Un progetto della cooperazione: lasciti testamentari per aiutare il terzo settore Lunedì, 12 Settembre 2016

Piuttosto radicata nei Paesi del nord Europa e in quelli anglosassoni, la cultura del lascito testamentario a favore delle organizzazioni che operano senza fini di lucro in Italia stenta a farsi strada. Su questo tema alcune cooperative radicate sul territorio trentino e in Veneto hanno dato vita ad un tavolo di lavoro che lancia la campagna “Il luogo del dono”.

In un momento di  calo dell’aiuto pubblico al welfare, diviene importante per le cooperative e le organizzazioni del privato sociale sviluppare nuove relazioni significative e strumenti di sostegno integrativo, dando valore al significato del dono.

In quest’ottica, un gruppo di realtà sociali della provincia di Trento e dell’area veneta hanno dato vita ad un percorso di progettazione dedicato alla raccolta fondi per il sociale, con particolare attenzione al tema dei lasciti testamentari, che tutti possono attivare per sostenere realtà del terzo settore.

Attraverso lo strumento del lascito testamentario il donatore può designare un’organizzazione non-profit come destinataria alla sua morte di parte dei suoi beni. Piuttosto radicata nei Paesi del nord Europa e in quelli anglosassoni, la cultura del lascito testamentario a favore delle organizzazioni che operano senza fini di lucro in Italia stenta a farsi strada.

Da una ricerca realizzata da Eurisko su un campione rappresentativo della popolazione italiana over 55 risulta che solo l’8% fa testamento, mentre il 60% non ha mai preso in considerazione l’idea di farlo. Dalla stessa indagine si ricava che circa la metà della popolazione italiana non ha mai sentito parlare di testamenti a favore del non-profit. Il primo passo per poter attivare una forma di sostegno finanziario al mondo del privato sociale attraverso il lascito testamentario sembra dunque essere quella delle campagne informative.

Il tavolo di lavoro sui lasciti testamentari è stato promosso nel 2014 da alcune cooperative radicate sul territorio trentino e da una realtà in Veneto. Per la provincia di Trento si tratta delle cooperative Mandacarù, attiva nel commercio equo e solidale, La Rete che si occupa di disabilità nella città di Trento, Progetto 92 attiva nel sostegno a bambini, giovani e famiglie sul territorio provinciale e l’Associazione Amministratori di Sostegno. Ad esse si affianca la cooperativa Monteverde di Verona che offre servizi socio sanitari nel campo della disabilità.

Passando alla fase operativa, il tavolo intende lanciare una campagna culturale sul tema del dono come strumento di sostegno al terzo settore impegnato sui bisogni delle comunità locali e nel mondo. Si tratta di un lavoro di creazione di cultura che va al di là di una richiesta di sostegno alle singole realtà del tavolo. La campagna mira a raggiungere differenti tipologie di potenziali donatori, sollecitando le loro diverse motivazioni personali.

Lo slogan ideato per la campagna è “Il luogo del dono” inteso sia come visione di un mondo basato sui valori condivisi dalle organizzazioni che fanno parte del tavolo, sia come luogo fisico dove il dono è reso possibile attraverso il lascito testamentario.

La presentazione della campagna si è svolta stamani alla Federazione Trentina della Cooperazione alla vigilia della quarta giornata internazionale dei lasciti, che si celebrerà domani (martedì) in tutto il mondo.

Michelangelo Marchesi, responsabile area sviluppo coop Progetto 92, nel presentare il progetto ha evidenziato la delicatezza del tema e nello stesso tempo la forte opportunità di chi intende donare (in vita o dopo la morte) per dare una mano alla propria comunità.

“Occorre avviare soprattutto un’azione di tipo culturale, in un contesto in cui le risorse pubbliche stanno diminuendo”, ha affermato Giovanni Bridi, direttore coop Mandacarù.

“Possiamo invertire la tendenza - ha detto Mauro Tommasini, direttore coop La Rete - il progetto nasce anche dalla volontà di condividere un territorio. Dobbiamo creare luoghi pronti ad accogliere e professionisti pronti ad ascoltare”.

Per Massimo Zanoni, presidente dell’associazione Comitato per l’amministratore di sostegno del Trentino, “occorre sviluppare anche maggiore conoscenza tecnica sugli strumenti per donare e semplificarne le modalità”.

Marina Castaldo, vicepresidente vicaria della Federazione, che sostiene l’iniziativa: “La nostra legislazione tutela molto e una iniziativa del genere è anche un modo per avvicinare le persone alla propria comunità”.

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