AbcIrifor: l’impegno per chi vive il disagio del buio o del silenzio Giovedì, 21 Marzo 2019

Visita alla sede della cooperativa di Fugatti e Kaswalder.

Educazione e prevenzione: sono le due parole chiave che guidano l’impegno di AbcIrifor, la cooperativa trentina di riabilitazione per persone cieche, ipovedenti e sorde, che questa mattina ha ricevuto nella sede di Trento la visita del presidente della Provincia Maurizio Fugatti e del presidente del Consiglio provinciale Walter Kaswalder. Accompagnati dal direttore generale di AbcIrifor Ferdinando Ceccato, dal direttore settore sordità Armando Pedulla e dai consiglieri della stessa cooperativa Giuseppe Fratea e Maurizio Ratti, i due presidenti hanno voluto dare un segno importante dell’attenzione alta che le istituzioni intendono rivolgere al tema della disabilità visiva e uditiva e alle azioni che possono essere messe in campo per la piena integrazione sociale delle persone che vivono queste difficoltà.
Proprio sul tema dell’educazione e della prevenzione i vertici di AbcIrifor hanno sottolineato che all’interno della cooperativa sono presenti tutte le professionalità necessarie, ma che andrebbero potenziate le possibilità di collaborazione con l’azienda sanitaria e altri settori dell’ente pubblico. Le proiezioni statistiche mostrano, infatti, che entro il 2030 i ciechi anziani aumenteranno di 8 volte, a causa ad esempio di malattie invalidanti come il glaucoma. Dopo i 50 anni, è stato detto, sarebbe necessario fare una visita oculistica annuale con misura della pressione oculare proprio per prevenire tali gravi complicazioni, ma nessuno in pratica la fa, con ricadute negative e di impatto economico non solo individuale, ma sull’intero sistema socio-sanitario. Su questo fronte il presidente Kaswalder valuta positivamente l'idea di promuovere uno screening all’interno delle case di riposo.

Nel corso dell’incontro il direttore Ceccato ha presentato i numeri di AbcIrifor, che spazia in molti campi che riguardano il disagio, e ha messo sul tavolo le questioni più importanti, come il sostegno psicologico per i ragazzi, gli adulti e le loro famiglie, le tariffe della riabilitazione e il tema lavoro. Su quest’ultimo aspetto le norme provinciali prevedono di occupare giovani ciechi o ipovedenti in attività legate al cosiddetto Progettone; l’idea di AbcIrifor è poter utilizzare questi ragazzi per attività di sensibilizzazione, con l’obiettivo soprattutto di farli sentire integrati nella società, ma anche per le classiche attività di segreteria e archivio o come centralinisti, seppure in questo settore le tecnologie nel tempo sono cambiate. È un percorso fattibile, secondo AbcIrifor, da incardinare in un progetto pilota che potrebbe fare da apripista per idee sperimentali e innovative esportabili in tutto il resto del Paese. Non da poco, poi, il tema delle barriere architettoniche: le abitazioni necessitano di essere adeguate ai bisogni di chi non ci vede, attraverso il lavoro di esperti che possano dare consigli per migliorare la qualità della vita, anche con piccoli accorgimenti; un’attività di tipo professionale questa, che nei paesi anglosassoni esiste già da tempo. Per le azioni d’integrazione delle persone sorde AbcIrifor, oltre a voler combattere il pregiudizio che porta a provare vergogna della sordità, punta a partire dalla più tenera età, intervenendo precocemente nel fornire alle famiglie tutte le giuste informazioni, affinché possano scegliere il percorso di vita migliore per i propri figli. In convenzione con Agenzia del lavoro esiste ad esempio il servizio di interpretariato, che ricorre alla lingua dei segni, ma la lotta più importante è quella contro l’analfabetismo di ritorno, che rischia di far isolare adulti e anziani, spesso colpiti anche da deficit cognitivi legati all’invecchiamento. L’uso delle protesi, ad esempio, copre oggi solo il 20 per cento del totale stimato dei bisognosi in età avanzata. Infine, da AbcIrifor è giunta la richiesta di aprire il servizio MUoverSì anche ai sordi, che purtroppo non rientrano in alcune facilitazioni aperte invece ai disabili ciechi e motori.

Fonte: Ufficio Stampa Provincia Autonoma di Trento

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