Tutti nello stesso piatto. Un festival per il gusto di sapere Lunedì, 07 Novembre 2016

Dal 9 al 27 novembre torna a Trento “Tutti nello stesso piatto”, il festival internazionale di cinema cibo e videodiversità organizzato dalla cooperativa Mandacarù. In cartellone 32 opere che raccontano le trasformazioni in corso ai quattro angoli del pianeta. Tra gli ospiti più attesi anche Stefano Liberti e Carmine Abate

Al rapporto tra cibo e salute, ma anche tra cibo e cultura, rispetto dell’ambiente e diritti umani, sarà dedicata l’edizione 2016 di Tutti nello stesso piatto il festival organizzato da Mandacarù Onlus, cooperativa di commercio equo del Trentino e dal consorzio Altromercato, la maggiore organizzazione di commercio equo e solidale in Italia e una delle maggiori a livello mondiale. Dopo il successo della scorsa edizione, che aveva proposto 42 pellicole viste da circa 8.000 persone, tra studenti e spettatori delle proiezioni serali, per un totale di oltre 230 ore di programmazione, torna, dal 9 al 27 novembre a Trento, la kermesse cinematografica che mette a fuoco la realtà complessa del sistema agroalimentare da Nord a Sud del mondo.

Quest’anno il pubblico potrà scegliere tra 32 film e documentari da tutto il mondo, già applauditi nei maggiori festival internazionali, dal Berlino Culinay Cinema al IDFA di Amsterdam, dal Sundance Film Festival all’Human Right Watch Film Festival e molti altri ancora.

I focus tematici di questa ottava edizione sono “Orizzonti latini”, “La salute nel piatto”, “Cibo e diritti umani” e “Le culture del cibo”, e puntano il dito, in particolare, sull’importanza di promuovere il diritto dei popoli a definire i propri sistemi agricoli e alimentari, per garantire a tutti un cibo salubre, culturalmente appropriato e prodotto attraverso metodi ecologici. Riflettori puntati anche sulle scelte di acquisto e di consumo di prodotti alimentari, attraverso cui si può sostenere quotidianamente un modello economico piuttosto che un altro e tutelare la propria salute.

“Il festival – commenta la presidente di Mandacarù Piera Sterlini – vuole essere un’occasione di contatto con mondi e culture lontane, una riflessione sul cibo per interrogarsi e confrontarsi sulle infinite contraddizioni del mondo alimentare. In questo modo crea una ricchezza immateriale, che alimenta la fiducia, il desiderio di partecipazione, il senso di comunità e di solidarietà, di vita civile, il bisogno di giustizia sociale”.

“In questi anni – aggiunge la direttrice artistica del festival Beatrice De Blasi – “Tutti nello stesso piatto” si è affermato come esperienza culturale condivisa che attrae pubblici diversi, dai giovani studenti universitari ai professionisti, intellettuali, cinefili e più in generale spettatori che vogliono assistere a un evento divulgativo e formativo. Inoltre, la forte vocazione internazionale, con opere in lingua originale sottotitolate in italiano e in inglese, intercetta da un lato un pubblico di stranieri residenti a Trento, per i quali normalmente l’offerta culturale è esigua, e dall’altro un pubblico italiano, che vede nei film in lingua originale una straordinaria possibilità di rafforzamento delle proprie competenze linguistiche”.

Gli interventi

Conferenza stampa di presentazione ospitata, stamani, alla sala consiglio della Federazione Trentina della Cooperazione. “Cibo è cultura e il cibo è di casa alla Cooperazione Trentina – ha osservato Mauro Fezzi, presidente della Federazione, affiancato dal direttore generale Carlo Dellasega  – Infatti, al suo interno, ci sono società impegnate nella produzione e nella commercializzazione del cibo, pensiamo alle cooperative agricole e a quelle di consumo. Tutto quello che riesce a favorire il movimento di prodotti e sviluppare economie in quei Paesi lontani sia destinato a rappresentare un vantaggio per tutti”.

