Allevatori trentini in assemblea Venerdì, 04 Maggio 2018

Il 2017 è stato un anno positivo per la zootecnia provinciale. Le quotazioni del latte alimentare, dei formaggi e del burro si sono mantenute interessanti; ancora in calo i consumi della carne. Il valore della produzione della Federazione Allevatori, che associa 1147 aziende, ha raggiunto i 14 milioni 690 mila  euro. Le richieste del presidente Mauro Fezzi agli amministratori provinciali. L’assessore Dallapiccola: “Entro l’anno un intervento di indennizzo supplementare per i danni causati dai grandi carnivori”  

Il 2017 è stato un anno positivo per la zootecnia provinciale. L’allevamento dei bovini da latte, che rappresenta la quota più rilevante della zootecnia provinciale, e quello dei bovini da carne hanno sostanzialmente confermato i risultati dell’annata precedente. È quanto emerge dall’assemblea annuale della Federazione Provinciale Allevatori che si è tenuta stamani alla sede di via Bettine.

Il bilancio dell’esercizio chiuso al 31 dicembre è stato presentato ai soci dal direttore Claudio Valorz. Il valore della produzione ha raggiunto i 14 milioni 690 mila  euro. Il patrimonio netto si è attestato sull’importo di 6 milioni 819 mila euro e testimonia la solidità della cooperativa. L’utile è stato di circa 60 mila euro.  

Gli allevatori soci della Federazione sono 1.147 per oltre trentamila capi bovini, 95 le aziende di ovicaprini con più di 1700 capi, 300 gli allevamenti di cavalli Haflinger e Noriker con 650 capi in selezione.

Relativamente agli andamenti economici il 2017 - ha riferito Valorz - si è chiuso con risultati positivi. Le quotazioni del latte alimentare, dei formaggi e del burro si sono mantenute interessanti nel corso di tutto l’anno e questo ha consentito a molte aziende di programmare sia la gestione che gli investimenti. I bilanci dei caseifici non sono ancora chiusi, ma l’andamento economico non si discosterà molto dai risultati del 2016 con liquidazioni agli allevatori che dovrebbero essere comprese tra 0,50 e 0,60 euro per litro. Determinanti per questo successo sono le politiche della qualità dei prodotti e l’organizzazione dell’attività in forma cooperativa.

Per quanto riguarda il bestiame da vita si è confermata una sostanziale tenuta delle quotazioni registrate nel 2016 e lo stesso si può dire per i comparti dei vitelli scolostrati, delle vacche da macello e dei vitelloni da carne.

Bilancio di segno negativo invece per la carne, i cui consumi sono diminuiti anche nel 2017 per effetto della flessione dei consumi alimentari in generale e di campagne di informazione non favorevoli che hanno penalizzato la carne rossa. Si è registrata una parziale tenuta dei consumi di carne locale, in particolare di quella commercializzata attraverso il punto vendita della Federazione Allevatori.

Mentre le organizzazioni degli allevatori a livello nazionale risentono di un pesante taglio di risorse pubbliche - ha evidenziato il presidente Mauro Fezzi nel suo intervento - in Trentino la politica provinciale è stata anche nel 2017 molto vicina al mondo zootecnico. Agli attuali e ai futuri amministratori della Provincia, che risulteranno in carica dopo le elezioni di ottobre, Fezzi ha rivolto due richieste. Prima: per far fronte ai danni causati dai carnivori, in particolare dai lupi, l’attivazione di misure che possano ristorare gli allevatori per la perdita degli animali ma anche per i costi indiretti legati alla diversa organizzazione dell’attività di alpeggio, che grava sulle loro spalle. Seconda richiesta: come avviene per altri settori dell’economia locale, una parte del bilancio provinciale possa essere dedicata al sostegno dell’agricoltura tornando la Provincia ad investire anche in questo ambito. Nella legislatura provinciale in corso, il finanziamento del comparto agricolo è passato soprattutto attraverso l’impiego dei fondi dell’Unione Europea.   

Entrando subito nel merito delle richieste di Fezzi, l’assessore all’agricoltura e turismo Michele Dallapiccola ha annunciato all’assemblea che la Provincia attiverà già entro l’anno un intervento di indennizzo supplementare rispetto all’attuale premio per l’alpeggio del bestiame finalizzato alla copertura delle maggiori spese che gli allevatori devono sostenere per la gestione in malga del bestiame in presenza di grandi carnivori. In relazione a questi ultimi, ha precisato l’assessore, continua l’azione di pressione sul livello ministeriale per ottenere la possibilità del loro controllo a livello provinciale. Dallapiccola ha inoltre riferito che prosegue l’attività di connessione e integrazione tra turismo e agricoltura al fine di garantire i migliori livelli di remunerazione ai prodotti trentini anche attraverso la commercializzazione ai nostri ospiti.

Il rinnovo delle cariche sociali

L’assemblea ha anche provveduto al rinnovo delle cariche sociali scadute. Nel consiglio di amministrazione della Federazione Allevatori, alleggerito di tre rappresentanti a seguito della modifica dello statuto, sono stati riconfermati Antonello Ferrari (Val del Chiese), Flavio Sighel (Alta Valsugana) e Stefano Albasini (Consulta sezioni di razza), mentre sono stati nominati per il primo mandato Michel Pedrin (Allevatori Valsugana) in sostituzione di Antonio Cenci e Gianluca Graziadei (Valle dell’Adige) in sostituzione di Mirko Endrizzi.

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