi necessario appoggiare iniziative che abbattono le barriere fisiche e culturali.  Progetti di questo tipo che coinvolgono soggetti ad alto funzionamento, in esperienze strutturate in barca a vela e in sup surf certamente favoriscono una dimensione di reale inclusione ma è importante tenere presente quanto sarebbe importante importare modelli simili anche in contesti “normali”, come quello scolastico dove ancora oggi esistono criticità legate al coinvolgimento di questi giovani.

 

Gianluca Samarelli, presidente della cooperativa Archè, ci ricorda quanto sia importante conoscere da vicino gli aspetti dell’autismo attraverso un’esperienza che sia anche scientifica e metodologica, oltre che relazionale. Questo aspetto, nel lungo periodo ha permesso di  giungere alla stesura di due studi preliminari di ricerca, replicabili ed esportabili che hanno utilizzato gli  strumenti del sup surf e  della vela in contesti sportivo-relazionali outdoor.

Il presupposto del team multidisciplinare, guidato dalla cooperativa sociale Archè eda cui è scaturito questo momento di restituzione pubblico, è stato quello di portare degli aspetti d’innovazione nel panorama sociale del territorio provinciale utilizzando lo sport e le pratiche motorie, come strumenti per migliorare la qualità della vita per le persone con disabilità e altre tipologie di fragilità.

Lo sport  dunque, non come mera finalità,  ma come possibilità per migliorare a tutto tondo il benessere della persona e le sue dinamiche relazionali. Un contenitore quello sportivo, come ci ricorda Paola Mora, Presidente del CONI Trentino, fatto in primis da persone portatrici di valori quali l’inclusione, il rispetto e la condivisione di esperienze. Senza di esse lo sport rimarrebbe un contenitore vuoto.

L’acqua e i laghi del nostro Trentino, così come il rapporto con la montagna, offrono contesti emozionali unici. Ambienti che, forse più di altri, permettono di misurarsi con sé stessi, di ascoltarsi e di imparare anche dalle proprie piccole e grandi paure. Gli studi preliminari di ricerca che sono stati presentati al convegno, definiscono una metodologia consolidata che si innesta su buone prassi sociali, creando un connubio non sempre facile da realizzare.

Tra le ricadute concrete di questo percorso di ricerca vi è una nuova proposta di turismo accessibile, la formula “Archè Camp”. Questa nuova proposta , ci ricorda G. Samarelli,  offre al possibilità di vivere una settimana dedicata a giovani con disturbi dello spettro autistico e le loro famiglie, che potranno vivere un’ esperienza attiva e accessibile a contatto con la natura, supportati da educatori e operatori formati, con il monitoraggio attivo dell’OdfLab di Rovereto. Per saperne di più potete visitare la sezione dedicata sul nostro sito web: https://bit.ly/35bGM0w

 

Da questo momento di confronto tra Istituzioni, Università,  esponenti del Terzo Settore, nasce forse una visione di quelle che possono essere le prospettive d’innovazione in questo settore. Una metodologia innovativa con un approccio esportabile anche in altri contesti, in cui possano essere coinvolte persone con diversi tipi di fragilità.  La Dirigente alle Politiche Sociali PAT la dott.ssa Federica Sartori, ci ricorda quanto questo tipo di lavoro non sia scontato e quanto sia importante costruire reti durature tra diverse realtà e contesti. Importante anche la presenza della Communication Manager GPI con la dott.ssa Daniela Filbierche ha sottolineato l’impegno dell’azienda informatica specializzata in software per la sanità pubblica, nel porre attenzione al benessere delle persone anche aderendo e supportando questo tipo di iniziative.

La dott.ssa Chiara Cainelli, ricercatrice ODFLab, è entrata nel vivo della ricerca “Sup e Sail ability”, concentrandosi sulle misure osservative ed efficacia dell'intervento cercando di evidenziare come la ricerca sia alleata dello sport nel definire metodologie e buone prassi.

   

Fonte: Archè