Davide Cavazza, direttore comunicazione di Altromercato: “Il Festival si presenta ricchissimo e importante”. Poi citando Ippocrate: “lasciate che il cibo sia la vostra medicina e che la vostra medicina sia il cibo”.

Renata Tommasini, responsabile ufficio cultura dell’Opera Universitaria di Trento, ha ricordato che “l’Opera sostiene questo Festival per la valenza sociale della tematica trattata e per l’internazionalizzazione della rassegna”.

Lorenzo Toniolo di Aiesec, l’associazione internazionale degli studenti universitari di scienze economiche e commerciali: “Don Milani diceva: se diamo ai giovani studenti la possibilità di fare le cose gli studenti faranno le cose. E in questa direzione va la scelta di una giuria del Festival interamente formata da studenti”.

Nicole Corritore, giornalista di Osservatorio Balcani Caucaso Transeuropa, ha parlato del  documentario in calendario il 12 novembre dedicato alla cooperativa agricola bosniaca “Insieme” frutto del movimento di solidarietà massiccia che si era mosso dai primi anni Novanta a sostegno delle popolazioni dei Balcani. “La cooperativa è riuscita dove nessun altro è riuscito. Dai dieci soci iniziali (quasi tutte donne) oggi si conta una base di seicento soci”.

Alla conferenza stampa ha partecipato anche Manuela Gualdi, coordinatrice del Tavolo Trentino per l’economia solidale.

Ottava edizione

Tornando al programma, ad aprire questa ottava edizione sarà l’inchiesta condotta da Stefano LibertiI signori del cibo. Viaggio nell’industria alimentare che sta distruggendo il pianeta”, un viaggio durato due anni lungo la filiera di quattro alimenti – il maiale, la soia, il pomodoro, il tonno – per osservare cosa succede quando l’aggressività della finanza decide di trasformare l’intero pianeta in un gigantesco pasto. Mercoledì 9 novembre Liberti ne discuterà insieme ad Augusto Goio al Teatro Sanbàpolis di Trento.

Tra i nomi più attesi lo scrittore Carmine Abate che, mercoledì 16 novembre al cinema Astra, presenterà, dialogando con il direttore dell’Alto Adige e del Trentino Alberto Faustini, il suo ultimo libro “Il banchetto di nozze e altri sapori”, un’appassionata storia di formazione attraverso i sapori e le fragranze che rinsaldano il legame con le origini, accompagnano il distacco dalla propria terra, annunciano il brivido dell’ignoto.

Accanto alle opere cinematografiche, verrà dato spazio anche quest’anno alla fotografia con “Altreameriche”, incontro con il fotogiornalista Fabio Cuttica e la giornalista di Internazionale Camilla Desideri, che racconteranno i cambiamenti in corso in America Latina toccandone gli aspetti politici, sociali, culturali e di rivendicazione dei diritti umani. Al termine dell’incontro Luca Palagi, responsabile Cooperazione di Altromercato, presenterà il progetto Nuova Colombia.

Confermato anche per l’edizione 2016 “Schermi & Lavagne”, la proposta che Mandacarù rivolge a circa 2.500 ragazzi e ragazze di età compresa tra i 6 ed i 18 anni. “L’intento – spiega De Blasi – è di sensibilizzare ragazzi e bambini al dialogo interculturale attraverso la scoperta del cibo e di culture e tradizioni da tutto il mondo. Particolare attenzione verrà inoltre posta nel promuovere stili di consumo responsabile di prodotti di filiera locale e del commercio equo e solidale”. “Schermi & Lavagne” è un vero e proprio festival nel festival, che propone un programma di cartoni di animazione, film e documentari rivolti alle scuole primarie, secondarie di primo e secondo grado per approfondire i diversi temi del festival e che, attraverso il linguaggio cinematografico, hanno l’obiettivo di sviluppare un percorso educativo con i ragazzi e con gli insegnanti.

La serata conclusiva del festival si terrà domenica 27 novembre, presso il cinema Astra, quando saranno proclamati i vincitori nelle categorie Diritti umani, Orizzonti latini, Salute nel piatto e Culture del cibo, scelti dalle giurie del festival, composte dalle associazioni universitarie Aiesec, Ingegneria Senza Frontiere, Art to Art e L’Universitario.

***

I TEMI DEL FESTIVAL

E I FILM CHE LI RAPPRESENTANO

 

Focus ORIZZONTI LATINI

Una vera e propria lente di ingrandimento sulla società latinoamericana, sulla cultura di un continente che sta vivendo una stagione di straordinario fermento culturale, ma anche di grandi sconvolgimenti politici. Il 2015 ha segnato un punto di svolta per molti Paesi dell’America Latina. Complice la crisi economica e sociale, in molti Stati si è fatta sentire l’insofferenza per la vecchia classe politica e il bisogno di un cambiamento di rotta. Le elezioni in Argentina, Venezuela e Guatemala, la firma dell’accordo di pace in Colombia tra Governo e Farc dopo 52 anni di conflitto, in particolare, hanno segnato un punto di rottura col passato. Tra i film e documentari di questo focus:

EL ABRAZO DE LA SERPIENTE - L’abbraccio del serpente di Ciro Guerra - Colombia

Lo sciamano amazzonico Karamakate è l'ultimo rimasto in vita della sua tribù, sterminata dall'esercito colombiano. A trent'anni di distanza l'uno dall'altro, fa da guida a due esploratori alla ricerca della yakruna, una rarissima pianta della famiglia delle Hevea brasiliensis, l’albero della gomma. Nel 1909, Karamakate accompagna il tedesco Theodor Koch-Grünberg, affetto da malaria, nella speranza che questi lo aiuti a trovare eventuali altri sopravvissuti della sua tribù. Nel 1940, Karamakate accompagna invece l'americano Richard Evans Schultes, che sta studiando una cura per la stessa pianta il cui prodotto, il caucciù, è ora assai richiesto. Stavolta, lo sciamano spera che la ricerca lo aiuti a uscire dal suo stato di chullachaqui, ovvero di “uomo vuoto”.

HIJA DE LA LAGUNA – Daughter of the Lake di Ernesto Cabellos Damian - Perù

Al culmine della corsa all'oro in Perù, una donna andina in grado di comunicare con gli spiriti dell'acqua prova ad usare i suoi poteri per evitare che una società mineraria distrugga il lago che per lei è una creatura vivente. Il film, attraverso immagini suggestive ed una storia appassionante racconta l'importanza dell'equilibrio tra l'uomo e gli elementi della natura, un equilibrio che rischiamo di perdere per sempre.

WHEN TWO WORLDS COLLIDE - QUANDO DUE MONDI SI SCONTRANO di Heidi Brandenburg e Mathew Orzel - Perù

Un leader indigeno prova a opporsi alla rovina ambientale causata nelle terre amazzoniche dalle grandi imprese. Costretto all'esilio e a vent'anni di carcere, espone le sue contrastanti visioni sul destino del Rio delle Amazzoni e sul futuro del clima. Con un lavoro audace e coinvolgente, Heidi Brandeburgo e Mathew Orzel catturano una profonda crisi politica e ambientale che ha sancito l'inizio di una lotta combattuta tra le sale di giustizia e la grande foresta amazzonica.

LA MEMORIA DELL'ACQUA – di Patricio Guzmán - Cile

Da un parallelepipedo di quarzo, che contiene al suo interno dell'acqua che risale a millenni fa, prende le mosse una riflessione sull'elemento liquido che sta alla base della vita nell'universo e della sua fondamentale rilevanza per la formazione delle culture, una riflessione che consente anche di parlare della storia passata e più recente del Cile.

 

Focus LA SALUTE NEL PIATTO

“Lasciate che il cibo sia la vostra medicina e la vostra medicina sia il cibo”. Ippocrate, migliaia di anni fa, aveva profetizzato il momento in cui il cibo sarebbe diventato il rimedio di tutti i mali. Parlare di cibo oggi vuol dire parlare di scienza e di piacere, di salute e di cultura, di tecnologia e di tradizioni. Ma parlare di cibo oggi vuole anche dire guardare lontano, fare previsioni e investimenti per riuscire a conciliare la necessità di sfamare in modo sano ed equilibrato un numero sempre crescente di persone e la tutela del pianeta che le ospita. Per poter parlare di cibo oggi è importante capire come l’uomo ha modificato la natura per nutrirsi, ma anche come gli alimenti, le tecniche per coltivarli, conservarli e cucinarli hanno modificato la nostra esistenza. È, insomma, necessario usare le conoscenze dei medici, degli agronomi, degli agricoltori, dei genetisti, degli antropologi, dei chimici, dei sociologi, dei cuochi e dei gastronomi per riuscire a rendere la complessità di un argomento che viene troppo spesso trattato superficialmente. Il cibo e l'alimentazione generano moltissime domande e trovare le risposte è sempre difficile.

Ci proveremo mettendo a disposizione del pubblico esperti del MUSE in un format nuovo che lascia totale spazio al dibattito.

ZUCCHERO! THAT SUGAR FILM - Tutto quello che avreste sempre voluto sapere sullo zucchero, ma non avete mai osato chiedere!

Lo zucchero è presente nell’80% dei cibi confezionati. Che cosa succede al nostro corpo se ci fidiamo dei prodotti in apparenza sani se non dietetici, definiti a basso contenuto o persino "senza zuccheri"? In “Zucchero! – That Sugar Film”, l’attore e regista australiano Damon Gameau ha fatto un esperimento unico nel suo genere: documentare il passaggio da un’alimentazione attenta ed equilibrata a una dieta ipercalorica, con un alto contenuto di zuccheri. Il bello è che per far questo s’è nutrito di cibi considerati "sani", ma che in realtà sono ricchi di zuccheri nascosti, come yogurt magro, succhi di frutta, cereali e barrette di muesli, verdure in scatola... Tutte queste abitudini alimentari, molto diffuse nei Paesi avanzati, corrispondono però a circa quaranta cucchiaini da tè di zucchero al giorno! Pur disposto ad affrontare tutto con un sorriso, dopo due mesi Damon si è ritrovato con un ingrossamento del fegato, stanchezza cronica, problemi di sonno e di concentrazione, sintomi di depressione, un principio di obesità ed incombenti rischi di diabete… Insomma, se lo zucchero non è il male, si vive comunque molto meglio senza!

In Defense of Food - In difesa del cibo

"Mangiate cibo vero. Con moderazione. Soprattutto vegetali”. Con questa massima di sette parole, il giornalista americano Michael Pollan (“Il dilemma dell’onnivoro”) sintetizza il risultato di mesi di ricerca in una ricotta per contrastare il danno causato alla salute di milioni di persone dalla dieta occidentale di oggi, fortemente influenzata dalla produzione su scala industriale.

 

Focus CIBO E DIRITTI UMANI

Un viaggio cinematografico in 6 opere da 4 continenti durante il quale saremo accompagnati dagli autori più interessanti nel panorama nazionale ed internazionale, per rivivere con il loro sguardo la negazione dei diritti umani fondamentali, per ribadire che le violazioni dei diritti umani avvengono in tutto il mondo e che riguardano tutti noi, per riflettere che esistono diritti di cui ogni essere umano deve poter godere per la sola ragione di esistere, di essere al mondo. Il concetto al cuore del focus CIBO E DIRITTI UMANI sarà “un film, un tema, un dibattito”. Con l’intervento di esperti si intende promuovere la cultura dei diritti umani e la tutela dei diritti civili, valorizzando le diversità culturali e la partecipazione nella società plurale contemporanea. L’obiettivo è quello di promuovere la presa di coscienza tra un ampio pubblico, per denunciare le violazioni dei Diritti Umani, per dare spazio a coloro che si impegnano per il rispetto di questi diritti, per sostenere e dare visibilità alle campagne che operano in favore della dignità umana.

Mediterranea di Jonas Carpignano

Ayiva lascia il Burkina Faso per cercare di raggiungere l'Italia dove spera di poter trovare un lavoro che gli consenta di aiutare sua figlia che è ancora una bambina e sua sorella che se ne occupa. Parte come clandestino con l'amico Abas e, dopo la traversata del deserto in Algeria, si imbarca. Trova lavoro come raccoglitore di arance a Rosarno in Calabria. Le difficoltà sono numerose ma si accrescono quando parte della popolazione locale aggredisce gli immigrati.

Al termine del film interverranno la giornalista di Internazionale Annalisa Camilli e Agitu Ideo Gudeta, di La Capra Felice”.

DERT di Mario e Stefano Martone

La storia della cooperativa agricola Insieme e dell’amicizia che l’ha resa possibile, quella tra Rada, Skender e Mario. A vent’anni dai tragici avvenimenti che hanno sconvolto la Bosnia, Dert si muove nei luoghi della memoria di un paese segnato dalla guerra m anon è un film sulle vittime e sul dolore, bansì la testimonianza di una straordinaria esperienza collettiva fondata sulla dignità e sul lavoro. Un esempio di convivenza a dispetto di tutti i nazionalismi.

Con la partecipazione del fotogiornalista Mario Boccia e di due tra i protagonisti del film Rada Žarković and Skender Hot, presidente e direttore della cooperativa Insieme, partner di Altromercato.

 

Focus CULTURE CIBO

“Non c'è amore più sincero di quello per il cibo” recita un famoso aforisma di George Bernard Shaw. E se in linea teorica questo detto può considerarsi un assioma inconfutabile, di fronte a determinati ingredienti forse siamo portati ad amare il cibo un po' meno. Ogni cultura ha una propria tradizione gastronomica e ciascuna ha sviluppato autonomamente il proprio gusto riguardo a cibo e bevande e a ciò che, molto spesso in base alla reperibilità, viene considerato una vera prelibatezza. Per molti popoli alcuni cibi sono tabù, altri sono banditi dalle usanze religiose, altri ancora sono stati vietati a seguito di norme igieniche, che si sono rafforzate negli anni. Ma ci sono molti alimenti che vengono giudicati “immangiabili” o disgustosi solo perché non si è abituati a mangiarli. Quali siano lo scopriremo attraverso un giro in torno al mondo con i documentari del festival.

BUGS – INSETTI di Andreas Johnsen –Danimarca 2016

Da quando sono stati indicati dalle Nazioni Unite come una risorsa fondamentale per combattere la fame nel mondo, prima che gli chef ne elogiassero il gusto, gli ambientalisti il loro basso impatto ecologico e i nutrizionisti il loro alto valore nutrizionale, gli insetti sono diventati il cibo del futuro. La Ong danese Nordic Food Lab ha deciso di condurre una ricerca durata tre anni sui due miliardi di persone che già se ne cibano. Un viaggio che ci porterà ad assaggiare squisitezze come le venerate termiti regine o il miele di formica del deserto per capire se gli insetti sono lo specchio delle falle del nostro sistema alimentare o l’asso nella manica per riequilibrarlo.

Wanton Mee di Eric Khoo – Singapore 2015

Chun Feng Koh è un critico gastronomico di mezza età che sta affrontando cambiamenti psicologicamente logoranti sul lavoro. La sua pazienza è messa alla prova dal fatto che il giornale per cui lavora si sta convertendo al digitale. Una cosa che si rivela essere una benedizione è invece la videocamera che gli viene data dal giornale per integrare le sue recensioni con delle immagini. Koh comincia a portarsi dietro la videocamera mentre frequenta I bamchetti di street food locale. Comincai a raccogliere le stroie dei proprietary di questi banche e, insieme a queste, la storia di come I piatti di Singapore sono stati creati.

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